ilTorinese

Fondazione Mirafiore, le “Passeggiate letterarie nel bosco dei pensieri”

Giovedì 11 giugno sarà protagonista Diego De Silva, che presenterà il suo ultimo romanzo “I titoli di coda di una vita insieme”

Proseguono le passeggiate letterarie alla Fondazione Emanuele di Mirafiore, l’appuntamento che da sedici anni trasforma l’ultimo bosco della bassa Langa, all’interno del Villaggio Narrante di Fontanafredda,  in un palcoscenico naturale dedicato all’ascolto, alla lettura condivisa e al dialogo con gli autori. Giovedì 11 giugno, alle ore 18.30, protagonista della serata sarà Diego De Silva, che leggerà e racconterà  il suo ultimo romanzo edito da Einaudi “I titoli di coda di una vita insieme”

Protagonisti del libro sono Fosco e Alice, che si sono amati intensamente e che presto, senza sapere perché, si diranno addio. Nel vortice di parole più o meno giuste, abbracci notturni e antiche recriminazioni, decidono di raccontare la loro stria secondo il proprio sguardo. Alice vuole una conclusione drammatica, convinta che un grande amore si misuri dalle ferite e dal male che è possibile infliggersi, Fosco ha un atteggiamento più morbido, quasi passivo, incline ad accettare qualsiasi condizione. Le loro posizioni si traducono in documenti freddi e mortificante, che non raccontano nulla di una vita in comune. Senza rinunciare all’ironia che lo contraddistingue, De Silva racconta con intensità le speranze, le delusioni e le felicità nascoste e l’intreccio complesso dei sentimenti che accompagnano la fine di un amore.

Diego De Silva, autore, giornalista e sceneggiatore napoletano, ha pubblicato i suoi libri con Einaudi, e dai suoi romanzi che hanno per protagonista l’avvocato Vincenzo Malinconico è stata tratta una serie televisiva di successo trasmessa da Rai 1.

L’ingresso agli appuntamenti è libero e gratuito, con prenotazione obbligatoria tramite il sito della Fondazione Mirafiore: www.fondazionemirafiore.it

Mara Martellotta

Stop agli sprechi, il Piemonte investe per recuperare libri e computer

Due milioni di euro

La Regione Piemonte mette a disposizione due milioni di euro per finanziare iniziative dedicate alla prevenzione dei rifiuti promosse dagli enti del Terzo settore privi di attività commerciale. La Giunta regionale ha approvato, su proposta dell’assessore all’Ambiente Matteo Marnati, la scheda tecnica della misura denominata “Prevenzione della produzione dei rifiuti”, inserita nel quadro delle azioni regionali finalizzate alla riduzione degli scarti e allo sviluppo di pratiche di economia circolare.

L’intervento mira a valorizzare il contributo delle organizzazioni sociali nella diffusione di modelli di consumo più sostenibili, incentivando attività che favoriscano il riutilizzo dei beni, il recupero delle risorse e la diminuzione degli sprechi.

«Con la dotazione di due milioni di euro – sottolinea l’assessore Marnati – compiamo un passo decisivo verso un’economia più efficiente. Il Terzo settore è un alleato insostituibile: gli enti che non svolgono attività commerciale ma operano per il bene comune hanno ora strumenti concreti per diventare protagonisti del cambiamento».

L’assessore evidenzia inoltre come le risorse siano destinate a «iniziative che uniscono sostenibilità ambientale e solidarietà sociale, puntando sul riuso, sulla riparazione e sulla gestione responsabile delle eccedenze alimentari. Recuperare cibo dalle mense e dal commercio per donarlo a chi vive in condizioni di povertà significa combattere lo spreco e sostenere le fasce più fragili. Ora lavoreremo all’apertura dei bandi: invito tutti gli enti interessati a cogliere questa opportunità».

Potranno accedere ai finanziamenti gli enti iscritti al Registro unico nazionale del Terzo settore che non esercitano attività economiche e che non risultano iscritti al Repertorio Economico Amministrativo (REA).

Tra le attività ammissibili rientrano progetti dedicati al recupero e alla condivisione di beni, come il riutilizzo di libri scolastici e di altra natura, la realizzazione di biblioteche degli oggetti — sistemi che consentono di prendere in prestito attrezzature e strumenti anziché acquistarli —, il recupero e la rigenerazione di computer portatili e gli interventi di manutenzione e riparazione volti ad allungare il ciclo di vita dei prodotti.

Particolare rilievo viene attribuito alle iniziative contro lo spreco alimentare. Saranno infatti sostenuti progetti per la raccolta e la redistribuzione delle eccedenze provenienti da negozi, mercati ambulanti e servizi di ristorazione collettiva. Gli alimenti recuperati potranno essere destinati, anche dopo eventuali processi di trasformazione, a persone e famiglie che vivono situazioni di disagio economico o fragilità sociale.

I contributi potranno inoltre finanziare il potenziamento delle strutture e delle attrezzature necessarie per il recupero, il trasporto e la conservazione delle eccedenze alimentari, oltre ad azioni finalizzate a limitare la produzione di rifiuti da imballaggio e di rifiuti indifferenziati durante mense, manifestazioni popolari, eventi culturali, concerti e iniziative sportive, con un’attenzione particolare alla riduzione dell’utilizzo di materiali monouso.

