Le Madri Costituenti provenivano da tutto il territorio italiano e avevano esperienze professionali e politiche diverse: insegnanti, giornaliste, sindacaliste, casalinghe e laureate. Molte di loro avevano partecipato alla Resistenza, erano state confinate dal regime fascista, e portarono nell’Assemblea la loro esperienza di lotta e impegno civile. Diedero alla Carta Costituente un forte contributo soprattutto per l’articolo 3 sulla uguaglianza di tutti i cittadini senza distinzione di sesso, per gli articoli 29, 30 e 31 sui diritti della famiglia e la tutela della maternità e dell’infanzia; per l’articolo 37 sulla parità salariale e per gli articoli 48 e 51 sul diritto di voto e di accesso alle cariche pubbliche per uomini e donne.
Oltre alla Consigliera Rossana Schillaci, all’incontro organizzato in occasione dell’intitolazione della sala al 15° piano della sede di corso Inghilterra hanno partecipato la Consigliera di parità della Città metropolitana di Torino Elisa Raffone, le Consigliere metropolitane delegate Sonia Cambursano (delegata allo sviluppo economico, alle attività produttive, al turismo e alla pianificazione strategica) e Caterina Greco (Bilancio, all’istruzione, al sistema educativo alla rete scolastica, all’orientamento e alle politiche giovanili), il Consigliere metropolitano Ugo Papurello, amministratrici e amministratori di Comuni del territorio metropolitano. Con l’occasione, è stato presentato il libro “Libere per Costituzione” di Valeria De Cubellis, che ha illustrato il ruolo delle 21 donne e il loro contributo.
“Intitoliamo la sala panoramica al 15° piano alle Madri Costituenti per dare un segnale in direzione della promozione della parità di genere, perché c’è ancora da lavorare per affermare i diritti delle donne, in famiglia, nel lavoro e nella politica. – ha sottolineato la Consigliera Rossana Schillaci – Ognuna delle Madri Costituenti ha contribuito a scrivere la storia della nostra Repubblica e la Città metropolitana, intitolando loro la sala al 15° piano, riconferma l’impegno a perseguire la parità di genere, nell’ambito istituzionale, scolastico, lavorativo“. “Proprio di recente ho avuto la possibilità di portare una testimonianza nel Festival Women and the Cities che si è svolto a Bari sulle politiche di parità portata avanti dal nostro Ente. – ha sottolineato da parte sua la Consigliera Sonia Cambursano – Siamo impegnate e impegnati in un lavoro corale, che comprende anche la diffusione sul territorio della mostra sull’80° anniversario del voto alle donne“.
Molto interessanti le annotazioni di Valeria De Cubellis sugli articoli della Costituzione dedicati ai diritti e alle parità di genere, la cui formulazione definitiva è opera delle Madri Costituenti, molte delle quali parteciparono attivamente alla Resistenza contro il nazifascismo e si impegnarono nella ricostruzione del Paese e nella difesa dei diritti politici e sociali delle donne, il primo dei quali era il diritto all’elettorato attivo e passivo. Ponderando con attenzione le parole e financo le virgole di articoli fondamentali della Carta fondamentale della Repubblica, le donne Costituenti misero nero su bianco princìpi, norme e indicazioni che avrebbero avuto piena attuazione anche decenni dopo la promulgazione della Costituzione: basti pensare alla riforma del diritto di famiglia varata nel 1975.
Mi piace sempre fare un po’ di dibattito con i miei studenti, parlare, proporre loro delle tematiche su cui riflettere, ascoltare ciò che pensano è non solo stimolante e interessante per entrambe le parti, ma necessario per tenere attiva l’attenzione. Uno degli ultimi argomenti su cui ci siamo impelagati è stato davvero complesso, ma credo che abbia fatto comprendere alla classe quanto l’arte possa essere una materia interdisciplinare, diversificata e soprattutto ampia. La riflessione riguardava il concetto di “damnatio memoriae”, e il fatto che in tempi antichi non destasse tanto scalpore la distruzione di opere d’arte; tali accadimenti erano motivati da varie ragioni, politiche prima di tutto, ma anche religiose. Il discorso si è poi allargato e ci siamo ritrovati a dibattere sulla complessa questione dell’arte come “atto distruttivo”.
Questa modalità di rappresentazione del movimento risulta totalmente nuova e avrà larga eco nelle figurazioni grafiche dei fumetti. Il ritmo del moto viene sottolineato e accentuato da linee curve, oblique, ondulate o a spirale, che accompagnano il soggetto nella sua traiettoria, come a visualizzare le “scie” delle parti che fendono l’aria. I futuristi, oltre a preferire soggetti dinamici, amano l’uso di colori intensi e vivaci, contrapponendosi ai cubisti, che privilegiano tinte smorzate o monocrome e soggetti statici.
