ilTorinese

Gabriele Montanaro presidente dell’Associazione Orchestra Filarmonica di Torino

L’Orchestra Filarmonica di Torino ha aperto una nuova fase della sua storia puntando su una leadership cresciuta tra le proprie fila. L’assemblea, riunitasi il 29 aprile scorso, ha nominato Gabriele Montanaro presidente dell’Associazione Orchestra Filarmonica di Torino, succedendo a Michele Mo, che prosegue il proprio impegno all’interno dell’Ente come direttore artistico.

Classe 1981, torinese, Montanaro è da oltre 15 anni una figura chiave dell’OFT, dove ha ricoperto il ruolo di segretario generale, rivolgendo una particolare attenzione ai temi centrali per le istituzioni culturali, quali lo sviluppo e il rinnovamento del pubblico, innovazione e dei modelli d’offerta e partecipazione. Divulgatore e giornalista pubblicista, ha sviluppato il proprio percorso anche a livello nazionale tra incarichi nella governante culturale e attività accademica, insegnando marketing culturale al Conservatorio di Modena.

“Assumo questo incarico con entusiasmo e con l’intento di proseguire e rafforzare il percorso di crescita di OFT – ha dichiarato Gabriele Montanaro – ci attendono passaggi decisivi quali l’evoluzione del pubblico, il rinnovamento generazionale, la ridefinizione dei modelli di proposta culturale, la diversificazione delle attività e l’individuazione di una sede che consenta all’Ente di esprimere al massimo il proprio potenziale. Sono sfide da cogliere con coraggio e ambizione. Affrontare questo percorso sarà possibile grazie a una visione condivisa e a una squadra di alto livello, da Michele Mo, che ha tracciato la strada nei decenni passati e che continuerà a rappresentare una presenza fondamentale come direttore artistico, ai membri del Consiglio Direttivo, gli associati, i musicisti, i sostenitori e tutto lo staff, oltre al pubblico, a cui verrà sempre proposto il meglio della nostra musica”.

Mara Martellotta

Nova Coop, “Dona la Spesa” torna sabato 9 maggio

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Per tutta la giornata sarà possibile donare beni alimentari, prodotti per la cura della persona e l’igiene dell’infanzia ai volontari presenti in negozio

 

La raccolta di Nova Coop “Dona la Spesa” torna sabato 9 maggio per tutta la giornata nei punti vendita Coop della provincia di Torino, per raccogliere beni di prima necessità a favore delle realtà del territorio impegnate quotidianamente nel sostegno alle persone e alle famiglie in difficoltà.

Soci e clienti potranno sostenere l’iniziativa acquistando prodotti alimentari per la cura della persona e l’igiene dell’infanzia e donandoli ai volontari presenti all’ingresso del negozio. Come sempre, l’indicazione è di privilegiare, tra i prodotti alimentari, i beni a lunga conservazione come pasta secca e riso, olio, pelati, carne e tonno in scatola, legumi, farina, zucchero, sale, biscotti, marmellate, latte a lunga conservazione, cereali, merendine, alimenti per la prima infanzia.

Nella provincia di Torino l’iniziativa coinvolgerà tutti i 34 punti vendita della rete Coop, tra cui Torino città, Collegno, Grugliasco, Rivoli, Avigliana, Alpignano, Venaria Reale, Settimo Torinese, Chivasso, Ivrea, Pinerolo, Nichelino, Moncalieri, Carmagnola e altri centri del territorio, con il coinvolgimento di associazioni, enti caritativi e realtà del terzo settore attive a livello locale nella distribuzione di aiuti alimentari e beni di prima necessità.

‹Con “Dona la Spesa” rinnoviamo un impegno che per Nova Coop si traduce in un’attenzione concreta e costante verso i bisogni delle comunità in cui operiamo – sottolinea Carlo Ghisoni, Direttore Politiche Sociali di Nova Coop –. Iniziative come questa sono particolarmente preziose per le associazioni perché consentono di raccogliere prodotti a lunga conservazione, facilmente gestibili e conservabili nel tempo, senza le complessità legate alla refrigerazione. Questo permette di costruire scorte che garantiscono un sostegno continuativo a chi si trova in difficoltà. In un contesto in cui cresce la fragilità economica di molte famiglie, il Piemonte è la regione con il più alto tasso di popolazione in povertà relativa nel Nord Italia, il ruolo di un’impresa come la nostra è anche quello di mettere a sistema la partecipazione di soci e clienti e trasformare un gesto semplice, come la spesa, in un’azione di solidarietà concreta e continuativa per il territorio›.

Dona la Spesa si terrà il 9 maggio in contemporanea in 67 negozi della rete Nova Coop, coinvolgendo oltre 500 volontari. In occasione della scorsa edizione aveva permesso di raccogliere 45 tonnellate di prodotti, per un corrispettivo di 135 mila euro.