Le risorse saranno erogate sotto forma di contributi a fondo perduto in conto capitale fino all’85% delle spese ammissibili. Per essere finanziati, i progetti dovranno prevedere investimenti non inferiori a 30 mila euro, mentre il contributo massimo concedibile per ciascuna iniziativa sarà pari a 500 mila euro.

La copertura finanziaria dell’intervento sarà garantita attraverso fondi europei, nazionali e di coesione, con una programmazione distribuita nel triennio 2026-2028. È inoltre prevista una quota aggiuntiva destinata alle attività di assistenza tecnica.

Con il via libera alla delibera, la Regione potrà ora procedere alla pubblicazione dei bandi che consentiranno agli enti del Terzo settore interessati di presentare le proprie candidature e accedere alle agevolazioni previste.

Pannoloni per non autosufficienti, Canalis: “Consegne a macchia di leopardo”

Disservizi senza fine, che in molti Consorzi si sommano alla sospensione degli assegni di cura.

 «Ci risiamo. Dopo i tre mesi di interruzione nella primavera 2024, dopo la crisi generalizzata di inizio 2026, in alcune Asl piemontesi si è di nuovo interrotta la fornitura dei pannoloni e degli altri dispositivi di assorbenza per le persone non autosufficienti. Le segnalazioni arrivano soprattutto dall’ASL TO3 e dalle ASL di Alessandria e di Asti e non riguardano gli acquisti, ma la consegna a domicilio da parte dell’aggiudicatario dell’appalto regionale.

L’acquisto centralizzato dei dispositivi da parte della Regione e la consegna da parte delle Asl dovrebbe garantire risparmi e prezzi migliori e facilitare l’organizzazione delle famiglie e dei gestori delle Rsa, ma questo sistema in Piemonte non funziona ormai da anni. La gara per i pannoloni è stata bandita da SCR e assegnata ad un unico aggiudicatario per l’intera Regione, che ha un contratto diretto con l’Asl di Asti, azienda capofila per la fornitura dei pannoloni, la pianificazione delle consegne e il riassortimento del magazzino.

Molte famiglie da settimane di nuovo non ricevono i pannoloni e devono provvedere in autonomia, con un grave carico economico e organizzativo.

Anche nelle RSA le cose non vanno meglio, visto che molte strutture stanno chiedendo alle famiglie soldi extra per comprare i pannoloni.

Come è possibile che l’assessorato regionale alla sanità non riesca a risolvere una volta per tutte i problemi legati al contratto di distribuzione?

Il sempre vigoroso assessore Riboldi affronti di petto la situazione, che a questo punto non è imputabile ai suoi predecessori.

Soprattutto, non è ammissibile che la giunta Cirio si disinteressi così tanto della non autosufficienza. Non solo non garantisce la consegna puntuale dei pannoloni, ma continua a lasciare più di 23.000 persone non autosufficienti in lista d’attesa per i progetti residenziali e domiciliari a cui hanno diritto a seguito della certificazione ASL di non autosufficienza, non concede più di 14.000/15.000 convenzioni sui posti letto nelle RSA piemontesi, non riforma le vecchie DGR sugli standards di cura e non anticipa il Fondo Nazionale Non Autosufficienza 2025-2027 per le prestazioni domiciliari in lungo assistenza (assegni di cura e servizi domiciliari), a differenza di quanto fatto praticamente da quasi tutte le altre Regioni.

La linea della Giunta Cirio sulla non autosufficienza, a dispetto del palliativo dei bonus una tantum, è obiettivamente fallimentare».

Monica CANALIS – consigliera regionale PD – Commissione Sanità

Clima sempre più estremo, agricoltura sotto pressione: Confagricoltura Piemonte chiede interventi strutturali

Dalle temperature eccezionalmente elevate registrate a maggio alle violente grandinate che hanno colpito il Piemonte nei primi giorni di giugno, il comparto agricolo regionale si trova ad affrontare una stagione segnata da eventi meteorologici sempre più intensi e imprevedibili. Per il presidente di Confagricoltura Piemonte, Enrico Allasia, è necessario accelerare sugli investimenti infrastrutturali e riconoscere concretamente il contributo che l’agricoltura può offrire nella lotta ai cambiamenti climatici.

I dati diffusi da ARPA Piemonte il 4 giugno evidenziano un quadro particolarmente anomalo. Maggio 2026 si è classificato come il settimo mese di maggio più caldo degli ultimi settant’anni. Nell’ultima parte del mese le temperature hanno superato le medie stagionali fino a 8-10 gradi, mentre lo zero termico è rimasto per diversi giorni oltre la quota dei 4.000 metri. In 57 stazioni meteorologiche della rete regionale sono stati registrati nuovi record di temperatura massima.

L’ondata di calore ha inoltre accelerato lo scioglimento della neve accumulata durante l’inverno, riducendo rapidamente le riserve idriche. A questo si è aggiunto un forte deficit di precipitazioni: nel mese di maggio è piovuto il 44% in meno rispetto ai valori storici di riferimento e la portata del Po, rilevata a Isola Sant’Antonio, è risultata inferiore del 46%.

