A cura di piemonteitalia.eu
Disponete la farina sulla spianatoia, unite le uova, un pizzico di sale, l’olio e impastate a lungo fino a ottenere un composto molto sodo. Ricoprite con un tovagliolo e lasciate riposare per un’ora…
Leggi la ricetta:
https://www.piemonteitalia.eu/it/enogastronomia/ricette/tajarin-con-pomodoro-e-pancetta
Per garantire sollievo durante i giorni in cui il caldo è più opprimente, la Città di Torino ha mappato una serie di spazi pubblici accessibili e climatizzati, rivolti soprattutto ai soggetti più fragili – come bambini e anziani – che con simili e persistenti condizioni di disagio sono più vulnerabili: musei civici, biblioteche, centri climatizzati. Mentre l’ampia offerta di piscine pubbliche e giochi d’acqua presenti in alcuni parchi cittadini unisce la necessità di mitigare gli effetti dell’isola di calore urbana all’offerta di luoghi di svago e divertimento accessibili a tutti.
La Fondazione Torino Musei, in accordo con la Città di Torino, ha attivato anche quest’anno, per tutto il mese di luglio, una promozione speciale per agevolare l’accesso alla Gam – Galleria d’Arte Moderna, al Mao – Museo d’Arte Orientale e a Palazzo Madama – luoghi sicuri, climatizzati e accoglienti – in particolare delle persone più fragili. Per gli over 65 è previsto ingresso gratuito alle collezioni permanenti e biglietto ridotto per le mostre temporanee; per i bambini fino a 12 anni ingresso gratuito sia alle collezioni permanenti sia alle mostre temporanee. Il Mao, chiuso per il disallestimento della mostra temporanea, riaprirà il 23 luglio e sarà quindi coinvolto nella promozione solo per l’ultima settimana del mese.
Le Biblioteche civiche rappresentano una rete capillare di spazi pubblici gratuiti e accessibili distribuiti in tutti i quartieri della città. In un’estate caratterizzata da temperature elevate questi luoghi confermano anche una funzione di presidio di prossimità, offrendo ambienti dove leggere, studiare, lavorare o semplicemente trascorrere alcune ore in condizioni di maggiore comfort.
Negli ultimi anni la Città di Torino, anche grazie agli investimenti del PNRR, ha avviato un importante programma di riqualificazione delle biblioteche che comprende anche l’adeguamento degli impianti di climatizzazione. Gli interventi già conclusi e quelli in corso stanno progressivamente migliorando il comfort ambientale delle sedi, con i primi risultati già evidenti: le biblioteche Pavese e Natalia Ginzburg, che fino a pochi anni fa erano prive di climatizzazione, dispongono oggi di impianti di raffrescamento pienamente funzionanti grazie agli interventi di riqualificazione.
Attualmente la maggior parte delle biblioteche aperte al pubblico dispone di sistemi di raffrescamento regolarmente funzionanti. Oltre alle sedi recentemente riqualificate, garantiscono ambienti climatizzati anche le biblioteche Geisser, Bianca Guidetti Serra e Primo Levi. Presso la Biblioteca civica Centrale di via della Cittadella la climatizzazione è assicurata negli spazi attualmente aperti al pubblico.
Sono in totale 13 le piscine comunali aperte in questo periodo, di cui sette a gestione comunale diretta o circoscrizionale:
In quattro parchi cittadini sono attivi tutti i giorni, dalle ore 10 alle 19, le aree con giochi d’acqua innovativi realizzate nell’ambito di interventi di riqualificazione con fondi PON METRO REACT-EU. Fin dalla loro apertura sono state una delle novità più apprezzate da bambini e famiglie durante la stagione estiva, offrendo occasioni di svago e refrigerio soprattutto durante le giornate più calde.
Nelle Circoscrizioni sono attualmente attivi 16 Centri di accoglienza climatizzati, attrezzati con condizionatori o ventilatori, ad accesso libero nei giorni e negli orari di apertura:
L’accesso ai centri è gratuito; in alcuni casi può essere prevista una quota di iscrizione in caso di partecipazione alle attività proposte, che restano facoltative e non precludono l’accesso alla struttura.
