In un incidente stradale avvenuto questa mattina alle 5,30 a Venaria Reale è morta una giovane di 24 anni che viaggiava a bordo di una moto. I soccorritori del 118 hanno effettuato le manovre rianimatorie fino al trasporto in ospedale a Torino, ma qui la ragazza è morta. I carabinieri hanno riscontrato che la ragazza avrebbe perso il controllo della moto finendo contro lo spartitraffico.
Forum Acque 2026
Si accendono i riflettori sulla qualità delle acque lacustri piemontesi. In occasione del Forum Acque 2026, Legambiente ha presentato i risultati della nuova campagna di monitoraggio di Goletta dei Laghi, che ha interessato il lago di Viverone, i laghi Grande e Piccolo di Avigliana, il lago d’Orta e la sponda piemontese del lago Maggiore.
L’esito delle analisi microbiologiche evidenzia numerose criticità: dei 23 punti sottoposti a controllo, il 65% è risultato oltre i limiti di legge. L’unica eccezione è rappresentata dal lago di Viverone, dove tutti i punti esaminati sono risultati conformi, con un miglioramento rispetto allo scorso anno in alcune aree che nel 2025 erano state classificate come fortemente inquinate.
Situazione decisamente più problematica sul lago Maggiore. Qui, su dieci punti monitorati, otto hanno superato i limiti consentiti e cinque sono stati classificati come fortemente inquinati. Un dato particolarmente significativo considerando il ruolo strategico del Verbano per l’approvvigionamento idrico, l’agricoltura, il turismo, la pesca e la produzione energetica.
Accanto alle criticità microbiologiche, il Forum ha acceso l’attenzione anche sulla presenza dei PFAS, sostanze chimiche persistenti e difficilmente degradabili, considerate tra le principali minacce emergenti per gli ecosistemi acquatici. Secondo Legambiente, il problema non riguarda soltanto il lago Maggiore, ma interessa numerosi corsi d’acqua e bacini lacustri italiani, con possibili ripercussioni sull’ambiente, sulle coltivazioni agricole e sulla salute pubblica.
“I PFAS – sottolinea Andrea Minutolo, responsabile scientifico Legambiente – rappresentano una sfida che richiede un cambio di prospettiva nella gestione della risorsa idrica. Non è più sufficiente intervenire quando la contaminazione è già presente: occorre prevenire – mettendo tali sostanze al bando – e nel frattempo ridurre le emissioni all’origine, investendo sia in sistemi di monitoraggio sempre più efficienti che in tecnologie di filtro e abbattimento di tali sostanze agli scarichi. Solo così sarà possibile tutelare gli ecosistemi acquatici e garantire una risorsa sicura per le generazioni future.”
Nel corso del Forum è stato affrontato anche il tema della governance dell’acqua, con un richiamo alla necessità di politiche capaci di coniugare tutela ambientale e utilizzo sostenibile della risorsa.
“La gestione sostenibile della risorsa idrica richiede equilibrio tra gli utilizzi dell’acqua e la tutela degli ecosistemi da cui dipendono territori e comunità – commenta Alice De Marco, presidente Legambiente Piemonte – Valle d’Aosta – Fiumi, laghi e zone umide non sono solo risorse da sfruttare, ma sistemi complessi che garantiscono servizi essenziali, dalla biodiversità alla sicurezza dei territori. La vicenda piemontese dimostra quanto sia necessario che le scelte sulla gestione delle acque si basino su criteri scientifici e su una visione di lungo periodo. Il richiamo della Corte costituzionale ha ribadito la necessità di mantenere adeguati livelli di tutela ambientale, eppure la Regione Piemonte continua a considerare la deroga o l’eliminazione del deflusso ecologico tra le possibili misure per affrontare la crisi idrica e sostenere il settore agricolo. Una scelta miope, che rischia di compromettere proprio gli ecosistemi da cui dipende la disponibilità della risorsa nel medio e lungo periodo. La crisi climatica impone invece di superare una gestione fondata sull’aumento dei prelievi: la vera sicurezza idrica si costruisce proteggendo gli ecosistemi acquatici, riducendo gli sprechi e migliorando l’efficienza degli utilizzi. Acqua scarsa o inquinata non sostiene lo sviluppo del territorio, ma genera costi e danni. La tutela della risorsa deve quindi essere il presupposto di ogni politica regionale sull’acqua, abbandonando soluzioni emergenziali che indeboliscono la capacità dei corsi d’acqua di affrontare gli effetti della crisi climatica.”
