La nuova mostra “Non solo nudi” è ulteriore conferma indicativa della versatilità di Fernanda Core nel trattare le più svariate tematiche con stile riconoscibile per originale ispirazione, rigore tecnico dovuto a lunga esperienza sostenuta da una approfondita conoscenza della storia dell’arte da cui trarre preziose occasioni di personali reinterpretazioni.
Accanto ai nudi troviamo belle vedute realistiche di Cellamonte, rese con perfezione prospettica, oltre ai paesaggi della Valle d’Ajas attraverso il volo mentale del ricordo nostalgico delle scintillanti montagne e dei tipici agglomerati di case dove è vissuta per anni riproducendo nei dipinti la poetica della bellezza.
Più enigmatico il tema del nudo attivando una fervida fantasia nel rappresentare una realtà caricata di significati altri tra visibile e invisibile come nel delicato nudo femminile “Luce del mattino” appena accennato e soffuso di leggero erotismo.
Ancor più intrigante “Specchio con signora” nel descrivere la donna che si specchia fiera della propria nudità e dell’azzardato copricapo da cui spunta una piuma vera.
In “Pomeriggio a Rimini” viene riproposto in chiave moderna il tema delle Veneri dormienti di Giorgione e Tiziano ma la donna nuda non è una dea bensì una ragazza assonnata per il caldo estivo, distesa su un divano in una semplice camera.
Trasgressivo il “Sogno di sant’Orsola” che, ispirato da Vittore Carpaccio, viene dissacrato dalla figura della santa nuda su una sedia, non più a letto mentre l’angelo invece di restare immobile sulla soglia svolazza per la stanza simboleggiato da una piuma.
“Santa Cecilia” ripropone il corpo incorrotto della santa, scolpito in bianco marmo da Stefano Maderno, osservato curiosamente da un viso di donna, forse la stessa Cecilia, con aggiunta di tessuti e perline in ricordo dell’arte povera, in contrasto con il materiale pregiato.
Intrigante in “Leda e il cigno”, tema trattato dai più illustri pittori antichi, la metamorfosi di Zeus che la seduce trasformato in un origami.
Una vivace nota di empatia con gli animali, che caratterizza il carattere generoso e affettuoso di Fernanda, compare nel gattino di “Notte di Natale” mentre osserva attraverso la finestra i fiocchi di neve.
Riemerge ancora però il suo prepotente temperamento artistico severo e determinato nel far tornare alla mente lo studio dell’anatomia, del volume e del colore tramandato dagli illustri artisti del passato come dimostra il dipinto “L’ansia che non c’è” con la splendida donna nuda con l’aggiunta di fiori secchi dove, come in altre opere, sempre compare la costante di piume, stoffe e altri oggetti presi dalla realtà.
Giuliana Romano Bussola




