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Palcoscenico Danza 2026, “MOSTRI” a teatro

Palcoscenico Danza, dal 25 gennaio al 29 aprile 2026, esplorerà l’ibridazione tra umano, natura e mito con grandi ospiti internazionali e solidi riferimenti del mondo della danza nazionale. Sempre di più, la rassegna si inserisce come parte integrante dell’articolato cartellone di prosa della Fondazione TPE diretta da Andrea De Rosa, ideatore della linea concettuale che accompagna il triennio in corso, dedicato al tema dell’identità, e al modo in cui le persone si trasformano nel corso della loro esistenza. Per questo motivo, a partire da quest’anno, la rassegna di Palcoscenico Danza riporterà il titolo della stagione in corso, “MOSTRI”, proponendo un viaggio coreografico tra figure deformate, divinità mitologiche, creature ibride e icone sacre della cultura mondiale.
Si tratta di una stagione variegata e sorprendente – ha dichiarato il direttore Paolo Mohovich – ricca di creature mostruose, dai vulcani Fuji e Etna alle divinità taiwanesi, dall’uomo cervo cibernetico al mostro sacro Maria Callas. Si tratta di figure che, attraverso la danza, indagano la natura, il sacro, l’umano in modi inediti e perturbanti”.

L’apertura sarà affidata a Roberto Zappalà, con “Brother to brother. Dall’Etna al Fuji”, uno spettacolo potente che mette in dialogo la Sicilia e il Giappone attraverso il ritmo ancestrale dei tamburi Taiko, eseguiti da Munedaiko, e la forza vulcanica di nove danzatori. Il 5 febbraio sarà la volta dell’omaggio alla “divina” Callas: nel centenario della nascita di Maria Callas, la COB Compagnia Opus Ballet presenta “Callas, Callas, Callas”, tre coreografi d’eccezione, Adriano Bolognino, Carlo Massari e Roberto Tedesco, reinterpretano il mito della Callas attraverso sguardi contemporanei e astratti.

Dal 28 febbraio all’1 marzo sarà la volta dei miti internazionali e Taiwan. L’eccellenza internazionale arriverà con la Hung Dance di Taiwan in “Glanced Crack”. Il coreografo Lai Hung Chung esplora la resilienza attraverso il mito di Nuwa, Giovanni Insaudo indaga con “Mitici” il rapporto cupo e alieno tra umani e dei. Il 24 marzo e 29 aprile andranno in scena le biografie sceniche e ibridazioni. La stagione prosegue con Emanuela Tagliavia e il suo “Short cur”, una costellazione di frammenti d’arte che spaziano da Burri a Dalì.
Il 31 marzo e 1 aprile andrà in scena “Aurunca”, riflessione di Elías Aguirre sulla morte e sui non luoghi, trasformando il corpo in un ecosistema tra insetti e visioni urbane. La chiusura è affidata ai giovani talenti di Echo Dance Project, con Made4you.x, il 23 e 24 aprile, che festeggerà i 10 anni con una creazione di Nacho Duato dal titolo “Liberté”, estratto da “Rassemblement”, creazione del 1990 realizzata per il Cullberg Ballet, oltre alle nuove opere di Paolo Mohovich, Salvatore De Simone e Giovanni Insaudo; il trio guidato da Cristiana Casadio con “Of restless nature” del 28 e 29 aprile, ispirato alle affascinanti donne-insetto della scultrice Germain Richier, e alle architetture di spazi minimi del Collettivo Lattea, in collaborazione con Interplay Link.
Terrà, il 1 aprile, presso la sede di Echo Dance Project, una masterclass l’artista multidisciplinare Elías Aguirre. Si tratta di un evento aperto a danzatori e curiosi, focalizzato sulla natura invisibile e sul movimento degli insetti, integrando danza urbana e teatro gestuale.

