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Scontro in tangenziale: muore automobilista colto da malore

Ieri  alle 19:45, sulla tangenziale sud di Torino, si è verificato uno scontro che ha coinvolto tre veicoli in direzione Milano, all’altezza dello svincolo di corso Francia a Rivoli. Nell’incidente è morto un uomo di 61 anni, residente a Nichelino, che guidava una Mercedes. Il conducente sarebbe stato colto da un malore fatale che gli ha fatto perdere il controllo dell’auto.

Tifoso ferito al derby: chiesti domiciliari per agente che ha esploso lacrimogeno

TORINO (Foto Claudio Benedetto)

Nuova svolta per la vicenda legata agli scontri scoppiati prima del derby del 24 maggio allo Stadio olimpico Grande Torino quando un 36enne milanese fu ferito e finì in coma. In un primo momento si era ipotizzato che Marco Basoccu fosse stato colpito alla testa da un corpo contundente, forse una pietra o una bottiglia. Ma il padre aveva sostenuto una diversa ricostruzione: a ferirlo sarebbe stato un lacrimogeno.

A distanza di un mese dall’accaduto, la Procura sembra confermare questa ipotesi. Chiuse le indagini, i magistrati hanno chiesto gli arresti domiciliari per l’agente ritenuto responsabile di aver esploso il lacrimogeno ad altezza d’uomo, colpendo gravemente Marco Basoccu.

La decisione del giudice arriverà nei prossimi giorni. L’agente è accusato di lesioni personali aggravate. Basoccu, commercialista milanese di 36 anni e tifoso della Juventus, era rimasto per piu’ giorni in coma farmacologico. Si è salvato solo grazie a una serie di delicati interventi neurochirurgici.

Visita al cantiere di Torino Esposizioni. I volontari del servizio civile racconteranno la nuova Biblioteca Civica

 

Sopralluogo d’eccezione al cantiere della nuova Biblioteca Civica Centrale al Valentino per un gruppo di volontarie e volontari del servizio civile universale, che saranno coinvolti in qualità di ambassador per raccontare il percorso che accompagnerà il passaggio dalla vecchia alla nuova Biblioteca Civica Centrale. Ad accompagnarli nella visita è stato il sindaco Stefano Lo Russo, insieme a Maurizia Rebola, che avrà il compito di organizzare il calendario e coordinare le attività di animazione culturale del nuovo polo nell’ambito della convenzione che ha già assegnato la gestione degli spazi culturali a Fondazione per la Cultura Torino, e alla dirigente del Servizio Biblioteche della Città Cecilia Cognigni.

“Quello della nuova Biblioteca Civica Centrale – spiega il sindaco Stefano Lo Russo – è senza dubbio uno dei cantieri più importanti finanziati con fondi europei, un progetto di cui siamo particolarmente orgogliosi, che è andato avanti rispettando i tempi previsti e ora trova in dirittura d’arrivo. Presto la città avrà un nuovo, grande polo culturale, turistico e di innovazione, circondato da un parco del Valentino anch’esso completamente riqualificato. Siamo particolarmente contenti che a raccontare questa novità alla cittadinanza saranno le ragazze e i ragazzi che prestano il servizio civile nelle nostre biblioteche civiche e siamo certi lo faranno con la dedizione e l’entusiasmo che hanno dimostrato in questi mesi”.

Sono in tutto 50 i volontari del servizio civile impegnati per un anno nelle Biblioteche civiche torinesi, impegnati attivamente su progetti di promozione della lettura, attività culturali per bambine, bambini e adulti e servizi al pubblico. Da settembre saranno loro a raccontare alla cittadinanza una delle trasformazioni culturali più importanti in corso in città: la nascita della nuova Biblioteca Civica Centrale all’interno dello storico complesso di Torino Esposizioni progettato da Pier Luigi Nervi. Un progetto ispirato al modello delle moderne public library europee che ha previsto la riqualificazione di spazi interni ed esterni, distribuiti su una superficie complessiva di 20mila metri quadrati.

