ilTorinese

IRES Piemonte per la prima volta al Salone del Libro

 

Per la prima volta nella sua storia, IRES Piemonte – l’Istituto di Ricerche Economico Sociali del Piemonte- parteciperà al Salone Internazionale del Libro di Torino, giunto alla sua 38ª edizione, in programma dal 14 al 18 maggio 2026.

L’Istituto sarà presente al Padiglione 3 – Stand R06 S05, con un calendario di eventi, talk e presentazioni dedicati a ricerche e pubblicazioni.

La partecipazione segna un passo importante nel percorso di apertura dell’IRES: un’occasione per portare la ricerca fuori dagli ambiti specialistici e favorire il confronto diretto con cittadini, istituzioni e stakeholder.
In linea con quanto previsto dal Piano Strategico 2025–2029, IRES Piemonte rafforza così uno dei suoi obiettivi centrali: diventare un punto di riferimento accessibile e riconoscibile, capace di trasformare dati e analisi in strumenti utili per comprendere e affrontare le sfide del presente.

 

L’Istituto punta a consolidare il proprio ruolo non solo come osservatore, ma come attore al servizio del territorio, favorendo connessioni tra conoscenza, politiche pubbliche e bisogni reali.

La presenza al Salone del Libro si inserisce anche nella strategia di comunicazione dell’IRES, orientata a un linguaggio più chiaro, inclusivo e divulgativo, capace di raggiungere pubblici diversi e coinvolgere attivamente cittadini e comunità. Un approccio che mira a rendere la ricerca più comprensibile, partecipata e utile, superando i confini tradizionali della comunicazione istituzionale.

«Per noi la presenza al Salone del Libro è essenziale per affermare il ruolo di un IRES sempre più aperto e orientato a innovarsi continuamente, con l’obiettivo di contribuire concretamente alla crescita del Piemonte», dichiara il Presidente di IRES Piemonte Alessandro Ciro Sciretti.

Attraverso incontri e momenti di confronto, lo stand IRES sarà uno spazio aperto dove condividere studi e pubblicazioni; ascoltare il territorio e i suoi protagonisti; costruire nuove relazioni e collaborazioni; stimolare il dibattito su economia, società e sviluppo regionale.

Stand IRES Piemonte – Padiglione 3, R06 S05
14–18 maggio 2026 – Salone del Libro di Torino

Perché Pannella merita la targa in piazza Navona

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

L’iniziativa di una targa in piazza Navona a Roma   in ricordo di Marco Pannella nel decennale della sua morte rischia di essere bloccata dal voto di un condominio che non ha dato l’autorizzazione. Le ragioni storiche ci sono tutte perché piazza Navona è stata il luogo-principe delle battaglie di Pannella che riusciva a riempirla come i comunisti in piazza San Giovanni. Il voto contrario può essere discutibile, ma ha un precedente illustre proprio a Roma quando nel 2010 per il centenario della nascita di Mario Pannunzio il Centro che ne porta il nome, aveva proposto con adeguato anticipo e a sue spese una lapide sull’edificio in via Campo Marzio che fu la prima  sede del settimanale “Il mondo”. Fu facile ottenere il placet della Sovrintendenza che approvò anche il testo. Tutto sembrava pronto, ma la Confraternita dei Piceni proprietaria del palazzo negò il consenso. Allora si spese Antonio Ricci con “ Striscia la notizia” (che dedicò un ampio servizio) e Massimo Gramellini che scrisse un “Buongiorno” su “La stampa“. Si mosse anche il prefetto di Ascoli Piceno ma la confraternita fu irremovibile.

Dopo un anno capii che l’ostilità era forse  dovuta alla contesa per il centenario di Pannunzio e  che fu un colpo basso sferrato indirettamente  da chi, senza essersi interessato in passato di  Pannunzio, pensò di monopolizzare il centenario, escludendo il Centro di Torino nato all’indomani della morte di Pannunzio. Una brutta pagina che rivelò il peggio del mondo laico-liberale e le sue meschinità. L’unico che uscì a testa alta fu il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi.

In quella occasione Pannella fu dalla parte del Centro “Pannunzio” senza esitazioni.

Ma non è solo per questo motivo che il Centro “Pannunzio” si è schierato per la targa a Pannella.  Gli umori di un condominio non potranno fermare il progetto perché piazza Navona è grande e ci sono altri palazzi. Allora noi trovammo l’indifferenza del sindaco Alemanno, chissà se il  sindaco attuale di Roma non si attivi per rendere il dovuto omaggio a Pannella. Ci sarebbe in sospeso dal 2010 anche Pannunzio e forse Roma non dovrebbe limitarsi ad una targa per ricordare degnamente  Pannella. La prescritta scadenza dei dieci anni consente anche l’intitolazione di una via o di una piazza. Torino non ha atteso i dieci anni e gli intitolato la passeggiata di corso Siccardi. Merito soprattutto dell’associazione “Pannella” e del suo presidente Sergio Rovasio. 

