ilTorinese

Note di Classica: Fazil Say, Renaud Capucon e Simon Trpceski, le “stelle” di gennaio

Giovedì 8 alle 20.30 e venerdì 9 alle 20, all’Auditorium Toscanini, l’Orchestra Rai diretta da Andrès Orozco-Estrada e con Ettore Pagano al violoncello, eseguirà musiche di Berlioz, Saint-Saens, Respighi. Venerdì 9 alle 20.30 per Lingotto Musica all’Auditorium Agnelli, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretta da Manfred Honeck e con Simon Trpceski al pianoforte, eseguirà musiche di Weber, Cajkovskij, Dvoràk.

Mercoledì 14 alle 20.30 al conservatorio G. Verdi, per l’Unione Musicale, Renaud Capucon violino e Guillaume Bellon pianoforte, eseguiranno musiche di Brahms. Giovedì 15 alle 20.30 per “I Pianisti del Lingotto”, nella Sala 500 del Lingotto, Angela Hewitt pianoforte, eseguirà musiche di Bach. Giovedì 15 alle 20.30 e venerdì 16 alle 20 all’Auditorium Toscanini, l’Orchestra Rai diretta da Ottavio Dantone e con Nicola Patrussi oboe, eseguirà musiche di Richard Strauss. Sabato 17 alle 18 al teatro Vittoria per l’Unione Musicale, il Trio Quodlibet eseguirà musiche di Bach, con un invito all’ascolto di Antonio Valentino. Domenica 18 alle 16.30 per l’Unione Musicale, i PICello Bros. eseguiranno musiche di Beethoven, Chopin, Molinelli.

Lunedì 19 alle 20 al teatro Vittoria per l’Unione Musicale, il Duo Repicco eseguirà musiche di de Visèe, Couperin, Couperin-de Visèe, von Westhoff. Martedì 20 alle 20, al teatro Regio, debutto de “La Cenerentola” di Gioacchino Rossini. Melodramma giocoso in due atti. L’Orchestra del teatro Regio sarà diretta da Antonino Fogliani. Repliche fino a Martedì 27. Martedì 20 alle 20 al teatro Vittoria per l’Unione Musicale, Paolo Angeli chitarra sarda preparata e voce, presenta in concerto l’album “Lema”. Mercoledì 21 alle 20.30 al conservatorio, Natalie Clein violoncello e Cèdric Pescia pianoforte, eseguiranno musiche di Bloch, Lutyens, Schubert, Elias, Brahms. Giovedì 22 alle 20.30 e venerdì 23 alle 20, all’auditorium Toscanini, l’Orchestra Rai diretta da Diego Ceretta e con Fazil Say pianoforte, eseguirà musiche di Ravel, Say, Musorgskij. Martedì 27 alle 20.30 all’ auditorium Agnelli per Lingotto Musica, la Camerata Salzburg con Giovanni Guzzo violino concertatore e Pierre-Laurent Aimard pianoforte, eseguiranno musiche di Haydn e Mozart.

Giovedì 29 alle 20.30 e venerdì 30 alle 20 all’auditorium Toscanini, l’Orchestra Rai diretta da Nicolò Umberto Foron, con Fleur Barron mezzosoprano, eseguirà musiche di Messiaen, Mahler, Rachmaninov. Sabato 31 alle 18 al teatro Vittoria per l’Unione Musicale, Loris Palladino clarinetto, Pietro Beltramo pianoforte, con Antonio Valentino, eseguiranno musiche di Brahms, Debussy, Poulenc.

Pier Luigi Fuggetta

Tragedia Crans Montana, Cirio: “Piemonte pronto a collaborare nei soccorsi”

“Ho comunicato al ministro Tajani e all’ambasciatore italiano in Svizzera, che ho sentito al telefono questa mattina, la piena disponibilità della Regione Piemonte a collaborare con le attività di soccorso e assistenza delle persone coinvolte nella tragedia di Crans Montana in Svizzera – dichiara il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio – Insieme all’assessore alla Sanità Federico Riboldi e all’assessore alla Protezione civile Marco Gabusi abbiamo attivato il nostro sistema sanitaria, offrendo posti letto per ricoverare i pazienti negli ospedali del nord del Piemonte, medici e personale sanitario in grado di gestire situazioni di emergenza. Azienda Zero è già in contatto con i diversi soggetti interessati per mettere a disposizione gli elicotteri del Servizio regionale di Elisoccorso per il trasporto di eventuali pazienti critici negli ospedali regionali sulla base delle richieste che perverranno dal Ministero degli Esteri e dagli organi sanitari europei. Anche il nostro sistema di Protezione civile è pronto a collaborare forte dell’esperienza maturata in tanti missioni internazionali. A nome mio e della Regione Piemonte desidero esprimere il cordoglio ai famigliari delle vittime, e la più sincera vicinanza alla comunità svizzera colpita da questa tragedia. Un ringraziamento a quanti sono impegnati nei soccorsi e nell’assistenza a tutte le persone coinvolte”.

