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Canalis (Pd): “sulle dipendenze si poteva fare molto di più”

Solo due paginette, tagli di risorse e zero visione sulle dipendenze, nel Piano Socio Sanitario appena approvato.

 Sulle dipendenze si poteva fare molto, ma molto di più. Il Piano Socio Sanitario era l’occasione ideale per fotografare il grande cambiamento che sta investendo il mondo delle dipendenze e per ri-programmare conseguentemente i servizi.

Invece, la maggioranza di centrodestra si è limitata a schiacciare i servizi per le dipendenze su quelli della salute mentale e ha respinto frettolosamente la mia proposta, che prevedeva un rilancio degli investimenti.

Lo studio della Bocconi, propedeutico al Piano Socio Sanitario, parlava chiaro: c’è un trend in crescita del consumo di sostanze psicoattive tra i giovani ed emergono nuove dipendenze. In Piemonte, nel 2023, rispetto al 2021, si osserva una riduzione della dipendenza da eroina/oppiacei (-4%), un aumento dei giocatori d’azzardo (+40%) e tabagisti (+90%), una stabilità degli alcolisti (+1,6%) e un aumento degli utenti con dipendenza da cannabinoidi (+8,8%). Si rileva inoltre una crescita della dipendenza da cocaina/crack (+17,4%).

In Piemonte i pazienti presi in carico dai SER.D delle varie ASL erano 21.745 nel 2019 (fonte Assessorato alla Sanità della Regione Piemonte). Tra questi:

  • circa 13.000 erano affetti da dipendenza da droga,
  • 6.436 da dipendenza da alcol,
  • 1.054 da Gioco d’Azzardo Patologico,
  • meno di 1.000 da tabagismo e
  • alcune decine erano affetti da disturbi alimentari.

Per quanto riguarda la dipendenza primaria, nel 2019 il 37,6% degli utenti era in carico per uso di oppiacei, il 31,5% per alcol, l’11% per uso di cocaina o crack, l’8,1% per cannabis, il 5,9% per tabacco, il 4,8% per gioco d’azzardo, lo 0,8% per altre sostanze e lo 0,3% per altri comportamenti (Fonte: Osservatorio Epidemiologico delle Dipendenze).

Nel 2021, a fronte di una numerosità complessiva simile al 2020, è aumentata l’utenza in trattamento per dipendenza primaria da altri comportamenti (addirittura +48,1% rispetto al 2020), e per cocaina o crack (+10,3%). È aumentata del 3,2% l’utenza in carico per cannabinoidi e dello 0,6% quella per dipendenza da alcol. Gli utenti in carico per dipendenza primaria da gioco d’azzardo e tabacco si sono ulteriormente ridotti del 9,2% e del 10,4%, e si sono ulteriormente ridotti anche gli utenti in carico per oppiacei, gioco d’azzardo, tabacco e altre sostanze, seppur in misura minore

Nell’audizione del CEAPI (Coordinamento degli Enti Accreditati del Piemonte che operano nel campo delle dipendenze patologiche), effettuata a novembre in Consiglio regionale, è emerso che tra i giovani piemontesi i consumi più frequenti sono:

  • Innanzitutto gli psicofarmaci,
  • Seguiti da alcol e
  • crack.

La Relazione al Parlamento sulle tossicodipendenze in Italia del 2024 indica che il Piemonte ha molti meno servizi ambulatoriali e servizi di primo livello rispetto a Toscana, Emilia-Romagna e Veneto. Solo sulle strutture residenziali e semi residenziali la nostra Regione è al passo con le altre Regioni benchmark.

