ilTorinese

Il Museo MIIT inaugura la mostra dedicata a Maria Pavlovska 

Dal 5 al 21 marzo il Museo MIIT, Museo Internazionale di Italia Arte, e la Galleria Folco dedicano una mostra internazionale alle donne, come ogni anno, in questo periodo.
Lo fanno organizzando quest’anno l’esposizione dal titolo “Visioni di donna”, la cui inaugurazione sarà  accompagnata dal libro di Vania Perale “Vorrei rinascere cormorano” della Phasar Edizioni.
Il Museo MIIT dedica una mostra alle donne, in occasione della loro festa e in considerazione delle tante problematiche di attualità che la società contemporanea esprime e su cui è necessaria una riflessione, per porre in essere adeguate misure sociali e culturali.
L’Arte può fare molto in questo settore  ed è per questo che il Museo MIIT da sempre cura esposizioni tematiche per sollecitare un cambiamento e promuovere una nuova e virtuosa cultura in merito all’universo femminile. Come in occasione del 25 novembre giornata Internazionale contro la violenza  sulle donne, anche in questo frangente la figura femminile diventa protagonista della mostra del MIIT, permettendo al pubblico di scoprire un universo artistico in continuo sviluppo e movimento. Non sono in mostra soltanto opere dedicate alla figura femminile, ma si tratta di un percorso emozionale che trova, nell’astrazione e nella scomposizione della forma, elementi profondi per esprimere interiorità e sensazioni. La mostra collettiva è accompagnata dalla importante esposizione personale delle opere di Maria Pavlovska, una tra le maggiori esponenti artistiche del panorama internazionale.
Il Museo MIIT presenta, infatti, la prestigiosa personale di Maria Pavlovska, che inaugura giovedì 5 marzo alle ore 18.

“Maria Pavlovska è  un’artista contemporanea ormai matura e risolta –  spiega il direttere del Museo MIIT e Italia Arte Guido Folco – perfettamente inserita nel contesto internazionale grazie alle sue molteplici presenze espositive nei principali appuntamenti artistici in tutto il mondo. In Asia, Stati Uniti, da Skopje a Lubiana, a Belgrado, Vienna, Berlino, Parigi, New York, Manila, Miami, Venezia, Firenze e Torino, la sua arte affronta i temi della polarizzazione e del globalismo, tanto cari alla società contemporanea.
L’arte di Pavlovska considera la pittura come un’estensione della propria esistenza, tra ombre, luce, felicità  e dolore, ed è  per questo che la sua arte  assume significati così intensi e personali, intimi e potenti, rappresentando nel profondo la propria energia vitale, tra sogni, speranze, esplosioni di vitalità e rarefatti momenti di meditazione.

L’artista incarna perfettamente, con il suo lavoro, lo spirito della società contemporanea, sempre in bilico tra salvezza e dannazione e nel contrasto tonale e cromatico assoluto delle sue composizioni si trova riflesso il senso della vita, in un dialogo continuo tra realtà e illusione. Nei segni rapidi, gestuali, essenziali che squarciano le tenebre di fondo delle sue opere maggiori pare si possa leggere un alfabeto dell’anima, in cui l’artista si esprime attraverso un linguaggio cifrato, criptico che narra moltissimo della sua interiorità.
Il bianco e il nero, il movimento vorticoso e continuo del segno altro non sono che il simbolo atavico dell’armonia e della complessità inafferrabile dell’universo, del confronto e del completamento degli opposti, in una sorta di bilanciamento dell’energia vitale e  creativa. L’osservatore può perdersi nel mondo poetico e creativo dell’artista, può ritrovare un po’ di sé stesso, alla continua ricerca dell’Io , dell’essenza dell’Essere.
L’utilizzo da parte della Pavlovska, sia nei disegni, sia nelle opere maggiori, di colori puri come il bianco e il nero, la rende immediatamente riconoscibile a livello internazionale.
Nel movimento inarrestabile del gesto l’artista declina il procedimento stesso della creazione, sempre in divenire e basata sugli opposti, sull’idea di una sperimentazione che si fa vita e materia, percorso esistenziale e ricerca.
Luce e buio, pieno e vuoto, bianco e nero si alternano, si  sovrappongono, si scontrano in un disegno meditato,  “sentito” dall’artista, mai casuale  poiché una tela o un  foglio di carta diventano l’espressione della propria esistenza su cui modulare emozioni e sentimenti.

