ilTorinese

Treni: lavori sulla linea Ivrea-Aosta

Proseguono i lavori di elettrificazione della linea Ivrea-Aosta con gli interventi di riqualificazione delle stazioni ferroviarie di Montanaro e Strambino.

Il progetto rientra nel più ampio programma di efficientamento della linea ferroviaria Chivasso-Aosta secondo quanto previsto dall’Accordo di Programma Quadro Interregionale tra le Regioni Piemonte e Valle d’Aosta finalizzato a incrementare e migliorare le prestazioni dei servizi Aosta – Ivrea – Torino.

Durante i lavori, saranno garantite la funzionalità dell’esercizio ferroviario e la fruibilità delle stazioni da parte dei viaggiatori.

Gli interventi, per un valore economico complessivo di 13,5 milioni di euro finanziati anche con fondi PNRR, prevedono la realizzazione di un nuovo sottopasso pedonale collegato ai marciapiedi con scale e ascensori, l’innalzamento delle banchine di stazione secondo i più moderni standard europei, parcheggi e accessibilità per persone a ridotta mobilità, kiss and ride, postazioni per taxi. È prevista anche la riqualificazione degli spazi interni ed esterni dei fabbricati di stazione; a Strambino si provvederà anche al recupero del giardino storico che si trasformerà in area pedonale pubblica collegata al nuovo marciapiede di stazione.

Per consentire le attività di cantiere, da lunedì 23 febbraio a domenica 26 aprile la circolazione ferroviaria sarà interrotta tra le stazioni di Chivasso e Ivrea.

 

Programmate modifiche alla circolazione, in particolare per i:

  • treni regionali veloci tra Torino Porta Nuova-Ivrea da Chivasso a Ivrea;
  • treni regionali tra Chivasso-Ivrea per l’intera tratta;
  • treni regionali tra Novara-Ivrea tra Chivasso e Ivrea per l’intera tratta;

Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito rfi.it e i siti dell’impresa ferroviaria.

Il trofeo Frecciarossa Final Eight 2026 in Regione

Il trofeo della Frecciarossa Final Eight 2026 — l’evento che da domani vedrà le otto migliori squadre di basket d’Italia sfidarsi all’Inalpi Arena di Torino — ha fatto tappa al Grattacielo Piemonte. Ad accoglierlo il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio e l’assessore regionale allo Sport, Paolo Bongioanni.

Insieme a loro, a rendere l’occasione ancora più simbolica, erano presenti il responsabile eventi di Lega Basket, le giovani atlete e i giovani atleti delle società cestistiche Reba Polisportiva, San Mauro Basket, Polisportiva Gandhi e CH4 Sporting Club con le loro famiglie, a testimonianza del legame profondo tra i grandi eventi sportivi e la base del movimento sul territorio.

L’arrivo della Coppa in Regione rappresenta il culmine di un viaggio itinerante: il Grattacielo Piemonte è infatti la 17ª tappa di un tour che ha attraversato l’intera area piemontese. Partito da Tortona, il trofeo ha toccato numerosi comuni — l’ultima sosta prima di approdare nella sede della Regione è stata Bra — con l’obiettivo di trasformare la Final Eight in un evento diffuso.

Questo percorso ha permesso di estendere l’energia della competizione oltre i quattro giorni di gare torinesi, coinvolgendo l’intero territorio regionale. Il tour ha saputo creare grande attesa e generare ricadute positive in termini economici e turistici, alimentando allo stesso tempo la passione per il basket e lo sport di base tra i cittadini di ogni provincia.

La foto ufficiale ha dato il via al conto alla rovescia finale per la manifestazione, consolidando il ruolo del Piemonte come palcoscenico ideale per competizioni di livello internazionale.

