Ottimo successo per le prime iniziative sabato 28
Ciaspolata, gara di scialpinismo, dimostrazione di telemark e inaugurazione della mostra
Sabato 28 febbraio ampia partecipazione di pubblico alle prime iniziative organizzate nel percorso di avvicinamento ai 130 anni della nascita dello sci in Val Sangone, che scoccheranno nel 2028.
Oltre 80 persone hanno partecipato alla ciaspolata organizzata da Valsangone Turismo e condotta da Stefania Merlo e altre due guide. Oltre 50 atleti hanno preso parte alla gara di scialpinismo, valevole come 5° memorial Tommy Dovis.
Suggestiva anche la dimostrazione dello sci “di un tempo”, il telemark, con il gruppo “Sauvage Noblesse” del Cai di Coazze, abbigliato con costumi d’epoca, composto da Gianni Giai, Aline Armando, Alfio Usseglio, Alberto Vinzoni, Massimo Costa e Alberto Biddoccu.
Presente all’evento anche Stefano Roccavilla, il Presidente dello Ski club Torino fondato proprio dal pioniere dello sci Adolfo Kind, che iniziò a sciare sulle nevi dell’Aquila.
Già dal pomeriggio in molti hanno visitato la mostra “Valsangone culla dello sci”, allestita presso il ristorante, trovando cenni storici e foto d’epoca sulle imprese di Kind e sul grande sviluppo della stazione sciistica tra gli anni’60 e ‘90. In questa seconda fase il protagonista fu Oscar Allais, figura determinante per lo sviluppo dell’Alpe Colombino, promotore degli impianti di risalita e protagonista del rilancio turistico e sportivo della montagna valsangonese negli anni in cui lo sci diventava patrimonio popolare. È stata l’occasione per inaugurare la targa a lui dedicata, alla presenza della figlia Milly, molto emozionata.
A causa del maltempo del pomeriggio, il percorso della gara di sci è stato accorciato e modificato. A tal proposito il Presidente Cai Coazze, Alberto Tizzani, spiega: “È stato fondamentale avere tantissimi volontari preparati che hanno saputo insieme a me prendere le giuste decisioni quando il cielo si è completamente chiuso. La visibilità era molto scarsa, per questo hanno ritracciato il percorso raddoppiando le fiaccole. Devo quindi ringraziare Soccorso Alpino, Croce rossa, Protezione civile, Aib, in tutto circa 60 volontari, tutti molto preparati”. La costanza è stata premiata, quando alle 19,05 il cielo si è aperto, vedere tutte le luci degli scialpinisti sulla cresta dell’Aquila è stata una bellissima emozione.
La classifica finale è questa: per gli uomini primo Emiliano Liberatori (con il tempo di 25 minuti 45 secondi dal piazzale al Pian delle Lese), secondo Alberto Topazio, terzo Eric Manfredi (primo della valle). Nelle donne, prima Chiara Musso, seconda Claudia Titolo e terza Elisa Tron. “Devo dire che anche gli atleti erano tutti di alto profilo, è stata una bella gara. Era dal 2018 che per carenza di neve e per altre ragioni non si svolgeva più, siamo molto contenti che ci sia anche un gruppo di giovani che l’ha fortemente voluta”, conclude Tizzani.
Ben 300 persone hanno partecipato alla cena finale, dimostrando l’interesse verso lo sport e la storia su questa montagna. Hanno collaborato alla riuscita della giornata, oltre agli enti già citati, il Cai Giaveno e il Gruppo Alpini Giaveno Valgioie. L’evento ha avuto il patrocinio della Regione Piemonte e della Città Metropolitana di Torino e dello Ski Club Torino.
