SOMMARIO: Il 2 giugno, il libro dimenticato di Prunas Tola e Rodolico e quello di Oliva, il Duca d’Aosta oggi – La Prof., Orwell e il fascismo – Lettere






LETTERE scrivere a quaglieni@gmail.com










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Per le imprese piemontesi continua a restringersi l’accesso al credito. La stretta sui finanziamenti non accenna ad allentarsi e colpisce in particolare le micro e piccole realtà produttive, che devono fare i conti con prestiti in diminuzione, costi del denaro elevati e prospettive economiche ancora fragili.
È quanto emerge dall’analisi realizzata dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese sui dati della Banca d’Italia relativi alle erogazioni alle attività produttive piemontesi tra l’ultimo trimestre del 2025 e il primo del 2026.
Nel dettaglio, in Piemonte i prestiti destinati alle micro e piccole imprese hanno registrato nel 2025 una flessione del 3,6%, un dato leggermente migliore rispetto alla media nazionale del -4%, ma comunque indicativo di una situazione di forte difficoltà. Nello stesso periodo, il totale delle imprese piemontesi ha segnato un calo dello 0,2%, mentre a livello nazionale si è registrato un aumento dell’1,5%.
Tra le regioni con una contrazione ancora più marcata figurano Lombardia (-4,2%), Veneto (-4,9%) e Toscana (-5,8%). Parallelamente, continua a crescere il peso dei tassi di interesse: a dicembre 2025 il costo del credito per le imprese italiane risultava superiore di 189 punti base rispetto a giugno 2022. In Piemonte il divario arriva a 201 punti base, uno dei più elevati del Paese.
Una dinamica che, secondo Confartigianato Piemonte, penalizza da anni il tessuto produttivo locale, soprattutto le realtà artigiane e di dimensioni minori, spesso alle prese con condizioni di accesso ai finanziamenti sempre più complesse.
“La ripresa del credito in Piemonte, così come nel resto del Paese, continua a mostrarsi debole e poco uniforme, con le micro e piccole imprese che subiscono ancora il peso degli alti costi dei finanziamenti e della mancanza di una reale spinta alla crescita – dichiara Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – A fronte di Istituti di Credito sempre più versati all’attività finanziaria (i bilanci sempre più corposi danno loro ragione: c’è da riflettere sul fatto che questi crescano col progressivo atrofizzarsi dell’economia reale) le imprese artigiane sono sempre meno interessate ad investire. In fondo perché dovrebbero, visto il palese retrocedere dello Stato dal ruolo di garante, soprattutto in materia fiscale, come abbiamo visto col tira e molla sul bonus innovazione. Per non parlare del fatto che l’economia è così stagnante e la predazione fiscale così insensata da portare famiglie ed imprese a chiedere prestiti per pagare le tasse e far fronte al quotidiano più che per fare sviluppo”.
A pesare ulteriormente è il livello dei tassi applicati alle aziende piemontesi. Il TAE medio regionale si attesta infatti al 5,13%, superiore alla media italiana del 4,95%. La Calabria è la regione più penalizzata con il 6,81%, mentre l’Emilia-Romagna si conferma quella con il credito più conveniente, pari al 4,43%.
Guardando ai singoli comparti, il settore delle costruzioni è quello che sostiene il costo del denaro più elevato: in Piemonte il TAE raggiunge il 6,69%, contro una media nazionale del 6,04%. Più contenuti, ma comunque elevati, i tassi per le imprese dei servizi, ferme al 5,04%, mentre il manifatturiero esteso registra condizioni leggermente migliori con un tasso del 4,97%, pur restando sopra la media nazionale del comparto.
“Inutile parlare di innovazione e crescita – conclude Felici – quando il sistema creditizio è ingessato dai parametri di Basilea creati ad arte per allontanare il credito dall’economia reale. Lo Stato, posto che sia ancora in condizione di esplicare il suo ruolo di garanzia ed equilibrio, dovrebbe entrare in modo serio e attivo sul credito, non solo a supporto delle banche. La situazione rimane quindi delicata sia per gli imprenditori che hanno bisogno di credito per investire e crescere, sia per le famiglie che ricorrono ai finanziamenti per affrontare mutui e spese quotidiane”.
