ilTorinese

Stellantis. Grimaldi (Avs): Mirafiori ferma per rifiuto di investire

Mirafiori continua a fermarsi a singhiozzo per una ragione: perché l’azienda rifiuta di portare in quello stabilimento altri modelli, investimenti e una nuova linea produttiva, come si rifiuta di fare entrare un nuovo produttore. I suv Grizzly appena lanciati sui mercati globali con uno spot tutto italiano sono prodotti in Marocco, come la Topolino. Ma se Grizzly è sorella della Pandina, perché non la produce Pomigliano? Perché la 600 arriva dalla Polonia e la Grande Panda dalla Serbia? Noi sappiamo perché, ma non si dica che il problema è il costo dell’energia in uno stabilimento in cui non si è voluto installare nemmeno un pannello solare o usare l’idroelettrico del Piemonte.
Lo dichiara il Vicecapogruppo di AVS alla Camera, Marco Grimaldi.

A Saluzzo arrivano “I Patagarri” e Federico Buffa

Nell’antica capitale del “Marchesato”, l’estate di “Occit’amo Festival” porta due grandi appuntamenti

Mercoledì 22 e giovedì 23 luglio

Saluzzo (Cuneo)

Niente paura. Il nome potrebbe preoccupare. Ma è solo nome di “battaglia”. “Patagarri”, infatti, nient’altro è che un “omaggio umoristico” al celebre Trio comico milanese formato da “Aldo, Giovanni e Giacomo” preso in prestito dal loro famoso sketch teatrale de “Nico e i sardi”. Una sorta, dunque, di “slang” dialettale con cui si presentano al pubblico i sei componenti dell’attesa “irriverente” band milanese ospite, mercoledì prossimo 22 luglio (ore 21,30), dell’“Occit’amo Festival” (dedicato alle “Terre del Monviso” e alle “Valli Occitane”, promosso per tutta l’estate ed in primis dalla “Fondazione Amleto Bertoni”), presso “Il Quartiere” di piazza Montebello, a Saluzzo.

Grazie alla collaborazione con l’Associazione Culturale saluzzese “Ratatoj”“I Patagarri”, scoperti a “X Factor 2024”, porteranno sul palco dell’“Ex Caserma Musso” tutto il loro “gipsy jazz” gioioso e coinvolgente, atto a creare “un contrasto tra la voglia di fuggire dalla quotidianità e la durezza della vita che si affronta per inseguire il proprio sogno musicale”. Il loro “cavallo di battaglia”, “Caravan”, contenuto all’interno di “X Factor Mixtape 2024”, è infatti considerato come un alto “grido di libertà”, un invito a prendere in mano con consapevole forza la propria vita “senza paura di vivere ai margini”, se necessario. “Il ‘caravan’ – affermano – rappresenta un rifugio, un simbolo di resistenza alla cultura dominante, ma anche un veicolo di speranza e di sogni che non vogliono essere rinnegati”. Come dire: la vera ricchezza non è il “dané”, ma la forza della “passione”, della “creatività” e della “voglia di vivere rifuggendo i compromessi”. Per intanto, il loro “tour” estivo sta confermandosi come successo straordinario, tanto da segnare anche l’ingresso ( da 5 a 6) di un nuovo elemento nella band: Nicholas Guandalini al basso. Anno di grazia, il 2025, quando “I Patagarri” prendono parte al “Concertone del Primo Maggio” a Roma. Data storica, il 23 maggio 2025, allorché pubblicano l’album di esordio “L’ultima ruota del Carovan” (Warner Music Italy) e, a sorpresa, salgono sul palco del “MI AMI Festival” a Milano, tra i più importanti appuntamenti italiani dedicati alla “musica indipendente”. Seguono i “tour estivi” sui palchi di tutta Italia (40 date nel 2025), mentre è ormai in piena corsa il “tour 2026”, partito con 7 date europee ad inizio marzo per poi proseguire lungo tutto lo “stivale”. Attesissimi (non mancate!) alla serata saluzzese di “Occit’amo”, mercoledì prossimo 22 luglio. Da dove, il viaggio prosegue!

