ilTorinese

La qualità dell’aria premia il Piemonte

L’assessore Marnati: “I dati certificano il trend positivo: le stazioni fuori limite scendono da 6 a 5″.

Al via la cabina di regia con i Comuni per illustrare la strategia per l’autunno-inverno 2026/2027, basata su rigore scientifico

“I dati ufficiali validati da Ispra confermano il trend di miglioramento della qualità dell’aria in Piemonte. Grazie all’applicazione della metodologia nazionale che permette di sottrarre il contributo naturale delle polveri desertiche provenienti dal Sahara, le stazioni che nel 2025 non hanno rispettato il limite giornaliero di PM10 scendono da 6 a 5″: lo ha rivendicato con forza l’assessore regionale all’Ambiente, Matteo Marnati, durante il Tavolo dell’Aria svoltosi oggi nel Grattacielo Piemonte.

Un momento strategico di coordinamento con i sindaci del territorio per pianificare le nuove misure strutturali in vista della stagione autunno-inverno 2026/2027.

“La stazione di Torino Lingotto – ha spiegato Marnati – beneficia della deduzione di 4 giornate di intrusione sahariana, scendendo da 38 a 34 superamenti e rientrando così pienamente nei limiti di legge. Questo dimostra l’importanza di un’analisi scientifica e rigorosa dei dati, che ci permette di distinguere l’impatto delle emissioni locali dai fenomeni naturali globali, supportando al meglio le nuove misure e il costante lavoro che, insieme alle amministrazioni locali, stiamo portando avanti per la tutela del nostro territorio”.

L’appuntamento di oggi è stato fondamentale per illustrare le strategie e le azioni che la Regione sta mettendo in campo per il miglioramento della qualità dell’aria sul territorio, in linea con le indicazioni nazionali e comunitarie. Il Piano, strumento chiave per la lotta all’inquinamento atmosferico, ha appena superato un passaggio legislativo decisivo ricevendo il via libera dalla Commissione Ambiente del Consiglio regionale. Ora il testo è pronto per il prossimo e definitivo passaggio in Aula per l’approvazione finale entro fine luglio.

La Regione Piemonte ha evitato il blocco dei veicoli diesel Euro 5 nell’area metropolitana di Torino e a Novara approvando un pacchetto di misure compensative e alternative equivalenti sotto il profilo dell’abbattimento delle emissioni: biocarburanti (HVO), carte sconto, semafori con Intelligenza artificiale, cubi filtranti urbani, bandi per car/bike sharing e velostazioni, rottamazione di stufe obsolete e colture agricole anti-smog.

A rendere particolarmente significativo l’incontro di oggi è l’annuncio di importanti novità sul fronte delle risorse. La Regione Piemonte ha infatti informato della prossima apertura di un bando specifico da 30 milioni di euro (Rigenerazione Urbana) rivolto ai Comuni che verrà presentato il 21 luglio. L’obiettivo è supportare la capacità di spesa e di progettazione dei Comuni, soprattutto dei più piccoli, garantendo che le linee guida del Piano regionale della qualità dell’aria si traducano in interventi a tutela della salute dei cittadini.

Furto al supermercato: fugge ma viene bloccato dai dipendenti

Un venticinquenne romeno, senza fissa dimora e’ stato arrestato dai carabinieri della sezione radiomobile di Ivrea. Nei giorni scorsi aveva asportato diverse centinaia di euro di alimentari, spazzolini elettrici e creme  dal supermercato Coop di via Santina Carla Riberi. Altri due complici,fuggiti a mani vuote, hanno distratto gli addetti alla sicurezza del punto vendita e  il terzo ha riempito una borsa con la refurtiva. Ma alcuni dipendenti del negozio hanno inseguito il 25enne che è stato bloccato dall’arrivo dei carabinieri. La refurtiva è stata recuperata e restituita alla direzione del supermercato.

