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Famiglie e servizi per l’infanzia: i voucher Vesta 2026

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Vesta 2026 conferma il proprio ruolo come misura regionale dedicata al sostegno delle famiglie nelle spese per i servizi all’infanzia, con una distribuzione dei contributi che ha interessato in larga parte nuclei familiari appartenenti al ceto medio e cittadini italiani, categorie che spesso incontrano difficoltà nell’accesso ad altri strumenti di welfare pubblico.

A illustrare i dati dell’edizione 2026 è stato il vicepresidente e assessore alle Famiglie della Regione Piemonte Maurizio Marrone:

“Vesta si conferma l’unica misura di sostegno alle famiglie e alla natalità che non esclude cittadini italiani e ceto medio, anzi aiuta in particolare coloro che soffrono più degli altri il peso dell’inverno demografico.
L’85% delle domande finanziate sono di famiglie italiane, un traguardo mai raggiunto da misure di welfare pubblico e comunale che, grazie anche alla possibilità di fare domanda estesa a dodici ore e i fondi raddoppiati a 20 milioni di euro, rende Vesta un “modello tricolore” vincente e all’avanguardia. Le prime rendicontazioni presentate dalle famiglie assegnatarie di Vesta 2025 – prosegue Marrone – si concentrano infatti sulle spese legate ad asili e nidi, dimostrando che quei servizi, anche quando sono pubblici ed erogati dai comuni, restano troppo costosi per tanti bambini anche con reddito medio. Vesta, grazie al meccanismo innovativo della divisione risorse su micro-fasce isee, si dimostra un esempio di giustizia sociale al servizio delle famiglie, distribuendo in maniera equa le risorse a disposizione, evitando le storture tipiche delle graduatorie che privilegiano sempre le stesse tipologie di utenti, e permettendo l’assegnazione di 20 milioni di euro in appena un mese”.

Il programma ha previsto l’assegnazione dei voucher sulla base dell’Isee e dell’ordine cronologico di presentazione delle domande. Sono stati distribuiti 5mila voucher da 1.200 euro destinati alle famiglie con Isee fino a 10mila euro, 10mila voucher da 1.000 euro per la fascia tra 10mila e 30mila euro e altri 5mila voucher da 800 euro per i nuclei con Isee compreso tra 30mila e 40mila euro. Per i minori con disabilità il contributo previsto è pari a 1.200 euro indipendentemente dal reddito.

Per quanto riguarda la cittadinanza dei beneficiari, l’85% dei contributi è stato assegnato a cittadini italiani, il 3% a cittadini dell’Unione Europea e il 12% a cittadini extra Ue. Analizzando le diverse fasce Isee emerge inoltre che gli assegnatari italiani rappresentano il 59% nella fascia 0-10mila euro, il 92% nella fascia 10-30mila e il 98% nella fascia 30-40mila.

Le famiglie che hanno ottenuto il voucher Vesta 2026 potranno utilizzare il contributo tra il 1° giugno 2026 e il 30 giugno 2027, caricando sulla piattaforma dedicata le fatture relative alle spese sostenute per ricevere il rimborso.

Parallelamente prosegue anche la fase di rendicontazione di Vesta 2025, che aveva messo a disposizione 10 milioni di euro per 10mila famiglie. La finestra per presentare la documentazione resterà aperta fino a ottobre 2026. Le prime 811 rendicontazioni già caricate mostrano che oltre la metà delle spese riguarda la scuola dell’infanzia, che rappresenta il 50,96% dei servizi dichiarati e il 56,24% delle somme richieste. I servizi per la prima infanzia incidono per circa il 28% dei servizi e per oltre il 30% degli importi rendicontati, mentre le attività ludico-sportive rappresentano il 13,19% dei servizi ma una quota più contenuta della spesa complessiva, pari al 5,87%.

