ilTorinese

San Salvario: 31mila euro di multe, scovata sala gioco abusiva nei controlli

Oltre 31 mila euro in multe amministrative, 125 individui identificati e 6 attività ispezionate: questo l’esito dei controlli della polizia nel quartiere San Salvario.

Di recente, gli agenti del Commissariato Barriera Nizza, con unità specializzate, hanno controllato negozi e locali per contrastare attività illegali. Sono emerse numerose infrazioni amministrative. In un’officina gastronomica con punto vendita annesso, la polizia municipale ha rilevato un’ apertura abusiva della somministrazione e mancato aggiornamento della segnalazione sanitaria: verbali per più di 5.200 euro. L’Ispettorato del Lavoro ha individuato un dipendente in nero, con stop immediato e sanzioni extra per 4.450 euro.

In un bar-ristorante del circondario, svariate mancanze: estensione abusiva della zona servizio, deficit igienici, conservazione inadeguata dei cibi, assenza di permessi per esterno, oli usati e vapori. Mancava il piano HACCP, non visibili tabelle alcolemiche e avvisi clienti. Totale ammende: oltre 11.800 euro.

Al piano interrato del bar, smascherata una stanza per azzardo con tavoli da biliardo e strumenti per Mahjong, proibito dal Questore, con l’avviso non affisso. Il titolare è stato poi denunciato per gestione di gioco illegale, attrezzature confiscate. Controlli aggiuntivi in sale slot e imprese: no SCIA né licenze igieniche, multe sopra 8.000 euro.

In una sala giochi, identificati 5 cittadini stranieri; uno denunciato per inosservanza dell’ordine del Questore di espulsione dal territorio nazionale e tre multati per Daspo Urbano, con divieto di accesso.

VI.G

Al via la XIV edizione del Torino Fringe Festival

Giunge alla sua XIV edizione il Torino Fringe Festival, che si svolgerà dal 19 al 31 maggio prossimo e avrà il futuro come tema centrale di questa edizione, dal titolo “Metropolis-il futuro che verrà”. Il Torino Fringe Festival 2026 lo osserva da vicino e lo trasforma in materia scenica a cento anni esatti dall’ambientazione di “Metropolis”, il capolavoro visionario di Fritz Lang. La XIV edizione assume il punto di vista del grande regista come strumento per interpretare il presente della città contemporanea, attraversata da sistemi produttivi, tensioni sociali, trasformazioni tecnologiche e nuove forme di disuguaglianza. Non una distopia, ma una condizione reale. Dentro questo scenario si inserisce un programma che lavora sulle fratture del contemporaneo.

Il lavoro e la precarietà, tra i temi più evidenti, in quanto settori appartenenti a un insieme che chiamiamo futuro, emergono con forza in “Pomodoro”, racconto satirico sullo sfruttamento e in “Blasé”, dove un giovane lavoratore si muove dentro una catena produttiva disumanizzante fino a ribaltarne le logiche. “Tutte le cose più grandi di me” restituisce invece lo sguardo di una generazione cresciuta nell’instabilità, mentre “SOTTObanco” entra nel sistema scolastico come luogo di crisi e formazione. La città come spazio di tensione attraversa “Senza motivo apparente”, che da un fatto locale si allarga a una riflessione sociale più ampia, e “Ho rapito Paolo Mieli”, che interviene sul rapporto tra informazione e costruzione del reale. Il tema individuo-sistema, centrale in “Metropolis”, si riflette nelle riscritture: “MONO rilegge Kafka” come dispositivo sulla perdita di libertà, mentre “Pluto e Giusti?” riportano Aristofane e Camus nel presente. Attorno a queste linee si costruisce un percorso fluido, che attraversa linguaggi e generazioni, con una presenza forte di artisti under 35 e un dialogo costante tra scena e spazio urbano.

Nato nel 2013, il Torino Fringe Festival è un festival multidisciplinare di teatro off e arti performative, riconosciuto dal Ministero della Cultura e ufficialmente aderente al network internazionale World Fringe. Punto di riferimento internazionale per la scena indipendente contemporanea, è una piattaforma capace di connettere sperimentazione artistica, pubblico e territorio. Nel corso delle sue edizioni, ha ospitato oltre 380 compagnie, realizzato più di 3mila repliche in oltre 120 location, coinvolgendo più di 160mila spettatori. Accanto al programma artistico, il progetto Fringe in Rete rafforza il lavoro sulla distribuzione, creando connessioni tra artisti, operatori e circuiti teatrali e offrendo opportunità concrete di crescita e circuitazione. Il cuore del festival è la sezione Fringe Core con una programmazione costruita su due settimane di repliche – 14 spettacoli da martedì 19 a domenica 24 maggio e 13 da martedì 26 a domenica 31 maggio – che permette al pubblico di attraversare il Festival e costruire il proprio percorso.

