ilTorinese

Rivoli: volontariato ed Europizza protagonisti nel weekend 

Un fine settimana dedicato alla partecipazione, alla solidarietà e ai valori europei. Sabato 9 e domenica 10 maggio la Città di Rivoli propone un doppio appuntamento che coinvolgerà piazza Martiri della Libertà e piazza Portici, mettendo al centro la comunità, il volontariato e i gemellaggi.
Domenica 10 maggio, dalle 10.30 alle 19, piazza Martiri della Libertà ospiterà la Festa del Volontariato: un’intera giornata per conoscere da vicino le realtà che operano sul territorio e che, ogni giorno, offrono servizi, supporto e occasioni di incontro alla cittadinanza. Oltre 22 associazioni, insieme ai Comitati di Quartiere e a numerose organizzazioni cittadine, saranno presenti con stand, attività e momenti di confronto aperti a tutti.
“Questa giornata rappresenta il cuore pulsante della nostra comunità,” dichiara l’Assessore alle Politiche Sociali e Volontariato, Silvia Romussi. “Vogliamo celebrare l’impegno quotidiano di chi si spende per gli altri, ma anche lanciare un messaggio forte sulla sostenibilità e il dono. Quest’anno, con il focus sul riuso e il recupero, dimostriamo che il welfare di comunità passa anche attraverso piccoli gesti consapevoli: scambiarsi un libro, un abito o recuperare cibo significa tessere legami che rendono la città più umana.”
Tra gli elementi che caratterizzano questa edizione, la presenza significativa di esperienze legate al riuso e al recupero, declinate in diversi ambiti: dal riutilizzo di abiti e libri allo scambio consapevole, fino alle iniziative contro lo spreco alimentare e ai progetti di valorizzazione delle eccedenze. Un insieme di pratiche che mette al centro sostenibilità, attenzione alle risorse e supporto reciproco.
Nel corso della giornata si alterneranno proposte per tutte le età, con spazi informativi dedicati anche ai servizi di welfare di comunità, del COS, AN.CO.RE. e Vol.To. Saranno presenti, tra gli altri, le cooperative sociali Chronos e Paradigma, protagoniste anche di momenti musicali nel pomeriggio e laboratori per bambini e Ovest Food Lab con iniziative sul recupero del cibo invenduto dei mercati, affiancate e da uno swap party dedicato al riuso e al ricircolo.
In collegamento con la Festa del Volontariato, sabato 9 e domenica 10 maggio piazza Portici ospiterà “Europizza Fest”, un appuntamento dedicato alla Festa dell’Europa promosso dal Comitato per i Gemellaggi, presente anche con uno stand in piazza Martiri durante la giornata di domenica.
“Volevamo che la Festa dell’Europa fosse un momento di gioia e condivisione per tutti, non solo una ricorrenza sul calendario,” commenta l’Assessore ai Gemellaggi, Dorotea Gribaldo. “Mettere letteralmente ‘le mani in pasta’ è il modo migliore per parlare di Europa ai bambini e alle famiglie. Con l’Europizza Fest portiamo in piazza l’amicizia che ci lega alle nostre città gemelle, usando il linguaggio semplice della convivialità per sentirci parte di una grande comunità che va oltre i nostri confini.”
Domenica mattina, a partire dalle ore 10.30, spazio ai più giovani con il laboratorio “Mani in pasta”, organizzato dall’associazione culturale no profit “Custodi del Grano”: bambini e bambine, dotati di grembiuli e cappelli, prepareranno pizze ispirate ai colori e ai simboli dell’Europa insieme al maestro pizzaiolo Luciano Sorbillo.
Nel corso dei pomeriggi sono previsti momenti di show cooking e intrattenimento musicale, mentre le serate animeranno la piazza con tre forni attivi e la partecipazione di tre pizzerie, per un momento conviviale aperto a famiglie e cittadini.
Proprio in questo contesto, e in occasione della Festa dell’Europa, prenderà forma anche un omaggio ai gemellaggi: a partire da una “Pizza Europa” ideata dal maestro Sorbillo, che ne definirà ingredienti e suggestioni ispirate alle città gemellate di Rivoli, le pizzerie proporranno proprie reinterpretazioni. Il maestro sarà inoltre presente per valutare le proposte dei pizzaioli, trasformando il tema dei gemellaggi in un’esperienza concreta e condivisa.

Torinodanza 2026, svelato il programma. Da settembre alle Fonderie Limone di Moncalieri 

“Un festival è una creatura viva e, come tale, si trasforma nel tempo assumendo forme e dinamiche diverse. Nel corso degli anni, Torinodanza ha creato una straordinaria fidelizzazione di pubblico, ‘EXTRA’ nel mettere in dialogo danza e teatro. Torinodanza è un luogo di spettacolo ma anche di riflessione, esperienze e relazioni internazionali. Cuore pulsante è la manifestazione autunnale che, nell’edizione 2026, si configura come una vera e propria geografia del movimento, in cui le compagnie, provenienti da tutta Europa, America e Asia, delineeranno una mappa di estetiche che dialogano tra tradizione, sperimentazione, riflessioni sul presente e sguardi sul mondo”.