Tra le proposte avanzate da Legambiente figurano un piano straordinario per la rinaturalizzazione degli ecosistemi acquatici, norme più rigorose per garantire una fruizione sostenibile dei laghi e una revisione delle politiche di utilizzo dell’acqua orientata al risparmio, all’efficienza e alla salvaguardia di fiumi, laghi e falde.
Nel dettaglio, il monitoraggio ha evidenziato criticità anche nei laghi di Avigliana. Sul lago Grande, il punto davanti a Baia Grande è stato classificato come fortemente inquinato, mentre l’area presso il pontile galleggiante è risultata entro i limiti. Nel lago Piccolo sono invece emerse situazioni problematiche alle foci del rio Freddo, del rio Giacomino e del rio Grosso.
Sul lago d’Orta tre dei cinque punti analizzati hanno superato i limiti di legge. Inquinati lo sfioratore del lungolago Beltrami e la foce del torrente Lagna, mentre la foce del torrente Pescone è risultata fortemente inquinata.
La campagna proseguirà il 17 luglio sul lago Maggiore con una traversata in barca a vela tra le sponde lombarda e piemontese, accompagnata da un confronto pubblico dedicato alla tutela dell’ecosistema lacustre. Il giorno successivo, ad Avigliana, è in programma una passeggiata naturalistica dedicata alla biodiversità e alla conoscenza del territorio.
Al termine del Forum sono state inoltre assegnate le Vele di Legambiente e Touring Club Italiano. Le prestigiose 5 Vele sono andate ad Avigliana, per il lago Grande, e a Cannero Riviera, per il comprensorio del lago Maggiore Nord Verbano-Golfo Borromeo, premiando le realtà che si sono distinte per sostenibilità ambientale e qualità dell’offerta turistica.
Dichiarazione di Sergio Bartoli, Consigliere regionale del Piemonte e Coordinatore comunale provvisorio di Azione Torino.
«La nascita del gruppo consiliare di Azione a Beinasco rappresenta un risultato importante che conferma il percorso di crescita del partito nell’area metropolitana torinese. Si tratta di un percorso fortemente voluto e seguito dall’On. Daniela Ruffino, Segretaria regionale di Azione Piemonte, che con determinazione ha lavorato per rafforzare la presenza del partito sul territorio e creare le condizioni affinché sempre più amministratori locali scegliessero di aderire al progetto di Azione. Ho avuto il piacere di collaborare con lei in questo lavoro di radicamento, che trova ispirazione nella visione politica di Carlo Calenda, fondata su competenza, pragmatismo e buon governo.
L’adesione di Valerio Ghirardotto, Ilario Guarneri e Alfredo Di Luca dimostra che Azione è sempre più un punto di riferimento per chi vuole fare politica con serietà, responsabilità e concretezza, mettendo al centro le esigenze dei cittadini e non gli interessi di parte. È un segnale importante che rafforza ulteriormente la presenza del nostro partito sul territorio metropolitano.
Il Coordinamento comunale di Torino sta lavorando per costruire un partito sempre più radicato sul territorio, capace di coinvolgere amministratori, iscritti e realtà civiche che si riconoscono nei valori liberaldemocratici e riformisti di Azione. La crescita nei Comuni dell’area metropolitana conferma che il progetto promosso da Carlo Calenda continua ad attrarre persone competenti che vogliono mettersi al servizio delle proprie comunità.
Rivolgo a Valerio Ghirardotto, Ilario Guarneri e Alfredo Di Luca i miei migliori auguri di buon lavoro. Sono certo che sapranno rappresentare con impegno e competenza i valori di Azione, contribuendo con spirito costruttivo all’attività amministrativa e operando sempre nell’interesse dei cittadini.
Continueremo a lavorare con determinazione affinché Azione sia sempre più presente a Torino e nella sua area metropolitana, costruendo una classe dirigente preparata, credibile e vicina ai territori. È questa la visione che Carlo Calenda ha indicato fin dalla nascita del partito: una politica fatta di merito, competenza e soluzioni concrete.»
