ilTorinese

Si va tutti a “La Corte”

Apre a Torino un nuovo “polo” dedicato all’inclusione, all’autonomia e alla formazione delle persone con disabilità e non

Giovedì 11 giugno, ore 18

Generosi e coraggiosi artefici dell’iniziativa, “I Buffoni di Corte Aps”, Associazione operante dal 2008 sul territorio torinese (prima sede in corso Sebastopoli 272/e) nell’ambito didattico e formativo dei giovani, adolescenti e persone “con disabilità”. In quasi 18 anni di attività più di 800 sono ad oggi gli associati, oltre 600 le famiglie coinvolte, 1500 i volontari e oltre 600 i sostenitori (con un network che include più di 70 aziende partner e oltre 20 Organizzazioni “non profit”):  è a loro e al costante impegno sociale ed organizzativo de “I Buffoni” che si deve la creazione de “La Corte” (via Rubino, 82), nuova sede dell’Associazione e nuovo “polo” rivolto per l’appunto ai giovani e alle persone “con disabilità” residenti a Mirafiori Nord, e non solo.

Il complesso sorge nel sito, dove fino al 2018 era presente l’“asilo nido” di quartiere e assegnato dal “Comune di Torino” a “I Buffoni di Corte” nel 2021, oggi trasformato grazie al progetto (ispirato alla Scuola del “Bauhaus” secondo i principi chiave di “bellezza” e “anamorfismo”, con effetti di illusione ottica tridimensionale visibili da precisi punti di vista) firmato dall’architetto torinese Alex Cepernich, fervido sostenitore della visione e missione dell’Associazione. Il fabbricato, a forma di “L” composto da un solo piano fuori terra, cui si unisce un secondo immobile di circa 90 metri quadrati, immerso nei 1565 metri quadrati di giardino (destinati ad ospitare un “orto urbano”, una “zona relax” ed un “punto ristoro” per l’inserimento lavorativo di persone con disabilità), sarà inaugurato giovedì 11 giugnoalle 18, alla presenza del sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, degli assessori Carlotta Salerno e Jacopo Rosatelli, affiancati dal presidente della “Circoscrizione Due”, Luca Rolandi.

Sottolineano Luca Nicolino e Valentina Cocchi, rispettivamente presidente e direttrice operativa de “I Buffoni di Corte”: “ ‘La Corte’ vuole essere uno spazio aperto a tutti, un luogo in cui laboratori e progettualità saranno, da un lato consolidati e potenziati e, dall’altro, ampliati con nuove iniziative rivolte non solo alle persone con disabilità, ma anche ai giovani, che qui potranno accompagnarci nei nostri progetti ma anche studiare negli spazi ‘coworking’, agli anziani, ai cittadini del quartiere e del territorio che qui possono venire per un caffè, per scambiare due chiacchiere e per prendere parte alle molte attività con tutte le persone dell’Associazione”.

L’obiettivo, insomma, è quello di “diventare un luogo di formazione ed incontro all’interno del quale possa generarsi ed unirsi una collettività, attraverso l’interazione tra associati, studenti, professionisti del settore e volontari”.

E gli spazi, oggi, di certo, non mancano (costruiti grazie ai fondi “PNRR – Piano Integrato Urbano” e ai contributi di “Fondazione Compagnia di San Paolo”, “Reale Foundation”, “Fondazione Peppino Vismara” “Rotary” e “Interact”, oltre a quelli di “aziende private” e tantissime “persone fisiche”). Spazi che possono contare su  20 laboratori, una palestra, che accoglierà “attività di teatro”, “danza e movimento”,   una cucina dove si terrà uno dei “progetti di autonomia e formazione al lavoro” portato avanti dall’Associazione, “Mani in pasta”. Laboratori e attività che, attualmente, coinvolgono 150 famiglie di persone con disabilità e circa 80 adolescenti e giovani; “volontari scout”, persone impegnate in lavori di pubblica utilità, servizio civilisti e tirocinanti di Università e Scuole Superiori.

