ilTorinese

Tra scrittura e montaggio, il grande mondo della Scuola Holden è rivolto al futuro

La vita si mette in scena da sola. È questo che bisogna osservare” è la frase di Agnès Varda (la regista di Cléo dalle 5 alle 7, di Sans toit ni loi, di Garage Demy) che campeggia in questa nuova sala, dai caldi toni arancio, a lei dedicata e ricavata dal rimaneggiamento degli ambienti della Scuola Holden, meno uffici più aule per gli studenti, quegli stessi studenti che – dice Alberico Guerzoni, da un anno direttore generale del Polo Education Feltrinelli – sono in quelle aule “per aiutare, per migliorare il mondo del futuro”, nume tutelare di sempre Alessandro Baricco, inteso come stella polare o come un faro che guida il generale orientamento. Più che un laboratorio di idee, una fucina di novità e contenuti, un far apprendere sotto forme alte, “insegnare a raccontare le storie partendo da una contaminazione di vari linguaggi”, è il pensiero avvolto d’entusiasmo di Martino Gozzi, nelle vesti di Direttore didattico, capace di rappresentare il tutto come un grande quanto significativo “gioco”, una sorta di vita scolastica tipo giardini medicei di San Marco, la scuola vissuta, in una piò o meno intensa giornata, come un festival continuo, un alternarsi di lezioni dove apprendere a inventare nuove storie e poi un panino per l’intervallo e poi quelle sedie di legno – leggi vecchi cinema di periferia, il profumo di un tempo, mai troppo lodati alla faccia delle comodità, e oggi scomparsi, un vecchio cinema paradiso della memoria – proprio della Sala Varda per riflettere su titoli che hanno fatto la storia, su cicli (dal primo marzo, cinque titoli ognuno, il primo curato dal signor preside, altri nomi a seguire, dal lunedì al venerdì, con ferreo orario scolastico dalle 9 del mattino) che cambieranno di mese in mese.

In questo anno accademico 2026/27, accanto ad Academy Scrivere che ha avuto il proprio input ormai sei anni fa, nasce Academy Cinema, tre anni in egual misura pronti a sfociare in una laurea triennale al Dams, un percorso triennale focalizzato sulla sceneggiatura e sulla narrazione per immagini, l’intento quello di “formare gli sceneggiatori del futuro, autori versatili e sfaccettati”, profondamente consapevoli di quanto la loro professione stia alla base della settima arte – usciamo personalmente dall’ultimo Joachim Trier e ci rendiamo conto una volta in più quanto ogni attimo, il peso di ogni singola parola, l’accenno abbandonato e richiamato a nuova forza meritino un’attenta scrittura. La Scuola Holden, in questo percorso, non vuole certo essere un’isola felice chiusa nel proprio bozzolo, vuole dialogare con le grandi realtà pubbliche, dal Museo Nazionale del Cinema al Torino Film Festival, dal TorinoFilmLab alla Film Commission Torino Piemonte, in un lavoro costante, di riflessi, di specchi, di sguardi costruttivi.

Un lavoro, amplificato, che sta nelle parole di Annalisa Ambrosio, Direttrice didattica Academy, quando parla di un piano di studi, dove coabitano il corso di sceneggiatura come pure le tecniche di montaggio e la narrazione, il sound design e e i linguaggi diversi televisivi, i mestieri legati alla produzione cinematografica e all’industria dell’audiovisivo, con un lavoro in classe che sarà per la maggior parte pratico e collettivo.Tre sinora i maestri di Cinema confermati, Davide Serino, “maestro di Sceneggiatura”, già candidato al David di Donatello per Esterno notte di Bellocchio, a cui si devono tra l’altro le serie 1992 e 1993 come M – Il figlio del secolo, regista Joe Wright e interprete Luca Marinelli, Adriano Valerio che sarà “maestro di Sguardo” e Andrea Campajola, autore della colonna sonora del documentario Cercando la grande bellezza di Gianluca Jodice sul film di Sorrentino. Come saranno da tenere sotto una lente di ingrandimento il biennio in tecniche della narrazione “Original”, il rinnovamento del percorso “Fondamenta” in otto weekend e di corsi brevi del “General Store” e la creazione dei “Master semestrali: nonché quei progetti speciali che prendono il nome di “Gettoni”, omaggiando la collana editoriale pensata dal binomio Calvino/Vittorini negli anni Cinquanta all’interno dell’Einaudi, antico raccoglitore di quelle opere di giovani letterati contemporanei, soprattutto italiani, ai quali s’offriva la conoscenza al pubblico come la valorizzazione di un personale lavoro.

La stagione 26/27 vedrà anche una più profonda attenzione al diritto allo studio, con le molte facilitazioni per il pagamento delle rette, laddove il costo annuale cambierà in base a tre fasce di reddito: le borse di studio, che saranno assegnate a ogni data dei test d’ammissione, sono passate da 64 a 88 in totale, 44 per chi frequenterà Academy e altrettante per chi s’affiderà a Original. Come nell’assegnazione delle borse la Holden terrà conto di eventuali disabilità, per cui chi l’ha documentata superiore al 66% potrà ottenere un’esenzione parziale della retta. Altra importante novità le sei borse di studio che copriranno il 100% della retta, che si avvalgono di un importante partenariato non soltanto a livello locale, come la Città di Torino, il Salone Internazionale del Libro di Torino, la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Netflix e Fandango e che saranno assegnate durante le sezioni di test fa marzo a maggio. Il prossimo autunno vedrà l’inizio di tre nuovi Master semestrali: sul lavoro editoriale in comunione con Feltrinelli Editore, sulle “narrazioni per il digitale” che vedrà l’utilizzo degli strumenti digitali e in particolare l’AI e sullo “scrivere per la tv”, con la collaborazione dell’autrice televisiva Katiuscia Salerno e con la società di produzione Blu Yazmine.

