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Inaugurato il nuovo Pronto soccorso del CTO di Torino

Il Pronto soccorso dell’ospedale CTO della Città della Salute e della Scienza di Torino si presenta con spazicompletamente rinnovati, più funzionali e accoglienti. La nuova struttura è stata inaugurata oggi, al termine di un intervento di riqualificazione atteso da quattro anni e avviato nel gennaio 2026.

Centro Trauma di riferimento regionale per i traumi maggiori, il CTO ha registrato nel 2025 oltre 45.500 accessi al Pronto soccorso. L’attività è organizzata inbase all’intensità di cura, con percorsi distinti per ipazienti più gravi (2.126 accessi) e per quelli a media ebassa complessità (43.381 accessi).

L’intervento, finanziato con circa 500 mila euro attraverso i Fondi Arcuri (DL 34/2020), ha permesso diriorganizzare gli spazi per migliorare la gestione dei pazienti e garantire una risposta più efficace anche incaso di future emergenze sanitarie. L’obiettivo è quello di assicurare percorsi separati tra pazienti contagiosi o sospetti tali e pazienti non infetti, aumentando al tempo stesso sicurezza, comfort e qualitàdell’assistenza.

Tra le principali novità ci sono un’area dedicata ai pazienti infetti o sospetti, una zona separata per i pazienti non contagiosi con due postazioni di triageall’ingresso, una nuova sala d’attesa post-triage, una postazione infermieristica con visuale sull’area di attesa e un locale di osservazione per i pazienti in barella, monitorabile direttamente dal personale sanitario.

I lavori sono stati realizzati senza interrompere né ridurre l’attività del Pronto soccorso. Il risultato è unambiente più moderno, luminoso e funzionale, che migliora sia l’accoglienza dei pazienti sia le condizioni di lavoro degli operatori.

«La ristrutturazione del Pronto soccorso del CTO rappresenta un’altra tappa importante nel percorso di riqualificazione della Città della Salute – dichiara il direttore generale Livio Tranchida –. Dal mioinsediamento sono stati conclusi 59 cantieri e ne sono stati avviati altri 47. Negli ultimi mesi abbiamoconcentrato molti interventi proprio sul CTO, con lariapertura del blocco operatorio del quarto piano, il rifacimento e la riapertura del sedicesimo piano e ora il nuovo Pronto soccorso. Parallelamente proseguonoanche i lavori alle Molinette, dove è già partito il cantiere della Cardiochirurgia con nuove sale operatorie e una nuova terapia intensiva, un intervento atteso da oltre trent’anni. Entro l’autunno entrerà inoltre nella fase operativa il cantiere del nuovo Pronto soccorso delle Molinette».

Per il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi, «il nuovo Pronto soccorso del CTO rende uno dei principali presìdi di emergenza del Piemonte più efficiente, sicuro e accogliente, dimostrando che è possibile rinnovare gli ospedali senza interrompere l’attività assistenziale. Accanto ai grandi progetti, come il Parco della Salute e i nuovi ospedali, continuiamo a investire anche nelle strutture già operative, perché ogni intervento realizzato oggi significa servizi migliori per i cittadini e ambienti di lavoro più adeguati per il personale sanitario. È questo il metodo con cuivogliamo costruire la sanità del futuro: programmare le grandi opere senza smettere di migliorare gli ospedali che ogni giorno accolgono migliaia di persone»

Maxi operazione di polizia nella zona sud di Torino: 10 arresti, 500 identificati