Anche per “Occit’amo”.

Giovedì 23 luglioalle 21, nuovo appuntamento, infatti, con “Olimpiadi tra guerra e pace”, lo spettacolo del noto storyteller, scrittore e telecronista sportivo milanese Federico Buffa, accompagnato al pianoforte da Alessandro Nidi, con una “riflessione sul potere simbolico dello sport come forma di riconciliazione”. Lo show, realizzato da Buffa con l’anconetano di Jesi Moris Gasparri (saggista tra sport, cultura e geopolitica, nonché Consigliere della “Divisione Calcio Femminile” della “Figc”) è una produzione di “International Music and Arts” ed è organizzato in collaborazione con “Borgate dal Vivo”. L’incontro, attraverso il racconto della storia delle “Olimpiadi”, nate come strumento di promozione della pace nel mondo, intende far emergere come esse spesso siano state influenzate e intrappolate, nei secoli (dalla fondazione a Parigi, passando per le guerre mondiali fino agli eventi più recenti) dalle tensioni e dai conflitti internazionali. Buffa non mancherà di far emergere il principio della “sacralità della competizione olimpica” ed il ruolo degli atleti come “ambasciatori di pace”. Tra questi, figure emblematiche come quelle di Pierre de Coubertin (pedagogo e storico francese, rifondatore dei “Giochi Olimpici” moderni nel 1894, creatore dei “Cinque Cerchi” simbolo di unione tra i cinque Continenti, nonché dei sei colori della bandiera – incluso lo sfondo bianco – presenti in tutte le bandiere del mondo), l’atleta etiope Abebe Bikila (vincitore della “maratona” alle “Olimpiadi” di Roma del 1960, correndo a piedi nudi), accanto agli eventi occorsi ai “Giochi di Tokio” del 1964, i primi a svolgersi in Asia, con la “fiamma olimpica” accesa da Yoshinori Sakai (giovane di Hiroshima nato il giorno stesso in cui la bomba atomica distrusse la città) e il dramma del maratoneta di casa Kokichi Tsuburaya suicida tre anni dopo, sopraffatto dal dolore per aver perso l’“argento” nella gara finale. Da parte di Buffa, alla luce di numerosi reali eventi, raccontati con competenza e forte empatia emozionale, non mancherà, dunque, la sollecitazione a riflettere sul significato profondo dello sport, “come strumento di speranza e cambiamento, pur consapevoli dei suoi limiti nel modificare la realtà che ci circonda”. E ben lo sappiamo, in un tempo come quello odierno, dove anche i valori più profondi dell’“Olimpismo decoubertiano” non ce la fanno a reggere e ad ostacolare le mire belliche dei “Grandi” padroni della Terra, assolutamente indifferenti al bene prezioso della fratellanza e della pace tra i popoli.

Gianni Milani

Nelle foto: “I Patagarri” (Ph. Simone Cecchetti); Federico Buffa

Terminati i lavori sulla Provinciale 167 a San Pietro Val Lemina

Sono terminati i lavori di adeguamento delle barriere stradali sul ponte lungo la Provinciale 167 al km 3+970 nel Comune di San Pietro Val Lemina. I lavori, iniziati nello scorso mese di novembre, sono stati finanziati interamente da fondi della Città metropolitana di Torino provenienti dai canoni idrici, per un importo totale di 220.000 euro. L’intervento ha previsto la sostituzione della barriera tritubo in acciaio con una barriera in acciaio corten e legno lamellare, per un migliore inserimento nel contesto ambientale. Per garantire la corretta installazione dei nuovi elementi è stato ricostruito il cordolo porta-barriera in cemento armato. Si è inoltre proceduto all’impermeabilizzazione della parte superiore del ponte. I lavori sono stati poi completati con il rifacimento della pavimentazione stradale e della segnaletica orizzontale. Sia il progetto che la direzione dei lavori sono stati curati dalla Direzione Viabilità 2 della Città metropolitana.