I lavori per la sua realizzazione, iniziati nell’estate 2023 con le opere di prima esecuzione, tra scavi, demolizioni e bonifiche, si avviano alla fase conclusiva. Un cantiere, finanziato dal Piano Nazionale Complementare al PNRR e cofinanziato con risorse del fondo previsto dall’articolo 42 del decreto legge 50 del 2022 e dalla legge 65 del 2012 per un importo complessivo di circa 105 milioni di euro e affidato a SCR – Società di Committenza Regione Piemonte S.p.A, che ha impegnato a pieno regime anche 200 lavoratori contemporaneamente per trasformare il volto del complesso da tempo dismesso. Nello specifico, l’intervento ha previsto il restauro di alcuni elementi di valore storico, la realizzazione degli impianti, la sostituzione degli infissi e il rifacimento della pavimentazione della balconata superiore. È stato da poco ultimato il restauro della copertura a volta così come gli interventi e la posa della pavimentazione sulla balconata inferiore. Conclusi le opere edilizie si procederà con l’arredamento e l’allestimento degli spazi, con l’obiettivo di aprire la biblioteca alla cittadinanza entro la fine dell’anno.

La nuova Biblioteca Civica Centrale sarà il cuore del sistema bibliotecario urbano e uno dei principali luoghi pubblici dedicati alla cultura, alla conoscenza, all’accessibilità, alla partecipazione e all’inclusione. Il progetto prevede 150mila documenti a scaffale aperto, 600mila documenti nel deposito, 40mila tra collezioni storiche e speciali, 700 sedute tradizionali e 700 sedute informali, oltre a spazi per bambine e bambini, formazione permanente, laboratori creativi, caffetteria, bookshop e area conferenze. La nuova sede avrà due accessi, da corso Massimo d’Azeglio e dal Valentino, rafforzando il legame tra la biblioteca, il parco e la città.

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Al Mauriziano l’intelligenza artificiale per l’odontoiatria pubblica

Cure più precise e meno invasive per i pazienti fragili

L’intelligenza artificiale entra nelle cure odontoiatriche del servizio sanitario pubblico per migliorare l’assistenza ai pazienti più fragili. All’Ordine Mauriziano di Torino la Struttura Complessa di Odontostomatologia ha introdotto nuove funzionalità basate sull’IA nello scanner intraorale già in dotazione al reparto, uno strumento che consente di realizzare immagini tridimensionali ad altissima precisione del cavo orale, eliminando nella maggior parte dei casi le tradizionali impronte dentali e rendendo le cure più confortevoli, accurate e personalizzate per bambini, persone con disabilità, pazienti con disturbi dello spettro autistico, pazienti oncologici e chirurgici.

La struttura, diretta da Paolo Appendino, è una delle sole tre strutture ospedaliere pubbliche di odontoiatria presenti in Piemonte, insieme a quelle dell’Ospedale Martini dell’Asl Città di Torino e dell’Asl di Vercelli. Ogni anno registra circa 20.000 accessi ambulatoriali, segue circa 200 pazienti ortodontici ed eroga oltre 3.100 prestazioni dedicate alle persone con disabilità, rappresentando un punto di riferimento regionale per l’odontoiatria speciale.

La missione della struttura è garantire cure odontoiatriche e ortodontiche a pazienti che, per le loro condizioni cliniche o sociali, richiedono percorsi altamente specialistici: bambini, persone con disabilità, pazienti con disturbi dello spettro autistico, pazienti oncologici, persone affette da gravi malocclusioni o patologie parodontali e pazienti che necessitano di trattamenti odontoiatrici collegati a interventi chirurgici.

Lo scanner intraorale, in dotazione alla struttura da quattro anni e recentemente aggiornato con nuove funzionalità software, consente di acquisire immagini tridimensionali ad altissima definizione dell’intero cavo orale, eliminando nella maggior parte dei casi la necessità delle tradizionali impronte con paste e cucchiai, spesso poco tollerate dai pazienti più vulnerabili.

L’intelligenza artificiale supporta l’elaborazione delle immagini, la ricostruzione digitale dell’anatomia dentale e la pianificazione dei trattamenti ortodontici e protesici, consentendo simulazioni estremamente accurate del risultato finale e una progettazione altamente personalizzata dei dispositivi terapeutici.