Nello specifico, l’Associazione organizza “laboratori artistici”, gestiti da professionisti e dedicati a giovani e persone con disabilità, dalla ceramica all’acrobatica, dalle percussioni al canto e al teatro. Propone inoltre percorsi di formazione al lavoro come “Mani in Pasta” (di cui già s’é accennato) e “percorsi educativi” come “Una chiave per l’autonomia” e “Senza vergogna”, nell’ambito dell’affettività e della sessualità, abbinati alla “danzamovimentoterapia”. Per non dimenticare i suoi “servizi di supporto”, come lo “sportello informativo” e quello “psicologico”, nonché quelli di “formazione” e “sensibilizzazione” rivolti a scuole (studenti e personale), “gruppi scout” e aziende.

Fiore all’occhiello, in conclusione, la creazione di un’eccellente “Compagnia Teatrale”, “La Compagnia delle Frottole”, nata nel 1998 e composta da 23 attori di cui 10 con disabilità cognitiva.

Per ulteriori infowww.ibuffonidicorte.it

Gianni Milani

Nelle foto: I giovani de “La Corte”; Particolare degli “interni”; Attività in giardino; Teatro “La Compagnia delle Frottole”

Cresce il turismo a Castelnuovo Don Bosco

L’elaborazione dei dati di Visit Piemonte non lascia alcun dubbio: il turismo nell’area di Castelnuovo Don Bosco cresce e negli ultimi anni fa registrare trend positivi esponenziali di cui non possiamo che andare fieri.” Grande soddisfazione emerge dalle parole del sindaco di Castelnuovo Don Bosco Umberto Musso nell’analisi sui flussi turistici che premiano fra il 2024 e il 2025 le Terre dei Santi facendo rilevare importanti incrementi di visite nell’area situata a cavallo fra il Monferrato Astigiano e le colline del Torinese. A spiccare è certamente il dato che riguarda i flussi dall’estero con gli arrivi (ossia il numero complessivo degli utenti che arrivano in zona) che salgono addirittura di quasi il 65% rispetto all’anno precedente con le presenze (numero totale dei pernottamenti) che si incrementano del 37,6%. Anche gli arrivi dall’Italia sono all’insegna del segno più grazie ad un incremento dell’11,2% accompagnato anche da un +0,6% per le presenze interne. Complessivamente dunque a Castelnuovo Don Bosco gli arrivi nel 2025 sono stati 9.092 contro i 7.913 dell’anno precedente (aumento del 22,7%) mentre le presenze sono salite dell’11,8% passando da 15.860 a 17.738. In conclusione sono molti i nuovi turisti (soprattutto dall’estero) che hanno scelto di visitare Castelnuovo Don Bosco facendo aumentare anche i pernottamenti complessivi, rispondendo a un obiettivo comune di tutta l’area che desidera accrescere le ricadute economiche sulla ricettività, la ristorazione e il commercio derivanti da un prolungamento di soggiorno. “Sul fronte del turismoaggiunge il primo cittadino di Castelnuovo Don Bosco – abbiamo deciso di incidere maggiormente innanzitutto affiliando il nostro Comune all’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero per poter finalmente rientrare in un ampio circuito di promozione del territorio. Ma abbiamo lavorato per lanciare, oltre alle consuete e importanti manifestazioni, anche eventi culturali, musicali e incontri che vanno a qualificare le nostre zone con proposte qualitative. Altro aspetto su cui insisteremo particolarmente è quello della comunicazione che è fondamentale per raggiungere un pubblico sempre più ampio. Infine non è da sottovalutare l’attenzione al territorio: la giusta manutenzione del verde pubblico, degli spazi fioriti e delle strade rendono il Comune bello da vedere e da vivere e se il territorio è ben curato risulta dunque più appetibile.” E a proposito di eventi e turismo a Castelnuovo Don Bosco si entra nel vivo della stagione estiva di eventi a cominciare dall’appuntamento di sabato 27 giugno quando il paese diventerà il borgo del vino con una festa dedicata ad una delle principali eccellenze del territorio conosciuto per il Fresia, la locale Malvasia e non solo. Subito dopo sarà la volta, nel primo weekend di luglio, della tradizionale Corsa delle Botti, per legare il prodotto enologico delle colline castelnovesi ai suoi più caratteristici riti.