 

Con la XIV edizione del Torino Fringe Festival – spiega Cecilia Bozzolini, presidente e direttrice del Torino Fringe Festival – scegliamo di attraversare il presente con uno sguardo lucido e necessario, assumendo Metropolis come lente per leggere il nostro tempo. Il futuro che verrà non è più un orizzonte lontano, ma una condizione già in atto, che attraversa le nostre città, il lavoro, le relazioni, i linguaggi. In questo scenario, il Fringe si conferma uno spazio di osservazione e trasformazione, capace di restituire complessità attraverso la scena. Il programma 2026 si muove dentro le fratture del contemporaneo, interrogando i sistemi produttivi, le disuguaglianze, le nuove identità e il rapporto tra umano e tecnologia. Lo fa mantenendo fede alla propria natura: un festival diffuso, accessibile, multidisciplinare, che porta le arti performative fuori dai luoghi convenzionali e dentro la vita quotidiana, costruendo un dialogo diretto con il pubblico e il territorio.

Accanto alla ricerca artistica, continuiamo a investire sul sostegno alle nuove generazioni e sulla creazione di opportunità concrete di crescita e circuitazione, rafforzando il nostro ruolo di piattaforma per la scena indipendente contemporanea. In un momento storico segnato da profonde trasformazioni, crediamo che il teatro e le arti possano essere strumenti fondamentali per comprendere, immaginare e abitare il cambiamento. Ringraziamo le istituzioni, i partner, gli artisti e il pubblico che ogni anno rendono possibile questo progetto, condividendo con noi una visione che mette al centro la cultura come spazio vivo, necessario e in continua evoluzione”.

 

Il Torino Fringe Festival – aggiunge Marina Chiarelli, assessore alla Cultura Regione Piemonte – rappresenta una delle espressioni più dinamiche e contemporanee della vitalità culturale piemontese. Un festival capace di intercettare le tensioni del presente, trasformandole in linguaggio artistico, confronto pubblico e partecipazione collettiva. La scelta di confrontarsi con il tema di Metropolis restituisce con forza il ruolo della cultura come spazio di interpretazione del nostro tempo: un luogo in cui leggere le trasformazioni sociali, interrogare le disuguaglianze, riflettere sul rapporto tra innovazione e umanità. Sostenere manifestazioni come il Fringe significa investire su creatività, sperimentazione e nuove generazioni di artisti, rafforzando Torino e il Piemonte come territori in cui la cultura non solo produce bellezza, ma genera pensiero, inclusione e crescita civile”.

 

Si avvicina una nuova edizione del Torino Fringe Festival – dichiara l’assessora alla Cultura della Città di Torino Rosanna Purchia -, una manifestazione che si distingue per la capacità di mettere in relazione linguaggi contemporanei, nuove generazioni di artisti e pubblico, coinvolgendo le realtà culturali del territorio e artisti affermati ed emergenti. Il progetto si conferma così come un laboratorio aperto, attento alla sperimentazione e alla crescita del sistema culturale. Con il tema Metropolis, scelto per l’edizione di quest’anno, il Festival propone inoltre una preziosa riflessione sulle trasformazioni urbane e sociali del presente, interrogando il rapporto tra sviluppo, lavoro e comunità. Agli organizzatori va il nostro ringraziamento per l’impegno e la qualità del lavoro portato avanti in questi anni, e al pubblico l’augurio di vivere questa nuova edizione del Torino Fringe Festival come un’esperienza di scoperta, partecipazione e condivisione”.

 

Il Festival si svolgerà nei seguenti luoghi: Q35 Warehouse Club ; Magazzino sul Po; Circolo Amici della Magia; Tingel Tangel; Lombroso 16; Off Topic; Casa Fools; Vinile, ; Spazio Kairòs; San Pietro in Vincoli e Infini.to Planetario.

 

I biglietti, le informazioni sugli spettacoli e i pass sono disponibili su tofringe.vivaticket.it e tofringe.it

 

Il Torino Fringe Festival è un progetto dell’associazione Torino Fringe ETS, con il contributo di Ministero della Cultura, Regione Piemonte, Fondazione CRT, il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando “Next Generation You” e il patrocinio di Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino, Città di Torino. In collaborazione con Turismo Torino e Provincia, Salone OFF, EuroPride Torino 2027, GTT Gruppo Torinese Trasporti. Main Sponsor: Gruppo Iren. Sponsor: Reale Mutua, BTM Banca Territori del Monviso. Media Partner: Rai Radio 3, Rai Cultura. Technical sponsor: Freecards. Accommodation Partner & Sponsor: CX Student & Hotel. Ticketing partner: Vivaticket.

