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Trenitalia, in Piemonte oltre 740 treni al giorno e più servizi per l’estate 

Torino, 15 giugno 2026 – Un’offerta più ampia per raggiungere località di vacanza, città d’arte e borghi, accompagnata da un piano di assistenza potenziato per garantire viaggi più agevoli durante i mesi estivi. È quanto mette in campo Trenitalia (Gruppo FS) per l’estate 2026, con circa 6.500 collegamenti quotidiani in tutta Italia e una rete di supporto rafforzata per assistere milioni di passeggeri negli spostamenti nazionali e internazionali.

L’iniziativa tiene conto anche dei numerosi interventi di ammodernamento e sviluppo della rete ferroviaria programmati nei prossimi mesi. Per questo motivo è stato predisposto un piano di assistenza dedicato, con un presidio costante nelle stazioni e canali informativi potenziati per fornire aggiornamenti tempestivi ai viaggiatori. Il programma prevede l’impiego di 150 addetti aggiuntivi e la disponibilità, nei fine settimana, di circa 80 autobus al giorno pronti a entrare in servizio in caso di necessità, anche nelle fasce orarie più delicate.

Frecce e Regionale: più collegamenti verso mare, montagna e città d’arte

L’offerta dell’Alta Velocità si amplia con oltre 130 mila posti disponibili ogni giorno e più di 150 destinazioni raggiungibili sull’intero territorio nazionale. Vengono incrementati i collegamenti verso Calabria, Puglia e costa adriatica, oltre a servizi dedicati ai flussi turistici del fine settimana.

Tra le novità figurano 28 Frecciarossa quotidiani che collegano Milano, Venezia, Torino e Bologna con la Riviera adriatica, ai quali si aggiungono ulteriori corse nei weekend tra Milano e Pescara e tra Bolzano e Pescara.

Si rafforza inoltre la rete di FrecciaLink, il servizio integrato treno più autobus che consente di raggiungere numerose località turistiche di mare, montagna e interesse culturale. Tra le destinazioni confermate rientrano anche i collegamenti con la Valle d’Aosta.

In Piemonte il servizio Regionale mantiene una presenza capillare con oltre 740 treni ogni giorno, garantendo collegamenti diffusi verso le principali mete turistiche, culturali e commerciali della regione e delle aree limitrofe.

Restano attivi i collegamenti verso le spiagge della Liguria e della Riviera romagnola. Per il Ponente ligure sono previsti 18 collegamenti aggiuntivi e circa 23 mila posti in più ogni fine settimana e nei giorni festivi. I treni consentiranno di raggiungere località come Spotorno, Finale Ligure, Pietra Ligure e Loano fino al 13 settembre.

Prosegue anche il servizio diretto tra Torino e la Riviera romagnola. In collaborazione con Trenitalia TPER, dal 14 giugno al 13 settembre, ogni sabato e domenica saranno effettuati quattro collegamenti senza cambi verso Rimini, Riccione, Misano Adriatico e Cattolica. Le fermate intermedie ad Asti, Alessandria e Bologna permetteranno inoltre l’interscambio con i servizi dell’Alta Velocità. L’orario è stato studiato per consentire l’arrivo in costa entro la tarda mattinata e il ritorno in Piemonte nella stessa giornata.

Treno e bus integrati per scoprire il Piemonte

L’offerta intermodale continua a rappresentare uno degli strumenti principali per raggiungere alcune delle mete più apprezzate della regione con un unico biglietto.

Grazie a ViaLattea Link, dalla stazione di Oulx sarà possibile raggiungere facilmente Sestriere, Cesana, Sauze d’Oulx e Claviere. Da Biella, invece, il collegamento dedicato consentirà di arrivare al Santuario di Oropa, importante luogo di culto alpino riconosciuto dall’UNESCO.

Da Avigliana saranno inoltre disponibili i collegamenti verso la Sacra di San Michele, simbolo del Piemonte e monumento millenario, oltre che verso i laghi di Avigliana. Attraverso Gavi Link, partendo dalle stazioni di Novi Ligure o Serravalle Scrivia, sarà possibile raggiungere il borgo medievale di Gavi, noto per la produzione del vino Cortese.

Confermati anche i servizi dedicati allo shopping, come Serravalle Designer Outlet Link e Mondovicino Outlet, che permettono di raggiungere i principali poli commerciali direttamente dalle stazioni ferroviarie.

Più treni per la montagna e nuovi collegamenti regionali

Per favorire il turismo estivo in quota, fino al 6 settembre sulla linea Torino-Bardonecchia saranno operativi due treni express con tempi di percorrenza ridotti. Uno partirà da Torino Porta Nuova alle 9.15 con arrivo a Bardonecchia alle 10.27, mentre il collegamento di ritorno lascerà Bardonecchia alle 17.35 per arrivare a Torino alle 18.45.

