ilTorinese

Sere d’estate al San Carlone ad Arona

Dal 2 luglio con visite guidate al tramonto e concerti

Dal 2 luglio tornano le Sere d’estate al San Carlone, calendario di appuntamenti serali a cura di Archeologistics, presso la statua di San Carlo Borromeo ad Arona, uno dei luoghi simbolo più iconici del lago Maggiore .
L’iniziativa propone un’esperienza suggestiva capace di unire cultura, storia e musica, oltre che momenti conviviali, offrendo al pubblico l’occasione di vivere  momenti piacevoli presso il colosso in una veste inedita, immersa nella luce del tramonto e nella cornice panoramica del lago.
Si tratta di aperture oltre l’orario normale di visita, dopo le 18.30, per godere delle temperature più fresche, ammirare il panorama con un poco di aria dalla terrazza e allo stesso tempo conoscere la storia di questa statua che, dal 1698, domina la città di Arona e il lago Maggiore.
Ogni appuntamento prevede una visita guidata per ripercorrere le tappe della vita di San Carlo e della progettazione e realizzazione di questa opera colossale, per scoprire alcune curiosità e il legame con la Statua della Libertà di New York e per immergersi nel significato artistico e religioso del San Carlone.
Durante le visite  si potrà vivere anche l’esperienza un po’ adrenalinica di salire all’interno della statua fino alla testa del Santo, percorrendo la famosa scala alla marinara, un’occasione unica per ammirare la struttura interna e apprezzare la lavorazione delle lastre di rame da dentro.
Le aperture serali sono arricchite da momenti speciali, quali concerti e cocktail presso la vicina e panoramica Terrazza Paradiso, che renderanno ancora più suggestivi questi momenti serali.
Le Sere d’estate al San Carlone rappresentano un invito a vivere il monumento oltre la tradizionale visita turistica, trasformandolo in un luogo di incontro, scoperta e condivisione,  capace di valorizzare uno dei simboli più amati del lago Maggiore.
Il programma prevede  le  seguenti date: giovedì 2 luglio visita guidata e cocktail alla Terrazza Paradiso come giovedì 13 agosto; giovedì 9 luglio visita guidata e concerto,  con musiche di Handel, Mozart, Mendelssohn e Bizet, arrangiamenti pensati per valorizzare le diverse combinazioni timbriche dell’Echo Vox Ensemble, offrendo al pubblico un’esperienza musicale coinvolgente e originale. Giovedì 16 luglio in programma una visita guidata serale , sabato 29 agosto a chiudere la rassegna sarà  una serata speciale accompagnata dalla musica della Anomala Brass Band, visita che introdurrà il pubblico alla scoperta del monumento e della sua storia, mentre l’esibizione musicale contribuirà a creare un’atmosfera festosa e coinvolgente.

Email statuasancarlo@ ambrosiana.it

Mara Martellotta

Case popolari, Conticelli (PD): “Basta annunci”

 “LA REGIONE PIEMONTE QUANTIFICHI QUANTI FONDI SERVONO PER I TREMILA ALLOGGI SFITTI SOLO NELLA PROVINCIA DI TORINO”
“Di quanto sono lievitati oggi i cento milioni malcontati necessari per intervenire con manutenzione ordinaria e straordinaria sulle case popolari del Piemonte ad oggi non assegnabili? I vertici di Atc Torino Piemonte centrale, auditi questa mattina in commissione regionale non hanno fornito alcun dato rispetto alle necessità e neppure rispetto ai fondi in arrivo in Piemonte dal Piano Casa nazionale e/o dall’annunciato Piano casa della Giunta Cirio. Eppure sono 3000 gli alloggi vuoti solo sull’ area metropolitana, di cui 1606 su Torino. Il presidente di Atc Piemonte nord ha quantificato a spanne stamattina interventi per 60 milioni solo sul patrimonio abitativo di Vercelli, Novara, Biella e Verbania, quindi la cifra di cento milioni rischia di essere ormai obsoleta.
Il fondo nazionale sarà ripartito sulla base delle esigenze quantificate, cosa arriverà al Piemonte senza stime e quantificazioni?
“È evidente che, al di là degli annunci e dei comunicati, c’è una totale assenza  di  interlocuzione politica sul tema case popolari.
Di quale entità è il rapporto annuo  fra il patrimonio Atc sfitto e quello messo in disponibilità dei comuni per le assegnazioni?
Il Fondo sociale per le morosità ha coperto tutte le necessità degli  aventi diritto?
Domande rimaste senza risposta. Attendiamo che l’assessore venga ad interloquire con la commissione consiliare in merito alle politiche abitative.
“Sull’autorecupero, a fronte di 250 alloggi dichiarati idonei e di oltre 1000 domande pervenute, il presidente Atc conferma  che sono una trentina i contratti siglati. Non lo rimarchiamo per sminuire la misura, ma per rimetterla nella sua giusta proporzione: l’auto recupero può essere un ausilio, una risposta di completamento , ma per rispondere alla necessità di patrimonio abitativo disponibile servono misure strutturali e investimenti programmati.
Intanto sui Piani di parternariato pubblico privato abbiamo appreso che non c’è via Pergolesi, in Barriera di Milano, e non abbiamo  avuto certezze su corso Lecce e su corso Grosseto.
Lo dichiara Nadia Conticelli
consigliera regionale PD e vicepresidente II commissione pianificazione territoriale; urbanistica; edilizia residenziale; trasporti e viabilità.