L’intelligenza artificiale entra in corsia: Torino capitale della medicina del futuro

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A Torino la seconda Conferenza nazionale sulla medicina di precisione e personalizzata

Il 27 e 28 maggio al Politecnico confronto tra ricerca, clinica, istituzioni e imprese su intelligenza artificiale, digital twin e nuove tecnologie per la salute

Torino, 26 maggio 2026 – Due giornate dedicate al futuro della sanità e alle nuove frontiere della medicina personalizzata. Il 27 e 28 maggio il Politecnico di Torino ospiterà la seconda edizione della conferenza nazionale “Medicina di precisione e personalizzata. Artificial Intelligence e Biological Twin”, appuntamento che riunirà ricercatori, clinici, aziende, istituzioni e mondo accademico per discutere le applicazioni più avanzate dell’intelligenza artificiale nella pratica medica.

L’iniziativa è promossa dalla Fondazione D34Health insieme ad aizoOn, Istituto di Candiolo IRCCS, Politecnico di Torino e Università di Torino. L’obiettivo è favorire il dialogo tra i diversi protagonisti dell’ecosistema sanitario e accelerare il trasferimento delle innovazioni tecnologiche nella medicina quotidiana.

La conferenza si concentrerà sulle potenzialità offerte da intelligenza artificiale, digital twin e biological twin, strumenti che stanno cambiando il modo di affrontare prevenzione, diagnosi e cura delle malattie. Nonostante i progressi scientifici, la diffusione di queste tecnologie nella pratica clinica resta complessa, anche per ragioni normative, organizzative e culturali. Da qui la necessità di creare un ecosistema capace di mettere in connessione competenze scientifiche, industria, ospedali e ricerca.

La giornata inaugurale del 27 maggio sarà dedicata all’evoluzione scientifica della medicina di precisione, con approfondimenti su bioinformatica, modelli predittivi e applicazioni cliniche nei principali ambiti patologici, dall’oncologia alle malattie neurodegenerative, cardiometaboliche e autoimmuni. Il confronto interdisciplinare, moderato da Luca Primo, coinvolgerà esperti e ricercatori provenienti da differenti aree scientifiche.

Il 28 maggio l’attenzione si sposterà invece sullo sviluppo dell’ecosistema dell’innovazione e sulle prospettive strategiche della Fondazione D34Health per il triennio 2026-2028. Ad aprire i lavori saranno i rettori Stefano Corgnati e Cristina Prandi.

Tra i temi centrali della seconda giornata figurano le implicazioni etiche e regolatorie dell’intelligenza artificiale applicata alla salute, il trasferimento tecnologico e il ruolo delle infrastrutture di ricerca sviluppate grazie ai fondi del Piano Nazionale Complementare. Tecnologie avanzate e modelli condivisi vengono oggi messi a disposizione della comunità scientifica per favorire collaborazione e innovazione.

Tra le novità dell’edizione 2026 spiccano l’ampliamento della poster session con un’area demo attiva durante entrambe le giornate e il lancio della Call for Startups dedicata alla medicina di precisione, iniziativa pensata per sostenere la nascita di nuovi progetti imprenditoriali e valorizzare i risultati della ricerca scientifica. Previsti inoltre i “Best Poster Awards”, premi assegnati ai migliori contributi scientifici selezionati dal pubblico della conferenza.

Sono trenta i poster scientifici accettati, realizzati da ricercatori provenienti da università italiane e internazionali, IRCCS, centri di ricerca e aziende private, a conferma della crescente dimensione internazionale dell’evento.

“Ospitare la seconda edizione della conferenza nazionale “Medicina di precisione e personalizzata. Artificial Intelligence e Biological Twin” conferma l’impegno del Politecnico di Torino nel promuovere il dialogo tra ricerca, innovazione tecnologica e applicazione clinica. La convergenza tra ingegneria e scienze della vita sta ridefinendo il futuro della medicina e aprendo nuove prospettive per la prevenzione, la diagnosi e la cura delle malattie. In questo scenario, il Politecnico favorisce ricerca interdisciplinare, trasferimento tecnologico e collaborazione tra mondo accademico, clinico e industriale, con l’obiettivo di sviluppare soluzioni innovative capaci di accelerare l’adozione della medicina personalizzata nei percorsi di cura. Creare connessioni tra competenze diverse e favorire ecosistemi dell’innovazione rappresenta oggi un elemento essenziale per trasformare i risultati della ricerca in strumenti concreti a beneficio dei pazienti e del sistema sanitario”. Ha dichiarato Fabrizio Pirri.

