Accusato di cinque colpi di revolver su un’auto ferma, nascondeva arsenale e droga: custodia cautelare: arrestato. Questo l’esito dell’inchiesta della Squadra Mobile di Asti, coordinata dalla Procura locale, che ha portato in carcere un 33enne del posto, ritenuto autore di un’intimidazione armata a luglio nel quartiere Praia.
L’indagine è partita da una raffica di perquisizioni domiciliari a novembre, quando il giovane era già stato sorpreso con due etti di hashish. Tra i suoi oggetti è emerso un mazzo di chiavi riconducibile all’abitazione di un 64enne insospettabile. Dalla perquisizione dell’ appartamento, i poliziotti hanno scoperto una stanza blindata con lucchetto, che nascondeva 350 grammi di cocaina purissima e tre fucili rubati, di cui uno a canne mozze. Nella stessa stanza, una valigia apribile solo con le chiavi sequestrate al 33enne racchiudeva una pistola con caricatore inserito, circa 300 munizioni e, in particolare, il revolver carico usato. I rilievi genetici disposti dal pm hanno attribuito il DNA del sospettato a tutti i reperti sequestrati, con prove inequivocabili.
Basandosi su questi elementi, il gip del Tribunale di Asti ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere. In quell’occasione, nuovi controlli ad Asti e in provincia hanno portato al sequestro di un’auto rubata e uno scooter con telaio abraso, attribuiti a una donna denunciata per ricettazione dello scooter e riciclaggio dell’auto. Tutti gli interessati sono per ora fortemente indiziati per i reati loro contestati. Le loro situazioni saranno esaminate dalla magistratura nelle fasi successive e decise solo con sentenza definitiva di condanna, rispettando la presunzione di innocenza.
VI.G


La comprensione dei suoi “Ritratti” e delle sue opere in genere va sempre oltre ciò che l’artista ti presenta in parete, per portarti in oscuri spazi dell’inconscio difficili da esplorare. Solo “suoi”. A noi lasciarci avvolgere da quell’aura di sublime arruffato mistero che è il “suo” e solo “suo” piccolo-grande universo. Accanto al quale, gravitano in mostra (figure amiche!) anche altri ritratti provenienti dalle Collezioni della stessa “Fondazione Bottari Lattes” insieme a quelle di altre Gallerie, con opere realizzate da pittori e scultori del suo stesso “contesto artistico”. La selezione comprende quindi dipinti di Felice Casorati, di esponenti del torinese “Gruppo dei Sei” come Jessie Boswell, Francesco Menzio (suo un piccolo “ritratto della moglie”) e Carlo Levi (bizzarro il suo onirico “Risveglio -un solo occhio aperto- con la madre”), accanto ad altri di Luigi Spazzapan, Italo Cremona (bel bello in canottiera) e Mario Calandri, affiancati da tre notevoli pittrici come Nella Marchesini, Daphne Maugham e l’estrosa Carol Rama. Tra le incisioni, le nitide fisionomie dell’amico ceco Jiri Anderle (famoso per le sue “mezzature”) e un sintetico volto di Mario Surbone. Tre le sculture esposte: una preziosa testa femminile in cera di Giacomo Manzù, di forte ispirazione impressionista alla Medardo Rosso; una figura quasi astratta di Sandro Cherchi e un ritratto con forti richiami al cubismo di Mario Giansone.