Mara Martellotta

Affitti brevi: quando il progetto fa la differenza

ABITARE CON STILE

Rubrica settimanale a cura di Magda Jasmine Pettinà 
Uno spazio dedicato al mondo della casa in tutte le sue forme: dal mercato immobiliare al design d’interni, dall’arte di valorizzare gli spazi alle nuove tendenze dell’abitare contemporaneo. Consigli pratici, spunti estetici e riflessioni su come rendere ogni casa un luogo che rispecchi chi siamo — con uno sguardo che unisce competenza, bellezza e sensibilità.
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Negli ultimi anni il tema degli affitti brevi è diventato uno dei più dibattuti nelle grandi città e nei territori a forte vocazione turistica. Da un lato rappresentano un’importante opportunità economica per i proprietari, dall’altro vengono spesso indicati come una delle cause della crescente difficoltà nel reperire alloggi destinati alla residenza stabile.

La realtà, come spesso accade, è più complessa e merita uno sguardo meno ideologico e più progettuale.

Il nodo centrale non è tanto l’esistenza degli affitti brevi, quanto come vengono gestiti, regolati e inseriti nel tessuto urbano. Un’abitazione destinata alla locazione turistica non è, di per sé, un elemento di disturbo: lo diventa quando è improvvisata, concentrata in modo eccessivo, scollegata dal contesto e priva di una visione di lungo periodo.

Negli ultimi mesi il dibattito si è riacceso anche sul piano normativo, con un’attenzione crescente da parte dei Comuni al tema dell’equilibrio tra turismo e residenzialità. È un segnale chiaro: la città non è solo un contenitore di flussi, ma un organismo delicato, fatto di relazioni sociali, servizi, tempi e ritmi che vanno rispettati.

Tuttavia, il rischio è affrontare la questione per categorie rigide – affitto breve contro affitto lungo – che non rispecchiano il funzionamento reale del mercato immobiliare.

Molti proprietari oggi utilizzano i propri immobili in modo flessibile e intelligente: locazioni turistiche per alcuni periodi dell’anno, affitti di medio termine per professionisti o studenti, e momenti di utilizzo diretto dell’abitazione. Una flessibilità che, se ben regolata, può diventare una risorsa e non una distorsione.

Il vero tema, quindi, non è vietare o demonizzare, ma progettare.

Progettare un affitto breve significa:

  • pensare all’immobile non solo come fonte di reddito, ma come parte della città;

  • curare la qualità degli spazi, dell’arredo e della manutenzione;

  • selezionare il target giusto, evitando un turismo “mordi e fuggi” poco rispettoso;

  • affidarsi a una gestione professionale che garantisca regole, controllo e continuità.

Un alloggio ben progettato e ben gestito riduce l’impatto sul contesto, valorizza il patrimonio edilizio esistente e contribuisce alla qualità complessiva dell’offerta abitativa. Al contrario, una gestione approssimativa genera conflitti, degrado e alimenta la percezione negativa che oggi grava su questo settore.

C’è poi un altro aspetto spesso trascurato: l’impatto ambientale e sociale. Non è scontato che un’abitazione occupata stabilmente produca meno consumo di risorse rispetto a un alloggio turistico utilizzato in modo saltuario. Senza dati e analisi puntuali, il rischio è costruire politiche basate su percezioni più che su numeri reali.

Per questo, il futuro degli affitti brevi passa da una parola chiave: responsabilità.

Responsabilità dei proprietari, chiamati a fare scelte consapevoli.

Responsabilità dei professionisti, che devono guidare e strutturare il processo.

Responsabilità delle amministrazioni, che dovrebbero favorire modelli equilibrati anziché soluzioni drastiche.

Abitare con stile, oggi, significa anche questo: saper conciliare redditività e rispetto del territorio, interesse privato e bene collettivo, flessibilità e visione urbana.

Gli affitti brevi possono continuare a essere una risorsa preziosa – per chi investe e per le città – solo se smettono di essere improvvisazione e diventano progetto.

www.domus-atelier.com – info@domus-atelier.com

Sicurezza stradale e prevenzione: educare i giovani torinesi all’utilizzo dei monopattini

 

“Caschiamoci”, si chiama così l’evento promosso dalla Città di Torino e organizzato dal Fondo Micol Carrara del Rotary Club Torino 1958 e dal Distretto Rotary 2031, che si è svolto ieri all’Istituto tecnico industriale statale Amedeo Avogadro di Torino.

