ilTorinese

Reale Mutua Assicurazioni e Reale Immobili al fianco di Basket Torino

Reale Mutua Assicurazioni e Reale Immobili annunciano il rinnovo del proprio impegno al fianco di Basket Torino. In vista della prossima scadenza contrattuale, Reale Mutua ufficializza il prolungamento del sostegno per la prossima stagione sportiva, con un’opzione per l’anno successivo. Parallelamente, anche Reale Immobili conferma la propria partnership con il club gialloblù, garantendo basi solide, continuità di visione e certezze economiche per il futuro della pallacanestro torinese.

L’annuncio del rinnovo si inserisce nel quadro dell’operazione di cessione del 100% delle quote societarie di Basket Torino all’imprenditore torinese Bruno Palombella. In questo contesto di evoluzione, Reale Mutua continua a rappresentare un elemento di stabilità, supporto e continuità per il territorio e per il basket torinese, facendo da ponte ideale in ognuna delle fasi di transizione della società negli ultimi 7 anni, confermando il proprio radicamento territoriale sotto la Mole a tutela della piena operatività del progetto sportivo.

Il Gruppo desidera rivolgere un sentito ringraziamento al Presidente uscente, David Avino e a tutto il suo team, per l’importante lavoro svolto nel corso degli ultimi cinque anni. La dedizione dimostrata e il rigore con cui ha guidato la società hanno permesso non solo di costruire un patrimonio sportivo e organizzativo di eccellenza, ma di garantire l’esistenza stessa del basket di alto livello nella realtà torinese, portando il club a raggiungere traguardi di rilievo, come il costante accesso alla seconda fase del campionato e la finale del 2023.

Un ringraziamento va inoltre al suo costante impegno nel costruire e valorizzare un settore giovanile forte, tassello fondamentale per permettere ai giovani di accedere ad attività sportive di livello e nel diffondere la cultura del benessere, della salute, dell’inclusione e del gioco di squadra.

Contestualmente, Reale Mutua e Reale Immobili rivolgono un caloroso benvenuto alla nuova proprietà. Nel condividerne i valori fondanti, la passione per questo sport e la forte attenzione allo sviluppo del territorio, il Gruppo conferma la massima apertura e la totale disponibilità a collaborare sin da subito. L’obiettivo comune resta quello di unire le forze per far crescere ulteriormente la squadra, consolidare la struttura societaria e raggiungere nuovi traguardi sportivi e sociali.

«Reale Group affonda le sue radici a Torino e per questa città avverte un profondo impegno verso la comunità, che supera la dimensione strettamente economica — ha dichiarato Luca Filippone, Direttore Generale di Reale Group — In questi sette anni lo scenario societario è cambiato più volte, ma noi abbiamo scelto di rappresentare un punto di riferimento solido, e una certezza per la squadra, per i tifosi e per l’intera collettività. Per noi il basket sotto la Mole non è solo competizione, ma un patrimonio sociale immenso, un punto di aggregazione per tantissimi giovani e per le loro famiglie. Siamo felici di continuare a fare la nostra parte con immutata passione, pronti a scrivere questo nuovo capitolo al fianco della nuova proprietà per far battere ancora più forte il cuore sportivo della nostra città».

Il volume di Quaglieni “Da Cavour alla Repubblica” a Montecitorio

La Edizioni Pedrini alla Camera dei Deputati giovedì 7 luglio 

Verrà presentato a Roma a Palazzo Montecitorio il prossimo 7 luglio, alle ore 16.00, su iniziativa dell’On. Alessandro Giglio Vigna Presidente della XIV Commissione Politca U.E. della Camera dei Deputati, il volume del prof. Pier Franco Quaglieni: “Da Cavour alla Repubblica. I rapporti tra Stato e Chiesa, laicità e laicismo nella storia d’Italia”.