L’equipaggio della Regia Venaria con i corni al Castello di Casotto

La musica dei corni da caccia unisce tutto l’arco alpino e, in occasione delle Giornate Internazionali del corno da caccia, organizzate dall’Accademia di Sant’Uberto nel 2024 a Venaria Reale e nel 2025 alla Palazzina di Caccia di Stupinigi e a Palazzo Carignano, è nata la collaborazione con i Corni delle Alpi. Si tratta di strumenti che sono nati per essere suonati nella natura: il Corno da caccia, in Piemonte e nell’area francofona, evoca le grandi foreste e le caccie a cavallo reali. Il suo suono è entrato nella musica dell’età barocca e romantica. Il corno delle Alpi rappresenta un antico strumento a fiato in legno, simbolo della tradizione alpina; nato inizialmente coinvolto e strumento di comunicazione tra pastori, si è poi evoluto in una raffinata iconamusicale in gradi di emettere suoni caldi e avvolgenti che echeggia per chilometri nelle valli montane, ed è presente nella musica d’arte del Settecento, come nella Sinfonia “Pastorella” di Leopold Mozart, padre del più celebre W.A.Mozart, e dell’Ottocento. Entrambi dall’origine antica e non immediatamente collegata alla musica, il Corno dialogava inizialmente con i cani, seguendone attività e movimento. Nel contesto montano aveva lo scopo di essere usato come megafono di legno fra i pastori per comunicare tra un alpeggio e l’altro, radunare il bestiame o segnalare dei pericoli. Sulle Alpi, lo sviluppo del Corno è avvenuto in lunghezza, come una lunga pipa che oggi raggiunge i tre metri e mezzo in fa.

Per la rassegna musicale “Cerimoniale e divertissement 2026 – early music today”, il 7giugno, alle ore 16, avrà luogo un evento al castello di Casotto, a Garessio, in provincia di Cuneo. Per musica en plein air, l’Equipaggio della Regia Venaria si esibirà con i corni da caccia (patrimonio culturale immateriale dell’umanità UNESCO 2020) e due formazioni di corni delle Alpi: gli svizzeri corni dal Generus e i francesi Les Briançonneurs. Il concerto è gratuito e si svolgerà nella corte d’onore del castello.t

Info: info@accademiadisantuberto.

“Depositi di meraviglia” e “Più forte delle bombe” alla Gam

Fondazione Torino Musei per Archivissima 26  Sabato 6 giugno 2026, ore 10:30

GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino Sala incontri Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili

 

In occasione di Archivissima 2026, la Fondazione Torino Musei, insieme al suo Archivio Fotografico, propone un doppio appuntamento: il talk con Chiara Bertola e Adrien Gardère, moderato da Maria Chiara Guerra dedicato al tema dei depositi museali e in particolare al Deposito Vivente allestito al secondo piano della GAM di Torino, seguito dalla presentazione del documentario realizzato a partire da una ricerca sul Fondo Danni di Guerra.

DEPOSITI DI MERAVIGLIA

Nel museo contemporaneo, il deposito è il luogo in cui la relazione tra collezione e pubblico assume una dimensione inedita, intima e mutevole, capace di generarsi in forme nuove a ogni sguardo. Lo spazio più nascosto è quello della maggiore apertura. Qui, come nel Musée Imaginaire di Malraux, ogni osservazione è legittima, ogni interpretazione è possibile: la macchina museale si rivela, nella sua continua trasformazione, come organismo vivo.

Chiara Bertola, direttrice del museo, racconta come ha riportato alla luce i giacimenti nascosti della collezione, in dialogo con Adrien Gardère, museografo francese che, nelle sue esperienze internazionali — dal Louvre-Lens al V&A East — ha reinventato il deposito come luogo della narrazione e della relazione.

 

QUELLO CHE NON C’È: DAL FONDO DANNI DI GUERRA

Siamo abituati a pensare agli archivi come a luoghi di ordine, certezza e conservazione. File allineati, inventari meticolosi, documenti che resistono al tempo e restituiscono tracce tangibili del passato. Eppure, se ci soffermiamo davvero ad ascoltare, ci accorgiamo che non sono solo le parole scritte a raccontare la storia. Tra quei faldoni ordinati si nasconde un’altra dimensione, più sottile: quella delle assenze.

