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Partenza record per AMTS 2026

Prevendite in aumento e sold out lampo per le experience

Torino, 27/03/2026 – Inaugurata questa mattina la terza edizione di AMTS – Auto Moto Turin Show, il grande evento organizzato da GL events Italia al Lingotto Fiere che fino al 29 marzo trasforma Torino nella capitale italiana della passione per i motori. Introdotta da Jimmy Ghione, la cerimonia ha dato ufficialmente il via alla manifestazione che si preannuncia straordinaria: la prevendita segna già un +25% rispetto allo scorso anno e diverse attività hanno rapidamente raggiunto il tutto esaurito, indicatore dell’interesse in crescita e di un pubblico sempre più coinvolto.

Unendo in un’unica manifestazione esposizione, spettacolo e cultura automotive, AMTS propone un mix dinamico di supercar, moto, tuning, restomod e veicoli sportivi. Un’edizione che si distingue per la sua natura immersiva e per l’anima family-friendly, pensata per stupire i più giovani e avvicinarli alla mobilità attraverso esperienze divertenti e formative.

Con ottime premesse, l’evento si prepara a proiettarsi verso un nuovo record di presenze e di entusiasmo.

Gli interventi dei protagonisti all’inaugurazione di AMTS 2026

«In tre anni AMTS è diventato un appuntamento di riferimento, capace di portare a Torino uno spettacolo per tutti, dagli appassionati più esperti, alle famiglie e ai curiosi. Accanto all’intrattenimento, il salone porta competenze e una visione che guarda al futuro della mobilità. L’edizione 2026, infatti, unisce la tradizione motoristica con l’innovazione e, grazie alla collaborazione con istituzioni, università e partner, diventa uno spazio in cui cultura, tecnologia e nuova mobilità si incontrano e si rafforzano» ha dichiarato Gabor Ganczer, amministratore delegato di GL events Italia.

«La nostra filiera automotive sta affrontando sfide importanti che riguardano innovazione, competenze e nuovi modelli produttiviha commentato Andrea Tronzano, assessore al Bilancio, Sviluppo delle attività produttive, Internazionalizzazione e attrazione investimenti -. I motori saranno parte integrante della nostra economia e bene che se ne parli: il termico e l’ibrido sono una parte del futuro, perché la neutralità tecnologica è l’obiettivo della Regione e del Governo. In questo contesto, manifestazioni come AMTS hanno un ruolo prezioso, avvicinano il grande pubblico al mondo industriale, raccontano le eccellenze del territorio e mostrano come tradizione e nuove tecnologie possano evolvere insieme. È anche attraverso eventi come questi, che parlano direttamente alle famiglie e ai giovani, che rafforziamo la cultura dell’automotive e sosteniamo un ecosistema che rimane strategico per lo sviluppo economico regionale».

«L’importanza di questo evento è legato a doppio filo al nostro presente, ma anche al nostro passato e al futuro. L’auto è una parola dominante in quelle che sono le strategie, non solo industriali, ma anche di riconoscimento della città. Ogni volta che l’auto è protagonista lo diventa altrettanto l’intero territorio: noi siamo contenti come Città di Torino di sostenere un’iniziativa come questa che cresce ogni anno e che potrà crescere ancor di più nei prossimi anni», ha aggiunto Domenico Carretta, Assessore allo Sport, al Turismo e ai grandi eventi della Città di Torino.

«Vedere i padiglioni accendersi di tanta passione è la conferma di quanto il cuore dell’automotive batta ancora forte a Torino. Oggi non si apre semplicemente una fiera, ma si accendono i riflettori su un intero territorio. Come Vehicle Valley siamo qui per dimostrare che la nostra eccellenza è un ecosistema vivo, in cui la forza della storia e l’avanguardia tecnologica si uniscono per creare un brand unico. È facendo sistema in giornate come questa che confermiamo il Piemonte come polo di attrazione globale per la mobilità del futuro» ha sottolineato Monica Mailander, Presidente di Vehicle Valley Piemonte.

«Torino mantiene più viva che mai la sua passione per i motori. AMTS ha trovato la ricetta giusta per coinvolgere i giovani e anche ASI quest’anno dedica il suo spazio alle nuove generazioni, alle auto storiche dei loro sogni, le youngtimer, alle attività specifiche organizzate dalla Federazione per far vivere emozioni e adrenalina» ha dichiarato Alberto Scuro, Presidente di ASI Automotoclub Storico Italiano.

«13 anni di Expo Tuning Torino, questo è il terzo anno con AMTS. Abbiamo dato tutto quello che potevamo per questa importante manifestazione e ringraziamo GL events Italia per averci dato la possibilità di farlo; crediamo che d’ora in poi siamo sulla strada giusta per fare grandi cose per i prossimi eventi», ha detto Fabio Pavanello, Expo Tuning Torino.

«L’Associazione Italiana Donne Automotive ha patrocinato la mostra “Donne e Motori Gioie e Basta”, progettata e presentata da Elisabetta Cozzi Presidente dell’associazione Friend of Museo F.lli Cozzi e presidente del Museo F.lli Cozzi. Questo è un progetto che è arrivato alla quarta edizione e quest’anno il tema è HeForShe, un tema che riprende la campagna delle Nazioni Unite da cui abbiamo avuto l’approvazione: la mostra raffigura uomini e donne insieme per la parità di genere davanti alle auto storiche del Museo F.lli Cozzi», ha dichiarato Linda Villano, Presidente di AIDA, Associazione Italiana Donne Automotive.

Il weekend di AMTS in pillole, tutto quello che devi sapere

Il fine settimana di AMTS 2026 promette pura adrenalina con un palinsesto di show mozzafiato, aree espositive ricche di sorprese e la possibilità di testare le ultime novità del mercato.

L’anima eterogenea del Padiglione 2

  • Veicoli speciali, restomod e Blind Test: un vero crocevia per famiglie, collezionisti e appassionati, dove le esibizioni si uniscono a un’esposizione che spazia dalle auto da corsa e le vetture delle forze armate (Esercito, Carabinieri, Vigili del Fuoco e Guardia di Finanza), fino alle supercar, i miti americani e le iconiche JDM. Il pubblico può mettersi alla prova con il divertente “Blind Test” per indovinare un’auto mascherata e ammirare la sezione Special Car dedicata alle restomod: spiccano la Grassi 044, la Kimera EVO 038 “Aura” e un esemplare unico al mondo e meticolosamente restaurato di Lancia 037 in livrea NordMende. Ampio spazio anche per l’area Aftermarket e i club storici.

