ilTorinese

FINARELLA porta la vera pizza romana a Torino

Impasti innovativi per distinguersi nella città delle mille pizzerie

A Torino le pizzerie non mancano, anzi. Negli ultimi anni l’offerta è cresciuta a tal punto da rendere sempre più difficile distinguersi. È proprio per questo che l’apertura di FINARELLA, il nuovo progetto di Marco Bonomi nei locali che hanno ospitato prima Peyrano e poi Gaudenti sotto i portici di corso Vittorio Emanuele II, merita attenzione.

Più che l’ennesima insegna, FINARELLA porta un’idea precisa: riportare al centro la vera pizza romana, quella sottile e “scrocchiarella“, costruita su impasti studiati con cura, farine selezionate e lunghi tempi di fermentazione. Un prodotto che può sembrare semplice, ma che richiede una tecnica rigorosa e una grande attenzione ai dettagli. In un panorama dominato dalla pizza napoletana contemporanea, la scelta di puntare con decisione sulla tradizione romana rappresenta una proposta diversa e ben riconoscibile.

Il menu affianca i grandi classici a interpretazioni più creative, ma è proprio la qualità dell’impasto a rappresentare il vero elemento distintivo del progetto. La croccantezza, la leggerezza e l’equilibrio tra consistenza e sapore sono il filo conduttore di un’offerta pensata per valorizzare la pizza nella sua essenza.

Anche la scelta della location non è casuale. I portici di corso Vittorio si arricchiscono di un nuovo indirizzo destinato a diventare un punto di riferimento, valorizzando uno spazio che fa parte della memoria gastronomica della città. Dopo la storica esperienza di Peyrano e quella della pasticceria Gaudenti, arriva un progetto che guarda al futuro senza dimenticare il passato.

Per chi segue la ristorazione torinese, Marco Bonomi non è certo un nome nuovo. Con i suoi progetti ha già dimostrato di conoscere molto bene il mondo dell’imprenditoria food, costruendo format capaci di funzionare e di creare identità. Ne avevamo già parlato in occasione di Amici Miei, altro progetto che ha saputo ritagliarsi uno spazio importante nel panorama cittadino.

FINARELLA sembra inserirsi proprio in questo percorso: un locale con un’identità forte, una proposta chiara e la volontà di distinguersi non con effetti speciali, ma attraverso la qualità del prodotto. In una città dove le pizzerie sono tante, riuscire a offrire qualcosa di realmente diverso è probabilmente la sfida più difficile. E anche quella più interessante.

Chiara Vannini

Emergenza incendi in Piemonte, persi 700mila alberi

GRAVE IMPATTO SULLA BIODIVERSITÀ

LA REGIONE: “PRONTI AI RIPRISTINI”

Una vera e propria catastrofe ecologica sta interessando il Piemonte: il bilancio complessivo provvisorio dei roghi che stanno devastando il territorio ha raggiunto la drammatica quota compresa tra 800 e 900 ettari complessivi bruciati tra le province di Torino, Vercelli, Novara e Verbano Cusio Ossola.

La stagione particolarmente calda con temperature elevate, che si sono protratte per lunghi periodi dalla fine di maggio ai primi giorni di luglio, e le scarse precipitazioni hanno determinato condizioni favorevoli all’innesco di incendi boschivi. La recente ondata di caldo che ha interessato il Piemonte dagli inizi di luglio, con il record di temperature massime registrato mercoledì 8, è stata anche accompagnata da forti venti di caduta da nord che hanno ulteriormente incrementato il pericolo di incendi boschivi. I bollettini incendi boschivi emessi dal Centro funzionale di Arpa in questi giorni hanno fotografato bene le condizioni, con una pericolosità che è aumentata da inizio luglio e l’8 le condizioni sono ulteriormente peggiorate con un pericolo elevato diffuso a causa delle alte temperature e dei forti venti di foehn in quota.

Secondo quanto riferito da fonti dei Vigili del Fuoco, l’origine dei diversi roghi è di natura meteorologica: le fiamme sono state infatti innescate dai fulmini caduti durante i violenti temporali dei giorni scorsi, per poi propagarsi rapidamente a causa del forte vento, delle temperature torride e dei terreni secchi.

I fronti principali che registrano i danni maggiori sul territorio sono:

  • Valsesia (Vercelli): l’area in assoluto più colpita con ben 450 ettari di territorio già andati in fumo;

  • Premosello Chiovenda (VCO): 226 ettaridivorati dalle fiamme in una zona dove la superficie boschiva distrutta tocca il 60%, con la perdita di preziosi ecosistemi di quercete, faggete e boscaglie pioniere.

  • Valle Soana (Torino): un vastissimo rogo in quota sta colpendo il territorio del Parco Nazionale del Gran Paradiso (in particolare tra Valprato Soana e Ronco Canavese); il fuoco, partito inizialmente da zone impervie di erba olina e rododendri, ha purtroppo raggiunto e intaccato anche i boschi di abeti e larici.

Nelle sole aree attive colpite dall’emergenza la stima puntuale rileva che sono andati persi ben 700.000 alberi.

Il danno ecologico va ben oltre la perdita della vegetazione. Gli incendi stanno compromettendo gravemente la biodiversità locale: il fumo e la distruzione degli habitat colpiscono direttamente la microfauna, gli insetti impollinatori, i rettili e l’avifauna nidificante, oltre a spingere i grandi mammiferi (como caprioli e camosci) a una fuga forzata verso i territori antropizzati.

La Regione Piemonte stima che il percorso della natura per guarire queste ferite sarà lungo:

  • primi 2-5 anni: ritorno delle prime specie vegetali pioniere, delle erbe e degli arbusti che stabilizzeranno parzialmente il suolo dal rischio erosione;

  • 15-20 anni: sviluppo di un bosco giovane, con la ricomparsa graduale della fauna selvatica;

  • oltre 50-70 anni: tempo necessario affinché i preziosi ecosistemi complessi di querce, faggi e conifere d’alto fusto colpiti in queste ore riacquistino la loro piena maturità e la struttura originaria.

