ilTorinese

Blackout e caldo record, Iren accelera gli investimenti sulla rete elettrica di Torino

Dopo i blackout che nelle ultime settimane hanno interessato diversi quartieri di Torino, il Consiglio di amministrazione di Iren ha deciso di imprimere un’accelerazione al piano di potenziamento della rete elettrica cittadina. La decisione è stata assunta nella riunione di oggi, durante la quale sono stati analizzati gli effetti delle eccezionali ondate di calore che hanno messo sotto pressione il sistema di distribuzione.

Le temperature elevate, protrattesi per diversi giorni, hanno infatti provocato un’impennata dei consumi di energia elettrica, cresciuti di circa il 30%, sottoponendo a un forte stress soprattutto le linee interrate della rete.

Il CdA ha espresso apprezzamento per il piano straordinario di gestione dell’emergenza predisposto dal management del Gruppo, chiedendo al tempo stesso di rafforzare ulteriormente le attività di monitoraggio e controllo per rendere ancora più efficace la risposta ai guasti.

Anche alla luce dell’ordinanza emanata dal sindaco di Torino, Iren ha deciso di accelerare il potenziamento degli organici nell’area torinese. Il piano prevede un incremento del 50% del personale operativo disponibile 24 ore su 24, sia dipendente sia esterno.

Parallelamente, il Consiglio di amministrazione ha confermato la volontà di anticipare il programma di investimenti infrastrutturali destinati alla rete elettrica del capoluogo piemontese. Entro il 2030 sono previsti investimenti per 515 milioni di euro, destinati al rafforzamento delle linee di media tensione e delle cabine primarie, all’aumento della resilienza della rete rispetto agli eventi climatici estremi e allo sviluppo di sistemi sempre più evoluti per il monitoraggio e la gestione dei guasti.

Nel corso della riunione il management ha illustrato anche le misure già adottate per fronteggiare l’emergenza. Tra queste figurano il rafforzamento delle squadre tecniche sul territorio con task force dedicate e 150 operatori disponibili giorno e notte, la riduzione dei tempi medi di intervento, l’impiego diffuso di generatori nelle aree più critiche, l’attivazione di presìdi straordinari nei punti della città con maggiore richiesta di energia e la priorità assicurata ai servizi essenziali e alle persone più fragili.

L’obiettivo è affrontare con maggiore efficacia eventuali nuove emergenze estive e, allo stesso tempo, rendere la rete elettrica torinese più moderna e resistente agli effetti di eventi climatici sempre più frequenti e intensi.

Un saluto per Marco Albera, amico gioviale e studioso serio e competente

IL RICORDO

di Carlo Alfonso Maria Burdet

 

Non sempre si sceglie così bene il giorno per una dipartita! MaMarco se n’è andato proprio per San Luigi Gonzaga (non per la Consolata, e neppure per San Giovanni Battista, ma) al solstizio d’estate. Ci sono forti richiami tra il santo mantovano dei giovani e dei puri (che in Piemonte passò anche per Chieri) e l’amico nostro (con i suoi primi anni veneti): due uomini univoci, giusti e forti, esempio e riferimento di fede in momenti di incertezza e confusione! E loro, così necessari per riequilibrare il tutto, pronti davanti a noi a indicare la via… come le statue che, sui carri cinesi, davano la direzione per il cammino.

E non solo questo ché, da sempre, Marco fu molto, e molto di più...

Uomo di Fede, apostolo convinto del cammino e della lotta, sempre pronto a suggerire, a dare, a aiutare, senza tirarsi mai indietro, senza mai agire per men che nobili scopi pensava alla grande, amava il bello, era sempre pronto a lottare per la Verità.

Esempio di fede che trasmette gioia, e perciò è grande, onesta, pacata, sempre reale.

Nel collezionismo generoso al quale dedicava lattenzione, recuperava oggetti, quadri, libri, carte, poi tutto metteva a disposizione per lo studio degli altri, tutto poteva poi donare perché nel museo giusto, nella collezione appropriata, si colmassero quelle lacune che aveva rilevato: quale differenza coni gelosi che stuzzicano soltanto gli interessi altrui ostentando parzialmente ciò che possiedono ma solo sanno negare perché si riempiono soltanto di vanagloria con un vano possedere!

Marco Albera e Carlo Tancredi Falletti di Barolo Sì! E ritroviamo Marco, teste al processo storico di beatificazione del Marchese, che certamente fu fonte di ispirazione per lui, che al «Convegno Felicità – Verità – Bellezza (I volti della carità di Carlo Tancredi di Barolo)» il 14 novembre 2008, concludeva il suo intervento con le parole che Giulia Colbert de Maulevrier aveva dettato per l’epigrafe del suo amato consorte:

«Ha fatto del bene a molti e molto, avrebbe voluto farne a tutti».

