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Banco farmaceutico Torino: numeri da record per la raccolta di medicinali

Numeri da record per la 26ª edizione delle Giornate di Raccolta del Farmaco di Banco Farmaceutico (10–16 febbraio).
In Piemonte hanno aderito 616 farmacie e sono state raccolte 83.443 confezioni di farmaci (+ 6,92% rispetto al 2025), pari a un valore di oltre 776mila euro (+ 8,9%), che contribuiranno a curare oltre 100.000 persone aiutate da 167 realtà del territorio regionale.

A Torino e provincia, dove hanno aderito 335 farmacie, le percentuali di crescita sono ancora maggiori: sono state raccolte 53.801 confezioni (+11,35% rispetto al 2025), pari a un valore di 495mila euro (+13,44%) che aiuteranno di 71 realtà assistenziali e oltre 71.000 persone in condizioni di povertà sanitaria.

Emirates, a Torino ricerca di nuovo personale

Emirates, compagnia aerea internazionale, continua in Italia la ricerca di personale di bordo con un nuovo appuntamento a Torino. Il prossimo 26 febbraio, infatti, si terrà nel capoluogo piemontese un open day alle ore 9:00 presso Best Western Plus Executive Hotel and Suites, in Via Nizza, 28.

Questi incontri rientrano nel piano strategico della compagnia aerea di continuare a investire sul personale in Italia. La compagnia aerea ha organizzato numerosi open day nel nostro Paese, e oggi più di 922 italiani fanno parte dell’equipaggio di cabina di Emirates, che conta oltre 25.530 membri.

In linea con la capillarità del network dell’azienda e della diversità dei membri del suo equipaggio di cabina, con l’obiettivo di portare alta la bandiera dello stile di vita dinamico di Dubai, la ricerca di nuovo personale di bordo arriva, in uno dei momenti più entusiasmanti della storia di Emirates: il riammodernamento degli A380 con l’inserimento della nuova classe di volo Premium Economy, la consegna della nuova flotta di Airbus A350 e Boeing 777-X.

La ricerca di nuovo personale di bordo è indirizzata soprattutto a coloro che a breve si affacceranno al mondo del lavoro o per chi ha cominciato da poco a muovere i primi passi nel settore dell’hospitality. La compagnia aerea invita, infatti, i neolaureati che hanno in curriculum uno stage o un lavoro part-time; coloro che hanno un anno o poco più di esperienza nel settore dell’ospitalità o del servizio clienti; e le persone desiderose di intraprendere un’entusiasmante carriera in giro per il mondo. I nuovi assunti faranno parte della più grande compagnia aerea internazionale del mondo e di uno dei marchi più iconici, oltre ad apprendere le competenze in materia di ospitalità e di vita dai migliori formatori del settore.

La compagnia aerea con sede a Dubai è alla ricerca di persone che abbiano la passione per un’hospitality improntata alla semplicità, ma al tempo stesso personalizzata e impeccabile, per offrire ai clienti un’esperienza di viaggio indimenticabile. E, dato che la sicurezza è una delle massime priorità di Emirates, il candidato ideale dovrà essere in grado di prendere il controllo quando si tratta di gestire i servizi degli aerei e le procedure di sicurezza. Tutto l’equipaggio di Emirates riceverà una formazione di primo livello presso la struttura all’avanguardia della compagnia aerea a Dubai.

Emirates offre ai candidati straordinarie opportunità di carriera, con eccellenti strutture di formazione e un’ampia gamma di programmi di sviluppo per i suoi dipendenti. Tutti i membri dell’equipaggio della compagnia aerea risiedono nell’eccitante città cosmopolita di Dubai e godono di un interessante pacchetto di lavoro che comprende una serie di benefit come uno stipendio esente da imposte, un alloggio fornito dalla compagnia, il trasporto da e verso l’aeroporto, un’ottima copertura medica e sconti esclusivi per lo shopping e le attività ricreative a Dubai. Il crescente network globale di Emirates offre molte opportunità di viaggio e si estende su sei continenti. L’equipaggio di bordo di Emirates gode di interessanti agevolazioni di viaggio per sé, per le proprie famiglie e per gli amici in tutte le destinazioni raggiunte dalla compagnia aerea.

