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I riflessi d’acqua di Salucci all’orto botanico

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Sarà visitabile fino al 28 giugno prossimo la mostra monografica di Aldo Salucci presso l’Orto Botanico di Torino dal titolo “Aldo Salucci. Riflessi d’acqua tra arte e natura”

Prosegue fino al 28 giugno prossimo, presso l’orto Botanico di Torino, la mostra monografica intitolata “Aldo Salucci. Riflessi d’acqua tra arte e natura”, ideata e curata da Carla Testore, che presenta una ventina di opere dell’artista romano Aldo Salucci. Il percorso espositivo accompagna il visitatore alla scoperta dell’Orto, in un dialogo continuo tra immagini e ambiente naturale, capace di mettere in relazione gli spazi interni e quelli esterni. La mostra ha raccolto un notevole successo di pubblico dal momento della sua apertura.

“Nei primi due mesi di apertura – ha dichiarato la Direttrice dell’Orto Botanico  Consolata Siniscalco – abbiamo avuto circa 28 mila visitatori, con un raddoppio rispetto al 2024 e al 2025. L’esposizione di Aldo Salucci è stata molto apprezzata dai visitatori, che hanno lasciato tanti commenti positivi sulla bellezza e l’interesse delle opere. Le attività hanno dimostrato che l’Orto Botanico, richiamando appassionati di piante, natura e arte, diventa sempre di più un motore di cultura capace di dare slancio alle varie attività che si stanno sviluppando nel Parco del Valentino”.

La mostra si apre con una sezione dedicata alla carpa Koi, simbolo orientale di forza, resilienza e trasformazione, le cui immagini evocano atmosfere sospese tra mito e realtà, arricchite dalla presenza di esemplari viventi nelle vasche d’Orto. L’esposizione prosegue tra giardini e Serre, con fotografie di celebri luoghi italiani reinterpretati in chiave acquatica e visionaria, offrendo una visione sul rapporto tra uomo e ambiente e sul tema dell’innalzamento delle acque.
La mostra rende omaggio a Torino con tre opere inedite dedicate alla città.

“Si tratta di un’esposizione site – specific – ha dichiarato la curatrice Carla Testore – che ho voluto concepire per l’Orto Botanico strutturando l’itinerario di visita come un processo di scoperta graduale, un attraversamento attivo dello spazio che invita a una fruizione lenta, attenta, orientata al riconoscimento e alla ricerca. Questa modalità di fruizione della mostra non intende soltanto renderla più coinvolgente, ma vuole sollecitare uno sguardo consapevole sull’intero complesso botanico, valorizzandone ogni dettaglio e riaffermandone la dimensione di luogo di ricerca, contemplazione e meraviglia.
Visitare la mostra rappresenta un’esperienza immersiva in cui arte e natura non si affiancano, ma si rispecchiano”.
All’interno della biblioteca è  anche esposto un kakemono giapponese, un dipinto a inchiostro su seta, realizzato a Kyoto intorno alla metà dell’Ottocento da un artista della scuola Maruyama-Shijō, raffigurante una carpa che risale una cascata. L’opera è  simbolo di crescita continua attraverso lo studio e la ricerca, ed è posta in dialogo con le opere di Salucci.

Le ultime visite guidate saranno

Venerdì 26 giugno alle ore 16.45

Sabato 27 giugno alle ore 10.30

Iscrizioni a ortobotanico.dbios@unito.it

Mara Martellotta

Il mondo digitale e i minori: incontro al Koelliker

PERCHÉ OGGI PARLARNE È URGENTE. IN COLLABORAZIONE CON LA POLIZIA POSTALE

11 giugno. Ore 18. Presso Ospedale Koelliker Corso Galileo Ferraris 247/255 Torino. Ingresso gratuito su prenotazione