CONTROLLATI 74 VEICOLI E DIVERSE ATTIVITÀ COMMERCIALI
 
Nella giornata di ieri, la Polizia di Stato ha effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio ad “Alto Impatto” nella zona sud di Torino, con la collaborazione della Polizia Locale.
L’attività, coordinata dal Commissariato di P.S. Barriera Nizza e dal Commissariato di P.S. Mirafiori, si è svolta in orario serale ed è stata finalizzata alla prevenzione e al contrasto delle attività illecite e della criminalità diffusa, con particolare attenzione allo spaccio di sostanze stupefacenti, ai reati predatori. I controlli si sono concentrati su tutta l’area di piazza Bengasi, dei Giardini Battistini e del Parco Colonnetti, aree costantemente monitorate dalla Polizia di Stato e spesso oggetto di segnalazioni tramite l’applicazione YouPol.
Per garantire un capillare controllo della zona, l’operazione è stata condotta con l’ausilio dell’elicottero e dei droni della Polizia di Stato per il monitoraggio dall’alto dell’area e con l’impiego delle unità cinofile antidroga, delle pattuglie della Squadra a Cavallo e degli equipaggi motomontati “Nibbio” oltre che di personale della Polizia Stradale e del reparto Prevenzione Crimine Piemonte.
Nell’area di Piazza Bengasi, si è proceduto al controllo capillare e all’identificazione delle persone presenti nella zona, prevalentemente di origine extracomunitaria, monitorando tutti gli accessi alla piazza.
Nel corso dell’attività, i controlli finalizzati al riscontro di eventuali illeciti, hanno anche riguardato esercizi commerciali in particolar modo minimarket e negozi di gastronomia. Il servizio è stato svolto con la collaborazione dell’ispettorato del lavoro e dell’A.S.L. – S.I.A.N.
Nel corso dell’operazione, complessivamente, sono:
  • 501 le persone identificate e controllate (150 cittadini stranieri e 50 soggetti con precedenti di polizia);
  • 10 quelle arrestate complessivamente;
  • 6 denunciate in stato libertà;
  • 10 i cittadini stranieri accompagnati in Questura;
  • 74 i veicoli controllati;
  • 59 violazioni al codice della strada;
  • 7 gli esercizi controllati con la sospensione di attività e la presenza di 3 lavoratori “in nero”;
  • 77.190 euro le sanzioni amministrative elevate;
  • 119 i chilogrammi di alimenti sequestrati;
  • 330 i grammi di sostanza stupefacente del tipo hashish sequestrato.
Sono stati anche individuati 5 minori stranieri non accompagnati e non imputabili (infraquattordicenni) per i quali si è proceduto all’affidamento a comunità protette.
I motociclisti delle pattuglie “Nibbio” della Polizia di Stato, inoltre, insieme a quelle della Polizia Locale, hanno effettuato un servizio specifico volto a controllo degli utenti della strada, con particolare riguardo di quelli a bordo di monopattini.  Sono stati controllati 37 monopattini, 3 dei quali sottoposti a sequestro con sanzioni amministrative per 5.300 euro.
Sul fronte delle misure di prevenzione, sono stati emessi: 10 ordini di allontanamento da aree a vigilanza rafforzata4 D.A.C.Ur.; 1 foglio di via con divieto di ritorno nel Comune di Torino della durata di 2 anni.
 
Tra le diverse attività, la Divisione P.A.S. della Questura di Torino ha controllato insieme alla Polizia Locale e all’Ispettorato del Lavoro una gastronomia nel quartiere Mirafiori poi sanzionata per 23.500 euro. Nella circostanza sono stati sottoposti a sequestro 119 chilogrammi di alimenti per la mancata procedura di rintracciabilità e il cattivo stato di conservazione delle attrezzature. Un esercizio di somministrazione via Nizza, invece, è stato sanzionato per 30.000 euro. In quattro casi è stata disposta la sospensione dell’attività da parte dell’Ispettorato del Lavoro.
Nell’ambito del medesimo dispositivo operativo, la Squadra Mobile della Questura di Torino ha inoltre svolto una serie di attività di polizia giudiziaria nell’area interessata dai controlli, che hanno consentito di arrestare sei cittadini stranieri trovati in possesso, complessivamente, di oltre 300 grammi di sostanza stupefacente del tipo GHB, cocaina e crack e di eseguire due ordini di carcerazione arrestando un cittadino italiano, condannato a 3 anni, 8 mesi e 28 giorni di reclusione per ricettazione e associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, nonché un cittadino straniero, destinatario di un ordine di carcerazione per una pena residua di 11 mesi e 27 giorni per ricettazione.
 
Nel corso dei servizi, personale della Volante del Commissariato, in particolare, è intervenuto nei parcheggi prospicienti il Museo dell’Automobile, in piazzale Fratelli Ceirano, arrestato in flagranza un cittadino italiano per furto aggravato continuato su autovetture in sosta nella pubblica via, dopo che aveva asportato un navigatore satellitare e un paio di occhiali da sole, poi restituiti ai legittimi proprietari.
Il blitz attuato sarà replicato nei prossimi giorni con analoghe modalità in altre aree a rischio ad integrazione dell’attività di presidio permanente che è in atto da lungo periodo in tutta la città.