Tre grandi serate chiuderanno l’Evergreen Fest al Parco della Tesoriera

I Queen of Saba, Simone Bernini, Lele Roma, Xenia Ensemble e Federico Sirianni saranno gli artisti che chiuderanno l’undicesima edizione di Evergreen Fest con un’esplorazione intergenerazionale di musica e parole. Tutti gli appuntamenti si svolgeranno presso il Parco della Tesoriera di Torino, con ingresso libero e gratuito, a eccezione del concerto dei Queen of Saba, per cui è previsto un biglietto di 10 euro per l’accesso all’area spettacolo. Proprio il duo veneto, che vanta importanti collaborazioni con Big Mama e Willie Peyote, noto per affrontare temi riguardanti l’antimilitarismo e l’identità di genere, sarà protagonista della serata di venerdì 17 luglio prossimo, che inizierà alle 21.30. Il pubblico avrà l’occasione di ascoltare dal vivo alcuni brani dell’ultimo album dei Queen of Saba, uscito nel mese di giugno scorso e intitolato “Bricioline”.

Sabato 18 luglio, sempre alle 21.30, il giovane cantautore torinese Simone Bernini sarà il protagonista di una serata caratterizzata da musiche blues, rock e soul. Bernini, il cui ultimo singolo, dal titolo “Mephis”, è arrivato a registrare 1,5 milioni di stream e 16 milioni di visualizzazioni sui social, si è esibito anche al “105 Summer Festival” di Senigallia. Dopo il concerto, la serata proseguirà con l’energia di Lele Roma e della sua “Lele Land”, per un viaggio musicale, ascoltabile in modalità “silent”, attraverso cuffie wireless distribuite dall’organizzazione.

La chiusura di domenica 19 luglio sarà affidata alle sonorità del quartetto d’archi Xenia Ensemble, che si esibirà alle ore 11 in un concerto organizzato in collaborazione con il Coordinamento Associazioni Musicali di Torino, mentre alle 21.30 salirà sul palco Federico Sirianni, che quest’anno festeggia l’anniversario della sua carriera con 35 anni da “Outsider – Da De Andrè alla Felicità”. Il cantautore genovese racconta fra musica e parole la sua storia artistica: dall’incontro con Fabrizio De André alle diverse finali al Premio Tenco, fino alle tournée internazionali e alle prestigiose collaborazioni con musicisti del calibro di Greg Cohen, contrabbassista di Tom Waits, e Rafa Gayol, batterista di Leonard Cohen. Ad accompagnarlo su palco Elisabetta Bosio (violino), Veronica Perego (contrabbasso) e Valeria Quarta (voce e percussioni).

Il Festival est si congeda dal palco principale, ma la programmazione continuerà fino al 30 agosto con una serie di concerti di musica classica diffusi nel Parco della Tesoriera.

Evergreen Fest è organizzato da Tedacà, si inserisce nell’ambito del programma culturale “Che Bella Estate!”, un progetto della Città di Torino, in collaborazione con Fondazione per la Cultura Torino. Main sponsor Iren, con il sostegno di Regione Piemonte, Quarta Circoscrizione della Città di Torino e Fondazione CRT. Media Partner Radio Energy.

Il calendario completo, maggiori informazioni e prevendita dei biglietti sono disponibili sul sito www.evergreenfest.it.