Si celebra anche attraverso l’arte, nel quattrocentesco “Duomo – Cattedrale di Santo Stefano” di Biella, la Santa Pasqua di Resurrezione
Da marzo a domenica 7 giugno, giornata del “Corpus Domini”
Biella
“Immagini di soglia”. Così sono state, a ragione, definite le opere del chioggiotto Riccardo Albiero, solo due, esposte nella maestosa solennità della quattrocentesca “Cattedrale di Santo Stefano” a Biella (fatta costruire dalla Comunità locale nel 1402, a seguito di un voto fatto alla Madonna di Oropa per la scampata pestilenza del 1399 e diventata “Cattedrale” nel 1772, con la titolazione della “Città della Lana” a sede vescovile) in quel tempo pasquale che tradizionalmente invita a riflettere sul passaggio “dalla notte alla luce”, “dalla morte alla vita”. Attraverso “immagini di soglia”che sono “preghiera muta” e “apparizione fugace”, per l’appunto. Solo due, si diceva, perfettamente inserite nel Progetto “Sia Luce”, promosso dalla “Parrocchia di Santo Stefano” (patrono di Biella), a cura di Irene Finiguerra per “BI-BOx – APS”, nell’ambito del Bando “CulturHUB” di Città e Cattedrali e della “Consulta Regionale per i Beni Ecclesiastici”. “The Silent Choir” (“Il suono del silenzio”, olio e acquerello su tela, di grandi dimensioni) e “A Sorrowful Charm” (“Un fascino doloroso”, olio su tavola), i titoli dei dipinti, entrambi datati 2025, entrambi espressione tecnicamente rigorosa di “un universo silenzioso e contemplativo dove la pittura si fa gesto spirituale, evocazione ed offerta”.
In tal senso, é da leggersi la pittura di fragile realismo, pur nella tecnica di perfetta definizione, di Riccardo Albiero. Figura ascetica, le braccia lungo i fianchi, una postura composta in silente, intima preghiera nel suo fisso osservarci quali amichevoli presenze cui chiedere gesti di comune devota condivisione, quella del giovane (autoritratto?) dallo sguardo profondo e penetrante di “The Silent Choir”. Alle sue spalle un “telo sospeso” (quasi sipario teatrale) in cui vediamo muoversi “ombre di colombe in volo” (simbolo eterno di pace cristiana e riconciliazione divina), riflesse in un gioco di smosso chiaro-scuro nell’ampia camicia chiusa ai polsi, fiori appena accennati nella delicatezza di morbide cromie e un “cardo” disegnato in basso a sinistra. Il volto del giovane “non descrive un’ identità definita–sottolinea Irene Finiguerra – ma una presenza interiore, come una figura che affiora come memoria dell’anima, come tracce di un mistero che non si lascia afferrare ma solo intuire”. E mistero, realtà simbolica è ancora il “cardo” che si ripete da “The Silent Choir” al più piccolo “Sorrowful Charm”, dove appare tenuto in mano forse dallo stesso giovane del precedente dipinto. Anche qui, non semplice grafica ornamentale di una comune “pianta” erbacea, ma, in ambito religioso, elevato simbolo associato al dolore, alla corona di spine e alla passione del Cristo, del Cristo che si fa uomo e assume su di sé la maledizione della Genesi per redimere l’umanità. Ancora Irene Finiguerra:“Queste opere parlano a chi crede, ma anche a chi è in ricerca. A chi riconosce nel tempo pasquale un mistero di fede e a chi, semplicemente, attraversa la Cattedrale in cerca di silenzio. Non chiedono appartenenza, ma disponibilità all’ascolto. In un tempo spesso segnato dal rumore e dalla fretta, invitano a sostare senza difese, a lasciarsi toccare da una luce che non impone risposte ma apre domande. Fino a giugno, nel tempo disteso che segue la Pasqua e conduce verso la pienezza della luce estiva, queste immagini continuano a parlare di vita che rinasce e di presenza che si fa discreta. Non proclamano, non spiegano: accompagnano. Sono come preghiere mute affidate alla pittura, offerte silenziose che chiedono soltanto di essere accolte”.