Un risultato record per l’aeroporto di Torino, 5 milioni di passeggeri nel 2025

Stabilito nella stagione invernale più ricca di sempre

Caselle Torinese – Cinque milioni di passeggeri in un anno. L’Aeroporto di Torino chiude il 2025 raggiungendo un record storico e archiviando il suo miglior anno di sempre. Lo scalo, che lo scorso 11 dicembre aveva già superato il primato registrato nel 2024, quando i passeggeri erano stati 4.693.977, conferma così le previsioni positive tracciate all’avvio della stagione invernale.

I torinesi Camilla Taddei e Antonino Imbesi, in arrivo da Barcellona sul volo Ryanair FR774, sono i passeggeri con cui l’aeroporto di Torino ha superato il record dei 5 milioni. Ad accoglierli, l’Amministratore Delegato di Torino Airport Andrea Andorno, insieme a molti dipendenti del Gruppo SAGAT.

Andrea Andorno, Amministratore Delegato di Torino Airport ha commentato:

“Siamo davvero felici di celebrare questo traguardo. L’aeroporto continua a crescere, con nuove rotte aperte nelle scorse settimane e altre che sono già state annunciate per la stagione estiva. Si tratta di un risultato importante che si trasforma in ricadute positive per tutto il territorio con l’economia e l’occupazione locale che ne traggono beneficio. Infatti, lo scalo di Torino, stando ai dati dell’ACI Impact Calculator, genera, tra impatto economico diretto, indiretto, indotto e catalitico, l’equivalente di 35mila posti di lavoro. Desidero infine ringraziare le colleghe e i colleghi del Gruppo SAGAT e tutta la Comunità aeroportuale per l’impegno profuso quotidianamente nell’accogliere i nostri passeggeri, oltre a tutti coloro che in questo anno ci hanno scelto come punto di partenza o di arrivo dei loro viaggi.”

Un anno di cultura: nel 2025 boom di visitatori nei musei torinesi

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Si chiude un anno straordinario per la Fondazione Torino Musei, segnato da rilevanti risultati per quanto riguarda l’attività espositiva, lo sviluppo internazionale, la valorizzazione delle collezioni ma soprattutto per le prospettive di riqualificazione dell’eccezionale patrimonio architettonico.

Un anno che ha consolidato il ruolo dell’ente quale sistema culturale dinamico, autorevole e capace di coniugare visione a lungo termine, qualità scientifica e apertura a pubblici sempre più ampi.

Al centro di questa visione si collocano due grandi progetti di trasformazione infrastrutturale, di rilevanza nazionale e internazionale, che segnanouna svolta per i musei civici torinesi. Da un lato, l’annuncio del vincitore del concorso internazionale di progettazione per la riqualificazione della GAM– reso pienamente possibile grazie al fondamentale sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo – apre l’avvio della fase di completa riqualificazione del museo, orientata a sostenibilità, accessibilità e rinnovati modelli di fruizione e partecipazione.

Dall’altro, il proseguimento del grande progetto di riqualificazione, restauro e rifunzionalizzazione di Palazzo Madama, sostenuto dalla Fondazione CRT, pone le basi per la nascita del futuro Museo della Città, restituendo al pubblico spazi rinnovati e una nuova narrazione del rapporto tra Torino, la sua storia e le sue comunità. Due interventi distinti ma complementari, che delineano una visione condivisa di museo come organismo culturale in continua evoluzione, contemporaneo, profondamente radicato nel contesto cittadino ma con un chiaro posizionamento e proiezione internazionale.

Accanto a questa forte progettualità, la Fondazione Torino Musei ha perseguito con nuova e diversa convinzione la propria vocazione internazionale, con ben otto mostre realizzate in Europa e in Asiae un’intensa attività di cooperazione e formazione, contribuendo alla diffusione e alla valorizzazione del patrimonio museale della città a livello globale. Gli spettatori delle mostre all’estero sono stati oltre 435.000. A coronare questa proiezione internazionale, il 2025 ha visto il ritorno in Italia della 57ª edizione della Conferenza Annuale di CIMAM – International Committee for Museums and Collections of Modern Art, promossa da CIMAM con il supporto di Fondazione Arte CRT e Fondazione CRT, per la quale Fondazione Torino Musei ha offerto il proprio contributo all’organizzazione.