A fronte di questo evidente ritardo, l’unico intento della Giunta Cirio sembra essere quello di inglobare i Serd (Servizi per le Dipendenze) nei Dipartimenti di salute mentale, con lo scopo di fondere i budget e il personale. Un’operazione iniziata nel 2021 nell’Asl CN2 e proseguita nell’ASL Città di Torino e ASL To5, senza solide giustificazioni scientifiche. Le dipendenze e la salute mentale sono infatti ambiti clinici distinti. L’overlapping tra dipendenze patologiche e salute mentale si attesta solamente al 6,6% dei casi. Non sussiste pertanto alcuna evidenza scientifica che giustifichi un’assistenza di carattere psichiatrico per i pazienti affetti da dipendenza patologica. Già alla fine degli anni ’70 la Regione Piemonte vietò il ricovero dei tossicodipendenti nei reparti di psichiatria, per evitare il rischio di riduzionismo psichiatrico.

Seguendo questa tendenza all’inglobamento, in un triennio il Piemonte ha tagliato 9 milioni di euro sulle dipendenze.

La pandemia da coronavirus ci ha insegnato che bisogna avere servizi sanitari specialistici di prossimità e invece in Piemonte stiamo riducendo i servizi per le dipendenze, ammantando quest’operazione con termini edulcoranti come “sinergia con la salute mentale” e “integrazione”.

Nel mio emendamento, respinto dalla maggioranza, proponevo di garantire autonomia tecnico gestionale ai Dipartimenti per le Patologie da Dipendenze (DPD), con una propria dotazione organica comprendente diverse figure professionali qualificate e specializzate (Medici specializzati in psichiatria, tossicologia o farmacologia, psicologi, assistenti sociali, educatori, infermieri, amministrativi ed altro personale di supporto) ed un budget regionale autonomo e vincolato a progetti dell’area delle dipendenze e una propria responsabilità di spesa, collaborando attivamente con i servizi sociali, infettivologici, psichiatrici. Suggerivo anche, vista la carenza di personale, che è preferibile un’organizzazione geograficamente trasversale tra i DPD delle diverse ASL piuttosto che un inglobamento nei Dipartimenti per la Salute Mentale della stessa ASL. Proponevo inoltre di ovviare all’assenza di una normativa regionale sulle comunità residenziali non riabilitative, dedicate ai pazienti che raggiungono un’età avanzata e sono impossibilitati a vivere da soli al loro domicilio, e di mettere in atto una maggiore omogeneizzazione delle esperienze di domiciliarità assistita per pazienti affetti da dipendenze patologiche sul territorio regionale. Infine, proponevo di istituire una Rete alcologica regionale e di intensificare i progetti di prevenzione, soprattutto nelle scuole secondarie di secondo grado. Sarebbe altresì necessario aumentare i punti di intercettazione e i luoghi di accoglienza per minori e giovani con uso di sostanze o con disturbi del comportamento.

In una Regione con pochi giovani e con un aumento della diffusione delle dipendenze proprio tra i giovani, la Giunta Cirio avrebbe dovuto dedicare maggiore attenzione a questo tema nel Piano Socio Sanitario. La spending review non si fa su ambiti così cruciali!