Nei giorni festivi, lungo la stessa linea, sarà attivata anche la fermata di Sant’Ambrogio, caratteristico borgo medievale all’ingresso della Valle di Susa e punto di partenza di numerosi percorsi naturalistici.

Dal 3 agosto al 12 settembre i due collegamenti che normalmente terminano la corsa a Salbertrand verranno prolungati fino a Bardonecchia, offrendo un ulteriore sostegno ai flussi turistici diretti verso le località montane.

Sempre in accordo con la Regione Piemonte, Regionale ha introdotto una nuova corsa feriale, escluso il sabato, sulla linea Asti-Acqui Terme con partenza alle 5.44 da Acqui Terme. Sulla tratta Alba-Asti alcuni treni feriali sono stati inoltre anticipati di cinque minuti per migliorare le coincidenze con i regionali veloci diretti a Milano Centrale.

I treni storici di Fondazione FS

Con l’estate riparte anche la stagione dei convogli storici promossi da Fondazione FS, pensati per valorizzare il patrimonio ferroviario e i territori attraversati.

Dopo il successo ottenuto nel 2025, le storiche carrozze anni Venti “Centoporte” torneranno a viaggiare lungo la celebre Ferrovia delle Meraviglie, il suggestivo percorso che unisce il Piemonte alla Liguria attraversando la Val Roya e il Parco del Mercantour. Le corse saranno effettuate tutte le domeniche dal 5 luglio al 6 settembre, con alcune eccezioni che vedranno la partenza il sabato, e collegheranno Torino a Imperia con fermate a Cuneo, Limone, Tende, Breil-sur-Roya, Ventimiglia e Sanremo.

L’offerta proseguirà poi in autunno con i collegamenti Milano-Alba in occasione della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco e con i viaggi turistici tra Torino e Canelli lungo la Ferrovia delle Langhe, del Roero e del Monferrato, attraverso i paesaggi riconosciuti patrimonio UNESCO.

Assistenza rafforzata e nuove soluzioni digitali

Per l’estate 2026 Trenitalia punta anche sul miglioramento dell’esperienza di viaggio. Sarà incrementata la presenza del personale nelle stazioni e verranno rafforzati i servizi di assistenza telefonica e digitale. Prevista inoltre una maggiore disponibilità di kit di ristoro e acqua per i passeggeri.

Tra le novità figura il servizio di “Digital Caring”, che consentirà ai viaggiatori, in caso di ritardi o inconvenienti, di modificare autonomamente e senza costi aggiuntivi il proprio itinerario direttamente dallo smartphone.

A bordo dei treni saranno inoltre disponibili oltre 250 mila QR Code “Trenitalia in viaggio con te”, attraverso i quali i passeggeri potranno accedere rapidamente a informazioni aggiornate sul viaggio, richiedere assistenza e consultare le procedure di rimborso e indennizzo. I clienti Frecciarossa avranno anche la possibilità di verificare la qualità della connessione, consultare i servizi di ristorazione e accedere ai contenuti di intrattenimento di FRECCIAPlay.

Monteu da Po apre il canale Whatsapp

 

L’Amministrazione Comunale di Monteu da Po informa la cittadinanza che è stato attivato il Canale WhatsApp ufficiale del Comune, un nuovo strumento di comunicazione istituzionale pensato per favorire una diffusione sempre più tempestiva, capillare ed efficace delle informazioni di interesse pubblico.

L’iniziativa, prevista nel programma della neoinsediata Amministrazione, si inserisce nel percorso di innovazione e digitalizzazione dei servizi comunali con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra istituzioni e cittadini, garantendo un accesso immediato alle comunicazioni ufficiali direttamente sul proprio smartphone.

Attraverso il Canale WhatsApp sarà possibile ricevere aggiornamenti riguardanti:

  • comunicazioni istituzionali e notizie dell’Amministrazione Comunale;
  • eventi, manifestazioni e iniziative promosse sul territorio;
  • avvisi di pubblica utilità;
  • allerte e informazioni relative a viabilità, condizioni meteorologiche, servizi comunali e situazioni di emergenza;
  • aggiornamenti tempestivi su attività e opportunità rivolte alla cittadinanza.

L’iscrizione al canale è gratuita, semplice e richiede pochi secondi. Inoltre, il servizio garantisce la massima tutela della privacy: gli iscritti non possono visualizzare numeri di telefono, nominativi o altri dati personali degli altri utenti aderenti al canale.

L’Amministrazione invita tutti i cittadini, le associazioni, gli operatori economici e le realtà del territorio a iscriversi e a contribuire alla diffusione di questo nuovo servizio, affinché l’informazione istituzionale possa raggiungere il maggior numero possibile di persone.

Più cittadini informati significa una comunità più connessa e partecipativa.