Commercio, in Piemonte scomparso un negozio su dieci in cinque anni. L’allarme di Ascom

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In Piemonte il commercio al dettaglio continua a ridurre la propria presenza sul territorio. Tra il 2018 e il 2023 le unità locali sono diminuite del 10,2%, un calo in linea con quello registrato in Veneto ed Emilia-Romagna. La tendenza, secondo il primo Rapporto Confcommercio sul commercio in Italia, è proseguita anche nel 2024 e nel 2025, seguendo il dato nazionale che segna una contrazione complessiva del 14,4%.

La riduzione riguarda anche la diffusione dei negozi sul territorio. In cinque anni la densità commerciale in Piemonte è passata da 10,7 a 9,8 esercizi ogni mille abitanti, con una flessione dell’8,4%, un valore sostanzialmente analogo a quello della Lombardia (-8,3%).

Anche il fronte occupazionale evidenzia segnali di difficoltà. In Piemonte gli addetti del settore sono diminuiti del 5,2%, una riduzione più marcata rispetto alla media del Nord Ovest (-1,3%), mentre il Mezzogiorno registra un andamento opposto con una crescita del 3,4%.

Il rapporto fotografa quindi un progressivo ridimensionamento della rete commerciale nei quartieri, nei centri urbani e nei comuni piemontesi, con ricadute che, oltre all’economia, interessano i servizi di prossimità, la vivibilità delle città e la coesione delle comunità locali.

«Perdere attività commerciali significa avere meno servizi, meno presìdi e meno occasioni di relazione nei quartieri e nei comuni – sottolinea Maria Luisa Coppa, presidente di Ascom Confcom Torino e provincia –. È un fenomeno che non può essere letto soltanto in termini economici, perché riguarda direttamente la qualità della vita e la capacità dei territori di rimanere attrattivi e vitali. In questo periodo storico di rapido cambiamento dei consumi, occorre tutelare il commercio di prossimità con politiche forti e condivise. Una tutela che deve difendere i negozi anche dalle grandi piattaforme di e-commerce, che continuano a operare in regimi fiscali diversi dai negozi fisici, danneggiando così il nostro tessuto imprenditoriale. Nell’ultimo anno ci sono stati segnali di un timido ritorno all’acquisto in negozio da parte di una fetta di consumatori che preferisce acquistare meno ma più spesso: una tendenza che va incoraggiata e che può diventare la leva per dare nuova linfa vitale al commercio. A patto che sia sostenuta a livello istituzionale e politico».

La presidente di Ascom richiama poi l’attenzione sul ruolo del settore nell’occupazione giovanile: «Una riflessione sull’occupazione – prosegue la presidente Coppa -. I dati Inps dicono che il 40% degli occupati tra i 15 e i 29 anni è nei settori della ristorazione e dell’hospitality e il 22,5% nel commercio. Si tratta, dunque, di comparti ai quali le nuove generazioni si approcciano volentieri e vanno sicuramente incoraggiati. Comprare sotto casa significa anche sostenere l’occupazione giovanile e, indirettamente, migliorarne le condizioni di lavoro. Questa è una riflessione che vorrei vedere nelle agende dei politici che ci occupano del mondo del lavoro e dei giovani e che Ascom è pronta a sostenere con impegno».

Il quadro regionale si inserisce in una trasformazione più ampia del commercio italiano. A livello nazionale, tra il 2018 e il 2025, i punti vendita al dettaglio sono diminuiti del 14,4%, mentre il fatturato complessivo del comparto è aumentato del 25,7%, raggiungendo i 410,7 miliardi di euro. Nello stesso periodo il fatturato medio per addetto è cresciuto del 27,9%.

Secondo il rapporto, il settore sta cambiando struttura: diminuisce il numero delle imprese commerciali, ma aumentano le dimensioni medie delle aziende, la produttività e il fatturato. Tra i fenomeni più significativi spiccano la forte crescita dei discount alimentari, che hanno raddoppiato il proprio fatturato (+101,1%), e l’espansione dell’e-commerce (+41,9%).

Prosegue inoltre il rafforzamento organizzativo delle imprese. Tra il 2012 e il 2025 la quota delle società di capitali è passata dal 9% al 17,4%, delineando un commercio sempre più strutturato e produttivo, ma anche più concentrato.

