ilTorinese

Sciopero lunedì 18 maggio, trasporti: ecco fasce e orari a Torino

Lunedì 18 maggio 2026 è previsto uno sciopero nazionale indetto dall’Organizzazione Sindacale USB per diverse tematiche sociali di 24 ore.

IL SERVIZIO SARÀ GARANTITO NELLE SEGUENTI FASCE ORARIE:

  • Servizio URBANOSUBURBANO, METROPOLITANA, CENTRI SERVIZIO AL CLIENTE: dalle ore 6.00 alle ore 9.00 e dalle ore 12.00 alle ore 15.00
  • Servizio EXTRAURBANO, Servizio bus cooperativo Linea 3971 (tratta Ciriè – Ceres): da inizio servizio alle ore 8.00 e dalle ore 14.30 alle ore 17.30

Sarà assicurato il completamento delle corse in partenza entro il termine delle fasce di servizio garantito.

Per maggiori dettagli sulle motivazioni dello sciopero, clicca qui.

Rock Jazz e dintorni a Torino: Paolo Fresu & Pierpaolo Vacca e Ermal Meta

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GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA

Lunedì. Al teatro Concordia di Venaria si esibisce Ermal Meta.

Martedì. Per il Festival Seven Springs alla Scuola Holden, in collaborazione con Umbria Green Festival e Moncalieri Jazz Festival, suona il duo formato da Paolo Fresu, tromba, flicorno,effetti e Pierpaolo Vacca, organetto, con special guest la voce di KARIMA. Al teatro Colosseo “Omaggio a Lucio Dalla”, con alla voce Lorenzo Campani affiancato da una band guidata da Luigi Buggio e la partecipazione di Ricky Portera, storico chitarrista di Lucio Dalla. Alle OGR suona il trio di Sergio Di Gennaro con ospite il sassofonista Emanuele Cisi.

Mercoledì. Al Blah Blah si esibiscono i Vespri + Resina. Allo Ziggy suona Matt Elliot.

Giovedì. Al Folk Club ultimo concerto di stagione con il chitarrista James Maddock. Al Cafè Neruda suona il trio di Emanuele Cisi. Allo Ziggy sono di scena i Trans X + Silent Cold.

Venerdì. Alla Scuola Holden per il Festival Seven Springs, concerto dal titolo : “Come nascono le canzoni”, con Raphael Gualazzi voce e pianoforte e Stefano Senardi. A seguire dj set live by Kappa FuturFestival. Al Circolino suona il Transalpine Manouche Trio. All’Hiroshima Mon Amour si esibisce Francamente. Allo Spazio 211 è di scena Califone. Al Blah Blah suonano Gli Alberi + Starspawn Of Cthulhu.

Sabato. Allo Ziggy si esibisce Die Abete + Pigro. Al Blah Blah è di scena Jungle Julia. Allo Spazio 211 suonano i Teenage Bottlerocket.

Domenica. Al Blah Blah si esibiscono i Pentatonica.

Pier Luigi Fuggetta

Raduno per il 12° anniversario Juventus Club Sordi

A Torino si è svolto il raduno per il 12° anniversario del Juventus Club Sordi, organizzato da Michele Casa di Bari, Pietro Alfieri e Cosimi Arianna. Un’accoglienza speciale è stata riservata dal gruppo del Juventus Club Sordi, a testimonianza di come l’amicizia tra tifosi sordi sia una realtà autentica, forte e bellissima. Un raduno ricco di emozioni, partecipazione e grande spirito di unione nel segno del programma JCS.

Un sentito ringraziamento va a Gaetano Cacciapaglia del Juventus Club Sordi per l’ospitalità e la calorosa accoglienza che ha fatto sentire tutti davvero a casa, nella splendida atmosfera di Torino. Le immagini del raduno continuano a vivere sulla pagina Facebook dedicata ai tifosi sordi juventini, diventata ormai una vera piazza virtuale di incontro, condivisione e passione bianconera.