Detenuto si toglie la vita nel carcere di Torino

Un detenuto italiano, classe 1972, si è tolto la vita nel carcere di Torino, presso il padiglione A. A renderlo noto è Vicente Santilli, segretario nazionale per il Piemonte del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE).

Secondo quanto riferito, non sono ancora note le ragioni dell’insano gesto. Nonostante il tempestivo intervento della Polizia Penitenziaria, non è stato possibile evitare la tragedia.

Sull’accaduto interviene anche il segretario generale del SAPPE, Donato Capece: “Questo dramma riporta alla luce importanti interrogativi riguardo al sistema di assistenza psicologica e sanitaria negli istituti. La Polizia Penitenziaria si trova a lavorare in condizioni di emergenza seria, dove spesso le carceri sono utilizzate come ospedali psichiatrici improvvisati. In mancanza di personale esperto, molte problematiche individuali vengono sottovalutate e la gestione di tali situazioni ricade sulla Polizia Penitenziaria, che deve essere pronta a svolgere ruoli diversi”.

Capece evidenzia come gli agenti siano chiamati quotidianamente a operare anche come soccorritori, operatori sanitari e mediatori, in un contesto di gravi carenze strutturali: “Non è responsabilità del Corpo sopperire alle persistenti criticità della sanità penitenziaria, né si può pensare che i Baschi Azzurri compensino le lacune del sistema. È fondamentale attuare interventi rapidi e concreti per rafforzare il personale medico e psicologico specializzato e dotare gli istituti di strumenti adeguati alla prevenzione”.

Il segretario generale sottolinea inoltre l’impatto di eventi simili sull’intero contesto carcerario: “Il suicidio di un detenuto è fonte di forte stress sia per gli altri detenuti sia per il personale, che opera ogni giorno con professionalità e umanità in condizioni difficili. Occorre rafforzare i programmi di prevenzione e i servizi di intervento, a tutela di tutta la comunità penitenziaria”.

“È evidente – conclude Capece – la necessità di intervenire tempestivamente sulle criticità del sistema. Il Governo è consapevole della situazione e si auspica a breve un confronto per definire strategie condivise. Il suicidio resta purtroppo una delle principali cause di morte in carcere e, nonostante le normative avanzate, continuano a verificarsi episodi drammatici”.

Paolo Pininfarina, gli amici lo ricordano con un concerto

Il  7 maggio, alle ore 21, presso Le Roi, a Torino. Una serata benefica in favore dell’associazione Anna e Luigi Ravizza ETS

A Torino il concerto in ricordo di Paolo Pininfarina da parte degli amici che suonavano insieme a lui, sarà improntato su musica, memoria e salute mentale. L’incasso sarà devoluto all’associazione Anna e Luigi Ravizza ETS. Per il secondo anno consecutivo, gli amici dei gruppi musicali in cui Paolo Pininfarina suonava la batteria, “Paolo Pininfarina Music Ensemble”, lo ricordano giovedì 7 maggio prossimo, dalle ore 21, con un concerto nell’iconica sala di Le Roi, a Torino. L’introito sarà devoluto all’associazione Anna e Luigi Ravizza ETS, i pensata in progetti di ricerca e sensibilizzazione in salute mentale per diffondere una cultura contro lo stigma. Si tratta di un evento che unisce memoria, musica e impegno concreto, riportando al centro la salute mentale attraverso un linguaggio accessibile e condiviso. È un ritorno che segue il successo dell’evento organizzato in città due anni fa, e che oggi si rafforza con una rete più ampia e nuovi progetti. Vi è la volontà di portare la salute mentale al di fuori dei contesti chiusi e dentro la comunità come esperienza collettiva, e non solo individuale, in linea con il percorso che l’associazione sta costruendo sulla base della ricerca e dell’inclusione.

“Eventi come questo nascono da un bisogno preciso: creare occasioni in cui le persone possano incontrarsi senza barriere e avvicinarsi al tema della salute mentale in modo naturale. La Cultura, la musica e la condivisione – afferma Giovanna Crespi, psichiatra e presidente dell’associazione Anna e Luigi Ravizza ETS – diventano strumenti potenti per parlare di fragilità senza etichette e per costruire comunità che sappiano accogliere”.

Protagonista della serata sarà la Paolo Pininfarina Music Ensemble, che porterà sul palco del Le Roi un concerto capace di unire capacità musicale e partecipazione emotiva nel ricorso del loro batterista Paolo, prematuramente scomparso. Si tratta di un appuntamento pensato non solo come ricordo, ma come occasione per sostenere i progetti dell’associazione.

