ilTorinese

Cultural Trail Pedanea torna in possesso di Niccolò Biazzetti

Il bellissimo borgo torinese di Loranzè ha ospitato l’edizione 2026 del Cultural Trail Pedanea, e questa è stata davvero l’edizione della svolta, con un’alta partecipazione nei due percorsi previsti. La manifestazione, fortemente voluta dalla Pro Loco locale, con il sostegno dell’Amministrazione Comunale, ha visto tanti podisti accedere alla sede di partenza posta nel centro storico di questo borgo. La gara, lunga 19,5 km per 600 metri di dislivello, ha visto il ritorno al successo di Niccolò Biazzetti, già vincitore nella prima edizione, del 2023, a suon di record. Questa volta, la prestazione  del portacolori dell’ATL Canavesana è stata leggermente più alta dal punto di vista cronometrico.

Prima posizione fra le ragazze, è stata quella di Tania Rosa, dell’APD Pont Saint Martin, alle sue spalle Chiara Bertino, dell’Equilibra Running Team, e terza Federica Spadafora, dell’APD Pont Saint Martin.

Nel percorso di 8,5 km, per 230 metri di dislivello, il primo posto è stato conquistato da Davide Nicco, di APD Pont Saint Martin, in 35 minuti e 34 secondi, con un minuto di vantaggio sul maratoneta Stefano Velatta, e 1 minuto e 5 secondi su Claudio Cabodi, di ATL Cafasse. La gara femminile è stata vinta da Elena Cristina Masili, della ATL Monterosa Fogu Arnad, a seguire Miriam Di Vincenzo, dell’ATL Cafasse, e terza Nicoletta Di Nucci della POD Torino.

In una domenica con il caldo tipico del solstizio d’estate, la quarta edizione della Cultural Trail Pedanea ha raccolto ben 266 classificati, senza considerare la prova non competitiva. Si è trattato di un successo senza precedenti, che rappresenta un invito a insistere su questa strada per festeggiare al meglio, il prossimo anno, il primo lustro di vita.

Mara Martellotta

Torna in funzione la Fontana Igloo di Mario Merz

È tornata a funzionare la Fontana Igloo di Mario Merz, una delle opere di arte contemporanea più note della città, situata tra corso Mediterraneo e corso Lione. Ad annunciarlo è stato il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, che nella giornata di domenica scorsa, attraverso un video pubblicato sui canali social, ha comunicati ai cittadini il completamento dell’importante lavoro manutentivo che ha permesso il ripristino dell’opera, con la riattivazione del suo sistema idraulico e luminoso. Nel 2025, il Comune aveva deciso, per il suo ripristino, un investimento tra i 30 e i 70 mila euro. L’opera, firmata da uno dei principali esponenti dell’Arte Povera, Mario Merz, sarà godibile dalle ore 8 alle ore 24.

Mara Martellotta

Inchiesta Agnelli: contro Elkann Margherita chiede costituzione parte civile

Questa mattina a Torino è iniziata l’udienza preliminare nell’inchiesta su presunte irregolarità fiscali in relazione alla residenza di Marella Caracciolo, vedova di Gianni Agnelli. Margherita Agnelli, ha chiesto di costituirsi parte civile. Sono chiamati in causa John Elkann , il commercialista di famiglia Gianluca Ferrero e, per un’altra vicenda, il notaio Remo Morone. L’udienza è stata aggiornata all’11 settembre per consentire alle difese di esprimere un parere.

I segreti della Gran Madre

/

Torino, bellezza, magia e mistero

Torino città magica per definizione, malinconica e misteriosa, cosa nasconde dietro le fitte nebbie che si alzano dal fiume? Spiriti e fantasmi si aggirano per le vie, complici della notte e del plenilunio, malvagi satanassi si occultano sotto terra, là dove il rumore degli scarichi fognari può celare i fracassi degli inferi. Cara Torino, città di millimetrici equilibri, se si presta attenzione, si può udire il doppio battito dei tuoi due cuori.