A Bricherasio confronto sulla sicurezza delle Provinciali 161 e 158

 

 
Bricherasio porta a “Comuni in linea” due criticità della viabilità provinciale: la sicurezza sulla Sp. 161 diramazione Bricherasio-Osasio e il problema degli allagamenti sulla Sp. 158 Bricherasio-Garzigliana. Se n’è parlato lunedì 20 luglio nel confronto tra il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo e il Sindaco Simone Ballarini.
Il primo tema ha riguardato la Sp. 161 diramazione Bricherasio-Osasio, nel tratto in corrispondenza del distributore Centro Calor, dove alcuni mesi fa si è verificato un incidente mortale. Il Sindaco era accompagnato da Marcello Pinna, presidente del Motorclub Edelweiss, che insieme ad altre associazioni motociclistiche ha richiamato l’attenzione sulla pericolosità del punto.
Pur riconoscendo che l’incidente è stato determinato da una grave violazione delle norme di circolazione (ingresso nel distributore in contromano attraverso l’uscita), Ballarini ha evidenziato come sia frequente la manovra vietata di svolta a sinistra da parte dei veicoli in uscita dal distributore, nonostante l’obbligo di svolta a destra e la presenza della linea continua, invece di tornare indietro alla successiva rotatoria.
I tecnici della Direzione Viabilità della Città metropolitana hanno spiegato che, trattandosi di una strada extraurbana di scorrimento, l’installazione di dispositivi fisici di separazione o rallentamento, come cordoli spartitraffico o altri dissuasori, potrebbe risultare più pericolosa della situazione attuale. Il problema è infatti riconducibile principalmente ai comportamenti scorretti degli utenti della strada. Il Vicesindaco Suppo ha comunque proposto un sopralluogo tecnico per verificare se sia possibile rafforzare la segnaletica e migliorare la percezione del divieto di svolta.
La seconda segnalazione ha riguardato la Sp. 158 Bricherasio-Garzigliana, in frazione Cappella Merli, dove la rete di raccolta delle acque meteoriche non riesce a smaltire efficacemente le precipitazioni, provocando allagamenti e la conseguente chiusura della strada anche in occasione di piogge non particolarmente intense. La criticità era già emersa durante le verifiche preliminari allo studio di fattibilità per la messa in sicurezza dell’intersezione tra la Provinciale 158 e le strade comunali Tirabrasse e Avaro.
Secondo i tecnici della Viabilità, il problema deriva dalla conformazione della sede stradale, realizzata a una quota inferiore rispetto al piano di campagna e probabilmente affiancata in origine da fossi successivamente intubati. Per definire gli interventi sarà necessario ricostruire il tracciato delle condotte mediante un rilievo topografico, per poi procedere con le ispezioni e la pulizia della rete di smaltimento. Suppo ha chiesto al Comune di raccogliere ulteriori elementi utili a individuare il sistema di tubazioni esistente, così da programmare un successivo sopralluogo con i tecnici della Città metropolitana.

Le notti piemontesi: quando il caldo lascia spazio al cielo blu

Stelle, escursioni notturne, cene nei rifugi per riconciliarsi con la natura e con l’estate

Nulla puo’ fare piu’ piacere, in questo periodo, di uscire dopo il tramonto quando l’afa lascia il posto al fresco e varcare la porta di casa non e’ una avventura per corpo e mente. Mentre le città si svuotano per il caldo e le montagne si tingono di blu, prende vita un turismo diverso, fatto di passeggiate al chiaro di luna, castelli magici serali, osservazioni astronomiche e cene in rifugio. Un modo lento e suggestivo di vivere il territorio, sempre più apprezzato da chi cerca esperienze autentiche. Tra gli appuntamenti più affascinanti ci sono le serate dedicate alle stelle. L’assenza di forte inquinamento luminoso rende molte vallate piemontesi ideali per osservare il cielo. L’Alpe Devero e l’Alpe Veglia, nel Verbano-Cusio-Ossola, sono tra i luoghi più apprezzati dagli astrofili per le loro escursioni scientifiche mentre nel Parco Naturale Orsiera-Rocciavrè, tra la Val di Susa e la Val Chisone, e nelle Valli di Lanzo, durante l’estate, non mancano escursioni e incontri organizzati da guide e associazioni astronomiche come il Gruppi Astrofili William Herschel, E. Barnard o Segusini. Non possiamo non citare, inoltre, il Planetario di Pino Torinese, uno dei piu’ antichi d’Italia, gli osservatori di Alpette, di Cuneo e Pinerolo come avamposti per scrutare astri, pianeti e costellazioni.