Il dettaglio dei negozi e delle onlus coinvolte in provincia di Torino:

Coop Alpignano per il Gruppo Volontariato Vincenziano SS. Annunziata Alpignano; Coop Avigliana per la Croce Rossa Italiana di Avigliana; Coop Borgaro Torinese per la Caritas di Borgaro; Coop Caluso per AVULSS di Caluso; Coop Carmagnola per la Caritas di Carmagnola; Coop Chivasso per l’Associazione Punto a Capo; Coop Collegno Super per il MASCI Regina Margherita di Collegno; Coop Giaveno per la Caritas di Giaveno; Coop Ivrea per la Caritas di Ivrea; Coop Nichelino per la Caritas di Nichelino; Coop Orbassano per il Gruppo Volontariato Vincenziano; Coop Pinasca per la Caritas di Pinasca; Coop Piossasco per l’associazione “A Piossasco nessuno resta solo”; Coop Rivoli per l’associazione “Il Pane sul Muricciolo”; Coop San Mauro Torinese per la San Vincenzo de Paoli; Coop Settimo Torinese per la Croce Rossa Italiana; Coop Strambino per la Caritas di Strambino; Coop Susa per la Croce Rossa Italiana; i negozi Coop di Torino (Corso Belgio, Corso Molise, Piazza Respighi, via Botticelli, Corso Novara, Incoop Corso Inghilterra e via Madama Cristina, Fiorfood e Ipercoop di Parco Dora) per realtà del territorio tra cui Sermig – Arsenale della Pace, Agenzia San Salvario, Parrocchie locali e associazioni sociali; Coop Volpiano per la Caritas di Volpiano; Ipercoop Beinasco per la Caritas di Beinasco; Ipercoop Chieri per Insieme per gli Altri; Ipercoop Ciriè per Caritas e Croce Verde; Ipercoop Collegno per il Centro di Ascolto Pier Giorgio Frassati; Ipercoop Cuorgnè per la San Vincenzo; Ipercoop Pinerolo per l’Emporio Solidale “Una goccia”.

Torino, è boom del benessere: dove si investe (e dove invece si perde terreno)

Informazione promozionale

Dal fitness alla piscina di casa, dalla psicologia alla longevità: i torinesi ridisegnano le proprie priorità di spesa. Mentre il commercio tradizionale arretra, il wellness avanza a ritmo sostenuto.

C’è una parola che domina le scelte economiche dei torinesi nel 2026: benessere.

 

Non più un lusso per pochi, ma una voce strutturale del bilancio familiare.

 

E in questo scenario, anche la ristorazione di qualità si riposiziona: frequentare un ristorante raffinato non è più considerato un capriccio occasionale, ma un’esperienza di cura di sé, di convivialità consapevole e di ricerca della qualità.

 

Il wellness come nuova economia

Il fenomeno non è locale: è globale. Ma Torino lo riflette con chiarezza. Secondo il Global Wellness Economy Monitor, il mercato mondiale del benessere è oggi la prima economy globale e continuerà a crescere almeno fino al 2028.

In Italia, il settore dei centri benessere e dei servizi di massaggio professionale è cresciuto del 7,8% annuo negli ultimi cinque anni, e il numero di strutture specializzate ha registrato un’espansione costante.

A Torino, i dati della Camera di Commercio confermano questa “tendenza”: tra i comparti in crescita spiccano i servizi alla persona, le attività professionali (+2,1%) e le attività finanziarie (+5,7%), a testimonianza di una città che si riorganizza attorno a servizi di qualità e benessere individuale. Dopo due anni di contrazione, il tessuto imprenditoriale torinese è tornato a crescere con un saldo tra aperture e chiusure ampiamente positivo di +1.317 unità.

Dove si investe di più

Ristorazione di qualità ed esperienze gastronomiche

La ristorazione di livello è uno dei settori che meglio ha saputo intercettare il nuovo desiderio di benessere esperienziale. I torinesi spendono sempre di più per pasti curati, ingredienti ricercati e atmosfere che trasformano la cena in un momento di rigenerazione.

Secondo i dati Confcommercio, la ristorazione è tra i pochi comparti della distribuzione a proiettare una crescita del +15,5% entro il 2035, confermandosi motore dell’economia urbana. Non si tratta solo di cibo: è la ricerca di un’esperienza totale, fatta di cura, identità culturale e piacere condiviso.

Fitness e longevità attiva

I centri fitness e i personal center stanno attraversando una profonda trasformazione. L’allenamento non è più visto come strumento puramente estetico, ma come investimento sulla salute a lungo termine.