Preghiere. Preghiere che fanno volare alto sentimenti d’amore. E che, personalmente, mi sollecitano ricordi e domande su altre accorate musicali invocazioni:
“Ti guardo camminare in chiese così alte/Ti sento parlare e fai esplodere il mio cuore/Sento il …/Sento il coro silenzioso/
E tu, ti prendi cura di me?/E tu, pensi mai a me? …/
Invocazioni, interrogativi riportati in musica “stile – coldwave” nel brano “The Silent Choir” (stesso titolo del dipinto di Albiero) pubblicato nel 2018 dal duo musicale svizzero-britannico degli “Lebanon Hanover”. Puro caso? Mia casuale suggestione? O anche per Riccardo Albiero, fascinosa fonte d’ispirazione? In ogni caso, restano le motivazioni di un dolce incantesimo e “la connessione profonda tra anime solitarie – come si è scritto – che non hanno bisogno di parole per comprendersi”.
“Sia Luce”
Il Progetto mette al centro del suo interesse il complesso della “Cattedrale di Biella”, come fulcro della spiritualità della città e del suo territorio. Dall’ottobre del 2019, anno di nascita del progetto a oggi, sono state più di settanta le iniziative ospitate. “Sia Luce” è dunque un’occasione per approfondire la conoscenza della “Cattedrale” e di tutto il complesso di “architettura sacra” che si è sviluppato, su Piazza Duomo, nel corso dei secoli. Una periodica esposizione di opere d’arte contemporanee legate al tema del “sacro” consentono di integrare e far dialogare i beni artistici che la “Cattedrale” o il “Battistero” custodiscono con un linguaggio nuovo e accattivante.
Per info: tel. 392/5166749 o info.bibox@gmail.como www.bi-boxartspace.com
Gianni Milani
Nelle foto: Allestimento interno opere Riccardo Albiero; “The Silent Choir”; “A Sorrowful Charm”; Biella, Piazza Duomo (Ph. Davide Corona)
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Non è solo il fumo a fare male. Anche ciò che resta dopo una sigaretta, se abbandonato nell’ambiente, continua a produrre danni: rilascia sostanze chimiche, metalli pesanti e microplastiche, contamina suolo e acqua e può entrare nella catena alimentare. In occasione della Giornata mondiale senza tabacco, celebrata domani domenica 31 maggio per sensibilizzare sui danni del fumo alla salute umana, torna al centro anche l’impatto ambientale dei mozziconi di sigaretta, uno dei rifiuti più diffusi e sottovalutati nelle città, sulle spiagge, nei parchi e nei corsi d’acqua. Proprio per accendere i riflettori su questo problema, il 6 e 7 giugno Plastic Free Onlus promuoverà in tutta Italia una grande mobilitazione nazionale dedicata alla raccolta dei mozziconi, con migliaia di volontari attesi in piazze, spiagge, parchi e aree verdi. Il claim scelto è “Il pianeta non è un portacenere”. L’iniziativa, promossa dall’organizzazione di volontariato impegnata dal 2019 nel contrastare l’inquinamento da plastica, coinvolgerà cittadini, scuole, associazioni, aziende e amministrazioni comunali in centinaia di pulizie ambientali dedicate esclusivamente alla rimozione delle cicche disperse sul territorio. “La Giornata mondiale senza tabacco ci ricorda i danni enormi del fumo sulla salute delle persone, ma deve essere anche l’occasione per guardare a ciò che resta nell’ambiente dopo ogni sigaretta – dichiara Luca De Gaetano, fondatore e presidente di Plastic Free Onlus – Il mozzicone è un rifiuto piccolo solo nelle dimensioni, ma devastante per suolo, acqua, mare e biodiversità. Non scompare: rilascia chimica, si frammenta in microplastiche e può entrare nella catena alimentare. Per questo diciamo con forza che il pianeta non è un portacenere”. Molti cittadini ignorano, infatti, che i filtri delle sigarette non siano fatti di cotone, ma di acetato di cellulosa, una plastica sintetica che può impiegare oltre dieci anni per degradarsi, frammentandosi progressivamente in micro e nanoplastiche invisibili. Ogni anno nel mondo vengono dispersi circa 4,5 trilioni di mozziconi, mentre in Italia si consumano oltre 70 miliardi di sigarette l’anno. Una