  • Vehicle Valley Piemonte, eccellenza della filiera della mobilità regionale: nata con l’obiettivo di promuovere le imprese piemontesi sui mercati internazionali, all’interno del Padiglione 2 Vehicle Valley si presenta come un hub strategico capace di connettere il consolidato “saper fare” del territorio con le tecnologie più avanzate. Lo spazio espositivo riunisce tre protagonisti emblematici: la rivoluzionaria hyper GT elettrica Battista Anniversario da 1.900 CV firmata Pininfarina, le avanzate soluzioni di sicurezza anti-aquaplaning (come i sensori virtuali DAI e il sistema attivo AIS) sviluppate dalla tech company Easyrain e un’icona assoluta dei rally come la leggendaria Lancia Stratos del 1976 portata dalla Fondazione Gino Macaluso per l’Auto Storica. La ricchezza di questa rete si estende anche agli spazi espositivi autonomi di altri soci prestigiosi presenti in fiera, tra cui Italdesign e la Fondazione Marazzato.

  • Uno sguardo al futuro con il Living Lab ToMove: tra i protagonisti di AMTS 2026 anche l’iniziativa della Città di Torino (parte del programma nazionale MaaS for Italy) che trasforma il territorio urbano in un laboratorio per la mobilità innovativa. Sono presentati dimostratori tecnologici come ADone (piattaforma autonoma per trasporto passeggeri) e LastMed (rover autonomi per la consegna di medicinali), oltre a esperienze in VR 360° per esplorare il futuro dell’automotive.

Test drive, adrenalina, tuning e l’heritage: AMTS a 360°

  • Si sale a bordo con i Test Drive: un’ampia area permetterà al pubblico di passare al sedile di guida lungo la tre giorni di AMTS. Possibile testare su strada le Tesla Model 3 e Model Y (con un’anteprima del sistema Full Self-Driving dal lato passeggero). In prova anche i SUV Omoda 5 e Jaecoo 7 con impianto GPL. Per le due ruote, Yamaha (con VignaMotors) e BMW Motorrad (con biAuto) offrono esclusivi test ride nel weekend, mentre Talaria permette di provare i suoi modelli elettrici, con opzioni dedicate anche a ragazzi e bambini.

  • Acrobazie e due ruote: va in scena il Circus Trial Show, con acrobazie, rampe e salti pirotecnici su due ruote. L’offerta freestyle continua nel Padiglione 3 con il BMX Freestyle Show (trick e rotazioni spettacolari su biciclette) e lo Scooter Freestyle Show (trick acrobatici sul monopattino), mentre l’area esterna ospita il motocross estremo dell’FMX Freestyle.

  • Adrenalina a quattro ruote: la Motul Arena è il cuore delle derapate con il Drifting Show, portando in pista accelerazioni e auto sempre al limite dell’aderenza. Per gli amanti della tecnica, il Precision Driver Show offre uno spettacolo di guida e parcheggi millimetrici, mentre sono rapidamente sold out i pochi posti disponibili per i più coraggiosi che possono salire a bordo come passeggeri per un giro mozzafiato grazie all’esperienza del Taxi Drift.

  • Spettacolo all’Oval con il Team No Limit: l’Oval non è solo teatro del tuning con l’esposizione di ETT, ma ospita anche The West Coast Combo Show – Fast Life x G Life, un evento esplosivo che fa incontrare due leggendari universi della cultura automobilistica internazionale. Un viaggio visivo e culturale tra la Fast Life (con bolidi in stile Fast & Furious) e la G Life (con autentici lowrider che rendono tributo alla tradizione Chicana della West Coast e classici americani resi celebri da videogiochi cult come GTA). Un’esibizione adrenalinica generazionale, capace di unire famiglie e appassionati con la stessa energia: vivere senza limiti.

  • Heritage e nuove generazioni con ASI Giovani e le altre novità: I riflettori si accendono sull’eredità di Autobianchi, con un’esposizione di modelli di punta curata dal Registro Autobianchi (dalla Stellina alle A112 Abarth) e consulenze sui restauri. Nel Padiglione 3, l’Automotoclub Storico Italiano (ASI) celebra il suo 60° anniversario con l’area “ASI Giovani“, uno spazio informale che espone iconiche coupé anni ’90 firmate Pininfarina e icone di tendenza. Lo stand diventa anche palcoscenico per l’annuncio del “Concorso Grifo d’Oro ASI 2026” dedicato ai giovani talenti under 30 del car-design.

  • Arte e cultura automobilistica: oltre all’esposizione all’Oval di circa 300 capolavori di personalizzazione curati da ETT all’Oval, l’edizione 2026 offre un’esperienza inedita grazie alla collaborazione con la Pinacoteca Agnelli; i visitatori di AMTS avranno accesso esclusivo all’iconica Pista 500, la celebre ex pista di collaudo FIAT trasformata in giardino pensile. Già esauriti i posti per un giro mozzafiato a bordo di un esemplare di FIAT Balilla d’epoca grazie alla collaborazione del Mauto.

Biglietti e prezzi

I biglietti sono acquistabili online sul sito ufficiale www.amtstorino.it ai seguenti prezzi (diritti di prevendita inclusi):

  • Intero Online: 17,00 euro

  • Ridotto Online: 15,00 euro (riservato a categorie specifiche indicate nella sezione dedicata del sito ufficiale)

  • Abbonamento 3 giorni: 35,00 euro (per vivere l’intera esperienza del weekend)

  • Family Pack: 49,00 euro (valido per 2 adulti e 2 bambini, ideale per le famiglie)

Come arrivare

AMTS 2026 si svolge al Lingotto Fiere di Torino (Via Nizza, 294), una location centrale e facilmente raggiungibile sia con i mezzi pubblici (Metropolitana Linea 1 – Fermata Lingotto) sia con altri mezzi per chi proviene da fuori Torino. Nel dettaglio:

  • In metropolitana: il polo fieristico è servito dalla Linea M1. Scendendo alla fermata “Lingotto” si raggiunge l’ingresso principale in pochi minuti a piedi.

  • In treno: dalle stazioni di Torino Porta Nuova e Torino Porta Susa è facilmente accessibile la metropolitana. Dalla stazione Lingotto, si può arrivare a piedi tramite la passerella olimpica simbolo di Torino 2006.

  • In autobus: diverse linee di superficie garantiscono il collegamento con il quartiere fieristico da varie zone della città; tra le principali le linee 18, 34 e 2014.

  • In auto: dalla rete autostradale si accede alla tangenziale di Torino e, uscendo in “Corso Unità d’Italia”, è sufficiente seguire la segnaletica per “Lingotto Fiere”. Disponibili aree di parcheggio a pagamento, anche sotterraneo sotto il Centro Commerciale Lingotto.

Info utili: AMTS 2026 in numeri

  • Date: 27-29 Marzo 2026

  • Luogo: Lingotto Fiere, Torino – Pad 2, Pad 3, Oval, P3, Motul Arena, Pista 500/Pinacoteca Agnelli

  • Orari: 10:00 – 19:30

  • Area evento: +90.000 mq, 3 aree evento indoor, 1 pista esterna, area food truck, + 1.500 veicoli esposti, + 200 aziende ed espositori

  • Canali Social: @amts_torino

  • Sito Web e Biglietteria: www.amtstorino.it

Fuori dal quadro

BRANDELLI  Postille di troppo su artisti contemporanei

Di Riccardo Rapini

Il lavoro di IOSONOMAT si sagoma dentro una relazione che, vista da fuori — e ancor più raccontata — rischia sempre di essere fraintesa, ridotta, resa esemplare, mentre invece resta molto più concreta, ineludibile, più quotidiana di quanto si sia disposti a riconoscere.
E certamente più straordinaria.