Mara Martellotta

Sicurezza nella movida, Epat: «Bene il ddl anti-maranza, ma servono più controlli»

 Epat accoglie con favore il via libera del Consiglio dei Ministri al disegno di legge sulle cosiddette misure “anti-maranza” e valuta positivamente anche la sperimentazione dei Care Team avviata dall’assessore comunale alla Sicurezza, Porcedda. Per l’associazione, tuttavia, questi strumenti non bastano da soli a contrastare il fenomeno della microcriminalità e delle baby gang che, negli ultimi mesi, ha inciso in modo significativo sulla vita notturna cittadina. Secondo Epat è indispensabile affiancare agli interventi normativi una presenza stabile e ben visibile delle Forze dell’Ordine nelle zone più sensibili.

I gestori dei pubblici esercizi ricordano di essere già chiamati a rispettare numerosi obblighi concordati con l’amministrazione comunale per limitare i disagi legati alla movida, dalla tutela della quiete pubblica alla pulizia delle aree circostanti. In diversi quartieri, inoltre, gli operatori hanno avviato iniziative condivise per migliorare il decoro urbano e contenere il rumore, sostenendo costi che, secondo le stime di Epat, possono arrivare fino a 15-20 mila euro per stagione.

«Gli operatori dei pubblici esercizi nelle zone movida debbono assicurare e vigilare sulla tranquillità dei propri dehors e dei locali – sottolinea il presidente di Epat, Vincenzo Nasi -. Le misure adottate a livello comunale, ma anche quelle ipotizzate con estensione di zone rosse con ulteriore limitazione su alcool e contenitori utilizzabili per l’offesa, sono interventi che possono contribuire, ma gli stessi attengono alle imprese. Occorre guardare al suolo pubblico che non è non nella disponibilità e nella responsabilità degli esercenti”.

Per il presidente dell’associazione la vera priorità resta il rafforzamento del controllo del territorio nelle aree dove si registrano con maggiore frequenza episodi di violenza e degrado.

«Non chiediamo di militarizzare la città – prosegue Nasi – ma chiediamo un presidio stabile e riconoscibile delle Forze dell’Ordine nelle aree oggi più esposte: San Salvario, piazza Vittorio e Borgo Rossini. È necessario garantire una presenza capace di prevenire i problemi, intervenire rapidamente e restituire fiducia a chi vive, lavora e frequenta questi quartieri. Non si può agire soltanto dopo un’aggressione o un episodio grave; la percezione di insicurezza produce un effetto immediato sulle attività. I clienti cambiano abitudini, evitano determinate strade e scelgono altri luoghi per trascorrere la serata. Secondo le segnalazioni raccolte tra gli operatori, questa situazione sta modificando profondamente la geografia della movida torinese. Piazza Vittorio registra una riduzione dell’affluenza, San Salvario torna a essere percepita come un’area d’abbandono e anche Borgo Rossini risente degli episodi di microcriminalità».

L’associazione sottolinea come gli esercenti abbiano già investito risorse economiche e organizzative per garantire sicurezza e qualità dell’offerta serale, chiedendo ora un analogo impegno da parte delle istituzioni.

«Gli esercenti stanno facendo la propria parte – conclude Nasi –. Ora chiediamo che questo impegno venga riconosciuto e sostenuto. Investire nella sicurezza del territorio significa proteggere anche i lavoratori e i clienti, tutelare l’economia della sera e restituire vivibilità e attrattività alle strade di Torino».

Anche il direttore di Epat, Claudio Ferraro, evidenzia come il problema non riguardi soltanto le singole attività commerciali, ma abbia conseguenze sull’intero tessuto urbano e sulla vitalità dei quartieri.

«Quando le persone smettono di frequentare una zona, il danno non riguarda soltanto il singolo locale – evidenzia il direttore Epat Claudio Ferraro –. Si indebolisce l’intero quartiere: diminuiscono la presenza di cittadini, il lavoro, l’attrattività e il presidio garantito dalle attività aperte. Un locale frequentato, illuminato e gestito responsabilmente è parte della soluzione, non del problema. Purtroppo, oggi le aree interessate della città sono molto più ampie ed occorre un profondo ripensamento sulla vita serale e, come già da tempo richiesto alla Città, una completa rivisitazione delle esigenze della stessa e l’eliminazione delle zone definite come zone movida, a favore di un organico e programmatico intervento rigenerativo sull’intero territorio cittadino».