Cirio su Mario Roggero: “non è un eroe, ma un uomo che ha sbagliato”

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Il presidente del Piemonte e vicesegretario di Forza Italia Alberto Cirio, a margine di un convegno ad Asti è’ intervenuto sul caso del gioielliere di Grinzane Cavour, condannato per avere ucciso due rapinatori e averne ferito un terzo: “non è un eroe, ma un uomo che ha sbagliato”, ha detto Cirio che ha fatto riferimento poi all’odg del giorno presentato in Consiglio regionale per chiedere la grazia a Mattarella: “La magistratura ha stabilito la colpevolezza: non si può sparare per strada. Ma la grazia è un perdono che si concede a chi ha commesso un errore e non agli innocenti”

Le cinque stazioni ferroviarie del Piemonte che meritano una sosta

La vacanza comincia ancora prima di scendere dal treno

Qualche volta il viaggio comincia proprio dalle stazioni alcune, infatti, sono cosi’ belle che possono essere considerate la prima vera tappa del tour. Spesso le attraversiamo senza nemmeno alzare lo sguardo, ma in realta’ molte di queste meritano una sosta perché raccontano la storia di una città, il gusto di un’epoca e il fascino del viaggio lento. In Piemonte ne esistono alcune che conservano ancora questa magia: edifici monumentali, sale d’attesa ottocentesche, eleganti facciate e panorami che sembrano dare il benvenuto al viaggiatore.

Non possiamo non partire da Torino Porta Nuova, una delle grandi stazioni monumentali italiane. Inaugurata negli anni in cui Torino era la prima capitale del Regno d’Italia, fu concepita come il biglietto da visita della città. Progettata dall’ingegnere Alessandro Mazzucchetti e dall’architetto Carlo Cappi nel 1861, la sua imponente facciata domina piazza Carlo Felice, mentre all’interno si nasconde un autentico gioiello: la Sala Gonin, realizzata per la famiglia reale e decorata dal pittore Francesco Gonin con raffinati affreschi, stucchi e illusioni prospettiche. Ancora oggi attraversare Porta Nuova significa entrare in un luogo dove il viaggio conserva il fascino dell’Ottocento, pur essendo uno dei principali nodi ferroviari italiani.

Completamente diversa è l’atmosfera della stazione di Stresa, forse la più romantica del Piemonte. Disegnata dell’architetto Luigi Boffi, fu assimilata come stile a quello degli altri edifici adiacenti. Tra i materiali si scelse la pietra locale: il granito di Baveno. L’edificio fu arricchito, inoltre, con timpani, mensole e ornamenti in legno. Qui il treno rallenta e il Lago Maggiore compare davanti agli occhi con le sue acque tranquille e le Isole Borromee sullo sfondo. Per oltre un secolo questa è stata la porta d’ingresso del turismo internazionale sul lago: aristocratici inglesi, musicisti, scrittori e viaggiatori del Grand Tour arrivavano proprio qui, iniziando una vacanza che aveva il sapore dell’eleganza e della Belle Époque.

Anche Novara possiede una stazione degna di pausa. Austera ed elegante, c merita di essere osservata con calma. In funzione dal 1854, e’ stata progettata dall’architetto Paolo Rivolta; con le sue linee ottocentesche, rappresenta da oltre centocinquant’anni uno dei più importanti crocevia ferroviari del Nord Italia. Da qui si diramano i collegamenti verso Torino, Milano, il Lago Maggiore e la Svizzera. Affacciata su piazza Garibaldi, accoglie i viaggiatori con un atrio dove poggia il suo terrazzo. Nel 1886 venne realizzata proprio di fronte ad essa la statua di Giuseppe Garibaldi e ai primi del novecento il Monumento alla Mondina, simbolo della citta’.

Più raccolta, ma altrettanto affascinante è la stazione di Cuneo, attiva dal 1937. La facciata e’ in stile neo barocco e sono presenti elementi simili al granito rosa. Il visitatore e’ introdotta alla città dai suoi portici e dei viali alberati. Da qui partono le linee che si inoltrano nelle vallate alpine, regalando alcuni dei panorami ferroviari più suggestivi del Piemonte. Cesare Vinaj fu l’autore del faro monumentale, alto 54 metri, che domina il piazzale della stazione che fu realizzato in occasione dell’inaugurazione. Il cantautore Gianmaria Testa, oltre a coltivare la musica, fece il capostazione in questo scalo.

