L’elicottero Drago e il reparto sommozzatori giunti da Torino, oltre ai soccorsi su posto non sono riusciti a salvare un 32enne tuffatosi ieri da un pedalò nelle acque del lago di Viverone. Quella che sembrava una normale domenica estiva si è trasformata in una giornata tragica. La vittima era a bordo di un pedalò noleggiato insieme con due amici per un’escursione sul lago. Una volta tuffatosi l’uomo non è più riemerso. Il corpo è stato ritrovato dopo un’ora.
Un balcone affacciato su piazza San Carlo a Torino, da anni diventa tribuna civile. La signora Nelida, 83 anni, non è nuova a questo genere di iniziative. Dal suo attico che affaccia sul salotto buono della città ha già esposto striscioni con messaggi come “Viva il Papa”, “Viva la Costituzione” e “Viva Mattarella”, scegliendo di intervenire nel dibattito pubblico quando ritiene che le circostanze lo richiedano.
Ora è ricomparso proprio lo striscione dedicato al Presidente della Repubblica, alla luce della recente vicenda del gioielliere Roggero e della richiesta di grazia che ha riacceso il confronto politico e mediatico.
La Spagna conquista il Mondiale 2026 battendo l’Argentina per 1-0,gol di Fernando Torres ,al termine di una finale intensa, equilibrata e combattuta fino agli ultimi minuti. La Roja torna così sul tetto del mondo sedici anni dopo il trionfo del 2010, completando un percorso di altissimo livello nella rassegna iridata.
Si chiude così un’edizione storica della Coppa del Mondo, la prima con 48 nazionali partecipanti, un format che ha regalato un torneo lungo, ricco di sorprese e, a tratti, spettacolare. Non sono mancate le polemiche e le difficoltà organizzative, ma il livello tecnico delle fasi finali ha confermato il fascino della competizione.
Per la Spagna è la seconda Coppa del Mondo,una vittoria destinata a entrare nella storia, arrivata al termine di un cammino autorevole culminato con il successo sull’Argentina nell’ultimo atto del Mondiale 2026.
Enzo Grassano
Rimane in carcere Luigi Soffrano, di 51 anni, arrestato per l’omicidio di Antonio Greco, 79 anni. L’uomo è stato accoltellato a morte in strada a Collegno, la sera del 16 luglio, mentre il figlio Luciano, 52 anni, non autosufficiente è rimasto ferito. Il delitto era scaturito da un litigio dopo un attraversamento della strada, mentre Soffrano arrivava in auto. Soffrano, difeso dall’avvocata Cristina Maja, è comparso nelle scorse ore davanti alla giudice Ombretta Vanini e ha risposto alle domande dell’interrogatorio di garanzia. Il fermo per omicidio volontario aggravato dai futili motivi è stato convalidato e l’uomo rimarrà in carcere.
“NO AL CONSUMO DI SUOLO, SI’ AL FOTOVOLTAICO NEI TERRENI GIA’ COMPROMESSI”
“La sentenza n. 127/2026 della Corte Costituzionale mette finalmente la parola fine alla minaccia del fotovoltaico selvaggio sui terreni agricoli, confermando la piena legittimità dei divieti ai pannelli a terra. È una vittoria straordinaria che dà pienamente ragione alla linea politica di Fratelli d’Italia e del Ministro Lollobrigida: la transizione ecologica non può e non deve avvenire a spese della sovranità alimentare e della tutela del nostro paesaggio“. Lo dichiara Alessandra Binzoni, vice-capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale.
“Questa pronuncia della Consulta – spiega Binzoni – avvalora e dà ulteriore forza all’impronta fortemente conservativa e di tutela sia del lavoro agricolo che del paesaggio della legge regionale sulle aree idonee che approveremo nella prossima seduta a palazzo Lascaris“.
“Il Piemonte – incalza la vice-capogruppo di FdI – non sarà terra di conquista per operazioni speculative che danneggiano le nostre eccellenze agricole e alterano l’identità dei territori. L’energia solare si può e si deve sfruttare diversamente, ad esempio investendo su tetti, infrastrutture e aree già compromesse, o attuando sperimentazioni come quella del fotovoltaico tra i binari ferroviari, ma senza sottrarre un solo metro quadro alla produzione di cibo e al lavoro dei nostri agricoltori“.