 

 

Mara Martellotta

 

“Bike Experience”, torna il “Festival del Cicloturismo”

Alla moncalierese “Cascina Le Vallere” ritorna, per la sua quinta edizione, creatura di “Torino Bike Experience”

Sabato 18 e domenica 19 aprile

Moncalieri (Torino)

Saranno di nuovo baci e abbracci fra i tanti (tantissimi) “Bike Lovers” che, sabato e domenica prossimi18 e 19 aprile, si incontreranno nel cuore verde di “Cascina Le Vallere” (sede dell’“Ente di Gestione delle Aree Protette Po piemontese”, in corso Trieste 98) a Moncalieri, per partecipare alla quinta edizione di “Bike Experience”, Festival di “cicloturismo” a ingresso gratuito, creato nel 2022 dall’Associazione “Torino Bike Experience” e, di anno in anno, cresciuto alla grande in fatto di numeri e di gradimento. Tanto da essere oggi considerato come l’iniziativa di cicloturismo più importante del Nord-Ovest Italia, la terza per dimensioni a livello nazionale e la più ampia per il solo Piemonte. Basti dare un’occhiata ai numeri.  Nelle prime quattro edizioni il Festival ha visto la partecipazione di oltre 20mila persone, centinaia di ospiti, espositori e associazioni; solo quest’anno sono attesi almeno 10mila visitatorigli espositori (20 nella prima edizione) supereranno quest’anno le 50 unità e i marchi presenti si stima arriveranno ad oltre 200.

Spiega il curatore Alessandro Ippolito“‘Bike Experience’ nasce per essere la vetrina esperienziale delle associazioni, delle attività e dei progetti che si occupano di cicloturismo, di ‘outdoor’ e attività nella natura nel territorio. Novità principale di questa edizione è che non ci fermeremo al cicloturismo: ci allargheremo, infatti, al cammino, ai ‘trekking’ e al mondo del benessere”. Per la prima volta verrà anche allestito un “Giardino del Benessere” dove rilassarsi, seguiti da operatori certificati, affiancato dall’“Area sostenibilità: upcycling con Ferrino”, uno spazio dedicato al recupero e al riutilizzo dei materiali di scarto delle “tende tecniche Ferrino”, dove le sarte del noto marchio italiano comporranno, proprio con i materiali dismessi, borse ed accessori per un riutilizzo circolare degli scarti.

In parallelo, ovviamente, la consueta proposta legata alle due ruote con la consueta passerella di biciclette e accessori, la partecipazione a pedalate di vari livelli, all’ascolto di testimonianze e racconti di cicloturisti, nonché di sempre utili consigli di biomeccanici ed esperti del settore sportivo, fino alla partecipazione a “workshop” pratici, da quello che parla del “comfort” della sella a quello che dà indicazioni utili per il campeggio. Non mancheranno anche quattro escursioni in bicicletta gratuite (su itinerari sviluppati e testati in collaborazione con “Pistaaa La Blue Way Piemontese”) e un  “tocco culturale”, con la mostra di bici “vintage” (in abiti d’epoca) e la “pedalata a tema”. E, dulcis in fundo, tornerà anche quest’anno l’“Area food”, con prodotti e produttori piemontesi “doc”. Per i più piccoli, sarà anche prevista una “pista junior” di Mille metri quadrati, con a disposizione tecnici di Ciclismo nazionali “UISP”.

Altro momento interessante quello di sabato sera (dalle 18 alle 23) con il “Bike Party” con musica, giochi e animazione “Dragqueen”.

“Il fulcro delle attività per l’edizione 2026 – continua Ippolito – saranno le esperienze. I partecipanti potranno scegliere la ‘propria esperienza’ in bici o a piedi, da soli o in compagnia o in famiglia. Ci saranno esperienze per tutti i livelli sportivi e tecnici, mirate a promuovere una cultura ‘a due ruote’ dove la bici è divertimento, sport, mezzo di trasporto e di trasformazione sociale”.

Orari di apertura

Il Festival si inaugura, alla presenza delle Autorità, sabato 18 aprile alle 9,30Alle 10 l’apertura al pubblico; dalle 10,30 partono le attività. Sabato il “Villaggio Expo” chiude alle 18 ma la sera (dalle 18 alle 23) si continua con il “Bike Party”, in Cascina.

Domenica 19 aprile apertura al pubblico alle 10, con attività dalle 11. La chiusura alle 18.

L’accesso al Festival è completamente gratuito, ma è consigliata la prenotazione su  https://bikepiemonte.it/

Per ulteriori info e programma dettagliatowww.bikepiemonte.it

g.m.

Nelle foto: immagini di repertorio

Riapre il sottopasso Spezia. Manutenzione dei sottopassi Statuto, Repubblica e Grosseto

 

Nella mattinata di  mercoledì 15 aprile, verrà riaperto al transito il sottopasso Spezia, chiuso da gennaio a seguito di un incendio che ha interessato l’uscita di sicurezza. Sono stati ripristinati gli impianti di illuminazione e di controllo del sottopasso, rinnovati gli impianti di sicurezza, le porte REI antincendio e le strutture delle scale.

Questa settimana, inoltre, tre sottopassi cittadini saranno interessati da alcune chiusure, per consentire l’esecuzione di lavori di manutenzione in condizione di sicurezza.

Nel dettaglio, nella notte tra martedì 14 e mercoledì 15 aprile, dalle ore 22 alle 6, verrà chiuso in entrambe le direzioni il sottopasso Statuto. Chiusura in orario notturno e in entrambe le direzioni anche per il sottopasso Repubblica, dalle ore 22 alle 6, nelle notti tra mercoledì 15 e giovedì 16 aprile, tra giovedì 16 e venerdì 17 aprile, tra venerdì 17 e sabato 18 aprile.

