ilTorinese

Nella notte di Pasqua 53 nuovi cristiani per la Diocesi

In Duomo a Torino e nelle parrocchie della città sabato sera 4 aprile si terrà la solenne Veglia pasquale presieduta dal cardinale arcivescovo Roberto Repole. Tra i 53 catecumeni che in cattedrale riceveranno i sacramenti dell’iniziazione cristiana ci sono sia italiani che stranieri e 38 sono giovani. Per la prima volta sono stati i catecumeni (cioè coloro che intraprendono un cammino di avvicinamento alla fede cristiana in vista del Battesimo) a essere “protagonisti” del rito della Lavanda dei piedi nella Messa in Coena Domini il Giovedì Santo in Cattedrale. Ogni anno l’Arcivescovo compie il rito con un gruppo di persone che viene scelto tra realtà diverse, quest’anno sarà una rappresentanza dei 53 catecumeni che la notte di Pasqua riceveranno i sacramenti dell’iniziazione cristiana. Nella Veglia di Pasqua in cattedrale saranno 24 a ricevere Battesimo, Eucarestia e Confermazione, gli altri nelle parrocchie in cui sono inseriti. Dei 53 eletti 24 sono uomini e 29 donne, 22 stranieri e 31 italiani, ci sono anche due detenuti. I giovani sono 38 e c’è un bambino con il suo papà.
 Foto “La Voce e il Tempo”

Giachino: a sinistra non è servita la Lezione del Principe de Curtis

Dopo che qualcuno la dava per dispersa ieri, guidata dal Prof. Garibaldi, ha fatto nuovamente capolino la Alleanza x Torino, la riedizione della lista che nel 1993 porto’ Castellani a vincere le elezioni comunali sconfiggendo Diego Novelli. Chi si aspettava dal Professore di Economia una Analisi del sangue della situazione economica della Città che per diversi decenni ha trainato la economia italiana e’ andato deluso. I Professori sono abituati a bocciare gli altri ma non accettano di farsi bocciare dagli altri. Eppure dal 1993 Castellani presento’ ben due piani strategici senza mai presentare un Bilanciò consuntivo così non si accorse che solo col turismo, la cultura e il loisir la economia torinese non pareggiava ciò che stava perdendo nell’industria dell’auto. Così non si è ancora accorto adesso che dal  2001 la economia torinese ha una crescita economica inferiore alla media nazionale . Così non si è accorto che oggi Torino è la Capitale della cassa integrazione e che il 75% dei giovani ha un lavoro precario. Negli ultimi venticinque anni si è parlato tanto di Olimpiadi senza capire che la cosa più importante era difendere l’industria dell’auto . Così quando Elkann ha venduto la grande azienda alla Peugeot ne’ la Appendino ne’ il governo giallorosso pensarono di mettere il golden power sulla capofila della filiera industriale più importante d’Italia. La crisi dell’auto,  e forse questo non l’ha neanche capito il governo Meloni, sta frenando l crescita della economia Italiana molto di più di quanto loro credano. In questa situazione , a un anno dalle elezioni comunali  Lo Russo pensa solo a rivincere e sa che questa volta il suo problema è a sinistra e lui ,origine DC, per convincere la Schlein ha detto che la sinistra deve fare la sinistra per cui da oltre un anno tratta con Askatasuna e si tiene buoni la sinistra di  AVS,  l’unica sinistra con cui dialogano i ragazzi carini di Aska. Al centro ci pensano quel che resta del Sistema Torino, quello che per avere un grattacielo ha regalato tuto a Milano , Castellani e i tanti consulenti consultati in questi 33 anni, che sono molto di più di un ventennio, e che non vogliono assolutamente perdere il Comune. A ciò si aggiunga il nuovo Piano regolatore che è uno strumento fatto apposta per discutere e trattare con i tanti interessi della Città, dai costruttori, ai capitalisti proprietari di immobili e terreni, ai commercianti e magari qualcuno legato a qualche consigliere di opposizione. Quando c’è una maggioranza così longeva gli oppositori non sono tutti puri e duri come un GIACHINO qualsiasi , qualcuno che non ha idee magari è stufo di stare alla opposizione. Chi ci rimette però è Torino a partire dalla sue periferie sempre più dimenticate e lasciate in balia della insicurezza e del degrado. Anche i giornali non sanno che pesci pigliare così oggi danno una pagina intera a una proposta poco più che banale fatta dagli amici di Castellani che ora non parlano più di turismo e puntano ad attrarre studenti universitari copiando da Bologna che anche in questo campo si è dimostrata molto più brava di Torino attraendo quelli della Johns Hopkins.
Solo che i professori della Lista di Alleanza non si sono chiesti quali posti di lavoro offrirà Torino a questi giovani studenti se non si difende di più e meglio l’industria l’unico settore che può offrire stipendi interessanti e competitivi con l’estero.
Certo non ci voleva il caso Delmastro così come ci vorrebbe qualcuno che apra  un confronto e un lavoro che coinvolga tutto il Centro Destra insieme .
I cattolici impegnati in politica questa volta dovranno partire dalla pesante situazione economica e  sociale per presentare un forte progetto complessivo per il rilancio di Torino , perché chi paga da trent’anni sulla propria pelle il declino economico e sociale della Città sono i più poveri, i senza lavoro e i precari quelli ai quali si dovrebbero maggiormente rivolgere i tanti che hanno studiato la Rerum Novarum frequentando le lezioni di Donat-Cattin, Bodrato, Picchioni, Calleri Botta e Arnaud.
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Mino GIACHINO 
Responsabile torinese UDC