Sul piano espositivo, il 2025 è stato segnato dal grande successo delle proposte espositive di tutti e tre i musei, apprezzate dal grande pubblico così come dagli specialisti.

La mostra Chiharu Shiota. The Soul Trembles al MAO, oltre a rappresentare una svolta nella programmazione complessiva del Museo verso nuovi pubblici e una dimensione attiva sulla scena contemporanea, è diventata uno dei momenti più rilevanti dell’intera programmazione annuale cittadina e nazionale. Analogamente, la programmazione di Palazzo Madama con l’eccellente mostra Vedova Tintoretto. In dialogo e con quella della GAM NOTTI. Cinque secoli di stelle, sogni, pleniluni. Tutti progetti di forte rilievo, particolarmente apprezzati dalla critica, di forte fascino per i visitatori e capaci di confermare la funzione dei musei come spazi di approfondimento, dialogo e ricerca.

Artissima, diretta da Luigi Fassi, alla sua trentaduesima edizione, una delle migliori edizioni di sempre, con un progetto culturale senza pari e con la partecipazione di gallerie da 5 continenti e la presenza a Torino del miglior parterre del mondo dell’arte contemporanea nazionale e internazionale. Artissima continua a confermarsi al vertice dell’eccellente sistema dell’arte contemporanea con il ruolo di piattaforma internazionale di riferimento contribuendo in modo significativo al posizionamento di Torino non solo nel circuito globale delle fiere e degli eventi culturali, ma più radicatamente quale uno dei centri di riferimento nazionale nell’ambito dell’arte contemporanea.

Luci d’Artista grazie al profondo impulso dato al progetto dalla Fondazione e dal curatore Antonio Grulli, ha contribuito a rinnovare il rapporto tra arte contemporanea e città, ha trasformato lo spazio urbano in un’esperienza culturale diffusa e ha rafforzato, anche grazie alle nuove sezioni collaterali, Costellazioni e Duet, la dimensione nazionale e internazionale del progetto.  La straordinaria edizione 2025, arricchita da cinque nuove opere di artisti internazionali, si è confermata come uno dei progetti dinamici e attrattivi della Fondazione e come appuntamento imprescindibile dell’autunno-inverno cittadino, con una sua naturale estensione ai restanti mesi dell’anno attraverso un public programinnovativo e coinvolgente per una platea di pubblici in costante rinnovamento. Particolarmente significativo è il programma di conservazione e restauro del patrimonio di opere d’arte, a garanzia della futura continuità del progetto, coronato quest’anno dal monumentale reenactement dell’opera di Joseph Kosuth  Doppio Passaggio sulle fiancate del Ponte Vittorio Emanuele. Sono tutti fattori di crescita della manifestazione, che a oggi rappresenta uno dei più rilevanti progetti di arte nello spazio pubblico a livello internazionale.

In questo contesto, GAM, MAO, Palazzo Madama e Artissima hanno accolto complessivamente 650.777 visitatori, a cui si aggiungono circa 435.000 presenze registrate dalle mostre realizzate all’estero: Fondazione Torino Musei raggiunge così complessivamente oltre un milione di utentiincontrati a livello nazionale e internazionale, a conferma della solidità e attrattività di un sistema museale capace di operare con continuità tra dimensione locale e proiezione globale.

Nello specifico, nel corso dell’anno Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica ha superato le250.000 presenze e la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea i 220.000visitatori, confermando la varietà e qualità della loro programmazione. Il MAO Museo d’Arte Orientaleha registrato un significativo incremento di presenze, raggiungendo oltre 138.000 visitatori.

A conferma della rilevanza delle attività della Fondazione come motori di coesione sociale e di partecipazione culturale, nel corso del 2025 è proseguita un’azione significativa e continuativa sul territorio, che ha coinvolto un pubblico ampio e diversificato — insegnanti, studenti, famiglie, adulti e persone con disabilità — permettendo a tutti di vivere il museo in modo attivo attraverso la partecipazione alle numerose iniziative proposte.

Il 2025 in numeri

 

  • 225.952 sono stati i visitatori registrati allaGAM, 138.764 al MAO, e 251.561 a Palazzo Madama; 34.500 sono state le presenze adArtissima.

