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La Biennale della Legalità: Alpignano, Caselette, Almese e una puntata a Torino

Si torna a celebrare la “Biennale”, in concomitanza con la “Marcia Nazionale” promossa da “Libera”

Dal 18 al 22 marzo

Alpignano (Torino)

Sono tanti i nomi “celebri” – celebri in quanto carichi di memoria, di storie famigliari custodi di valori morali apertamente dichiarati fino al sacrificio della vita, in nome della Giustizia, della Legalità e della Lotta, coraggiosa ed esemplare, contro la criminalità, l’arroganza e i soprusi di tutte le mafie – che troviamo nel lungo elenco degli ospiti partecipanti alla seconda edizione della “Biennale della Legalità”, organizzata dall’“Associazione Calabresi per la Legalità ODV”, con sede a Caselette e in programma da mercoledì 18 a domenica 22 marzo prossimi. Cinque date scelte non a caso, in modo di “andare in scena” negli stessi giorni in cui Torino ospiterà, sabato 21 marzo, la “Marcia Nazionale” per la XXXI “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie” (Giornata istituita nel ’96 in Campidoglio a Roma e celebrata ogni anno il primo giorno di primavera) promossa da “Libera” di don Ciotti, con lo slogan “Fame di verità e giustizia”.

Il Festival, come nella prima edizione, è gratuito e diffuso, animando i Comuni di Alpignano (Scala della Legalità, Opificio Cruto, Audido, Scuola Tallone e la Casa della Legalità Lea Garofalo, un bene confiscato alla mafia e restituito alla collettività nel maggio 2025), Caselette (Sala 150 e Scala della Legalità) ed Almese (Teatro Magnetto). Previsti anche appuntamenti nelle scuole (Liceo Berti di Torino e scuole di Almese).

Sottolinea Pasquale Lo Tufo, presidente dell’“Associazione Calabresi per la Legalità”: “Siamo orgogliosi di presentare la seconda edizione della ‘Biennale’, un progetto che nasce dalla profonda convinzione che la memoria non debba essere solo una ricorrenza, ma un esercizio quotidiano di cittadinanza attiva …  Il nostro obiettivo è coinvolgere le istituzioni e i cittadini in un percorso condiviso dove la legalità diventi il fondamento della nostra comunità”. E aggiunge: “La ‘Biennale della Legalità 2026’ rappresenta un momento cruciale di incontro tra la storia delle vittime di mafia e il pubblico. Grazie alla collaborazione con i comuni di Alpignano, Caselette e Almese, abbiamo costruito un programma che parla di diritti, verità e impegno sociale, portando le storie di coraggio direttamente nelle scuole e nelle piazze”. Nutrito, si diceva, il numero degli ospiti illustri. Tra loro Franco La Torre, figlio di Pio, storico segretario del “PCI” siciliano e, da parlamentare, ideatore della legge “Rognoni-La Torre” (che introdusse il reato di “associazione mafiosa” e la “confisca dei beni” ai boss), ucciso dalla mafia il 30 aprile 1982Luisa Impastato, nipote di Peppino, il fondatore di “Radio Aut”, assassinato nella notte tra l’8 e il 9 maggio 1978. E ancora, Marisa Garofalo, sorella di Lea, una donna che seppe ribellarsi alla cultura patriarcale e oppressiva della ‘ndrangheta e fu vittima di “femminicidio” nel 2009. Per finire, ma solo per citarne alcuni, con Angelo Rizzotto, nipote di Placido, sindacalista, politico e partigiano, simbolo del riscatto dei contadini siciliani nel dopoguerra, rapito, massacrato di botte e gettato in un crepaccio il 10 marzo 1948. Di particolare interesse sarà anche, giovedì 19 marzo (ore 18), nella “Sala 150” della “Biblioteca” di Caselette, l’incontro con il reporter Antonio Vassallo, primo fotografo ad arrivare a Capaci, dopo la strage (23 maggio 1992), in cui “Cosa nostra” uccise il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito SchifaniRocco Dicillo ed Antonio Montinaro.

Il via, dunque, mercoledì 18 marzo (ore 18), con l’inaugurazione alla Casa della Legalità “Lea Garofalo” di Alpignano (via Venaria, 18) della mostra “Peppino Impastato. Ricordare per continuare”. In chiusura del Festival, domenica 22 marzo (ore 17), sempre ad Alpignano, nella sede dell’Associazione “Audido” ( via Pianezza, 36), presentazione del libro “Sulle orme dei veri eroi” del docente e attivista calabrese, trapiantato a Brescia, Mario Bruno Belsito“operaio dell’antimafia” come lui stesso ama definirsi.

