ilTorinese

“NOSTOS – Ritorno a casa”, in scena per Teatro Comunità in Festival 2026

XVII Edizione

Dal 13 giugno al 4 luglio 2026, Torino Nord (Falchera e Barriera)

Teatro Comunità in Festival, il progetto culturale e sociale ideato da Choros con la direzione artistica artistica di Maria Grazia Agricola, che da diciassette edizioni attraversa quartieri, scuole, biblioteche e piazze trasformandoli in luoghi di incontro, relazione e produzione culturale.


Il titolo scelto per l’edizione 2026, “NOSTOS – Ritorno a casa”, richiama il viaggio di ritorno di Ulisse nell’Odissea e diventa metafora di un percorso collettivo che mette al centro Torino Nord, i suoi abitanti e il ritorno simbolico al Teatro Marchesa, spazio storico, oggi al centro di un processo di rigenerazione urbana e culturale.

Il progetto nasce con l’obiettivo di accompagnare la riapertura del Teatro Marchesa valorizzandolo come futuro polo artistico e culturale di riferimento per il territorio. Nel corso del festival, spettacoli, performance itineranti, laboratori, incontri e stage di formazione coinvolgeranno scuole, giovani artisti, associazioni, biblioteche e cittadini in un grande racconto collettivo dedicato ai temi della memoria, delle trasformazioni urbane, dell’identità e delle nuove fragilità contemporanee.

«Con “NOSTOS – Ritorno a casa” vogliamo attraversare Torino Nord come si attraversa una grande biografia collettiva» dichiara Maria Grazia Agricola, Direttrice artistica di Choros. «Il teatro diventa uno strumento per ascoltare i territori, dare voce alle comunità, creare connessioni tra generazioni e immaginare nuovi futuri possibili»

Tra gli elementi centrali del festival vi sono il coinvolgimento diretto delle scuole e delle realtà territoriali, la collaborazione con l’associazione Sguardi e il progetto “Villaggio di Luci”, oltre alla valorizzazione di luoghi simbolici della periferia nord attraverso linguaggi teatrali, visivi e performativi.

PROGRAMMA

13 giugno 2026 – ore 11.30
Resta Viva – Performance teatrale
Cortile Cascina Marchesa, Torino
Performance teatrale dedicata al contrasto della violenza contro le donne. L’evento si inserisce nell’ambito dell’Open Day di Cascina Marchesa, dedicato alla valorizzazione degli spazi e delle realtà culturali che abitano il centro civico.

“Resta Viva”: Performance teatrale a cura di Maria Grazia Agricola.

La cultura della violenza fisica, psicologica, economica e sociale nei confronti delle donne è una cultura incapace di generare futuro: non lascia spazio all’innovazione, non fa crescere le nuove generazioni, non sa immaginare sviluppo. È una cultura che produce guerra e conflitto. Uscire dal buio è necessario, per le donne e per restare vivi tutti. La performance teatrale Resta Viva, a cura di Maria Grazia Agricola, porta in scena storie, racconti e visioni di ciò che accade alle donne e di un nuovo mondo possibile, evocati attraverso biografie e risonanze teatrali.

A CURA DI: Maria Grazia Agricola, Camilla Branda, Samuele Guzzo e Giorgio Maruccia.

In scena: Giuseppina Choc, Antonio Fenu, Samuele Guzzo, Enza Lasalandra, Mario Loforte, Giorgio Maruccia.

14 giugno 2026 – ore 17.30
Resta Viva – Presentazione progetto, podcast e performance
Biblioteca civica Don Lorenzo Milani – Via dei Pioppi 43, Torino

 

Un appuntamento dedicato alla riflessione sul tema della violenza di genere e alla promozione di una cultura fondata sul rispetto, sull’uguaglianza e sulla dignità della persona. L’incontro prevede la presentazione del progetto “Resta Viva”, promosso in collaborazione con la Direzione Artistica di Banca Patrimoni Sella & C., e del podcast “Non chiamatela fortuna”, ideato e curato da Daniela Magnetti e Daniele Scaglione.

