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Vallette, inaugurato il “nuovo” mercato coperto “Le Verbene”

 

Taglio del nastro per il rinnovato mercato coperto di via delle Verbene, lo storico polo commerciale del quartiere Vallette che, grazie ai lavori di riqualificazione ed efficientamento energetico, si presenta ora in una nuova veste più sostenibile, accessibile e attrattiva.

All’inaugurazione erano presenti il sindaco Stefano Lo Russo, l’assessore al Commercio Paolo Chiavarino, il presidente della Circoscrizione Cinque Alfredo Correnti, l’amministratore delegato di Iren Energia Giuseppe Bergesio e la presidente della Cooperativa Mercato Coperto Vallette Marisa Sanfilippo.

“Avevamo fatto una promessa agli operatori commerciali e ai residenti del quartiere – dichiara il sindaco Stefano Lo Russo – e l’abbiamo mantenuta, portando a termine la riqualificazione che il mercato coperto del quartiere Vallette attendeva da tanto tempo. Questa struttura rappresenta un punto di aggregazione sociale importante e il presidio commerciale di riferimento per molti abitanti della zona, per questo siamo particolarmente soddisfatti oggi di vedere la fine dei lavori che la restituiscono completamente rinnovata e che, siamo certi, contribuiranno anche al suo rilancio”.

La riqualificazione, avviata lo scorso mese di ottobre e appena conclusa, è stata possibile grazie a uno stanziamento complessivo di circa 1 milione e 500mila euro di fondi del dipartimento Commercio della Città vincolati alla rivitalizzazione e alla riqualificazione del tessuto commerciale esistente. La gran parte delle risorse è stata destinata all’efficientamento energetico complessivo dell’edificio, affidato a Iren Smart Solution, mentre circa 100mila euro sono serviti a finanziare la realizzazione di opere edilizie volte a migliorare la struttura che ospita gli esercizi commerciali, rendendola più attrattiva per la popolazione, più funzionale per i commercianti e capace di ospitare, oltre ai punti vendita, anche spazi dedicati a servizi per la cittadinanza. Gli interventi sul mercato coperto, affidato in concessione alla cooperativa di Gestione del Mercato Coperto Vallette fino al 2029, sono stati in modo particolare indirizzati alla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni, con l’installazione di nuovo impianto fotovoltaico, la riqualificazione dell’illuminazione interna, la realizzazione di un nuovo impianto di riscaldamento e di raffrescamento, con introduzione di un impianto a ventilazione meccanica controllata. La riqualificazione architettonica e impiantistica ha migliorato la fruizione degli spazi, con il rifacimento delle pavimentazioni, l’ottimizzazione dell’involucro edilizio, il rifacimento dei servizi igienici, anche per garantire la totale accessibilità.

“Il mercato le Verbene – aggiunge l’assessore al Commercio della Città di Torino Paolo Chiavarino – è un importante servizio per i molti residenti di quell’area, molti dei quali anziani, soprattutto se teniamo conto che qui ci sono pochi negozi di vicinato e bisogna fare almeno un chilometro per trovare un ipermercato. Consideriamo la struttura un presidio di prossimità fondamentale e un luogo di aggregazione sociale per l’intero quartiere. La riqualificazione fa da azione di promozione per gli attuali commercianti e favorisce, nel contempo, nuovi arrivi di piccoli imprenditori: l’obiettivo, infatti, è contrastare l’impoverimento commerciale, recuperando spazi inutilizzati”.

L’intervento si inserisce all’interno di un più ampio piano di rigenerazione urbana del quartiere Vallette, che prevede in totale nove interventi finanziati con i fondi PNRR destinati ad attuare il Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare PINQuA per un investimento complessivo di oltre 17 milioni di euro, e aggiunge un ulteriore tassello alle azioni messe in campo per sostenere il commercio di prossimità, con la riqualificazione di 11 mercati cittadini.

