ilTorinese

Economia sociale, a Torino c’è ancora molto ma molto da fare

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L’INTERVENTO

Per chi ha scelto di non vivere solo per se stesso ma anche per la propria comunità ieri era una giornata speciale, la Giornata mondiale della Giustizia sociale. Così  ho seguito il Convegno internazionale organizzato dalla Camera di Commercio e da Torino social impact. Un convegno importante in anni in cui sono aumentate le diseguaglianze sociali . Un convegno molto partecipato  di quello che viene chiamato il terzo settore, con relatori  nazionali e internazionali. Perché è vero, il mercato non riduce le diseguaglianze e allora l’impegno del governo centrale agli Enti locali e’ quello di ideare, programmare, mettere in campo iniziative che puntino più sul sociale che sul profitto. Due annotazioni positive sono rappresentate dalla età media relativamente bassa dei partecipanti e dalla carica emotiva che traspariva anche dalla attenzione agli interventi. I risultati però sono ancora insufficienti perché sè vero che gli undici milioni di persone che in Europa operano nel campo sociale producono il 6% del PIL europeo mentre gli altri 199 milioni di lavoratori producono il 94% del PIL europeo, e altrettanto vero che negli ultimi vent’anni la bassa crescita economica ha aumentato le diseguaglianze in particolare a Torino al punto che le iniziative nel sociale in Piemonte valgono meno del 5% del PIL regionale.  D’altronde il disagio e le diseguaglianze in questi nani di bassa crescita a Torino sono cresciute.

Il divario tra le due Città di cui parlava Mons. Cesare Nosiglia nel 2012, in questi anni è ancora aumentato.
Secondo il CRESME Torino tra le 44 Aree Metropolitane europee con oltre un milione e mezzo di abitanti, e’ solo 41a mentre Napoli e 43a, Milano 23a e Lione 11a. Qui non ho capito l’ottimismo del Vice Sindaco dell’Area Metropolitana cui sono sfuggiti alcuni dati sociali pesanti. Se Torino è capitale della cassa integrazione questo vuol dire che 50-70.000 nuclei famigliari d anni vivono con un salario ridotto del 40%  Se il 45% dei torinesi non riesce a risparmiare vuol dire non sarebbero in grado di contare un spesa imprevista senza pensare ai tanti lavoratori precari. Sicuramente la metà della Città che stava male nel 2021 oggi sta peggio. Ecco perché Torino come gran parte del nostro Paese deve rilanciare la crescita della economia,  unico modo per creare i tanti buoni posti  di lavoro di cui c’è bisogno e aumentare le risorse per le politiche sociali. Ecco perche alcune politiche green europee come quella per il settore auto vanno rapidamente corrette . Ecco perché i ritardi nella costruzione delle infrastrutture green come la TAV sono pesanti e pesano soprattutto sulla speranza di futuro dei più deboli . Il genericismo non diminuisce le diseguaglianze. Se non si dichiara la malattia il medico non l può curare e Torino non vuole ammettere che le politiche di questi anni l’hanno impoverita. Così stamane non si è parlato né di politiche di sviluppo, né di TAV, né di correggere la politica europea dell’auto. Ma senza aumento della crescita economica sarà impossibile diminuire le diseguaglianze, malgrado il grande impegno del terzo settore Se nelle università italiane si studiasse ,come fanno nelle Università cinesi e giapponesi, i provvedimenti dei Governi DC e alleati nei primi 15 anni del secondo dopo guerra che ci diedero il Boom economico potrebbero capire che in quegli anni invece le diseguaglianze  diminuirono. Torino deve rilanciare il suo sviluppo ma per farlo occorre smetterla con l’ottimismo di maniera, guardare in faccia la realtà e dare maggiore attenzione alle difficoltà sociali particolarmente forti nei Quartieri svantaggiati mentre tutti continuano  scegliere di localizzare eventi e interventi nella zona centrale della Città. Ecco perché la periferia  deve partecipare di più al voto se vuol cambiare finalmente la qualità della Amministrazione cittadina.
Mino GIACHINO
Commissario UDC Torino