A seguire, la performance teatrale Resta Viva, a cura di Associazione Chorós, con la regia e il coordinamento di Maria Grazia Agricola. Attraverso racconti, testimonianze e risonanze teatrali, lo spettacolo porta in scena storie di donne e prospettive di cambiamento, utilizzando il linguaggio del Teatro Comunità come strumento di consapevolezza, partecipazione e trasformazione sociale.

20 giugno 2026 – ore 21.15
Cosa resta di Giulietta – Performance teatrale itinerante
Falchera – Piazza Astengo, Falchera Vecchia e Giardini Biblioteca Don Milani
Spettacolo site-specific ispirato a Romeo e Giulietta, interpretato da giovani performer.

27 giugno 2026 – ore 21.15
Le Nostre Stirpi
Piazza Astengo – Falchera, Torino
Grande affresco teatrale urbano tra teatro, videomapping, installazioni artistiche e memoria collettiva.

30 giugno 2026 – ore 10.00

Dialoghi con il Futuro – Incontri e seminari

Un incontro pubblico aperto ad abitanti, associazioni, operatori culturali e realtà del territorio dedicato al tema della rigenerazione urbana a base artistica e culturale, in relazione al percorso di riapertura del Teatro Marchesa. Un momento di confronto che mette al centro il ruolo del teatro, dell’arte e della cultura come strumenti concreti di trasformazione sociale e investimento sulle nuove generazioni.

Ospiti dell’incontro saranno rappresentanti della Cooperativa Sociale La Paranza del Rione Sanità di Napoli — esperienza nazionale di valorizzazione culturale e riscatto comunitario nata attorno al patrimonio storico e artistico del quartiere — insieme al drammaturgo e regista Mimmo Sorrentino, tra le principali figure italiane del teatro partecipato e sociale contemporaneo.

2, 3, 4 luglio 2026
Stage di formazione teatrale
Auditorium Biblioteca Don Lorenzo Milani – Via dei Pioppi 43, Torino
Tre giornate di alta formazione dedicate a giovani attori, operatori culturali, docenti e associazioni.

Tutti gli eventi sono a ingresso libero con prenotazione consigliata.
Info e prenotazioni: infochoroscomunita@gmail.com | 331 4649092
www.choroscomunita.com

Mirafiori si ferma per quattro settimane, cresce la preoccupazione per l’automotive torinese

Non c’è pace per Mirafiori, tra promesse di rilancio e periodi di crisi. Lo storico stabilimento ex Fiat e oggi Stellantis interromperà la produzione per quattro settimane tra la fine di luglio e la seconda metà di agosto.  Una pausa estiva più lunga del previsto che riaccende i timori sullo stato di salute del settore automobilistico torinese. I motivi dello stop?

Secondo l’azienda, lo stop è legato sia alla pausa estiva sia a difficoltà nella disponibilità di alcuni componenti. Per i sindacati, però, c’è da allarmarsi: il prolungarsi dei fermi produttivi è il segnale di una situazione che resta fragile e che continua a pesare sullo stabilimento.

Le preoccupazioni riguardano anche l’occupazione. Nei prossimi mesi scadranno diversi contratti di lavoratori interinali e il rallentamento della produzione potrebbe rendere più complicata la loro conferma.

La situazione di Mirafiori riflette le difficoltà che stanno attraversando l’intero comparto dell’auto a Torino. Tra il rallentamento del mercato, la transizione verso l’elettrico e l’incertezza sui futuri investimenti, anche le aziende dell’indotto guardano con apprensione ai prossimi mesi.

Sindacati e istituzioni chiedono un piano industriale capace di garantire nuovi modelli e maggiori prospettive produttive, nella convinzione che il futuro di Mirafiori resti centrale non solo per Stellantis, ma per l’economia e l’occupazione dell’intero territorio torinese. Il sindaco Lo Russo chiede l’impegno del Governo.

Fiamme in casa, ragazzo intossicato

Un giovane è rimasto lievemente intossicato per un incendio divampato nell’appartamento in cui abita, al terzo piano di un edificio di via Monginevro 74, a Torino. È stato soccorso dal personale del 118 e trasportato all’ospedale Martini. Sono  intervenuti i vigili del fuoco che hanno spento le fiamme. La causa un probabile cortocircuito di un elettrodomestico.