La tecnologia trova applicazione non solo nei trattamenti ortodontici con allineatori trasparenti, ma anche nella realizzazione di protesi e nella pianificazione di interventi complessi. Un vantaggio particolarmente importante nei bambini e nei pazienti con disturbi dello spettro autistico o con disabilità, nei quali l’acquisizione dell’impronta tradizionale può risultare difficile. Grazie alla scansione digitale, inoltre, è possibile acquisire rapidamente immagini anche nei pazienti poco collaboranti, ricostruendo successivamente un modello virtuale completo dell’arcata dentaria.

Accanto all’innovazione tecnologica, la Struttura Complessa ha sviluppato specifici percorsi di odontoiatria speciale dedicati ai pazienti più fragili. Per le persone con disturbi dello spettro autistico vengono utilizzati strumenti di Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) e “storie sociali” personalizzate, consultabili anche su tablet, che accompagnano il paziente nella conoscenza del percorso di cura e contribuiscono a ridurre ansia e timori prima della visita. Si tratta di un progetto realizzato anche grazie alla collaborazione di due igienisti dentali recentemente assunti.

«L’innovazione ha valore quando migliora concretamente la qualità delle cure – spiega Paolo Appendino, direttore della Struttura Complessa di Odontostomatologia – Lo scanner intraorale ci permette di lavorare con maggiore precisione, ma soprattutto di offrire un’esperienza molto meno invasiva rispetto alle impronte tradizionali. Per molti bambini, per le persone con disabilità o con disturbi dello spettro autistico questo significa affrontare il percorso di cura con maggiore serenità, migliorando la collaborazione e, di conseguenza, i risultati clinici».

«Il Mauriziano continua a investire nell’innovazione tecnologica mettendola al servizio delle persone – sottolinea Franca Dall’Occo, direttore generale – Anche in un ambito altamente specialistico come l’odontoiatria, il servizio sanitario pubblico può essere protagonista nell’introdurre strumenti avanzati che migliorano la qualità delle cure e l’accessibilità dei percorsi assistenziali, con particolare attenzione ai pazienti più fragili. È questa la direzione nella quale vogliamo continuare a crescere: coniugare eccellenza clinica, innovazione e inclusione».

«L’innovazione tecnologica acquista il suo valore più autentico quando migliora concretamente la vita delle persone – ricorda Federico Riboldi, assessore alla Sanità della Regione Piemonte – L’esperienza del Mauriziano dimostra come l’intelligenza artificiale possa essere uno strumento al servizio di una sanità pubblica sempre più umana, capace di rendere le cure più precise, meno invasive e più accessibili, soprattutto per i bambini, le persone con disabilità e i pazienti più fragili. È questa la direzione in cui vogliamo continuare a investire: coniugare innovazione, competenze e attenzione alla persona per offrire percorsi di cura sempre più efficaci e inclusivi».

Emozione pura: i Mondiali entrano nel vivo con gli ottavi di finale!

 

I Mondiali di calcio 2026 entrano nella fase degli ottavi di finale, dove ogni partita vale una stagione. Da oggi non sono più ammessi errori: chi vince continua a sognare, chi perde torna a casa.
Tra le grandi protagoniste spiccano Francia, Brasile, Argentina, Spagna, Portogallo e Inghilterra, considerate tra le nazionali più accreditate per la conquista del titolo. Restano però in corsa anche squadre capaci di sorprendere, come Belgio, Marocco, Svizzera, Messico e Paraguay, pronte a sfidare i pronostici.
L’atmosfera è quella delle grandi occasioni: ogni gol, ogni parata e ogni dettaglio possono fare la differenza in un Mondiale che promette ancora spettacolo, emozioni e colpi di scena fino alla finale.

Enzo Grassano

Pnrr, il Piemonte centra tutti gli obiettivi. Gestiti 2.419 interventi per 1,78 miliardi

La Regione Piemonte ha raggiunto il 100% degli obiettivi previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), rispettando tutte le scadenze fissate dall’Unione europea.

