ilTorinese

Religione e politica, presentata Legge regionale sulla memoria del 1848

Alla presentazione della nuova legge regionale hanno partecipato la prima firmataria Monica Canalis, il giornalista Francesco Antonioli, il costituzionalista Giovanni Boggero, il presidente del Comitato Interfedi Valentino Castellani, il presidente della Comunità ebraica Dario Disegni, la sociologa Stefania Palmisano, la presidente della Fondazione Centro culturale valdese Bruna Peyrot, il pastore Giuseppe Platone, l’onorevole Valdo Spini ed il presidente del Concistoro di Torino Sergio Velluto.

 Ieri è stata presentata a Torino la nuova legge regionale sulla memoria dei fatti del 1848, anno in cui il Regno di Sardegna concesse i diritti civili e politici alle minoranze valdese ed ebraica.

Grazie alla legge approvata all’unanimità dal Consiglio regionale il 24 febbraio scorso, il Piemonte continua ad essere un faro del dialogo e dello stato di diritto, tramite l’istituzione di una giornata regionale, ogni 17 febbraio, per fare memoria dei fatti del passato e sensibilizzare ai valori della convivenza e della tolleranza.

Durante la presentazione è emersa con forza l’importanza del dialogo tra le religioni e del confronto tra la religione e la politica, per rafforzare il diritto e il valore della libertà religiosa, in un’epoca caratterizzata dal post secolarismo e dal ritorno delle guerre di religione. Le religioni possono essere attori di pace e di convivenza, nel pluralismo e nel rispetto delle diversità, svolgendo un ruolo di coesione comunitaria e non solo di introspezione privata.

Ricordare la storia peculiare del Piemonte può quindi lenire le dolorose ferite del passato, in una terra in cui l’appartenenza religiosa ha causato per secoli scontri sanguinari ed ingiuste segregazioni, essere di stimolo per una riflessione sul riconoscimento di tutte le confessioni e sul significato della cittadinanza delle minoranze, non solo religiose, ed infine sollecitare una compiuta inclusione di tutte le attuali componenti della comunità piemontese.

L’auspicio espresso nel convegno è che buone pratiche come il comitato Interfedi del comune di Torino si estendano ad altri Municipi e che la legge piemontese incoraggi una iniziativa legislativa parlamentare sul tema della libertà religiosa.

Furto nel negozio di telefonia: due arresti

La Polizia di Stato ha arrestato a Torino due uomini di origine marocchina e ruandese per furto aggravato in concorso all’interno di un’attività commerciale.

Sono le 4:30 di notte quando una Volante dell’UPGSP nota un uomo in strada parlare animatamente al telefono mentre segnalava al 112 NUE il furto appena commesso da due persone nel suo negozio sito in Corso Giulio Cesare.

Gli uomini, dopo aver forzato la saracinesca e infranto la vetrata d’ingresso, si erano impossessati di numerosi smartphone esposti.

Grazie alla tempestiva analisi delle immagini di video-sorveglianza le altre Volanti presenti in zona hanno intercettato e fermato, poco distante dall’esercizio commerciale, due individui corrispondenti alla descrizione ricevuta, sottoponendoli così a controllo.

Uno di essi alla vista degli agenti cercava di disfarsi rapidamente di uno smanicato sotto un’autovettura parcheggiata, motivo per il quale si è estesa la ricerca di eventuale refurtiva nelle zone limitrofe, rinvenendo due zaini con 13 smartphone.

All’interno degli zaini in loro possesso vi erano anche un verbale dell’Asl e la fotocopia del permesso di soggiorno provvisorio che consentiva l’identificazione dei due uomini.

I poliziotti, hanno sottoposto a verifiche tutta la refurtiva recuperata, risultata sottratta poco prima dal negozio, riconsegnandola al proprietario.

Per tale motivo, i soggetti venivano tratti in arresto per furto aggravato in concorso e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, condotti presso la Casa Circondariale Lorusso e Cutugno.

Anna Rota Milani espone alla Galleria Aversa

Informazione promozionale

Dal 10 al 30 aprile 2026, presso i locali della GALLERIA AVERSA, in via Cavour 13 a Torino; si terrà la mostra personale di ANNA ROTA MILANI. L’artista monferrina ma torinese d’adozione presenta una ventina di opere prevalentemente di paesaggio realizzate con un sapiente uso della spatola e lavorando sulla matericità del dipinto fino, a volte, ai limiti dell’astratto. Apprezzata da numerosi critici fra cui Paolo Levi, Guido Folco e Gian Giorgio Massara, l’artista trae spesso ispirazione dal paesaggio monferrino che si stende sotto il suo atelier di Gabiano.