Lo sguardo è già rivolto ai prossimi appuntamenti: il futuro si preannuncia ricco di emozioni, in cui il bianco e il nero non rappresentano soltanto i colori di una maglia, ma il simbolo di una comunità unita che ha scelto di non arrendersi mai.

Perché lo sport, per i tifosi juventini sordi, quando è autentico parla una lingua che tutti possono comprendere: quella della Lingua dei Segni Italiana (LIS), dell’inclusione e soprattutto del cuore.

Grandissima emozione anche per il bellissimo regalo della maglia con il logo disegnato nel segno del rispetto e dell’identità del Juventus Club Sordi. Presenti all’evento Bottari Antonio, responsabile multimediale e impegnato nei video YouTube in Lingua dei Segni Italiana (LIS), Roberto Iannaccone, storico membro del Club da 12 anni, e Antonello Ruggiu, collaboratore e amministratore del Juventus Club Sordi.

Un ringraziamento speciale anche a Luca Montisci del giornale sportivo “Juventino Info dei Sordi”, tifoso juventino sempre vicino al mondo della comunità sorda, e a Tomaso Bianchi, tifoso juventino sordo e unica zebra mascherina dei tifosi sordi del Juventus Club Sordi, che hanno contribuito a rendere la giornata ancora più coinvolgente, allegra e ricca di entusiasmo.

È stata una giornata straordinaria, piena di amicizia, emozioni e passione bianconera, capace di lasciare un ricordo speciale in tutti i presenti.

Alla grande festa juventina hanno partecipato anche circa 50 membri e tifose sorde juventine, rendendo questo anniversario ancora più speciale, partecipato e carico di emozioni.

Michele Casa di Bari e il suo team continuano a lavorare con impegno per facilitare sempre di più l’accesso alle partite dal vivo, rafforzando la rete dei gruppi JOFC bianconeri sordi e promuovendo una tifoseria sempre più inclusiva.

In questo clima di grande partecipazione cresce anche l’intesa con la realtà guidata dal presidente Chirico Agostino, con l’obiettivo di sviluppare nuovi progetti dedicati ai tifosi del territorio.

Grande entusiasmo infine per la partita di Serie A tra Juventus FC e ACF Fiorentina, vissuta con spettacolo, adrenalina e tanta passione da tutto il Juventus Club Sordi.

Gli Juventus Official Fan Club (JOFC) rappresentano gli unici Fan Club ufficialmente riconosciuti dalla società Juventus FC e costituiscono un importante punto di riferimento e aggregazione territoriale per tifosi provenienti da tutto il mondo, accomunati dalla stessa grande passione per i colori bianconeri.

Juventus club Sordi Bottari Antonio,

Roberto Iannaccone,

Antonello Ruggiu,

Gaetano Cacciapaglia,

Luca Montisci e

Tomaso Bianchi

“Luccicanza. Di fiori e di filo, di pietra e di terra, di pelle e di radice”

La Fondazione Zegna presenta da domenica 24 maggio al 22 novembre prossimo la mostra “Luccicanza. Di fiori e di filo, di pietra e di terra, di pelle e di radice”, un progetto di Chiara Camoni concepito per gli spazi di Casa Zegna e curato da Ilaria Bonacossa. A poche settimane dell’inaugurazione della 61esima Biennale di Venezia, dove l’artista rappresenta l’Italia con il progetto “Con te, con tutto”, e di cui Zegna è main sponsor, la mostra nasce da una relazione costruita nel tempo tra la ricerca di Camoni, il paesaggio di Oasi Zegna e la memoria materiale del luogo.