 

Il risultato è stato illustrato dal presidente della Regione, Alberto Cirio, nel corso di una conferenza stampa al Grattacielo Piemonte.

L’amministrazione regionale ha gestito direttamente 2.419 progetti, per un valore complessivo di 1,78 miliardi di euro. Si tratta di una parte degli oltre 39 mila interventi finanziati sul territorio piemontese attraverso il Pnrr, per un importo superiore ai 10 miliardi di euro destinati a enti locali, università, aziende e altri soggetti attuatori.

Il Piano, finanziato dall’Unione europea con il programma Next Generation EU per sostenere la ripresa dopo la pandemia di Covid-19, prevede un sistema di verifica basato sul raggiungimento di specifici traguardi (Milestone) e obiettivi (Target). La Commissione europea ha fissato al 31 agosto il termine entro cui gli Stati membri devono certificare il conseguimento degli obiettivi, mentre il Governo italiano aveva indicato il 30 giugno come prima scadenza per la trasmissione degli avanzamenti ai ministeri competenti.

La Regione Piemonte ha rispettato il cronoprogramma, conseguendo entro il 30 giugno 44 target e completando i restanti tre entro il termine del 31 agosto.

In undici casi i risultati sono andati oltre quanto richiesto, con obiettivi superati in anticipo rispetto alle scadenze previste. Tra gli ambiti interessati figurano la cultura, la digitalizzazione e l’assistenza domiciliare.

Il superamento dei target ha consentito alla Regione di ottenere un finanziamento aggiuntivo di 35 milioni di euro. Le risorse sono state impiegate, tra l’altro, per ampliare i programmi di formazione e accompagnare al lavoro 5.300 persone in più rispetto agli obiettivi iniziali, acquistare due treni a zero emissioni oltre ai sette già previsti, assumere 15 esperti aggiuntivi a supporto degli enti locali e coinvolgere nei servizi digitali 18.400 cittadini in più rispetto ai 160 mila fissati come target.

«La Regione Piemonte raggiunge il 100% degli obiettivi e rispetta le scadenze di Bruxelles – ha sottolineato il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, nel corso della conferenza stampa svoltasi al Grattacielo Piemonte. «Come sui fondi europei siamo la prima Regione d’Italia per capacità di spesa e rendicontazione, anche sul Pnrr abbiamo tutto quel che era richiesta e l’abbiamo fatto in tempo. Non era un risultato scontato, data la mole di progetti e di investimenti e anche la complessità di alcune misure, eppure siamo riusciti a centrare tutti gli obiettivi e in 11 casi la performance è stata superiore a quella richiesta. Questo ci ha consentito di ottenere un premio di 35 milioni aggiuntivi. Un risultato – ha aggiunto il presidente – che dimostra la capacità del Piemonte di trasformare le risorse europee in opere, servizi e opportunità per cittadini e imprese. Aver rispettato tutte le scadenze significa aver dimostrato che il Piemonte sa trasformare le risorse europee in risultati concreti. Un patrimonio di competenze che continueremo a mettere al servizio dei cittadini anche oltre il Pnrr e in vista dell’avvio della nuova programmazione europea 2028-2035».

Il presidente ha inoltre evidenziato le ricadute che gli interventi stanno producendo sul territorio e le prospettive di utilizzo dei dati raccolti per la futura programmazione dei fondi europei.

«Possiamo affermare – ha proseguito il presidente – che, grazie al lavoro di squadra e all’impegno di tutte le strutture coinvolte, siamo riusciti a trasformare le risorse del Pnrr in interventi concreti che stanno già contribuendo a cambiare il volto del Piemonte, generando anche lavoro e ricadute. Per questo abbiamo chiesto a Ires Piemonte di analizzare ricadute economiche effettive sulle imprese e anche i posti di lavoro generati dagli interventi e questo lavoro ci sarà utile anche nella costruzione della prossima programmazione europa per fare in modo che gli interventi che programmiamo abbiano il massimo di impatto positivo possibile sul nostro territorio».