Pasqua e Pasquetta nei musei e nelle Residenze reali 

Domenica 5 e lunedì 6 aprile 2026

 

Aperture straordinarie, ingresso gratuito, laboratorio di marionette e attività tra residenze e parchi

 

 

Domenica 5 e lunedì 6 aprile 2026 le Residenze reali sabaude e i Musei nazionali Piemonte propongono due giornate di aperture e iniziative tra attività nei parchi, laboratori per famiglie e visite alle mostre in corso.

 

Il 5 aprile, in occasione della prima domenica del mese, l’ingresso è gratuito a Palazzo Carignano, Villa della Regina, Castello di Agliè e Castello di Racconigi per l’iniziativa #domenicalmuseo.

Il 6 aprile prende avvio la rassegna “EFFIMERA. Vivere il parco del Castello di Racconigi”, che da aprile ad ottobre apre al pubblico il Complesso della Margaria (CN) con un calendario di appuntamenti tra visite naturalistiche, spettacoli, cinema all’aperto, attività per famiglie e laboratori. La giornata inaugurale, lunedì 6 aprile alle 10.30 e 15, ospita il laboratorio “Protagonisti in scena”, a cura della Fondazione Marionette Grilli, dedicato all’animazione con marionette. I bambini non saranno solo spettatori, ma diventeranno attori e autori, inventando e mettendo in scena un micro-spettacolo dal vivo. Il laboratorio utilizza le figure come strumenti per lo sviluppo del linguaggio, della creatività e dell’inclusione. Età consigliata: dai 6 anni. Prezzo: intero 10 euro, ridotto 5 euro.

 

Nel periodo pasquale sono visitabili le mostre in corso. A Villa della Regina sono aperti il piano nobile e i giardini con le mostra della rassegna “QU.EEN. Narrazioni d’arte e natura a Villa della Regina”Meraviglia. Viaggio nell’arte di Ezio Gribaudo “Leda Melanitis”. Farfalle e mitologie tra storia dell’arte e Bio Art di Yiannis Melanitis. La personale di Ezio Gribaudo ripercorre il lavoro dell’artista ed editore d’arte torinese tra grafica, pittura e scultura; la mostra dell’artista greco Yiannis Melanitis, tra i più sperimentali della scena contemporanea, mette invece in connessione arte, architettura, natura e Bio Art.

Negli Appartamenti di Principi di Palazzo Carignano è esposto, fino al 6 aprile, il dipinto Belisario chiede l’elemosina di Stefano Maria Legnani, detto il Legnanino, tornato nella sua sede originaria dopo oltre tre secoli.

Al Castello di Moncalieri il progetto “Fammi un quadro del sole. Omaggio a Emily Dickinson”, in occasione del 140esimo anniversario della morte di Emily Dickinson, che intreccia arti visive, poesia, musica e teatro in un percorso espositivo e performativo con le opere di Matilde Domestico e Floriana Porta.

Al Castello di Agliè è visitabile l’allestimento Ricordi di viaggio: un raro nucleo di 21 dipinti giapponesi ottocenteschi provenienti dalla collezione del duca Tomaso di Savoia-Genova e acquistati in Giappone durante il viaggio al comando della corvetta Vettor Pisani (1879-1881). L’allestimento, distribuito tra l’anticamera della Sala Cinese e la Sala Cinese, offre una lettura rinnovata della presenza dell’Oriente nella residenza sabauda e valorizza i kakemono su seta, mettendoli in dialogo con le armature da samurai del XVII secolo giunte ad Agliè tramite la medesima spedizione.

Sono aperti anche l’Abbazia di Vezzolano e le Aree archeologiche di Libarna e Augusta Bagiennorum, che confermano l’ingresso gratuito nel giorno di Pasqua; il Castello di Serralunga d’Alba, invece, applicherà la tariffa ridotta.