Articolo1: Torino geograficamente magica
Articolo2: Le mitiche origini di Augusta Taurinorum
Articolo3: I segreti della Gran Madre
Articolo4: La meridiana che non segna l’ora
Articolo5: Alla ricerca delle Grotte Alchemiche
Articolo6: Dove si trova ël Barabiciu?
Articolo7: Chi vi sarebbe piaciuto incontrare a Torino?
Articolo8: Gli enigmi di Gustavo Roll
Articolo9: Osservati da più dimensioni: spiriti e guardiani di soglia
Articolo10: Torino dei miracoli

Articolo 3: I segreti della Gran Madre

La città di Torino è tutta magica, ma ci sono dei punti più straordinari di altri, uno di questi è la chiesa della Gran Madre di Dio, o per i Torinesi, ël gasometro. La particolarità del luogo è già nel nome, è, infatti, una delle poche chiese in Italia intitolate alla Grande Madre. L’edificio, proprietà comunale della città, venne eretto per volontà dei Decurioni a scopo di rendere onore al re Vittorio Emanuele I di Savoia che il 20 maggio 1814 rientrò in Torino dal ponte della Gran Madre (la chiesa sarebbe stata edificata proprio per celebrare l’evento), fra ali di folla festante. Massimo D’Azeglio assistette all’evento in Piazza Castello. Il dominio francese era finito e tornavano gli antichi sovrani. Il passaggio del Piemonte all’impero francese aveva implicato una profonda trasformazione di Torino: il Codice napoleonico trasformò il sistema giuridico, abolì ogni distinzione e i privilegi che in precedenza avevano avvantaggiato la nobiltà, la nuova legislazione napoleonica legalizzò il divorzio, abolì la primogenitura, introdusse norme commerciali moderne, cancellò i dazi doganali. La spinta modernizzatrice avviata da Napoleone con il Codice civile fu di grande impatto e le nuove norme commerciali furono fatte rispettare dalla polizia napoleonica con un controllo sociale nella nostra città senza precedenti. Tuttavia il carattere autoritario delle riforme napoleoniche relegava i Torinesi a semplici esecutori passivi di ordini imposti dall’alto e accrebbe il malcontento di una economia in difficoltà. Quando poi terminò la dominazione francese non vi fu grande entusiasmo, né vi fu esultanza per l’arrivo degli Austriaci. L’8 maggio 1814 le truppe austriache guidate dal generale Ferdinand von Bubna-Littitz entrarono in città, e prontamente rientrò dal suo esilio in Sardegna il re Vittorio Emanuele I, il 20 maggio dello stesso anno. Il re subito volle un immediato ritorno al passato, ossia all’epoca precedente il 1789, abrogando tutte le leggi e le norme introdotte dai Francesi. Il nuovo regime eliminò d’un tratto il principio di uguaglianza davanti alla legge, il matrimonio civile e il divorzio, e reintrodusse il sistema patriarcale della famiglia, le restrizioni civili riservate a ebrei e valdesi e restituì alla Chiesa cattolica il suo ruolo centrale nella società. Il 20 maggio 1814 fu recitato un Te Deum nel Duomo di Torino per celebrare il ritorno del re, che si fermò a venerare la Sacra Sindone. L’autorità municipale festeggiò il ritorno dei Savoia costruendo una chiesa dedicata alla Vergine Maria nel punto in cui il re aveva attraversato il Po al suo rientro in città. A riprova di ciò sul timpano del pronao si legge l’epigrafe “ORDO POPVLVSQVE TAVRINVS OB ADVENTVM REGIS”, (“L’autorità e il popolo di Torino per l’arrivo del re”) coniata dal latinista Michele Provana del Sabbione.

