ilTorinese

Al CTO recupera uso di una gamba dopo asportazione raro tumore

Delicata ricostruzione microchirurgica grazie al trasferimento dei nervi

Una donna di 50 anni, affetta da un raro tumore maligno dei nervi periferici localizzato a livello lombosacrale, è stata operata presso l’ospedale Cto della Città della Salute e della Scienza di Torino con un percorso chirurgico multidisciplinare che ha consentito prima la rimozione della neoplasia e poi una ricostruzione finalizzata al recupero del movimento dell’arto inferiore destro.

 

La malattia era un MPNST, tumore maligno della guaina dei nervi periferici, sviluppato in una sede particolarmente delicata: la regione lombosacrale, da cui originano importanti radici nervose coinvolte nel movimento e nella sensibilità della gamba.

 

La fase oncologica è stata eseguita dall’équipe neurochirurgica composta dal professor Diego Garbossa, dal dottor Fabio Cofano, dal dottor Nicola Marengo e dalla dottoressa Francesca Rizzo. Per ottenere un’asportazione radicale, si è resa necessaria la rimozione in blocco di radici nervose e di parte dei muscoli interessati dalla malattia, associata alla ricostruzione della colonna vertebrale con un impianto in carbonio di ultima generazione.

 

Dopo questa prima procedura, la donna aveva perso quasi completamente la capacità di muovere l’arto inferiore destro, con un elevato rischio di disabilità permanente.

 

È stata quindi programmata una ricostruzione microchirurgica mediante nerve transfer, una tecnica avanzata che può essere paragonata ad un “cambio di collegamento” nel sistema elettrico del corpo: quando un nervo non riesce più a trasmettere il comando a un muscolo, un altro nervo ancora funzionante può essere trasferito e collegato al circuito interrotto, con l’obiettivo di restituire movimento. Nel caso della paziente, la sfida era ridare forza al nervo femorale, indispensabile per camminare, salire le scale e mantenere la stabilità dell’arto. Questo nervo controlla infatti il quadricipite, il muscolo che permette di estendere il ginocchio e raddrizzare la gamba, e partecipa anche alla flessione dell’anca consentendo di sollevare la coscia. Per raggiungere questo obiettivo, l’équipe ha trasferito alcuni rami funzionanti del nervo sciatico verso il territorio del nervo femorale: un nervo ancora attivo viene “prestato” a un muscolo che ha perso il proprio comando, per permettergli di recuperare progressivamente la funzione. La procedura ricostruttiva è stata pianificata ed eseguita dal microchirurgo dottor Paolo Titolo, insieme ai neurochirurghi dottoressa Francesca Vincitorio e dottor Leonardo Bradaschia, in collaborazione con il dottor Bruno Battiston. 

 

La sede anatomica profonda, l’estensione della resezione oncologica e la necessità di restituire funzioni decisive per il cammino – come il controllo del ginocchio e il sollevamento della coscia – rendono il caso di particolare interesse clinico e chirurgico. 

 

Dopo alcuni mesi dalla ricostruzione, la donna ha recuperato parte della forza muscolare e ha ripreso a camminare autonomamente con un supporto per il piede, ritrovando una buona qualità di vita. Non presenta inoltre dolore neuropatico severo, possibile complicanza nelle lesioni nervose di questo tipo.

 

Il risultato evidenzia come tecniche altamente specialistiche possano offrire, in casi selezionati, una possibilità concreta di recupero anche in pazienti oncologici ad alto rischio di disabilità.

 

Percorsi di questo tipo richiedono tuttavia un’attenta valutazione multidisciplinare: non tutte le lesioni del plesso lombosacrale possono essere trattate con la stessa metodica e i tempi di recupero neurologico e funzionale sono spesso lunghi.

 

L’intero percorso chirurgico e riabilitativo della paziente è stato reso possibile dalla collaborazione tra il Dipartimento di Ortopedia, Traumatologia e Riabilitazione della Città della Salute e della Scienza di Torino (diretto dal professor Giuseppe Massazza), dalla Neurochirurgia universitaria (diretta dal professor Diego Garbossa), dalla SSD Microchirurgia Ortopedica Traumatologica (diretta dal dottor Paolo Titolo) e dal Dipartimento di Anestesia, Rianimazione ed Emergenza (diretto dal dottor Maurizio Berardino).

“Si tratta di una nuova frontiera della chirurgia. Ancora una volta i nostri professionisti e una tecnica di ultima generazione hanno risolto un caso di rara difficoltà. Il mio grazie va a loro e a tutte le donne e gli uomini che ogni giorno lavorano in CDSS” dichiara Livio Tranchida (Direttore generale della Città della Salute e della Scienza di Torino).

Auto si ribalta nella notte in centro città

Incidente stradale nella notte a Torino tra corso Stati Uniti e corso Re Umberto dove, per cause in via di accertamento, un’auto si è cappottata. Non si registrano feriti. Sul posto i soccorsi e i vigili del fuoco.