I collegamenti Arriva tra Porta Nuova, Porta Susa e l’aeroporto

Corse fin dalle prime ore del mattino e a tarda sera e collegamenti diretti tra Porta Nuova, Porta Susa e lo scalo aeroportuale. Disponibili diverse soluzioni tariffarie e agevolazioni dedicate alla stagione estiva

 

Torino, 1 luglio 2026 – Con l’avvio della stagione estiva e l’incremento dei viaggi aerei verso le principali destinazioni nazionali e internazionali, Arriva Italia conferma il proprio impegno nel garantire collegamenti frequenti e accessibili tra il centro di Torino e l’aeroporto cittadino.

La linea 268 collega quotidianamente le stazioni di Porta Nuova e Porta Susa con l’aeroporto di Caselle, offrendo un servizio attivo sette giorni su sette e pensato per rispondere alle esigenze di chi viaggia per vacanza, lavoro o studio. Oltre alla capillarità degli orari, il collegamento si caratterizza per la presenza di numerose corse Express che consentono di raggiungere lo scalo senza fermate intermedie. Grazie alle elevate frequenze e ai collegamenti diretti con lo scalo, il servizio rappresenta inoltre un’alternativa concreta all’utilizzo dell’auto privata per raggiungere l’aeroporto.

Il collegamento rappresenta inoltre una soluzione ideale sia per chi parte da Torino sia per chi raggiunge la città in aereo, consentendo di spostarsi rapidamente tra Torino Airport, il centro cittadino e le principali stazioni ferroviarie utilizzando il trasporto pubblico.

Nei giorni feriali il servizio mette a disposizione oltre 65 corse per direzione, mentre nei fine settimana e nei giorni festivi le partenze superano le 40 corse. Più della metà dei collegamenti feriali è effettuata in modalità Express, con tempi di percorrenza di circa 30 minuti da Porta Susa e circa 35 minuti da Porta Nuova.

Particolare attenzione è dedicata alla copertura delle fasce orarie più richieste durante il periodo estivo. Le prime partenze dal centro città sono programmate fin dalle prime ore del mattino (4:45 nei feriali e 4:15 nei festivi), consentendo di raggiungere agevolmente i primi voli della giornata, mentre gli ultimi collegamenti dall’aeroporto – ultima corsa a mezzanotte – permettono di servire anche gli arrivi serali.

Il collegamento è disponibile tutti i giorni dell’anno e consente di acquistare il titolo di viaggio attraverso diversi canali, tra cui il sistema contactless EMV a bordo, l’app Arriva MyPay, il servizio Chat&Go su WhatsApp, l’e-store Arriva,  e le rivendite autorizzate.

Per la stagione estiva Arriva Italia rende inoltre disponibili diverse soluzioni tariffarie dedicate, tra cui promozioni e agevolazioni per specifiche categorie di viaggiatori e nuclei familiari. Tutte le informazioni su orari, modalità di acquisto e offerte in vigore sono consultabili alla pagina dedicata sul sito torino.arriva.it.