“Ogni ettaro di bosco perso è una ferita al cuore del pianeta, ed è per questo che il lavoro dei soccorritori assume un valore immenso – commenta l’assessore all’Ambiente della Regione Piemonte Matteo Marnati“I Vigili del Fuoco, i piloti dei mezzi aerei e i volontari AIB stanno lottando contro un inferno di fiamme per proteggere la nostra casa comune. Custodire le nostre foreste significa garantire la sopravvivenza delle generazioni future. Il loro non è un semplice intervento di emergenza, ma una vera e propria missione di importanza vitale per l’umanità, per la quale saremo sempre debitori”.

I modelli di simulazione di Arpa Piemonte e Regione Piemonte sull’andamento dei roghi montani – prosegue Marnati evidenziano lo straordinario valore dell’intervento dei soccorritori: senza il tempestivo contenimento a terra e il massiccio dispiegamento della flotta aerea, le fiamme avrebbero consumato l’intera massa forestale continua delle valli. L’azione coordinata delle forze in campo ha evitato la distruzione di ulteriori 3.500 ettari potenziali di territorio, mettendo in sicurezza e salvando oltre 3 milioni di alberi e intere frazioni abitate a fondovalle”.

“La Regione Piemonte si occuperà immediatamente dei ripristini forestali non appena le condizioni al suolo lo permetteranno – annuncia l’assessore regionale alla Montagna Marco GalloSiamo già al lavoro per delineare gli interventi e attivare piani straordinari di ripristino ambientale, sul modello di quanto già sperimentato con successo dopo i grandi incendi del 2017. Sottolineiamo però l’importanza cruciale del monitoraggio post-evento: prima di procedere a qualsiasi rinnovazione artificiale con piantine da vivaio, sarà fondamentale valutare la capacità di rinnovazione naturale del bosco, in modo da capire dove sia realmente necessario e prioritario l’intervento dell’uomo”.

Le misurazioni sulla qualità dell’aria effettuate da Arpa e finalizzate a rilevare la presenza di sostanze aerodisperse prodotte dalla combustione non hanno rilevato valori in quantità tali da prefigurare un potenziale danno alla salute. La centralina di rilevamento di Domodossola ha rilevato valori massimi istantanei di circa 250 µg/m3 (microgrammi al metrocubo) nel tardo pomeriggio del 9 luglio, mentre già il giorno 10 i valori di polveri sottili sono scesi a 55 µg/m3 come valore medio giornaliero.

Pino Torinese avvia il censimento delle eventuali colonie feline 

Il Comune di Pino Torinese avvia il censimento delle eventuali colonie feline presenti sul territorio comunale, un’azione per prevenire fenomeni di randagismo. Chiunque sia a conoscenza di una colonia di gatti randagi, cioè almeno quattro animali che vivono insieme in libertà, potrà segnalare la colonia entro il 15 settembre 2026.
L’iniziativa si inserisce nell’ambito della convenzione tra la LIDA di Chieri e il Corpo di Polizia Locale di Pino Torinese, e ha l’obiettivo di censire le eventuali colonie di gatti randagi presenti in paese per tutelarne il benessere.
Attraverso le segnalazioni raccolte, LIDA potrà istituire l’anagrafe delle colonie feline, come previsto dalla normativa regionale (L.R. 34/1993), programmare le sterilizzazioni in collaborazione con l’ASL TO5 e riconoscere il lavoro svolto dalle persone che quotidianamente si occupano dei gatti randagi.
Chiunque può segnalare una colonia felina di cui sia a conoscenza sul territorio di Pino Torinese compilando l’apposito modulo, disponibile al seguente link:
Il modulo compilato e firmato potrà essere inviato via mail o PEC all’indirizzo protocollo@cert.comune.pinotorinese.to.it oppure a mano all’Ufficio Protocollo, dal lunedì al venerdì con orario 8:30-12:00 e il lunedì e il mercoledì anche dalle 16:00 alle 18:00.
Nel modulo, oltre al luogo della colonia, potranno essere indicati il numero di gatti che la popolano, la presenza di punti di alimentazione o cuccette, se c’è una persona che se ne sta occupando e, se a conoscenza, dello stato di sterilizzazione o di malattia.
Si tratta di un’azione importante nella prevenzione e nella promozione della cultura della tutela e del benessere animale sul nostro territorio – ha commentato l’assessora Elisa Pagliasso – anche a seguito dell’attività di sensibilizzazione che avevamo già avviato lo scorso anno nelle scuole e quella di contrasto dell’uso dei fuochi e botti di Capodanno. Questo censimento può aiutare la LIDA ad avere una mappatura della situazione e prendersi cura degli eventuali gatti randagi sul territorio, per incentivare la convivenza serena e rispettosa con il mondo animale“.

Fino al 15 luglio Magliano Alfieri Classic Festival, il Monferrato centro musicale

Dal 5 al 15 luglio prossimo torna il Magliano Alfieri Classic Festival, che giunge quest’anno alla sua settima edizione, confermandosi come uno dei progetto più originali dedicati alla musica classica e all’alta formazione musicale a livello nazionale. Per 10 giorni, il Roero e il Monferrato si trasformeranno in una vera e propria cittadella diffusa, capace di riunire studenti, docenti e giovani musicisti provenienti da esperienze artistiche internazionali. Concerti, masterclass, laboratori, prove aperte e momenti d’incontro animeranno i comuni di Magliano Alfieri, Canale, Govone, Bra, San Martino Alfieri e Monticello d’Alba, creando un dialogo continuo tra eccellenza artistica, formazione e valorizzazione del territorio.