Un appuntamento rivolto in particolare al mondo della scuola e dedicato alla sicurezza stradale e alla diffusione della cultura della prevenzione e del rispetto delle regole, a cui ha partecipato il Governatore del Distretto Rotary 2031 Felice Invernizzi e l’Assessora della città di Torino Chiara Foglietta, che ha sensibilizzato i ragazzi sui temi della mobilità e sull’importanza di comportamenti responsabili, attraverso testimonianze, dati e buone pratiche: «Incontri come quelli di oggi – ha detto l’assessora Foglietta – sono fondamentali per cercare di far capire ai ragazzi quanto sia importante rispettare le regole in tutte le situazioni: da pedoni, ciclisti, automobilisti e sui monopattini. La nostra Città sta cambiando molto, aumentando le aree pedonali, progettando spazi pubblici più vivibili, trasporti più efficienti. Più di un milione di persone vivono e percorrono la nostra Città. Non sempre è facile mettere d’accordo tutti, ma ciò che dico ai ragazzi è di vivere la propria vita con comportamenti responsabili e buone pratiche».

Tra le testimonianze quelle di Lucrezia  Lorenzi, della Fondazione Matilde Lorenzi, che, assieme alla mamma Elena Lorenzi, ha esortato gli studenti presenti con esempi personali e diretti sul valore dell’educazione alla sicurezza e sulla responsabilità individuale e collettiva.

Nel corso dell’incontro, moderato da Fabrizio Fracchia, referente del Fondo Micol Carrara del Rotary Club Torino 1958, si sono succeduti interventi istituzionali e tecnici, tra cui quelli della Città di Torino con Giuseppe Chiantera mobility manager, della Polizia Locale con Walter Chervatin, assistente della Polizia locale che si occupa di formazione che si è focalizzato sulle regole per chi utilizza il monopattino, mezzo molto utilizzato dai più giovani, della Croce Verde con il referente Massimo Manzini, del GROC – Gruppo Rotariano sulla sicurezza stradale, per cui sono intervenuti Riccardo Gozio e Giovanna Mastrotisi, e dei gestori di monopattini Lime e Dott, Laura Schirru ed Enrico Stefáno che hanno condiviso esperienze operative, dati e strategie per una mobilità più sicura e sostenibile.

L’incontro fa seguito a un altro analogo ospitato a novembre presso l’Istituto Vittone di Chieri, nell’ambito di un progetto che ambisce a continuare nel tempo.

TorinoClick

Il ricordo di Valentino nelle parole di Anna Zamboni, Miss Italia torinese

Anna Zamboni, torinese, Miss Italia 1969, si tiene stretto il ricordo vivido e profondo di Valentino, il grande stilista, l’Imperatore, che ha segnato un’epoca nella storia della moda italiana e internazionale.  
Anna Zamboni, dopo aver vinto il titolo di Miss Italia, si classifica terza a Miss Europa e nona a Miss Universo; inizia la sua carriera di modella che la porterà in giro per il mondo, sono anni intensi, colmi di avventure, incontri importanti e tanto lavoro, conoscerà da vicino il rigore, la bellezza e la disciplina dell’alta moda.
“Le sfilate in quegli anni- ricorda Anna- erano completamente diverse da quelle di oggi, noi modelle dovevamo sorridere e non avere l’aria imbronciata, le coreografie erano incredibili, accompagnate da musiche meravigliose, si trattava di veri e propri spettacoli.”
Dopo la nascita dei figli Giorgia e Giulio la fisicità di Anna cambia leggermente, le forme si ammorbidiscono ma continua ad essere fra le modelle più richieste, questa volta, per indossare le taglie conformate. Siamo alla fine dei mitici anni ‘80, Valentino conosce Anna e , professionalmente parlando, s’innamora di lei, della sua morbidezza, della sua dolcezza, soprannominandola “la Signora dei pizzi bianchi”, perché quando la vide la prima volta lei indossava un body bianco di pizzo, pronta per farsi vestire dal Maestro.
Valentino- racconta Anna- non era solo un creatore di abiti strepitosi, ma un vero maestro di stile. Ogni dettaglio, anche il più piccolo, aveva un significato, ogni gesto in passerella doveva trasmettere eleganza, rispetto per il lavoro sartoriale e consapevolezza del ruolo che una modella interpretava. Sfilare per lui voleva dire essere parte di una visione quasi teatrale, in cui la femminilità veniva esaltata senza mai essere volgare”.
Per Anna Zamboni, l’esperienza con Valentino resta una lezione di vita oltre che di moda: “ lui sapeva valorizzare noi modelle come persone prima ancora delle silhouette. Il mio ricordo è quello di un uomo elegantissimo, raffinato, esigente e profondamente innamorato della bellezza , capace di lasciare un segno indelebile in chi ha avuto il privilegio di lavorare con lui”.
“ I love beauty, it’s not my fault”   “ Amo la bellezza, non è colpa mia “
Didia Bargnani

