ilTorinese

Accoltella alla gola una donna, fermato dai passanti

Un uomo si aggirava con un coltello da cucina in Corso Giulio Cesare, nel quartiere Barriera Milano.

Intorno alle 22:30 diversi testimoni hanno chiamato il 112 dopo aver visto un individuo che aveva appena ferito alla gola una giovane cittadina cinese che camminava sullo stesso marciapiede. L’aggressore è stato subito bloccato da alcuni passanti, che lo hanno disarmato e trattenuto fino all’arrivo dei Carabinieri del Nucleo Radiomobile.

All’arrivo dei militari l’uomo ha reagito con forte resistenza, senza fornire alcuna spiegazione per il gesto compiuto contro la ragazza. La vittima, una ventiduenne, è stata poi trasportata all’ospedale San Giovanni Bosco, dove i medici, a causa delle gravi ferite riportate, le hanno dato una prognosi di 30 giorni.

L’aggressore, anche lui ventiduenne, senza fissa dimora e con precedenti per reati contro il patrimonio, è stato arrestato in flagranza con l’accusa di tentato omicidio.

L’altalena. Il Torino torna a terra dopo l’illusione

 

Al “Maradona” il Napoli si impone 2-1 al termine di una gara che racconta bene il momento granata: un passo avanti e uno indietro, come su un’altalena.
Dopo la convincente vittoria contro la Lazio, la squadra di D’Aversa si presenta con un atteggiamento prudente, pronta a difendere e ripartire. Ma sono proprio due disattenzioni a indirizzare la partita. Il Napoli colpisce due volte con un Alisson in serata di grazia e con l’ex Elmas, lasciato troppo libero in area e alla sua prima rete stagionale.
Il Torino prova a reagire soprattutto in contropiede, dove costruisce le occasioni migliori. A riaprire la partita ci pensa Casadei, entrato dalla panchina, che accende le speranze granata. Poco dopo arriva anche la grande occasione per il pareggio: Adams si ritrova davanti a Milinkovic-Savic con la palla giusta, ma uno stop sbagliato spegne tutto.
Il finale resta in bilico, ma il risultato non cambia. Per il Toro è un ritorno alla sconfitta e la sensazione di un’occasione sfuggita, tra errori evitabili e quel cinismo che, ancora una volta, è mancato nel momento decisivo.

Enzo Grassano

Garlasco come il caso Dreyfus? il ragionevole dubbio di Vitelli – Zola

Se il “caso Garlasco” può essere considerato un nuovo caso Dreyfus, allora il magistrato Stefano Vitelli è certamente un nuovo Emile Zola e il suo saggio ” Il ragionevole dubbio di Garlasco” (Piemme, febbraio 2026, euro 18,90 con la collaborazione del giornalista della Stampa Giuseppe Legato ) un nuovo J’accuse. Certo i persecutori del capitano di origine ebraica Alfred Dreyfus e le irregolarità e le illegalità commesse nel corso del processo che lo vide condannato per alto tradimento, non sono da paragonare, al delitto più discusso d’Italia dal secondo dopo guerra, nei media e tra la pubblica opinione. Il parallelismo tra la condanna in Cassazione di Alberto Stasi per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi e la condanna del capitano francese però, risulta leggendo questo testo, molto pertinente. Le parole di questo appassionato giudice italiano, in difesa dell’imputato da lui assolto in Appello, nell’ormai lontano 2009, sono certamente ispirate da senso di giustizia, esercizio meticoloso del dubbio filosofico e grande motivazione nella ricerca della verità. E se questo testo non scuoterà la coscienza di un Theodor Herzl tale da indurlo a scrivere Der Judenstaat, certo indurrà molti lettori italiani a capire attraverso quanti e quali errori epistemologici oggi sia in carcere da diciannove anni, un non desunto colpevole e presunto innocente. In centotrentacinque pagine molto scorrevoli e chiare, il giudice toscano rievoca i giorni tormentati, le scelte e le interpretazioni documentali, che lo hanno portato ad emettere una sentenza di assoluzione e che oggi alla luce della nuova istruttoria riaperta lo scorso anno e dell’incidente probatorio ancora in corso, aprono seri interrogativi sulla definitiva condanna subita dal “bocconiano dagli occhi di ghiaccio”.