Infine c’è Savigliano, inaugurata nel 1853. E’ una delle stazioni piu’ antiche del Piemonte, una meta quasi obbligata per gli appassionati di storia ferroviaria; accanto alla stazione, infatti, si trova il Museo Ferroviario Piemontese, dove locomotive a vapore, carrozze storiche e antichi convogli raccontano oltre un secolo e mezzo di trasporti. Non è soltanto una raccolta di mezzi d’epoca, è la memoria di un Piemonte che ha costruito parte della propria crescita proprio lungo i binari. Non a caso la Regione ha scelto Savigliano come uno dei poli del futuro Museo diffuso del patrimonio ferroviario.

Visitare queste stazioni significa concedersi un modo diverso di viaggiare. Prima ancora di raggiungere una città d’arte, un lago o una valle alpina, vale la pena alzare lo sguardo e lasciarsi sorprendere da ciò che ci circonda. Perché le stazioni non sono semplici luoghi di passaggio, sono il primo capitolo del viaggio. E, qualche volta, anche quello che resta più impresso nella memoria.

“L’architettura è un’arte di frontiera, che vive sul confine tra arte e scienza.” Renzo Piano

Maria La Barbera

 

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

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SOMMARIO: Con Buttafuoco – La pastasciutta benefica – Le preferenze e le donne elette ed elettrici – Il gioielliere Roggero – Lettere

Con Buttafuoco

Pietrangelo Buttafuoco, per le sue scelte liberali alla Biennale – che non può essere espressione della politica estera dei governi – rischia anche di pagare con l’annullamento della sua seguita trasmissione radiofonica “Lupus in fabula” su Rai Uno. Una trasmissione colta e raffinata che offre l’opportunità di ascoltare riletture di grandi classici. Davvero una rarità.

Se Buttafuoco verrà discriminato, l’esile pianticella della libertà verrà privata di uno dei suoi fiori più belli, reciso ai bordi del campo, come scriveva Catullo, oggi ignorato dai più.

La pastasciutta benefica

La pastasciutta antifascista dopo il 25 luglio, sull’esempio storico della famiglia Cervi, è una bella tradizione a cui molti tengono anche quest’anno, sfidando il caldo soffocante. In provincia di Savona viene replicata puntualmente, destinando il ricavo all’acquisto di pannelli solari da donare a Cuba. Che Cuba sia a mal partito è cosa nota a tutti. Non si stava già bene quando vi andai un po’ controvoglia, dopo aver vinto un viaggio-premio al termine di una serata al Circolo della Stampa. Tutti mi dissero allora della grande opportunità amaratoria che mi si apriva davanti, ma io vidi in loco soprattutto povertà, inefficienza e anche fanatismo.

Posso capire quindi l’aiuto a Cuba, ma non lo condivido perché i pannelli servirebbero anche in Liguria. Forse sono forme mentali tipicamente liguri: fare eventi che diano anche un apporto economico aggiuntivo per beneficenza, quasi la spaghettata non fosse di per sé un’occasione piacevole per stare insieme in libertà e gustare un piatto molto semplice. Anche in altri centri liguri fanno eventi sempre finalizzati alla beneficenza, come novelle dame della San Vincenzo. Solo ad Alassio creano serate per il piacere di farle e per rendere piacevoli le vacanze dei turisti e degli ospiti. Come a Capri o Taormina.

Le preferenze e le donne elette ed elettrici

Non entro nel merito dell’incidente parlamentare che ha provocato la non approvazione delle preferenze nella riforma elettorale. Non voglio dare giudizi affrettati su una materia che passerà in seconda lettura al Senato. Certo, non è stato il disastro evocato dall’opposizione, che ha chiesto le dimissioni del Governo con toni apocalittici.

Voglio invece fare una riflessione storica sulle preferenze, presenti in Italia fin dalla elezione della Costituente nel 1946 e, ancor prima, dalla legge elettorale proporzionale del 1919, che pose fine al sistema maggioritario con i collegi uninominali.

Con il proporzionale andò in crisi lo Stato liberale giolittiano.

Le preferenze vennero abolite dal “Porcellum” di Calderoli, una legge non proprio esemplare, anche a parere del suo ideatore, che consentì ai partiti di scegliere non solo i candidati, ma anche gli eletti prima di votare. Si passò dai collegi sicuri del “Mattarellum” ai candidati quasi certi in base alla posizione in lista. Una scelta che provocò il crescente divario tra eletti e territorio, perché la candidatura e la rielezione la si gioca a Roma.

Il “Porcellum” venne ideato per fini di partito, un’idea di partito leaderistico e personale, non certo per promuovere la elezione delle donne.