Monica CANALIS – consigliera regionale PD

Coldiretti ottiene la proroga dei decreti sull’etichettatura

La proroga dei decreti sull’etichettatura di origine conferma il ruolo dell’Italia di leader nelle politiche di trasparenza e di sicurezza alimentare.
È quanto afferma  Coldiretti Torino  nell’esprimere soddisfazione per la misura varata dal ministro dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste Francesco Lollobrigida, insieme ai ministri delle Imprese e Made in Italy  Adolfo Urso e della Salute Orazio Schillaci, che estende  al 31 dicembre 2026 il regime sperimentale italiano sull’indicazione in etichetta della provenienza dell’ingrediente primario per pasta, riso, pomodori, carne suine trasformate, latte e prodotti lattiero caseari.
L’etichettatura obbligatoria degli alimenti rappresenta una storica conquista di Coldiretti, con l’obiettivo di garantire maggiore trasparenza,  assicurando la tracciabilità dei prodotti e tutelando  i cittadini consumatori.  Grazie proprio alle battaglie condotte dalla più grande organizzazione agricola d’Italia oggi l’indicazione dell’origine copre circa l’80% della spesa alimentare.
Si tratta di un impegno che Coldiretti ha rilanciato a livello europeo, con il lancio di una proposta di legge di iniziativa popolare europea per mettere finalmente in trasparenza tutti i prodotti alimentari in commercio nell’Unione Europea. Solo con una normativa  chiara e trasparente sarà possibile porre fine all’inganno dei prodotti esteri camuffati made in Italy, oggi reso possibile dalle falle del codice doganale europeo, che consente l’”italianizzazione” dei cibi anche dopo semplici trasformazioni marginali effettuate nel nostro Paese.
“L’origine in etichetta difende i consumatori e i nostri prodotti compresi quelli piemontesi – ricorda il presidente di Coldiretti Bruno Mecca Cici – La nostra è una battaglia di civiltà e tutela della salute delle persone e del diritto dei cittadini di portare a tavola cibi di qualità.  È anche una battaglia a favore dei nostri produttori  che non ci stanno più  a lavorare in modo sostenibile, rispettando le norme sul lavoro e sulla sicurezza, per poi vedere i mercati saturi di prodotti a basso costo provenienti da Paesi che non rispettano i nostri standard”.

Mara Martellotta

Il borgo di Avigliana, una tappa imperdibile della Via Francigena

A cura di piemonteitalia.eu 

ESPERIENZE

Avigliana, situata in un punto di transito tra Italia e Francia, nell’anfiteatro morenico compreso tra il Monte Pirchiriano, sul quale sorge la Sacra di San Michele, e la collina di Rivoli, in passato godette di molto prestigio…

Leggi l’articolo ↘️
https://www.piemonteitalia.eu/it/esperienze/il-borgo-di-avigliana-una-tappa-imperdibile-della-francigena

La Regione aiuta i Comuni per l’attività sportiva di base

È pubblicato da  mercoledì 24 dicembre 2025, sul sito della Regione Piemonte il bando che mette a disposizione risorse per oltre 1,4 milioni di euro (esattamente 1.441.115,80 €) destinate ai Comuni e altri Enti locali piemontesi per la promozione dell’attività sportiva di base sui territori. Sono risorse provenienti dallo Stato per interventi di riqualificazione, realizzazione e allestimento di aree, spazi e percorsi attrezzati per l’attività sportiva di base sul territorio regionale. Il bando resta aperto fino alle ore 12 del 24 marzo 2026.

Lo annuncia l’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni, che illustra: «È una misura innovativa per la promozione dell’attività sportiva di base sui territori, che non ha precedenti e che testimonia la sensibilità e attenzione del Governo Meloni e del ministro dello Sport Andrea Abodi per il ruolo fondamentale di cui sono investiti i nostri Comuni per dare a tutti la possibilità di avvicinarsi allo sport e ai suoi valori e benefìci in una logica che riesca a coniugare in modo equilibrato qualità e prossimità dell’offerta. È un bellissimo esempio di come Stato e Regione riescono a mettere a disposizione le risorse disponibili a sostegno dei piccoli Comuni – troppo spesso afflitti da penuria di mezzi e rigidità burocratiche – per offrire a tutti la possibilità di accedere alla pratica sportiva con strutture di qualità e vicino a casa».

Il bando prevede la concessione ai Comuni piemontesi con popolazione fino a 15.000 abitanti, e alle Unioni di Comuni composte da Enti tutti con popolazione fino a 15.000 abitanti, di contributi per interventi di nuova realizzazione, risistemazione e allestimento di:

  • Percorsi ludico-sportivi, multidisciplinari;

  • Spazi per favorire l’attività motoria e sportiva per le scuole senza palestra (all’interno o all’esterno degli istituti scolastici);

  • Aree attrezzate per le attività sportive, fisico-motorie all’aperto.

