ilTorinese

Trasferta pugliese per il nostro Salone del Libro

Nuova edizione a Bari di “Lungomare di Libri”, sesta puntata organizzata come sempre dal “Salone Internazionale del Libro” di Torino

Da venerdì 17 a domenica 19 luglio

Bari

Una grande “Libreria” a cielo aperto, affacciata sul mare. Sulla “strada costiera della città”, che si dice essere il “lungomare” più “lungo” d’Italia e d’Europa (inaugurato nel 1927, con oltre 15 chilometri di passeggiata e ben 197 lampioni in ghisa nera contati uno per uno) che unisce il “porto” alla “Bari vecchia” e alla spiaggia cittadina  dal bel nome di “Pane e Pomodoro”. Libri, tanti libri in bella mostra e poi incontri, dibattiti, presentazioni e convegni; il tutto seguendo “Le trame del mondo”, i quotidiani intrecci di storie, narrazioni, culture e geografie in continuo, perenne mutamento. “Le trame del mondo”: è questo, infatti, il “fil rouge” della sesta edizione di “Lungomare di libri”, Fiera dell’ “editoria indipendente” pugliese (30 gli “editori” regionali e 29 le “librerie” baresi coinvolte) , in programma a Bari, dal prossimo venerdì 17 a domenica 19 luglio.

Organizzata dal “Salone Internazionale del Libro” di Torino e promossa dalla “Città di Bari” con l’Associazione “I Presidi del Libro” ed il sostegno di “Regione Puglia”, la manifestazione (ispirata alla fortunata formula subalpina di “Portici di Carta”) intende porre al centro della tre giorni “l’idea del ‘libro’ come strumento essenziale – spiegano gli organizzatori – per orientarsi nella realtà, mappa indispensabile per decifrare il presente, attraverso l’intreccio di racconti, riflessioni, analisi e prospettive. ‘Librai’ ed ‘Editori’, indispensabili tessitori di storie, contribuiscono a rendere il ‘Festival’ un luogo di scoperta e condivisione, uno spazio vivo di incontro e confronto e, soprattutto, un presidio di ‘resistenza culturale’, dove il libro diventa un bene comune”.

Decisamente suggestivo ed emblematico anche il “visual” che introduce all’edizione 2026 e che, attraverso l’immagine di un “faro” che illumina il mondo, vuol farsi “metafora del viaggio”, richiamando direttamente il tema dell’edizione e la vocazione di “Lungomare di Libri” come “spazio di scoperta, dialogo e connessione”.

Nel capoluogo pugliese (la città più popolosa affacciata sull’Adriatico), l’evento si snoderà, come da tradizione, lungo la celebre “Muraglia sul mare” (via Venezia – l’antica via sopra le Mura che proteggeva la “città vecchia”) e nei “luoghi simbolo” della città, dove troveranno spazio librerie, case editrici e le aree dedicate agli appuntamenti : da Piazza del Ferrarese al Fortino Sant’Antonio, fino a Largo Vito Maurogiovanni, dall’ex Mercato del Pesce allo Spazio Murat, con la novità del “Teatro Margherita”. Diverse le tipologie di incontri. Dialoghi, presentazioni editoriali, reading, momenti di approfondimento, attività per bambine e bambini e consigli di lettura si alterneranno nell’arco di tre giorni, dal pomeriggio alla sera inoltrata, per proposte che traggono ispirazione non solo dal tema “Le trame del mondo”, ma anche dalle “più recenti novità editoriali” di saggistica e narrativa.

Fresca novità di quest’anno il progetto podcast “Marea. Storie di librerie a Bari”, realizzato in collaborazione con “Ticket to Read”, “podcast” italiano itinerante realizzato dal 2018 dall’autrice (conduttrice radiofonica e curatrice di eventi culturali) Margherita Schirmacher, che utilizza i “viaggi in camper” come “trait d’union” fra “libri e musica”. La prima stagione sarà composta da 26 episodi della durata di circa 15 minuti ciascuno: un viaggio tra le librerie di “Lungomare di libri”, alla scoperta delle particolarità che le contraddistinguono, tra storie, aneddoti e consigli di lettura. Le puntate saranno disponibili gratuitamente su “Spotify” e su tutte le piattaforme di streaming a partire dal mese di luglio.