Dietro l’evento del 7 maggio vi è un lavoro corale che coinvolge partner e volontari e una collaborazione con il Rotaract distretto 2031, che rafforza il legame con il territorio e amplia la comunità attorno ai progetti dell’associazione. Questo è un segnale di come i tema della salute mentale possa uscire dall’isolamento per diventare un terreno condiviso, capace di unire competenze, generazioni e sensibilità diverse. L’appuntamento è per mercoledì 7 maggio alle ore 21, presso Le Roi, in via Stradella 8, a Torino.

Info: ritatosi@ritatosi.it

Mara Martellotta

Caduto da un palazzo in cantiere: operaio 55enne in ospedale

È caduto da un’altezza tra i 3 e i 4 metri mentre lavorava: un operaio di 55 anni è ricoverato all’ospedale dopo l’incidente di questa mattina a Madonna di Campagna, in un cantiere di via Foligno 66.

La vittima, residente a Venaria, ha riportato un trauma toracico. Soccorsa sul posto dal 118, è stata trasportata all’ospedale Giovanni Bosco in codice giallo. Sono intervenuti i carabinieri del nucleo radiomobile e gli ispettori Spresal dell’Asl Torino per le indagini. Dalle prime verifiche, l’operaio sarebbe inciampato su una trave.

VI.G

Dal papiro al digitale: ME-Scripta, il centro di ricerca del Museo Egizio sostenuto da Fondazione CRT

Un nuovo passo avanti per la ricerca sull’Antico Egitto: prende vita ME-Scripta, il centro di ricerca promosso dal Museo Egizio e sostenuto in modo determinante dalla Fondazione CRT. L’iniziativa, resa possibile da un investimento di circa 3 milioni di euro, punta a sviluppare un programma pluriennale dedicato allo studio, al restauro e alla digitalizzazione delle testimonianze scritte egizie, dai papiri agli ostraca fino alle legature copte.

Con questo progetto, il Museo Egizio rafforza la propria dimensione scientifica, affiancando alle attività espositive un centro di ricerca strutturato e interdisciplinare. ME-Scripta nasce infatti come realtà interna autonoma, guidata da Susanne Töpfer e composta da un team specializzato, con l’obiettivo di valorizzare una delle più importanti collezioni papirologiche al mondo: circa mille manoscritti e oltre 30 mila frammenti che coprono più di tre millenni di storia, in diverse lingue e sistemi di scrittura.

L’iniziativa si inserisce in una visione di lungo periodo che combina competenze umanistiche e tecnologie avanzate. Filologia, analisi multispettrali, restauro e strumenti digitali convergono per produrre nuova conoscenza e renderla accessibile sia alla comunità scientifica sia al grande pubblico.

Il programma scientifico si articola in tre principali linee di ricerca. La prima riguarda i papiri e il loro studio filologico, con interventi di ricostruzione, analisi e pubblicazione di testi inediti, tra cui documenti amministrativi e religiosi di epoca tolemaica e faraonica. La seconda è dedicata agli ostraca, frammenti di ceramica e pietra utilizzati per la scrittura quotidiana, fondamentali per comprendere la vita sociale ed economica dell’antico Egitto. La terza linea, RE-BIND, si concentra sulle legature copte, studiate attraverso tecniche diagnostiche avanzate per ricostruirne struttura e contesto originario.

Uno degli obiettivi più ambiziosi del progetto è la creazione, entro il 2034, di una piattaforma digitale integrata che raccolga e renda consultabili papiri, ostraca e altri supporti scritti. Questo archivio online, basato su standard internazionali, offrirà immagini ad alta definizione, trascrizioni e collegamenti a database globali, diventando un punto di riferimento per lo studio della scrittura egizia.

Le ricadute del progetto interesseranno anche il territorio: ME-Scripta prevede il coinvolgimento di numerosi professionisti tra ricercatori, restauratori e specialisti digitali, oltre a percorsi formativi, workshop e programmi internazionali rivolti a studenti e studiosi.

Accanto alla ricerca, grande attenzione sarà dedicata alla divulgazione. Il centro promuoverà attività educative, contenuti didattici bilingui e iniziative aperte al pubblico, contribuendo a rendere accessibile un patrimonio straordinario e a rafforzare il ruolo del Museo Egizio come polo culturale e scientifico di riferimento a livello internazionale.

Operaio resta con la mano incastrata in un macchinario: grave al Cto

Ennesimo incidente sul lavoro accaduto nella mattinata di oggi, quando un operaio è rimasto con la mano incastrata in un macchinario ed è ora in condizioni gravi in ospedale. È successo a Orbassano, nella ditta Serra Plastica di via Piossasco.

Dalla prima ricostruzione, il braccio della vittima – un 35enne di origini marocchine – è rimasto bloccato all’interno della macchina mentre era solo a svolgere operazioni di pulizia, provocandogli l’amputazione quasi totale della mano destra.

Sul posto sono intervenuti i soccorritori del 118 Azienda Zero insieme all’elisoccorso. Dopo i soccorsi iniziali, è stato caricato sull’elicottero e trasportato d’urgenza al Cto di Torino, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico. Purtroppo, la funzionalità dell’arto risulta compromessa.