Nei festeggiamenti – nuovi indirizzi, nuovi corsi, altre nuove sale come la Kubrick e la Dottor Zivago – si inizia alle 18, come per i successivi appuntamenti, di oggi pomeriggio con una tavola rotonda attorno a cui siederanno il regista Nicolangelo Gelormini (che ha scritto la sceneggiatura con Benedetta Mori, già allieva della Holden) e gli interpreti Valeria Golino e Saul Nanni per parlare del film La Gioia” – l’omicidio della professoressa Gloria Rosboch di Castellamonte, nel torinese, da parte di un suo ex allievo di cui si era invaghita -, in uscita domani sugli schermi, il 20 febbraio, con la collaborazione del Lago Film Fest – Piattaforma Lago, interverrà il regista Francesco Sossai, autore di quella Città di pianura che è stato campione d’incassi e di passaparola soprattutto, con un incontro dal titolo “I bar del cinema”, il 3 marzo Margherita Vicario, artista poliedrica, attrice cantautrice e regista, tre David di Donatello per Gloria!, con “Nascita di un’idea”, il 13 aprile la presenza di Francesco Piccolo – esempio tra i più perfetti di contaminazione, sceneggiatore e scrittore, suoi recenti successi La Storia della Archibugi e La bella confusione su quel 1963 che vide il duplice set di due capolavori, del “Gattopardo” e di “8 e mezzo”, la Cardinale a mutare d’abito e di prospettive, di pagina scritta e di sogno – che partirà da Flaubert e da “Madame Bovary si accostò al camino”. In finale di stagione, a maggio, l’arrivo del regista francese Michel Gondry, recente “Stella della Mole”, acclamato autore di Se mi lasci ti cancello, che in occasione di una retrospettiva omaggiatagli dal Museo del Cinema darà spazio a un laboratorio di dieci giorni, tutti cinematografici naturalmente: piccoli gruppi di persone avranno la missione di scrivere, girare, montare e proiettare il loro cortometraggio in un tempo record di tre ore, occasione altresì per dare vita a quattordici set, costruiti con materiali di recupero, la carrozza di un treno, un ufficio, una camera da letto, una discoteca, una stazione di polizia, una prigione. Prenderà corpo “L’Usine de Films Amateurs”, anche negli spazi della Holden, un’occasione che ha già fatto tappa in 22 città di 14 paesi del mondo e che come in una grande avventura ha coinvolto 65.000 partecipanti, portando alla realizzazione di 5.000 film.

Elio Rabbione

Nelle immagini, l’insegna della nuova sala Agnès Varda, lo scrittore e sceneggiatore Francesco Piccolo (credits Musacchio Ianniello&Pasqualini), una scena de “La Gioia” (credits Maria Vernetti), il regista Michel Gondry (credits Ariane Rousselier)

Presentato il report d’impatto quadriennale sulle attività di Fondazione AIEF

AIEF IMPACT

Oltre 165 tra questionari e interviste confermano il successo del modello promosso da Fondazione AIEF, sostenuto da oltre 50 imprese del territorio e dalla Fondazione Sviluppo e Crescita CRT: a fronte di 1,4 milioni di euro raccolti, il valore economico restituito supera i 4 milioni. Il 79% dei beneficiari dichiara un netto miglioramento della qualità della vita.

TORINO – Fondazione AIEF presenta “AIEF Impact 2022-2025”, il report quadriennale che misura i risultati sociali ed economici prodotti dalla trasformazione in poli di comunità e innovazione sociale degli spazi abbandonati del Centro AIEF a Mirafiori Sud e del Castello di Lucento. Sono stati raccolti e investiti 1,4 milioni di Euro, che hanno generato un impatto sociale ed economico complessivo superiore a 4 milioni di Euro, attivando 12 progetti sociali, che ogni anno accolgono centinaia di beneficiari, e creando 25 posti di lavoro.

Il modello di Fondazione AIEF si basa sulla collaborazione partecipata di una rete di soggetti pubblici, privati e del terzo settore, con l’obiettivo di abilitare progetti di economia sociale sostenibile. La Fondazione Sviluppo e Crescita CRT, ente impact oriented della Fondazione CRT, ha sostenuto fin dalla nascita il modello di rigenerazione AIEF, anche attraverso il monitoraggio dei progetti e dei processi.  Il modello AIEF è riconosciuto come buona pratica nazionale ed europea, segnalato nel 2024 dal Philea Forum e nel 2025 dalla Commissione Periferie della Camera dei Deputati e dal Future4Cities di Torino.