Cresce la domanda di programmi orientati alla longevità attiva, alla mobilità funzionale e alla prevenzione degli infortuni. Il concetto di healthspan — ovvero la qualità degli anni vissuti in salute — è diventato la bussola per una generazione di consumatori consapevoli.

Pilates, yoga e allenamento della forza registrano numeri in costante aumento anche nel capoluogo piemontese.

Benessere mentale e psicologia

Uno dei comparti in maggiore espansione è quello della salute mentale. Il 62% delle aziende italiane ha già attivato programmi di supporto psicologico per i propri dipendenti (dati PwC Italia), e la tendenza si riflette anche nei consumi privati.

Crescono gli sportelli di ascolto, i percorsi di mindfulness e le app di monitoraggio del benessere. In un contesto di stress diffuso e ritmi sempre più intensi, prendersi cura della mente è diventato un atto concreto, quotidiano e socialmente accettato.

Cura della persona e cosmesi clean

Nel retail torinese, il comparto dei prodotti di cura della persona è tra i pochi a segnare performance positive nel 2025 (+3,7% a livello nazionale).

Cresce la domanda di prodotti “clean label”, formulazioni naturali e trattamenti personalizzati. I consumatori leggono le etichette, scelgono ingredienti riconoscibili ed evitano sostanze potenzialmente dannose: una rivoluzione silenziosa che premia le aziende più trasparenti e penalizza chi non si adegua.

Tecnologia applicata al benessere

Dispositivi indossabili, app per il monitoraggio del sonno, sistemi smart per la gestione domestica del benessere: la tecnologia entra sempre più nel perimetro della salute personale.

 Sensori, intelligenza artificiale e percorsi di cura personalizzati sono il futuro prossimo di un settore in piena evoluzione, con una domanda che cresce in modo trasversale tra le generazioni.

Dove si registra un calo

Il quadro non è però tutto positivo. Mentre il wellness avanza, interi comparti tradizionali subiscono una contrazione significativa.

Il commercio al dettaglio è in crisi strutturale. A Torino, i dati Nomisma registrano una flessione delle unità commerciali locali del -9,3% nell’ultimo decennio. I valori di compravendita dei negozi in città sono calati del -22,1% tra il 2015 e il 2025.

Confesercenti ha definito la situazione «drammatica», con le piccole imprese giovanili e femminili tra le più colpite.

I settori più penalizzati sono:

  • Abbigliamento e calzature: -21,4% nelle unità locali negli ultimi dieci anni;

  • Cultura e svago (librerie, negozi di musica, articoli ricreativi): -28,0%;

  • Mobili e ferramenta: in calo strutturale, complice la frenata dell’edilizia residenziale;

  • Industria manifatturiera: -0,78% nel primo trimestre 2025 in Piemonte (dati Unioncamere).

Anche il commercio di prossimità soffre di un paradosso: i canoni di affitto restano elevati mentre i valori di vendita degli spazi commerciali crollano, rendendo insostenibile la gestione per molti piccoli imprenditori.

La mappa del futuro torinese

I dati della Camera di Commercio di Torino, ordunque, fotografano una città in transizione.

 Il traino è nei servizi alle imprese e nei servizi alla persona, mentre commercio tradizionale, industria e agricoltura segnano ancora il passo. Bene anche il turismo, che si mantiene stabile grazie alla crescita degli afflussi extra-alberghieri.

È la fotografia di una città che sta ridefinendo le sue priorità: meno beni materiali, più esperienze e qualità della vita. Meno fast fashion, più centri benessere. Meno negozi che chiudono senza ricambio, più realtà specializzate nel wellness che aprono e crescono.

E’ operativa in Piemonte la domiciliazione bancaria del bollo auto con riduzione del 5%

PAGAMENTI AUTOMATICI E RIDUZIONE DEL 5%

È operativa in Piemonte la domiciliazione bancaria del bollo auto, una modalità semplice e automatica che consente l’addebito diretto sul conto corrente, evitando dimenticanze e riducendo il rischio di sanzioni.

La nuova opzione, accessibile online attraverso il servizio “Domicilia il bollo” sul portale Tassa Auto Piemonte con accesso tramite SPID, CIE o CNS, prevede una riduzione del 5% sull’importo della tassa automobilistica. È inoltre applicata una commissione bancaria di 1 euro per ogni pagamento.

“Con la domiciliazione bancaria del bollo auto facciamo un passo concreto nella direzione di una Pubblica Amministrazione più semplice, più moderna e più vicina ai cittadini. Ridurre del 5% il costo del bollo per chi sceglie il pagamento automatico – dichiara l’assessore regionale al Bilancio Andrea Tronzano – significa premiare comportamenti virtuosi e favorire un rapporto più efficiente tra contribuente e istituzione. È una misura che unisce semplificazione, innovazione digitale e una gestione più ordinata delle entrate regionali, rafforzando la capacità del Piemonte di offrire servizi competitivi e allineati alle migliori esperienze nazionali”.