Eppure, guardando i dati oggettivi, fu proprio quella legge del 2005 che favorì in modo sempre più accentuato le donne. Una specie quasi di eterogenesi dei fini, visto che a destra il femminismo non era di casa. Non fu l’azione dell’Ande, associazione delle donne elettrici (che si batteva per il voto di preferenza femminile), non più di fatto sopravvissuta alla I Repubblica e soprattutto al 2006. Fu il sistema bloccato senza preferenze che consentì alle donne, all’interno dei partiti, di fare contare di più il proprio peso. Collegi ampi resero le donne “fragili”, a partire dall’Assemblea Costituente, dove furono elette in tutto 21 deputate.

Nelle legislature successive la presenza delle elette fu comunque ridotta, anche se in crescita. Con il “Porcellum” divenne più facile essere elette, senza sottoporsi di fatto ad uno stress elettorale. Nel 2006 furono elette 153 donne e nel 2022 198. Sempre una minoranza, diversa dalle cosiddette “quote rosa”, ma un numero notevolissimo, se lo si confronta con quello delle ultime elezioni della I Repubblica del 1992, quando vennero elette 84 donne.

C’è chi ha tratto la conseguenza che le deputate abbiano affossato le preferenze a scrutinio segreto. È una congettura non verificabile, perché proprio lo scrutinio segreto impedisce di cercare la verità. Se si tornasse alle preferenze è però quasi certo che tutti, uomini e donne, dovrebbero sottoporsi ad una campagna elettorale non confrontabile con il recente passato. Eppure, nei Comuni e nelle Regioni, e persino alle Europee, le preferenze sono rimaste. Un tema da approfondire.

Il gioielliere Roggero

Avevo già espresso un mio giudizio quando il gioielliere Roggero di Grinzane Cavour venne condannato in appello, dichiarando che il valore della vita umana è  per me il bene supremo. E ribadisco il mio pensiero di allora .Capisco tutte le perplessità che ho letto (anche quelle più rispettose ed equilibrate  come quella espressa dal presidente Cirio che è un avvocato), ma  non riesco ad a farle mie, anche se considero il risarcimento alle famiglie dei tre aggressori totalmente sproporzionato. Così come Vannacci e Salvini hanno posto il problema della grazia, seguiti a ruota dal ministro Nordio che si è  rivelato intempestivo, senza neppure attendere  le motivazioni della sentenza, essa diventa impraticabile.  Mattarella non può smentire se’ stesso e fare deroghe occasionali. Per l’igienista dentale venne invocata l’assoluta riservatezza, poi rotta da Ranucci.
Ipotizzo la “soluzione” più probabile al problema che è reale: una condanna di un uomo di 72 anni a 14 anni di carcere, due di meno della condanna genovese dei responsabili della strage del ponte Morandi.  La “soluzione”  sarà una candidatura alle prossime politiche di Roggero con l’elezione del medesimo in Parlamento e con la sospensione della galera per il periodo del mandato  parlamentare. Questa si rivela oggi la “soluzione” possibile e a portata di mano. Nessuno invochi Pannella che così agì con Tortora, ma con altro stile neppure comparabile. Il Poujadismo francese era molto distante da Marco.

LETTERE scrivere a quaglieni@gmail.com

I tradizionalisti cattolici

Ho letto una violenta stroncatura dei tradizionalisti seguaci di Mons. Lefebvre, definiti dei fascisti. Mi sembra un giudizio anche storicamente errato.     Giulia Scagliotti

I tradizionalisti si riferiscono alla Chiesa pre-conciliare e alla Controriforma cattolica di Pio V, il Papa della vittoria di Lepanto. Un altro mondo.

Certo, la Chiesa tridentina non concepiva la libertà religiosa, anzi era nata per combattere le idee protestanti di Lutero e Calvino. Lo stesso Sillabo di Pio IX, molto più recentemente, nell’800, condannò la modernità. Ma queste posizioni, storicamente, non hanno nulla da spartire con il fascismo, che negò soprattutto la libertà politica. Ho conosciuto un solo aderente alla Comunità Pio X e ho notato molto integralismo, per non dire intolleranza.