Dopo settimane caratterizzate da caldo e siccità, il 2 giugno la situazione meteorologica è cambiata radicalmente. Temporali particolarmente violenti, accompagnati da grandine e forti raffiche di vento, hanno attraversato diverse aree del Piemonte, dal Torinese orientale al Chivassese, dal Vercellese al Monferrato, fino alle province di Asti e Alessandria. In alcune zone sono caduti chicchi di grandine fino a sei centimetri di diametro, mentre il vento ha raggiunto velocità prossime ai 100 chilometri orari.

Tra i territori più colpiti figura il Monregalese, dove i noccioleti di Farigliano, Dogliani, Piozzo e Clavesana hanno riportato danni molto pesanti. Le prime valutazioni indicano una perdita potenziale superiore al 50% della produzione. I tecnici di Confagricoltura stanno inoltre effettuando sopralluoghi per quantificare gli effetti delle precipitazioni violente su seminativi e colture orticole.

“Non si tratta più di anomalie: è la nuova normalità”, afferma il presidente di Confagricoltura Piemonte, Enrico Allasia. “Le nostre imprese subiscono una variabilità meteorologica senza precedenti, spesso senza strumenti adeguati. L’acqua c’era quest’inverno, ma non siamo riusciti a trattenerla: la questione degli invasi non può essere ancora rinviata. Al tempo stesso – aggiunge Allasia – vogliamo ricordare che l’agricoltura non è solo vittima di questo processo: le pratiche conservative, il sequestro di carbonio nei suoli, la produzione di energia con matrici vegetali fanno dell’impresa agricola un soggetto attivo nella risposta al cambiamento climatico. Questo ruolo deve essere riconosciuto con politiche concrete, a cominciare da strumenti assicurativi adeguati e infrastrutture idriche finalmente all’altezza dei tempi”.

“LA-AAAAAA-Classica per tutti” la stagione dell’Unione Musicale di Torino

“LA-AAAAAA-Classica per tutti”, non è soltanto il titolo della nuova stagione dell’Unione Musicale, ma una vera dichiarazione di intenti. La grafica che accompagna il cartellone, con i diapason trasformati in figure diverse per età, stile e provenienza, rappresenta simbolicamente la nostra idea di musica quale linguaggio universale, aperto, inclusivo, capace di parlare a ciascuno in modo personale.

“La stagione 2026-2027 dell’Unione Musicale – dichiara il direttore artistico Antonio Valentino – propone un percorso musicale ricco di grandi interpreti internazionali, attesi ritorni e la presenza di artisti della nuova generazione, che stanno ridefinendo il panorama concertistico contemporaneo. Accanto ai capolavori del repertorio cameristica, trovano spazio nuove commissioni, programmi originali, incursioni nella contemporaneità e progetti divulgativi pensati per avvicinare pubblici sempre più ampi alla musica classica”.

Il mondo della classica nel 2027 ricorderà i 200 anni dalla scomparsa di Beethoven, e l’Unione Musicale dedica a questa ricorrenza due concerti monografici, numerosi ascolti nel corso di tutta la stagione e un festival al teatro Vittoria nel mese di giugno. Parallelamente darà spazio alle nuove voci del presente, proponendo l’ascolto di numerose opere dei più interessanti compositori dei  ostri giorni, alcuni dei quali presenti in quanto interpreti, come Giovanni Sollima, John Corigliano, Fabio Vacchi, Fazio Say, Patricia Copatchinskaja, Santiago Cañón-Valencia, Giovanna Baviera, Severin von Eckerdstein,,Hanna Kulenty, Gabriella Smith, Alicia De Larrocha, John Zorn, Simon Machale, Eva Reiter e la torinese Francesca Idini, alla quale è stato commissionato un nuovo lavoro.

Il cartellone 26-27 è compreso da mercoledì 21 ottobre 2026 a sabato 15 maggio 2027, e si articola in 52 appuntamenti tra il Conservatorio e il teatro Vittoria di Torino, con protagonisti 150martisti, di cui 60 ospiti dell’Unione Musicale per la prima volta, e 65 artisti under 35.

A inaugurare la stagione sarà, martedì 21 ottobre, alle ore 20.30 presso il Conservatorio, il recital del pianista russo Arseni Moon. A Schubert e Chopin saranno dedicate le serate di Ella van Poucke e al pianoforte Severin von Eckerstein, il 23 ottobre al Conservatorio. Una prima serata dedicata a Beethoven è in programma il 4 novembre, alle 20.30, con il Quartetto Belcea, seguita l’11 novembre, sempre al Conservatorio, alle 20.30, da un concerto in cui le musiche di Beethoven saranno accompagnate da quelle di Corigliano di Bach e Saint-Saëns, eseguita da Joshua Bell al violino e Peter Dugan al pianoforte. Le musiche di Berio verranno suonate insieme a musiche di Miles, Monteverdi, Verberian, Fuentes, Andriessen & The Beatles martedì 1 dicembre al teatro Vittoria alle ore 20. Un’interessante programma dedicato al Novecento, con musiche di Messiaen, Skrjabin e Zorn costituiranno il concerto in programma il 15 aprile al Conservatorio con una coppia d’eccezione formata dal pianista francese Bertrand Chamayou e la soprano Barabra Hannigan. Un ruolo speciale è prevista per la pianista Sofia Liù, quasi diciassettenne, che diventerà artista residente fino al 2028. Dall’8 al 10 giugno 2027 verrà presentato il festival Beethoven, rassegna di sei concerti cameristici dedicati al grande compositore.