Riceviamo e pubblichiamo
“Un piano irrazionale, senza basi scientifiche e con costi enormi per cittadini e cittadine”
“Abrogato il blocco degli Euro 5 (costo pubblico quasi zero, 1.318 t/anno di NOx in meno) e sostituito da un pacchetto da circa 200 milioni di euro in cinque anni con efficacia non dimostrata. La perdita netta di valore sociale è stimabile in circa 500 milioni di euro in dieci anni”
Torino, 15 luglio 2026. Il Comitato Torino Respira ha depositato le proprie osservazioni alla proposta di modifica del Piano Regionale di Qualità dell’Aria (PRQA) approvata dalla Giunta regionale con la DGR 19-2742/2026/XII del 26 giugno 2026. Un documento tecnico di oltre 30 pagine che smonta, dati alla mano, l’impianto del nuovo Piano e ne denuncia l’irrazionalità economica, l’assenza di basi scientifiche e il costo sproporzionato a carico della collettività.
Cinque anni per cancellare l’unica misura efficace
La vicenda è emblematica. Nel 2021, dopo le condanne della Corte di Giustizia UE per il sistematico superamento dei limiti di PM10 e NO₂ (cause C-644/18 e C-573/19), la Regione aveva adottato con DGR 9-2916 il blocco dei Diesel Euro 5 nei comuni sopra i 30.000 abitanti, con effetto dal 15 settembre 2023. Una misura a costo pubblico prossimo a zero, capace di ridurre 1.318 t/anno di NOx, 253,8 t/anno di PM10, 101,5 t/anno di PM2,5 e 1.882,7 t/anno di COV, che caricava l’onere sui proprietari dei veicoli inquinanti in piena coerenza con il principio europeo “chi inquina paga”. In cinque anni la misura è stata prima rinviata, poi ulteriormente rinviata, e ora la Regione ne propone la definitiva abrogazione, sostituendola con un pacchetto di “misure compensative” tecnicamente ed economicamente insostenibili.
Un confronto tra scenari viziato alla radice
Il PRQA sostiene che le nuove misure compenserebbero l’abrogazione del blocco Euro 5. Ma il confronto tra i due scenari usa basi tendenziali diverse: lo Scenario A (con Euro 5) si appoggia al modello GAINS aggiornato al 2015, lo Scenario B (con compensazioni) al modello aggiornato al 2025, che incorpora già tutti i benefici del PNIEC 2024 e del PNCIA 2021. In altre parole, la Regione attribuisce alle proprie misure regionali effetti che derivano in realtà dalle politiche nazionali. Un artificio contabile che, ammesso implicitamente dagli stessi estensori, impedisce di dimostrare che le compensazioni siano “idonee” come richiesto dal DL 73/2025. La stessa analisi statistica condotta dagli estensori del Piano conferma che per PM10 e PM2,5 le differenze tra i due scenari non sono statisticamente significative in nessuna area della Regione, e per l’NO₂ non lo sono proprio nell’area metropolitana di Torino – dove il blocco Euro 5 avrebbe avuto i maggiori benefici.
Misure senza basi scientifiche
Il Piano introduce tra le misure “compensative” tre tecnologie prive di validazione scientifica per uso urbano:
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Nebulizzazione d’acqua: uno studio condotto nel 2021 documenta che questi sistemi rischiano addirittura di aumentare le concentrazioni di PM di un fattore 8, perché l’acqua evapora lasciando residui salini respirabili.
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Torri di filtrazione dell’aria: la sperimentazione di questi sistemi a Stoccarda durata sette anni e conclusa nel 2025 con lo smantellamento delle 23 colonne, ha prodotto riduzioni marginali (10% PM10, 9% NO₂) solo sul marciapiede adiacente; il ministro dei Trasporti del Baden-Württemberg ha dichiarato che “l’aria filtrata all’aperto deve rimanere un’eccezione storica”. Analoga sorte a Delhi, dove le torri sono state disattivate. Un’analisi dell’IIT Delhi dimostra che per ripulire una città servirebbero circa un milione di torri.
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Vernici fotocatalitiche al TiO₂: la stima del PRQA (10.000 m² per tonnellata di NOx) presuppone concentrazioni di 500 ppbv (parts per billion by volume, parti per miliardo in volume), cioè 25-50 volte quelle reali torinesi. In condizioni realistiche servirebbero circa 137 ettari (190 campi da calcio) di superficie trattata per rimuovere una sola tonnellata di NOx all’anno, con efficacia ulteriormente compromessa in inverno da bassa radiazione UV, umidità elevata e temperature basse.