Pensata in connessione con il territorio dell’Oasi, “Luccicanza” si sviluppa come un paesaggio abitabile, in cui scultura, tessitura, ceramica e materia naturale intrecciano le forme del vivente e diventano memoria e trasformazione. Terre, minerali, fibre vegetali e filati provenienti dall’Oasi entrano direttamente nelle opere come elementi attivi, generando un dialogo tra pratica artistica, paesaggio e cultura materiale. La mostra si inserisce nella visione culturale promossa da Fondazione Zegna e da Zegna Art, la struttura che riunisce le iniziative artistiche di Zegna, fondato sull’idea che arte, manifattura e territorio possano essere pensati come parte di una stessa trama culturale e sensibile. Questa mostra di Chiara Camoni, in programma dal 24 maggio a domenica 22 novembre, presso Casa Zegna, dimostra come per la Fondazione Zegna l’arte sia diventata un dispositivo di trasformazione lenta, un modo per osservare la materia, ascoltare i materiali e riconoscere le relazioni che uniscono corpi, paesaggi e storie.

Chiara Camoni è un’artista nata a Piacenza nel 1974 che vive e lavora in un piccolo borgo tra le Alpi Apuane. La sua pratica comprende il disegno, la stampa vegetale,  il video e soprattutto la scultura, con particolare attenzione alla ceramica. I suoi lavori sono spesso frutto di collaborazione con gruppi informali e spontanei, di workshop e seminari più istituzionali.

Info: la mostra è aperta tutte le domeniche dalle 11 alle 17, presso Casa Zegna, in via Marconi 23, Trivero Valdilana, Biella – 015 7591463 – casazegna@fomdazionezegna.org

Mara Martellotta

Il Piemonte alla 79esima edizione del Festival di Cannes

Il Piemonte è  protagonista alla settantanovesima edizione del Festival di Cannes con istituzioni, produttori e progetti sostenuti dal territorio e due eventi di promozione nazionale e internazionale.

Il primo appuntamento con il Piemonte Film Network è  presso l’italian Pavillon organizzato da Film Commission Torino Piemonte, il secondo è organizzato da CeiPiemonte su incarico e con il  supporto di Regione Piemonte  e entrambi sostenuti dalla Fondazione Compagnia di San Paolo per presentare fondi, eccellenze e servizi che il territorio mette a disposizione del settore nazionale e internazionale dell’audiovisivo.

“L’Age d’or”, il film di apertura di Cannes Classics, coprodotto dalla torinese Graffiti Film, è  stato realizzato in Piemonte la scorsa primavera ed è il risultato  di un grande valore che si unisce alla delegazione di professionisti e produttori piemontesi presenti sulla Croisette, a conferma della solidità del sistema audiovisivo regionale e della sua capacità di attrarre produzioni internazionali di primo piano.

Tra i progetti sostenuti da FCTP figura anche il cortometraggio “Torino Shadow”, coprodotto dal Museo Nazionale del Cinema e diretto da Jia Zhang Ke, in selezione a Cannes Classics, oltre alla presenza  al Marché  du Film  di “Ting”, un dark fantasy  diretto da Maximilien Dejoie selezionato al Fantastic 7 del Festival di Cannes.

Il Piemonte rinnova così la sua presenza al Marché  du Film, iniziativa di riferimento per gli operatori della filiera cinematografica e audiovisiva internazionale, che si tiene contemporaneamente al Festival di Cannes, con uno stand finanziato dalla Regione Piemonte, in grado di promuovere l’ecosistema regionale del cinema e della creatività digitale.

La partecipazione del Piemonte al Marché  du Film rientra nell’ambito delle attività volte all’internazionalizzazione sostenute dalla Regione Piemonte per la promozione del cinema piemontese, con una particolare attenzione alla produzione cinematografica e alla valorizzazione dell’eccellenza della filiera regionale del cinema e dell’audiovisivo.

Per tutta la durata di Marché du Film lo stand del Piemonte sarà un punto di riferimento per la promozione dell’ecosistema regionale del cinema e della creatività digitale e un luogo di incontro per le aziende piemontesi partecipanti, che sono attive in ambiti che spaziano dalla produzione i dipendente alla post produzione audio, dalla musica all’animazione, fino alla produzione live action, con produttori, distributori, sales agent, broadcaster, piattaforme streaming , buyer e investitori internazionali.