Dopo il successo dell’anno scorso, “Il Post” (noto quotidiano “online” fondato nel 2010 da Luca Sofri) tornerà a “Lungomare”, con un incontro dedicato alla politica e alla società, quest’anno con Valerio Valentini, autore della newsletter “Montecit” e Nicola Ghittoni, conduttore di “Morning”, fra le rassegne stampa più seguite a livello nazionale.

Per ulteriori info e programma dettagliato: www.lungomarelibri.it o www.salonelibro.it o www.comune.bari.it

Gianni Milani

Nelle foto: immagini di repertorio e “visual” manifestazione

Ennesima rissa nel giardino Madre Teresa

INTERVENTO DEI CARABINIERI CON UNO O DUE ARRESTI

Ieri verso il tardo pomeriggio al Giardino Madre Teresa di Calcutta ennesima rissa con bastoni e bottiglie di vetro tirate come missili, sotto gli occhi dei residenti oramai rassegnati a queste violenze cruenti e spietate perpetrate con crudeltà e ferocia.
Sono intervenuti prontamente i carabinieri e dopo un inseguimento nel giardino hanno arrestato uno o due persone
Resta da vedere quali misure saranno adottate nei loro confronti, se saranno trattenuti in questura o se riceveranno solo un ammonimento. Questo episodio solleva preoccupazioni sulla sicurezza nel nostro Quartiere e sull’importanza di una seria progettazione a 360° da parte della Città.
In questo Giardino ogni giorno capita qualcosa di inaccettabile oramai da troppi anni.
Si invita la comunità a rimanere attenta e a segnalare qualsiasi comportamento sospetto alle autorità competenti, sennò poi ci dicono che tutto è migliorato in quanto non ci sono denunce
È tempo di rendere la vita difficile a chi commette questi reati e garantire maggiore sicurezza per tutti, bisogna controllare la loro identità, la regolarità della loro posizione, dove abitano e la validità dei contratti di affitto, oltre ad applicare il Daspo Urbano. Senza tutto questo si vanifica il grande lavoro delle FdO.

Patrizia Alessi

Capogruppo FdI Circoscrizione 7

L’estate nella Conca di Bardonecchia tra cultura, tradizioni, arte e folklore locale

A Melezet i fine settimana di Luglio diventano appuntamenti imperdibili

Per chi sceglie l’ Alta Val di Susa come luogo d’elezione per questa estate 2026, per chi intende trascorrervi un tempo, Bardonecchia e la sua Conca offre una programmazione estremamente interessante e varia che spazia tra proposte teatrali, musicali, sportive, enogastronomiche e tanto altro da scoprire e da vivere. Una stagione ricca di eventi, svago, divertimento ma anche un’occasione imperdibile alla riscoperta di un mondo  che affonda le sue radici nella tradizione popolare, nella ricchezza di una memoria storica da conoscere e tramandare, negli antichi mestieri da ritrovare, nella riscoperta della sacralità di luoghi dove la solidarietà del villaggio era basilare, dove il rispetto del territorio era profondamente radicato, dove le tradizioni devozionali erano fondate sulla partecipazione e sulla solidarietà. Un calendario di eventi quindi per questo tempo estivo, per questi fine settimana di Luglio, che parla ancora oggi l’antica lingua occitana che titola la rassegna “ Dran k’la sie tro tar “ della stagione di Melezet, quell’angolo di mondo stupendo, il punto più a nord – ovest del nostro Paese dove il tempo pare non aver ancora preso la rincorsa, dove l’amore per il territorio è ancora una realtà palpabile nel rispetto dei suoi elementi essenziali ieri come oggi, la pietra, il legno, le sue erbe, i suoi profumi, i suoi secoli, la sua storia, dove l’attenzione alle tradizioni è ancora viva ed è un valore aggiunto alla bellezza della natura.

Un mese quello di Luglio, decisamente intenso che ha preso le mosse Domenica 12, presso la sede dell’Assomont, dalla mostra fotografica a cura di Riccardo Topazio con l’esposizione delle attrezzature di montagna cui è seguita un’interessante conferenza dal titolo “ 1956 – 2026, una valle, quattro sci alpinisti, una storia “, 70 anni dalla prima traversata delle Alpi che unì Bonatti, Longo, Guy, Dematteis e Bardonecchia, dove nella Conca della Perla delle Alpi si parlava la lingua dell’ambiente alpino fatto di volontà di superare ostacoli e limiti, di traguardi ed anche di fatica estrema.