Tre punti di vista diversi — clinico, psicologico e investigativo — per affrontare una domanda che riguarda ormai ogni famiglia: stiamo davvero proteggendo i nostri figli nel mondo digitale? C’è una generazione che non ha mai conosciuto il mondo senza schermi. Smartphone, videogiochi e social network sono diventati compagni quotidiani dell’infanzia e dell’adolescenza, spesso molto prima che ragazzi e ragazze abbiano gli strumenti emotivi per gestirli davvero. E mentre la tecnologia continua a correre, i dati sulla salute mentale dei più giovani iniziano a raccontare una realtà che non può più essere ignorata. Secondo recenti studi internazionali, un adolescente su tre tra gli 11 e i 15 anni è connesso ai social media in modo continuativo. Ancora più allarmante è l’aumento dell’uso problematico dei social — quello che gli esperti definiscono un utilizzo compulsivo, fuori controllo, capace di interferire con la vita quotidiana — cresciuto del 50% nel mondo in appena quattro anni. Non si parla più soltanto di distrazione o dipendenza da smartphone. I pronto soccorso pediatrici registrano un aumento impressionante dei casi legati a disagio psichico, autolesionismo, depressione e aggressività. Negli ospedali gli accessi per problemi neuropsichiatrici acuti sono aumentati in modo esponenziale negli ultimi anni, in parallelo con la diffusione massiccia degli smartphone tra bambini e adolescenti. È in questo contesto che nasce l’incontro “Il pericolo dei digitale e dei social”, in programma giovedì 11 giugno all’‪Ospedale Koelliker di Torino, promosso dall’‪Ospedale Koelliker insieme alla ‪Polizia Postale. Un appuntamento che non vuole demonizzare la tecnologia, ma offrire strumenti concreti per comprenderne l’impatto reale sulla crescita dei più giovani. A confrontarsi sul tema saranno il dottor Alessandro Mariani, neuropsichiatra infantile, la dottoressa Antonella Vincesilao, psicoterapeuta, e la dottoressa Assunta Esposito, dirigente della Polizia Postale per Piemonte e Valle d’Aosta. Tre punti di vista diversi — clinico, psicologico e investigativo — per affrontare una domanda che riguarda ormai ogni famiglia: stiamo davvero proteggendo i nostri figli nel mondo digitale? Tra isolamento sociale, dipendenza emotiva dagli schermi, cyberbullismo e perdita progressiva della capacità di attenzione, il tema riguarda tutti, anche chi pensa di avere il controllo della situazione. E forse il vero rischio, oggi, non è la tecnologia in sé, ma l’idea che i suoi effetti sui più giovani siano ancora sottovalutati. Un incontro necessario, attuale e profondamente umano, che promette di andare oltre gli allarmismi per mettere al centro ciò che conta davvero: il benessere delle nuove generazioni.

www.osp-koelliker.it

Il Turin Palace Hotel e Les Petites Madeleines: ‘1926’, i cento anni del tramezzino

Era il 1926 quando Angela Demichelis Nebiolo e suo marito Onorino, due torinesi emigrati in America all’inizio del Novecento, tornarono a Torino con una novità gastronomica, frutto dell’evoluzione del celebre sandwich a stelle e strisce.
I due coniugi, rilevato al loro rientro in patria il celebre caffè Mulassano e forti di una macchina nuova per tostare il pancarré testata negli Stati Uniti, cominciarono a proporre ai torinesi il classico toast. Non pienamente soddisfatti della loro “innovazione”, ne sperimentarono nuove versioni  tra cui un sandwich italiano a base di pane senza tostatura e farcito con ingredienti locali.
Dall’estro e dal palato di Angela e Onorino prese forma quello che Gabriele d’Annunzio avrebbe ribattezzato “tramezzino” per la forma a triangolo delle sue fette di pane, evocativa dei tramezzi in legno della sua casa in campagna, in Abruzzo. Fu inizialmente proposto come stuzzichino per accompagnare la merenda sinoira, ma ben presto conquistò rapidamente tutti i palati, tanto da essere richiesto a tutte le ore. Spezzafame di metà mattina , soluzione ideale per un pranzo veloce e gustoso, accompagnamento per l’aperitivo, il tramezzino divenne un vero e proprio rito quotidiano capace di accomunare persone di tutte le età e di tutte le classi sociali.
Per l’estate 2026 Les Petites Madeleines, ristorante del Turin Palace Hotel, a cento anni dalla sua nascita, lo celebra nella sua prima versione e dall’estro creativo dello chef Beppe Lisciotto nasce “1926”, un tramezzino a base di burro montato, con una combinazione di scorza di agrumi, pane con polvere di cappero, che richiamano il celebre vitello tonnato piemontese ed acciughe del cantabrico “Rosalia”.
“Cosa migliore della versione originale per festeggiare il traguardo di questa proposta che, in cento anni di vita,  continua a rinnovarsi? “1926” rappresenta un inno alla semplicità, in cui la parte del leone la fa la qualità degli ingredienti, amplificata dalla nostra personalizzazione, rispettosa e non invadente” afferma lo chef Beppe Lisciotto.
“1926” viene proposto nella stagione estiva nel menù del Bistrot del Turin Palace Hotel.