Spazio, tempo, misura, infinito sono altri elementi fondanti l’arte di Maria Pavlovska. È  nella fusione e nell’interpretazione di tali elementi  che Maria scopre il senso della creazione della vita, dell’identità umana e divina. La sua è  arte spirituale perché va alla ricerca dello spirito umano,  cercando di cogliere l’essenza e la sintesi in un viaggio alla scoperta di sé stessa e dell’altro. Maria Pavlovska è  quindi da annoverare tra le massime interpreti dell’arte contemporanea internazionale sia per la sua potente espressività concettuale, sia per il suo corrente e sperimentale percorso che va ad unire la nuova espressività internazionale con la storia e gli esiti dei grandi maestri”.

Dal 5 al 21 marzo 2026 Museo MIIT Torino, corso Cairoli 4

Orario da martedì  a sabato 15.30-19.30

Appuntamenti per visite guidate e scolaresche

Info 0118129776

www.museomiit.it

Mara Martellotta

E’ ufficiale: La Stampa passa da GEDI al Gruppo Editoriale SAE

Dopo tante voci la notizia è stata formalizzata: La Stampa passa dal gruppo GEDI  al gruppo SAE, che ha firmato il contratto preliminare per l’acquisizione della storica testata torinese. L’operazione è stata confermata con un documento sottoscritto dai rappresentanti delle due società. Finisce così l’epopea della famiglia Agnelli: cade uno degli ultimi legami storici con la città di Torino, dopo la dismissione di altre attività editoriali e non.

Nel comunicato congiunto si precisa che l’acquisizione avverrà attraverso una nuova società, costituita da Sae anche per consentire l’eventuale ingresso di investitori, in particolare dell’area del Nord Ovest, bacino di influenza della Stampa. L’obiettivo  è costruire un progetto editoriale sostenibile nel tempo, facendo leva sull’esperienza maturata dal gruppo nel settore dell’informazione e della comunicazione.

La società acquirente indica l’intenzione di mantenere il posizionamento storico del quotidiano, salvaguardandone l’autonomia editoriale e il rapporto con il territorio. Il completamento dell’operazione è previsto entro il primo semestre del 2026, subordinatamente alle consuete procedure sindacali e autorizzative. Repubblica sembra essere destinata invece al gruppo Antenna. Chi vivrà vedrà.

Al via i lavori per il nuovo Polo scientifico della Venaria Reale

 

Per la ricerca e la diagnostica applicata ai beni culturali

Iniziati i lavori per la realizzazione del nuovo Polo scientifico CCR – Centro Conservazione Restauro “La Venaria Reale”, incentrato sulla ricerca scientifica e sulla diagnostica applicata allo studio e alla conservazione dei beni culturali. Il progetto prende forma all’interno dell’ex Galappatoio Lamarmora, edificio storico di proprietà della Regione Piemonte, la cui riqualificazione rientra nel più ampio programma di valorizzazione del complesso UNESCO della Reggia di Venaria Reale.

Con un investimento complessivo, previsto per 3,5 milioni di euro, la fase di ristrutturazione interesserà una superficie di 600 mq, distribuiti su due piani. Il piano terra ospiterà otto laboratori scientifici di ultima generazione e un’area centrale concepita come spazio scientifico e divulgativo aperto al pubblico. Al piano superiore saranno collocati una sala riunioni, una biblioteca e uffici open space, pensati per accogliere i gruppi di ricerca. La conclusione della prima fase dei lavori, con la realizzazione del piano terra, è prevista per l’ottobre 2026. L’obiettivo è quello di creare un polo internazionale per la diagnostica, la ricerca e l’innovazione nel campo dello studio e della preservazione del patrimonio culturale, capace di favorire il confronto scientifico e il consolidamento di partnership strategiche con università, istituti di ricerca, musei e con il settore industriale, per lo sviluppo di nuove soluzioni che tengano conto della transizione ecologica e digitale.