L’esperienza di questi quattro anni di intensa implementazione di attività e ascolto del territorio è raccolta ed elaborata nel report “AIEF Impact 2022-2025”, frutto del sostegno di Fondazione Sviluppo e Crescita CRT e della Fondazione Cottino, in collaborazione con Cottino Social Impact Campus e CeVIS – Centro di Competenze per la Valutazione e Misurazione dell’Impatto. La rilevazione, condotta tra marzo e dicembre 2025, si è basata su 165 questionari e decine di interviste qualitative a beneficiari e stakeholder, analizzando sei ambiti di impatto.

“Dietro ogni numero e ogni parola ci sono volti, fragilità accolte e autonomie ritrovate”, commenta Tommaso Varaldo, presidente di Fondazione AIEF. “AIEF Impact 2022-2025 non racconta solo i progetti realizzati, ma le relazioni costruite, le comunità rafforzate e le speranze accese. Il nostro impegno dimostra che investire nelle persone e nella cura dei luoghi significa generare valore duraturo e opportunità di crescita”, conclude.

La Fondazione AIEF è stata fondata nel 2021 da Tommaso Varaldo, grazie alla donazione delle opere d’arte di Eugenio Bolley, e si dedica al sostegno delle persone fragili e alla promozione di comunità inclusive e solidali nella Città di Torino.

“La mission di Fondazione Sviluppo e Crescita CRT, fin dalla sua nascita nel 2007, è rivolta agli investimenti a impatto sociale, con un notevole impegno nella rigenerazione territoriale, anche attraverso lo strumento imprescindibile del monitoraggio e della misurazione dell’impatto prodotto”, afferma Cristina Di Bari, Presidente della Fondazione Sviluppo e Crescita CRT “Il processo seguito da Fondazione AIEF nella costruzione dei progetti illustrati nel report, rappresenta un modello di economia sociale affine alle logiche dell’impact investing che ci contraddistinguono, in particolare per la capacità di generare valore economico e sociale a beneficio di tutti.”

GLI SPAZI URBANI RIQUALIFICATI E LE PERSONE ACCOLTE

Da Mangianuvole Caffetteria Sociale, progetto di formazione e inserimento lavorativo per giovani con disabilità, al Centro Diurno del Castello di Lucento che accoglie minori con psicopatologie in rete con le neuropsichiatrie infantili del territorio, all’orto didattico con i percorsi di autonomia, al Centro Diurno di Mirafiori per la prevenzione delle malattie neurodegenerative, alla Cartoleria Sospesa che ogni anno raggiunge oltre 500 bambini della città. Sono alcuni dei dodici progetti della Fondazione che ogni giorno trovano sede al Centro AIEF di Mirafiori e al Castello di Lucento, quest’ultimo concesso da IpI SpA in comodato ad AIEF e ristrutturato grazie alle donazioni raccolte da oltre 50 aziende e fondazioni del territorio. Due luoghi che fino a pochi anni fa erano abbandonati e oggi sono poli di comunità e innovazione sociale, riconosciuti come Centri di Protagonismo Giovanile dalla Città di Torino. Nei primi quattro anni di attività hanno accolto 219 minori con fragilità, 512 persone vulnerabili, 1.650 bambini in povertà economica, 3.800 studenti in percorsi educativi e oltre 2.470 nuclei familiari, sviluppando una rete di 23 istituti scolastici, 51 enti del terzo settore e 56 aziende e fondazioni partner. La continuità delle attività garantisce cura, bellezza e opportunità concrete, costruendo reti di autonomia, cultura e solidarietà.

IMPATTI SOCIALI: IL 79% DELLE PERSONE ACCOLTE NEI PROGETTI DICHIARA UN NETTO MIGLIORAMENTO DELLA PROPRIA QUALITÀ DELLA VITA

Le attività della Fondazione hanno migliorato relazioni, partecipazione alla vita di comunità, accesso a cultura ed educazione e benessere individuale. Il 94% dei cittadini segnala un maggiore senso di appartenenza al quartiere, il 70% a Mirafiori e il 65% a Lucento ha ampliato la propria rete sociale, il 63% percepisce più sicurezza negli spazi circostanti. L’84% ritiene che le attività abbiano potenziato l’offerta culturale ed educativa, il 42% degli anziani dichiara un aumento del benessere e della socialità, l’80% dei giovani segnala maggiore autonomia e fiducia e il 26% dei ragazzi tra 15 e 26 anni riconosce un supporto concreto nei momenti di difficoltà. Complessivamente, il 69% a Mirafiori e il 79% a Lucento dichiara che la partecipazione ai progetti della Fondazione ha generato in loro un miglioramento della qualità della vita.

IMPATTI ECONOMICI: DA 1,4 MILIONI DI EURO DI DONAZIONI RACCOLTE GENERATO VALORE ECONOMICO COMPLESSIVO PER OLTRE 4 MILIONI DI EURO

Accanto agli impatti sociali, il report evidenzia il valore economico generato. I benefici diretti per persone fragili, minori, anziani e giovani ammontano a 435.480 euro, mentre quelli indiretti per famiglie, caregiver e comunità locali raggiungono 562.000 euro, grazie a minori costi assistenziali e maggior benessere sociale. Il valore legato alla rigenerazione e all’uso continuativo dei poli di Mirafiori e Lucento è stimato in 1.760.000 euro, a cui si aggiungono 1.451.300 euro di impatti di sistema legati a partecipazione civica, presidio sociale e produzione culturale. A fronte di 1,4 milioni di donazioni raccolte, il valore complessivo generato è stimato in 4.208.780 euro, prudenzialmente ricondotto a 3.367.000 euro, confermando un impatto ampiamente superiore alle risorse investite.

