Extinction Rebellion ha ridipinto in verde fluo un Toret, in piazza Arbarello, a Torino, che versava in condizioni di degrado. In sovraimpressione la scritta “Caldo e siccità: chi governa ti lascia a secco”. Si tratta, dicono gli attivisti del clima, di “Una denuncia delle responsabilità politiche di Regione e Governo che continuano a minimizzare la crisi ecoclimatica e a negare ogni responsabilità per il peggiorare della situazione, di cui il caldo insopportabile e lo stato di secca del fiume Po sono un innegabile segno”.
Le Atp Finals restano a Torino nel 2027
Angelo Binaghi, presidente della Fitp, ieri a Torino in occasione della presentazione del masterplan della Nitto Atp Finals 2026, al Grattacielo di Intesa ha annunciato che “Le Atp Finals restano a Torino nel 2027”.
Ha detto che la città ha dimostrato in questi anni di essere “una sede straordinaria. Per questo abbiamo deciso di proseguire insieme anche nel 2027”
Ha poi aggiunto che si tratta di “una scelta di continuità e di fiducia verso una città, una regione e un sistema di istituzioni e partner che hanno lavorato con grande passione e competenza, contribuendo a rendere questo appuntamento uno dei più apprezzati del calendario mondiale del tennis”.
Soddisfatto il sindaco Stefano Lo Russo: “È la conferma del lavoro di squadra positivo fatto in questi anni tra le istituzioni e i soggetti coinvolti in questo evento mondiale”.
Sabato 25 luglio dalle ore 18 alle 21, presso il Museo Diocesano di Cuneo, in Contrada Mondovì 15, è in programma una performance teatrale inedita dal titolo “Meravigliosi sintomi. Una storia di cura al Museo Diocesano di Cuneo”, che reinterpreta in chiave contemporanea la storia raccontata dal patrimonio del Museo Diocesano.
La pièce teatrale è un progetto di Fondazione Opere Diocesane Cuneesi e Museo Diocesano di Cuneo con il coordinamento di Noau officina culturale e il finanziamento del Ministero della Cultura e del Fondo per i Piccoli Musei.
“Lo spettacolo rappresenta una performance site-specific itinerante che, attraverso un approccio contemporaneo, dà nuova voce alle storie e alle testimonianze custodite nel patrimonio del Museo Diocesano – spiegano i coordinatori di Noau – I partecipanti al doppio spettacolo saranno accompagnati da un “morbo”, impersonificazione di una malattia che affligge la nostra società e, di sala in sala, grazie ai personaggi tratti dalla storia, potranno fare la loro scelta, in un percorso di guarigione che li condurrà fino all’uscita, nel mondo, dopo un viaggio di cura”.
L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria tramite Eventbrite, con venti posti disponibili per ogni spettacolo.
Per maggiori informazioni visitare il sito www.museodiocesano.it o contattare il numero 3534261755 o scrivere a museocuneo@operecuneofossano.it
Mara Martellotta
Si è svolto a Palazzo Civico l’incontro tra il sindaco Stefano Lo Russo, la vicesindaca con delega al Lavoro Michela Favaro e le organizzazioni sindacali che rappresentano i lavoratori del food delivery, convocato a seguito della richiesta avanzata da Nidil CGIL, Felsa CISL e UILTemp Piemonte per affrontare le criticità determinate dalle elevate temperature di questi giorni.
Nel corso del confronto è stata condivisa la forte preoccupazione per le condizioni in cui operano molti rider, spesso lavoratori autonomi, esposti alle alte temperature e alla radiazione solare anche durante le ore di massimo rischio climatico.
Al termine dell’incontro è stato concordato che il Sindaco invierà una nota al Governo e alla Regione Piemonte per chiedere un rafforzamento delle misure a tutela della salute, della sicurezza e del reddito dei lavoratori del settore.
In particolare, la Città chiederà al Governo di attivare strumenti straordinari di sostegno al reddito per i lavoratori del food delivery, compresi coloro che operano con forme di lavoro autonomo o parasubordinato. L’impossibilità di svolgere le consegne durante le ore di caldo estremo, quando la sospensione dell’attività è necessaria per tutelare la salute, non può infatti tradursi in una perdita economica interamente a carico dei lavoratori.