La chiesa, di evidente stampo neoclassico, venne edificata nella piazza dell’antico borgo Po su progetto dell’architetto torinese Ferdinando Bonsignore; iniziato nel 1818, il Pantheon subalpino venne ultimato solo nel 1831, sotto re Carlo Alberto. L’edificio ubbidiva all’idea di una lunga fuga prospettica che doveva collegare la piazza centrale della città, Piazza Castello, alla collina. La chiesa è posta in posizione rialzata rispetto al livello stradale, e una lunga scalinata porta all’ingresso principale. Al termine della scalinata vi è un grande pronao esastilo costituito da sei colonne frontali dotate di capitelli corinzi. All’interno del pronao vi sono ai lati altre colonne, affiancate da tre pilastri addossati alle pareti. Eretta su un asse ovest-est, con ingresso a occidente e altare a oriente, essa presenta orientazioni astronomiche non casuali: a mezzogiorno del solstizio d’inverno, il sole illumina perfettamente il vertice del timpano visibile dalla scalinata d’ingresso. Il timpano, sul frontone, è scolpito con un bassorilievo in marmo risalente al 1827, eseguito da Francesco Somaini di Maroggia, (1795-1855) e raffigura la Vergine con il Bambino omaggiata dai Decurioni torinesi. Ai lati del portale d’ingresso sono visibili due nicchie, all’interno delle quali si trovano i santi San Marco Evangelista, a destra, e San Carlo Borromeo, a sinistra. Fanno parte dell’edificio due imponenti gruppi statuari, allegorie della Fede e della Religione, entrambi eseguiti dallo scultore carrarese Carlo Chelli nel 1828. Sulla sinistra si erge la Fede, rappresentata da una donna seduta, in posizione austera, con il viso serio, sulle ginocchia poggia un libro aperto che tiene con la mano destra, con l’altra, invece, innalza un calice verso il cielo. Spunta in basso alla sua destra un putto alato, che sembra rivolgersi a lei con la mano sinistra, mentre nella destra tiene stretto un bastone. Dall’altro lato si trova la Religione, raffigurata come una matrona imperturbabile e regale: stringe con la mano destra una croce latina e sta seduta mentre guarda fissa l’orizzonte, incurante del giovane che la sta invocando porgendole due tavole di pietra bianca. I capelli sono ricci, e sulla fronte, lasciata scoperta dal manto, vi è una sorta di copricapo, come una corona, su cui compare un simbolo: un triangolo dal quale si dipartono raggi. Spesso, con un occhio al centro del triangolo, il simbolismo è usato in ambito cristiano per indicare l’occhio trinitario di Dio, il cui sguardo si dirama in ogni direzione, ma anche in massoneria è un importante distintivo iniziatico. Perfettamente centrale, ai piedi della scalinata, è l’imponente statua di quasi dieci metri raffigurante Vittorio Emanuele I di Savoia. La torre campanaria, munita di orologio, venne costruita sui tetti dell’edificio che si trova a destra della chiesa nel 1830, in stile neobarocco.