Anche i castelli in estate cambiano volto e scenario. La Reggia di Venaria, per esempio, prolunga l’apertura nelle sere estive con spettacoli, giochi d’acqua e passeggiate nei Giardini illuminati. Il Castello di Masino, nel Canavese, ospita periodicamente concerti, visite al tramonto ed eventi culturali, mentre il Castello della Manta, nel Cuneese, propone appuntamenti serali che permettono di ammirare gli affreschi e gli spazi storici in un’atmosfera particolarmente suggestiva.

Per gli amanti della montagna, numerosi sono rifugi delle Valli di Susa, delle Valli di Lanzo e del Cuneese che organizzano cene serali seguite da brevi escursioni guidate sotto le stelle. Non servono imprese alpinistiche: molte iniziative sono pensate anche per escursionisti occasionali e famiglie, con percorsi semplici e rientro in sicurezza. Chi desidera immergersi nella natura può partecipare alle passeggiate notturne organizzate nel Parco La Mandria, nel Parco del Gran Bosco di Salbertrand o nelle aree protette dell’Ossola, dedicate all’ascolto dei suoni del bosco, all’osservazione della fauna crepuscolare e, nelle notti di agosto, delle stelle cadenti.

Le escursioni notturne rappresentano una occasione affascinante di vivere la natura, adatto praticamente a tutti: famiglie, curiosi, appassionati di fotografia e persone che cercano un’esperienza diversa dal solito. Il vero incanto è scoprire un mondo che di giorno resta nascosto; ascoltare i rumori del bosco, osservare animali crepuscolari, camminare sotto un cielo pieno di stelle promette un rapporto più autentico con il territorio .

L’estate dimostra così che il bello non finisce con il tramonto. Anzi, è proprio quando il sole cala che molti luoghi rivelano la loro grazia più pura. Basta alzare gli occhi verso un cielo pieno di stelle, attraversare il cortile silenzioso di un castello o percorrere un sentiero illuminato dalla luna per scoprire una terra diversa, fresca, riposante capace di regalare emozioni che, con il sole, non si puo’ apprezzare.

Camminare all’aperto, di notte, sotto il cielo silente, lungo un corso d’acqua che scorre quieto, è sempre una cosa piena di mistero, e sommuove gli abissi dell’animo” Hermann Hesse.

Maria La Barbera

Social Factory, a Borgo San Paolo un presidio per l’inclusione sociale

Si rinnova e si rafforza il presidio sociale della Social Factory di via Emanuele Luserna di Rorà 8. Il progetto, già attivo grazie con le attività portate avanti nel quartiere dall’associazione Terza Settimana ODV e dedicato al sostegno materiale e all’accompagnamento verso l’autonomia delle persone in condizioni di fragilità economica e sociale, si arricchisce di funzioni negli spazi rinnovati e ampliati nel cuore di Borgo San Paolo, che sono stati inaugurati ieri.

Al taglio del nastro sono intervenuti il sindaco Stefano Lo Russo, la vicesindaca con delega al Patrimonio Michela Favaro, l’assessore alle Politiche Sociali Jacopo Rosatelli, la presidente della Circoscrizione Tre Francesca Troise, la direttrice del Dipartimento Servizi Sociali e Abitativi della Città di Torino Monica Lo Cascio e il presidente di Terza Settimana ODV Bruno Ferragatta.

Uno spazio tutto nuovo che permetterà di unire all’aiuto costituito dalla fornitura di generi alimentari di prima necessità anche servizi di orientamento, assistenza e inclusione, rafforzando la rete cittadina impegnata nel contrasto alla povertà e all’emarginazione. L’investimento complessivo è stato di 213mila euro, finanziato con 150mila euro di risorse del Pnrr (Missione 5 “Inclusione e coesione”, componente 2, investimento 1.3.2), 30mila euro del Piano di Inclusione Sociale della Città di Torino e un cofinanziamento di 33mila euro da parte del soggetto attuatore.