Venerdì 17 e sabato 18 aprile, infine, il sottopasso di corso Grosseto rimarrà chiuso al traffico dalle ore 9.30 alle 16.30 con le seguenti modalità: venerdì 17 dalle 9.30 alle 12.30 chiusura della semicarreggiata Nord (direzione da corso Grosseto a corso Potenza) e dalle 12.30 alle 16.30 della semicarreggiata Sud; sabato 18, invece, la chiusura riguarderà in contemporanea entrambe le semicarreggiate.

TorinoClick

Apre Biennale Tecnologia 2026, laboratorio di idee e visioni

“In che modo la tecnologia può essere messa al servizio dell’interesse collettivo?” È questa la domanda al centro della quinta edizione della Biennale Tecnologia, presentata nei giorni scorsi alle Gallerie d’Italia in Piazza San Carlo. La manifestazione, per la quale quest’anno è stato scelto il titolo ‘Soluzioni’, dal 15 al 19 aprile trasformerà Torino in un vero e proprio laboratorio diffuso di idee, visioni e confronto.

“Con Biennale Tecnologia vogliamo stimolare una riflessione ampia e collettiva – commenta Stefano Corgnati, rettore del Politecnico di Torino e presidente della manifestazione – perché affrontare questioni articolate alla base delle scelte a cui è chiamata la società implica indagini multidimensionali per determinare soluzioni alternative. La condivisione dei saperi tecnologici, propri di un ateneo come il nostro, diventa una missione sempre più attuale. La quinta edizione di questa manifestazione si spinge quindi, per la prima volta, oltre i muri del nostro campus e raggiunge il centro città e i luoghi storici tradizionalmente dedicati al dialogo con la società”.

L’obiettivo della Biennale è individuare vie praticabili e condivise per il bene collettivo. “Abbiamo scelto come tema ‘Soluzioni’ – sottolinea Guido Saracco, curatore della manifestazione – perché la prossima Biennale Tecnologia promette di affrontare le più grandi sfide al crocevia tra tecnologie e società, offrendo possibili e concrete risposte per restituire consapevolezza e fiducia alla società”.

Per raggiungere questo scopo, il Politecnico porta oltre 120 eventi e 300 ospiti internazionali in musei, teatri e piazze, dalla piazza centrale, che ospiterà i prototipi degli studenti, fino alle OGR e al Museo Egizio, dove la tecnologia dialogherà con arte, sociologia e vita quotidiana.

Nel suo saluto, l’assessora all’Innovazione Chiara Foglietta ha sottolineato “l’importanza della collaborazione della Città con il Politecnico, che offre strumenti concreti e supporto nella progettazione di percorsi innovativi. La ricerca ci permette di prendere decisioni basate sui dati e di costruire buone politiche. Eventi come la Biennale Tecnologia sono occasioni preziose a livello culturale per far comprendere a tutti quanto l’innovazione e la tecnologia possano contribuire allo sviluppo della città, anche attraverso modalità più accessibili e coinvolgenti”.

La manifestazione vuole superare le contrapposizioni tra entusiasmo acritico e diffidenza verso l’innovazione, creando uno spazio di confronto tra scienze, arti e società civile. Le grandi trasformazioni contemporanee – ambientali, energetiche, sociali, economiche e digitali – vengono affrontate per individuare risposte concrete, condivise e applicabili.

L’apertura, mercoledì 15 aprile, sarà affidata a un binomio d’eccezione: il fisico Alessandro Vespignani con una lectio sulla co-evoluzione tra uomo e intelligenza artificiale, e lo spettacolo teatrale di Marco Paolini dedicato al destino del Po, in scena alle OGR. Tra i protagonisti dell’edizione figurano anche la co-fondatrice di Mozilla Mitchell Baker, lo scrittore Joe R. Lansdale, il filosofo Paolo Benanti e il divulgatore Dario Bressanini, insieme a numerosi artisti, scienziati e pensatori che daranno vita a un dialogo collettivo sui temi più urgenti del nostro tempo.

Il programma spazia dalla geopolitica della tecnologia alla democrazia digitale, dall’intelligenza artificiale alla creatività, dalla sostenibilità ambientale alle nuove frontiere della medicina, fino all’esplorazione spaziale e al futuro del lavoro. L’approccio interdisciplinare punta a colmare il divario tra scienze tecnologiche e scienze umane, nel segno del claim Tech Cultures.

Una novità importante di questa edizione è la dimensione diffusa: per la prima volta la manifestazione esce dai confini del campus, coinvolgendo luoghi simbolo della città come OGR Torino, Teatro Regio, Museo Egizio e Piazza San Carlo, trasformando l’intera città in protagonista dell’evento.

Accanto agli incontri, Biennale Tecnologia propone spettacoli e installazioni. Teatro, musica e arti visive diventano strumenti per esplorare il presente e immaginare il futuro, con produzioni originali di Prometeo Tech Cultures e mostre come Framing Problems e Dati sensibili, che riflettono sul rapporto tra tecnologia, informazione e società attraverso linguaggi artistici contemporanei.