“Sono molto soddisfatto della grande partecipazione – dichiara il Sindaco, Stefano Olocco – Con questa giornata avviamo ufficialmente il percorso di avvicinamento al 130° anniversario della nascita dello sci in Italia. La località di Pra Fieul e tutta la montagna dell’Aquila rappresenta un luogo simbolo per la storia dello sport e dell’alpinismo nazionale. Proprio da qui prende avvio un progetto ampio e articolato, volto a recuperare e valorizzare la memoria storica dello sci, insieme alle potenzialità turistiche, ambientali e sportive dell’area dell’Alpe Colombino, del Colletto del Forno e del Monte Aquila. Ringrazio il Consigliere Jacopo Manusia, delegato allo sport, con il quale si stanno pensando altre attività sportive per la valorizzazione del sito, così come molto importante sarà valorizzare le attività produttive”.
Aggiunge l’Assessore Antonella Grossi che ha curato lo studio della mostra insieme agli storici Guido Ostorero e Alfio Usseglio:“Vogliamo raccontare ciò che lo sci ha significato per il nostro territorio, valorizzando la storia, ma anche immaginando un futuro sostenibile per la montagna. Il rilancio dell’Aquila e la promozione turistica, storica e culturale sono una priorità strategica per questa Amministrazione. Il riscontro che abbiamo avuto con questo primo evento ci spinge a continuare con entusiasmo. Desidero ringraziare anche gli storici e quanti hanno collaborato alla raccolta del materiale per la mostra e l’Ufficio turistico che ha coordinato tutta l’iniziativa”.

La felicità si può imparare
Spopolano i corsi di psicologia positiva, qualsiasi cosa pur di essere felici.
Già da qualche tempo, soprattutto durante e dopo il periodo pandemico, si sono moltiplicati i corsi di psicologia positiva, una didattica che insegna la felicità o perlomeno propone una strada in discesa per raggiungerla utilizzando regole, suggerimenti precisi e anche la pratica. Non solo, quindi, teoria o ipotesi sul come spingersi versolo stato di grazia tanto ambito, ma una scienza vera e propria che si avvale di lezioni e compiti a casa. I numeri sono da capogiro. Un esempio? La psicologa Laurie Santos, insegnante a Yale ha 3,8 milioni di iscritti in tutto il mondo e il suo è corso più seguito in più di 300 anni di storia dell’Università; inoltre è stato creato un podcast – “Happiness Lab”- che conta più di 65 milioni di download. Il corso “Leadership and Happiness” dell’Università di Harvard, invece, esaurisce regolarmente i 180 posti a disposizione, per coloro che non riescono a partecipare in presenza le lezioni sono garantite online.
Sembra quindi che, anche se non si è nati con il dono della letizia, sia possibile impararla, sia concepibile acquisire nozioni su come conquistarla, su come essere felici.
Ma cosa è la psicologia positiva? Di cosa si occupa?
Il benessere personale e la qualità della vita sono l’obiettivo, il centro e l’oggetto di studio della “psicologia positiva”. Secondo Martin E. P. Seligman, lo psicologo statunitense a cui è riconosciuta la paternità di questa scienza, la psicologia deve dedicarsi anche agli aspetti positivi dell’esistenza umana: emozioni gradevoli, potenzialità, virtù e capacità dell’individuo. La qualità della vita è un tema sempre più all’attenzione della medicina, della sociologia e della psicologia in generale e gli aspetti ed avvenimenti positivi presenti nella nostra esistenza costituiscono una protezione per la salute fisica e mentale.
Sono diversi gli argomenti trattati durante questi corsi che mirano,innanzitutto, ad una inversione di tendenza, ad un deciso e consapevole cambiamento di alcune nostre abitudini e attitudini. In cima alla lista c’è la questione temporale, la nostra inclinazione a pensare troppo al futuro e fare riferimento al passato, principale produttore di sensi di colpa e rimpianti. Per perseguire la felicità e la serenità è necessario stare nel presente, collocarsi nel qui e ora, non spostare ne’ avanti ne’ indietro il nostro pensiero. Troppo spesso siamo tormentati da ciò abbiamo sbagliato, da cosa non è andato bene, dai nostri presunti fallimenti; la mente si concentra sui trascorsi, presumibilmente negativi, creando frustrazione e di certo non producendo, in tale modo, uno stato positivo. Allo stesso modo speculare sul futuro avvantaggiandosi eccessivamente sulle cose che dovremmo fare o che succederanno non ci permette di vivere pienamente la nostra vita attuale.
