



Nel corso del 2024, il Piemonte è stata una delle prime Regioni ad attivare una campagna di immunizzazione basata sull’impiego di un nuovo anticorpo monoclonale per contrastate l’infezione causata dal virus respiratorio sinciziale (RSV) nei bambini sotto l’anno di età, che negli anni precedenti aveva visto un progressivo aumento dei passaggi in pronto soccorso e dei ricoveri.
L’ immunizzazione si è concentrata sia sui bambini nati a partire dal mese di gennaio 2024, sia su quelli nati durante il periodo epidemico (ottobre 2024-marzo 2025), tutto ciò grazie al supporto dei Servizi vaccinali delle ASL, dei Pediatri di Libera scelta e dei punti nascita delle ASR della Regione.
«Sulla base degli ottimi risultati ottenuti, sia come riduzione degli accessi in Pronto Soccorso sia come riduzione dei ricoveri ospedalieri causati dal virus respiratorio sinciziale – ha sottolineato l’assessore alla Sanità, Federico Riboldi -, la Regione Piemonte ha previsto di attivare anche per la stagione 2025-2026 una campagna di immunizzazione contro l’RSV con le medesime modalità dell’anno precedente, approvando l’acquisto di 30 mila nuove dosi di anticorpo monoclonale. Un segnale concreto verso la prevenzione dei più fragili».
L’Inter batte 2-0 il River Plate e vola agli ottavi del Mondiale per Club. Decisivi i gol di Pio Esposito e Bastoni in una gara solida e ben gestita dai nerazzurri.
Serata da dimenticare invece per la Juventus, sconfitta 5-2 dal Manchester City. Troppo forti gli inglesi per i bianconeri, che non intacca la qualificazione agli ottavi ma il morale si. Inutili le reti di Vlahović e Koopmeiners
L’Inter convince, la Juve delude: destini opposti per le italiane.
Agli ottavi Inter contro Fluminense e Juventus contro, probabilmente,il Real Madrid
Enzo Grassano
Una donna di 54 anni è stata trovata senza vita nel pomeriggio di oggi in un’abitazione di Rivalta, nel Torinese. Il compagno, di un anno più anziano, è stato trovato annegato questa mattina nel lago di Avigliana. Secondo alcuni testimoni si sarebbe suicidato.
A fare la tragica scoperta sarebbe stato il fratello dell’uomo. Dopo essere stato rintracciato dai carabinieri e informato della morte del fratello, si è recato nell’abitazione della coppia per avvisare la donna. Una volta arrivato, l’ha trovata priva di vita.
Il SAPPE – Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria – esprime profondo cordoglio per la tragica morte di un detenuto italiano di 56 anni, avvenuta questa mattina all’interno della casa circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino.
Secondo quanto ricostruito, intorno alle ore 11:40 l’uomo ha accusato un grave malessere mentre si trovava nella rotonda del reparto, mostrando evidenti difficoltà respiratorie. Nonostante il tempestivo intervento del personale di Polizia Penitenziaria, che ha prontamente tentato la manovra di Heimlich, e l’ausilio del personale sanitario interno e successivamente del 118, ogni tentativo di rianimazione si è rivelato purtroppo vano. Il detenuto è deceduto dopo circa 40 minuti di manovre salvavita.
Il SAPPe sottolinea ancora una volta la necessità di garantire una formazione continua e specifica per il personale penitenziario, soprattutto in materia di primo soccorso, e di rafforzare la presenza di presidi sanitari adeguati all’interno degli istituti di pena.
“Ci troviamo di fronte all’ennesima tragedia che colpisce il sistema penitenziario italiano – dichiara il Segretario per il Piemonte del SAPPE Vicente Santilli –. Il personale ha agito con prontezza e professionalità, ma non sempre questo basta. Servono investimenti concreti in formazione, dotazioni sanitarie e risorse umane per evitare che simili episodi si ripetano.”