Vuoti che interrompono la continuità del racconto e ci costringono a interrogarci. Perché manca qualcosa? Chi o cosa ha determinato quell’assenza? È il risultato del caso, della dimenticanza o di una scelta consapevole?

Ogni archivio è, in fondo, una narrazione incompleta, e l’incompletezza apre uno spazio di possibilità. I documenti mancanti non rappresentano soltanto una perdita: diventano un invito a interrogare, immaginare, ricostruire.

L’archivio, allora, non è soltanto un deposito del passato, ma uno spazio vivo, attraversato da continue relazioni tra ciò che è visibile e ciò che resta nascosto; un luogo in cui la memoria non si limita a conservare, ma continua a formarsi anche attraverso le sue crepe.

 

DOCUMENTARIO: PIÚ FORTE DELLE BOMBE

È proprio indagando una di queste crepe che è emerso il Fondo Danni di Guerra, oggetto di un importante lavoro di ricerca che ne ha permesso la ricostruzione e ha messo in luce le correlazioni con materiali conservati in altri archivi. Alla prima fase di indagine è seguito un lavoro di riordino, inventariazione e digitalizzazione.

È stato così possibile ricostruire la storia del Fondo e le modalità del suo ingresso in Archivio Fotografico della Fondazione Torino Musei.

Dalla fitta corrispondenza dell’allora direttore dei Musei Civici, Vittorio Viale, con personalità pubbliche e private, se ne deduce la presenza già intorno al 1945.

Il Fondo è costituito da circa 320 fototipi, tra lastre, pellicole e stampe fotografiche che documentano edifici, monumenti e complessi architettonici della città di Torino danneggiati o distrutti dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale.

Nel corso degli anni, la documentazione fotografica ha subito manipolazioni che ne hanno modificato l’assetto originario. Il nucleo è probabilmente riconducibile a un corpus più ampio di natura documentaria e fotografica prodotto dall’Ufficio Protezione Antiaerea (UPA), attivo tra il 1936 e il 1946. Gli scatti non venivano realizzati direttamente dall’Ufficio, ma affidati a soggetti esterni: ditte specializzate, fotoreporter e Corpo dei Vigili del Fuoco. Gran parte della produzione fotografica dei Vigili del Fuoco è oggi conservata presso il loro Archivio Storico, mentre presso l’Archivio Storico della Città di Torino si conserva il fondo UPA.

Il Fondo Danni di Guerra ha rappresentato uno strumento fondamentale di tutela durante la ricostruzione ed è oggi una testimonianza di grande valore storico sullo stato del patrimonio architettonico e monumentale torinese nel periodo postbellico.

Il video documentario, realizzato da Alessandro Muner in occasione di Archivissima 2026, ripercorre le tappe di questa esplorazione, alla ricerca di Quello che non c’è e sarà visibile in sala incontri sabato 6 e domenica 7 giugno a ingresso libero, durante gli orari di apertura del museo

Auto ignora l’alt e finisce in un fossato: un occupante in ospedale

L’auto si schianta, si ribalta e finisce in un fosso dopo che i due occupanti hanno ignorato l’alt; uno è stato trasportato in ospedale, l’altro è fuggito. È successo nella notte del 4 giugno a Salassa, in via Cavalier Botta, quando due uomini hanno ignorato l’alt imposto dai carabinieri della stazione di Cuorgné. Stando alla ricostruzione, la vettura in fuga, viaggiando a forte velocità e fuori controllo, ha prima abbattuto un palo della Telecom e poi è finita in una scarpata a lato della strada.

A bordo dell’auto, dopo il mancato stop obbligatorio, il veicolo si è schiantato, si è ribaltato e ha terminato la corsa in un fossato. Uno dei due è stato trasportato in ospedale, mentre l’altro si è allontanato a piedi.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Rivarolo Canavese per liberare l’uomo rimasto incastrato nell’abitacolo e i soccorsi del 118 Azienda Zero, che lo hanno trasportato all’ospedale di Cuorgné; le sue condizioni non risultano preoccupanti. L’altro occupante è riuscito a fuggire a piedi nel buio, facendo perdere le proprie tracce.