Un altro elemento importante su cui si concentrano le lezioni di felicità è la gratitudine, è importante essere riconoscenti per quello che si ha, fare una lista delle cose belle della nostra vita, sentirsi fortunati contrastando un’altra inclinazione molto frequente che è quella di lamentarsi, di pensare che si potrebbe avere di più magari utilizzando uno strumento, perlopiù frustrante, come quello della comparazione. Inseguire mete impossibili, avere modelli irraggiungibili, spesso poco reali, non fa bene. E’ costruttivo cercare di migliorare la nostra vita, tuttavia, essere grati per ciò che si ha è il primo passo verso la felicità.
I pensieri negativi, invece, vanno non scacciati ma limitati. Concedere spazio alle considerazioni ostili va bene, accettarle è necessario perché reprimerle avrebbe un effetto dannoso. Il suggerimento è quello di dedicargli un tempo fisso, anche giornaliero, per esempio 10 minuti al giorno, poi basta!
Infine ci sono gli altri, gli amici, la famiglia, le persone intorno a noi. Saper stare soli è determinante, e spesso necessario, ma la felicità va cercata anche nell’ insieme, in compagnia, socializzando, condividendo, ridendo insieme, giocando. La solitudine prolungata, l’isolamento e la non connessione con gli altri provoca tristezza e infelicità mentre l’amicizia, la vicinanza, gli altri possono procurare quella gioia che ci permette di affrontare le cose della vita con la sicurezza del supporto e, spesso, del mutuo soccorso . La cosa importante è ridurre le aspettative, non pretendere gesti o dimostrazioni, ma vivere le persone, stare semplicemente insieme a loro.
Sapere di poter essere felici, di poter migliorare il nostro stato d’animo dando spazio alla serenità è molto incoraggiante e innovativo. Scardinare quelle credenze secondo le quali si nasce con delle attitudini, con un carattere e una personalità seguendo la sola teoria dell’ineluttabilità, del non riparabile è possibile e anche doveroso, come lo è darsi la possibilità di stare bene, di superare quelle abitudini e attitudini mentali che ci fanno vivere uno stato di negatività e malcontento.
Maria La Barbera
ARCI in piazza: “No alla guerra”
“Fermiamo la guerra. Per la pace e il diritto dei popoli” è il presidio organizzato per domani, martedì 3 marzo, alle 18 in piazza Castello.
Arci Torino scende in piazza insieme a sindacati, associazioni, movimenti, cittadini, per chiedere al Governo, in ottemperanza all’articolo 11 della Costituzione, di farsi promotore della de-escalation militare e di mettersi subito all’opera per fermare la guerra in corso in Iran e nel Medio Oriente.
«Gli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele contro l’Iran non portano libertà: saranno causa di altre guerre, sofferenze e instabilità in quel territorio. Il prezzo di tutto questo ricadrà sui civili che, da anni, lottano per i diritti e la democrazia e che non hanno bisogno di missili stranieri sulla testa» sottolinea Daniele Mandarano, presidente di Arci Torino che ricorda come «le guerre nate per esportare la democrazia finiscano per rafforzare autoritarismi e repressione».
Il presidio torinese non chiede solamente che la politica e i governi scelgano la strada della pace: «Siamo in piazza anche per ribadire con chiarezza la nostra contrarietà al riarmo europeo. Non vogliamo un’Europa che investa miliardi in armamenti, mentre arretrano diritti e welfare – conclude Mandarano – La sicurezza non si costruisce con le armi ma con la giustizia sociale, la cooperazione e la solidarietà e il dialogo tra i popoli».