Per consultare il Report completo: https://www.fondazioneaief.org/#aief-impact


DALLE INTERVISTE ALLE ISTITUZIONI E AI BENEFICIARI

Il Report pubblica anche le interviste fatte alle Istituzioni e ai beneficiari. Di seguito estrapolati alcuni incisi.

Le iniziative AIEF hanno un effetto molto positivo sui quartieri e sulla qualità della vita dei cittadini. Dare il proprio contributo nel riqualificare spazi come il Punto 13 o il Castello di Lucento non significa solo restituire edifici alla comunità: significa creare luoghi di incontro, cultura e sostegno, dove le persone possono sentirsi accolte e parte attiva della vita del quartiere”, ha dichiarato Stefano Lo Russo, Sindaco della Città di Torino.

Per il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio “AIEF ha avuto due intuizioni: la capacità di leggere i bisogni delle comunità e quella di dare risposte rapide. Interviene nei quartieri più fragili, restituendo spazi, relazioni e dignità per prevenire fragilità. È questa la vera innovazione: non limitarsi a curare i problemi, ma lavorare per evitarli, partendo dalla prossimità, dalla vita quotidiana delle persone”.

“Il modello ponte tra ospedale e territorio rafforza i percorsi riabilitativi e costruisce reti di prevenzione attiva. Il Centro Diurno per minori della Fondazione AIEF offre interventi specializzati per adolescenti, con uno sguardo integrato sulla persona e sulla famiglia. La bellezza e la qualità degli spazi favoriscono benessere, fiducia e relazioni positive tra pazienti, famiglie e operatori.”, commenta Franca Fagioli, Direttore dell’Ospedale Infantile Regina Margherita.

Per Carlo Picco, Direttore Generale ASL Città di Torino, “Il modello AIEF dimostra come pubblico e privato possano affrontare insieme le emergenze giovanili sempre più diffuse. La collaborazione tra sanità e terzo settore ha permesso di ampliare le prese in carico e accreditare nuove strutture, ottenendo risultati concreti. Le attività di AIEF, inserite in contesti ludici ed educativi, riducono il disagio giovanile, favoriscono la socializzazione e offrono sollievo alle famiglie, confermando l’importanza di sostenere e sviluppare questi percorsi”.

“Quando lavoro al Castello mi sento felice ed appagato, quando vedo gente nuova al Castello sono sempre più felice perché so che piano piano si è sparsa la voce del fatto che il Castello è stato riqualificato e dentro ci siamo noi con la nostra Caffetteria Sociale dove ogni giorno impariamo a fare qualcosa di nuovo ed a migliorarci sempre più”, racconta Fabio, dipendente della Caffetteria Sociale.

Tutto esaurito per lo Ski Show a Sauze d’Oulx 

Pubblico delle grandi occasioni sabato 7 febbraio scorso a Campetto Clotes, con una folla di persone che non si vedeva da fine anno. Una dimostrazione del successo del ritorno dello Ski Show Sauze d’Oulx.
Si è trattato di una grande festa della neve fortissimamente voluta dal Consorzio turistico Fortur con il Comune di Sauze d’Oulx e la collaborazione dell’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea, dell’Ufficio del Turismo, della Sestriere Spa, delle Scuole di Sci e Sci Club di Sauze , per celebrare tre eventi di cui ricorrono anniversari importanti in questo 2026.
Sabato sera al Campetto Clotes si sono festeggiati, infatti, i 120 anni dalla nascita di Sauze d’Oulx quale stazione turistica, i cinquanta anni dalla medaglia d’oro di Piero Gros in slalom speciale alle Olimpiadi di Innsbruck ed i venti anni dalle Olimpiadi di Torino 2006.

A fare gli onori di casa il sindaco Mauro Meneguzzi accompagnato dal vicesindaco Marco Tintinelli e dall’Assessore Davide Allemand che per questo evento tanto si è  speso. È  stato un evento costruito assieme alla Sestrieres SPA. La sinergia è  stata suggellata dalla presenza del presidente Massimo Feira che ha portato il suo saluto accompagnato dall’AD Luisella Bourlot.
A presentare la serata Giulia Gros, affiancata da Marco Capitanio e da James Hanson, che ha fatto la presentazione in inglese. Per la storia dello sci anche un intervento dello storico Amedeo Macagno.

Quindi il via alle evoluzioni partendo da una discesa in abiti d’epoca, passando per il telemark per approdare al momento clou della serata con i salti. In mezzo spazio ai grandi protagonisti dello sci di Sauze d’Oulx come le sorelle Alessandra e Barbara Merlin, che hanno vissuto da protagoniste in pista le emozioni delle Olimpiadi, l’istruttore nazionale  Simone Eydallin, la danzatrice Monica Biondi e il saluto web di Matteo Eydallin. Gran finale con il progetto Sciabile Onlus presentato dal presidente Valter Perron e con la bandiera dello sci di Sauze e primo istruttore Nazionale  di Sauze Giuliano Vitton ad aprire la fiaccolata finale seguito dai ragazzi degli Sci Club e Scuole di Sci.