Il prof. Quaglieni, Presidente del Centro Pannunzio di Torino, storico, editorialista nelle pagine del Corriere della Sera di Torino e firma di punta del quotidiano “il Torinese”,  nel libro offre una serie di valutazioni storiche, giuridiche e politiche che partono da punti di vista diversi, attuando la pratica della laicità.

Pier Franco Quaglieni

La presentazione è stata fissata nella Sala Stampa della Camera dei Deputati con il seguente programma: saluti istituzionali dell’On. Giglio Vigna, a cui seguiranno gli interventi del prof. Quaglieni, del direttore editoriale della Casa editrice Edizioni Pedrini con moderatrice Cristina Del Tutto CEO di Radio Parlamentare.

Nel volume di oltre 300 pagine, la cui copertina è stata realizzata da Ugo Nespolo, numerosi i temi trattati tra i quali:

– La storia dei rapporti tra Stato e Chiesa cattolica in Italia.

– La storia del separatismo liberale e laico tra la sfera politica e quella religiosa.

– La storia del Concordato del 1929 voluto da Mussolini che portò alla Conciliazione tra le due sponde del Tevere diventato “più stretto”, parafrasando Spadolini.

Il libro affronta anche diversi argomenti tra i quali:

– Il tema dei Patti Lateranensi inseriti nella Carta Costituzionale repubblicana del 1948.

– L’abrogazione del Concordato proposta da Marco Pannella.

– La revisione dei Patti Lateranensi del 1984 voluta da Bettino Craxi.

Nel contesto si chiarisce altresì il tema della laicità e del laicismo intesi non solo come fatto politico, ma anche in termini culturali e filosofici fino a considerare la società multireligiosa ed i possibili rapporti conflittuali con l’Islam.

Scheda tecnica

Casa editrice: Edizioni Pedrini

Autore: Pier Franco Quaglieni

Anno pubblicazione: 2026

Formato: rilegatura flessibile 168×240

pagine n.312

prezzo di copertina € 20,00

ISBN: 979-12-80602-94-7

Sergio Bartoli (Lista Cirio): «Torrente Orco, la Regione se ne sta occupando, ma servono interventi tempestivi»

Oscillazioni ingenti e improvvise della portata colpiscono numerosi corsi d’acqua sul territorio

«Apprendo con interesse e con favore dalla risposta dell’Assessorato all’Ambiente al mio question time sulla portata irregolare del torrente Orco come la Regione Piemonte abbia ben presente il problema, così come l’Autorità di Bacino, ed entrambe le istituzioni se ne stiano occupando attraverso la convocazione di tavoli di lavoro con tutte le parti in causa: operatori dell’energia, agricoltori ed Enti locali. Auspico che, al di là delle interlocuzioni doverose e necessarie, dagli incontri scaturiscano interventi concreti e tempestivi per ridurre o addirittura annullare le oscillazioni nella portata dell’Orco che mettono a rischio le colture e l’ecosistema della valle: già in condizioni climatiche usuali le ingenti variazioni della portata delle acque hanno ripercussioni pesanti sull’agricoltura e sulle specie ittiche presenti nell’alveo del torrente, ma in momenti di grande emergenza climatica come quello che stiamo vivendo la carenza improvvisa di acqua mette ancora più a rischio il territorio. Si tratta, in verità, di un fenomeno che non riguarda soltanto il torrente Orco: oscillazioni preoccupanti nella portata si verificano, infatti, in numerosi altri corsi d’acqua piemontesi. Molteplici segnalazioni in merito mi sono giunte nei giorni scorsi, infatti, da parte di cittadini e agricoltori preoccupati», così in una nota il Consigliere Regionale Sergio Bartoli (Lista Civica Cirio Presidente PML) a seguito della discussione in Consiglio regionale della sua interrogazione a risposta immediata “Criticità nella gestione delle portate del Torrente Orco e conseguenze sull’approvvigionamento irriguo nel Canavese”.