Entrando nella chiesa ci si ritrova in un ampio spazio tondeggiante e sobrio, c’è un’unica navata a pianta circolare, l’altare maggiore, come già indicato, è posto a oriente, all’interno di un’abside semicircolare provvista di colonne in porfido rosso. Numerose sono le statue che qui si possono ammirare, ma su tutte spicca la figura marmorea della Gran Madre di Dio con Bambino, posta dietro l’altare maggiore, il cui misticismo è incrementato dalla presenza di raggi dorati che tutta la circondano. Nelle nicchie ai lati, in basso, vi sono alcune statue simboliche per la città e per i committenti della chiesa, cioè i Savoia. Oltre a San Giovanni Battista, il patrono della città, anch’egli con una grande croce nella mano sinistra, S. Maurizio, il santo prediletto dei Savoia, Beata Margherita di Savoia e il Beato Amedeo di Savoia. La cupola, considerata un capolavoro neoclassico piemontese, sovrasta l’edificio ed è costituita da cinque ordini di lacunari ottagonali di misura decrescente. La struttura è in calcestruzzo e termina con un oculo rotondo, da cui entra la luce, del diametro di circa tre metri. Sotto la chiesa si trova il sacrario dei Caduti della Grande Guerra, inaugurato il 25 ottobre 1932 alla presenza di Benito Mussolini. La bellezza architettonica dell’edificio nasconde dei segreti tra i suoi marmi. Secondo gli occultisti, la Gran Madre è un luogo di grande forza ancestrale, anche perché pare sorgere sulle fondamenta di un antico tempio dedicato alla dea Iside, divinità egizia legata alla fertilità, anche conosciuta con l’appellativo “Grande Madre”. Iside è l’archetipo della compagna devota, per sempre fedele a Osiride, simbolo della consapevolezza del potere femminile e del misticismo, il suo ventre veniva simboleggiato dalle campane, lo stesso simbolo di Sant’Agata. Si è detto che Torino è città magica e complessa, metà positiva e metà maligna, tutta giocata su delicati equilibri di opposti che sanno bilanciarsi, tra cui anche il binomio maschio-femmina. Questo aspetto è evidenziato anche dalla contrapposizione tra il Po e la Dora che, visti in chiave esoterica, rappresentano rispettivamente il Sole, componente maschile, e la Luna, componente femminile. I due fiumi, incrociandosi, generano uno sprigionamento di forte energia. Altri luoghi prettamente maschili sono il Valentino e il Borgo Medievale, che sorgono lungo il Po e sono anche simboli di forza; ad essi si contrappone la zona del cimitero monumentale, in prossimità della Dora, legata alla sfera notturna e femminile. L’importanza esoterica dell’edificio non termina qui, ci sono alcuni che sostengono ci sia un richiamo alle tradizioni celtiche con evidente allusione a un ordine taurino nascosto tra le parole della dedica: se leggiamo l’iscrizione a parole alterne resta infatti la dicitura: Ordo Taurinus. Ma il più grande mistero che in questa chiesa si cela è tutto contenuto nella statua della Fede. Secondo gli esoteristi, la donna scolpita in realtà sorreggerebbe non un calice qualunque ma il Santo Graal, la reliquia più ricercata della Cristianità, e con il suo sguardo indicherebbe il luogo preciso in cui esso è nascosto. Allora basta capire dove guarda la marmorea giovane -secondo alcuni la stessa Madonna – e il gioco è fatto! Sì, peccato che chi ha scolpito il viso si sia “dimenticato” di incidervi le pupille, così da rendere l’espressione della figura imperscrutabile, e il Graal introvabile. Se non per chi sa già dove si trovi.

Alessia Cagnotto

Con i fondi regionali un aiuto a ricerca, sviluppo, innovazione

APPROVATE DALLA GIUNTA REGIONALE DUE “SCHEDE DI MISURA”

A DISPOSIZIONE RISORSE COMPLESSIVE DI CIRCA 84 MILIONI DI EURO

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Ricerca e Innovazione Matteo Marnati, ha approvato due provvedimenti destinati a sostenere ricerca, sviluppo, innovazione e le fasi di industrializzazione dei relativi risultati, con particolare attenzione allo sviluppo di tecnologie critiche in linea con la piattaforma europea Step, per complessivi 84 milioni di euro, a cui si aggiungono fino a 3,9 milioni per l’assistenza tecnica.

Si tratta di due “schede di misura”, ovvero i documenti tecnici che descrivono obiettivi, ambiti, criteri di ammissibilità, dotazione finanziaria e modalità attuative di una misura del programma Fesr 2021‑2027. Sono in sostanza il “manuale operativo” del bando.

Step è la “Piattaforma di Tecnologie Strategiche per l’Europa”,con cui l’Unione Europea mette a disposizione risorse per finanziare ricerca, sviluppo e produzione di tecnologie critiche (digitali, pulite, biotecnologie e difesa), con l’obiettivo di rafforzare l’autonomia tecnologica europea e attrarre investimenti.

«Con l’approvazione delle “schede di misura” mettiamo a disposizione delle imprese piemontesi risorse importanti, per circa 84 milioni di euro, a favore dell’attività di ricerca, dello sviluppo e dell’innovazione e per le fasi di industrializzazione — dichiara l’assessore Matteo Marnati -. Rinnoviamo il sostegno alle imprese, agevolando il passaggio dalla ricerca al mercato, e lanciamo un intervento strategico dedicato allo sviluppo di tecnologie critiche in linea con la piattaforma europea Step: l’obiettivo è rafforzare l’autonomia strategica delle nostre filiere, ridurre le dipendenze e accompagnare il tessuto imprenditoriale verso una transizione industriale più competitiva e ad alto tasso di innovazione».