La Città di Torino ha rinnovato l’impegno a favore delle persone anziane e fragili con il “Piano Estate 2026”, frutto della collaborazione tra il Dipartimento Servizi sociali, l’ASL Città di Torino, la Protezione Civile e la Polizia Municipale.
L’iniziativa mira a prevenire e contrastare gli effetti negativi degli eventi climatici estremi, in particolare le ondate di calore, sulla popolazione anziana più vulnerabile, attraverso un piano operativo che, attivo dal 1° giugno al 30 settembre, prevede un insieme coordinato di azioni di monitoraggio, vigilanza e assistenza domiciliare a favore di cittadini e cittadine over 65, residenti a Torino e generalmente autosufficienti, ma che si trovano in condizioni di fragilità sociale, economica o sanitaria.
I destinatari del Piano sono identificati dai servizi sociali comunali, anche su segnalazione del medico di medicina generale (MMG), in base a criteri quali difficoltà economiche, isolamento sociale o assenza di una rete di supporto familiare. Le prestazioni domiciliari previste includono interventi di operatori socio-sanitari (O.S.S.) e assistenti familiari, accompagnamenti per visite sanitarie o esigenze sociali, consegna di spesa e farmaci, servizi di telesoccorso e teleassistenza, pasti a domicilio o in esercizi convenzionati. Dopo la predisposizione di un progetto assistenziale personalizzato da parte dei servizi sociali, la persona beneficiaria viene contattata da un fornitore accreditato, che concorda una visita domiciliare per l’attivazione degli interventi.
Tassello fondamentale del piano operativo è il Servizio Aiuto Anziani che, dotato di un call center operativo tutto l’anno, nel periodo estivo registra generalmente un incremento delle richieste da parte di cittadine e cittadini che si rivolgono tramite mail (aiutoanziani@comune.torino.it) o telefonicamente al numero 011.01133333 (dalle 8.30 alle 16 dal lunedì al venerdì; dalle 16 alle 8.30 di ogni giorno e nei festivi le chiamate vengono inoltrate alla Polizia Municipale). Un servizio che rappresenta un punto di riferimento importante per le persone anziane e le loro famiglie, offrendo supporto, ascolto e orientamento ai servizi disponibili sul territorio.
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Aumento del 5,4% e nuove tutele per i lavoratori
È stato sottoscritto oggi, nella sede di Confagricoltura Piemonte a Torino, il rinnovo del Contratto Collettivo Regionale di Lavoro per i quadri e gli impiegati agricoli del Piemonte, valido per il quadriennio 2026-2029.
L’intesa, che interessa oltre 2.000 quadri e impiegati agricoli operanti nelle aziende agricole piemontesi, è stata firmata dalle organizzazioni datoriali Confagricoltura Piemonte, Coldiretti Piemonte e Cia Piemonte e dalle organizzazioni sindacali Confederdia, Flai-Cgil Piemonte, Fai-Cisl Piemonte e Uila-Uil Piemonte, al termine di un confronto che, secondo Confagricoltura Piemonte “ha consentito di raggiungere un accordo equilibrato, in grado di coniugare le esigenze delle imprese agricole con la tutela e la valorizzazione del lavoro qualificato nel settore”.
Sul piano economico è stato concordato un incremento complessivo del 5,4% dei minimi tabellari, calcolato sui valori in vigore al 16 luglio 2026, articolato in due tranche: 4% dal 1° luglio 2026 e 1,4% dal 1° dicembre 2026. Il contratto avrà validità dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2029.
Il rinnovo introduce inoltre numerose innovazioni sul piano normativo, con particolare attenzione alla conciliazione tra vita lavorativa e familiare, all’evoluzione delle professionalità e all’organizzazione del lavoro.