Particolare attenzione è dedicata ai giovani e alla divulgazione, con iniziative per le scuole, un campus residenziale per studenti provenienti da tutta Italia e attività per bambini e famiglie. Il programma Tecnologia Diffusa porta incontri e laboratori nei quartieri della città già nelle settimane precedenti l’evento, rafforzando il legame con il territorio.

Biennale Tecnologia si conferma così come uno degli appuntamenti culturali più rilevanti in Italia e in Europa, capace di intrecciare ricerca, innovazione e partecipazione. Per cinque giorni, Torino diventa uno spazio condiviso per interrogarsi sul presente e costruire insieme possibili soluzioni per il futuro.

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In pista, a Chieri, la “Generazione C”

Nella cittadina collinare secondo appuntamento del Progetto nato come “viaggio inedito nel disagio e nei sogni dei giovani chieresi”

Lunedì 20 aprile, ore 15,30

Chieri (Torino)

“Il desiderio è una cosa intima o è un atto politico?”: questo il titolo e il tema del secondo appuntamento, in programma lunedì prossimo 20 aprile (ore 15,30) presso la “Biblioteca Civica” di Chieri (via Vittorio Emanuele II, 1), relativo al Progetto “Generazione C” e dedicato “a riconoscere e decostruire – cito parola per parola – i modelli affettivi e sessuali nelle relazioni e nella società”. Cominciamo intanto col chiarire che per “Generazione C” intendesi, da queste parti, la “Generazione Z” (prima Generazione di “nativi digitali” puri) di Chieri e del Chierese, una “comunità di pratica” tesa all’“ascolto” e alla “coprogettazione”, che coinvolge, tra gli altri, la “Fondazione della Comunità Chierese”, l’“AslTO5”, gli istituti scolastici “Monti” e “Vittone”, i “Comuni” del Chierese, le “Associazioni Giovanili” e altri “Gruppi informali”.

Tutti gli incontri sono gratuiti e aperti alla cittadinanza (prossimi appuntamenti: 18 maggio e 15 giugno. Iscrizione attraverso l’apposito “forum online” su: www.comune.chieri.to.it ).

Chiediamo all’assessora chierese alle “Politiche Giovanili”, Vittoria Moglia di illustrarci nel dettaglio il Progetto: “‘Generazione C’ vuole essere un tavolo di progettazione partecipata che propone un viaggio inedito nel disagio e nei sogni dei giovani del Chierese, un esperimento di innovazione sociale unico sul Territorio, dove l’obiettivo è passare ‘dall’Io al Noi’. Nel primo incontro di marzo, attraverso la metodologia del ‘World Café’, che prevede rotazioni ai tavoli e conversazioni guidate da domande ‘generative’ attorno a tovaglie di carta su cui scrivere e disegnare, i partecipanti hanno affrontato a viso aperto i ‘mostri del quotidiano’. In quell’occasione, mettendo a sedere faccia a faccia, senza i filtri dei ruoli istituzionali, i giovani del territorio, gli amministratori comunali, docenti, educatori, associazioni e referenti dell’ASL, è emerso un ritratto spietato della nostra ‘società della performance’”. “Tra iperconnessione, app di tracciamento e ‘agende da burnout’ – prosegue Moglia – i giovani chiedono nuovi spazi in città e, soprattutto, adulti capaci di fare un passo indietro … I giovani ci hanno lanciato allora una sfida molto chiara, che suona come un appello e un monito: ‘Non vi stiamo chiedendo di costruirci un futuro preconfezionato. Vi stiamo chiedendo gli strumenti e gli spazi per poterlo costruire da soli’”.

Incontro sicuramente di alto interesse “cognitivo”. Da analizzare e trasformare in più “rassicuranti” momenti di pratica quotidiana. Aggiunge, infatti Anna Maria Battista“Professional Advanced Counselor”, la professionista che conduce gli incontri: “C’è una frase, pronunciata quasi a mezza voce durante uno dei tavoli di lavoro, che riassume in modo crudo e perfetto lo stato d’animo di un’intera generazione: ‘I giovani si sono rotti’. Non di fare, di studiare o di impegnarsi. Si sono rotti di dover costantemente ‘performare’. Di dover dimostrare a una società adulta, spesso distratta e inadeguata, di essere all’altezza di modelli irraggiungibili. Ma il dato più allarmante, emerso con forza dal dibattito, riguarda l’‘ipercontrollo’; quella ‘gabbia digitale’ del controllo che soffoca l’autonomia. Ruba ai nostri ragazzi il diritto di mettersi alla prova, di affrontare l’imprevisto e di gestire il rischio, atrofizzando le loro competenze emotive”.

E gli adulti? Cosa chiedono i ragazzi agli adulti che gli ruotano intorno?

