Contro gli incendi arriva l’elicottero Erickson
Il dispositivo di intervento per il contrasto agli incendi boschivi in Piemonte è stato ulteriormente rafforzato con la decisione di impiegare un elicottero Erickson a supporto delle operazioni a partire da oggi È quanto emerge dalla riunione di coordinamento con il Dipartimento della Protezione civile, cui hanno preso parte la Regione Piemonte, il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, il Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dei Carabinieri e tutti i soggetti impegnati nelle operazioni di contrasto agli incendi boschivi.
Nella mattinata l’elicottero sarà operativo e verrà posizionato nella base di Cameri per incrementare la capacità di spegnimento nelle aree più complesse.
Il Piemonte sta affrontando una situazione del tutto eccezionale: non si era mai registrato un numero così elevato di incendi boschivi nel mese di luglio, né una durata così prolungata degli eventi. Le alte temperature, unite alla conformazione particolarmente impervia dei territori interessati, rendono in molti casi impossibile l’intervento diretto delle squadre a terra, facendo ricorso quasi esclusivamente all’impiego dei mezzi aerei.
Le aree maggiormente colpite sono il Verbano-Cusio-Ossola e le province di Vercelli e Torino.
In provincia di Torino il fronte più significativo interessa il Parco nazionale del Gran Paradiso, in particolare il territorio del Comune di Valprato Soana.
In Valsesia, l’incendio più impegnativo è localizzato nel Comune di Cravagliana, dove è stato attivato un Posto di comando avanzato dei Vigili del fuoco. Restano inoltre attivi importanti incendi nei territori comunali di Boccioleto, Cervatto, Fobello e Varallo.
Nel Verbano-Cusio-Ossola il fronte più esteso interessa Premosello-Chiovenda, con propagazione verso il Parco nazionale della Val Grande, dove è stato istituito un altro Posto di comando avanzato. Sono inoltre in corso interventi nei comuni di Bannio Anzino e in Val Vigezzo, al confine con il Canton Ticino.
Attualmente operano sul territorio piemontese sette Canadair della flotta aerea dello Stato, un dispositivo notevolmente rafforzato rispetto ai giorni scorsi. Da domenica, inoltre, la presenza stabile dei Canadair dislocati sulla base di Genova è stata incrementata da uno a quattro velivoli, consentendo una risposta ancora più rapida alle esigenze operative del Nord-Ovest; per garantire la continuità delle missioni, i rifornimenti vengono effettuati presso gli aeroporti di Malpensa e Caselle.
«Stiamo affrontando – ha detto l’assessore regionale alla Protezione civile Marco Gabusi – una situazione che, per il Piemonte, non ha precedenti in questo periodo dell’anno. Il numero dei fronti attivi e la loro persistenza rendono estremamente complessa l’attività di spegnimento, soprattutto nelle aree montane dove l’accesso delle squadre a terra è spesso impossibile. Per questo il coordinamento con il Dipartimento della Protezione Civile, con i Vigili del Fuoco, i Carabinieri Forestali, il Corpo AIB Piemonte e tutti gli enti coinvolti è continuo e costante. Ringrazio il Governo e il Dipartimento nazionale per aver accolto la nostra richiesta di ulteriori mezzi aerei. L’arrivo domani dell’elicottero Erickson rappresenta un importante potenziamento del dispositivo operativo e ci consentirà di concentrare ancora di più gli sforzi sui fronti più critici. Un ringraziamento particolare va a tutto il personale volontario impegnato nelle operazioni, che da giorni lavora senza sosta con professionalità, competenza e straordinario spirito di servizio. Il loro impegno, spesso in condizioni estremamente difficili, è fondamentale per proteggere il nostro territorio e garantire la sicurezza delle comunità. Continueremo a mettere in campo ogni risorsa disponibile per tutelare il territorio, le comunità e il nostro patrimonio boschivo».