“Siamo soddisfatti di questo traguardo che risponde in pieno alle storiche battaglie del mondo agricolo – conclude Binzoni. – Andiamo avanti a testa alta con regole chiare, rigorose e orientate a difendere il suolo piemontese da qualsiasi scriteriata operazione“.
Strappa collana a donna anziana: arrestato
Nell’antica capitale del “Marchesato”, l’estate di “Occit’amo Festival” porta due grandi appuntamenti
Mercoledì 22 e giovedì 23 luglio
Saluzzo (Cuneo)
Niente paura. Il nome potrebbe preoccupare. Ma è solo nome di “battaglia”. “Patagarri”, infatti, nient’altro è che un “omaggio umoristico” al celebre Trio comico milanese formato da “Aldo, Giovanni e Giacomo” preso in prestito dal loro famoso sketch teatrale de “Nico e i sardi”. Una sorta, dunque, di “slang” dialettale con cui si presentano al pubblico i sei componenti dell’attesa “irriverente” band milanese ospite, mercoledì prossimo 22 luglio (ore 21,30), dell’“Occit’amo Festival” (dedicato alle “Terre del Monviso” e alle “Valli Occitane”, promosso per tutta l’estate ed in primis dalla “Fondazione Amleto Bertoni”), presso “Il Quartiere” di piazza Montebello, a Saluzzo.
Grazie alla collaborazione con l’Associazione Culturale saluzzese “Ratatoj”, “I Patagarri”, scoperti a “X Factor 2024”, porteranno sul palco dell’“Ex Caserma Musso” tutto il loro “gipsy jazz” gioioso e coinvolgente, atto a creare “un contrasto tra la voglia di fuggire dalla quotidianità e la durezza della vita che si affronta per inseguire il proprio sogno musicale”. Il loro “cavallo di battaglia”, “Caravan”, contenuto all’interno di “X Factor Mixtape 2024”, è infatti considerato come un alto “grido di libertà”, un invito a prendere in mano con consapevole forza la propria vita “senza paura di vivere ai margini”, se necessario. “Il ‘caravan’ – affermano – rappresenta un rifugio, un simbolo di resistenza alla cultura dominante, ma anche un veicolo di speranza e di sogni che non vogliono essere rinnegati”. Come dire: la vera ricchezza non è il “dané”, ma la forza della “passione”, della “creatività” e della “voglia di vivere rifuggendo i compromessi”. Per intanto, il loro “tour” estivo sta confermandosi come successo straordinario, tanto da segnare anche l’ingresso ( da 5 a 6) di un nuovo elemento nella band: Nicholas Guandalini al basso. Anno di grazia, il 2025, quando “I Patagarri” prendono parte al “Concertone del Primo Maggio” a Roma. Data storica, il 23 maggio 2025, allorché pubblicano l’album di esordio “L’ultima ruota del Carovan” (Warner Music Italy) e, a sorpresa, salgono sul palco del “MI AMI Festival” a Milano, tra i più importanti appuntamenti italiani dedicati alla “musica indipendente”. Seguono i “tour estivi” sui palchi di tutta Italia (40 date nel 2025), mentre è ormai in piena corsa il “tour 2026”, partito con 7 date europee ad inizio marzo per poi proseguire lungo tutto lo “stivale”. Attesissimi (non mancate!) alla serata saluzzese di “Occit’amo”, mercoledì prossimo 22 luglio. Da dove, il viaggio prosegue!
Anche per “Occit’amo”.