Al contributo iniziale di 2,5 milioni di euro da parte della Regione Piemonte, nell’ambito dei fondi del Piano Operativo Complementare (2014-2020), si è aggiunto il sostegno del Ministero della Cultura, che ha appena inserito un contributo per il completamento del recupero dell’ex Galappatoio Lamarmora nella programmazione triennale dei lavori pubblici 2026-2028. Fondamentale nel raggiungimento di questo importante risultato il lavoro congiunto del Presidente Alfonso Frugis e del Sovrintendente Corrado Azzolini. Altre importanti collaborazioni sono giunte dalla Città metropolitana di Torino, stazione unica appaltante del progetto, e dal Comune di Venaria Reale, che ha indicato il Polo come uno dei progetti da inserire nel bilancio di sostenibilità degli interventi culturali della Regione Piemonte.

Con Intesa Sanpaolo è stata avviata una campagna di crowdfunding per la strumentazione e la formazione  di giovani ricercatori. Il nuovo Polo sarà dotato di laboratori di ultima generazione, equipaggiati con tecniche finalizzate ad analisi puntuali, mapping e imaging di superficie, oltre a strumentazioni mobili e portatili per lo svolgimento di campagne diagnostiche in situ, fondamentali per lo studio di opere che non possono essere spostate dai luoghi in cui sono custodite e da cui non è possibile recuperare campioni.

“La nascita di un nuovo Polo scientifico segna un momento cruciale della storia del centro – afferma Federica Pozzi, direttrice dei laboratori scientifici del CCR – si tratta di un processo per ampliare l’accessibilità alla diagnostica e rafforzare le capacità operative del CCR, creando un luogo in cui scienza e patrimonio dialogano in modo strutturato e continuativo. Il nuovo Polo non è soltanto un’infrastruttura, ma anche l’espressione di una visione condivisa, fondata su collaborazioni, ricerche e sostenibilità per contribuire in modo responsabile al futuro dei beni culturali”.

Per coprire il fabbisogno residuo, il CCR ha avviato un piano di fundrising, la creazione di una rete di donatori, privati e istituzionali, e l’attivazione di partnership strategiche di ricerche internazionali, volte a sostenere la crescita del Polo nel lungo periodo.

“In Piemonte, la cultura rappresenta uno strumento strategico di sviluppo – spiega il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio – attraverso un investimento di 2,5 milioni di euro, la Regione promuove la nascita del nuovo polo di ricerca al Centro di Conservazione e Restauro ‘La Venaria Reale’, trasformando un simbolo storico come l’ex Galappatoio Lamarmora in una fucina per il futuro. Qui le tecnologie più evolute dialogano con l’arte per preservarla e valorizzarla, proiettando il nostro patrimonio sulla scena internazionale. L’incontro tra scienza e bellezza genera un impatto concreto sul territorio, traducendosi in crescita economica, lavoro qualificato e nuove opportunità imprenditoriali. Consolidiamo così la leadership italiana nel mondo, offrendo un modello di sviluppo capace di attrarre talenti e di rafforzare l’identità regionale. Scegliamo di investire sul sapere per garantire un progresso solido, consegnando alle prossime generazioni un’eredità viva e fonte di continua ispirazione. Il supporto di questo progetto è l’esito della collaborazione tra gli assessori Gianluca Vignale, Andrea Tronzano, Marina Chiarelli e Maurizio Marrone che, insieme al Presidente del Centro, Alfonso Frugis, stanno progettando un nuovo laboratorio d’eccellenza dove le radici antiche alimentano la visione di un domani all’insegna dell’efficienza e del valore”.

Il nuovo Polo scientifico rientra tra i progetti pilota sperimentali del bilancio di sostenibilità degli interventi culturali all’interno del territorio della Regione Piemonte, volto a misurare, valutare e rendicontare gli impatti positivi generati dalla cultura, che ha come protagonista il Comune di Venaria Reale e il Comune di Cuneo.

Mara Martellotta

Referendum, incontro a Poirino

Si terrà martedì 10 marzo, dalle 18.45 alle 20.45, a Poirino un confronto pubblico dedicato alla riforma dell’organizzazione della magistratura penale, oggetto del referendum costituzionale confermativo in programma il 22 e 23 marzo.