“Il ritorno dello Ski Show dopo tanti anni è stato un grande successo – ha dichiarato il sindaco di Sauze Mauro Meneguzzi – Vedere Campetto Clotes così pieno di gente è sempre una grande emozione. Un grazie da parte dell’Amministrazione Comunale a tutti coloro che hanno lavorato per la riuscita di questo evento a partire dal Consorzio Fortur. Un grazie va poi alla Sestrieres Spa che ha voluto essere presente con il suo presidente Massimo Feira e l’amministratore delegato Luisella Bourlot, a conferma dell’ottima sinergia presente tra società degli impianti e pubbliche amministrazioni. Un grazie ai maestri di sci e ai nostri campioni  che questa sera si sono cimentati sulla neve di Clotes, offrendo il ventaglio completo dell’offerta sciistica e facendoci rivivere lo spirito Olimpico.

Mara Martellotta

Marina Bassani racconta la vera storia di Rosa Luxemburg 

Approda al teatro Baretti di Torino da mercoledì 11 febbraio a venerdì 13 febbraio alle 20.45, l’attrice di origine milanese, ma torinese d’adozione Marina Bassani interpretando la figura di Rosa Luxemburg e dando vita alla pièce teatrale dal titolo “Rosa la Rossa. La vera storia di Rosa Luxemburg”, un monologo dedicato a una delle figure più  carismatiche del  Novecento, politica e rivoluzionaria polacca.

Lo spettacolo è accompagnato dal musicista Nunzio Barbieri, chitarrista di Paolo Conte, e dal clarinetto  di Django Barbieri, e ripercorre gli ultimi giorni di vita di Rosa Luxemburg,  quelli che la donna trascorse in attesa di essere arrestata.

Partita da Zamosh per studiare all’Università di Zurigo, l’unica che accoglieva le donne, si stabilì poi a Berlino, una delle città più industrializzate d’Europa, entrando a far parte del partito socialdemocratico. Presto si trovò in dissenso  e contraria alla prima guerra mondiale ormai alle porte, si schierò contro molti suoi compagni di partito, venendo più volte chiusa in carcere per incitamento allo sciopero e alla disobbedienza.  Dettò dal carcere anche un manifesto  detto della Lega Spartachista.  Nella prigione di Wronki, in Polonia, ebbe il permesso di curare un piccolo giardino  e la natura  rimase lo spazio entro il quale si rifugiò con il suo pensiero.
In scena i suoi ultimi giorni, in attesa dell’arresto , ha ‘solo il cielo sopra di sé e la musica che le tiene compagnia ‘.

Marina Bassani, nata a Milano, ma residente a Torino, si è diplomata all’Accademia dei Filodrammatici  di Milano. Laureata in filosofia, si è  specializzata in monologhi e dialoghi teatrali. Allieva di Ernesto Calindri e del maestro russo Jurji Alschitz, è  stata la fondatrice del teatro Selig nel 1996, inaugurando una lunga serie di ritratti femminili.

Cineteatro Baretti via Baretti 4, Torino

Mara Martellotta

Partnership per la Settimana Europea del Farmaco

 In occasione della Settimana Europea del Farmaco, in programma dal 10 al 16 febbraio 2026, si rinnova e si rafforza la collaborazione pluriennale tra ABC Farmaceutici S.p.A., azienda del Gruppo ICE Pharma, la Fondazione Banco Farmaceutico ETS e il Lions Club Risorgimento di Torino, a sostegno dell’accesso alle cure per le persone in condizione di fragilità.

La partnership tra ABC Farmaceutici e Fondazione Banco Farmaceutico ETS è attiva da diversi anni e ha conosciuto un significativo consolidamento negli ultimi tempi grazie al supporto del Lions Club Risorgimento di Torino, che ha contribuito a rafforzare l’impatto sociale dell’iniziativa sul territorio.

Nel corso dell’ultima donazione, ABC Farmaceutici S.p.A., parte del Gruppo ICE Pharma, ha messo a disposizione farmaci per un valore complessivo superiore a 218.000 euro, attraverso una cessione gratuita. Considerando le fasce di sconto applicate – comprese tra il 54% e il 66% rispetto al listino di vendita – il valore di mercato dei farmaci donati è stimato in circa 500.000 euro.

L’iniziativa si inserisce pienamente negli obiettivi della Settimana Europea del Farmaco, che promuove la cultura della solidarietà, l’uso consapevole del farmaco e l’attenzione alle fasce più vulnerabili della popolazione, valorizzando il ruolo della collaborazione tra imprese, enti del Terzo Settore e associazioni di servizio.

La sinergia tra Gruppo ICE PharmaLions Club Risorgimento di Torino e Fondazione Banco Farmaceutico ETS proseguirà anche nel corso dell’anno 2026, confermando un impegno condiviso e continuativo a favore della salute, della responsabilità sociale e del sostegno concreto a chi è più in difficoltà.