Possono aderire alla misura le persone fisiche proprietarie fino a un massimo di dieci veicoli. Il mandato di addebito deve essere attivo almeno 60 giorni prima della scadenza del bollo. Restano esclusi dalla procedura, tra gli altri, i veicoli a noleggio o in leasing, quelli con più di 30 anni e i ciclomotori. La domiciliazione garantisce anche una maggiore tracciabilità, con comunicazioni puntuali sia prima dell’addebito, sia a pagamento effettuato.

Per attivare la domiciliazione è necessario disporre di un’identità digitale, dei dati del veicolo e di un conto corrente (IBAN) su cui effettuare l’addebito.

La richiesta si effettua esclusivamente online tramite il portale regionale dedicato https://tassa-auto.sistemapiemonte.it/

Città di Chieri attiva la “pattuglia di quartiere”

La Città di Chieri ha attivato la “pattuglia di quartiere”, un nuovo servizio di presidio e controllo del territorio. Lo annuncia l’assessore alla Polizia Locale, Prevenzione e Sicurezza Biagio Fabrizio Carillo. 

Le pattuglie, formate da due agenti della Polizia Locale, si porteranno in diverse zone della città con l’Ufficio Mobile della Polizia Locale, per poi procedere a piedi e fermarsi a parlare con i cittadini. Il servizio sarà svolto per due giorni a settimana, dalle ore dalle ore 09:00 alle ore 12:00 e dalle ore 16:00 alle ore 19:00 (compatibilmente con altre attività e priorità del Comando); gli operatori saranno dotati di una fascia gialla con la scritta “Pattuglia di Quartiere”; le zone inizialmente presidiate saranno l’area centrale, i parchi (Patch, Tepice del Pellegrino, Robinson, San Silvestro), il Centro Commerciale “Il Gialdo”, la zona della Stazione ferroviaria, Campo Archero e Piazza Europa (Mercato), Quartiere Maddalene (Parco Levi) e le Frazioni (Pessione, Airali, Canarone, Madonna della Scala, Livorna). La pattuglia sarà dotata di un dispositivo digitale “tablet”, con il quale si potranno inoltrare immediatamente le eventuali segnalazioni al Comando o alle altre forze dell’ordine.

Commenta l’assessore Biagio Fabrizio Carillo: «In questo modo l’Ufficio Mobile diventa un qualcosa di “dinamico”, un punto di riferimento per i cittadini e gli esercenti. La sicurezza si crea anche con il dialogo e creando un rapporto di fiducia. La “pattuglia di quartiere” vuole essere uno strumento di polizia di prossimità, che svolge un’attività di prevenzione, controllo e ascolto, agendo così sulla percezione dell’insicurezza, oltre che con una funzione deterrente nei confronti delle attività illecite e di contrasto del degrado. Si procederà poi ad una fase di verifica dei risultati con lo scopo di valutare la possibilità di modificare l’elenco delle zone da presidiare in base alle esigenze della popolazione e dell’Amministrazione».