Musica da camera con l’Accademia Stefano Tempia  

Al teatro Vittoria, lunedì 23 febbraio, si terrà un concerto dedicato alla grande tradizione della musica da camera ottocentesca con il quintetto dell’Accademia Stefano Tempia, in coproduzione con il Conservatorio di Alessandria, con protagonisti al violino Nicola Bignami, alla viola Claudio Andriani, al violoncello Claudio Merlo, al contrabbasso Penelope Mitsikopoulos, e al pianoforte Francesco Pasqualotto. In apertura di concerto si ascolterà il “Gran Duo concertante” di Giovanni Bottesini, leggendario contrabbassista, compositore e direttore d’orchestra detto “il Paganini” del contrabbasso, in cui lo strumento dialoga con il violino in una modalità teatrale. Seguirà il Quintetto “La Trota” D.667 di Franz Schubert, capolavoro della musica da camera ispirato all’omonimo Lied. La freschezza melodica, l’accuratezza discorsiva e la raffinatezza formale trasformano un semplice tema cantabile in una costruzione cameristica luminosa.

Lunedì 23 febbraio, ore 21-teatro Vittoria – via Gramsci 4, Torino  – “Il sorriso del Romanticismo”

Biglietti: intero 15 euro – ridotto 10 euro (soci Tempia, under 30)

https://www.ticket.it/musica/evento/il-sorriso-del-romaticismo.aspx

info@stefanotempia.it

Mara Martellotta

Chieri riqualifica lo stadio Buozzi

Avviato un tavolo di confronto con l’associazione Duomo Chieri

per garantire la continuità sportiva

                                           

La Città di Chieri ha avviato il percorso finalizzato alla completa ristrutturazione dell’impianto sportivo sito in corso Buozzi, che ospita le partite del Duomo Chieri A.S.D. L’attuale convenzione scade il 30 giugno 2026 e l’Amministrazione comunale ha deciso di non procedere temporaneamente ad un nuovo bando, in modo tale da rendere “libera” la struttura e avviare un cantiere complesso, incompatibile con la presenza di atleti e pubblico ma indispensabile a causa della vetustà dell’attuale stadio. È già stato avviato un tavolo di confronto con l’associazione sportiva Duomo Chieri, attuale concessionaria dell’impianto, con l’obiettivo comune di individuare soluzioni che riducano al minimo i disagi. Nei prossimi mesi sarà definito il cronoprogramma e il quadro economico dell’intervento.

Spiega l’assessore allo Sport Flavio Gagliardi: «Si tratta di una scelta di responsabilità e di una chiara visione a lungo termine. Il campo Buozzi necessita di molto più di una semplice manutenzione. Abbiamo l’intenzione di investire risorse importanti per trasformarlo in un luogo dove allenarsi e giocare nella massima sicurezza e in un ambiente di qualità. Siamo consapevoli dei problemi che questo stop temporaneo potrà comportare, ma desideriamo rassicurare i fruitori dell’impianto: stiamo lavorando incessantemente per individuare e supportare soluzioni alternative che favoriscano la continuità sportiva».

Aggiungono il vice Sindaco e assessore al Bilancio Roberto Quattrocolo e l’assessora ai Lavori pubblici Daniela Sabena: «L’impianto Buozzi è uno storico punto di riferimento per il calcio chierese e sarà al centro di un percorso di completa riqualificazione strutturale. Si tratta di interventi invasivi e non più rimandabili, perché la priorità è dare alle ragazze e ai ragazzi una struttura moderna, efficiente e pienamente conforme ai più elevati standard di sicurezza. Una scelta peraltro obbligata, perché l’alternativa sarebbe solo quella della dismissione dell’impianto. E che conferma l’attenzione della nostra Amministrazione verso il mondo dello sport, come dimostrato dalla realizzazione della nuova pista di atletica allo Stadio De Paoli e del pavimento in parquet del PalaGialdo».