Rivara: gravi ustioni per una donna coinvolta nell’incendio in casa

Sono gravi le ustioni riportate da una donna sessantottenne di Rivara, nel Torinese, rimasta coinvolta nell’incendio della propria abitazione, situata in borgata Piano Prime Foglie. La donna, con il 50% del corpo ustionato, è stata trasportata con un urgenza in elicottero al Cto di Torino dal 118 di Azienda Zero. Sono in corso gli accertamenti, da parte dei Vigili del Fuoco e dei Carabinieri di Rivara, sulle cause dell’incendio.

Mara Martellotta

(foto archivio)

Le “Onde” musicali dell’Egizio

Per tutto il 2026, la Galleria dei Re del Museo Egizio di Torino ospiterà ogni mese, una domenica mattina ,dedicata alla musica.  La rassegna “Onde”, ha riscosso molto  successo lo scorso anno. L’iniziativa, che vede  dodici concerti gratuiti, in un luogo molto speciale : il Museo Egizio. L’Orchestra Filarmonica di Torino, il Conservatorio Statale “Giuseppe Verdi” e la Fondazione Merz  consolidano gli appuntamenti con un calendario che abbraccia stili diversi, dal barocco al jazz, fino alla musica contemporanea e agli intrecci tra Oriente e Occidente.
Christian Greco, direttore del Museo Egizio, sottolinea come la rassegna intenda rafforzare il dialogo tra le istituzioni musicali e il patrimonio archeologico: “Questo nuovo sodalizio rappresenta un modello di collaborazione virtuosa, dove la ricerca archeologica e le arti si incontrano per generare esperienze culturali innovative e accessibili gratuitamente alla comunità“. “Onde” conferma la vocazione del Museo Egizio a divenire laboratorio della contemporaneità, in cui la storia millenaria dell’antico Egitto si intreccia con linguaggi artistici attuali, attraverso un programma che unisce musica e arte in un percorso culturale raffinato e aperto a tutti.

Gabriella Daghero

Onde 2026 al Museo Egizio: il programma

Domenica 18 gennaio, ore 11
DALLE CORTI AL TANGO
Ivan Homolskyi, fisarmonica (Conservatorio “G. Verdi”)
Un giovane talento di 14 anni conduce il pubblico tra barocco, virtuosismo e tango, con composizioni di Scarlatti, Vivaldi, Piazzolla e De Sarasate.

Domenica 22 febbraio, ore 11  DIACRONIA
Gianni Gebbia, sax soprano e flauti bansuri; Willy Merz, harmonium indiano (Fondazione Merz)
Dialogo tra Oriente e Occidente con vibrazioni, microtoni e improvvisazioni tra armonie ancestrali e lirismo contemporaneo.

Domenica 15 marzo, ore 11  METAMORFOSI
Matteo Fabi, violoncello (Orchestra Filarmonica di Torino)
Percorso musicale tra epoche e culture diverse, dal barocco al Novecento e contemporaneo, con Koeppen, Sheng, Summer, Henryson e Sollima.

Domenica 19 aprile, ore 11
ORIENTE, OCCIDENTE & ALTRO
Mario Romeo, fisarmonica; Ugo Nastrucci, liuti e Ūd (Fondazione Merz)
Ponte tra culture e tempi diversi, con musiche da Dowland a Piazzolla, passando per influenze arabe, francesi ed egizie.

Domenica 24 maggio, ore 11  PERCUSSIONS TRASFORMER
Rossana Bribò, percussioni (Fondazione Merz)
Concerto per percussioni che attraversa stili e timbri differenti, da Debussy e Bach alla sperimentazione elettronica di Snowden e Akiho.