L’incentivo HVO: un cortocircuito irrazionale
La principale misura compensativa – 12 milioni di euro l’anno per incentivare l’uso dell’HVO (olio vegetale idrotrattato) sui diesel privati Euro 5 ed Euro 6 – non compare in nessuno degli elenchi di misure internazionali utilizzate dalle autorità preposte a livello europeo e statunitense per definire le proprie strategie di riduzione dell’inquinamento. L’HVO è una risorsa scarsa, prioritariamente destinata ai settori dove non esistono alternative (aviazione, traffico marittimo, veicoli pesanti); usarlo per auto private significa sottrarlo dove è indispensabile. I sistemi di trasformazione per Euro 5 richiesti dal DM MIT 2 ottobre 2025 non sono ancora omologati sul mercato italiano. L’incentivo di 5-20 cent/litro copre solo l’8-33% del differenziale di prezzo con il gasolio. E il segnale politico è schizofrenico: si sostiene la transizione ecologica prolungando la vita utile dei diesel obsoleti.
Costi 4-100 volte superiori ai benchmark europei
Il confronto economico è impietoso. Il blocco Euro 5 abrogato costava alla finanza pubblica 750-1.500 €/tonnellata di NOx evitata. Le misure compensative arrivano fino a 70.600 €/t per l’HVO, 386.400 €/t per le misure “innovative” e 700.000 €/t per gli interventi sulle biomasse, ovvero fino a 120 volte di più del costo dello stop agli euro 5.
Il costo medio ponderato del pacchetto compensativo è di circa 115.000 €/t di NOx, contro i 6.000-17.500 €/t indicati come efficaci dai riferimenti europei (IIASA/GAINS, BAAQMD, OTC-RACT). Applicando i metodi dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, alcune misure – HVO privati e tecnologie innovative – hanno un costo pubblico superiore al danno sanitario evitato, quindi distruggono valore sociale invece di crearlo.
Circa 100 milioni all’anno di valore sociale bruciato
Il conto complessivo è pesante. Nel primo quinquennio la Regione impegnerà circa 200 milioni di euro di fondi pubblici (FESR, FEASR, MASE, Bilancio dello Stato) per ottenere, nella migliore delle ipotesi, il 26% della riduzione emissiva che il blocco Euro 5 avrebbe garantito gratuitamente. La perdita netta di beneficio sociale, calcolata con i Marginal Damage Costs EEA, è dell’ordine di 100 milioni di euro all’anno – circa mezzo miliardo in cinque anni, un miliardo in dieci anni. A questi vanno aggiunti i rischi finanziari da nuove procedure di infrazione UE per il mancato rispetto della Direttiva 2024/2881, che dal 2030 dimezza i limiti di PM10, PM2,5 e NO₂: sanzioni potenzialmente ribaltabili sulla Regione ai sensi della legge 234/2012.
Il principio “chi inquina paga” ribaltato
“La sostanza politica di questa scelta è chiara – dichiara Roberto Mezzalama, presidente del Comitato Torino Respira –: si toglie l’onere ai proprietari dei veicoli più inquinanti e lo si scarica sulla collettività, comprese le fasce meno abbienti che usano il trasporto pubblico e non possiedono automobili. È una violazione strutturale dell’articolo 191 del Trattato UE, un uso distorto di fondi europei destinati alla sostenibilità ambientale, e una scelta che qualsiasi controllo di gestione boccerebbe. Chiediamo alla Regione di ritirare la modifica, mantenere il blocco degli Euro 5 e destinare le risorse a misure realmente efficaci: elettrificazione, trasporto pubblico, ciclabilità, riqualificazione energetica degli edifici, riduzione delle emissioni di ammoniaca in agricoltura.”
Le osservazioni integrali sono disponibili a questo link
Comitato Torino Respira
Torino, maxi operazione della Polizia
Maxi operazione della Polizia di Stato ieri a Barriera di Milano, dove dal pomeriggio fino a tarda sera è stato messo in campo un vasto dispositivo di controllo che ha interessato il Parco Sempione, l’area delle piscine, l’ex deposito ferroviario e le strade circostanti. Le forze dell’ordine hanno presidiato gli accessi alla zona e avviato una serie di verifiche nei confronti delle persone presenti.