Bonifica area Parco della Salute, dieci indagati

Sono dieci le persone indagate nell’ambito dell’inchiesta portata avanti dalla Direzione distrettuale antimafia di Torino insieme ai carabinieri del Noe. L’indagine riguarda le complesse operazioni di bonifica nell’area dell’ex Fiat Avio, destinata a diventare il futuro Parco della Salute. Secondo l’accusa, circa 200 mila tonnellate di terre e rocce, in gran parte contaminate da metalli e idrocarburi, sarebbero state gestite e trattate in modo illecito.

Nei giorni scorsi è stato disposto il sequestro di due impianti di trattamento rifiuti a Torino, un passaggio che si inserisce nel filone investigativo avviato con le perquisizioni del 2023. Al centro dell’indagine c’è un appalto che, stando agli inquirenti, sarebbe stato assegnato a condizioni economiche anomale alla società di bonifiche del gruppo Iren, per poi essere subappaltato a un’altra azienda. Il prezzo stabilito, pari a 7 euro a tonnellata per le operazioni di smaltimento e trattamento, risulterebbe infatti molto inferiore rispetto ai costi medi di mercato, generalmente compresi tra i 35 e i 60 euro a tonnellata.

Secondo quanto emerge dal decreto di perquisizione, la società subappaltatrice non avrebbe avuto le autorizzazioni necessarie per gestire materiali contaminati e avrebbe inoltre classificato le terre come “end of waste” senza sottoporle ai trattamenti richiesti. Tale sistema si sarebbe basato sulla predisposizione di documentazione amministrativa e analitica non veritiera, con l’obiettivo di eludere i controlli da parte di Arpa e Spresal. Tra gli indagati compare anche un consulente ambientale, sarebbe accusato di aver contribuito a ottenere autorizzazioni non coerenti con le attività effettivamente svolte dall’azienda.

La Regione avvia i lavori post alluvione 2025

Dopo l’approvazione in Consiglio dei Ministri dell’ulteriore stralcio di 45,4 milioni di euro, la Regione Piemonte è pronta a dare immediata attuazione a 679 interventi sui territori colpiti dagli eventi alluvionali dell’aprile 2025, che sono stati oggetto in questi mesi di una ricognizione puntuali e di un monitoraggio continuo.