Il film “L’Age d’or” è  stato girato tra Piemonte e Francia, con il sostegno del bando regionale Piemonte Film TV Fund e di Film Commission Torino Piemonte. Il regista è  Bérenger Thouin ed è  stato coprodotto dalla torinese Graffiti Film di Enrica Capra. È  stato scelto quale film di apertura di Cannes Classics e presentato in anteprima mondiale presso la Sala Agnés Varda il 14 maggio scorso. La medesima sezione ha scelto di proporre il cortometraggio “Torino Shadow”, realizzato anch’esso con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte Filmine e con le torinesi Malfé Fiom e Filmine, impegnati sul set come production service. Il cortometraggio verrà presentato in anteprima il prossimo 19 maggio.

Nel concorso ufficiale,  tra i titoli in lizza per la Palma d’Oro, spicca anche il lungometraggio francese “La vie d’une femme” diretto da Charline Bourgeois Tacquet, che ha avuto alcuni giorni di riprese nell’autunno scorso a Torino , con il sostegno  di Film Commission Torino Piemonte.

Il Marché du Film di Cannes vedrà anche come protagonista il lungometraggio di prossima uscita  “Ting”, una dark fantasy diretta da Maximilien Dejoie, realizzato in Piemonte pochi mesi fa con il contributo del Piemonte Film TV Fund e il sostegno di Film Commission Torino Piemonte , unico selezionato al Fantastic 7 del Festival di Cannes.

A Cannes, a conferma della vitalità del comparto produttivo piemontese e della dimensione internazionale raggiunta dalle varie società sul territorio,  si può  citare la presenza della società  Imago VFX, che ha curato l’intera post produzione di “Les Roches rouges” del regista francese Bruno Dumont , oltre a Redibis Fiom, che ha coprodotto  il lungometraggio “Roma elettrica”, diretto da Bertrand Mandico.

Mara Martellotta

Salvata al CTO donna colpita da un raro tumore, grazie an una cranioplastica su misura in 3D

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Alcuni giorni fa è stata salvata grazie ad un delicato e molto invasivo intervento chirurgico una donna di 73 anni colpita da un raro tumore maligno che aveva colpito la cute fino ad arrivare all’osso del cranio, presso l’ospedale Cto della Città della Salute e della Scienza di Torino. La paziente era stata operata dai dermatologi alcuni anni fa per rimuovere una lesione al cuoio capelluto. Negli anni successivi, però, il problema si era ripresentato più volte, rendendo necessari nuovi interventi e controlli specialistici. Gli esami hanno poi rivelato successivamente la presenza di un raro tumore maligno che aveva iniziato a infiltrarsi non solo nella pelle, ma anche nell’osso del cranio, con infiltrazione dei piani cutanei e sottocutanei profondi, del piano muscolare, nonché del tavolato osseo sottostante con erosione dello stesso.

Questa tipologia di lesioni, molto rara, ha un potenziale evolutivo non trascurabile e richiede un trattamento aggressivo.

Vista la complessità del caso, è stato necessario il lavoro congiunto dei neurochirurghi dottori Francesca Vincitorio e Francesco Calamo Specchia dell’équipe del professor Diego Garbossa e dei chirurghi plastici diretti dal dottor Massimo Navissano, coadiuvati dalle anestesiste dottoresse Ilaria Depetris e Alice Mistretta (dell’équipe del dottor Maurizio Berardino). Il tumore, infatti, aveva danneggiato in profondità il cuoio capelluto e parte dell’osso cranico lato sinistro, arrivando vicino a importanti strutture venose del cervello, sconfinando anche a livello della parte destra della teca cranica.