La richiesta è quella di individuare strumenti analoghi alla cassa integrazione o altre forme alternative di protezione che consentano ai rider di sospendere l’attività nelle giornate e nelle fasce orarie a rischio senza subire conseguenze sul reddito, sull’accesso ai turni, sui punteggi o sulle successive assegnazioni. Le misure dovranno essere strutturate in modo che i relativi costi non ricadano sui lavoratori, ma sui soggetti che organizzano, gestiscono e intermediano il servizio attraverso le piattaforme digitali. È infatti sulle piattaforme che devono gravare le responsabilità organizzative ed economiche necessarie a garantire condizioni di lavoro sicure, comprese le sospensioni o le limitazioni del servizio nelle ore più critiche, senza penalizzazioni economiche o algoritmiche per i rider.
In particolare, la Città chiederà alla Regione Piemonte di dare piena attuazione all’ordinanza regionale, che comprende tra i soggetti tutelati anche coloro che svolgono attività di consegna di beni per conto altrui in ambito urbano con biciclette o veicoli a motore a due ruote, disponendo nei giorni classificati a rischio “alto” dal sistema Worklimate il divieto di lavoro all’aperto tra le 12.30 e le 16 ove non sia possibile adottare adeguate misure di riduzione del rischio, sollecitando lo SPRESAL e l’Ispettorato Territoriale del Lavoro, ciascuno per le proprie competenze, a intensificare le attività di vigilanza e controllo affinché tali disposizioni trovino piena applicazione sul territorio.
La Città di Torino, dal canto suo, attiverà inoltre la Polizia Locale, per quanto di propria competenza, affinché collabori alle attività di vigilanza sul territorio e supporti gli organi competenti nei controlli sul rispetto delle misure poste a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. L’obiettivo è garantire la più ampia efficacia delle azioni di prevenzione, attraverso un’azione coordinata tra tutti i soggetti istituzionali coinvolti.
“Nessun lavoratore deve essere costretto a scegliere tra la propria salute e il proprio reddito – sottolinea il sindaco Stefano Lo Russo –. Le piattaforme digitali hanno il dovere di garantire condizioni di lavoro sicure e le istituzioni devono assicurare che questo avvenga. Per questo chiediamo al Governo strumenti di tutela del reddito, alla Regione controlli efficaci attraverso gli organismi competenti e, come Città, metteremo a disposizione la Polizia Locale per supportare l’attività di vigilanza sul territorio, nell’ambito delle proprie competenze”.
TorinoClick
TAV TORINO-LIONE: IL COMMISSARIO DI GOVERNO PRENDA ATTO DELLA REALTÀ. DOPO IL RINVIO DELLA TRATTA FRANCESE AL 2045
«Il Commissario prenda atto della realtà: non si anticipa di dodici anni un’opera che la Francia stessa colloca al 2045, e non si progettano compensazioni per un cantiere privo di necessità dimostrata e di localizzazione condivisa. Quelle risorse servono, subito, al trasporto pubblico che i cittadini e le cittadine usano ogni giorno», ha dichiarato il Presidente dell’Unione Montana Valle Susa, Pacifico Banchieri.
L’Unione Montana Valle Susa, con i Comuni di Avigliana, Caselette e Sant’Ambrogio di Torino (direttamente interessati dal tracciato della tratta nazionale) chiede a Governo, Regione Piemonte e Rete Ferroviaria Italiana un riscontro formale e tecnico sulle affermazioni attribuite al Commissario di Governo Calogero Mauceri, diffuse ieri dalla stampa.
Alla Conferenza Intergovernativa di giugno, a Chambéry, la stessa capo delegazione francese Josiane Beaud ha ammesso il ritardo della Francia, fissando al 2045 l’orizzonte di esercizio della propria tratta di accesso e non prima del 2038 l’avvio dei cantieri, mentre Parigi punta al potenziamento delle linee esistenti. Sono date dichiarate dalla Francia stessa, al tavolo ufficiale.
A fronte di ciò, appare irrazionale insistere per anticipare al 2033 la Avigliana-Orbassano: significherebbe destinare oltre 3 miliardi di euro – costo complessivo ammesso dallo stesso Commissario, di cui oltre 800 milioni già impegnati sulla tratta nazionale – a un’opera destinata a restare improduttiva per non meno di 12 anni, in attesa di raccordi francesi che, nella migliore delle ipotesi, arriveranno solo nel 2045.
Peraltro il progetto definitivo depositato a dicembre 2025 dovrà essere riformulato in larga parte, come confermato dalla stessa RFI lo scorso 22 giugno nell’incontro convocato dalla Regione Piemonte, di fronte alle numerose lacune e criticità tecniche sollevate dal Ministero dell’Ambiente, anche sulla base delle osservazioni dell’Unione Montana Valle Susa, rilanciate dalla Regione. Il progetto non è approvato dallo Stato: siamo ancora in Valutazione di Impatto Ambientale e, a seguire, in Conferenza dei Servizi.