In vista del 3 agosto 2026, data a partire dalla quale la carta d’identità cartacea perderà validità indipendentemente dalla scadenza riportata sul documento, la Città di Torino ha avviato un piano straordinario per agevolare il passaggio alla Carta d’Identità Elettronica (CIE).
La misura si rende necessaria in applicazione del Regolamento europeo 2019/1157, che stabilisce che dal 3 agosto 2026 la carta d’identità cartacea non sarà più valida né come documento di riconoscimento sul territorio nazionale né per l’espatrio o la libera circolazione nei Paesi UE.
Per garantire una transizione ordinata, a partire da questa settimana, i circa 90mila residenti ancora in possesso di carta cartacea riceveranno una proposta di appuntamento presso gli uffici anagrafici, con calendario compreso tra l’11 aprile e il 1° agosto 2026.
Le comunicazioni saranno trasmesse tramite notifica sull’app IO; chi ha un indirizzo e-mail registrato negli archivi anagrafici riceverà inoltre l’avviso anche tramite posta elettronica. Le persone non raggiungibili con strumenti digitali riceveranno invece l’avviso tramite lettera cartacea.
La proposta di appuntamento dovrà essere confermata o modificata almeno 20 giorni prima della data indicata. In assenza di conferma, la prenotazione verrà automaticamente annullata per consentire l’accesso al servizio ad altri utenti. I cittadini e le cittadine in possesso di SPID potranno comunque consultare in anticipo la data dell’appuntamento accedendo all’area personale del sito della Città (https://serviziweb.comune.torino.it/area-personale).
Per far fronte all’incremento delle richieste previsto dalla nuova normativa, la Città ha previsto un programma di aperture straordinarie degli uffici dell’Anagrafe Centrale di via Giulio 22, aperti tutti i sabati, esclusivamente su appuntamento, dalle ore 8.30 alle 16.30.
In base al decreto-legge 19 febbraio 2026 n. 19, attualmente in fase di conversione in legge, le persone ultrasettantenni potranno ottenere una CIE con scadenza illimitata presentando richiesta a partire dal 30 luglio 2026. Gli uffici programmeranno comunque un appuntamento entro il 3 agosto 2026; chi non ha urgenze potrà riprogrammarlo successivamente per beneficiare della nuova disposizione.
Per ulteriori informazioni: https://www.comune.torino.it/novita/avvisi/sostituzione-delle-carte-didentita-cartacee-cie
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Vietato Morire: Storie di ‘ordinaria’ resistenza
A Pinerolo la seconda tappa della mostra promossa dal Centro Antiviolenza SvoltaDonna
Dal 4 al 28 marzo 2026, SvoltaDonna ODV Centro Antiviolenza porta a Pinerolo la seconda edizione della mostra fotografica itinerante “Vietato Morire – Storie di ‘ordinaria’ resistenza”, in collaborazione con il Comune di Pinerolo, che ospita l’esposizione presso la Galleria al primo piano del Palazzo Comunale. La mostra è stata finanziata nell’ambito del Progetto IRENE – In Rete per la prevenzione e il contrasto della discriminazione e della violenza contro le donne e le ragazze, sostenuto dal Ministero dell’Economia e delle Politiche Sociali.
Si tratta di un nuovo allestimento della mostra, già inaugurata a novembre 2025 presso il Polo del ’900, realizzato alla luce dell’importanza culturale e sociale dell’iniziativa e della grande partecipazione di pubblico riscontrata durante la prima edizione.
Il progetto fotografico, firmato da Renata Busettini e Max Ferrero, dà voce – attraverso diciassette ritratti in bianco e nero – a storie di donne che hanno attraversato la violenza e scelto di trasformare il dolore in consapevolezza, resistenza e rinascita.
Ogni fotografia è accompagnata dalla voce narrante dell’attrice Carla Carucci, fruibile tramite QR code, che permette ai visitatori di ascoltare le testimonianze autentiche delle protagoniste. Ne emerge un racconto corale e profondo, capace di restituire dignità, identità e libertà femminile, andando oltre la semplice esposizione visiva.