Foto archivio TorinoClick Città di Torino

54esima Traversata a nuoto del Lago di Viverone

Circuito Nobile dei Laghi

1 Agosto2026

Quota 54!!!!

Quando i fondatori diedero luogo alla prima edizione ufficiale (disputata in forma privata) de La Traversata a Nuoto del Lago di Viverone il 14 Agosto 1969, non ci si aspettava che potesse diventare un appuntamento fisso.

Il grande successo di questa manifestazione era già nell’aria nel 1976, anno in cui fu documentata e inserita negli annali archiviati dalla Pro Loco.

Nel 2011 fu inserita nel circuito “Nobile dei Laghi” rientrando così nelle 17 traversate più importanti d’Italia, per storia,tradizione e valore sportivo.

Il prossimo 01 Agosto alle ore 14.30, avrà luogo la 54esima edizione.

Lo staff dell’Asd ormai assodato, in capo al Presidente Piero Sarasso, ha iniziato le operazioni di organizzazione ognuno con specifici incarichi per avere sempre in monitoraggio le varie situazioni.

Lo slogan “Acque libere e Nuoto per tutti!” rimane assolutamente la nostra missione:

da una parte c’è lo spirito agonista in sfida coi propri limiti e dall’altra lo spirito del turista in cerca di splendidi paesaggi e momenti emozionanti.

La tradizione di un luogo ne garantisce la memoria storica, e soprattutto oggi è necessario ricordare la tradizione che, però, cresce e si consolida negli anni.

Anche quest’anno, grazie al patrocinio del Consiglio Regionale del Piemonte e Comune di Viverone Assessorato allo Sport si potrà garantire una giornata di sport e svago, assicurando tranquillità ai partecipanti ed agli ospiti con un adeguato supporto alla sicurezza del nuotatore.

Si ringrazia sin da ora gli sponsor che hanno permesso la realizzazione organizzativa dell’evento e un particolare plauso a Tenute Stefano Farina, un gruppo del mondo vitivinicolo sempre vicino alle iniziative di ampia comunicazione.

Sul sito www.asdlagodiviverone.com tutte le notizie e indicazioni in merito al circuito.

Il Presidente dell’ASD Lago di Viverone, è orgoglioso del livello nazionale della manifestazione, premiata anzitutto per la qualità proposta. Le traversate a nuoto in acque libere è diventato un appuntamento ormai presente in tutti i laghi e per Viverone deve rappresentare un momento di incontro dove competizione, solidarietà, storia e tradizione di una comunità si fondono da oltre 50 anni. La distanza prevista è di circa 4 km. La partenza avverrà alle 14.30 dal Molo di Anzasco di Piverone e l’arrivo in frazione Masseria di Viverone presso il Ristorante Bar Pescatori

Il tempo massimo di percorrenza, per l’intera traversata è valutato in due ore.

La premiazione di tutti i partecipanti è prevista per le ore 18.00.

Le iscrizioni sono già iniziate il 1 Giugno, visto l’inserimento a carattere nazionale e gli standard di procedure che sono stati richiesti dal “Circuito” e saranno aperte on line sino alle ore 18.00 del giorno 31 Luglio .

Alla mattina non verranno più garantite le iscrizioni “last minute”. Qualora ci sia ancora disponibilità l’iscrizione potrà avvenire con una maggiorazione di € 10,00.

Si auspica anche per questa edizione di raggiungere la soglia dei 100 iscritti.