Dolce estate: le proposte più fresche e golose per accompagnare ogni momento della giornata

Con l’arrivo della bella stagione, il desiderio di dolcezza non svanisce, ma si trasforma. Cerca la freschezza, la leggerezza e il profumo della frutta, senza mai rinunciare all’eleganza della grande tradizione pasticcera. Dalla colazione sotto i primi raggi del mattino fino al dessert da gustare nelle calde serate estive, l’estate 2026 si preannuncia ricca di novità golose. Un viaggio sensoriale guidato da cinque eccellenze del territorio torinese – Galup, Spegis, Marchetti e Racca – che hanno saputo reinterpretare la stagione calda con creatività, rispetto per la materia prima e un pizzico di refrigerante golosità.

Galup: il Panettone che profuma d’estate incontra il gelato

Chi ha detto che il panettone sia un piacere esclusivamente invernale? C’è un modo nuovo, conviviale e raffinato di vivere il grande lievitato anche sotto l’ombrellone, ed è firmato Galup. Torna infatti la collezione Panettone D’Amare, la proposta estiva da 750 grammi realizzata con impasto di tipo Milano, lievito madre storico e una lentissima lavorazione di 40 ore che garantisce una morbidezza straordinaria.

Accanto ai già amati abbinamenti Limone e Basilico e Pesca e Yogurt (quest’ultimo nato dalla sinergia con Latterie Inalpi), la vera novità dell’estate 2026 è il gusto Lampone, Fragola e Ciliegia: un mix vivace che racchiude i colori e i profumi delle giornate più luminose. Ma la vera rivoluzione dell’anno è l’incontro con la nuovissima linea di gelati Galup (rigorosamente gluten free e prodotti da Golosi, azienda del gruppo TCN). Otto gusti in coppetta – tra cui spiccano l’inedito gusto panettone, la crema pistacchio, sacher e rinfrescanti combinazioni di frutta e cioccolato – pensati per dialogare alla perfezione con una fetta di Panettone D’Amare. Per adesso, questa esperienza completa si può vivere esclusivamente nello store Galup di via Andrea Doria a Torino, impreziosito dalle vetrine artistiche nate dalla creatività degli studenti dello IED Torino.

Le “Moussebox” da passeggio di Alessandro Spegis

Per chi cerca una sosta che sia al contempo fresca, cremosa e leggera, la risposta è nella bottega di Alessandro Spegis in via Monferrato nell’elegante quartiere della Gran Madre di Dio di Torino. Spegis ha racchiuso l’intensità del cioccolato e la vivacità della frutta estiva nelle sue innovative Moussebox, pratiche confezioni nate per essere gustate comodamente “da passeggio” o sul divano di casa.

Le combinazioni giocano su contrasti perfetti e consistenze vellutate. Potrete lasciarvi tentare dalla freschezza assoluta della Mousse al cioccolato, panna e fragole fresche, oppure optare per l’abbraccio confortevole della Mousse fondente con crema Gianduia e nocciole. Per gli amanti dei sapori decisi, la linea si arricchisce con la combinazione tra l’aroma profondo del cacao fondente e la nota acidula e rinfrescante dei frutti di bosco. Una coccola fresca e golosa ad ogni cucchiaiata.

I sorbetti del territorio di Alberto Marchetti

Il gelato, quando è firmato Alberto Marchetti, diventa un racconto liquido della biodiversità piemontese. Per l’estate, il maestro gelatiere punta tutto sulla purezza e sulla stagionalità dei sorbetti, selezionando la frutta direttamente dai piccoli produttori locali per preservarne l’anima autentica.

Tra i gusti più rappresentativi di questa stagione spiccano due eccellenze frutticole: l’Albicocca Tonda di Costigliole, una varietà pregiata coltivata nel saluzzese, e il celeberrimo Ramasin della Val Bronda. Quest’ultima è una piccola susina aromatica tipica del Piemonte occidentale, riconosciuta come Presidio Slow Food. Trasformata da Marchetti in un sorbetto magistrale, la susina sprigiona un sapore intenso, zuccherino e piacevolmente acidulo, ideale per rigenerare il palato nelle ore più calde della giornata.

Fabrizio Racca: l’alta pasticceria che nasce nei campi e nei frutteti

L’estate è anche il momento perfetto per scoprire il “dietro le quinte” dell’alta pasticceria di Fabrizio Racca. Per il designer del dolce torinese, ogni creazione nasce molto prima di entrare in laboratorio: nasce nei campi, grazie al lavoro simbiotico con i produttori. Le sue torte e le sue monoporzioni dalle linee pulite ed essenziali celebrano quest’anno le eccellenze del territorio nel raggio di pochi chilometri.