Domenica 28 giugno, ore 11  TRASPARENZE
Niccolò Susanna, flauto; Federica Mancini, arpa (Orchestra Filarmonica di Torino)
Dialogo tra flauto e arpa tra lirismo e eleganza, con musiche di Ibert, Hilse, Rota e Shankar.

Domenica 19 luglio, ore 11
RIFLESSI D’INCANTO
Elisa Giola, arpa; Giorgia Alice Arneodo, flauto (Conservatorio “G. Verdi”)
Duo flauto e arpa tra danze medievali, lirismo cinematografico e fantasie di Saint-Saëns e Ravel.

Domenica 23 agosto, ore 11
TWO OF A MIND
Dario Caiaffa e Antonello Gravela, sax; Michele Garbolino, contrabbasso; Lorenzo Demarchi, batteria (Conservatorio “G. Verdi”)
Jazz cameristico ispirato a Mulligan, Getz e Desmond, con repertorio di Gershwin, Parker e Morricone.

Domenica 20 settembre, ore 11  FUSIONI
Kymeia Duo: Serena Costenaro, violoncello; Fabio Saccavino, percussioni (Orchestra Filarmonica di Torino)
Dialogo tra violoncello e percussioni tra minimalismo, lirismo e ritmi rituali, con musiche di Vineis, Pärt, Piazzolla e Xenakis.

Domenica 18 ottobre, ore 11
SAX APPEAL
Quartetto di sassofoni del Conservatorio “G. Verdi”
Da Rossini a Bernstein e Morricone, un viaggio attraverso 185 anni di storia dello strumento, tra classici e colonne sonore.

Domenica 15 novembre, ore 11
A SPASSO PER L’EUROPA
Stefania Saglietti, arpa (Fondazione Merz)
Percorso musicale tra Grecia antica e contemporaneo, con autori europei da Limenius a Debussy, Händel e C.P.E. Bach.

Domenica 13 dicembre, ore 11  INVENZIONI
Quartetto Le Châtelier (Orchestra Filarmonica di Torino)
Quartetto d’archi tra barocco, classicismo e lirismo romantico, con composizioni di Händel, Raffaele Totaro e trascrizioni di Schubert.

Gli appuntamenti saranno prenotabili mese per mese sul sito ufficiale.

Quando
Data/e: 18 Gennaio 2026 – 13 Dicembre 2026
Orario: 11:00 – 13:00

Dove
Museo Egizio
Via Accademia delle Scienze, 6 – Torino

Prezzo
Evento gratuito con prenotazione. Posti limitati.

Altre informazioni
museoegizio.it

Sicurezza nei locali, stretta del Prefetto: controlli rafforzati in tutta l’area metropolitana

La direttiva  ai Comuni della Città Metropolitana

Dopo la drammatica tragedia avvenuta nella notte di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera, torna al centro dell’attenzione il tema della sicurezza nei locali aperti al pubblico. Un episodio che ha riacceso con forza l’urgenza di un rigoroso rispetto delle normative in materia di sicurezza e prevenzione incendi, a tutela sia degli avventori sia degli operatori del settore.

In questo contesto, il Prefetto di Torino, Donato Cafagna, ha inviato una direttiva ai Sindaci della Città Metropolitana, alle Forze dell’Ordine, ai Vigili del Fuoco e alle associazioni degli esercenti, richiamando la necessità di un costante controllo delle condizioni di sicurezza nei locali di pubblico spettacolo e nei locali da ballo.

La direttiva sottolinea l’obbligo di verifiche puntuali sull’agibilità delle strutture, sul rispetto dei limiti di capienza, sulla presenza e funzionalità delle uscite di sicurezza, nonché sull’idoneità dei materiali strutturali e degli arredi utilizzati. Particolare attenzione è rivolta all’applicazione delle misure antincendio previste dal Decreto Ministeriale del 3 settembre 2021.

Il Prefetto ha inoltre evidenziato il ruolo centrale delle Commissioni Comunali di Vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, ricordando che i Comuni possono svolgere tali funzioni anche in forma associata, al fine di garantire controlli più efficaci e uniformi sul territorio.