“Grazie alle risorse messe in campo dal Governo possono ora partire interventi attesi e necessari – dichiarano il presidente Alberto Cirio e l’assessore alle Infrastrutture e Protezione civile Marco Gabusi – In questi mesi abbiamo lavorato con i Comuni e con le strutture tecniche per definire l’elenco completo dei 679 interventi che abbiamo trasmesso al Dipartimento della Protezione civile per la sua approvazione”.

Gli interventi individuati sono così suddivisi:

– 97 nell’Alessandrino per oltre 4,4 milioni di euro

– 52 nell’Astigiano per 4,3 milioni di euro

– 129 nel Biellese per oltre 5 milioni di euro

– 130 nel Cuneese per circa 4,5 milioni di euro

– 192 nel Torinese, il territorio maggiormente colpito, per oltre 17 milioni di euro

– 32 nel Verbano Cusio Ossola per 2 milioni

– 47 nel Vercellese per circa 4 milioni di euro.

“Questo passaggio ci permette di dare continuità agli interventi e di accompagnare i territori verso una fase più strutturata di ricostruzione. Ringraziamo il Governo e il Dipartimento della Protezione civile per lo stanziamento”, affermano ancora il presidente Cirio e l’assessore Gabusi, sottolineando che “il nostro obiettivo è semplice: trasformare rapidamente queste risorse in opere concrete. Siamo al fianco dei Comuni che potranno contare su un quadro chiaro di interventi e tempistiche. È così che si risponde davvero alle emergenze: con la programmazione e la progettazione degli interventi, per poterli realizzare man mano che arrivano le risorse”.

Oltre a finanziare gli interventi di somma urgenza già effettuati, mettendo in sicurezza i conti dei Comuni, sia le opere necessarie per la riduzione del rischio residuo, il piano predisposto dalla Regione prevede anche uno stanziamento di 3 milioni per il sostegno ai danni riportati da cittadini e imprese.

“Ricami, merletti e tessuti d’artista” al Polo delle Rosine

270 anni di arti tessili, lavoro e autonomia

Torino celebra una storia lunga quasi tre secoli, che continua a parlare al presente, e lo fa con una mostra dal titolo “Ricami, merletti e tessuti d’artista. Dalle Rosine al presente: 270 anni di arti tessili, lavoro e autonomia”, che sarà aperta al pubblico l’11 e il 12 aprile prossimo negli spazi del Polo Artistico e Culturale Le Rosine.

Il 2026 segna infatti una anno altamente simbolico: ricorrono i 270 anni dall’insediamento torinese dell’Istituto, i 310 dalla nascita della fondatrice Rosa Govone e i 250 anni dalla sua morte. Si tratta di un triplice anniversario che diventa occasione per rileggere una storia pionieristica di emancipazione femminile attraverso il lavoro.

L’Opera delle Rosine venne fondata nel 1742 a Mondovì e si stabilì a Torino nel 1756. Nasceva da un’intuizione semplice quanto rivoluzionaria: offrire alle donne strumenti concreti per costruire la propria autonomia. Il motto “Vivrai dell’opera delle tue mani” sintetizza un modello educativo che unisce formazione, dignità e indipendenza, anticipando di fatto i principi dell’economia sociale contemporanea. All’interno dell’Istituto prende forma fin dall’inizio un vero e proprio opificio femminile, dove scuola, laboratorio e produzione convivono. Le giovani vengono formate alle arti tessili del ricamo, del merletto, della tessitura e della filatura, sviluppando competenze professionali che permettono loro di inserirsi nella società in autonomia. Non si trattava di semplici lavori manuali, ma di arti applicate di alto livello, riconosciute e premiate già all’epoca.