Ma essere contro la liturgia conciliare non significa certo una scelta politica. A suo tempo, quando venne inaugurata la “nuova” Messa, dico apertamente che non mi piacque, come non mi piacque il divieto di celebrare la Messa in latino. Ma anche qui il fascismo non c’entra nulla. È la solita abitudine di definire fascista chi la pensa in modo differente da noi. Questa sì, davvero intollerabile.

Il nuovo Gualino?

Leggo costantemente sui giornali che un vecchio politico socialista torinese è diventato un vero mecenate per i doni in opere d’arte e le donazioni all’Associazione Ex Allievi del Liceo Cavour, di cui è presidente a vita.

Un raro, direi unico, esempio di un socialista craxiano che dona in larga quantità soldi propri a favore della comunità. Non avrei mai pensato a tanta generosità da parte dell’ex assessore Marzano. Filippo Di Luzi

Debbo dire che ha stupito anche me. La figura di Mecenate rievoca il ministro di Augusto che finanziava i poeti perché cantassero l’imperatore. Marzano dà senza chiedere nulla. È un esempio unico, quasi senza precedenti. Qualcuno ha parlato di lui come di un nuovo Gualino, sicuramente esagerando, perché Gualino, aiutato da Lionello Venturi, fece cose molto più grandi, anche se la sua caduta gli impedì di realizzare pienamente i suoi progetti. Non condivido la sua ironia sui socialisti craxiani, che mi sembra fuori luogo, anche perché l’assessore socialista fu molto meno craxiano di altri suoi compagni di partito.

La nuova tessera

Durante il fascismo la tessera era obbligatoria per lavorare, almeno a certi livelli e in certi ambiti. Da quanto leggo dal suo articolo, in cui denuncia la creazione di una sorta di certificato obbligatorio di antifascismo, mi sembra che l’intolleranza di certo antifascismo stia arrivando a eguagliare il vecchio regime in camicia nera.     Giuly Anzalone

Io non discuto l’intransigenza personale degli antifascisti, io discuto il fatto che le pubbliche amministrazioni chiedano atti di fede politica anche ai semplici cittadini che chiedono lo spazio pubblico per un trasloco. Forse è solo eccesso di zelo. Metto però anche in discussione che una piazza possa essere vietata per mancanza di autocertificazione politica. Ad Almirante fu vietato di parlare in piazza San Carlo a Torino fino al 1971. Alle elezioni del 1972 gli fu concesso e riempì la piazza, che via via poi venne abbandonata da tutti i leader per scegliere aree più modeste. Oggi il comizio da tempo è finito per mancanza di oratori e di pubblico. Oggi prevalgono i cortei ululanti e spesso anche violenti. Le idee non si fermano comunque con l’intolleranza. Questa è una realtà di fatto che va perfino oltre la tolleranza liberale verso gli avversari politici.

Al Colle dell’Assietta la rievocazione della storica battaglia del 1747

Domenica 19 luglio, presso il Colle dell’Assietta, è in calendario la tradizionale rievocazione della battaglia del 1747 in cui l’esercito sabaudo di Carlo Emanuele III costrinse alla ritirata i francesi di Luigi XV. Fu proprio in quell’occasione che venne coniato il termine piemontese “Bojanen”, quando il comandante piemontese, il conte Giovanni Battista Cacherano di Bricherasio, ricevuta l’autorizzazione a ritirarsi su posizioni più favorevoli, rispose in piemontese “nojautri i bogioma nen da si” (noi non ci muoviamo da qui). Ancora oggi si utilizza questa espressione dialettale per indicare la tempra caparbia e tenace tipica dei piemontesi.

La rievocazione dell’Assietta, giunta alla sua 58esima edizione, si inserisce nel ricco cartellone della Festa del Piemonte, istituita con legge regionale nel 2022, che proseguirà fino ad ottobre. La giornata di domenica sarà preceduta da una serie di appuntamenti al Colle già nella giornata di sabato 18 luglio, quando anche la Mole, nell’ambito delle celebrazioni, in serata si tingerà dei colori del Drapò.

“Vi invito calorosamente a salire all’Assietta per celebrare un’impresa militare significativa e soprattutto per dare nuovo valore, tutti insieme, alle nostre radici – ha dichiarato Davide Nicco, presidente del Consiglio Regionale – la rievocazione storica dell’Assietta e la Festa del Piemonte, che quest’anno per la prima volta si diffonde su tutto il territorio regionale grazie all’impegno e alla collaborazione di tanti amministratori locali e dell’Associazione Festa dël Piemont al Còl ëd l’Assieta’, sono un’opportunità preziosa per riscoprire il significato e l’essenza della ‘piemontesità’ e della nostra storia”.