Ricerca, internazionalizzazione e rinnovamento sono le parole chiave del nuovo percorso intrapreso dal Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto, sito in via Po 55, a Torino. Un processo, quello dell’intera Fondazione che, se da una parte ha avuto inizio negli anni precedenti con le molteplici acquisizioni di oggetti datati tra il XV secolo e il Novecento, dall’altra vede in atto una vera e propria mutazione, un profondo cambiamento di pelle che porterà il Museo a trasformarsi in un foro aperto al vasto pubblico nazionale e internazionale, evolvendosi, così, dall’attuale condizione di “tempio elitario” dalla tipica espressione localistica.
Il progetto di rinnovamento, la cui conclusione è prevista entro la fine di dicembre 2029, in occasione dei festeggiamenti per il trentennale del Museo Accorsi-Ometto, comprende importanti lavori di restauro di quest’ultimo e di tutto il Complesso della chiesa di Sant’Antonio, dove oggi si trova la Fondazione. La finalità è quella di recuperare, ristrutturare e dare nuovamente forma agli edifici storici, risalenti al XV secolo e nati per accogliere i viandanti che giungevano in città da Est, per rivederli in un’ottica di “varco d’accesso culturale” alla città, di vetrina attraverso la quale raccontare le eccellenze del territorio locale, nazionale e internazionale.
In occasione della conferenza di presentazione del progetto, il Direttore del Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto, Luca Mana, ha svelato la recente acquisizione di un’opera appartenente a un pittore vercellese facente parte, probabilmente, della famiglia Oldoni: una “Natività” risalente al 1500 circa, individuata grazie agli studi sulla celebre famiglia milanese intrapresi durante la mostra su Giovanni Antonio Bazzi, detto il Sodoma. Tra le altra acquisizioni di rilievo si annoverano il “Trittico con la Crocifissione e Santi” (1390-1400), opera di origine tardo medievale della Bottega degli Embriachi, le “Tazze con le prove del colore blu della manifattura Ginori, a Doccia”, pezzi unici, datati tra il 1740 e il 1745, di cui fa parte la “Tazzina traforata”, la sola conosciuta in porcellana bianca traforata, e due vasi in vetro con coperchio atti a contenere i differenti campioni di terre utilizzati dalla manifattura Ginori nella produzione delle sue porcellane. Tra la metà dell’Ottocento e gli anni Trenta del Novecento sono, invece, collocati quattro bozzetti del pittore torinese Francesco Gonin e il “Ritratto della madre” dello scrittore e pittore Carlo Levi.
In un’ottica di rinnovamento e innovazione tecnologica, il Museo Accorsi-Ometto ha avviato una collaborazione con Reveel, una startup finlandese che permette di creare guide interattive e mappe senza dover scaricare la app sul proprio smartphone. Già utilizzata da diverse organizzazioni e attrazioni europee, Reveel consente al pubblico del museo (il primo in Italia ad essere dotato di questo strumento digitale) di fruire dei contenuti in 63 lingue.
“Siamo particolarmente felici di presentare le ultime acquisizioni, l’innovativa web app che consente di visitare il museo in 63 lingue differenti e di annunciare il progetto riguardante il Complesso di Sant’Antonio – ha dichiarato il Direttore Luca Mana – si tratta del primo passo di un percorso che, da qui a fine 2029/inizio 2030, ci porterà a festeggiare il trentennale dell’apertura del Museo. La Fondazione Accorsi-Ometto del futuro sarà nuova e dinamica: un luogo all’interno del quale si potrà parlare e confrontarsi, sull’esempio delle grandi piazze rinascimentali italiane”.
Info: Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto – Via Po 55, Torino
Info@fondazioneaccorsi-ometto.it – fondazioneaccorsi-ometto.it
Orari: Martedì, mercoledì e venerdì dalle 10 alle 18 / giovedì dalle 10 alle 20 / sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 19 / lunedì chiuso.
Mara Martellotta
L’antipasto piemontese con cipolline di Ivrea è una ricetta gustosa e nutriente, adatta a tutti e da prepararsi in ogni stagione.