La campagna abbonamenti inizia con i rinnovi da venerdi 5 giugno a venerdi 24 luglio prossimo, e sarà possibile sottoscrivere nuovi abbonamenti da martedì 23 giugno. I biglietti per i concerti saranno acquistabili da giovedì 1 ottobre sul sito e presso la biglietteria dell’Unione Musicale. Eventuali biglietti ancora disponibili saranno messi in vendita poco prima dell’inizio dei concerti. Il costo dei biglietti varia da 10 a 35 euro e l’Unione americane mantiene tariffe contenute per gli under 30, gli under 21 e per gli allievi del Conservatorio, per i quali sono previsti prezzi vantaggiosi.

Mara Martellotta

Torino Pride 2026 sabato 6 giugno. Previste modifiche viabili

/
Sabato 6 giugno si terrà il “Torino Pride 2026”, la manifestazione con corteo che quest’anno festeggia la sua 20° edizione. Si stima la partecipazione di alcune decine di migliaia di persone, che nel pomeriggio sfileranno in corteo per le vie della città.

I partecipanti si raduneranno in corso Massimo d’Azeglio, nel tratto compreso tra corso Vittorio Emanuele II e corso Marconi, da dove alle ore 15.30 circa partiranno in corteo per percorrere corso Vittorio Emanuele II, corso Galileo Ferraris, via Cernaia, via Pietro Micca, piazza Castello, via Po, per raggiungere infine piazza Vittorio Veneto dove sarà allestito il palco per gli interventi conclusivi.

DIVIETI DI TRANSITO

Sarà disposto il divieto di transito per tutte le categorie di veicoli, compresi monopattini e biciclette, lungo tutto il percorso della manifestazione dalle ore 13.30 sino a cessate esigenze di sabato 6 giugno. Nello specifico in:

  • Corso Massimo d’Azeglio, tratto compreso tra corso Marconi e corso Vittorio Emanuele II
  • Corso Vittorio Emanuele II, tratto compreso tra corso Massimo d’Azeglio e largo Vittorio Emanuele II;
  • Corso Galileo Ferraris, tratto compreso tra largo Vittorio Emanuele II e via Cernaia;
  • Via Cernaia, tratto compreso tra corso Galileo Ferraris e via Pietro Micca;
  • Via Pietro Micca, tutta;
  • Piazza Castello, tutta;
  • Via Po, tutta;
  • Piazza Vittorio Veneto, tutta;
  • Lungo Po Diaz e lungo Po Cadorna.

Dalle aree del centro cittadino sarà consentito il deflusso verso il fiume Po.

PONTI CHIUSI

I ponti Umberto I e Vittorio Emanuele I (Gran Madre) saranno aperti solo in uscita dal centro (direzione collina, corsi Casale e Moncalieri).

CHIUSURA SOTTOPASSO LANZA

Il sottopasso Lanza sarà chiuso in direzione Centro dalle ore 13.30 circa.

ASSI VIABILI CONSIGLIATI

Per evitare le chiusure stradali, si consiglia l’utilizzo degli assi viabili di corso Dante, corso Galileo Ferraris, corso Castelfidardo-corso Inghilterra, corso Regina Margherita, corso Casale e corso Moncalieri. I ponti Regina Margherita e Isabella saranno aperti.

Si prevede traffico intenso nei quartieri San Salvario e Crocetta.

DIVIETI DI SOSTA

Dalle ore 9 di sabato 6 giugno e fino a cessate esigenze (indicativamente alle ore 23) è stato disposto il divieto di sosta con rimozione forzata di tutti i veicoli, compresi biciclette e monopattini, con la sospensione dei parcheggi per le persone con disabilità (generici e “ad personam”), dei parcheggi riservati al carico e scarico merci e dei parcheggi riservati ad altri utenti, in:

  • Corso Massimo d’Azeglio, carreggiata est (lato Parco del Valentino), tratto compreso tra corso Marconi e corso Vittorio Emanuele II, ambo i lati;
  • Corso Galileo Ferraris, carreggiate centrale ed est, nel tratto compreso tra largo Vittorio Emanuele II e corso Matteotti, ambo i lati;
  • Via Cernaia, nel tratto compreso tra corso Galileo Ferraris e piazza Solferino, ambo i lati;
  • Via Pietro Micca, tutta, ambo i lati;
  • Piazza Castello, tutta;
  • Via Po tutta, ambo i lati;
  • Via Ozanam, tutta, ambo i lati;
  • Piazza Vittorio Veneto, tutta.