“Siamo particolarmente felici di portare la mostra a Pinerolo, città in cui ha sede il nostro Centro Antiviolenza e dove, ogni giorno, incontriamo la cittadinanza e le tante realtà del territorio che, come noi, sono impegnate nella tutela delle persone più fragili”, afferma Marina Airasca, Presidente di SvoltaDonna ODV. “Questa mostra trasmette un messaggio potentissimo: è un inno alla vita, al coraggio e alla possibilità di rinascere dopo la violenza, con nuova forza e consapevolezza. Le donne che si raccontano nelle fotografie sono come tutte noi: si trovano ad affrontare non solo relazioni caratterizzate dalla violenza, ma anche incidenti, malattie e lutti. Nel condividere la loro sofferenza, ci aiutano a comprendere che in ogni momento possiamo trasformare il nostro destino e diventare le vere protagoniste della nostra vita”.
“La scelta di ospitare la mostra all’interno del Palazzo Comunale di Pinerolo assume un valore simbolico particolarmente forte”, sottolinea Lia Bianco, Assessora all’istruzione del Comune di Pinerolo: “Qualsiasi azione, evento e iniziativa che possano contribuire a scuotere le coscienze e le sensibilità della cittadinanza è per noi necessaria. È questa consapevolezza a guidarci nelle scelte e nelle collaborazioni. Per questa ragione non abbiamo esitato a ospitare la mostra di SvoltaDonna anche nel Palazzo Comunale di Pinerolo: un’istituzione che, fisicamente e simbolicamente, si fa custode attraverso questa iniziativa di un messaggio potente, quale l’abbattimento di comportamenti discriminatori e violenti. Si entra in Municipio per accedere ai servizi, ma al contempo ci si arricchisce di contenuti che forniscono una narrazione importante sull’identità e la libertà femminile. Qualsiasi donna, passando nei corridoi, sa che l’Istituzione è dalla sua parte; qualsiasi uomo sa che tipo di Comunità vuole essere Pinerolo.”
La mostra, realizzata con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Pinerolo, rientra nelle attività di sensibilizzazione e contrasto alla violenza maschile contro le donne promosse da SvoltaDonna ODV, nell’ambito del Progetto IRENE – In Rete per la prevenzione e il contrasto della discriminazione e della violenza contro le donne e le ragazze. Hanno dato il loro patrocinio anche Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino, Comune di Torino, CRPO – Commissione Regionale Pari Opportunità, Università degli Studi di Torino con CIRSDe (Centro Interdisciplinare di Ricerche e Studi delle Donne e di Genere), Politecnico di Torino.
Mostra fotografica: ‘Vietato morire – Storie di ordinaria resistenza’
Palazzo Comunale – Galleria al I piano – Piazza Vittorio Veneto, Pinerolo, Torino
Dal 4 al 28 marzo 2026
Ingresso libero, lunedì-sabato, ore 8:00-20:00
Inaugurazione: mercoledì 4 marzo 2026, ore 17:30
Segue aperitivo.
SvoltaDonna ODV
Centro Antiviolenza iscritto all’Albo della Regione Piemonte, appartiene alla Rete nazionale D.i.Re (Donne in Rete contro la violenza) e fa parte del CCVD (Coordinamento Contro la Violenza sulle Donne) dell’area metropolitana di Torino. L’Associazione opera a sostegno delle donne che subiscono violenza, attraverso la promozione di percorsi personalizzati di riconoscimento, consapevolizzazione e uscita dalla violenza, compresa l’accoglienza in emergenza in strutture protette per le donne e i loro figli e figlie minori.
La sua sede legale e operativa è a Pinerolo, ma il suo territorio di competenza è vasto e garantisce la copertura nelle zone pedemontane della Val Chisone, Val Germanasca, Val Noce e Val Pellice, nei Comuni di Orbassano e Rivoli, e nell’area metropolitana di Torino nel suo complesso.
Il Centro è anche promotore di attività di informazione e sensibilizzazione sulla parità di genere destinate a scuole, aziende e territorio.