Rondissone: mettere in sicurezza le due strade principali

Una revisione della gestione delle due arterie principali del centro abitato di Rondissone, una delle quali è la Strada Provinciale 90 (via Paolina Bosio nella toponomastica comunale) e l’altra è la comunale via Marino Sella: se ne è parlato nell’incontro che, lunedì 29 giugno nell’ambito dell’iniziativa “Comuni in linea”, il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo ha avuto con il Sindaco e con il Vicesindaco di Rondissone, Antonio Magnone e Davide Cambursano.

Via Sella è stata riasfaltata negli anni scorsi dal Comune, con un contributo finanziario della Città metropolitana, in considerazione del volume di traffico che sopporta. L’amministrazione comunale ritiene che per mettere in sicurezza le due arterie principali occorrerebbe prevedere la circolazione a senso unico, in una direzione sulla Provinciale e nelle direzione opposta sulla comunale. Occorrerebbe inoltre realizzare piattaforme di rallentamento, nuovi posti auto per il parcheggio e nuovi marciapiedi a tutela dell’utenza pedonale, in particolare degli allievi delle scuole locali. LaDirezione Viabilità 1 della Città metropolitana e il Comune di Rondissone valuteranno la possibilità dellacessione di un tratto lungo circa 800 metri della Provinciale 90 all’amministrazione locale, nell’ottica del progressivo passaggio delle tratte urbane delle Provinciali dal demanio stradale metropolitano a quello dei Comuni. È prassi consolidata che, prima del passaggio di competenza di un tratto stradale dalla Città metropolitana ad un Comune, venga eseguita la manutenzione straordinaria della carreggiata, con la bitumatura ed eventuali ulteriori interventi che si rendessero necessari.

Zeno e Nero: la meraviglia di crescere tra città, natura e nuove amicizie

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TORINO TRA LE RIGHE

Ci sono autori che scrivono per i bambini e autori che riescono davvero a guardare il mondo attraverso i loro occhi. Angelo Petrosino appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Con Zeno e Nero, pubblicato da Einaudi Ragazzi e illustrato da Sara Not, lo scrittore torna a raccontare l’infanzia con quella sensibilità autentica che da oltre trent’anni lo rende uno dei nomi più amati della letteratura per ragazzi italiana.
Zeno ha ancora nel cuore la lunga estate trascorsa in campagna dalla nonna. Un’estate fatta di boschi, sentieri, animali e della speciale amicizia con l’asino Grigio, protagonista del precedente volume. Ma il ritorno in città non segna la fine delle avventure. Al contrario, per il giovane protagonista si apre un nuovo capitolo della vita: l’inizio della scuola, l’incontro con un maestro capace di trasformare ogni giornata in una scoperta, una nuova amica con cui condividere emozioni e segreti e, soprattutto, l’arrivo di Nero, un corvo curioso e intelligente che diventerà il suo inseparabile compagno di esplorazioni.
Petrosino costruisce una storia che parla di crescita senza mai perdere il senso della meraviglia. Le pagine scorrono leggere, ma affrontano temi profondi: il cambiamento, l’amicizia, la curiosità, il rispetto per gli animali e il desiderio di conoscere il mondo. La scuola viene raccontata come un luogo di scoperta e non soltanto di apprendimento, mentre il legame con la natura rimane vivo anche nel contesto cittadino.
Uno degli aspetti più apprezzati dai lettori è proprio la capacità dell’autore di trasformare la quotidianità in avventura. Non servono magie o eventi straordinari: basta uno sguardo curioso sul mondo per trovare qualcosa di sorprendente dietro ogni angolo. In questo senso, Zeno incarna perfettamente lo spirito dell’infanzia, fatto di domande, stupore e voglia di esplorare.
Ad arricchire il racconto contribuiscono le vivaci illustrazioni a colori di Sara Not, che accompagnano il lettore nelle avventure del protagonista creando un equilibrio armonioso tra parole e immagini.
La storia di Angelo Petrosino è legata anche al nostro territorio. Nato a Castellaneta nel 1949, dopo un’infanzia trascorsa tra Francia e Italia si è stabilito a Chivasso, dove vive tuttora. Per quasi quarant’anni ha insegnato nella scuola primaria alla periferia nord di Torino, esperienza che ha contribuito a renderlo uno straordinario osservatore del mondo dei bambini. Giornalista, traduttore, saggista e autore di circa duecento libri, è conosciuto soprattutto per la celebre serie di Valentina, che ha accompagnato generazioni di giovani lettori.
Nel corso della sua lunga carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui la Palma d’Argento al Festival Internazionale dell’Umorismo di Bordighera e il Premio Campiello Junior nel 2022. Ma il suo premio più importante resta probabilmente l’affetto di migliaia di bambini che, da oltre tre decenni, continuano a riconoscersi nei suoi personaggi.
Con Zeno e Nero, Petrosino conferma ancora una volta il proprio talento nel raccontare l’infanzia con semplicità, poesia e autenticità. Un libro che invita i giovani lettori a non smettere mai di osservare il mondo con curiosità, perché ogni giorno può nascondere una nuova avventura.
MARZIA ESTINI