RIMOZIONE DEI VEICOLI DELLA MOBILITÀ SOSTENIBILE IN SHARING

Nelle seguenti aree, dalle ore 12 di sabato 6 giugno e sino a cessate esigenze, non saranno disponibili i servizi di bike sharing e noleggio monopattini elettrici:

  • Lungo tutto il percorso del corteo;
  • Nelle aree di raduno, corso Massimo d’Azeglio, tratto compreso tra corso Marconi e corso Vittorio Emanuele II, ambo i lati;
  • Corso Vittorio Emanuele II, nel tratto compreso tra corso Massimo d’Azeglio e largo Vittorio Emanuele II;
  • Corso Galileo Ferraris, nel tratto compreso tra largo Vittorio Emanuele II e via Cernaia;
  • Via Cernaia, nel tratto compreso tra corso Galileo Ferraris via Pietro Micca;
  • Via Pietro Micca, tutta;
  • Piazza Castello, tutta;
  • Via Po, tutta;
  • Nell’area di arrivo in piazza Vittorio Veneto, tutta;
  • Lungo Po Diaz e lungo Po Cadorna.

AREE TAXI

È prevista la sospensione temporanea dalle ore 12 e comunque fino a cessate esigenze di sabato 6 giugno delle aree TAXI presenti in:

  • Piazza Castello angolo via Garibaldi;
  • Piazza Castello esedra compresa tra via Po e via Accademia delle Scienze;
  • Piazza Vittorio Veneto;

PARCHEGGI SOTTERRANEI CHIUSI

Dalle ore 12 saranno chiusi i parcheggi sotterranei Vittorio Veneto (uscita dei veicoli possibile solo fino alle ore 14) e Roma – San Carlo (ingresso piazza Castello).

DIVIETO DI VENDITA, CONSUMO E DETENZIONE VETRO E LATTINE

Per quanto riguarda cibi e/o bevande in bottiglie di vetro, in metallo o in contenitori idonei all’offesa della persona che possano costituire pericolo per la pubblica incolumità, dalle 13 alle 21 di sabato 6 giugno, e comunque sino a quando sarà rilevata presenza di pubblico, l’ordinanza sindacale n. 137 ne prevede il divieto di vendita per asporto (anche se erogati da distributori automatici), il consumo, l’abbandono e la detenzione. È inoltre vietata la vendita e somministrazione di bevande che abbiano un contenuto alcolico superiore a ventuno gradi per cento in volume (21°). L’ordinanza è in vigore nelle seguenti vie e piazze:

  • Corso Massimo d’Azeglio, nel tratto compreso tra corso Vittorio Emanuele II e corso Marconi;
  • Corso Vittorio Emanuele II, nel tratto compreso tra corso Massimo d’Azeglio e largo Vittorio Emanuele II;
  • Corso Galileo Ferraris, nel tratto compreso tra largo Vittorio Emanuele II e via Cernaia;
  • Via Cernaia, nel tratto compreso tra corso Galileo Ferraris e via Pietro Micca;
  • Via Pietro Micca, tutta;
  • Piazza Castello, tutta;
  • Via Po, tutta;
  • Piazza Vittorio Veneto, tutta, compresi i portici.

MEZZI DI TRASPORTO PUBBLICO

I percorsi dei mezzi di trasporto pubblico che transitano nell’area interessata dalla manifestazione subiranno variazioni. Per maggiori dettagli sulle linee deviate, visionare il sito Internet di GTT alla pagina https://www.gtt.to.it/cms/

TorinoClick

Daniela Cavalcabò: l’arte vera nasce quando il talento incontra il cuore

Ci sono persone che fanno arte.

E poi ce ne sono altre che sembrano nate direttamente dentro di essa, come se respirassero creatività ancora prima di imparare a parlare.

Bene , Daniela Cavalcabò appartiene a questa rara e preziosa qualità. 

Nasce in una famiglia di musicisti, cresce tra note, strumenti, melodie, emozioni.

L’arte entra nella sua vita appena apre gli occhi. La musica diventa linguaggio quotidiano, sensibilità naturale, respiro.

Canta, suona, osserva, assorbe tutto ciò che è creativo.

E la vita continua a portarla proprio lì, dentro quel mondo fatto di vibrazioni artistiche e libertà espressiva.

Sposa infatti un chitarrista conosciuto dellepoca e da questa unione nasce Alessandro, destinato a sua volta a vivere la musica ad altissimi livelli, diventando infatti il tastierista di Francesco De Gregori per 17 anni

Una famiglia quindi in cui la musica non è soltanto passione, ma è identità.

Ma Daniela non si ferma mai a una sola forma d’arte, a tal punto da diventarne talmente dotta da portarsi anche ad insegnarla per ben 20 anni.

La sua mente curiosa, vivace, brillante la porta anche verso il mondo della pubblicità, dove lavora come designer creativa in diverse agenzie, distinguendosi immediatamente per la sua capacità di immaginare, inventare, trasformare le idee in emozioni visive.

Collabora anche con Guido Gobino, storico nome delleccellenza dolciaria torinese (che la menziona caldamente anche nel libro della sua biografia) , contribuendo con allestimenti e intuizioni creative, arrivando persino a ideare una nuova opera dolciaria al cioccolato chiamata :  “Il N’uovo di Gobino”.

Eppure dentro di lei continua a vivere unaltra passione profondissima: quella per i bijoux e per la scultura.

Daniela osserva il mondo come fanno i veri artisti. Nulla per lei è banale. Ogni oggetto può trasformarsi. Ogni dettaglio può rinascere.

Dalle sue mani prendono vita bijoux unici, poetici, materici, spesso costruiti recuperando elementi apparentemente semplici, ai quali riesce a donare nuova anima, nuova dignità, nuova bellezza.