Evento sempre più internazionale per una folta rappresentanza di nuotatori esteri

Per avere informazioni a riguardo, procedere con iscrizione e pagamento, invio documenti si invita a visitare il sito www.asdlagodiviverone.com oppure mandare mail a info@asdlagodiviverone.com

Asl To3: oltre l’ostacolo dell’obesità nell’esecuzione della Tac

La storia di Luca, 210 kg di peso, che a Rivoli riesce ad eseguire l’esame

Quando l’ostacolo dell’obesità può essere superato grazie alla combinazione di tecnologia avanzata e competenza professionale. Si potrebbe sintetizzare così la storia di Luca (nome di fantasia), un 46enne affetto da grave obesità con un peso di circa 210 chilogrammi che, nelle scorse settimane, dovendo essere sottoposto a una Tac toraco-addominale è stato trasferito dall’ospedale in cui era ricoverato a quello di Rivoli per eseguire l’esame.

La Radiologia dell’Ospedale di Rivoli, all’interno del Dipartimento dei Servizi, è infatti dotata di un’apparecchiatura per la Tac che ha un’apertura da 82 centimetri e un lettino progettato per sostenere fino a 307 chilogrammi di peso.

Luca ha così potuto eseguire l’esame, in una condizione di standard massimi di sicurezza, inclusività e comfort, nonostante le sue condizioni: in questi casi, i limiti fisici delle apparecchiature Tac tradizionali rappresentano un ostacolo critico e la sfida di fronte a questa tipologia di pazienti è legata al rapporto segnale/rumore e all’attenuazione del fascio radiogeno.

La macchina in dotazione a Rivoli, presente anche a Pineroloè performante e di alto livello, ma da sola non è bastata: l’eccellenza tecnologica, infatti, esprime il suo massimo potenziale solo grazie al lavoro di ottimizzazione del team radiologico, che rimodula i protocolli standard adeguandoli, dal punto di vista clinico-strumentale, alle peculiari caratteristiche del paziente esattamente come un sarto cuce un abito su misura in base al fisico del cliente.

Tra gli accorgimenti specifici messi in atto ci sono l’incremento del chilovoltaggio e dell’IQ level, per garantire una penetrazione ottimale del fascio e un’eccellente qualità dell’immagine, l’attivazione della funzione HD FOV (Campo di Vista ad Alta Definizione) in fase di acquisizione, per estendere il campo visivo, e una gestione avanzata del mezzo di contrasto in considerazione del peso.

«Una parte fondamentale del lavoro della radiologia è l’integrazione con le necessità dele altre strutture ospedaliere – afferma il Direttore della Radiologia di Rivoli, Marco Busso – In questo contesto la nostra macchina ha un valore aggiunto, rappresentato dalla tecnologia spettrale che, attraverso applicazioni avanzate, permette di fornire maggiori informazioni tra cui le “mappe” di concentrazione dello iodio in ambito oncologico, la definizione della composizione dei calcoli renali in quello urologico e lo studio dell’edema nelle fratture in ortopedia L’insieme delle funzionalità dell’apparecchio permette non solo una valutazione morfologica, ma anche funzionale, riducendo la necessità di ulteriori indagini invasive o ripetizioni dell’esame, a totale beneficio del paziente».

«Ancora una volta nella nostra Asl possiamo raccontare una buona pratica medica e di alta qualità delle prestazioni – dichiara il Direttore Generale dell’Asl To3 Giovanni La Valle –, dove la tecnologia è lo strumento e l’équipe medica la mente strategica, il regista che cerca di ottimizzare gli strumenti a propria disposizione per rispondere ai quesiti dei colleghi. Nel caso specifico, la combinazione di tecnologia avanzata e competenza professionale ha trasformato un esame potenzialmente critico in una procedura fluida, sicura ed estremamente utile per il percorso diagnostico terapeutico del paziente. L’episodio non è tuttavia un evento eccezionale e sensazionale, ma la dimostrazione pratica di un modello operativo standardizzato e riproducibile nelle Radiologie degli Ospedali dell’Asl To3 e che può essere preso a punto di riferimento per la gestione dell’attività radiologica a 360°».