Per essere ammessi i progetti dovranno avere un importo minimo totale di 10mila euro ciascuno. Il sostegno del bando copre in conto capitale l’80% del costo di ogni singolo progetto fino a un importo massimo di 100mila euro. Ogni ente potrà presentare un solo progetto. I criteri di valutazione assegnano in sede di valutazione un punteggio crescente meno è il numero di abitanti del Comune, proprio per favorire i centri più piccoli. Lo stesso criterio premiale è riservato ai Comuni privi di impianti sportivi. I lavori dovranno concludersi entro 24 mesi dalla data di ammissione al contributo.

Questo bando segue di pochi giorni la pubblicazione della graduatoria di quello che ha finanziato 232 realtà sportive del Piemonte per l’organizzazione e realizzazione di eventi agonistici. Imminente la pubblicazione di quello, molto atteso, per la riqualificazione dell’impiantistica, e dei due bandi per l’efficientamento energetico e l’uso di energie rinnovabili, in arrivo in primavera. Commenta l’assessore Bongioanni: «A inizio 2026 lanceremo il bando con l’importante dotazione di 5 milioni di euro per riqualificare il sistema impiantistico del Piemonte: dai grandi eventi allo sport di base. La Regione Piemonte è attiva con il massimo impegno su tutti i fronti per assicurare il sostegno e incentivare la possibilità di una pratica sportiva con le migliori strutture e la miglior capillarità sul territorio».

Le domande di contributo potranno essere presentate esclusivamente per via telematica, tramite Servizionline – Bandi Cultura, Turismo e Sport e Commercio – FINanziamenti DOMande all’indirizzo web:

https://bandi.regione.piemonte.it/contributifinanziamenti/avviso-pubblico-di-finanziamento-ai-comuni-piemontesi-la-promozione.

Al Koelliker la prevenzione primaria cardiaca gratuita

Scelto tra le strutture di eccellenza del Paese, Ospedale Koelliker avvia da gennaio 2026 la sperimentazione e il reclutamento delle persone che potranno accedere gratuitamente a un percorso avanzato di valutazione del rischio cardiovascolare. L’iniziativa è rivolta a cittadini tra i 40 e gli 80 anni, in buona salute, senza precedenti di malattie cardiovascolari o diabete di tipo 2.

Il progetto Cvrisk-It, finanziato dal Parlamento con 20 milioni di euro e realizzato dagli IRCCS aderenti alla Rete Cardiologica, coinvolgerà complessivamente 30 mila cittadini su tutto il territorio nazionale.
L’obiettivo è rafforzare in modo concreto la prevenzione primaria, intercettando precocemente i fattori di rischio prima che si manifestino le patologie.
Per il Piemonte, come stabilito dall’IRCCS Policlinico San Donato Milanese, capofila del progetto, i partecipanti saranno accolti presso il reparto di Cardiologia dell’Ospedale Koelliker, diretto dal dott. Sebastiano Marra, Primario Emerito di Cardiologia della Città della Salute e della Scienza di Torino.
Grazie all’elevata specializzazione clinica, alla diagnostica per immagini di eccellenza e alle tecnologie più avanzate, il Koelliker seguirà i partecipanti in tutte le fasi del percorso di prevenzione: dal questionario iniziale alle visite cardiologiche, dagli esami di laboratorio agli approfondimenti di imaging, inclusi esami TAC dedicati.
La sperimentazione consentirà di applicare i modelli più innovativi di valutazione del rischio cardiovascolare e, su una parte del campione, di approfondire lo studio dei fattori di rischio attraverso esami mirati: dalla valutazione del calcium score allo spessore della carotide, fino
all’analisi del profilo genetico.

“Le malattie cardiovascolari restano la prima causa di morte – ha dichiarato il dott. Sebastiano Marra – ma la percezione del rischio è ancora troppo bassa e la prevenzione viene spesso trascurata. Questo progetto rappresenta un’occasione concreta per intervenire prima, quando si è ancora sani, e per costruire strategie di prevenzione sempre più efficaci e personalizzate”.