Per iscriversi al Canale WhatsApp ufficiale del Comune di Monteu da Po è sufficiente collegarsi al seguente link: https://whatsapp.com/channel/0029VbD9Vk26rsQmAilvwC2i

Una volta effettuata l’iscrizione, si raccomanda di attivare la funzione delle notifiche (campanella) per ricevere in tempo reale tutti gli aggiornamenti pubblicati.

Maggiori informazioni sono disponibili sul sito istituzionale del Comune di Monteu da Po in home page.

Otto condanne per i disordini in città durante il corteo per Ramy

Sono otto le condanne che hanno concluso a Torino il processo per gli incidenti in città avvenuti il 9 gennaio 2025. Allora si registrarono disordini  durante un corteo antagonista in favore di  Ramy Elgamy, il giovane morto a Milano alcune settimane prima a seguito di un inseguimento dei carabinieri. Le pene inflitte dai giudici vanno dai 16 ai 10 mesi di reclusione.

Regina Margherita: nuove strategie contro i sarcomi ossei pediatrici

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Nel midollo osseo non vivono solo le cellule staminali che danno origine al sangue. Accanto a loro esiste una popolazione meno conosciuta, ma preziosa per la ricerca: le cellule stromali mesenchimali, o CSM. Sono cellule di supporto, capaci di contribuire all’equilibrio del microambiente in cui le altre cellule crescono, comunicano e si specializzano. Possono essere considerate parte dell’impalcatura viva del midollo osseo: non producono direttamente le cellule del sangue, ma aiutano a creare le condizioni perché questo complesso ecosistema funzioni correttamente. Inoltre, sono cellule multipotenti, in grado di differenziarsi in diversi tipi cellulari, in particolare cellule dell’osso, della cartilagine e del tessuto adiposo.

Le CSM rilasciano piccolissime particelle biologiche, chiamate vescicole extracellulari, che funzionano come messaggeri tra cellule: trasportano molecole, veicolano segnali e possono interagire con tessuti anche distanti. Da questa caratteristica nasce un’idea innovativa: utilizzare le vescicole come navette biologiche per trasportare farmaci verso il tessuto tumorale. Caricate con chemioterapici, queste vescicole potrebbero aiutare a portare il trattamento più vicino al tumore e, in prospettiva, a ridurre il danno ai tessuti sani.

È su questa strategia che si focalizza il progetto sviluppato dall’Ospedale Infantile Regina Margherita dell’Azienda Ospedaliera OIRM – Sant’Anna, afferente alla struttura di Oncoematologia Pediatrica diretta da Franca Fagioli. Il progetto nasce dall’esperienza decennale del Laboratorio nello studio e nell’utilizzo delle CSM e ha l’obiettivo di valutare, in fase preclinica, l’efficacia e la sicurezza di microvescicole derivate da CSM e caricate con il farmaco doxorubicina per il trattamento dei sarcomi ossei pediatrici.

I sarcomi ossei pediatrici, tra cui l’osteosarcoma e il sarcoma di Ewing, sono tumori rari e aggressivi che colpiscono soprattutto bambini, adolescenti e giovani adulti. Le terapie oggi disponibili, basate su chirurgia, chemioterapia e radioterapia, hanno migliorato le possibilità di cura in molti pazienti. Tuttavia, nelle forme metastatiche, recidivanti o resistenti ai trattamenti, la prognosi resta ancora difficile. La sfida è quindi duplice: trovare strategie più efficaci contro il tumore e, allo stesso tempo, limitare gli effetti collaterali di farmaci molto potenti.

La doxorubicina è uno dei chemioterapici utilizzati nel trattamento dei sarcomi ossei pediatrici. È un farmaco efficace, ma il suo impiego può essere limitato da effetti collaterali importanti, legati al fatto che non colpisce esclusivamente le cellule tumorali. Può infatti danneggiare anche tessuti sani, con una tossicità sistemica che include, tra gli aspetti più rilevanti, il possibile danno cardiaco. Nei bambini e negli adolescenti questo tema è particolarmente delicato, perché ridurre gli effetti a lungo termine delle cure è parte integrante della qualità della guarigione.

Per questo motivo, la ricerca sta sviluppando sistemi di drug delivery, cioè strategie capaci di veicolare i farmaci in modo più mirato verso il tumore, cercando di preservarne l’efficacia e limitarne la tossicità. In questo progetto, le vescicole extracellulari vengono isolate dal secretoma delle CSM, cioè dall’insieme delle sostanze che queste cellule rilasciano nell’ambiente durante la coltura in laboratorio. Dopo essere state prodotte e caratterizzate, possono essere caricate con doxorubicina e studiate come possibili trasportatori del farmaco.

In altre parole, non si tratta di usare direttamente cellule vive come terapia, ma di sfruttare ciò che queste cellule producono: piccole vescicole che potrebbero comportarsi come corrieri biologici. Questo aspetto è importante anche dal punto di vista della sicurezza: lavorare con vescicole derivate dalle cellule, anziché con cellule vive, può rendere il prodotto più controllabile, standardizzabile e potenzialmente più adatto allo sviluppo regolatorio.