Il binomio è composto da Fulvio Luparia, con un trascorso che va dal tessile alla moda, e da suo figlio Mattia Luparia, che sin dalla nascita si è visto stringere il mondo e il corpo nella tetraplegia.

Una morsa che, come mi conferma anche il padre utilizzando la metafora del calabrone che vola pur non potendo, non è mai riuscita a comprimere quella che è la natura insita nella realtà umana: una perenne zona d’interesse in cui forze ineffabili erompono nel desiderio d’esprimersi per generare qualcosa di irregolare, di particolare, di imbrattato e policromo e che si oppone senz’altro al tipico.

Mi incontro con Fulvio in un bar pasticceria vicino a casa sua nel quartiere Parella a Torino, è primavera.
Sono in ritardo come al solito e lui già ha finito la sua tazza grande di ginseng, nell’indecisione lo imito e ne ordino una anch’io.

In sottofondo un’implacabile musica reggae commerciale, che suppongo abbia l’intento di spandere leggerezza nel ripetersi ossessivo dei suoi giri armonici elementari, ma che su di me ha invece un subdolo effetto narcotico.
“Dov’eri finito?” mi accoglie sorridendo.

L’impressione che subito mi dà è quella di un uomo smaliziato, pratico e stratificato, svagato, a tratti nostalgico, che porta addosso quella precisione un po’ ostinata di chi ha lavorato a lungo su superfici e stoffe come su rapporti e città.

Mi fa pensare, strampalatamente, a un’armoire à glace un po’ vissuta, su cui la luce fa risaltare le piccole e grandi tracce, graffi e pedate, ma che riflette anche il mondo intorno attraverso lo specchio.

Fa una battuta scherzosa sulla mia giacca vintage presa a Porta Portese, credo gli piaccia.

È un fiume in piena Fulvio, mi confida con autoironia che sua moglie Gabriella lo chiama giocosamente Dottor Divago.
Mi parla degli anni ’80 quando collaborava con Franco Arese nella distribuzione di marchi sportivi nel Nord d’Italia, di quando era responsabile commerciale nel settore sportswear del Gruppo Finanziario Tessile, tra Torino e Modena, in un ambiente legato anche alle esperienze di Stone Island CP Company accanto a Carlo Rivetti.

Degli anni ’90 apre il negozio vintage Docks Dora a Milano in corso Garibaldi, segnando un passaggio più netto verso una pratica che cominciava a svincolarsi da una logica commerciale lineare.

Qui infatti inizia a smontare abiti da lavoro, canapa, lino, cotone spesso, per poi intervenire con il colore per restituirli a nuova funzione, anche in oggetti d’arredo.

Oggi queste pratiche si condensano ed espandono nel suo laboratorio, Laboratorio Luparia, in via Quittengo a Torino e che può vantare collaborazioni con marchi come Jil Sander, Miu Miu, Zegna, Faliero Sarti, Cristiano Fissore, Avant Toi e, negli ultimi anni, anche con il famigerato Kanye West che ha acquistato delle sue creazioni.

Ed è qui, nel laboratorio, che entra Mattia.

Il padre lavora il colore per vaporizzazione e intervento diretto: aerografo, rullo, pennelli, spugne.
Il pigmento arriva come pulviscolo, si deposita, poi viene ripreso, spinto, stratificato dentro il tessuto.

Su queste basi entra lui: il lavoro si costruisce per passaggi usando pennelli adattati alla sua carrozzina: movimenti minimi ripetuti, a volte circolari, altri paralleli o ortogonali, spiraliformi, divergenti o convergenti, obliqui (quasi euclidei), arcuati, pirotenici, segmentati, a ventaglio, a raggiera, radiali che distribuiscono forme e colore fino a riorganizzarsi per accumulo, pressione e ritorno in definitivi vortici asimmetrici, blocchi cromatici, dissolvenze e linee arruffate.
E con stile.

Tra i due c’è un ritmo complice in cui Fulvio prepara e apre le danze, Mattia attraversa e si diverte.

Le opere entrano presto in circuiti che tengono insieme arte e moda: vengono esposte a Paratissima a Torino, attirano l’attenzione di galleristi milanesi, arrivano a WHITE Milano, alla Torino Fashion Week, poi a Pitti Immagine a Firenze e a Première Classe a Parigi, spostandosi tra contesti diversi senza fissarsi in uno solo.

In dodici anni di lavoro di coppia prendono forma i MatBook, le MatBags in canvas, le collaborazioni con Geox, in una serie di oggetti in cui il lavoro cambia solo di contesto.

Lo stesso giorno in cui incontro Fulvio conosco anche Mattia.
Non usa la parola come mezzo preferito per esprimersi, e se ci resti qualche minuto accanto, non trovi nessun vuoto comunicativo. Anzi.

Incandescente di un sorriso che lo aggancia all’altro, usa altri sistemi per entrare in relazione —corporei e psicologici — che, per chi non ne ha dimestichezza come me, lasciano sul momento un po’goffi.

Per aggirare certi ostacoli fisici si affinano strumenti che altri, non avendone bisogno, tengono quiescenti; è questione solo di rivificarli.
Abituato come sono al sonnambulismo di perenni dialoghi quotidiani insufficienti, metodici, anestetizzanti, il contatto con un ragazzo diretto come Mattia mi ridesta, ma un poco anche intimorisce.

È però una sensazione che non dura, perché, come ho scritto, basta poco per non percepire alcun punto cieco nella comunicazione.
Ci si avvezza velocemente, anche perché Mattia ti aiuta e vien subito voglia di entrare in confidenza e iniziare a prendersi in giro.

Salgo a fine incontro a casa loro, con padre e figlio, in un’abitazione bohemien dove trovo un affettuoso e anzianotto Labrador, Rum, che dorme sul pavimento in legno (“la parte forte della casa”) che mi spupazzo riempiendomi consapevolmente di peli, un’enorme Dracaena Marginata che prende luce da una grande finestra e un bel terrazzino al sole rigonfio di piante e alberelli di ulivo.
Ai muri della casa varie opere del duo.
Chiedo a Mattia se c’è un quadro a casa che gli piace di più e lui mi dice sorridendo “tutti”.

Quello che mi resta, confermando l’impatto iniziale, è che è il rapporto tra padre e figlio a restare il nocciolo, e che la loro è una performance spontanea e giocosa che genera germogli e gemme per compulsione naturale.
Per motivi diversi ma intersecabili.

E l’immagine che mi porto via, scendendo le scale per andare a prendere il tram 13, è quella di Mattia quando aveva ancora una sola sedia a rotelle, con cui si muoveva e insieme creava in laboratorio.