Nel corso dell’intervento sono state identificate oltre 200 persone e sono scattati 11 arresti: sette per reati legati agli stupefacenti, tra cui un uomo che aveva ingerito alcuni ovuli di droga; due persone sono finite in carcere in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare perché gravemente indiziate di una rapina ai danni di un’anziana; un arresto è stato eseguito in forza di un ordine di carcerazione già emesso dall’autorità giudiziaria, mentre un’altra persona è stata fermata con l’accusa di una rapina aggravata commessa nei confronti di un anziano.
L’operazione ha portato anche al sequestro di un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti: circa 130 grammi di crack, 100 grammi di cocaina, 200 grammi di ketamina, 10 grammi di eroina, oltre a hashish, Mdma e anfetamine. In un’area adiacente al parco sono state inoltre trovate e sequestrate, a carico di ignoti, circa 21 mila compresse di Rivotril.
Sul fronte della sicurezza urbana sono stati emessi 40 ordini di allontanamento dall’area di Parco Sempione, sottoposta a vigilanza rafforzata, e 14 provvedimenti di divieto di accesso alle aree urbane (Daspo urbano). Due cittadini stranieri irregolari sono stati destinatari di un decreto di espulsione, mentre dodici persone sono state denunciate per diversi reati, tra cui inosservanza di provvedimenti dell’autorità, violazioni della normativa sull’immigrazione e occupazione abusiva di immobili.
Parallelamente gli agenti hanno effettuato un’accurata bonifica dell’area, con l’obiettivo di restituire maggiore sicurezza e fruibilità ai residenti. All’operazione hanno partecipato anche il Reparto Prevenzione Crimine, il Reparto Mobile, la Polizia Ferroviaria, che ha intensificato i controlli nella stazione Torino Rebaudengo-Fossata identificando oltre 60 persone, oltre alla Polizia Stradale e alla Polizia Locale impegnate nei posti di controllo lungo le vie del quartiere.
Durante i controlli alla circolazione sono stati fermati numerosi veicoli e sanzionati nove conducenti di monopattini elettrici: quattro perché senza casco, quattro per la mancanza della targa obbligatoria e uno per uso non conforme del mezzo. In alcuni casi sono stati anche sequestrati i veicoli.
L’intervento si inserisce nell’attività quotidiana di presidio di Barriera di Milano, uno dei quartieri maggiormente interessati da fenomeni di microcriminalità. La Polizia ha annunciato che operazioni analoghe saranno ripetute nei prossimi giorni anche in altre zone considerate sensibili della città, affiancando il controllo ordinario del territorio e il dispositivo garantito dai militari dell’operazione “Strade Sicure”.
Per il monitoraggio dell’area sono stati impiegati anche droni, unità cinofile antidroga, pattuglie a cavallo e gli equipaggi motociclistici “Nibbio”, così da assicurare un controllo esteso e capillare dell’intero quadrante interessato dall’operazione.
A Chieri è “Festa del Piemonte”
Sarà una divertente “commedia” in stretta lingua piemontese e recitata al chiaro di luna ad accompagnare la quarta edizione dell’attesa “Festa”
Domenica 19 luglio, ore 21,15
Chieri (Torino)
L’appuntamento è presso l’ampio “Cortile del Municipio”, in via Palazzo di Città al civico 10. Sarà lì la Festa. Sarà lì che, domenica 19 luglio, alle 21,15, per il quarto anno consecutivo, la Città di Chieri celebrerà, con un nuovo spettacolo comico in lingua piemontese e “en plein air” (si spera in una serata “amica” sotto le stelle e con un po’ di attesa brezza!) la sua amatissima “Festa del Piemonte”.
“Malavì d… Piemunteis!!!”, il titolo della divertente commedia, ambientata in uno studio medico. Attraverso brevi scenette saranno citati personaggi, modi di dire e tipiche ricette tradizionali, celebrando l’orgoglio di essere piemontesi con ironia e quotidianità. La messa in scena sarà affidata alla regia di Franca Aiassa e Bruno Masera, con la partecipazione di Franca Aiassa, Bruno Masera, Mario Pavesio e Beppe Bordone, e con interventi musicali di ‘I Quatr Rubatà’, Marco Lusso, Francesco Tosetto e Marco Ravizzotti, diretti dal Maestro Enrico Frezzato.