L’iniziativa è promossa dal Comitato GIUSTIZIASÌ, con la partecipazione del Comitato GiustoDireNo e con il patrocinio del Comune di Poirino. L’incontro rappresenta una delle poche occasioni di dibattito sul territorio focalizzate sul merito della riforma, con l’obiettivo di offrire ai cittadini un momento di informazione e confronto diretto tra posizioni diverse.

A sostenere le ragioni del SÌ sarà la dottoressa Donatella Masia, già sostituto procuratore presso i Tribunali di Torino, Asti e Alba. Per il NO interverrà il dottor Paolo Cappelli, sostituto procuratore presso il Tribunale di Torino.

Il dibattito sarà moderato dall’avvocato Piergiorgio Chiara.

L’appuntamento è presso Casa Lenci – Centro Giovani Anziani, in via Eugenia Burzio 5. La partecipazione è libera e aperta alla cittadinanza.

Dal clima al turismo: Alpi più verdi e competitive, 24 nuovi progetti per il Piemonte transfrontaliero

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Innovazione, sostenibilità ambientale, cultura e turismo sono al centro dei 24 nuovi progetti finanziati dal Programma Interreg Francia-Italia Alcotra. Le iniziative rafforzano la cooperazione transfrontaliera tra i due Paesi e portano sul territorio torinese e cuneese oltre 5,5 milioni di euro, finanziati per l’80% dal Fondo europeo di sviluppo regionale e per il restante 20% dallo Stato.

I progetti sono stati approvati al termine della consultazione scritta del Comitato di sorveglianza. Si tratta di 6 progetti singoli ammessi nella prima finestra del quarto bando e di 18 microprogetti selezionati nell’ambito del secondo bando dedicato all’obiettivo “Turismo e cultura”.

«Questo risultato conferma la capacità del Piemonte di essere protagonista nella cooperazione europea – afferma l’assessore regionale Marco Gallo –. Parliamo di oltre 5,5 milioni di euro che generano ricadute concrete sui territori, rafforzano i legami con la Francia e sostengono innovazione, ambiente, cultura e competitività delle nostre imprese».

I progetti singoli

Il Piemonte partecipa con 23 beneficiari, di cui 3 nel ruolo di capofila, per un contributo complessivo di 4,9 milioni di euro.

I progetti singoli rappresentano l’asse strategico del programma: dispongono di budget rilevanti (mediamente tra 1,5 e 2 milioni di euro ciascuno) e coinvolgono partenariati strutturati composti da enti pubblici, università e centri di ricerca, imprese e realtà del terzo settore.

«Non si tratta di interventi simbolici – sottolinea l’assessore Gallo – ma di azioni strutturate che incidono sullo sviluppo delle aree alpine. Innovazione tecnologica, transizione ecologica e formazione sono leve decisive per rendere i nostri territori più competitivi e resilienti».

Le tematiche affrontano alcune delle principali sfide delle aree alpine, dalla transizione ecologica a quella digitale.

Sul versante ambientale, RISK-CAP-RES utilizza realtà immersiva e geoportali per promuovere l’autoprotezione dai rischi connessi ai cambiamenti climatici; ALCOTRA 0Plastique punta alla tutela della biodiversità contrastando l’inquinamento da microplastiche, con interventi su laghi e sentieri supportati da tecnologie avanzate; AllIAnce-Eco migliora la gestione dei rifiuti organici attraverso l’intelligenza artificiale e l’istituzione di un Albo Compostatori Digitale.

Per lo sviluppo economico e occupazionale, Mieux+ sperimenta un modello di logistica urbana a basse emissioni per rafforzare la competitività delle Pmi; TRAME affronta le crisi industriali e climatiche delle valli alpine promuovendo la “specializzazione intelligente” e la formazione verso i nuovi mestieri verdi; ALPINE-STEM crea una rete tra atenei per facilitare la mobilità degli studenti nelle discipline scientifico-tecnologiche, attivando laboratori permanenti di innovazione.

Dal punto di vista territoriale, nella Città metropolitana di Torino si contano 18 partner (di cui 2 capofila) coinvolti in 6 progetti per un valore di 3,7 milioni di euro; in provincia di Cuneo partecipano 5 partner (di cui uno capofila) in due progetti del valore complessivo di 1,2 milioni.