Le prescrizioni richiamate si applicano non solo ai locali di pubblico spettacolo, ma anche a tutti i pubblici esercizi che ospitino, anche occasionalmente, eventi con elevata affluenza di persone, come feste danzanti, intrattenimenti musicali, celebrazioni o ricorrenze. Le stesse regole valgono anche per i locali privati, come circoli e sedi associative, quando vi si svolgono eventi con un numero significativo di partecipanti.

La direttiva ribadisce inoltre il divieto di utilizzare bar e ristoranti come sale da ballo, discoteche o locali di pubblico spettacolo in assenza delle specifiche autorizzazioni previste dalla normativa, o in violazione delle disposizioni in materia di sicurezza, ordine pubblico e incolumità delle persone.

Resta infine in capo ai datori di lavoro l’obbligo di garantire il pieno rispetto del Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81, assicurando l’adozione di tutte le misure di prevenzione e protezione necessarie nei luoghi di lavoro.

Per quanto riguarda le verifiche sulle misure di “safety” e “security”, il Prefetto ha richiamato i contenuti della Circolare Piantedosi, che fornisce indicazioni operative per garantire elevati standard di sicurezza non solo negli eventi di pubblico spettacolo, ma anche in manifestazioni come sagre, fiere e rievocazioni storiche.

Il Prefetto Cafagna ha dunque invitato i Comuni a esercitare la massima attenzione e responsabilità nello svolgimento dei controlli di legge, sia in fase autorizzatoria sia nel monitoraggio periodico delle attività, assicurando il pieno supporto delle Forze di Polizia e dei Vigili del Fuoco per gli aspetti di rispettiva competenza.

Arriva a Torino The Portal, un’esperienza unica tra esoterismo, storia e gastronomia

Sta per arrivare a Torino, nella giornata di sabato 31 gennaio prossimo, un’esperienza unica nel suo genere, un progetto che unisce esoterismo, storia e gastronomia, ideato e organizzato da Valentina Gaido, founder di Virgo Torino, punto di riferimento in città per l’esoterismo, e Isotta Rosboch, gastronoma, comunicatrice e consulente gastronomica in Italia e all’estero.

The Portal sarà un percorso guidato alla scoperta di tutte quelle strade e piazze torinesi cariche di magia, un vero e proprio cammino immersivo nella città, tra i suoi luoghi energicamente potenti e simbolici, nascosti e misteriosi.

Durante il cammino, numerose realtà di spicco del panorama gastronomico torinese, e non solo, prenderanno parte all’esperienza realizzando assaggi inediti, pensati appositamente per The Portal, concepiti come veri e propri simboli gastronomici, in dialogo con i luoghi attraversati e con l’immaginario esoterico della città.

Valentina Gaido e Isotta Rosboch, che oltre ad essere le ideatrici dell’evento sono anche le guide del tour, hanno concepito The Portal come un momento di esplorazione sensoriale e culturale, in cui i partecipanti saranno invitati ad “assaggiare” Torino in una forma diversa dal consueto, attraverso preparazioni non convenzionali, cariche di significato e suggestione.

Quattro ore di esperienza che rappresentano il primo appuntamento di una serie che, durante l’anno, andrà a comporre e completare il progetto The Portal in forme e percorsi differenti, mantenendo sempre al centro il dialogo tra città, simboli, gusto e dimensione rituale.

Info e prenotazioni: virgo.torino@gmail.com – isotta.rosboch@gmail.com

Gian Giacomo Della Porta

“Album” alla SOMS di Racconigi

La bolognese Compagnia “Kepler 452” porta in scena lo spettacolo vincitore del bando “Stronger Peripheries”

Venerdì 23 gennaio, ore 21

Racconigi (Cuneo)

Quante volte ci è capitato di sfogliare un album di fotografie? Più o meno lontane nel tempo, più o meno cariche di memorie, piacevoli e spiacevoli, che ti strappano un sorriso o ti impediscono di trattenere una lacrima. Dentro c’è tutta una vita. Dentro ci sono tante vite. “Lavori” conclusi e “lavori” ancora in corso”.