Estate a Torino nei Punti estivi e nelle piscine comunali

Con l’arrivo dell’estate, Torino torna ad animarsi con la programmazione dei punti estivi, una rete diffusa di appuntamenti nei quartieri, pensata per accompagnare i mesi estivi con spettacoli, concerti, cinema all’aperto, danza, laboratori, attività per bambine e bambini, ragazze e ragazzi e persone di ogni età. L’iniziativa, promossa dall’assessorato alla Cultura della Città di Torino e realizzata da Fondazione per la Cultura Torino, con la collaborazione di Turismo Torino e Provincia e il sostegno di Intesa Sanpaolo, valorizza spazi pubblici, parchi, cortili e luoghi della quotidianità come occasioni di incontro, partecipazione e cultura per cittadini e turisti. Per chi resta in città, l’estate torinese offrirà anche la possibilità di trascorrere momenti di svago e ristoro nelle piscine comunali aperte durante la stagione.

“Anche quest’anno gli spazi pubblici e i luoghi della quotidianità si trasformeranno in palcoscenici all’aperto, grazie a un programma estivo ampio e diffuso di spettacoli teatrali, concerti, cinema all’aperto, danza, laboratori per bambini e ragazzi e iniziative adatte a ogni età – dichiara l’assessora alla Cultura Rosanna Purchia –. È una proposta pensata per coinvolgere pubblici diversi, promuovendo l’accesso alla cultura in modo inclusivo, anche attraverso appuntamenti gratuiti o a prezzi ridotti. Ringrazio le associazioni e le realtà culturali del territorio, che realizzano questa programmazione con passione e competenza, e Intesa Sanpaolo, il cui sostegno contribuisce a rendere Torino una città viva, accessibile e culturalmente ricca anche d’estate”.

“Con l’avvio della stagione estiva – sottolinea l’assessore allo Sport Domenico Carretta – la rete delle piscine comunali di Torino si conferma un punto di riferimento insostituibile per l’estate in città. Garantire l’apertura e il pieno funzionamento dei nostri impianti estivi significa offrire a tutti i torinesi e le torinesi, a chi resta in città, alle famiglie e alle giovani generazioni che frequentano i centri estivi spazi di socialità e sport moderni e sicuri”.

LA PROGRAMMAZIONE 2026 NEI PUNTI ESTIVI

Torna anche quest’anno il palinsesto dei Punti estivi, che contribuirà per tutta la stagione alla vitalità dei quartieri e alla valorizzazione dello spazio pubblico, rafforzando il ruolo della cultura come occasione di socialità, benessere e aggregazione.

Il calendario completo degli appuntamenti è disponibile sul portale eventi della Città di Torino – eventi.comune.torino.it – e costantemente aggiornato per consentire a cittadini e visitatori di scoprire giorno per giorno le iniziative in programma. Il programma è inoltre promosso, in città e online, attraverso la campagna di comunicazione “Che bella estate!”.

EVERGREEN FEST 2026 

Soggetto promotore: Associazione Tedacà

Luoghi: Parco della Tesoriera (Via Asinari di Bernezzo 23, via Borgosesia 33)

Date: dal 4 giugno al 19 luglio, con altri appuntamenti fino al 30 agosto

Concerti live di diversi generi musicali, tribute band e giovani cantautori; silent disco live set; spettacoli, contest e laboratori di danza; spettacoli e laboratori teatrali; spettacoli di magia, mentalismo, varietà, cabaret e drag show; proiezione di film e documentari; talk con artisti e personaggi dello spettacolo; promozione della letteratura e delle arti visive attraverso presentazioni, donazioni di libri, letture e mostre; presentazioni di libri, associazioni e progetti socio-artistici-culturali e ambientali.

ESTATE A SUD 2026 – I palchi di Mirafiori 

Soggetto promotore: Fondazione della Comunità di Mirafiori Onlus

Luoghi: Casa nel Parco – Casa del Quartiere di Mirafiori sud, CPG (strada delle Cacce 36), Orti Generali, TeatrAzionE (via Emanuele Artom 23), Punto 13 (via Arturo Farinelli 36/9), Mausoleo della Bela Rosin

Date: dal 1 giugno al 26 settembre

Serate musicali, concerti, teatro, cabaret, cinema, talk scientifici e conferenze, arti circensi e danza. Oltre agli spettacoli, attività legate al benessere dedicate a ragazzi, adulti e anziani, oltre ad attività ludico-ricreative per famiglie e over 65 e conferenze di divulgazione scientifica su temi di attualità.

HIROSHIMA SOUND GARDEN 2026 

Soggetto promotore: Hiroshima Mon Amour ETS

Luoghi: Hiroshima Mon Amour (via Carlo Bossoli 83)

Date: dal 4 giugno al 30 settembre

Programmazione culturale pomeridiana e serale con spettacoli dal vivo, concerti di musica contemporanea, rappresentazioni teatrali e proiezioni, oltre a incontri e dibattiti con autori e autrici.

TUTTI FRUTTI – Un’estate per tuttƏ 

Soggetto promotore: Agenzia per lo sviluppo locale San Salvario

Luoghi: cortile della Casa del Quartiere di San Salvario, Aiuola Ginzburg (via Morgari 14)

Date: dal 4 giugno al 25 settembre

Festival culturale multidisciplinare e diffuso, volto a trasformare l’aiuola Ginzburg e il cortile della Casa del Quartiere di San Salvario in un hub estivo di socialità, creatività attraverso una programmazione di oltre trenta appuntamenti di musica, cinema spettacolo, a cui si aggiunge una programmazione di attività di benessere e movimento sotto i tigli dell’aiuola Ginzburg.