“Nel dialogo tra neuroscienze e intelligenza artificiale si apre una straordinaria opportunità per la medicina di precisione. Neuroscienze e Intelligenza artificiale hanno permesso recentemente di comprendere e simulare la complessità del cervello, mettendo sempre più in evidenza l’importanza delle reti neurali. L’analisi multiscala del cervello, dal macroscopico all’ultramicroscopico, e la generazione di una enorme mole di dati permettono di simulare il funzionamento del cervello normale e patologico, costruendo ponti tra il cervello biologico e l’intelligenza artificiale. Ciò permette non solo di comprendere come è organizzato strutturalmente e funzionalmente, ma anche di favorire lo sviluppo di una medicina e farmacologia di precisione delle malattie neuropsichiatriche. Infine, apre la strada a nuove soluzioni che possono simulare l’intelligenza artificiale”. Ha dichiarato Alessandro Vercelli.

“Un IRCCS oncologico è al tempo stesso fruitore attento e protagonista nello sviluppo dell’intelligenza artificiale applicata alla salute. Per questo rappresenta un nodo essenziale per la crescita dei biological e virtual twin in oncologia. La disponibilità di dati clinici, biologici, genomici e di imaging, integrati con competenze multidisciplinari, consente infatti di sviluppare modelli predittivi sempre più accurati e trasferibili nella pratica clinica. Inoltre rappresenta un banco di prova significativo per bilanciare il progresso tecnologico con l’etica del sistema. L’applicazione dell’AI e dei digital twin permetterà di comprendere meglio l’evoluzione dei tumori, prevedere la risposta alle terapie e personalizzare i trattamenti in modo sempre più preciso. Un centro oncologico altamente specializzato può contribuire in maniera decisiva allo sviluppo di questo settore grazie a biobanche, piattaforme tecnologiche avanzate, casistiche cliniche di elevata qualità e una stretta integrazione tra laboratorio e clinica. L’obiettivo è accelerare il trasferimento dell’innovazione nella pratica medica, rendendo la medicina di precisione più efficace, sostenibile e realmente centrata sul paziente”. Ha dichiarato Anna Sapino.

“La medicina di precisione è una trasformazione cruciale per il futuro della salute: significa passare da percorsi standardizzati a interventi di prevenzione, diagnosi e cura sempre più personalizzati, fondati sui dati, sulle tecnologie digitali e sulla conoscenza biologica della persona. Come Fondazione D³4Health ci impegniamo a generare valore concreto per pazienti, professionisti sanitari e sistema salute, valorizzando il patrimonio e i risultati dell’iniziativa D³4Health, finanziata nell’ambito del Piano Nazionale Complementare al PNRR, attraverso un approccio strategico e coordinato. Il punto di forza della Fondazione è la capacità di mettere insieme competenze d’eccellenza in ricerca, formazione e industria: non una semplice somma, ma un effetto moltiplicatore di conoscenze, esperienze e impatto. Il piano triennale 2026–2028 è stato elaborato per valorizzare questo patrimonio, definendo le linee operative e le risorse per integrare infrastrutture, promuovere percorsi di trasferimento tecnologico e accompagnare la formazione dei professionisti di domani”. Ha dichiarato Maria Sabrina Sarto.