Emessa nel  2014 in Appello bis, confermata in Cassazione nel 2015. Viene riesaminata la telefonata al 118 di Alberto Stasi, attraverso la commovente ‘consulenza’ di un amico ormai defunto del giudice viareggino, ritrovato e reincontrato in Garfagnana dopo gli anni del liceo. Questi gli fa da prova del ”doppio cieco”, confortandolo della spontaneità della voce impaurita del giovane studente universitario. Viene riportata la testimonianza della signora Bermani riguardo alla bicicletta da donna utilizzata dal misterioso assassino della povera Chiara che scagionerebbe il giovane della lomellina. Ripubblicata la Bpa ( analisi della formazione delle macchie e tracce di sangue ). Sono ricostruite le circostanze che portarono all’elaborazione della nuova perizia informatica, che permise di costruire un alibi abbastanza solido al giovane laureando pavese, in parallelo alle risultanze della prima autopsia. Rievocati i momenti di quel nefasto lunedì 13 agosto 2007, in cui Alberto Stasi scoprì il cadavere della compagna nella villetta di via Pascoli. Le incongruenze e assurdità controfattuali, nella mancanza delle impronte non repertate nella casa, nell’analisi della camminata del presunto reo. Rispetto al gravoso compito di decidere della vita delle persone ”il dubbio ragionevole non vuole distruggere, vuole anzi costruire, favorendo soluzioni solide, ponderate. Poco importa se occorre più tempo, più fatica. Poco importa se alla fine l’esito non è bianco o nero: sarà meno spettacolare, ma più giusto” così il dottor Vitelli nel finale del libro. Così in un abbraccio accorato il qui ”testimone di penna”.

Aldo Colonna

“Slavika Festival” ritorna a Torino

Nona edizione della manifestazione dedicata alle culture slave

Da giovedì 12 a domenica 15 marzo

Quattro giorni di incontri, mostre, presentazioni e workshop. Tre le location ospitanti: l’“Unione Culturale Franco Antonicelli” (via Cesare Battisti, 4), il “Circolo dei lettori e delle lettrici” (via Bogino, 9) e il “CineTeatro Baretti” (via Giuseppe Baretti, 4). E’ un applaudito ritorno sotto la Mole, quello di “Slavika”, il primo Festival italiano dedicato alle “culture slave”, organizzato dall’Associazione Culturale (con sede in via Madama Cristina 47, a Torino) “Polski Kot” e con il sostegno (tra i molti) del “Consolato della Repubblica di Polonia” in Milano e del “Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne” dell’Ateneo torinese. Ormai giunto alla sua nona edizione, l’evento prevede, anche quest’anno, l’arrivo a Torino di illustri ospiti internazionali provenienti dall’area balcanica, dalla Lettonia, Polonia, Ucraina e Repubblica Ceca.

“La IX edizione di Slavika – afferma la vice-presidente dell’Associazione, Anastasia Komarova –  è un laboratorio in cui fotografiaarte e gioco si incontrano creando uno scambio diretto con il pubblico. Grazie alla presenza di ospiti in arrivo da tutta l’area slava, il Festival trasforma Torino in un crocevia di dialogo interculturale e partecipazione attiva. L’obiettivo è dare vita a una contaminazione di linguaggi e storie, capaci di attraversare e coinvolgere tutte le forme d’arte: dalla poesia alla musica, dal cinema all’illustrazione.

Luca Bosonetto, vicepresidente di “Arci Torino”, fra i sostenitori principali del Festival: “Slavika è da anni uno dei contenuti culturali più preziosi che vengono prodotti nella nostra ‘Rete’. I tempi che viviamo rendono necessario ribadire il legame tra il dialogo transculturale e le arti, per un mondo di pace, e questo Festival rappresenta una certezza, in questo senso”.

Il via giovedì 12 marzoalle 18, all’“Unione Culturale Franco Antonicelli”, dove verrà presentato il programma della IX edizione del Festival con un aperitivo dai “sapori balcanici”. La serata proseguirà alle 19 con il vernissage della mostra fotografica “Qui il sentiero si perde. Viaggio fotografico in Asia Centrale” del fotografo marchigiano di Senigallia, Tommaso Aguzzi, a cura di Anna Mangiullo, seguito alle 20,30 da “Versoteka”performance poetico-musicale del Gruppo lettone di lingua russa “Orbita” (Semen Chanin e Sergej Timofeev) con Massimo Maurizio e le musiche di “SabaSaba”. Chiuderà la prima giornata il “PJ set – Poetry Jockey” del poeta di Riga Sergej Timofeev.