ESTATE OF MIND 2026

Soggetto promotore: Banda Larga APS

Luoghi: Parco del Valentino, Magazzino sul Po

Date: dal 1 giugno al 30 settembre

Calendario con cinema all’aperto, concerti, danza contemporanea, laboratori, poesia performativa e installazioni artistiche.

SE DICI ESTATE – Arte, cultura e nuove prospettive urbane 

Soggetto promotore: Associazione Nessuno APS

Luoghi: Polo culturale Lombroso 16 (via Lombroso 16)

Date: dal 3 giugno al 30 settembre

Spettacoli dal vivo, rassegne artistiche, laboratori, incontri e momenti di formazione. Le attività affronteranno le tematiche già emerse nelle precedenti edizioni — tra cui terza età, famiglia, cultura, giovani e formazione, ambiente e territorio, lavoro e tempi di vita, benessere e relazioni sociali, innovazione e tecnologia, salute e sicurezza, identità e partecipazione — ma anche temi quali ambiente e territorio, accessibilità, lavoro e tempi di vita, benessere e relazioni sociali, innovazione e tecnologia, inclusione sociale, identità e partecipazione, con un’attenzione trasversale alla qualità della vita urbana.

IL CORAGGIO DI ESSERE FELICI 2026 

Soggetto promotore: Stalker Teatro SCIS.

Luoghi: Cortile officine CAOS (piazza Montale 14 bis/a), spazi interni di officine CAOS (piazza Montale 18/a)

Date: dal 5 giugno al 31 luglio

Un fitto programma di appuntamenti, tra serate di spettacolo dal vivo, con artisti locali e nazionali, alternati da appuntamenti pomeridiani o mattutini per grandi e piccoli, tra attività creative, letture animate, passeggiate nell’architettura e nella storia del quartiere e molto altro ancora.

IMPATTO ZERO – Il palcoscenico sostenibile 

Soggetto promotore: Fondazione Cantabile

Luoghi: Arena Manin Torino (scuola primaria Ludovico Muratori – I.C. Gino Strada, via Manin 18), Musica alla Spina (scuola primaria De Amicis – I.C. Regio Parco, vicolo Grosso 3)

Date: dal 12 giugno al 14 luglio

Un palinsesto di concerti di ensemble musicali, orchestre e cori, laboratori espressivi di canto, percussioni e coralità; proiezioni cinematografiche, incontri creativi e laboratori per la realizzazione di cortometraggi rivolti a ragazzi, giovani e adulti; spettacoli teatrali e laboratori per giovani basati sulla sostenibilità; incontri formativi e di confronto su cittadinanza e partecipazione.

CINEMA IN FAMIGLIA – XVI edizione

Soggetto promotore: Associazione Culturale Zampanò

Luoghi: Parco Rignon, Piazza Don Franco Delpiano, piazzale Mauro Rostagno, Mausoleo Bela Rosin, Via di Nanni (area pedonale)

Date: dal 27 giugno al 31 agosto

Rassegna cinematografica per famiglie con film, documentari, musical, reading, eventi musicali e performance teatrali.

SUMMER STAGE – Estate in “Vincoli”

Soggetto promotore: A.M.A FACTORY ETS

Luoghi: San Pietro in Vincoli

Date: dal 19 Giugno al 11 settembre 2026

Programmazione multidisciplinare dedicata a teatro, musica e cinema, con attenzione alla comunità e all’innovazione culturale.

APERTURE ESTIVE DELLE PISCINE COMUNALI

Nella Circoscrizione 3, la Piscina Trecate sarà aperta da giovedì 18 giugno a venerdì 31 luglio 2026 dal mercoledì al venerdì dalle 12 alle 19 e il sabato, la domenica e i festivi dalle 10 alle 19. La piscina sarà chiusa mercoledì 24 giugno. Da sabato 1° agosto a domenica 30 agosto sarà aperta dal mercoledì alla domenica e nei festivi dalle 10 alle 19, compreso sabato 15 agosto. La cassa della biglietteria chiuderà alle 17.

Nella Circoscrizione 4, dallo scorso fine settimana a domenica 6 settembre è aperta la piscina Franzoj. L’orario per il pubblico sarà dalle 12 alle 18 dal martedì al venerdì e dalle 10.30 alle 18 il sabato, la domenica e nei giorni festivi. L’impianto resterà chiuso il lunedì, sarà aperto mercoledì 24 giugno in occasione della festa di San Giovanni e chiuso a Ferragosto.

Nella Circoscrizione 5, la Piscina Lombardia sarà aperta al pubblico per la balneazione estiva da martedì 16 giugno a domenica 30 agosto. L’impianto sarà aperto dal martedì alla domenica dalle 12 alle 18, con chiusura il lunedì. La piscina resterà chiusa mercoledì 24 giugno e a Ferragosto. La cassa chiuderà alle 16.30.

Nella Circoscrizione 7, la Piscina Colletta riaprirà per il servizio estivo di nuoto libero dopo i recenti lavori di riqualificazione a partire da sabato 20 giugno. L’accesso sarà libero, con apertura nei giorni feriali dalle 13 alle 18 e il sabato e nei festivi dalle 11 alle 18. L’impianto resterà chiuso la domenica.