“la trasformazione della sanità passa sempre più dalla capacità di integrare tecnologie avanzate, dati e competenze multidisciplinari in soluzioni concrete a supporto della pratica clinica. In aizoOn siamo parte attiva di questo cambiamento applicando l’Intelligenza Artificiale alla medicina di precisione. Sviluppiamo sistemi predittivi e modelli di dati per migliorare la comprensione della malattia e dei percorsi di cura mettend o al centro la qualità della vita dei pazienti. Il nostro obiettivo è massimizzare il beneficio derivante dall’uso dei dati clinici. La medicina di precisione rappresenta inoltre un ambito strategico di crescita e l’opportunità di essere parte “attiva” di un ecosistema in cui intelligenza artificiale, modellazione dei dati e sistemi predittivi sono al servizio della vita e della sua qualità. In questa prospettiva sentiamo l’onere e l’onore di poter contribuire a un modello di sanità più efficiente, capace di ottimizzare risorse, ridurre i tempi decisionali e rendere le cure sempre più tempestive e mirate”. Ha dichiarato Silvana Candeloro.

Al Centro Pannunzio dibattito sulla microcriminalità urbana

Dopo l’aggressione alla professoressa De Blasio, mercoledì 3 giugno 2026 alle ore 18 un incontro pubblico sul tema “La microcriminalità: come prevenirla e come combatterla”

Mercoledì 3 giugno 2026 alle ore 18, nella sede del Centro Pannunzio di Torino, in via Maria Vittoria 35H, si terrà un incontro pubblico dedicato al tema “La microcriminalità: come prevenirla e come combatterla”, promosso dal Centro Pannunzio come momento di riflessione civile aperto alla cittadinanza. L’incontro sostituisce quello precedentemente previsto in calendario il 3 giugno in cui la professoressa Gabriella de Blasio avrebbe dovuto parlare di Giulio Cesare. 

L’iniziativa nasce infatti proprio a seguito del grave episodio che ha coinvolto la professoressa De Blasio, aggredita in piazza Statuto da due giovani che, nel tentativo di derubarla di una collana, l’hanno fatta cadere provocandole la frattura del femore. Un fatto che ha suscitato forte preoccupazione e che diventa occasione per interrogarsi sul tema della sicurezza urbana, della prevenzione e della tutela della libera circolazione delle persone.

Il dibattito intende affrontare il fenomeno della microcriminalità non come semplice fatto di cronaca, ma come questione civile che riguarda la qualità della vita nelle città, il senso di sicurezza dei cittadini e la capacità delle istituzioni di prevenire episodi di violenza, degrado e intimidazione negli spazi pubblici.

A coordinare l’incontro sarà l’avvocata Giovanna Pacchiana Parravicini. Al termine del dibattito verrà stilato un documento da inviare alle Autorità competenti, con l’obiettivo di raccogliere riflessioni, proposte e istanze emerse durante l’incontro.

Nel corso dell’appuntamento sarà inoltre inaugurata, nella sede del Centro, la fotografia d’onore dedicata a Gianna Bussi Passaggio, consocia benemerita e già vicepresidente del Centro Pannunzio.

L’incontro si inserisce nel calendario delle attività del Centro Pannunzio, associazione culturale laica, indipendente e apartitica fondata a Torino nel 1968 da Arrigo Olivetti, Mario Soldati, Pier Franco Quaglieni e altri studiosi, da oltre cinquant’anni impegnata nella promozione del dibattito culturale e civile. Insignito nel 1979 della Medaglia d’Oro ai Benemeriti della Cultura, della Scuola e dell’Arte, il Centro rappresenta un luogo di confronto libero e pluralista, aperto ai temi del presente e alla riflessione sulla società contemporanea.

Centro Pannunzio – Via Maria Vittoria 35H – 10123 Torino

Tel. 011 8123023 – Email: info@centropannunzio.it – Sito web: www.centropannunzio.it

Ufficio Stampa Due Punti – Email: ufficiostampa@duepunti-srl.it – Tel. +39 335 650 5656

Debutta al Carignano “Metadietro” di Flavia Mastrella e Antonio Rezza

Martedì 2 giugno, alle ore 19.30, debutterà al Teatro Carignano “Metadietro” di Flavia Mastrella e Antonio Rezza, che sarà in scena insieme a Daniele Cavaioli. L’habitat è di Flavia Mastrella, le luci di Alice Mollica, le voci fuori campo sono di Noemi Pirastru e Mauro Ranucci. Lo spettacolo è prodotto da La Fabbrica dell’Attore, Teatro Vascello e Rezza Mastrella, e indaga ed esplora con ironia l’essenza stessa della nostra umanità, il rischio costante del suo naufragio e la certezza di un impossibile salvezza.
Per la stagione in abbonamento del Teatro Stabile di Torino, “Metadietro” rimarrà in scena fino a domenica 7 giugno prossimo.