Con queste parole introduttive di Anna Cremonini, direttrice artistica del Festival Torinodanza, è stato svelato il programma di Torinodanza 2026, dal titolo “Dance Matters”, che si svolgerà dal 9 settembre all’11 ottobre prossimi presso le Fonderie Limone di Moncalieri. Un programma che si annuncia ricco di grandi nomi e che, anche per questa edizione, darà spazio ad artiste e artisti internazionali tra i più rappresentativi del settore, oltre che rappresentare una grande occasione di visibilità per nuovi talenti di prospettiva.

Saranno 17 le compagnie che si esibiranno e 17 le rappresentazioni in totale, tra cui 4 prime assolute, 7 prime nazionali e 4 coproduzioni che andranno a sommarsi ad appuntamenti laboratoriali, masterclass e le date di Torinodanza EXTRA, che avranno luogo al teatro Carignano, arricchendo così la stagione del Teatro Stabile di Torino con spettacoli di danza e teatro performativo.

A inaugurare il Festival 2026, il 9 settembre alle 20.45, sul palco della Sala Grande delle Fonderie Limone, sarà il coreografo e direttore artistico della compagnia Cloud Gate Dance Theatre of Taiwan, Cheng Tsung-Lung, con la sua creazione dal titolo “Sounding Light”. Una prima nazionale del tutto originale, in cui i danzatori saranno chiamati a dar vita alla stessa colonna sonora dello spettacolo, trasformandosi attraverso la danza, il respiro e la voce in veri e propri strumenti musicali. Il coreografo greco Christos Papadopoulos si esibirà il 12 settembre prossimo, presentando “My Fierce Ignorant Step”, un progetto incentrato sulla memoria intima e biografica dell’artista, la cui coreografia verrà evidenziata da una sincronizzazione di passi e movimenti complicati. Dal 17 al 19 settembre è in programma il grande ritorno di Hofesh Shechter, coreografo inglese che porterà al Festival “In the Brain”, insieme a una formazione giovanile da lui fondata e denominata “Shechter”. Si tratta di uno spettacolo che fonde concetti rave e rituali, liberando un’energia travolgente e trasportando il pubblico in un’esperienza totalizzante. Due giovani danzatori, protagonisti della serata di mercoledì 23 settembre, creeranno in scena la coreografia di “Fantasie minor”, una rivisitazione di “Fantasia in fa minore” di Franz Schubert che segna il ritorno del coreografo portoghese Marco da Silva Ferreira in questa nuova edizione di Torinodanza, dopo il grande successo ottenuto nel 2024. Il 26 settembre sarà la volta di una novità per Torinodanza, che ospiterà Rachid Ouramdane, coreografo francese e direttore del Chaillot-Theatre National de la Danse, in scena con lo spettacolo “Contre-nature”, un’esplorazione di nuovi linguaggi che mutano in un crocevia tra danza e volo. Prima nazionale per “Amae no kozo”, diretto e interpretato dall’italiana Eliana Stragapede e dal croato Borna Babic, che insieme daranno vita al duo Paper Bridge, in scena il 26 e 27 settembre. Molto atteso anche il ritorno del coreografo belga-francese Damien Jalet, che presenterà in prima nazionale lo spettacolo “Thrice”, iapirato alla poesia “Vento, acqua, pietra” di Octavio Paz.

Viola Scaglione, la prima fra gli artisti italiani ad esibirsi, il 17 settembre, porterà in scena l’intimo assolo, da lei interpretato, “”Secondo quarto di luna”. Seguirà, il 23 settembre, “Smoking Rooms” di Michele Di Stefano, un’esplorazione che evoca la dimensione di quei luoghi in cui i corpi si ritrovano in una prossimità forzata, come nel caso delle sale d’attesa, le smoking lounge o l’anticamera di un ufficio. Il 30 settembre sarà la volta della prima nazionale di “Coraggio: la sfortuna non esiste”, portato in scena dai giovani interpreti Noemi Dalla Vecchia e Matteo Vignali, incentrato sui temi del cambiamento e del destino come scelta di esistere e possibilità di diventare. Sempre nella serata del 30 settembre, la compagnia MM Contemporary Dance Compani di Michele Merola si esibirà in tre lavori ispirati a grandi titoli del repertorio ballettistico e finalizzati a una valorizzazione della creazione contemporanea. “Michel – The Animals I Am” sarà lo spettacolo che Chiara Bersani porterà a Torinodanza il 3 ottobre prossimo, proponendo al pubblico una performance che vedrà protagonisti tre interpreti portatori di disabilità e che indagherà i molteplici volti della bellezza. Il 7 ottobre debutterà in prima nazionale “We Are Who We Are”, nuova creazione di Michael Incarbone e Max Gomard. La coreografia, interpretata dagli stessi Incarbone e Gomard, celebra l’incontro tra due artisti coetanei che scelgono di condividere un terreno di creazione dando vita a un processo di co-autorialità in cui si rispecchiano, si confondono e si ridefiniscono a vicenda. La stessa sera, il 7 ottobre, debutterà in prima nazionale anche “Dido and Aeneas”, nuova creazione di Dewey Dell e Vito Matera. Dopo il successo de “La sagra della primavera”, Agata e Teodora Castellucci tornano quest’anno con una riscrittura elettroacustica dell’omonimo capolavoro barocco di Henry Purcell. Il 10 ottobre sarà presentato in anteprima nazionale “Madeleine”, il nuovo progetto di Stefania Tansini, concepito nel corso di Étape Danse 2025 e ispirato al celebre passaggio della madeleine di Marcel Proust. La giovane coreografa, che sarà in scena insieme ad altre quattro performer, indagherà come le esperienze sensoriali possano far collassare passato e presente, risvegliando corpi non addomesticati.