Commenta il Presidente del C.P. Duomo Chieri A.S.D. Paolo  Pirocca: «Siamo felici che la Città di Chieri abbia avviato il percorso per la completa ristrutturazione dell’impianto sportivo Buozzi e siamo consapevoli dell’assoluta necessità di urgenti lavori di ammodernamento a livello impiantistico e di sicurezza. Siamo altresì felici che sia stato avviato un percorso comune tra l’Amministrazione comunale e la nostra associazione, volto a garantire la continuità delle attività sportive anche durante questa fase di riqualificazione dell’impianto; l’obiettivo congiunto delle parti è di garantire la continuità delle attività sportive durante questa fase transitoria, grazie a soluzioni logistiche alternative concordate con l’Amministrazione».

Accademia delle Scienze, 40 anni di incontri

Torino, 19 Febbraio 2026 – Sei mercoledì, a cavallo tra marzo e maggio 2026, per capire dove stiamo andando. Dalle città che si reinventano attraverso i dati, ai calcolatori quantistici che stanno ridisegnando i confini del possibile: sono solo alcuni dei temi dei Mercoledì dell’Accademia, appuntamento che quest’anno celebra i suoi quarant’anni di attività e che tocca scienza, storia, politica e tecnologia, coinvolgendo studiosi  e divulgatori.

Terre rare, qubit, algoritmi e imperi: il mondo che cambia, spiegato bene

Si comincia il 4 marzo con l’incontro “Materie prime critiche, terre rare, consumo di energia, intelligenza artificiale: un quadro complesso”, con Pietro Terna (Accademia delle Scienze di Torino) e Gian Andrea Blengini (Università di Torino). Le terre rare sono ovunque, nei nostri smartphone, nelle auto elettriche e nei data center, eppure pochi sanno chi le controlla e perché questo conta così tanto. Sullo sfondo, una variabile che cambia tutto: la crescita esplosiva dell’intelligenza artificiale, con una domanda di energia e capacità di calcolo senza precedenti.

C’è anche spazio per un approfondimento storico su come i Romani vedevano le montagne, tra diffidenza e attrazione, che ci racconta molto su come cambia la percezione umana nei secoli. E poi gli algoritmi che plasmano ogni giorno le nostre scelte e i nostri desideri, fino alla grande domanda finale: che ne sarà dell’Europa e della democrazia in un ordine internazionale che scricchiola.

Gli incontri sono aperti a tutti e gratuiti, con inizio alle 18.30, in Sala Mappamondi.

Gli altri appuntamenti:

  • Mercoledì 18 marzo – Progettare con i dati. Il caso del PRG di Torino
    Relatori: Giovanni Durbiano (Accademia delle Scienze di Torino) e Rossano Schifanella (Università di Torino, ISI Foundation)

  • Mercoledì 25 marzo – Calcolatori quantistici (Quantum Computing): la nuova frontiera dell’informatica e dell’industria
    Relatori: Marco Genovese (Accademia delle Scienze di Torino) e Bartolomeo Montrucchio (Politecnico di Torino)

  • Mercoledì 22 aprile – Non solo Annibale: i Romani e le montagne
    Relatori: Silvia Giorcelli (Accademia delle Scienze di Torino), Ermanno Malaspina (Accademia delle Scienze di Torino), in dialogo con Silvia Rosa Brusin (giornalista)

  • Mercoledì 29 aprile – Effetto social: come i social media hanno riprogettato le nostre vite
    Relatrice: Gabriella Taddeo (Università di Torino)

  • Mercoledì 13 maggio – Contro gli imperi: l’ordine internazionale nel mondo post-americano e il futuro della democrazia europea
    Relatore: Vittorio Emanuele Parsi (Università Cattolica del Sacro Cuore)

Torino al City Vision 2026: la cybersecurity per la Città del futuro

 

“Muoversi verso il futuro”. Questo il tema trattato al tavolo di lavoro del City Vision 2026 che si è svolto oggi, al Food Policy Hub di Palazzo di Città, ad Andria, in Puglia.