Più che una semplice rassegna concertistica, il festival rappresenta un progetto culturale che pone al centro la trasmissione del sapere musicale e il confronto tra generazioni di interpreti. Il tema di questa edizione è “Ispirazioni – humus Roero” e richiama l’idea di un terreno fertile nel quale cultura, territorio e creatività possono generare nuove esperienze artistiche. Durante il festival, il Roero si trasforma in un campus musicale internazionale, e le giornate sono scandite da lezioni individuali, musica da camera, attività orchestrali, incontri e concerti che coinvolgono studenti, docenti e pubblico in un’esperienza condivisa. A testimoniare la vocazione della ma jfestazione, daranno artisti e docenti provenienti da corsi internazionali sviluppati tra Italia Brasile, Cile, Germania, Italia, Svizzera Austria, Regno Unito, Paesi Bassi e Stati Uniti.

Il festivalIsi aprirà domenica 5 luglio con il concerto dell’Asti Sistema Orchestra, diretta da Fabio Poggi. Tra gli appuntamenti di maggior rilievo, spicca il concerto della pianista Rita Tulli, protagonista a Bra il 6 luglio con il progetto “Autoritratto”. Figura di riferimento del jazz europeo, la Tulli ha collaborato, nel corso della sua carriera con artisti come Baker, Metheny, Joe Anderson ed Enrico Rava. Il 7 luglio sarà la volta di David Dirimescu. Particolarment significativo il concerto dell’8 luglio a Canale, dal titolo “Contrappunti sinestetici DiVini tra Arneis e Mozart, che riunirà alcuni maestri del festival in un percorso capace di intrecciare musica e cultura del territorio. Accanto al concerto dei docenti, il festival dedica spazio ai giovani musicisti attraverso i saggi pubblici delle diverse classi strumentali, offrendo al pubblico la possibilita di seguire da vicino il percorso formativo degli allievi. L’11 luglio, il Castello Reale di Govone ospiterà “Il respiro della terra” con i maestri della MACF, mentre il 12 luglio verrà accolto Festival in Festa, con orchestra del MACF, l’Asti Sistema Orchestra ela partecipazione del compositore Paolo Vivaldi. La manifestazione si concluderà il 15 luglio a Monticello d’Alba, con MACF Golden Talent, concerto dedicato alla giovano violoncellista Maria Clara Mandolesi.

Il festival è nato nel 2020 da un’iniziativa congiunta del comune di Magliano Alfieri e dell’associazione Arti Riflesse, ed è stato concepita come alta formazione musicale e valorizzazione del territorio. Negli anni ha progressivamente consolidato la propria identità, diventando punto di riferimento per giovani musicisti e docenti provenienti da contesti nazionali e internazionali. Parallelamente alla presenza dei corsi, è aumentata la presenza sul territorio, trasformando una manifestazione inizialmente concentrata su Magliano Alfieri in un progetto diffuso che coinvolge oggi più comuni del Roero e del Monferrato astigiano. L’ideatore e direttore artistico del Festival è il maestro Massimo Macrì, per molti anni primo violoncello solista dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e docente del Conservatorio Verdi di Torino. Attraverso l’associazione Le Arti Riflesse, da lui fondata e presieduta.

L’obiettivo è quello di creare un ambiente in cui giovani musicisti, provenienti da diversi Paesi, possa condividere studio, esperienze e relazioni professionali, vivendo la musica non solo come perfezionamento tecnico, ma anche come occasione di confronto umano

Mara Martellotta

UDC: idee per rilanciare Torino dopo 30 anni di sinistra

C’era anche il Presidente degli albergatori torinesi BORIO alla presentazione delle prime Proposte della UDC torinese, guidata dall’ex sottosegretario di Stato ai trasporti Giachino, per un Programma di rilancio di Torino dopo trent’anni di Amministrazioni di sinistra. Torino nei primi vent’anni di questo terzo millennio come ha detto Banca d’Italia ha perso venti punti rispetto a Bologna. Le Giunte di sinistra a partire da Castellani non hanno difeso l’industria dell’auto che ,, detto per inciso, quest’anno ha visto produrre nel mondo oltre 100 milioni di auto alla faccia di chi dava per finito il settore. Castellani pensando di sostituire l’industria col turismo ha puntato su una linea di sviluppo bassa che ha penalizzato la Città ma a sinistra questo errore strategico non è stato compreso. Per fortuna la iniziativa condotta proprio da Giachino insieme alle madamin ha salvato la TAV, dai cultori della Decrescita infelice, l’opera più importante per il futuro di Torino e di tutto il Nord.
Per questo Torino ha bisogno assoluto di cambiare squadra alla guida della Città. La alternanza , nei governi nazionali e locali,  lo ricordiamo ai democratici a targhe alterne, e’ la prima condizione della democrazia.
Nell’ incontro sono  stati passati in rassegna i punti di crisi dalla SICUREZZA, della grande precarietà nel mondo giovanile ai gravi ritardi nel costruire la TAV e la linea 2 della Metro sino alla emarginazione delle periferie. Si sono approfonditi due temi importanti per lo sviluppo della Città e cioè la necessità di avere un importante Centro Congressi e di rilanciare la attività Fieristica della Città. Molto spazio è stato dedicati ai gravi errori della amministrazione nel controllare la politica di IREN e della sua controllata IRETI che ha la responsabilità della rete elettrica della Città che , si è scoperto con ritardo di almeno cinque anni di ritardo, e’ fortemente usurata come hanno dimostrato i tantissimi blackout.Il prezzo pagato dai cittadini ai blackout è stato alto e grave.
Infine l’ex europarlamentare on. Vito Bonsignore ha sottolineato l’urgenza di politiche per gli Anziani che rischiano pesanti emarginazioni rispetto ai servizi socio assistenziali. Le carenze della politica assistenziale delle Amministrazioni sono molto attenuate dal grande e meritorio impegno del volontariato cattolico e non.

MG

Musei, biblioteche, centri climatizzati, piscine e parchi: ecco la rete dei rifugi climatici della città

/

Per garantire sollievo durante i giorni in cui il caldo è più opprimente, la Città di Torino ha mappato una serie di spazi pubblici accessibili e climatizzati, rivolti soprattutto ai soggetti più fragili – come bambini e anziani – che con simili e persistenti condizioni di disagio sono più vulnerabili: musei civici, biblioteche, centri climatizzati. Mentre l’ampia offerta di piscine pubbliche e giochi d’acqua presenti in alcuni parchi cittadini unisce la necessità di mitigare gli effetti dell’isola di calore urbana all’offerta di luoghi di svago e divertimento accessibili a tutti.