Chiuderà la rassegna l’americano Kyle Abraham, che porterà in scena il 10 e l’11 ottobre, in prima nazionale, uno spettacolo dedicato alla cultura degli anni Ottanta, intitolato “Cassette vol. 1”.

Torinodanza 2026 rappresenterà l’occasione per celebrare al meglio i cento anni della grande pioniera della danza moderna e figura di spicco del panorama culturale italiano, Susanna Egri. Per festeggiare il centenario, il 16 luglio sarà in programma al teatro Carignano una serata fuori abbonamento che includerà  “Istantanee” (coreografia di Susanna Egri), “Cantata Profana: Il Cervo Fatato” (coreografia di Raphael Bianco), “Brides Of Gods” (prima assoluta – coreografia di Raphael Bianco), “La Volontà Del Mare” (scritto e diretto da Giorgio Ferrero). Serata fuori abbonamento.

“Torinodanza si conferma un punto di riferimento per la scena coreutica italiana e internazionale e, nell’edizione di quest’anno, assume un significato ancora più rilevante per il Piemonte – ha dichiarato Marina Chiarelli, Assessore alla Cultura della Regione Piemonte – la nostra regione si prepara infatti ad accogliere la NID Platform – Nuova Piattaforma della Danza Italiana, uno degli appuntamenti più importanti per la promozione e la valorizzazione della danza contemporanea nel nostro Paese. È un riconoscimento importante per Torino e per il Piemonte, che conferma la solidità di un sistema culturale capace di attrarre progettualità di livello nazionale e internazionale, mettendo in relazione istituzioni, artisti, compagnie, operatori e pubblici. In questo percorso, Torinodanza rappresenta un presidio fondamentale, un festival che, negli anni, ha saputo costruire identità, qualità artistica e capacità di dialogo con il presente. Torinodanza conferma la qualità di un lavoro costruito nel tempo insieme al Teatro Stabile di Torino, con il sostegno della Regione Piemonte, della Città di Torino e dei partner pubblici e privati. Una collaborazione solida, che ha permesso al Festival di crescere come spazio di ricerca, produzione culturale e confronto internazionale. La Regione Piemonte sostiene con convinzione questo progetto perché ne riconosce il valore strategico all’interno del sistema culturale regionale. La danza è linguaggio, ricerca, innovazione, ma anche strumento di relazione tra comunità, generazioni e territori. Attraverso Torinodanza, il Piemonte rafforza la propria vocazione ad essere una terra che accoglie cultura, produce visione e accompagna la crescita delle arti performative. Ospitare la NID significa aprire una nuova fase: non solo accendere i riflettori sulla danza italiana, ma consolidare il ruolo del Piemonte come piattaforma culturale dinamica, capace di generare connessioni, opportunità e nuove traiettorie di sviluppo. È in questa direzione che prosegue il nostro impegno: sostenere la qualità, promuovere l’accesso alla cultura e valorizzare quei linguaggi contemporanei che aiutano a leggere il presente e a immaginare il futuro”.

Torinodanza Festival 2026 è sostenuto da Fondazione Compagnia di San Paolo, Intesa Sanpaolo, Ministero della Cultura, Regione Piemonte, Città di Torino, Città di Moncalieri. Il Festival si arricchisce grazie alle seguenti collaborazioni: Fondazione per la Cultura Torino con MITO SettembreMusica, Fondazione Piemonte dal Vivo con la Lavanderia a Vapore di Collegno – Centro di residenza per la danza, Associazione Culturale Mosaico Danza con il Festival Interplay, Fondazione TPE con il Festival delle Colline Torinesi, Orsolina28 Art Foundation.

Mara Martellotta

Bimba nasce in casa a Torino: sta bene

La neonata è in buone condizioni ed è stata trasferita all’ospedale Martini.

Il parto è avvenuto nella notte all’interno di un’abitazione di corso Toscana, dove l’intervento coordinato della Centrale operativa del 118 e dell’équipe sanitaria si è rivelato decisivo.

Intorno alle 3.50 il marito di una donna di 41 anni ha contattato i soccorsi dopo la rottura delle acque. L’operatore sanitario è rimasto al telefono per guidare i presenti nelle prime fasi, mentre un’ambulanza veniva subito inviata sul posto.

L’evoluzione è stata rapidissima: la donna, già madre di tre figli, è entrata in travaglio nel giro di pochi minuti. All’arrivo dei soccorritori, la nascita era ormai imminente e non è stato possibile organizzare il trasferimento in ospedale.

I sanitari del 118 hanno quindi assistito al parto direttamente in casa, concludendolo senza complicazioni.

La rassegna dei libri del mese

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Il Libro del Mese – La Scelta dei Lettori

 

Il più discusso tra i titoli presenti sul nostro Gruppo FB nel mese appena concluso è La rosa inversa, di Maria Attanasio. La storia si apre agli inizi del Novecento quando Giacomo Flerez, retrogrado conservatore e anti-unità d’Italia, discendente della casata Henares, prende possesso di un’ala del palazzo di famiglia e vi scopre una stanza segreta.

 

 

Novità in arrivo

 

Ben venga maggio, coi suoi libri: nel mese più importante per l’editoria italiana, vediamo insieme cosa propongono le case editrici, tra i molti titoli a disposizione.