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Torino festeggia i novanta anni della Topolino

Proseguendo una tradizione ormai consolidata, il Topolino Autoclub Italia, federato ASI dal 1989, organizza a Torino le ricorrenze a cifra tonda dell’iconico modello e proprio quest’anno si celebrano i novanta anni dalla sua presentazione, avvenuta il 15 giugno 1936.
Nuovamente a Torino, città della Fiat, in cui nacque la madre di tutte le 500, prima al Lingotto e poi a Mirafiori, sarà  organizzato dall’11 al 14 giugno prossimi, un grande raduno internazionale  che fa parte del calendario dedicato ai sessanta anni dell’ASI.
Grazie al supporto della Città Metropolitana di Torino, della Federazione Europea Fiat Topolino Clubs e del Club Topolino Fiat  Torino, verranno accolti oltre 130 equipaggi, alcuni dei quali in arrivo dalla Scandinavia e dalla Nuova Zelanda.
Costruita dal giugno 1936 al gennaio 1955 in 520 mila esemplari, la 500 Topolino è  la vettura che ha traghettato il Paese dal secondo dopoguerra rimanendo una presenza costante sino ai primi anni Settanta. Celebrarne il compleanno significa non soltanto rendere omaggio al genio dei suoi creatori, ma anche rivivere  il contesto e le profonde trasformazioni  sociali entro cui nacque e si evolvette.
La prima giornata di permanenza, venerdì 12 giugno, per un’esperienza che avvicini i partecipanti ai luoghi in cui i progettisti immaginarono, collaudarono e costruirono la vettura, prevederà un percorso ad anello nella cintura di Torino. Gli equipaggi, divisi in due gruppi, percorreranno a turno il perimetro allargato della città che collegherà due icone dell’arte e della storia locali, Superga e Venaria Reale, per poi salire in direzione Nord Est sino a Ruffini e Lonna, le due località più a Nord del tracciato.
Nel pomeriggio di giovedì 11 giugno si potrà  incrociare la carovana di topolinisti, che affronteranno la salita della Sacra di San Michele,  mentre sabato 13 esporranno le  loro vetture dal primo mattino a metà pomeriggio, nella centralissima piazza Vittorio Veneto.
La serata di sabato prevede la visita allo Stellantis Heritage Hub, per far ritorno alle radici storiche dell’incontro.
L’ultima tappa sarà  domenica 14 con la visita al castello di Rivoli, in un continuo intreccio in cui la cultura dell’automobile non è disgiunta dal turismo e dalla gastronomia, in modo da dare ai vari equipaggi, anche stranieri, una percezione completa delle eccellenze del Paese e di Torino.

Mara Martellotta

Ex Martoglio Giaveno, un nuovo parcheggio

Con la consegna ufficiale dell’area ex Martoglio di via Coazze, entra finalmente nella fase operativa uno degli interventi più rilevanti per la riqualificazione urbana e la vivibilità del centro di Giaveno: la realizzazione di un nuovo parcheggio pubblico con circa 90 posti auto, destinato a dare una risposta concreta alla storica carenza di sosta nella zona centrale della città.

Si tratta di un risultato che nasce da un percorso avviato molti anni fa e che, nelle passate amministrazioni, non era riuscito a trovare concreta attuazione a causa di diversi intoppi e rallentamenti di natura politica. Con l’insediamento della nuova maggioranza guidata dal Sindaco Stefano Olocco, l’Amministrazione ha invece impresso una decisa accelerazione al progetto, affrontando e superando le criticità che ne avevano finora impedito la realizzazione. L’intervento affonda le proprie radici in un preciso indirizzo politico e amministrativo orientato alla riqualificazione urbana e al miglioramento della mobilità cittadina. L’iter ha infatti ricevuto il via libera definitivo del Consiglio comunale nella seduta dell’11 dicembre 2024, quando è stata approvata la trasformazione urbanistica dell’area di via Coazze e del più ampio assetto connesso allo spostamento del terminal autobus e alle opere pubbliche collegate.