Momenti clou, anche le commemorazioni alle “Scale della Legalità” (riportanti ai lati 21 formelle di terracotta in memoria delle “vittime di mafia”) di Caselette (venerdì 20 marzo, ore 9) e di Alpignano (venerdì 20 marzo, ore 11), con la partecipazione del senatore Giuseppe Lumia, tra gli autori del “Codice Antimafia”.

Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso gratuito, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Per ulteriori info e programma nel dettaglio“Associazione Calabresi per la Legalità ODV”, Caselette (Torino), via Alpignano, 88; tel. 339/1929796 o info@calabresialpignano.it

Gianni Milani

Nelle foto: Marisa Garofalo con Pasquale Lo Tufo; Luisa Impastato; Antonio Vassallo; “Scala della Legalità” a Caselette

Migliorando, incontro sul referendum

L’incontro pubblico organizzato dall’associazione Migliorando al Teatro Juvarra di Torino ha registrato il tutto esaurito, con circa 200 persone presenti in sala.
Al centro della serata il confronto sul referendum sulla riforma della giustizia in programma il 22 e 23 marzo, con l’obiettivo di illustrare ai cittadini le ragioni del sì e del no. Protagonisti del dibattito l’onorevole Mauro Laus, esponente del Partito Democratico, e l’avvocato Luca Cassiani, anch’egli iscritto al PD.
L’incontro ha rappresentato un momento di confronto particolare, poiché ha visto dialogare due posizioni diverse all’interno dello stesso partito. A introdurre e moderare la serata è stata Laura Pompeo, presidente dell’associazione Migliorando e consigliera regionale, che ha sottolineato l’importanza di creare occasioni di informazione e dibattito pubblico su temi istituzionali rilevanti.
Il teatro gremito ha confermato l’interesse dei cittadini torinesi per il tema della riforma della giustizia e per il confronto diretto tra esponenti politici e professionisti del settore.

Enzo Grassano

Consegnata la maxi talpa degli scavi Tav

E’ stata consegnata la prima delle due grandi frese destinate al lato italiano del tunnel di base del Moncenisio, elemento fondamentale della futura linea ferroviaria Torino-Lione. La cerimonia ieri nello stabilimento della Herrenknecht in Germania, dove è stata costruita per il consorzio UXT, formato da Itinera, Ghella e Spie Batignolles.

Lo comunica TELT, la società responsabile della realizzazione dell’opera. La macchina sarà ora trasferita al cantiere di Chiomonte, in Val di Susa. Qui inizierà lo scavo della seconda discenderia, poi proseguirà con la realizzazione della galleria sud del tunnel di base. I lavori sono già partiti dal lato francese, avanzando sotto la montagna fino a Susa.

Nei prossimi anni in totale entreranno in funzione sette frese, che realizzeranno circa il 75% degli scavi del tunnel di base sia sul territorio italiano sia su quello francese. Il tunnel rappresenta uno dei progetti chiave della nuova linea ferroviaria tra Torino e Lione.

Case che respirano: dalle pareti verdi ai materiali che catturano lo smog

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ABITARE CON STILE

Rubrica settimanale a cura di Magda Jasmine Pettinà 
Uno spazio dedicato al mondo della casa in tutte le sue forme: dal mercato immobiliare al design d’interni, dall’arte di valorizzare gli spazi alle nuove tendenze dell’abitare contemporaneo. Consigli pratici, spunti estetici e riflessioni su come rendere ogni casa un luogo che rispecchi chi siamo — con uno sguardo che unisce competenza, bellezza e sensibilità.

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Torino è una città elegante, ricca di storia e di architetture straordinarie. Eppure negli ultimi anni si trova a fare i conti con un primato poco invidiabile: secondo l’Indice del clima 2026, il capoluogo piemontese è la città italiana dove l’aria ristagna di più.

La ragione è anche geografica. Torino si trova in una sorta di conca naturale, circondata su tre lati dalle montagne e chiusa dalla collina sul quarto. Questo assetto ostacola il ricambio dell’aria e favorisce fenomeni di inversione termica, che intrappolano smog e polveri sottili nei bassi strati dell’atmosfera.