Parole che possano, anche per lui, fissarsi in epigrafe, e noi lo ricorderemo ancora!

Fondi europei, il Piemonte: “Servono procedure più semplici e risorse certe”

/

Le priorità dell’industria italiana nel nuovo bilancio europeo: confronto tra Confindustria e istituzioni

Le prospettive delle politiche europee dedicate alla crescita economica, alla competitività del sistema industriale e alla coesione territoriale sono state al centro dell’incontro “Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) 2028–2034: priorità per l’industria italiana tra crescita, coesione e competitività”, promosso da Confindustria e Confindustria Lombardia insieme a Confindustria Piemonte, Confindustria Valle d’Aosta e Confindustria Liguria.

L’appuntamento ha riunito i rappresentanti del sistema confindustriale delle quattro regioni del Nord-Ovest, parlamentari europei e rappresentanti delle istituzioni territoriali per analizzare le prospettive del prossimo Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034, lo strumento attraverso cui l’Unione Europea definisce priorità strategiche e risorse economiche per il nuovo ciclo di programmazione.

Il confronto si è concentrato in particolare sull’evoluzione della politica di coesione e sui futuri strumenti europei destinati a sostenere la competitività delle imprese, favorendo un dialogo diretto tra il mondo produttivo e i decisori politici in una fase decisiva del negoziato europeo.

“La politica di coesione è una componente essenziale della competitività dei sistemi produttivi e dei territori europei. Per questo – ha detto Annalisa Sassi, vicepresidente Confindustria e Presidente del Consiglio delle Rappresentanze Regionali – riteniamo sia cruciale preservarne risorse adeguate, certe e prevedibili, evitando contrapposizioni tra territori e settori produttivi. L’Europa deve continuare a investire nella crescita, nell’innovazione e nella coesione, coinvolgendo pienamente il sistema delle imprese nella definizione delle strategie di sviluppo”.

Nel corso dei lavori, Confindustria Piemonte ha ricordato come il Programma regionale Fesr 2021-2027 abbia coinvolto oltre 3.300 imprese piemontesi, mobilitando più di 400 milioni di euro. L’associazione ha inoltre evidenziato il valore del confronto costante con la Regione, ritenuto determinante per individuare le reali esigenze del tessuto produttivo e adeguare gli strumenti di sostegno all’evoluzione del contesto economico.

Partendo da questa esperienza, Confindustria Piemonte ha avanzato alcune proposte per il futuro della programmazione europea, chiedendo procedure più semplici, minori adempimenti burocratici, processi standardizzati, tempi istruttori più rapidi, stabilità delle risorse e un confronto permanente con il partenariato economico nella definizione dei bandi.

“Si devono semplificare le procedure, riducendo gli oneri documentali, standardizzare i processi e accelerare le istruttorie. Garantire certezza e stabilità delle risorse, con dotazioni prestabilite nel tempo per consentire la pianificazione degli interventi e degli investimenti, mantenere un dialogo costante con il partenariato per calibrare i bandi sui bisogni reali” ha sottolineato nel suo intervento Confindustria Piemonte.

L’associazione degli industriali piemontesi si è soffermata anche sul Fondo Europeo per la Competitività (Ecf), osservando come i migliori risultati siano stati ottenuti laddove gli strumenti sono risultati semplici e facilmente accessibili, mentre procedure più articolate hanno limitato la partecipazione soprattutto delle piccole e medie imprese.

Da qui la richiesta di rafforzarne il profilo industriale.

“Si deve dare all’Ecf una vocazione industriale, non solo di ricerca: deve accompagnare i progetti dall’idea fino al mercato, non fermarsi alla fase sperimentale. Ecco perché servirà cambiare i criteri di valutazione: misurare il successo dell’Ecf non in pubblicazioni o progetti avviati, ma in capacità produttiva, posti di lavoro creati e filiere rafforzate”.

La tavola rotonda con i presidenti delle Confindustrie del Nord-Ovest ha quindi messo in luce le priorità condivise dai territori, evidenziando il peso strategico di un’area che rappresenta una parte rilevante del manifatturiero italiano, dell’export e della capacità innovativa del Paese.

“La Lombardia, dal canto suo, non può arretrare: ridurre e accentrare i fondi di coesione significherebbe interrompere bruscamente progettualità e percorsi virtuosi avviati in maniera condivisa da istituzioni regionali e imprese interpretando la attuale programmazione per attuare una politica industriale personalizzata sul nostro modello di sviluppo” ha dichiarato Giuseppe Pasini, presidente di Confindustria Lombardia.

L’iniziativa si inserisce nel percorso di confronto avviato dal sistema Confindustria per contribuire alla definizione delle future politiche europee e del prossimo Quadro Finanziario Pluriennale, con l’obiettivo di rafforzare la competitività dell’industria italiana e garantire strumenti adeguati alle esigenze di sviluppo dei territori e delle imprese.