«Da quando son diventato Sindaco mi sono messo subito al lavoro perché quell’indirizzo politico messo nero su bianco anche sul programma elettorale si trasformasse in un risultato concreto e visibile, e infatti l’11 dicembre 2024 il Consiglio comunale ha approvato un passaggio decisivo per il futuro di quest’area e per l’assetto complessivo della città», dichiara il Sindaco Olocco.

Il progetto consente di liberare il centro urbano dalla presenza del terminal e della sosta degli autobus, trasferendo tali funzioni in via Torino, con un beneficio diretto sul piano della viabilità, della sicurezza urbana e della qualità ambientale. Meno mezzi pesanti nel cuore della città significa infatti meno rumore, meno emissioni e una migliore vivibilità per i residenti, per le attività economiche e per chi frequenta ogni giorno il centro storico.

«Non stiamo parlando soltanto di nuovi parcheggi. Stiamo parlando di una scelta politica chiara: migliorare l’accessibilità del centro, sostenere il commercio locale e restituire qualità urbana a un’area strategica della città. È una risposta attesa da anni da cittadini e operatori economici, e oggi possiamo dire che quella risposta sta prendendo forma», aggiunge Olocco.

Dal punto di vista operativo, il cronoprogramma trasmesso al Comune prevede l’avvio dei lavori nelle prossime settimane, con fasi successive che comprendono delimitazione degli stalli, demolizioni preliminari, bonifica della cisterna esistente, sistemazioni esterne, aree verdi, rampa pedonale, segnaletica e completamento finale delle opere entro la fine della stagione autunnale, salvo eventuali criticità tecniche nelle fasi intermedie.

Accanto al parcheggio, il progetto prevede inoltre il recupero della palazzina adiacente, che sarà oggetto di una successiva fase di studio, progettazione e lavori per ospitare nuovi spazi polifunzionali con finalità sociali, culturali e associative. Un tassello che rafforza ulteriormente il valore pubblico dell’intervento, pensato non solo per la mobilità ma anche per la vita comunitaria, per i giovani e per il tessuto associativo cittadino.

«Questo intervento era un impegno preso con i cittadini e i residenti della zona ed è stato portato avanti con determinazione, perché crediamo che amministrare significhi mantenere gli impegni e trasformare le promesse in opere. Oggi Giaveno compie un passo concreto verso una città più vivibile», conclude Olocco

Stop alle trasferte dei tifosi di Toro e Juve fino a novembre

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Il grave ferimento di Marco Leonardo Basoccu, rimasto coinvolto negli scontri avvenuti in occasione del derby del 24 maggio e successivamente sottoposto a un delicato intervento chirurgico alla testa prima di essere dimesso dall’ospedale dopo diversi giorni di ricovero, è uno degli episodi che hanno portato il Ministero dell’Interno ad adottare nuove misure restrittive nei confronti delle tifoserie di Torino e Juventus.

Il provvedimento stabilisce il divieto di trasferta per i sostenitori delle due squadre per le prime dieci giornate del prossimo campionato, fino al 3 novembre. La misura prevede la chiusura dei settori ospiti negli stadi in cui granata e bianconeri giocheranno lontano da casa, oltre al blocco della vendita dei biglietti ai residenti nelle aree interessate.

Nel dettaglio, per le gare esterne del Torino il divieto riguarda i residenti in Piemonte, mentre per quelle della Juventus si estende ai residenti sia in Piemonte sia in Lombardia. La tifoseria granata era già stata oggetto di restrizioni nella stagione appena conclusa a seguito dei disordini verificatisi durante Torino-Verona dell’11 aprile, circostanza che aveva già comportato il divieto di seguire la squadra nelle trasferte di Cremona e Udine.

L’applicazione delle nuove disposizioni sarà demandata, di volta in volta, ai prefetti delle province coinvolte dagli incontri. Resta invece da chiarire se le limitazioni saranno valide anche per le amichevoli estive in programma nei prossimi mesi.