Piogge in forte calo e temperature record: il Piemonte monitora l’emergenza acqua

Emergenza idrica, riapre l’Osservatorio regionale

La Regione Piemonte torna ad attivare gli strumenti di monitoraggio per fronteggiare la crescente criticità legata alla scarsità d’acqua. Ad annunciarlo è l’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati, dopo la pubblicazione dell’ultimo bollettino idro-meteorologico di Arpa Piemonte, che evidenzia un quadro preoccupante sotto il profilo delle precipitazioni e della disponibilità delle risorse idriche.

Tra le misure decise dalla Regione figurano la riapertura dell’Osservatorio regionale sull’emergenza idrica e l’istituzione di un tavolo dedicato alla situazione del Lago Maggiore.

«Il quadro segnalato da Arpa è chiaro: mancano le piogge, le temperature sono ben sopra la media e i nostri fiumi, a partire dal Po, e le falde stanno pagando dazio – afferma l’assessore Marnati -. Con l’arrivo di queste ondate di calore anomalo, la situazione idrologica è destinata a peggiorare. Per questo abbiamo scelto di essere tempestivi: riapriamo quindi l’Osservatorio regionale per avere un monitoraggio costante e capillare dello scenario attuale e di quello che ci attende in piena estate, e attiviamo un tavolo specifico per il Lago Maggiore. La tutela della risorsa acqua e la sicurezza dei cittadini sono la nostra priorità».

Secondo Arpa Piemonte, nell’ultimo mese le precipitazioni sono risultate inferiori del 44% rispetto alla media climatica del periodo 1991-2020. Il deficit ha interessato l’intero territorio regionale, con le situazioni più marcate nelle aree settentrionali e orientali, dove gli scarti hanno raggiunto il 50%.

Anche il bilancio delle precipitazioni dall’inizio dell’anno idrologico rimane negativo, con una riduzione del 23% rispetto ai valori normali. Le condizioni di siccità vengono attualmente classificate tra lievi e moderate, soprattutto a causa delle scarse piogge registrate nei mesi di marzo e aprile.

Sul fronte delle temperature, maggio si è chiuso con valori medi superiori di circa 1,1 gradi rispetto alla norma climatica. Nonostante una prima parte del mese relativamente fresca, il maggio 2026 è risultato il settimo più caldo degli ultimi settant’anni in Piemonte.

Le riserve idriche immagazzinate sotto forma di neve e negli invasi mostrano anch’esse una situazione critica. A maggio la disponibilità complessiva è risultata inferiore del 31% rispetto ai valori medi, principalmente per il rapido scioglimento del manto nevoso nelle aree occidentali e settentrionali della regione.

I corsi d’acqua presentano portate significativamente ridotte rispetto alle medie storiche. Tra i casi più evidenti figurano il Sesia a Palestro, con una portata inferiore del 67%, e i fiumi Tanaro, Varaita e Toce, che registrano deficit vicini al 50%. Anche il Po, all’uscita del bacino piemontese, evidenzia una riduzione della portata media mensile pari al 46%.

Preoccupano inoltre i livelli della falda superficiale, che in molte zone del Piemonte risultano inferiori ai valori medi stagionali e, in alcuni casi, superano il 75° percentile delle soggiacenze, un indicatore che potrebbe anticipare future situazioni di criticità.

I dati relativi a giugno confermano la tendenza negativa. Le precipitazioni registrate fino alla scorsa settimana sono risultate inferiori del 50% rispetto alla norma, con conseguenze dirette sulle portate dei corsi d’acqua. Le aree maggiormente in sofferenza sono quelle situate a sud del Po.

L’ultimo bollettino settimanale di Arpa Piemonte evidenzia inoltre temperature mediamente superiori di circa 2 gradi rispetto ai valori normali e precipitazioni molto scarse, con appena 5 millimetri di pioggia mediamente caduti sul bacino del Po.

Per i prossimi giorni le previsioni non lasciano intravedere miglioramenti significativi. Sono attese anomalie termiche comprese tra 4 e 5 gradi nella settimana in corso e fino a 5-6 gradi nella successiva, mentre le precipitazioni continueranno a mantenersi al di sotto della media climatica.