Sarà invece dedicata a due workshop di traduzione (dal russo, condotto da Massimo Maurizio sulle opere di Elena Fanajlova e dall’ucraino, curato da Alessandro Achilli Yaryna Grusha, sui poeti Artur Dron e Yaryna Čornohuz) la mattinata di venerdì 13 marzo, sempre all’“Unione Culturale”. Alle 18,30 il festival si sposterà al “Circolo dei lettori e delle lettrici” per la presentazione di “Lusitania” (“Bottega Errante Edizioni”) con l’autore serbo Dejan Atanacković, in dialogo con Neira Merčep e Vesna Šćepanović. La chiusura del venerdì vedrà il ritorno alle 20,30 all’“Unione Culturale” per un dialogo e reading poetico tra la scrittrice Elena Fanajlova Massimo Maurizio.

Sabato 14 marzoalle 10, l’“Unione Culturale” ospita in contemporanea un workshop di illustrazione e poesia curato da Kalina Muhova e un laboratorio di traduzione dal serbo-croato curato da Olja Perišić e Miriam Canavese. Nel pomeriggio, alle 15, appuntamento al “CineTeatro Baretti” per l’evento “Campioni senza nazione”: la proiezione di “The Lost Dream Team” di Jure Pavlović sull’epica jugoslava del basket, seguita dall’incontro con il regista in dialogo con Sebastiano PucciarelliDalle 18, ritorno in via Cesare Battisti per il talk sulla graphic novel “Stretta al cuore” con l’autrice Štěpánka Jislová, mentre alle 20,30 il “Circolo dei lettori e delle lettrici” ospiterà l’incontro con Andrei Kurkov per la presentazione di “La nostra guerra quotidiana” (Keller Editore), in dialogo con Monica Perosino e Vesna Šćepanović.

L’ultima giornata, domenica 15 marzo, si apre alle 14 con un momento ludico e storico: il gioco di società “Postani Partizan!Diventa Partigiano!”, condotto dallo storico Eric Gobetti, per rivivere la lotta partigiana slovena del 1941. Alle 19, dopo il reading dei poeti Stanisław Kalina Jaglarz e Anna Adamowicz, spazio al cinema con le proiezioni dei corti “LINIE” e “La Lunga Vacanza”, seguite da un dibattito con i registi Vittorio Zampinetti e Davor Marinković. Chiusura ufficiale alle 21,30 con la performance artistica “Bis, bis, bis.. di bocca in bocca” di Rada Koželj e “Virgo Torino”.

Per ulteriori info e programma nel dettaglio: www.polskikot.it

g.m.

Lo giuro!

I nati fino al 1986 compreso, cioè sottoposti all’assolvimento della leva obbligatoria, ricorderanno sicuramente il momento del giuramento collettivo.

Un mese di preparativi, marce, saluti, maneggio del fucile Garand (e, saltuariamente, FAL e MG) e poi, in pochi minuti, si passava da recluta a soldato.

Solitamente era il Colonnello Comandante dell’unità dove si frequentava il C.A.R: (Centro Addestramento Reclute) a recitare la formula di rito che si concludeva con la frase “Reclute del XY scaglione 19YY, lo giurate voi?” E in coro le reclute gridavano “Lo giuro!”.

Era il completamento della fase di addestramento e l’inizio di quella successiva, l’incorporamento nel reparto di destinazione al quale si era indirizzati d’ufficio.

Con la sospensione della ferma obbligatoria, i nostri giovani non hanno più l’obbligo di prestare giuramento alla Patria (e, quindi, di servirla per 12 mesi) ma quasi tutti ignorano che essa è stata, appunto, solo sospesa e non abrogata.

Il Governo sta, infatti, valutando in che modo ripristinarla, alla luce delle mutate esigenze di difesa, della alienazione di numerose caserme e, in generale, dei tempi che cambiano.

Parimenti, pochi sanno che ogni Comune continua ad inserire, al compimento del 17° anno, i maschi ivi residenti nella lista di leva e che, entro il 10 aprile, l’elenco con i maschi tra i 18 ed i 45 anni viene inviato al Ministero per un eventuale richiamo in caso di guerra o per altra necessità.

La situazione attuale, alla luce di quanto avvenuto in Iran e nei Paesi mediorientali, rende meno lontano un richiamo, anche solo come contingente di pace, degli italiani di sesso maschile.