Tutti i nuovi membri dell’equipaggio di cabina seguono un’intensa formazione di 8 settimane sui più alti standard di ospitalità, sicurezza e fornitura di servizi nella modernissima struttura di Emirates a Dubai. Per non parlare delle preziose competenze personali acquisite lavorando con all’interno di una comunità di equipaggi diversi e sperimentando nuove destinazioni e culture attraverso la rete Emirates.

Per gli aspiranti membri dell’equipaggio, l’opportunità di entrare a far parte di Emirates è a un solo evento di reclutamento. Per saperne di più sui requisiti, i benefit, il programma di formazione, il calendario globale degli eventi di reclutamento e per candidarsi, visitare la pagina Emirates Cabin Crew careers qui.

Cinque pagine inedite di Mussolini riemergono dal mercato antiquario torinese

Recentemente a Torino sono stati individuati e recuperati alcuni manoscritti originali attribuiti a Benito Mussolini, poi restituiti allo Stato e destinati alla conservazione presso l’Archivio Centrale dello Stato. L’operazione è stata condotta dai Carabinieri – Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Torino, che hanno intercettato i documenti mentre stavano per essere immessi nel circuito del collezionismo privato.

Si tratta di cinque pagine autografe, riconducibili con certezza alla mano del duce, contenenti annotazioni preparatorie per l’incontro del 22 aprile 1944 con Adolf Hitler, avvenuto al Castello di Klessheim. I fogli riportano appunti sintetici su questioni militari, politiche ed economiche, probabilmente utilizzati come traccia in vista del colloquio con il leader nazista.

Non si tratta di lettere personali, bensì di note operative che offrono uno spaccato diretto del clima politico e strategico degli ultimi mesi della Repubblica Sociale Italiana. Il recupero di questi documenti rappresenta un contributo significativo per gli studiosi, poiché consente di approfondire la comprensione dei rapporti tra Mussolini e la Germania nazista nella fase conclusiva della Seconda guerra mondiale.

La fiamma paralimpica arriva a Torino

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Martedì 24 febbraio Torino accoglierà il passaggio della Fiamma Paralimpica dei Giochi di Milano Cortina 2026. Un appuntamento dal forte valore simbolico che celebra i valori dello sport paralimpico – coraggio, determinazione, ispirazione, uguaglianza – e rinnova il legame della città con le discipline paralimpiche, a vent’anni dall’indimenticabile esperienza dei Giochi Invernali del 2006.

Quella di Torino è la prima tappa del viaggio della Fiamma, che ha preso il via al termine della cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici e che si concluderà il 6 marzo all’Arena di Verona, che sarà anche la sede della cerimonia di apertura dei Giochi Paralimpici.

Martedì le celebrazioni si svolgeranno in piazza Castello a partire dalle ore 17, con sport, musica e testimonianze che si incontreranno per dare vita a un momento di festa e condivisione, in attesa dell’arrivo della Fiamma e dell’accensione del braciere, previsto tra le ore 18.45 e le 19.15.

La cerimonia si aprirà con un racconto dedicato ai Giochi Paralimpici e al viaggio della Fiamma, seguito da un momento istituzionale che vedrà sul palco l’assessore allo Sport e ai Grandi eventi della Città di Torino Domenico Carretta, la presidente CIP Piemonte Silvia Bruno, la delegata provinciale CONI Francesca Grilli e il consigliere federale FISG Giuseppe Antonucci. Sarà inoltre l’occasione per celebrare il ricordo dei Giochi Paralimpici Invernali Torino 2006, insieme alla presidente del Comitato organizzatore, Tiziana Nasi, e ad alcuni atleti che sono stati protagonisti di quella edizione, tra cui Gianmaria Dal Maistro (medaglie d’oro nel supergigante e medaglia d’argento nello slalom gigante) e i giocatori e componenti dello staff della squadra azzurra di Para Ice Hockey Danilo Bosio, Luigi Grill, Gianluca Cavaliere, Francesco Mancuso, Bruno Balossetti, Orazio Fagone, Adriano Rossetti, Gregory Leperdi, Claudio Massalin e Stefano Frassinelli.

La cerimonia si chiuderà con un talk con un Ambassador di Milano Cortina 2026.