VI.G

Quando il Balon è Mundial: il Festival che celebra sport, cultura e inclusione

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Presentata nella Sala Carpanini di Palazzo Civico la XVIII edizione del Balon Mundial Festival, una manifestazione che è molto più di un torneo di calcio: un laboratorio di cittadinanza attiva, inclusione e convivenza, capace di trasformare lo sport in uno strumento concreto di dialogo tra culture e generazioni diverse.

L’edizione 2026 si svolgerà dal 13 giugno al 5 luglio e vedrà la partecipazione di 34 squadre, 24 maschili di calcio a 11 e 10 femminili di calcio a 5, espressione di circa 40 comunità locali con background migratorio, con l’obiettivo primario di celebrare la ricchezza della diversità culturale, favorire l’integrazione e rafforzare i legami comunicatori attraverso il linguaggio universale dello sport. L’inaugurazione ufficiale è in programma domenica 14 giugno alle ore 10, tutti gli eventi e le partite saranno a ingresso gratuito.

La manifestazione, patrocinata dalla Città di Torino, avrà come sede principale la Cittadella dello Sport del Parco della Colletta, recentemente interessata da un importante intervento di riqualificazione, e proporrà un ricco programma composto da 62 partite, iniziative culturali, momenti di confronto e attività dedicate alle famiglie.

A presentare l’evento insieme agli organizzatori è stato l’assessore allo Sport della Città di Torino, Domenico Carretta. “Il Balon Mundial è ormai patrimonio della nostra città, da diciotto anni dimostra la straordinaria forza sociale dello sport – ha dichiarato l’assessore – Attraverso il linguaggio universale del pallone, questo torneo riesce ad abbattere le barriere e a trasformare la diversità in una straordinaria risorsa di cittadinanza attiva. come dimostrano le novità di questa edizione, il rinnovo del regolamento per un’idea di comunità sempre più aperta e il format educativo del Mundialito dedicato ai più giovani, che investe sul futuro e sulla convivenza civile. Saranno giornate di festa e partecipazione quelle in calendario al Parco della Colletta, un impianto comunale che è stato oggetto di una profonda e recente riqualificazione. La finale si svolgerà invece al Cit Turin, impianto prestigioso di Torino. Restituire e offrire alla cittadinanza spazi moderni è il modo migliore per supportare eventi come questo, dove la multiculturalità diventa risorsa”.

Tra le principali novità dell’edizione 2026 figura il rinnovamento della definizione di “comunità” all’interno del regolamento del torneo, una scelta che amplia le possibilità di partecipazione e riflette una società sempre più multiculturale, nella quale il senso di appartenenza viene interpretato come esperienza condivisa e inclusiva.

Torna inoltre per il terzo anno consecutivo il Mundialito, il torneo dedicato a bambine e bambini dagli 8 ai 12 anni che promuove i valori del fair play, del rispetto e dell’inclusione attraverso il metodo educativo del football3, basato sul dialogo e sulla gestione nonviolenta dei conflitti.

Confermato anche il ruolo dei Fans Mediator, figure formate per favorire relazioni positive tra squadre, pubblico e organizzazione, contribuendo a mantenere un clima sereno e inclusivo durante tutta la manifestazione.

Particolarmente significativa sarà ancora una volta la presenza delle “Squadre Progetto”, tra cui quelle promosse da Refugees Welcome Italia e dal progetto “Primo Passo” dell’associazione Si Può Fare, impegnate nell’accoglienza e nell’inclusione di persone rifugiate, migranti e minori stranieri non accompagnati. Tra le partecipazioni più simboliche figurano inoltre la squadra Cirillico, composta da giocatori ucraini, russi e kazaki, e la rappresentativa della Palestina, testimonianze concrete di come lo sport possa diventare terreno di dialogo anche oltre le divisioni geopolitiche.

Accanto al torneo sportivo, il Festival rafforza la propria dimensione culturale grazie al sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo attraverso il bando “Festival Partecipativi 2026”. Durante le settimane della manifestazione il pubblico potrà partecipare a iniziative culturali, incontri, attività associative, momenti musicali e percorsi gastronomici che valorizzeranno le tradizioni e le identità delle diverse comunità presenti sul territorio.