Sorgono spontanee alcune riflessioni: come può un italiano tra i 40 ed i 45 anni (quando la leva obbligatoria era in vigore) ricordare come si usa un’arma, i gradi, il regolamento di disciplina (modificato nel 1986) e, in generale, essere utile alla Patria?

Chi, invece, non abbia assolto gli obblighi (esonerato per esuberanza di leva, nato dopo il 1986, come potrà essere formato proficuamente, specie se il richiamo riveste carattere d’urgenza?

Ultimo: considerando l’indole dei nostri giovani attuali, che sono quanto di più lontano esista dalla disciplina, come riusciranno a sopravvivere ad un regime dove o ti adegui o la tua ferma raddoppia per la somma di punizioni cui verrai sottoposto e che dovrai scontare a fine ferma?

Per chi non lo sapesse, la disciplina militare segue regole e codici ben precisi (Codice penale militare di pace e Codice penale militare di guerra) e non è contemplato che i genitori vadano a picchiare il comandante di squadra, di plotone, di compagnia o di reggimento se il figlio è stato punito, se il rancio non è come quello di mamma o per qualsivoglia altra lamentela.

Idem se rientri tardi in caserma e, credendo di sfuggire al controllo, non ti fermi quando la sentinella ti intima l’altolà; dopo il terzo “altolà” seguito da “fermo o sparo” è inevitabile che il militare in ritardo venga usato come bersaglio dalla sentinella con il suo fucile Beretta 160.

Uno dei nostri atavici problemi è saper scindere i desideri dalla realtà, la voglia di pace con la realtà mondiale, quello che si spera con quello che è.

Con la sospensione della leva obbligatoria qualcuno ipotizzò che, a fronte del diminuito numero di militari di leva, vi sarebbero stati molti volontari se non altro per lo stipendio sicuro, vitto e alloggio, ecc. Questo riguarda, naturalmente, anche le forze dell’ordine ed i VV.FF. Se questi ultimi hanno sopperito alle necessità facendo massiccio ricorso ai volontari, Polizia di Stato e Carabinieri sono ancora in carenza di organico. I Carabinieri, per giunta, che sono anche Polizia militare, sono passati dal reclutamento diretto a quello per concorso, il che ha reso ancora più difficile risanare gli organici.

Sperando, sia chiaro, che il nostro Paese non debba entrare in guerra per alcuna ragione, sorge spontanea una domanda: nel caso fossimo chiamati a combattere ne morirebbero più per mano dei nemici o per l’incapacità di sopravvivere lontano dal falò domestico?

Sergio Motta

Settimo Torinese, nove negozi formati per accogliere persone autistiche

Mercoledì 4 marzo scorso, presso la Biblioteca Archimede, Sala Levi, si è  tenuta la serata conclusiva di Sold Aut, il progetto ideato e promosso da CSEN Piemonte per rendere negozi e attività commerciali luoghi in cui le persone autistiche possano sentirsi  davvero a proprio agio, con meno fraintendimenti,  più chiarezza nella comunicazione, tempi rispettati, attenzione agli stimoli e alle esigenze individuali.
La prima fase si chiude con un risultato concreto. Nove attività commerciali hanno già aderito e completato la formazione in loco rivolta a titolari e dipendenti.  Sono nove realtà diverse tra loro dall’ottico alla pasticceria, dal parrucchiere ad altre attività di servizi e vendita, che raccontano un dato importante. L’inclusione non resta un principio astratto, ma una competenza quotidiana dentro i luoghi più frequentati della città.

Durante la serata, oltre ai ringraziamenti  e alle testimonianze, è  stato avviato  un primo esame dei dati raccolto  lungo il percorso, per leggere i risultati emersi e orientare i prossimi sviluppi. A conclusione, alle attività coinvolte, sono stati consegnati gli attestati di partecipazione,  segno visibile dell’impegno assunto.
“Sold Aut nasce da un’idea semplice. Se vogliamo che le persone autistiche si sentano davvero accolte, dobbiamo agire nei luoghi di ogni giorno. Formare nove attività significa creare nove spazi più  comprensibili, più rispettosi e capaci di mettere a  proprio agio. E adesso rilanciamo  in primavera ed estate vogliamo allargare la rete e superare le venti attività coinvolte, perché l’inclusione funziona quando diventa abitidine del territorio – dichiara  Gianluca Carcangiu, presidente CSEN Piemonte.