“Cvrisk-It permetterà di migliorare l’efficacia della prevenzione cardiovascolare in Italia – ha sottolineato Lorenzo Menicanti, Presidente della Rete Cardiologica IRCCS –  fornendo dati solidi per sviluppare protocolli sempre più adeguati alla popolazione”.

Mara Martellotta

Primi giorni 2026: ecco il calendario raccolta rifiuti

In occasione delle festività, Amiat Gruppo Iren effettuerà i servizi di raccolta rifiuti secondo il seguente calendario:

 

  • Giovedì 1° gennaio 2026: la raccolta non viene effettuata per tutte le frazioni; l’organico è posticipato a venerdì 2 gennaio, la carta a sabato 3 gennaio; non recuperabile, vetro e plastica posticipati a domenica 4 gennaio.
  • Martedì 6 gennaio 2026: passaggio regolare per tutte le frazioni.

I Centri di Raccolta saranno chiusi il 25 dicembre e il 1° gennaio; il 24 e il 31 dicembre saranno aperti al mattino solo gli ecocentri di via Ravina e via Zini. Il Servizio di Customer Care Ambientale sarà attivo dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 17.00, esclusi i giorni festivi.

Dal 16 dicembre 2025 al 4 gennaio 2026 è inoltre attivo il servizio straordinario “Cartacinesca” per la raccolta di cartone dedicato agli esercizi commerciali di alcune vie della città.

Maggiori informazioni e dettagli sui servizi di raccolta rifiuti sono disponibili sul sito di Amiat: www.amiat.it

La Giornata della Pace al Ser.mig

Come ogni anno il Coordinamento interconfessionale del Piemonte “Noi siamo con voi”, con il patrocinio e la collaborazione del “Comitato Interfedi della Città di Torino”, presieduto da Valentino Castellani e del “Comitato per i diritti umani e civili della Regione Piemonte”, presieduto da Davide Nicco, promuovono la celebrazione della Giornata mondiale della pace, istituita a suo tempo dal Papa San Paolo VI.

L’evento, come è chiaro, è stato pensato e organizzato da rappresentanti della stragrande maggioranza delle religioni presenti a Torino e in Piemonte e si svolgerà giovedì 1° gennaio 2026 alle h 18.00, presso il Ser.mig – Arsenale della pace, Piazza Borgo Dora, 61 Torino. Il titolo scelto quest’anno ha scelto è: “….. dal silenzio al dialogo, dall’ascolto all’armonia…” perché si è ritenuto che la pace, per essere il più umanamente giusta, abbia un fondamentale bisogno di dialogo. Un dialogo non formale e protocollare, ma basato su un ascolto vero delle ragioni dell’altro, in modo da ottenere sintesi e soluzioni il più possibile corretti, accettate e condivise, quindi tendenti all’armonia.

Il breve documento esplicativo di questi concetti sarà letto – a nome di tutte/i da Giampiero Leo, portavoce del Coordinamento interconfessionale e vice presidente del Comitato per i diritti umani della Regione Piemonte.

Seguirà un grande concerto realizzato da una qualificata e appassionata compagine “interreligiosa”, che eseguirà brani scelti, appositamente individuati, che saranno introdotti da Walter Nuzzo, membro fondatore del Coordinamento interconfessionale e vice presidente del Comitato Interfedi delle Città di Torino.

Nel contempo scorreranno sullo sfondo massime e messaggi appartenenti alle realtà religiose e spirituali partecipanti all’evento, che dovrebbe concludersi non oltre le 20.00 della stessa sera.

Cantieri, grandi eventi e Piano regolatore. Il bilancio di fine anno e le priorità di Lo Russo

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Un 2025 ricco di eventi, di cantieri conclusi e opere avviate. Un anno che si chiude con l’approvazione, dopo 30 anni, del nuovo Piano Regolatore. Questi, in sintesi, alcuni degli obiettivi raggiunti quest’anno ed elencati nelle parole del sindaco Stefano Lo Russoin occasione della tradizionale conferenza stampa di fine anno che si è svolta oggi, 30 dicembre, nella Sala Colonne di Palazzo civico. Un’occasione per ripercorrere i progetti realizzati in questo 2025 che sta per concludersi e per raccontare il 2026 che verrà.