Tullio Pinelli, il nobile “gentilissimo” che non fu solo lo sceneggiatore di Fellini

Un omaggio curato da Distretto Cinema

 

“Quando parla della Lux nei cui ambulacri era ospite fisso in attesa di riscuotere le rate delle sceneggiature, Fellini ricorda un andirivieni di attrici, attori, registi, sceneggiatori, gente della produzione. È proprio alla ‘Lucchessefilme’ (come viene chiamata in gergo cine-romanesco – la Lux Film invenzione e proprietà dell’industriale biellese Riccardo Gualino, ndr) che il nostro incrocia un signore smilzo dal profilo aguzzo, compassato, gentilissimo: Tullio Pinelli. È avvocato civilista, ma ha chiuso lo studio a Torino per scendere a Roma con moglie e quattro figli attratto dalla sirena del cinema. Si conoscono di vista, quando un giorno verso la fine del ’46 si sorprendono a leggere lo stesso giornale appeso a un’edicola. Nasce un’amicizia che diventa subito un’associazione artistica”. Così l’incontro di un futuro regista e di quello che sarà il “suo” sceneggiatore, non certo il solo in una collaborazione che sarà avviata e cessata e ripresa, nelle pagine di “Fellini”, autore Tullio Kezich, la più bella certo, e affettuosa e autorevole, biografia che sia stata scritta sull’autore riminese.

Non fu soltanto il “suo” sceneggiatore. È stato un uomo, Tullio Pinelli, che ha attraversato un intero secolo (era nato a Torino nel 1908, morì a Roma nel marzo 2009), storico e letterario e cinematografico, discendente da una antica e nobile famiglia che tra gli altri avrebbe dato allo Stato il generale di fanteria Ferdinando Pinelli, inviato a reprimere il banditismo calabrese dopo l’Unità; prima un ragazzo cresciuto nel d’Azeglio di Augusto Monti, a fianco di Pavese e di Massimo Mila, di Norberto Bobbio e di Leone Ginzburg, un drammaturgo promettente che esordì con una commedia dialettale, messa in scena nel ’32 dal giovane Macario, “‘L sofà d’la Marchesa ‘d Mômbarôn”, poi capace di mettersi sotto l’occhio attento della critica con “I padri etruschi” (settembre 1941) e vari altri titoli, drammatici o di carattere fortemente spiritualistico, costretto a ritirarsi momentaneamente dalle scene e, durante il conflitto, a partecipare alla Resistenza contro fascisti e tedeschi, prima nel Grossetano poi sulle alture nei pressi di Alpignano, dove ebbe a trattare la resa di 40 militari della Divisione repubblichina Monterosa, difendendoli da quelle formazioni partigiane che ne avevano già deciso la fucilazione.

Non fu soltanto il “suo” sceneggiatore, decretando in gran parte il successo – immediato o ripensato dai critici e soprattutto dal pubblico dopo gli inizi – di “Luci del varietà” e dello “Sceicco bianco”, dei “Vitelloni” e della “Strada” e del “Bidone”, delle “Notti di Cabiria” e della “Dolce vita” e di “8 1/2”, di “Giulietta degli spiriti” del ’65 per arrivare dopo la lunga ventennale interruzione a “Ginger e Fred” (1986) e alla “Voce della luna” con cui Fellini si sarebbe accomiatato dal cinema. Tullio Pinelli fu altresì lo sceneggiatore di Mario Soldati, di Lattuada e Germi, di Pietrangeli e Bolognini, di Liliana Cavani per “Francesco” e “Galileo”, per De Sica e Monicelli.