Nella Circoscrizione 8, la Piscina Lido sarà aperta da sabato 30 maggio a domenica 27 settembre, con chiusura lunedì 1° giugno come da disposizioni cittadine. L’impianto sarà aperto il lunedì dalle 13 alle 19 e dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19. La Piscina Aversa sarà invece aperta da lunedì 15 giugno a sabato 25 luglio, con riapertura prevista lunedì 14 settembre. Gli orari saranno dal lunedì al venerdì dalle 8.50 alle 18.20 e il sabato dalle 9 alle 11.30, con chiusura la domenica. All’interno degli orari indicati sono previste fasce temporali dedicate al nuoto libero e altre riservate alle associazioni; il dettaglio è disponibile sul sito della Circoscrizione 8 alle pagine dedicate alla Piscina Aversa e alla Piscina Lido.

“Alberi sani per mitigare il calore”

Riceviamo e pubblichiamo

LA POLITICA A TORINO DISCUTE SUI BLACKOUT MA NON VUOLE PRENDERE MISURE PER MITIGARE DAVVERO L’ISOLA DI CALORE CONSERVANDO TUTTI GLI ALBERI SANI: I CONSIGLIERI COMUNALI APPROVINO LA DELIBERA CONTRO IL RINNOVO DELLE ALBERATE, SENZA EMENDAMENTI (E SENZA ASTENSIONI)!

Invitiamo i cittadini e le cittadine torinesi a seguire, se possibile in presenza, la seduta del Consiglio
comunale di lunedì 29/06/2026, dalle ore 15.00. Dovrebbe essere votata la delibera di iniziativa
popolare sulla salvaguardia degli alberi dei viali torinesi. Auspichiamo che si discuta e si voti anche
quella sugli sprechi idrici.

Nonostante si tratti di istanze sottoscritte da migliaia di cittadini e COLLEGATE ANCHE ALLA MITIGAZIONE E
ALL’ADATTAMENTO AL CAMBIAMENTO CLIMATICO, i consiglieri comunali di maggioranza si rifiutano di approvarle
senza stravolgerle e quelli di centrodestra si dileguano al momento della votazione (come accaduto lunedì
per la suddetta delibera contro la rottamazione delle alberate). E questo nelle stesse sedute di Consiglio in
cui discutono degli effetti del surriscaldamento climatico, in particolare dei BLACKOUT.

Su «Torino Today» del 23/06/2026 abbiamo letto della rabbia del sindaco verso IREN e IRETI a causa dei
blackout: «Le misure adottate non sono assolutamente sufficienti per gestire efficacemente l’emergenza.»
Ma come? Lunedì scorso Lo Russo era assente in Consiglio comunale, ma dovrebbe sapere che l’assessora
Foglietta ha risposto a un’interpellanza del centrodestra assicurando che le misure adottate da IRETI erano
adeguate sia rispetto alle ondate di calore, sia all’aumento dei consumi energetici. E comunque non si tratta
di un’“emergenza”, né, come ha affermato qualche consigliere, della “nuova normalità”: il cambiamento
climatico è un processo senza un punto di arrivo: le temperature estive continueranno ad aumentare, tanto
più se si insiste a maltrattare e a ridurre il verde pubblico e il patrimonio arboreo.

Forse la principale misura inadeguata alla gestione del cambiamento climatico è proprio la nomina della
Foglietta ad assessora con delega alla Transizione ecologica e alle Politiche per l’Ambiente (mai intervenuta
nelle vicende dei viali e dei parchi torinesi nonché dell’acqua pubblica). Lunedì scorso Foglietta ha letto
cantilenando le cifre degli investimenti di IRETI, come se fosse il direttore tecnico dell’impresa. Dal suo
resoconto è emersa l’inesistenza di un vero piano cittadino per fronteggiare i blackout nonché di veri
protocolli del Comune e di tavoli permanenti per garantire la continuità dei servizi sanitari, della viabilità
ecc. Tutto è demandato a IRETI, controllata al 100% da IREN S.p.A., della quale il Comune di Torino nel 2025
è diventato il primo azionista, per una scelta di Lo Russo che non pare incidere positivamente sulla gestione
della rete elettrica: mentre le case ATC restano al buio, a una telefonata del sindaco l’amministratore
delegato di IREN ha risposto che era in barca in Grecia (fonte «Corriere della Sera», 25/06/2026).

Forse limitando per Regolamento gli abbattimenti ai soli alberi a rischio crollo, come chiedono i cittadini,
si avrebbe più ombra e si attenuerebbe il surriscaldamento del suolo, che secondo la relazione letta dalla
Foglietta è una delle principali cause dei blackout? Il terreno si surriscalda di giorno e non si raffredda di
notte, inaridendosi non dissipa più il calore. Perciò il rivestimento plastico dei cavi si deteriora più
rapidamente e arriva anche a fondere, causando cortocircuiti. Il calore riduce anche la portata di corrente, si
arriva più rapidamente al sovraccarico…