«Il 2025 è stato un anno caratterizzato da una gran mole di lavoro in cui abbiamo centrato tutti gli obiettivi – ha spiegato il sindaco – Un aspetto che ci permette di guardare con fiducia al futuro proseguendo nella stagione di trasformazione urbana, dando precedenza all’esecuzione dei cantieri, ma anche continuare ad ospitare grandi eventi e turisti, facendo conoscere sempre più Torino al mondo».

E del futuro hanno parlato anche gli assessori della giunta comunale torinese.Un 2026 che dovrà puntare ancora di più su turismo e grandi eventi, come fatto anche nel 2025, per l’assessore allo Sport Domenico Carretta che ha annunciato, fra le novità, le Final Four coppa Italia di volley femminile, le Final Eight di basket maschile, oltre all’Eurovolley maschile e le Nitto Atp Finals, a novembre. Rilancio del mercato coperto Le Verbene il prossimo anno per l’assessore al Commercio Paolo Chiavarino, dopo aver investito nel 2025 oltre 2 milioni di euro per il restyling di Porta Palazzo; nuovi poli dove far incontrare domanda e offerta di lavoro per la vicesindaca con delega al Lavoro, Famiglie e Patrimonio Michela Favaro, dopo aver dato vita, quest’anno, a due immobili dismessi. A poco meno di due anni dalla fine del mandato risultati tangibili anche per l’assessora alla Mobilità e Innovazione Chiara Foglietta: dopo aver reso Torino Capitale Europea dell’Innovazione con un premio da un milione di euro, nel 2026 vedrà la chiusura di grandi cantieri come la pedonalizzazione di via Roma, i lavori sullo snodo di piazza Baldissera e il nuovo Ecocentro di via Massari. E per l’assessora alla Cultura Rosanna Purchia attesa nel 2026 per l’apertura della nuova biblioteca, dopo un 2025 all’insegna del sostegno a 360 gradi alle arti performative dai festival musicali, ai punti estivi e agli spettacoli nelle circoscrizioni. Dopo l’importante avvio in periferia, ad Aurora e Barriera di Milano, del progetto esecutivo di valorizzazione e riqualificazione delle aree, in sinergia con i quartieri, con 25,8 milioni di euro, l’assessora alle politiche Educative, Giovani e Periferie Carlotta Salerno vedrà la fine dei lavori per 35 edifici scolastici e l’avvio del progetto YouToo2 per aumentare le competenze di adolescenti e giovani. Dopo l’importante mole di lavoro per avviare l’iter del Piano regolatore, approvato poche settimane fa dalla Giunta, il 2026 sarà l’anno delle grandi trasformazioni urbane per l’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni: lo scalo Nizza, l’area ex Gondrand, la Cavallerizza Reale solo per citarne alcune, oltre all’avvio della fase realizzativa della Linea 2 della Metropolitana. Dopo aver approvato, tra le pochissime città delle dimensioni di Torino, il bilancio previsionale a dicembre 2025 e inviato gli avvisi per i grandi morosi, l’assessora al Bilancio Gabriella Nardelli si avvia a incrementare le entrate tramite il monitoraggio del progetto di ottimizzazione delle entrate tributarie. Appena inaugurato, invece, il nuovo presidio di Polizia Locale a Mirafiori con 40 agenti in servizio. E nel 2026 l’obiettivo dell’assessore alla Sicurezza e alla Legalità Marco Porcedda è di offrire nuovi servizi di prossimità della Polizia Locale. Punta invece sul rafforzamento dei diritti e il contrasto alle discriminazioni con iniziative sull’educazione sessuo-affettiva l’assessore alle Politiche sociali, Diritti e Pari opportunità Jacopo Rosatelli che nel 2025 ha avviato il progetto abitativo per titolari di protezione internazionale e rinnovato il progetto di affido dei minori stranieri non accompagnati a connazionali. Un Vivaio sociale per l’assessore al Verde, Parchi e Sponde fluviali Francesco Tresso che, per l’anno in corso, ha avviato il nuovo sistema centralizzato di cura e gestione del verde. Per il 2026, oltre al Vivaio, l’assessore intende ridare centralità ai corsi d’acqua con il Piano strategico “Pettine blu” con la navigazione fluviale sul Po e l’attivazione del River Center ai Murazzi.