Termina oggi un omaggio curato da Distretto Cinema in collaborazione con il Museo del Cinema, che ha coinvolto anche il figlio Carlo Alberto, dal titolo “Grand Tour – Omaggio a Tullio Pinelli” e che ha visto interessati nelle scorse serate i centri di Cuorgnè con la proiezione del cult “Amici miei”, film di Mario Monicelli, sceneggiato da Pinelli (l’intera rassegna è stata curata da Fulvio Paganin), un’importante occasione per approfondire il legame autentico tra lo sceneggiatore e il territorio canavesano, e di Pianezza con la visione di “89 e mezzo”, l’intimo documentario firmato proprio da Carlo Alberto Pinelli, che ha presenziato in sala, dedicato alla figura del padre.

 

Oggi giovedì, giornata finale dell’omaggio, verranno proiettati al cinema Massimo “Adua e le compagne” di Antonio Pietrangeli (alle 15,30) e “La strada” (alle 20,30) mentre alle 18 si potrà assistere a “Napoli – New York”, un vecchio progetto di Fellini e Pinelli mai girato e ripreso da Gabriele Salvatores soltanto nel 2024, una storia ambientata nell’immediato dopoguerra, tra le macerie di una Napoli in completa miseria, dove i protagonisti sono i giovanissimi Carmine e Celestina, che tentano di sopravvivere in mezzo a mille prove e disavventure. Il loro imbarco clandestino li farà arrivare a New York, trovare una famiglia e unirsi ai tanti emigranti che già hanno raggiunto gli States. Diceva Salvatores, a seguito del ritrovamento da parte dello sceneggiatore in “un baule pieno di scartoffie”: “Già solo il fatto di essere venuto in possesso di una storia scritta da Federico Fellini e Tullio Pinelli, di cui si sapeva poco o niente, mi è sembrato meraviglioso… Come fare a non lasciarsi coinvolgere? Una storia che risale alla fine degli anni Quaranta, ispirata a una storia vera, raccontata come una favola. E scritta in un momento di passaggio per il nostro cinema: tra il neorealismo, la commedia all’italiana e i primi tentativi di un cinema più fantastico.”

Elio Rabbione

Nelle immagini, Tullio e Carlo Alberto Pinelli; la serata del ricevimento dell’Oscar per la strada”, cena a casa Pinelli, con Fellini e Paolo Stoppa.

Scontro tra auto e moto: motociclista ferito e ricoverato al Cto

Violento scontro tra auto e moto all’ora di pranzo di oggi, mercoledì 10 giugno, al confine tra Favria e Oglianico: un motociclista di circa 40 anni è rimasto gravemente ferito ed è stato elitrasportato al Cto di Torino. L’incidente si è verificato all’incrocio tra via Bertano e via Moro, dove si sono urtate una Ford Fiesta e una Honda. Per il forte impatto, il centauro è stato sbalzato sull’asfalto. Al momento del sinistro era in corso un temporale.

Sul posto sono giunti i soccorritori del 118 Azienda Zero con due ambulanze, i vigili del fuoco del distaccamento di Ivrea e la polizia locale di Favria, che ha eseguito i rilievi per ricostruire l’esatta dinamica. L’incrocio è regolato da cartelli di stop per chi transita su via Moro, ma resta da chiarire la traiettoria dei due mezzi.

A breve distanza sono intervenuti anche l’elisoccorso del 118 e il Drago dei vigili del fuoco. Giunti sul luogo anche il sindaco di Favria, Vittorio Bellone. Dopo essere stato stabilizzato sul posto, il motociclista è stato caricato sull’elicottero e trasferito al Cto di Torino per gli accertamenti e le cure del caso.

I medici hanno diagnosticato al motociclista la frattura del bacino e di entrambi i polsi. L’uomo dovrà restare ricoverato a lungo, ma non è in pericolo di vita. Illesa la donna al volante dell’auto. Per consentire i soccorsi e mettere in sicurezza i mezzi, la strada è stata chiusa temporaneamente alla circolazione.