I piccoli frutti estivi – lamponi, more, mirtilli e fragoline di bosco – arrivano freschissimi da Lagnasco per farcire crostate di frutta, crostate di frutti di bosco, crostatine ai lamponi e dessert al cucchiaio. e dessert al cucchiaio. Nota di merito per le albicocche Tonde di Costigliole: Racca ha concordato con il produttore una maturazione completa sulla pianta per raggiungere una dolcezza straordinaria (fino a 18° Brix). Ben tre quintali di questi frutti estivi sono stati già assicurati per essere trasformati in confettura artigianale, che andrà a farcire le sue iconiche Sacher autunnali. E per le creme e le mousse estive? Il segreto è il latte intero e non titolato proveniente dall’agricoltura simbiotica dell’azienda Erbalatte di Savigliano, che dona alle preparazioni una struttura e una genuinità uniche. Una filosofia, quella di Racca, che unisce l’estetica contemporanea al profondo rispetto per l’ambiente e per i ritmi della natura.

Il gran finale: l’estate sottozero di Papalele

Per chiudere in bellezza questo viaggio tra le dolcezze estive, non si può non fare tappa a Torino da Papalele, una vera e propria oasi del fresco che ridefinisce l’arte del sottozero. Qui l’estate si declina in creazioni audaci e dissetanti, a partire dai loro gelati stagionali. Per i palati più curiosi spiccano accostamenti inediti come Alta Quota (un balsamico incontro di latte, germogli di abete bianco e limone fermentato), il sorprendente Cocco infestato (con ortica e gocce di cioccolato), il freschissimo Gin Garden (ispirato al gin tonic con lime e botaniche mediterranee) e il vibrante Mela +, che unisce mela verde, sidro e foglie di menta.

Se invece cercate i grandi classici della casa, i gusti signature non deludono mai: lasciatevi avvolgere da Romance, un gelato vegano alla mandorla di Noto impreziosito da scorze di mandarino candite e scaglie di cioccolato fondente salato, oppure dallo Scoiattolo, una golosa nocciola a base di latte di avena con croccante e l’immancabile crema gianduia Papale.

E per chi nelle giornate più afose cerca solo il brivido della purezza? La risposta è nella selezione delle loro granite, un perfetto equilibrio di frutta e freschezza: dalle tradizionali Mora di gelso e Mandorla, fino alle varianti più aromatiche e dissetanti come Lime e foglie di menta, Anguria, o l’originale Melone e foglie di basilico. Il modo perfetto per salutare l’estate, un cucchiaino alla volta.

Le strade di Cit Turin trasformate in piste da corsa per monopattini e biciclette

Marciapiedi ampi tra corso Inghilterra, corso Francia e altre strade limitrofe sono diventate circuiti per sfrecciare ad alta velocita’

Nel quartiere Cit Turin, tra corso Francia e le vie adiacenti, si sta consolidando una situazione che molti residenti percepiscono come sempre più critica. La convivenza tra pedoni, biciclette e motopattini elettrici, infatti, è diventata insostenibile, soprattutto a corso Francia, corso Inghilterra, via Cavalli, via Cialdini e la zona di piazza Bernini. Si tratta di assi stradali ampi, lineari, che di fatto si prestano a essere attraversati ad alta velocità da mezzi leggeri. Il problemi segnalati da molti cittadini sono: velocità elevate, manovre improvvise, scarsa attenzione agli attraversamenti pedonali e una generale imprevedibilità che costringe chi cammina a continui scarti per evitare il contatto. Le segnalazioni sono numerose e ricorrenti, ma fino ad ora niente di fatto. Anziani, famiglie con passeggini, persone con bambini piccoli, cittadini che portano a spasso i cani raccontano di situazioni di pericolo quotidiane; in particolare nelle ore di punta, o nei momenti di maggiore afflusso, l’impressione è quella di uno spazio urbano dove la priorità del pedone viene di fatto compressa se non ignorata dai diversi Marc Marquez e Tadej Pogacar de noantri. Si vedono, inoltre, monopattini con due o addirittura tre persone a bordo, dove l’instabilità e’ evidente, e guidatori senza casco; tutto questo alimenta un senso diffuso di impunità e di scarsa regolazione percepita. Piazza Bernini, nella sua parte piu’ larga, è diventata uno dei punti simbolo del problema: uno spazio pensato per la mobilità lenta viene attraversato senza apparente riduzione di velocità, trasformandosi di fatto in un corridoio di passaggio rapido. La domanda che molti si pongono è semplice, ma urgente: è davvero impossibile intervenire in modo efficace? Le regole esistono, ma la loro applicazione sembra frammentaria, difficile da controllare in modo sistematico e soprattutto poco percepita da chi utilizza questi mezzi. Inoltre non si vedono pochi mezzi della polizia locale appostati per impedire tali comportamenti. Il tema non riguarda solo la sicurezza stradale, ma anche la qualità della vita urbana e il rispetto reciproco negli spazi condivisi. Senza un equilibrio più chiaro tra mobilità sostenibile e tutela dei pedoni, il rischio è che aumentino tensioni e insicurezza in quartieri che, per conformazione, dovrebbero favorire la convivenza e non lo scontro tra velocità e fragilità.