Musei civici gratuiti per gli over 65 e gli under 12

La Fondazione Torino Musei, in accordo con la Città di Torino, ha attivato anche quest’anno, per tutto il mese di luglio, una promozione speciale per agevolare l’accesso alla Gam – Galleria d’Arte Moderna, al Mao – Museo d’Arte Orientale e a Palazzo Madama – luoghi sicuri, climatizzati e accoglienti – in particolare delle persone più fragili. Per gli over 65 è previsto ingresso gratuito alle collezioni permanenti e biglietto ridotto per le mostre temporanee; per i bambini fino a 12 anni ingresso gratuito sia alle collezioni permanenti sia alle mostre temporanee. Il Mao, chiuso per il disallestimento della mostra temporanea, riaprirà il 23 luglio e sarà quindi coinvolto nella promozione solo per l’ultima settimana del mese.

Biblioteche civiche

Le Biblioteche civiche rappresentano una rete capillare di spazi pubblici gratuiti e accessibili distribuiti in tutti i quartieri della città. In un’estate caratterizzata da temperature elevate questi luoghi confermano anche una funzione di presidio di prossimità, offrendo ambienti dove leggere, studiare, lavorare o semplicemente trascorrere alcune ore in condizioni di maggiore comfort.

Negli ultimi anni la Città di Torino, anche grazie agli investimenti del PNRR, ha avviato un importante programma di riqualificazione delle biblioteche che comprende anche l’adeguamento degli impianti di climatizzazione. Gli interventi già conclusi e quelli in corso stanno progressivamente migliorando il comfort ambientale delle sedi, con i primi risultati già evidenti: le biblioteche Pavese e Natalia Ginzburg, che fino a pochi anni fa erano prive di climatizzazione, dispongono oggi di impianti di raffrescamento pienamente funzionanti grazie agli interventi di riqualificazione.

Attualmente la maggior parte delle biblioteche aperte al pubblico dispone di sistemi di raffrescamento regolarmente funzionanti. Oltre alle sedi recentemente riqualificate, garantiscono ambienti climatizzati anche le biblioteche Geisser, Bianca Guidetti Serra e Primo Levi. Presso la Biblioteca civica Centrale di via della Cittadella la climatizzazione è assicurata negli spazi attualmente aperti al pubblico.

Piscine pubbliche

Sono in totale 13 le piscine comunali aperte in questo periodo, di cui sette a gestione comunale diretta o circoscrizionale:

  • Piscina Colletta (via Ragazzoni 5): aperta dal lunedì al venerdì dalle 13 alle 18, sabato e festivi dalle 11 alle 18
  • Piscina Franzoj (strada Antica di Collegno 211): aperta fino al 6 settembre, dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18; sabato, domenica e festivi e dalle 10.30 alle 18
  • Piscina Lido (via Villa Glori 21): aperta fino al 18 luglio dal lunedì al venerdì dalle 13 alle 19, sabato dalle 12.20 alle 19 e domenica dalle 9 alle 19; dal 19 luglio al 30 agosto il lunedì dalle 13 alle 19 e dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19; dal 31 agosto all’11 settembre dal lunedì al venerdì dalle 13 alle 19, sabato e domenica dalle 9 alle 19; dal 12 al 27 settembre lunedì dalle 13 alle 19, dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19
  • Piscina Lombardia (corso Lombardia 95): aperta a luglio dal martedì alla domenica dalle 12 alle 18, ad agosto dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18
  • Piscina Parri/Aversa (via Vecellio 39): aperta fino al 25 luglio dal lunedì al venerdì dalle 12.30 alle 14.30
  • Piscina Cecchi (via Cecchi 14): aperta fino al 31 luglio dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 14.20, sabato dalle 10.30 alle 13.30 (bambini) / dalle 10.30 alle 15.30 (adulti)
  • Piscina Trecate (via Vasili Alecsandri 29): aperta fino al 31 luglio dal mercoledì al venerdì dalle 12 alle 18.30; sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 18.30
  • Piscina Pellerina (corso Appio Claudio 110, piscina comunale gestita da privato): aperta fino al 6 settembre dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 19.30, sabato domenica e festivi dalle 10 alle 19. Nuoto libero con tariffe comunali martedì e venerdì dalle 19 alle 21
  • Piscina Sisport (via Olivero 40, impianto gestito da Sisport) aperta fino al 30 agosto dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 18.45, sabato e festivi dalle 17 alle 19.30
  • Piscina Sospello (via Sospello 118, impianto gestito da Rari Nantes): aperta fino all’11 luglio lunedì mercoledi venerdì dalle 12.30 alle 16.30 e dalle 19:30 alle 20.30, martedì e giovedì dalle 12:30 alle 18 e dalle 19:30 alle 21.30, sabato dalle 12.30 alle 14.30
  • Piscina Galileo Ferraris (corso Galileo Ferraris 290, impianto gestito da Aquatica Torino): aperta fino al 6 settembre dal lunedì al venerdì dalle 14.30 alle 16, sabato e domenica dalle 8.30 alle 10
  • Piscina Torrazza (via Torrazza Piemonte 14, impianto gestito da UISP): aperta fino al 1 agosto lunedì dalle 7 alle 13 e dalle 19:20 alle 21; martedì, giovedì e venerdì, dalle 7.40 alle 9.20, dalle 12.40 alle 17.40 e dalle 19.20 alle 21; mercoledì dalle 7 alle 9.20 e dalle 19.20 alle 21; sabato dalle 9 alle 15
  • Piscina Massari (via Massari 114, impianto gestito da A.S.D. Progetto Sport di Borgata): aperta fino al 25 luglio lunedì e venerdì dalle 12.40 alle 19.20 e dalle 19.20 alle 21 (su prenotazione), mercoledì dalle 16 alle 19.20 e dalle 19.20 alle 21 (su prenotazione), martedì e giovedì dalle 12.40 alle 16 e dalle 19.20 alle 21 (su prenotazione), sabato dalle 10-10 alle 12.40

GIochi d’acqua nei parchi cittadini

In quattro parchi cittadini sono attivi tutti i giorni, dalle ore 10 alle 19, le aree con giochi d’acqua innovativi realizzate nell’ambito di interventi di riqualificazione con fondi PON METRO REACT-EU. Fin dalla loro apertura sono state una delle novità più apprezzate da bambini e famiglie durante la stagione estiva, offrendo occasioni di svago e refrigerio soprattutto durante le giornate più calde.