In questo contesto, la Regione ha deciso di riattivare l’Osservatorio regionale sull’emergenza idrica con l’obiettivo di seguire costantemente l’evoluzione della situazione relativa all’acqua potabile, agli utilizzi agricoli, ai bacini artificiali e ai principali corsi d’acqua. Tra le novità figura anche la nascita di un tavolo tecnico dedicato esclusivamente al Lago Maggiore, uno dei sistemi idrici più strategici del Nord Italia.

Scanderebech e il blackout a Palazzo Civico

La capogruppo di Forza Italia Federica Scanderebech, che ieri aveva dato il via al dibattito in Sala Rossa sul problema dei blackout, oggi ha scattato  queste foto a Palazzo Civico. Anche il Municipio, a quanto pare,  non è immune al blocco di energia elettrica. “Oggi in municipio si stanno susseguendo diversi blackout, il Sindaco chiederà scusa ai suoi funzionari impossibilitati a lavorare, a coloro che sono rimasti chiusi negli ascensori? O adesso sarà mica colpa dei dipendenti comunali se salta la luce anche a palazzo civico?”, commenta la consigliera.

Protocollo d’Intesa per la Sicurezza Cibernetica

È stato rinnovato oggi presso la Questura di Torino il Protocollo d’Intesa tra il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica del Piemonte e Valle d’Aosta e Infratrasporti Torino, finalizzato alla prevenzione e al contrasto dei crimini informatici.
La Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica opera quotidianamente per tutelare l’integrità e la funzionalità delle reti informatiche delle infrastrutture strategiche del Paese. A questo scopo, il Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche coordina le attività, avvalendosi dei presidi territoriali presenti in ogni regione. Inoltre, grazie a una sala operativa attiva 24 ore su 24, rappresenta il punto di contatto nazionale e internazionale per la gestione tempestiva degli eventi critici.
L’accordo rafforza una collaborazione strategica per la protezione delle infrastrutture critiche presenti sul territorio torinese grazie ad una strategia di costante condivisione informativa necessaria alla prevenzione e alla mitigazione delle minacce cyber.
La firma, avvenuta alla presenza del Sig. Questore di Torino dott. Massimo Gambino, del Dirigente del COSC Piemonte e Valle D’Aosta, Dott.ssa Assunta Esposito, del Presidente e Amministratore Delegato di Infra.To Prof. Ing. Bernardino Chiaia, conferma e rinnova l’impegno intrapreso di proseguire un percorso condiviso che ha già prodotto modelli operativi efficaci e che, con la firma odierna si pone l’obiettivo di produrne di più avanzati e aderenti alle nuove realtà operative.
Elemento centrale del protocollo, in linea di continuità con la precedente sottoscrizione, sarà la condivisione strutturata delle informazioni sugli eventi cyber più rilevanti per poter affrontare tempestivamente eventuali situazioni di emergenza e rafforzare l’efficacia delle azioni di contrasto.
Tra gli aspetti qualificanti dell’accordo rientra anche il potenziamento delle attività formative congiunte.
Gli specialisti della Polizia Postale e di Infra.To prenderanno parte a momenti di confronto dedicati alle vulnerabilità informatiche, alle nuove metodologie di protezione e agli scenari emergenti della cybersecurity. Un lavoro condiviso che contribuirà ad accrescere resilienza, capacità operative e innovazione.
  
Presidente e A.D. Infra.To Prof. Ing. Bernardino Chiaia: “Il rinnovo di questo Protocollo conferma la nostra attenzione al tema della sicurezza e della resilienza delle infrastrutture strategiche del territorio. Oggi la protezione delle reti e dei sistemi digitali è una componente essenziale per garantire continuità, affidabilità ed efficienza dei servizi pubblici.
 
La collaborazione con la Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica rappresenta un valore nell’ambito di un approccio fondato sulla condivisione delle informazioni, sulla prevenzione e sullo sviluppo di competenze sempre più avanzate. Le minacce cyber evolvono rapidamente e richiedono strumenti, conoscenze e modelli operativi capaci di adattarsi con tempestività ai nuovi scenari.
 