L’intervento chirurgico è stato molto delicato. I medici hanno rimosso completamente la zona malata con un’apertura del cranio di 15 cm x 12, compresa una parte dell’osso del cranio e dei tessuti coinvolti, per evitare che il tumore potesse continuare a diffondersi. Per ricostruire il cranio è stata preparata sulla base delle immagini TC e di Risonanza una cranioplastica, ovvero una protesi personalizzata Custom Made in 3D, realizzata su misura grazie alle immagini della TAC cranio della paziente.

In sede intraoperatoria è stata sacrificata la dura madre della donna, in quanto patologica, data la possibile estensione della lesione a livello intracranico.

Successivamente i chirurghi plastici hanno eseguito una copertura della protesi sintetica Custom Made, mediante un grosso lembo arterializzato scolpito sopra l’orecchio. Sono stati utilizzati anche i tessuti della coscia per chiudere parte dell’apertura, così da coprire la parte operata e favorire una corretta guarigione.

Il decorso post-operatorio è stato positivo: la paziente è tornata a casa senza complicanze neurologiche né infezioni. I controlli successivi hanno confermato la buona riuscita dell’intervento e la corretta vitalità dei tessuti ricostruiti. Continuerà ora i controlli periodici programmati con i team specialistici.

Si tratta di una nuova frontiera della chirurgia. Ancora una volta i nostri professionisti e una tecnologia di ultima generazione hanno risolto un caso di rara difficoltà. Il mio grazie va a loro e a tutte le donne e gli uomini che ogni giorno lavorano in CDSS” dichiara Livio Tranchida (Direttore generale della Città della Salute e della Scienza di Torino).

Una insolita crostata alla crema di mele

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Le torte di mele, declinate in numerosissime varianti, non deludono proprio mai…Provate questa insolita e squisita crostata, il suo cremoso ripieno vi conquisterà!

Ingredienti

Frolla: 180gr. di farina, 100gr. di burro, 60gr. di zucchero, 2 tuorli, un pizzico di sale.

Farcia: 4 grosse mele Renette, 1/2 bicchiere di vino bianco secco, 2 cucchiai di zucchero, 100gr. di cioccolato amaro 70%, un pizzico di cannella

Preparare la frolla impastando velocemente tutti gli ingredienti, avvolgere in pellicola e far riposare in frigo per 30 minuti.
Pelare e tagliare 3 mele a tocchetti, cuocere con il vino, lo zucchero e la cannella sino a quando si saranno spappolate. Lasciar intiepidire e aggiungere mescolando il cioccolato.

Stendere la frolla in una teglia rotonda foderata con carta forno, bucherellare il fondo e riempire con la crema di mele. Affettare la mela rimasta, spruzzarla con il succo del limone e posarla sulla crema, cospargere con un poco di zucchero. Cuocere in forno statico a 220 gradi per 45 minuti.

Paperita Patty

Salute mentale: l’Asl TO5 punta sulla riabilitazione psichiatrica

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Nuove professioniste nei servizi territoriali e ospedalieri per rafforzare presa in carico

La salute mentale è una componente essenziale del benessere complessivo della persona: non un ambito separato, ma una dimensione che attraversa ogni percorso di cura e ne determina qualità ed esiti. È uno spazio complesso, dove ogni persona porta una storia diversa e irripetibile, la diversità diventa risorsa, punto di partenza per costruire percorsi di cura autentici.

È dentro questa visione che si inserisce il contributo di Giulia Apa e Serena Bailon, tecniche della riabilitazione psichiatrica neoassunte all’Asl TO5: due giovani professioniste che hanno scelto di lavorare ogni giorno accanto alla fragilità, con l’obiettivo di restituire senso, continuità e prospettiva ai percorsi di vita delle persone.