“L’ammutinamento è sempre auspicabile in un organismo sano – dichiarano Mastrella e Rezza -un ammiraglio blu elettrico tenta di portare in salvo la sua nave, spalleggiato da una flotta che lo stordisce con ossessioni di mercato: la salvezza di chi ti è vicino non è la via di fuga per chi vive delle proprie idee. In ogni caso nessuno è colpevole, c’è solo un gran divario pensare al mondo. Tra visioni difformi si consuma l’ennesimo espatrio, che non è la migrazione di un popolo, ma l’allontanamento inesorabile dalla propria volontà. E vissero tutti relitti e portenti. Tornare alla dimensione reale e selvaggia è impossibile, viviamo una nuova preistoria, la mansione umana è mortificata, confusa e inadeguata. Nello spazio virtuale fatto materia, un ecopentagono provoca il vuoto, personaggi invisibili fiancheggiano l’egocentrico edificio: non sono fantasmi, ma sollecitazioni induttive. Nonostante tutto, la realtà non è mai uniforme, scombinato i programmi prestabiliti e nutre in modo imprevedibile la funzione della fantasia. La crudeltà tecnologica permea l’essere vivente, ed è la scomparsa dell’eroe”.

Teatro Carignano – 2/7 giugno – “Metadietro” di Flavia Mastella e Antonio Rezza – info: Teatro Carignano, piazza Carignano 6, Torino – orari spettacoli: martedì, giovedì e sabato ore 19.30/ mercoledì e venerdì ore 20.45/ domenica ore 16 – biglietteria: Teatro Carignano  – 011 5169555-biglietteria@teatrostabiletorino.it – da martedì a sabato dalle 13 alle 19 / domenica dalle 14alle 19 / lunedì riposo.

Mara Martellotta

L’arte del regalo perfetto tra dolcezza e tradizione piemontese

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Il cioccolato rappresenta da sempre uno dei simboli indiscussi della pasticceria di qualità, capace di trasformare un semplice pensiero in un’esperienza sensoriale indimenticabile. Scegliere un omaggio a base di cacao significa puntare su un linguaggio universale che parla di cura, affetto e ricerca del piacere. In una città come Torino, dove il culto del cioccolato affonda le proprie radici in secoli di storia, la selezione della materia prima diventa un passaggio fondamentale per non deludere le aspettative dei palati più esigenti. Regalare una confezione di praline o una tavoletta artigianale non è soltanto un gesto di cortesia, ma un modo per condividere un pezzetto di quella cultura del gusto che rende il territorio torinese celebre in tutto il mondo.

Trovare il prodotto ideale richiede però attenzione verso l’origine delle fave di cacao e la sapienza dei processi di lavorazione che trasformano la materia grezza in un prodotto vellutato. Per avere la certezza di scegliere solo il meglio, è consigliabile rivolgersi a marchi rinomati che hanno fatto della qualità il proprio vessillo, come accade scegliendo il Cioccolato Vanoir, un brand capace di coniugare l’eleganza delle confezioni con ricette raffinate e ingredienti selezionati. Affidarsi a nomi consolidati permette di navigare con sicurezza tra le innumerevoli proposte presenti sul mercato, garantendo che ogni morso sia all’altezza della reputazione dolciaria locale.

