Era stata assolta con formula piena in primo grado di giudizio.Ma in appello la maestra Laura Prunotto è stata condannata a un anno e nove mesi. E ‘atata applicata la sospensione condizionale della pena. L a condanna è per maltrattamenti nei confronti di almeno quattroalunni degli istituti Alvaro-Gobetti e Leone Sinigaglia di Torino. La maestra,secondo le indagini, avrebbe vietato l’utilizzo del bagno agli studenti e li avrebbe costretti a mangiare con la forza, offesi con insulti e minacciati. La procura della repubblica aveva chiesto 4 anni. I giudici hanno concesso le attenuanti generiche, mentre la difesa ha annunciato che farà ricorso in Cassazione.
TORINO TRA LE RIGHE

Rider picchiato, tre arresti
Tre persone sono state arrestate con l’accusa di rapina in concorso per un episodio avvenuto a Torino il 29 aprile, quando in tre aggredirono e picchiarono un rider che portava cibo, fino a fargli perdere conoscenza. Gli ultimi due arresti sono stati eseguiti il 7 luglio dai carabinieri e hanno riguardato un uomo di 38 anni e una donna di 20 anni, mentre un terzo indagato era già stato raggiunto dalla misura cautelare a giugno, quando si trovava già in carcere per un’altra vicenda. Secondo le indagini, i tre avrebbero ordinato del cibo tramite Glovo e, durante la consegna in via San Massimo, sarebbe scoppiata una lite per il resto del pagamento. La discussione sarebbe poi degenerata nell’aggressione al rider, uno studente egiziano di 29 anni, successivamente soccorso dai carabinieri e condotto in ospedale.
Per il festival “L’arte nel pagliaio 2026”, realizzato da Associazione Elisa’s Network e Cascina Duc, con il patrocinio del Comune di Grugliasco, andrà in scena venerdì 17 luglio, alle ore 21.30, presso Cascina Duc, in strada del Portone 197, a Grugliasco (TO), lo spettacolo “De-estinzione di massa”, scritto e interpretato dall’attrice e standup comedian Elena Lia Ascione.
La pièce è incentrata sull’ipotetico futuro che ci attenderà a seguito di una sesta estinzione di massa, paventata da alcuni scienziati, causata da deforestazione, inquinamento e sovrasfruttamento del terreno e delle energie. In un mondo in cui la ricerca scientifica si adopera per riportare in vita specie estinte, lo spettacolo inventerà risposte ai quesiti più importanti: sarà necessario adottare un piccolo di mammuth? Comprare casa sull’isola di plastica al largo del pacifico ? E durante i safari che tanto amiamo, si potrà fotografare la tigre con i denti a sciabola?
Cascina Duc- strada del Portone 197, Grugliasco (TO)
Inizio spettacolo ore 21.30 – prima dello show, dalle 19.30, sarà possibile cenare con i prodotti della cascina (prenotazione consigliata).
Info e prenotazioni: arte.pagliaio@gmail.com – 338 6792260
Mara Martellotta
Sopralluogo del Sindaco al cantiere
Il sindaco Stefano Lo Russo ha visitato il cantiere del Borgo Medievale, dove si avviano a conclusione gli interventi di restauro e rifunzionalizzazione.
I lavori, affidati a SCR Piemonte S.p.A., si inseriscono nel più ampio progetto “Torino, il suo parco, il suo fiume: memoria e futuro” e sono stati finanziati con fondi del PNC – Piano Nazionale per gli investimenti Complementari al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, per un valore complessivo di 6 milioni di euro, andando a sommarsi ad interventi di manutenzione straordinaria precedentemente già finanziati con fondi del Ministero della Cultura e della Città per altri 2,8 milioni. Obiettivo è rendere gli spazi del Borgo più funzionali e accessibili, con particolare attenzione al superamento delle barriere architettoniche, alla riqualificazione energetica e all’efficienza impiantistica del complesso, conservando e valorizzando gli elementi architettonici delle strutture originarie.
Gli interventi, iniziati nel marzo 2024, hanno superato il 90% dello stato di avanzamento e si concluderanno alla fine del mese dopo gli ultimi interventi di completamento e finitura. Il collaudo è previsto entro fine anno. A queste opere seguiranno altri due lotti di lavori con l’obiettivo di restituire completamente rinnovato l’intero complesso. Per la gestione e la rifunzionalizzazione dell’intero complesso del Borgo Medievale la Città ha ricevuto una proposta di partenariato speciale pubblico-privato (ai sensi dell’art. 134 del Dlgs 36/2023) presentata dalla Fondazione Compagnia di San Paolo attraverso la società XKÉ? ZEROTREDICI che è stata ritenuta di interesse pubblico dall’amministrazione e che sta proseguendo l’iter tecnico amministrativo previsto.