Con questo rinnovo Infra.To ribadisce il proprio impegno a investire nella sicurezza, nell’innovazione e nella costruzione di un sistema sempre più capace di proteggere infrastrutture e cittadini, attraverso una collaborazione istituzionale concreta e orientata ai risultati».”
 
DIRIGENTE COSC POLIZIA POSTALE DOTT.SSA ESPOSITO: “Il protocollo è uno strumento prezioso per le attività istituzionali svolte dal nostro Centro ed è funzionale ad un dialogo continuo con le infrastrutture critiche presenti sul territorio di competenza poiché oggi i servizi essenziali sono sempre più dipendenti da sistemi digitali interconnessi. Questa sinergia ci consente pertanto di rafforzare una cultura e delle metodologie condivise di contrasto al cybercrime.”

Raffaella Romagnolo presenta “La segreta cura”

Alla Fondazione Mirafiore, per le “Passeggiate Letteriarie”

Venerdì 26 giugno, alle ore 18.30, nell’incantevole del Bosco dei Pensieri, all’interno del Villaggio Narrante di Fontanafredda, a Serralunga d’Alba, le passeggiate letterarie della Fondazione Emanuele di Mirafiore accoglieranno Raffaella Romagnolo, che leggerà e racconterà il suo libro “La segreta cura”.

Cosa c’è sotto la superficie della nostra pelle? A vederci da fuori siamo tutti uguali, ma appena sotto la pelle sono in corso processi di cui nemmeno noi siamo sempre consapevoli, e che sono malattie che, una volta diagnosticate, modificano per sempre il corso della nostra vita. È quello che è accaduto a Raffaella Romagnolo che, solo dopo molti anni dalla diagnosi, ha deciso di raccontare la sua esperienza, “perché tutto diventa scrittura”. L’autrice ripercorre i primi consueti medici, le cure con l’interferone gli effetti collaterali invasivi,  il lento percorso di accettazione fino alla richiesta di invalidità. Dopo aver dato un nome alla malattia, il passo seguente è stata farla conoscere sul piano sociale. La parola “cura” del titolo porta in sé una doppia radice: la terapia medica e, nel senso etimologico latino, la preoccupazione e l’angoscia. Elaborare la malattia significa anche rendersi conto di essere un corpo, non di avere un corpo, e di ricostruire la propria identità in una forma più matura e complessa. Il traguardo è possibilità di contemplare un orizzonte più terso e ampio.

Ingresso libero con prenotazione obbligatoria tramite il sito www.fondazionemirafiore.it

Mara Martellotta

Il Giappone all’ombra della Mole

A Torino la “tre giorni” del “Torino Matsuri 2026”, il Festival dedicato alla scoperta e alla diffusione della Cultura nipponica

Da venerdì 3 a domenica 5 luglio

Dal tradizionale “Chanoyou” o “Chadō” pubblico (millenaria e solenne cerimonia del tè, tra le arti tradizionali più note del “Buddismo Zen”) alla pratica dimostrazione della “pittura a inchiostro sumi-e” o dell’ “acquerello suisaiga” fino al coinvolgente worksop dedicato ai tradizionali “tamburi taiko” suonati dal celebre Gruppo italiano- di studio e spettacolo – dei “Munedaiko” (riconosciuto ufficialmente come collaboratore culturale dell’“Ambasciata del Giappone in Italia”): sarà un viaggio estremamente curioso e ben articolato quello proposto dal “Torino Matsuri 2026”, Festival interamente incentrato sulla scoperta e divulgazione della “Cultura giapponese”, organizzato dall’Associazione Culturale “Yoshin Ryu” all’“Impianto Crescenzio” (affiliato Arci Torino), in lungo Dora Colletta 53, a Vanchiglietta.