L’obiettivo dell’incontro, di rilievo nazionale, è stato di valorizzare il tema del “muovere” in senso ampio: mobilità e accessibilità, ma anche la capacità dei territori di attivare trasformazioni intelligenti attraverso scelte di governo, innovazione, infrastrutture (fisiche e digitali), transizione energetica e collaborazione tra istituzioni, imprese, reti, comunità e cittadinanza attiva.

Torino, per le attività messe in campo in questi anni dall’Amministrazione e per i progetti sull’innovazione e la digitalizzazione, rientra a pieno titolo tra le Pubbliche amministrazioni che stanno gestendo con più continuità i processi di trasformazione intelligente.

A rappresentare la nostra Città l’Assessore alla Legalità, sicurezza e cybersecurity Marco Porcedda che ha partecipato con un intervento al tavolo di lavoro: «Quando parliamo di città del futuro pensiamo subito a tecnologie, sensori, piattaforme, intelligenza artificiale. Ma la verità è che nessuna città potrà dirsi davvero intelligente se non saprà custodire i propri dati. Perché oggi non esiste innovazione senza sicurezza – ha spiegato l’assessore Porcedda –. La cybersecurity non è più un tema tecnico. È una questione di postura culturale, di responsabilità politica e di governance. Significa decidere, come amministratori, di mettere la sicurezza al centro della nostra visione di sviluppo».

Oggi il tema, però, è anche un altro: come rendere la sicurezza un fattore abilitante della trasformazione digitale? L’assessore Porcedda ha messo in evidenza come siano due le risposte possibili: da una parte la responsabilità politica, stanziando risorse, definendo strategie e pretendendo standard e dall’altra un nuovo modello di governance.

«La Pubblica amministrazione – ha concluso l’assessore Porcedda – deve, come sta facendo Torino, creare un modello che integri IT, transizione digitale, sicurezza urbana e servizi ai cittadini. Un sistema che include la formazione delle persone, la gestione del rischio, la risposta agli incidenti e, soprattutto, la cultura. La cybersecurity, se ben governata, diventa un volano: accelera l’innovazione, aumenta la qualità dei servizi, rafforza il rapporto tra amministrazioni e cittadini. E Torino sta andando in questa direzione».

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Appuntamenti alla Biblioteca Civica di Chieri

Lunedì 23 febbraio prossimo, dalle 15 alle 18, l’appuntamento alla Biblioteca Civica di Chieri ha il titolo “Chiedi al commercialista”, un appuntamento con un professionista dell’ordine dei Commercialisti di Torino, che sarà a disposizione in presenza per fornire gratuitamente una consulenza di primo livello su temi fiscali e tributari  del terzo settore e societari. Sono esclusi i temi giusvaloristici, di controllo delle buste paga, contratti di lavoro , TFR.
Per usufruire del servizio occorre prenotarsi al numero 0119428400 oppure scrivendo alla Biblioteca di Chieri a biblioteca@comune.chieri.to.it o recandosi in biblioteca entro le 10.30 del giovedì precedente lo sportello.
All’atto della prenotazione sarà necessario indicare il proprio nominativo,  tematica da trattare e recapito per essere ricontattati. Ogni utente ha a disposizione circa trenta minuti con il professionista.