Per Francesco De Santis, vicepresidente di Confindustria per la Ricerca e lo Sviluppo, “In un contesto globale e geopolitico sempre più complesso e competitivo, l’Europa non può permettersi di perdere ulteriore terreno. Per questo, riteniamo che il prossimo QFP debba segnare una svolta rispetto al passato. L’impianto proposto dalla Commissione – con la scelta di porre la R&I al centro della strategia per la crescita dell’UE, potenziando il collegamento tra R&I e competitività – risponde a questi bisogni e presenta una portata strategica per il futuro dell’UE. Si tratta di un salto logico fondamentale: continuare a puntare sulla R&S, come fatto in questi anni dall’UE, ma con attenzione ai risultati, all’impatto, in termini di applicazione dei risultati”.

Alla Brt di Settimo muore addetto schiacciato da motrice

A Settimo Torinese, nello stabilimento BRT di via Niccolò Paganini 7 un lavoratore di 40 anni e’ stato schiacciato da una motrice. Si ipotizza che il mezzo non fosse stato messo in sicurezza, con il freno a mano non inserito, e che si sia quindi mosso improvvisamente. La vittima è rimasta incastrata tra il camion e un muro e a nulla sono valsi i soccorsi.

“Le nostre stirpi”, a cura di Choros Teatro Comunità

Sabato 27 giugno, in piazza Astengo, nel cuore di Falchera, andrà in scena un grande affresco teatrale tra memoria collettiva, rivoluzione digitale, videomapping e immagini d’archivio

Sabato 27 giugno, alle ore 21.15, nel quartiere Falchera, piazza Astengo si trasformerà in un luogo d’incontro fra memoria, teatro, immagine e comunità. Grazie a Teatro Comunità Choros, verrà proposto un viaggio collettivo tra passato e futuro, un racconto urbano costruito insieme ai volti, alle voci e ai luoghi di Falchera, dal titolo “Le nostre stirpi”.

Ci sono storie che abitano le case, ed altre che abitano le strade, le piazze e i quartieri, attraversando generazioni e continuando a parlare attraverso chi ogni giorno le vive.

“Le nostre stirpi” rappresenta un grande evento di teatro-comunità, comprendente videomapping e installazioni artistiche, per riscoprire le radici che uniscono le persone e immaginare nuovi futuri possibili.

Choros Comunità è Teatro Sociale di Comunità, che attua un microintervento sociale, all’apparenza nascosto, ma dal grande potere di cambiamento sociale e culturale. Teatro Comunità si occupa dell’espressione, della formazione, dell’interazione fra gruppi e comunità attraverso attività performative, i cui punti saldi sono la costruzione sociale della persona, le relazioni interpersonali, le comprensioni intersoggettive, la struttura della comunità e delle forme sociali.

Mara Martellotta

I consigli di Marta per proteggere i tuoi occhi dal sole

Informazione promozionale

L’estate è finalmente entrata nel vivo e, con l’arrivo delle belle giornate, passiamo molto più tempo all’aperto, tra weekend in spiaggia, passeggiate in montagna e aperitivi in città.

Se per proteggere la pelle la crema solare è ormai un gesto automatico per tutti, spesso ci si dimentica che anche gli occhi hanno bisogno della stessa identica cura.
L’esposizione prolungata ai forti raggi UV estivi, infatti, non provoca solo fastidio o abbagliamento immediato, ma può causare affaticamento visivo, secchezza e, a lungo termine, danni più seri alla retina e alla cornea. Proteggersi con filtri solari adeguati e certificati è il primo passo per garantire il benessere dei nostri occhi.
Il consiglio dell’esperta Marta
“La prevenzione e la protezione visiva non devono mai andare in vacanza, specialmente nei mesi più caldi,” spiega Marta, l’esperta di Ottica Catalanotto. “Oggi proteggere la vista dal sole non significa più scendere a compromessi con l’estetica. Al contrario, le lenti protettive di ultima generazione diventano un vero e proprio accessorio di tendenza per esprimere la propria personalidade nel quotidiano.”
Per aiutarti a vivere l’estate in totale sicurezza e con il massimo dello stile, nel punto vendita di via XX Settembre 51 a Torino abbiamo lanciato due promozioni esclusive e ben distinte, pensate per ogni tipo di esigenza.
Promo 1: Fino al -50% su tutto lo Store
Se desideri rinnovare il tuo look o hai sempre sognato quel modello particolare, questa è l’occasione perfetta. In store troverai sconti imperdibili fino al 50% su tutti i prodotti disponibili: dalle montature da vista dei migliori brand fino agli occhiali da sole più iconici di questa stagione. Un’opportunità unica per regalarsi la massima qualità visiva alla metà del prezzo.
Promo 2: “L’estate addosso” – Il tuo stile a soli 69€ con lenti graduate
È la novità più fresca e pop dell’anno, pensata per chi vuole unire la correzione visiva al colore dell’estate. Con una quota fissa di soli 69€, la promo include un occhiale completo di lenti graduate personalizzate con le sfumature del tuo cocktail preferito.
Per questa iniziativa puoi scegliere tra due montature di tendenza selezionate, di cui una disponibile in due varianti di colore. Trova la combinazione perfetta e scegli la tua lente:
🍹 Lente Spritz (Arancione): Per un look caldo, energico e super contemporaneo.
🍋 Lente Gin Lemon (Giallo): Luminosa, fresca e di grande impatto visivo.
🍃 Lente Mojito (Verde): Un classico intramontabile, elegante e riposante per gli occhi.
💙 Lente Blue Angel (Blu): Intensa, magnetica e dall’anima squisitamente cool.
Ti aspettiamo in Store per la tua consulenza
Vieni a scoprire qual è la soluzione perfetta per te e a provare i colori della promo “L’estate addosso”. Marta e tutto lo staff di Ottica Catalanotto ti aspettano per una consulenza personalizzata e per guidarti nella scelta della protezione ideale per le tue vacanze.
📍 Ci trovi in Via XX Settembre 51, Torino
📞 Per informazioni o per prenotare un appuntamento: +39 351 551 4151
Inviato da iPhone