Leggi l’articolo su Piemonteitalia.eu:
https://www.piemonteitalia.eu/it/enogastronomia/ricette/antipasto-con-cipolline-di-ivrea
Il Liberty di Torre Pellice
Nel fine settimana, si aprono al pubblico le “Ville Liberty” della “Ginevra italiana”. Un patrimonio tutto da scoprire
Sabato 11 luglio
Torre Pellice (Torino)
Capoluogo dell’“Unione Montana del Pinerolese” e da sempre Centro principale della “Chiesa Valdese” italiana (tanto da essere definita la “Ginevra italiana”, un tempo “città-porto sicuro” per i Valdesi costretti a fuggire in Svizzera dal Piemonte sabaudo e dalle valli alpine), Torre Pellice, principale sito dell’omonima Valle, alla confluenza tra i torrenti Pellice e Angrogna, è storicamente associata (e non poteva essere altrimenti) alla “memoria valdese” e al suo celebre “Sinodo”, che proprio lì (nella “Casa Valdese”) si tiene ogni anno a fine agosto. Ma Torre Pellice è sì in gran parte questo, ma anche altro. E la sua antica Storia si lega a un presente fatto di importanti eventi sociali e culturali (è la città, ad esempio, sede non solo del “Museo Valdese” e di due importanti “Biblioteche” custodi di oltre 70mila libri – alcuni rari come la preziosa “Bibbia di Olivetano” del 1535 – ma anche della Civica Galleria d’Arte Contemporanea “Filippo Scroppo” – ricca di circa 400 opere dei più illustri artisti italiani del dopoguerra” – e del Festival annuale “Una Torre di Libri” organizzato dalla “Libreria Claudiana”) oltre che di magnifiche linearità urbane e di un paesaggio circostante ottimale quale base per escursioni alpine di grande interesse. E, forse pochi lo sapevano, è anche la città “Capitale del Liberty” in Val Pellice. Caratteristica tutta da esplorare e un capitolo rimasto a lungo nell’ombra. Di qui l’idea di dedicare proprio un evento sul tema, concretizzatosi in un “nuovo itinerario guidato” teso a svelare il “patrimonio architettonico” di una cittadina che, a cavallo tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, divenne una frequentata “meta di villeggiatura” per l’alta borghesia, non solo torinese, ma anche nazionale e internazionale.
L’iniziativa nasce dal “Consorzio Turistico Pinerolese e Valli” e dall’ Amministrazione Comunale”, in collaborazione con “In Val Pellice”, con l’obiettivo di scoprire un volto diverso e affascinante dell’antica “Torre di Luserna”, attraverso le sue eleganti dimore concepite secondo i canoni e i preziosi stilemi “floreali” dell’ “Art Nouveau”.
Il via per questo nuovo “percorso turistico” è fissato per il prossimo sabato 11 luglio. Altre due repliche seguiranno in autunno, già programmate per sabato 12 settembre e sabato 10 ottobre: occhi puntati su villini e dimore signorili, lasciate in dote all’epoca e capaci di ridisegnare il paesaggio, fondendo la “quiete alpina” con i dettami in voga nell’architettura del tempo. Una delle figure chiave di questa “metamorfosi” dello “skyline urbano” fu Ermanno Ceresole, geometra natio proprio di Torre Pellice, che tra gli anni Venti e Trenta del secolo scorso si dedicò alla progettazione di numerose ville. La sua visione, spesso arricchita da “sfumature eclettiche”, trovò un appoggio e un importante confronto nel legame con il precedente lavoro del professore e progettista Alfieri Genta, suo lontano parente e attivo a Torino e sul Lago Maggiore tra fine ‘800 ed inizi ‘900. Il primo, durante l’ultima fase dell’epoca di villeggiatura torrese, firmò i progetti per decine di residenze di pregio stilistico destinate alle famiglie che animavano i mesi estivi della valle. Tra le tappe principali del percorso spicca il “Complesso Morè”, un chiaro esempio di fusione tra spazi abitativi e produttivi legato alla storica azienda dolciaria di famiglia (la famosa Azienda dei “Cri Cri”) fondata nel 1886, fino al 1923, allorché il proprietario scelse di unire la propria dimora privata all’attività lavorativa, dando vita a una struttura dall’alto valore architettonico e decorativo. Altrettanto significativo per comprendere il contesto sociale dell’epoca è il “Tennis Club”, edificato nel 1932, la cui nascita testimonia la vita attiva di una comunità cittadina allora in forte crescita.