Affranto anche Donato Capece, segretario generale del SAPPE: “E’ una notizia sconvolgente. Nonostante tutti gli sforzi degli Agenti e dei sanitari, purtroppo l’uomo è deceduto. Questo mi induce a invitare i vertici dell’Amministrazione Penitenziaria regionale e nazionale a mettere la formazione e l’aggiornamento professionale dei Baschi Azzurri tra le priorità di intervento per il Corpo”.
Lo studio di Confartigianato
Il 22,7% delle imprese piemontesi con addetti utilizza l’intelligenza artificiale per ottimizzare i processi aziendali, realizzare prodotti migliori e offrire servizi più adeguati, quindi per sicurezza informatica, relazioni con clienti e fornitori, videosorveglianza, elaborazione immagini, gestione robot, analisi dati e sistemi previsionali, automazione di processo e trattamento linguaggio macchina.
Delle 11.724 realtà che sfruttano questa nuova tecnologia, 2.663 sono artigiane con dipendenti.
A livello territoriale, a Torino 6.301 imprese utilizzano l’intelligenza artificiale, di cui 1.274 sono artigiane (20,2%).
E’ questo ciò che emerge dallo studio “I pionieri dell’IA” realizzato dell’Ufficio Studi di Confartigianato che ha analizzato i dati di UnionCamere, Ministero del Lavoro, Sistema Excelsior e Istat.
Lo studio evidenzia inoltre che le applicazioni più diffuse nelle MPI artigiane riguardano la gestione economico-finanziaria (46%), il marketing e l’e-commerce (34,8%) seguite a distanza da gestione dei clienti con il 18,8%, gestione dei servizi e della produzione con il 18,5% e la sicurezza informatica (18,3%).
I settori maggiormente interessati sono le attività di servizi, le costruzioni, il manifatturiero, il trasporto e magazzinaggio; a seguire i servizi alle imprese, la gestione di rifiuti e acqua, alloggio e ristorazione, informazione e comunicazione.
“Questi dati dimostrano come il tessuto imprenditoriale torinese e piemontese non sia solo reattivo, ma anche coraggioso nell’innovare – afferma Dino De Santis Presidente di Confartigianato Imprese Torino – un segnale che parla di futuro, innovazione e capacità di adattamento del nostro saper fare, La cosiddetta “intelligenza artigiana” si rivela un fattore strategico per affrontare la transizione digitale, senza perdere l’anima del nostro lavoro: creatività, manualità e legame con il territorio. Il nostro compito è quello di accompagnare le imprese affinché non restino indietro, ma
bisogna aver ben chiaro che l’IA non sostituisce l’uomo, lo potenzia: la sfida è saperla governare”.
L’analisi, al contrario, dimostra anche come rimanga alta la quota di imprese che dichiara di non sapere come introdurre l’IA nei propri processi: ben il 69,5%.
Dall’analisi emerge anche che le imprese piemontesi hanno previsto l’entrata di oltre 48mila lavoratori con elevate competenze digitali avanzate pari al 13,0% del totale delle entrate annuali. Di questi, oltre 27mila addetti sono difficili da trovare, con una percentuale equivalente del 56,5%.
Confartigianato ha voluto anche indagare sulle motivazioni che portano ancora troppe realtà a non usare tecnologie legate all’IA.
Dall’analisi dell’Ufficio Studi emerge infatti come il 69,9% delle imprese (7 su 10) non sappia come introdurre soluzioni di IA nei processi produttivi o di servizio mentre il 15,6% pensa che il proprio business aziendale non possa beneficiare dell’uso delle tecnologie legate all’IA.
“I dati ci dicono che si deve agire su diversi fronti – conclude De Santis– il primo è sicuramente la formazione attraverso un maggior impegno in fase di orientamento e dei rapporti con le istituzioni formative per arrivare ad avere figure e competenze adeguate alle necessità delle imprese. Emerge inoltre, la necessità di aumentare le conoscenze delle imprese sulle applicazioni dell’IA con investimenti mirati”.
A livello nazionale due terzi (66%) degli imprenditori e lavoratori autonomi italiani hanno un’opinione positiva sull’utilizzo di intelligenza artificiale (IA) e robot nei luoghi di lavoro.