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Morto il bimbo di cinque mesi caduto. La procura indaga per omicidio colposo

Profondo dolore a Pessione di Chieri, piccola frazione del Comune di Chieri, dove un bambino di appena cinque mesi ha perso la vita in seguito a un grave incidente domestico. Il piccolo è deceduto all’ospedale Regina Margherita di Torino, dove era stato trasportato d’urgenza e ricoverato in condizioni disperate.

Secondo quanto ricostruito finora, l’episodio si sarebbe verificato nella mattinata di sabato all’interno dell’abitazione di famiglia. La madre, una donna di circa quarant’anni, stava scendendo le scale con il figlio in braccio quando sarebbe stata colta da un malessere improvviso. A causa della perdita di equilibrio, il bambino sarebbe sfuggito alla presa, finendo sui gradini e riportando traumi gravissimi.

I soccorsi e il ricovero

L’allarme è stato lanciato immediatamente e sul posto sono intervenuti i sanitari del 118. Il neonato si trovava in condizioni critiche, con arresto cardiaco. I medici sono riusciti a rianimarlo prima sul luogo dell’incidente e successivamente durante il trasporto in ambulanza. Una volta giunto in ospedale, è stato affidato alle cure dei rianimatori, ma le lesioni riportate – in particolare alla testa e al torace – si sono rivelate troppo estese. Dopo alcuni giorni di ricovero, il suo cuore ha cessato di battere.

Gli accertamenti

Sulla vicenda è stato aperto un fascicolo dalla Procura di Torino, un passaggio formale necessario per chiarire con precisione la dinamica dei fatti. Al momento non risultano persone indagate.

I militari dell’Carabinieri hanno raccolto le testimonianze dei genitori e stanno svolgendo gli approfondimenti tecnici per verificare ogni elemento utile a ricostruire l’accaduto. Gli inquirenti intendono accertare se la caduta sia stata effettivamente causata da un malore improvviso, come riferito dalla madre

Raccolta fondi del “Lorusso e Cutugno” per il Regina Margherita

Dalle mura della Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino giunge all’unisono un monito di importante valore per i bambini del reparto di Pediatria dell’ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, volto ad incoraggiare un futuro migliore per questi pazienti in tenera età.
Il Direttore dell’Istituto penitenziario, dottoressa Elena Lombardi Vallauri, ed il Comandante del Reparto di Polizia Penitenziaria, Primo Dirigente dottor Luca Morali, forti della generosa e sentita partecipazione di ogni singolo operatore che, a vario titolo, presta servizio all’interno della struttura detentiva, esprimono la loro vicinanza alle famiglie dei bambini in cura presso il reparto di Pediatra dell’ospedale Regina Margherita (diretto dal dottor Marco Spada).
Il progetto di raccolta fondi nasce durante le festività natalizie, proprio nel periodo dell’anno in cui la famiglia rappresenta ancor di più il punto cardine su cui si basa l’educazione, la crescita e lo sviluppo dei bambini. “Garantire ai più piccoli la speranza è compito di noi tutti” dice il Comandante Morali, traendo tale pensiero proprio dal motto della Polizia Penitenziaria: “Despondere spem munus nostrum”. Si aggiunge poi la Direttrice Vallauri: “Ringrazio tutti coloro che con un piccolo gesto hanno contribuito a sostenere quello che è l’impegno costante del reparto di Pediatria, volto a sostenere obiettivi e miglioramenti nella qualità delle cure dei bambini”.
Nella giornata di ieri è avvenuta la consegna del ricavato, devoluto interamente in beneficenza per una nobile causa. Un gesto contraddistinto dal grande cuore e dal costante spirito di Corpo che caratterizza chi ogni giorno garantisce il proprio impegno per consentire il recupero sociale delle persone che hanno sbagliato nella propria vita. Una prossimità silenziosa, ma che non passa inosservata, perché ci permette di guardare avanti con gli occhi di chi vuole ancora crederci e che fa bene soprattutto ai bambini, coloro che più di tutti meritano di continuare a sognare.

Piano Industriale del Piemonte: focus su infrastrutture, innovazione e attrazione investimenti

L’incontro annuale tra la Giunta regionale e l’associazione degli industriali ha aggiornato gli impegni in vista del 2026, prendendo le mosse dall’analisi dei risultati conseguiti sui 18 obiettivi del Piano industriale regionale.