La prima misura, denominata “Swich – edizione 2026”, sostituisce una precedente scheda e rappresenta la terza finestra di agevolazioni per progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale. La seconda misura è invece dedicata allo sviluppo di tecnologie critiche (digitali, pulite e biotecnologiche) che apportino elementi innovativi emergenti con elevato potenziale economico e contribuiscano a ridurre le dipendenze strategiche dell’Unione.

Entrambe le misure, ciascuna dotata di circa 40 milioni di euro, mirano a sostenere progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale delle imprese piemontesi, favorendo il trasferimento dei risultati alle fasi di avvio industriale e commerciale e sostenendo le attività intermedie di valutazione di fattibilità tecnica, economica e di mercato. L’intento è mantenere continuità con i modelli di supporto attivati nel ciclo di programmazione 2014‑2020 e promuovere la validazione e l’incorporazione dei risultati scientifici e tecnologici nei processi produttivi, con particolare attenzione alla generazione di vantaggi competitivi e opportunità di business a livello di singola impresa o di filiera.

Potranno concorrere proposte in forma singola o partenariale, a diverso stadio di maturità purché in prossimità della fase di avvio industriale o commerciale, e caratterizzate da piani di investimento di taglio medio‑basso o medio‑alto; nei progetti collaborativi la quota minima di partecipazione delle Pmi non può essere inferiore al 20% del costo complessivo ammissibile, mentre la partecipazione degli organismi di ricerca è ammessa esclusivamente in partenariato con le imprese e fino a un limite massimo del 30% a seconda della linea di intervento.

I beneficiari sono prevalentemente imprenditoriali: Mpmi (micro, piccole e medie imprese) incluse le start‑up innovative, grandi imprese solo in partenariato con Mpmi, e organismi di ricerca in partenariato. Tutti i soggetti devono avere sede operativa e produttiva in Piemonte o impegnarsi ad attivarla prima della prima erogazione del contributo, con possibilità limitata di partecipazione per soggetti non regionali solo se la loro presenza è essenziale per competenze non reperibili localmente.

Le misure privilegiano progetti che sviluppino know‑how su tecnologie e soluzioni innovative e che conducano alla generazione, implementazione e immissione sul mercato di nuovi prodotti, processi e servizi, contribuendo così a rafforzare la competitività, la resilienza e la riorganizzazione delle filiere industriali regionali.

La polizia salva la vita a una donna

Un tempestivo intervento della Polizia di Stato, a Torino, ha permesso di salvare la vita a una donna che aveva tentato un gesto estremo.
L’allarme è scattato a seguito di una segnalazione giunta al Numero Unico di Emergenza 112 attorno alla mezzanotte da parte di una conoscente della donna, preoccupata per un messaggio inviatole sul cellulare, ritenuto indicativo di un possibile gesto autolesivo imminente.
Ricevuta la richiesta di soccorso, gli agenti del Commissariato di P.S. San Paolo hanno raggiunto rapidamente l’abitazione della signora, nel quartiere San Secondo. Dopo aver tentato invano di contattarla e aver udito deboli lamenti provenire dall’interno, i poliziotti, intuita la gravità della situazione, hanno forzato la porta d’ingresso dell’appartamento, riuscendo ad accedere.
Qui hanno trovato la donna, che è stata soccorsa successivamente da personale sanitario del 118.
Entrambi gli operatori di polizia hanno riportato lievi lesioni durante l’intervento.

Spoto Bakery conferma i tre pani del Gambero Rosso

DAL CUORE DI BORGO VITTORIA

Si è svolta alla Stazione Marittima di Napoli,  in occasione di Rotte Mediterranee – Terra Mare Visione, la presentazione della nuova Guida Pane e Panettieri d’Italia 2027 del Gambero Rosso. In questa occasione anche Alessandro Spoto di Spoto Bakery a Torino ha ricevuto la ri-conferma del massimo riconoscimento della Guida: i Tre Pani.