“Saturi di impegni tra scuola, sport e corsi, i giovani chiedono a gran voce il diritto a una ‘noia sana’. Hanno un disperato bisogno di spazi di decompressione, dove potersi incontrare senza dover obbligatoriamente produrre un risultato, consumare o dimostrare qualcosa. Il messaggio alle istituzioni è chiaro: basta politiche giovanili calate dall’alto. Gli adulti devono abbandonare la cattedra del ‘regista’ e diventare ‘strumenti’, facilitatori pronti a supportare le idee dei giovani, garantendo loro il diritto di sbagliare e fallire. L’obiettivo di questo progetto non è stilare un elenco di lamentele sui ‘ragazzi di oggi’ ma costruire insieme una diagnosi clinica del disagio giovanile e, soprattutto, tracciare una via d’uscita concreta. La regola è una sola: lasciare i titoli fuori dalla porta e mettersi in gioco, portando la propria esperienza per prendere in cambio nuovi spunti e soluzioni. Il risultato è un ‘Manifesto’ che chiama in causa l’intera comunità educante e ridisegna la mappa fisica ed emotiva del chierese”.

Per ulteriori info: Comune di Chieri, via Palazzo di Città 10, Chieri (Torino); tel. 011/94281 o www.comune.chieri.to.it

Gianni Milani

Nelle foto: Locandina Progetto, Vittoria Moglia e immagine di repertorio

Emilio Medesani. Una leggenda monferrina

Il tamburello, sport agonistico nato prevalentemente nelle piazze monferrine, fu riconosciuto come disciplina sportiva nel lontano 1890 e dal 1926 rappresentato dalla FIPT, Federazione Italiana Pallavolo Tamburello, comprendente il pallone a bracciale passato in seguito a pallone elastico, e la palla pugno, inserita dal 2001. La storia del pallone a bracciale si concluse nella fossa dei leoni di Moncalvo con l’avvento della seconda guerra mondiale. La febbre del tamburello esplose in tutto il Monferrato durante il boom economico degli anni ’60 e a Murisengo nacque il primo torneo di “tambass” a sei squadre. Pochi anni dopo il numero delle squadre raddoppiò e furono ingaggiati i migliori giocatori del Settentrione. Fu l’epoca del campionato nazionale con la nascita delle serie A, B, C ed in seguito la serie D sul modello del campionato di calcio, periodo culminato con la partita internazionale Italia-Francia disputata al Lago di Codana davanti a tremila spettatori. Con il passaggio al campo libero, le squadre del tamburello a muro furono escluse dal circuito, i costi di euforia collettiva aumentarono, i bilanci delle società erano fuori controllo, le sfide paesane ormai inesistenti allontanarono il pubblico.

Esaurito il grande successo delle squadre monferrine nella serie A nazionale, nel 1976 nacque il torneo a muro del Monferrato, un altro campionato straordinario fondato da Fracchia, Bacchiella, Cerrato e Ravizza. Le squadre erano composte solo da giocatori residenti nel paese e il muro era parte integrante del gioco. Dopo la prima stagione disputata in panchina, nel 1977 il fortissimo mezzo volo Emilio Medesani diventò titolare nel Grazzano Badoglio, suo paese natale e team di Adriano Fracchia, vincitore del torneo. Nei due anni successivi, Medesani fu ingaggiato dal Castagnole Monferrato per disputare i campionati di tamburello libero in serie B e serie C. L’esplosione del fenomeno Medesani avvenne nel Grana dal 1980 al 1983 con quattro titoli consecutivi a muro, battendo in finale per tre volte il suo Grazzano ed una volta il Portacomaro. Il 1984 lo trascorse ancora in serie B a Nizza Monferrato nel campionato regionale vinto dal Vigliano. Ritornato a Grazzano, vinse tre titoli consecutivi a muro dal 1985 al 1987.