Allertati anche i carabinieri della Compagnia di Moncalieri e gli ispettori dello Spresal dell’Asl To3 sul posto per verificare la dinamica dell’accaduto e controllare se i sistemi di sicurezza del macchinario fossero attivi al momento dell’incidente.

VI.G

“iGIRL/Ecuba”, Marina Carr e la potenza della voce femminile

Le traduttrici Monica Capuani e Valentina Rapetti ci consegnano un’edizione Einaudi di rara bellezza.

“Che cos’è la felicità?

Non mi hanno ancora tagliato la lingua

Non mi hanno ancora decapitato

Questa mattina non mi fustigheranno

Si spera”.

Con queste parole inizia “iGIRL”, testo drammatico, impregnato di un intimismo magico che sfocia in orazione, in un rito coltivato nella memoria di piccoli gesti che attraverso una voce, seppur immaginifica, silenziosa e talvolta disperata come quella della letteratura, tiene insieme il passato alla visione del futuro, oltrepassando la reale brevità della vita umana ed entrando nell’insieme di ciò che è destinato a sopravvivere all’esistenza stessa, uno spazio che abitualmente definiamo come “infinito” a cui Marina Carr, drammaturga irlandese tra le più importanti del nostro tempo, ha donato parole che il mito trasforma in ponti su cui si rincorrono la ciclicità della Storia e le dinamiche universali dell’essere umano.

“iGIRL”, poema che può essere considerato tra i rarissimi e più importanti della contemporaneità, nato nel periodo della pandemia e pubblicato da Einaudi nel 2026 in un’edizione che contiene anche la meno recente “Ecuba”, drammaturgia della stessa Marina Carr incentrata su una radicale riscrittura del mito euripideo, evidenzia l’intensità e l’intenzione poetica della Carr, non più mattatrice, come per lo più accade nella contemporanea poesia intimista, ma interprete che si annulla nella propria voce e nella propria storia, come il poeta della famosa lettera di John Keats, l’essere più impoetico del creato perché versato nel dare voce a tutte le voci dell’universo.

In “iGIRL” la parola è centrale, è memoria che chiede una voce per definirsi nella sua interezza, un’esigenza istintiva nata in epoche lontane, legata alla celebrazione dei miti e alla ricerca di armonia tra il significato del ritmo e un linguaggio che, attraverso la poesia, diventa l’imitazione di una sonorità in forma scritta. Tra la poesia, la musica e il teatro è presente un legame viscerale che, ancora oggi, nonostante le ampie e specifiche alfabetizzazioni, genera una forte tensione verso la rappresentazione scenica della parola in cui la voce, il canto e i gesti del corpo contribuiscono all’umana necessità di delineare con precisione forme fino a quel momento astratte. “iGIRL” è una voce del mito e della storia, parola ai margini del tempo che prende vita nell’oblio, nella violenza e nella fame di dominio che da sempre caratterizzano la presenza dell’uomo sulla Terra, ma anche nel potere taumaturgico del canto, dell’amore e della memoria collettiva. Il teatro diventa quindi il luogo finale dove tutto accade, la dimensione di un linguaggio che si fa ricordo e narrazione transgenerazionale, entità reale in mezzo alle allucinazioni del silenzio.

“iGIRL”, rappresentato per la prima volta all’Abbey Theatre di Dublino nel 2021, è andato in scena per la prima volta in Italia al Romaeuropa Festival, nell’ottobre dello scorso anno, grazie a Federica Rosellini, regista e intensa performer dello spettacolo, a Monica Capuani e Valentina Rapetti, traduttrici del testo di Marina Carr per Einaudi, e a un team di cui fanno parte Daniela Pes, che ha prodotto la musica originale, Rä di Martino, artista visiva che ha curato la parte video, Simona D’Amico, responsabile dei costumi e creatrice dei tatuaggi che l’artista in scena indossa come cicatrici sfuggite alla dimenticanza, simboli che legano il passato al presente, e ancora la scenografa Paola Villani, la light designer Simona Gallo, il sound designer GUP Alcaro, l’aiuto regista Elvira Berarducci e l’assistente alla regia Barbara Mazzi.

La seconda parte dell’edizione Einaudi, come accennato nei precedenti paragrafi, è incentrata su una riscrittura di “Ecuba”, regina di Troia, seconda moglie di Priamo e schiava di Odisseo a seguito della caduta di Troia, trasformata in una cagna nera dagli occhi infuocati a causa del dolore per la perdita dei figli Polidoro e Polissena, il primo ucciso dall’alleato re di Tracia Polimestore (oggetto dell’accecante vendetta di Ecuba), la seconda sacrificata sulla tomba di Achille per placare la sua ira, divenendo simbolo di coraggio, accettazione e purezza. Se nella tragedia Euripidea le conseguenze della caduta della patria e del lutto assumono forme statuarie poiché finalizzate a una cessazione dell’esistenza, Marina Carr ci consegna un testo volto al perdono, in cui la morte violenta e la vendetta appaiono come spiriti di un’antica malattia dalla quale i protagonisti cercano di districarsi attraverso una voce comune, cercando salvezza dall’inevitabile tragedia insita nell’animo umano, presente da sempre nella società degli uomini.