Ospitare il trofeo della Frecciarossa Final Eight al Grattacielo Piemonte è un onore e un momento di grande valore, che abbiamo voluto condividere con i cittadini e, soprattutto, con le giovani atlete e i giovani atleti di diverse società del territorio. Inaugurare la settimana più attesa della pallacanestro italiana insieme alle nuove generazioni è la prova di quanto questi eventi sappiano ispirare chi vive lo sport ogni giorno – dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore allo Sport Paolo Bongioanni –. Questa immagine rafforza la nostra visione: un Piemonte sede d’eccellenza, capace di attrarre grandi competizioni e trasformarle in opportunità di crescita. Investire in manifestazioni come questa significa valorizzare le competenze organizzative regionali, potenziare l’offerta turistica e generare un indotto significativo per l’intero sistema piemontese. Lo sport si conferma così un pilastro per la formazione e un legame che unisce tutti, dai piccoli cestisti alle famiglie pronte a vivere l’energia dell’arena. Torino e il Piemonte si consolidano come palcoscenici ideali per i grandi appuntamenti, grazie a infrastrutture all’avanguardia e a un’accoglienza che ci distingue. Da domani, l’emozione si sposta sul campo dell’Inalpi Arena. Che vinca il migliore e che sia una magnifica celebrazione dello sport per tutti noi”.

Il trofeo è rimasto esposto al pubblico per tutta la mattinata, offrendo a cittadini e appassionati la possibilità di ammirare da vicino la coppa che verrà alzata al cielo domenica 22 febbraio.

Per tutte le informazioni sul programma delle partite, i biglietti e gli eventi collaterali, è possibile consultare il sito ufficiale della manifestazione: www.legabasket.it. 

Massimiliano Gissi o il trionfo della fantasia

Alla Galleria Malinpensa, sino al 28 febbraio, la mostra “Prospettive luminose”

C’è una fantasiosa libertà e vivacità, c’è l’esattezza del disegno, il piacere di allineare in una stessa opera i più vari colori sebbene attenti ai loro ravvicinamenti, la dolcezza delle tonalità pacate e tenui, ci sono gli insegnamenti degli antichi maestri Marco D’Aponte e Alex Ognianoff e tutta l’attenzione di una scuola, c’è una facciata che appare nell’immediato e andando in profondo un esatto mondo pittorico tutto da decifrare, tanti mondi letterari e non soltanto che amano svelarsi a chi guarda, ci sono le tante letture di un’epoca ormai più o meno antica ma sempre pronta a riscoprirsi, c’è il divertimento sempre al colmo di ragioni e di basi solide di scoprire, segni che sono firme, particolari gioiosi, fortunati materiali di riciclo, c’è l’atmosfera del teatro e dell’avventura, dai pupi di Sicilia alle maschere di un mondo goldoniano che l’autore da sempre ha inseguito, ci sono quei “Ghosts” che avvicinano maggiormente a un mondo più nostro. C’è questo e molto altro nelle opere di Massimiliano Gissi, nelle sale della Galleria Malinpensa by La Telaccia di corso Inghilterra 51, sino al 28 febbraio. Oggi cinquantenne, l’artista è passato – c’informano le schede di Monia Malinpensa a cui si deve la curatela della mostra – “dalla grafica computerizzata alla colorazione digitale, all’animazione (presso la Lanterna Magica di Torino) al restauro di belle arti (operando su arredi del Duomo di Torino e della Venaria Reale), sino all’editoria per ragazzi, tra libri e fumetti”. “Visionario” e segnato da autentica originalità, introspettivo al mondo magico e della fiaba, sempre spingendoti alla rivelazione di nuovi messaggi, non facili né tanto meno gratuiti, Gissi ti fa attraversare gli spazi della galleria con parole che dopo poco senti completamente tue, alla scoperta di significati e sensazioni a cui un attimo prima non avevi badato. Acquerelli e tecniche miste da gestire, “espedienti cromatici realizzati sia con acrilici, tempere, gessetti, matite colorate che con finiture scintillanti di glitters e vinavil e oggetti di recupero di varia natura”, ogni mezzo è capace di rendere appieno la compiutezza dell’opera.