Per il fine settimana del 18 e 19 Luglio Melezet ospiterà una serie di eventi da non perdere, patrocinati dal Comune di Bardonecchia  e dalla Città Metropolitana di Torino, che orbitano attorno ad un appuntamento importante per la comunità locale e che si tramanda nel tempo, profondamente radicato nel cuore di chi quella terra la abita da generazioni ma anche semplicemente di chi la ama, tra musiche e folklore, mercatini enogastronomici e artigianali, mostre e dibattiti.  E’ l’antica festa dello Scapolaire che inizia con la funzione religiosa nella seicentesca Parrocchiale di S. Antonio Abate, uno scrigno di bellezza dove l’antica tradizione locale dell’intaglio ligneo trova la sua massima espressione nelle opere interne che si fanno arredi sacri per la decorazione degli altari con i famosi “grappoli del Melezet ”. Una giornata tra devozione e divertimento con il mercatino agricolo ed artigianale nei vicoli del borgo e degustazione di prodotti locali e vini valsusini, con l’assaggio delle famose Gofre su prenotazione, le cialde tipiche della tradizione alpina, momenti di rievocazioni con la presenza del  gruppo storico di Bardonecchia con i suoi antichi abiti tipici al suono della musica itinerante della tradizione popolare dei “ Parenaperde “. Non mancherà l’angolo del Patois, quello dei giochi antichi per grandi e piccoli, il famoso torneo di bocce quadrate e tanto altro tra cui la degustazione di vini tipici dell’Azienda Martina di Giaglione, su prenotazione . Da visitare il Museo di Arte religiosa alpina che ha trovato sede nell’ affascinante cappella della Madonna del Carmine cui è strettamente collegata la festa dello Scapolaire che ospita al suo interno la mostra “ L’Arte dei metalli preziosi “a cura dei volontari dell’Associazione Jonas.  Le origini di questa festa vanno ricercate nella devozione alla Madonna del Carmine e lo scapolaire veniva indossato dai membri della Confraternita ed era formato da quadrati in seta trattenuti da nastri da posizionare sul petto e sulle scapole.

Sempre nella mattinata di sabato 18 sarà possibile partecipare con il Maestro di arte bianca Andrea Perino, su prenotazione presso l’Ufficio del Turismo di Bardonecchia, ad un evento molto coinvolgente, il rito della panificazione collettiva che racchiude il senso più autentico della comunità quando il pane veniva prodotto in loco oltre a tutto il necessario per sopravvivere e la segale era l’oro di questi luoghi perché merce preziosa. Verrà quindi percorsa la storia di quello che è un gesto da riscoprire per comprendere il valore sociale che il pane racchiude, questo alimento essenziale per l’umanità intera anche inteso come veicolo culturale, nel recupero del valore dei grani locali che raccontano il legame diretto con il territorio.

Un fine settimana veramente ricchissimo di proposte che si concluderà Domenica 19 con uno spettacolo teatrale itinerante, “ Febbre d’alta quota “ dedicato al dottor Secondo Laura, fondatore dell’Ospedale torinese Regina Margherita per l’infanzia, cui verrà intitolata la piazza antistante la chiesa. La storia della sua vita si intreccia profondamente con l’Alta Valle dove venne inviato in servizio. Siamo  alla fine dell’Ottocento e per la comunità di Bardonecchia furono anni difficili per l’epidemia di febbre tifoide che la colpì duramente e che venne superata grazie anche a quel giovane medico, alle sue cure, alla sua dedizione. Lo spettacolo è scritto, diretto ed interpretato da Roberto Micali e Renato Sibille dell’Associazione ArTeMuDa.