Giorno del Ricordo, la celebrazione della Città

Ieri, Giorno del Ricordo, le commemorazioni istituzionali della Città di Torino si sono aperte al mattino con la messa al Duomo, celebrata da don Ermis Segatti e accompagnata dal coro C.A.R.P., alla quale ha partecipato la vicesindaca della Città di Torino Michela Favaro. A seguire si è svolta la cerimonia commemorativa al Cimitero Monumentale di Torino, davanti al Monumento dedicato alle vittime delle foibe e dell’esodo degli istriani, fiumani e dalmati, alla presenza della presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo e dell’assessore della Città di Torino Paolo Chiavarino.

“Abbiamo molte iniziative istituzionali per ricordare questa tragedia italiana, che penso davvero abbia esigenza di essere ricordata, attualizzata e che ci consegna un messaggio molto forte rispetto all’attualità, come deve fare una giornata di celebrazione oggi. Che, ovviamente, serve a celebrare un evento del passato, ma serve a lanciare un messaggio per il presente e per il futuro – ha dichiarato il sindaco di Torino Stefano Lo Russo -. “Il Giorno del Ricordo ci spinge a riflettere su una ferita profonda della nostra storia nazionale e cittadina”, ha detto nei giorni scorsi il sindaco, non dimenticando che “Torino è stata un approdo fondamentale per migliaia di esuli giuliano-dalmati che, con dignità e coraggio, hanno saputo ricostruire le loro vite diventando parte della comunità cittadina. Onorare questa memoria non vuole dire soltanto rievocare una pagina dolorosa della storia, ma riaffermare ogni giorno i valori dell’accoglienza e del rispetto. Tenere vivo il ricordo – ha concluso – significa assumere una responsabilità pubblica nel promuovere i valori della democrazia e nel contrastare con decisione fanatismi ideologici e derive nazionalistiche, affinché violazioni della libertà, dei diritti umani e della convivenza civile non abbiano più a ripetersi”.

Le iniziative proseguiranno domani, mercoledì 11 febbraio alle ore 15, con la cerimonia ufficiale nella Sala Rossa di Palazzo Civico. Alla celebrazione, che sarà trasmessa anche in diretta streaming, prenderanno parte il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, il vicepresidente vicario del Consiglio comunale Domenico Garcea, il presidente del Comitato Resistenza e Costituzione e vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte Domenico Ravetti, il presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia-Comitato provinciale di Torino Antonio Vatta. L’orazione ufficiale è affidata dello storico del cinema Sergio Toffetti.

TorinoClick

“Milena ovvero Emile du Châtelet”: una straordinaria Vukotic

Debutta il 17 febbraio prossimo, alle 19.30, al teatro Gobetti, lo spettacolo “Milena ovvero Emile du Châtelet”, scritto da Francesco Casaretti , per la regia di Maurizio Nichetti e con interprete Milena Vukotic. Sound designer Giorgio Vitaleri, i costumi sono di Fiorenzo Niccoli.
Lo spettacolo andrà in scena fino a domenica 22 febbraio prossimo.

Milena Vukotic porta in scena la storia di Emile du Châtelet, una tra le menti più brillanti del Settecento.
Nata e vissuta all’interno di un ceto sociale privilegiato, grazie agli incarichi che suo padre  aveva alla corte di re Sole, Luigi XIV, fu stimolata sin dalla tenera età a sviluppare interessi linguistici e scientifici, all’epoca privilegio solo dei rampolli di sesso maschile. Nonostante gli studi, Emile non limitò le proprie esperienze di vita, talvolta frivole, talvolta mondane. Sposò il marchese Florent Claude Du Châtelet, più grande di lei di dieci anni e con cui crebbe tre figli.Questo non le impedì di vivere amori al di fuori del letto coniugale,  ànche se fu il suo rapporto con Voltaire ad essere ricordato come il sodalizio più duraturo della sua vita.
Mente straordinaria del Settecento, filosofa, scienziata, dotata di una personalità acuta, ironica e libera, anticipò intuizioni che avrebbero aperto la strada alla scienza moderna.
A teatro si potrà gustare un monologo non privo di sorprese e colpi di scena, in cui Milena Vukotic incanterà il pubblico.

Teatro Gobetti

Via Rossini 8

Orario spettacoli martedì giovedì e sabato ore 19.30, mercoledì e venerdì ore 20.45, domenica ore 16.

Biglietteria teatro Carignano , piazza Carignano 6

Tel 011 5169555 email biglietteria@teatrostabiletorino.it

Mara Martellotta

Piemonte protagonista alla BIT: 66 fiere nel mondo per promuovere eccellenze e territori

L’eccellenza del sistema turistico piemontese si presenta alla BIT – Borsa Internazionale del Turismo 2026, appuntamento di riferimento per il mercato globale dei viaggi in programma alla Fiera Milano Rho da martedì 10 a giovedì 12 febbraio.

La Regione Piemonte, in collaborazione con Visit Piemonte, propone un’offerta integrata nella quale istituzioni, Agenzie turistiche locali e operatori del settore lavorano insieme per promuovere una destinazione sempre più attrattiva per il turismo nazionale e internazionale. Una partecipazione che si inserisce pienamente nel tema guida della BIT 2026, “Costruire ponti. Immaginare nuovi ecosistemi”. Il Piemonte si propone infatti come territorio capace di mettere in relazione patrimonio storico e naturale, innovazione tecnologica e accoglienza sostenibile, attraverso un modello di viaggio in cui l’esperienza turistica si unisce alla tutela e valorizzazione del paesaggio.