Perché gli artisti autentici non vedono ciò che una cosa è ma vedono ciò che potrebbe diventare.

Ed è forse anche per questo che il legame con Bob Noto (figura iconica del mondo gourmet e della creatività italiana) è stato così profondo.

Tra loro esisteva quella rara complicità che nasce soltanto tra persone capaci di riconoscere la bellezza nei dettagli più invisibili.

Ma la parte più straordinaria di Daniela non è soltanto il talento. È la sua umanità.

Oggi continua a vivere con unenergia che commuove.

Corre da una parte allaltra della città aiutando persone fragili, donne sole, madri in difficoltà, bambini, famiglie dimenticate. Recupera, conserva, sistema, porta, dona.

Nulla va sprecato se può servire a qualcuno.

E mentre continua a creare bijoux venduti nei negozi più belli di Torino, continua anche a seminare bene intorno a sé con una naturalezza quasi disarmante..proprio come facevano gli artisti di una volta. Quelli che avevano talento nelle mani, ma soprattutto bontà nelle vene.

Il tratto più sorprendente di Daniela è proprio questo : il tempo passa, ma lei non smette mai di ringiovanire nello spirito e nell’anima. Non per inseguire la giovinezza ma perché conserva quella curiosità, quella voglia di creare, di immaginare e di mettersi sempre in gioco che appartengono agli spiriti più vivi.

La sua è una lezione preziosa soprattutto per i giovani. In un mondo che corre veloce e si affida continuamente a nuovi strumenti e tecnologie, Daniela dimostra che la vera innovazione nasce prima di tutto dalla mente, dalla forza, dalla sensibilità e dalla capacità di reinventarsi . Con mezzi semplici, ma con un patrimonio immenso di esperienza, cultura e passione, continua a creare piccole magie quotidiane.

Oggi probabilmente potrebbe limitarsi a godersi il meritato riposo, dedicarsi soltanto agli affetti, ai nipoti, alle passeggiate e ai piaceri della vita. E invece lei sceglie ancora di costruire, immaginare, progettare e condividere. Lo fa con equilibrio, con eleganza e con la consapevolezza della propria età, senza rincorrere il tempo ma dialogando con esso.

Ed è questa la sua forza più autentica: dimostrare che la qualità della vita non dipende dagli anni che passano, ma dalla capacità di restare vivi dentro.

Daniela ha occhi verdi che parlano ancora di entusiasmo, di musica, di curiosità verso il mondo.

Ama i Beatles, ama la cultura, ama le persone, ama tutto ciò che contiene anima.

Ed è forse proprio questo il segreto della sua unicità:

non aver mai smesso di guardare la vita con stupore.

Perché ci sono artisti che creano oggetti bellissimi e poi ci sono artisti molto più rari:

quelli che, senza accorgersene, rendono più bella anche la vita degli altri.

Monica Di Maria di Alleri Chiusano

Il gusto delle cose semplici

La custode delle storie appese a una gruccia…

In un’epoca che misura il valore delle persone attraverso i numeri, la visibilità e il successo apparente, esistono ancora luoghi dove il tempo sembra seguire regole diverse.

Uno di questi luoghi è una lavanderia nel centro di Torino.

Niente insegne luminose, nessuna strategia di marketing aggressiva, nessuna promessa di rivoluzionare il mondo. Solo una donna pacata , solare, instancabile se pur distrutta , elegante nei modi e raffinata nella sua cultura dell’essere , così speciale, unica  …..e  che da ventotto anni apre la saracinesca ogni mattina e svolge il proprio lavoro con una dedizione che oggi è diventata merce rara.

A prima vista qualcuno potrebbe definirlo un lavoro semplice. Ma è proprio qui che nasce l’equivoco del nostro tempo.

Non esistono lavori umili. Esistono modi straordinari di svolgerli.

E lei appartiene senza dubbio alla seconda categoria.

Tra le sue mani passano abiti che raccontano vite. Vestiti da cerimonia, cappotti ereditati, maglioni amati, tessuti delicati che sembrano ormai perduti. Lei li osserva, li studia, li comprende…e spesso compie piccoli miracoli.

Allunga ciò che si è ristretto, recupera ciò che sembrava irrimediabilmente rovinato, elimina macchie che parevano eterne, ripara strappi e restituisce dignità a capi che altri avrebbero gettato via.

Ma la sua vera specialità non è il lavaggio: è la cura.

Quella cura antica che non si insegna nei corsi e non si compra online.

La stessa cura con cui accoglie ogni cliente, ricordandone le abitudini, ascoltandone le storie, trattando ogni persona con rispetto e gentilezza.

Nel suo negozio vivono anche i suoi quattro compagni inseparabili: tre eleganti levrieri e un trovatello salvato dalla strada.

Chi entra comprende subito che non si tratta soltanto di amore per gli animali. Si tratta di una precisa filosofia di vita. Rispetto per ciò che è fragile.Rispetto per ciò che è stato trascurato.Rispetto per ciò che merita una seconda possibilità.

Forse è per questo che riesce a restituire vita agli abiti….perché vede valore dove altri vedono soltanto un oggetto consumato.

I mestieri come il suo hanno costruito il nostro Paese.