Nel corso del 2025 la Fondazione Torino Musei ha realizzato:

  • 21 mostre e progetti espositivi nei tre musei, tra grandi mostre temporanee, riallestimenti e percorsi di ricerca
  • 8 mostre all’estero in Cina, Regno Unito, Spagna, Lettonia e Turchia
  • 194 eventi, tra conferenze, attività educative e per famiglie, visite guidate speciali, performance, concerti e incontri pubblici
  • 162 opere in prestito, a testimonianza della rilevanza e della diffusione delle collezioni della Fondazione Torino Musei nel panorama museale italiano e internazionale, con presenze in istituzioni quali il Kunstmuseum di Berna, Musée de Cluny di Parigi, Musée Savoisien di Chambéry, Liechtenstein Garten Palace di Vienna, Reggia di Caserta, Gallerie degli Uffizi di Firenze, Galleria d’Arte Moderna di Roma, Palazzo Reale di Milano, Guggenheim di Venezia e di Bilbao, Galleria d’Arte Moderna di Milano, Palazzo Esposizioni di Roma e MART di Rovereto.

Alla GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, diretta da Chiara Bertola, il 2025 è stato caratterizzato da una programmazione intensa, capace di intrecciare ricerca storica e sperimentazione contemporanea, rafforzando il progetto delle Risonanze come visione curatoriale riconoscibile e continuativa, che favorisce solidità progettuale e un rapporto duraturo con il pubblico. Tra aprile e settembre il museo ha presentato laSeconda Risonanza. Ritmo, struttura, segno, con la retrospettiva Fausto Melotti. Lasciatemi divertire!, la personale di Alice Cattaneo e i progetti dedicati a River Claure e Giosetta Fioroni. Con la Terza Risonanza. Incanto, sogno, inquietudine, la stagione autunnale si è aperta con la grande mostra NOTTI. Cinque secoli di stelle, sogni, pleniluni, affiancata dalle personali di Elisabetta Di Maggio. Frangibile, Linda Fregni Nagler. Anger Pleasure Fear e Lothar Baumgarten. Culture Nature, confermando il ruolo della GAM come luogo di riflessione critica sulla contemporaneità. All’ampia programmazione espositiva si è aggiunto il ciclo di conferenze tra arte e filosofia, che ha coinvolto importanti studiosi. L’anno si concluso con l’annuncio del vincitore del concorso internazionale di progettazione per la riqualificazione del museo a cui hanno partecipato 49 studi di architettura internazionali. Il progetto selezionato, firmato dallo studio MVRDV di Rotterdam con BALANCE Architettura, EP&S Group, Dott. Michelangelo Di Gioia e il Prof. Filippo Busato, immagina una nuova GAM aperta, accessibile e proiettata verso il futuro.

A Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica, sotto la direzione di Giovanni Carlo Federico Villa, la programmazione 2025 ha proseguito nel racconto della storia artistica e culturale attraverso mostre capaci di connettere epoche, linguaggi e saperi. Tra l’inizio dell’anno e l’estate, il museo ha ospitato Giro di posta. Primo Levi, le Germanie, l’Europa, Peltri a Torino. La donazione di Attilio Bonci e Visitate l’Italia! Promozione e pubblicità turistica 1900–1950, seguite da Jan van Eyck e le miniature rivelate e Piante e fiori dal mondo. In autunno hanno aperto il Conte Cozio e il mito di Stradivari e Vedova Tintoretto. In dialogo, concludendo l’anno con il progetto in Corte Medievale Il castello ritrovato. Palazzo Madama dall’età romana al Medioevo, rafforzando il legame tra il museo e la storia della città. Accanto al ricco programma di incontri e conferenze, nel 2025 il museo ha proseguito e rafforzato lo sviluppo di progetti dedicati alle scuole, alle circoscrizioni e a tutto il territorio. Alla formazione dei dipendenti comunali sono state dedicate numerose visite guidate, che hanno continuato a registrare un’ampia e partecipe adesione. Si conferma inoltre il forte interesse per i corsi di storia dell’arte, caratterizzati da una grande partecipazione, costante nel tempo.