Quando il vento manca — cosa frequente soprattutto nei mesi invernali — gli inquinanti si accumulano, rendendo più intensi fenomeni come le notti tropicali, le ondate di calore e gli episodi di smog.

Le politiche urbane stanno giustamente lavorando su mobilità sostenibile e riduzione del traffico privato. Ma esiste anche un altro livello di intervento, più vicino alla nostra quotidianità: la casa.

Oggi l’architettura e il design stanno sviluppando soluzioni sempre più sofisticate per migliorare la qualità dell’aria negli ambienti domestici e persino contribuire alla purificazione dell’aria urbana.

Case che respirano: i materiali che catturano l’inquinamento

Negli ultimi anni la ricerca sui materiali da costruzione ha fatto passi da gigante. Esistono oggi superfici e rivestimenti progettati per neutralizzare o assorbire le sostanze inquinanti presenti nell’aria.

Tra i più interessanti:

  • Cementi e intonaci fotocatalitici, che grazie alla luce solare attivano un processo chimico capace di trasformare gli ossidi di azoto e alcune particelle inquinanti in composti innocui.

  • Pitture murali purificanti, contenenti biossido di titanio o altri componenti attivi che aiutano a ridurre smog, batteri e odori negli ambienti interni.

  • Materiali naturali traspiranti, come calce, argilla e fibre vegetali, che favoriscono un microclima interno più sano regolando umidità e qualità dell’aria.

 

Questi sistemi non sostituiscono naturalmente le politiche ambientali, ma rappresentano un piccolo contributo diffuso: migliaia di case che respirano meglio contribuiscono a città più sane.

Le pareti verdi: quando l’architettura diventa un filtro naturale

 

Un’altra soluzione sempre più diffusa nelle città europee sono le facciate verdi e i giardini verticali.

A Milano, Parigi, Madrid o Vienna interi edifici vengono progettati con superfici vegetali capaci di:

  • assorbire parte delle polveri sottili

  • ridurre la temperatura urbana

  • migliorare il microclima

  • aumentare la biodiversità urbana

Le piante, infatti, funzionano come filtri naturali, intrappolando particelle inquinanti e rilasciando ossigeno.

Non è solo una questione estetica — anche se l’effetto visivo è spesso straordinario — ma una vera strategia di rigenerazione ambientale.

La tecnologia che migliora l’aria dentro casa

Anche all’interno degli edifici la qualità dell’aria è diventata un tema centrale. Le nuove abitazioni progettate secondo criteri di sostenibilità integrano sistemi come:

  • ventilazione meccanica controllata (VMC) con filtri anti-smog

  • purificatori d’aria integrati negli impianti

  • sensori che monitorano CO₂ e particolato

  • materiali low-VOC, privi di sostanze tossiche.

La casa contemporanea non è più soltanto un rifugio estetico o funzionale. Sta diventando un ecosistema intelligente, capace di proteggere il benessere di chi la abita.

Abitare il futuro

Torino ha sempre avuto una grande tradizione di innovazione urbana e architettonica.

Se da un lato il problema della qualità dell’aria è reale e richiede interventi strutturali, dall’altro il mondo dell’architettura, del design e dei materiali sta aprendo scenari interessanti.

In un’epoca in cui le città diventano sempre più dense e complesse, la vera sfida sarà progettare case che non si limitino a consumare spazio e risorse, ma che contribuiscano attivamente al benessere dell’ambiente urbano.

Perché abitare con stile, oggi, significa anche questo:

vivere in spazi belli, ma soprattutto sani

“ACTORMAN” in scena il 14 marzo con Simone Moretto

Il sipario su “ACTORMAN” si alza sabato 14 marzo e l’attore Simone Moretto mette in scena sé stesso, al Teatro Q77, a Torino

 

Spettacolo “One-man show” in cui ripercorre la sua vita, coinvolgendo il pubblico nell’esilarante e autoironico viaggio che attraversa vent’anni della sua carriera e della sua esistenza fino ad oggi.

Credo sia giusto sottolineare, prima di tutto, che “ACTORMAN” non è uno spettacolo qualsiasi; ma un particolare e suggestivo esempio di talento e bravura.

È un monologo -tutt’altro che facile- dietro al quale c’è un immenso e duro lavoro.

Sul palco c’è solo Simone.

Lui, con la potenza della sua recitazione, conduce tutta la serata avvolgendo il pubblico in un’autentica esperienza emozionale indimenticabile.