Sabato 28 febbraio prossimo alle 15 si terrà il secondo appuntamento del 2026 della rassegna  “La città di Carta”, dal titolo “A tutti i chieresi! Lettere dei Duchi di Savoia”
I sovrani del Piemonte nel Medio Evo si rivolgevano alle comunità locali con lettere, ordini, disposizioni di vario genere.  Ne restano  interessanti testimonianze  utili ad approfondire il rapporto tra il potere centrale e i poteri locali. Ogni appuntamento porta il pubblico alla scoperta di alcuni documenti legati a un tema programmato. L’iniziativa consente ai presenti di esaminare da vicino le carte, i disegni, le pergamene, i registri, con la guida dell’archivista che accompagna e illustra il tema servendosi dei documenti.

Ingresso libero senza prenotazione.

Sabato 28 febbraio dalle 9 alle 12, presso la Sala Roccati della Biblioteca Civica di Chieri, si terrà l’appuntamento periodico dal titolo “Giocando s’impara. Il gioco come stimolo educativo e invito alla lettura”. Bambini e bambine dai sette anni saranno accolti dai volontari dell’Associazione Ludichieri che trasformeranno il gioco in uno stimolo educativo e in un invito alla lettura.

Ingresso libero senza prenotazione.

Mara Martellotta

Marrone (FdI): “Tubercolosi al Neruda? Preoccupante”

“ANTAGONISTI LEGATI AD ASKATASUNA TENGONO IMMIGRATI IN PRECARIETÀ IGIENICA. SGOMBERO.”

“Da emergenza di ordine pubblico Askatasuna diventa emergenza sanitaria, continuando a tenere decine di immigrati in condizioni di sfruttamento e precarietà igienica, con l’intollerabile inerzia, se non accondiscendenza, delle politiche sociali del Comune di Torino, anche lì proprietario della palazzina occupata e quindi responsabile di cosa vi accade dentro.
Quell’occupazione va chiusa nell’interesse delle persone che vi abitano, per farle seguire dal welfare istituzionale e non dall’anti-Stato degli antagonisti, il cui presunto impegno sociale ci regala solo focolai di malattie contagiose” lo dichiara l’assessore regionale alle Politiche sociali Maurizio Marrone, dopo che l’Asl ha rilevato un nuovo focolaio all’interno del Neruda Occupato.

“L’ora del Vermut”, la terza edizione del Salone al Museo del Risorgimento

Ritorna ai “Natali”, per il suo 240° compleanno, il “Vermouth” di Torino

Sabato 21 e domenica 22 febbraio

“E come Parigi ha l’ora dell’assenzio, Torino ha l’ora del Vermut, l’ora in cui la sua faccia si colora e il suo sangue circola più rapido e più caldo”: parole davvero speciali (volte a ricordare tutta la “torinesità” del più nobile degli aperitivi) quelle datate 1911 (da “Speranze e glorie. Le tre capitali: Torino-Firenze-Roma”) a firma del celebre papà di “Cuore” (ligure di nascita ma piemontesissimo d’adozione) Edmondo De Amicis, fra i tanti estimatori, dal fine palato, di quel “Vermouth” (o “vermut”), vino aromatizzato e liquoroso “inventato” proprio a Torino nel lontano 1786, all’interno della bottega sita in piazza Castello dell’erborista Antonio Benedetto Carpano, miscelando del “Moscato” di Canelli con un infuso di erbe, principalmente “assenzio” o “artemisia maggiore”, in tedesco “Wermut”, per l’appunto. Invenzione geniale (sebbene vini aromatizzati esistessero già dai tempi degli antichi Greci e Romani) tanto che la liquoreria del “Carpano” diventò, in allora e per anni, luogo fra i più frequentati del capoluogo piemontese e meta ambita da tutta la nobiltà sabauda, in primis (e che pubblicità!) dalla stessa corte di Vittorio Amedeo III, cui quel “furbacchione” del Carpano fece subito recapitare a corte, da buon vicino di casa, una graditissima cassa del suo “Vermouth”. Da allora il successo della bevanda decollò resistendo nel tempo e a livello internazionale. Fra i grandi estimatori, mi piace ancora ricordare, mentre ne assapora il profumato aroma seduto al “solito suo tavolo” al “Cambio”, il ministro Camillo Benso di Cavour, affezionato soprattutto al celebre, “Punt e Mes”  o “Vermouth rosso con elisir di china”. Per arrivare, un bel po’ d’ anni dopo, al senatore Giovanni Agnelli che, si dice, amasse pasteggiare, anche lui, con un buon bicchiere di “Punt e Mes”, simboleggiato nel logo da quella “Sintesi 59”, scultura ideata da Armando Testa e donata nel 2015 alla “Città di Torino” per essere allocata nella piazza XVIII Dicembre, proprio davanti alla vecchia stazione di “Porta Susa”.