L’evento, a ingresso gratuito, è organizzato con il patrocinio del “Consiglio Regionale del Piemonte” e della “Città Metropolitana” di Torino (in caso di maltempo, ma si spera – ripeto – in una “serata amica”) lo spettacolo si terrà all’“Auditorium Leo Chiosso”).
La “Festa del Piemonte” è stata istituita con la legge regionale 15/2022 e si celebra, per l’appunto, il 19 luglio, anniversario della battaglia al “Colle dell’Assietta” (1747) tra i Francesi di Luigi XV e l’Esercito sabaudo di Carlo Emanuele III.
Ma, attenzione! E qui sta il bello, a favore della “Città collinare”: “Il 25 marzo del 2021 il ‘Consiglio comunale’ di Chieri approvava all’unanimità un Ordine del Giorno proposto dal consigliere Luigi Furgiuele, con cui si chiedeva alla Regione Piemonte di istituire una ‘Giornata della Lingua e della Letteratura Piemontese’ – ricordano il sindaco Alessandro Sicchiero e l’assessora alla Cultura Antonella Giordano – in quanto il patrimonio culturale, linguistico e letterario del nostro Piemonte deve essere tutelato, valorizzato e trasmesso alle nuove generazioni. In un certo senso siamo stati, dunque, anticipatori della decisione della ‘Regione Piemonte’, che un anno dopo con apposita legge ha reintrodotto la ‘Festa del Piemonte’ allo scopo di favorire la conoscenza della storia del Piemonte, la conservazione, la salvaguardia e la valorizzazione dell’originale patrimonio culturale regionale e di diffondere la conoscenza dello ‘Statuto’ e dei simboli della Regione”.
Il 2023 è stato il primo anno di realizzazione ufficiale della “Festa del Piemonte” a Chieri, e in quell’occasione è stato presentato, accompagnato da letture di poesie, il “più antico documento” in lingua piemontese custodito nell’“Archivio storico” della Città. Nel 2024, la seconda edizione ha visto protagonisti le coppie del Circolo Torinese della “Federazione Nazionale Società di Danza”, per una rievocazione delle danze tipiche dell’800 e uno “spettacolo teatrale” con gli artisti Franca Aiassa, Giuseppe Bordone e Mario Pavesio, accompagnato da musiche in dialetto del gruppo “Ij Sinch Broch”. Nell’edizione 2025 è andato in scena uno “spettacolo teatrale” in lingua piemontese, scritto e diretto, come per l’anno precedente, dagli artisti Franca Aiassa e Giuseppe Bordone con Mario Pavesio. E anche in quel caso, le musiche sono state curate dal gruppo ‘Ij Sinch Broch’”.
Aggiunge l’assessora alla Cultura Antonella Giordano: “Gli appuntamenti degli anni passati hanno registrato un’ottima partecipazione da parte della cittadinanza, affascinata dalla ricostruzione puntuale della ‘piemontesità’. La ‘Festa del Piemonte’, infatti, desidera coinvolgere un pubblico eterogeneo, rendendo la ‘lingua piemontese’ accessibile e vivace e unendo momenti musicali a scene teatrali. La serata del 19 luglio è stata inserita nel calendario ufficiale degli eventi patrocinati dal ‘Consiglio regionale del Piemonte’, e si collega ad altre iniziative culturali della ‘Città di Chieri’ volte a valorizzare lingua, radici e tradizioni piemontesi, come la ‘Vijà’ a settembre”.
G.m.
Nelle foto: Presentazione “Festa del Piemonte” in “Consiglio Regionale”, al centro l’assessora Antonella Giordano con Bruno Masera e Franca Aiassa; Franca Aiassa e Bruno Masera; ‘I Quatr Rubatà
Esplosione via Nizza, sentenza attesa domani
La sentenza della Corte d’Assise di Torino nel processo a carico di Giovanni Zippo, imputato per l’esplosione del 30 giugno 2025 in un condominio di via Nizza, e’ prevista per domani. Quel giorno morì il trentatreenne Jacopo Peretti e altre persone rimasero ferite. La difesa dell’imputato 41enne e’ intervenuta ieri chiedendo l’esclusione dell’aggravante dei futili motivi e il recupero del rito abbreviato.