Il 1° marzo 2026 l’Asl TO5 è stata tra le prime in Piemonte a inserire questa figura professionale nel proprio organico in modo permanente: una figura altamente specializzata, capace di coniugare approcci evidence based con una forte attenzione alla dimensione relazionale e alla dignità della persona, costruendo percorsi riabilitativi che coinvolgono non solo il paziente, ma anche la famiglia e il contesto di vita. Un lavoro che si muove nel solco della psichiatria di comunità, orientato alla recovery e all’empowerment.

Le due professioniste sono state inserite all’interno del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC) dell’Ospedale Santa Croce di Moncalieri e nei Centri di Salute Mentale dei distretti Chieri – Carmagnola e Moncalieri – Nichelino, contribuendo concretamente a rafforzare quel “ponte” tra ospedale e territorio che rappresenta uno degli snodi fondamentali della presa in carico.

«Stiamo raccogliendo la sfida dell’innovazione, portando modelli riabilitativi di comprovata efficacia ma ancora poco diffusi nella pratica quotidiana – spiegano Apa e Bailon – In SPDC realizziamo interventi cognitivo-comportamentali individuali e di gruppo per aiutare i pazienti a dare senso alla crisi, lavorando sulla consapevolezza di malattia e sulla prevenzione delle ricadute».

Un approccio che mette al centro la persona anche nei momenti più delicati: «Nelle situazioni di urgenza utilizziamo tecniche di de-escalation, ampliando gli spazi di ascolto e accoglienza. L’obiettivo è sostenere percorsi di recovery che non si esauriscano nella fase acuta, ma che permettano di seminare continuità terapeutica».

In pochi mesi dall’ingresso in servizio, il contributo delle due professioniste ha già prodotto un’evoluzione concreta nelle attività, grazie anche all’integrazione con le equipe multidisciplinari e al rafforzamento delle reti territoriali.

«Quello che abbiamo avviato è solo l’inizio: vogliamo continuare a costruire percorsi che aiutino le persone a definire e raggiungere i propri obiettivi di vita, trasformando anche la crisi in un’opportunità di consapevolezza e crescita», hanno ancora sottolineato le due tecniche della riabilitazione psichiatrica.

L’assunzione di queste due nuove figure è stata resa possibile grazie al lavoro congiunto tra la Direzione Aziendale, la Direzione delle Professioni Sanitarie e il dipartimento di Salute Mentale e delle Dipendenze: «L’integrazione delle dottoresse Giulia Apa e Serena Bailon nel nostro organico – spiega il direttore del Dipartimento di Salute Mentale, Fabrizio Starace – non rappresenta soltanto un potenziamento numerico, ma un preciso segnale di rinnovamento metodologico e culturale per l’intero Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl TO5. Stiamo integrando modelli riabilitativi che superino la logica della sola gestione della crisi per abbracciare un progetto di vita completo. È un passo decisivo verso una psichiatria di comunità moderna, capace di coniugare rigore scientifico e vicinanza umana».

«Le professioni sanitarie si arricchiscono di professioniste di profili che ad oggi non erano presenti in Azienda; questo dà ulteriore valore alla nostra mission e vision verso nuovi modelli organizzativo – assistenziali», aggiunge Gerardina Tartaglia, dirigente della Direzione delle professioni sanitarie.

«L’ingresso dei tecnici della riabilitazione psichiatrica rappresenta un passo importante per la nostra Azienda – dichiara il Direttore Generale dell’Asl TO5, Bruno Osella – Investire in professionalità giovani e altamente qualificate significa rafforzare la capacità del sistema di rispondere in modo sempre più efficace e umano ai bisogni di salute mentale. È anche attraverso queste scelte che costruiamo una sanità pubblica più vicina alle persone, capace di innovare e di prendersi cura della complessità».