Cerretto Langhe è tornato per un giorno nel medioevo

La prima edizione del Calendimaggio

Domenica 3 maggio Cerretto Langhe è tornato per un giorno nel medioevo con la prima edizione di Calendimaggio, il grande evento volto a celebrare il ritorno della bella stagione.
La manifestazione, magistralmente organizzata dal Comune, in collaborazione con la Pro Loco, il Borgo Santa Rosalia di Alba e l’Associazione Internazionale Regina Elena Odv, ha avuto come tema l’800° anniversario della nascita di Caterina da Marano, consorte del Marchese Giacomo Del Carretto.
Il borgo, i cui edifici in pietra sono stati interessati da importanti lavori di recupero attualmente in corso di ultimazione, si è trasformato in un villaggio medievale, con i vessilli dei Del Carretto che sventolavano dai balconi.
La manifestazione, patrocinata dal Consiglio Regionale del Piemonte, dalla Provincia di Cuneo e dal Comune di Cerretto, ha visto la partecipazione di ben 120 cerrettesi in costume, ai quali si sono aggiunti i figuranti dei seguenti gruppi storici: “Borgo Vecchio” di Avigliana; “I Signori di Rivalba” di Castelnuovo Don Bosco; “I Marchesi Paleologi” di Chivasso; “Associazione Culturale Corte Fieschi Casella Vallescrivia” di Genova; “Bernardo di Baden” di Moncalieri e “I Signori del Medioevo da Torino”. I figuranti sono stati presentati dall’attore Ettore Cappelli.
I numerosi partecipanti si sono ritrovati alle ore 10,15 davanti alla casa dei Del Carretto, oggi tornata agli antichi splendori, dove si sono esibiti gli sbandieratori del Borgo Santa Rosalia di Alba.
Flavio Borgna, Sindaco di Cerretto Langhe, nel suo intervento ha dichiarato che “
E’ da settimane che la nostra comunità lavora per preparare le bandiere, gli stemmi (…). Vogliamo oggi ricordare l’ottocentesimo anniversario della nascita di Caterina da Marano, che sposò poi Giacomo Del Carretto ed ebbero come figlia Aurelia, che diventò la prima Signora di Monaco e poi ripercorrere con questa fiumana di persone colorate il nostro centro storico, che è rimasto per anni abbandonato e che sta riprendendo ora uno speciale splendore”.
Ha quindi preso la parola Massimo Antoniotti, Vice Presidente della Provincia di Cuneo, per il quale “
Cerretto Langhe rappresenta un po’ tutti i nostri piccoli Comuni della Langa, a dimostrazione del fatto che il nostro territorio ha saputo fare un percorso di crescita, non solo sempre enogastronomia, ma oggi con tutte le rappresentazioni delle famiglie nobiliari del Piemonte e non solo, con i tanti figuranti e i tanti stemmi, è veramente un giorno importante per noi, rappresenta una crescita di un percorso che sta iniziando, che sta andando avanti e grazie al sindaco e ai tanti sindaci e amministratori presenti qua sulla piazza stiamo portando avanti come territorio”.
Alberto Cirio, Presidente della Regione Piemonte, dopo aver ringraziato i tanti figuranti e Carla Vaschetto, Presidente del Borgo Santa Rosalia di Alba, si è congratulato con il Sindaco Flavio Borgna, “
perché noi stiamo oggi facendo una giornata di festa, in cui il paese, i nostri vini e la nostra enogastronomia ci faranno da contorno, ma stiamo anche riscoprendo la nostra storia, riscoprendo la nostra identità e riscoprire la nostra storia e la nostra identità è un valore assolutamente importantissimo, che non dobbiamo dimenticare” ed ha concluso ringraziando i figuranti “perché sono tutti volontari che nella loro vita, non solo oggi, ma tante domeniche, sabati, giorni festivi, decidono di vestire l’immagine della loro storia (…) perché il modo migliore per dimostrare che amiamo il nostro Piemonte, che amiamo i nostri paesi, è quello di dedicarci ai nostri paesi” e Franco Graglia, il Vice Presidente del Consiglio Regionale, “perché la Regione ha stanziato risorse importanti per il sostegno alle proloco, ma poi ci vuole sempre qualcuno che se ne occupi e Franco si occupa con attenzione dei territori e quindi credo che tutti insieme possiamo essere una buona squadra a servizio della nostra comunità e della nostra meravigliosa storia italiana”.