  • Parco Di Vittorio (viale Monti), area attrezzata con 37 giochi d’acqua dinamici
  • Parco Carrara (corso Appio Claudio 106-110), area attrezzata con 41 giochi d’acqua dinamici
  • Giardino Don Gnocchi (via Sospello), area attrezzata con 11 giochi d’acqua dinamici
  • Giardino Madre Teresa di Calcutta (corso Vercelli 10), area attrezzata con giochi d’acqua dinamici

Centri climatizzati

Nelle Circoscrizioni sono attualmente attivi 16 Centri di accoglienza climatizzati, attrezzati con condizionatori o ventilatori, ad accesso libero nei giorni e negli orari di apertura:

  • CENTRO D’INCONTRO MANDALA (corso Orbassano 327/A): aperto dal lunedì al sabato 15/18; chiuso ad agosto. Mezzi GTT linee 5, 12, 71
  • CENTRO D’INCONTRO CIMABUE (via Cimabue 6/C, ingresso via Rubino 86/a): aperto dal lunedì alla domenica 15/18.30; chiuso il 15 agosto. Mezzi GTT linee 58, 55, 40
  • CENTRO D’INCONTRO GIOVANNI XXIII (via Giacomo Dina 45/B): chiuso dal 1 luglio
  • CENTRO DI INCONTRO PLAVA (via Plava 66): aperto dal lunedì al venerdì 14/18.30; chiuso il 15 agosto. Mezzi GTT linee 71, 34
  • CENTRO D’INCONTRO NEGARVILLE (via Negarville 8/3): aperto dal lunedì alla domenica 14.30/19.30; chiuso ad agosto. Mezzi GTT linee 71, 34
  • SPAZIO ANZIANI – ASS. VENCHI UNICA (via De Sanctis 12): aperto dal lunedì al sabato 14.30/19.30; chiuso ad agosto. Mezzi GTT Metro Massaua, linee 62, 40
  • ASD ANZICHÈ ANZIANO (via Millio 20): aperto dal lunedì al venerdì 15/18. Mezzi GTT linea 58
  • SPAZIO ANZIANI – ASS. NON PIU’ DA SOLI EDERA (via Osasco 80): chiuso luglio e agosto
  • SPAZIO ANZIANI (via Pilo 50): aperto dal lunedì al venerdì 14/19. Mezzi GTT Metro Racconigi o Rivoli, linee 2, 65;
  • CENTRO D’INCONTRO (via Ponderano 20): aperto dal lunedì alla domenica 15/19. Mezzi GTT linee 72, 72/
  • CENTRO D’INCONTRO (piazza Stampalia 85): aperto dal lunedì alla domenica 15/18.30. Mezzi GTT linee 11, 9, 77, 62
  • CENTRO D’INCONTRO (via Lanzo 144): aperto dal lunedì alla domenica 14/19.30. Mezzi GTT linee 21, 60, 77, 9, 11, 69
  • CENTRO ANZIANI (via Cavagnolo 7): aperto 9/19. Mezzi GTT linea 51
  • CENTRO D’INCONTRO (via Cuneo 6 bis): aperto dal lunedì al sabato 15/18. Mezzi GTT linee 4, 51
  • CENTRO D’INCONTRO (corso Belgio 91): aperto dal lunedì alla domenica 14.30/19. Mezzi GTT linee 15, 77, 68
  • CENTRO DI INCONTRO (corso Casale 212): aperto dal lunedì al sabato 14.30/18.30
  • CENTRO D’INCONTRO LA CASETTA (viale Monti 21 interno parco Di Vittorio): aperto dal lunedì al sabato 14.45/18.15, il mercoledì anche 10/11; chiuso ad agosto. Mezzi GTT linee 2, 41, 63, 18
  • CENTRO DI INCONTRO CAVORETTO (piazza Freguglia 6): chiuso luglio e agosto

L’accesso ai centri è gratuito; in alcuni casi può essere prevista una quota di iscrizione in caso di partecipazione alle attività proposte, che restano facoltative e non precludono l’accesso alla struttura.

Piano Estate 2026

La Città di Torino ha rinnovato l’impegno a favore delle persone anziane e fragili con il “Piano Estate 2026”, frutto della collaborazione tra il Dipartimento Servizi sociali, l’ASL Città di Torino, la Protezione Civile e la Polizia Municipale.

L’iniziativa mira a prevenire e contrastare gli effetti negativi degli eventi climatici estremi, in particolare le ondate di calore, sulla popolazione anziana più vulnerabile, attraverso un piano operativo che, attivo dal 1° giugno al 30 settembre, prevede un insieme coordinato di azioni di monitoraggio, vigilanza e assistenza domiciliare a favore di cittadini e cittadine over 65, residenti a Torino e generalmente autosufficienti, ma che si trovano in condizioni di fragilità sociale, economica o sanitaria.

I destinatari del Piano sono identificati dai servizi sociali comunali, anche su segnalazione del medico di medicina generale (MMG), in base a criteri quali difficoltà economiche, isolamento sociale o assenza di una rete di supporto familiare. Le prestazioni domiciliari previste includono interventi di operatori socio-sanitari (O.S.S.) e assistenti familiari, accompagnamenti per visite sanitarie o esigenze sociali, consegna di spesa e farmaci, servizi di telesoccorso e teleassistenza, pasti a domicilio o in esercizi convenzionati. Dopo la predisposizione di un progetto assistenziale personalizzato da parte dei servizi sociali, la persona beneficiaria viene contattata da un fornitore accreditato, che concorda una visita domiciliare per l’attivazione degli interventi.