Pur mantenendo intatta la forza del mito, Marina Carr sembra contrapporre al fuoco della furia emotiva una brutalità dialogica tra i personaggi che innesca un istinto verso la sopravvivenza e la vita (molto simile a quel sentimento poetico e appassionato di attaccamento alla vita che Robert Louis Stevenson concede al suo Signor Hyde nel momento che precede il suicidio del dottor Jekyll), evidenziando quanto la potenza della voce femminile echeggi infinita nelle grotte della maternità, della nascita, al di là di ogni orrore.

“Ecuba” di Marina Carr fu rappresentato per la prima volta in Italia al Teatro Olimpico di Vicenza nell’ottobre del 2019, con Alberto Chiodi alla regia ed Elisabetta Pozzi nella parte di Ecuba.

“iGIRL/Ecuba” (Einaudi – Collezione di teatro 472, 2026 – 178 pagine) – testi di Marina Carr – traduzioni di Monica Capuani e Valentina Rapetti con una postfazione di Federica Rosellini

Gian Giacomo Della Porta

Torino rinnova il mito degli Invincibili: il 4 maggio tra memoria e identità

 

C’è una data che a Torino non resta mai solo nel calendario. Il 4 maggio è memoria che ritorna, ogni anno, negli stessi luoghi e negli stessi gesti. Anche quest’oggi la città si è ritrovata per ricordare gli Invincibili del Grande Torino, a settantasette anni dalla Tragedia di Superga.

Cittadini e tifosi si sono riuniti dapprima al Cimitero Monumentale per l’apertura delle celebrazioni ufficiali, in un momento di raccoglimento che ha rinnovato un rito civile, prima ancora che sportivo. Per la Città di Torino erano presenti gli assessori Chiara Foglietta e Domenico Carretta e la presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo.

Il Grande Torino è stata una squadra che incarnava spirito di collettività e gioco di squadra, capace di esprimere un calcio moderno e innovativo, diventando al tempo stesso simbolo di eccellenza sportiva e di profonda identità popolare.

“Essere qui a rappresentare la città significa sentire il peso di una storia che è patrimonio collettivo – ha detto l’assessore allo Sport Domenico Carretta – Il Grande Torino fu il simbolo di un’Italia che usciva dalla guerra e che, pur segnata dal dolore, seppe aggrapparsi alle gesta di quella squadra per tornare a vivere. Oggi abbiamo il dovere di tramandare quei valori”.

“Per molti torinesi il Grande Torino resta un riferimento che si tramanda nel tempo”, ha sottolineato l’assessora Chiara Foglietta, grande tifosa granata. “Non è solo una squadra che ha vinto, ma una storia che continua a essere raccontata nelle famiglie e nei luoghi della città, mantenendo vivo un legame profondo con la nostra identità”.

La presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo ha richiamato invece il valore della cura della memoria nei luoghi simbolici, ricordando anche il recente episodio di vandalismo ai danni del totem informativo dedicato al Grande Torino presso il colle di Superga, poi prontamente ripristinato grazie all’intervento del Circolo Soci Torino FC e dell’Associazione Ex Calciatori Granata.

In questo contesto si inserisce anche il recente patto di collaborazione per i luoghi della memoria del Grande Torino, promosso dalla Città di Torino insieme a realtà del territorio, con l’obiettivo di rafforzare la tutela, la valorizzazione e la cura condivisa di questi spazi simbolici. Un impegno che conferma come la memoria non sia solo celebrazione, ma responsabilità collettiva e partecipata.

“È necessaria un’attenzione viva da parte di tutta la collettività – ha sottolineato Grippo – ciò che ci appartiene come valore deve essere compreso e tutelato per poter essere trasmesso alle future generazioni. Solo attraverso un impegno condiviso possiamo onorare davvero ciò che gli Invincibili rappresentano”.

Le celebrazioni proseguiranno nel pomeriggio alla Basilica di Superga, dove alle ore 17 si terrà il momento più solenne. Il sindaco Stefano Lo Russo parteciperà alla Santa Messa e alla benedizione della lapide che ricorda i caduti.

Per il sindaco, “quella del Grande Torino è una storia che parla di sport ma anche di società. In un momento complesso per il Paese, seppe offrire un riferimento positivo, contribuendo a costruire un senso di fiducia e appartenenza che andava oltre il calcio”.