Successivamente i figuranti hanno sfilato fino all’ottocentesca Chiesa Parrocchiale della Santissima Annunziata, progettata dal celebre architetto Giovanni Battista Schellino di Dogliani in stile neogotico ed edificata dove sorgeva una prima chiesa risalente al XIII secolo.
A guidare il corteo sono stati i cerrettesi che hanno impersonato i personaggi principali:
il Marchese Giacomo Del Carretto con la consorte Caterina da Marano; la loro figlia Aurelia con il secondo marito Francesco Grimaldi, il figlio di primo letto Ranieri I e la sua prima consorte e zia materna Selvatica; Enrico III di Novello, un altro figlio di Giacomo e Caterina, con la consorte Eleonora di Saluzzo, il loro figlio Giacomo con la moglie Eliana e Antonio, primogenito di questi ultimi, con il secondogenito Tete, capostipite dei Del Carretto di Gorzegno.
Dopo la S. Messa celebrata da Don Franco Ciravegna, i figuranti hanno sfilato lungo l’anello del centro storico, fino al Salone Comunale, dove si è tenuta una solenne cerimonia aperta da un bellissimo video su Cerretto Langhe e dal discorso del Sindaco Flavio Borgna, il quale ha affermato che “
questo evento ha visto la partecipazione incredibile del paese, con tantissime persone impegnate per settimane a preparare costumi, bandiere, stemmi che poi avremo disponibili in altre occasioni (…) ne approfitto soprattutto per ringraziare Andrea Carnino, che con i suoi studi ci ha portato all’inserimento nei Siti Storici dei Grimaldi di Monaco, dove sono presenti cinquanta Comuni. Lo ringraziamo per la passione che ci mette, per la passione disinteressata e infinita e anche per la pazienza, grazie davvero Andrea, insieme a lui ringraziamo l’Associazione Internazionale Regina Elena Odv”.
Silvia Molino, Assessore alla Cultura di Castelvecchio di Rocca Barbena (SV) e Fiduciario per la Provincia di Savona del Sodalizio, che per l’occasione ha sfilato insieme al Gruppo Storico “I Signori di Rivalba” di Castelnuovo Don Bosco, impersonando Bianca di Savoia, consorte di Galeazzo II Visconti, co-Signore di Milano, ha affermato che “
oggi ho visto tanti bambini, ho visto nuove generazioni, nuove leve, questo è l’esempio più bello che voi potevate dare, un esempio di coesione, di bellezza, di cultura, di tradizioni per il nostro futuro. (…) voi siete veramente un faro di bellezza, di luce per il futuro, soprattutto per chi verrà dopo di noi, perché il mondo non finisce con noi, le nuove generazioni raccoglieranno quello che noi gli stiamo dando e io spero che le nuove generazioni possano raccogliere la vostra bellezza, la vostra cultura, la vostra passione e l’amore per il territorio che avete dimostrato oggi e sempre”.
Dopo i saluti di Christian Rocco, Consigliere di Novello (CN); Bruno Terreno, Sindaco di Clavesana (CN) e Roberto Cavallo, Assessore all’ambiente, attività produttive, commercio e agricoltura del Comune di Alba, lo scrivente nel suo intervento ha fatto scoprire ai numerosi presenti la figura di Caterina da Marano e la storia del Marchesato di Gorzegno.
Caterina nacque nel 1226 dall’amore tra l’Imperatore dei Romani Federico II di Svevia e la sua prima amante Adelaide di Urslingen. Nel 1247 sposò prima a Cremona e poi nella cappella del Castello di Saliceto il Marchese Giacomo Del Carretto, il quale regnava su un feudo che da Finale Ligure andava fino quasi ad Alba. Dalla loro unione nacquero cinque figli, tra i quali Aurelia, che nel 1272 sposò Lanfranco Grimaldi, Vicario Imperiale in Provenza. Essi furono i genitori di Ranieri I. Rimasta vedova nel 1293, due anni dopo Aurelia si risposò con Francesco Grimaldi, cugino di suo marito.
Francesco la notte dell’8 gennaio 1297 insieme al figliastro Ranieri I, travestito da monaco francescano, conquistò la Rocca di Monaco, fatta costruire dai genovesi nel 1215, diventandone il primo Signore. I due regnarono insieme fino al 10 aprile 1301 quando Monaco tornò genovese. Sarà Carlo I, figlio di Ranieri I, a riconquistare la Rocca il 12 settembre 1331 e a diventarne il suo primo Signore sovrano.
Il Marchese Giacomo Del Carretto si spense nel 1268, sua moglie Caterina da Marano nel 1272.
Il 21 ottobre 1268 i loro tre figli maschi nel Monastero di Santo Stefano di Millesimo si spartirono i possedimenti paterni: Enrico III ereditò le valli del Tanaro e del Belbo e fu il capostipite dei Del Carretto di Novello; Corrado fu il capostipite dei Del Carretto di Millesimo e Antonio di quelli di Finale Ligure. Da Carlo, nipote di quest’ultimo, si originò il ramo di Zuccarello.
Enrico III da sua moglie Eleonora di Saluzzo, figlia del Marchese di Saluzzo Tommaso I, ebbe Giacomo, che sposò la sua lontana cugina Eliana. Dall’unione di questi ultimi nacque Antonio, il cui primogenito Francesco portò avanti il ramo di Novello, mentre il secondogenito Tete fu il capostipite dei Del Carretto di Gorzegno, il cui marchesato comprendeva anche Cerretto Langhe Albaretto della Torre, Arguello, Borgomale; Cravanzana; Levice; Monesiglio; Niella Belbo, Serravalle Langhe e San Benedetto Belbo. Il Marchesato di Gorzegno rimase un feudo imperiale fino al 1735, quando venne inglobato nel Regno di Sardegna.
Francesco Giovanni Del Carretto Marchese di Gorzegno, nel 1692 sposò la Marchesa Cristina Girolama Coardi, vedova del Conte Carlo Roero di Moncrivello e i loro discendenti portarono il titolo di Marchesi di Gorzegno e Moncrivello. Il casato esiste ancora oggi.
Ha concluso il Marchese Roberto Giordano Icheri di San Gregorio Del Carretto di Balestrino, il quale ha affermato che “
per me è abbastanza inusuale trovarmi in compagnia dei miei antenati nella stessa sala in una domenica di primavera. Mi fa molto piacere e vi ringrazio per essere qua (…) queste manifestazioni aprono belle finestre sul nostro passato, delle finestre interessanti e molto ben documentate. Questo è importante perché noi oggi siamo il risultato dei nostri antenati, di quelli che ci hanno preceduto, siamo la loro sintesi in tanti modi e questa consapevolezza secondo me è importante perché ci può aiutare a guardare il futuro in modo più tranquillo e più sereno. Non sono solo una festa di paese o una sagra, ma sono veramente qualcosa di più sul quale vale la pena ritornare con il pensiero”.
All’evento hanno presenziato anche Massimo Gula Presidente Gal Langhe Roero Leader; Mario Canova componente del Consiglio di amministrazione della Fondazione CRC; la Marchesa Mara di Balestrino, consorte del Marchese Roberto e le seguenti autorità: Luca Borgna, Sindaco di Albaretto della Torre (CN); Daniele Galliano, Sindaco di Bormida (SV); Ettore Secco, Sindaco di Bosia (CN); Gabriele Molinari, Sindaco di Castelletto Uzzone (CN); Bruno Terreno, Sindaco di Clavesana (CN); Piercarlo Biestro, Sindaco di Feisoglio (CN); Marco Pallaro, Sindaco di Novello (CN); Giovanni Genta, Sindaco di Saliceto (CN); Claudio Cavallo, Sindaco di Stellanello (SV); Franco Aledda, Sindaco di Rodello (CN); Elisa Casetta, Vice Sindaco di Bossolasco (CN); Cristina Gonella, Vice Sindaco di Perletto (CN); Francesca Manfrino, Consigliere di Bardineto (SV); Dario Sandri, Consigliere di Benevello (CN) e Fabio Busca, Consigliere di Lequio Berria (CN).
L’Associazione Internazionale Regina Elena Odv è stata rappresentata dal Vice Segretario Amministrativo Nazionale, accompagnato dal Fiduciario della Provincia di Savona, dai Delegati nazionali Alfio Torrisi e Carmen Cadar, dal Fiduciario di Chivasso Silvano Borca accompagnato dalla consorte e da soci.
Questa manifestazione è stata resa possibile grazie al grandissimo impegno di Silvana Zandrino e Alessandro Marletta, i quali hanno magnificamente curato la realizzazione degli scudi, delle bandiere e dei vestiti dei figuranti, coordinando la sfilata.
Un grande ringraziamento è andato anche a Carla Vaschetto, Presidente del Borgo Santa Rosalia di Alba, che ha messo a disposizione tutto il materiale del suo borgo ed ha lavorato con Alessandro e Silvana sere e sere per provare i vestiti, dando una disponibilità totale e alla Pro Loco di Cerretto Langhe per la calorosa accoglienza ed il grande pranzo di chiusura organizzato nel cortile della chiesa parrocchiale.