Seguendo questo percorso, l’esperienza proposta offre dunque una giornata che unisce “storia”, “architettura” e (perché no?) “cucina locale”. Non solo. Per agevolare la partecipazione, l’organizzazione ha predisposto un “servizio di trasferimento in pullman” con partenze programmate sia da Torino, dalla stazione di “Porta Nuova” (ore 8) al costo di 80 euro a persona, sia da Pinerolo, dalla “stazione centrale” alle 9 e al costo di 70 euro a persona. La quota di partecipazione comprende il viaggio, il tour guidato condotto da professionisti in lingua italiana — con la possibilità di richiedere visite in altre lingue su prenotazione — e un “pranzo completo” con i sapori del territorio, al Ristorante situato all’interno del “Club Area Sport e Movimento”. Il rientro è programmato per le 16.
Per ricevere informazioni e riservare i propri posti, è possibile contattare l’ufficio prenotazioni del “Consorzio Turistico” telefonando al numero 331/3901745 oppure scrivendo all’indirizzo di posta elettronica prenotazioni@turismopinerolese.it
g.m.
Nelle foto: Alcune immagini di “Torre Pellice in tour”
Al giovanissimo partigiano Ubaldo Cavallasca, nome di battaglia Cucciolo, “una delle più belle figure di combattente per la libertà” , morto in combattimento a 18 anni insieme ad altri sei compagni all’Alpe Fornà il 16 giugno 1944 durante il tragico rastrellamento della Val Grande, Andrea Pisano ha dedicato un libro importante e bello. Il volume, edito dalla verbanese Tararà, è un saggio scritto con il rigore e la ricerca storica e una spiccata sensibilità che rende avvincente la narrazione. Il profilo e la personalità di Ubaldo Cavallasca emergono nel racconto con nitidezza. Dalle azioni di disarmo urbano, insieme agli amici e compagni di lotta del Gruppo di Azione Patriottica di Intra Gianni Maierna e Arialdo Catenazzi , alle missioni per accompagnare verso la salvezza in Svizzera “gli orfanelli” ( ex prigionieri alleati ed ebrei in fuga ), al delicatissimo ruolo di portaordini fino agli scontri a fuoco sui monti e alla tragica morte alle pendici del monte Zeda, la breve ma intensa esperienza partigiana di Cucciolo venne vissuta con entusiasmo, scaltrezza e grande coraggio. Andrea Pisano con un lavoro certosino di consultazione e analisi di documenti d’archivio sconosciuti, la raccolta di preziose testimonianze, ha riporta alla luce il ruolo cruciale di questo giovanissimo protagonista della Resistenza verbanese. Nel momento “delle scelte difficili”, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, anche Ubaldo – come tanti altri – decise di salire in montagna per combattere contro tedeschi e fascisti. Era il 10 settembre e non aveva ancora compiuto 18 anni quando sentì che è giunto il momento della scelta, il punto di non ritorno, aggregandosi alla Cesare Battisti, la banda partigiana guidata da Armando Calzavara, il comandante Arca. Piccolo di statura, svelto e determinato diventerà Cucciolo e con questo nome di battaglia verrà conosciuto e apprezzato nei nove mesi di lotta partigiana. La sua è la decisione di chi sceglie il rischio e l’impegno volontario, la libertà e l’autonomia individuale con la consapevolezza di poter decidere da solo il proprio destino e quello degli altri, primo tassello per rifondare quel patto di cittadinanza che dopo la liberazione si riversò nel testo della carta costituzionale. Il libro offre una documentazione puntuale, il racconto della madre Iolanda Pagetti (splendida figura di antifascista che ho avuto l’onore di conoscere) compresi in appendice documenti e i profili degli altri sei ragazzi che condivisero la stessa fine e dell’unico che riuscì a salvarsi. Raccontare la storia più grande attraverso le storie personali che si sono trasformate in azione collettiva ci aiuta a conoscere meglio quell’identità e quel senso di cittadinanza di cui abbiamo un grande bisogno. Questo libro offre un contributo importante e il suo autore, Andrea Pisano, va ringraziato per questo.