Nord Ovest MTB: domenica torna La Via dei Saraceni

 

La Via dei Saraceni è pronta a tornare protagonista domenica prossima a Sauze d’Oulx con un’importante novità. Alla tradizionale Granfondo di 35 km e 1.430 metri di dislivello si affiancherà infatti il nuovo percorso Marathon di 62 km e 2.300 metri di dislivello, segnando un passaggio fondamentale nella crescita della manifestazione.

Una scelta che guarda al futuro senza dimenticare la storia di una gara che, negli anni d’oro della mountain bike italiana, era tra le più partecipate e prestigiose del panorama nazionale, capace di richiamare migliaia di appassionati nelle valli olimpiche. Dopo una lunga assenza dai calendari, La Via dei Saraceni è stata rilanciata da ABC Group, che ha scelto di investire sulla manifestazione per valorizzare e far conoscere a un pubblico sempre più ampio le bellezze del territorio di Sauze d’Oulx e dell’Alta Val di Susa.

La gara sarà valida come prova del circuito Nord Ovest MTB e della Coppa Piemonte MTB e sta già richiamando l’attenzione di numerosi protagonisti della disciplina. Tra i nomi più attesi figura il vincitore dell’ultima edizione Alessandro Saravalle, che sulla distanza Marathon potrà esprimere al meglio le proprie caratteristiche. Al via anche Davide Pinato del Team Boscaro, Adriano Caratide, Giorgio Francisco e Alberto Cosentino del Leynicese Racing Team.

L’uomo più atteso sarà però Diego Rosa, ex professionista su strada, ex campione italiano Marathon e recentemente secondo classificato alla Hero Südtirol Dolomites, una delle gare più prestigiose del panorama internazionale.

Anche la prova femminile promette spettacolo grazie alla presenza di Giorgia Stegagnolo (Folcarelli Team) e Costanza Fasolis (Massi ISB Sport), rispettivamente prima e seconda classificata nell’edizione 2025.

Le iscrizioni resteranno aperte fino a venerdì al costo di 70 euro per la Marathon e 55 euro per la Granfondo. Il ritiro di pettorali e pacchi gara sarà possibile sabato dalle 15:00 alle 18:00 in Piazza Assietta e domenica dalle 7:30 alle 8:30. La partenza è fissata per le ore 9:30.

Come da tradizione, il weekend inizierà già sabato pomeriggio con le gare dedicate ai più piccoli, in programma dalle ore 16:00. Dalle 19:00 spazio alla festa con birra, salsiccia e musica live presso il K2.

Domenica, al termine delle prove, atleti e accompagnatori potranno ritrovarsi al pasta party aperto anche alle famiglie. Le premiazioni, previste dalle ore 15:00, saranno arricchite da numerosi premi a sorteggio.

Sport, spettacolo, divertimento e un territorio straordinario da scoprire: La Via dei Saraceni si prepara così a vivere una nuova e importante pagina della propria storia.