Giovedì 23 luglio, alle 21, nuovo appuntamento, infatti, con “Olimpiadi tra guerra e pace”, lo spettacolo del noto storyteller, scrittore e telecronista sportivo milanese Federico Buffa, accompagnato al pianoforte da Alessandro Nidi, con una “riflessione sul potere simbolico dello sport come forma di riconciliazione”. Lo show, realizzato da Buffa con l’anconetano di Jesi Moris Gasparri (saggista tra sport, cultura e geopolitica, nonché Consigliere della “Divisione Calcio Femminile” della “Figc”) è una produzione di “International Music and Arts” ed è organizzato in collaborazione con “Borgate dal Vivo”. L’incontro, attraverso il racconto della storia delle “Olimpiadi”, nate come strumento di promozione della pace nel mondo, intende far emergere come esse spesso siano state influenzate e intrappolate, nei secoli (dalla fondazione a Parigi, passando per le guerre mondiali fino agli eventi più recenti) dalle tensioni e dai conflitti internazionali. Buffa non mancherà di far emergere il principio della “sacralità della competizione olimpica” ed il ruolo degli atleti come “ambasciatori di pace”. Tra questi, figure emblematiche come quelle di Pierre de Coubertin (pedagogo e storico francese, rifondatore dei “Giochi Olimpici” moderni nel 1894, creatore dei “Cinque Cerchi” simbolo di unione tra i cinque Continenti, nonché dei sei colori della bandiera – incluso lo sfondo bianco – presenti in tutte le bandiere del mondo), l’atleta etiope Abebe Bikila (vincitore della “maratona” alle “Olimpiadi” di Roma del 1960, correndo a piedi nudi), accanto agli eventi occorsi ai “Giochi di Tokio” del 1964, i primi a svolgersi in Asia, con la “fiamma olimpica” accesa da Yoshinori Sakai (giovane di Hiroshima nato il giorno stesso in cui la bomba atomica distrusse la città) e il dramma del maratoneta di casa Kokichi Tsuburaya suicida tre anni dopo, sopraffatto dal dolore per aver perso l’“argento” nella gara finale. Da parte di Buffa, alla luce di numerosi reali eventi, raccontati con competenza e forte empatia emozionale, non mancherà, dunque, la sollecitazione a riflettere sul significato profondo dello sport, “come strumento di speranza e cambiamento, pur consapevoli dei suoi limiti nel modificare la realtà che ci circonda”. E ben lo sappiamo, in un tempo come quello odierno, dove anche i valori più profondi dell’“Olimpismo decoubertiano” non ce la fanno a reggere e ad ostacolare le mire belliche dei “Grandi” padroni della Terra, assolutamente indifferenti al bene prezioso della fratellanza e della pace tra i popoli.
Gianni Milani
Nelle foto: “I Patagarri” (Ph. Simone Cecchetti); Federico Buffa
Riceviamo e pubblichiamo
Basta stress e turni massacranti! Basta morti sul lavoro!
Lunedì 20 luglio giornata di mobilitazione per le condizioni di autisti e autotrasportatori a Torino
Per questo invitiamo tutti gli autisti, lavoratori e solidali a partecipare al doppio appuntamento di lunedì:
👉 Ore 9 davanti all’Ispettorato del lavoro in via dell’Arcivescovado 9, con gli autisti degli appalti BRT, che continuano a soffrire discriminazioni, demansionamenti, cambi turni improvvisi e cambi appalti irregolari, nonostante la recente morte il 26 giugno sul piazzale del magazzino di Settimo Torinese di un loro collega
👉 Ore 11 davanti al Tribunale di Torino in corso Vittorio Emanuele II 130, per l’ultima udienza del processo contro l’azienda AF Logistics e il suo preposto, per il suicidio di un lavoratore camionista nel 2023 della piattaforma GS Carrefour di Rivalta, dove ancora oggi i camionisti vivono nel timore di addebiti di danni, comportamenti oppressivi, punti di carico e scarico pericolosi a fronte di salari invece inadeguati al costo della vita
Un nuovo ed inedito progetto fotografico al Forte di Bard. Mario Dondero. Inediti. L’archivio di un partigiano dell’umano è il titolo della mostra a cura di Claudio Composti in programma nelle sale delle Cantine del Forte di Bard dal 24 luglio al 18 ottobre 2026. L’esposizione rivela per la prima volta un corpus di fotografie inedite tratte dall’archivio di Mario Dondero (Genova 1928 – Fermo 2015), grande fotoreporter e testimone civile del Novecento. Scatti mai pubblicati né esposti, riscoperti dal curatore durante una visita all’archivio due anni fa, restituiscono al pubblico uno sguardo radicale, antiretorico e profondamente umano che ha attraversato mezzo secolo di Storia.