In Italia nel 2024 sono 181.652 imprese con dipendenti le pioniere che hanno adottato tecnologie legate all’IA, pari all’11,4% delle imprese con dipendenti, con una maggiore diffusione nei Servizi (12,6%) rispetto al Manifatturiero (8,8%) e alle Costruzioni (7,7%).
Le regioni leader per pionieri dell’IA sono Lombardia con 32.080 imprese (17,7% del totale), Lazio con 17.669 imprese, Campania con 17.221 imprese, Veneto con 15.507 imprese ed Emilia-Romagna con 13.649 imprese. Sono 177.887 le Micro e Piccole Imprese (MPI), utilizzatrici di IA mentre 34.997 sono le imprese artigiane. Le imprese artigiane pioniere dell’IA sono il 19,3% delle imprese utilizzatrici di IA, con una maggiore incidenza nelle Marche con 27,5%, Veneto con 24,0%, Sardegna con 23,4%, Provincia Autonoma di Bolzano con 23,3% ed Emilia-Romagna e Toscana, entrambe con 23,1%.
Maggiore uso dell’IA per cybersicurezza e management.
Il 13,1% delle imprese ha già assunto o intende assumere personale per la gestione delle tecnologie IA. Le imprese prevedono l’entrata di 686mila lavoratori con elevata richiesta di competenze digitali avanzate, che includono l’intelligenza artificiale, oltre a cloud computing, Industrial Internet
of Things (IIoT), data analytics e big data, realtà virtuale e aumentata e blockchain, pari al 12,4% del totale delle entrate. La carenza di competenze digitali avanzate rappresenta un ulteriore vincolo alla diffusione dell’IA: il 53,5% dei profili richiesti è di difficile reperimento, in particolare in Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Umbria e Toscana.
A Torino da 2 anni è nato il Kontiki, spazio aggregativo per tematiche ambientali, sociali e culturali. Prima sede in Italia dei Fridays for Future, progetto coraggioso di un gruppo di ragazzi3 entusiasti, sensibili alla causa della crisi climatica e non solo. Tante iniziative sociali dai talk sul clima ai diritti delle persone spesso violati. Completamente autogestito. Sono tutti volontari. Per il secondo anno consecutivo dal 26 al 29 giugno si svolge Climax un Festival con talk ( con tanti argomenti d’attualità) come energia, spazi pubblici, tanta musica, teatro,cucina (rigorosamente vegana). Il Kontiki è in via Cigliano 7 Torino. Per il programma potete consultare Instagram e Facebook.
Pier Luigi Fuggetta
“Una scelta di civiltà per i piemontesi che risiedono lontani dai servizi”
Approvati gli emendamenti alla Legge di Riordino presentati da Sergio Bartoli (Lista Civica Cirio Presidente Piemonte Moderato e Liberale) che permettono l’allestimento di camere ardenti nelle RSA del territorio, previo accordo con il direttore della struttura, nel caso anche di decesso in casa, se non è possibile comporre la salma sul luogo dove è avvenuto il trapasso e qualora non esistano alternative facilmente raggiungibili, come per esempio le case del commiato. In pratica, l’emendamento supera il divieto dello spostamento delle spoglie con la cassa aperta.
“Grazie all’approvazione di questi emendamenti – spiega Sergio Bartoli -, interveniamo su un punto significativo per gli Enti Locali di regioni montane o comunque lontane dai centri più grandi e con maggiori servizi. Diamo la facoltà alle famiglie di allestire la camera ardente per il famigliare defunto nella casa di riposo in cui è stato ospitato o, nel caso in cui il decesso sia avvenuto in casa, di trasferire la salma in una RSA, previa disponibilità di locali adeguati e con l’autorizzazione del direttore. E’ una scelta di civiltà per tutti i residenti di comuni dai quali non è agevole raggiungere case del commiato o strutture funerarie attrezzate”.
Conclude Bartoli: “Tutti gli emendamenti che ho presentato e che sono stati approvati sono a costo zero, rispondono a esigenze concrete dei territori e promuovono il dialogo tra le istituzioni”.
Sabato 28 Giugno ore 11 , piazza Savoia , Dehor Caffè PETIT FLEUR