Evidenziamo che il Nature Restoration Regulation dell’UE (2024/1991) impone agli Stati membri di
conservare a livello nazionale la quantità di copertura arborea rilevata dal satellite Copernicus nel 2024.
Eppure, in direzione ostinata e contraria, lunedì scorso i consiglieri di maggioranza (PD e Sinistra Ecologista),
facendo quadrato intorno all’assessore Tresso, hanno confermato di voler emendare, stravolgendola, la
delibera di iniziativa popolare che mira a conservare tutti gli alberi sani dei nostri viali.
I tecnici comunali quindi potranno continuare a proporre progetti di “rinnovo delle alberate” etichettandoli
come “manutenzione straordinaria”, come successo in corso Umbria e corso Belgio. Inoltre i cittadini
aderenti ai Comitati spontanei saranno esclusi dal tavolo di lavoro per la revisione del Regolamento del
Verde: l’antidemocratico Tresso ha sprezzantemente definito i Comitati “soggetti nati sui social”, così
offendendo simultaneamente le persone che hanno partecipato al presidio in corso Belgio, i ricorrenti, i
firmatari delle petizioni e della stessa delibera di cui si stava discutendo.

Intanto, mentre le temperature si arroventano e in pieno periodo di riproduzione dell’avifauna,
l’assessorato al Verde torinese consente a GTT di potare il viale di corso Belgio. Un vero attentato alla
salute degli alberi: non c’è da stupirsi che essi diventino sempre più fragili.

Quindi l’antiecologismo della Giunta è ormai noto, e Lo Russo e Tresso non riescono a mascherarlo facendosi
fotografare con la pala in mano e annunciando la messa a dimora di 2.800 alberi. Sono poi meno di 1.000
alberi all’anno, in buona parte peri cinesi, noccioli turchi e altre piante di piccole dimensioni: e non perché
più adeguate al cambiamento climatico, ma perché i vivai non dispongono di abbastanza alberi di specie di
prima e seconda grandezza per soddisfare le esigenze propagandistiche dei politici (dato che la corsa alla
fotografia con la pala in mano è lo sport in voga tra i sindaci e gli assessori al Verde ormai da qualche anno).
Si ripiega su queste specie anche perché più economiche, volendo sbandierare quantità di piante a tre zeri.
Secondo la relazione letta dall’assessora Foglietta la temperatura dell’asfalto arriva a temperature
superiori a 65-70°C. Quali temperature raggiungerà nel prossimo futuro? E l’assessore Tresso, che rideva
quando il dott. Maurizio Stella disse che svenendo per strada, una persona corre anche il rischio di ustionarsi,
riderà ancora a fronte di questi dati? Dirà ancora ai cittadini di non preoccuparsi, perché lui manderà le
ambulanze? Tresso si rende conto che certe “soluzioni” che proponeva l’anno scorso, come la saletta
refrigerata in Circoscrizione per gli anziani che non hanno il condizionatore suonano esattamente come le
brioches della regina Maria Antonietta, a fronte della gravità del problema dell’isola di calore torinese, la più
intensa l’anno scorso tra i capoluoghi italiani, e che coinvolge il 98% della popolazione secondo il rapporto
di Greenpeace 2026? La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha già stabilito che la mancata mitigazione
degli effetti del cambiamento climatico viola l’obbligo del rispetto dei diritti umani. Ci auguriamo che i
decisori politici che arrivati a questo punto trattano ancora con leggerezza la questione o, peggio, fanno
scelte contrarie, saranno presto perseguibili anche dalle leggi nazionali.
In conclusione, invitiamo tutti i consiglieri di maggioranza e opposizione a rileggere la delibera proposta
da 2.500 cittadine e cittadini e a decidere di approvarla, lunedì, ritirando o votando contro tutti gli
emendamenti, senza astensioni che sarebbero davvero pilatesche.

Comitato Salviamo gli Alberi di corso Belgio
Comitato Difesa del Parco della Pellerina
Salviamo il Paesaggio, Torino
Comitato Salviamo il Meisino

Quelle montagne … così com’erano

Una mostra al sabaudo “Forte di Bard” per raccontare le “metamorfosi” del paesaggio alpino in oltre un secolo di storia

Fino a domenica 1° novembre

Bard (Aosta)

Dalla “Veduta della ghiacciaia della Brenva dietro il Monte Bianco” (olio su tela, 1825-’27) a firma del “regio pittore in paesaggi e boscareccie”, il “vedutista” Angelo Antonio Cignaroli (Torino 1761 – 1841), per passare ai circa 4.500 metri di altitudine della magnifica candida e innevata (allora sì!) “estrema punta piramidale” de “Il Cervino”, opera del “peintre – alpinista” Angelo Abrate (Torino 1900 – Sallanches, 1985), cui si devono anche centinaia di dipinti raffiguranti il “Monte Bianco” – suo incontestabile cavallo di battaglia – spesso realizzati direttamente in quota, fino (solo per citarne alcuni) al “Pascolo a Valtournanche”, olio su tela del 1930 ca. del bolognese, torinese di adozione, Giuseppe Gheduzzi, scuola all’“Accademia Albertina” di Torino e collaboratore del padre Ugo nella realizzazione delle scenografie del subalpino “Teatro Regio”  o, facendo un passo indietro, alla minuta, rigorosa ma di Anonimo “Caccia del re Vittorio Emanuele II di Savoia in Val Salvaranche” (1860 ca.): sono oltre 70 (tra le 400 e passa individuate ed appartenenti ad istituzioni pubbliche e a privati collezionisti), articolate in sei sezioni, le opere stilisticamente eterogenee e “racconto corale del mondo alpino” – dai dipinti ai disegni ai manifesti – raccolte nella generosa e suggestiva rassegna “Metamorfosi dello sguardo. Le Alpi immaginifiche”, inaugurata nei giorni scorsi al “Forte di Bard” e lì ospitata, negli alloggiamenti del “Museo delle Alpi” fino a domenica 1° novembre.