Lasciò ancora la sua squadra l’anno successivo per aggiudicarsi il primo posto con il Montemagno nel 1989, acquistato per tre stagioni in una grande asta al rialzo per la sua grande classe. Dopo il terzo posto nella finale nazionale indoor di Torino del 1990 a campo libero, riconquistò il primo posto sempre con il Montemagno nell’unico torneo a muro sperimentale del 1991 composto da soli quattro giocatori, obbiettivo per migliorare lo spettacolo non raggiunto. Acquistato dal Vignale, altri due splendidi primi posti nel 1992 e 1993 nello sferisterio a muro con il grande Alessio Monzeglio, vincitore in campo libero nazionale di sei scudetti, sei Coppe Italia e due Coppe Europa. Il 1994 fu l’anno zero di questo sport con la scissione dalla FIPT, abolizione degli ingaggi e valorizzazione dei giovani, scissione rientrata nel 1997 decisa dai fondatori Fracchia e Bacchiella. Le cinque stagioni successive lo videro protagonista a Vignale e Cerrina in serie B e a muro nel Grazzano senza successi ma nel 1999 si aggiudicò il primo posto nella serie C piemontese a campo libero con il Cortanze. Dopo altre quattro stagioni in serie B, il grande rientro a muro aggiudicandosi tre primi posti, nel 2004 con il Montechiaro, nel 2005 e nel 2006 nella bombonera del Castell’Alfero.
Una stagione con il Gabiano in serie C e due tornei con il Rocca d’Arazzo lo proiettarono alla vittoria nella Coppa Italia del 2010 con il Grana, ingaggiato per due stagioni ottenendo un secondo posto nello stesso anno e un sesto posto nel 2011. Rientrato finalmente a casa dopo due anni di permanenza in serie C, la grande vittoria del 2014 in qualità di allenatore-giocatore con la squadra del Grazzano. Le ultime partite in serie C del 2015 conclusero la splendida carriera di “Re Miliu” con 15 titoli conquistati nel torneo del Monferrato, una Coppa Italia, otto stagioni in serie B, un primo posto e 5 stagioni in serie C, principe del mezzo volo ed in seguito fondocampista e allenatore, recordman e per 40 anni grande trascinatore in campo. Il compianto poeta moncalvese degli sport sferistici Giuseppe Prosio, giornalista del bisettimanale “Il Monferrato”, scrisse di Medesani: “Giocatore esclusivo da muro, considerato il più grande mezzo volo monferrino del dopoguerra, un colpo pericoloso e micidiale abbinato ad una notevole velocità di gamba”. Durante l’intervista, Emilio Medesani ci ha raccontato che, dopo l’esperienza lavorativa in Fiat Teksid, fu assunto nel 1988 come messo comunale a Cereseto, attività conclusa nel 2020 dopo 32 anni di servizio. Vive a Boscorotondo di Passerano Marmorito con la moglie Laura e il figlio Leonardo, filmmaker e fondatore di Roundwood Studios, collettivo di produzioni cinematografiche e salotti divulgativi “Monfrà Stories” dedicati alla tutela dell’ambiente e del sociale che hanno raggiunto il grande schermo, Cinema Teatro Alfieri di Asti e Cinema Massimo di Torino, vincitori del Premio Sala Pastrone all’Asti International Film Festival del 2025
        Armano Luigi Gozzano 

9 maggio 2026: torna la Giornata della Prevenzione Loggese


Oltre 20 specialisti in piazza per visite ed esami gratuiti

 

Sabato 9 maggio 2026, dalle ore 8.30 alle 16.00, Piazza Cavour a La Loggia ospiterà la 5ª Giornata della Prevenzione Loggese, un’iniziativa dedicata alla promozione della salute e alla prevenzione, aperta a tutta la cittadinanza.

L’evento è organizzato dal Comune di La Loggia in collaborazione con l’ASL TO5 e i Lions Stupinigi 2001, con l’obiettivo di avvicinare i cittadini ai servizi sanitari e diffondere la cultura della prevenzione.

Durante la giornata saranno presenti oltre 20 specialisti che offriranno gratuitamente visite, consulenze ed esami in numerosi ambiti: pneumologia (spirometrie), chirurgia, gastroenterologia, audiometria e otorinolaringoiatria, ortopedia, fisioterapia e osteopatia, neurologia, nefrologia, diabetologia, oculistica, ginecologia (con focus sulla prevenzione del tumore mammario) e cardiologia, con cinque postazioni dedicate all’esecuzione di elettrocardiogrammi.

Ampio spazio sarà riservato anche alla prevenzione, con sette stand del Dipartimento di Prevenzione dedicati alla prevenzione primaria, lo screening per l’epatite C e il programma “Prevenzione Serena”.

Saranno inoltre presenti due farmacie del territorio per la misurazione gratuita di glicemia e pressione arteriosa, un dietista per consulenze nutrizionali e diverse realtà associative, tra cui AISM, l’Associazione Endometriosi e Alcolisti Anonimi.

Nel corso della manifestazione, i Lions Stupinigi 2001 promuoveranno una raccolta fondi a sostegno di progetti a carattere sociale.

«La prevenzione rappresenta uno degli strumenti più efficaci per tutelare la salute dei cittadini e garantire la sostenibilità del sistema sanitario» dichiara il Direttore Generale dell’ASL TO5, Bruno Osella. «Portare i servizi sanitari sul territorio, in contesti accessibili e informali come una piazza, significa ridurre le barriere e favorire una maggiore partecipazione della popolazione. Questa iniziativa è un esempio concreto di sanità di prossimità, capace di intercettare i bisogni prima che diventino problemi più complessi».

«La Giornata della Prevenzione Loggese è un appuntamento ormai consolidato per la nostra comunità» sottolinea l’Assessore alle politiche socio-sanitarie del Comune di La Loggia, Roberto Redin. «Offrire ai cittadini la possibilità di effettuare controlli gratuiti e ricevere informazioni qualificate è un investimento fondamentale sul benessere collettivo. La collaborazione con ASL TO5 e con le associazioni del territorio dimostra quanto sia importante fare rete per promuovere la salute».

Si invita la cittadinanza a partecipare portando con sé eventuali referti ed esami precedenti, utili a rendere più efficaci le consulenze.

In caso di maltempo, l’evento sarà annullato.