ANDREA CARNINO

A Vaie ritorna la Sagra del Canestrello

Un tempo sinonimo di festa e condivisione, il celebre biscotto della Valle di Susa torna protagonista assoluto nel Comune di Vaie, dove la parola festa aveva il profumo preciso della scorza di limone e del burro fuso sulla ghisa rovente. Il canestrello rappresenta una delizia dorata dalla trama reticolata, e non è un semplice dolce, ma rappresenta un rito collettivo, proprio perché nei tempi passati pochi possedevano la preziosa piastra di cottura, che veniva prestata di casa in casa, creando un legame indissolubile tra vicini. Si preparavano solo per le grandi occasioni, come San Pancrazio, e si custodivano nelle scatole di latta per farli durare il più a lungo possibile. Oggi quella magia rivive in un evento che trasforma Vaie in una vetrina d’eccellenza per l’intera Valle di Susa, con la 28esima Sagra del Canestrello.

L’edizione 2026 della Sagra non rappresenta solo un momento di festa, ma un tassello di una strategia di promozione turistica e culturale fondamentale. L’iniziativa è realizzata con il contributo di Città metropolitana di Torino nell’ambito del bando rivolto ai Comuni con popolazione inferiore ai 10 mila abitanti. Questo supporto istituzionale è volto a sostenere i progetti che, come quello di Vaie, sanno valorizzare le radici storiche per trasformarle in opportunità di sviluppo e d’identità per il territorio. Non mancherà neanche la mostra mercato dei prodotti tipici, che rappresenterà il clou della festa domenica 10 maggio, accompagnata dalla mostra di pittura “Vaiedipingi” e dalle visite al Museo della Preistoria. Durante la festa si susseguiranno numerosi appuntamenti con laboratori e concorsi, senza tralasciare quelli culturali con mostre d’arte, concerti della Filarmonica di Vaie e rievocazioni storiche.