La giornata si concluderà in serata, quando Torino tornerà a esprimere il proprio omaggio attraverso i suoi simboli: la Mole Antonelliana e i principali ponti cittadini si illumineranno di granata, trasformando lo skyline in un segno visibile di continuità tra passato e presente.

Un gesto che accompagna l’impegno della città nel custodire e valorizzare l’eredità degli Invincibili. Perché, al di là della dimensione sportiva, quella storia continua ancora oggi a raccontare l’anima di Torino e la sua capacità di riconoscersi, ogni anno, attorno ai propri ricordi.

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Alla scoperta di ville e giardini segreti, al via il Festival del Verde

Dal 4 al 24 maggio 2026 a Torino e dintorni

 

Tre settimane dedicate alla biodiversità urbana con più di 150 iniziative tra aperture straordinarie, visite guidate, incontri, letture, laboratori, talk e attività nelle scuole della città 

 

Nel primo weekend del 9 – 10 maggio torna Verde Svelato:
un’occasione unica per scoprire oltre 40 location tra ville e giardini segreti della città, con un percorso di aperture esclusive e visite guidate, dopo la settimana ‘Edu’ dedicata ai bambini e alle famiglie alla scoperta del verde cittadino

 

www.festivalverde.it 

 

Da sinistra i due co-ideatori del Festival del Verde Giustino Ballato e Fabio Marzano
con l’assessora alle Politiche educative della Città di Torino Carlotta Salerno e l’assessore al Verde Pubblico della Città di Torino Francesco Tresso

 

© Ph Credit Andrea Terlizzi

 

 

Torino, 4 maggio 2026 – Tra gli alberi e i fiori del Giardino Roccioso del Parco del Valentino di Torino, oggi prende ufficialmente il via la IV edizione del Festival del Verde con un programma diffuso di oltre 150 iniziative dedicate al tema “Simbiosi urbane: acqua e radici”Tre settimane di appuntamenti dal 4 al 24 maggio, che mettono in connessione Torino e i comuni dell’area metropolitana, spingendosi fino a Cuneo, per invitare il pubblico a esplorare il rapporto profondo e imprescindibile tra acqua, ambiente urbano e natura in città, attraverso aperture straordinarie, visite guidate, talk, laboratori, incontri, presentazioni editoriali ed esperienze di citizen science.

 

inaugurare il festivali bambini e le bambine della Scuola d’Infanzia Bay di Torino che, accompagnati dall’assessore al Verde Pubblico della Città di Torino, Francesco Tresso, e dall’assessora alle Politiche educative della Città, Carlotta Salerno, hanno affidato al ruscello del Giardino Roccioso del Parco del Valentino tante piccole barchette fatte di gusci di noce, colme di semi di Carex pendula: «Un gesto lieve e simbolico – spiega Giustino Ballato, co-ideatore della manifestazione insieme a Fabio Marzano – in cui acqua, piante e terra si incontrano per generare nuova vita».

 

Si comincia infatti con il “Festival del Verde Edu”: una settimana, dal 4 all’9 maggio, realizzata in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche educative della Città di Torino e con il sostegno del Consiglio regionale del Piemonte, interamente dedicata ad attività̀ laboratoriali ed eventi divulgativi per avvicinare i più piccoli al mondo del verde cittadino.

Gli appuntamenti si svolgeranno sia all’interno di orti e giardini scolastici di Torino e dell’area metropolitana, sia negli spazi di molte associazioni e cooperative che aderiscono al programma del Festival, ma anche al Museo Regionale di Scienze Naturali, al Lago di Villaretto e nella Zona Naturale di Salvaguardia della Dora Riparia.

La settimana EDU si concluderà sabato 9 maggio con una grande festa, completamente gratuita, per grandi e piccini al Museo Lavazza, aperta a famiglie, educatrici ed educatori e insegnanti. Una giornata tra laboratori, letture e passeggiate, realizzata in collaborazione con il Museo Lavazza e con il Centro di documentazione e biblioteca pedagogica della Città di Torino.

 

Tra gli appuntamenti della settimana dedicati ai più giovani, sono in programma anche passeggiate esplorative insieme a esperti ed esperte di ecologia urbana nell’ambito di Barriera Multispecie (5 e 8 maggio) e la presentazione al FIATCafé500 – Pinacoteca Agnelli di “Germogli 2026” dedicata agli elaborati creativi ospitati per la durata del Festival nei portici di piazza Vittorio, frutto del workshop rivolto alle studentesse e agli studenti del Triennio di Illustrazione dello IED – Istituto Europeo di Design di Torino e mirato a esplorare il connubio tra natura e futuro attraverso l’illustrazione (7 maggio dalle 18:30 alle 19:30).

IL WEEKEND DI VERDE SVELATO

 

Si entra nel vivo del Festival del Verde il 9 e 10 maggio con il weekend di Verde Svelato, l’appuntamento che invita il pubblico alla scoperta dei ‘giardini segreti’ della città. L’edizione 2026 apre le porte degli spazi verdi più esclusivi e affascinanti di Torino e dintorni, con più di 40 location tutte da esplorare, anche grazie ad aperture eccezionali e visite guidate.