Max Ferrero
Giornalista dal 1987, ha pubblicato su tutte le maggiori testate italiane reportage concentrati e specializzati nell’ambito della ricerca sociale: Servizi fotografici sulla guerra nell’ex Jugoslavia, il Kurdistan iracheno, il Centro America, l’immigrazione extracomunitaria, i nomadi, gli ospedali psichiatrici e le carceri sono stati tutti oggetto di pubblicazioni e mostre sia per Associazioni, Musei Comuni quali: Torino, Milano, Lucca, Roma, Novara, Racconigi, Venaria Reale, Chivasso, Gaeta.
Ha collaborato con le agenzie fotogiornalistiche: Lucky Star, Photodossier, Linea Press, Blow Up e AGF. Dal 2011 ha la cattedra di fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Novara e dal 2018 presso lo IAAD di Torino. Nel 2017 ha pubblicato il libro di tecnica base Tre gradi di profondità fotografica e nel 2019 il manuale di creatività. La foschia dell’immaginazione. Nel 2020 è uscito il suo libro America Fi(r)st.
Renata Busettini
Nata a Milano nel 1964 si trasferisce a Torino agli inizi degli anni ’80. Ha sempre avuto la grande fortuna di viaggiare molto e la fotografia è da sempre stata una sua buona compagna di viaggio. Nel corso degli anni la passione per i viaggi non è cambiata ma il viaggio non è più motivo di fotografare, la fotografia è diventata il motivo per viaggiare.
Nel 2015 e 2016 ha seguito alcune delle rotte migratorie lavorando su reportage in Giordania, Grecia, Macedonia ed Italia. Nel 2020 è uscito il libro America Fi(r)st, reportage realizzato con Max Ferrero in quattro anni di viaggi durante i quali hanno raccontato attraverso le loro foto periferie, armi, confini; e dunque povertà, emarginazione, violenza, stragi nel nome del suprematismo o della discriminazione; l’acqua inquinata di Flint, nel Michigan e il muro al confine con il Messico.
Eccovi un primo piatto ricco di sapore, sfizioso ed invitante, perfetto per ogni occasione.
Ingredienti :
380gr. di penne integrali
400gr. di zucchine
80gr. di grana grattugiato
120gr. di dadini di Speck
1/2 spicchio d’aglio
1 cucchiaio di prezzemolo grattugiato
3 foglie di basilico
Olio evo, sale, pepe.
Dorare i dadini di Speck in padella, tenere da parte.
Lavare e tagliare a metà le zucchine, scavare un poco la polpa e lessare al dente in acqua salata. Raffreddare e conservare l’acqua di cottura nella quale cuocerete poi la pasta.
Frullare grossolanamente le zucchine con olio, aglio, prezzemolo, basilico, grana, sale e pepe. Cuocere la pasta, unire lo speck alla crema di zucchine e servire subito. Se risultasse poco cremosa, aggiungere un mestolino d’acqua di cottura.
Buon appetito.
Paperitapatty
Urgente soccorrere le famiglie e modificare l’appalto regionale dopo anni di drammatici disservizi.
2.3.2026 – Ci risiamo. Dopo i tre mesi di interruzione nella primavera 2024, da dicembre 2025 in molte Asl piemontesi si è di nuovo interrotta la fornitura dei pannoloni.
Questi ausili per l’incontinenza sono fondamentali per tutelare la dignità e il benessere degli anziani non autosufficienti e delle persone con disabilità e per alleviare il carico economico sulle famiglie, oltre a migliorare sensibilmente la qualità dell’assistenza, in termini di igiene e prevenzione delle infezioni e delle piaghe da decubito.
L’acquisto centralizzato dei dispositivi da parte della Regione e la consegna da parte delle Asl dovrebbe garantire risparmi e prezzi migliori e facilitare l’organizzazione delle famiglie e dei gestori delle Rsa, ma questo sistema in Piemonte non funziona ormai da anni.