“La strategia dell’amministrazione – spiega il sindaco Stefano Lo Russo – mira a inserire il Borgo Medievale in un ecosistema culturale integrato nel Parco del Valentino, in sinergia con la nuova Biblioteca Civica, il Teatro Nuovo e gli spazi del Politecnico dedicati alla ricerca. Su questa area abbiamo investito una quantità rilevante di risorse europee, oltre 160milioni di euro, consapevoli che potranno rafforzare la sua importante vocazione locale, di servizio alla comunità, ma generare anche nuova attenzione da parte di un turismo culturale e sostenibile in costante crescita. Generazioni di torinesi hanno passeggiato almeno una volta qui, tra le botteghe del Borgo Medievale, e il nostro obiettivo è far sì che torni un luogo del cuore, conservando la sua storia e la sua bellezza e arricchendosi di nuove funzioni”.
Nello specifico, le opere hanno riguardato il completamento del restauro di Casa d’Ozegna, la riqualificazione e l’efficientamento energetico degli spazi dell’ex ristorante San Giorgio, la rifunzionalizzazione degli spazi di Casa di Mondovì, con destinazione d’uso a caffetteria e locali cucina, di Casa di Pinerolo e Casa di Chieri, il restauro dei locali di Casa di Malgrà e Casa di Borgofranco e la ripavimentazione della via Maestra che avrà una pavimentazione in calcestre, in continuità con la riqualificazione del suolo del Parco del Valentino e più fedele al piano di camminamento in ghiaia previsto in occasione della edificazione del Borgo nel 1884.
Il progetto ha previsto inoltre la razionalizzazione delle reti impiantistiche, nuovi impianti elettrici con una nuova illuminazione della via Maestra e il collegamento degli edifici del Borgo all’energia rinnovabile geotermica.
Il restauro del Borgo Medievale si inserisce nel percorso di valorizzazione dell’area del Valentino, con la riqualificazione del Parco del Valentino, la riqualificazione del Teatro Nuovo e la nascita della nuova Biblioteca Civica Centrale, con l’obiettivo di restituire alla città spazi rinnovati, accessibili e più efficienti, nel rispetto del valore storico e architettonico di uno dei complessi più riconoscibili del patrimonio cittadino.



TorinoClick
Un modello di vacanza lenta che sta crescendo anche Piemonte.
Quante volte diciamo che in vacanza vorremmo rallentare il ritmo, vivere con lentezza, fermarci per guardare un paesaggio o semplicemente assaporare i sapori o i profumi di luogo e sentirsi trasportati anche temporalmente. Dove? In sistemazioni che non sono semplici hotel e nemmeno case vacanza, ma alberghi diffusi che rappresentano una filosofia dell’ospitalità nata in Italia che mette al centro il territorio, la sua storia e la comunità che lo abita. In un momento in cui sempre più viaggiatori cercano esperienze autentiche, lontane dai grandi circuiti turistici e dai modelli standardizzati, questa formula offre qualcosa di diverso: la possibilità di sentirsi, almeno per qualche giorno, abitanti di un borgo e non semplici visitatori.
L’idea è semplice ma rivoluzionaria: invece di costruire nuove strutture ricettive si recuperano abitazioni già esistenti, spesso chiuse da anni o destinate all’abbandono, trasformandole in camere e appartamenti distribuiti all’interno del paese. La reception, i servizi comuni e la gestione restano centralizzati, ma l’ospite vive davvero il luogo: attraversa le strade del borgo, incontra i residenti, frequenta negozi, ristoranti e botteghe artigiane. La forza dell’albergo diffuso non è soltanto turistica, ma soprattutto sociale e culturale. Recuperare vecchie case, infatti, significa salvare una parte della memoria collettiva: architetture tradizionali, materiali locali, antichi cortili e modi di vivere che rischierebbero di scomparire. Il borgo non diventa un museo a cielo aperto, ma torna a essere un luogo abitato.