Il PNRR sostiene l’edilizia, ma l’estate si apre tra rincari e incertezze

Il settore delle costruzioni continua a mostrare segnali di tenuta grazie alla spinta degli investimenti legati al PNRR, ma emergono nuove criticità legate all’aumento dei costi delle materie prime, all’energia e al credito, che rischiano di condizionare la fase finale dei cantieri.

Le imprese segnalano rincari fino al 20% su bitume, polimeri e materiali ad alta intensità energetica, in un contesto già segnato da forti tensioni sui mercati internazionali e da una fase di rallentamento attesa nei prossimi mesi.

Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato, le tensioni geopolitiche in Medio Oriente stanno continuando a influenzare in modo significativo i prezzi delle materie prime e dell’energia. A maggio 2026, i prezzi dei metalli e dei minerali hanno registrato un aumento su base annua del 39,3%, mentre il prezzo dell’alluminio è cresciuto del 49,7%, a fronte di un’Italia che importa dal Medio Oriente il 13,7% del proprio fabbisogno di questo materiale.

Rincari diffusi anche lungo tutta la filiera delle costruzioni: a marzo i prezzi all’importazione risultano in aumento dell’8,8% per la metallurgia e i prodotti in metallo e del 7,3% per legno e derivati. Le imprese evidenziano inoltre aumenti medi attesi attorno al 20% per bitume, materie prime polimeriche, trasporti e materiali energivori come laterizi e prodotti per l’edilizia.

Un quadro che si innesta su una filiera già provata dagli incrementi registrati negli ultimi cinque anni, con aumenti tra il 2,5% e il 5,5% per numerosi materiali da costruzione, tra cui cemento, vetro, malte, carpenteria in legno e strutture metalliche.

“Le nuove tensioni internazionali si innestano quindi su una filiera che non ha ancora completamente assorbito gli effetti delle forti impennate dei costi registrate a partire dal 2021 – rileva Enzo Tanino, Presidente Confartigianato Piemonte edilizia – ma nonostante queste criticità, il settore continua a rappresentare uno dei principali motori della crescita economica, anche se si prevede un rallentamento dell’attività nel corso dell’estate”.

La tenuta del comparto resta fortemente legata alla fase conclusiva del PNRR, che ha rappresentato negli ultimi anni un elemento decisivo per il sostegno agli investimenti e alla domanda nel settore delle costruzioni.

Sul quadro complessivo incide anche il costo del credito. “A rendere più complesso il quadro contribuisce anche il costo del credito – commenta Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Piemonte – ad aprile 2026 il tasso medio applicato alle imprese ha raggiunto il 3,65%, in aumento rispetto al 3,49% di marzo e superiore di oltre due punti percentuali rispetto ai livelli precedenti all’avvio della stretta monetaria della BCE. Una dinamica che pesa soprattutto sulle piccole imprese e che rischia di rallentare ulteriormente gli investimenti necessari per la crescita del settore”.

“L’estate 2026 si apre con cantieri ancora pieni ma con imprese che continuano a guardare con crescente preoccupazione all’evoluzione dello scenario internazionale – chiarisce Tanino – la sfida sarà completare gli investimenti del PNRR senza che una nuova fiammata dei costi energetici e delle materie prime comprometta la sostenibilità economica delle aziende. I cantieri devono essere conclusi entro le scadenze previste ma diventano più vulnerabili quando aumentano i costi e si aggravano le criticità negli approvvigionamenti.”