Nei giorni di pioggia, o appena a contatto con l’acqua, le spazzole legate alla sedia riprendevano colore e finivano per dipingere ovunque: marciapiedi, pianerottoli, stanze, come opere fuori dal quadro.

 

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Controlli straordinari in Barriera di Milano: 2 arresti e un locale chiuso

Circa 70 persone identificate, 2 arrestate e sospesa l’attività di un locale. È questo il bilancio di un controllo straordinario della Polizia di Stato in Barriera di Milano, effettuato in collaborazione con il Reparto Prevenzione Crimine Piemonte, il Reparto Mobile di Torino e la polizia locale per contrastare irregolarità e reati.

Tra gli arrestati, due cittadini stranieri: uno in custodia cautelare, l’altro – già ricercato – deve scontare 2 anni e 6 mesi. Un terzo individuo, irregolare sul territorio italiano e privo di documenti, è stato accompagnato in Questura per gli accertamenti del caso.

Controllati anche 21 veicoli e 4 esercizi pubblici. Tra questi, un bar di corso Giulio Cesare, privo delle autorizzazioni per la vendita di alimenti e bevande, è stato sanzionato con 4.270 euro e chiuso fino alla regolarizzazione.

VI.G

Anziano si schianta col parapendio e finisce in ospedale

Precipita col parapendio: 71enne trasportato in ospedale. È successo nei boschi di Luserna San Giovanni, verso l’ora di pranzo, quando l’anziano, mentre era in volo, ha urtato dei cavi finendo in un corso d’acqua. Sul posto sono intervenuti i soccorsi del 118 Azienda Zero che lo hanno elitrasportato all’ospedale di Pinerolo. Nonostante i traumi, le sue condizioni non sono gravi. Sul luogo anche le squadre del soccorso alpino e speleologico per recuperare l’attrezzatura del velivolo. L’episodio è stato segnalato ai carabinieri della compagnia di Pinerolo. La probabile causa, secondo la ricostruzione, è il vento forte che soffia sulle montagne in questi giorni.

VI.G

Torino, verso la quarta linea del Gerbido: inceneritore operativo dal 2031

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In Commissione Ambiente del Consiglio regionale, presieduta da Sergio Bartoli, si è svolta un’audizione dedicata al progetto di ampliamento dell’impianto di incenerimento del Gerbido, a Torino.

All’incontro, richiesto dalla consigliera Alice Ravinale, hanno preso parte Paolo Foietta, Federica Canuto e Palma Urso per l’Autorità Rifiuti Piemonte, insieme alle professoresse del Politecnico di Torino Maria Chiara Zanetti e Deborah Panepinto. Presente anche l’assessore all’Ambiente Matteo Marnati.

Nel corso dell’audizione è stato illustrato come l’Autorità, con il supporto del Politecnico, abbia definito i criteri tecnici e di sostenibilità ambientale da fornire alla società di gestione per la progettazione della quarta linea dell’impianto, attualmente gestito da TRM.

La nuova linea, la cui entrata in funzione è prevista per il 2031, consentirà di estendere il servizio a tutte le province piemontesi, trattando i rifiuti urbani residui della raccolta differenziata. L’impianto dovrebbe raggiungere una capacità compresa tra 240.000 e 280.000 tonnellate annue. La struttura sarà separata dalle tre linee esistenti per garantire la continuità del servizio durante i lavori.

Un aspetto centrale riguarda il recupero energetico: il calore prodotto verrà riutilizzato per ampliare la rete di teleriscaldamento, mentre il modello tariffario previsto punta a contenere i costi.

Durante la seduta si è discusso anche dello studio di fattibilità per l’utilizzo dello scalo ferroviario di Orbassano, così da gestire i rifiuti provenienti da distanze superiori ai 60 chilometri, e delle compensazioni ambientali destinate ai Comuni coinvolti: Beinasco, Grugliasco, Rivoli, Rivalta di Torino, Orbassano e Torino.

In chiusura, il presidente Foietta ha sottolineato una criticità: negli ultimi anni la produzione pro capite di rifiuti indifferenziati è aumentata, raggiungendo i 162 chilogrammi a persona rispetto all’obiettivo di 116. “C’è il rischio che l’impianto progettato non sia sufficiente – ha avvertito – per questo è indispensabile migliorare la raccolta differenziata”.

Nel dibattito sono intervenuti anche i consiglieri Alberto Unia, Alice Ravinale e Nadia Conticelli, che hanno posto quesiti in particolare sulle emissioni e sui sistemi di filtraggio dell’impianto.

Il sindaco Lo Russo al Mercato del Corso di Campagna Amica

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Sabato 28 marzo

L’appuntamento è previsto per le ore 10.30, quando il sindaco incontrerà i produttori contadini del mercato e visiterà i locali dello storico ( e liberty) Cinema Corso, che Coldiretti ha ristrutturato e trasformato in una casa aperta ai cittadini, con un’enoteca regionale, una sala incontri e una cucina per street food contadino.

Per l’occasione, il presidente e il direttore di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici e Carlo Loffreda, presenteranno al sindaco i prodotti dell’agroalimentare a KM ZERO del Torinese, che subiscono gli effetti dei rincari dovuti alla Guerra del Golfo. Tra questi, tutti i prodotti agricoli che si trovano ora nella stagione delle semine e dell’avvio dell’annata agricola, dalle farine alla frutta, dalla verdura ai prodotti di origine animale come latte e carne.

Mara Martellotta

All’Auditorium Arturo Toscanini l’Ottetto di fiati dell’Orchestra Rai

Per “Le domeniche dell’Auditorium”, protagonista domenica 29 marzo, alle 11.30

Domenica 29 marzo, alle ore 11.30, presso l’Auditorium Rai Arturo Toscanini di Torino, sarà protagonista del quarto appuntamento del ciclo di concerti cameristici “Le domeniche dell’Auditorium” l’Ottetto di fiati dell’OSN della Rai. L’inizio del concerto sarà eccezionalmente alle ore 11.30 per motivi legati all’evento sportivo che coinvolgerà, quel giorno, il centro cittadino. Il concerto è registrato su Radio 3, che lo trasmetterà domenica 5 aprile alle 21.30. In apertura, la formazione propone l’Ottetto-Partita in fa maggiore op.57 di Franz Krommer. Composta nel 1806, e nota anche come “Harmoniemusik op.57” è la prima delle tredici partiture che il compositore ceco dedicò a questo ensemble. A seguire l’Ottetto-Partita in mi bemolle maggiore, unico contributo a questa formazione del virtuoso austriaco Johann Nepomuk Hummel, celebre allievo di Mozart. In chiusura, l’Ottetto di Fiati dell’OSN Rai renderà omaggio a Wolfgang Amadeus Mozart con la Serenata n.11 in mi bemolle maggiore K 375. Concepita originariamente per un sestetto (due clarinetti, due corni e due fagotti), la Serenata fu in seguito rielaborata dallo stesso autore per otto elementi con l’aggiunta di due oboi: una versione che, pur arricchendo l’impasto timbrico, preserva la centralità della sonorità dei clarinetti. L’Ottetto di fiati è composto da Lorenzo Alessandrini e Nicola Scialdone, oboi; Salvatore Passalacqua e Lorenzo Russo, clarinetti; Chiara Taddei e Mattia Venturi, corni; Alexander Grandal, Hansen-Schwartz e Simone Manna, fagotti, cui si aggiunge Antonello Labanca, contrabbasso.