A farcene buon ricordo è “Album”, lo spettacolo teatrale portato in scena, il prossimo venerdì 23 gennaio (ore 21) – nell’ambito della terza edizione della Rassegna “Raccordi” – negli spazi della “SOMS”, antica “Società Operaia di Mutuo Soccorso”, oggi luogo vivo di teatro e altri eventi culturali, sito in via Carlo Costa 23, a Racconigi (Cuneo). Ospite sul palco la Compagnia bolognese, fondata nel 2015 e fresca vincitrice del “Premio UBU” per il miglior spettacolo dell’anno, “Kepler 452”, Compagnia dallo strano nome – preso a prestito da un “esopianeta” simile alla Terra, ma fuori dal nostro “Sistema Solare” e scoperto per l’appunto grazie al “telescopio spaziale Kepler” – per simboleggiare la ricerca di realtà lontane, trasformando storie vere di persone comuni in spettacoli di “teatro civile e politico”.

Vincitore del bando “Stronger Peripheries”“Album” vuole essere un’indagine scenica incentrata sul rapporto tra memoria, malattia di Alzheimer e catastrofi ambientali, creato a partire dall’esperienza vissuta dalla Compagnia durante la drammatica alluvione del maggio 2023 in Emilia Romagna. In scena Nicola Borghesi su testi di Enrico Baraldi, dello stesso Borghesi e di Riccardo Tabilio. Tutti concordi nello spiegare: “Un album di fotografie è una macchina del tempo: ogni immagine custodisce una storia, ogni storia apre una finestra su un altrove, verso noi stessi di ieri, verso i nostri cari, verso i luoghi che abbiamo vissuto. Lo spettacolo esplora il confine tra ricordo e oblio, tra memoria che sfuma e memoria che resiste: quella fisiologica, segnata dal tempo e dalle malattie; quella materiale, travolta da catastrofi come un’alluvione che cancella tracce di vita; quella sociale, che dimentica ciò che siamo stati e ci rende incapaci di immaginare ciò che potremmo diventare”.

Attraverso una “spazialità non frontale”, proiezioni audiovisive e forme teatrali di presa diretta, la compagnia raccoglie storie e immagini da comunità di tutta Italia e Europa, componendo un vero “album scenico” che ci invita a riflettere sulla memoria “come filo invisibile che ci lega al mondo e agli altri”.

Ispirandosi a un fenomeno naturale straordinario – le anguille che percorrono migliaia di chilometri per ritrovarsi e rinascere – lo spettacolo diventa “un viaggio poetico sulle tracce della vita, del tempo e del destino condiviso”.

E anche “Album”, al pari di tutti i “formati teatrali” realizzati da “Kepler 452”, si muove, dunque, nell’ambito del “teatro documentario”, spaziando dal coinvolgimento in scena di “non-professionisti” (o “attori-mondo”, come i “Kepleriani” preferiscono chiamarli), al “reportage”, alla creazione di “percorsi audioguidati” e ad altri dispositivi di emotiva interazione con lo “spazio urbano”.

Un modo singolare e felicemente bizzarro di “giocare sul serio al teatro”, che alla Compagnia bolognese ha portato premi e apprezzabili riconoscimenti. Tra i vari Premi, “Kepler 452” vince il “Premio Rete Critica” nel 2018 per “Il Giardino dei Ciliegi, trent’anni di felicità in comodato d’uso”, in cui il testo di Cechov incontra la storia di uno “sgombero abitativo” realmente accaduto. Nel 2020 vince, per il proprio percorso, il Premio “Gli asini”, attribuito dall’omonima rivista diretta da Goffredo Fofi e nel 2023 il “Premio Speciale Ubu” per il percorso di ricerca nell’ambito della realizzazione de “Il Capitale, un libro che non abbiamo ancora letto”.

g.m.

Nelle foto: immagini da “Album” (Ph. Elisa Vettori)