 

Caratteristiche del cioccolato di alta qualità

Riconoscere un cioccolato d’eccellenza è un esercizio che coinvolge tutti i sensi, a partire dalla vista. Una superficie lucida e priva di alonature biancastre indica una corretta tempera del burro di cacao, segno di una lavorazione professionale ed eseguita con i giusti tempi di raffreddamento. Al tatto, la consistenza deve risultare compatta, mentre l’udito deve percepire un suono secco e netto, il famoso “snap”, nel momento in cui la tavoletta viene spezzata. Questi piccoli dettagli tecnici sono la testimonianza tangibile di un prodotto che non scende a compromessi, ideale per chi desidera fare un regalo che si distingua per la propria integrità strutturale e aromatica.

Una volta assaggiato, il cioccolato deve sciogliersi lentamente, sprigionando un bouquet di aromi che può spaziare dalle note fruttate a quelle più tostate o speziate, senza mai lasciare una sensazione eccessivamente grassa sul palato. La persistenza gustativa è un altro fattore determinante: un buon cioccolato lascia un ricordo piacevole e prolungato, invitando a una degustazione lenta piuttosto che a un consumo frettoloso. Quando si sceglie un dono, puntare su queste sfumature organolettiche significa offrire un momento di vero relax e contemplazione gastronomica, elevando il regalo a una vera e propria esperienza gourmet.

 

Idee regalo per ogni occasione speciale

Le festività e le ricorrenze personali trovano nel cioccolato l’alleato ideale, grazie alla sua straordinaria versatilità che permette di adattarsi a contesti formali o momenti di intimità familiare. Le scatole di latta decorate o le eleganti confezioni in cartone rigido sono perfette per celebrare anniversari o traguardi lavorativi, trasmettendo un senso di prestigio immediato. Per i momenti più conviviali, invece, si può optare per assortimenti misti che includano varianti al latte, fondenti ad alta percentuale di cacao o creazioni arricchite con granella di nocciole del territorio, capaci di accontentare le preferenze di ogni commensale.

Oltre al gusto classico, le tendenze contemporanee vedono una crescente popolarità per gli abbinamenti insoliti, dove il cioccolato incontra sali pregiati, spezie esotiche o frutta disidratata. Questo tipo di regali è particolarmente indicato per chi ama sperimentare e scoprire nuovi orizzonti del gusto, dimostrando che la tradizione piemontese sa anche rinnovarsi con intelligenza. In definitiva, regalare cioccolato rimane una scelta sicura, a patto di privilegiare sempre la provenienza e la maestria produttiva che solo i grandi nomi del settore sanno garantire costantemente nel tempo.

Torino e la Liguria: un amore antico che si rinnova ogni estate

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Cercate (ad esempio) un bed and breakfast a Imperia con disponibilità per il ponte di giugno?

 

Buona fortuna. Da metà maggio in poi, le strutture ricettive della Liguria di Ponente registrano un’ondata prevedibile e puntuale: quella dei torinesi.

 

Non è un fenomeno recente, né casuale. È il risultato di una geografia affettiva consolidata nei decenni, una rotta emotiva e autostradale che collega il capoluogo piemontese alla costa ligure con una regolarità quasi meteorologica. Quando la pianura padana comincia a scaldarsi, i torinesi guardano a sud-ovest.

La distanza giusta: né troppo vicina, né troppo lontana

C’è una ragione pratica dietro questo amore, e ha a che fare con i chilometri. La Liguria è abbastanza vicina da poterci andare per un weekend lungo senza sentire il viaggio come una fatica, abbastanza lontana da far sentire davvero di essere “in vacanza”.

Poco meno di due ore di auto — o il treno diretto da Porta Nuova — e ci si ritrova ad Albenga, a Finale Ligure, a Sanremo, a Laigueglia. Il mare è lì, a portata di un venerdì pomeriggio.

Non è solo la costa a richiamare.

È l’intero sistema di offerta: i borghi dell’entroterra come Dolceacqua, Apricale, Triora — la cosiddetta “città delle streghe” — o i sentieri dell’Alta Via dei Monti Liguri, frequentati sempre di più da torinesi amanti del trekking che cercano qualcosa di diverso dalle Alpi di casa. La Liguria offre una varietà di paesaggi sorprendente in pochi chilometri: dal mare alle valli, dai carruggi medievali agli oliveti.