Ed è proprio così che emerge tutta la caratura di questo artista; risultato di un innato talento, che ha saputo coltivare e fare crescere con la costante e seria preparazione, in anni di studio appassionato e rigoroso.

La definizione migliore di cosa comporti questo “One-man show” me la diede proprio Simone Moretto quando lo intervistai a lungo per “Il Torinese quotidiano online”:

«… occorrono sfrontatezza e coraggio infiniti. Per esempio, è impegnativo tenere la scena in un teatro pieno con un monologo; implica una mole di lavoro che gli altri non vedono… ma non sai quanta fatica per arrivare lì!».

 

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L’attore Simone Moretto si racconta

Dunque “ACTORMAN” è l’occasione da non perdere per ammirare la bravura di questo talentuoso interprete camaleontico, in continua e rapida ascesa; tra fiction tv, film, teatro e pubblicità.

Lo spettacolo -il cui testo è stato scritto da Massimo Pica e Giampiero Perone- era già andato in scena al Teatro Gioiello una settimana prima che dilagasse il Covid. Fu subito un grande successo, con il teatro pieno, 500 persone; purtroppo fermato dall’epidemia.

Ora, Simone Moretto, riprende laddove il progetto era stato interrotto, perché ha un legame particolarmente profondo con “ACTORMAN”.

 

È la sua storia. A partire da quando era ragazzino e viveva in uno sperduto paesino della Valle D’Aosta in cui non accadeva mai niente. É cresciuto lì, dove negli anni 80 c’era solo una videoteca e si potevano prendere 3 VHS per volta.

Ma è proprio allora che ha iniziato a vedere tutti i film dei grandi maestri, ed incominciato ad accarezzare l’idea che la sua strada, forse, poteva essere quella della regia.

Poi ci sono state le peripezie degli inizi, gli stati d’ansia dei primi provini, per arrivare infine all’approdo dei grandi set cinematografici. Le fiction e i film stranieri dove, come una mosca bianca, spiccava come unico attore italiano capace di misurarsi con produzioni a stelle e strisce; ovvero, una gran bella sfida! Egregiamente vinta!

Oggi è un attore affermato, conteso da teatro, tv, cinema e pubblicità. Ha validi agenti che lo rappresentano nel mondo, perché il suo è uno sguardo che punta sempre anche oltreconfine. In questo è parecchio favorito dall’essere poliglotta, valore aggiunto che gli consente di destreggiarsi facilmente sui set di tutte le latitudini.

 

È capace di calarsi perfettamente in molteplici ruoli che spaziano dal cattivo (che ama moltissimo), all’uomo buono ed eroe positivo, al rappresentante della legge, o ancora, nella straripante e contagiosa comicità di “Forbicifollia”, che, sempre nell’intervista per “Il Torinese quotidiano online” definì:

«….spettacolo che adoro e ho fatto più a lungo nella vita; sono in scena da 16 anni ininterrotti con oltre 2000 repliche. É un giallo comico, ma interattivo. Il pubblico impazzisce all’accendersi delle luci in sala e le indagini le svolge lui».

 

Allora appuntamento con “ACTORMAN”: concentrato di bravura, presenza scenica ed autoironia.

Sul palco, al centro della scena e attore unico, Simone Moretto, ci conduce dietro le quinte della vita e del mondo di un attore.

Scoprirete follie, fragilità, sfide, discese e risalite di chi ha scelto un mestiere che gli consente di vivere mille vite oltre la sua.

Tutto raccontato con strategica ed affascinante autoironia….perché la grandezza di un uomo, ancor prima che dell’attore, è saper ridere di se stesso.

LAURA GORIA

 

Sabato 14 Marzo 2026 Ore 21,30 Teatro Q77 Vertigo Live di Corso Brescia 77 a Torino

Acquisto biglietti sito: www.teatroq77.it

 

 

 

 

 

 

 