Pierre Laurent Aimard debutta con la Camerata Salzburg 

Martedì 27 gennaio prossimo, alle 20.30, all’Auditorium Giovanni Agnelli del Lingotto si esibirà  la Camerata Salzburg guidata dal maestro concertatore Giovanni Guzzo, con Pierre Laurent Aimard al pianoforte al suo debutto per Lingotto Musica.
Aimard proporrà un programma incentrato su due concerti mozartiani per pianoforte e orchestra, il n. 27 in si bemolle maggiore KV 595 e il n. 17 in sol maggiore KV 453 appartenenti alla piena maturità del compositore.
La drammatica ouverture da ‘L‘anima del filosofo’ di Franz Joseph Haydn aprirà la serata, preparando il terreno espressivo al percorso mozartiano, mentre una selezione di Minuetti orchestrali KV 599 ne completerà il quadro, offrendo una parentesi di elegante leggerezza.
Allievo di Yvonne Loriod e collaboratore privilegiato di Pierre Boulez, Pierre Laurent Armand ha abbracciato con eguale autorevolezza sia il grande repertorio classico, da Mozart a Beethoven a Schubert, sia quello del Novecento storico e contemporaneo. È stato un pianista di riferimento per i compositori del nostro tempo, stringendo legami, tra gli altri, con Messiaen, Kurtág, Ligeti, Carter, Stockhausen e Benjamin e firmando numerose prime esecuzioni. Nel corso della sua carriera, piuttosto variegata, ha collaborato con le più importanti orchestre e si è esibito nelle più prestigiose sale da concerto.
La Camerata Salzburg si esibisce regolarmente nelle principali sale da concerto, oltre che nella sede del Mozarteum di Salisburgo, dove tiene la propria stagione concertistica e rappresenta una delle formazioni di riferimento del Festival di Salisburgo. Il credo artistico di ciascun membro è quello di far musica sotto la propria responsabilità all’interno di una comunità,  principio perfettamente incarnato dal maestro concertatore Giovanni Guzzo, violinista Italo venezuelano che guida la compagine primus inter pares.
Ad aprire la serata sarà l’Ouverture da “L’anima del filosofo” di Franz Joseph Haydn, pagina densa di tensione drammatica e nobiltà espressiva, legata all’ultima opera teatrale del compositore. Rimasta incompiuta e quasi mai rappresentata in vita, “L’anima del filosofo” rappresenta una curiosa rivisitazione del mito di Orfeo e Euridice, soggetto classico dell’opera lirica da Monteverdi a Gluck. L’Ouverture introduce un clima di concentrazione e misura, ponendosi come efficace prologo espressivo della vicenda mitica.
Il cuore del programma è affidato interamente alla musica di Wolfgang Amadeus Mozart, con l’esecuzione di due concerti per pianoforte che appartengono alla fase più alta e consapevole della sua produzione. Il Concerto n. 27  in si bemolle maggiore KV 595, inciso da Aimard nel 2005 per la Warner Classics insieme alla Chamber Orchestra of Europe, rappresenta l’ultima opera del suo genere composta da Mozart e presenta un carattere raccolto e riflessivo. La scrittura si fa essenziale, il virtuosismo si ritrae e lascia spazio a una cantabilità sospesa e a un dialogo orchestrale di rara delicatezza. Si tratta di una musica che sembra guardare oltre la brillantezza del concerto settecentesco, anticipando una dimensione lirica e introspettiva che troverà poi nel Romanticismo il suo pieno sviluppo.
I Minuetti KV 599 riportano l’ascolto a una dimensione più conviviale e leggera, ma non per questo meno raffinata. Queste danze trasfigurate restituiscono la grazia formale e la naturalezza del gesto che costituiscono uno degli aspetti più riconoscibili del linguaggio mozartiano.

Il percorso viene concluso dal Concerto n. 17 in sol maggiore KV 453, riaprendo il dialogo tra solista e orchestra, condotto con grande libertà espressiva e originalità. Il pianoforte non è  mai dominante, ma si inserisce in un continuo gioco di rimandi, trasformazioni tematiche, in cui ogni strumento dell’orchestra sembra partecipare attivamente alla costruzione del racconto musicale. La brillantezza esteriore dell’opera convive con una scrittura di grande raffinatezza, soprattutto nel movimento centrale, dove la cantabilità mozartiana si distende in una dimensione di eleganza intima.

Biglietti

Online su Anyticket

Biglietteria presso uffici di Lingotto Musica da mercoledì 7 a venerdì 9 gennaio , via Nizza 262/ 73 su appuntamento o telefonicamente al 3339382545 ore 10-12, 14.30-17

Solo il giorno del concerto presso il Centro Commerciale Lingotto, via Nizza 280/41  dalle 18 alle 20.30

Mara Martellotta