Marco Travaglini
Rendere il trasporto pubblico sempre più efficiente e accessibile: è l’obiettivo che la Città di Torino persegue da tempo attraverso interventi su corsie riservate, priorità semaforica e rafforzamento dei collegamenti, e che ora punta a rafforzare candidandosi al PNCIA, il Programma integrato di interventi sulla mobilità urbana e metropolitana istituito dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica con decreto del 7 gennaio 2026.
Lo ha comunicato l’assessora alla Transizione Ecologica e all’Innovazione Chiara Foglietta. Se la candidatura andrà a buon fine, il finanziamento previsto per il Comune di Torino ammonta a 13.670.407,91 euro, coperti al 100% dal Ministero. Il progetto, dal titolo “La transizione di Torino verso una mobilità urbana sostenibile”, avrebbe una durata di quattro anni e coinvolgerebbe, oltre alla Città, GTT, 5T e la Città Metropolitana di Torino.
“La nostra strategia è chiara: vogliamo un trasporto pubblico efficiente e affidabile, capace sia di rispondere alle esigenze di chi lo usa ogni giorno, sia di attrarre nuovi passeggeri”, dichiara l’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta. “Queste risorse ci permetteranno di accelerare interventi prioritari: una maggiore frequenza dei bus anche nelle fasce serali, mezzi più rapidi grazie alle nuove tecnologie e percorsi ciclabili e pedonali più sicuri, a partire dalle aree scolastiche. È la direzione che la Città ha intrapreso e su cui vogliamo continuare a investire”.
Le risorse, se assegnate, sosterrebbero il potenziamento del servizio notturno a chiamata sulla linea Star Plus, per rispondere alla domanda crescente nelle ore serali, insieme a nuove tecnologie come la priorità semaforica e le corsie riservate, pensate per ridurre i tempi di percorrenza dei mezzi pubblici. Il finanziamento sosterrebbe inoltre il rafforzamento della rete ciclabile lungo l’asse centro-sud della città e nuovi interventi per la sicurezza stradale, zone 30, pedonalizzazioni e strade a velocità ridotta, nelle aree collegate agli assi ciclabili e alle linee del trasporto pubblico, in particolare in prossimità delle scuole. A completare il quadro, il consolidamento del MaaS Office, la piattaforma digitale che integra i diversi servizi di mobilità sostenibile, e una strategia di comunicazione dedicata ad accompagnare i cittadini nel cambiamento delle proprie abitudini di spostamento.
La candidatura si inserisce nel percorso della Città verso la neutralità climatica al 2030, previsto dal Climate City Contract sottoscritto da Torino nell’ambito della missione europea “100 Climate-Neutral and Smart Cities”. I prossimi passi dell’iter, compresa l’adozione dei provvedimenti deliberativi necessari, saranno definiti nelle prossime settimane.
TorinoClick

Per scoprire culture, tradizioni e territori
EDISU Piemonte lancia “In viaggio con EDISU”, il nuovo ciclo di appuntamenti promosso dall’Ente per il diritto allo studio e dedicato alla scoperta delle culture, delle tradizioni e delle eccellenze delle regioni italiane con momenti di incontro, divulgazione e condivisione.
La rassegna si inserisce in un progetto di valorizzazione delle identità territoriali italiane all’interno della comunità universitaria, con l’obiettivo di promuovere il dialogo interculturale e la conoscenza delle diverse realtà regionali del Paese attraverso testimonianze dirette e occasioni di convivialità. Ogni appuntamento sarà infatti dedicato a una diversa regione, offrendo ai partecipanti un’occasione per conoscerne storia, tradizioni, eccellenze enogastronomiche e peculiarità culturali.