 

Liz Moore, Le Canzoni Di New York (NN) racconta il lato nascosto dell’industria musicale nella New York degli anni Duemila sullo sfondo di un palcoscenico di sogni evanescenti e concreti allo stesso tempo.

 

La Cacciatrice Di Comete  di Penny Haw (TRE60) si ispira alla vita vera di Caroline Herschel, una delle figure più straordinarie della storia della scienza .

 

Assassinio A World’s End di Ross Montgomery (Longanesi) è un giallo brillante ambientato in Cornovaglia nel 1910, durante il passaggio della cometa di Halley, una lettura elegante e piena di sorprese.

 

Consigli per gli acquisti

 

La Scimmia Antropomorta, di Olivia Ninotti (Solferino 2026) , un saggio che illustra brillantemente come il passaggio dalle comunità tribali originarie alle relazioni digitali di oggi, abbia trasformato profondamente la nostra mente e la nostra società.

 

Kaal Il Figlio Della Pietra, di Michele Spanu (Jolly Roger, 2026) Ambientato nel 600 avanti Cristo, durante il periodo dell’invasione cartaginese della Sardegna e vede protagonista  il figlio adolescente del capo tribù dei Sossinati, decisi a resistere a un nemico all’apparenza invincibile.

 

Incontri con gli autori

 

Abbiamo intervistato per voi gli autori più richiesti del momento: leggete le nostre interviste a Ilaria RossettiDario FerrariAlessandro Robecchi, François MorlupiEnzo LinariMichele Spanu.

 

Per rimanere aggiornati su novità e curiosità dal mondo dei libri, venite a trovarci sul sito www.ilpassaparoladeilibri.it

Sanità Piemonte, scontro sui conti: Riboldi difende la manovra, opposizioni all’attacco

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Un intervento definito “necessario e urgente” per ristabilire l’equilibrio dei conti e consolidare il sistema sanitario regionale, senza rinunciare al confronto politico. L’assessore alla Sanità Federico Riboldi, durante l’informativa in Consiglio regionale, ha fatto il punto sui bilanci delle aziende sanitarie piemontesi e ha illustrato il provvedimento che aggiorna a 209 milioni di euro il fabbisogno sanitario, sulla base delle indicazioni ministeriali del 28 aprile.

Nel suo intervento, Riboldi ha sottolineato che “gli equilibri complessivi del sistema restano solidi e sotto controllo. Il Piemonte, infatti, resta in gestione ordinaria, ampiamente sotto le soglie critiche. Un contesto oggettivamente difficile, ma che può rappresentare un’opportunità di investimento e rilancio”.

Tra i dati evidenziati, l’aumento di oltre 250 mila prestazioni grazie all’ampliamento degli orari e alle aperture nei fine settimana, una soluzione già adottata in altre regioni. Sul personale, la Regione registra un’incidenza superiore del 3% rispetto alla media nazionale, con 4.200 assunzioni in più rispetto al passato e un investimento complessivo di 534 milioni di euro, anche per gli adeguamenti contrattuali.

“Non stiamo tagliando, ma scegliendo dove investire – ha proseguito Riboldi – stiamo lavorando sulla riduzione della spesa improduttiva per liberare risorse da destinare all’attività clinica. Parallelamente, prosegue il piano di rafforzamento strutturale, con sette candidature a IRCCS e nuovi interventi sull’edilizia sanitaria. Ci teniamo a precisare che non c’è alcuna ‘deriva’ verso la sanità privata, al contrario, riportiamo nel pubblico strutture e servizi e investiamo su personale e ospedali”.

“Il provvedimento include anche un’operazione straordinaria di riordino contabile tra Regione e aziende sanitarie, relativa a partite pregresse fino al 2011, con un recupero stimato di circa 90 milioni di euro – ha concluso Riboldi – un passaggio tecnico che non comporta tagli, ma garantisce maggiore trasparenza e solidità ai bilanci del sistema sanitario regionale. Stiamo portando avanti un’azione che coniuga equilibrio finanziario e sviluppo, per una sanità più moderna, efficiente e sostenibile nel lungo periodo”.

Dura la reazione delle opposizioni, che chiedono il ritorno del provvedimento in Commissione, denunciando l’assenza di un quadro chiaro sui conti delle aziende sanitarie.

Secondo i consiglieri del Partito Democratico — Gianna Pentenero, Alberto Avetta, Monica Canalis, Nadia Conticelli, Fabio Isnardi, Simona Paonessa, Laura Pompeo, Domenico Ravetti, Domenico Rossi, Mauro Salizzoni, Daniele Valle ed Emanuela Verzella — “non si può governare la sanità piemontese con documenti che cambiano da un giorno all’altro. A inizio marzo la Giunta aveva portato in Commissione una variazione di bilancio da 209 milioni di euro per sanare il disavanzo delle Aziende sanitarie: una cifra importante, pur restando sotto la soglia del piano di rientro. Oggi l’assessore Riboldi ha evitato del tutto la discussione sui bilanci delle Asr per infliggere all’Aula la consueta dose di propaganda, dove il vuoto viene colmato interamente con tagli ad altri capitoli di bilancio. Questa non è una manovra di risanamento sanitario: è una manovra che paga la sanità, impoverendo tutto il resto”.