Per informazioni: ABC Group, https://www.gruppoabc.it/la-via-dei-saraceni/

 

Blackout, Scanderebech: “Torino non può vivere nell’incertezza”

La Capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, Federica Scanderebech, ha chiesto oggi comunicazioni urgenti al Sindaco in merito al blackout che il 27 giugno scorso avrebbe interessato il potabilizzatore di corso Unità d’Italia, infrastruttura strategica per l’approvvigionamento e la distribuzione dell’acqua potabile.
“Secondo quanto riportato dagli organi di stampa – dichiara SCANDEREBECH (FI) – l’interruzione della fornitura elettrica avrebbe compromesso il funzionamento dell’impianto, rendendo necessario l’intervento di SMAT e Iren con l’installazione di generatori. Un episodio che dimostra come i continui blackout non rappresentino più soltanto un disagio, ma possano mettere a rischio servizi pubblici essenziali.”
Nel corso della seduta del Consiglio comunale, alla richiesta di comunicazioni ha risposto l’assessore Foglietta.
“Ho chiesto al Sindaco di fare piena chiarezza perché i torinesi hanno diritto di sapere cosa stia accadendo alla rete elettrica cittadina, perché questi blackout continuino a verificarsi e quali siano le prospettive per le prossime settimane. Non si può chiedere ai cittadini di vivere nell’incertezza, senza sapere se avranno la corrente, se funzioneranno ascensori e semafori o se attività economiche e persone fragili saranno adeguatamente tutelate.”
SCANDEREBECH (FI) sottolinea che, nonostante l’ordinanza emanata dal Sindaco, “la situazione non sembra essere cambiata in modo significativo. Quartieri ancora al buio, negozi costretti a buttare merce deteriorata, persone bloccate negli ascensori e perfino il rischio di compromettere la continuità dell’approvvigionamento dell’acqua dimostrano che il problema è tutt’altro che superato.”
La Capogruppo SCANDEREBECH (FI) richiama inoltre la responsabilità del socio pubblico: “Il Sindaco rappresenta il principale azionista della società che gestisce la distribuzione dell’energia elettrica a Torino. È quindi legittimo chiedere quale ruolo abbia esercitato per prevenire una situazione che si ripete per il secondo anno consecutivo. Se gli utili della società sono aumentati dell’8%, i cittadini hanno diritto di sapere se a quella crescita abbiano corrisposto investimenti adeguati nella manutenzione e nell’ammodernamento della rete. È ormai evidente che il problema non è la disponibilità di energia, ma la rete di distribuzione e la sua manutenzione. Occorre conoscere quali interventi siano stati effettuati, quali siano in corso e quale piano straordinario sia stato predisposto per garantire un servizio all’altezza di una grande città come Torino.”
SCANDEREBECH (FI) conclude: “I torinesi meritano trasparenza. È necessario conoscere le reali criticità della rete, gli interventi già avviati, i tempi di completamento e, soprattutto, come si intenda evitare che i blackout diventino un appuntamento fisso dell’estate. Quando un problema si ripresenta per il secondo anno consecutivo non è più un’emergenza imprevedibile, ma un problema strutturale che richiede programmazione, manutenzione, investimenti e responsabilità. Se chi gestisce un servizio pubblico essenziale non è in grado di garantirne l’affidabilità, dovrà assumersene tutte le conseguenze.
 

La tromba di Simeò e i trent’anni della “Celtica”

Al “Forte di Bard” l’attesissimo spettacolo del trombettista spagnolo, Rubén Simeò, e la celebrazione del trentennale della “Celtica Valle d’Aosta”

Venerdì 3 e domenica 5 luglio

Bard (Aosta)