La gara per i pannoloni è stata bandita da SCR e assegnata ad un unico aggiudicatario per l’intera Regione, la ditta CTV srl, che ha un contratto diretto con l’Asl di Asti, azienda capofila per la fornitura dei pannoloni, la pianificazione delle consegne e il riassortimento del magazzino.
Purtroppo, però, dopo le criticità riscontrate con il precedente aggiudicatario, anche con CTV le cose non stanno funzionando.
Da ogni punto della Regione riceviamo infatti segnalazioni di ritardi, mancate consegne o consegne difformi.
La ditta appaltante CTV srl non risponde neanche più al telefono e non prende in carico le emails, lasciando in uno stato di totale abbandono le famiglie disperate.
Questa interruzione delle forniture si assomma al peggioramento della qualità degli ausili.
A partire dalla DGR n. 12-7878 dell’11 dicembre 2023 e dall’appalto di inizio 2024, è stata infatti ridotta in maniera significativa le quantità di dispositivi per l’incontinenza consegnati gratuitamente dalle ASL ai pazienti non autosufficienti in residenza e a domicilio, sulla base delle nuove caratteristiche di presunta maggiore assorbenza dei pannoloni notturni. Molte RSA e famiglie hanno tuttavia riscontrato difficoltà dovute alle piaghe del decubito e ad altri disagi derivanti da questo nuovo tipo di presidi.
Insomma, è un disastro su tutta la linea.
Chiediamo all’assessore Riboldi di affrontare finalmente la situazione, risolvendo il contratto con CTV o trovando una soluzione che garantisca i diritti delle quasi 100.000 persone non autosufficienti che hanno bisogno di indossare un pannolone e che sono assistite dalla Regione.
Si tratta della fascia più fragile della popolazione piemontese, a cui occorre dare risposte tempestive e accurate. Gli utenti da più di due mesi devono acquistare autonomamente i pannoloni, con grande difficoltà economica e logistica (più di 100 euro al mese).
Si trovi in fretta una soluzione e si risarciscano le famiglie.
Monica CANALIS – consigliera regionale PD
L’INTERVENTO
Di Mino Giachino *
Oggi a Torino gli Industriali torinesi hanno presentato l’annuale importante rapporto OTI sullo stato di avanzamento dei lavori delle Infrastrutture torinesi e piemontesi. Uno studio molto interessante e utile per politici e giornalisti che seguono le Infrastrutture che come sai sono le opere più importanti per generare lo sviluppo della economia e del lavoro come ci insegnarono i romani duemila anni fa , anche se da queste parti hanno dimenticato questo insegnamento. Peccato che a parte il Sindaco LO RUSSO e i due Assessori regionali Bussalino e GABUSI ci fossi solo io. Eppure si tratta di opere che servono i trasporti autostradali e ferroviari della nostra regione . Meno male che gli industriali su questo argomento si impegnano perché il costo di trasporto e della logistica e’ uno dei quattro costi più importanti di una azienda. Il punto è che nel frattempo i tempi di realizzazione si sono allungati come abbiamo visto per la Asti Cuneo e come vediamo purtroppo per l’opera più importante per il futuro non solo di Torino e del Piemonte , la TAV.Il 250° anniversario di Fondazione OMI
Opera Munifica IstruIos compie 150 anni e li celebra con un evento “Le Radici del futuro” con Davide “Boosta Di Leo e Gianluca Favetto
La Fondazione Opera Munifica Istruzione compie 250 anni e in questa occasione, lunedì 2 marzo, alle ore 11, nella splendida cornice del coro di Santa Pelagia, ha annunciato i primi appuntamenti del programma previsto per la celebrazione di questo importante traguardo e presentato il nuovo logo dei 250 anni.
L’incontro è avvenuto alla presenza di un folto pubblico, tra cui l’assessora alla Cultura della Città di Torino Rosanna Purchia, l’assessora alle Periferie e Progetti di Rigenerazione Urbana, Politiche Educative e Giovanili Carlotta Salerno e il consigliere regionale dei Moderati Silvio Magliano.