Critiche anche da Alice Ravinale, Valentina Cera e Giulia Marro (Avs), secondo cui “l’informativa non chiarisce nulla, è da troppo tempo che l’assessore fa propaganda. Dopo due mesi di silenzio in Commissione e il richiamo in aula con urgenza per oggi, avevamo chiesto come opposizioni tre cose semplici: il quadro delle risorse in arrivo da Roma e la loro destinazione, i conti delle ASL da cui si origina il buco da coprire e le coperture per le somme necessarie. Ad oggi ancora nessuna risposta. Oggi la Giunta Cirio ha calato la maschera e decide di ripianare il disavanzo togliendo soldi a materie importanti”.

Vittoria Nallo (Sue) ha aggiunto che “discutere i bilanci della sanità con emendamenti dell’ultimo minuto, senza spiegazioni tecniche, in palese assenza dei pareri istituzionali e in mancanza dell’informativa prevista è un metodo irrispettoso e inaccettabile. La Giunta pensa solo a tamponare l’emergenza di oggi per far quadrare i numeri, ma manca totalmente di una visione per i prossimi anni. Continuare a intervenire senza programmazione significa scaricare i problemi sui cittadini e sulle aziende sanitarie”.

Infine, Sarah Disabato e Alberto Unia (M5S) osservano: “Quando le cose vanno male è colpa di chi governava prima. Quando vanno bene, anche se i soldi sono quelli portati dal Governo Conte col PNRR, allora i meriti sono tutti della Giunta. Bisognerebbe cominciare ad assumersi le proprie responsabilità perché i problemi sono evidenti: nessun mattone posato per i nuovi ospedali, liste d’attesa infinite, case e ospedali di comunità in ritardo, servizi ridotti, immobilismo sul tema dell’autosufficienza e della salute mentale”.

A Torino atteso ritorno del violinista armeno Sergey Khachatryan

Sarà  protagonista del concerto di giovedì 7 maggio alle 20.30 all’Auditorium RAI Arturo Toscanini di Torino, ospite dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, il violinista armeno Sergey Khachatryan, il più giovane vincitore della storia del concorso Sibelius di Helsinki, e solista abituale di orchestre come i Berliner Philharmoniker, la London Symphony Orchestra e l’Orchestra Concertgebouw  di Amsterdam. Il concerto sarà  trasmesso  su Radio 3 e in diretta streaming su raicultura.it, con replica venerdì 8 maggio alle ore 20.
Sul podio sarà impegnato Robert Trevino, di origini messicane, già direttore ospite principale dell’Orchestra RAI e attuale direttore musicale dell’Orchestra Nazionale Basca, oltre che consulente artistico dell’Orchestra Sinfonica di Malmö.

Ad aprire il concerto sarà l’Ouverture da “Der Freischütz”, “Il franco cacciatore” , capolavoro di Carl Maria von Weber, per la prima volta eseguito a Berlino nel 1821. L’opera segna la nascita del Romanticismo tedesco, celebrandone il folklore, il soprannaturale e le foreste misteriose. La trama ruota intorno a Max, un cacciatore che, per amore, accetta sette proiettili magici dal demoniaco Samiel, ignorando che sarà l’ultimo colpo a tradirlo. Dal punto di vista musicale l’ouverture è  rivoluzionaria per l’uso di legni e corni, capaci di creare atmosfere cariche di tensione e oscurità,  al limite del cinematografico.
Seguirà  il concerto n. 1 in sol minore op. 26 per violino e orchestra di Max Brunch, interpretato da Sergey Khachatryan. Si tratta dell’unica pagina della produzione del compositore tedesco entrata stabilmente in repertorio, grazie alla sua espressività eloquente  e spontanea. Questo concerto è dedicato al leggendario Joseph Joachim e fonde il virtuosismo tecnico con un calore melodico che ha da sempre affascinato il pubblico dalla sua prima esecuzione nel 1866.
La serata verrà conclusa dal poema sinfonico di Arnold Schönberg “Pelleas und Melisande”, dall’omonimo dramma simbolista di Maurice Maeterlinck. Il lavoro, composto a Berlino tra il 1902 e il 1903 ed eseguito per la prima volta a Vienna dallo stesso Schönberg nel 1905, fu suggerito al giovane autore da Richard Strauss nel medesimo periodo in cui Debussy stava per portare in scena il suo Pélleas et Melisande. A parte il titolo, nella partitura di Schönberg non c’è nulla della sofisticata rarefazione sonora di Debussy. La scrittura si fa immediata, l’impeto tardo romantico incandescente, due segnali di un autore che presto avrebbe trovato la sua via di espressione principale nell’Espressionismo.

I biglietti per il concerto, da 9 a 30 euro, sono in vendita online sul sito dell’OSN RAI e presso la biglietteria dell’Auditorium RAI di Torino.
Info: 0118104653
biglietteria.osn@rai.it

Mara Martellotta

Gli angoli del cinema a Torino

TORINO CITTA’ DELLA RADIO, DEL CINEMA E DELLA TELEVISIONE

Torino è la città dalle mille definizioni, tra queste “città del cinema”: forse la più sto(r)ica, la più austera, la più tecnica. Ma dove si può davvero assaporare il cinema nella capitale piemontese, oltre a l’inconfondibile Museo del Cinema con sede nella Mole Antonelliana?

Cinema per tutti i gusti

Se c’è qualcosa che non manca a Torino sono i cinema. Resistendo con le unghie e con i denti all’avvento dello streaming e alla proliferazione dei multisala nei centri commerciali, sono numerosi i cinema d’essai storici in cui si possono assaporare film d’epoca, proiezioni speciali e nuove uscite:

  • Cinema Romano: fondato nel 1911 e collocato nella centralissima Galleria Subalpina, questo cinema dallo stile liberty ospita festival stagionali e proietta le nuove uscite cinematografiche.