Sono i lavori silenziosi che hanno accompagnato generazioni intere senza chiedere applausi.

Il calzolaio, la sarta, il falegname, il fornaio, il lavandaio…professioni che oggi rischiano di essere considerate minori solo perché non producono visibilità. Eppure sono essenziali.

Perché una società non vive soltanto di innovazione. Vive anche di mani esperte, di esperienza, di pazienza e di cura.

Proteggere questi mestieri significa proteggere una parte della nostra identità.

Significa ricordare che il valore di una persona non dipende dal titolo che porta sul biglietto da visita, ma dalla passione, dall’onestà e dall’amore che mette ogni giorno nel proprio lavoro.

Da ventotto anni questa donna non lava soltanto abiti, custodisce un’idea di mondo e ne protegge il sentimento . 

Per alcuni,  forse,  suonerebbe bizzarro…ma persino gli abiti hanno un posto importante nel cuore della gente , perché gli stessi ci rammentano ricordi preziosi, la nostra unicità , il nostro stile e quindi la nostra fedele appartenenza a noi stessi.

Essi simboleggiano doni importanti, testimoniano amori e ricordi molto radicati in tutti noi . 

Lei vive ancora in un  mondo in cui la competenza è praticamente fondamentale e dove la gentilezza non è una debolezza ma un’invito a cogliere il meglio di tutto e di tutti.

Una donna lei che vive in un mondo in cui anche l’amore può prevedere forme di appartenenze  differenti da altre ma molto intense.

Infatti la sua famiglia è costituita anche dai suoi  animali che la accompagnano ogni giorno, come dalla gente del borgo che per lei nutre un grande rispetto e non manca mai di mostrarle affetto ringraziandola giorno per giorno

Per tutto questo, possiamo quindi considerare il fatto che l’eccellenza può nascondersi anche dietro il bancone di una piccola lavanderia.

Ed è così che al mattino, il primo mattino … come in una fiaba che si ripete da ventotto anni senza perdere un grammo della sua magia, lei apre la porta della sua lavanderia e comincia il rito.

Espone i capi appena lavati e stirati con una cura che somiglia a una carezza. Li sistema uno accanto allaltro come farebbe la direttrice di un grande atelier, eppure quelli non sono abiti creati per una sfilata. Sono gli abiti della vita.C’è la giacca di chi va al lavoro, il vestito della festa, il maglione che ha attraversato un inverno difficile, la camicia di un incontro importante, l’abito di una giovane sposina, il cappottino di un bimbo, il foulard di una signora che non rinuncia alleleganza.

Ogni capo custodisce una storia quindi, un’emozione. Ogni piega racconta una persona. Ogni tessuto porta con sé un frammento di vita diverso da tutti gli altri.

Forse è proprio questo il segreto della sua unicità: non lavare semplicemente dei vestiti, ma prendersi cura, ogni giorno, delle piccole storie che le persone le affidano….restituendole più pulite, più ordinate, e qualche volta persino un po’ più leggere.

Proprio come fanno le persone speciali….senza rumore, senza clamore.  Con la semplice, straordinaria bellezza dellamore per ciò che fanno, se pur tra vapore, detersivi e ferri da stiro, stiratura di pieghe e rammendi di strappi.

Ogni giorno tornano a nuova vita abiti stanchi e tessuti segnati dal tempo, ma forse, senza saperlo, si restituisce anche qualcosa che oggi si trova sempre più difficilmente: la fiducia nelle persone e la più autentica e fedele professionalità .

Perché certi mestieri puliscono si i tessuti, ma alcune persone, sanno invece anche rendere un po’ più pulito il mondo . 

Monica Di Maria di Alleri Chiusano 

(Lavanderia S.Maria : via San Dalmazzo 16/A – Torino -Tel. 333.6638003

Animalisti, manifesti negli stadi

Caro direttore,

azione coordinata nel tardo pomeriggio di giovedì 4 giugno,  dei Militanti del Movimento CENTOPERCENTOANIMALISTI rispettivamente allo Stadio Euganeo di Padova, Romeo Menti di Vicenza, Bentegodi di Verona e l’Olimpico di Torino. 

Sono stati affissi striscioni con il nome della squadra e il testo: “ritiro in Trentino? Dove ammazzano gli Orsi? Anche no!”

Molte società calcistiche scelgono di fare i loro ritiri estivi in Trentino. I motivi della scelta sono: il clima favorevole, la bellezza naturale, l’ospitalità, i prezzi vantaggiosi.

Caratteristiche  che si possono riscontrare  in  tutte le regioni italiane.

Mentre c’è una ragione  etica  per evitare  il Trentino: ed è la persecuzione cui sono sottoposti gli Animali Liberi, Orsi, Lupi, Sciacalli, Cervi, Marmotte…  perfino i Cormorani!

E poi c’è la tragica situazione dell’Orso rinchiuso al Casteller, presso  Trento:  Papillon, cui continuano a negare la libertà e anche il trasferimento in un ambiente migliore: trasferimento possibile e senza spese, ma rifiutato dalla Giunta di Trento.

Chiediamo alle società sportive di Padova, Vicenza, Verona e Torino di riconsiderare  la scelta  del Trentino: questa regione va evitata, finché non cambierà la linea  anti-Animali di chi la governa.