Giunto ormai alla sua undicesima edizione, l’evento è in programma per tre giorni a Torino, da venerdì 3 a domenica 5 luglio, in occasione della festa tradizionale del “Tanabata”, nota come la “Festa delle stelle innamorate”, che si celebra in Giappone il 7 luglio, traendo origine da una “romantica” leggenda cinese. Leggenda che vede protagonisti  i due amanti Orihime (la “stella Vega”) e Hikoboshi (la “stella Altair”), separati dalla “Via Lattea” e condannati a incontrarsi una sola notte all’anno. Per l’occasione, le strade e le case si riempiono di colore grazie ai “tanzaku”, piccoli foglietti colorati su cui le persone scrivono i propri desideri e preghiere d’amore, per poi appenderli a rami di bambù. Una festa che unisce, così, il fascino del cosmo a una profonda e suggestiva tradizione popolare. E che, in quest’edizione del Festival, in “salsa torinese”, vuole però aprirsi ai ritmi e alle immagini dell’attualità. Sottolinea, infatti, Giada Turtoro, vicepresidente dell’Associazione Culturale “Yoshin Ryu”: “Il Festival continua a crescere, consolidando una formula che affianca i nostri appuntamenti più amati ad alcune novitàQuest’anno, infatti, accanto alla solennità dei laboratori tradizionali e dei tamburi ‘taiko’, siamo felici di aprire le porte alla vivacità dei ‘cosplay’ e del mondo ‘gaming’. È questa contaminazione tra la sacralità del passato e l’energia del presente a rendere l’evento un punto di riferimento unico nel panorama culturale.

Cosa aspettarsi, dunque, dall’undicesima edizione dell’evento? “Un’immersione totale tra le ‘suggestioni millenarie’ e le vibranti ‘tendenze pop’ del Paese del Sol Levante. Questo Festival si propone come un ‘ponte culturale’, offrendo un programma fitto e articolato che si sviluppa rivolgendosi ad appassionati, ma anche a famiglie e curiosi di tutte le età”.

Nel fine settimana di sabato 4 e domenica 5 luglio i cancelli rimarranno aperti dalle 10 alle 23,30, con una ricca costellazione di workshop tematici legati alla tradizione: dalla precisione della “calligrafia shodō” all’armonia botanica dell’“ikebana” e all’arte preziosa dell’“origami”. I visitatori potranno inoltre approcciare la “lingua giapponese”, scoprire i segreti della vestizione dello “yukata” (il tipico kimono estivo), apprendere le tecniche del “disegno manga” e creare i celebri pupazzi “amigurumi” ad uncinetto. Non mancheranno dibattiti e incontri culturali. Da segnalare, in particolare il tema della “sicurezza personale femminile” affrontata con il metodo “Sicuramente Donna”, accanto alla “presentazione di romanzi” dedicati al Giappone firmati da autrici emergenti e proposti da Denise Paradiso, nonché un nostalgico viaggio nel “mondo dei videogiochi” con un “focus” sui trentacinque anni di “Street Fighter”, guidato dall’esperto Mike Arcade.

Grandi protagoniste delle serate la “proposta gastronomica” (a partire dalla cena di venerdì 3 luglio a base di “ramen” – spaghetti di frumento serviti in brodo di carne o pesce – preparata dallo chef Carlo “Ojisan” Mele) e l’“intrattenimento”, dal “cinema” alla “musica dal vivo” con la travolgente energia, in particolare, de “I Cavalieri di Zara”“cartoon tribute band” che farà ballare il pubblico con le “sigle animate” più amate dagli anni ’80 al 2000. La giornata di domenica 5 luglio sarà invece scandita dal “ritmo ancestrale” del Giappone: nel pomeriggio si terrà l’atteso workshop di “tamburi tradizionali taiko” con i celebri “Munedaiko”, mentre la serata vedrà alternarsi sul palco una suggestiva performance di “teatro marziale” e il potente concerto finale dello stesso gruppo di percussionisti. Per finire, gli appassionati di motori potranno ammirare da vicino un’esposizione di veicoli storici e moderni a cura di “Mazda” e “Toyota”, mentre l’area “gaming” intratterrà il pubblico con “tornei di carte collezionabili” e sfide ai giochi di strategia orientali come lo “shogi” e il “go”. Il sipario calerà sull’immancabile e colorata “gara cosplay”, moderata dallo staff di “Nerd Chop Express”, Denise Paradiso e Mike Arcade, che premieranno i “migliori costumi” ispirati a “fumetti”, “anime” e “videogiochi”. Tributo completo al mondo magico del più contemporaneo “Paese del Sol Levante”. Per ulteriori info: tel. 375/5802205 o www.yoshinryu.com