Maria La Barbera

Nouva ordinanza. Commercianti sulle barricate dopo i blackout: “Perdite pesanti, servono interventi immediati”

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Dopo l’ordinanza con cui il Comune di Torino ha imposto a Ireti di predisporre un nuovo piano di emergenza per fronteggiare i blackout, arriva un secondo provvedimento firmato dal sindaco Stefano Lo Russo per contenere i consumi elettrici durante l’ondata di caldo che sta interessando la città. Nel frattempo cresce la protesta di bar, ristoranti e pubblici esercizi, che denunciano pesanti perdite economiche e chiedono agevolazioni fiscali.

Le temperature ben oltre i 33 gradi registrate negli ultimi giorni, unite al massiccio ricorso ai sistemi di climatizzazione, hanno infatti spinto la domanda di energia a livelli particolarmente elevati. Nel fine settimana il fabbisogno elettrico ha raggiunto circa 450 megawatt al giorno, mettendo ulteriormente sotto stress la rete cittadina.

Per limitare i consumi nei momenti più critici, il nuovo provvedimento comunale stabilisce che, nelle giornate in cui Arpa Piemonte segnalerà il livello massimo di disagio bioclimatico, i negozi dovranno mantenere chiuse le porte se gli impianti di aria condizionata sono in funzione. Resta naturalmente consentita l’apertura per l’ingresso e l’uscita della clientela e per le operazioni di carico e scarico delle merci.

L’amministrazione comunale sottolinea che si tratta di una misura temporanea, adottata esclusivamente per fronteggiare l’emergenza in corso, con l’obiettivo di contenere gli sprechi energetici e ridurre il carico sulla rete elettrica durante i picchi di domanda.

Intanto aumenta il malcontento delle attività commerciali, in particolare dei pubblici esercizi, che nelle ultime settimane hanno dovuto fare i conti con numerose interruzioni di corrente in diversi quartieri della città. L’Ascom ne parla sul proprio sito.

Bar, ristoranti, pizzerie, gelaterie, gastronomie e locali segnalano una situazione sempre più difficile: sale rimaste improvvisamente al buio, clienti costretti ad allontanarsi, sistemi di pagamento elettronico fuori uso, problemi alla conservazione degli alimenti e consistenti perdite economiche, oltre ai disagi nell’organizzazione del lavoro.

Per chiedere risposte concrete, oltre cento esercenti si sono riuniti in un comitato e hanno inviato una lettera aperta al Comune, all’assessorato al Commercio, ai capigruppo del Consiglio comunale e ai gestori delle reti energetiche, sollecitando interventi urgenti.

Tra le proposte avanzate figurano riduzioni o agevolazioni sulle imposte comunali per compensare almeno in parte i danni subiti, un controllo più efficace della rete elettrica e misure capaci di evitare il ripetersi dei blackout.

Gli operatori avvertono infine che, qualora non arrivassero risposte soddisfacenti, potrebbero promuovere iniziative comuni a tutela delle imprese coinvolte, senza escludere la richiesta di risarcimenti per le perdite economiche provocate dalle interruzioni dell’energia elettrica.

Aggressione al Martini, OPI Torino e Nursing Up: «La sicurezza degli operatori sanitari non può più aspettare»

L’ennesima aggressione ai danni di personale sanitario riaccende il dibattito sulla sicurezza negli ospedali. Dopo il grave episodio avvenuto nel Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura dell’Ospedale Martini di Torino, nel quale sono rimasti coinvolti un infermiere e un medico, arrivano le prese di posizione dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) di Torino e del sindacato Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta, che chiedono interventi concreti per fermare una violenza ormai sempre più frequente.