Il turista porta nuove energie economiche, ma anche nuove relazioni: sostiene il commercio locale, incontra produttori e artigiani, scopre tradizioni che non vengono semplicemente raccontate, ma vissute. Per i piccoli comuni, soprattutto quelli montani e collinari, questa formula può diventare uno strumento contro lo spopolamento. Il recupero di immobili inutilizzati crea opportunità per giovani imprenditori, favorisce nuove attività e permette di valorizzare un patrimonio edilizio che rappresenta spesso la vera ricchezza dei territori marginali. È un modello di sviluppo che punta meno sulla quantità dei visitatori e più sulla qualità della permanenza.
Anche il Piemonte guarda con interesse a questa forma di accoglienza. La normativa regionale riconosce gli alberghi diffusi come strutture capaci di valorizzare borghi, nuclei storici e territori caratterizzati da autenticità culturale e paesaggistica. La caratteristica fondamentale è proprio la distribuzione degli alloggi in edifici diversi, inseriti nel tessuto del paese e non isolati dal contesto.L’esempio piemontese più conosciuto è l’Albergo Diffuso Ceaglio, nella borgata Vernetti di Marmora, in Valle Maira. Nato dal recupero di antiche abitazioni in pietra e legno, rappresenta un vero progetto di rinascita della montagna cuneese. Qui il soggiorno diventa un’immersione nella cultura occitana, nei paesaggi alpini, nei sentieri e nelle tradizioni gastronomiche della valle. Non è soltanto un luogo dove dormire, ma un modo per entrare in relazione con un territorio.Il contesto sembra favorevole. Il Piemonte negli ultimi anni ha registrato una crescita importante dei flussi turistici con una forte componente internazionale. La crescita del turismo lento, dei cammini, dell’enogastronomia e delle esperienze legate alla natura apre spazi interessanti proprio per formule come l’albergo diffuso. La prospettiva futura è quindi quella di un turismo sempre più attento alla sostenibilità e alla ricerca di autenticità. Il Piemonte possiede un patrimonio enorme di piccoli centri, dalle valli alpine alle colline, dove questa formula potrebbe trovare nuove applicazioni. La sfida sarà riuscire a coniugare accoglienza, servizi moderni e tutela dell’identità locale. Nella nostra regione, oltre alla Locanda Ceaglio in Valle Maira, troviamo anche : Casa Toma’ a Masera (VB), e Le Petit Fenestrelle nell’omonimo paese.
Maria La Barbera

UWE 2026: tre giornate di incontri
«Accogliamo con favore la tempestiva attenzione dimostrata dalla Regione Piemonte, che ha convocato il tavolo agricolo sull’emergenza caldo e siccità. È un segnale importante di sensibilità verso una problematica che riguarda da vicino il comparto agricolo, motore dell’economia del nostro territorio».
Lo dichiara il presidente di Cia Agricoltori Italiani Piemonte e Valle d’Aosta, Gabriele Carenini, intervenendo a margine del tavolo convocato dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, insieme agli assessori regionali all’Ambiente Matteo Marnati e all’Agricoltura e Cibo Paolo Bongioanni, per fare il punto sulla situazione determinata dalle alte temperature e dalla persistente carenza di precipitazioni.
«Nel corso dell’incontro – prosegue Carenini – abbiamo chiesto alla Regione di attivare uno specifico Protocollo emergenziale che preveda misure straordinarie per ridurre i consumi idrici non prioritari, attraverso una regolamentazione dell’utilizzo dell’acqua per il riempimento delle piscine, le attività ludiche, il lavaggio delle autovetture e altri impieghi non essenziali, così da garantire un maggiore rilascio della risorsa idrica a favore dell’agricoltura. Una scelta che si rese necessaria già nel 2022 e che oggi rischia di tornare indispensabile».
Secondo il presidente di Cia Agricoltori Italiani Piemonte e Valle d’Aosta, il perdurare dell’ondata di caldo estremo rende il quadro particolarmente preoccupante: «Per certi aspetti – conclude Carenini – la situazione che si sta delineando potrebbe diventare persino più grave di quella vissuta nel 2022. Le alte temperature persistenti, unite all’assenza di precipitazioni significative e alla progressiva riduzione delle disponibilità idriche, stanno mettendo sotto forte pressione le coltivazioni e le aziende agricole. Per questo è fondamentale agire subito, con interventi tempestivi e condivisi, per salvaguardare la produzione agricola e tutelare un settore strategico per l’economia e la sicurezza alimentare del Piemonte».