Un partigiano dell’umano
Mario Dondero non è stato soltanto un fotoreporter: è stato un testimone che ha scelto da che parte stare. Partigiano giovanissimo in Val d’Ossola, poi cronista militante nella stampa politica italiana del dopoguerra — da “Lavoro Nuovo” all’Avanti!, dall’Unità a “Le Ore” come cronista — e infine fotografo del mondo, Dondero ha sostituito la rotta nautica (da ragazzo sognava il mare) con una rotta etica, percorrendo l’Europa, l’Africa, l’America Latina, il Medio Oriente, l’Asia. Il suo sguardo nasceva da un amore profondo per l’essere umano: chi vive ai margini, chi attraversa la Storia senza scriverla, chi ne subisce le conseguenze più che governarne le forme. «Mi interesso a tutto quello che interviene nella nostra vita» diceva. Un operaio sudamericano o un rifugiato asiatico avevano per lui lo stesso peso di Sartre, Beckett, Giacometti o Pasolini, intellettuali e artisti amici che ritrasse con la stessa misura: nessuno mai in posa, il potere sempre disarmato, l’eroismo mai esibito.
Un archivio che torna a parlare
L’archivio di Mario Dondero — conservato in larga parte dalla Fototeca Provinciale di Fermo ad Altidona — è un patrimonio vastissimo e ancora in parte inesplorato: centinaia di migliaia di immagini tra negativi in bianco e nero, diapositive e stampe professionali, accompagnate da oltre duecento quaderni di appunti. Molte delle stampe vintage selezionate per questa mostra recano sul retro, annotazioni a penna o a matita: descrizioni dell’evento, titoli, date, firme. Documento fotografico e traccia letterari riflettono l’inseparabilità, per Dondero, tra scrittura e immagine, due forme complementari di testimonianza, come i suoi oltre duecento quaderni di appunti, pieni di frasi interrotte, osservazioni sul presente, brevi racconti di ciò che leggeva o di cui era testimone. «I fotografi di solito non scrivono e neppure parlano. Sono come i pesci, muti anch’essi nel vasto mare silente» annotava in uno di essi. Lui era l’eccezione: un fotografo che non smetteva mai di pensare per iscritto. Il curatore Claudio Composti ha selezionato e organizzato il materiale inedito in tre macro-sezioni tematiche: Memorie del presente — dedicata a manifestazioni e movimenti sociali collettivi; Sguardi politici — sui protagonisti della storia politica del Novecento; Verso il mondo — omaggio al quotidiano, ai gesti e alle vite degli ultimi, della gente semplice, incontrata in ogni angolo del pianeta. Un percorso che attraversa decenni e geografie ma rivela una linea coerente: la fotografia come scelta morale, come impossibilità di restare neutrali.
La fotografia come atto politico e umano
In un’epoca in cui la fotografia politica tendeva a costruire mitologie visive, Dondero compì un gesto controcorrente: riportare i protagonisti alla loro dimensione umana. Dal ritratto collettivo degli scrittori del Nouveau Roman davanti alle Éditions de Minuit (1959) — Robbe-Grillet, Sarraute, Butor, Beckett, Simon — alla Grecia dei Colonnelli, dalla Spagna franchista ai movimenti di liberazione africana, dal muro di Berlino alla Russia post-sovietica, il suo sguardo non cedette mai al sensazionalismo. «La fotografia è un’arma formidabile nella ricerca della verità» ripeteva, ma anche un’arma che può essere manipolata: per questo sentiva il mestiere come una responsabilità.