“Rafforziamo un presidio sociale di prossimità già conosciuto e apprezzato in questo quartiere – ha dichiarato il sindaco Stefano Lo Russo – capace di coniugare accoglienza, solidarietà e opportunità. Un luogo dove il sostegno ai bisogni immediati si accompagna alla costruzione di percorsi di autonomia e partecipazione, contribuendo a rafforzare la coesione sociale e il senso di comunità. Questa è la città che come amministrazione stiamo lavorando, sin dall’inizio del nostro mandato, per costruire: una Torino che non lascia indietro nessuno, dove pubblico, privato, terzo settore collaborano per sostenere situazioni di fragilità purtroppo sempre più diffuse. Una città moderna non si misura soltanto dalle grandi opere o dagli eventi che organizza, ma dalla qualità della vita che riesce a garantire anche alle persone più fragili”.

“Con la Social Factory in Borgo San Paolo si potenzia e si struttura un polo dell’inclusione capace di offrire servizi essenziali come pasti, supporto e generi alimentari a tutte quelle persone che, versando in un momento di fragilità economica e sociale, cercano l’aiuto che serve per riappropriarsi della propria autonomia – ha aggiunto la vicesindaca Michela Favaro -. In via Emanuele Luserna di Rorà 8, oltre a all’accesso a docce e servizi igienici e al domicilio postale per le persone senza dimora, ci sono anche attività di ascolto e orientamento, assistenza fiscale e accompagnamento ai servizi sociali, sanitari e per il lavoro. Tutti strumenti che servono proprio a supportare donne e uomini che devono avere gli strumenti necessari per affrontare avversità della vita contingenti ma superabili”.

“La sfida non è soltanto dare una risposta ai bisogni immediati, ma creare le condizioni perché le persone possano tornare a essere protagoniste della propria vita e della comunità – ha affermato l’assessore Jacopo Rosatelli -. Per questo la Social Factory rappresenta un investimento importante: il rafforzamento di un presidio già radicato nel quartiere, oggi riqualificato e ampliato nelle sue funzioni, un luogo aperto, accessibile e radicato nel quartiere, dove istituzioni, terzo settore e cittadini costruiscono insieme opportunità di inclusione e partecipazione. La qualità di una città si misura anche dalla capacità di non lasciare indietro nessuno e di trasformare la solidarietà in un impegno concreto e quotidiano”.

“La Social Factory rappresenta l’evoluzione naturale di un percorso costruito negli anni da Terza Settimana e rivolto alle persone più fragili – ha infine sottolineato il presidente di Terza Settimana ODV Bruno Ferragatta -. I numeri raccontano un impegno concreto, come le 145mila spese distribuite, le oltre mille tonnellate di frutta e verdura donate e i 350 accompagnamenti all’inserimento abitativo. Da questa esperienza nasce la volontà di creare un luogo aperto al territorio, capace di mettere in relazione persone, competenze e opportunità, costruendo risposte condivise ai bisogni della comunità”.

Il progetto, sviluppato in collaborazione con la Cooperativa ARCO, il CAF, la Cooperativa Synergica e Piazza dei Mestieri, realtà che contribuiscono alla costruzione di una rete integrata di servizi e opportunità a sostegno delle persone in difficoltà, si fonda su una collaborazione tra soggetti pubblici, privati e del terzo settore, con l’obiettivo di integrare servizi sociali, opportunità formative, percorsi di inclusione lavorativa e iniziative rivolte alla comunità locale.

I lavori hanno permesso la completa riqualificazione dell’immobile di via Luserna di Rorà, rafforzandone la funzione di presidio dedicato all’inclusione sociale e al sostegno delle persone in condizioni di fragilità. Gli interventi hanno riguardato la messa in sicurezza e il recupero degli ambienti, l’adeguamento degli impianti, l’efficientamento energetico mediante l’installazione di un impianto fotovoltaico e la riqualificazione delle aree interne ed esterne. Tra le opere realizzate in particolare figurano la realizzazione di un’area hammam, destinata all’igiene e al benessere delle persone accolte, dell’orto urbano e la valorizzazione del cortile attraverso un murale partecipato realizzato con giovani del territorio e l’artista Fjodor Benzo. Gli ambienti sono stati progettati per ospitare attività sociali, formative e aggregative, favorendo l’incontro tra i beneficiari dei servizi e il quartiere.

Accanto alla riqualificazione degli spazi, il progetto ha consentito il potenziamento di un sistema integrato di servizi rivolti a persone in condizioni di fragilità economica e sociale. La Social Factory garantisce la distribuzione continuativa di generi alimentari attraverso il Social Market, l’accesso a docce e servizi igienici, il domicilio postale per le persone senza dimora, attività di ascolto e orientamento, assistenza fiscale e accompagnamento ai servizi sociali, sanitari e per il lavoro.