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La “Truffa si camuffa” fa tappa alla Crocetta

Prosegue la campagna preventiva nei mercati della Città

Terza tappa nei mercati torinesi della campagna “La truffa si camuffa”. Ieri

il nuovo mezzo attrezzato della Polizia Locale di Torino ha sostato al mercato della Crocetta, dopo essere stato, nelle scorse settimane, al mercato di corso Racconigi e di corso Cincinnato.

L’ufficio mobile permette agli agenti di presidiare direttamente le strade e i quartieri, offrendo supporto, materiale informativo e consulenza per difendersi dai raggiri. Opera come presidio itinerante a partire dalle attività di prevenzione e contrasto alle truffe del progetto “La truffa si camuffa” attualmente in corso. Nelle prossime settimane prevedrà altri appuntamenti specifici nei luoghi più frequentati in modo particolare delle persone più anziane e a rischio raggiri, come il mercato di piazza Foroni l’11 giugno e quello di via Onorato Vigliani il 18 giugno. Ma anche centri anziani, bocciofile, giardini e Asl. Qui si possono vedere i video della campagna, ricevere materiale informativo e consigli utili per aumentare la propria consapevolezza rispetto ai meccanismi di imbroglio più frequenti e pericolosi.

L’iniziativa, promossa dalla Città di Torino con il Corpo di Polizia Locale, si aggiunge al pattugliamento attivo nelle piazze e nelle vie della città e al ricco calendario di conferenze e seminari organizzati in tutte le Circoscrizioni, focalizzati sulle tecniche più diffuse di raggiro (porta a porta, digitale, telefonico) e sulle migliori azioni da mettere in campo per evitarle. L’obiettivo rimane sempre lo stesso: spiegare le truffe più diffuse che stanno circolando, per aumentare consapevolezza e capacità di riconoscimento. Ma anche fornire indicazioni su cosa fare se la truffa dovesse verificarsi: chi chiamare e come comportarsi.

Anche questa mattina al mercato della Crocetta era presente l’assessore alla Polizia Locale e alla Sicurezza della Città di Torino Marco Porcedda: “L’obiettivo è quello di informare su quali sono le truffe più diffuse oggi, quali gli strumenti da poter mettere in campo per evitare di essere truffati e, se
dovesse capitare, cosa fare per cercare di trovare una soluzione. Il 112 è sempre il numero di riferimento per qualsiasi necessità e, come ripetiamo sempre, bisogna ricordarsi che qualsiasi cosa che vi mette molta fretta è sempre qualcosa che ci deve riflettere sulla necessità di effettuare veramente con rapidità quell’azione. Sono molto probabilmente delle truffe ed è sempre meglio pensarci prima. Oggi le truffe più diffuse – prosegue Porcedda – continuano ad essere quelle che sfruttano gli smartphone, quindi SMS, email e whatsapp. Ma anche le truffe presso le abitazioni in cui chi commette il raggiro si spaccia o per falso tecnico del gas o per un appartenente alle forze di polizia. Oggi siamo qui perchè i mercati sono gli ambienti che le persone anziane e quelle che hanno più necessità di essere tutelate, frequentano maggiormente. Vogliamo essere prossimi, vicini e arrivare fin dove la necessità è più sentita. Quindi la presenza nei mercati ci è sembrata la scelta più logica per poter procedere con questo percorso”.

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Spaccio, Ravello (FdI): “Pd scopre sicurezza: è lo stesso delle pipette da crack?”

“Davvero difficile non stupirsi della giravolta del Partito Democratico. Oggi scende in strada contro lo spaccio e distribuisce questionari ai cittadini per chiedere quali soluzioni adottare, ieri voleva distribuire gratis le pipette per il crack. Una scena che sarebbe quasi comica se non riguardasse un problema drammatico come il degrado e lo spaccio di droga che affliggono Torino”.

Lo dichiara Roberto Ravello, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Piemonte.