Torino avvia il percorso verso una “Città Compassionevole”

16 aprile 2026 – Circolo dei lettori e delle lettrici

 

Costruire una Compassionate City. La roadmap del progetto a Torino”: una giornata di studio per analizzare i metodi e gli obiettivi da condividere con tutte le forze sociali per costruire il percorso di realizzazione di una città compassionevole

 

Costruire una comunità capace di prendersi cura delle fragilità, dalla malattia al lutto, coinvolgendo cittadini, istituzioni e reti sociali: è questo l’obiettivo del progetto Torino Compassionate City, che vede una prima tappa di avanzamento giovedì 16 aprile al Circolo dei lettori e delle lettrici in occasione dell’evento Costruire una Compassionate City. La roadmap del progetto a Torino.

Dal novembre 2025 Torino ha ottenuto il riconoscimento ufficiale di Compassionate City da parte del Public Health Palliative Care International (PHPCI), e ha dato l’avvio a un percorso innovativo per la città, che mira ad applicare un modello di salute pubblica basato sulla partecipazione attiva della comunità nella cura delle persone, in particolare nei momenti più delicati della vita come la malattia grave, il fine vita e il lutto.

Fondazione FARO e Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, enti promotori insieme alla Città di Torino, in questa prima giornata di studio mettono a confronto i maggiori esperti di cure palliative in Italia, rappresentati dalle Associazioni italiane e internazionali, gli amministratori pubblici delle città italiane che hanno già iniziato a costruire il progetto, enti locali e operatori sociali per definire insieme una road map condivisa che porti alla creazione di reti di solidarietà attive e preparate, in cui ciascuno è parte integrante di un tessuto di comunità che supporta, accoglie e valorizza ogni individuo.

La giornata è realizzata in collaborazione con Fondazione Compagnia di San Paolo, con il patrocinio della Regione Piemonte e della Città di Torino e il sostegno della Fondazione Circolo dei lettori. Il programma dettagliato è disponibile sul sito.

IL PROGRAMMA

Dopo l’apertura dei lavori da parte di Luigi Stella, Direttore generale Fondazione FARO, Gianmarco Sala, Direttore generale Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, Carlo Picco, membro del Comitato di Gestione della Fondazione Compagnia di San Paolo e il saluto istituzionale del Sindaco di Torino Stefano Lo Russo, la giornata di studio si avvia con l’intervento di Allan Kellehear, professore di End-of-Life Care alla Northumbria University di Newcastle, che – in collegamento – presenterà le esperienze internazionali di città compassionevoli nei contesti anglosassoni.

I Presidenti della Società Italiana Cure Palliative, Gianpaolo Fortini e Federazione Cure Palliative Tania Piccione, insieme al Responsabile Ricerca Fondazione FARO e vicepresidente dell’EACP Simone Veronese intervengono per illustrare come i paradigmi propri delle cure palliative possono ampliare il concetto di cura dalla dimensione sanitaria a quella sociale e culturale, riconoscendo il ruolo fondamentale delle relazioni e delle reti territoriali.

La giornata prosegue con una ricca carrellata di testimonianze di progetti già attivi in Italia: come In-Vita a Reggio Emilia raccontata da Silvia Tanzi, il percorso di costruzione di una caring community a Lodi nelle parole di Danila Zuffetti, e quelle di Simone Piazza per Novara e di Carlo Gobitti per Pordenone.

Infine Marina Sozzi descrive il processo partecipativo in atto a Torino evidenziando le tappe e le modalità di coinvolgimento degli stakeholder cittadini.

Si entra poi nel vivo del confronto e dello scambio di best practice con la tavola rotonda Essere coinvolti nel progetto di una Caring Community moderata da Monica Seminara, Ufficio Culturale Fondazione FARO, dedicata al ruolo degli attori locali nella costruzione di una comunità solidale.

Silvia Bertolotti, Coordinatrice del progetto In-Vita (Reggio Emilia), Giuseppe Culicchia, Direttore della Fondazione Circolo dei lettori, Guido Bolatto, Segretario generale della Camera di commercio di Torino, Iolanda Romano, Founder di Avventura Urbana, Simonetta Pozzoli, Assessora al Welfare, Politiche familiari, di conciliazione e coesione sociale del Comune di Lodi e Jacopo Rosatelli, Assessore al Welfare, Diritti e Pari Opportunità Comune di Torino avranno modo di esporre i vari passi operativi del percorso e gli obiettivi a cui si tende nel corso del piano di attuazione.

Le conclusioni affidate a Oscar Bertetto, vicepresidente Fondazione FARO, faranno il punto sulle prossime fasi di attuazione della road map che deve portare Torino a essere una città compassionevole, un modello nel quale la salute pubblica non è solo affare degli ospedali, ma responsabilità condivisa che coinvolge attivamente la comunità, creando un ciclo virtuoso di aiuto e attenzione.

PER PARTECIPARE

Costruire una Compassionate City – La roadmap del progetto a Torino

16 aprile 2026 | Ore 9.30 – 16.30

Circolo dei lettori e delle lettrici, Via Bogino 9 – Torino

Ingresso libero fino a esaurimento posti, si consiglia la prenotazione

Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@fondazionefaro.it