Cirio e Amalberto: «Rispondiamo a una fase geopolitica complessa rafforzando la programmazione»

Si è tenuto oggi al Grattacielo Piemonte il vertice bilaterale tra Regione Piemonte e Confindustria Piemonte. All’appuntamento hanno preso parte il presidente Alberto Cirio e la vicepresidente Elena Chiorino, insieme agli assessori della Giunta; per il sistema industriale erano presenti il presidente regionale Andrea Amalberto, otto presidenti delle associazioni territoriali, i rappresentanti dei Giovani Imprenditori e della Piccola Industria, sei presidenti dei gruppi di lavoro e Ance Piemonte.

Dopo la sessione plenaria si sono svolti tavoli operativi tra amministratori e imprese per definire i traguardi 2026 del Piano Industriale del Piemonte (Pip), il documento che dal 2021 orienta la collaborazione tra Regione e Confindustria.

«Il confronto costante e la collaborazione con le categorie economiche, e con Confindustria in particolare, rappresentano per noi una priorità strategica per lavorare insieme per la crescita e lo sviluppo del Piemonte in un contesto internazionale complesso, all’interno del quale il nostro territorio sta affrontando la sfida della transizione industriale con buone prospettive di crescita in comparti come l’aerospazio, che sta accompagnando e compensando le difficoltà di altri ambiti industriali. È un percorso che oggi trova riscontro anche nei dati di crescita, con il Piemonte che recupera punti di Pil rispetto alle altre regioni del Nord d’Italia e sul lavoro: in Piemonte registriamo i livelli di disoccupazione più bassi degli ultimi 26 anni – dichiara il presidente della Regione Alberto Cirio –. Quella di oggi è una giornata importante perché ci consente di fare il punto su alcuni obiettivi, a partire dalla realizzazione delle grandi infrastrutture, lo sviluppo della logistica, l’innovazione, la formazione e l’attrazione degli investimenti. Come Regione stiamo lavorando su una serie di provvedimenti a partire dalla creazione di una Zes davvero efficace per alcune aree del Piemonte, con incentivi fiscali e sburocratizzazione: un’operazione che ho già condiviso con il governo e con il ministro Urso. Inoltre, nella programmazione europea 2028-2034 attiveremo un fondo per la bonifica dei siti industriali dismessi in modo da renderli a disposizione del mercato e di chi vuole investire qui. A questo si aggiungono le nostre politiche energetiche, con le gare per le concessioni idroelettriche e la possibilità di avere quote di energia a prezzi calmierati a supporto del sistema produttivo e la semplificazione urbanistica. Proprio domani – ha concluso il presidente – è arriva in Consiglio regionale il Cresci Piemonte, un provvedimento speciale fortemente voluto anche dalle associazioni di categoria, che dimezza le tempistiche delle procedure urbanistiche in capo alla Regione, mentre prosegue il più complessivo lavoro di riforma della legge urbanistica che presenteremo entro la fine dell’anno».

Nel corso del confronto, la Regione ha ribadito la centralità delle politiche per accrescere l’attrattività del territorio, a partire dall’ipotesi di istituire in alcune aree – in particolare nel Torinese e nel Basso Alessandrino – una Zona economica semplificata con benefici fiscali concreti, crediti d’imposta e iter amministrativi più snelli. Il tema sarà portato all’attenzione della Commissione Industria del Senato. Parallelamente, nella futura programmazione europea 2028-2034 si punta a introdurre un fondo destinato alla bonifica delle aree industriali dismesse, così da favorirne il riutilizzo produttivo.

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Rinascere tra le pagine: Una nuova me di Isabel Venuti