Gianni Milani

Nelle foto: “Tamburi taiko” – Munedaiko; “Chanoy pubblico”; Pittura “Sumi-e”

Siccità, Confagricoltura: “servono invasi, reti irrigue e una strategia”

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Allasia: “L’acqua è la prima infrastruttura dell’agricoltura. Senza investimenti rischiano coltivazioni, allevamenti e competitività delle imprese”

I livelli dei corsi d’acqua piemontesi e il progressivo peggioramento delle condizioni idriche registrato nelle ultime settimane riportano al centro una questione che l’agricoltura conosce bene da anni: la disponibilità di acqua non può più essere considerata un fattore scontato.

Le segnalazioni provenienti dal territorio evidenziano una situazione che richiede attenzione. Il Tanaro, principale affluente piemontese del Po, presenta portate fortemente inferiori alla norma e anche il Po, nel tratto torinese, registra valori particolarmente bassi per il periodo. Nel complesso, dall’inizio dell’anno le precipitazioni in Piemonte risultano inferiori di circa il 10% rispetto alla media storica, dopo un mese di maggio particolarmente asciutto e caratterizzato da temperature elevate.

Per Confagricoltura Piemonte questi segnali confermano la necessità di accelerare gli investimenti sulle infrastrutture idriche. “Il cambiamento climatico – dichiara il presidente di Confagricoltura Piemonte, Enrico Allasia – non è più una prospettiva ma una realtà con la quale le imprese agricole devono confrontarsi ogni giorno. Alterniamo periodi di precipitazioni intense a lunghi intervalli siccitosi. Per questo occorre trattenere l’acqua quando è disponibile e renderla utilizzabile nei momenti di necessità”.

Secondo Confagricoltura Piemonte la priorità è realizzare nuovi invasi e completare con sollecitudine quelli già programmati, potenziare la capacità di accumulo diffusa sul territorio e proseguire nella modernizzazione della rete irrigua, riducendo le perdite e aumentando l’efficienza nella distribuzione della risorsa.

“L’acqua è la prima infrastruttura dell’agricoltura. Senza acqua – prosegue Allasia – non ci sono raccolti, non ci sono foraggi e vengono messe a rischio intere filiere produttive, a partire da quelle zootecniche che rappresentano una componente fondamentale dell’agroalimentare piemontese”. La disponibilità idrica riguarda infatti non soltanto le colture irrigue, ma anche la produzione di mais, prati e foraggi destinati all’alimentazione animale, con effetti che possono estendersi all’intera filiera lattiero-casearia e alle produzioni di carne.

Confagricoltura Piemonte sottolinea inoltre come gli investimenti in infrastrutture idriche debbano essere considerati opere strategiche per lo sviluppo regionale, al pari delle grandi infrastrutture di trasporto e logistica. “Non possiamo affrontare ogni estate come un’emergenza. Servono programmazione, visione e investimenti. Il Piemonte dispone di competenze tecniche, consorzi irrigui efficienti e professionalità di alto livello. Occorre mettere a sistema queste risorse e realizzare le opere necessarie per garantire acqua all’agricoltura, all’ambiente e alle comunità locali. La sicurezza idrica – conclude Allasia – sarà una delle condizioni fondamentali della competitività agricola dei prossimi decenni”.