Determinanti sono stati il sostegno e il supporto del Comune di Settimo Torinese e dell’Assessora Carmen Vizzari , con deleghe allo Sviluppo Economico, commercio e mercati cittadini, che hanno creduto fin dall’inizio nel valore del progetto e nella possibilità di costruire una rete commerciale più  attenta alla comunità.
Alla serata erano anche presente la Vicesindaca Gabriella Silvana Brusato del Comune di Gassino Torinese, a conferma  di un  interesse che può far scuola anche oltre i confini cittadini.
Sold Aut proseguirà in primavera e estate con l’obiettivo di ampliare la partecipazione,  consolidare le buone pratiche e rendere sempre più riconoscibile un commercio capace di accogliere le differenze con competenza e rispetto.
Mara Martellotta

Attività fisica e colazione degli italiani

L’80% MODIFICA LA PROPRIA COLAZIONE QUANDO SI ALLENA. FRUTTA CAPOSALDO DEL PRIMO PASTO DELLA GIORNATA, MERENDINA UNA DELLE ALTERNATIVE

È la fotografia scattata da AstraRicerche per conto di Unione Italiana Food, che accende i riflettori sul fenomeno degli “sportivi” del mattino e su come cambiano le abitudini a colazione.

Un trend – quello di chi si allena di mattina – che riguarda il 32% degli italiani, per cui l’attività fisica è un momento quasi quotidiano. Il dilemma è sempre lo stesso, colazione prima o dopo l’allenamento?

Quasi la metà di coloro che praticano sport al mattino (45%) mangia qualcosa di leggero prima dell’attività fisica e completa la colazione con uno spuntino subito dopo, mentre circa 4 su 10 si allenano a digiuno o prendono solo un caffè e fanno colazione dopo. Il Prof. Michelangelo Giampietro, specialista in medicina dello sport e in scienza dell’alimentazione: “Saltare la colazione aumenta il rischio di farsi male in allenamento, il suggerimento è sempre quello di mangiare qualcosa”

Gli italiani sembrano prestare sempre più attenzione alla propria forma, anche se ciò significa alzarsi presto: 1 su 3 (32%) infatti pratica attività fisica al mattino. C’è chi infila le scarpe da running quando fuori è ancora buio, chi si ritaglia un’ora di yoga a casa prima di uscire e chi entra in vasca a nuotare per poi recarsi a lavoro. E la colazione? Quasi la metà di coloro (45%) che fanno attività fisica al mattino opta per un primo pasto della giornata leggero prima dell’allenamento, per poi completarlo con uno spuntino dopo il workout. Mentre il 37% sceglie il digiuno, concedendosi al massimo un caffè o qualcosa di molto leggero e rimandando la colazione a fine allenamento.

Sono alcuni degli highlights che emergono dall’indagine “La colazione degli sportivi al mattino”, commissionata ad AstraRicerche da Unione Italiana Food, Associazione di categoria aderente a Confindustria. Lo studio è stato realizzato attraverso un questionario posto a un campione rappresentativo dei 18-60enni italiani che praticano sport o fanno attività fisica al mattino.

CAMMINATA VELOCE, RUNNING E GINNASTICA LE ATTIVITÀ PIÙ IN VOGA AL MATTINO

L’attività fisica è un’abitudine frequente, quasi quotidiana: fra quanti si allenano a inizio mattina, il 44% lo fa almeno 4 giorni alla settimana, a cui si aggiunge una schiera di fedelissimi – ben 1 sportivo su 4 (24%) – che non salta nemmeno un giorno di allenamento.

Camminata veloce (40%), running (29%), ginnastica (22%), pilates e yoga (18%) sono le attività più praticate dagli italiani. Più o meno il campione degli sportivi del mattino si divide tra chi pratica attività fisica all’aperto (53%) e chi al chiuso (47%).

La voglia di allenarsi supera quella di rimanere nel letto a dormire. Tra i più mattutini, infatti, il 35% inizia la propria sessione di training già prima delle 7.00, mentre 1 su 4 (24%) lo fa tra le 7.00 le 8.00. Ma c’è anche chi se la prende più comoda: 4 su 10 cominciano dopo le 8.00.