Il MAO Museo d’Arte Orientale diretto da Davide Quadrio ha vissuto nel 2025 un anno di particolare vitalità, consolidando il proprio ruolo di spazio di dialogo interculturale e di riferimento per la lettura contemporanea delle culture asiatiche. La programmazione espositiva si è articolata tra la conclusione di Hanauri. Il Giappone dei venditori di fiori e i progetti primaverili ed estivi Paesaggi da sogno. Le 53 stazioni della Tōkaidō, Adapted Sceneries e Haori. Gli abiti maschili del primo Novecento narrano il Giappone. L’autunno ha segnato uno dei momenti centrali dell’intera programmazione con l’apertura della grande mostraChiharu Shiota. The Soul Trembles, affiancata da una nuova edizione di Declinazioni Contemporanee, confermando il MAO come luogo di confronto tra patrimoni storici e linguaggi artistici del presente, come dimostra anche la costante e partecipe adesione del pubblico ai numerosi concerti, incontri e appuntamenti dei diversi public program legati alle mostre.

Nel corso delle quattro giornate di apertura,Artissima ha registrato 34.500 presenze tra ospiti, visitatori e professionisti del settore. Sono stati presentati 63 progetti monografici, assegnati 13 premi, riconoscimenti e supporti, ed è stato attivato un fondo di acquisizione.

Le 176 gallerie provenienti da 36 Paesi e 5 continenti, selezionate all’interno di un progetto curatoriale di elevata qualità, hanno portato a Torino una proposta di altissimo profilo, capace di tenere insieme ricerca e mercato, contribuendo a consolidare la reputazione internazionale della fiera come piattaforma di fiducia e innovazione nel panorama delle fiere d’arte contemporanea.

Artissima riconferma così la propria duplice natura di fiera e istituzione: luogo di scambio economico ma anche di elaborazione critica, capace di operare come progetto di diplomazia culturale. L’edizione 2025 ha ulteriormente rafforzato il dialogo con istituzioni internazionali, network museali e nuovi soggetti del collezionismo, aprendo riflessioni sul valore civile e simbolico dell’arte nella società contemporanea.

Con cinque nuove opere realizzate per la straordinaria edizione 2025 da artisti internazionali quali Tracey Emin, Soundwalk Collective con Patti Smith e Philip Glass, Chiara Camoni, Riccardo Previdi e Gintaras Didžiapetris, Luci d’Artistaconferma il percorso di evoluzione quale progetto di arte pubblica strutturato e riconoscibile, configurandosi sempre più come un museo della luce diffuso e a cielo aperto. Accanto alla collezione principale, il format si consolida attraverso programmi stabili quali Costellazione, rete di collaborazioni con musei e istituzioni su scala territoriale e nazionale, e Duet, piattaforma di dialogo e cooperazione internazionale, contribuendo a rafforzare il ruolo di Luci d’Artista come soggetto attivo nel panorama artistico contemporaneo. Una visione che supera i confini stagionali e cittadini, ampliando la notorietà e la fruizione internazionale di un progetto e di una collezione di rilievo crescente.

I progetti internazionali

In coerenza con gli indirizzi del Piano Strategico, nel corso del 2025 la Fondazione Torino Musei ha sviluppato e attuato una articolata strategia di internazionalizzazione, progettando e realizzando otto mostre in diversi paesi di Europa e Asia. Tra queste Crown of Elegance. Court Life and Art of Savoy in the 18th Century al Guangdong Museum di Guangzhou, che ha richiamato 143.500 visitatori, Shadow and Void: Buddha10 all’esea di Manchester,Encounters from Afar. Paintings from Turin’s Civic Gallery of Modern and Contemporary Art al Chengdu Art Museum, e Horses. Symbols of Millenary Power from the Mediterranean to Jiangnan al Museum of Wu di Suzhou, che con 180.000 biglietti emessi in sei mesi di apertura rappresenta il più rilevante successo del settore.

Nel complesso, i progetti realizzati all’estero hanno coinvolto circa 435.000 visitatori e contribuito in modo significativo alla valorizzazione internazionale del patrimonio museale, con oltre 550 opere delle collezioni esposte fuori dai confini nazionali.

La Fondazione Torino Musei ha inoltre rafforzato la propria presenza nel campo della cooperazione e della formazione internazionale attraverso la realizzazione dell’International Training Program in Museums, promosso e sostenuto dalla Museum Commission dell’Arabia Saudita, in collaborazione con il Victoria and Albert Museum di Londra e il Grand Egyptian Museum del Cairo. Nell’ambito di questo progetto, la Fondazione ha coordinato il programma italiano, offrendo un percorso formativo di alto profilo che ha coinvolto sessanta giovani professionisti sauditi, confermando il ruolo dell’istituzione come interlocutore qualificato nei processi di scambio e sviluppo museale a livello globale.

Il 2025 è stato inoltre un anno significativo dal punto di vista organizzativo, segnato dalla nomina di Marco Minoja quale nuovo Segretario Generale della Fondazione Torino Musei, un passaggio importante in un percorso di consolidamento e sviluppo che guarda al futuro, rafforzando governance, sostenibilità e capacità progettuale dell’ente.