“Questo premio è una grande soddisfazione e voglio condividerlo con tutte le persone che fanno parte del nostro percorso – ha dichiarato Alessandro Spoto – Ringrazio il Gambero Rosso per questo riconoscimento, mia moglie Antonella e la squadra tutta al femminile che gestisce il negozio, che ogni giorno lavora con passione e dedizione ed è il vero valore aggiunto di Spoto Bakery. Ma il grazie più grande va ai nostri clienti: sono loro, scegliendoci ogni giorno, a darci la possibilità di continuare a fare il lavoro che amiamo e a guardare al futuro con entusiasmo”.

Qui di seguito la scheda del Gambero Rosso per Spoto Bakery in Guida Pane e Panettieri d’Italia 2027:

In un quartiere sempre vivace come Borgo Vittoria, a pochi passi dal mercato di piazza Vittoria, il grande panificio di Spoto è una vera istituzione. Qui si viene per acquistare pani e dolci, ma ci si ferma volentieri anche nei due angoli con tavolini, per una colazione con caffè, cappuccino e croissant appena sfornati, o a pranzo per gustare le pizze. La scelta di Spoto è consolidare un legame forte con la tradizione e il territorio, producendo pani “di carattere”. Predilige così i grandi formati, che si conservano più a lungo: pani di segale, il pane di farro integrale, il filone “gran rustico” con dieci cereali, il pane Perciasacchi di grano siciliano, il nero di Castelvetrano e il pan macina da 2 kg, realizzato esclusivamente con grani piemontesi. Tra le novità, il pane blend di grano duro e tenero, e i pani-gourmand, arricchiti con pomodori secchi, acciughe, sesamo e cipolla. Molto apprezzate sono anche la focaccia romana, semplice o farcita, e le lingue di pizza scrocchiarelle al pomodoro. Altra novità la linea di prodotti confezionati da asporto: cornetti, pangoccioli, pizze. E, naturalmente, non mancano crossainterie, dolci da forno, biscotti e lievitati delle feste.

Nella foto Alessandro Spoto e Antonella Bandi di Spoto Bakery 

­

Piscina Monumentale, scuole e uffici: 6,2 milioni per l’efficientamento

/
La Piscina Monumentale è al centro dei nuovi interventi di riqualificazione energetica approvati  dalla Giunta comunale su proposta dell’Assessora alla Transizione Ecologica e Digitale Chiara Foglietta: con quasi 2 milioni di euro è il cantiere di maggior rilievo tra quelli previsti nelle due delibere che autorizzano opere per oltre 6,2 milioni di euro complessivi su dieci edifici del patrimonio comunale, nell’ambito del Piano EfficienTO.

Per lo storico impianto di corso Ferraris è in programma un rinnovamento dell’intero edificio: verranno sostituite le finestre, isolato il tetto, rinnovati gli impianti elettrici e idraulici, introdotta l’illuminazione a LED e installati sistemi di regolazione avanzata dei consumi energetici.

Gli altri nove edifici coinvolti comprendono quattro istituti scolastici: l’I.C. Manzoni-Rayneri di corso Marconi 28, la scuola media Mila di via Germonio 12, la scuola media Pola di via Foglizzo 15 e il complesso scolastico di corso Vercelli 147; tre sedi di uffici comunali in piazza Palazzo di Città 7, via Stradella 192 e via Ormea 45; la Cascina Roccafranca di via Gaidano 76 e la Biblioteca Civica Italo Calvino di Lungo Dora Agrigento 94. A seconda delle esigenze di ciascun edificio, i lavori intervengono sugli impianti, sull’illuminazione, sull’isolamento e sugli infissi: nelle scuole sono previsti il collegamento alla rete del teleriscaldamento, l’installazione di pannelli fotovoltaici, luci a LED e sistemi digitali per la gestione intelligente dei consumi; negli uffici comunali, a Cascina Roccafranca e alla Biblioteca Calvino verrà rinnovato l’impianto di climatizzazione con apparecchiature di nuova generazione a maggiore efficienza.
Nel loro complesso, questi interventi consentiranno un risparmio energetico annuo pari a oltre 580 tonnellate di CO2, equivalente alla piantumazione di circa 28 mila alberi.

I progetti rientrano nel Piano EfficienTO, il programma pluriennale avviato dalla Città di Torino che punta a migliorare le prestazioni energetiche di circa 850 immobili comunali entro il 2030, attraverso un investimento complessivo di 110 milioni di euro a carico del partner privato Iren Smart Solutions , contribuendo agli obiettivi di decarbonizzazione e neutralità climatica.