“Il rinnovo del contratto – dichiara il presidente di Confagricoltura Piemonte Enrico Allasia – conferma il valore del dialogo tra le parti sociali e la volontà di individuare soluzioni equilibrate, capaci di coniugare la tutela del lavoro con la sostenibilità delle imprese agricole. In una fase caratterizzata da forti pressioni sui costi e dalle conseguenze dei cambiamenti climatici, era importante raggiungere un’intesa che riconoscesse la professionalità dei quadri e degli impiegati agricoli e, allo stesso tempo, guardasse al futuro del settore. Le novità introdotte, dall’aggiornamento delle figure professionali alle misure per la conciliazione tra vita e lavoro, rappresentano un passo avanti per accompagnare l’innovazione e rafforzare la competitività dell’agricoltura piemontese”.
Tra le principali novità figurano otto ore annue di permessi retribuiti per l’assistenza ai figli minori, ai genitori non autosufficienti e al convivente di fatto in particolari situazioni sanitarie, ulteriori otto ore per favorire la presenza dei genitori nei primi giorni di inserimento dei figli all’asilo o alla scuola primaria, la possibilità di introdurre, tramite accordi aziendali, la banca delle ore, il rafforzamento delle tutele assicurative per alcune figure che ricoprono specifiche responsabilità, il recepimento della disciplina sul lavoro agile e delle ferie solidali e un impegno condiviso a promuovere la formazione continua attraverso l’Osservatorio regionale, anche in collaborazione con il sistema universitario.
Particolare rilievo assume anche l’istituzione, entro la fine dell’anno, di una Commissione incaricata di aggiornare la classificazione professionale degli impiegati agricoli, con l’obiettivo di adeguare il sistema alle nuove competenze richieste dall’evoluzione dell’agricoltura piemontese, sempre più orientata all’innovazione, alla digitalizzazione e alla sostenibilità.
Con questo rinnovo le organizzazioni firmatarie dell’accordo confermano la volontà di mantenere un sistema di relazioni sindacali improntato al dialogo e alla responsabilità, offrendo alle imprese uno strumento contrattuale aggiornato e ai lavoratori maggiori tutele in una fase di profonda trasformazione del settore agricolo, chiamato a confrontarsi con le sfide del cambiamento climatico, dell’innovazione tecnologica e della competitività dei mercati.
Il quadro politico è quasi radicalmente cambiato rispetto alle elezioni del settembre 2022. Come, del resto, è anche scontato. Oggi, e in vista del voto del 2027, il contesto è molto diverso. Soprattutto su due versanti. Innanzitutto è cresciuta e si è consolidata una forte, smaccata e persin violenta radicalizzazione del conflitto politico. Una radicalizzazione che ha portato ad un sostanziale esautoramento di una normale e fisiologica democrazia dell’alternanza. Oggi, non a caso, la sinistra radicale, populista, estremista e massimalista coltiva l’obiettivo di abbattere il centro destra attraverso la delegittimazione morale prima e la criminalizzazione politica poi. Il tutto condito da attacchi personali, insulti irripetibili, delegittimazione morale, appunto, e annientamento politico. L’esatto contrario di tutto ciò che dovrebbe caratterizzare un normale confronto tra schieramenti diversi se non addirittura alternativi sotto il versante politico e programmatico. Del resto, com’è evidente a tutti, oggi non esiste il centro sinistra ma un’alleanza di sinistra e progressista. Il centro, da quelle parti, semplicemente non esiste. Ossia, siamo di fronte ad una sostanziale riedizione della poco fortunata “gioiosa macchina da guerra “ di occhettiana memoria. Sul versante del centro destra, anche se con meno violenza perchè manca quella cultura storica che resta di appannaggio della sinistra comunista e gramsciana, la voglia di delegittimare il nemico politico è quantomai presente e vitale ma, però, senza raggiungere i picchi che si praticano nel campo avverso. Comunque sia, si tratta di atteggiamenti speculari. In secondo luogo, e di conseguenza, il profilo dei due schieramenti è largamente caratterizzato da un approccio politico e culturale estremista e radicale. A sinistra è ancora più evidente mancando ormai le forze centriste e moderate – se non per rivendicare uno scarno “diritto di tribuna” – e lo “zoccolo duro” della coalizione, come riconoscono e sostengono gli stessi capi partito, è rappresentato dalla sinistra radicale e