Del tutto fuori contesto, inoltre, i riferimenti a presunte compensazioni sulla tratta nazionale. Per la Avigliana-Orbassano le compensazioni non sono mai state oggetto di alcuna richiesta formale ai comuni. Le uniche compensazioni in campo, per circa 50 milioni, riguardano i comuni della tratta internazionale, e sovrapporle alla nazionale serve solo a creare confusione.
Ribattezzarle “opere di accompagnamento” poi non cambia la logica del procedimento: non essendo ancora verificate né la necessità dell’opera (le previsioni di traffico che la giustificherebbero non sono state ancora confermate come da richiesta dei comuni) né i disagi che produrrebbe, né ciò che il progetto approverà, ventilarle per un’opera utile è, prima ancora che paradossale, un errore di metodo.
La vera infrastruttura strategica è il trasporto pubblico locale, per la mobilità quotidiana delle cittadine e dei cittadini. Torino e il Piemonte scontano una cronica carenza di risorse, per decenni stornate a favore del megaprogetto Torino-Lione, tuttora incompiuto e di dubbia realizzabilità: è inaccettabile tenere congelati oltre 800 milioni sulla tratta nazionale mentre i cantieri della mobilità reale restano fermi.
A questo proposito proprio il Commissario dal 2021 ha la supervisione degli interventi di ammodernamento dell’attuale linea esistente tra Bussoleno e Avigliana già finanziati. Nessuno dei 7 interventi previsti è stato ancora realizzato. Un grave ritardo su opere di fondamentale importanza per l’asse ferroviario Torino Lione (quello già esistente).
Anche per questo l’Unione Montana Valle Susa, con i Comuni di Avigliana, Caselette e Sant’Ambrogio di Torino, ribadisce la richiesta di ritiro del progetto Avigliana-Orbassano e chiede che quelle risorse siano destinate allo sviluppo della Metropolitana di Torino: sbloccare i cantieri fermi, acquistare i treni mancanti e completare la seconda linea.
Unione Montana Valle Susa
Segue 14enne e la rapina nell’androne
LE TELECAMERE INCASTRANO IL PRESUNTO AUTORE
Torino. Aveva appena portato a spasso il cane insieme ad un’amica la quattordicenne che, lo scorso febbraio, in Strada San Mauro, è stata vittima di una rapina nell’androne della sua abitazione. La rapina era avvenuta in pieno giorno, intorno alle 14.30 e l’autore è stato individuato grazie alle telecamere presenti in zona. In particolare, fondamentale per gli investigatori è stata la telecamera che punta proprio a ridosso del portone d’ingresso. Gli occhi elettronici hanno infatti immortalato l’arrivo delle due giovani con il loro cane al guinzaglio sotto l’abitazione, seguite a pochi passi da un uomo con indosso un vistoso parka rosso e un cartone di vino in mano. Secondo il racconto di una delle due ragazze, di quattordici anni, l’uomo si sarebbe avvicinato minacciando di farsi consegnare il cellulare e facendo credere di avere un coltello in tasca. In meno di un minuto, sempre dalle telecamere, si nota lo stesso soggetto uscire e le giovani dare l’allarme della rapina appena subìta. Le indagini, condotte dai Carabinieri del Nucleo Operativo Oltre Dora e rappresentate dall’analisi delle telecamere e dalla raccolta di testimonianze, hanno permesso al Pubblico Ministero di avanzare al G.I.P. del Tribunale di Torino una richiesta di misura di custodia cautelare in carcere nei confronti di un ventinovenne originario della Romania e in Italia senza fissa dimora. La misura cautelare è stata eseguita i giorni scorsi direttamente presso la Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno”, dove l’uomo era già ristretto per altra causa.
A Bagnolo Piemonte (CN), in località Rucas, nella giornata di sabato 15 agosto si svolgerà il tradizionale Concerto di Ferragosto che, dal 1981, porta la grande musica d’autore sulle vette delle Alpi piemontesi. Protagonista dell’evento di quest’anno sarà l’Orchestra Bartolomeo Bruni di Cuneo. Al fine di celebrare al meglio questo appuntamento, la redazione Rai del Piemonte ha deciso di ripercorrerne la storia aprendo le teche, digitalizzando e rendendo fruibili sul proprio sito tutte le edizioni coperte da diretta televisiva dal 1992 al 2025. Un suggestivo viaggio della memoria in musica tra le montagne del Cuneese, con qualche incursione nelle terre alte di Torino, per rivivere le emozioni del passato e riscoprire i luoghi che hanno ospitato il concerto.