Il Museo Nazionale del Cinema di Torino chiude il 2025 con un totale di oltre 760.000 presenze alla Mole Antonelliana.
“È un risultato importante che conferma il trend positivo di crescita del nostro museo, anche se ha risentito della chiusura dell’ascensore panoramico per manutenzione programmata nei mesi di giugno e luglio” sottolineano Enzo Ghigo e Carlo Chatrian, rispettivamente presidente e direttore del Museo Nazionale del Cinema.

“La nostra fondazione consolida il suo ruolo di hub culturale a livello locale, nazionale e internazionale – aggiungono Ghigo e Chatrian – con un coinvolgimento totale di quasi un milione di presenze se si contano tutte la attività afferenti al museo: il Cinema Massimo, Festival CinemAmbiente, Lovers Film Festival, Torino Film Festival e Torino Film Lab, oltre alle mostre e alle iniziative realizzate in collaborazione con prestigiosi enti e realtà culturali.

Foto C. Maffione

MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile chiude il 2025 come un anno di profonda trasformazione e di riposizionamento culturale, segnato da un rinnovamento dei linguaggi, degli spazi e delle prospettive del Museo. Un lavoro di profondità e intensità che agisce sulla ridefinizione del Museo come spazio di ricerca, interpretazione e produzione culturale.

Nel 2025 il MAUTO ha registrato 372.200 visitatori, in linea con lo scorso anno nonostante le parziali chiusure dovute ai lavori di aggiornamento del percorso espositivo e la scelta di mostre più di nicchia.

 

Sul dato complessivo, i visitatori paganti sono stati pari al 67% mentre il 7% sono gli ingressi con Abbonamento Musei e il 9% con la Torino Piemonte Card. Il rimanente 16% sono gli ingressi gratuiti (bambini sotto i 6 anni, accompagnatori, ospiti, media, partecipanti ad eventi, pubblico GP). Il 20% dei visitatori ha effettuato l’acquisto dei biglietti online.

 

Aprile si attesta come il mese di maggiore affluenza con un totale di 40.754 visitatori.

Il secondo mese migliore dell’anno 2025 è stato agosto con 33.954 presenze.

 

Nel corso del 2025 il MAUTO ha rinnovato parti significative del percorso espositivo e inaugurato due nuove sezionidedicate al futuro della mobilità e al design, ridefinendo il rapporto tra collezione, progetto e contemporaneità. Centrale in questo processo è stata la riscrittura dell’apparato didascalico, pensata per restituire la collezione come patrimonio culturale e per offrire una lettura critica dell’automobile come fenomeno storico, sociale e simbolico.

 

Con The Future Unfolds, sezione dedicata all’innovazione e alla mobilità sostenibile, e con Spazio Design, area di oltre 2.000 mq dedicata alla creatività industriale e al processo progettuale, il Museo ha ampliato il proprio campo di ricerca e narrazione. A novembre ha preso avvio Convergenze, progetto curatoriale a cura di Giacinto Di Pietrantonio, che introduce un dialogo strutturato tra automobile e arte contemporanea lungo l’intero percorso espositivo.

 

Nell’ottica di raggiungere gli obiettivi che si era dato a inizio anno – l’apertura a nuovi pubblici attraverso una diversificata serie di azioni di valorizzazione dello straordinario patrimonio conservato e la produzione di contenuti inediti capaci di parlare i linguaggi della contemporaneità – il Museo ha attivato collaborazioni interistituzionali con diversi interlocutori al fine di restituire una lettura attuale e trasversale della propria storia.

 

 

Sant’Anna: Samuele il primo nato del 2026

I dati degli ultimi nati 2025 e primo nato 2026 ospedale Sant’Anna di Torino
Ultimo nato 2025: Pietro è nato alle 17:51, pesa 2410 g, è il primo figlio della coppia, è nato da taglio cesareo la mamma è italiana.
Il primo nato 2026: è nato alle 08:38, si chiama Samuele, è maschio, pesa 2920 g, nato da parto spontaneo, la mamma è italiana ha usato la peridurale e ha allattato al seno il bambino. Lui è il primo figlio della coppia.
Ospedale ostetrico ginecologico Sant’Anna di Torino – attività 2025 L’ospedale ostetrico ginecologico Sant’Anna si conferma anche quest’anno tra i primi in Italia per numero di parti e di nascite. Durante il 2025 i parti nel presidio Sant’Anna sono stati 5300  per 5440 nascite. La proporzione complessiva di tagli cesarei è del 30%, stabile rispetto agli anni precedenti. In quasi il 90% dei neonati da parto vaginale è stato effettuato il contatto pelle-pelle madre neonato, come raccomandato dall’OMS per favorire l’allattamento al seno. Nel 2024 i parti erano stati  5450 per 5613 nascite.