massimalista in tutte le sue multiformi espressioni. Il centro destra, dovendo rincorrere per svariate motivazioni il generale Vannacci, non può non accentuare ulteriormente questa sua caratterizzazione estremista e radicale. Due schieramenti, dunque, fortemente e strutturalmente polarizzati che sono anche radicalmente diversi dall’offerta politica ed elettorale che avvenne alle elezioni del 2022. Ecco perchè, e alla luce di questo quadro concreto e del tutto realistico nonchè oggettivo, quasi si impone una offerta politica, culturale, programmatica e valoriale di Centro. Un Centro che, ad oggi, non esiste affatto a sinistra ormai dominata dal radicalismo e dal massimalismo ideologico e populista e non campeggia a destra perchè l’oggettiva ed autorevole presenza di Giorgia Meloni offusca tutto il resto. Ed è per questa ragione che in vista delle ormai imminenti elezioni un’offerta centrista, riformista, autenticamente di governo ed europeista non solo è necessaria ma è addirittura indispensabile se si vuole garantire quella qualità della democrazia che resta un tassello centrale e decisivo per lo stesso funzionamento delle nostre istituzioni democratiche. E l’iniziativa di Pina Picierno con Spazio Pubblico, di Carlo Calenda con Azione e di molti altri gruppi, movimenti, associazioni e partiti riconducibili a quest’area politica e culturale è fortemente gettonata e copre un vuoto che non può essere gestito o, peggio ancora, appaltato ad una sinistra sempre più estremista e radicale o ad una destra sempre più alla rincorsa dell’estremismo. Un Centro che può e deve diventare il luogo politico per eccellenza della cultura riformista, dell’approccio europeista, della cultura di governo e, in ultima analisi, della negazione di ogni forma di radicalismo, di estremismo, di populismo e di massimalismo. Che sono e restano i mali peggiori e le derive più nefaste se vogliamo conservare quella qualità della democrazia e quei valori costituzionali che ogni giorno ricordiamo ed esaltiamo ma che poi vengono sistematicamente rinnegati e calpestati dal comportamento concreto e tangibile di molti partiti e dai rispettivi capi.
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Il presidente del Piemonte e vicesegretario di Forza Italia Alberto Cirio, a margine di un convegno ad Asti è’ intervenuto sul caso del gioielliere di Grinzane Cavour, condannato per avere ucciso due rapinatori e averne ferito un terzo: “non è un eroe, ma un uomo che ha sbagliato”, ha detto Cirio che ha fatto riferimento poi all’odg del giorno presentato in Consiglio regionale per chiedere la grazia a Mattarella: “La magistratura ha stabilito la colpevolezza: non si può sparare per strada. Ma la grazia è un perdono che si concede a chi ha commesso un errore e non agli innocenti”
L’evento Coldiretti per promuovere i vino del territorio
Showcooking e menù dedicati ai piatti della tradizione sono stati al centro dell’iniziativa “Ti presento i vini della provincia di Torino”, organizzata da Coldiretti Torino presso il Mercato del Corso e finalizzata a promuovere i vini del territorio. 300 sono le persone che hanno partecipato all’evento e che hanno potuto vedere all’opera le note cuoche televisive Stefania Grandinetti e Giovanna Ruo Berchera. L’appuntamento, firmato Coldiretti, ha rappresentato anche un’occasione per lo svolgimento del convegno dal titolo “Il potenziale enologico della provincia di Torino: territorio, identità e nuovi mercati”.
Sono terminati i lavori di adeguamento delle barriere stradali sul ponte lungo la Provinciale 167 al km 3+970 nel Comune di San Pietro Val Lemina. I lavori, iniziati nello scorso mese di novembre, sono stati finanziati interamente da fondi della Città metropolitana di Torino provenienti dai canoni idrici, per un importo totale di 220.000 euro. L’intervento ha previsto la sostituzione della barriera tritubo in acciaio con una barriera in acciaio corten e legno lamellare, per un migliore inserimento nel contesto ambientale. Per garantire la corretta installazione dei nuovi elementi è stato ricostruito il cordolo porta-barriera in cemento armato. Si è inoltre proceduto all’impermeabilizzazione della parte superiore del ponte. I lavori sono stati poi completati con il rifacimento della pavimentazione stradale e della segnaletica orizzontale. Sia il progetto che la direzione dei lavori sono stati curati dalla Direzione Viabilità 2 della Città metropolitana.