Curata da Aldo Audisio e promossa nell’ambito del progetto “DAHU – Développement et Adaptation des occupations Humaines en montagne” (che coinvolge la “Regione autonoma Valle d’Aosta”, il “Comune di Issime”, il “Forte di Bard”, il “Dipartimento dell’Alta Savoia” e la “Comunità dei Comuni della Valle di Chamonix Mont-Blanc”), l’iniziativa “declina le finalità sotto il profilo artistico esplorando, invece, l’evoluzione del paesaggio montano tra la fine del XVIII e la metà del XX secolo, offrendo una visione arricchita da un approccio scientifico che spazia dalla storia dell’arte all’archeologia”. Il tutto sul lungo filo di una ricerca e di una narrazione espositiva, studiata ad hoc, frutto di una pluralità di sguardi – di artisti, scienziati e alpinisti – cha va, a grandi balzi, dalle iconografie legate alla vita pastorale e agli elementi naturali, fino alle nuove forme di “antropizzazione” legate al turismo e agli sport invernali, “evidenziando i profondi mutamenti climatici e paesaggistici avvenuti nel corso dei decenni”. Tema, per altro, al centro delle attenzioni del “Forte” valdostano già nell’arco degli ultimi anni (ancora in corso, fino al 27 settembre in proposito, e proprio incentrata sul drammatico argomento in questione, la mostra fotografica “Ghiacciai” del grande reporter brasiliano Sebastião Salgado“attraverso progettualità che hanno avuto l’ambizione di contribuire alla diffusione della conoscenza e della comprensione di quanto sia fragile il mondo della montagna e di quanto sia importante approfondirne la conoscenza”. Parole della Presidente dell’“Associazione Forte di Bard”, Ornella Badery, che aggiunge: “La mostra è il risultato di una poderosa ricerca condotta negli archivi pubblici e privati della Valle d’Aosta e della Valle di Chamonix e dimostra proprio come l’evoluzione del paesaggio delle terre alte si sia realizzata nel corso dei secoli e come i cambiamenti siano stati influenzati (‘troppo spesso negativamente’ aggiungiamo noi) dalla presenza dell’uomo”.

“Chi come noi – spiega, da parte sua, l’Assessore regionale all’‘Istruzione, Cultura e Politiche Identitarie’, Erik Lavevaz – ha a cuore il futuro della Valle d’Aosta, intesa tanto come territorio quanto come comunità, non può non interrogarsi sul futuro dell’ambiente alpino provando ad allontanarsi dalla retorica e dagli allarmismi, ma sviluppando una coscienza che ancora può essere autentica. Queste terre sono chiaramente un laboratorio a cielo aperto in cui la cultura non è un orpello intellettuale, ma un modo fondamentale per comprendere noi stessi e proiettarci in avanti”. Oggi più che mai. Sulla scia di quanto “auspicato” dal celeberrimo Manifesto (presente in mostra) “Val d’Aosta. Sport invernali” disegnato attorno al 1940 dal noto disegnatore barese Gino Boccasile (Bari, 1901 – Milano, 1952), inneggiante, pur negli anni bui dell’inizio della Secondo conflitto Mondiale, alla montagna come “meta glamour e accessibile”, luogo di divertimento, sport, gioia e incontro per tutti. Anche attraverso il sorriso radioso di una smagliante figura femminile (un “classico” del Boccasile) icona ideale di uno stile di vita che ha cavalcato i tempi. E messo oggi seriamente a rischio!

Gianni Milani

“Metamorfosi dello sguardo. Le Alpi immaginifiche”

“Forte di Bard”, via Vittorio Emanuele II, Bard (Aosta); tel. 0125/833811 o www.fortedibard.it . Fino al 1° novembre. Orari: da mart. a ven. 10/18, sab. dom. e festivi 10/19

Nelle foto: Angelo Abrate “Il Cervino”, olio su tela, 1934; Giuseppe Gheduzzi “Pascolo a Valtournanche”, olio su tela, 1930 ca.; Gino Boccasile “Val d’Aosta. Sport invernali”, Offset a colori su carta, 1940