L’offerta è completata dalla somministrazione di pasti giornalieri dal lunedì al venerdì, dai tirocini di inclusione, dallo Spazio Mamme sostenuto da iniziative di economia circolare e dallo Spazio Pasto Assistito, dedicato alla socializzazione, all’educazione alimentare e alle attività di cucina condivisa.

Il progetto è rivolto in particolare a persone in condizioni di fragilità e senza dimora, segnalate dai servizi pubblici e dagli enti del terzo settore. Nella fase di avvio sono già stati presi in carico almeno 36 beneficiari, ai quali è stato garantito l’accesso ad almeno uno dei servizi disponibili. La Social Factory può inoltre accogliere persone impegnate in lavori di pubblica utilità, giovani destinatari di provvedimenti disciplinari scolastici e ragazzi con fragilità comportamentali, favorendone il coinvolgimento in percorsi di inclusione e partecipazione attiva.

TorinoClick

“Che caldo che fa!”: da Barriera di Milano un modello per la Torino che si adatta al clima

 

Fronteggiare l’impatto del caldo estremo non con la rassegnazione, ma attraverso soluzioni di rigenerazione e adattamento urbano. È questo il messaggio centrale emerso dal flash mob svoltosi in Piazza Foroni nell’ambito della campagna nazionale “Che caldo che fa!”, promossa da Legambiente insieme a RSE e Croce Rossa Italiana. All’iniziativa hanno preso parte anche gli assessori Chiara Foglietta e Jacopo Rosatelli, a testimonianza di un dialogo aperto e costruttivo tra cittadinanza, associazioni e amministrazione pubblica sulle strategie per il presente e per il futuro.

I dati del monitoraggio effettuato nel quartiere di Barriera di Milano mettono in luce l’importanza di accelerare la transizione ecologica degli spazi pubblici. Se l’eccessiva asfaltatura incrementa notevolmente le temperature diurne al suolo, la presenza di infrastrutture verdi e blu dimostra l’efficacia immediata degli interventi di mitigazione.

L’emblema di questo approccio virtuoso è il Giardino “Peppino Impastato” di largo Sempione, dove la combinazione tra folta alberatura e giochi d’acqua ha fatto registrare le temperature più basse del quartiere, toccando i 34°C ambientali e appena 28°C al suolo, configurandosi come un vero e proprio “rifugio climatico” accessibile alla comunità.
Un’esperienza che si inserisce perfettamente nel percorso già intrapreso dalla Città di Torino, attivamente impegnata in un piano strategico di deimpermeabilizzazione di parchi e altri spazi pubblici, piantumazione di nuovi alberi e adozione delle cosiddette Nature-Based Solutions. La sfida è ora quella di estendere sempre più questi interventi per contrastare la cooling poverty.

Accanto agli interventi di trasformazione urbana, Torino ha inoltre rafforzato la rete dei rifugi climatici, individuando biblioteche, musei civici, piscine, centri climatizzati e parchi con aree ombreggiate e giochi d’acqua come luoghi dove trovare sollievo durante le ondate di calore. Un’azione che si affianca al Piano Estate cittadino, con servizi di assistenza e monitoraggio dedicati in particolare alle persone più anziane e fragili, per rendere la città sempre più resiliente di fronte agli effetti della crisi climatica.

TorinoClick

Un indagato per la donna trovata morta nel cassone del letto

Un nome sarebbe  iscritto nel registro degli indagati: l’accusa è di omicidio volontario per la morte di Daniela Florea. La donna di origini rumene di 35 anni era stata trovata morta dalla Polizia nella notte tra lunedì e martedì, nel suo appartamento di via Paisiello a Torino, in Barriera di Milano, in avanzato stato di decomposizione, avvolto in un lenzuolo, nel cassone del letto. La donna era separata e madre di un bambino di 6 anni.