La Fondazione OMI venne fondata nel marzo 1776 con il riconoscimento della Regia Patente che istituiva l’Opera della Mendicità istruita e perseguiva l’obiettivo di soccorrere e istruire i più fragili, offrendo strumenti concreti di emancipazione sociale attraverso la carità.
Nel 1789 l’Opera apriva le ”Scuole di carità”, che furono tra le prime scuole elementari gratuite in Piemonte e in Italia, affermandosi come un punto di riferimento fondamentale nella storia dell’istruzione italiana e accogliendo migliaia di bambini e bambine e accompagnandoli in processi educativi e professionali.
Dal 2024 l’OMI è diventato Ente Filantropico ETS con sede nello storico complesso che comprende la chiesa di Santa Pelagia e il Convento delle monache agostiniane a Torino. La Fondazione promuove attività educative, culturali e sociali rivolte all’infanzia, ai giovani e agli adulti, contribuendo alla costruzione di comunità inclusive e alla valorizzazione del patrimonio come bene comune.
“Celebrare 250 anni significa onorare una storia che ha saputo attraversare epoche, trasformazioni sociali e culturali, mantenendo intatta la propria vocazione, quella di mettere al centro le persone e il valore dell’educazione come motore di crescita individuale e collettiva – ha dichiarato la Presidente della Fondazione OMI Maria Cristina Bonansea – Questo anniversario rappresenta non solo un momento di memoria, ma soprattutto un’occasione per rinnovare il nostro impegno verso il futuro”.
L’inaugurazione del 250esimo anniversario della Fondazione OMI sarà affidato a un evento speciale, giovedì 5 marzo, alle ore 21, presso il Coro di Santa Pelagia, in via San Massimo 21, con ingresso libero su prenotazione.
Si tratta di un evento che unisce musica e parole, un racconto musicale e narrativo che attraversa due secoli e mezzo di impegno e visione, dal titolo “Le radici nel futuro”, per la ideazione di Pierumberto Ferrero.
La narrazione si sviluppa in dialogo con la musica del tastierista dei Subsonica Davide “Boosta” Di Leo, che costruisce paesaggi sonori capaci di amplificare la dimensione emotiva del racconto, mentre lo scrittore e giornalista Gian Luca Favetto restituisce forza e profondità alle parole. Attraverso letture e narrazione, il pubblico viene accompagnato in un percorso che attraversa il tempo, a partire da una lettera di don Bosco fino alle riflessioni di autori del Novecento che hanno indagato il valore del lavoro e dei percorsi formativi come strumento di crescita personale e collettiva, passando per la Costituzione Italiana.
Mercoledì 11 marzo, alle ore 18, nella Sala Gymnasium di via Giolitti 35 si terrà l’incontro con lo psicoanalista e saggista Massimo Recalcati , che terrà uno speech dedicato ai temi dell’educazione contemporanea e al suo ultimo libro “Che cosa significa insegnare”. La conferenza fa parte del ciclo “Crescere dalla Beta alla Zeta” ed è promosso dall’Associazione Forme in Bilico APS con il sostegno della Fondazione OMI e in collaborazione con il Comune di Torino. Un appuntamento rivolto a genitori, insegnanti ed educatori per riflettere sull’adolescenza, sullo sviluppo emotivo e su nuovi modelli educativi.
Sempre per il ciclo “Crescere dalla Beta alla Zeta” sarà ospite il 30 aprile prossimo, l’artista MIchelangelo Pistoletto che, con Titti Postiglione, Davide Boosta Di Leo, Tea Taramino, Paola Zanini, assisterà alla realizzazione del Terzo Paradiso di Pistoletto con il coinvolgimento delle scuole del territorio, in collaborazione con i Servizi Educativi della Città di Torino.
Opera Munifica del Territorio
Via San Massimo 21
Tel 0118178968
Info@operamunificaistruzione.it
Mara Martellotta