Oggi, a distanza di oltre due secoli, questo patrimonio torna al centro della quarta edizione della mostra itinerante “Ricami, merletti e tessuti d’artista”. L’esposizione riunisce opere antiche e contemporanee, creando un dialogo tra generazioni di artigiane, artiste e insegnanti.

Accanto alla mostra ci saranno dimostrazioni dal vivo e prove gratuite aperte ad adulti e bambini, che offriranno l’opportunità di avvicinarsi alle tecniche del ricamo e del merletto.

“L’evento dell’11 e 12 aprile sarà molto più di una celebrazione: un’occasione per riscoprire un sapere che attraversa i secoli e continua a generare futuro. Un filo, quello delle arti tessili, che unisce tradizione e innovazione, bellezza e lavoro, memoria e autonomia – dichiara il direttore generale, Massimo Striglia”.

L’iniziativa si inserisce anche nel contesto delle celebrazioni francescane dell’Ottavo centenario lungo il ‘Cammino di Pace e della Parola di San Francesco’, rafforzando il legame tra arte, spiritualità e comunità. A completare il programma, un convegno dedicato alle arti tessili contemporanee riunirà esperti del settore per riflettere sulle prospettive future di questi mestieri, oggi sempre più riconosciuti come patrimonio culturale immateriale.

L’istituto delle Rosine non è solo memoria perché, sotto la guida di Madre Ausilia Concas e del direttore generale Massimo Striglia, la Fondazione continua a operare attivamente sul territorio con progetti concreti a sostegno di donne e famiglie, dal “Punto di ascolto” ai percorsi di accompagnamento alla maternità fino all’attività di musico-terapia per bambini audiolesi in collaborazione con l’ospedale Martini.

La mostra si tiene l’11 e il 12 aprile dalle 10 alle 18, presso il Polo Artistico e  Culturale Le Rosine, in via Plana 8/C

Mara Martellotta

Finti artigiani, dal 7 aprile stop ai “furbetti”. Multe salate in arrivo

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Per chi usa la denominazione senza essere iscritto all’albo

Stop ai “furbetti” dell’artigianato; dal 7 aprile 2026 cambia una regola fondamentale del mercato, e le denominazioni di “artigianato” e “artigianale” non potranno essere più utilizzate in modo improprio. Entrerà, infatti, in vigore la legge annuale per le PMI che riserva l’uso di questi termini esclusivamente alle imprese iscritte all’albo delle imprese artigiane. Una svolta attesa da anni e sostenuta con determinazione da Confartigianato, che impone multe salate a chi viola la norma, sanzioni fino all’1% del fatturato con un minimo di 25 mila euro. Per Confartigianato Imprese Piemonte si tratta di un passaggio strategico non soltanto sul piano della concorrenza, ma anche della lotta al falso ‘Made in Italy’, che continua a sottrarre valore all’economia reale.

Nel 2024 l’analisi regionale del rapporto Iperico 2024 posiziona il Piemonte come quinta regione italiana con il più alto numero di merce sequestrata, con 6,3 milioni di pezzi e +553% rispetto al 2023. Un segnale d’allarme per il ‘Made in Italy’, che attraversa una fase delicata e si trova a dover rafforzare la trasparenza e la legalità lungo tutta la filiera produttiva. Nonostante un decennio difficile, che ha visto la chiusura di 128 mila aziende, l’artigianato italiano ha chiuso il 2025 all’insegna della resistenza: con 1,23 milioni di imprese attive, il settore mostra una stabilità che incoraggia, segnata da un saldo positivo tra aperture e chiusure di 187 unità.

“La norma segna un punto di svolta – sottolinea Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – perché introduce finalmente un presidio giuridico contro pratiche ingannevoli che hanno alimentato per anni una concorrenza sleale. Difendere il termine ‘artigianale’ significa difendere un modello produttivo fatto di competenze, qualità e legame con il territorio”.