TorinoClick

Fine anno in tv per Cesana Torinese: la Fiaccolata dei Maestri

CESANA TORINESE – Fine anno in tv per Cesana Torinese. Lunedì 29 dicembre alla “Fiaccolata dei Maestri a Sansicario” erano presenti anche le telecamere di Mediaset con il giornalista Beppe Gandolfo che manderà in onda il servizio mercoledì 31 dicembre alle ore 19 su Italia 1 nel programma “Studio Aperto Mag”.

Una fiaccolata eccezionale che ha visto la collaborazione della Pro Loco Proyoung insieme alle tre Scuole Sci di Cesana: Action Sansicario, Cesana-Sansicario e Monti della Luna con 110 Meastri di Sci e Snowboard che hanno colorato di tricolore le piste di Sansicario.

All’arrivo la magia dei fuochi pirotecnici a dare il benevenuto al 2026 con l’accompagnamento musicale di Tato Dj e con la distribuzione di cioccolata e vin brûlé attorno ai bracieri.

Presente alla Fiaccolata il Sindaco Daniele Mazzoleni che ha dato il buon anno a tutti dinanzi alle telecamere Mediaset come i tre direttori delle Scuole di Sci, Marco Vottero per la Action Sansicario, Gaia Ferraris per la Cesana-Sansicario e Denis Zaccaria per la Monti della Luna.

Smog, scatta il livello arancio. Misure sospese a Capodanno

 

Da giovedì 1° gennaio e fino a lunedì 5 gennaio 2026 compreso, a Torino entra in vigore il livello 1 (arancio) del semaforo antismog, con nuove limitazioni alla circolazione dei veicoli più inquinanti. Nella sola giornata di Capodanno, però, le restrizioni saranno sospese, in considerazione della riduzione programmata del servizio di trasporto pubblico locale.

La decisione arriva sulla base dei dati previsionali diffusi da Arpa Piemonte, che indicano il superamento del valore limite di 50 microgrammi per metro cubo di PM10 per tre giorni consecutivi.

Con l’attivazione del livello arancio, alle limitazioni strutturali già in vigore si aggiunge, per il trasporto di persone, il blocco dei veicoli diesel Euro 5, valido tutti i giorni, festivi compresi, nella fascia oraria dalle 8 alle 19. Il divieto di circolazione per i diesel Euro 3 ed Euro 4 viene inoltre esteso anche alle giornate di sabato e domenica, sempre nella stessa fascia oraria.

Le restrizioni riguardano anche il trasporto merci: i veicoli diesel Euro 3, Euro 4 ed Euro 5 non potranno circolare tutti i giorni, festivi compresi, dalle 8 alle 19.

Con il livello arancio si fermano inoltre tutti i veicoli dotati di dispositivo “Move In”, che restano comunque soggetti alle limitazioni temporanee previste in caso di accumulo prolungato degli inquinanti atmosferici.

Eventuali variazioni del semaforo antismog vengono comunicate nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì, sulla base dei controlli dei dati previsionali di PM10, ed entrano in vigore il giorno successivo.

L’elenco completo delle misure antismog, delle deroghe e dei percorsi esclusi è consultabile sul sito del Comune di Torino nella sezione dedicata alle misure antismog a tutela della salute.