Da maggio a settembre: il grande esodo stagionale

Il fenomeno non si limita al classico Ferragosto.

Negli ultimi anni, complice lo smart working e la diffusione del lavoro ibrido, la stagione si è allungata notevolmente in entrambe le direzioni. Si parte già a maggio, quando le spiagge sono ancora libere, i prezzi contenuti e il clima — già mite sulla riviera — è ancora fresco e piacevole.

Si arriva fino a settembre inoltrato, con le cosiddette “vacanze di settembre” diventate una moda ben consolidata tra le famiglie torinesi che vogliono sfuggire alla ressa di agosto.

Luglio e agosto rimangono il cuore della stagione, naturalmente.

Le spiagge di Noli, Spotorno, Varigotti e Borgio Verezzi si animano di famiglie con bambini, pensionati con l’ombrellone fisso da trent’anni, giovani che affittano appartamenti in gruppo.

I gestori di stabilimenti balneari, bar e ristoranti del ponente ligure conoscono bene i ritmi e i gusti della clientela piemontese: sa cosa vuole, è fedele ai propri posti del cuore e torna con una regolarità quasi commovente.

Un’economia stagionale che regge

Per molti Comuni costieri liguri, i torinesi non sono soltanto turisti affezionati: sono una voce fondamentale dell’economia locale. Alberghi, b&b, affitti brevi, ristoranti, gelaterie, noleggi di bici e canoe, scuole di surf — tutto il sistema dell’ospitalità diffusa nella riviera di Ponente è strutturato, in larga misura, intorno alle esigenze e ai tempi dei visitatori del Nord Italia, e i piemontesi in testa.

I dati delle presenze turistiche nelle province di Savona e Imperia parlano chiaro: la componente lombarda e piemontese è storicamente maggioritaria tra i turisti italiani.

E Torino, in particolare, esprime un turismo di qualità: soggiorni medi più lunghi rispetto alla media, spesa pro capite sostenuta, preferenza per strutture a gestione familiare e per la ristorazione locale. Non l’escursionista mordi-e-fuggi, ma il villeggiante vecchio stile — quello che porta il libro, conosce il barista per nome e ha il tavolo “solito” alla trattoria del porto.

Il mare come contrappeso alla città

C’è anche qualcosa di più profondo, di più psicologico, in questo richiamo. Torino è una città continentale, colta, un po’ austera — magnifica, ma senza mare. La Liguria rappresenta per molti torinesi l’opposto complementare: caotica, saporita, pittoresca, solare. Un contrappeso emotivo necessario.

La passeggiata sul lungomare dopo cena, il gelato al limone, il rumore delle onde che copre ogni pensiero: sono piccoli rituali che rimettono in ordine le cose.

Da maggio a settembre, dunque, il rito si ripete. Le valigie si riempiono di crema solare, i bambini chiedono quando si arriva, il navigatore satellite imposta il percorso verso il Colle di Cadibona.

E la Liguria, paziente e generosa come sempre, apre le braccia.

Interplay alla Casa del Teatro

KASAI folk giapponese, ritmi footwork e sperimentazioni glitch

Ultimo appuntamento del public programme della mostra Chiharu Shiota. The Soul Trembles

A cura di Chiara Lee e freddie Murphy

 

Giovedì 28 maggio 2026 ore 19:30

 

MAO Museo d’Arte Orientale

Via san Domenico 11 – Torino

 

Anche per Chiharu Shiota: The Soul Trembles, il MAO presenta Evolving Soundscapes, il public programme curato da Chiara Lee e freddie Murphy che, attraverso una selezione di musicisti e sound artist contemporanei espande e arricchisce la mostra attraverso il suono.