“L’edilizia continua a essere uno dei principali motori dell’economia, ma occorre guardare oltre l’orizzonte del 2026 – conclude Tanino – sarà fondamentale programmare una nuova stagione di investimenti dedicata alla messa in sicurezza del territorio, alla rigenerazione urbana e alla riqualificazione energetica degli edifici. Le imprese chiedono un quadro stabile e strutturale di incentivi che consenta di accompagnare la transizione del patrimonio edilizio italiano e di garantire continuità agli investimenti”.

“Buona Fortuna Ribelli – Back To Mine” Nell’Alta Langa Cuneese

Torna la nuova edizione della mostra diffusa di “Arte Contemporanea” organizzata dalla Galleria “Lunetta 11”

Dal 27 giugno al 20 settembre

Mombarcaro (Cuneo)

“E’ l’anima – s’è scritto – più selvaggia e autentica delle Langhe”“Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO” dal 2014. Siamo nell’ampio territorio della cosiddetta “Alta Langa-Basso Piemonte”, in provincia di Cuneo. Territorio particolarmente sensibile (tra le sue mille preziose ricchezze naturali) alle multiformi voci, immagini e colori dell’“Arte Contemporanea” e pronto dunque anche quest’anno ad accogliere da sabato 27 giugno a domenica 20 settembre, la nuova edizione di “Buona Fortuna Ribelli – BFR”, la rassegna d’“Arte Contemporanea diffusa”, ideata e curata dalla Galleria “Lunetta 11” (Borgata Lunetta 11, Mombarcaro, Cuneo), che dal 2019 promuove lodevolmente (diamogliene ampiamente atto!) progetti artistici sul territorio aprendo Chiese, Cappelle, Giardini ed antichi Borghi ad installazioni e a mostre di indubbio interesse. Anche quest’anno, sarà dunque un inevitabile – ormai logicamente atteso – “Ritorno a casa mia” o “Back to mine”, come suggerisce il sottotitolo della rassegna, evocando il gusto di tornare a un luogo e a uno spazio intimo e personale, “popolato da immagini, gesti e attenzioni che definiscono il proprio modo di stare nel mondo” e coinvolgendo autori emergenti e più o meno affermati in esperienze strettamente legate all’integrazione di “arte”, “natura” e “paesaggio” dell’Alta Langa, in un’esperienza culturale fortemente partecipata.

Sottolinea in proposito Francesco Pistoi, tra gli ideatori della rassegna: “‘Buona Fortuna Ribelli’ mira a trasformare le Langhe in un laboratorio di ricerca e fruizione artistica. Nato come ‘concept’ che rivendica la sfrontatezza del fuori standard, ‘BFR’ si configura come un progetto curatoriale dedicato ai linguaggi più significativi dell’arte contemporanea, con una particolare attenzione alla qualità e alla ricerca artistica. Ogni anno la rassegna prende forma nei luoghi iconici dell’Alta Langa, attivando nuove prospettive tra opera, paesaggio e contesto, e contribuendo a collocare il territorio all’interno di una rete culturale di respiro globale”.

Cinque sono i paesi interessati in questa nuova edizione: Dogliani, Serralunga d’Alba, Mombarcaro, Paroldo e San Benedetto Belbo.

Dogliani, sarà la “Cappella del Ritiro” della “Sacra Famiglia” ad ospitare, fino a domenica 26 luglio, la personale di Sergio Ragalzi (Torino, 1951-2024), curata da Diletta Dogliani, una mostra dedicata al ciclo “Ombre atomiche”. Nato negli anni ’80 da una riflessione sulla tragedia di Hiroshima e Nagasaki, il lavoro racconta, in modo inquietante, come ebbe a scrivere Rudi Fuchs, di “figure che emergono dalla terra come corpi morti, neri come la Storia”. Un paesaggio estremo, dove l’uomo sopravvive come segno, immagine di quel “Gotico Industriale”, definizione del gallerista Franz Paludetto (saggio “mentore” di Ragalzi), che così definiva il gruppo di artisti di area torinese che pur appropriandosi dei materiali della produzione industriale, seppe tenersi distante dall’ “etica poverista”.

Serralunga d’Alba presso il “Boscareto Resort”, la Galleria “Lunetta11”, in collaborazione con la Galleria “NP-ArtLab” propone, da sabato 27 giugno a venerdì 17 luglio, una collettiva di “grandi firme” (da Carla Accardi ad Alberto Burrida Alighiero Boetti ad Aldo Mondino fino a Mario Schifano, Salvo, Maurizio Vetrugno e Sergio Ragalzi) insieme alle  ricerche più recenti del trentino Ismaele Nones e del cremasco Edoardo Manzoni, presente con installazioni essenziali – in cui la materia attinge all’oggettività del quotidiano – che si sviluppano dal suo “congenito” contesto rurale e navigano per sintesi “morandiane” di raro e suggestivo minimalismo strutturale. Sempre “Lunetta 11” a Mombarcaro, presenta, da sabato 27 giugno a domenica 20 settembre, la retrospettiva “Origini” dedicata ancora a Sergio Ragalzi e una personale incentrata sulle “positivamente stralunate” opere fotografiche, frutto fantasioso di un viaggio in Giappone (2024), della fotografa salentina di Nardò, Sara Scanderebech: mosaici e improbabili collages di mondi “altri” obbligati a convivere, attraverso “un lavoro digitale complesso, senza che il risultato sia per questo freddo o artificiale. Piacevolissima, nel giardino di “Lunetta11”, anche l’installazione – “Fairy Ring” – di Stefano Caimi, ispirata al micelio dove “natura e simbolo si incontrano in un luminoso cerchio poetico”. 