VI.G

Quadila Festival 2026 Nel fine settimana, anteprima astigiana

 Tra percorsi sensoriali al buio, Trekking notturni e teatro

Venerdì 12 e sabato 13 giugno

Albugnano /Mondonio di Castelnuovo Don Bosco (Asti)

Sotto il titolo emblematico “Percorsi di senso”, prende il via nel prossimo fine settimana, con un “assaggio” nell’incantevole territorio collinare del Basso Monferrato, la sesta edizione del “Quadila Festival”, la rassegna culturale itinerante ideata ed organizzata dalla Compagnia Teatrale “Lo Stagno di Goethe ETS”. Quest’anno il Festival viaggerà toccando ben sette Comunitra “Torinese” e “Astigiano”: Albugnano, Casalborgone, Aramengo, Castelnuovo Don Bosco, Cerreto d’Asti, Pino d’Asti e Berzano San Pietro.“Fil rouge” dell’edizione 2026, la “dimensione sensoriale dell’esperienza umana”“una sfida aperta – dicono gli organizzatori – alla forte supremazia della ‘vista’ nella cultura occidentale contemporanea che finisce per relegare gli altri sensi a un ruolo marginale”. Al contrario, attraverso una proposta che spazia da spettacoli e concerti a camminate teatrali, incontri e scambi di sapere, il Festival “si propone quest’anno di favorire una percezione più complessa della realtà”. Il tema gioca volutamente sulla triplice accezione della parola “senso”: lo “strumento fisico” con cui partecipiamo alla vita, il “significato profondo” che attribuiamo al nostro tempo e la “direzione” che imprimiamo al nostro cammino. Il tutto mantenendo “la cifra stilistica della leggerezza e della convivialità”.

In attesa dell’inizio del Festival, che prenderà il via giovedì 9 luglio, il weekend di venerdì 12 e sabato 13 giugno segnerà l’avvio ufficiale delle attività con un’anteprima interamente ambientata tra Albugnano e la frazione Mondonio di Castelnuovo Don Bosco, luogo in cui morì, appena quattordicenne (9 marzo 1857), Domenico Savio, proclamato Santo da Papa Pio XII, nel 1954. Il programma dell’anteprima si aprirà venerdì 12 giugno ad Albugnano, nella “Sala Nilde Iotti” (via Municipale, 5), dove, dalle 18 alle 20, sarà possibile prendere parte a un “percorso sensoriale al buio”. Curata dall’“Unione Nazionale Italiana Volontari Pro Ciechi (U.N.I.Vo.C.)” di Cuneo in collaborazione con l’“Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti”, l’iniziativa “mira a stimolare l’empatia e la sensibilizzazione sulla disabilità visiva”. I partecipanti, divisi in piccoli gruppi, attraverseranno quattro stazioni tematiche dedicate ai sensi residui, guidati dagli operatori dell’Associazione all’interno di un itinerario completamente oscurato. La serata di venerdì proseguirà alle 21 con l’“Urban Trek” (ritrovo in piazza Serra) o “passeggiata guidata che unisce natura e letteratura”. Esperti accompagnatori la guida turistica e naturalistica Lucia Cane e l’attore Diego Coscia, i partecipanti assisteranno inizialmente a uno scambio di saperi sul “gioco delle bocce” con Mario Conrotto, per poi addentrarsi nel bosco verso l’“Abbazia di Vezzolano”: occasione perfetta per testare l’adattamento della vista all’oscurità e riscoprire aromi e suoni della fauna selvatica, intervallata da “letture teatrali” tratte dalle pagine di Jorge Luis Borges José Saramago, per concludersi con una suggestiva visita guidata notturna all’interno dell’Abbazia.