FRUTTA ALIMENTO PREFERITO, MERENDINE E BISCOTTI SCELTI DA 1 ITALIANO SU 3 CHE FA ATTIVITÀ FISICA

L’80% degli intervistati che fanno attività fisica al mattino varia la propria colazione. L’allenamento modifica soprattutto le quantità: 7 italiani su 10 dichiarano di mangiare o bere di più nelle sessioni di training (68%), assumendo in particolare bevande per idratarsi (36%), consumando un pasto più nutriente dopo lo sport (29%) o prima dell’allenamento (15%).

In oltre la metà dei casi (54%), l’alimento che prevale nella colazione dagli sportivi è la frutta, sia nella versione secca che fresca. A seguire, per il 41% non possono mancare fette biscottate o pane e crema spalmabile, marmellata, burro o miele e quasi 1 sportivo su 3 (31%) apprezza particolarmente biscotti e merendine. Queste ultime, 8 volte su 10 trovano spazio – anche se in maniera diversificata nel corso della settimana – nella colazione di chi pratica attività fisica (85%), in linea con le indicazioni dei nutrizionisti che suggeriscono di consumarle in media 1-2 volte a settimana.

MERENDINE FARCITE IN TESTA TRA I GUSTI PREFERITI, INTEGRALI E AD ALTO CONTENUTO PROTEICO I TREND

Sebbene il fascino di una referenza farcita – con crema al cioccolato, nocciola, latte o confettura di frutta – resti la scelta preferita a colazione per 4 italiani su 10 che si allenano al mattino (41%), i dati dell’indagine AstraRicerche evidenziano buone performance per le merendine della cosiddetta area benessere: il 22%, per il primo pasto della giornata, punta sulle varianti integrali, il 21% predilige prodotti senza zuccheri aggiunti e il 19% sceglie merendine ad alto contenuto proteico.

Fra gli sportivi che consumano merendine a colazione, in 4 casi su 10 la preferenza va ai croissant (42%). A seguire in questa speciale classifica ci sono i plumcake (30%), i pancake (25%), i muffin (22%) e le merendine refrigerate (22%). Infine, troviamo le crostatine (20%,) le tortine (16%), le sfoglie (13%), i panini arricchiti (12%) e i trancini (10%).

CAFFÈ IN TESTA ALLE BEVANDE CHE ACCOMPAGNANO LA COLAZIONE DEGLI ITALIANI CHE SI ALLENANO

Passando alle bevande tipiche della colazione, 4 italiani su 10 che fanno attività fisica al mattino scelgono in primis il caffè (39%), seguito dal trittico composto da yogurt, skyr e kefir (33%), poi da tè, tisane e infusi (26%) e spremute (26%). Subito dopo troviamo il latte nelle varie declinazioni (25%), i succhi di frutta (19%) e il cappuccino (19%). Inoltre, per più di 1 intervistato su 3 (35%), nel segno della corretta reidratazione non può mancare mai l’acqua a colazione.

IL CONSIGLIO DELL’ESPERTO PRIMA E DOPO L’ALLENAMENTO

In generale non si dovrebbe mai iniziare un’attività fisica con alle spalle un digiuno superiore alle 3-4 ore, afferma il Prof. Michelangelo Giampietro, specialista in medicina dello sport e in scienza dell’alimentazione. “Saltando la colazione si corre il rischio di farsi potenzialmente male in allenamento. Se si è a digiuno da molte ore, cala la glicemia e il glicogeno muscolare non è ricaricato a sufficienza, quindi se non si sostiene l’attività fisica con la colazione i muscoli possono andare incontro a qualche lesione più o meno grave. Anche per chi al mattino ha lo stomaco chiuso il suggerimento è quello di idratarsi e mangiare comunque qualcosa, anche dei biscotti o una merendina a ridosso dell’allenamento, con preferenza per alimenti ricchi di carboidrati, con poche proteine e pochissimi grassi, purché non si resti a digiuno.”

E una volta terminata la sessione? “Dopo l’allenamento è sempre necessario – a maggior ragione quando ci si è allenati a digiuno – consumare quanto prima possibile un “pasto” post-allenamento, prosegue il Prof. Giampietro. In questa fase, infatti, l’organismo ha bisogno di recuperare i liquidi persi con il sudore, l’energia consumata con il lavoro muscolare e riparare gli inevitabili, e per certi versi “desiderabili”, danni che si verificano nei muscoli quando ci si allena. Alimenti e snack che abbinano insieme carboidrati (semplici e complessi) e proteine, con una netta prevalenza dei primi che sono la scelta migliore per un recupero più rapido ed efficace”.