Nel solo Piemonte operano oltre 113 mila imprese artigiane, che rappresentano una componente essenziale del sistema economico regionale e contribuiscono in modo significativo all’export di qualità. La possibilità di distinguere in modo netto ciò che è artigiano da ciò che non lo è, rafforza la credibilità dell’intero sistema.

“È una tutela per i consumatori – conclude Giorgio Felici – che da oggi avranno una garanzia in più sulla veridicità di ciò che acquistano, ma anche un riconoscimento concreto del valore delle nostre imprese. Dopo anni di ambiguità, si chiude la stagione dei ‘furbetti’ e si apre una nuova fase di trasparenza e legalità del mercato”.

Mara Martellotta

Acqua pubblica e meno plastica: la proposta di legge di AVS in Consiglio Regionale

“L’acqua è un bene comune, non una merce. Con questa legge vogliamo fare un passo concreto per renderla davvero accessibile, riducendo sprechi, plastica e disuguaglianze nell’accesso a una risorsa essenziale.”

A pochi giorni dal 22 marzo, Giornata mondiale dell’acqua la consigliera regionale Giulia Marro (AVS) ha depositato in Consiglio regionale del Piemonte una proposta di legge che rimette al centro una questione cruciale: l’acqua come diritto e come bene pubblico.
La proposta – “Misure per promuovere l’utilizzo dell’acqua potabile di rubinetto” – interviene con un approccio sistemico, che tiene insieme ambiente, accesso ai servizi e riduzione dei rifiuti, partendo da un presupposto chiaro: incentivare l’uso dell’acqua di rete per ridurre drasticamente il consumo di plastica monouso legata alle bottiglie.
Nel concreto, la legge prevede innanzitutto l’adozione di un Piano strategico triennale regionale, che definisce obiettivi, priorità e strumenti per aumentare l’accesso all’acqua pubblica e promuoverne il consumo. Tra le azioni previste ci sono campagne di informazione sulla qualità dell’acqua di rubinetto, la realizzazione di una rete diffusa di punti di accesso gratuiti o a costo calmierato e la mappatura pubblica di questi punti sul territorio.
Un elemento centrale è proprio la fiducia: troppo spesso si consuma acqua in bottiglia per percezioni distorte o a causa del marketing delle aziende, nonostante l’acqua degli acquedotti – spesso proveniente dalle stesse vallate alpine da cui viene imbottigliata – sia già sottoposta a controlli rigorosi e continui. La legge interviene quindi anche sul piano culturale, promuovendo un cambiamento nelle abitudini quotidiane.
Accanto a questo, la proposta introduce strumenti concreti per ridurre l’uso della plastica. La Regione potrà finanziare i Comuni per l’installazione di fontane pubbliche e punti di ricarica per borracce, sostenere eventi e manifestazioni che garantiscono l’accesso all’acqua gratuita senza bottigliette e incentivare esercizi commerciali e soggetti del terzo settore che mettono a disposizione acqua di rete.
Un altro passaggio rilevante riguarda le istituzioni: Regione, enti strumentali e amministrazioni collegate saranno chiamati a utilizzare prioritariamente acqua di rubinetto, limitando l’acquisto di bottiglie di plastica ai soli casi strettamente necessari.
La legge prevede inoltre un sistema di contributi e premialità: dai finanziamenti ai Comuni per infrastrutture pubbliche fino a incentivi per chi riduce i rifiuti, anche attraverso possibili riduzioni della TARI per gli esercizi commerciali virtuosi.
“A quanti di voi è capitato di andare in Grecia o in Francia – ma potremmo dire in molti paesi europei – dove appena ti siedi in un bar o in un ristorante ti portano subito gratuitamente un bicchiere d’acqua del rubinetto? E quanti di voi si sono chiesti come mai da noi non succede? Ecco, questa legge vuole andare esattamente in quella direzione: rendere normale ciò che dovrebbe già esserlo. Lo facciamo anche sostenendo gli esercenti, perché offrire acqua pubblica non sia un costo ma una scelta incentivata.”
Dal punto di vista economico, l’intervento è strutturato su un investimento di circa 355.000 euro annui per il triennio 2026-2028, destinati a infrastrutture, comunicazione, incentivi e installazione di erogatori pubblici.Questa proposta si inserisce in un quadro più ampio: quello del riconoscimento dell’acqua come bene pubblico, già sancito dal referendum del 2011. In questo senso, è particolarmente significativo il riferimento al percorso avviato in provincia di Cuneo, che sta procedendo a tappe forzate verso la gestione pubblica del servizio idrico. La legge regionale si affianca e rafforza questo processo, agendo sul lato dell’accesso e dell’uso quotidiano.
Non si tratta quindi solo di una misura ambientale, ma di una scelta politica che incide su modelli di consumo, gestione delle risorse e giustizia sociale. Ridurre le bottigliette di plastica significa ridurre rifiuti, emissioni e costi; ma significa anche riaffermare che l’acqua non è un prodotto commerciale, bensì un diritto.
“L’acqua non è un brand, non è un business, non è una commodity: è un diritto fondamentale. Eppure oggi continuiamo a comprarla in bottiglia, pagando più volte la stessa risorsa e producendo tonnellate di plastica. È paradossale: in Piemonte abbiamo acqua di qualità straordinaria, che arriva dalle nostre montagne e dalle nostre vallate: la imbottigliamo e poi la ricompriamo al supermercato, dentro la plastica. Con questa legge diciamo una cosa semplice ma radicale: l’acqua deve tornare pubblica, accessibile e gratuita negli spazi della vita quotidiana”.