TORINO TRA LE RIGHE
Rinascere non è mai un gesto eclatante. Non è un’esplosione di forza, non è una dichiarazione pubblica. È qualcosa di più silenzioso, quasi impercettibile: un passo minuscolo fatto quando tutto dentro sembra crollato. Una nuova me di Isabel Venuti nasce proprio in quel punto fragile e potentissimo insieme.
Isabel Venuti, nata e cresciuta nel cuore di Torino, trae ispirazione dall’anima discreta della sua città, dalle storie che restano sottovoce tra i portici e dalle relazioni che si intrecciano nelle sue strade. Laureata in giurisprudenza, a trentanove anni ha scelto di affiancare alla razionalità degli studi una scrittura intima e diretta, mettendo al centro un tema che attraversa tutta la sua produzione: la fiducia nelle relazioni e il percorso, spesso doloroso, verso la consapevolezza.
Il suo esordio, Ho le prove, nasce dall’esperienza del tradimento vissuta in prima persona e affronta il bisogno di chiarezza quando i sospetti minano una relazione. ConAdesso scelgo me, l’autrice sposta l’attenzione sulle relazioni tossiche e sull’importanza di riconoscere i legami che svuotano anziché nutrire, accompagnando il lettore verso un primo atto di autodeterminazione. Una nuova me rappresenta il passaggio successivo e forse più maturo: non più soltanto capire o scegliere, ma rinascere. Non più interrogarsi su ciò che è accaduto, ma ricostruire ciò che resta. E soprattutto, ciò che può diventare.
È un cammino narrativo che procede per tappe — dal dolore alla consapevolezza, dalla scelta alla rinascita — e che riflette un’esperienza profondamente contemporanea: quella di chi impara, a volte dopo molte cadute, che l’amore non può prescindere dal rispetto di sé.
 “Ci sono ferite che non fanno rumore. Ci sono addii che ti spezzano in punti che nemmeno sapevi di avere.” Le parole dell’autrice entrano senza filtri in quel territorio conosciuto da molte donne: il momento in cui l’amore che sembrava casa diventa il luogo in cui ci si perde. È lì che il libro prende forma, nel buio in cui ci si sente sole, nell’istante in cui il cuore trema ancora e si ha la sensazione di essersi rotte per sempre.
E invece no. Non sei rotta. Stai cambiando.
Il volume raccoglie 101 lezioni emozionali, brevi, essenziali, pensate come piccole soste lungo un percorso di guarigione. Non è un manuale che promette soluzioni rapide, né un testo motivazionale che impone di essere forti a ogni costo. È piuttosto una mano tesa. Una voce che ricorda che si può capire il dolore senza esserne travolte, che si può lasciare andare ciò che non ci sceglie più, che si può ritrovare dignità e voce anche quando ci si sente svuotate.
Alcune lezioni colpiscono per la loro semplicità disarmante. “Sei già una donna che ha superato molto.” Una frase che invita a guardarsi indietro con onestà, a riconoscere le notti in cui si è rimaste in piedi per dovere, i giorni affrontati con il cuore pesante, i momenti in cui ci si è tenute insieme con mani che tremavano. La forza, suggerisce Venuti, non è nel non cadere, ma nel rialzarsi quando dentro si è stanche.
“Lasciare andare è un atto d’amore verso te stessa.” Non significa smettere di amare, ma smettere di farsi male per restare. Significa accorgersi che si sta stringendo qualcosa che non stringe più, che si sta dando troppo a ciò che lascia sempre con meno. E ancora: “Non tornare dove hai iniziato a svalutarti.” Un invito a ricordare non solo ciò che manca, ma ciò che costava rimanere. Fino ad arrivare alla lezione 99: “Sei ciò che scegli.” Non la caduta, non l’errore, non le parole che hanno ferito. Ma la scelta quotidiana di proteggersi, anche quando la nostalgia confonde e la strada conosciuta sembra più semplice.
Una nuova me si colloca in quella zona di confine tra scrittura intima e crescita personale che oggi intercetta un bisogno reale: sentirsi viste, comprese, nominate. Non è un libro da leggere tutto d’un fiato, ma da aprire nei giorni in cui non ci si basta e in quelli in cui, lentamente, si ricomincia a bastarsi. È un testo che parla alle donne che hanno amato troppo, che sono rimaste anche quando il cuore diceva “vai”, che ora vogliono riprendersi la vita — non quella di prima, ma una nuova, finalmente loro.
In una Torino elegante e riservata, capace di custodire fragilità dietro facciate austere, la voce di Isabel Venuti si inserisce con coerenza: discreta ma determinata, emotiva ma lucida. Perché la rinascita non avviene quando tutto è facile. Nasce quando tutto crolla e si sceglie, comunque, di rialzarsi.
E allora la domanda resta sospesa, tra le pagine e dentro chi legge: quante volte, nella nostra vita, abbiamo confuso la resistenza con l’amore… e quante volte, invece, scegliere noi stesse è stato il vero inizio?
MARZIA ESTINI