“JAZZARÌA 2026” Alla Reggia di Venaria

Torna la musica jazz internazionale. Primo, grande ospite Gregory Porter, tra i cantanti “jazz” e “soul” più apprezzati al mondo

Domenica 26 luglio, ore 21,45

Venaria Reale (Torino)

Se dovesse (e mai lo sia) capitare che decida, all’improvviso, di cambiare mestiere, un posto di lavoro assicurato già ce l’ha. Pochi sanno, infatti, che il celebre cantante e musicista statunitense “jazz” Gregory Porter (Sacramento, 1971), noto per la sua voce da baritono calda e profonda, i suoi brani tra “soul” e “gospel” e il suo inconfondibile berretto a visiera, prima di dedicarsi interamente alla musica, lavorò come chef – anche lì con straordinario successo – in vari ristoranti di New York, arrivando perfino a condurre il digital cooking show “The PorterHouse with Gregory Porter”. Del resto, si può ben capire quanto per uno come lui, cresciuto a latte e dischi (di gelosa proprietà della madre) dell’immenso Nat King Colecucina e canto possano per davvero essere espressioni simili, legate alle tradizioni di famiglia e alla condivisione comunitaria.

Ma ripeto, mai lo sia. Lasciamolo cucinare, ma che mai gli salti il ghiribizzo di smettere di cantare. Tutt’al più, le due cose insieme.

Per intanto, per quanti vorranno tornare a risentirlo in terra italiana (dopo la partecipazione nella quarta serata delle “cover” all’ultimo “Festival di Sanremo”, accompagnando magistralmente Serena Brancale e Delia Buglisi, in arte semplicemente “Delia”, nella celebre “Bésame Mucho”), un’ottima occasione la offre, domenica prossima 26 luglio (ore 21,45) la “Reggia di Venaria”, che anche quest’anno torna ad ospitare, per il terzo anno consecutivo, nel “Gran Parterre” dei Giardini, “JAZZARÌA”, la “Rassegna di Concerti Jazz” (anteprima delle “Sere d’Estate”) promossa in collaborazione con “Blue Note Milano”, con l’obiettivo di portare la grande musica proposta dal celebre “Jazz Club” meneghino fuori dalla sua sede milanese. E, domenica prossima, il palco della Reggia ospiterà proprio lui, Gregory Porter, in un imperdibile concerto sotto le stelle caratterizzato dal suggestivo sfondo scenico creato dalle barocche linee architettoniche della “Reggia”. Ad accompagnare sul palco il celebre cantautore californiano, vincitore di numerosi premi e riconoscimenti, una band composta da Chip Crawford (Piano), OndreJ Pivec (Hammond), Emanuel Harrold (Drums), Tivon Pennicott (Sax/Horns) e Jahmal Nichols (Bass). Con loro, Gregory lancerà al cielo della “Venaria”, i suoi brani più noti, snocciolati in una carriera iniziata nel 2010 (anno d’uscita del suo primo album “Water”) e impreziosita da due “GRAMMY Awards”, assegnatigli come “l’artista jazz più soul” della sua generazione. Del 2017, l’album tributo “Nat King Cole & Me”, e dal 2020 il ritorno alla composizione di brani originali come “All rise”. Entrambi vincitori di “nomination” ai “GRAMMY”. Nel 2023, il suo primo magnifico album natalizio, “Christmas Wish”. Senza dimenticare che Porter è altresì conduttore di “podcast” e di un proprio “programma di cucina”. La cucina! Eccola, di nuovo!

Gli spettatori del concerto di Gregory Porter – sottolineano dalla “Reggia” – non avranno solo l’occasione di ascoltare ottima musica, ma potranno anche visitare la “Reggia” e godersi un aperitivo presso la “Caffetteria degli Argenti by Alfredo Russo”, con affaccio sugli splendidi “Giardini” in attesa dell’inizio dei concerti.

Il biglietto del concerto infatti (“online” su www.lavenaria.it) include anche l’ingresso e la visita al “Piano Nobile”, ai “Giardini” nel cuore della loro fioritura e alle “Mostre” in corso, a partire dalle 18,30 e fino all’inizio dei concerti alle 21,45.

In caso di maltempo lo spettacolo si terrà presso il “Teatro della Concordia” di corso Puccini, alla Venaria Reale. Sarà comunque possibile visitare il “Piano Nobile” e i “Giardini” a partire dalle 18,30 del giorno del concerto, oppure scegliere di effettuare la visita un giorno successivo (entro il 31 agosto).

Per ulteriori info: “Reggia di Venaria”, piazza della Repubblica 4, Venaria Reale (Torino); tel. 011/4992300 o www.lavenaria.it

Gianni Milani

Nelle foto: Gregory Porter (Credit Erik Umphrey”); “JAZZARÌA 2026” (Ph. Micol Sacchi)