All’interno dello stesso percorso curatoriale si inserisce anche la serie di vinili ideata da Chiara Lee, freddie Murphy e Davide Quadrio, direttore del MAO: un catalogo audio delle mostre temporanee, che finora comprende le uscite di Shigeru Ishihara, Abdullah Miniawy e Park Jiha.
Nell’ottica di collaborazione che contraddistingue l’attività del MAO, per l’edizione 2025-26 il programma si estende oltre gli spazi del museo con concerti co-prodotti e co-curati insieme a OGR Torino, dando vita a una rassegna condivisa, e con Combo, sede dell’evento inaugurale del 21 ottobre.

L’evento di chiusura di Evolving Soundscapes in programma giovedì 28 maggio alle 19:30 è affidato a KASAI, artista di Kyoto che sperimenta con gli antichi stili folk giapponesi fin dal 2015.

Utilizzando il concetto giapponese di 温故知新 (onko-chishin), che significa “sviluppare nuove idee a partire dallo studio del passato”, KASAI lavora sulla creazione di un’espressione del tutto unica della musica folk Ondo e Minyo, infondendola di una modernità ipnotica ed esuberante attraverso beat e ritmi complessi tipici del footwork.

Come molti della sua generazione, KASAI ha vissuto in luoghi diversi, spesso in periferia, e non si riconosce radicato in una cultura folk iper-locale, come sarebbe stato per un artista minyo un secolo fa. Eppure riporta il minyo alle sue radici quotidiane — le realtà materiali della vita di tutti i giorni, con le sue fatiche e le sue gioie senza tempo — offrendo così uno sguardo raro sulla vita della classe lavoratrice contemporanea in Giappone.

Ha pubblicato gli album OWN ℃ (2021) e J/P/N (2023) con l’etichetta Chinabot, ed è il fondatore della tape label Hoge Tapes.

Biglietto unico: 5€ acquistabile in museo e online

Approvato il bilancio CAAT, nuovo CdA e Collegio Sindacale 

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È stato approvato dall’Assemblea dei Soci del CAAT – Centro Agro-Alimentare Torino S.c.pA., riunitasi in data 20 maggio scorso, il bilancio d’esercizio 2025, confermando il consolidamento e lo sviluppo della società, punto di riferimento strategico per la filiera agroalimentare sul territorio torinese e piemontese. L’approvazione del bilancio rappresenta un risultato che conferma la solidità gestionale del Centro e la capacità di proseguire nel percorso di crescita, innovazione e valorizzazione del comparto agroalimentare, in un contesto economico che continua a richiedere attenzione, efficienza e capacità di adattamento. A margine dell’Assemblea, il presidente del CAAT, Fabrizio Galliati, ha dichiarato: “Un ringraziamento ai soci per la fiducia nuovamente accordata al Consiglio d’Amministrazione. A nome di tutto il CdA, desidero esprimere un sincero ringraziamento ai consiglieri uscenti Ornella Cravero e Stefano Cavaglià, che hanno raggiunto il limite dei due mandati, per l’impegno e il contributo offerto in questo biennio. Allo stesso tempo rivolgo il benvenuto ai nuovi componenti del Consiglio, con i quali proseguiremo i lavori di servizio del Centro e dei suoi obiettivi di crescita”.

Il Consiglio d’Amministrazione della società, che rimarrà in carica per il triennio 2026-2028, fino all’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2028, risulta così composto: Presidente del Consiglio d’Amministrazione Fabrizio Galliati: consiglieri sono Alessandro Maria Umberto Altamura, Alessandro Piga, Myriam Michela Alù e Renata Fiorina. È stato inoltre nominato il nuovo Collegio Sindacale, anch’esso in carica per il triennio 2026-2028, fino all’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2028. Il presidente del Collegio Sindacale è Pier Luigi Passoni, sindaci effettivi Roberto Bianco e Anna Merlo, sindaci supplenti Stefano Rigon e Margherita Spaini.

Il CAAT proseguirà il proprio percorso di sviluppo con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente il ruolo del centro quale hub logistico e commerciale strategico per il settore agroalimentare, puntando su sostenibilità, innovazione e qualità dei servizi in favore del territorio.

M.M.