«La tecnologia – ricorda l’ assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi – è davvero innovazione quando permette di offrire una risposta concreta anche ai pazienti che presentano condizioni particolarmente complesse. La storia di Luca dimostra che, accanto ad apparecchiature di ultima generazione, sono determinanti la competenza, l’esperienza e la capacità dei professionisti di costruire percorsi personalizzati. Le TAC di Rivoli e Pinerolo rappresentano un esempio concreto di come gli investimenti in tecnologie avanzate si traducano in un beneficio reale per i cittadini, rendendo le cure sempre più sicure, inclusive e accessibili».

Prevenzione attacchi da lupo, aiuto dalla Regione alle aziende agricole

Sono 94 le aziende agricole piemontesi che potranno acquistare dispositivi di prevenzione e dissuasione per gli attacchi da lupo e altri grandi carnivori grazie al sostegno della Regione Piemonte. Lo annuncia l’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi, Peste suina della Regione Piemonte Paolo Bongioanni, che spiega: «L’emergenza lupo è anche in Piemonte un tema non più rimandabile, sia per i danni economici che infligge al nostro patrimonio zootecnico sia per i rischi alla sicurezza dei centri abitati con il fenomeno dei “lupi confidenti”. Così, mentre stiamo lavorando con Ispra per poter avere a ottobre il primo piano di contenimento della specie che autorizzi il prelievo selettivo di esemplari individuati, rafforziamo ancora il sostegno ai nostri allevatori per dotarli di efficaci strumenti di prevenzione e di dissuasione dagli attacchi del lupo e di altri grandi carnivori quali l’orso bruno, la lince e lo sciacallo dorato. Grazie a quest’ultimo bando sono 94 le aziende agricole piemontesi che riceveranno il sostegno regionale per complessivi 740mila euro in grado di coprire il 100% delle spese sostenute per l’intervento. Sono state soddisfatte tutte le domande presentate e abbiamo anche realizzato, sulla disponibilità complessiva del bando, un risparmio di 109mila euro che potremo utilizzare sul prossimo o destinare ad altri interventi».

Le 94 aziende che potranno beneficiarne sono così distribuite per provincia: Alessandria 3, Asti 4, Biella 16, Cuneo 32, Novara 1, Torino 18, Vercelli 10, Vco 9, più una con sede sociale a Milano ma operante in Piemonte. A questo link la graduatoria: https://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2026/corrente/siste/00000082.htm.

Vengono finanziate in conto capitale al 100% le spese sostenute, con un ammontare da 500,00 a 20mila euro, per l’acquisto di cani da guardiania appartenenti alla razze Pastore Maremmano Abruzzese o Cane da Montagna dei Pirenei, iscritti al Libro Genealogico (con Pedigree) e da accompagnare con cartelli d’avviso della presenza per gli estranei; l’acquisto o realizzazione di recinzioni fisse o mobili, elettrificate o non, per la protezione degli animali dalla fauna selvatica durante il ricovero notturno; di altri sistemi acustici o luminosi di dissuasione e antintrusione da fauna o altri diversi sistemi di prevenzione; la costruzione o posa in opera di alloggi (capanni o micro-unità abitative) per il personale di custodia degli animali al pascolo. Un aspetto molto importante per le aziende è che l’aver adottato almeno una misura di prevenzione fra quelle previste è la conditio sine qua non affinché possa venire accolta dalla Regione la domanda di indennizzo da eventuali danni da predazione.

«E ora mi auguro che, accanto al nostro sostegno alle azioni di prevenzione, – sottolinea Bongioanni – possa definirsi a breve anche il secondo fronte, quello del piano di contenimento della specie. I nostri allevatori e pastori sono un anello fondamentale nel presidio delle terre alte e aree interne, custodi del paesaggio e di un patrimonio zootecnico di eccezionale valore economico nella nostra filiera agroalimentare e nel turismo che non dev’essere lasciato solo».