Sulla “valorizzazione dei talenti giovanili” e sulla “memoria locale” saranno invece incentrati gli appuntamenti di sabato 13 giugnoAlle 9,30, la “Sala Camilla Serafino” (via Roma, 9) di Albugnano ospiterà il laboratorio legato al Premio “Mark Ricard Mariut”, istituito dal “Comune” e da “Lo Stagno di Goethe” per ricordare un giovane del luogo prematuramente scomparso. Il concorso, rivolto a ragazzi tra i 10 e i 15 anni chiamati a raccontare una propria passione attraverso testi o video, culminerà alle 16,30 nello stesso spazio con la premiazione ufficiale e la restituzione pubblica del laboratorio, intitolata “La mia Passione”, in cui i cinque giovani vincitori racconteranno sul palco la propria dedizione verso l’arte, piuttosto che a uno sport, a un’attività artigianale, a una causa sociale o a una disciplina scelta consapevolmente. Il tardo pomeriggio di sabato aprirà le porte al secondo itinerario del weekend, intitolato “Scuole e chiese di collina: spazi di comunità attraverso il tempo”. Il ritrovo è fissato alle 18 nel parcheggio della “Chiesa di San Domenico Savio” a Mondonio, frazione di Castelnuovo Don Bosco. La storica locale Graziella Deideri guiderà il pubblico alla scoperta della “Scuoletta di Mondonio”, attiva fino agli anni Settanta e frequentata anche dal giovane Domenico Savio come allievo di Don Bosco, e della vicina “Biblioteca” con annesso il “Museo di vita contadina”. Appuntamento di chiusura, alle 21,30, sul sagrato della Chiesa romanica “Santa Maria” di Cornareto, con lo spettacolo teatrale “Amatissima – lezione recitata”, scritto ed interpretato dall’autrice e attrice Anna Delfina Arcostanzo , per la Compagnia “Lo Stagno di Goethe”.

Per ulteriori info: “Lo Stagno di Goethe”, via Roma 4, Albugnano (Asti); tel. 335/4836854 o www.lostagnodigoethe.com

g.m.

Nelle foto: “Percorso sensoriale”; “La mia Passione”; Anna Delfina Arcostanzo

Hiroshima Sound Garden accende giugno tra cultura, musica e impegno sociale  

La settimana di Hiroshima Sound Garden si apre all’insegna dell’arte come trasformazione dello spazio pubblico.

Lunedì 15 giugno il protagonista sarà Richi Ferrero, figura centrale della ricerca artistica torinese, al centro dell’incontro “Dal teatro di ricerca all’arte pubblica”, occasione per presentare il volume a lui dedicato, curato da Cristina Natta-Soleri per Allemandi Editore.

Da oltre cinquant’anni Ferrero attraversa discipline e linguaggi, costruendo un percorso che intreccia teatro sperimentale, installazioni urbane, arti visive e performance. Un viaggio creativo che ha contribuito a ridefinire il rapporto tra arte e città, rendendo lo spazio pubblico un luogo di partecipazione e immaginazione collettiva. A dialogare con l’artista sarà Fabrizio Gargarone, mentre la serata si concluderà con le sonorità visionarie del trombettista avant jazz Ramon Moro.

Martedì 16 giugno il Garden diventerà invece teatro di un gesto simbolico e concreto dedicato alla memoria femminile. Nell’ambito delle iniziative per l’empowerment e il contrasto al pink-washing promosse dall’Università di Torino, sarà inaugurato il nuovo giardino musicale di Hiroshima Mon Amour, arricchito da installazioni ludico-musicali per l’infanzia grazie al progetto YOUTOO della Città di Torino  in collaborazione con l’Associazione Toponomastica Femminile, progetto 4EGE For an effective gender equality: certification and other best practices e Torino Città delle donne. Al centro dell’iniziativa, la scelta collettiva del nome del giardino tra tre figure che hanno cambiato la storia dell’innovazione e della creatività: Daphne Oram, pioniera della musica elettronica; Clara Rockmore, virtuosa del theremin; Ada Lovelace, considerata la prima programmatrice della storia. Un’azione di arte pubblica che intreccia cultura, cittadinanza e parità di genere, culminando nel concerto dell’arpista CECILIA.