I biglietti per il concerto, proposti a prezzo unico di 5 euro, sono in vendita online sul sito dell’OSN Rai e presso la biglietteria dell’Auditorium Rai di Torino, in piazza Rossaro – 011 8104996.

Mara Martellotta

Donazione di sangue al 1° Reparto di Sanità “Torino”

In occasione della Giornata Nazionale in memoria delle vittime del Coronavirus

In occasione della Giornata nazionale in memoria delle vittime del Coronavirus, il 1° Reparto di Sanità “Torino” ha promosso, una donazione di sangue ed emocomponenti presso la Caserma “A. Pugnani” di Torino, coinvolgendo il personale del Reparto in un’iniziativa di alto valore civile e solidale.

L’evento, realizzato in collaborazione con l’Associazione Volontari Italiani del Sangue (AVIS), si inserisce nel più ampio quadro delle attività volte a rafforzare il legame tra l’Esercito e il territorio, confermando il costante impegno del Reparto a favore della collettività.

Il 1° Reparto di Sanità “Torino” rappresenta una realtà di riferimento nel settore del supporto sanitario emergenziale civile e militare, garantendo la predisposizione di strutture sanitarie campali sia in contesti nazionali che esteri ed operando con professionalità e spirito di servizio in favore del Paese.

“Il 1° Reparto di Sanità “Torino” alle dipendenze del Comando Logistico dell’Esercito per il tramite del Comando dei Supporti Logistici”

Alla giornata hanno aderito con convinzione uomini e donne del Reparto, offrendo un contributo concreto nel segno della solidarietà, della responsabilità sociale e della partecipazione attiva. La donazione ha così assunto un significato ancora più profondo, quale gesto tangibile di vicinanza alla comunità e testimonianza dei valori che da sempre contraddistinguono il personale dell’Esercito Italiano.

Il Comandante, Ten. Col. Lino CARANO, nel sottolineare il valore dell’iniziativa, ha evidenziato come momenti di questo tipo rappresentino un’importante occasione di collaborazione sinergica con le realtà del territorio e un’efficace espressione del senso di appartenenza, della sensibilità e dello spirito di servizio del personale del Reparto.

L’iniziativa ha rappresentato, infine, non solo un momento di raccoglimento e memoria, ma anche un esempio concreto di impegno verso il prossimo, confermando la piena integrazione del 1° Reparto di Sanità “Torino” nel tessuto sociale torinese e il suo costante contributo al bene comune.

Torino e il suo patrimonio verde: tra ricchezza e sfide di gestione

Torino è una delle città italiane con la maggiore estensione di aree verdi: sul territorio comunale se ne contano circa 47 chilometri quadrati, dei quali quasi venti rientrano direttamente nella gestione pubblica. Le alberate stradali percorrono oltre 300 chilometri e il censimento comunale indica la presenza di circa 147 mila alberi, patrimonio che contribuisce in modo decisivo alla qualità ambientale e paesaggistica della città. I parchi sono numerosi e diffusi nei diversi quartieri: tra i più noti spiccano il Parco della Pellerina, con i suoi oltre ottanta ettari che lo rendono il polmone verde più ampio della città, il Parco del Valentino lungo il Po, il Colletta, il Ruffini e il Colonnetti, senza dimenticare la cornice collinare che arricchisce ulteriormente la dotazione naturale.Platano Tesoriera Alberi Monumentali

Questo patrimonio, però, comporta anche sfide significative. Una parte non trascurabile delle alberate è costituita da esemplari maturi o molto anziani, che richiedono cure costanti e monitoraggi regolari per ridurre i rischi legati alla stabilità. I tecnici del settore verde della Città effettuano sopralluoghi visivi e, quando serve, indagini più approfondite con strumenti come resistografi e tomografi, al fine di individuare eventuali criticità. In alcuni casi si procede con potature di contenimento, consolidamenti o abbattimenti mirati, sempre seguiti da nuove piantumazioni. Le interferenze con la rete stradale, i sottoservizi o l’illuminazione pubblica rappresentano un ulteriore fronte di gestione, così come la necessità di affrontare gli effetti di eventi meteorologici estremi, che negli ultimi anni si sono fatti più frequenti e intensi. In queste situazioni il Comune non di rado dispone la chiusura preventiva di giardini e parchi o interdizioni temporanee di alcune aree per garantire la sicurezza dei cittadini.

La regolamentazione delle attività di cura e manutenzione fa capo al Regolamento comunale del verde, che stabilisce principi e procedure di intervento sia per il patrimonio pubblico sia per il verde privato. Nel confronto con le altre grandi città italiane, Torino si colloca su valori medi di dotazione di verde pubblico pro capite, attorno ai venti-ventiquattro metri quadrati per abitante. Non raggiunge dunque i livelli di quei comuni che inglobano vaste aree naturali entro i propri confini, ma mantiene comunque un’offerta significativa e ben distribuita, che rappresenta un punto di forza in termini di vivibilità.

Torino possiede una rete di parchi e giardini capace di qualificare il paesaggio urbano e di offrire spazi di svago e socialità diffusi in tutta la città. La vera sfida per il futuro è rendere questo patrimonio più resiliente di fronte ai cambiamenti climatici, rinnovando gradualmente le alberate più vetuste, migliorando la connessione ecologica tra le diverse aree e ampliando la quota di verde fruibile a distanza ravvicinata dalle abitazioni, così da rafforzare la funzione ambientale e sociale del verde urbano.

Oggi al cinema. Le trame dei film nelle sale di Torino

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A cura di Elio Rabbione

Il bene comune – Commedia. Di e con Rocco Papaleo, con Claudia Pandolfi, Vanessa Scalera e Teresa Saponangelo. Una guida turistica e un’attrice di “insuccesso” accompagnano quattro detenute sul massiccio del Pollino, alla ricerca del secolare Pino Loricato, simbolo di resilienza. Il cammino diventa presto un viaggio di trasformazione, fatto di incontri e cambiamenti, scandito da una musica che prende forma passo dopo passo, fino a diventare una voce collettiva capace di tenere insieme corpi, emozioni e storie diverse. In una natura dura e bellissima. attraversata da una solidarietà inattesa, emergono frammenti di vite complesse, ferite ancora aperte e il bisogno profondo di essere viste e ascoltate. Parlare, cantare, dare un nome a ciò che si è vissuto diventa un modo per sciogliere tensioni e ritrovare un senso di appartenenza, almeno finché un evento improvviso non rimette tutto in discussione. Perché, a volte, raccontarsi è già un primo passo verso qualcosa di più grande. Durata 102 minuti. (Massaua, Due Giardini sala Nirvana, Fratelli Marx sala Harpo, Ideal, Lux sala 3, The Space Beinasco)