«Quello dell’Asl TO5 è un segnale importante di attenzione verso una salute mentale sempre più orientata alla presa in carico globale della persona – sottolinea l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi – Investire in nuove professionalità e in modelli di cura fondati sulla continuità tra ospedale e territorio significa rafforzare la capacità del sistema sanitario di accompagnare i pazienti nei percorsi di recovery, valorizzando relazione, ascolto e inclusione. Esperienze come questa dimostrano come la sanità pubblica possa innovare non solo attraverso la tecnologia, ma anche attraverso competenze capaci di costruire percorsi di cura più vicini ai bisogni delle persone e delle loro famiglie».

Chieri, 14 maggio 2026

nella foto (da sx): il direttore di Dipartimento Fabrizio Starace, le tecniche della riabilitazione psichiatrica Giulia Apa e Serena Bailon e il responsabile area dipartimento del comparto Angelo Scalici

“Abbiamo un mondo in Comune”. La Città premia la cooperazione sociale

 

Sono stati premiati ieri, dal sindaco Stefano Lo Russo, nello stand della Città di Torino e della Città metropolitana di Torino al Salone Internazionale del Libro, i progetti vincitori della terza edizione del Premio “Abbiamo un mondo in Comune”, istituito nel 2022 dalla Città di Torino in memoria di Maurizio Baradello, Aurelio Catalano e Anna Tornoni, tre suoi dirigenti scomparsi prematuramente e protagonisti della scena pubblica torinese nello sviluppo di attività di solidarietà internazionale e di iniziative per la pace.

Tre le sezioni del premio che si propone di diffondere la conoscenza di buone pratiche innovative e di successo per valorizzare progetti di cooperazione internazionale realizzati dai differenti attori della cooperazione per lo sviluppo. Questa edizione ha incoraggiato, in particolare, progetti che contribuiscono a diffondere una cultura ambientale e uno sviluppo sostenibile, unico approccio possibile per salvare il mondo dal consumare sé stesso. I progetti vincitori evidenziano come siano i più giovani ad apportare quella dimensione di creatività utile a innescare il cambiamento.

“Sono particolarmente contento di consegnare questo premio, in occasione del Salone Internazionale del Libro. Sono qui in qualità di Sindaco e Vicepresidente Anci con delega alla Cooperazione Internazionale e ho conosciuto personalmente i tre dirigenti comunali cui è dedicato, avendo l’opportunità di lavorare con loro e di vedere da vicino il valore aggiunto che hanno saputo rappresentare per l’amministrazione comunale e per Torino. La cooperazione internazionale sta vivendo una stagione importante che vede le città attive protagoniste e anche per questo dedicare a Maurizio Baradello, Aurelio Catalano e Anna Tornoni un riconoscimento per progetti di cooperazione internazionale è davvero un bel segnale” ha dichiarato il sindaco Stefano Lo Russo.

Il premio Aurelio Catalano è stato riconosciuto a ENGIM ETS per il progetto “FIL. Formazione, Impresa e Lavoro per promuovere lo sviluppo inclusivo e sostenibile”, in Mali. Il premio Maurizio Baradello è andato al Comune di San Nazzaro Sesia per il progetto “Abe Hebo-Kò. Il percorso del riso per collegare genti lontane in fraternità”, in Costa d’Avorio. Il premio Anna Tornoni a CISV ETS per il progetto “PROVIVES. Programma di Valorizzazione dell’Impresa Verde e Sociale per l’innovazione, la crescita e il lavoro”, in Senegal.

Tra gli intervenuti Dario Delbò, sindaco di San Nazzaro Sesia, Mara Costanzo, Desk Senegal, Responsabile progetti di mobilità internazionale, ENGIM ETS e Michele Vaglio Iori, Presidente CISV ETS. Presenti in sala i familiari dei tre dirigenti a cui è dedicato il premio.