Carcere di Torino: sequestrati smartphone, microtelefoni e droga Maxi operazione della Polizia Penitenziaria

/

Quattro smartphone, diversi microtelefoni e sostanza stupefacente di tipo Subutex sono stati sequestrati nel carcere di Torino al termine di una mirata operazione condotta dalla Polizia Penitenziaria. A renderlo noto è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), che esprime apprezzamento per il lavoro svolto dal personale del Corpo impegnato nell’attività di polizia giudiziaria e di sicurezza interna.

L’intervento è stato effettuato nella giornata odierna all’interno della Casa Circondariale di Torino, dove gli agenti hanno eseguito una dettagliata perquisizione nella Prima Sezione B dell’istituto. L’operazione ha portato al rinvenimento di quattro smartphone, diversi microtelefoni e numerosi involucri contenenti sostanza stupefacente del tipo Subutex.

Nel corso dei controlli sono stati scoperti anche ingegnosi sistemi utilizzati per occultare il materiale. Gli smartphone erano nascosti all’interno di un citofono inutilizzato da anni collocato in una cella, mentre i microtelefoni erano stati celati in deodoranti stick. Altri dispositivi sono stati recuperati nella ventola di aspirazione dell’area docce. Il materiale sequestrato è stato posto sotto sequestro e messo a disposizione dell’Autorità competente per gli ulteriori accertamenti.

“Ancora una volta la Polizia Penitenziaria dimostra, con i fatti, di essere il principale presidio di legalità all’interno degli istituti penitenziari”, afferma Vicente Santilli, Segretario Nazionale del SAPPE per il Piemonte. “Questa brillante operazione è il risultato della professionalità, dell’intuito investigativo, della costante attività di vigilanza e del profondo senso del dovere del personale, che ogni giorno opera in condizioni estremamente difficili. Il ritrovamento di telefoni cellulari e sostanze stupefacenti testimonia come il livello di attenzione debba rimanere sempre altissimo per contrastare i continui tentativi della criminalità di mantenere collegamenti con l’esterno e alimentare traffici illeciti anche dall’interno delle carceri.”

Sulla vicenda interviene anche il Segretario Generale del SAPPE, Donato Capece, che sottolinea come “questa operazione confermi il ruolo insostituibile della Polizia Penitenziaria nella tutela della sicurezza dello Stato. Gli appartenenti al Corpo svolgono quotidianamente un’intensa attività di vigilanza, controllo e prevenzione che spesso rimane lontana dai riflettori, ma che rappresenta il cardine del mantenimento dell’ordine e della legalità negli istituti penitenziari. Ogni telefono sequestrato significa impedire contatti con la criminalità organizzata, evitare la commissione di nuovi reati e interrompere traffici illeciti che mettono a rischio la sicurezza collettiva.”

Capece evidenzia inoltre come “questo importante risultato sia stato ottenuto nonostante la gravissima e cronica carenza di organico che affligge il Corpo di Polizia Penitenziaria. Proprio per questo il valore dell’operazione assume un significato ancora maggiore: gli agenti continuano a garantire sicurezza, legalità e controllo con straordinaria professionalità, pur operando in condizioni di forte sofferenza organizzativa.”

Il SAPPE torna quindi a sollecitare un rafforzamento degli investimenti destinati alla Polizia Penitenziaria, sia attraverso l’incremento degli organici sia mediante il potenziamento delle dotazioni tecnologiche necessarie a contrastare l’introduzione nelle carceri di telefoni cellulari, sostanze stupefacenti e altri oggetti vietati.

“Agli agenti protagonisti di questa brillante operazione”, concludono Santilli e Capece, “va il più sentito ringraziamento del SAPPE. Auspichiamo che la Direzione dell’istituto voglia riconoscere formalmente l’eccellente lavoro svolto, quale testimonianza concreta dell’impegno, della dedizione e dell’elevata professionalità con cui la Polizia Penitenziaria continua, ogni giorno, a garantire la sicurezza delle carceri e dell’intera collettività.”