Si parte giovedì 9 luglio con l’appuntamento dedicato all’Abruzzo, presso la Murazzi Student Zone. Ad aprire la serata, alle 18.45, sarà una tavola rotonda con tre autorevoli professionisti abruzzesi che hanno costruito il proprio percorso di successo in Piemonte: l’ingegner Luigi Galante, manager apicale Fiat/Stellantis; il dottor Carlo Pace Napoleone, direttore della Struttura Complessa di Cardiochirurgia Pediatrica e delle Cardiopatie Congenite dell’Ospedale Infantile Regina Margherita; il professor Terenziano Raparelli, professore ordinario del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale del Politecnico di Torino. L’incontro offrirà agli studenti l’opportunità di confrontarsi con esperienze professionali di alto profilo, testimoniando come il Piemonte rappresenti un territorio ricco di opportunità per chi sceglie di costruire qui il proprio futuro dopo il percorso universitario.
Al termine della tavola rotonda è previsto un collegamento con il sito dell’Aquila di Thales Alenia Space, una delle realtà industriali più innovative del panorama aerospaziale italiano.
A seguire apericena facoltativo con prodotti tipici abruzzesi, a tariffe agevolate per gli universitari che avranno scaricato l’app Campus Piemonte ID Meal, e lo spettacolo “Non è mai troppo Abruzzo”, dello showman Vincenzo Olivieri, volto noto al pubblico abruzzese grazie a una carriera che spazia tra radio, televisione, teatro e musica. La prenotazione è obbligatoria, nei limiti dei posti ancora disponibili, tramite la piattaforma Eventbrite al seguente link:
«La comunità di EDISU Piemonte è oggi sempre più ampia, internazionale e multiculturale. Ogni anno accogliamo non solo studenti piemontesi, ma giovani provenienti da tutte le regioni d’Italia e da numerosi Paesi del mondo. Con “In viaggio con EDISU” vogliamo offrire un’occasione di incontro capace di valorizzare questa ricchezza: riportare, almeno per una sera, chi studia lontano da casa alle tradizioni della propria terra e, allo stesso tempo, permettere agli altri studenti di conoscere un nuovo tassello del patrimonio culturale italiano. È un modo per rafforzare il senso di comunità e trasformare la diversità delle esperienze in un’opportunità di crescita condivisa» dichiara Roberta Piano, presidente di EDISU Piemonte.
Dodici giorni di grande sport: i 18 scudetti del CSI
191 squadre giovanili in campo e ben 2.500 finalisti
L’Emilia-Romagna vince sette titoli dominando nella pallavolo femminile, con 4 scudetti modenesi. Milano cala il poker nel calcio.
Cremona si conferma regina nelle attività paralimpiche. Caserta fa doppietta nel calcio a 11. Nel volley due ori anche a Trento ed un titolo a Catania
Cesenatico, 6 luglio 2026 – Dal 23 giugno al 5 luglio, Cesenatico si è vestita tricolore in occasione delle finali scudetto per le squadre del Centro Sportivo Italiano. Numeri da mini Olimpiade quelli registrati in occasione dei Campionati Nazionali a squadre del CSI, appuntamento realizzato con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, APT Servizi Emilia-Romagna e Sport Valley. Dodici giorni di gare, 2.500 atleti in campo, 191 squadre partecipanti, 18 scudetti assegnati. Una festa sportiva che dal quartier generale dell’Eurocamp ha contagiato impianti e palazzetti romagnoli, regalando sfide entusiasmanti, come degno epilogo di una stagione avvincente. La pallavolo nelle sue otto categorie di età ha visto giocare complessivamente 1.600 atleti, per lo più al femminile.
Nelle Allieve si sono affrontati 14 sestetti. Il 26 giugno in un’ora la finale ha premiato le giovani del Corlo Modena, due set a zero contro le pariquota della Accademia di Pallavolo Vallecamonica. Nel girone unico tricolore della categoria Allievi, la PGS Fides Modena ha vinto contro gli etnei della Gupe Volley Catania, si sono aggiudicati il tricolore. Vince ancora Modena negli Juniores con la Spezzanese campione e il Volley Sassuolo secondo. Nella stessa categoria Juniores, in campo femminile il Palapeep ha invece incoronato campionesse le ragazze trentine del Lakes Levico-Caldonazzo Volley, vittoriose per 2-0 sulle bresciane del Real Volley.