parte consistente dei filtri finisce su strade, marciapiedi, tombini, spiagge e corsi d’acqua. Un singolo mozzicone può contaminare fino a 500 litri d’acqua, rilasciando metalli pesanti e sostanze tossiche altamente dannose per gli ecosistemi acquatici. Nel solo 2025, Plastic Free ha organizzato in tutta Italia 147 appuntamenti dedicati esclusivamente alla raccolta dei mozziconi di sigaretta, coinvolgendo oltre 2.800 volontari e rimuovendo dall’ambiente più di 3.188 chilogrammi di cicche, equivalenti a circa 13 milioni di filtri dispersi sul territorio. Il problema non riguardi soltanto il decoro urbano, ma la salute complessiva degli ecosistemi. Attraverso tombini e reti fognarie, milioni di mozziconi finiscono nei fiumi e successivamente in mare, mettendo a rischio pesci, tartarughe, uccelli e l’intero equilibrio degli ambienti acquatici. “Il 6 e 7 giugno saremo in piazze, spiagge, parchi e aree verdi con una mobilitazione nazionale aperta a tutti – aggiunge De Gaetano –. Vogliamo coinvolgere cittadini, scuole, aziende, associazioni e amministrazioni comunali in un gesto semplice ma concreto: raccogliere ciò che inquina e, soprattutto, cambiare abitudini. Gettare una cicca a terra non è una distrazione: è un atto di inquinamento”. In questi anni, Plastic Free ha promosso anche l’adozione di misure concrete da parte delle amministrazioni locali, suggerendo l’installazione di smoking area attrezzate, posacenere urbani e bin dedicati alla raccolta dei mozziconi. Diversi Comuni hanno già raccolto l’invito, introducendo aree dedicate ai fumatori e strumenti per favorire il corretto conferimento delle cicche. Accanto a queste iniziative, si stanno diffondendo anche ordinanze comunali per il divieto di fumo sulle spiagge, provvedimenti che contribuiscono a tutelare il litorale, ridurre l’inquinamento e promuovere una fruizione più sostenibile degli arenili. “La politica dei divieti da sola non basta, ma può essere utile se accompagnata da informazione, prevenzione e alternative concrete – conclude De Gaetano –. Smoking area, posacenere dedicati o tascabili e ordinanze sulle spiagge dimostrano che cambiare abitudini è possibile. Ora serve un salto culturale: dobbiamo smettere di considerare normale vedere mozziconi ovunque”. Le iniziative del 6 e 7 giugno saranno aperte a cittadini, scuole, aziende, associazioni e amministrazioni comunali. L’elenco completo degli appuntamenti è disponibile sulla pagina Eventi del sito ufficiale di Plastic Free, dove sarà possibile scegliere l’evento più vicino e iscriversi gratuitamente per partecipare alla mobilitazione nazionale. |
POLITICA
Leggi l’articolo su L’identità:
Addio alle armi: l’Italia non sottoscrive il Piano Safe (per ora)
Il meglio della quinta edizione del concorso fotografico organizzato dal grande Roberto Bettini
Fino al 26 luglio
Bard (Aosta)
Un campione assoluto. La mano destra spalancata, ben in vista – a chiaro monito – le cinque dita. E un grido di vittoria che vola alto al cielo. Cristallizzato in una foto di straordinaria potenza emotiva, l’immagine ci riporta al quinto successo dello sloveno Tadej Pogačar (simbolo dell’annata 2025 del ciclismo mondiale) allo scorso “Giro di Lombardia”. La “Classica delle foglie morte”, partita da Como, si concludeva a Bergamo, sabato 11 ottobre di un anno fa. Lo scatto del milanese Gian Mattia D’Alberto è scatto davvero “da manuale” e, di certo, non poteva scegliersi immagine migliore quale simbolo della nuova edizione (la quinta come i successi per l’appunto di Pogačar nella “Classica” lombarda), della mostra fotografica “The Best of Cycling” che si terrà fino a domenica 26 luglio prossimo al sabaudo “Forte di Bard” ed inaugurata lo scorso sabato 2 maggio, alla vigilia della prossima edizione, numero 109, dell’atteso “Giro d’Italia” (partenza 8 maggio, da Nassebar-Bulgaria ed arrivo il 31 maggio, a Roma), che, anche quest’anno tornerà a solcare, nell’ambito delle sue 21 tappe, la Valle d’Aosta.