Il progetto si fonda su competenze già consolidate. Il Laboratorio Centro Trapianti Cellule Staminali e Terapia Cellulare ha una lunga esperienza nell’isolamento, espansione e caratterizzazione delle CSM. Inoltre, la presenza di una Cell Factory accreditata AIFA permette di lavorare secondo criteri compatibili con le Good Manufacturing Practice, le norme che regolano la produzione di medicinali destinati all’uso clinico. Nella ricerca biomedica, infatti, non basta che un’idea funzioni in laboratorio: deve poter essere riprodotta, controllata, tracciata e validata secondo standard rigorosi.

I risultati preliminari indicano una direzione promettente. In studi precedenti, il gruppo ha valutato il secretoma derivato da CSM caricate con un altro farmaco chemioterapico, il paclitaxel su linee cellulari di osteosarcoma, osservando un effetto citotossico significativo. Successivamente, la metodica è stata applicata alla doxorubicina: le vescicole caricate con il farmaco hanno mostrato attività su linee cellulari di osteosarcoma, con una riduzione importante della vitalità cellulare dopo 24 ore di trattamento. Il progetto prevede ora il passaggio successivo: la validazione in modelli preclinici in vivo, passaggio necessario per capire come il farmaco si comporta nell’uomo, se rimane nel tumore, se raggiunge organi sani, quale tossicità provoca e se l’effetto terapeutico è superiore rispetto alla doxorubicina libera. Per questo il progetto prevede studi in modelli murini di sarcoma osseo, con valutazione della biodistribuzione, della farmacocinetica, dell’efficacia terapeutica e della tossicità sistemica.

Se i risultati confermeranno efficacia e sicurezza, le vescicole extracellulari caricate con doxorubicina potrebbero rappresentare una nuova formulazione biologica per il trattamento dell’osteosarcoma e di altri sarcomi ossei ad alto rischio.

Il valore del progetto sta proprio in questo ponte tra laboratorio e cura. Da una parte ci sono la ricerca sulle cellule stromali mesenchimali, le loro vescicole e le tecnologie di drug delivery; dall’altra ci sono i bisogni concreti di bambini e adolescenti con tumori rari e difficili da trattare. In mezzo, c’è il lavoro quotidiano di ricercatori, clinici, biologi, tecnici e strutture sanitarie capaci di trasformare una domanda scientifica in un percorso verificabile.

Estate Ragazzi: centri estivi, un punto di riferimento per le famiglie torinesi

 

Sono pienamente operativi in tutte le Circoscrizioni di Torino i centri estivi di Estate Ragazzi, che anche quest’anno si confermano un servizio centrale per la città e un punto di riferimento per migliaia di famiglie torinesi durante il periodo di sospensione delle attività scolastiche.

Un sistema educativo diffuso e articolato, che insieme a Nidi d’Estate e Bimbi Estate costituisce l’offerta estiva della Città di Torino per bambini e bambine da 0 a 11 anni, pensata per garantire opportunità di socializzazione, apprendimento e benessere, oltre a supportare concretamente la conciliazione tra vita e lavoro delle famiglie.

Proprio per vedere da vicino lo svolgimento delle attività e incontrare i più piccoli, questa mattina il sindaco Stefano Lo Russo, insieme all’assessora alle Politiche educative e giovanili della Città di Torino Carlotta Salerno e al presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo Marco Gilli, ha visitato uno dei centri, quello di via San Marino, salutando le bambine e i bambini impegnati nei laboratori e nei momenti di gioco.

“Sarà un’estate ricca di esperienze educative, inclusive, ludiche non solo per fornire alle ragazze ed i ragazzi nuove opportunità di crescita durante la pausa scolastica, ma soprattutto per dare supporto alle famiglie nella delicata organizzazione estiva – ha affermato l’assessora Carlotta Salerno -. L’Estate Ragazzi continua, grazie anche al supporto della Fondazione Compagnia di San Paolo e Ufficio Pio, a offrire esperienze di socializzazione e scoperta, senza tralasciare le situazioni più fragili, prestando attenzione alle esigenze educative di tutte e tutti. Grazie alle scuole, agli enti gestori e a tutte le realtà che anno dopo anno confermano l’intenzione di fare dell’Estate Ragazzi un riferimento per bambine e bambini e per le loro famiglie”.

Nel 2026 il sistema di Estate Ragazzi si articola in 49 centri estivi distribuiti sul territorio cittadino, gestiti da 20 enti, con poco meno di 4.300 inscrizioni effettuate all’8 giugno. Tra questi, sono 477 i bambini con disabilità e oltre 2.500 quelli che beneficiano di agevolazioni legate all’ISEE, mentre le settimane complessivamente assegnate superano le 18mila. Numeri che restituiscono la dimensione e l’impatto di un servizio sempre più richiesto.