 

Un’occasione unica per scoprire luoghi raramente accessibili, o ancora poco conosciuti, in cui arte e botanica si incontrano, per un viaggio alla scoperta dei verdi ‘tesori nascosti’ della città. Dalle residenze storiche agli orti urbani, dai cortili privati fino a quelli progettati da grandi architetti e designer, un viaggio tra Torino e le sue colline il cui filo conduttore è il verde, in grado di intrecciare monumentalità sabauda, paesaggi agricoli e tessuti urbani.

 

La nuova edizione di Verde Svelato propone un percorso esclusivo, e più ricco, che si amplia con 15 nuove location, tra giardini formali, terrazze nascoste e spazi privatigrazie alla generosa disponibilità dei proprietari: dal sistema di ville e parchi della collina di Moncalieri e Chieri fino ai cortili segreti del centro storico di Torino il percorso, maturato all’interno del Festival del Verde, si sviluppa come un giardino diffuso che cresce tra coltivazione, progettualità e contemplazione estetica invitando il pubblico a coltivare un nuovo sguardo sul territorio per una riflessione più ampia e condivisa sul verde come infrastruttura ambientale e sociale.

 

Tra le location più esclusive, Villa Rignon, uno scrigno verde nascosto nel cuore della Crocetta dove crescono alberi monumentali, specie autoctone e varietà ornamentali che riflettono l’estetica del giardino aristocratico tra Settecento e primo Novecento. Villa Fubini, con aiuole dal disegno curvilineo con profilo a forma di cuore, offre un punto di osservazione privilegiato sulle trasformazioni del giardino piemontese tra XVIII e XIX secolo e per la comprensione del rapporto tra architettura residenziale e paesaggio nelle colline torinesi. O ancora, la Vigna del Merlo, il cui giardino può vantare le firme dei celebri paesaggisti Pietro Porcinai e Paolo Peyrone.

 

E poi anche altre novità come: Barriera Green Hub – Plant Center, un luogo dalla storia stratificata da cui emerge l’evoluzione di Torino nel corso dell’ultimo secolo; la Fondazione Chierese per il Tessile, uno spazio in cui riscoprire il legame fra tessile e natura, fra piante tintorie e da fibra; Il Giardino delle Meraviglie al Lingotto, una serra tropicale con palme, bambù, camelie e altre varietà di altre latitudini; PininAgri, giovane azienda agricola di Moncalieri tra ciliegi, nocciole e bambù; Spazio 22_4, una delle nuove realtà del network verde della città di Torino con sede in un interno di Borgo San Paolo, che accoglie e organizza mostre, dibattiti, workshop, presentazioni letterarie dedicate alle piante, all’ambiente e al cambiamento climatico.

 

Tra le location più curiose e affascinanti del programma, l’Erbario dell’Università di Torino, che sabato 9 maggio, su prenotazione, il pubblico potrà visitare in esclusiva insieme alla curatrice Laura Guglielmone alla scoperta delle piante raccolte nei grandi giardini ottocenteschi di cui oggi non vi è più traccia: campioni conservati in oltre ottocentomila fogli che non solo testimoniano la ricchezza della flora mondiale ma racconta anche quasi trecento anni di studi e ricerche botaniche.

Nel circuito tornano, infine, molti dei protagonisti della scorsa edizione come il Ranch UrbanoIl Giardino di Fior di RovoIl Giardino di Via Napione e Castelvecchio – chicca del percorso moncalierese e tante location private quali Casa LuziCasa Biscaretti oltre a straordinarie ville del territorio dal grande passato storico come Villa Il Modei, con il suo ingresso spettacolare, degno di una wunderkammer paesaggistica, tra palme di San Pietro (Chamaerops humilis) avvolte da rose rampicanti.

Verde Svelato non è solo un itinerario guidato tra giardini ma una galleria del tempo, dove riscoprire la natura poetica e politica del verde urbano. Il percorso proposto attraversa le diverse fasi della storia urbana del territorio: dalla corona delle ville di delizia fino ai più recenti progetti di coltivazione sostenibile e di pratiche di inclusione sociale. Un circuito in grado di raccontare i processi di trasformazione urbana e culturale che hanno plasmato, e continuano a plasmare, la città.

 

Per accedere a Verde Svelato è necessario acquistare uno dei due kit disponibili – Bianco e Giallo – e ritirarlo in 6 infopoint del circuito durante i due giorni di evento (l’elenco completo è consultabile sul sito). Ogni kit comprende la mappa con il programma delle attività e un braccialetto personale, che dovrà essere indossato per entrare nei giardini del festival.