L’OPI Torino ha espresso vicinanza ai professionisti aggrediti, sottolineando come episodi di questo genere non possano più essere considerati un rischio inevitabile della professione.

«Esprimo, a nome dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Torino e di tutti gli infermieri iscritti, la nostra vicinanza ai colleghi coinvolti e l’augurio di una pronta guarigione», afferma il presidente dell’Ordine, Ivan Bufalo.

Per Bufalo ogni aggressione rappresenta «una sconfitta per l’intero sistema sanitario» e non può essere archiviata come un evento inevitabile. «Chi entra ogni giorno in reparto per prendersi cura delle persone deve poter operare in condizioni di sicurezza», osserva, chiedendo di superare la gestione emergenziale del fenomeno.

Secondo il presidente dell’OPI servono investimenti, organici adeguati, ambienti di lavoro progettati anche sotto il profilo della sicurezza, protocolli condivisi e una collaborazione stabile tra aziende sanitarie, istituzioni e forze dell’ordine. Un’attenzione particolare viene rivolta ai reparti di psichiatria, dove gli infermieri operano quotidianamente in situazioni particolarmente delicate. «La sicurezza di chi cura deve essere una priorità assoluta», conclude Bufalo.

Sulla vicenda interviene anche Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta, che sostiene come il problema non sia la mancanza di norme, ma la loro insufficiente applicazione.

«Ogni volta assistiamo allo stesso copione: dichiarazioni, promesse, tavoli di confronto e poi tutto torna come prima. Nel frattempo infermieri, medici e operatori continuano a entrare in reparto sapendo che potrebbero essere aggrediti senza che esista un sistema realmente capace di proteggerli. Il problema non è che mancano le leggi. Il problema è che quelle leggi vengono lasciate nei cassetti», dichiara il segretario regionale Claudio Delli Carri.

Il sindacato evidenzia come in molte strutture sanitarie persistano carenze di personale, sistemi di sicurezza inadeguati e una gestione del rischio che interviene soltanto dopo il verificarsi delle aggressioni. Una situazione che, secondo Nursing Up, risulta ancora più critica nei Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura, dove la complessità assistenziale richiede organici adeguati, formazione continua, ambienti sicuri e protocolli pienamente operativi.

«Affidarsi esclusivamente alla professionalità degli operatori significa esporli a rischi che non possono essere considerati parte del mestiere», prosegue Delli Carri, ribadendo la necessità di trasformare le disposizioni normative già esistenti in strumenti realmente efficaci di prevenzione.

Nel concludere il proprio intervento, il segretario regionale lancia un appello alle istituzioni: «Non possiamo continuare ad accettare che ogni aggressione venga archiviata come una tragica fatalità. La sicurezza sul lavoro è un obbligo di legge, non un’opzione. Chi ha il compito di applicare le norme deve assumersi fino in fondo questa responsabilità».

Le due organizzazioni, pur con accenti diversi, convergono su un punto: la tutela degli operatori sanitari deve diventare una priorità attraverso investimenti, organizzazione e misure preventive capaci di garantire condizioni di lavoro sicure a chi ogni giorno assicura l’assistenza ai cittadini.

Apre temporaneamente la Sala Gonin della stazione di Porta Nuova

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Fondazione FS Italiane prosegue nel programma di valorizzazione delle sale storiche delle stazioni italiane. L’iniziativa prevede una serie di aperture straordinarie che consentiranno ai visitatori di riscoprire alcuni degli ambienti più prestigiosi e rappresentativi del patrimonio ferroviario nazionale.

A inaugurare il nuovo ciclo di aperture sarà la Sala Gonin della stazione di Torino Porta Nuova, eccezionalmente visitabile nei fine settimana del 4-5 e 11-12 luglio e del 19-20 settembre.

Accompagnati da esperti del patrimonio storico, i visitatori potranno approfondirne la storia, scoprirne le peculiarità architettoniche e comprenderne il ruolo nel contesto della stazione e nell’evoluzione del viaggio ferroviario nel nostro Paese. Realizzata nel 1864 come sala d’attesa riservata alla famiglia Savoia, la Sala Gonin deve il proprio nome a Francesco Gonin, autore degli affreschi e di parte delle decorazioni che impreziosiscono l’ambiente. Pareti e volte sono arricchite da un ciclo di pitture raffiguranti gli elementi naturali: la Natura, la Terra, l’Acqua e il Fuoco. Completano l’ambiente eleganti arredi d’epoca, rivestimenti pregiati di legno e un imponente lampadario in vetro di Murano, testimonianze del valore storico e artistico di uno spazio concepito per accogliere la famiglia reale sabauda in occasione dei viaggi ferroviari.