Per seguire l’attuazione del Piano è disponibile il portale dedicato della Regione Piemonte, che raccoglie dati, report e aggiornamenti periodici sui progetti finanziati. Nella homepage è possibile consultare e scaricare il report con tutti i traguardi raggiunti alla scadenza del 30 giugno 2026; nei prossimi giorni saranno aggiornate anche le schede dei singoli interventi.

Il sito ospita inoltre la sezione “Atlante dati Pnrr”, che consente di esplorare la distribuzione territoriale dei progetti e di consultare le informazioni di dettaglio relative ai singoli interventi. Da oggi è disponibile anche la rubrica “Racconti Pnrr”, dedicata ogni mese alla presentazione di esperienze e progetti realizzati sul territorio piemontese.

Motociclista trovato morto all’alba

Ha perso il controllo del mezzo il motociclista di 51 anni che  è stato trovato morto a Mottalciata nel Biellese. L’allarme è scattato poco prima delle 6 di ieri mattina e a scoprire il corpo è stato un passante. La vittima stava percorrendo la provinciale 232 e probabilmente ha avuto un incidente autonomo, perdendo il controllo della moto e schiantandosi a bordo strada.

Torino riscopre il valore del verde: i parchi sempre più protagonisti della vita cittadina

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Torino è una città che sa sorprendere. Chi la visita per la prima volta rimane colpito dalle piazze eleganti, dai portici e dai palazzi storici, ma basta fermarsi qualche giorno in più per accorgersi che uno dei suoi punti di forza è un altro: il verde. Non è un caso che, appena arriva la bella stagione, i parchi si riempiano di persone che leggono un libro, fanno sport, passeggiano con il cane o semplicemente cercano un po’ di tranquillità dopo una giornata di lavoro.

Negli ultimi anni questi spazi sono diventati ancora più importanti. Sempre più torinesi scelgono di trascorrere il tempo libero all’aria aperta, riscoprendo il piacere di vivere la città con ritmi diversi. Non servono grandi programmi: a volte basta una passeggiata lungo il Po o qualche ora all’ombra degli alberi per staccare davvero dalla routine.

Dal Valentino alla Pellerina, ogni parco ha la sua identità

Tra i luoghi più amati c’è senza dubbio il Parco del Valentino. Affacciato sul Po e a pochi passi dal centro, è uno di quei posti che riescono a mettere d’accordo tutti. C’è chi lo attraversa ogni mattina per andare al lavoro, chi lo sceglie per correre e chi, invece, si concede una pausa sedendosi su una panchina a osservare il fiume. Il Borgo Medievale e i lunghi viali alberati contribuiscono a creare un’atmosfera particolare, capace di far dimenticare per qualche ora il traffico cittadino.

Non meno frequentato è il Parco della Pellerina, il più grande della città. Qui gli spazi sono così ampi da dare quasi l’impressione di essere fuori Torino. Famiglie, gruppi di amici e sportivi condividono gli stessi prati senza che il parco perda mai la sua dimensione rilassata. È uno di quei luoghi che cambiano volto durante la giornata: silenzioso al mattino, vivace nel pomeriggio e più tranquillo nelle ore serali.

Anche il Parco Ruffini continua a essere un punto di riferimento, soprattutto per chi pratica attività fisica. Campi sportivi, percorsi pedonali e aree verdi convivono in uno spazio che ogni giorno viene vissuto da migliaia di persone.

Anche fuori città il verde continua a conquistare

Basta allontanarsi di pochi chilometri dal centro per trovare altri luoghi che meritano una visita. La collina di Superga offre sentieri immersi nel verde e panorami che permettono di osservare Torino da una prospettiva completamente diversa. Nelle giornate limpide lo sguardo arriva fino alle montagne, regalando uno scenario che continua a stupire anche chi vive qui da sempre.

Poco distante si trova anche il Parco La Mandria, una delle aree protette più estese d’Italia. Camminando tra boschi, prati e antiche cascine si ha quasi la sensazione di essere molto lontani dalla città, quando in realtà il centro è raggiungibile in pochi minuti. È una meta scelta durante tutto l’anno da chi ama passeggiare, andare in bicicletta o semplicemente trascorrere qualche ora immerso nella natura.