“ Il Concerto di Ferragosto è uno degli appuntamenti più rappresentativi del nostro territorio, capace di unire la bellezza delle Alpi piemontesi con la qualità della grande musica sinfonica. Si tratta di un evento che valorizza le nostre montagne e rafforza il legame tra comunità, cultura e paesaggio – ha dichiarato l’assessore regionale allo Sviluppo della Montagna, Marco Gallo – ringrazio la redazione del Tgr Piemonte e la Rai per la scelta di rendere accessibili tutte le precedenti edizioni del concerto, un’iniziativa che restituisce al pubblico un patrimonio prezioso e consente di ripercorrere la storia di questo appuntamento attraverso le immagini e i luoghi più significativi delle nostre terre alte, accompagnati dall’eccellenza dell’Orchestra Bartolomeo Bruni.”
Il concerto, giunto alla sua 46esima edizione, sarà trasmesso in diretta nazionale su Rai 3, con uno Speciale Tgr a cura della redazione del Piemonte e del Centro di Produzione Rai “Piero Angela” di Torino. L’evento è promosso da Regione Piemonte, Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Camera di Commercio di Cuneo, Provincia di Cuneo e ATL del Cuneese.
Cliccando sul link sottostante sarà possibile rivivere tutte le edizioni coperte dalla diretta televisiva dell’emittente pubblica a partire dal 1992, anno in cui andò in onda il primo Speciale Tgr Piemonte dalla Piana del Valasco.
http://www.rainews.it/tgr/piemonte/storie/lastoriadelconcertosinfonicodiferragosto – tgr.rai.it/piemonte/storie/lastoriadelconcertosinfonicodiferragosto
Mara Martellotta
La firma del Protocollo d’Intesa tra CNA Cinema e Audiovisivo e l’Associazione Italian Film Commissions rappresenta un importante passo avanti per il rafforzamento della filiera audiovisiva a livello nazionale e trova in Piemonte una regione nella quale la collaborazione tra imprese e istituzioni costituisce da tempo uno dei principali fattori di sviluppo del comparto.
Per CNA Cinema e Audiovisivo Piemonte e Film Commission Torino Piemonte l’accordo nazionale consolida un modello di lavoro già sperimentato con successo sul territorio, dove la capacità di attrarre produzioni cinematografiche e audiovisive si traduce in ricadute economiche diffuse per centinaia di imprese e professionisti che operano lungo l’intera filiera.
Il Piemonte può infatti contare su un ecosistema consolidato composto da imprese di produzione e post-produzione, servizi tecnici, artigianato specializzato, scenografia, costumi, logistica, hospitality, noleggio attrezzature e numerose professionalità che negli anni hanno contribuito a rendere il territorio uno dei principali poli nazionali dell’industria audiovisiva.
Il Protocollo sottoscritto tra CNA Cinema e Audiovisivo e Italian Film Commissions punta proprio a rafforzare questi elementi attraverso una collaborazione sempre più stretta tra il sistema delle Film Commission e il mondo delle imprese, promuovendo la qualificazione delle professionalità, la formazione specialistica, la sostenibilità, l’innovazione e una maggiore capacità di intercettare produzioni e investimenti nazionali e internazionali.
Mattia Puleo, Presidente di CNA Cinema e Audiovisivo Piemonte, e Rachele Sinico, Coordinatrice di CNA Cinema e Audiovisivo Piemonte accolgono con favore la firma del Protocollo d’Intesa tra CNA Cinema e Audiovisivo e Italian Film Commissions, sottolineandone il valore strategico per il futuro del comparto: «Questo accordo rappresenta un’opportunità importante per rafforzare una filiera che in Piemonte ha dimostrato negli anni di possedere competenze, professionalità e capacità imprenditoriali di altissimo livello. Mettere sempre più in relazione il mondo delle imprese con quello delle Film Commission significa creare le condizioni per attrarre nuove produzioni, investire nella formazione, far crescere le imprese e valorizzare il grande patrimonio di mestieri che caratterizza il nostro territorio. Ogni produzione cinematografica o audiovisiva non porta soltanto visibilità al Piemonte, ma genera occupazione, coinvolge decine di imprese e produce ricadute economiche che interessano l’intera filiera. È su questa collaborazione tra istituzioni e sistema produttivo che si costruisce un settore sempre più competitivo e capace di affrontare le sfide future.»