Ancora da segnalare, da sabato 27 giugno a domenica 26 luglio, nella “Cappella di San Sebastiano” a Paroldo, la chiesa più antica del paese, “L’Abri” – opera “tra storia e creatività”– dell’artista franco-italiano Matisse Mesnil e, nella mitica (per la “narrativa langarola”) “Censa di Placido” a San Benedetto Belboun’installazione inedita “video immersiva”, curata dalla “Fondazione Recontemporary ETS” di Nicole Oike, artista che “utilizza linguaggi audiovisivi per abbattere le barriere tra immagine, movimento e spazio, creando un’ ipnotica immersione sensoriale”.

Per ulteriori info, programma ed orari: www.lunetta11.com

Gianni Milani

Nelle foto: Sara Scanderebech, Courtesy dell’artista; Sergio Ragalzi “Ombre Atomiche”, Antirombo e vrnici, 1985; Edoardo Manzoni “Fioritura”, Alluminio, 2023; Stefano Caimi “Fairy Ring”, Courtesy dell’artista

Siccità, Confagricoltura: “servono invasi, reti irrigue e una strategia”

/

 

Allasia: “L’acqua è la prima infrastruttura dell’agricoltura. Senza investimenti rischiano coltivazioni, allevamenti e competitività delle imprese”

I livelli dei corsi d’acqua piemontesi e il progressivo peggioramento delle condizioni idriche registrato nelle ultime settimane riportano al centro una questione che l’agricoltura conosce bene da anni: la disponibilità di acqua non può più essere considerata un fattore scontato.

Le segnalazioni provenienti dal territorio evidenziano una situazione che richiede attenzione. Il Tanaro, principale affluente piemontese del Po, presenta portate fortemente inferiori alla norma e anche il Po, nel tratto torinese, registra valori particolarmente bassi per il periodo. Nel complesso, dall’inizio dell’anno le precipitazioni in Piemonte risultano inferiori di circa il 10% rispetto alla media storica, dopo un mese di maggio particolarmente asciutto e caratterizzato da temperature elevate.

Per Confagricoltura Piemonte questi segnali confermano la necessità di accelerare gli investimenti sulle infrastrutture idriche. “Il cambiamento climatico – dichiara il presidente di Confagricoltura Piemonte, Enrico Allasia – non è più una prospettiva ma una realtà con la quale le imprese agricole devono confrontarsi ogni giorno. Alterniamo periodi di precipitazioni intense a lunghi intervalli siccitosi. Per questo occorre trattenere l’acqua quando è disponibile e renderla utilizzabile nei momenti di necessità”.

Secondo Confagricoltura Piemonte la priorità è realizzare nuovi invasi e completare con sollecitudine quelli già programmati, potenziare la capacità di accumulo diffusa sul territorio e proseguire nella modernizzazione della rete irrigua, riducendo le perdite e aumentando l’efficienza nella distribuzione della risorsa.

“L’acqua è la prima infrastruttura dell’agricoltura. Senza acqua – prosegue Allasia – non ci sono raccolti, non ci sono foraggi e vengono messe a rischio intere filiere produttive, a partire da quelle zootecniche che rappresentano una componente fondamentale dell’agroalimentare piemontese”. La disponibilità idrica riguarda infatti non soltanto le colture irrigue, ma anche la produzione di mais, prati e foraggi destinati all’alimentazione animale, con effetti che possono estendersi all’intera filiera lattiero-casearia e alle produzioni di carne.

Confagricoltura Piemonte sottolinea inoltre come gli investimenti in infrastrutture idriche debbano essere considerati opere strategiche per lo sviluppo regionale, al pari delle grandi infrastrutture di trasporto e logistica. “Non possiamo affrontare ogni estate come un’emergenza. Servono programmazione, visione e investimenti. Il Piemonte dispone di competenze tecniche, consorzi irrigui efficienti e professionalità di alto livello. Occorre mettere a sistema queste risorse e realizzare le opere necessarie per garantire acqua all’agricoltura, all’ambiente e alle comunità locali. La sicurezza idrica – conclude Allasia – sarà una delle condizioni fondamentali della competitività agricola dei prossimi decenni”.