Al Peraga Garden Center di Mercenasco torna la mostra  degli animali

Un weekend di tenerezza e incontri speciali il 14e 15 marzo

Sabato 14 e domenica 15 marzo torna al Peraga Garden Center di Mercenasco, in provincia di Torino, la nuova edizione della mostra degli animali, un evento a ingresso gratuito  e libero che, nelle passate edizioni, ha richiamato famiglie, appassionati e curiosi di tutte le età.
Per due giorni il Garden center si trasformerà in un piccolo universo dedicato alla natura e agli animali più amati , un’occasione per ammirare da vicino specie diverse, conoscere allevatori , esperti e scoprire tante curiosità sul mondo animale. Tra i protagonisti della mostra ci saranno cani e cuccioli, eleganti gatti British, ma anche furetti, cincillà, conigli nani Mini Loop e criceti. Non mancheranno animali più particolari come galline decorative, galli Brahma, tartarughe, ricci tropicali, oltre a pesci, axoloti e farfalle coloratissime. Lo spazio dedicato agli uccelli  ospiterà cocorite e calopsitte, pronte a conquistare  il  pubblico  con i loro colori vivaci.
La mostra sarà  anche un momento prezioso per chi desidera informarsi sull’adozione responsabile di un animale domestico. I visitatori potranno confrontarsi direttamente con allevatori e appassionati, ricevere consigli utili  e capire quale animale possa essere più adatto al proprio stile di vita.
La manifestazione, pensata per le famiglie e bambini, permette di regalare qualche ora di scoperta, meraviglia e dolcezza, in un’atmosfera accogliente e coinvolgente.

Peraga Garden Center via Nazionale 9 Mercenasco
Mara Martellotta

“L’uomo dei sogni”, incubi e divertimento di una perfetta commedia

Al Gobetti, sino a domenica 15 marzo

Sfiora il cinema, in dose minima, magari con uno sguardo sghembo e velocissimo, la nuova commedia di Giampiero Rappa – che anche la dirige e ne ricopre vari ruoli – “L’uomo dei sogni”, in scena al Gobetti sino a domenica prossima per la stagione dello Stabile. Che dovrebbe assolutamente essere visto. Perché nel titolo ti torna alla mente inevitabilmente l’eguale titolo dell’hollywoodiano Kevin Costner mentre in quel Joe Black, che soppianta il Giovanni Bizzarro del protagonista, torni facilmente al biondino Brad Pitt che prende le sembianze della Morte una trentina d’anni fa. Come pensi che Rappa non può non essersi ricordato di Calderon o del mago Prospero per il quale “noi siamo della stessa stoffa di cui son fatti i sogni”. Ma forse non si tratta che di assonanze e di impalpabili libertà d’autore e tutto finisce qui. Perché il Giovanni in questione è un noto creatore di fumetti, di quelli che godono di agganci con la Marvel, da gran tempo esclusosi dal mondo e altezzoso, egocentrico, esasperato ed esasperante, anche assai originale e fantasioso, ormai insensibile a tutto e a tutti, pronto ad annullare le sue lezioni ad allievi che sognano di diventare cartoonist, da settimane barricato in casa sua, dove non entra anima viva. Sino all’arrivo della figlia Viola dalla Nuova Zelanda, fatidicamente incinta, gran frequentatrice del sesso maschile negli ultimi mesi, confusionaria ma con l’animo di riprendere in mano la situazione di papà, montatrice di successo anche e di un successo che cresce sino a toccare la collaborazione con Peter Jackson per il prossimo film.

Giovanni vive le giornate, e le notti soprattutto, tra i suoi personaggi e gli incubi che essi gli producono (la scena con tanto di siparietto per le apparizioni è di Laura Benzi), quelli che la sua fantasia ha già generato come gli altri che, simili a quelli che entrano misteriosamente in teatro durante le prove della commedia di Pirandello, ancora sono alla ricerca di una realizzazione propria. Trappole e materializzazioni, l’Uomo bianco e l’Uomo nero e terrificanti monaci, senza tralasciare il socio e lo psichiatra di Giovanni, funeree e odiose presenze; inquietudini e tormenti che vanno a invadere quella parasonnia di cui il protagonista sempre più soffre e ad attraversare con gli squarci di luce inventati da Gianluca Cappelletti l’anima buia che invade l’intero palcoscenico, i surreali dialoghi con il gatto di casa di cui è facile confondere nome e colore del pelo, anche un inevitabile “viaggio” che Giovanni/Joe è obbligato a compiere, introdotto da una coppia di steward e hostess, messi anche lì a rivendicate tutto quel mondo di sogni che il teatro porta con sé (“perché, in fondo, il teatro è questo:un luogo dove la realtà e l’immaginazione si fondono, dove gli incubi possono essere sconfitti e i sogni possono diventare possibili”, dice l’autore): inventando Rappa in 90’ un felice alternarsi – o un sapiente confondersi che a tratti sbilancia lo spettatore – tra realtà e sogno, tra momenti che s’avvicinano al dramma e altri decisamente divertenti o decisamente feroci, tutto quanto immerso in una favola acida. Alle incertezze iniziali di Viola – voglio tenere questo bambino oppure no? – si sostituiscono i piedi ben piantati per terra e una certa buona dose d’affetto della vicina di casa, di mestiere poliziotta, pronti a ridare un briciolo di speranza e a far quadrare i conti: perché alla fine Giovanni un viaggio lo farà, i suoi personaggi si apriranno alle immagini delle nuvole viste dagli oblò e la visita alla figlia in Nuova Zelanda, dove farsi veramente chiamare nonno, ci sarà davvero. Davvero? o sarà ancora l’ennesimo sogno nelle giornate del protagonista?