Con l’arrivo del grande esodo estivo cresce anche l’attenzione sulla sicurezza stradale, un tema particolarmente sentito in Piemonte. Secondo i dati più recenti dell’Osservatorio sull’incidentalità stradale, la regione continua infatti a figurare tra quelle con il maggior numero di incidenti, complice una rete viaria molto estesa e un traffico intenso sia sulle arterie autostradali sia sulle principali statali che collegano il Piemonte alla Liguria, alla Valle d’Aosta e alla Francia. Anche l’area metropolitana di Torino registra ogni anno migliaia di sinistri, con un incremento dei flussi durante i mesi estivi dovuto alle partenze per le vacanze e agli spostamenti verso le località turistiche alpine e balneari. Le autorità ricordano che velocità eccessiva, distrazione al volante e uso dello smartphone restano tra le principali cause degli incidenti, motivo per cui nei fine settimana da “bollino rosso” vengono intensificati sia i controlli della Polizia Stradale sia il monitoraggio della rete viaria.
Per affrontare il periodo di maggiore traffico, Anas ha presentato il piano “Estate Sicura 2026”, predisponendo una serie di interventi destinati a rendere più fluida la circolazione durante l’esodo. Dal 24 luglio al 7 settembre saranno sospesi o chiusi 1.175 cantieri, pari all’83% dei 1.414 attualmente presenti sulla rete nazionale gestita dalla società del Gruppo Ferrovie dello Stato.
Le stime dell’Osservatorio Mobilità Stradale di Anas indicano che tra il 20 luglio e il 6 settembre sulle strade e autostrade di competenza transiteranno oltre 440 milioni di veicoli, numeri che hanno spinto l’azienda a rafforzare il presidio operativo su tutto il territorio nazionale.
L’iniziativa è stata illustrata nella sede centrale di Anas a Roma, alla presenza dell’amministratore delegato Claudio Andrea Gemme insieme ai rappresentanti di ACI, Aiscat, Polizia di Stato, Vigili del Fuoco, Guardia Costiera, Arma dei Carabinieri e Rai Isoradio.
«In occasione dell’avvio dell’esodo estivo 2026 – ha spiegato l’Amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme – Anas rinnova il proprio impegno per garantire una rete viaria sempre più sicura, efficiente e in grado di assicurare la migliore mobilità possibile ai milioni di cittadini che si metteranno in viaggio. Nell’ambito del Piano Estate sicura 2026 è stata posta particolare attenzione alla rimozione o alla sospensione dei cantieri lungo le principali arterie stradali e autostradali, con l’obiettivo di fluidificare la circolazione, ridurre i tempi di percorrenza e limitare le situazioni di congestione, contribuendo così a rendere gli spostamenti più agevoli e sicuri. Avremo impegnate 2.500 risorse in turnazione, costituite da personale tecnico e di esercizio oltre al personale delle Sale Operative Territoriali e della Sala Situazioni Nazionale, per assicurare il monitoraggio del traffico in tempo reale h24. La sicurezza stradale, tuttavia, non dipende solo dalla qualità delle infrastrutture. Strade moderne, monitorate e ben mantenute rappresentano un elemento fondamentale, ma il primo presidio di sicurezza resta sempre il comportamento di ciascun utente della strada. Rispettare i limiti di velocità, mantenere la distanza di sicurezza, evitare qualsiasi forma di distrazione alla guida, non mettersi al volante in condizioni psicofisiche non idonee e utilizzare correttamente tutti i dispositivi di protezione sono comportamenti essenziali per prevenire gli incidenti e tutelare la propria vita e quella degli altri».
Per garantire il controllo della rete saranno impiegate circa 2.500 persone, tra tecnici, operatori delle Sale Operative Territoriali e personale della Sala Situazioni Nazionale, con monitoraggio del traffico attivo ventiquattr’ore su ventiquattro.