Torino, una bellezza silenziosa che sta conquistando il mondo

Informazione promozionale

Ci sono città che si mettono in mostra. E poi ci sono città che si lasciano scoprire lentamente, quasi con pudore. Torino è una di queste .

Per anni ha custodito la propria eleganza senza cercare riflettori, consapevole di possedere un patrimonio fatto di storia, cultura, fascino e autenticità. Oggi, però, quel segreto così ben custodito sembra essersi diffuso ben oltre i confini italiani. Sempre più stranieri scelgono Torino. Non soltanto per acquistare una casa, ma per acquistare un pezzo di vita. Arrivano dagli Stati Uniti, dallInghilterra, dalla Francia, dallAustralia, dall’Argentina, dal Belgio, dal Brasile, dalla Finlandia e da molti altri Paesi, attratti da una città che riesce ancora a emozionare senza ostentare.

Li conquistano le sue piazze maestose, i chilometri di portici, la luce che accarezza i palazzi storici nelle sere dautunno, le colline che abbracciano la città, il fiume con la sua fantastica cornice intervallata dai club storici di canottaggio e quellatmosfera rara che mescola riservatezza e raffinatezza.

Una città dalla posizione strategica che offre a poche ore di distanza la possibilità di raggiungere laghi, mari, monti e in ultimo (a meno di un’ora) la città di Milano, capitale della finanza e del business.

C’è poi unaltra anima di Torino, più sottile e romantica, che difficilmente compare nelle statistiche ma che spesso finisce per conquistare chi arriva e decide di restare. È la Torino dei caffè storici e dei salotti eleganti, dei cortili nascosti che si aprono allimprovviso dietro antichi portoni, delle pasticcerie che custodiscono ricette e tradizioni tramandate da generazioni. Una città che, per certi aspetti, richiama il fascino discreto della Parigi di un tempo, quella fatta di conversazioni lente, di tavolini allaperto, di luci soffuse e di dettagli capaci di raccontare una storia. Qui il rito del caffè non è soltanto unabitudine, ma una piccola esperienza quotidiana. Nei palazzi storici e nei locali che hanno attraversato i secoli, si possono ancora assaporare le specialità che hanno reso celebre la città, respirando uneleganza autentica che non cerca di stupire, ma semplicemente di esistere.

Torino conserva inoltre il fascino prezioso delle vecchie botteghe e dei negozi di nicchia, luoghi dove loriginalità non è una strategia di marketing ma una vocazione. Atelier, librerie, laboratori artigiani, boutique indipendenti e attività storiche continuano a offrire quel gusto per la ricerca e per lunicità che altrove è stato spesso sacrificato alla standardizzazione.

Anche la cultura vive una nuova stagione. La musica, il teatro, larte contemporanea e il jazz stanno ritrovando spazio e centralità in una città che, prima ancora di molte altre, aveva saputo accogliere e valorizzare queste espressioni artistiche. Allo stesso tempo Torino continua a sedurre il cinema: le sue piazze, i suoi palazzi nobiliari, i lunghi portici e le atmosfere sospese tra storia e modernità rappresentano scenografie naturali di rara bellezza, capaci di attrarre registi e produzioni provenienti da tutto il mondo.

Gli eventi culturali, le varie università, (tra queste l’eccellenza del Politecnico), la tecnologia e la creatività contribuiscono quindi a costruire una nuova identità urbana.

Forse è proprio questo equilibrio tra memoria e contemporaneità a renderla così speciale. Torino non vive di nostalgia, ma sa custodire il meglio del passato trasformandolo in una forma raffinata di modernità. E chi la scopre comprende presto che il suo fascino non risiede soltanto in ciò che mostra, ma soprattutto in ciò che lascia immaginare.

A differenza di altre grandi mete internazionali, Torino non è diventata una cartolina costruita per il turismo. È rimasta vera. E forse è proprio questa autenticità a renderla così desiderabile agli occhi di chi cerca qualcosa di più di un semplice investimento.

Ma il fascino di Torino non nasce soltanto dalla sua bellezza. Nasce dalla sua capacità di trasformarsi senza tradire sé stessa.

Per oltre un secolo il nome della città è stato legato allindustria automobilistica, alla manifattura e alla grande stagione produttiva italiana. Torino è stata la capitale operaia del Paese, il motore di uneconomia che ha contribuito a costruire lItalia moderna. Eppure oggi sta vivendo una nuova stagione della propria storia verso innovazione e contemporaneità .

Una trasformazione quindi che, in un certo senso, la sta riportando alle sue origini più profonde,

Non è un caso che oggi Torino venga osservata con crescente interesse anche da chi proviene da metropoli considerate per anni il punto di riferimento assoluto del Paese. Sempre più professionisti, imprenditori e famiglie provenienti da Milano scoprono qui una qualità della vita diversa: ritmi più umani, spazi più ampi, una straordinaria offerta culturale, servizi efficienti e un mercato immobiliare che consente ancora di accedere a immobili di grande pregio a valori spesso più competitivi rispetto ad altre grandi città europee.