Note biografiche

Aurelio Catalano è stato dirigente della Regione Piemonte, direttore generale della Provincia di Torino e direttore della Divisione Politiche giovanili e Cooperazione internazionale e Pace della Città di Torino dal 2001 al 2004. Ha posto le basi per una nuova stagione di relazioni internazionali orientata alla cooperazione città-città, favorendo accordi di partenariato con Scutari (Albania), Breza (Bosnia), Campo Grande e Salvador de Bahia (Brasile), Ouagadougou (Burkina Faso), Praia (Capo Verde) e Kragujevac (Serbia). Insieme ad altri attori della cooperazione operanti a Torino è stato un dinamico promotore del programma ‘100 città per 100 progetti Italia-Brasile’, nato per appoggiare le politiche di decentramento amministrativo attraverso una rete di istituzioni locali italiane e brasiliane.

Maurizio Baradello, successore di Aurelio Catalano, ha guidato il Settore Cooperazione internazionale e Pace della Città dal 2004 al 2015, quando ha iniziato il suo impegno di parlamentare presso la Camera dei Deputati. Ha ampliato le partnership istituzionali e dato impulso all’organizzazione di grandi eventi di cooperazione e per la pace: dalla Tregua Olimpica (2005) sino al Forum mondiale sullo sviluppo locale dell’UNDP organizzato a Torino nel 2015, trasformando un partenariato essenzialmente basato sui Tavoli-città (luoghi di concertazione tra organizzazioni della società civile, aziende partecipate, enti locali) in un’azione legata a progetti cofinanziati da istituzioni regionali, nazionali ed europee, direttamente gestiti dalla Città di Torino in qualità di capofila o di partner pubblico. Anche nel periodo in cui ha diretto il Comitato Ostensione Sindone ha sempre avuto a cuore le possibili sinergie tra i due ambiti, arrivando a promuovere progetti di cooperazione allo sviluppo in partenariato con la Custodia di Terra Santa.

Anna Tornoni ha diretto il Settore Cooperazione internazionale e Pace dal 2017 al 2020, dopo averlo precedentemente seguito, sotto il profilo amministrativo-contabile, in qualità di dirigente, e poi di direttrice, dei Servizi finanziari. Ha unito competenza e professionalità a una spiccata capacità di relazionarsi con le persone, assumendo incarichi di vertice in molte Divisioni dell’amministrazione comunale (finanze, appalti, decentramento, politiche giovanili e pari opportunità). La sua ultima missione è stata nei Territori Palestinesi, dove ha guidato una delegazione per il monitoraggio di un importante progetto Torino-Betlemme sulle energie rinnovabili. Il premio è dedicato a lei e alla sua visione in materia di sostenibilità finanziaria come fattore di sviluppo sostenibile, ed è destinato agli attori della cooperazione che hanno elaborato progetti innovativi e di impatto nel campo della finanza sostenibile, economia circolare, micro credito e ogni altra forma di cooperazione economico-finanziaria.

TorinoClick

 

Dal Grande Torino al Toro del 1976: lo stesso spirito granata!

 

Ci sono squadre che vincono e squadre che diventano leggenda. Il Torino Football Club del Grande Torino e quello campione d’Italia nel 1976 sono uniti da qualcosa che va oltre i trofei: il carattere.
Il Grande Torino degli anni Quaranta dominava il calcio italiano con gioco spettacolare, forza collettiva e campioni entrati nella storia come Valentino Mazzola. La tragedia di Superga air disaster fermò quella squadra immortale, ma non cancellò la sua eredità.
Ventisette anni dopo, il Torino tornò sul tetto d’Italia. Il Toro del 1976, guidato da Paolo Pulici e Francesco Graziani, conquistò uno scudetto costruito sul gruppo, sul sacrificio e sull’orgoglio operaio della città di Torino.
A legare quelle due squadre non sono soltanto i colori granata, ma l’identità: il coraggio, l’attaccamento alla maglia e la capacità di emozionare il proprio popolo. Il Grande Torino rappresentava un sogno interrotto; il Toro del 1976 fu la prova che quello spirito non era mai scomparso.
Per questo, nella memoria dei tifosi, le due squadre parlano la stessa lingua: quella del cuore granata.

Enzo Grassano