Tassello fondamentale del piano operativo è il Servizio Aiuto Anziani che, dotato di un call center operativo tutto l’anno, nel periodo estivo registra generalmente un incremento delle richieste da parte di cittadine e cittadini che si rivolgono tramite mail (aiutoanziani@comune.torino.it) o telefonicamente al numero 011.01133333 (dalle 8.30 alle 16 dal lunedì al venerdì; dalle 16 alle 8.30 di ogni giorno e nei festivi le chiamate vengono inoltrate alla Polizia Municipale). Un servizio che rappresenta un punto di riferimento importante per le persone anziane e le loro famiglie, offrendo supporto, ascolto e orientamento ai servizi disponibili sul territorio.

TorinoClick

Il re “galantuomo” guarda Torino dall’alto

Alla scoperta dei monumenti di Torino / Vittorio Emanuele II, nel corso del tempo, coadiuvato dal primo ministro Camillo Benso Conte di Cavour, portò a compimento il Risorgimento nazionale e il processo di unificazione italiana. Per questi avvenimenti viene indicato come “Il Padre della Patria”

Situato proprio nell’intersezione tra corso Vittorio Emanuele II e corso Galileo Ferraris, la statua che vede come protagonista re Vittorio Emanuele II, si eleva sopra un’area quadrata ad angoli smussati su cui poggia il basamento rivestito da blocchi e lastroni di granito della Balma. Tale basamento si compone di due serie di gradini la cui seconda è interrotta, in corrispondenza degli angoli, da quattro blocchi prismatici su cui sono scolpite le date a ricordo delle guerre per l’Unità d’ Italia: 1848-1859-1866-1870. Questi blocchi fungono a loro volta da sostegno alle quattro aquile in bronzo sostenenti gli stemmi sabaudi.

Sopra le due serie suddette di gradini si eleva il piedistallo sul cui attico stanno,in posizione seduta, quattro grandi statue in bronzo di figure allegoriche tra cui la Pace, la Libertà, l’Indipendenza e l’ Unità (molto dubbia la quarta figura allegorica). Le quattro statue trovano a loro volta appoggio fra i vani delle quattro colonne in stile dorico di granito rosso che sostengono, superiormente, una trabeazione completa con architrave, fregio, triglifi e cornice; sopra questa trabeazione è disteso il grande tappeto in bronzo sul quale si eleva la grande statua del Re.Vittorio Emanuele II è raffigurato in piedi e a testa scoperta: lo sguardo fiero, solenne, rivolto lontano con nella mano sinistra una spada in atto di vigorosa fermezza.

 

Primogenito di Carlo Alberto di Savoia, re di Sardegna, e di Maria Teresa d’Asburgo-Toscana, Vittorio Emanuele II di Savoia nacque a Torino (precisamente a Palazzo Carignano) il 14 marzo 1820. Va curiosamente fatto presente che alcuni storici moderni hanno dato credito all’ipotesi, data la scarsa somiglianza con i genitori e in base ad altre vicende, che Vittorio Emanuele non fosse il vero figlio della coppia reale, bensì un bimbo d’origine popolana sostituito al vero primogenito di Carlo Alberto morto, ancora in fasce, in un incendio nella residenza del nonno a Firenze. La maggior parte degli storici invece esprime dubbi sull’autenticità della vicenda e la confina nell’ambito del pettegolezzo facendo perdere qualsiasi credibilità all’ipotesi dello scambio.

Ultimo re di Sardegna (dal 1849 al 1861) e primo re d’Italia (dal 1861 al 1878), fu anche Principe di Piemonte, Duca di Savoia e Duca di Genova.Dopo la sconfitta di Novara e l’abdicazione di Carlo Alberto, si iniziò a definire Vittorio Emanuele II il re galantuomo o re gentiluomo (appellativo con cui è ricordato ancora oggi), che animato da sentimenti patriottici e per la difesa delle libertà costituzionali si oppose fieramente alle richieste di abolire lo Statuto albertino. Nel corso del tempo, coadiuvato dal primo ministro Camillo Benso Conte di Cavour, portò a compimento il Risorgimento nazionale e il processo di unificazione italiana. Per questi avvenimenti viene indicato come “Il Padre della Patria”.

Vittorio Emanuele II morì improvvisamente, a causa di una polmonite, il 9 gennaio del 1878 all’età di cinquantasette anni. La sua morte suscitò il profondo cordoglio sia della borghesia colta e politicizzata (che aveva partecipato all’avventura risorgimentale), sia dell’esercito di cui il “Re Galantuomo” era stato il capo pragmatico e largamente amato. Con cinque guerre combattute, ventinove anni di regno e uno stato unificato alle spalle, Vittorio Emanuele II fu il simbolo aggregante del Risorgimento italiano, in un paese ancora troppo fragile per sopportare il vuoto istituzionale venutosi a creare con la sua scomparsa.

Il monumento in suo onore fu voluto direttamente da Umberto I che, per riparare alla mancata sepoltura della salma del padre nella basilica di Superga a favore del Pantheon di Roma, comunicò, in una lettera indirizzata alla cittadinanza, l’intenzione di affidare “alla religiosa devozione” dei torinesi “i segni del valore” che il Re aveva conquistato “combattendo per l’unità e l’indipendenza della patria”. Nella stessa lettera Umberto I espresse il desiderio di erigere un monumento che eternasse la memoria del Primo Re d’Italia stanziando, per tale iniziativa, la cospicua somma di un milione di lire.