Nelle sale delle “Scuderie” del “Forte” troviamo oggi esposte, a cura di Federico Bona, giornalista eporediese che da anni lavora con l’organizzazione del “Giro d’Italia”, una sessantina di immagini selezionate fra quelle che hanno partecipato al “Concorso” (IX Edizione) organizzato da Roberto Bettini, il decano dei fotografi del ciclismo e cofondatore (insieme al figlio Luca, fedele seguace delle orme paterne) con la spagnola “Photo Games Sport Cycling” della “Sprint Cycling Agency”, seconda al mondo solo all’americana “Getty Images”.
Ogni anno, dal 2017, Roberto Bettini coinvolge i colleghi di tutto il mondo per realizzare una “Rassegna” di immagini (rigorosamente riferite alla precedente stagione) che raccontino gli eventi ciclistici degni di memoria; non solo i più importanti ma anche quelli di nicchia, i Grandi Giri e le piccole corse di paese, la strada, la pista e il fuoristrada, il ciclismo degli uomini, delle donne, dei bambini e delle bambine. La Giuria – formata da Lido Andreella (fotografo e organizzatore del Festival Internazionale di fotografia “Dia sotto le Stelle” e del “Busto Arsizio Photo Contest”), Enrico Della Casa, presidente dell’“Unione Ciclistica Europea”, Ornella Badery, presidente del “Forte di Bard”, Ettore Giovannelli, giornalista di “Rai Sport” e Davide Cassani, ex atleta e presidente di “Apt Emilia Romagna” – ha selezionato le migliori tra le oltre 150 foto pervenute in concorso.
Sul gradino più alto del “podio” è salita quest’anno una giovane fotografa italiana, la varesina Sara Cavallini, con uno scatto che, grazie alla tecnica del bianco e nero, rende ancora più suggestivo il panorama delle “Crete Senesi” attraversate dal gruppo durante le “Strade Bianche Women”, corsa in linea femminile che si svolge annualmente (dal 2015) in provincia di Siena. Il secondo posto è andato al belga Stijn Bastens, che è riuscito a catturare l’entusiasmo dei tifosi, birra in mano, mentre tifavano Matthieu van der Poel, l’“Olandese volante”. Il terzo posto è stato assegnato allo scatto dell’olandese Joris Knapen, realizzato durante una tappa del Giro d’Italia, tra gli “anfratti” di un portone. Gran genialata!