Villa della Regina_©Consorzio Residenze Reali Sabaude – ph Dario Fusaro

Info

I giorni, gli orari e il programma completo, sempre aggiornato, sono disponibili sul sito web:

https://museipiemonte.cultura.gov.it/

 

In scena al Teatro Regio i “Dialoghi delle Carmelitane”

L’opera di Francis Poulenc, che debutta per la prima volta a Torino per la regia di Robert Carsen

Venerdì 31 marzo, alle ore 20, e fino a domenica 12 aprile, va in scena per la prima volta a Torino “Dialogues des Carmélites” di Francis Poulenc, uno dei più grandi capolavori del XX secolo nell’intenso allestimento di Robert Carsen. Debuttano al Teatro Regio di Torino Yves Abel, sul podio dell’Orchestra e Coro del Teatro, e Ekaterina Bakanova nel ruolo della protagonista, di ritorno a Torino dopo il successo in “Manon” di Massenet, ora al debutto nel ruolo di Blanche. Accanto a lei, Jean-François Lapointe (Marchese de La Force), Valentin Thill (Cavaliere de La Force), Sylvie Brunet-Grupposo (Madame de Croissy), Sally Matthews (Madame Lidoine), Antoinette Dennefeld (Madre Marie) e Francesca Pia Vitale (Sorella Constance), oltre a un numeroso cast di solisti chiamati a ricoprire i sedici personaggi dell’opera.

L’opera è ambientata nella regione della Compiègne, nel 1794, quando la rivoluzione irrompe nella clausura e trasforma la vita di un convento in una domanda radicale: che cosa significa avere fede quando tutto crolla? “Dialoghi delle Carmelitane” sono ispirate alla vera storia delle sedici Carmelitane ghigliottinate durante il Terrore giacobino; l’opera di Francis Poulenc, su testo di Georges Bernanos, rappresenta un teatro dell’interiorità, dove la musica alterna tensione e contemplazione, luce e ombra, mettendo a nudo la paura che condiziona, la violenza del potere e la scelta del sacrificio.

La lettura di Robert Carsen, creata per il Dutch National Opera di Amsterdam nel 1997, con scene di Michael Levin, è diventato un riferimento internazionale per l’essenzialità del linguaggio scenico e la forza emotiva con cui restituisce il nucleo centrale, morale e spirituale dell’opera. Per il regista canadese, “Dialogues del Carmélites” è un’opera profondamente atipica, dove al centro non vi è il solito intreccio di passioni e morte, ma una questione esistenziale trattata in forma rarefatta e filosofica. Il dialogo è il vero motore drammaturgico, i personaggi parlano molto, ma non sempre riescono davvero a comunicare. In uno spazio astratto, quasi sacro, sono i corpi, le distanze e la luce a costruire i luoghi dell’azione; nessun realismo descrittivo, nessuna simbologia imposta, per lasciare allo spettatore la possibilità di riempire la scena con la propria esperienza interiore. Evitare oggetti e segni superflui significa sottrarsi a una “iper-teatralità” e accompagnare l’opera verso la sua dimensione più universale, come riflessione sul coraggio, sulla paura e sulla responsabilità individuale.

Figura chiave è Blanche de La Force, personaggio letterario, fragile e timoroso, creato da Gertrud von Le Fort, il cui cammino interiore, dalla paura alla scelta consapevole del sacrificio, rende visibile il cuore del dramma. È proprio questa capacità di parlare a tutti, al di là di ogni appartenenza religiosa, che, secondo Carsen, rende l’opera così potente sul piano umano, spirituale e intellettuale. Anche nella celeberrima scena finale, il regista evita ogni realismo crudo, per cercare nella musica di Poulenc una dimensione ulteriore. Ne nasce un’immagine stilizzata e di intensa bellezza che Carsen ha definito “una danza verso la luce”, non solo tragedia, ma attraversamento, trasformazione, compimento.

Ospite abituale delle più prestigiose orchestre e istituzioni liriche internazionali, Yves Abel è direttore principale della San Diego Opera dalla stagione 2020-2021. Il suo incarico è stato rinnovato fino al 2023. Il governo francese gli ha conferito il titolo di Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres.

Opera lirica, prosa e grandi mostre internazionali, il nome di Robert Carsen è associato in tutto il mondo a produzioni di straordinario rilievo. Considerato uno tra i maggiori registi d’opera viventi, ha saputo rinnovare profondamente il linguaggio della regia lirica raggiungendo vertici di assoluta perfezione stilistica e formale. Il Teatro Regio e il regista canadese vantano un rapporto estremamente significativo, avviato nel 1996 con “Cendrillon” e proseguito nel 2002 con “Mefistofele”, nel 2007 con “Rusalka”, nel 2008 con “Salomè” e nel 2016-2017 con “La piccola volpe astuta” e “Katia Kabanova”.