È un linguaggio tutto suo proprio quello che Gissi esprime, costruttore di una poetica divenuta immediatamente riconoscibile, che esige una ricerca continua e che oggi sfocia in Prospettive luminose, mostra e luogo dove pare che quel mondo della favola si renda realtà, tangibile e curiosa, “dove ogni colore e forma diventano finestre su mondi inattesi e immaginari”. Colombina e le altre maschere allineano la bellezza dei costumi e sovrapposizioni di materiali, le eterne farfalle che sono il marchio dell’autore e insetti, ciliegie e ricami, stelle e fiori, mentre guardano a un Sandokan la cui ironia raccoglie divertenti animali della giungla, con tanto di “fumetti” pericolosi (un improvviso “roar”), che sembrano guardare al divertimento di Jacovitti. Il Joker produce prodezze su una palla colorata e tra carte che svolazzano (“I’m going slightly mad”, 2021), mentre in “The Sicily’s Theater” i campioni della “Gerusalemme” vestono, all’interno di un sipario rosato, la precisione delle loro multicolori armature, tra elmi e scudi e spade, lasciandosi alle spalle le tende dell’accampamento. Luogo spesso rivisitato, Gissi con grande inventiva, dando spazio alla protagonista o concentrandosi maggiormente ai suoi compagni di viaggio, ci introduce al magico mondo del reverendo Carroll o con ricchezza di particolari ci mostra il divertente “Capitan Nemo” (2025), una macchina futuribile a forma di pesce, labbroni color arancio e tenaglie e luci di direzione e pinne mentre in disparte un granchio antropoformizzato pare il giamaicano Sebastian della “Sirenetta”.

Non soltanto opere su carta e colori riempiono il mondo surreale di Gissi. In piccole vetrine della “Malinpensa” un “Papillon” (2022), scultura polimaterica, raccoglie stoffe ricamate e bottoni rossi, ali argentate, nastri e cordoncini colorati, fili di ferro intrecciati, come un “rock and roll robot” (2023), con tanto d’antenne e lampadine, orologi attaccati sul petto, rivestimenti d’argento e tappi, cuoricini rossi e perle, come il giullare, agghindatissimo, che è diventato “Mister Buffo”, tanto per rivisitare un titolo teatrale. Mondo teatrale che non dimenticate d’osservare con attenzione, prima d’uscire dalla galleria: quei “Saltimbanchi alla corte dei Gonzaga” (2024), vera e propria scenografia, la luna e il castello, le maschere e i pupazzi, la piccola giostra, i pezzi degli scacchi disseminati, le stoffe e l’ordine delle passamanerie e il mappamondo impugnato: tutto è sotto i nostri sguardi, per il vero trionfo della fantasia.

Elio Rabbione

Nelle immagini, alcune opere di Massimiliano Gissi: “Saltimbanchi alla corte dei Gonzaga”, scultura polimaterica, “The Show Queen”, tecnica polimaterica, “The Comedy of Art”, tecnica polimaterica.

Il Gobetti di Zagrebelski e Polito

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

Il prof. Quaglieni

Non ho partecipato alla celebrazione di  Piero Gobetti al teatro Carignano, malgrado la presenza del Capo dello Stato obbligherebbe un cavaliere di gran Croce ad essere presente e neppure in ultima fila, esistendo un preciso  cerimoniale. Non ho ricevuto l’invito che credo sia stato inviato del Centro Gobetti. Il Comune mi invita sempre a tutte le iniziative. E’  quasi un onore non essere invitati da un “covo” di filo-comunisti che vive nella luce molto spenta di Antonicelli, sostituito da un ignoto Polito fac – totum  del Centro Gobetti come fu il “fax-totum” dell’ultimo Bobbio. Lo storico Narciso Nada, fondatore nel 1961 del Centro Gobetti, lasciò il Centro non potendo accettare il clima di asfissia che lo caratterizzava dopo il ‘68. Soprattutto dissento totalmente dall’aver affidato al solo Zagrebelski il ricordo di Gobetti che non mi risulta essere uno storico e uno studioso di Gobetti, ma un noto giurista. E’ evidente che la vulgata gobettiana ha avuto il sopravvento, ma a cento anni dalla  sua morte non è lecito celebrare in suo suffragio ideologico le solite  Messe solenni perché si impone la storia che è sempre  fatta di luci e ombre. Qualche titolo chi scrive in materia lo può vantare se il noto  prete- giornalista, Pier Giuseppe Accornero, ha citato un ampio passo di un mio vecchio saggio su Gobetti. Ma non ci sono solo io: c’è Bedeschi, c’è Cofrancesco, c’è  Nicolosi. La lettura liberale di Gobetti non può essere cancellata da quella generata dal  gramscianazionismo torinese. Dopo cent’anni deve circolare aria nuova. In questa Torino politicamente bigotta siamo ancora fermi ad invitare al  “Carignano” solo gli amici, anzi i compagni. Queste faziosità non le faceva neppure Antonicelli che mi invitava al “Gobetti” di via Fabro. Carla Gobetti, nuora di Gobetti, mi fece avere una fotografia di Piero per la sede del Centro Pannunzio e venne a sentirmi a parlare del suocero alla Scuola di Applicazione quando affrontai le differenze tra Burzio e Gobetti e sentii il dovere di parlare a braccio, tralasciando di servirmi di citazioni che la avrebbero imbarazzata.