Dal 27 giugno turn over sotto rete, negli stessi impianti pallavolistici sono entrati in scena i sestetti qualificatisi per le finali delle categorie Under 13, Ragazze e Ragazzi. Dieci squadre finaliste nel 6×6 Under 13, torneo in cui la finale ha sorriso al tie-break alle modenesi del Volley Castelvetro 2-1 opposte alle lariane della Polisportiva Sant’Agata Como. Vince un altro titolo Trento nella pallavolo CSI. Il sestetto della Ata Trento Volley vince al tie-break contro la PGS Jolly Castagnole di Alba. Nella categoria Ragazzi misto sei partite giocate e sei vinte per la Mape Volley Catania. A punteggio pieno in campo maschile, dopo andata e ritorno, il percorso reggiano della Volley Ball San Martino, che si cuce addosso lo scudetto Ragazzi perdendo un solo set.
Grande attenzione e curiosità hanno riscosso sempre nella pallavolo le finali del Mamanet, sport nato dalle donne, per le donne, con in campo 12 squadre di mamme dal Salento alla Capitale in una finale nazionale ricca di emozioni, con tanto sapore di inclusione e protagonismo in rosa. È stata la squadra delle Giannet di Forlì ad aggiudicarsi la prima edizione del campionato in arancio e blu, dimostrando tanta grinta e spirito di squadra. Al secondo posto le romane dell’Icaro. Terzo e quarto posto a Forlimpopoli, con le Pink Ladies terze e le Mamacitas quarte.
Tifo da stadio, bandiere e colori a Cesenatico, anche nel calcio. Il pallone del CSI a Cesenatico ha assegnato sei scudetti, tre nel calcio ad 11 e tre nel calcio a 7 per le squadre delle categorie Ragazzi, Allievi e Juniores. 41 squadre finaliste, 17 nel calcio ad 11 e 24 nel calcio a 7. Gli scudetti del calcio a 7 sono andati tutti a Milano: quello Allievi ai Diavoli Rossi, quello Juniores alla Asd GAN, e quello Ragazzi alla Fenice. Nel calcio a 11, vince ancora Milano negli Juniores con lo scudetto cucito sulle maglie della SAMZ, mentre ha realizzato una splendida doppietta scudetto il CSI Caserta con le formazioni della Macerata Campania Academy, campioni sia negli Allievi sia nei Ragazzi.
Premi speciali quest’anno, come pure nel calcio a 5, nella categoria Ragazzi: riconoscimenti sono andati al miglior portiere, al capocannoniere, al miglior giocatore ed ancora al fair play ed al player of the match, proprio come nella Serie A Enilive. La Lega Calcio Serie A ha infatti collaborato col CSI nell’organizzazione delle Finali nazionali Ragazzi, fornendo alle squadre le divise da gioco, palloni e fasce da capitano, tutte a sostegno della campagna antidiscriminazioni “Keep Racism Out”. I Campionati Nazionali di calcio che coinvolgono i giovani atleti CSI delle scuole secondarie di primo grado rientrano, infatti, in un’iniziativa più ampia, che mira a promuovere i valori di rispetto, impegno e spirito di squadra. Si tratta di “A Tutta Classe”, il progetto educativo e sociale promosso da Lega Calcio Serie A che vede nel calcio giovanile uno strumento di crescita e inclusione per le nuove generazioni.
Doppietta cremonese nei Campionati Nazionali delle Attività Paralimpiche con gli Shark-Enjoy e gli Amici di Emmy e Chiara del Dosso, che bissano la vittoria scudetto ottenuta un anno fa a Castellarano (RE), rispettivamente nella pallacanestro e nella pallavolo integrata. Oltre al basket e al volley, il CSI ha assegnato negli sport di squadra anche il titolo del calcio a 5 integrato, dove il successo è andato ai vicecampioni in carica, ossia il quintetto reggiano della Sammartinese.