I microprogetti

Accanto alle iniziative strategiche, il Piemonte è coinvolto in 18 microprogetti – sui 23 complessivamente approvati – dedicati a turismo e cultura. I beneficiari piemontesi sono 20, di cui 10 coordinatori, per un contributo totale di 675.000 euro.

Introdotti nella programmazione 2021-2027, i microprogetti sono pensati per favorire la partecipazione di piccole realtà locali – Comuni, imprese, associazioni e organizzazioni non governative – attraverso procedure semplificate e con una forte dimensione territoriale.

«I microprogetti rappresentano un importante valore aggiunto – evidenzia l’assessore Gallo – perché consentono anche ai piccoli Comuni e alle associazioni di essere protagonisti della cooperazione europea. È così che si costruisce un’Europa vicina ai territori, capace di valorizzare cultura, memoria e turismo sostenibile nelle nostre vallate alpine».

Tra le iniziative culturali, le arti performative diventano strumenti di coesione con Danza/Dansez!, Rizoma, GIOCONDA, TransMET-ART e CORPS ETRANGERS, che utilizzano teatro e danza per connettere generazioni e sostenere le fragilità. D’ACCORD e SINESTESIE rinnovano invece la fruizione musicale, dalla tradizione occitana alla musica classica per l’infanzia.

La memoria condivisa è al centro di Connextion Memorie, dedicato alla persecuzione antiebraica, PONT, sui legami medievali, e Triobriga, che valorizza l’identità brigasca. A questi si affiancano il recupero dei saperi astronomici rurali con Entre Ciel et Terre e le narrazioni sonore inclusive lungo la via della transumanza con NTP-CROSS.

In risposta alle sfide climatiche, SEPIM e Habitour propongono nuovi modelli di accoglienza turistica e di abitare montano; Ci.Tu.Re., SCENA e ITA.C valorizzano i percorsi outdoor tra mountain bike, biodiversità e itinerari delle abbazie. Chiude il quadro Voici-voilà, dedicato alla formazione dei futuri progettisti culturali europei.

La distribuzione territoriale vede nella Città metropolitana di Torino 11 partner (6 capofila) coinvolti in 10 progetti per un valore di 367.000 euro; in provincia di Cuneo partecipano 9 partner (4 capofila) in 8 progetti per un totale di 307.000 euro.

Claudia e Tiziana Rubioglio alla Milano Fashion Week

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ALTRO SUCCESSO IN PASSERELLA PER DUE GIOVANI DONNE E GLI ABITI DA LAVORO DELLA WEST ROSE

Le due sorelle imprenditrici di Orbassano (To) osano affiancare, fra le prime in Italia, il mondo dell’abbigliamento professionale a quello del fashion tradizionale: una tendenza sempre più seguita anche da altri brand

 «Sempre bello ed emozionante ritornare in passerella per la Milano Fashion Week, siamo precursori di uno stile unico»

Si chiude la Milano Fashion Week 2026 per le collezioni autunno-inverno, e le sorelle Claudia e Tiziana Rubioglio, due coraggiose imprenditrici di Orbassano, si sono nuovamente rese protagoniste di questo evento fashion di caratura internazionale.

La passerella multibrand organizzata da Yes Brand, in occasione della Milano Fashion Week, ha già dato spazio ad una “prima” assoluta tre anni or sono, con gli abiti da lavoro diventati parte integrante di una passerella della moda milanese: anche stavolta, le divise da estetista, dentista, hair stylist, infermiera hanno impreziosito il portamento di 16 modelle con ben 32 passaggi sul red carpet.

L’esperienza, infatti, è stata ripetuta nel corso della kermesse milanese presso il lussuoso Hotel Melia di Milano, con la presentazione di numerose collezioni di brand emergenti e non, in un evento organizzato da Tiziano Cavaliere per Bros Group Italia con il patrocinio di Assomoda-Confcommercio Milano.

Le sfilate hanno presentato le collezioni di aziende italiane ed internazionali all’interno di una vera e propria fashion marathon: fra loro anche la West Rose di Orbassano, in questo frangente con la sua linea di moda professionale dal titolo Terra elettrica – Energia dalle radici.