Poker illegale a Borgo Vittoria

Nel quadro delle attività di contrasto del gioco d’azzardo, la Polizia di Stato ha effettuato a Torino, attraverso personale della Divisione P.A.S della Questura, un’attività di osservazione di un bar del quartiere Borgo Vittoria ove si aveva il sospetto che si svolgessero delle partite di poker illegali.

Il 7 febbraio scorso, i poliziotti sono entrati all’interno dell’esercizio commerciale in questione, riscontrando l’allestimento, al piano interrato, di una stanza con un tavolo da gioco a cui sedevano 7 persone intente a giocare al Poker Hold’em Texas, uno dei quali con mansioni da “croupier”.

Quest’ultimo, un cittadino italiano di 70 anni, identificato come l’organizzatore della partita, aveva a propria disposizione la scatola delle fiches per il gioco, con all’interno un foglio di carta riportante il valore delle fiches stesse e un block-notes con i nomi e i soprannomi dei giocatori, con le cifre di denaro necessarie per partecipare alla partita.

Durante la perquisizione dei locali, sono state rinvenute e sequestrate a carico dei giocatori diverse migliaia di euro in contanti, nonché una scacciacani e una pistola ad aria compressa.

A seguito dell’attività di polizia svolta, sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria il cittadino italiano 70enne, ritenuto organizzatore della partita, e il marito della titolare del bar, per aver agevolato il gioco d’azzardo e aver preso parte al torneo.

Il locale è stato sottoposto a sequestro insieme ai tavoli da gioco, alle fiches e a 7 mazzi di carte.

Il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e vige, pertanto, la presunzione di non colpevolezza degli indagati, sino alla sentenza definitiva.

Semplificazione e trasparenza: la Regione taglia 42 leggi

Si intitola “Interventi di razionalizzazione dell’ordinamento giuridico regionale” il disegno di legge che la Giunta ha approvato per snellire e rendere più chiara l’intera normativa piemontese mediante l’abrogazione di leggi e disposizioni ormai superate, non più finanziate o che hanno esaurito i propri effetti.

Il testo, che passa ora all’esame del Consiglio, prevede l’abrogazione completa di 42 leggi regionali riguardanti agricoltura, bilancio, competitività e programmazione, cultura, enti locali, organizzazione, trasporti e comunicazioni, oltre ad abrogazioni parziali di singole disposizioni ormai inapplicate o confluite in normative più recenti. Particolare rilievo assumono il lavoro di coordinamento svolto con le Direzioni regionali e l’utilizzo della banca dati legislativa, che ha consentito una ricognizione puntuale delle norme.

«Con questo disegno di legge – dichiarano il presidente Alberto Cirio e l’assessore alla Semplificazione Gian Luca Vignale – compiamo un passo concreto verso una Regione più semplice, più chiara e più trasparente. Abroghiamo decine di leggi ormai inutili, superate o non più applicate, eliminando incertezze interpretative e riducendo il peso della stratificazione normativa».

«La semplificazione non è uno slogan, ma un lavoro tecnico e rigoroso che restituisce ordine all’ordinamento regionale e facilita cittadini, imprese, enti locali e operatori nel rapporto con la Pubblica amministrazione», puntualizza Vignale.