Buon viaggio Marie – Drammatico. Regia di Enya Baroux, con Hélène Vincent. Malata terminale stanca di curarsi, l’ottantenne Marie ha scelto di recarsi in Svizzera per sottoporsi alla procedura del suicidio assistito. Incapace di dire la verità al figlio Bruno, volenteroso ma inconcludente e senza una lira, e alla nipote adolescente Anna, si confida invece con il rude ma gentile assistente sanitario Rudy, il quale si ritrova suo malgrado alla guida del camper che porterà tutta la famiglia verso la Svizzera, dopo che Marie ha raccontato la bugia di una eredità da riscuotere. Riuscirà la donna, amorevole ma inflessibile nella sua decisione, a dire la verità alle persone che ama e Rudy a dare una direzione alla sua vita? Durata 97 minuti. (Blue Torino/via Principe Tommaso 6)

Casa in fiamme – Drammatico. Regia di Dani de la Orden, con Emma Vilarasau e Enric Auquer. Montse è una donna molto sola. Divorziata, con i figli grandi presi ognuno dalle loro vite e una madre avanti con gli anni. Non vedeva l’ora di passare un fine settimana di nuovo con tutta la sua famiglia eccezionalmente riunita, come ai vecchi tempi, nella sua casa al mare sulla Costa Brava, con la scusa di doverla vendere. Ma nulla va come dovrebbe: una scoperta macabra rischia di rovinare tutta la vacanza ancora prima che inizi, e così una serie di catastrofi emotive e sentimentali a ripetizione, compresa una sparizione e un terribile rogo. Ma forse è solo dalle fiamme, e dalle ceneri, che può nascere nuovamente il legame di una famiglia. Durata 105 minuti.

(Blue Torino/via Principe Tommaso 6)

Cena di classe – Commedia. Tegia di Francesco Mandelli, con Herbert Ballerina. Quando un gruppo di ex compagni di liceo si ritrova a circa vent’anni dalla maturità, l’occasione per rinfrescare ricordi, rivedere facce, fare un bilancio degli anni trascorsi. Ma non sempre i nuovi incontri sono motivi d’allegria. La serata cambia aspetto, nuovi episodi ne alterano l’equilibrio, ne fanno le spese le certezze e i rapporti, bisognerà anche mettere in conto differenti implicazioni. Durata 101 minuti. (Massaua, Ideal, Reposi sala 5, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

Cime tempestose – Drammatico. Regia di Emerald Fennell, con Margot Robbie e Jacob Elordi. Fin da bambini il legame tra Cathy Earnshow, orfana di madre e figlia di un inglese che ha perso ogni cosa al gioco, e Heathcliff, trovatello preso in casa dal padre di Cathy e trattato come un servo, è viscerale e indissolubile. Da adulti, quel legame si trasforma in passione travolgente, ma Cathy ritiene la possibilità di una relazione ufficiale con Heathcliff degradante, e prende in considerazione la possibilità di sposare il ricco vicino di casa Edgard. Heathcliff fugge dall’umiliazione e cerca fortuna all’estero, per poi tornare nello Yorkshire da trionfatore e conquistare Wuthering Heights, la casa in cui lui e Cathy sono cresciuti. Ma al suo ritorno trova la sua anima gemella sposata con Edgard, e per i due inizierà quell’inferno (e paradiso dei sensi) cui sembrano destinati sin dall’infanzia. Durata 136 minuti. (Uci Lingotto)

Il dio dell’amore – Commedia. Regia di Francesco Lagi, con Corrado Fortuna, Isabella Ragonese, Vanessa Scalera, Francesco Colella e Vinicio Marchioni. Il Dio dell’Amore è un viaggio, o un’esplorazione, nelle relazioni amorose. Una storia sui destini sentimentali di alcune persone, sui loro modi di amarsi, di sfiorarsi, di entrare in contatto l’uno con l’altro. È un racconto corale dal tono ironico, sorridente ma anche amaro, che disegna una umanità impelagata nel caos dei sentimenti che da sempre ci agitano e ci meravigliano. I personaggi sono tutti collegati da relazioni amorose e, se visti tutti insieme, tutti parte di un fitto disegno, una tessitura dove ognuno è un nodo, un inizio e una fine. Il loro destino è in mano al Dio dell’Amore, una creatura capricciosa e imprevedibile, a volte benevolo e mite e a volte invece battagliero. A condurci in questo viaggio è il poeta Ovidio, l’eterno cantore dell’amore che, al di là di ogni sentimentalismo e di ogni morale, torna dalla Roma imperiale direttamente nella nostra contemporaneità per raccontarci questa storia. Durata 94 minuti. (Massaua, Fratelli Marx sala Groucho, Ideal, Reposi sala 4, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

Hamnet – Storico, drammatico. Regia di Chloé Zhao, con Jessie Buckley (Oscar miglior attrice protagonista, Paul Mescal, Jacobi Jupe ed Emily Watson. In un bosco, una giovane donna dorme rannicchiata nella culla formata dalla radice emersa di un albero secolare: è vestita di rosso cupo, accompagnata da un falco che risponde ai suoi richiami, conosce erbe e pozioni, si dice non sia nata da sua madre ma da una donna venuta da lontano. Si chiama Agnes e quando Will la vede se ne innamora subito. Will è il giovane William Shakespeare, maestro di latino nella Stratford del 1580, che riesce a sposarla nonostante l’ostilità delle famiglie e ad avere con lei tre figli, Susannah e i gemelli Judith e Hamnet. Ma un lutto li colpisce, quando il drammaturgo lavora già a Londra, e Hamnet ucciso dalla peste a soli undici anni (un lutto che mette a dura prova l’unione della coppia) diventa Hamlet. Tratta dal romanzo del 2020 dell’irlandese Maggie O’Farrell, la storia di Agnes (più che di William), tessuta di magia e femminilità. Film già vincitore di due Golden Globe, attende la notte degli Oscar con le sue otto candidature. Ha scritto Alessandra De Luca nelle colonne di “Ciak” che la Zhao, nata a Pechino nel 1982, già premiata a Venezia con il Leone d’oro nel 2020 e Oscar come miglior film per “Nomadland”, “sceglie ancora una volta una strada radicale, quasi estrema, per mettere in scena elaborazione del lutto e catarsi, spingendo i suoi attori in un percorso emotivo dove verità e finzione, vita e arte, spirito e materia si confondono. La scena nel finale ambientato al Globe Theatre di Londra, durante la prima rappresentazione di “Amleto”, vale la spesa del biglietto e un’altra statuetta nelle mani di Jessie Buckley, dopo il Golden Globe, ci starebbe proprio bene.” Durata 125 minuti. (Classico V.O., Eliseo, Greenwich Village sala1, Nazionale sala 3 anche V.O., Uci Lingotto V.O.)