Quant’acqua da allora è passata sotto i ponti. 240 anni! Ancora ben portati, da “monsù Vermut”, dal 2017 registrato con l’“Indicazione Geografica – Vermut di Torino” e di certo anni degni d’essere ricordati, con tutti gli onori, nella terza edizione del “Salone del Vermouth”, ospitata per due giorni, sabato 21 e domenica 22 febbraio, nelle Sale del “Museo Nazionale del Risorgimento Italiano” (piazza Carlo Alberto, 8), visitabili durante il “Salone” con il percorso guidato “Un Museo, mille storie: il Risorgimento è servito!”Primo e unico appuntamento italiano dedicato a questa nostra “eccellenza” del buon bere – ideato e curato da Laura (Lalla) Carello, ideatrice di “MT Magazine”, con il patrocinio ed il sostegno di “Camera di Commercio”“Comune”“Regione” e “Turismo Torino e Provincia” – questa terza edizione del “Salone” vuole essere un grande “contenitore esperienziale e culturale”, capace di accogliere un folto numero di produttori, operatori del settore e pubblico per dare vita a un articolato “palinsesto di incontri”, “degustazioni” e “momenti di approfondimento”. Oltre 30 i produttori presenti, dai marchi storici alle realtà artigianali emergenti, riuniti per raccontare il “Vermouth” attraverso le sue diverse interpretazioni, dando vita a un dialogo unico tra le grandi eccellenze storiche del territorio e giovani produttori emergenti che stanno portando nuova linfa e creatività alla categoria. Basti pensare, come sottolineano Paolo Bongioanni e Claudia Porchietto, rispettivamente assessore regionale al “Commercio Agricoltura e Cibo” e sottosegretario alla “Presidenza” della “Regione”, che “a fronte della crisi che ha interessato altri prodotti alcoolici, il vermouth piemontese non segna il passo”. “Anzi – aggiungono – i numeri parlano di un vero e proprio boom: una produzione aumentata dal 2018 al 2024 da 2,4 a 6,8 milioni di bottiglie, un prezzo medio alla bottiglia passato dai 17,92 ai 25,20 euro e un fatturato salito da 32,6 ai 172,2 milioni di euro e realizzato per il 65% all’estero”. Cifre che giustificano le importanti novità di quest’anno: dalla “Giornata B2B esclusiva” riservata al “trade” (lunedì 23 gennaio) al “Fuori Salone” (dal 16 al 22 febbraio), un autentico “laboratorio del Vermouth a cielo aperto” che estenderà la manifestazione all’intera città, attraverso i migliori ristoranti subalpini.

Per ulteriori info sul programma nel dettaglio: www.salonedelvermouth.com

Gianni Milani

Nelle foto: Manifesto “Salone del Vermouth” e immagini di repertorio

Rifondazione: “Solidarietà ai giovani colpiti da misure cautelari”

Riceviamo e pubblichiamo

La campagna repressiva del Governo prosegue: il 19 febbraio 18 giovani del Coordinamento Torino per Gaza sono stati colpiti da misure cautelari per le mobilitazioni di “Blocchiamo Tutto” a sostegno del popolo palestinese e contro le politiche dello Stato di Israele.