Il valore degli inediti e dell’archivio
Portare alla luce fotografie rimaste ai margini della circolazione pubblica non significa semplicemente aggiungere nuove immagini alla storia di Dondero: significa riattivare il loro potenziale di senso. Come scriveva Walter Benjamin, l’immagine non è mai soltanto ciò che mostra, ma ciò che accade quando viene guardata di nuovo in un altro tempo. L’archivio si rivela così uno spazio critico, un luogo in cui le fotografie continuano a produrre significato, riaprendo il dialogo tra immagine, memoria e storia. La recente attività di riordino promossa dalla Fototeca Provinciale di Fermo, grazie al direttore Pacifico D’Ercoli e all’ultima compagna di vita di Dondero, Laura Strappa, rappresenta non solo un intervento conservativo, ma un passaggio critico decisivo: l’istituzionalizzazione dell’archivio consente di riconsiderare l’opera nel quadro della storia europea del fotogiornalismo politico.
«Mi auguro che le mie fotografie, mosse dalla simpatia, colgano nel segno lo spirito dei luoghi e l’umanità intensa delle persone» scriveva Dondero. In questa frase è contenuta tutta la sua poetica. In un tempo che tende a trasformare tutto in icona e consumo visivo, i suoi inediti riaffermano la fotografia come tempo lento e come responsabilità: non semplice memoria visiva, ma esercizio critico. L’archivio politico di un partigiano dell’umano che continua a parlare di uomini agli uomini.
Orari
Da martedì a venerdì 10.00 / 18.00
Sabato, domenica e festivi 10.00 / 19.00
Lunedì chiuso
Tariffe*
Intero: 15,00 euro. Ridotto 12.00 (over 65, 19-25 anni)
*Includono altri due spazi espositivi a scelta.
Gratuità: possessori Abbonamento Musei Piemonte Valle d’Aosta e Abbonamento Musei Lombardia Valle d’Aosta; Membership Card Forte di Bard, minori di 18 anni.
Info
Associazione Forte di Bard
Bard. Valle d’Aosta
T. + 39 0125 833811 | info@fortedibard.it | fortedibard.it
Il territorio del Parco naturale del Monte San Giorgio di Piossasco, una delle aree protette che la legislazione regionale ha affidato alla Provincia prima e dal 2015 alla Città metropolitana di Torino, sarà ulteriormente tutelato e valorizzato dal progetto ARCA, finanziato dalla Regione Piemonte con fondi PR-FESR.
Vediamo nel dettaglio costi e azioni previsti dal progetto.
L’importo dei lavori previsti dal progetto ARCA per quanto riguarda il territorio di Piossasco ammonta a circa 65.000 euro, più circa 10.000 euro per attività di comunicazione. Vi sono inoltre alcune somme a disposizione fuori dal computo metrico: si tratta di circa 30.000 euro per supporto tecnico e indagini specialistiche. Il Comune cofinanzia il progetto con un contributo pari a 3.000 euro. Quando la Città metropolitana riceverà la determina regionale di approvazione del finanziamento la inoltrerà al Comune, affinché possa procedere ad assumere l’impegno a bilancio. È prevista la convocazione di una Conferenza dei Servizi per acquisire tutte le autorizzazioni richieste. Seguirà la progettazione esecutiva e quindi inizierà la fase di affidamento. I lavori saranno eseguiti presumibilmente nell’autunno 2027, per fare in modo che non interferiscano con i periodi riproduttivi – in particolare degli anfibi – e siano in generale compatibili con le esigenze ecologiche.
EX VASCA AIB
La “Vasca AIB”, realizzata grazie al progetto Corona Verde, non più utilizzata a scopo antincendio, verrà rimodellata e trasformata in una zona umida dall’aspetto il più possibile naturale. La profondità sarà ridotta da circa 3 ad 1 metro. Sarà riprofilato l’impluvio a monte, che convoglia l’acqua dalla bealera alla vasca, in modo da garantire un più efficace afflusso di acqua. È prevista la rimozione della recinzione esistente, ma l’accesso verrà parzialmente limitato con la messa a dimora di specie arbustive e la posa in opera su parte del perimetro di una staccionata in rete metallica elettrosaldata, per impedire l’accesso ai cinghiali. L’intervento è pensato per favorire la comunità di anfibi e pertanto si vuole rendere la vasca più naturale possibile, anche per quanto riguarda la fluttuazione stagionale del livello dell’acqua. In fase di progettazione esecutiva sarà possibile concordare nel dettaglio come procedere per garantire la sicurezza e la funzione didattica della vasca. A monte della vasca è previsto un piccolo bacino con una griglia: quindi i pesci non dovrebbero entrare nella vasca, ma essere deviati di nuovo alla bealera, nel percorso di deflusso. Si ridurrà in maniera significativa la pendenza delle sponde, per evitare che la terra posta sul telo bentonitico si accumuli sul fondo. Lo stagno passerà da circa 95 a circa 225 metri quadrati di superficie.