La serata proseguirà poi con il Comedy Garden e lo spettacolo Dopo Cristo di Tiziano Labella. Il comico romano, forte di un percorso internazionale nella stand-up comedy, porterà sul palco un monologo che alterna ironia tagliente, osservazione sociale e riflessioni personali, trasformando il quotidiano in materiale comico capace di parlare a tutti.

Mercoledì 17 giugno spazio invece a mareAmare, l’ambizioso progetto multidisciplinare ideato e diretto da Nicolò Piccinni. Nato dall’incontro tra musica, letteratura e teatro, il lavoro prende forma in un libro illustrato, un concept album e uno spettacolo dal vivo che racconta il bisogno umano di trovare un senso nelle proprie inquietudini. Tra canzoni eseguite dal vivo, immagini, narrazione e suggestioni sceniche, mareAmare accompagna il pubblico in un viaggio emotivo che attraversa perdita, trasformazione e rinascita. Una riflessione poetica sul nostro tempo e sulle realtà, reali o immaginate, in cui cerchiamo rifugio per comprendere noi stessi. La serata assume inoltre un importante valore sociale: l’ingresso sarà gratuito a fronte della donazione di almeno tre paia di mutande nuove, destinate al progetto “Non Lasciateci in Mutande” della Società di San Vincenzo De Paoli. Un gesto semplice ma concreto che trasforma la cultura in occasione di solidarietà, confermando la vocazione di Hiroshima Sound Garden a essere non soltanto luogo di spettacolo, ma spazio di comunità, incontro e partecipazione.

Valeria Rombolà

Rifondazione: UNPERCENTOEQUO, la proposta di iniziativa popolare

GIOVEDI 11 GIUGNO ALLE ORE 21
PRESSO IL CIRCOLO ARCI DELLA PODEROSA IN VIA SALERNO, 15/A – TORINO
INCONTRO CON
ALESSANDRO VOLPI & CLARA MATTEI – DOCENTI UNIVERSITARI
su: UNPERCENTOEQUO
Presentazione della Prop. di Legge di iniziativa popolare per introdurre una tassa sulle grandi ricchezze sopra i 2 milioni di euro.

Coordina Paolo Ferrero, che ha dichiarato:
“Presentiamo anche a Torino la Proposta di legge di iniziativa popolare per introdurre una tassa sulle grandi ricchezze, che ha già raccolto oltre 50.000 firme in tutta Italia. In un paese in cui la maggioranza della popolazione vede scendere costantemente il proprio tenore di vita occorre obbligare i ricchi a contribuire al bilancio dello stato e al rilancio del welfare. I soldi ci sono, oltre a tagliare le spese militari bisogna andarli a prendere dalle tasche di chi ne ha troppi!”

Organizza il Partito della Rifondazione Comunista – Fed. di Torino

Terrina di pasta con verdure, variante vegetariana della pasta al forno

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Una deliziosa variante vegetariana della tradizionale pasta al forno.
Senza pomodoro, ma ugualmente ricca di sapore. Un primo piatto ghiotto ed originale.

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Ingredienti

300gr.di pasta corta
1 porro
2 carote
300gr. di verza
200gr.di zucca
1 piccola melanzana
500ml. di besciamella
1 mozzarella
200gr. di prosciutto cotto
Parmigiano grattugiato q.b.
Olio, sale, pepe, noce moscata

Preparare le verdure, tagliarle a piccoli pezzi e stufarle per 20 minuti in padella con un poco di sale. Lasciar raffreddare e mescolare con il prosciutto cotto tritato, il pepe, la noce moscata ed il pepe. Preparare la besciamella con mezzo litro di latte.
Lessare la pasta al dente.
Mescolare la pasta con le verdure e la mozzarella a tocchetti, trasferire il tutto in una terrina imburrata, coprire con la besciamella e in ultimo cospargere con il parmigiano grattugiato.
Passare in forno a 200 gradi per circa 15/20 minuti, finche’ si sarà formata una crosticina dorata.

Paperita Patty