Si apre la stagione estiva all’ottocentesco “Forte” sabaudo. E l’avvio non poteva essere migliore. Il primo appuntamento è per venerdì 3 luglio prossimo (ore 21), con i festeggiamenti in grande stile del mezzo secolo di storia della “Bandadonnas”, la “Banda Musicale” di Donnas, che per l’occasione accompagnerà in concerto uno dei più celebri e virtuosi trombettisti spagnoli contemporanei, Rubén Simeò (nato a Vigo, porta d’accesso alle paradisiache Isole Cies, nel 1992) che porterà sul palco della “Piazza d’Armi” il suo ultimo potente spettacolo, “Close to you”, con il quale il “Señor Trompeta” (com’è definito in patria Simeò) ripercorre alcuni tra i più grandi successi della musica “pop” mondiale. Per la prima volta nella Vallée, l’artista spagnolo ha ottenuto, con quest’ultimo tour, un grandissimo successo con più di 70 concerti eseguiti in tutto il mondo, riempiendo con oltre 100 repliche e 30mila spettatori i teatri di Spagna, Colombia, Ecuador, Messico, Italia e Portogallo. Vero e proprio “enfant prodige” o “niño prodigio” (si direbbe dalle sue parti), Simeò ha dimostrato doti eccezionali fin da piccolissimo. Dall’età di 8 anni, il suo talento travolgente lo ha portato a esibirsi in concorsi internazionali e in programmi televisivi, conquistando la critica e il pubblico per una maturità espressiva insolita per la sua età, tanto da essere in seguito designato come “suo successore” personalmente dal leggendario trombettista francese Maurice André (1933 – 2012), tra i maggiori interpreti con la “tromba piccola” del repertorio barocco, docente, dal 1966 al 1978, al “Conservatorio” di Parigi e suo prezioso “mentore”.

L’ingresso è libero. Per accedere non è necessaria la prenotazione.

Per info: Forte di Bard, via Vittorio Emanuele II, Bard (Aosta); tel. 0125/833811 o www.fortedibard.it

“Echi dal Forte” – “Celtica Valle d’Aosta” celebra il suo trentennale

Simeò e la sua “magica” tromba, dunque, venerdì 3 luglio. E subito, due giorni dopo, domenica 5 luglio, il “Forte” si aprirà ad una “giornata speciale” tesa ad unire la sua maestosità all’energia di “Celtica Valle d’Aosta” – il Festival internazionale di musica, arte e cultura celtica “più alto d’Europa” – che proprio alla “Fortezza – Polo Culturale” della Vallée, celebrerà, con un appuntamento straordinario il traguardo storico della sua 30^ edizione“Echi dal Forte”, il titolo dato all’evento, preceduto, da giovedì 2 luglio, da altre tre giornate di festa tenute nella splendida e tradizionale cornice del “Bosco del Peuterey” in Val Veny (Courmayeur).

E al “Forte di Bard” che succederà?

A partire dal primo pomeriggio (ore 15), le mura della Fortezza accoglieranno una giornata dedicata alla riscoperta delle “radici celtiche” del territorio, portando l’energia del Festival fuori dai suoi tradizionali scenari boschivi per abbracciare la storia millenaria del “Forte”. Sottolinea, in proposito, Laura Plati, presidente dell’Associazione “Clan della Grande Orsa” e direttrice generale del Festival: “Siamo entusiasti di tornare a far risuonare le pietre del ‘Forte di Bard’ con le melodie di ‘Celtica’. Celebrare il nostro trentesimo anniversario riprendendo questa storica collaborazione, che già in passato ha regalato edizioni indimenticabili, è per noi motivo di grande orgoglio. È un ritorno alle origini che guarda al domani: l’evento del ‘Forte di Bard’ non solo chiuderà ufficialmente le celebrazioni di quest’anno, ma grazie alla sua posizione strategica, fungerà da ponte ideale per lanciare l’edizione 2027”.

Questo, in sintesi, il programma in agendaDalle 15 alle 19: le note solenni delle cornamuse e dei tamburi scozzesi del “Celtic Knot Pipes and Drums” e le sonorità folk della “Compagnia del Coniglio” animeranno le strade e accompagneranno i visitatori lungo un percorso all’interno della “Fortezza”. Dalle 16 alle 17Workshop di “Danze Irlandesi e Scozzesi”: un momento di totale coinvolgimento a cura dei “Gens d’Ys” (“Accademia italiana di danze irlandesi”), allestito presso le “Scuderie del Forte”. Dalle 17,30 alle 18,30: Concerto acustico di “Arpa celtica”: l’eleganza e la magia delle melodie di Katia Zunino troveranno una perfetta e intima dimensione acustica nella suggestiva “Cappella del Forte”. E, in chiusura, dalle 19 alle 20, di nuovo Spettacolo di “Danze Irlandesi”: l’energia travolgente dei “Gens d’Ys” tornerà protagonista per il gran finale sul palco principale della “Piazza d’Armi”.