POZZE DEI MORTAI
Il secondo intervento riguarda le cosiddette “Pozze dei Mortai” sulle quali è previsto un rimodellamento leggero. La superficie attuale è di circa 30 metri quadrati. Si prevede di riprofilare l’area umida esistente e di realizzarne una nuova poco più grande, a breve distanza e in un terreno argilloso, anche in questo caso delimitata da una rete per impedire l’accesso ai cinghiali. L’aspetto delle pozze dovrà essere il più naturale possibile.
IL PERCORSO PER TUTTI
Sul sentiero che si sviluppa lungo la bealera, dall’area barbecue verso la regione Galli, dove sono già state realizzate alcune pedane in legno per ovviare ad alcuni ristagni dell’acqua, si prevede il rimodellamento del fondo del percorso per garantire la percorribilità a chi ha difficoltà motorie: è prevista inoltre la delimitazione con una corda-guida per ciechi e ipovedenti. La larghezza del passaggio verrà mantenuta per consentire il transito dei mezzi AIB e lungo il percorso verranno installate bacheche e leggii tattili a beneficio di una comunità inclusiva.
AREA UMIDA “EX INCAFER”
Nell’area umida “Ex Incafer”, in cui si verificano schianti di alberi e sono presenti materiali di accumulo sul fondo, l’intervento sarà finalizzato al miglioramento della biodiversità e non alla fruizione. Saranno infatti mantenute le condizioni di naturalità e verranno messe a dimora specie acquatiche e palustri. L’accessibilità necessaria per la manutenzione sarà resa possibile attraverso un piccolo sentiero.
BOSCO DELLE FATE
Gli interventi per favorire la biodiversità nel Bosco delle Fate prevedono la valorizzazione della necromassa presente e la totemizzazione di esemplari arborei morti in piedi, utile anche al fine di garantire la sicurezza dei numerosi fruitori dell’area. A terra saranno allestite alcune pile stones utili per gli insetti, i roditori e i piccoli mustelidi. In fase di progettazione esecutiva si valuterà come armonizzare le esigenze di tutela e incremento della biodiversità con quelle di protezione dagli incendi. Si intende anche apporre una cartellonistica per spiegare l’importanza della necromassa in un bosco, per sensibilizzare il pubblico sul tema e disporre di supporti illustrativi utili alle attività didattiche.
CONTENIMENTO DELLE SPECIE ESOTICHE INVASIVE E TUTELA DELLE SPECIE PROTETTE
È previsto il contenimento dell’Ailanto, albero esotico invasivo che si sta sviluppando nel tornante esterno della strada sterrata che porta al parcheggio dei Tiri e sulla vetta del Monte San Giorgio. All’interno del Vivaio Comunale, invece, si realizzerà un prato fiorito a favore degli impollinatori, che potrà essere sfalciato solo alla conclusione del processo di disseminazione. Sarà inoltre realizzata un’area di conservazione ex situ delle specie floristiche protette presenti nel Parco quali la Peonia officinalis, il Dictamnus albus e il Lilium bulbiferum, creando un piccolo vivaio che potrà consentire la produzione di nuovi esemplari da reintrodurre nelle stazioni di origine per aumentarne la consistenza. Nel salone pluriuso del vivaio si allestirà un percorso autoguidato, per accompagnare il pubblico alla scoperta del parco, della sua biodiversità, del suo valore ecologico. Le aree di intervento saranno concordate con il Comune in fase di progettazione esecutiva affinché siano compatibili con le esigenze di spazio dei centri estivi comunali.