Tenta la truffa dello specchietto: arrestato dalla polizia

La Polizia di Stato ha arrestato, nei giorni scorsi nel quartiere Parella di Torino, un cittadino italiano di 49 anni per tentata estorsione, nell’ambito della cosiddetta “truffa dello specchietto”.
L’intervento, condotto dagli agenti del Commissariato di P.S. San Secondo, è scattato a seguito di una segnalazione telefonica da parte di un ragazzo, relativa alla presenza di un uomo a bordo di un’autovettura di colore grigio che pretendeva la consegna immediata di una somma di denaro, a fronte di un presunto danneggiamento dello specchietto retrovisore.
Gli operatori della Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di P.S. San Secondo, già in possesso di elementi informativi relativi a episodi analoghi riconducibili al medesimo veicolo, si recavano con tempestività nella zona indicata, mantenendosi in costante contatto telefonico con la vittima, al fine di garantirne la sicurezza e monitorare gli spostamenti del truffatore.
Nel frattempo, il soggetto segnalato assumeva un comportamento sempre più aggressivo e intimidatorio nei confronti del ragazzo, insistendo nella richiesta di denaro e ponendo in essere ulteriori pressioni, con ripetuti colpi di clacson e pugni sferrati contro il finestrino del veicolo, con l’obiettivo di costringerlo a fermarsi.
Gli agenti hanno individuato l’autovettura segnalata mentre continuava a inseguire la persona offesa e, approfittando di una fase di rallentamento del traffico all’intersezione semaforica di corso Lecce angolo corso Appio Claudio, hanno bloccato il mezzo, identificando il conducente, un uomo italiano di 49 anni.
A seguito di perquisizione personale e veicolare sono stati rinvenuti e sequestrati, all’interno della portiera lato conducente, due frammenti grezzi in gomma di colore nero, compatibili con materiale utilizzato per la simulazione di un impatto e idonei a lasciare tracce riconducibili a graffi da contatto; gli accertamenti effettuati hanno consentito, inoltre, di accertare che, per perpetrare la truffa, l’uomo aveva anche danneggiato la calotta dello specchietto retrovisore del veicolo della persona offesa.
L’autovettura utilizzata per la commissione del reato è stata sottoposta a sequestro penale e affidata a idonea custodia giudiziale, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente.
Al termine degli accertamenti di rito l’uomo è stato arrestato e condotto, su disposizione dell’A.G., presso la Casa Circondariale Lorusso e Cutugno.

Le torte di Torino: una città da gustare morso dopo morso

/

Scopri – To alla scoperta di Torino

.
Passeggiare per Torino significa anche lasciarsi tentare da profumi e sapori che si diffondono dalle sue caffetterie più caratteristiche. In alcuni angoli del centro e nei quartieri più vivaci si celano piccole meraviglie artigianali, dove il dolce diventa esperienza. C’è un mondo fatto di glassa, burro, impasti profumati e farciture inattese che merita di essere raccontato. Tra le varie realtà che animano la scena cittadina, alcune si distinguono per originalità e cura. Ecco un itinerario del gusto che parte dal cuore di Vanchiglia, attraversa Via Po e tocca un’altra tappa immancabile per gli amanti delle torte fatte come una volta. Un viaggio che non è solo gastronomico, ma anche estetico e affettivo: i luoghi del dolce raccontano storie di città, di passioni e di mani che lavorano con dedizione ogni giorno.
.
Caffè Cesare: dolci che raccontano storie
In Via Vanchiglia 9, in una zona che mescola anima studentesca e atmosfere retrò, Caffè Cesare non passa inosservato. Il bancone è un invito continuo alla curiosità, e appena si entra si capisce che qui la pasticceria non è solo una questione di ricette, ma di cultura del gusto. La proposta è sorprendente e variegata, a cominciare dagli alfajores: due biscotti friabili uniti da un generoso strato di dulce de leche, rifiniti con una leggera spolverata di cocco. Un omaggio alla tradizione argentina, che conquista chiunque abbia voglia di provare qualcosa di autentico e diverso.
Ma non finisce qui. La Charlotte all’ananas, elegante nella sua semplicità, è una proposta che pochi conoscono ma che lascia il segno. C’è poi il matcha fresco con fragole pestate, che affianca profumi orientali alla freschezza della frutta, in un contrasto perfettamente bilanciato.
Chi ama le ricette più familiari potrà invece contare su una carrot cake che non tradisce, oppure tuffarsi tra muffin per ogni gusto e palato. Ogni settimana spuntano anche novità fuori menu, che rispecchiano la stagionalità e l’inventiva dello staff.
La vera firma della casa però sono i Crumbl Cookies. Chi entra una volta per provarli, ritorna. Grandi, friabili, burrosi: esistono in infinite combinazioni, come se ogni gusto fosse una tappa di un viaggio. Dal classico cioccolato, passando per cheesecake, red velvet, Lotus, caramello salato, fino al pistacchio, la scelta è praticamente infinita. Qui non si parla di semplici biscotti, ma di piccoli dessert da assaporare con lentezza. Il tutto accompagnato da bevande che escono dalla consuetudine: chai latte profumato, cinnamon caldo e speziato, oppure una lemon cake da gustare con il tè del pomeriggio. Anche il cappuccino ha un tocco personale, decorato con disegni di latte art che rendono ogni tazza un piccolo quadro da bere.
Caffè Cesare è un luogo dove sedersi a leggere, chiacchierare, studiare o semplicemente lasciarsi coccolare da un profumo che cambia ogni giorno. L’arredamento semplice ma curato, i tavolini in legno e la luce naturale che filtra dalle grandi finestre rendono questo posto una seconda casa per molti.
.
Caffetteria Clarissa: eleganza, torte e feste sotto i portici
Spostandosi verso il centro storico, in Via Po, la Caffetteria Clarissa si rivela un’altra tappa imperdibile. Un locale dall’anima sontuosa, arredato in tonalità rosso scuro che evocano ambienti retrò, ma mai superati. L’atmosfera è intima, raffinata, ideale per una pausa ma anche per qualcosa di più: qui infatti si organizzano feste di laurea, compleanni e incontri privati nelle sale interne, che assicurano privacy e uno stile unico.
Le torte di Clarissa hanno una personalità precisa: artigianali, curate nei dettagli, con ingredienti selezionati e combinazioni equilibrate. Che si tratti di una classica Sacher, di una millefoglie rivisitata o di una torta moderna al cioccolato e lamponi, ogni fetta racconta una ricerca e un amore per la pasticceria fatta con passione. Il personale accoglie sempre con un sorriso e sa consigliare chi cerca qualcosa di particolare per una ricorrenza o semplicemente per sé. L’attenzione al cliente è un altro ingrediente che fa la differenza.
.
Berlicabarbis: l’altra dolce faccia di Torino (FOTO DI COPERTINA)
Infine, non si può concludere un giro tra le torterie di Torino senza citare Berlicabarbis. Il nome è già una dichiarazione d’intenti, un richiamo al dialetto piemontese che promette dolcezza. Qui le torte sono protagoniste assolute: alte, colorate, spesso scenografiche. I gusti variano a seconda delle stagioni e dell’ispirazione del momento, ma ciò che non cambia è la sensazione di casa che si respira appena varcata la soglia.Berlicabarbis è un rifugio per chi cerca una pausa sincera, un luogo che mette d’accordo amanti della pasticceria classica e fan delle novità. Tra cheesecake, crostate, torte di mele, red velvet e brownies, si può passare un pomeriggio senza accorgersi del tempo che scorre. Il locale ha anche una vena giocosa, con arredi colorati e citazioni sparse qua e là, che lo rendono perfetto per chi ama un tocco di originalità. Non è raro vedere clienti scattare foto alle vetrine prima ancora di ordinare: qui anche l’occhio vuole la sua parte.
In queste tre caffetterie Torino si racconta attraverso il dolce. Ogni torta è un gesto, una piccola forma di accoglienza, un invito a fermarsi. In un mondo che corre veloce, i profumi che escono da questi forni ci ricordano che a volte basta un biscotto ben fatto per cambiare il ritmo della giornata. E in una città che unisce tradizione e innovazione, sedersi davanti a una fetta di torta è anche un modo per sentirsi, per un attimo, nel posto giusto al momento giusto.
.
NOEMI GARIANO