  • Cinema Massimo: ai piedi della Mole Antonelliana si trova il cinema di riferimento per Torino. Qua hanno luogo i Festival più importanti – tra cui quello organizzato dal Museo del Cinema -, così come première e incontri a tema. Il punto di forza del cinema sono le numerose rassegne che riscoprono le opere di grandi autori e proiettano gemme cinematografiche restaurate, dando la possibilità al pubblico di rivederle sul grande schermo.

  • Cinema Nazionale: collocato nell’elegante Via Carlo Alberto, è un cinema che proietta film moderni meticolosamente selezionati tra l’enorme offerta mercato internazionale. Qua si possono ammirare opere prodotte in tutto il mondo, non solamente i grandi titoli mainstream, spesso scoprendo chicche straniere non visibili nei cinema con un programma più commerciale.

  • Cinema Lux: nella bellissima Galleria San Federico ha riaperto da poco uno dei cinema simbolo della città, fondato nel 1934. Anch’esso in stile art déco, il cinema è impreziosito da pareti di marmo e da un bar super fornito che fa invidia a quelli dei multisala. La programmazione predilige nuove uscite e film internazionali.

Nell’era contemporanea, sono pochi i negozi fisici che vivono di compravendita di materiale cinematografico, purtroppo. Tuttavia, se si vuole toccare con mano parte della storia della settima arte e, perché no, portarne a casa un pezzo, ecco le due tappe da non perdere:

Cinefolies: vicinissima alla Mole, in Via Giachino Rossi, c’è una piccola vetrata dalla quale si possono scorgere all’interno poster d’epoca, libri e oggettistica varia. Nonostante all’esterno possa non sembrare, l’archivio del punto vendita è ricchissimo ed è quasi impossibile non trovare ciò che si sta cercando.

La settima arte: il secondo punto di riferimento per la vendita e la ricerca di poster storici è la boutique di Via dell’Arsenale 36/G. Oltre a collezionare pezzi originali e difficili da trovare, il negozio offre anche di restauro, ricostruzione e lavaggio, telature e fornimento di cornici, telai e supporti vari.

Bookshop del Museo del Cinema: il bookshop, sempre accessibile, è propone un catalogo di prodotti degno di nota, ricco di chicche originali, poster libri teorici e gadget unici, non solo inerenti alla mostra in corso, come si potrebbe pensare.

Torino è un set a cielo aperto. Le vie del centro, così come le zone di periferia o le colline che si affacciano sul Po sono state lo sfondo di innumerevoli storie, sia televisive che cinematografiche. Per chi fosse interessato o per gli appassionati è possibile ripercorrere tutte le location sul sito della Film Commission Piemonte.

Di seguito segnaliamo alcuni dei prodotti italiani più iconici girati a Torino:

  • A che punto è la notte, 1994. Serie tv visibile ora su Rai Play con protagonista Marcello Mastroianni. Quasi interamente girata a Torino, nei due episodi si possono ammirare i punti più conosciuti del capoluogo negli anni ‘90 attraverso la lente di Nanny Loy. Si ammira un Torino misteriosa e segreta ma sempre ammaliante.

  • Le amiche, 1955. Nel film si parla di una Torino commerciale, industriale, dedita allo sviluppo economico. Le vetrine di Via Roma mostrano una città che vive grazie al suo artigianato e alla sua vena imprenditoriale.

  • Profondo Rosso, 1975. Uno dei capolavori di Dario Argento che non sarebbe lo stesso senza le location suggestive di Torino. Tra le più iconiche Villa Scott, capolavoro liberty torinese in Corso Giovanni Lanza, realizzata su progetto di Pietro Fenoglio nel 1902, al momento visitabile solo dall’esterno in quanto di proprietà privata. La seconda è senza dubbio Piazza CLN, dedicata al Comitato di Liberazione Nazionale, costituito nel 1943 per liberare il paese dal fascismo.

  • La Legge di Lidia Poet, (2023-ora). Per la serie tv di successo ora visibile su Netflix, Torino è letteralmente un set a cielo aperto: Piazza Carlo Alberto, la Biblioteca Nazionale, l’ex carcere Le Nove, Palazzo dei Cavalieri, redazione della Gazzetta Piemontese, Piazza San Carlo sono solo alcune delle location visibili sul piccolo schermo.

E dopo aver visto un film che ci ha lasciati senza parole, dove si va per ritrovarle e parlarne per ore?
Torino è ricca di locali a tema culturale e di intrattenimento: basta pensare al Cafè Luxemburg, recente aggiunta dell’omonima storicissima libreria aperta dal 1872, una pietra miliare della città. O ancora al BlahBlah in Via Po, locale a tema musicale i cui muri sono costellati da poster di musicisti di tutte le epoche e che accolgono band, solisti e artisti prevalentemente di genere rock.

A tema esclusivamente cinema segnaliamo Lobelix, che si definisce il mix perfetto tra pub e cocktail bar. Fondato nel 1999, l’atmosfera frizzante e accogliente è decorata da poster cinematografici, props, oggetti di scena e un menù che accontenta tutti, grandi e piccoli. Qua troverete anche un’accurata selezione di cocktail unici ispirati ai vostri film preferiti. Provare per credere!