Infine a conclusione degli appuntamenti del mese di Luglio, nella serata di sabato 25 nella suggestiva Parrocchiale di Melezet sarà la volta di un appuntamento canoro tra natura, musica e tradizione con il Coro Alpi Cozie Valsusa, nato dalla fusione di due formazioni corali già presenti negli anni Sessanta e formato da chi la Valle la conosce e la ama, uniti attraverso le tradizioni del territorio che raccontano con le loro voci.                                                                                                                               

 Patrizia Foresto

 

Per informazioni e prenotazioni:

Ufficio del Turismo di Bardonecchia

Palazzo delle Feste – Piazza Valle Stretta 4

0122 – 99032

Front Canavese, USIC: “Carabiniere travolto. Basta retorica, servono tutele reali e un contratto dignitoso”

 

“La Segreteria Regionale Piemonte e Valle d’Aosta dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri, esprime la massima vicinanza e la totale solidarietà al collega in servizio presso la Stazione Carabinieri di Rivara, investito volontariamente nella notte da un automobilista durante un posto di controllo a Front Canavese. Dopo aver travolto il militare, il conducente si è dato alla fuga. Grazie alla tempestiva e incisiva attività di polizia giudiziaria avviata dai Carabinieri sul territorio, il responsabile è stato rapidamente rintracciato. Si tratta di un soggetto già noto ai colleghi del Comando Arma CC di Rivara che è stato arrestato e sottoposto alla misura degli arresti domiciliari con le accuse di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Ancora una volta ci troviamo a commentare un episodio inaccettabile, nel quale un appartenente alle Forze dell’Ordine ha rischiato la vita mentre garantiva sicurezza e legalità sul territorio. Al collega ferito rivolgiamo i nostri più sinceri auguri di pronta guarigione. Qualora fosse interessato, USIC metterà a sua disposizione il proprio pool di avvocati, affinché possa ricevere assistenza e tutela legale in tutte le fasi necessarie.

Non possiamo però ignorare l’ennesimo cortocircuito: da una parte la politica e il Governo dichiarano vicinanza al personale del Comparto Sicurezza, dall’altra non vengono individuate le risorse necessarie per garantire un rinnovo contrattuale dignitoso a chi rischia ogni giorno la propria incolumità. Le pacche sulle spalle non bastano più. Servono tutele concrete, investimenti adeguati e un riconoscimento economico e professionale coerente con i rischi, le responsabilità e i sacrifici affrontati quotidianamente dalle donne e dagli uomini dell’Arma dei Carabinieri. Auspichiamo che le Istituzioni intervengano con fermezza, riconoscendo al personale in uniforme il rispetto e le garanzie che merita. Difendere chi garantisce la sicurezza dei cittadini deve tornare a essere una priorità reale e non soltanto dichiarata”. Così, in una nota, Leonardo Silvestri, Segretario Generale Regionale Piemonte e Valle d’Aosta dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri (USIC).

Toro, al via la nuova stagione: Abate guida la ripartenza da Pinzolo

Foto Claudio Benedetto 

Prende ufficialmente il via oggi, lunedì 13 luglio, la stagione 2026-2027 del Torino. Dopo i primi giorni di lavoro al Filadelfia, i granata hanno raggiunto Pinzolo, sede del ritiro estivo che accompagnerà la squadra fino al 25 luglio. Inizia così una nuova era sotto la guida di Ignazio Abate, chiamato a rilanciare le ambizioni del club dopo il cambio in panchina.

Il tecnico potrà iniziare a plasmare il suo Toro puntando su intensità, organizzazione e un’identità di gioco ben definita. Il gruppo lavorerà tra sedute atletiche, allenamenti tecnico-tattici e una serie di amichevoli utili per mettere minuti nelle gambe e testare i nuovi meccanismi.
Sul fronte mercato, la principale novità è rappresentata dall’arrivo dell’esterno offensivo Gaetano Oristanio, primo rinforzo ufficiale dell’estate granata. La società è inoltre al lavoro per regalare ad Abate altri innesti, soprattutto a centrocampo e in difesa, con l’obiettivo di consegnargli una rosa più competitiva prima dell’inizio del campionato.
L’entusiasmo dei tifosi accompagna questa ripartenza, alimentata dalla curiosità per il nuovo progetto tecnico e dalla voglia di vedere un Torino capace di alzare l’asticella. Le prossime settimane di ritiro saranno fondamentali per costruire la squadra che affronterà la stagione 2026-2027 con rinnovate ambizioni.