Lingotto Musica OFF al Museo Archivio Reale Mutua

Dal 2 al 16 luglio 

La vocazione di Lingotto Musica OFF è quella di portare la musica colta fuori dagli spazi consueti del Lingotto in luoghi rappresentativi per il territorio. Per la seconda estate consecutiva, approda nel cortile seicentesco di Palazzo Biandrate Aldobrandino di San Giorgio nell’ambito della rassegna “Un’estate al museo”. Dopo l’esordio del 2025, la collaborazione fra Lingotto Musica e il Museo Archivio Reale Mutua si rinnova con tre appuntamenti soldout, che confermano una delle cifre di Lingotto Musica OFF, il repertorio cameristico affidato ai migliori talenti italiani delle nuove generazioni ed eseguito in un ambiente ideale per dimensioni e acustica. La rassegna verrà aperta dal concerto di giovedì 2 luglio intitolato “Gli specchi del tempo”, costruito come un gioco di rifrazioni fra epoche distanti: “La gavotte et six doubles” di Jean Philippe Reameau, trova eco nelle “Images” di Claude Debussy. Fanno da cerniera tre Sonate di Domenico Scarlatti, prima dei “Dolci Studi op.25” di Fryderyk Chopin, che trascendono il pretesto didattico per farsi Atlante della fantasia pianistica romantica.

Il secondo concerto, giovedì 9 luglio, si intitola “Arpe invisibili”, e allude ai Pizzicati che popolano il primo movimento del “Quartetto per archi n.10 in mi bemolle maggiore op.74” di L. Van Beethoven: da quel gesto si dispiega un quartetto di vocazione eroica che culmina in uno scherzo impetuoso e in un finale di variazioni alterne fra slancio e raccoglimento. A rispondergli, il “Quartetto per archi n.4 in mi minore op.44 n.2 di Felix Mendelssohn Bartholdy, pagina del 1838 nella quale l’eredità di Beethoven si fa voce propria, ricca di melodie e di senso architettonico. A eseguire questi brani, sarà il Quartetto Goldberg con Jingzhi Zhang e Giacomo Lucato ai violini, Matilde Simionato alla viola, Martino Simionato al violoncello.

Ultimo appuntamento, giovedì 16 luglio, con il duo Evocaciones, che chiude la rassegna. Formato dalla violoncellista Martina Biondi e dal chitarrista Pietro Locatto, nato dalla volontà di ampliare in modo originale il repertorio, per questo organico inconsueto. Il programma comprende l’Intermezzo da “Goyescas” di Enrique Granados, le due pagine andaluse di Isaac Albéniz, “Granada e Cordoba”, i “Requiebros” di Gaspar Cassadó,fino alle “Siete canciones popolare españolas” e alla travolgente “Danza ritual del fuego”, tratta da “El amor brujo” di Manuel de Falla, che chiude la serata con l’urgenza di un’invocazione.

Appuntamenti alle ore 21 presso il Museo Archivio Reale Mutua.

Mara Martellotta