Come Rifondazione Comunista – Federazione provinciale di Torino denunciamo un accanimento verso la nostra città, già segnata negli ultimi mesi da interventi contro giovani, anche minorenni. Il Governo guidato da Giorgia Meloni continua a rispondere al dissenso con misure repressive, restringendo spazi sociali e diritto di manifestare, mentre porta avanti riforme che mettono in discussione l’indipendenza della magistratura.

Esprimiamo forte preoccupazione per l’involuzione democratica del Paese e ribadiamo la necessità di continuare la mobilitazione, nelle piazze e nei territori, a partire dalla Manifestazione Regionale indetta dal Coordinamento Regionale per la Palestina per Sabato 14 Marzo, per la libertà di dissenso, contro la repressione e per una Palestina libera.

RIFONDAZIONE COMUNISTA
Federazione provinciale di Torino

Amici Miei compie 25 anni: nuova identità per la pizzeria che ha fatto scuola a Torino

Venticinque anni e una scelta chiara: cambiare tutto, tranne l’essenziale.

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Amici Miei, insegna storica di corso Vittorio Emanuele II 94/a, celebra il traguardo con un nuovo look e una nuova identità visiva. I muri parlano, ironizzano, cambiano idea. Lo spazio si rinnova, l’atmosfera evolve. Ma al centro resta lei: la pizza.

Quando a Torino la pizza era ancora “solo una pizza”, Amici Miei era già tra i primi a trattarla come un prodotto serio. Non gourmet, non costruita per stupire con effetti speciali. Pizza vera. Con il sapore di pizza.

Negli anni è stata anche tra i pionieri della versione senza glutine, proposta senza compromessi, con la stessa cura e dignità dell’impasto tradizionale. Nessuna pizza di serie B, allora come oggi.

A 25 anni dalla nascita, il locale rilancia con una novità interessante: si può scegliere tra impasto alla romana – croccantissimo –  o napoletana – morbidissimo. Due caratteri diversi, stessa attenzione alle materie prime e alla lavorazione. Ingredienti di prim’ordine, equilibrio, tecnica.

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Accanto alla pizza, una cucina gastronomica che sorprende per coerenza: fritti curati, insalate mai banali e uno stracotto che pochi si aspetterebbero in una pizzeria. Non un cambio di mestiere, ma un ampliamento naturale dell’offerta.

Il progetto porta la firma del fondatore Marco Bonomi, ingegnere di formazione, che nel 2000 ha dato vita a un’idea allora innovativa per Torino: la pizzeria come luogo di identità, non solo di consumo. Per il nuovo corso si è affiancato a Marco Rubiola per l’identità creativa e a Stefano Cerruti per la ridefinizione degli interni.

“Festeggiare 25 anni significa fermarsi un momento e guardare a quello che si è costruito, ma anche trovare il coraggio di rimettersi in gioco. In Amici Miei abbiamo scelto di rinnovare il modo di raccontarci e di accogliere le persone, continuando a fare quello che sappiamo fare meglio: una pizza curata, pensata e condivisa. È un cambiamento naturale, che nasce dal desiderio di restare fedeli a noi stessi, senza smettere di evolvere”, spiega Bonomi.

Fiore all’occhiello nei dessert restano le storiche e goduriose zeppole della Pasticceria Amici Miei di corso Vinzaglio 23, un altro indirizzo di casa Bonomi molto amato in città. E con la Festa del Papà alle porte — dove la zeppola è il dolce simbolo per eccellenza — un salto lì diventa quasi obbligato.

Il tutto in corso Vittorio Emanuele II, sempre più tra i portici più glamour di Torino, dove ristorazione e socialità stanno vivendo una nuova stagione.

Un anniversario che non celebra il passato con nostalgia, ma riafferma un principio semplice: la pizza non ha bisogno di aggettivi altisonanti.
Ha bisogno di essere fatta bene.

Chiara Vannini