Prosegue in Consiglio regionale la discussione sulla riforma dei voucher scuola. Il confronto tra maggioranza e opposizioni entra nel vivo: 6.224 emendamenti presentati dalle minoranze e la richiesta di contingentamento dei tempi avanzata dalla Giunta.
Dopo un avvio di seduta caratterizzato dall’utilizzo degli strumenti procedurali da parte delle opposizioni, l’Aula ha respinto 18 questioni pregiudiziali e 7 sospensive, dando così il via alla discussione generale del provvedimento.
Nel tentativo di evitare uno stallo prolungato, l’assessore regionale all’Istruzione Daniela Cameroniha chiesto il contingentamento dei tempi, con l’obiettivo di arrivare a una conclusione in tempi certi.
Nella discussione generale sono intervenuti: per la maggioranza Gianluca Godio (FdI) e per le opposizioni, Emanuela Verzella (Pd) e Sarah Disabato (M5S).
Dopo una sospensione dell’Aula necessaria per consentire l’organizzazione dei lavori, ha preso il via la lunga maratona delle votazioni.
Il centrodestra difende la riforma, sostenendo che le modifiche proposte puntano ad ampliare la platea dei beneficiari e rafforzare il sostegno alle famiglie, attraverso l’adeguamento delle soglie Isee e l’incremento dei contributi.
Di contro, le minoranze giudicano il provvedimento sbilanciato a favore delle scuole paritarie e penalizzante per la scuola pubblica, in particolare sul fronte del sostegno a libri, trasporti e materiale didattico, con il rischio – sottolineano – di ridurre la platea dei beneficiari e gli aiuti per le famiglie.
L’Aula, oltre alle convocazioni già calendarizzate per domani e per mercoledì 17, è convocata anche per i giorni 18, 19, 22 e 23 giugno.
Ufficio Stampa CRP
L’assetto strutturale di Torino è ormai gerarchico, esso rispecchia l’ordine sociale secondo cui il potere si acquisisce per nascita, come testimonia la corte nobiliare che si accerchia sempre più intorno alla figura del monarca. È opportuno tuttavia sottolineare come in realtà i sovrani non fossero dei veri “desposti”, essi a loro volta dovevano comunque sottostare alle leggi dello Stato, perseguendo l’alto e specifico obiettivo di amministrare la giustizia, perseguendo il difficile scopo di mantenere l’ordine sociale, anche tenendo in considerazione i principi divini.
Nello specifico, la Reggia di Venaria, tuttora considerata un capolavoro d’architettura, si presenta come un’imponente struttura circondata da ampi giardini, ricchi di aiuole, fiori, piante, vanta numerosi esempi d’arte barocca, quali la Sala di Diana, la Galleria Grande, la Cappella di Sant’Uberto, le Scuderie Juvarriane, la Fontana del Cervo e le numerose decorazioni presenti in tutta la struttura. L’edifico è parte del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO dal 1997.