La Spagna è la prima finalista del Mondiale 2026. Nella semifinale disputata il 14 luglio a Dallas, la nazionale di Luis de la Fuente ha superato la Francia per 2-0 al termine di una prestazione di grande personalità, confermando il suo ruolo tra le favorite del torneo.
Le Furie Rosse hanno sbloccato il risultato al 22′ con Mikel Oyarzabal, impeccabile dal dischetto dopo un fallo subito da Lamine Yamal. Nella ripresa, al 58′, è arrivato il raddoppio firmato da Pedro Porro, bravo a finalizzare un’azione corale che ha spento le speranze dei francesi.
Per la Spagna si tratta di una finale conquistata con pieno merito dopo un percorso convincente. La Francia, invece, dovrà accontentarsi della finale per il terzo posto.
Ora l’attenzione si sposta sulla seconda semifinale, in programma domani sera, 15 luglio, tra Argentina e Inghilterra. Dal confronto uscirà l’avversaria della Spagna nella finalissima del Mondiale 2026.
Marcatori: Oyarzabal 22′ (rig.), Pedro Porro 58′.
Enzo Grassano
I Queen of Saba, Simone Bernini, Lele Roma, Xenia Ensemble e Federico Sirianni saranno gli artisti che chiuderanno l’undicesima edizione di Evergreen Fest con un’esplorazione intergenerazionale di musica e parole. Tutti gli appuntamenti si svolgeranno presso il Parco della Tesoriera di Torino, con ingresso libero e gratuito, a eccezione del concerto dei Queen of Saba, per cui è previsto un biglietto di 10 euro per l’accesso all’area spettacolo. Proprio il duo veneto, che vanta importanti collaborazioni con Big Mama e Willie Peyote, noto per affrontare temi riguardanti l’antimilitarismo e l’identità di genere, sarà protagonista della serata di venerdì 17 luglio prossimo, che inizierà alle 21.30. Il pubblico avrà l’occasione di ascoltare dal vivo alcuni brani dell’ultimo album dei Queen of Saba, uscito nel mese di giugno scorso e intitolato “Bricioline”.
Sabato 18 luglio, sempre alle 21.30, il giovane cantautore torinese Simone Bernini sarà il protagonista di una serata caratterizzata da musiche blues, rock e soul. Bernini, il cui ultimo singolo, dal titolo “Mephis”, è arrivato a registrare 1,5 milioni di stream e 16 milioni di visualizzazioni sui social, si è esibito anche al “105 Summer Festival” di Senigallia. Dopo il concerto, la serata proseguirà con l’energia di Lele Roma e della sua “Lele Land”, per un viaggio musicale, ascoltabile in modalità “silent”, attraverso cuffie wireless distribuite dall’organizzazione.
La chiusura di domenica 19 luglio sarà affidata alle sonorità del quartetto d’archi Xenia Ensemble, che si esibirà alle ore 11 in un concerto organizzato in collaborazione con il Coordinamento Associazioni Musicali di Torino, mentre alle 21.30 salirà sul palco Federico Sirianni, che quest’anno festeggia l’anniversario della sua carriera con 35 anni da “Outsider – Da De Andrè alla Felicità”. Il cantautore genovese racconta fra musica e parole la sua storia artistica: dall’incontro con Fabrizio De André alle diverse finali al Premio Tenco, fino alle tournée internazionali e alle prestigiose collaborazioni con musicisti del calibro di Greg Cohen, contrabbassista di Tom Waits, e Rafa Gayol, batterista di Leonard Cohen. Ad accompagnarlo su palco Elisabetta Bosio (violino), Veronica Perego (contrabbasso) e Valeria Quarta (voce e percussioni).
Il Festival est si congeda dal palco principale, ma la programmazione continuerà fino al 30 agosto con una serie di concerti di musica classica diffusi nel Parco della Tesoriera.
Evergreen Fest è organizzato da Tedacà, si inserisce nell’ambito del programma culturale “Che Bella Estate!”, un progetto della Città di Torino, in collaborazione con Fondazione per la Cultura Torino. Main sponsor Iren, con il sostegno di Regione Piemonte, Quarta Circoscrizione della Città di Torino e Fondazione CRT. Media Partner Radio Energy.
Il calendario completo, maggiori informazioni e prevendita dei biglietti sono disponibili sul sito www.evergreenfest.it.
Mara Martellotta