Beatrice Borgia e Paolo Manera, Presidente e Direttore di Film Commission Torino Piemonte, aggiungono: «Il Piemonte ha avviato tra i primi dei modelli di collaborazione innovativa tra istituzioni, professionisti e imprese che si sono rivelati strategici e fruttuosi per il comparto: è un lavoro costante, che negli anni ha permesso al tessuto produttivo locale di crescere, specializzarsi e qualificarsi passo dopo passo con il costante sostegno di Regione Piemonte, Città di Torino, Fondazioni bancarie, Camere di commercio e vari enti pubblici e privati. Questo Protocollo conferma che la direzione intrapresa dal Piemonte è quella giusta e ci impegna a continuare su questa strada per far crescere ulteriormente una filiera che rappresenta un’eccellenza e un valore concreto per tutto il territorio, di livello nazionale e internazionale.»
CNA Cinema e Audiovisivo Piemonte e Film Commission Torino Piemonte confermano la volontà di proseguire il percorso di collaborazione già avviato negli ultimi anni, contribuendo all’attuazione degli obiettivi del Protocollo nazionale e promuovendo iniziative condivise per sostenere la crescita della filiera audiovisiva regionale.
Dal 24 al 27 settembre a Torino la 16esima edizione della manifestazione Slow Food, Città di Torino e Regione Piemonte. Produttori, allevatrici, cuoche, giovani attivisti e rappresentanti delle comunità indigene protagonisti della campagna dedicata alla tutela della diversità alimentare e culturale
Sono produttori, allevatrici, cuoche, giovani attivisti e rappresentanti delle comunità indigene provenienti da quattro continenti. Sono loro i volti di Terra Madre Salone del Gusto 2026, in programma dal 24 al 27 settembre nel centro di Torino.
Persone che ogni giorno custodiscono varietà agricole, saperi, tradizioni e culture alimentari, dimostrando come la biodiversità viva nelle scelte quotidiane di chi lavora per costruire un futuro più buono, più pulito e più giusto per tutte e tutti.
“Biodiversity – Be Diversity”: il messaggio della 16esima edizione
Biodiversity – Be Diversity. Essere biodiversità significa valorizzare le differenze, proteggere la pluralità della vita e contribuire alla costruzione di un sistema alimentare più buono, pulito e giusto.
È questo il messaggio al centro della 16esima edizione di Terra Madre Salone del Gusto, organizzata da Slow Food, Città di Torino e Regione Piemonte, con il patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e di Ismea.
Un concetto che prende forma nella campagna visiva realizzata dall’agenzia creativa Undesign, dove le immagini dei Presìdi Slow Food e dell’Arca del Gusto si intrecciano con i ritratti delle persone che ogni giorno tutelano questi patrimoni nei campi, nelle cucine, nei territori e nelle comunità.
La biodiversità, nella sua dimensione naturale, agricola, gastronomica e culturale, è il filo conduttore della manifestazione e rappresenta il cuore del lavoro portato avanti da Slow Food fin dalla sua nascita attraverso strumenti come l’Arca del Gusto, i Presìdi Slow Food e l’Alleanza Slow Food dei Cuochi.
Proprio questi progetti saranno protagonisti dell’edizione 2026, che celebra i 40 anni di Slow Food Italia, nel segno dell’eredità culturale e politica di Carlo Petrini.
Torino ospiterà la rete internazionale di Slow Food con comunità provenienti da 120 Paesi, un grande mercato dei produttori e un programma di incontri, laboratori e momenti di confronto dedicati ai grandi temi del cibo.
Gli otto protagonisti di Terra Madre Salone del Gusto 2026
Lizet Bautista Patzi – Bolivia
Slow Food Indigenous Peoples’ Network e Slow Food Youth Network
Giovane rappresentante delle reti Slow Food dedicate ai popoli indigeni e alle nuove generazioni, Lizet Bautista Patzi incarna il ruolo dei giovani nella costruzione di sistemi alimentari più equi e sostenibili.
Lo Slow Food Youth Network riunisce ragazze e ragazzi impegnati in tutto il mondo sui temi dello spreco alimentare, del cambiamento climatico, delle politiche del cibo e delle ingiustizie sociali.
Attraverso attività educative, incontri, festival e momenti di condivisione, la rete promuove una nuova cultura alimentare fondata sul rispetto delle persone, del lavoro e dell’ambiente.
Ismael Bello Cervantes – Messico
Slow Food Indigenous Peoples’ Network
La sua storia rappresenta il ruolo fondamentale dei popoli indigeni nella tutela della biodiversità.
La Rete dei Popoli Indigeni di Slow Food nasce per sostenere diritti, tradizioni e conoscenze di comunità che da generazioni custodiscono territori e sistemi alimentari unici.
In molte aree del mondo queste comunità affrontano pressioni crescenti, dalla perdita dei territori all’erosione culturale fino alla marginalizzazione economica.