La proposta educativa, oltre alla programmazione settimanale, si arricchisce di percorsi tematici che spaziano dall’attività sportiva a quella artistico-creativa, fino ai laboratori linguistici e scientifico-tecnologici, offrendo ai partecipanti occasioni diversificate di apprendimento e scoperta.

Un’attenzione particolare è rivolta all’inclusione: quasi tutti i centri, 47 su 49, sono dotati di “Spazio Inclusione”, ambienti dedicati a favorire la partecipazione di tutti i bambini e le bambine. A questo si accompagna un importante investimento economico da parte della Città, con oltre 716mila euro destinati al sostegno alla disabilità, più di 537mila euro per l’integrazione delle fasce ISEE e oltre 54mila euro per i minori con esenzione.

Prosegue inoltre la collaborazione con AIESEC, che anche quest’anno porta nei centri estivi 50 volontari internazionali coinvolti nelle attività educative e nei giochi in lingua, contribuendo a rendere l’esperienza ancora più aperta e interculturale. Cresce anche l’offerta sportiva, con più che raddoppiati i posti disponibili nelle piscine comunali — oltre 2.400 ogni settimana — e nuove opportunità come la partecipazione di alcuni centri a un evento internazionale di golf alla Mandria.

Accanto a Estate Ragazzi, la Città offre anche i servizi per la fascia 0-6 anni. Per Nidi d’Estate, nel mese di luglio sono attivi 22 nidi comunali a gestione diretta e 16 in appalto, mentre ad agosto le sedi operative sono 5, una in più rispetto allo scorso anno. Per Bimbi Estate, le sedi aperte a luglio sono 31, mentre ad agosto è stata attivata un’ulteriore struttura per rispondere all’elevato numero di richieste.

Già nei mesi primaverili sono state oltre 3mila le domande complessive registrate per questi servizi, sostenuti da un investimento pari a 1,1 milioni di euro per i nidi e 1,5 milioni per le scuole dell’infanzia. In risposta alle alte temperature della scorsa estate, molte sedi sono state inoltre dotate di sistemi di climatizzazione con condizionatori portatili.

Un modello, quello dei servizi estivi cittadini, che continua a crescere e a consolidarsi, trasformando l’estate in un tempo di qualità, apprendimento e relazioni per migliaia di bambine e bambini torinesi.

TorinoClick

Blitz antidroga: spari, 18 chili tra hashish e cocaina, due arresti e sette denunce

Oltre 18 chili di stupefacenti sequestrati tra hashish e cocaina, due arresti e sette denunce. Questo è il bilancio del blitz antidroga condotto dai carabinieri di Ivrea. L’intervento, avvenuto la mattina del 10 giugno, ha visto l’impiego di oltre 70 militari.

L’operazione è scattata in seguito a un’inchiesta avviata dopo che, nelle aree di San Giusto Canavese e Caluso, erano stati esplosi colpi d’arma da fuoco con intento intimidatorio. I carabinieri hanno eseguito decreti di perquisizione firmati dalla Procura di Ivrea, che coordina le indagini, nei confronti di una rete di sospetti con base a San Giusto, Cuceglio, San Giorgio e Caluso.

I reati segnalati vanno dalla detenzione di stupefacenti al porto abusivo di armi, fino a minacce e danneggiamento aggravato. Durante le perquisizioni i carabinieri hanno intercettato a Cuceglio un 33enne di origine marocchina in possesso di 20 panetti di hashish (circa 2 kg) e di due confezioni di cocaina per un totale di 600 grammi. Invece, a San Giusto Canavese, 16 kg di hashish – suddivisi in ben 160 panetti – sono stati ritrovati nell’abitazione di un 42enne italiano. I due sono stati arrestati e scortati nel carcere di Ivrea; altre sette persone sono state denunciate a piede libero. Presso la casa di un 30enne italiano è anche stata trovata e sequestrata un’arma detenuta illegalmente.

L’azione è stata guidata dal Nucleo operativo e radiomobile di Ivrea, affiancato dalle Aliquote di primo intervento di Torino, dalle unità cinofile del Nucleo di Volpiano e dalla polizia locale di Strambino.

VI.G

Rosso Beethoven: la stagione estiva del Teatro Regio

Nella splendida cornice della sala da ballo di  Palazzo Reale è stata  presentata la nuova stagione estiva 2025-2026 del teatro Regio, alla presenza del sindaco di Torino Stefano Lo Russo, del Sovrintendente del teatro Mathieu Jouvin , del direttore artistico Cristiano Sandri e della Direttrice Generale dei Musei Reali di Torino, Paola d’Agostino.

Il Rosso, dopo aver attraversato la stagione 2025-2026  del teatro Regio come simbolo di passione, energia e destino, ora incontra Beethoven .