Enzo Grassano

È morto Paolo Fresco, guidò la Fiat negli anni della svolta internazionale

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Con la scomparsa di Paolo Fresco, avvenuta all’età di 93 anni, il mondo dell’industria perde uno dei manager italiani che hanno maggiormente contribuito a portare il sistema manifatturiero nazionale sulla scena globale. Tra il 1998 e il 2003 fu presidente della Fiat, chiamato a ricoprire l’incarico in una fase particolarmente delicata della storia del gruppo torinese.
Milanese di nascita e genovese d’adozione, Fresco costruì gran parte della propria carriera negli Stati Uniti. Dopo una lunga esperienza ai vertici della General Electric, dove ricoprì ruoli di primo piano, tornò in Italia su richiesta di Gianni Agnelli per assumere la guida della casa automobilistica del Lingotto, allora impegnata ad affrontare le profonde trasformazioni del mercato mondiale dell’auto.
Il suo mandato coincise con un periodo di importanti cambiamenti strategici. Tra le decisioni più rilevanti vi fu l’accordo siglato nel 2000 con General Motors, un’alleanza che nelle intenzioni avrebbe dovuto rafforzare la competitività internazionale della Fiat. L’operazione ebbe uno sviluppo diverso da quello immaginato inizialmente, ma le condizioni negoziate permisero negli anni successivi al gruppo torinese di ottenere un rilevante indennizzo economico quando la partnership venne sciolta.
Fresco rimase alla presidenza fino al 2003, accompagnando l’azienda in una fase complessa sotto il profilo industriale e finanziario. Il suo nome resta legato al tentativo di imprimere alla Fiat una visione sempre più internazionale, facendo leva sull’esperienza maturata nelle grandi multinazionali americane.
Alla notizia della sua morte sono arrivati numerosi messaggi di cordoglio dal mondo economico e imprenditoriale. Tra questi anche quello del presidente di Stellantis, John Elkann, che ha ricordato Fresco come «un grande italiano», sottolineando il contributo dato nel proiettare la Fiat verso una dimensione globale.

Comitato Salviamo gli Alberi di corso Belgio: “Ancora notizie false”

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Riceviamo e pubblichiamo

Corre un passaparola tra alcune testate giornalistiche, su alberi adulti “sradicati” in corso Belgio dopo la tempesta di sabato 11 luglio. Secondo alcune testate uno, secondo un’altra ben cinque.

Delle centinaia di interventi dei Vigili del Fuoco per rami spezzati in città, ancora una volta fa più sensazione scegliere una zona di conflitto e isolarla, e soprattutto dare notizie inattendibili. 

La verità è che, anche stavolta, da alcuni alberi di corso Belgio si sono staccati rami. Nessun fusto e nessun apparato radicale ha ceduto. Sarebbe potuto succedere, perché raffiche di vento sopra una certa velocità abbattono qualsiasi pianta, indipendentemente dal suo stato o età. 

Di sradicato risulta il palo del semaforo all’incrocio con corso Cadore, crollato come gli alberelli di recente messa a dimora in giro per la città (alleghiamo foto di via Filadelfia). 

Allo stesso tempo queste potature (e, ahinoi, capitozzature), avvenute come in altri anni fuori periodo corretto, non solo per la presenza di nidi ma anche per la biologia delle piante, hanno contribuito a indebolire queste ultime, esponendone improvvisamente parti al sole e soprattutto privandole degli strumenti per esercitare le loro funzioni vitali, le foglie.

Alcune cronache, sorvolando sulla veridicità dei fatti, preferiscono dare un “aiutino” al Comune di Torino, che risulta in difficoltà nel far accettare alla cittadinanza la sostituzione di alberate in modo indiscriminato. 

Una precisazione infine è doverosa: al contrario delle menzogne riportate da un articolo di un quotidiano del 12 luglio  – in corso Belgio il Comune non ha pianificato la rimozione di oltre 200 aceri ritenuti instabili dopo i nubifragi del 2023 e del 2024 ma – con un progetto del 2021 – ha deciso la rimozione dell’intera alberata (composta per la quasi totalità di alberi sani, come da documentazione ufficiale, ovvero le VTA) anche su suggerimento dei tecnici che volevano superare il “tabù” dell’abbattimento di un’intera alberata (e in attesa dei fondi per farlo da più di 20 anni non hanno sostituito gli alberi che abbatte in corso Belgio).

Raffiche di vento fortissime e pioggia possono – come è successo anche ieri in molte parti di Torino – far cadere qualsiasi albero. Che alcuni – politicanti e mezzi di comunicazione – continuino ad utilizzare questi accadimenti climatici in modo strumentale per omaggiare o sostenere il progetto del Comune, con affermazioni false, è veramente un comportamento infame. 