Per info su modalità di accesso e programma dettagliato: www.celtica.vda.it o www.fortedibard.it

Gianni Milani

Nelle foto: Rubén Simeò; “Bandadonnas”; “Celtic Knot Pipes and Drums”; Katia Zunino

“Torino Fight Night”: trionfo all’americana

UNA NOTTE DI CUORE, TITOLI E STORIA PER IL FIGHTING TORINESE

Si è chiusa con un successo straordinario la “Torino Fight Night”, una serata che ha consacrato la struttura del ONE come il nuovo tempio degli sport da combattimento in Italia. Nonostante un violento acquazzone estivo che ha imposto una pausa tecnica di circa un’ora, la determinazione degli atleti e l’entusiasmo di un pubblico inarrestabile hanno trasformato l’evento in una pagina memorabile per lo sport cittadino.

La formula “American Style” proposta al ONE si è rivelata vincente: un connubio perfetto tra spettacolo, adrenalina e rigore sportivo che segna l’inizio di una nuova era per il fighting. Questo format, capace di unire intrattenimento televisivo e tecnica sopraffina, ha dimostrato che Torino ha tutte le carte in regola per diventare un polo di riferimento internazionale.

Il ring ha regalato emozioni fortissime nelle sfide per le cinture internazionali. Allena ha scritto una pagina di storia conquistando il Titolo Mondiale WKU (K1, 67 kg), mentre Priolo si è laureato Campione Mediterraneo WBC (Boxe, 63 kg). Una battaglia epica ha caratterizzato il match per il Titolo Intercontinentale ISKA (K1, 95 kg), che ha visto l’idolo di casa Yuri Farcas cedere il passo al temibile francese Gautier. A rendere indelebile il momento della premiazione di questa prestigiosa cintura è stato Luca Pantanella, Presidente di ALSIL Onlus: la consegna del titolo ha assunto un valore simbolico profondo, ribadendo l’impegno dell’associazione contro il bullismo e la missione di utilizzare la nobile disciplina delle arti marziali come antidoto contro ogni forma di violenza nelle strade.

La serata ha visto brillare i talenti della scuderia Torino Kombat e non solo. Nelle MMA, Scarano e Pidroni hanno conquistato vittorie nette, confermando un ottimo stato di forma, così come Scarpa, protagonista di un match di pugilato da incorniciare. Spazio anche alla tecnica e alla determinazione con le vittorie di Ruggerone, Tardanico e Redruello, mentre Giorgia Pieropan ha chiuso il suo incontro per decisione medica, al termine di una prestazione che ha confermato la sua solidità sul quadrato.

“La pioggia è stata solo un incidente di percorso – ha commentato l’organizzazione – il vero protagonista è stato il cuore dei fighter e la risposta incredibile di un pubblico che ha saputo attendere e premiare lo spettacolo. Abbiamo dimostrato che Torino è pronta per palcoscenici di alto profilo e che questo nuovo modello di evento è la strada giusta per far crescere il movimento”.

Con il calare del sipario sul ONE, Torino celebra non solo i nuovi campioni, ma la nascita di una nuova cultura sportiva, dove la forza del ring si unisce al valore sociale della disciplina.

Il piano regionale per la sicurezza del territorio: “Investire sulla prevenzione”

DISSESTO IDROGEOLOGICO

La Regione Piemonte ha trasmesso al Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica la proposta di programmazione delle risorse 2026 destinate alla mitigazione del rischio idrogeologico, per un valore complessivo di oltre 27 milioni di euro.

Il Piano, predisposto dalla Direzione regionale Opere pubbliche e Difesa del suolo, comprende 15 interventi distribuiti sul territorio piemontese e rappresenta una strategia articolata che coniuga opere di difesa idraulica, consolidamento dei versanti, interventi prioritari e un innovativo programma di rilocalizzazione degli edifici esposti al rischio idrogeologico.