Una buona sessantina, s’è detto, gli scatti fotografici esposti. Tutti di notevole spessore e indubbia tecnica. Pur oltre il podio. Tra queste, quella relativa al folto “gruppone” di atleti in transito proprio sotto le mura ottocentesche del “Forte” valdostano – oggi “polo culturale d’eccellenza” nel cuore delle Alpi – durante la ventesima e penultima tappa (Verrés – Sestriere) dello scorso “Giro d’Italia”, tenutosi dal 9 maggio al 25 giugno 2025, 108^ edizione vinta dal britannico Simon Yates. Era sabato 31 maggio. Vincitore di tappa, l’australiano Chris Harper e autore di quella potente immagine, in magnifica contrapposizione alla potenza del “complesso fortificato” della Vallée, proprio quel Luca Bettini, ravennate e figlio di cotanto padre, già prima citato. Uno scatto realizzato esattamente al posto giusto e nel momento giusto. In un perfetto equilibrio di forme e contrasti visivi. Come solo a un grande “creativo” è dato fare. Del resto, che dire, se non “buon sangue non mente”. E ai Bettini, “great cycling photographers”, tutti gli onori!
Gianni Milani
“The Best of Cycling 2025”
Forte di Bard, via Vittorio Emanuele II, Bard (Aosta); tel. 0125/833811 o www.fortedibard.it
Fino al 26 luglio
Orari: mart. – ven. 10/18; sab. dom. e festivi 10/19
Nelle foto: Immagini di Gian Mattia D’Alberto, Sara Cavallini e Luca Bettini
Sauze d’Oulx torna capitale dell’enduro: il 6 e 7 giugno la terza tappa del circuito nazionale Superenduro MTB
Tutto pronto a Sauze d’Oulx per il ritorno nel panorama nazionale della mountain bike.
Sabato 6 e domenica 7 giugno le montagne dell’alta Valle di Susa ospiteranno la terza tappa del circuito nazionale Superenduro MTB, organizzata da Red Bike, uno degli appuntamenti più attesi della stagione, aperto sia alle bici tradizionali che alle e-bike.
Ma non solo la gara di Sauze d’Oulx, per la sola categoria MTB-Enduro (id. gara 178785), è Internazionale ed assegnerà punti preziosi per la qualificazione alle gare di Coppa del Mondo UCI.
Entriamo nel vivo del programma di questo intenso weekend a due ruote
Venerdì 5 giugno alle ore 14,30 apertura allestimento area paddock e track walk opzionale.
Si entra nel vivo sabato 6 giugno: dalle 8 alle 14 verifica tessere e dalle 8,30 alle 16 prove ufficiali del percorso. Al termine, alle ore 16,30 riunione tecnica e alle ore 17,30 Power Stage per e-MTB. In occasione della III tappa Superenduro a Sauze, sabato 6 giugno alle ore 19, si terrà la premiazione del circuito All Enduro 2025.
Domenica 7 giugno la gara. La partenza del primo concorrente è fissata per le ore 8,30. Nel pomeriggio, alle ore 17 circa, le premiazione di fine gara.
Gli organizzatori ricordano che le iscrizioni si chiudono giovedì 4 giugno.
Nella prima gara stagionale del 26 aprile a Pogno in provincia di Novara ha vinto la classifica assoluta Tommaso Calonaci che ha preceduto Francesco Olivetti Masiero e Davide Cappello.
Domenica 10 maggio a Castino in provincia di Cuneo, nella seconda gara stagionale la vittoria è andata a Tommaso Francardo che ha superato Davide Cappello e Andrea Colombo.
La tappa di Sauze d’Oulx diventa quindi decisiva ai fini delle classifiche in vista dell’ultima gara che si disputerà poi il 12 e 13 settembre a Santo Stefano d’Aveto in provincia di Genova.
L’Assessore al Turismo Davide Allemand che ha seguito tutto l’iter della gara fa il punto della situazione: “Chiaramente per noi è un onore poter nuovamente ospitare questa gara su un circuito storico. I nostri sentieri infatti hanno contribuito a far nascere e crescere la disciplina dell’enduro in quanto Sauze d’Oulx è località simbolo di questo sport sin dal 2008. Questa gara mancava da 6 anni e ringraziamo l’organizzazione di Red Bike per aver riportato in paese una manifestazione di questo livello. Per noi l’enduro è infatti uno degli asset strategici per lo sviluppo turistico estivo della nostra località. Il ritorno di una tappa nazionale così prestigiosa rappresenta un segnale forte, che premia il lavoro fatto in questi anni sulla rete sentieristica e sull’offerta bike. Sauze d’Oulx si conferma una destinazione dinamica, capace di coniugare sport, natura e accoglienza di qualità. Ricordo inoltre che a partire dalle ore 7 di venerdì 5 giugno e sino alla mezzanotte di domenica 7 giugno sarà in vigore l’ordinanza che stabilisce il divieto di sosta in piazza III Reggimento Alpini e nel piazzale sovrastante l’autorimessa interrata di viale Genevris”.