Il direttore de Il Giornale, Tommaso Cerno, si racconta a EnjoyBook 

“Controcorrente per scelta”. Insieme a lui, Vladimir Luxuria

La rassegna culturale “EnjoyBook 2026 – storie di libertà e visione, dove la parola incontra la musica” presenta, giovedì 19 febbraio prossimo, alle 20.15, il nuovo appuntamento “Controcorrente per scelta” al teatro Juvarra di Torino, che ha già ospitato i primi due appuntamenti con l’imprenditore Giuseppe Lavazza e il direttore d’orchestra Beatrice Venezi. In uno spazio aperto di ascolto, racconto e confronto, in cui parola, musica dal vivo e convivialità sono uniti in un format innovativo che esclude qualsiasi rigidezza ideologica e lezione frontale, si racconterà al pubblico Tommaso Cerno, direttore del quotidiano Il Giornale. L’incontro è moderato dall’inviato Mediaset Marco Graziano.
Sul palco, insieme a Cerno, interverrà anche Vladimir Luxuria, per un confronto aperto che promette riflessioni vive su scelte, identità e traiettorie professionali e umane. Si tratterà di un’occasione conoscere meglio i protagonisti in un contesto libero, dove la musica dal vivo sarà capace di creare suggestioni e spunti per narrazioni personali, dalle passioni alle scelte di vita, dalle cadute alle rinascite, nella dimensione più autentica e senza filtri degli ospiti, che si aprono a un confronto umano e intellettuale.

Nel corso della serata, la band accompagnerà il pubblico con musica dal vivo in un viaggio coinvolgente tra le note, con il catering a completa disposizione. Nonostante si sia in un teatro, non si vivrà l’evento come se si fosse “a teatro”: la rassegna è un’occasione di aggregazione e condivisione, e il pubblico è parte integrante del confronto che si tiene sul palco, dialoga e contribuisce a creare l’atmosfera.

I biglietti sono in vendita al costo di 33 euro, di cui 3 devoluti alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro di Candiolo. È  inoltre possibile acquistare il carnet a un prezzo ridotto e per i possessori di Rinascente Card usufruire di una promozione.

Info e vendita: https://www.mailticket.it/evento/50973/controcorrente-per-scelta

Mara Martellotta

Peraga Garden Center, torna l’OrchiDay

Eleganti, misteriose e affascinanti, le orchidee sono da sempre simbolo di bellezza e armonia naturale. Con le loro forme sorprendenti e i loro colori sofisticati, narrano di un mondo fatto di pazienza, cura e meraviglia, capace di conquistare tanto gli esperti quanto chi si avvicina per la prima volta a questo straordinario universo botanico.
Peraga, il Garden Center di Mercenasco, alle porte di Torino, tra i più grandi e forniti d’Italia, con una superficie di oltre 12 mila mq, si prepara a trasformarsi in un tripudio di colori e profumi: sabato 21 e domenica 22 febbraio prossimo, torna OrchiDay 2026, la mostra mercato internazionale delle orchidee che richiama ogni anno appassionati, professionisti e semplici curiosi. Si tratta ormai di un appuntamento fisso, tanto atteso quanto partecipato, che per due giorni trasforma Peraga in un vero e proprio giardino sensoriale con migliaia di specie e varietà differenti. Si tratta di un’occasione unica per ammirare da vicino autentici capolavori della natura e, perché no, portarsi a casa un tocco di eleganza esotica.

A rendere l’esperienza ancora più speciale, sarà la presenza di alcuni tra i vivaisti e espositori più importanti del settore: Orchideria di Morosolo, Varesina Orchidee, Celandroni Orchidee, Il Sughereto, Orchislago, Piante Pazze Marco Toffoletti, Ecuadorquideas Carmen Apolo e Chimera Tropicale, pronti a raccontare storie, segreti e consigli su queste piante straordinarie.

OrchiDay si svolgerà con orario continuato dalle 9 alle 19, con ingresso gratuito e senza necessità di prenotazione. Vi è un ampio parcheggio disponibile e ci sarà la possibilità di acquistare direttamente presso gli espositori.

Mara Martellotta

Flashback Habitat promuove il programma di talk REARVIEWMIRROR

 Su arte, critica e mercato, a cura di Christian Caliandro, da febbraio ad aprile 2026