«Terra elettrica nasce da quello che siamo: due sorelle legate alle nostre radici. Ma con un mondo dentro, energia, elettricità ed una voglia di esprimerci che ci ha portato a creare West Rose – spiegano Claudia e Tiziana Rubioglio, sorelle titolari del brand West Rose -. Il nostro logo è una rosa. La rosa è il fiore di famiglia, rappresenta le nostre radici. Gli abiti che abbiamo fatto sfilare rappresentano la nostra visione che naturalmente si fonda sull’esperienza del passato ma con uno sguardo volto alle tendenze future».

Lavoro, Sostenibilità, Donna rappresentano in sintesi il modus operandi di questa impresa femminile giovane e dinamica. Prodotti studiati e specifici per la quotidianità lavorativa, made in Italy e realizzati con materiali tecnici selezionati.

«Vogliamo che tutti coloro che indossano una delle nostre uniformi si sentano speciali, unici e alla moda ma allo stesso tempo sicuri e comodi continuano Claudia e Tiziana Rubioglio con abiti da lavoro che siano eleganti, pratici e che contemporaneamente si adattino e valorizzino il corpo della persona che le indossa. E non solo: ricordiamo che spesso la divisa da lavoro costituisce un’arma efficace anche per prevenire gli infortuni».

Un aspetto importante, che va ben oltre l’aspetto estetico e il design degli abiti da lavoro, visto che la West Rose di Orbassano è uno dei leader italiani del settore abbigliamento professionale Made in Italy: fornisce abbigliamento da lavoro ad attività di tutti i tipi ed in ogni settore aziendale.

Uno stile che, negli ultimi anni, è stato ripreso da brand molto conosciuti: vedere abiti professionali in passerella rappresenta ormai un evento possibile anche nell’haute couture. Un tabù infranto dalle imprenditrici orbassanesi che, fra le prime aziende in Italia, hanno creduto a questa piccola rivoluzione culturale nel mondo fashion.

Fondata nel 2011, West Rose fornisce abbigliamento da lavoro che valorizza il marchio ad attività di tutti i tipi ed in ogni settore aziendale: un percorso professionale che continua quindi con una produzione taylor made e comincia ad interessare anche i mercati esteri, con una clientela che ormai ha valicato i confini italiani ed europei, permettendo a West Rose di sbarcare anche negli Usa e in Asia: una bella soddisfazione per questa impresa orbassanese a trazione femminile.

 

Un luogo dove lo stile incontra l’ascolto

Informazione promozionale

Moda femminile tra qualità sartoriale ed esperienza su misura

In un mercato spesso dominato dalla velocità e dalla standardizzazione, esistono realtà che scelgono di andare in direzione opposta: rallentare, ascoltare, accompagnare. È questa la filosofia che guida questa boutique di abbigliamento femminile, dove l’esperienza di acquisto diventa un momento sereno, rilassato, autentico.
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Un’esperienza senza pressioni, centrata sulla persona
Qui la cliente non entra semplicemente per acquistare un capo, ma per vivere un percorso. Nessuna pressione alla vendita, nessuna forzatura commerciale: il tempo è dedicato all’ascolto, alla comprensione delle aspettative, alla condivisione di desideri e necessità.
L’ambiente è pensato per mettere a proprio agio, favorendo una scelta consapevole. Ogni prova diventa un dialogo, ogni abito una possibilità da esplorare insieme.
Materiali scelti con cura, qualità che si percepisce
La selezione dei capi nasce da una ricerca attenta dei materiali: tessuti naturali, consistenze autentiche, lavorazioni accurate. La qualità non è solo una dichiarazione, ma un elemento tangibile che si percepisce al tatto e nella vestibilità.
L’assortimento è mirato ed esclusivo: pochi capi, scelti con coerenza, spesso realizzati a mano e frutto della collaborazione con laboratori artigianali. Una scelta che esprime solidità, serietà e una visione precisa: proporre moda che duri nel tempo, lontana dalla logica dell’usa e getta.
Interpretare lo stile, non imporlo
Ogni donna ha una propria identità estetica, un modo unico di abitare gli abiti. Il valore aggiunto di questa realtà sta proprio nella capacità di interpretare gli stili personali, senza sovrapporre mode effimere o soluzioni preconfezionate.
La titolare, artista oltre che imprenditrice, mette la propria creatività al servizio della cliente. Il suo sguardo non si limita a proporre, ma accompagna: suggerisce accostamenti, valorizza proporzioni, coglie sfumature caratteriali. Diventa così una vera accompagnatrice di stile, capace di tradurre aspettative ed emozioni in scelte concrete.
Una relazione che costruisce fiducia
Il rapporto con la cliente è fondato su continuità e fiducia. Non un acquisto occasionale, ma una relazione che cresce nel tempo. L’orientamento al cliente si traduce in attenzione ai dettagli, coerenza nella proposta, affidabilità nel consiglio.
In un contesto in cui la moda rischia di diventare consumo rapido, questa boutique sceglie di restituire valore al gesto del vestirsi: qualità dei materiali, autenticità del taglio, cura artigianale e ascolto sincero. Perché lo stile, quando è autentico, nasce sempre da un incontro.