Capodanno di Askatasuna, corteo con musica e fuochi d’artificio. Ma quattro carabinieri feriti

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Il centro di Torino era blindato, ma è andata meglio di quanto si temeva sul fronte dell’ordine pubblico. Il corteo di Askatasuna, la Street parade di San Silvestro, accompagnato da camion che “sparavano” musica a tutto volume e’partito  a mezzanotte da piazza Vittorio Veneto con qualche centinaio di partecipanti verso corso San Maurizio e nel quartiere di Vanchiglia. E’ avvenuto qualche lancio di fuochi d’artificio e petardi contro le forze dell’ordine che bloccavano l’afflusso verso il centro città e che hanno fatto uso di lacrimogeni. Ma nessuno scontro vero e proprio. Il corteo è’ terminato dopo le 2 di notte davanti al campus universitario Einaudi. La polizia non ha caricato ma quattro carabinieri sarebbero rimasti leggermente feriti.

Morto turista 52enne disperso nei boschi di Oulx: ricerche su tutta la zona

Era uscito nel pomeriggio di ieri per una passeggiata in montagna e da allora non se ne avevano più tracce: è’ stato trovato senza vita un turista francese di 52 anni. L’episodio si è verificato a Oulx, nella frazione di Beaulard, dove l’uomo, un podista esperto, potrebbe aver avuto un incidente (mentre camminava o correva) o un malore.

L’allarme era partito dalla moglie poiché non era rientrato a casa. Dalle indagini risulta che il segnale telefonico si è perso alle ore 5 di questa mattina, rendendo le operazioni ancora più complesse. Nelle vicinanze sono intervenuti i vigili del fuoco con il nucleo Sapr, il personale del 118 dell’Azienda Zero, la protezione civile e i carabinieri di Susa. Le ricerche hanno impiegato anche l’elicottero Drago.

VI.G

Canalis (Pd): “sulle dipendenze si poteva fare molto di più”

Solo due paginette, tagli di risorse e zero visione sulle dipendenze, nel Piano Socio Sanitario appena approvato.

 Sulle dipendenze si poteva fare molto, ma molto di più. Il Piano Socio Sanitario era l’occasione ideale per fotografare il grande cambiamento che sta investendo il mondo delle dipendenze e per ri-programmare conseguentemente i servizi.

Invece, la maggioranza di centrodestra si è limitata a schiacciare i servizi per le dipendenze su quelli della salute mentale e ha respinto frettolosamente la mia proposta, che prevedeva un rilancio degli investimenti.

Lo studio della Bocconi, propedeutico al Piano Socio Sanitario, parlava chiaro: c’è un trend in crescita del consumo di sostanze psicoattive tra i giovani ed emergono nuove dipendenze. In Piemonte, nel 2023, rispetto al 2021, si osserva una riduzione della dipendenza da eroina/oppiacei (-4%), un aumento dei giocatori d’azzardo (+40%) e tabagisti (+90%), una stabilità degli alcolisti (+1,6%) e un aumento degli utenti con dipendenza da cannabinoidi (+8,8%). Si rileva inoltre una crescita della dipendenza da cocaina/crack (+17,4%).

In Piemonte i pazienti presi in carico dai SER.D delle varie ASL erano 21.745 nel 2019 (fonte Assessorato alla Sanità della Regione Piemonte). Tra questi:

  • circa 13.000 erano affetti da dipendenza da droga,
  • 6.436 da dipendenza da alcol,
  • 1.054 da Gioco d’Azzardo Patologico,
  • meno di 1.000 da tabagismo e
  • alcune decine erano affetti da disturbi alimentari.

Per quanto riguarda la dipendenza primaria, nel 2019 il 37,6% degli utenti era in carico per uso di oppiacei, il 31,5% per alcol, l’11% per uso di cocaina o crack, l’8,1% per cannabis, il 5,9% per tabacco, il 4,8% per gioco d’azzardo, lo 0,8% per altre sostanze e lo 0,3% per altri comportamenti (Fonte: Osservatorio Epidemiologico delle Dipendenze).