AVS Consiglio regionale del Piemonte

Droga in valigia: arrestata corriere al terminal dei bus

Un carico di nove chili di stupefacenti, nascosto in una valigia e pronto per lo spaccio, è stato intercettato al terminal dei bus di linea in Corso Vittorio Emanuele II. A finire in manette una ragazza di 28 anni di origini nigeriane, arrestata per traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

I controlli sono scattati grazie alle unità cinofile del gruppo Pronto Impiego delle Fiamme Gialle. La donna era appena arrivata da Barcellona a bordo di un autobus quando il fiuto di Nasko, uno dei cani antidroga, ha fiutato il bagaglio sospetto. All’interno della valigia, i militari hanno trovato involucri ovoidali coperti da più strati di cellophane, camuffati da spezie e profumazioni floreali per ingannare l’olfatto, oltre a panetti di sostanza avvolti in carta carbone: 6 chili di cocaina e 3 di metanfetamina, per un totale di 9 chili.

La giovane, accusata di traffico internazionale di stupefacenti, è stata poi condotta nel carcere delle Vallette.

VI.G

Incidente sulla bretella Ivrea-Santhià: ferito in elisoccorso

Un’auto finisce fuori strada e poi si ribalta: il conducente finisce in ospedale. È successo nel pomeriggio di ieri sulla bretella autostradale Ivrea-Santhià, nel territorio comunale di Settimo Rottaro. La vettura, una Toyota Prius, ha sbandato finendo fuori carreggiata, lasciando il conducente ferito.

Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 Azienda Zero, che lo hanno trasportato in elisoccorso all’ospedale di Ivrea. Fortunatamente, le sue condizioni non sono gravi.

Presenti anche gli agenti della polizia stradale per i rilievi del caso, gli ausiliari ITP per gestire la viabilità – senza conseguenze sul traffico – e i vigili del fuoco del distaccamento di Ivrea per la stabilizzazione del veicolo.

VI.G

Spaccio in via Nizza e piazza Bengasi, tre arresti

Continua l’attività della Polizia di Stato finalizzata al contrasto della compravendita di sostanze stupefacenti nell’area di Piazza Bengasi e delle vie adiacenti. Nell’arco della giornata, infatti, i pusher spesso si muovono verso altre aree del quartiere per concludere le cessioni di sostanza stupefacente, cambiando l’area di azione a seconda della fascia oraria, spesso con spostamenti a bordo di monopattini. Tuttavia, negli ultimi giorni, gli agenti del Commissariato Barriera Nizza hanno tratto in tre persone.