Saranno otto i concerti della stagione estiva, con quattro direttori e un unico grande protagonista. Dal 30 giugno al 22 luglio prossimo, nella corte d’Onore di Palazzo Reale, l’Orchestra del Teatro Regio proporrà un percorso di ascolto dedicato al grande compositore di Bonn in vista del bicentenario della sua scomparsa, che ricorrerà nel 2027. Si tratta di un itinerario che attraversa ribellione, tensione, audacia e luce, raccontando l’evoluzione creativa di un artista che ha trasformato per sempre il linguaggio musicale e la nostra modalità di ascolto.

Rosso Beethoven si realizza in virtù della collaborazione con i Musei Reali di Torino, con I quali il teatro Regio è lieto di proseguire la partnership avviata nell’estate del 2023.

Rosso Beethoven nasce dall’incontro tra due generazioni creative, da una parte il compositore che, fra i trenta e i quaranta anni, rivoluzionò il linguaggio musicale europeo con alcune delle sue opere più  celebri; dall’altra quattro direttori , che oggi  si confrontano con quella stessa eredità artistica, offrendo al pubblico prospettive nuove su un repertorio che continua a parlare al presente.

Il Teatro Regio rinnovato così il proprio impegno nella valorizzazione  delle nuove generazioni, affidando la stagione estiva ad Agata Zajac, Aram Khacheh, Alessandro Palumbo e Liubov Nosova.

Per Khacheh e Palumbo si tratta di un ritorno al teatro Regio . Il primo ha diretto “Pierino e il lupo” di Prokof’ev al Piccolo Regio  nel gennaio 2026. Il secondo ha collaborato in diverse nuove produzioni firmando nel 2023 l’orchestrazione di “Un mari à la porte” di Offenbach e dirigendo successivamente “Pierino e il lupo, The Tender Land” di Copland, presentata per la prima volta in Italia nella primavera del 2024 e “La traviata. La solitudine di una stella”, nel 2025.

Tutti i concerti avranno inizio alle ore 21, con la formula All inclusive Emozione Reale, grazie all’apertura straordinaria delle 19.30 si potrà visitare l’appartamento della Regina Elena a palazzo Reale, concedersi un passeggiata al fresco del Giardino Ducale  e godersi un aperitivo alla caffetteria Reale prima di assistere al concerto. In caso di annullamento il teatro ha previsto date di recupero per i concerti “Ribellione”(2/7), “Tensione” ( 9/7) e Luce (23/7).

Biglietteria

Vendita online e presso la biglietteria del Teatro Regio

Piazza Castello 215, Torino

Tel 0118815241/ 0118815242.

Orari: dal lunedì al sabato ore 11-19, domenica ore 10.30-15.30.

Nei giorni di concerto la biglietteria si sposta alzl Golden Box in piazzetta Reale a partire dalle 19.30