Il verde, oggi, non rappresenta soltanto un elemento decorativo. È diventato una parte fondamentale della qualità della vita, un luogo dove rallentare e ritrovare un equilibrio che spesso la frenesia quotidiana fa perdere. Torino, da questo punto di vista, può contare su un patrimonio prezioso che continua a essere apprezzato sia dai residenti sia dai turisti.

Forse è anche questo uno dei motivi per cui il capoluogo piemontese riesce a lasciare un ricordo particolare a chi lo visita. Accanto ai monumenti, ai musei e ai caffè storici esiste infatti una città più silenziosa, fatta di alberi, sentieri e spazi aperti. Una Torino che non cerca di stupire con effetti speciali, ma che conquista poco alla volta, passeggiata dopo passeggiata.

NOEMI GARIANO

Torino sotto le stelle: il ritorno del cinema all’aperto, un rito che non passa mai di moda

Film, incontri e romanticismo

C’è qualcosa di speciale e romantico nel guardare un film all’aperto. Forse è il cielo che lentamente si oscura sopra lo schermo, forse il frinire delle cicale che accompagna i titoli di testa o semplicemente il piacere di condividere una storia con altre persone sedute in un cortile, in un parco o in una piazza. Chi non ci e’ andato almeno una volta magari portandosi un cuscino perche’ le sedie spesso erano scomode? I film erano quelli che nella stagione invernale erano proiettati in prima visione, ma anche film d’epoca e cult indimenticabili. Ci si comprava un gelato e ci si rinfrescava. E’ bello che tutto cio’ continui, che susciti interesse e apprezzamento anche nell’era del digitale e del “faccio tutto da casa”.

A Torino il cinema estivo non è soltanto un passatempo: è una tradizione che negli anni ha saputo reinventarsi senza perdere il proprio fascino. Anche nell’estate 2026 il grande schermo esce dalle sale e torna a occupare spazi pubblici e luoghi inaspettati. La rassegna “Un’Estate al Cinema”, promossa dall’Associazione Museo Nazionale del Cinema, propone decine di appuntamenti gratuiti tra Torino, Moncalieri ed Exilles, con proiezioni, incontri e momenti di approfondimento che coinvolgono quartieri centrali e periferici. Una formula che continua ad attirare pubblico di tutte le età e che conferma il valore culturale e sociale del cinema all’aperto. Ma il cinema sotto le stelle, a Torino, ha una storia molto più lunga.

Chi ha qualche anno in più ricorda le grandi arene estive che per decenni hanno rappresentato un appuntamento fisso delle serate torinesi. Sono stati attrezzati nel tempo diversi cinema all’ aperto in luoghi importanti come il Parco del Valentino, la Pista 500 o il Cortile di Palazzo Reale, luoghi capaci di trasformare una semplice visione cinematografica in un’esperienza collettiva. Ancora oggi, nelle discussioni tra appassionati, tornano i ricordi delle serate trascorse all’Imbarchino, nei parchi o nei cortili cittadini, segno di un legame affettivo che va oltre il semplice spettacolo cinematografico. L’importanza del cinema estivo non risiede soltanto nella programmazione.

In un’epoca dominata dalle piattaforme digitali e dalla visione individuale, le arene all’aperto restituiscono al cinema la sua dimensione originaria: quella di esperienza condivisa. Le persone si incontrano, si fermano a parlare prima della proiezione, scoprono quartieri che magari frequentano poco e riscoprono il piacere di vivere gli spazi urbani nelle sere d’estate. Non è un caso che molte delle iniziative attuali puntino proprio alla valorizzazione delle periferie e dei luoghi di aggregazione.

Dalle rassegne nei giardini ai film proiettati nei cortili delle case del quartiere, il cinema diventa uno strumento per creare comunità e favorire la partecipazione culturale. Forse è proprio questo il segreto della sua longevità: mentre cambiano i modi di guardare i film, il cinema all’aperto continua a offrire qualcosa che nessuna piattaforma può replicare: l’emozione di una storia vissuta insieme, sotto un cielo estivo che, per qualche ora, diventa il soffitto della più grande sala cinematografica della città.

Maria La Barbera