Attraverso la rete Slow Food, i popoli indigeni possono valorizzare il patrimonio custodito: oltre 700 prodotti indigeni sono già stati inseriti nell’Arca del Gusto e più di 50 Presìdi Slow Food sono oggi gestiti da comunità indigene.
Charleilson De Jesus Santos (Kanauã Curuaia) – Brasile
Slow Food Indigenous Peoples’ Network e Slow Food Youth Network
Rappresentante delle comunità indigene e delle nuove generazioni di Slow Food, Charleilson De Jesus Santos unisce due prospettive fondamentali per il futuro del cibo: la difesa dei saperi ancestrali e il protagonismo dei giovani.
Attraverso le reti Slow Food contribuisce alla promozione di un modello alimentare capace di affrontare le grandi sfide contemporanee, dal cambiamento climatico alla perdita di biodiversità, valorizzando il significato culturale del cibo e il legame tra comunità e territori.
Dario Ficara – Italia, Sicilia
Presidio Slow Food dell’oliva Zaituna
Dario Ficara è tra i custodi di una varietà di oliva antichissima, la Zaituna, il cui nome richiama la parola araba zaytūna e che molti considerano una delle prime olive coltivate in Sicilia.
Diffusa esclusivamente sulle colline che si affacciano sul golfo di Siracusa, questa varietà racconta una storia millenaria fatta di frantoi rupestri, ulivi secolari e continuità agricola.
Dopo la crisi provocata dall’abbandono degli uliveti e dal grande incendio del 1998, oggi la Zaituna vive una nuova stagione grazie al lavoro di giovani produttori impegnati nel recupero e nella valorizzazione di questo patrimonio, riconosciuto anche nella Dop Monti Iblei.
La sua tutela rappresenta un esempio di resilienza agricola e identità territoriale.
Margaret Tunda Lepore – Kenya
Presidio Slow Food della pecora rossa Masai
La pecora rossa Masai è molto più di una razza animale: è parte integrante della cultura e della vita delle comunità pastorali che la allevano.
In un contesto segnato dalla riduzione dei pascoli, dalla pressione sui territori e dagli effetti delle siccità legate al cambiamento climatico, salvaguardare questa razza significa proteggere una risorsa genetica preziosa e un modello di allevamento adattato all’ambiente.
Il Presidio Slow Food, nato dalla collaborazione tra Slow Food e Ifad, sostiene la comunità Masai attraverso formazione, assistenza tecnica, scambi di esperienze e nuove opportunità di mercato, con particolare attenzione al ruolo delle donne e dei giovani.
Larysa Tytykalo – Ucraina
Alleanza Slow Food dei Cuochi e Slow Food Community “Safeguarding the gastronomic legacy of the Southern Bessarabia”
Cuoca e rappresentante dell’Alleanza Slow Food, Larysa Tytykalo racconta il ruolo della cucina come strumento di tutela della biodiversità e delle culture alimentari locali.
L’Alleanza Slow Food dei Cuochi è una rete che unisce cuoche e cuochi di tutto il mondo ai piccoli produttori, promuovendo nei ristoranti prodotti locali, Presìdi Slow Food e prodotti dell’Arca del Gusto.
Attraverso le loro scelte quotidiane, i cuochi dell’Alleanza danno visibilità al lavoro di agricoltori, allevatori, pescatori, artigiani e trasformatori che rispettano territori e risorse.
Ellias Yesaya – Indonesia
Slow Food Community “Safeguard and promote local traditional agrobiodiversity and food culture of the Krayan”
Nella regione di Krayan, Ellias Yesaya rappresenta una comunità che custodisce un sistema agricolo tradizionale fondato sulla diversità delle colture e sull’equilibrio con l’ambiente.
Qui la coltivazione del riso si integra con numerose varietà locali di ortaggi, frutti, cereali e piante selvatiche, insieme all’allevamento di piccoli animali.
Un modello agricolo che conserva una straordinaria ricchezza di specie e conoscenze, basato su pratiche naturali che non richiedono l’uso di pesticidi, erbicidi o fertilizzanti sintetici.
Giulia Zappa – Italia, Liguria
Presidio Slow Food della razza bovina Cabannina
Giulia Zappa è tra le custodi della razza bovina Cabannina, un patrimonio genetico ligure che nel corso del Novecento ha rischiato di scomparire.
Dai circa 40 mila capi dell’inizio del secolo scorso si è arrivati a poco più di un centinaio di animali. Grazie al lavoro di recupero degli allevatori, oggi la razza è nuovamente valorizzata e riconosciuta come popolazione a rischio di estinzione.
Il disciplinare del Presidio prevede animali allevati al pascolo e un’alimentazione basata prevalentemente su foraggi locali.