Homebound – Drammatico. Regia di Neeraj Ghaywan. Shoaib e Chandan, due ragazzi indiani rispettivamente musulmano e dalit (i cosiddetti “Intoccabili”), tentano come migliaia di altri giovani un concorso pubblico per diventare poliziotti e avere una vita dignitosa. Finiscono per dividersi quando Chandan ottiene finalmente il posto, mentre Shoaib è costretto a lavorare come galoppino in un ufficio. I loro destini saranno uniti sino alla fine, quando il coronavirus sconvolgerà nuovamente le loro vite. Durata 119 minuti. (Centrale V.O.)

L’isola dei ricordi – Regia di Fatih Akin, con Jasper Billerbeck e Diane Kruger. Negli ultimi e duri giorni della Seconda Guerra Mondiale, sull’isola di Amrum, il dodicenne Nanning intraprende un commovente e coraggioso percorso di crescita per aiutare la madre. Tra le onde, la sabbia e il silenzio, la sua infanzia si intreccia con la durezza del dopoguerra e con la fragile bellezza di una umanità che tenta di sopravvivere. Ma la fine del conflitto porta con sé un’ombra inattesa, che costringe Nanning a guardare oltre l’orizzonte dell’innocenza. Durata 93 minuti. (Romano sala 2)

Lady Nazca – La signora delle linee – Drammatico, avventura. Regia di Damien Dorsaz, con Devrim Lingnau e Guillaume Gallienne. Perù, 1938: mentre il fascismo si diffonde in Europa, la giovane Marie Reiche, originaria di Dresda, si guadagna da vivere come insegnante di matematica nella capitale Lima. Ma la sua vera vocazione l’attende più a sud della metropoli cosmopolita, nel deserto di Nazca. L’archeologo francese Paul D’Harcourt convince Maria a tradurre alcuni documenti per lui, che spera possano fornire indizi su un antico sistema di canali nella zona. Durante un’escursione nel deserto, i due s’imbattono in uno dei più grandi misteri della storia umana: linee e figure gigantesche tracciate nel terreno ghiaioso con precisione matematica che colpiscono Maria profondamente. Contro ogni previsione e contro tutti, Maria lega il suo destino alle misteriose linee di Nazca e intraprende la missione di scoprirne il significato. Dovrà superare ostacoli apparentemente insormontabili. Durata 98 minuti. (Centrale V.O., Fratelli Marx sala Groucho)

Malavia – Drammatico. Regia di Nunzia De Stefano, con Mattia Francesco Cozzolino e Daniela De Vita. Sasà ha tredici anni, vive nella periferia di Napoli e sogna di diventare un rapper famoso per regalare alla madre Rusé una vita migliore. L’incontro con Yodi, icona dell’old school partenopea, sembra finalmente aiutarlo a concretizzare la sua ambizione. Ma il confronto con la dura realtà della strada e dell’universo musicale lo spinge verso la criminalità e metterà in pericolo il suo futuro. Durata 96 minuti. (Eliseo)

La mattina scrivo – Drammatico. Regia di Valérie Donzelli, con Bastien Bouillon e Virginie Ledoyen. “Finire un testo non significa essere pubblicati, essere pubblicati non significa essere letti, essere letti non significa essere amati, essere amati non significa avere successo, e il successo non offre alcuna promessa di fortuna.” La storia vera di un fotografo di successo che rinuncia a tutto per dedicarsi alla scrittura, e scopre la povertà. Questo racconto radicale, che unisce chiarezza e autoironia, ritrae il viaggio di un uomo disposto a pagare il prezzo più alto per la propria libertà. Designato Film della Critica dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani: “Un racconto rigoroso e paradigmatico sulle difficoltà e le crudeltà del lavoro contemporaneo, attraversato dal sogno ostinato di un aspirante scrittore. Delicato nei toni ma feroce nella sostanza, il nuovo lungometraggio di Valérie Donzelli offre uno sguarda necessario e poetico sulla tenacia, sul compromesso e sulle nuove forme di povertà.” Durata 92 minuti. (Nazionale sala 4)

Mio fratello è un vichingo – Commedia drammatica. Regia di Anders Thomas Jensen, con Mads Mikkelsen e Nikolaj Lie Kaas. Anker viene rilasciato dal carcere dopo una condanna a quindici anni per rapina. A seppellire il bottino era stato Manfred, suo fratello. Solo lui sa dove si trova. Purtroppo Manfred ha sviluppato un disturbo mentale che gli ha fatto dimenticare tutto. I fratelli intraprendono un inatteso viaggio alla scoperta del denaro, e di se stessi. Una storia divertente, affascinante e provocatoria sull’identità. Durata 116 minuti. (Nazionale sala 1)

Nouvelle Vague – Commedia drammatica. Regia di Richard Linklater, con Guillaume Marbeck, Zoey Deutch e Aubry Dullin. 1959. La nouvelle vague impazza a Parigi e i primi film girati dai suoi esponenti François Truffaut e Claude Chabrol raccolgono un plauso unanime. Manca soltanto a Jean-Luc Godard di passare dietro la macchina da presa, ma si convincerà a farlo trovando l’aiuto del produttore Beauregarde. Ne nascerà “Fino all’ultimo respiro”, film-simbolo della corrente, destinato a cambiare per sempre la storia del cinema. Designato Film della Critica dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani: “Nel mettere in scena la cronaca della lavorazione di “Fino all’ultimo respiro”, Richard Linklater non si limita a comporre un’ode divertita a Jean-Luc Godard e alla Nouvelle vague tutta, ma testimonia la possibilità di prendere in eredità quella forza rivoluzionaria per ripensare la prassi del cinema, ripartendo dalle radici.” Durata 105 minuti. (Massimo anche V.O., Nazionale sala 2)

Gli occhi degli altri – Drammatico. Regia di Andrea De Sica, con Filippo Timi, Jasmine Trinca, Matteo Olivetti e Anna Ferzetti. Nella bellezza selvaggia di un isola posseduta da un ricchissimo marchese, Lelio, sposato, grande organizzatore di ricevimenti e feste, l’arrivo di Elena segna l’inizio di un’appassionata storia d’amore. La passione è immediatamente travolgente. Complicità e trasgressione, filmini scandalosi per guardare ed essere guardati, sesso e potere, in un film liberamente ispirato alla cronaca dell’Italia degli anni ’60, a quel delitto Casati Stampa che riempì le pagine dei giornali, in cui il gioco erotico scivola nell’ossessione, con un uomo che pensa di poter disporre completamente della vita e delle abitudini della moglie. Durata 90 minuti. (Romano sala 3, Fratelli Marx)