MOVIMENTO CENTOPERCENTOANIMALISTI

Si va tutti a “La Corte”

Apre a Torino un nuovo “polo” dedicato all’inclusione, all’autonomia e alla formazione delle persone con disabilità e non

Giovedì 11 giugno, ore 18

Generosi e coraggiosi artefici dell’iniziativa, “I Buffoni di Corte Aps”, Associazione operante dal 2008 sul territorio torinese (prima sede in corso Sebastopoli 272/e) nell’ambito didattico e formativo dei giovani, adolescenti e persone “con disabilità”. In quasi 18 anni di attività più di 800 sono ad oggi gli associati, oltre 600 le famiglie coinvolte, 1500 i volontari e oltre 600 i sostenitori (con un network che include più di 70 aziende partner e oltre 20 Organizzazioni “non profit”):  è a loro e al costante impegno sociale ed organizzativo de “I Buffoni” che si deve la creazione de “La Corte” (via Rubino, 82), nuova sede dell’Associazione e nuovo “polo” rivolto per l’appunto ai giovani e alle persone “con disabilità” residenti a Mirafiori Nord, e non solo.

Il complesso sorge nel sito, dove fino al 2018 era presente l’“asilo nido” di quartiere e assegnato dal “Comune di Torino” a “I Buffoni di Corte” nel 2021, oggi trasformato grazie al progetto (ispirato alla Scuola del “Bauhaus” secondo i principi chiave di “bellezza” e “anamorfismo”, con effetti di illusione ottica tridimensionale visibili da precisi punti di vista) firmato dall’architetto torinese Alex Cepernich, fervido sostenitore della visione e missione dell’Associazione. Il fabbricato, a forma di “L” composto da un solo piano fuori terra, cui si unisce un secondo immobile di circa 90 metri quadrati, immerso nei 1565 metri quadrati di giardino (destinati ad ospitare un “orto urbano”, una “zona relax” ed un “punto ristoro” per l’inserimento lavorativo di persone con disabilità), sarà inaugurato giovedì 11 giugnoalle 18, alla presenza del sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, degli assessori Carlotta Salerno e Jacopo Rosatelli, affiancati dal presidente della “Circoscrizione Due”, Luca Rolandi.

Sottolineano Luca Nicolino e Valentina Cocchi, rispettivamente presidente e direttrice operativa de “I Buffoni di Corte”: “ ‘La Corte’ vuole essere uno spazio aperto a tutti, un luogo in cui laboratori e progettualità saranno, da un lato consolidati e potenziati e, dall’altro, ampliati con nuove iniziative rivolte non solo alle persone con disabilità, ma anche ai giovani, che qui potranno accompagnarci nei nostri progetti ma anche studiare negli spazi ‘coworking’, agli anziani, ai cittadini del quartiere e del territorio che qui possono venire per un caffè, per scambiare due chiacchiere e per prendere parte alle molte attività con tutte le persone dell’Associazione”.

L’obiettivo, insomma, è quello di “diventare un luogo di formazione ed incontro all’interno del quale possa generarsi ed unirsi una collettività, attraverso l’interazione tra associati, studenti, professionisti del settore e volontari”.

E gli spazi, oggi, di certo, non mancano (costruiti grazie ai fondi “PNRR – Piano Integrato Urbano” e ai contributi di “Fondazione Compagnia di San Paolo”, “Reale Foundation”, “Fondazione Peppino Vismara” “Rotary” e “Interact”, oltre a quelli di “aziende private” e tantissime “persone fisiche”). Spazi che possono contare su  20 laboratori, una palestra, che accoglierà “attività di teatro”, “danza e movimento”,   una cucina dove si terrà uno dei “progetti di autonomia e formazione al lavoro” portato avanti dall’Associazione, “Mani in pasta”. Laboratori e attività che, attualmente, coinvolgono 150 famiglie di persone con disabilità e circa 80 adolescenti e giovani; “volontari scout”, persone impegnate in lavori di pubblica utilità, servizio civilisti e tirocinanti di Università e Scuole Superiori.

Nello specifico, l’Associazione organizza “laboratori artistici”, gestiti da professionisti e dedicati a giovani e persone con disabilità, dalla ceramica all’acrobatica, dalle percussioni al canto e al teatro. Propone inoltre percorsi di formazione al lavoro come “Mani in Pasta” (di cui già s’é accennato) e “percorsi educativi” come “Una chiave per l’autonomia” e “Senza vergogna”, nell’ambito dell’affettività e della sessualità, abbinati alla “danzamovimentoterapia”. Per non dimenticare i suoi “servizi di supporto”, come lo “sportello informativo” e quello “psicologico”, nonché quelli di “formazione” e “sensibilizzazione” rivolti a scuole (studenti e personale), “gruppi scout” e aziende.

Fiore all’occhiello, in conclusione, la creazione di un’eccellente “Compagnia Teatrale”, “La Compagnia delle Frottole”, nata nel 1998 e composta da 23 attori di cui 10 con disabilità cognitiva.

Per ulteriori infowww.ibuffonidicorte.it

Gianni Milani

Nelle foto: I giovani de “La Corte”; Particolare degli “interni”; Attività in giardino; Teatro “La Compagnia delle Frottole”