Biglietteria@ teatroregio.torino.it

Mara Martellotta
Foto TorinoClick

Filomena Nitti, la scienziata dimenticata dietro un Nobel

TORINO TRA LE RIGHE

Ci sono storie che la Storia racconta a metà. Storie in cui un nome rimane inciso nella memoria collettiva, mentre un altro, non meno importante, scivola lentamente nell’ombra. È il caso di Filomena Nitti e il Nobel negato, il libro della giornalista e scrittrice Carola Vai pubblicato da Rubbettino Editore.
Filomena Nitti fu una donna straordinaria. Ricercatrice, biochimica e pioniera della scienza italiana, visse un’esistenza intensa attraversando alcuni dei momenti più complessi del Novecento. Figlia di Francesco Saverio Nitti, presidente del Consiglio e convinto antifascista, conobbe l’esilio, la fuga e la ricostruzione. Ma soprattutto dedicò la propria vita alla ricerca scientifica, perseguendo con determinazione una carriera che, per una donna del suo tempo, rappresentava una sfida tutt’altro che scontata.
Il libro di Carola Vai restituisce finalmente voce a una figura rimasta troppo a lungo ai margini del racconto ufficiale. Coetanea di Rita Levi-Montalcini, Filomena condivise con la celebre scienziata torinese talento, determinazione e passione per la ricerca, ma il destino riservò loro una diversa visibilità. Se Rita conquistò il Premio Nobel per la Medicina nel 1986, Filomena vide invece attribuire il massimo riconoscimento scientifico al marito e collega Daniel Bovet, insignito del Nobel nel 1957.
Eppure, i due lavoravano fianco a fianco. Firmavano insieme gli studi, conducevano le stesse ricerche e condividevano successi e risultati. Il contributo di Filomena fu determinante nei lavori che portarono a importanti scoperte nel campo della farmacologia moderna. A lei, insieme al fratello Federico Nitti e allo stesso Bovet, si devono ricerche fondamentali che aprirono la strada agli antistaminici e a nuovi approcci terapeutici destinati a cambiare la medicina del Novecento.
Ma allora perché il Nobel arrivò soltanto a Daniel Bovet?
È la domanda che attraversa l’intero volume. A cercare una risposta è Carola Vai, giornalista e scrittrice piemontese, già firma di importanti testate nazionali come La StampaLa Gazzetta del Popolo e l’AGI. Autrice della biografia Rita Levi-Montalcini. Una donna libera, grazie alla collaborazione di Maria Luisa Nitti, nipote della scienziata, ricostruisce per la prima volta l’intera esistenza di Filomena, restituendole il posto che merita nella storia della ricerca italiana. Il suo non è soltanto un lavoro biografico, ma una riflessione sul ruolo delle donne nella scienza del Novecento e sui riconoscimenti spesso negati a chi lavorava nell’ombra.
La biografia racconta anche la dimensione più privata di Filomena: madre di tre figli, moglie, ricercatrice, donna capace di affrontare lutti dolorosissimi senza rinunciare alla propria dignità. Una figura complessa e moderna, lontana dagli stereotipi, che scelse di vivere pienamente tutti i ruoli che la vita le offrì.
Particolarmente interessante è il parallelo con Rita Levi-Montalcini, altra protagonista del Novecento italiano e figura profondamente legata a Torino. Due donne diversissime, due percorsi opposti, ma unite dalla stessa passione per la conoscenza e dalla volontà di superare i limiti imposti dal loro tempo. Da una parte la scienziata che scelse di dedicarsi esclusivamente alla ricerca, dall’altra una donna che riuscì a conciliare il lavoro scientifico con la famiglia, senza mai rinunciare alle proprie ambizioni.
Con una scrittura accurata e documentata, Carola Vai restituisce dignità a una protagonista dimenticata della ricerca scientifica italiana, riportandola al posto che merita nella memoria collettiva. Perché la storia della scienza non è fatta soltanto di premi e riconoscimenti, ma anche di donne che hanno contribuito in modo decisivo al progresso senza ricevere gli onori che spettavano loro.
Filomena Nitti e il Nobel negato è molto più di una biografia: è un atto di giustizia storica e un invito a guardare oltre le versioni ufficiali dei fatti. Perché dietro ogni grande scoperta non c’è sempre un solo nome, e la memoria, talvolta, ha bisogno di qualcuno che riporti alla luce ciò che il tempo ha lasciato nell’ombra.
MARZIA ESTINI

Jonathan Guaitamacchi, Gran Torino

Ci sono città che si osservano. E poi ci sono città che si respirano, si attraversano e, lentamente, finiscono per abitare dentro di noi.

È proprio da questo dialogo intimo con Torino che nasce Gran Torino, la nuova mostra personale di Jonathan Guaitamacchi, artista internazionale che, dopo aver vissuto e lavorato tra Londra, Milano e Cape Town, ha scelto il capoluogo piemontese come uno dei luoghi più significativi della propria maturazione umana e creativa.

La mostra raccoglie una trentina di opere inedite, realizzate appositamente per gli spazi della Galleria Biasutti & Biasutti e rappresenta molto più di una semplice indagine sul paesaggio urbano. È un viaggio dentro lanima della città, un racconto visivo che ne esplora la memoria, il carattere e le infinite stratificazioni.

Ma Gran Torino è anche il racconto di una scelta. Quella di un artista che, dopo anni trascorsi a Milano, città che gli ha offerto importanti opportunità professionali e culturali, ha sentito il bisogno di allontanarsi da una dimensione sempre più frenetica, dove spesso il valore dellarte rischia di misurarsi attraverso numeri, velocità e visibilità immediata.

La sua attenzione si è così rivolta a Torino. Una città diversa, più silenziosa e riflessiva, capace di custodire il proprio patrimonio culturale senza ostentarlo. Una città che continua a dialogare con la memoria, con lindustria, con il pensiero e con una straordinaria tradizione intellettuale. Un luogo nel quale larte può ancora essere vissuta come esperienza, ricerca e scoperta.

Lasciare il quartiere Isola di Milano per trasferire il proprio studio e la propria quotidianità a Torino non ha significato soltanto cambiare indirizzo. È stato un passaggio interiore, una trasformazione dello sguardo.

Qui Guaitamacchi ha trovato un tempo diverso, una diversa qualità dellascolto, una città capace di restituire profondità al gesto creativo.

Da questo incontro è nato un legame autentico. Torino non è diventata soltanto il soggetto delle sue opere, ma una presenza viva, una compagna di viaggio che ha alimentato nuove visioni e nuove prospettive artistiche. Nelle sue tele la città emerge così come un organismo complesso e pulsante, sospeso tra memoria e futuro, tra rigore e poesia, tra la forza della sua storia e la capacità di reinventarsi continuamente.