Per partecipare alle visite è richiesta la prenotazione anticipata sul sito www.vivaticket.it 15 giorni prima della data prescelta, fino a esaurimento dei posti disponibili. I bambini fino a 3 anni possono accedere gratuitamente, accompagnati da un genitore. Per informazioni e modalità di accesso per le persone con disabilità è possibile scrivere all’indirizzo salereali@fondazionefs.it.

Il calendario completo delle aperture e gli aggiornamenti sono disponibili sui canali ufficiali della Fondazione FS Italiane.

 

Trasporto pubblico: il Trimestrale Illimitato arriva anche sui treni regionali

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Più flessibilità per famiglie, studenti e pendolari

L’assessore regionale Gabusi: «Una soluzione che rende il trasporto pubblico più accessibile e aiuta le famiglie a gestire meglio la spesa»

Da oggi, 1° luglio, il nuovo abbonamento Trimestrale Illimitato è disponibile anche sui servizi ferroviari regionali del Piemonte. La misura è stata approvata dal Consiglio di amministrazione dell’Agenzia della Mobilità Piemontese nell’ambito dell’aggiornamento del sistema tariffario regionale.

L’introduzione dell’abbonamento estende al trasporto ferroviario una formula già utilizzata sulle linee automobilistiche extraurbane, con l’obiettivo di offrire ai viaggiatori uno strumento più flessibile e incentivare l’utilizzo del trasporto pubblico.

Il titolo di viaggio consente di utilizzare senza limiti treni regionali per tre mesi consecutivi e va ad affiancarsi agli abbonamenti settimanale, mensile e annuale. La nuova soluzione è pensata soprattutto per studenti, pendolari e famiglie, che potranno diluire nel tempo il costo dell’abbonamento mantenendo i vantaggi di una formula di lunga durata.

«Con questo provvedimento diamo una risposta concreta a un’esigenza che molte famiglie piemontesi ci segnalavano da tempo: poter sostenere la spesa del trasporto pubblico in modo più flessibile, senza dover anticipare l’intero costo dell’abbonamento annuale – commenta dichiara l’assessore regionale ai Trasporti Marco Gabusi – L’estensione del Trimestrale Illimitato anche ai servizi ferroviari regionali completa un percorso di integrazione tra gomma e ferro e amplia le possibilità di scelta per studenti, pendolari e lavoratori. È un intervento che rende il trasporto pubblico più accessibile, più semplice da utilizzare e sempre più vicino alle esigenze di chi ogni giorno sceglie bus e treno per i propri spostamenti».

Anche la presidente dell’Agenzia della Mobilità Piemontese, Cristina Bargero, sottolinea le motivazioni che hanno portato all’introduzione della nuova formula: «L’estensione del Trimestrale illimitato ai servizi ferroviari nasce dall’ascolto delle esigenze espresse dall’utenza, in particolare da quella studentesca – dichiara la presidente di AMP Cristina Bargero – Le nostre analisi mostrano che la combinazione di abbonamenti trimestrali e mensili consente di coprire l’intero periodo scolastico distribuendo la spesa nel corso dell’anno, senza determinare alcun impatto negativo sui ricavi complessivi del sistema tariffario regionale».

Contestualmente entra in vigore anche l’aggiornamento delle tariffe regionali, adeguate al tasso di inflazione programmata per il 2026, pari all’1,50%, come previsto dalla normativa vigente.

Il Trimestrale Illimitato sarà acquistabile per tutte le fasce chilometriche. Ad esempio, per la tratta compresa tra 20,1 e 25 chilometri il costo sarà di 218 euro. Nell’arco di un anno scolastico, l’acquisto di tre abbonamenti trimestrali comporterà una spesa complessiva di 654 euro, sostanzialmente equivalente a quella dell’abbonamento annuale agevolato Under 26, con il vantaggio di poter suddividere il pagamento in tre momenti distinti.

Con questa iniziativa la Regione Piemonte e l’Agenzia della Mobilità Piemontese proseguono il percorso di aggiornamento del sistema tariffario regionale, puntando a rendere il trasporto pubblico sempre più accessibile, flessibile e rispondente alle esigenze di mobilità dei cittadini.