La storia di “Dialogues des Carmélites” affonda le radici in un episodio storico realmente accaduto: l’esecuzione del 17 luglio 1944, a Parigi, nell’ultima e più repressiva fase del regime del Terrore, di sedici suore Carmelitane che rifiutarono di rinunciare ai loro voti religiosi, passate alla storia come le “Martiri di Compiègne”. Il tragico evento ispirò, nel 1931, il romanzo di Gertrud von Le Fort dal titolo “Die Letzte am Schafott” (L’ultima al patibolo), da cui nel 1947, Raymond Bruckberger trasse una sceneggiatura cinematografica affidando a Georges Bernanos la scrittura dei dialoghi. Pubblicati nel 1949, i “Dialogues” ottennero un tale successo teatrale che, nel 1953, l’editore Ricordi propose a Francis Poulenc di trasformarli in un’opera. Affascinato dalla profondità psicologica dei personaggi, in particolare femminili, il compositore completò la partitura nel 1956. La prima rappresentazione avvenne al Teatro La Scala il 1⁰ gennaio 1957, in traduzione italiana. Pochi mesi dopo, il 21 giugno, l’opera andò in scena in lingua originale francese all’Opéra di Parigi. Poulenc dedicò la partitura alla storia della madre e dei compositori che considerava i suoi maestri ideali: “Alla memoria di mia madre che mi ha dischiuso la musica, di Claude Debussy, che mi ha donato il gusto di scriverla, di Claudio Monteverdi, Giuseppe Verdi e Modest Musorgskij, che mi sono serviti da modello”.

Teatro Regio – piazza Castello 215, Torino

Martedì 31 marzo – domenica 12 aprile 2026

Mara Martellotta

Una grande mostra su Casa Savoia al Castello di Susa

Venerdì 3 aprile alle ore 17 al Castello della Contessa Adelaide – Museo Civico della città di Susa, verrà inaugurata la mostra “I Savoia. Mille anni di storia e potere”, che inaugurerà la stagione di apertura al pubblico del maniero per il 2026.


Venerdì 3 aprile, alle ore 17, presso il Castello della Contessa Adelaide, sede del Museo Civico della Città di Susa, si aprirà la mostra dal titolo “I Savoia. Mille anni di storia e potere”, che inaugurerà la stagione di apertura al pubblico del maniero per il 2026. L’esposizione, visitabile fino al 24 maggio prossimo, permetterà al pubblico di ammirare la straordinaria collezione di Savoie.live, Associazione fondata ad Annecy nel settembre 2024, che si dedica alla conservazione, alla promozione e alla trasmissione della storia, del patrimonio e delle tradizioni della Savoia, culla di una delle dinastie più illustri d’Europa, artefice dell’Unità d’Italia.

La scelta del luogo non è stata casuale: nel 1046, Adelaide di Torino sposò nel Castello di Susa Oddone di Savoia, quartogenito di Umberto I Biancamano, il fondatore della dinastia sabauda, portandogli in dote il Marchesato di Susa, la Contea di Torino, l’area compresa tra il Po e la Stura di Demonte, le Contee di Albenga e Ventimiglia, Asti, Albenga e molti territori delle Langhe.

I Savoia compirono così il primo passo di un lungo cammino che, il 17 marzo del 1861, portò alla proclamazione del Regno d’Italia. La mostra, curata da Stefano Paschero, diretto del Museo Civico di Susa, e Claude Duffur, fondatore di Savoie.live, è allestita nella sala mostre temporanea del castello. Si articola in sei nuclei tematici che esplorano il potere sabaudo nelle sue forme più concrete e riconoscibili: la cartografia come strumento politico, la legittimità dinastica, il diritto e l’amministrazione dello Stato, la forza militare del Risorgimento, la devozione religiosa come l’identità sociale e la cultura come eredità viva.

Questa collezione, presentata per la prima volta in Italia, racconta come i Savoia abbiano costruito e mantenuto il proprio potere nel tempo, ed è composta da oltre 40 documenti e oggetti originali. Il pubblico potrà ammirare da vicino oggetti di valore inestimabile che abbracciano otto secoli di storia europea, come carte geografiche olandesi del Seicento e Settecento, sigilli medievali in bronzo, codici giuridici, sciabole, libri d’oro miniati, croci alpine in oro e argento, partiture musicali. La visita non si esaurisce nella sala mostre temporanee, in quanto il percorso prosegue nelle sale del Museo Civico della città di Susa, dove la collezione racconta la stessa storia dal punto di vista del territorio: dalla figura di Adelaide alle testimonianze delle fortificazioni alpine, dalla statua del Principe Eugenio di Savoia Carignano alla bandiera risorgimentale, il Museo stesso diventa parte integrante dell’esposizione. La mostra è realizzata in accordo di partenariato tra il Museo Civico di Susa, la Pro Loco di Susa APS, Savoia.live, Revejo e Artemide, con il patrocinio della città di Susa, e rientra nell’ambito del torneo storico dei Borghi di Susa.