Attraverso grandi vedute dedicate allo skyline torinese e ai suoi simboli più riconoscibili , dalla Mole Antonelliana al Palazzo del Lavoro , Guaitamacchi costruisce una narrazione sospesa tra realtà e suggestione. Le sue immagini non si limitano a rappresentare luoghi: li trasformano in emozioni, in pensieri, in frammenti di una storia collettiva che appartiene a chiunque abbia vissuto, amato o semplicemente attraversato questa città.

Le architetture diventano presenze silenziose. Le strade si trasformano in percorsi della memoria. I quartieri emergono come organismi vivi, attraversati da una moltitudine invisibile di esistenze che si intrecciano, si sfiorano e si dissolvono nel tempo.

Nelle opere di Guaitamacchi il bianco e nero non è soltanto una scelta estetica: è un linguaggio. Elimina il superfluo per restituire lessenza. Ogni prospettiva inclinata, ogni orizzonte sospeso, ogni dettaglio urbano conduce lo sguardo oltre la semplice riconoscibilità dei luoghi, verso una dimensione più universale, dove la città diventa metafora della condizione umana.

Le sue vedute dallalto, quasi vertiginose, raccontano una Torino che va oltre la sua immagine più conosciuta. Una Torino fatta di energia silenziosa, di lavoro, di memoria e di futuro. Una città attraversata da infinite storie individuali che si fondono in un unico respiro collettivo.

Gran Torino diventa così il racconto di una rinascita reciproca: quella di una città che continua a sorprendere chi la sa osservare davvero e quella di un artista che, scegliendo di fermarsi ad ascoltarla, ha trovato nuove ragioni per guardare il mondo.

Perché nelle opere di Jonathan Guaitamacchi Torino non è soltanto una città da rappresentare. È una città da sentire. Un luogo dellanima che continua a parlare a chi è disposto a fermarsi, ad ascoltare e a lasciarsi attraversare dalla sua bellezza discreta e profonda.

Galleria d’Arte Biasutti & Biasutti
V. Alfonso Bonafous, 7/L,  Torino
tel.: 011/8173511

Monica Di Maria di Alleri Chiusano

La Regione punta sulla digitalizzazione delle imprese

La Giunta regionale del Piemonte ha approvato su proposta dell’assessore al Bilancio, Sviluppo delle Attività produttive e Internazionalizzazione Andrea Tronzano, la nuova misura “Voucher digitalizzazione PMI 2026”, con una dotazione finanziaria di 18 milioni di euro nell’ambito del Programma Regionale FESR 2021-2027.

L’intervento sostiene i progetti di digitalizzazione delle micro e piccole imprese piemontesi e dei professionisti, favorendo l’adozione di tecnologie innovative, l’acquisto di beni e servizi digitali, attività di consulenza specializzata e percorsi di formazione.

La misura si inserisce nella strategia regionale per rafforzare la competitività del sistema produttivo piemontese e accompagnare le imprese nei processi di innovazione e trasformazione digitale.

Con questo provvedimento mettiamo a disposizione del tessuto produttivo piemontese ulteriori 18 milioni di euro per sostenere investimenti concreti in innovazione e digitalizzazione. Il Piemonte continua a investire sulla competitività delle imprese, creando le condizioni perché anche le realtà più piccole possano accedere alle tecnologie necessarie per crescere, innovare e affrontare con maggiore forza le sfide dei mercati – dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore regionale alle Attività produttive Andrea Tronzano Le prime due edizioni del bando hanno registrato complessivamente 3.336 domande, un risultato che conferma la forte attenzione delle imprese piemontesi verso gli strumenti di innovazione e trasformazione digitale. Con questa nuova misura – aggiungono Cirio e Tronzano – rafforziamo un percorso già avviato e mettiamo a disposizione risorse importanti per accompagnare la crescita delle aziende, migliorare la produttività e favorire l’adozione di tecnologie sempre più avanzate. La digitalizzazione rappresenta oggi uno dei principali fattori di competitività e sviluppo del nostro sistema economico”.

Il bando sarà rivolto alle PMI iscritte al Registro Imprese delle Camere di commercio e ai professionisti. Le agevolazioni saranno concesse sotto forma di contributi a fondo perduto, con intensità variabile tra il 50% e il 70% delle spese ammissibili, in funzione della dimensione aziendale e delle caratteristiche dei progetti presentati.

La collaborazione con Unioncamere Piemonte rappresenta un valore aggiunto per questa iniziativa. Grazie all’esperienza maturata nella gestione dei bandi per le imprese e al cofinanziamento di 1,2 milioni di euro garantito dal sistema camerale – concludono Cirio e Tronzano – possiamo mettere a disposizione uno strumento ancora più efficace e vicino alle esigenze delle aziende piemontesi. L’apertura del bando è prevista a ottobre e consentirà a migliaia di imprese di programmare investimenti strategici in innovazione e digitalizzazione”