MM

La Via di Annibale 2026

“La Via di Annibale 2026”, la competizione di ultra sky marathon  si disputerà il prossimo 1° agosto a Usseglio (TO), nelle Valli di Lanzo.

Non si tratta di un semplice trail corribile, ma di una delle sfide tecniche più dure ed estreme del panorama europeo. Il tracciato, basato sulle ricerche storiche relative al passaggio alpino del generale cartaginese nel 218 a.C., porta gli atleti fino ai 3.538 metri di quota del Rocciamelone passando per il ghiacciaio, richiedendo attrezzatura alpinistica, doti di orientamento in alta quota e una preparazione d’eccellenza.

Le iscrizioni ufficiali per gli atleti si chiuderanno il prossimo 30 giugno.

Il Ballo in Bianco. Con Bolle a Torino la più grande lezione alla sbarra en plein air del mondo

Roberto Bolle ha scelto la nostra città per il “Ballo in Bianco”, uno degli eventi più iconici e attesi dal popolo della danza.

Oggi, domenica 7 giugno, per la prima volta a Torino, nel salotto cittadino di piazza San Carlo, si è svolta la più grande lezione di danza alla sbarra del mondo, aperta a ballerini di tutte le scuole di danza italiane uniti dal dress code rigorosamente total white. A guidare la lezione collettiva  lo stesso Roberto Bolle.

Nella sala Carpanini di Palazzo Civico, l’artista è stato ricevuto dal sindaco Stefano Lo Russo in un incontro aperto alla stampa, occasione per ringraziarlo per la sua presenza a Torino e per raccontare il progetto della Fondazione Bolle, che si propone di sostenere la danza in Italia e nel mondo, con l’obiettivo di diffondere i valori artistici, culturali e umani che porta con sé.

Roberto Bolle alla conferenza stampa

“Siamo davvero contenti ed orgogliosi di ospitare un evento dedicato ai più giovani e a trasmettere loro i valori positivi dello sport e della cultura – ha detto il sindaco Stefano Lo Russo -. La presenza di Roberto Bolle è un grande regalo per Torino e l’artista è sicuramente un ottimo interprete dello spirito rinnovato di questa città che guarda alla cultura, alla bellezza e ad eventi come questi per farsi conoscere, in Italia e nel mondo”. Il Sindaco ha poi donato all’artista la pin raffigurante il nuovo city brand della città, “torino:”.

Roberto Bolle ha ricordato le sue origini piemontesi, è nato e cresciuto nel Monferrato, e il rapporto con Torino “cominciato – ha sottolineato – sin da quando ho iniziato a venire a ballare al Teatro Regio, dove sono stato moltissime volte, e che è proseguito e si è consolidato nel tempo, con eventi importanti come la partecipazione alla cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi di Torino 2006. Per questo – ha aggiunto – per me è stato quasi naturale scegliere Torino, dopo Milano, come città per ospitare il Ballo in Bianco”.

Nato come appuntamento simbolico e insieme appassionato di Roberto Bolle per radunare il grande popolo degli appassionati della danza, il Ballo in Bianco è prodotto da Fondazione Roberto Bolle in collaborazione con AssoDanza e ha già superato ogni record di presenze. Quest’anno, con il patrocinio della Città di Torino, il supporto di Film Commission Torino Piemonte e il contributo di Iren e Fondazione Crt si svolge per la prima volta a Torino, città particolarmente cara all’Étoile che ogni anno ospita i suoi spettacoli.