«Alla Bit 2026 – sottolinea l’assessore regionale al Turismo Paolo Bongioanni – si presenta un palinsesto che armonizza le proposte delle Atl e dei territori con la regia della Regione nel segno del nuovo brand “Eccellenza Piemonte – Piemonte Is”, destinato a valorizzare l’autenticità piemontese durante tutto l’anno attraverso grandi eventi e itinerari d’eccellenza. I numeri straordinari delle festività di fine anno sono l’ultima conferma in ordine di tempo che la svolta intrapresa dal turismo piemontese comincia a dare i suoi frutti. Dobbiamo rendere sempre più riconoscibile il nostro territorio sui mercati nazionali e internazionali. Per questo, dopo le campagne promozionali sull’agroalimentare e gli sport della neve sulle maggiori tv e nelle Grandi stazioni, il Piemonte si racconterà quest’anno in un programma quasi ininterrotto di ben 66 fiere e borse internazionali».

In questa cornice, lo Spazio Piemonte ospita anche un’area dedicata ai parchi naturali, iniziativa fortemente sostenuta dall’Assessorato con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio ambientale attraverso competenze professionali e proposte specialistiche.

All’evento partecipano inoltre, in qualità di operatori, l’Istituto italiano Turismo per Tutti (IsiTT) e la Consulta per le Persone in Difficoltà (Cpd), impegnati nella promozione di standard qualitativi elevati e nella diffusione della cultura dell’accessibilità. La loro presenza rappresenta un impegno concreto verso un turismo inclusivo, capace di rendere l’offerta piemontese fruibile e accogliente per tutti.

Il concetto di turismo accessibile e di qualità trova ulteriore sviluppo nel progetto “Piemonte is”, il nuovo sistema di comunicazione che racconta l’autenticità del territorio, coniugando attrattività turistica e prestigio dell’agroalimentare e trasformando ogni prodotto tipico in un simbolo dell’eccellenza piemontese.

Presente il ministro del Turismo, Daniela Santanchè, accolta allo stand del Piemonte dall’assessore al Turismo della Regione, Paolo Bongioanni

 

PROGRAMMA 11 E 12 FEBBRAIO

 MERCOLEDÌ 11 FEBBRAIO

 

Ore 11.15

GESTIONE CONGIUNTA DEL SITO UNESCO PAESAGGI VITIVINICOLI DI LANGHE-ROERO E MONFERRATO: SFIDE E POTENZIALITÀ

Nel 2026 il sito UNESCO dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato pubblicherà il nuovo Piano di Gestione, strumento di governance che definirà le linee strategiche per i successivi quattro anni di attività. Il documento nasce da un’attenta analisi dello stato dell’arte del territorio, condotta all’indomani del decennale dell’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Tema centrale del percorso di redazione del Piano è la gestione condivisa e partecipata del territorio, sviluppata in collaborazione con gli enti di promozione turistica di riferimento, Alexala ed Ente Turismo Langhe Monferrato Roero. Una gestione culturale e turistica che riconosce come fondamento dell’attrattività del territorio la cultura, le tradizioni e i saperi popolari che ne hanno determinato il riconoscimento come Patrimonio dell’Umanità. In coerenza con questa impostazione, il primo prodotto concreto di tale collaborazione sarà una brochure digitale congiunta, che racconterà il territorio di Langhe Monferrato Roero attraverso la lente UNESCO, valorizzando la tradizione vitivinicola e la positiva relazione tra abitanti e natura, espressione di un lavoro umano stratificato nel tempo che, da secoli, plasma il paesaggio e il sottosuolo. Seguirà brindisi con Alta Langa – Coinvolgimento dell’Enoteca regionale del Moscato di Mango e il Consorzio dell’Asti.

Relatori:

Giovanna Quaglia, presidente dell’associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato

Bruno Bertero, direttore site manager del sito UNESCO e dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero

Giulia Pelassa, project manager dell’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato

Marco Lanza, direttore Alexala

Interviene Paolo Bongioanni, assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte

A cura di Ente Turismo Langhe Monferrato Roero e Alexala insieme con l’associazione per i Paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato

 

Ore 12.15

IL CAMMINO DI SAN MICHELE IN PROVINCIA DI ALESSANDRIA

Presentazione dello storyboard e del video emozionale e tecnologico che valorizzerà il tratto della provincia di Alessandria del Cammino di San Michele. Il tragitto oggetto di un importante intervento infrastrutturale della provincia di Alessandria con il contributo della Regione Piemonte costituirà un attrattore fondamentale per il turismo locale e la riconoscibilità delle Terre del Sud Piemonte. Da qui si svilupperà un racconto che intreccia la forza spirituale del culto di San Michele con l’innovazione del turismo sostenibile, mostrando la bellezza e l’accoglienza del territorio alessandrino, in una chiave moderna e di forte impatto divulgativo. Grazie al supporto della Regione Piemonte, della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e della Camera di Commercio Alessandria Asti, il territorio potrà godere di uno strumento di comunicazione innovativo e di alto profilo tecnologico.