Flashback Habitat Ecosistema per le Culture Contemporanee presenta il programma di talk REARVIEWMIRROR, arte, critica, mercato, ideato e curato da Christian Caliandro, con la direzione di Ginevra Pucci, Stefania Poddighe e Alessandro Bulgini. La rassegna si propone di delineare in quattro incontri, tra febbraio e aprile, una riflessione collettiva sulle dimensioni dell’arte contemporanea, della critica e del mercato, che sempre più, nel corso degli anni, si intrecciano a vicenda. Il titolo della rassegna è tratto da una canzone dei Pearl Jam, contenuta nell’album “Vs” del 1993. Il brano parla della consapevolezza guadagnata attraverso la distanza temporale e critica rispetto a esperienze ed eventi difficili che, retrospettivamente cominciano ad assumere un senso e a formare un quadro storico. È questo l’obiettivo della serie di incontri orientati a comporre una discussione unica. Le conversazioni sono rivolte sia a un pubblico di specialisti dell’arte (artisti, curatori, critici, galleristi, giornalisti, collezionisti, educatori), sia di appassionati che sono interessati a capire le dinamiche del sistema dell’arte, le ragioni profonde delle sue grandi trasformazioni in corso e gli scenari che si prospettano nel presente e nel futuro prossimo.

La relazione, lo scambio di idee, di conoscenze e punti di vista saranno al centro del dibattito, e faranno emergere la conoscenza e l’esperienza dei singoli ospiti nei rispettivi settori. Il primo appuntamento è programmato per giovedì 19 febbraio, alle ore 19, nel padiglione C del Circolino, e sarà un dialogo tra Roberto Farneti, professore associato di Scienza Politica alla Libera Università di Bolzano, e Claudia Santeroni, di The Blanck Contemporary Art di Bergamo. L’incontro sarà moderato da Christian Caliandro.
Il confronto vuole anche focalizzarsi sulle trasformazioni del ruolo del critico, il suo rapporto con il mondo economico e istituzionale.

Gli incontri si svolgeranno tutti alle ore 19, da febbraio ad aprile 2026, nel padiglione C dell’area talk, ad ingresso gratuito. Orari: giovedì dalle 18 alle 00 – venerdì, sabato e domenica dalle 11 alle 00.

Flashback Habitat Ecosistema per le Culture Contemporanee  –  corso Giovanni Lanza 75, Torino – info@flashback.to.it – 393 6455301

Mara Martellotta

Coldiretti Piemonte Latte: “l’agroindustria valorizzi le produzioni piemontesi”

“Alle importazioni di latte estero si aggiungono le speculazioni dell’agroindustria piemontese che non valorizza le produzioni locali”.

È quanto afferma Coldiretti Piemonte in questo momento di mercato delicato per la zootecnia da latte. Il Piemonte, infatti, risulta tra le prime regioni a livello nazionale per la produzione di latte con 10 milioni  di quintali annui, circa 2 mila aziende produttrici tra le più professionali al mondo e oltre 60 tipologie di formaggi. Le importazioni di latte sfuso, cagliate, latte in polvere, crema di latte avvengono soprattutto da Belgio, Germania, Francia e Olanda.

Basta con le speculazioni dell’agroindustria piemontese che continua ad importare latte dall’estero pur percependo i fondi del Csr regionale che dovrebbero essere destinati alla valorizzazione delle produzioni locali – ha evidenziato  Bruno Mecca Cici, vicepresidente della Coldiretti Piemonte con delega alla zootecnia –  Oltretutto,  proprio in questi giorni, Ismea ha aggiornato il costo del latte 2025 a 50 centesimi. Porteremo la questione prezzi e l’intera situazione critica del comparto al Tavolo latte, convocato in Regione il prossimo 23 febbraio.
Questo meccanismo mette in difficoltà le nostre imprese nel tempo, limita il futuro dei giovani che sempre di più scelgono l’allevamento  e causa l’abbandono dei territori sui quali intere generazioni hanno combattuto per evitare lo spopolamento e il degrado.

“Una adeguata remunerazione del lavoro degli allevatori è  condizione imprescindibile per mettere al sicuro tutta la filiera e continuare a garantire ai consumatori prodotti di qualità, che sostengano l’economia, il lavoro e il nostro territorio su cui è  presente una straordinaria biodiversità  – spiegano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale – Le nostre risorse regionali vanno date solo a quell’agroindustria virtuosa che mette al centro le nostre produzioni, garantendo la tracciabilità  e l’origine italiane  e piemontesi del latte. La zootecnia del latte costituisce un tassello fondamentale dell’economia della nostra regione, per questo è necessario dare traiettorie in futuro alle famiglie evitando storture lungo la filiera”.

Mara Martellotta