La Cabannina rappresenta una risorsa per il territorio, contribuendo a preservare il paesaggio, sostenere le piccole aziende e mantenere viva una tradizione agricola.
Terra Madre Salone del Gusto 2026 sarà quindi un racconto collettivo della biodiversità attraverso le persone che ogni giorno la difendono: storie diverse per origine, cultura e territorio, unite dalla stessa idea di futuro del cibo.
Si è tenuta nei giorni scorsi la conferenza stampa di presentazione del fitto calendario di eventi e viaggi storici volti a celebrare due tappe miliari della storia ferroviaria e culturale della Regione: i 150 anni della linea Torino-Lanzo e i 110 anni della tratta Lanzo-Ceres. All’incontro con i media hanno preso parte l’Assessore al Turismo della Regione Piemonte Paolo Bongioanni, l’Assessore al Patrimonio e Fondi di Sviluppo e Coesione Gian Luca Vignale e l’Assessore ai Trasporti Marco Gabusi.
L’iniziativa, promossa in sinergia con la Fondazione FS Italiane e i Comuni della Torino-Ceres, è finanziata nell’ambito del Programma operativo complementare 2014-2020 (POC Piemonte). L’obiettivo delle istituzioni è rilanciare e far riscoprire lo straordinario patrimonio paesaggistico, storico ed enogastronomico delle Valli di Lanzo attraverso l’emozione di un viaggio a bordo di carrozze d’epoca. Annunciata, anche, la data di ripristino della tratta di linea fino alla stazione di Ceres (oggi il treno, infatti, ferma come ultima stazione della percorrenza a Germagnano) prevista per il prossimo 12 settembre.
Il Calendario degli Eventi e dei Treni Storici
Il programma prevede tre date speciali durante il periodo estivo, con partenze dalla stazione di Torino Porta Nuova:
- 26 luglio: Treno storico Torino Porta Nuova – Lanzo Torinese, alla scoperta della prima tratta inaugurata 150 anni fa;
- 9 e 23 agosto: Treno storico Torino Porta Nuova – Ceres, con le caratteristiche stazioni in stile liberty e svizzero lungo la tratta, simbolo di questa linea ferroviaria.
Le attività a terra
Per ciascuno degli appuntamenti, l’esperienza di viaggio sarà arricchita da un ampio programma culturale e di intrattenimento che coinvolgerà i borghi e le comunità locali:
Itinerari guidati: Visite alle storiche stazioni ferroviarie, ai percorsi espositivi interni, alle aree museali esterne e all’esposizione statica di cimeli e materiale rotabile della Torino-Ceres.
Cultura e monumenti: Tour guidati alla scoperta dei borghi storici, dei musei e dei monumenti simbolo del territorio.
Mostre e divulgazione: Mostre fotografiche e presentazioni dedicate alla storia della ferrovia e alla sua profonda interconnessione con lo sviluppo delle valli.
Spettacoli: Momenti di intrattenimento con performance di danza, teatro e musica dal vivo. Sapori locali: Mercatini dei produttori del territorio, dove sarà possibile degustare e acquistare le specialità tipiche delle Valli di Lanzo.
“Gli eventi che sono stati organizzati con il coinvolgimento di Ferrovie dello Stato e i Comuni rappresentano un degno contributo alla ricca storia di questa tratta ferroviaria – spiega l’Assessore al Patrimonio Vignale – non sono solamente un evento fine a sé stesso, ma una prima vera valorizzazione delle stazioni e delle tratte ferroviarie che l’ente ha dal 2024 ricevuto in proprietà. L’intenzione è di mettere a frutto questo patrimonio storico, culturale ed architettonico attraverso il riutilizzo delle stazioni e dei caselli ferroviari lungo la tratta e di creare un circuito di treni storici su queste linee. Un’iniziativa che realizziamo in collaborazione con il territorio. Dai Comuni, alle associazioni e ai privati, della quale le celebrazioni per i 150 e 110 anni della Torino-Ceres-Lanzo sono il primo ed importante tassello”.