L’evento si svolgerà all’interno di un’area dedicata e delimitata, con accesso riservato esclusivamente agli allievi di danza registrati, ai loro genitori e accompagnatori, nel rispetto delle misure di sicurezza previste.

Inno alla gioia, ma anche alla disciplina, alla passione condivisa, alla purezza dell’arte che parla con il corpo, il Ballo in Bianco farà quest’anno di Torino il centro verso il quale convergeranno migliaia di giovani e giovanissimi ballerini provenienti dalle scuole di danza di tutta Italia.

Una marea festante di entusiasmo che balla al ritmo del proprio cuore che sarà ripresa e trasmessa su Rai1 domenica 14 giugno. A impreziosire la messa in onda le interviste a personaggi rilevanti della comunità torinese quali Leonardo Bonucci, Susanna Egri, Cristina Chiabotto, Pompea Santoro, Evelina Christillin, Arturo Brachetti, Miriam Baldassari e Beatrice Carbone.

TorinoClick

Motociclista muore sul colpo nello schianto con un’auto

Questa mattina sulla strada del Traforo di Pino, a Torino, in uno scontro di una moto con un’auto, all’altezza di Villa Sassi, il centauro è morto sul colpo.

Il personale del 118 di Azienda Zero ha soccorso anche il conducente della vettura lievemente ferito.

Nel tratto interessato dall’incidente si sono verificati rallentamenti.

Al Villaggio Leumann di Collegno il ballo tra Ottocento e Novecento

Venerdì 12 giugno

Venerdì 12 giugno prossimo, alle ore 21, all’Ecomuseo del Villaggio Leumann di Collegno, in corso Francia 349, l’associazione Culturale Kòres presenterà “Il ballo tra Ottocento e Novecento raccontato in teatro”, spettacolo di Balastorie Danze Storiche dedicato alla memoria, alle atmosfere e ai personaggi che hanno attraversato la storia del territorio torinese. L’incontro rientra nell’ambito del progetto V.O.C.A.L.E. ( Villaggi Operai Arte e Cultura al Leumann), progetto vincitore  del bando “Ecosistemi culturali” di Fondazione CDP, l’ente no profit del Gruppo  Cassa Depositi e Prestiti. Il calendario degli eventi al Leumann prosegue così con un appuntamento capace di intrecciare divulgazione storica, teatro, musica e danza.
Lo spettacolo teatrale ripercorre la storia del territorio torinese attraverso il ballo e la narrazione, rievocando ambienti, relazioni sociali, rituali mondani e figure illustri che hanno contribuito a definirne l’identità.  Le scene conducono lo spettatore tra balli in famiglia e grandi balli in nobili palazzi, riportando al clima di un’epoca in cui la danza rappresentava un vero e proprio linguaggio sociale e una autentica occasione di incontro.
Protagonista della serata sarà Balastorie, gruppo amatoriale di studio, che ripropone danze storiche, composto da ballerini in abiti d’epoca. La compagnia porterà in scena quadri di vita della borghesia e della nobiltà, con il supporto di immagini storiche e, in alcuni momenti, di musica dal vivo eseguita con strumenti storici.
Per rendere più  fedele l’immersione, lo spettacolo attingerà al repertorio dei numerosi manuali di danza pubblicati nel periodo, ricostruendo gesti, posture e coreografie capaci di raccontare , con leggerezza e rigore, il passaggio tra fine Ottocento e inizio Novecento.

Il borgo di Avigliana, una tappa imperdibile della Via Francigena

A cura di piemonteitalia.eu 

ESPERIENZE

Avigliana, situata in un punto di transito tra Italia e Francia, nell’anfiteatro morenico compreso tra il Monte Pirchiriano, sul quale sorge la Sacra di San Michele, e la collina di Rivoli, in passato godette di molto prestigio…

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