Visitabile il lunedì, sabato e domenica dalle 14 alle 18, con apertura straordinaria lunedì 6 aprile nei medesimi orari. L’ingresso alla mostra è incluso nel biglietto d’accesso al Castello.

Info: castello@comune.susa.to.it – prenotazioni e visite: castellosusa@gmail.com

Mara Martellotta

Informazioni: castello@comune.susa.to.it
Prenotazioni visite:
castellosusa@gmail.com
Didattica e scuole:
didatticacastellosusa@gmail.com
Social: Instagram e Facebook @castellosusa

Facciamo il nido! A Pasqua visita guidata alla ricerca degli animali

Palazzina di Caccia di Stupinigi (TO)

Domenica 5 aprile, ore 15.45

Con  laboratorio di creazione di un nido

 

 

Un nido, prima di tutto, è un intreccio: di rami, di materiali, di forme pensate per accogliere e proteggere. Da qui prende avvio l’attività di Pasqua alla Palazzina di Caccia di Stupinigi (TO): una visita guidata seguita da un workshop dedicato al tema del nidificare, pensato per famiglie e visitatori di tutte le età.

La visita accompagna il pubblico alla ricerca degli animali che volano e depongono le uova tra le decorazioni e i dipinti della Palazzina, attraversando ambienti in cui il mondo umano, animale e vegetale si incontrano e si sovrappongono continuamente.

A seguire, “Passaggi e intrecci”, workshop di Pasqua sul nidificare. Geniali architetture della natura, i nidi degli uccelli sono dimora per nascere e palestra per spiccare il volo. Partendo dall’osservazione delle specie volatili raffigurate negli spazi della Palazzina, i partecipanti realizzeranno con materiali naturali una piccola scultura ispirata alla forma del nido, che potrà diventare anche un porta uova di Pasqua.

Il laboratorio è condotto da Elena Maria Olivero, arte terapeuta, in collaborazione con Artemista e con i Servizi Educativi della Palazzina di Caccia di Stupinigi.

 

INFO

Palazzina di Caccia di Stupinigi

Piazza Principe Amedeo 7, Stupinigi – Nichelino

Domenica 5 aprile 2026, ore 15.45

Facciamo il nido!

Durata della visita e laboratorio: due ore e 30 minuti circa

Prezzo della visita + laboratorio: 8 euro, oltre al costo del biglietto

Biglietto: 12 euro intero; 8 euro ridotto; gratuito minori di 6 anni e possessori di Abbonamento Musei Torino Piemonte e Royal Card

Prenotazione obbligatoria entro il venerdì precedente

Info e prenotazioni: 011 6200601

stupinigi@biglietteria.ordinemauriziano.it

www.ordinemauriziano.it

Giorni e orari di apertura Palazzina di Caccia di Stupinigi: da martedì a venerdì 10-17,30 (ultimo ingresso ore 17); sabato, domenica e festivi 10-18,30 (ultimo ingresso ore 18).