Anche in Piemonte e Valle d’Aosta scatterà il piano di alleggerimento dei cantieri. La struttura territoriale di Anas gestisce complessivamente circa 1.760 chilometri di strade distribuiti in nove province e, in vista dell’aumento dei flussi turistici, sospenderà la maggior parte degli interventi in corso. Le lavorazioni interessano opere di rifacimento delle pavimentazioni, sostituzione delle barriere di sicurezza, consolidamento dei versanti e installazione della segnaletica.
La progressiva eliminazione delle limitazioni al traffico avverrà tra la seconda metà di luglio e i primi giorni di agosto.
In Piemonte resterà operativo fino alla fine di luglio il cantiere sul ponte Cervo, lungo la statale 758 Masserano-Mongrando, nel Biellese, dove sono in corso i lavori di sostituzione dei 19 giunti di dilatazione. Entro il 7 agosto verranno invece sospesi gli interventi di consolidamento della statale 28 del Colle di Nava tra Garessio e Ormea, una delle direttrici più utilizzate durante l’estate per raggiungere la Liguria.
In Valle d’Aosta, entro il 7 agosto saranno sospesi tutti i cantieri attivi lungo la statale 26, compresi quelli relativi all’allargamento della carreggiata tra Bard e Arnad, alla manutenzione delle reti paramassi di Monjovet, alla sostituzione delle barriere di sicurezza a Morgex, al consolidamento del muro di Pré-Saint-Didier e al risanamento dei viadotti Villeneuve, Champagne e Leverogne. Gli interventi riprenderanno una volta terminato l’esodo.
Accanto agli interventi infrastrutturali, Anas rilancia anche le campagne di sensibilizzazione rivolte agli automobilisti. È stato presentato il nuovo spot “Quando sei alla guida, tutto può aspettare”, realizzato con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la Polizia di Stato, con protagonisti Massimiliano Ossini, Ludovica Martino e Gianmarco Tognazzi. Le riprese sono state effettuate nel Centro di Guida Sicura ACI di Vallelunga.
«Il video rappresenta un ulteriore tassello dell’impegno di Anas nella diffusione di una cultura della sicurezza che coinvolga cittadini, istituzioni e tutti gli operatori del settore. L’obiettivo è chiaro: fare in modo che ogni viaggio si concluda in sicurezza. Perché la sicurezza stradale è una responsabilità condivisa che nasce dall’incontro tra infrastrutture efficienti, tecnologie innovative e comportamenti consapevoli da parte di ciascun utente», ha aggiunto Gemme.
Prosegue inoltre la collaborazione con Rai Isoradio, che per tutta l’estate trasmetterà brevi messaggi informativi e consigli dedicati alla guida sicura.
Tra le iniziative confermate figura anche la campagna contro l’abbandono degli animali lungo le strade, un fenomeno che continua a rappresentare un grave rischio sia per gli animali sia per gli automobilisti. In media Anas interviene per mettere in salvo un animale ogni cinque giorni. Il progetto “Non abbandonare una parte di te”, premiato ai Mediastars 2026 nella sezione Etico Sociale, punta a sensibilizzare gli automobilisti attraverso immagini che accostano il volto umano a quello animale per evidenziare le conseguenze dell’abbandono.
Viene rilanciata anche la campagna di prevenzione degli incendi boschivi con lo slogan “La strada non è un posacenere. Rispetta l’ambiente, salva il tuo viaggio”, ricordando che gettare mozziconi accesi dal finestrino costituisce un comportamento vietato e può provocare incendi devastanti, favoriti dalle elevate temperature e dalla siccità estiva. Il messaggio sarà diffuso anche attraverso i pannelli a messaggio variabile installati lungo la rete Anas.
Infine continua la collaborazione con la Guardia Costiera attraverso la campagna “Strade e mari sicuri”, che invita i vacanzieri a prestare la stessa attenzione alla sicurezza sia durante gli spostamenti in automobile sia nelle attività in mare, promuovendo comportamenti responsabili e prudenti in ogni fase delle vacanze.