Nel dettaglio, la proposta della Regione comprende:

– Savigliano (CN) – Difesa del territorio comunale dal torrente Mellea (IV lotto – secondo stralcio). Importo richiesto: 930.000 euro.
– Torino – Adeguamento del fiume Dora Riparia nel tratto cittadino per incrementare la sicurezza idraulica. Importo richiesto: 3.800.000 euro.
– Trasquera (VB) – Rilocalizzazione di un immobile residenziale in area a rischio franoso (intervento “win-win”). Importo richiesto: 44.000 euro.
– Clavesana (CN) – Rilocalizzazione di edifici in area a rischio alluvionale (intervento “win-win”). Importo richiesto: 1.200.000 euro.
– Sant’Ambrogio di Torino (TO) – Rilocalizzazione di edifici in area a rischio alluvionale (intervento “win-win”). Importo richiesto: 860.000 euro.
– Arquata Scrivia (AL) – Rilocalizzazione di un immobile in area esposta al rischio idraulico (intervento “win-win”). Importo richiesto: 94.808,50 euro.
– Volpeglino (AL) – Messa in sicurezza dell’abitato interessato da dissesto idrogeologico. Importo richiesto: 499.713,42 euro.
– Camburzano (BI) – Consolidamento dei versanti sovrastanti gli abitati di via Maffiotti. Importo richiesto: 620.000 euro.
– Piedicavallo (BI) – Sistemazione idraulica del torrente Chiobbia. Importo richiesto: 3.460.000 euro.
– Verrua Savoia (TO) – Adeguamento della quota e della sagoma dell’argine sinistro del fiume Po. Importo richiesto: 3.061.698,18 euro.
– Mongrando (BI) – Messa in sicurezza del fronte franoso in località Cerchia. Importo richiesto: 3.815.000 euro.
– Gravellona Toce (VB) – Sistemazione idraulica del bacino del torrente Stronetta. Importo richiesto: 3.779.242,40 euro.
– Sant’Ambrogio di Torino (TO) – Demolizione del ponte della SP 198 sul torrente Dora Riparia. Importo richiesto: 137.577,87 euro.
– Varallo (VC) – Messa in sicurezza del versante roccioso in località Proia, inserito tra gli interventi prioritari. Importo richiesto: 545.000 euro.
– Carrega Ligure (AL) – Realizzazione dell’opera di difesa della SP 147, inserita tra gli interventi prioritari. Importo richiesto: 4.985.000 euro.

Tra gli elementi più innovativi della proposta regionale figurano i quattro interventi integrati di rilocalizzazione, che consentono di trasferire gli edifici maggiormente esposti al rischio idraulico e idrogeologico. Una soluzione che permette di eliminare definitivamente situazioni di pericolo, ridurre i costi futuri di manutenzione delle opere di difesa e restituire spazio ai corsi d’acqua, con benefici per la sicurezza delle persone e per l’ambiente.

«Con questa proposta – ha detto l’assessore regionale alle Opere pubbliche, Difesa del suolo e Protezione civile, Marco Gabusi – confermiamo una scelta chiara: investire nella prevenzione significa investire nella sicurezza dei piemontesi. Abbiamo costruito una programmazione che nasce dalle esigenze concrete dei territori e dalle valutazioni tecniche degli uffici regionali, individuando gli interventi più urgenti e strategici».

Secondo l’assessore Gabusi, «accanto alle tradizionali opere di difesa idraulica e di consolidamento dei versanti abbiamo scelto di valorizzare anche strumenti innovativi come gli interventi di rilocalizzazione “win-win”, che in alcune situazioni consentono di eliminare definitivamente il rischio anziché limitarne gli effetti. È un cambio di paradigma nella gestione del dissesto idrogeologico, che guarda alla sicurezza delle persone, alla sostenibilità ambientale e a un utilizzo sempre più efficace delle risorse pubbliche».
Gabusi ha concluso sostenendo che «attendiamo il completamento dell’iter ministeriale, consapevoli di aver presentato una proposta solida, equilibrata e costruita con un unico obiettivo: rendere il Piemonte sempre più resiliente di fronte agli effetti dei cambiamenti climatici e garantire maggiore sicurezza ai cittadini e ai territori».