CS

 

L’8 marzo nei musei e Residenze reali sabaude 

Ingresso gratuito per tutte le donne, concerti, spettacoli, itinerari culturali

 

 

 

Musica, teatro, arti visive. Nella Giornata internazionale della donna, domenica 8 marzo 2026, le Residenze reali sabaude, i musei e i luoghi della cultura dei Musei nazionali Piemonte propongono un programma che mette in relazione linguaggi diversi e patrimoni storici, affiancato dall’ingresso gratuito per tutte le donne a Palazzo Carignano, Villa della Regina e ai Castelli di Moncalieri, Agliè e Racconigi.

 

Alle 11 il Salone d’Onore di Villa della Regina diventa il palcoscenico del concerto Le Nuove Musiche – Accenti Diversi, realizzato in collaborazione con l’Associazione Musicaviva. Il Coro Voxel di Roma, diretto da Filippo Stefanelli, e l’Insieme Polifonico Femminile San Filippo Neri, diretto da Daniela Lepore, costruiscono un dialogo tra repertori e scritture musicali differenti.

Alle 17.30, nella Sala Nuova del Castello di AglièFate le brave, la performance teatrale firmata dall’artista, psicologa e terapeuta Claudia Vigneti, che intreccia arte e riflessione in uno spettacolo coinvolgente e contemporaneo. L’ingresso è gratuito con offerta (parte del ricavato sarà devoluto alla LILT – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, Delegazione di Brandizzo, a sostegno della prevenzione oncologica).

Nel corso della giornata, i percorsi museali si arricchiscono di itinerari culturali che attraversano arte e suggestioni orientali. A Palazzo Carignano è esposto Belisario chiede l’elemosina di Legnanino, opera di forte impatto narrativo; al Castello di Moncalieri la mostra Fammi un quadro del sole, promossa con l’Università di Torino, mette in dialogo la poesia di Emily Dickinson con le opere di Matilde Domestico e Floriana Porta; al Castello di Agliè l’allestimento Ricordi di viaggio presenta dipinti giapponesi e kakemono, aprendo uno sguardo sulle relazioni tra culture e immaginari.

Sono aperti anche l’Abbazia di Vezzolano e le Aree archeologiche di Industria e Augusta Bagiennorum, che confermano l’ingresso gratuito per tutte le persone.

Castello di Agliè_credit Dario Fusaro per Consorzio delle Residenze Reali Sabaude

Orari di apertura di domenica 8 marzo

Palazzo Carignano – 10-13 e 14.15-18.00 (ultimo ingresso 17)

Villa della Regina – 9.30-18 (ultimo ingresso 17)

Castello di Moncalieri – 10-18 (ultimo ingresso 17)

Castello di Agliè – 9-13 (ultimo ingresso 12) e 14-18 (ultimo ingresso 17)

Castello di Racconigi – 9-19 (ultimo ingresso 18)

Abbazia di Vezzolano – 10-17 (ultimo ingresso 16.30)

Area archeologica di Industria – 10-12.30 e 14.30-17.30 su prenotazione (athena.as.culturale@gmail.com; 379 1592724)

Area archeologica di Augusta Bagiennorum – 7-18

 

Biglietti

Per Palazzo Carignano, Villa della Regina e i Castelli di Agliè e Racconigi acquisto dei biglietti online su https://www.museiitaliani.it/

Per il Castello di Moncalieri prenotazione obbligatoria con acquisto anticipato del biglietto online su https://lavenaria.museitorino.it/categoria/castello-di-moncalieri/

 

Info

https://museipiemonte.cultura.gov.it/index.php/musei-e-luoghi-della-cultura/

 

Decathlon Wansport Padel Cup, torneo diffuso di padel

IL PIU’ GRANDE DEL PIEMONTE

7 aprile – 21 giugno 2026

65 circoli attivi, circa 400 giocatori

La Decathlon Wansport Padel Cup è il più grande torneo diffuso di padel mai organizzato in Piemonte e uno dei più grandi d’Italia. Un format rivoluzionario che, per la prima volta, dal 7 aprile al 21 giugno, trasforma il Piemonte in un unico grande campo di gioco interconnesso: 65 circoli coinvolti, circa 400 giocatori iscritti alla prima edizione e una community che segue in tempo reale l’andamento delle partite grazie a un’infrastruttura digitale proprietaria. Non un semplice torneo, ma un nuovo standard competitivo e organizzativo per il padel italiano.