La prima è stata arrestata a Moncalieri non distante dal confine con Torino, dopo una cessione di sostanza stupefacente avvenuta sulla ciclopista del Sangone. Entrambe le persone venivano fermate dopo la compravendita di sostanza stupefacente risultata essere cocaina. Il venditore, un ventinovenne cittadino senegalese, è stato arrestato dagli agenti del Commissariato.

Un ventottenne cittadino gabonese è stato, invece, arrestato nei pressi dei giardini Battistini. Qui l’uomo è stato visto dagli agenti nascondere qualcosa nel terreno nei pressi di un albero e poi prendere posto su una panchina. Poco dopo, sul posto è giunta un’altra persona. Il ventinovenne, dopo aver interloquito con il nuovo arrivato, gli ha consegnato un involucro prelevato nei pressi dell’albero. Gli agenti hanno fermato il pusher, appurando che l’uomo aveva ceduto all’acquirente una dose di crack. Occultati sotto le foglie i poliziotti hanno rinvenuto altri 13 pezzi della stessa sostanza. L’uomo è stato trovato in possesso di 265 euro in contanti, verosimilmente provento dell’attività illecita.

Un terzo arresto è avvenuto nei confronti di un ventiduenne cittadino senegalese. Gli agenti lo hanno visto percorrere un tratto di strada a bordo di un monopattino fino a quando si è fermato e seduto accanto a una persona alla fermata dell’autobus. Dopo una breve conversazione i due si separavano e venivano fermati dagli agenti che appuravano l’avvenuta cessione di crack. Il cittadino senegalese, arrestato nei pressi dei giardini Italia 61, veniva trovato in possesso di 330 euro in contanti, verosimile provento dell’attività di spaccio.

Inoltre, nel corso di uno degli ultimi controlli straordinari del territorio ad alto impatto, coordinato dal personale del Commissariato di P.S. “Barriera Nizza”, è stata controllata l’area sud del quartiere Nizza Millefonti; nella circostanza sono state più di 100 le persone identificate e un cittadino senegalese di 21 anni è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale. L’uomo, fermato per un controllo dagli agenti all’incrocio tra via Ventimiglia e Corso Marroncelli, ha lanciato il monopattino verso un operatore di polizia e si è dato alla fuga ma è stato bloccato poco dopo.

Un cittadino italiano di 54 anni, invece, è stato fermato perché doveva scontare una pena residua di 4 anni e 9 mesi, emessa dalla Procura Generale di Torino, per reati inerenti spaccio e riciclaggio.

Nel corso dell’attività sono stati controllati 4 esercizi commerciali e in uno, ubicato in via Nizza, gli agenti hanno riscontrato pessime condizioni igieniche dei locali e altre violazioni: mancata esposizione degli orari di apertura e chiusura; irregolare smaltimento degli oli esausti; mancato pagamento delle insegne; mancata esposizione relativo agli avvisi dei Prodotti ingredienti. Complessivamente l’esercizio è stato sanzionato per 5000 euro.

Nel corso dello stesso controllo straordinario del territorio, sono stati sanzionati a San Salvario altri 2 esercizi commerciali: il primo per 5164 euro dopo che la Polizia Locale ha accertato che l’attività di esercizio di vicinato era condotta senza autorizzazione; il secondo locale, invece, per 465 euro per scarsa igiene e per il mancato pagamento delle insegne.

Sempre a San Salvario, sono stati denunciati in stato di libertà due cittadini egiziani per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. Nel complesso, sono stati sequestrati, anche a carico di ignoti, oltre 200 grammi di Hashish e 12 pastiglie di Lyrica, utilizzate non per scopi medici.