Le caratteristiche del Trimestrale Illimitato

  • Validità di tre mesi consecutivi con viaggi illimitati.
  • Disponibile per tutte le fasce chilometriche.
  • Costo annuo complessivamente sostanzialmente allineato a quello dell’abbonamento annuale Under 26, con differenze contenute solo per le percorrenze più elevate.

L’aggiornamento entrerà a far parte della tabella tariffaria regionale relativa ai servizi automobilistici extraurbani e ferroviari, che sarà integrata con il nuovo titolo di viaggio Trimestrale Illimitato.

La cultura al centro: i fondi della Regione per rinnovare i musei piemontesi

3,1 MILIONI DI EURO PER INVESTIMENTI STRUTTURALI. FINANZIATI TUTTI GLI 85 PROGETTI AMMISSIBILI

Marina Chiarelli, assessore alla Cultura: «I musei non sono più luoghi da visitare in silenzio, ma spazi vivi dove crescono comunità, famiglie e nuove generazioni».

Dopo anni di attesa la Regione Piemonte riporta al centro gli investimenti strutturali destinati ai musei con un bando da 3,1 milioni di euro, che finanzierà tutti gli 85 progetti risultati ammissibili, ovvero tutte le domande che hanno raggiunto il punteggio minimo previsto dal bando.  Una misura che segna il ritorno di uno strumento strategico che rappresenta un cambio di passo nelle politiche culturali regionali. Una scelta che arriva in un momento in cui il sistema culturale piemontese dimostra tutta la propria vitalità: nel 2024 i musei della regione hanno raggiunto quasi gli 8 milioni di visitatori, con una crescita del 9% rispetto all’anno precedente, mentre il Piemonte ha registrato oltre 16,8 milioni di presenze turistiche, confermando come cultura e turismo siano oggi due leve strettamente connesse dello sviluppo regionale.

L’obiettivo del bando è rafforzare proprio una rete museale sempre più moderna, diffusa e capace di valorizzare tanto i grandi poli culturali quanto i musei dei territori, autentici presìdi di identità, memoria e partecipazione. Vogliamo musei più grandi, più accessibili, più innovativi e sempre più capaci di essere luoghi di aggregazione per famiglie e giovani. La cultura non è soltanto tutela del patrimonio, ma un investimento strategico che genera sviluppo, occupazione, turismo e qualità della vita nei nostri territori.

Gli interventi finanziati consentiranno di ampliare e riqualificare gli spazi museali, rinnovare gli allestimenti, migliorare l’accessibilità e la fruizione per tutti i cittadini, abbattere le barriere architettoniche, introdurre nuovi strumenti di visita attraverso QR Code, contenuti digitali e percorsi in Lingua dei Segni Italiana (LIS), oltre a realizzare opere di efficientamento energetico, conservazione del patrimonio e messa in sicurezza delle strutture.

«Con questo bando diamo concretezza a una nuova idea di museo. Vogliamo luoghi sempre più accessibili, innovativi e aperti, capaci di parlare alle persone e di diventare punti di riferimento per la vita delle comunità. Per noi il museo non è più uno spazio da attraversare in silenzio, ma un luogo vivo, dove si impara, ci si incontra, si condividono esperienze e si costruiscono relazioni. È uno spazio di aggregazione per le famiglie, un luogo di crescita per bambini e ragazzi, un presidio culturale che dialoga con le scuole, con il territorio e con il turismo. Investire nei musei significa investire nelle nuove generazioni. Significa offrire ai giovani luoghi in cui conoscere la propria storia, sviluppare senso di appartenenza e diventare protagonisti della vita culturale delle proprie comunità. È questa la visione politica che guida la Regione Piemonte: una cultura che non resta chiusa nelle sale espositive, ma esce, coinvolge, crea opportunità, genera sviluppo e migliora la qualità della vita dei cittadini. Il Piemonte possiede un patrimonio straordinario. Il nostro compito è metterlo nelle condizioni di innovarsi, crescere ed essere sempre più attrattivo. Ogni euro investito nella cultura produce valore, occupazione, turismo e futuro. È questa la direzione che abbiamo scelto e che continueremo a perseguire» dichiara Marina Chiarelli, assessore alla Cultura della Regione Piemonte.

La Regione Piemonte torna a investire nei musei con l’obiettivo di costruire luoghi sempre più capaci di parlare alle nuove generazioni, favorire la partecipazione dei giovani e rendere il patrimonio culturale uno strumento di crescita per l’intera comunità.