L’uomo dei sogni” è un testo attuale, di quelli che t’accorgi scritti bene, che non gira mai a vuoto, senza sbavature, in maniera convinta, capace di coinvolgere lo spettatore anche in quella sua girandola di conscio/inconscio, di pastiglie prese secondo i canoni e ridotte a piacimento, un testo di depressioni e di sostegni, di risate (tanto per far la vita meno amara, avrebbe detto un tempo il grande attore malincomico), bello e tutto da ri-pensare. Di quelli che ti metti in poltrona e ammiri, lo sguardo perso lontano e dentro se stessi, come il protagonista quando contempla il mare: accresciuto nei propri valori da un eccezionale quartetto d’attori, da Nicola Pannelli – in altre occasioni uno degli assi portanti dello Stabile torinese, un’occasione per tutte il padre bilioso della “Gatta” di Williams messa in scena da Lidi -, voce fatta salire dal basso, grande nei rancori come negli squarci di positività, ad Elisabetta Mazzullo che è Viola, accattivante e disperata e solare presenza resa con grande convincimento, dallo stesso Giampiero Rappa alla divertentissima Lisa Galantina, che si sdoppiano e si triplicano, come tanti fuochi d’artificio, che “fanno voci” come il compianto Robin Williams di “Mrs. Doubtfire”.

Elio Rabbione

Le immagini dello spettacolo sono di Achille Lepera.

Nuovo volo per Palermo con Wizz Air

Wizz Air, la seconda compagnia aerea del paese per quota di mercato, ha celebrato oggi aTorino insieme a Torino Airport, il traguardo dei 3 milioni di passeggeri trasportati dallo scalo piemontese dall’avvio delle operazioni nel 2014. Dal primo volo Torino-Bucarest operato nel 2014, Wizz Air è cresciuta esponenzialmente nel capoluogo, merito della solidità della partnership con la gestione aeroportuale e dell’efficacia di un modello operativo capace di intercettare sia la domanda leisure che quella business.

L’evento è stato anche l’occasione per presentare la strategia di espansione della compagnia e confermare il ruolo di primo piano di Torino nei piani di sviluppo del network nazionale. Il piano operativo per il 2026 prevede un potenziamento strutturale dell’offerta senza precedenti: la compagnia metterà in vendita oltre 955mila posti, segnando un incremento del +97% rispetto alla capacità offerta nel 2025.

Il principale motore di questa espansione sarà la stagione Summer 2026, durante la quale l’offerta salirà a 618mila posti, con un incremento del 122% rispetto all’estate precedente. Il network della stagione estiva da Torino oggi conta 8 rotte totali verso 6 Paesi, bilanciando destinazioni internazionali strategiche e collegamenti domestici ad alta frequenza.

Da un lato viene consolidato ulteriormente il focus sull’Est Europa, a partire dalle due novità della stagione estiva Budapest e Chisinau (che proseguono dopo l’avvio avvenuto nella stagione Winter 2025) a cui si sommanoTirana e i due scali di Bucarest Otopeni e Bucarest Baneasa; dall’altro viene rafforzato l’asse con il Regno Unito tramite la rotta per Londra Luton al via dal 13 giugno 2026con tre frequenze settimanali (martedì, giovedì e sabato). Si rafforza anche il segmento domestico con il potenziamento della connettività con il Sud Italia attraverso i collegamenti per Catania e per Palermo, quest’ultimo operativo dal 4 maggio 2026 con frequenza giornaliera:una rotta strategica che accorcia le distanze tra il polo industriale piemontese e il cuore del Mediterraneo, garantendo una connettività costante per il traffico business e leisure.