Mara Martellotta

Un convegno per i 150 anni del settimanale diocesano “La Voce e il Tempo”

“Torino ieri, oggi e domani” è il titolo del convegno che il settimanale diocesano “La Voce e il Tempo” organizza a Palazzo Carignano sabato 9 maggio per celebrare 150 anni di fondazione de “La Voce del Popolo” e 80 anni de “il nostro tempo”, le due testate confluite nell’attuale settimanale “La Voce e il Tempo”. Il convegno ragionerà sull’area torinese, la città e le sue campagne, a margine di una mostra sulle prime pagine dei giornali dal 1876. Al mattino, dalle 9 alle 13, le relazioni sulla storia delle testate a cura di Giovenale Dotta, Marco Bonatti e Maria Pia Bonanate e relazione del parroco don Andrea Bisacchi su “Conoscere il passato per operare nel presente”.. Nel pomeriggio dalle 15 alle 18.30 si terranno tre dibattiti di attualità: “Dove sta andando Torino” con il sindaco Stefano Lo Russo, il sindaco emerito Valentino Castellani e Paolo Damilano (Torino Bellissima); “La presenza locale e globale del giornale diocesano” (Alberto Riccadonna, Giampiero Gramaglia); “Dove sta andando l’informazione torinese” con Gianni Armand Pilon vicedirettore de “La Stampa”, Antonello Micali direttore de “Il Risveglio del Canavese”, Carmine Festa caporedattore de “Il Corriere della Sera”, Marco Bardesono vicedirettore di “Torino Cronaca” e Roberta Pellegrini direttrice dell’Associazione Stampa Subalpina.     fr
Foto Massimo Masone, La Voce e il Tempo

Premiati  a Volpiano quattro atleti del Rafting under 23

Un momento di grande orgoglio ha avuto luogo lunedì 4 maggio, presso il Municipio di Volpiano, dove il Sindaco, Giovanni Panichelli, insieme all’Assessora alla Cultura, Barbara Sapino, ha incontrato e premiato i quattro giovani campioni del mondo under 23 di Rafting.

Una pergamena ufficiale di riconoscimento è stata consegnata nel corso dell’incontro a Matteo Lancellotti, di San Sebastiano da Po, Duccio Boscia, di Casalborgone, Luca Liuzzo e Giacomo Schettino di Volpiano, protagonisti di un risultato straordinario ai campionati mondiali under 23 disputati a Pau. Il quartetto azzurro ha conquistato il titolo overall under 23 imponendosi in 3 delle 4 discipline in programma: oro nella sprint, decisa per pochi centesimi, oro nella rx raftcross, superando avversari di alto livello, oro nello slalom con il miglior tempo assoluto della competizione. Si è trattato di tre prove diverse con un unico risultato, che ha dimostrato continuità, precisione e grande affiatamento. I giovani campioni hanno raccontato l’impegno richiesto per conciliare studio, sport e vita personale.

Il successo di Pau non è un caso isolato: lo stesso team aveva conquistato il titolo mondiale nel 2019 e nel 2025. Il passaggio alla categoria under 23, con avversari più esperti, non ha cambiato l’esito, segno di una crescita solida e continua. Dietro al risultato, c’è il risultato dell’Associazione, dove gli atleti si allenano stabilmente, MN Movimento e Natura, seguiti da tecnici qualificati e da un progetto sportivo sviluppato negli anni. La cerimonia si è conclusa con la consegna della pergamena da parte del Sindaco, a testimonianza del traguardo raggiunto.

“È un orgoglio per tutta la comunità – ha sottolineato il Sindaco, Giovanni Panichelli – vedere giovani del territorio arrivare ai vertici mondiali in una disciplina così impegnativa come il Rafting”.

Il Rafting non è ancora una disciplina olimpica, ma il movimento internazionale è in crescita e le prospettive sono concrete: i quattro atleti guardano già avanti.

“Tra due anni ci saranno i prossimi mondiali e vogliamo farci trovare pronti. Il nostro obiettivo è di continuare a migliorarci confermando il livello raggiunto – hanno dichiarato i quattro atleti vincitori”.

Per Volpiano, San Sebastiano da Po e Casalborgone, il titolo mondiale conquistato a Pau rappresenta molto più di una vittoria sportiva: è il simbolo di un percorso condiviso, di un lavoro costante e della capacità di emergere partendo da realtà locali.

Mara Martellotta

Ragazza di vent’anni trovata in strada accoltellata al torace

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Alle 7:30 una chiamata d’emergenza ha avvisato i soccorsi di Azienda Zero. I soccorritori sono giunti in via Borsi a Lucento all’altezza del civico 87. A terra una ragazza  vent’anni, colpita al torace da una coltellata. È ricoverata al Maria Vittoria in codice giallo. I carabinieri stanno cercando di verificare la dinamica dell’accaduto. Tra le ipotesi un litigio durante una festa.