Venne subito istituita una Commissione tecnica incaricata di promuovere varie iniziative tra cui stilare il Programma di Concorso per il Monumento al “primo re”; il 28 marzo del 1879 la Commissione tecnica, incaricata di esaminare i progetti presentati al concorso, decreta vincitore lo scultore Pietro Costa. Tale decisione suscitò tuttavia, numerose polemiche che si conclusero con una petizione sottoscritta da cinquantadue firme dei maggiori rappresentanti delle Accademie di Belle Arti d’Italia che appoggiarono completamente la scelta della Commissione.

Ma se in meno di diciotto mesi si chiuse l’itinerario che aveva portato alla scelta del progetto, la fase successiva, quella della costruzione, durò circa vent’anni tra disguidi, ripicche e liti che finirono in tribunale. Il 23 novembre del 1896, a quattordici anni di distanza dalla stipula del contratto, Costa scrisse al Sindaco di Torino per giustificarsi dall’accusa “d’essere pigro e negligente” oltreché fortemente in ritardo nella consegna del monumento;nonostante ciò l’artista venne condannato al risarcimento dei danni per inadempienza contrattuale.

Il 15 gennaio del 1898, finalmente la città di Torino entrò in possesso del monumento. Ultimato per le parti bronzee dall’ Officine Costruzione d’Artiglieria di Torino e dall’ ingegnere Prinetti, il monumento venne inaugurato il 9 settembre del 1899 alla presenza dei sovrani, delle autorità cittadine dei principali comuni italiani, nonché degli esponenti della politica nazionale, dell’esercito e dei veterani del 1848. Ci furono tre giorni di festeggiamenti durante i quali Torino ritornò ad essere patriottica e risorgimentale, quasi nostalgica di essere stata (un tempo) capitale d’Italia.

Per quanto riguarda il luogo di collocazione del monumento, va fatto presente che la scelta di posizionarlo nel centro del piazzale, sull’incontro del corso consacrato a Vittorio Emanuele II e corso Siccardi (oggi corso Galileo Ferraris), è stato frutto della Commissione per un ricordo storico nazionale al re “gentiluomo”. L’area circostante il monumento era, nella seconda metà dell’ottocento, una zona in espansione a tipologia residenziale, pronta a recepire gli spunti di una volontà politica che mirava ad attirare a sé il ceto dei notabili e la piccola borghesia emergente. L’operato della Commissione rientrava nell’ambito di quella politica nazionale di costruzione del mito di Vittorio Emanuele II che, facendo ricorso ad attività di propaganda e di educazione “per fare gli italiani” (come disse D’Azeglio), intervenne anche in opere di rimaneggiamento degli spazi urbani e cambiamenti della toponomastica.

Oggi, la statua del Re, sovrasta ancora i tetti delle case dei torinesi dominando con lo sguardo tutto l’arco alpino fino alla magnifica Superga. 

(Foto: il Torinese)

Simona Pili stella

Vico Canavese: la nuova edizione della Notte dei Vutun

Sabato 18 luglio 2026 un viaggio immersivo tra storia, tradizioni, sapori e comunità nel cuore della Valchiusella

Dopo l’ultima edizione del 2018, torna a Vico Canavese uno degli appuntamenti più rappresentativi e identitari della Valchiusella. Sabato 18 luglio 2026 il borgo storico ospiterà la nuova edizione della Notte dei Vutun, manifestazione che celebra il patrimonio culturale, storico, architettonico ed enogastronomico del territorio attraverso un’esperienza diffusa capace di coinvolgere residenti e visitatori in un percorso di scoperta e partecipazione.

La manifestazione nasce dall’incontro tra memoria, comunità e valorizzazione del territorio, trasformando il centro storico in un itinerario esperienziale che accompagna il pubblico alla scoperta delle peculiarità del borgo e delle sue tradizioni. Il ritorno dell’evento rappresenta il rilancio di una manifestazione che negli anni ha contribuito a promuovere il territorio e a rafforzare il senso di appartenenza della comunità locale, recuperando un’importante eredità e arricchendola con nuove modalità di partecipazione e fruizione.

Protagonisti della serata saranno i caratteristici Vutun, gli antichi passaggi coperti in pietra che attraversano il paese e costituiscono uno degli elementi più riconoscibili dell’architettura locale. Un tempo utilizzati come spazi di passaggio, relazione e protezione del nucleo abitato, i Vutun rappresentano ancora oggi una preziosa testimonianza della storia e dell’identità della comunità.

Per una sera questi luoghi torneranno a essere spazi di incontro e condivisione, diventando le tappe di un percorso che intreccia cultura, memoria, tradizioni e valorizzazione delle produzioni locali. L’itinerario prenderà il via da Piazza Garibaldi e si svilupperà attraverso nove tappe distribuite nel centro storico, ciascuna ospitata all’interno di un Vutun o in uno degli spazi più significativi del borgo.

Dal Vutun d’Nora, che accoglierà i visitatori all’ingresso del percorso, fino al Vutun dal Furn, dedicato alla tradizione dolciaria locale, ogni tappa offrirà una diversa chiave di lettura del territorio. I partecipanti saranno accompagnati lungo le antiche vie del paese alla scoperta di luoghi simbolici come il Vutun del Ceric, il Vutun Corona Grossa, il Vutun Rocche d’Gal, il Vutun d’Bert, il Vutun d’la Mugna e il Vutun Ca d’Burdet, in un itinerario che restituisce il valore storico e sociale di questi spazi, da sempre luoghi di incontro e vita comunitaria.

Ad accompagnare ogni singola tappa del percorso saranno proposte gastronomiche ispirate alla tradizione della Valchiusella e alla cultura della montagna, con prodotti e ricette che raccontano il territorio attraverso i suoi sapori più autentici. Non semplici degustazioni, ma tappe di un racconto collettivo che intreccia paesaggio, storia, cultura materiale e memoria delle comunità locali.

Tra gli elementi distintivi della manifestazione vi sarà il percorso narrativo immersivo in cuffia, realizzato in continuità con il progetto Vi.Co. Vicinanza e Comunità. Attraverso contenuti audio dedicati alla storia del borgo, dei Vutun e delle persone che ne hanno costruito l’identità, i partecipanti potranno vivere un’esperienza coinvolgente e accessibile, capace di mettere in relazione luoghi, memoria e racconto.