 

A ideare questo modello è Wansport, piattaforma digitale specializzata nella gestione e nella connessione dello sport, oggi vera e propria infrastruttura tecnologica, per club e giocatori. Con oltre 2.000 club attivi, più di 13.000 risorse prenotabili e oltre 20 milioni di prenotazioni gestite solo nel 2025, Wansport connette una community di 3,4 milioni di utenti registrati. In Piemonte sono 160 i club che utilizzano Wansport, con 318 utenti attivi. Numeri che rendono possibile un torneo “phygital” – fisico e digitale insieme – capace di coordinare in modo sincrono circoli anche geograficamente distanti, garantendo aggiornamenti live, gestione centralizzata dei match, classifiche integrate e un’esperienza unificata per tutti i partecipanti.

 

La Decathlon Wansport Padel Cup – promossa da Wansport e patrocinata dalla Città di Torino. Assessorato allo Sport – introduce per la prima volta nel panorama nazionale un circuito diffuso che supera il modello tradizionale concentrato in un’unica venue. Ogni club affiliato diventa tappa attiva del circuito, ogni giocatore parte di un ecosistema interconnesso. Una vera community del torneo che si sviluppa sull’esperienza già consolidata della community padel costruita da Wansport negli ultimi anni.

Il Piemonte è tra le regioni italiane a più alta densità padelistica. Secondo la Federazione Italiana Tennis e Padel, il movimento nazionale conta oltre 1,5 milioni di praticanti e più di 9.000 campi attivi, con il Nord-Ovest tra le aree più dinamiche.

Dai circoli storici ai nuovi impianti, dalla collina torinese alla cintura ovest e nord, passando per il Canavese, Carmagnola, Ivrea, Biella, Bardonecchia e Pinerolo, la Wansport Padel Cup coinvolge strutture di ogni dimensione e tradizione, trasformandole in veri palcoscenici per i loro giocatori e rendendo ciascun club protagonista di un evento unico.

Il torneo prende avvio il 7 aprile e le finali si disputeranno il 20 e 21 giugno 2026 in due delle location simbolo del padel torinese, il Palavillage e il Motovelodromo, che ospiteranno l’evento conclusivo con esperienze immersive, presenza di brand, momenti di intrattenimento e il WPC Padel Party.

 

Inoltre, durante la finale del 21 giugno, ci sarà una partita del Torneo VIP di Italy Padel Tour con le Football Legends, che vedrà scendere in campo alcune grandi figure del calcio italiano. Hanno già confermato la loro partecipazione Nicola Amoruso, Cristian Brocchi, Alessio Tacchinardi e Mark Iuliano, protagonisti di una giornata di sport e spettacolo all’insegna del padel.

 

 

“Torino diventa ancora una volta laboratorio d’avanguardia per lo sport grazie alla Decathlon Wansport Padel Cup, una manifestazione che, da aprile a giugno, abbatterà i confini dei singoli circoli per creare un unico grande campo da gioco che unirà Torino, la sua provincia e tutto il Piemonte. – dichiara l’Assessore Domenico Carretta – Il padel ha dimostrato in questi anni una capacità straordinaria di aggregazione e questo torneo, con il suo format ‘phygital’, rappresenta lo step successivo: una community interconnessa che valorizza l’impiantistica locale, dai circoli storici ai centri più moderni. Siamo orgogliosi che le finali si disputino in due luoghi simbolo della nostra città come il PalaVillage e il Motovelodromo, a testimonianza di una Torino che sa fare squadra e che continua a investire nella promozione dello sport per tutti.”

 

Decathlon, in qualità di Title Sponsor, conferma il suo impegno nello sviluppo del padel attraverso progetti ad alto impatto territoriale e tecnologico. Al suo fianco, partner come BIAUTO e Liquid I.V. rafforzano il posizionamento della manifestazione come evento di riferimento nel panorama del padel. media partner Padel Magazine.

Le iscrizioni sono aperte fino al 31 marzo sul sito ufficiale https://wpc.wansport.com/iscriviti/: i giocatori possono registrarsi, selezionare la categoria e completare l’iscrizione tramite app, gestendo calendario, risultati e ranking in tempo reale. È questa l’essenza del format: rendere ogni match parte di un racconto collettivo, connesso e continuo.

 

https://wpc.wansport.com/