Sottolinea l’assessore al Turismo Bongioanni: “La linea Torino-Lanzo-Ceres è una delle più belle ferrovie storiche che arricchiscono il patrimonio del Piemonte con la sua straordinaria potenzialità turistica. Fra l’Unità d’Italia e il trionfo del Liberty, era la strada ferrata che collegava la grande città con le località di villeggiatura che la borghesia benestante abbelliva di ville e dove cercava ristoro dalla calura. Ma era al tempo stesso un’infrastruttura che connetteva valli e terre alte altrimenti remote e isolate alla capitale dei commerci e dell’industria, generando sviluppo e benessere sui territori stessi. Le stazioni della Torino-Ceres disseminate lungo la linea sono piccoli capolavori di architetture fiabesche in pietra, cotto e legni, e scandiscono un percorso di avvicinamento a una montagna incantata e tuttora preservata dall’overtourism. Questa storia, e le tante che essa porta con sé, da oggi diventano un’opportunità da vivere come emozione, evasione, riscoperta, racconto e ammirazione. Per questo treni e ferrovie storiche sono uno dei patrimoni del Piemonte su cui enti pubblici e impresa privata devono sempre più fare sistema per offrire un prodotto oggi più che mai attuale per tutti coloro che rifuggono il mordi-e-fuggi e cercano un turismo lento, a misura di famiglia, a contatto con il paesaggio e la natura, e alla scoperta delle nostre straordinarie tradizioni locali dal folclore all’enogastronomia”.
L’Assessore ai Trasporti Gabusi dichiara: “La linea Torino-Lanzo-Ceres tornerà al servizio commerciale il prossimo 12 settembre. Le celebrazioni per i 150 anni della tratta Torino-Lanzo e i 110 anni della Lanzo-Ceres sono importanti perché ci ricordano la storia di questa infrastruttura, così come le iniziative che in questi anni di sospensione del servizio hanno mantenuto viva l’attenzione e l’affetto verso questa ferrovia. In questi anni, abbiamo lavorato con determinazione affinché il ripristino del servizio diventasse realtà; la riapertura fino a Ceres rappresenta un altro tassello nel percorso di rilancio del trasporto ferroviario piemontese, che nel corso di questo mandato ci ha già consentito di rimettere in esercizio linee strategiche come la Asti-Alba, la Casale-Mortara e la Cuneo -Savigliano, restituendole ai territori e alle loro comunità. Oggi celebriamo una storia lunga oltre un secolo, ma soprattutto guardiamo al futuro di un’infrastruttura che tornerà a essere un motore di mobilità, sviluppo e valorizzazione turistica delle Valli di Lanzo”
Una ferrovia pionieristica: Breve storia della Torino-Ceres
La linea Torino-Ceres non è soltanto una fondamentale infrastruttura di collegamento, ma rappresenta una vera e propria eccellenza nella storia dell’ingegneria mondiale. La sua epopea comincia nella seconda metà dell’Ottocento: il primo tratto da Torino (Ponte Mosca) a Venaria Reale venne inaugurato nell’aprile del 1868, per poi raggiungere Cirié nel 1869. La prima grande ricorrenza che si celebra quest’anno risale al 20 luglio 1876, giorno in cui i binari arrivarono ufficialmente a Lanzo Torinese, aprendo le porte del capoluogo alle valli montane. Il completamento definitivo dell’opera avvenne quarant’anni più tardi: il 17 giugno 1916 fu inaugurata l’ardita tratta montana fino a Ceres. Questa sezione richiese imponenti opere ingegneristiche (come il viadotto di Ceres) e la costruzione di stazioni in perfetto stile alpino svizzero, uniche nel loro genere in Piemonte. Oltre ai primati costruttivi, la linea detiene un record mondiale assoluto: nel 1921 divenne la prima ferrovia d’Europa in servizio passeggeri ad adottare la trazione elettrica a corrente continua ad alta tensione (4000 volt), un primato tecnologico studiato a livello internazionale. Teatro di importanti pagine della Resistenza partigiana durante la Seconda Guerra Mondiale e sopravvissuta a devastanti alluvioni nel corso del Novecento, la linea è stata recentemente ammodernata e, dal gennaio 2024, è entrata a far parte integrante del Servizio Ferroviario Metropolitano (SFM), collegando direttamente le Valli e l’aeroporto di Caselle con il cuore della rete ferroviaria nazionale a Torino Porta Susa. È parte, anche, dell’IFN (Infrastruttura Ferroviaria Nazionale) dal momento che è interconnessa alla rete di RFI.
Un ringraziamento a Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS), che in collaborazione con la nostra Regione sta ammodernando la linea ferroviaria adeguandola ai moderni standard ferroviari con i lavori svolti lungo la tratta per ripristinare la percorrenza fino a Ceres. I treni storici di questa estate rappresentano quindi un invito unico a salire a bordo della storia, celebrando oltre un secolo di binari tesi tra la pianura torinese e le vette delle Alpi Graie.
Visita il sito ufficiale dedicato: https://www.visitpiemonte.com/treno-storico-torino-lanzo-ceres-150-di-ferrovia (l’acquisto dei biglietti sarà possibile dalle 18 di oggi)