Mario Salvatore Castello (Lista Civica Cirio Presidente): «Sviluppo culturale ed economico assi di un rapporto con la zona Ovest di Torino che cresce ogni anno»
«Le aziende italiane possono essere partner strategici del Vietnam grazie alle loro competenze e alla loro tecnologia nella trasformazione verde e digitale»; così l’ambasciatrice del Vietnam in Italia, S.E. Nguyen Phuong Anh, durante un incontro a Pianezza con il Sindaco, Antonio Castello, Davide Nicco, Presidente del Consiglio regionale, e Mario Salvatore Castello (Lista Civica Cirio Presidente PML), Consigliere segretario dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale.
«L’incontro con l’ambasciatrice, S.E. Nguyen Phuong Anh offre un nuovo impulso alle già significative relazioni tra il nostro territorio e il Vietnam, in particolare per quanto riguarda la collaborazione con la Camera di Commercio vietnamita – commenta Mario Salvatore Castello -; tra il 3 e il 5 settembre prossimi, nel corso di un evento denominato Sourcing Vietnam, le aziende del Distretto industriale Torino ovest potranno incontrare 600 aziende vietnamite del mondo della subfornitura durante un evento dedicato a Saigon, intavolando al contempo relazioni importanti per l’esportazione di tecnologia digitale e green».
Chiude Mario Salvatore Castello: «Siamo fieri, come area Ovest della provincia di Torino, di offrire alle nostre aziende e al nostro territorio, e a tutto il Piemonte, opportunità così importanti di relazioni e sviluppo, particolarmente in una congiuntura evidentemente molto complicata a seguito delle problematiche internazionali: guardare a mercati e opportunità anche in terre lontane è sicuramente una prospettiva che può apportare grande contributo alle nostre imprese».
Si è tuffato nel fiume Sesia e non è riemerso. E da 24 ore vigili del fuoco, carabinieri e polizia stanno cercando un ragazzino di 11 anni di origini nordafricane, residente a Vercelli, studente della scuola media Gioberti. Lui e due amici avevano deciso di passare il pomeriggio sul fiume nel tratto tra il ponte ferroviario e quello di corso Novara.
La Procura di Torino ha avviato accertamenti sull’assegnazione dei lavori per il nuovo Parco della Salute, l’opera destinata a diventare il più importante cantiere cittadino dei prossimi anni. Il progetto, che prevede un investimento superiore al miliardo di euro, porterà alla realizzazione del nuovo polo ospedaliero chiamato a sostituire le strutture delle Molinette e del CTO. Nell’ambito dell’inchiesta, i magistrati hanno disposto una serie di perquisizioni affidate alla Guardia di Finanza, che ha acquisito documentazione e supporti informatici per ricostruire le fasi della procedura di gara e verificare eventuali irregolarità.
Al centro delle verifiche vi sarebbe un contatto avvenuto poco prima dell’aggiudicazione dell’appalto tra la stazione appaltante e il consorzio poi risultato vincitore. Secondo quanto emerge dagli accertamenti, alla società sarebbe stata comunicata un’informazione ritenuta particolarmente rilevante: il ritiro degli altri potenziali concorrenti dalla gara. Una circostanza che, se confermata, avrebbe consentito al consorzio di definire la propria offerta economica con un ribasso contenuto, ma comunque sufficiente per ottenere l’assegnazione dei lavori. Gli inquirenti intendono chiarire se, nella fase finale della procedura, il consorzio aggiudicatario abbia beneficiato di un trattamento di favore rispetto agli altri operatori coinvolti.