Chi arriva qui scopre una città che sa ancora concedere tempo. Tempo per passeggiare, per vivere i quartieri, per fermarsi in un caffè storico, per osservare le montagne allorizzonte. Una città che non corre per dimostrare qualcosa, ma che conquista con la forza discreta della propria identità.

E questa identità si riflette anche nel patrimonio immobiliare. Le case più ricercate non sono semplicemente quelle più prestigiose, ma quelle capaci di raccontare una storia. Appartamenti inseriti in palazzi depoca, soffitti decorati, parquet storici, ampi spazi pieni di luce e dettagli architettonici che testimoniano il passato elegante della città. Immobili che oggi vengono valorizzati attraverso ristrutturazioni attente e rispettose, capaci di conservare lanima originaria degli ambienti integrandola con comfort moderni, efficienza energetica, tecnologie avanzate e design contemporaneo.

È una nuova cultura dellabitare che non cancella la memoria, ma la accompagna nel futuro. Un approccio sempre più apprezzato da una clientela nazionale e internazionale che vede nella casa non soltanto un bene da acquistare, ma un luogo da vivere e custodire.

Allo stesso tempo, Torino sta vivendo una trasformazione silenziosa ma profonda anche attraverso importanti progetti di rigenerazione urbana grazie anche al nuovo piano regolatore che spinge al rinnovamento di edifici esistenti e non solo nelle zone residenziali centrali, ma nell’obbiettivo di far nascere nuovi quartieri che verranno valutati grazie a questa trasformazione. Quartieri che per anni hanno avuto una vocazione prevalentemente produttiva e che stanno riscoprendo una nuova identità grazie a interventi immobiliari e urbanistici che restituiranno valore agli spazi e alle persone. Aree un tempo dismesse si stanno trasformando in luoghi dove residenze, cultura, servizi, innovazione e qualità della vita convivono armoniosamente.

L’arrivo di nuove scuole internazionali come ad esempio la ESCP Business School, una delle più accreditate d’Europa, fondata a Parigi nel 1819 e oggi presente con sei campus europei , tra cui Torino, è un’altra tra le prestigiose opportunità che la città offre ai giovani rampolli stranieri, capace quindi di dare ulteriore valorizzazione alla città.

Anche altre scuole presenti nella città e volte all’insegnamento di nuovi lavori altamente innovativi per il futuro, rappresentano un’opportunità straordinaria per Torino, favorendo la nascita di moderne residenze studentesche e la riqualificazione quindi di quartieri un tempo marginali, destinati a diventare nuovi poli di attrazione per giovani talenti provenienti da tutto il mondo.

Aurora , Cit Turin, Vanchiglia, il lungo Dora ecc… rappresentano uno degli esempi più interessanti: quartieri che negli ultimi anni hanno intrapreso un percorso di rinascita capace di attrarre nuovi residenti, attività e investimenti, dimostrando come la valorizzazione urbana possa diventare anche valorizzazione sociale e culturale.

Osservare questi cambiamenti richiede esperienza, conoscenza del territorio e una profonda familiarità con lanima della città. È anche per questo che la Chiusano & C. Immobiliare rappresenta da oltre 40 anni una delle realtà più autorevoli del panorama immobiliare torinese, diventando un solido punto di riferimento per gli investitori internazionali. Non soltanto per la capacità di accompagnare clienti italiani e internazionali nelle loro scelte, ma per quella conoscenza autentica che nasce dallaver seguito levoluzione della città quartiere dopo quartiere, palazzo dopo palazzo, trasformazione dopo trasformazione.

In una Torino che cresce senza rinunciare alla propria identità, il valore di una casa non si misura soltanto nei metri quadrati o nella posizione, ma nella capacità di riconoscere il potenziale di un luogo e il futuro che può raccontare. Ed è proprio questa visione che continua a guidare chi, come Chiusano Immobiliare, contribuisce ogni giorno a mettere in relazione persone, patrimoni e storie.

Ed è forse questo il cambiamento più bello. Torino non viene più scelta soltanto per ciò che offre, ma per ciò che fa sentire.

In un mondo sempre più veloce, rumoroso e omologato, la città sabauda rappresenta una rara eccezione: un luogo dove la bellezza non grida, ma sussurra. E proprio per questo riesce ad arrivare lontano.

Così, mentre molti torinesi continuano a considerarla con la naturale familiarità di chi ci è nato, sempre più persone provenienti da ogni parte del mondo la guardano con occhi pieni di meraviglia.

Perché certe città non hanno bisogno di reinventarsi. Devono soltanto essere scoperte.

Monica Di Maria di Alleri Chiusano