Le colombe 2026 di Jacopo Chieppa, arriva la “Aromatica” in limited edition

Anche per la Pasqua 2026, lo chef Jacopo Chieppa, una stella Michelin al ristorante “Equilibrio”, chef titolare anche della pizzeria Kilo, sul lungomare di Imperia, torna a celebrare la sua più grande passione: l’arte dei lievitati. Per la Pasqua 2026 presenta una collezione di colombe artigianali che mescola la tradizione dei lievitati delle feste con l’anima autentica del Ponente ligure. Realizzata interamente a mano nel laboratorio dello chef, le creazioni di quest’anno sono il frutto di una ricerca meticolosa sulle materie prime come sugli abbinamenti, alla ricerca di un risultato che aggiunga ogni anno un tocco di novità. La proposta pasquale di quest’anno di Jacopo Chieppa, si divide fra la riconferma dei quattro gusti “cult”, già sperimentati negli scorsi anni, e il debutto di una originale edizione limitata. Si parte dalla Classica, un omaggio alla tradizione che non rinuncia, però, a un’identità territoriale fortissima. Qui, l’uvetta viene lasciata a macerare nel Pigato, vino simbolo della Liguria, regalando un aroma unico e profondamente locale. Per chi cerca qualcosa di più avventuroso c’è la Coccola, un gioco di equilibri audaci dove la dolcezza del cioccolato bianco incontra la nota amarognola delle olive e dei limoni canditi, il tutto reso ancora più leggero dall’uso dell’olio Evo in sostituzione di parte del burro. Non mancano poi gusti più avvolgenti come il gianduja, nato per essere consumato in famiglia e mettere d’accordo grandi e piccoli, oltre alla versione al caramello salato, dove l’intensità del cioccolato fondente si intreccia alla perfezione con la spinta sapido del caramello al sale. La vera protagonista del 2026 è la “Aromatica”, una colomba prodotta in soli 60 esemplari numerati, un creazione che si distingue per l’utilizzo del burro di bufala, che conferisce all’impasto una sofficità straordinaria e un colore più chiaro dell’impasto di base rispetto alla versione tradizionale. Il profilo aromatico è dominato dal caffè dell’Ecuador, presente sia in pralinato sia in polvere, e dal carattere deciso del cioccolato fondente al 72%. Le colombe dello chef Jacopo Chieppa sono disponibili al prezzo di 35 euro, fino a esaurimento scorte, presso la pizzeria Kilo e presso il suo ristorante gastronomico Equilibrio. Da quest’anno anche sullo shop online, raggiungibile tramite i canali social, è possibile acquistare alcune tipologie di colombe.

Mara Martellotta

Caso Delmastro, indagini anche a Torino

Strascico anche a Torino per il caso Delmastro. Nel capoluogo piemontese si stanno svolgendo accertamenti sul ristorante romano che in passato ha visto tra i soci alcuni esponenti di Fratelli d’Italia in Piemonte, tra cui Andrea Delmastro Delle Vedove (già sottosegretario ora dimesso dall’incarico), Elena Chiorino (ex vicepresidente della Regione), Cristiano Franceschini (ex assessore comunale a Biella) e Davide Eugenio Zappalà, consigliere regionale. Nella compagine societaria della srl figuravano anche Donatella Pelle e Miriam Caroccia, la ragazza diciottenne figlia di Mauro Caroccia, ritenuto prestanome del Clan Senese.

La Direzione Distrettuale Antimafia ha aperto un’indagine ipotizzando il reato di intestazione fittizia aggravata dal metodo mafioso. Ad oggi non risultano persone indagate. L’inchiesta torinese si affianca a quella della Capitale, dove Mauro e Miriam Caroccia sono indagati per intestazione fittizia e riciclaggio.

Secondo i magistrati romani la società — alla cui costituzione avrebbero partecipato anche i politici citati — sarebbe stata strumento per riciclare di denaro di provenienza illecita riconducibile alla criminalità organizzata.

Sala Art Ensemble di Torino celebra la Pasqua

Nello spazio culturale di via Petitti 24, sabato 4 aprile con il concerto “Voci per la passione”

Sabato 4 aprile la Sala Art Ensemble di Torino celebra la Pasqua con il concerto “Voci per la passione. Concerto di musica sacra per Pasqua”. Alle ore 17 lo spazio culturale di via Petitti 24 ospiterà, infatti, un appuntamento di grande fascino, un viaggio musicale che attraversa i secoli per offrire agli spettatori un momento di profonda spiritualità e riflessione. Il programma è curato per celebrare il mistero pasquale, e vedrà come protagonisti tre interpreti di rilievo, il contralto Roberta Wildmann, il basso Valter Carignano e l’organista Michela Varda. Il fulcro dell’incontro riguarderà le letture dello Stabat Mater, meditazioni sulle sofferenze di Maria, madre di Gesù, durante la passione e la crocifissione di Cristo. La scaletta metterà a confronto i capolavori di maestri assoluti come Pergolesi, Vivaldi e Rossini, con le versioni altrettanto intense di Dvořák, Haydn e Schubert. Ogni brano narrerà, con linguaggi musicali diversi, il dolore, la pietà e la speranza legati alla passione. Il percorso sarà arricchito da pagine di Bach, Gounod e Franck, trasformando il concerto in un itinerario emotivo e spirituale tra le più importanti pagine della tradizione sacra europea.

Ingresso a offerta libera fino a esaurimento posti

Info e prenotazioni : 3758090195 – 366 3407927

Mara Martellotta