In corso Re Umberto 17 a Torino

Dolci della tradizione: i baci di dama

Tostate in forno le mandorle e le nocciole. Pelatele, riducetele a granella fine e mescolatele con lo zucchero e la vaniglia fino a ottenere una farina granulosa. Incorporate delicatamente il burro ammorbidito a temperatura ambiente, maneggiando l’impasto il meno possibile, solo il necessario per amalgamare gli ingredienti.

Leggi la ricetta su piemonteitalia.eu: https://www.piemonteitalia.eu/it/enogastronomia/ricette/baci-di-dama

Trame di donne che hanno attraversato rivoluzioni, salotti e palcoscenici

Ci sono storie che non sempre sono state raccontate. Trame di donne che hanno attraversato rivoluzioni, salotti e palcoscenici, lasciando tracce profonde nel tessuto della nazione. Il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano le riporta al centro, perché la memoria è specialmente un atto di giustizia.
In occasione della Festa Internazionale della Donna, dal 6 all’8 marzo 2026, il Museo promuove due appuntamenti e una visita guidata, dal titolo Trame di donne. Storie, passioni e impegno dal Risorgimento a oggi. Tre giorni, tre modi diversi di raccontare le donne che hanno fatto la storia: attraverso la parola, la musica e i luoghi stessi della memoria.

Il programma degli appuntamenti:
6 marzo 2026 – Margherita 100 anni dopo
Chi era davvero Margherita di Savoia, al di là della corona? Il Professor Pierangelo Gentile (Università di Torino) la racconta nella sua sorprendente complessità, analizzandone il gusto per la moda, la passione per la montagna e l’impegno sociale che ha definito la sua figura ben oltre il titolo regale. Un ritratto unico, in dialogo con il progetto di Palazzo Madama “Donne del Piemonte. Potere, cura, diritti, futuro” in corso a Palazzo Lascaris. L’incontro si terrà alle ore 17.30 in Sala Plebisciti, ad ingresso gratuito e senza prenotazione fino a esaurimento posti.
7 marzo 2026 – Il Musicista e la Contessa
Parigi, anni Ottanta dell’Ottocento. Il giovane compositore Ernest Chausson incrocia la storia della leggendaria Contessa di Castiglione: icona e anticipatrice geniale dell’arte di costruire la propria immagine. Francesca Pilato ha scritto appositamente per il Museo un racconto che prende vita tra lettere e musica, sulla voce narrante di Ornella Pozzi, le note di Francesca Nobile al flauto e Alfredo Castellani al pianoforte. Lo spettacolo andrà in scena in due occasioni nel corso della giornata, alle ore 11.00 e alle 16.00 in Sala Codici e sarà incluso nel biglietto di ingresso al Museo. Per garantirsi un posto, è consigliabile prenotare in anticipo.
7 e 8 marzo 2026 – Donne del Risorgimento
Presenze spesso silenziose, mai secondarie, sono le protagoniste femminili del Risorgimento italiano. Le guide del Museo conducono i visitatori attraverso le sale del Museo alla scoperta del ruolo che ebbero le donne nei processi politici, sociali e culturali del Risorgimento. Le visite si svolgeranno nei due giorni alle ore 11.30, 15.30 e 16.30: il 7 marzo sono gratuite per le donne su prenotazione, incluse nel biglietto d’ingresso, mentre l’8 marzo, giornata di apertura straordinaria fino alle ore 19.00, sia l’ingresso al Museo che le visite saranno gratuiti per tutte.
Le prenotazioni per gli spettacoli e le visite guidate saranno disponibili tramite il sito del Museo e il centralino.
Per ulteriori informazioni:
https://www.museorisorgimentotorino.it/
Numero centralino: +39 011 5621147