 

Dopo il weekend torinese, le visite nei giardini segreti continuano nel weekend del 16 e 17 maggio nella città di Cuneo: una nuova occasione per esplorare ancora più luoghi nascosti, tra residenze storiche, orti segreti e parchi privati.

 

La settimana ‘Edu’ dedicata ai bambini e alle famiglie alla scoperta del verde cittadino: a
inaugurare il festival, i bambini e le bambine della Scuola d’Infanzia Bay di Torino

 

© Ph Credit Andrea Terlizzi

 

PROGRAMMA VERDE SVELATO 2026

TORINO e dintorni | 9 e 10 MAGGIO 2026

 

Verde Svelato è confermato anche in caso di maltempo

Per gli orari di visita di ciascuna location consultare il sito del Festival

 

INFO PER IL PUBBLICO – VERDE SVELATO

 

I kit sono acquistabili on line su www.festivalverde.it

 

Kit Bianco > 10 euro

Braccialetto per accedere alle visite

Mappa dei giardini segreti

Audioguida

 

Kit Giallo > 15 euro

Braccialetto per accedere alle visite

Libro di Verde Svelato

Mappa dei giardini segreti

Audioguida

 

ELENCO LOCATION

 

AGR. VALCENASCO LANDHOUSE

Str. Cenasco 92 – Moncalieri

 

B&B VIA STAMPATORI – PALAZZO SCAGLIA VERRUA

Via Stampatori, 4 – Torino

 

BARRIERA GREEN HUB – PLANT CENTER

Via Bologna, 175 – Torino

 

BICINFIORE

Via Asiago, 71 –Torino

 

BOTANICUS

Str. Genova 291 bis – Moncalieri

 

CAPODOGLIO MURAZZI

Murazzi del Po Gipo Farassino, 37 – Torino

 

CASA ARGO

Str. Visone 4 – Moncalieri

 

CASA BISCARETTI

P.za Cavour, 8 – Torino

 

CASA LUZI

Via Borgofranco 25/17 – Torino

 

CASTELVECCHIO

Str. Castelvecchio, 40 – Moncalieri

 

COLTIVABILE

Str. Castelvecchio 34 – Moncalieri

 

DOCKS DORA

Via Perugia, 32, G – Torino

 

ERBARIO DELL’UNIVERSITÀ DI TORINO

Viale Pier Andrea Mattioli, 25 – Torino

 

GIARDINO DI FIOR DI ROVO

Str. del Campagnino, 46 –Torino

 

GIARDINO DI VIA NAPIONE

Via Giovanni Francesco Napione 6 – Torino

 

IED

Via S. Quintino 39 – Torino

 

IL CORTILE DELLA CASA DEL PINGONE

Via Porta Palatina, 23b – Torino

 

IL GIARDINO DELLE MERAVIGLIE

Via Nizza, 262 – Torino

 

IL GRAN SERRAGLIO

Galleria Umberto I – Torino

 

IL PODERE LE ROCCHE

Via Donizetti, 8 – Chieri

 

LA PISTA 500 – PINACOTECA AGNELLI

Via Nizza, 262 – Torino

 

LE ROSINE POLO ARTISTICO E CULTURALE

Via delle Rosine, 9 – Torino

 

NELLA TANA DELL’ORTO

Via Gran Paradiso, 38 – Chieri

 

PETRONILLA

Corso Verona, 38/E – Torino

 

PININAGRI

Str. dei Bussi, 6 – Moncalieri

 

POCKET CAMPUS BERNINI

C.so Francesco Ferrucci, 12 bis – Torino

 

R.A.M.

Str. Castelvecchio, 37 – Moncalieri

 

RANCH URBANO

Via Fréjus, 108/A – Torino

 

SAN GIORS

Via Borgo Dora, 3a  – Torino

 

SCULTURA FIORI

Via Rosolino Pilo, 21 – Torino

 

SERMIG

Piazza Borgo Dora 61 – Torino

 

SPAZIO 22_4

V.Caraglio, 10 –Torino

 

TERRAZZO SUL BALÒN

Via Borgo Dora, 39 – Torino

 

THE HEAT GARDEN

Via Ernesto Lugaro – Torino

 

VIGNA CHINET

Via Mirabello, 3/D – Torino

 

VIGNA IL MERLO

Str. di Fenestrelle, 217 –Torino

 

VILLA D’AGLIÈ

Strada Privata alla Villa d’Agliè, 26 – Torino

 

VILLA FUBINI

Str. del Bellardo, 79 – Torino

 

VILLA IL MODEI

Strada Santa Brigida, 138 – Moncalieri

 

VILLA REY

Strada Val S. Martino Superiore, 27 – Torino

 

VILLA RIGNON

C.so Galileo Ferraris, 81 – Torino

 

VILLA SASSI

Str. al Traforo di Pino 47 – Torino

 

 

 

Tutta la programmazione del Festival del Verde è consultabile al sito www.festivalverde.it