Ora che la delibera di iniziativa popolare che chiedeva di non abbattere alberi sani è stata praticamente bocciata, dobbiamo aspettarci che a ogni tempesta, invece di pensare a prendere misure contro il cambiamento climatico, si continui a pensare al progetto di corso Belgio, anacronistico, che va nella direzione opposta alla salvaguardia della vita e della salute?

Torino, 12 luglio 2026

Comitato Salviamo gli Alberi di corso Belgio salviamoglialbericb@gmail.com

Torino si prepara ad una esclusiva première del film Odissea

Torino si prepara ad una esclusiva première del film Odissea, definito da molti esperti di cinema come “la pellicola dell’anno 2026, in lizza per gli Oscar 2027”. Christopher Nolan, vincitore di ben due Oscar per Oppenheimer, torna al cinema in grande stile con un nuovo kolossal destinato a lasciare il segno, grazie alla storia epica di partenza – quella dell’Odissea – e alla presenza di un cast composto dai migliori attori del momento (Matt Damon – Ulisse; Anne Hathaway – Penelope; Charlize Theron – Calipso; Robert Pattinson – Antinoo; Tom Holland – Telemaco; Zendaya – Atena). Giovedì 16 luglio, alle ore 21, il Cinema Ideal Cityplex di Torino, in collaborazione con My Red Carpet – portale e webmagazine nazionale di informazione e critica dedicato al mondo dello spettacolo – presenta un evento immersivo che trasforma la usuale visione di una pellicola in un’esperienza da vivere e condividere. “Non sarà una semplice uscita cinematografica – racconta Luigi Boggio, esercente dell’Ideal Cityplex – perché il pubblico sarà accompagnato in un vero e proprio percorso ispirato al viaggio di Ulisse nel foyer del cinema. Fin dall’apertura del cinema, nel lontano 1939, la mia famiglia ha sempre creduto nel potere culturale e non solo ricreativo della proiezione cinematografica. In un mondo che sta cambiando e dove è sempre più consuetudine vedere un film a casa, vogliamo far comprendere che venire al cinema ha avuto ed avrà sempre una magia differente; non a caso, credendo in ciò, abbiamo deciso di installare nella sala 1, che rappresenta il nostro fiore all’occhiello, il sistema audio Dolby Atmos, che renderà l’esperienza di questo film ancora più immersiva. Vogliamo inoltre offrire al nostro pubblico un plus, un motivo per sceglierci e per rendere grande questa première, con una experience gratuita, inclusa nel prezzo del biglietto per la visione del film.” A partire dalle ore 20.00 appassionati e non potranno intraprendere il loro personale viaggio verso Itaca, grazie ad animazioni, esposizioni e dibattiti. Nel dettaglio, all’ingresso del cinema sarà allestita una mostra tematica dedicata alle tappe dell’Odissea con i character poster del film e dei personaggi e una maestosa photo opportunity scenografica ispirata alla storia di Ulisse. Un momento di attivazione collettiva con il corner dedicato alla Tela di Penelope, un gesto semplice che diventa memoria della comunità. Un’attrice vestirà i panni della moglie devota di Ulisse e accoglierà gli ospiti accanto ad un telaio ispirato al film, dove gli spettatori saranno invitati a lasciare un loro pensiero rispondendo a due domande importanti: “Chi aspetteresti per tutta una vita?” e “Chi vorresti ritrovare dopo tanto tempo?”. “Spazio ai ricordi, ai legami e alle emozioni – spiega Roberta Panetta, ideatrice di My Red Carpet – che nell’Odissea la fanno da padroni e sono cardine di tutta la trama. Come team tutto al femminile abbiamo in particolare pensato con affetto alla figura di Penelope e alla sua lunghissima attesa. Abbiamo voluto dare a questo personaggio il giusto palcoscenico, confrontandoci in maniera profonda con il pubblico, per comprendere se nel 2026 possa ancora esistere un sentimento che sfida il tempo e le avversità con tanto coraggio e dedizione.” Prima di entrare in sala ogni persona riceverà due gadgets ricordo con la mappa del viaggio di Ulisse e le frasi più iconiche del poema epico. Prima dell’inizio del film un ulteriore momento di approfondimento culturale con l’introduzione a cura della Dottoressa Francesca Papasergi, storica ed esperta dei poemi omerici.