Gianni Contessi: “Capogrossi. Le drammaturgie del Segno. Una rilettura”

Presentazione del libro

Giovedì 5 marzo 2026, ore 17:00

GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino

Sala incontri

Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili

 

 

Intervengono:

Gianni Contessi, Autore

Elena Volpato, Conservatore GAM Torino

 

La GAM è lieta di ospitare la presentazione del volume di Gianni Contessi Capogrossi Le drammaturgie del Segno. Una rilettura, pubblicato da Christian Marinotti Edizioni.

Non una nuova monografia ma un libero saggio che affronta oggi e in chiave minimamente eterodossa, a poco più di mezzo secolo dalla morte, temi e interrogativi sollecitati dalla complessità della singolare esperienza pittorica di Giuseppe Capogrossi (1900-1972), uno dei grandi maestri dell’arte italiana del dopoguerra e, per altro, uno dei più noti ed originali artisti attivi sulla scena internazionale, le cui opere fanno parte delle collezioni di importanti musei. Una doppia vita, notoriamente, quella di Capogrossi: raffinato esponente del tonalismo romano lungo gli anni Trenta e Quaranta del Novecento, come testimoniato da notevoli dipinti di figura e paesaggio; poi, dopo un non breve periodo di riflessione e ricerca, la scoperta del Segno proverbiale, databile al 1950, la sua personalissima cifra che, in Italia, non tutti seppero comprendere e apprezzare ma la cui reiterata invenzione, attraverso i meccanismi di imprevedibili ripetizioni, sempre differenti, alla fine si impose. Dando vita a forme di autentica narrazione e drammaturgia. Anche per ragioni molto soggettive del suo autore, questo libro cerca di ripensare l’uomo e l’artista che l’autore stesso conobbe e frequentò in gioventù. E lo fa senza ricorrere a documenti, accontentandosi di lavorare sulle fonti secondarie, cercando di individuarvi spunti meno praticati o addirittura indizi trascurati da pure eccellenti colleghi in storiografia e critica. Ciò, eventualmente, cercando di far interagire le fonti secondarie suddette con altre non strettamente legate alla vicenda capogrossiana. Sempre nel nome del voler cercare una possibile verità diversa sull’oggetto della propria indagine, magari osservandolo da un’altra sponda.

Gianni Contessi

Professore ordinario di Storia dell’arte contemporanea nell’università di Torino. Ha insegnato inoltre nell’Accademia di Brera, della cui Biblioteca è stato conservatore negli anni ‘90, nell’Istituto Universitario di Architettura di Venezia (IUAV), nell’Università di Udine e nella Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano. Accademico nazionale di San Luca. È autore dei seguenti libri: Tre Morandi e un Fontana. Perlustrazioni critiche di confine (2020); Torino controcanto. Saggio sulla “Lettera all’amico collezionista” 1993 di Paolo Fossati (2020); Lo sguardo reticente. Vittorio Sereni critico d’arte (2016); Sulle tracce della metropoli. Testi e scenari 1895- 1930 (2006); Vite al limite. Giorgio Morandi, Aldo Rossi, Mark Rothko (2004); Ecritures dessinées: art et architecture de Piranèse à Ruskin (2002); Scritture disegnate: arte, architettura e didattica da Piranesi a Ruskin (2000); Il saggio, l’architettura e le arti (1997); Il luogo dell’immagine. Scrittori, architetture, città, paesaggi (1989); Architetti- pittori e pittori- architetti, da Giotto all’età contemporanea (1985). Per le nostre edizioni ha curato volumi di Le Corbusier, Giulia Veronesi, Julius von Schlosser e il recentissimo Scritti sull’arte. Tra genialità e acrobazie di Jean Cocteau. Per altri editori volumi di Fernand Léger, André Reszler, Paolo Fossati.

 

GAM – GALLERIA CIVICA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA – Via Magenta, 31 – 10128 Torino

Orari di apertura: martedì – domenica: 10:00 – 18:00.
Chiuso il lunedì. La biglietteria chiude un’ora prima.