Nel 2021, a fronte di una numerosità complessiva simile al 2020, è aumentata l’utenza in trattamento per dipendenza primaria da altri comportamenti (addirittura +48,1% rispetto al 2020), e per cocaina o crack (+10,3%). È aumentata del 3,2% l’utenza in carico per cannabinoidi e dello 0,6% quella per dipendenza da alcol. Gli utenti in carico per dipendenza primaria da gioco d’azzardo e tabacco si sono ulteriormente ridotti del 9,2% e del 10,4%, e si sono ulteriormente ridotti anche gli utenti in carico per oppiacei, gioco d’azzardo, tabacco e altre sostanze, seppur in misura minore

Nell’audizione del CEAPI (Coordinamento degli Enti Accreditati del Piemonte che operano nel campo delle dipendenze patologiche), effettuata a novembre in Consiglio regionale, è emerso che tra i giovani piemontesi i consumi più frequenti sono:

  • Innanzitutto gli psicofarmaci,
  • Seguiti da alcol e
  • crack.

La Relazione al Parlamento sulle tossicodipendenze in Italia del 2024 indica che il Piemonte ha molti meno servizi ambulatoriali e servizi di primo livello rispetto a Toscana, Emilia-Romagna e Veneto. Solo sulle strutture residenziali e semi residenziali la nostra Regione è al passo con le altre Regioni benchmark.

A fronte di questo evidente ritardo, l’unico intento della Giunta Cirio sembra essere quello di inglobare i Serd (Servizi per le Dipendenze) nei Dipartimenti di salute mentale, con lo scopo di fondere i budget e il personale. Un’operazione iniziata nel 2021 nell’Asl CN2 e proseguita nell’ASL Città di Torino e ASL To5, senza solide giustificazioni scientifiche. Le dipendenze e la salute mentale sono infatti ambiti clinici distinti. L’overlapping tra dipendenze patologiche e salute mentale si attesta solamente al 6,6% dei casi. Non sussiste pertanto alcuna evidenza scientifica che giustifichi un’assistenza di carattere psichiatrico per i pazienti affetti da dipendenza patologica. Già alla fine degli anni ’70 la Regione Piemonte vietò il ricovero dei tossicodipendenti nei reparti di psichiatria, per evitare il rischio di riduzionismo psichiatrico.

Seguendo questa tendenza all’inglobamento, in un triennio il Piemonte ha tagliato 9 milioni di euro sulle dipendenze.

La pandemia da coronavirus ci ha insegnato che bisogna avere servizi sanitari specialistici di prossimità e invece in Piemonte stiamo riducendo i servizi per le dipendenze, ammantando quest’operazione con termini edulcoranti come “sinergia con la salute mentale” e “integrazione”.

Nel mio emendamento, respinto dalla maggioranza, proponevo di garantire autonomia tecnico gestionale ai Dipartimenti per le Patologie da Dipendenze (DPD), con una propria dotazione organica comprendente diverse figure professionali qualificate e specializzate (Medici specializzati in psichiatria, tossicologia o farmacologia, psicologi, assistenti sociali, educatori, infermieri, amministrativi ed altro personale di supporto) ed un budget regionale autonomo e vincolato a progetti dell’area delle dipendenze e una propria responsabilità di spesa, collaborando attivamente con i servizi sociali, infettivologici, psichiatrici. Suggerivo anche, vista la carenza di personale, che è preferibile un’organizzazione geograficamente trasversale tra i DPD delle diverse ASL piuttosto che un inglobamento nei Dipartimenti per la Salute Mentale della stessa ASL. Proponevo inoltre di ovviare all’assenza di una normativa regionale sulle comunità residenziali non riabilitative, dedicate ai pazienti che raggiungono un’età avanzata e sono impossibilitati a vivere da soli al loro domicilio, e di mettere in atto una maggiore omogeneizzazione delle esperienze di domiciliarità assistita per pazienti affetti da dipendenze patologiche sul territorio regionale. Infine, proponevo di istituire una Rete alcologica regionale e di intensificare i progetti di prevenzione, soprattutto nelle scuole secondarie di secondo grado. Sarebbe altresì necessario aumentare i punti di intercettazione e i luoghi di accoglienza per minori e giovani con uso di sostanze o con disturbi del comportamento.

In una Regione con pochi giovani e con un aumento della diffusione delle dipendenze proprio tra i giovani, la Giunta Cirio avrebbe dovuto dedicare maggiore attenzione a questo tema nel Piano Socio Sanitario. La spending review non si fa su ambiti così cruciali!

Monica CANALIS – consigliera regionale PD