Relatori:

Roberto Cava, presidente ATL Alexala

Luigi Benzi, presidente provincia di Alessandria

Sandro Vannucci, presidente comitato promotore San Michele cammino di cammini ETS

Interviene Paolo Bongioanni, assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte

A cura di ATL Alexala

 

Ore 15.00

RISÒ – FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL RISO. SECONDA EDIZIONE

Presentazione della seconda edizione di “Risò – Festival Internazionale del Riso”, l’evento che ha reso il Vercellese “Capitale Europea del Riso” e invita a scoprire la città e i Borghi delle Vie d’Acqua attraverso il racconto di uno dei suoi tesori più preziosi. Un viaggio affascinante tra risaie che si specchiano nel cielo, antiche cascine, profumi di cucina e saperi tramandati nel tempo. “Risò” trasforma il riso in un’esperienza da vivere con tutti i sensi, unendo paesaggio, tradizione, creatività e ospitalità. L’invito è a rallentare, ad ascoltare le storie della terra e delle persone che la coltivano, a lasciarsi guidare dai sapori e dalla bellezza di un paesaggio unico in Europa. Degustazioni, talk, eventi diffusi, incontri culturali, tour e percorsi esperienziali in città e nei borghi: un programma pensato per viaggiatori curiosi, famiglie e appassionati che intreccia gastronomia, cultura e innovazione per valorizzare la tradizione risicola vercellese guardando allo sviluppo sostenibile e al futuro dell’agricoltura.

Relatori:

Davide Gilardino, presidente della Provincia di Vercelli

Natalia Bobba, presidente Ente nazionale risi

Interviene Paolo Bongioanni, assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte

A cura di ATL Terre dell’Alto Piemonte

 

 GIOVEDÌ 12 FEBBRAIO

 

Ore 10.00

PASSIONE DI SORDEVOLO – OBIETTIVO 2027

Presentazione della XXIX edizione della Passione di Sordevolo 2027, uno spettacolo di Teatro Popolare tramandato ininterrottamente di generazione in generazione dal 1850. L’evento, in Valle Elvo nelle Prealpi Biellesi, costituisce una realtà corale dotata di profondo rilievo storico, culturale e religioso. Questa tradizione prosegue da circa due secoli grazie alla dedizione delle

generazioni che ne custodiscono l’integrità. A Sordevolo ogni 5 anni l’evento va in scena con più di 400 figuranti impegnati in un anfiteatro di 4.000 mq e oltre 30.000 spettatori da tutto il mondo, proposta con oltre 40 repliche. Presentazione dell’edizione 2027 con alcuni figuranti in costume.

Relatori:         

Stefano Rubin Pedrazzo – presidente dell’Associazione Teatro Popolare di Sordevolo

Mauro Benedetti – Ufficio Stampa

Riccardo Lunardon, sindaco di Sordevolo

Flaminia Perino, direttrice dell’Associazione Teatro Popolare di Sordevolo

Gian Marco Pidello, commissione Regia della Passione 2027

Interviene: Elena Chiorino, vicepresidente Regione Piemonte

A cura di ATL Terre dell’Alto Piemonte e Associazione Teatro Popolare di Sordevolo

Ore 11.00

CASTELLI, TORRI E MURA. LUOGHI D’ANTICHI SGUARDI SU LAGHI E MONTI

Lo speech vuole raccontare il patrimonio storico-culturale – dai Laghi Maggiore, Mergozzo e d’Orta fino ai piedi delle Alpi con l’Ossola – offerto dai principali luoghi dalle antiche origini: castelli, torri, mura e borghi medievali. Un affascinante viaggio tra storia, natura e arte, in modalità slow, di tendenza e naturalmente green, vivendo esperienze autentiche e suggestive per chi desidera unire il piacere della scoperta culturale a quello del paesaggio circostante con scorci mozzafiato su laghi e monti.

Relatori:

Francesco Gaiardelli, presidente Distretto Turistico dei Laghi

Vanessa Mineo, vicepresidente Distretto Turistico dei Laghi

Elena Poletti, consigliere Distretto Turistico dei Laghi

A cura del Distretto Turistico dei Laghi

Specchio dei Tempi: “Aiutiamo Kevin a camminare”

Kevin ha 8 anni. Il suo sogno è semplice: giocare a calcio con gli amici.
Ma da quando è nato, una rarissima malformazione alle gambe (1 caso su un milione) gli ha impedito di camminare normalmente.

Dopo sette interventi in Italia, senza risultati, la speranza è arrivata dagli Stati Uniti.
Al Paley Institute in Florida, uno dei centri migliori al mondo, Kevin ha affrontato un delicatissimo intervento e un primo allungamento dell’arto.
Nel 2026 dovrà affrontare un secondo intervento.

Ma il suo percorso è tutt’altro che finito: serviranno almeno altre due operazioni.

Specchio dei tempi ha iniziato a sostenere la famiglia di Kevin nel 2022, e continua a farlo, questa volta aprendo la nuova sottoscrizione “Aiutiamo Kevin a camminare”.

Per accompagnare il lungo percorso di cura di Kevin, i suoi viaggi al Paley Institute, le terapie di riabilitazione e soprattutto sostenere economicamente la famiglia.

Perché da soli i suoi genitori non ce la fanno più.
Hanno speso ogni risparmio, sono stati licenziati per assisterlo.
Ora hanno bisogno di noi.

Ogni contributo, piccolo o grande, può fare la differenza per Kevin.