Nel corso del pomeriggio sono inoltre previsti momenti di approfondimento culturale dedicati alla storia di Vico Canavese, delle sue fontane e delle sue architetture storiche, con l’obiettivo di rendere il patrimonio locale sempre più conosciuto, valorizzato e fruibile. La serata sarà inoltre accompagnata da interventi musicali diffusi che contribuiranno a creare un’atmosfera di incontro e partecipazione lungo tutto il percorso.

«La Notte dei Vutun rappresenta molto più di un evento – dichiara l’Amministrazione Comunale di Valchiusa – È un’occasione per riscoprire la nostra storia, valorizzare il patrimonio culturale e rafforzare il senso di appartenenza alla comunità. Attraverso la partecipazione degli abitanti e il coinvolgimento delle realtà locali vogliamo costruire un’esperienza autentica, capace di raccontare l’identità del nostro territorio e di aprirla a nuovi visitatori».

Elemento centrale dell’iniziativa è infatti il coinvolgimento diretto della popolazione locale. Associazioni, volontari, produttori, cittadini e giovani del territorio partecipano attivamente all’organizzazione dell’evento, contribuendo alla costruzione di un programma condiviso e autenticamente radicato nella realtà locale.

La manifestazione intende inoltre favorire la trasmissione della memoria e dei saperi tra generazioni, coinvolgendo bambini e ragazzi in attività dedicate alla scoperta del patrimonio storico e culturale del territorio. Particolare attenzione sarà dedicata anche ai temi dell’accessibilità e dell’inclusione, attraverso percorsi chiari e facilmente fruibili, punti informativi, strumenti di orientamento e modalità di partecipazione pensate per pubblici diversi.

Il progetto integra inoltre principi di sostenibilità ambientale, promuovendo l’utilizzo di materiali a basso impatto, la riduzione dei rifiuti, la raccolta differenziata e la valorizzazione delle produzioni locali e delle filiere corte.

La Notte dei Vutun si propone come un’occasione per riscoprire il patrimonio materiale e immateriale della Valchiusella, favorendo l’incontro tra comunità e visitatori e contribuendo alla costruzione di un modello di valorizzazione culturale sostenibile e partecipato. L’iniziativa punta inoltre a rafforzare l’attrattività del territorio, promuovendo un turismo attento alle identità locali e capace di apprezzare la ricchezza storica, paesaggistica e culturale delle piccole comunità montane.

Con il ritorno della Notte dei Vutun, Vico Canavese rinnova il proprio legame con la storia e con le proprie radici, trasformando i luoghi della memoria in spazi di esperienza, incontro e partecipazione condivisa.

La manifestazione prenderà il via alle ore 20.00 con partenza da Piazza Garibaldi. Musica, racconti, sapori e percorsi immersivi accompagneranno il pubblico lungo un viaggio nel cuore del borgo storico, restituendo ai Vutun il loro significato originario: quello di luoghi di relazione, accoglienza e comunità.

La notte dei Vutun è realizzato con il contributo di Fondazione CRT

Biglietteria: Orario inizio prevendita ore 15 – Piazza Garibaldi – Vico Canavese
Prezzo: 28 euro adulti – 20 euro bambini da 6 a 12 anni

Info: www.comune.valchiusa.to.it

Mondiali 2026, definiti i primi verdetti dei quarti di finale: Francia e Spagna conquistano la semifinale

 

Il Mondiale 2026 entra sempre più nel vivo. Si sono disputati i primi due quarti di finale, che hanno decretato le prime semifinaliste della competizione. A staccare il pass sono state Francia e Spagna, entrambe protagoniste di prestazioni convincenti che confermano le ambizioni di conquistare il titolo iridato.
La Francia ha superato il Marocco con il punteggio di 2-0, gestendo con autorità la gara e dimostrando solidità in ogni reparto. Più combattuto, invece, il confronto tra Spagna e Belgio, conclusosi con la vittoria degli iberici per 2-1 al termine di una sfida intensa e ricca di emozioni.
Con questi risultati prende forma il quadro delle semifinali: Francia e Spagna si affronteranno il 14 luglio in una sfida che promette spettacolo e che metterà di fronte due delle nazionali più forti del torneo. Restano ancora da disputare gli altri due quarti di finale, in programma oggi, 11 luglio, tra Norvegia e Inghilterra e tra Argentina e Svizzera. Da queste due gare usciranno le altre semifinaliste che completeranno il tabellone verso la finalissima del 19 luglio.
L’attesa è quindi altissima per conoscere le quattro squadre che si contenderanno il titolo mondiale in una fase finale che si preannuncia ricca di equilibrio e spettacolo.

Enzo Grassano

Vallette, arresto per spaccio in monopattino

 
La Polizia di Stato ha arrestato a Torino un cittadino marocchino gravemente indiziato del reato di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.
Nel corso del servizio del controllo del territorio, gli agenti del Commissariato di P.S. Madonna di Campagna sono intervenuti nel quartiere Vallette a seguito di una segnalazione relativa alla presenza di un uomo intento a effettuare una presunta cessione di sostanza stupefacente nei pressi di alcune panchine della zona, attraverso l’uso di un monopattino elettrico.
Giunti sul posto, i poliziotti hanno individuato un soggetto seduto su una panchina con accanto un monopattino elettrico. Alla vista della volante, l’uomo si è dato immediatamente alla fuga ma gli agenti lo hanno bloccato poco dopo.
La successiva perquisizione personale ha consentito di rinvenire e sequestrare la somma di 1.350 euro in contanti, ritenuta provento dell’attività di spaccio, oltre ad un involucro in cellophane contenente complessivamente circa 80 grammi lordi di sostanza stupefacente, suddivisa in ovuli di eroina e cocaina.
Il procedimento penale versa nella fase delle indagini preliminari e, pertanto, vige la presunzione di non colpevolezza a favore dell’indagato sino alla sentenza definitiva.