“Proprio loro, gli stessi ambienti politici che in questi anni hanno sostenuto o strizzato l’occhio a modelli fondati sulla riduzione del danno, sulla normalizzazione del consumo di droga e sulle cosiddette stanze del buco, ora si accorgono dell’esistenza dello spaccio e chiedono ai cittadini cosa si aspettano dalla politica. La ‘banda del buco’ ha superato sé stessa. Siamo alla follia”.

“La risposta i torinesi la conoscono già: più controlli, più Forze dell’Ordine, più prevenzione, più presidio della Polizia Locale e tolleranza zero verso chi avvelena quartieri e famiglie. Non servono questionari sociologici per capire ciò che i residenti denunciano da anni”.

“Il contrasto allo spaccio – conclude Ravello – non si improvvisa alla vigilia delle campagne elettorali e non si affronta inseguendo ambiguità ideologiche. Chi oggi organizza banchetti sulla sicurezza dovrebbe prima spiegare perché per anni ha minimizzato il problema e perché continua a guardare con indulgenza a politiche che rendono la droga sempre più accettabile. Torino ha bisogno di risposte, che la sua amministrazione non dà, non di passerelle”.

PLD organizza incontro sulla Tav

PARTITO LIBERALDEMOCRATICO A RIVOLI

Dopo oltre vent’anni di dibattiti, polemiche e campagne ideologiche, la realizzazione della tratta ferroviaria Torino-Lione è oggi entrata in una fase di avanzamenti concreti.
I lavori per il collegamento tra il nodo ferroviario torinese, l’interporto logistico di Orbassano e la direttrice della Val di Susa rappresentano una delle più importanti infrastrutture strategiche europee per il trasporto sostenibile, la competitività economica e l’integrazione continentale.

Per questo motivo, il Partito Liberaldemocratico della provincia di Torino promuove per sabato 13 giugno, dalle 9.30 alle 13 presso la Sala Consiliare del Comune di Rivoli, un incontro di formazione e approfondimento dedicato agli iscritti, ai simpatizzanti e agli esponenti dell’area centrista, liberale e riformista del territorio. L’incontro avrà il titolo:

“TRATTA FERROVIARIA TORINO-LIONE – SI AVANZA: UN’OPERA STRATEGICA, UN FUTURO CHE CORRE”.

Analizzeremo dati, documenti e sviluppi concreti dell’opera, affrontando con serietà e competenza una discussione troppo spesso dominata da
slogan, semplificazioni e narrazioni distorte. Secondo il Partito Liberaldemocratico, sostenere quest’opera significa scegliere sviluppo, sostenibilità, connessioni internazionali e competitività per il Piemonte e per tutto il Nord-Ovest italiano. Relatori saranno l’architetto Paolo Foietta (già Commissario Straordinario del Governo per l’Asse Ferroviario Torino-Lione e attualmente Presidente della Delegazione Italiana presso la Commissione intergovernativa italo-francese per la linea ferroviaria TorinoLione) e l’architetto Massimo Giuntoli  (già Presidente Ordine Architetti PPC di Torino).

Modererà l’incontro Fabrizio Goria (giornalista de La Stampa)

Incendio in un appartamento: frigo va a fuoco, 3 persone in ospedale

Un improvviso cortocircuito al frigorifero ha scatenato un incendio in un appartamento al pianterreno. È quanto accaduto nella mattinata di oggi in Borgo Vittoria, in un palazzo di via Cardinal Massaia, al civico 21.

Dall’apparecchio si è alzata una fitta coltre di fumo che in breve ha risalito la tromba delle scale, invadendo i piani superiori e rendendo inagibile un alloggio al secondo piano. Sul posto sono accorse immediatamente le squadre dei vigili del fuoco del distaccamento di Corso Regina Margherita: i pompieri hanno domato le fiamme e tratto in salvo tre persone, rimaste intrappolate dal fumo e rifugiate sul balcone.

I tre sono stati soccorsi dal personale sanitario del 118 e trasportati in codice verde all’ospedale Maria Vittoria per accertamenti e cure per inalazione di fumi; le loro condizioni non risultano comunque preoccupanti. Sul posto sono intervenute anche le volanti della Polizia di Stato per i rilievi e gli accertamenti del caso.

VI.G