Beatrice Pezzella

Sicurezza dei corsi d’acqua, al via la manutenzione

La Giunta regionale del Piemonte ha dato il via libera al quarto programma dedicato alla manutenzione idraulica dei corsi d’acqua, proseguendo un percorso già avviato che mira a rafforzare la sicurezza del territorio e a prevenire il rischio idrogeologico in modo strutturato e continuativo.

Il piano appena approvato comprende 94 interventi distribuiti sull’intero territorio regionale e prevede una movimentazione complessiva di circa 897mila metri cubi di materiale. Di questi, 685mila saranno asportati, mentre oltre 200mila verranno utilizzati per il ripristino e il consolidamento delle sponde di numerosi corsi d’acqua piemontesi, tra cui Orco, Chiusella, Erro, Borbera, Bormida, Tanaro, Elvo, Sesia, Belbo e Chisola. Si tratta di un’azione diffusa e capillare, pensata per migliorare la funzionalità degli alvei e ridurre il rischio di esondazioni.

Il provvedimento, nato in Piemonte e unico nel panorama italiano, conferma un modello già testato con successo negli anni passati. L’approccio si basa sul coinvolgimento di operatori privati e sulla valorizzazione del materiale estratto, permettendo così di realizzare gli interventi senza costi diretti per la finanza pubblica. I risultati dei primi tre programmi ne attestano l’efficacia: è stata infatti registrata una movimentazione complessiva di oltre 1,3 milioni di metri cubi di materiale, con circa 1 milione asportato dagli alvei e oltre 300mila riutilizzati per opere di difesa e messa in sicurezza. Questa attività ha inoltre generato circa 930mila euro di introiti per la Regione, risorse poi reinvestite in interventi di manutenzione, difesa del suolo e opere a favore del territorio, con un’attenzione particolare ai Comuni montani.

«Con l’approvazione di questo quarto programma – dichiara l’assessore regionale alle Infrastrutture e Difesa del suolo Marco Gabusi – consolidiamo un modello che ha dimostrato di funzionare. Interveniamo in modo concreto sulla sicurezza dei nostri corsi d’acqua e lo facciamo senza gravare sulle risorse pubbliche, generando allo stesso tempo nuove risorse da reinvestire sul territorio. È un cambio di passo importante: non si interviene più solo in emergenza, ma con una programmazione continua e strutturata».

L’attuazione del programma avverrà tramite procedure di manifestazione di interesse rivolte a operatori privati, che potranno occuparsi sia della progettazione sia della realizzazione degli interventi. Il termine fissato per la presentazione è il 19 giugno 2026. Le risorse che verranno generate saranno nuovamente destinate alla messa in sicurezza, alla manutenzione e alla tutela del territorio, contribuendo a rafforzare ulteriormente il sistema di difesa del suolo.

Con questa iniziativa, la Regione Piemonte ribadisce una strategia fondata su prevenzione, efficienza e sostenibilità, con l’obiettivo di garantire una gestione sempre più efficace del reticolo idrografico e una maggiore sicurezza per cittadini e territori.

Anziano rapinato e assaltato al bancomat: quattro arresti

Rapinato da quattro ragazzi mentre rientrava a casa, anziano derubato del portafoglio e dei soldi al bancomat: arrestati. È successo nel primo pomeriggio di qualche settimana fa, a ridosso del quartiere Lanzo, lungo corso Toscana. Un 84enne, intento a rientrare a casa con il suo bastone, è stato avvicinato da quattro ventenni, una donna e tre uomini, che gli si sono fermati accanto a bordo di un’auto.

Il gruppo gli ha rivolto un pretesto per avvicinarsi, è passato dal dialogo alla pressione e, quando l’anziano ha cercato di resistere, lo ha strattonato con forza strappandogli il borsello. Una volta in possesso del portafoglio, i quattro sono ripartiti in auto e hanno subito iniziato a prelevare al bancomat usando la carta della vittima.

Dopo l’allarme al 112, le pattuglie del Nucleo Radiomobile di Torino sono scattate in azione, incrociando le indicazioni sul veicolo con il tracciato dei movimenti al bancomat. In poco tempo i militari hanno individuato i quattro in un’area urbana vicina, li hanno bloccati in flagranza per rapina in concorso e uso indebito di carta di pagamento e li hanno portati nel carcere Lorusso e Cutugno.

Il portafoglio e i 440 euro appena prelevati sono stati restituiti all’anziano, mentre l’auto usata per il colpo è stata sequestrata insieme a circa 1.800 euro ritenuti provento di reati simili.

VI.G

Anche a Torino la “Giornata della salute mentale materna”

(World Maternal Mental Health Day), presso l’ospedale Sant’Anna di Torino 

L’importanza del benessere psicologico delle madri

Il 6 maggio 2026 si celebra la “Giornata mondiale della salute mentale materna”, come ogni anno il primo mercoledì di maggio per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di preservare il benessere psicologico in gravidanza e post-partum e promuovere la prevenzione, diagnosi e cura dei disturbi psichici perinatali. Istituita nel 2016, mira a rompere lo stigma, promuovere cure adeguate e supportare le madri che soffrono di disturbi perinatali.