Reminders of him – La parte migliore di te – Drammatico. Regia di Vanessa Caswill, con Maika Monroe e Taryk Withers. Kenna è una giovane donna che per un incidente ha perso l’amore della sua vita e trascorso sette anni in prigione a scontare la pena, lontana da sua Diem. Sogna di rivederla, ma è sotto la custodia dei nonni paterni, che la giudicano pericolosa. Lei non si arrene, fa di tutto per riabilitare la sua figura, cercando lavoro in ogni dove e affittando una stanza in un discutibile motel, fino a trovare un barlume di speranza nel barista Ledger, che la prende a lavorare con sé. Durata 114 minuti. (Uci Lingotto, Uci Moncalieri)

Rental Family – Nelle vite degli altri – Commedia drammatica. Regia di Hikari, con Brendan Fraser e Takehiro Hira. Philip, attore americano di alterne fortune, abita da alcuni anni in Giappone. Un giorno gli viene proposto una nuova occupazione, presso un’agenzia di “comparse” impiegate ad allacciare rapporti con famigliari, ad assistere persone sole, ad apparire parenti, la Rental Family. Sono tanti i dubbi che sulle prime preoccupano Philip che tuttavia s’assoggetta a una quotidianità che lo pone a contatto con le persone, che gli regala qualche reddito, che gli dà la possibilità di essere d’aiuto al prossimo. Durata 103 minuti. (Eliseo Grande, Massaua, Reposi sala 1)

Sentimental Value – Drammatico. Regia di Joachim Trier, con Renate Reinsve, Elle Fanning e Stellan Skarsgård. Nora e Agnes sono due sorelle profondamente unite. L’improvviso rientro nella loro vita del padre Gustav – regista carismatico e affascinante ma genitore cronicamente inaffidabile – riapre ferite mai del tutto rimarginate. Riconoscendo il talento di attrice di Nora, Gustav vorrebbe che sua figlia interpretasse il ruolo principale nel film che dovrebbe rilanciare la sua carriera; lei rifiuta e quella parte finisce a una giovane star di Hollywood, Rachel Kemp. Il suo arrivo getta scompiglio nelle delicate dinamiche della famiglia: per le due sorelle sarà il momento di confrontarsi con il padre e con il loro passato. Designato Film della Critica dal SNCCI: “Due necessità primarie a confronto – quella di seguire il proprio percorso artistico e quella di rimanere accanto ai propri figli – confluiscono in un dramma familiare delicato e struggente. Stellan Skarsgård giganteggia nei panni del regista di successo che ha smarrito la via, e Renate Reinsve gli tiene testa in quelli della primogenita, attrice di razza che rifiuta di interpretare se stessa nell’Amarcord paterno. Una parabola sulla possibilità di perdono e redenzione, mai sentimentale, a dispetto del titolo, sempre vibrante di intensa emozione. Durata 133 minuti. (Blue Torino/via Principe Tommaso 6 V.O., Eliseo Rosso, Romano sala 1)

La torta del presidente – Drammatico. Regia di Hasan Hadi. Primavera 1990. L’Iraq è sotto le sanzioni dell’ONU, per la popolazione è difficile rimediare cibo e medicine. Ma come ogni anno nelle scuole del paese è un obbligo festeggiare il compleanno del presidente Saddam Hussein: in una di esse la prescelta è Lamia, una bambina di nove anni che vive con la nonna, alla periferia di Baghdad, in un villaggio nella palude. Unici compagni nella lunga ricerca della giornata per ottenere, anche con scambi e ricatti, tutto quanto serve alla confezione della torta, un gallo che Lamia porta abitualmente in un marsupio e il giovane amico Saed: tutto intorno è povertà e quegli ingredienti sono veri e propri beni di lusso. Scrive Maurizio Porro nelle colonne del Corriere: “Girato in Iraq, in diretta dalle strade e dai dolori nascosti di quegli anni, l’opera ha una sua tenera ma violenta verità che si specchia negli sguardi dei due protagonisti, un racconto vivissimo che alterna in primo piano immagini e parole, sogni e bisogni, torte e illusioni.” Durata102 minuti. (Massimo sala Cabiria anche V.O.)

L’ultima missione – Fantascienza. Regia di Phil Lord e Christopher Miller, con Ryan Gosling e Sandra Hüller. Basato sul romanzo “Project Hail Mary” di Andy Weir. Un uomo si risveglia a bordo di un’astronave, all’indomani di un lungo coma farmacologico, e a poco a poco inizia a ricordare. Il suo nome è Ryland Grace, insegna scienze in una scuola, è stato ricercatore universitario di biologia, inviso per le sue teorie al corpo accademico e per questo costretto a lasciare. Ma quando il sole non possiede più l’energia di un tempo, le teorie su una forma di vita alternativa che ha sempre professato iniziano a trovare l’attenzione di Eva Stratt. Gli offre l’occasione di studiare il fenomeno, lo prende nel suo gruppo di lavoro, gli affida il ruolo di astronauta scientifico in una missione dove troverà il successo e una forma di vita che lo ha preceduto. Durata156 minuti. (Massaua, Ideal, Lux sala 2, Reposi sala 3, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

Un bel giorno – Di e con Fabio De Luigi, con Virginia Raffaele. Tommaso, vedovo e padre di quattro figlie, ha dedicato anni alla sua crescita, trascurando la propria vita sentimentale. Spronato dalle figlie, decide di rimettersi in gioco e incontra Lara, una donna affascinante e brillante. Tuttavia, Tommaso ha paura di confessarle la sua realtà familiare e rischia di sabotare la relazione. Quello che Tommaso però non sa è che anche Lara ha un segreto: è madre single di tre ragazzi e sta affrontando le sue stesse difficoltà. Tra esitazioni e fraintendimenti, Tommaso e Lara si trovano a fare i conti con la paura e la voglia di costruire un nuovo futuro insieme, non solo per loro stessi, ma anche per le loro complicate e vivaci famiglie. Durata 90 minuti. (Massaua, Due Giardini sala Ombrerosse, Ideal, Reposi sala 4, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

Una battaglia dopo l’altra – Thriller, drammatico. Regia di Paul Thomas Anderson, con Leonardo Di Caprio, Sean Penn, Benicio del Toro e Chase Infiniti. Bob Ferguson, rivoluzionario in pensione, ha esploso tutti i suoi colpi nella giovinezza, sognando un mondo migliore al confine tra Messico e Stati Uniti. Appesi al chiodo le vecchie idee e il nome di battaglia, Ghetto Pat, fa il padre a tempo pieno di Willa, adolescente esperta di arti marziali. Tra una canna e un rimorso prova a proteggerla da quel suo passato che regolarmente bussa alla porta e chiede il conto. Dall’ombra riemerge un vecchio nemico, il colonnello Lockjaw, che più di ogni altra cosa vuole integrare un movimento separatista devoto a san Nicola. Ma Bob e Willa sono un ostacolo alla sua ambizione. Lockjaw rapisce Willa e Bob è così obbligato a riprendere il fucile. Vincitore di sei premi Oscar, tra cui miglior film e miglior regia, non ultimo un superlativo Penn. Durata 161 minuti. (Greenwich Village V.O. sala 2, Nazionale sala 2 anche V.O., Uci Lingotto, The Space Beinasco)