L’ospedale Sant’Anna di Torino intende celebrare questa giornata con un importante Convegno. Mercoledì 6 maggio 2026 dalle ore 8,30 alle ore 16,30, presso l’Aula Dellepiane dell’ospedale Sant’Anna (via Ventimiglia 1), si terrà l’evento “Salute mentale materna e benessere delle famiglie e della società”, preceduti dai saluti istituzionali di Adriano Leli (Direttore generale AO OIRM – Sant’Anna).

Diventare genitori è un profondo processo di trasformazione, una strada costellata da desideri, aspettative, timori, investimenti emotivi sia individuali che familiari. I mesi della gestazione fino al parto possono essere accompagnati da stress e tensione emotiva. Spesso si crede allo stereotipo che vede la gravidanza e il puerperio come un periodo idilliaco e sereno, ma non è sempre così. Secondo l’OMS nel mondo, circa 1 donna su 5 sperimenta depressione o ansia durante la gravidanza o, più spesso, nell’anno successivo al parto e circa il 20% di queste donne arriva ad avere pensieri suicidi o a compiere atti di autolesionismo. Ignorare la salute mentale non solo mette a rischio la salute e il benessere generale delle donne, ma ha anche un impatto sullo sviluppo fisico ed emotivo dei famigliari. Questa giornata intende porre attenzione sulla salute emotiva delle madri, spesso trascurata, anche a causa di limiti e tabù. Sappiamo che la salute mentale materna non riguarda solo la madre, ma ha un impatto profondo sull’intera famiglia e sul neonato. Aiutare una madre vuole dire appunto aiutare una famiglia e lo sviluppo emotivo, cognitivo e relazionale del bambino.

Durante la gravidanza si vivono momenti di forte cambiamento che potrebbero anche avere zone d’ombra. Le trasformazioni che intervengono in questo periodo sono accompagnate da una mobilitazione psichica molto impegnativa che coinvolge sia l’aspetto fisico e fisiologico, sia quello psicodinamico e relazionale. In base al proprio vissuto in questo periodo possono emergere emozioni positive come gioia e speranza o emozioni negative con ansia e tristezza. Nonostante la depressione sia una delle più comuni complicanze della gravidanza, accentuata ancora di più negli ultimi anni a causa della pandemia, ci sono ancora tanti tabù e le donneprovando vergogna, evitano di esprimere il loro disagio. Donne di ogni cultura, età, reddito ed etnia possono sviluppare disturbi dell’umore nel periodo perinatale. I sintomi possono comparire in qualsiasi momento durante la gravidanza ed i primi 12 mesi dopo il parto.

Intercettare precocemente i segnali di questo malessere non è facile, anche perché le donne scontano ancora un forte condizionamento culturale. La mancanza di conoscenze sulla depressione post partum e l’accettazione acritica di alcuni miti sulla maternità possono essere un ostacolo significativo tanto da rendere talune mamme, e chi le circonda, incapaci di riconoscere i segnali e i sintomi che caratterizzano questa condizione. Le aspettative, spesso idealizzate, si scontrano inevitabilmente con l’impegno concreto legato alle continue richieste di cura provenienti dal nuovo nato, con i necessari cambiamenti delle abitudini coniugali e con la significativa riduzione dei rapporti sociali.

Per tutte queste ragioni molte donne sono riluttanti a cercare un aiuto professionale per paura di essere considerate persone deboli e fragili o ingratamente insoddisfatte. Malgrado alcuni aspetti comuni, il comportamento delle madri depresse appare molto eterogeneo: è indispensabile dunque tener conto dell’estrema complessità della sintomatologia depressiva, considerando tutte le variabili di rischio o di protezione, in grado di aggravarne o mitigarne il quadro. I partner possono rappresentare un fattore protettivo determinante se sono disponibili a livello emotivo, propositivi e altamente supportivi, mentre al contrario è stata rilevata una significativa correlazione tra assenza del sostegno da parte dei partner e grado di depressione. È fondamentale dunque parlarne per poter creare o ritornare con nuovi modelli ad una cultura del supporto materno, riconoscere i segnali di rischio ed approntare interventi precoci che puntino a sostenere le «buone» capacità materne. L’ospedale Sant’Anna di Torino intende celebrare questa giornata con un importante Convegno che tratta ed abbraccia tutti questi temi in un’ottica multidisciplinare e preventiva. Sarà inoltre l’occasione per presentare un nuovo strumento a sostegno della genitorialità: il libretto “Nascere piccoli piccoli. Il nostro viaggio in Terapia intensiva Neonatale”, scritto da due psicologhe borsiste del Sant’Anna e la ricerca “Sapere per”, in collaborazione con l’Università, che indaga la conoscenza delle donne in gravidanza sul significato e l’appropriatezza dei vari test di screening prenatali cui si sottopongono ed il bisogno di lavorare sulla cura della comunicazione medico – paziente.

E’ necessario sollecitare le istituzioni affinché in un’ottica di promozione della salute intensifichino le misure di supporto tempestivo ed efficace per le donne e le loro famiglie, ed aumenti la consapevolezza sulla salute femminile attraverso un dibattito collettivo.

E’ importante che la vasta comunità educante veda la gravidanza e la maternità non solo come una felice realizzazione della donna ma come una scelta responsabile e complessa che coinvolge la storia familiare di ogni donna, il rapporto con la propria madre e al contempo la vastità delle sue relazioni e l’intreccio emotivo dei suoi vissuti.

Riconoscere la fatica e la complessità del “nascere madre” significa accogliere e rimanere sensibili al grido di sofferenza spesso silenzioso di molte donne e alla loro necessità di aiuto.