Info: info@festa-del-piemonte-al-colle-assietta.it

Enrico: 337225401 – Carlo: 348 5146050 (solo Whatsapp)

L’organizzazione si riserva di annullare l’evento in caso di maltempo.

 

Mara Martellotta

Nuovo Regina Margherita: 300 milioni nel programma Inail

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IL MINISTERO ACCOGLIE LA RICHIESTA DELLA REGIONE  

Il presidente Cirio e l’assessore Riboldi: «La proposta di decreto prevede 300 milioni di euro aggiuntivi, facendo arrivare a 2,4 miliardi le risorse complessive per il Piemonte»

Il Ministero della Salute ha accolto la richiesta della Regione Piemonte, formulata sulla base del dossier tecnico trasmesso lo scorso 16 aprile, e ha inserito la realizzazione del nuovo Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino nella proposta di decreto relativa al programma degli interventi di elevata utilità sociale nel campo dell’edilizia sanitaria finanziabili da INAIL.

La proposta di decreto è stata trasmessa alla Conferenza Stato-Regioni e dovrà ora completare il proprio iter prima dell’emanazione definitiva.

Il provvedimento prevede per il Piemonte un incremento di 300 milioni di euro, che si aggiungono ai 2 miliardi e 89 milioni già destinati agli interventi regionali, portando a circa 2,4 miliardi il valore complessivo delle opere piemontesi inserite nel programma INAIL.

Il nuovo Regina Margherita si aggiunge così ai sette ospedali già compresi nell’intesa operativa sottoscritta nel giugno 2025 dalla Regione Piemonte e da INAIL: Torino Nord, Cambiano, Ivrea, Vercelli, Savigliano, Cuneo e Alessandria.

«L’accoglimento della richiesta della Regione da parte del Ministero della Salute rappresenta un passaggio molto importante nel percorso che porterà alla realizzazione del nuovo Regina Margherita – dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi – Il dossier predisposto dai nostri uffici ha dimostrato la necessità di dotare uno degli ospedali pediatrici più importanti d’Italia di una nuova sede moderna, funzionale e all’altezza della qualità dei suoi professionisti e delle esigenze dei bambini e delle loro famiglie.

Sappiamo che l’iter dovrà ora concludersi con l’emanazione del decreto, ma l’inserimento dell’intervento nella proposta trasmessa alla Conferenza Stato-Regioni costituisce un riconoscimento importante del lavoro svolto dalla Regione e prevede i 300 milioni di euro necessari alla realizzazione dell’opera, portando a circa 2,4 miliardi le risorse complessivamente destinate al Piemonte nell’ambito del programma INAIL.

Una volta concluso l’iter del decreto, procederemo all’individuazione delle risorse necessarie per avviare la progettazione e chiederemo immediatamente un incontro con INAIL per definire il cronoprogramma del nuovo Regina Margherita e degli altri ospedali piemontesi già inseriti nel programma. Vogliamo che a questo importante risultato amministrativo seguano rapidamente i successivi passaggi operativi.

Il nuovo Regina Margherita rappresenta un tassello fondamentale del grande piano di edilizia sanitaria da quasi 5 miliardi di euro con cui stiamo rinnovando la sanità piemontese dopo decenni di investimenti insufficienti. Il nostro obiettivo è trasformare la programmazione in cantieri, i cantieri in ospedali e gli ospedali in servizi sempre migliori per i cittadini».

Il dossier predisposto dalla Direzione Sanità individua per il nuovo ospedale una superficie complessiva di circa 50 mila metri quadrati e una dotazione di 294 posti, composta da 263 posti letto e 31 posti tecnici.

La localizzazione proposta è in prossimità del futuro Parco della Salute, nell’area a sud del Grattacielo Piemonte e consentirà di mantenere una stretta integrazione funzionale con il nuovo Parco, anche attraverso una passerella attrezzata di collegamento tra le strutture.

Il quadro economico complessivo di 300 milioni di euro comprende la costruzione dell’edificio ospedaliero, la passerella di collegamento, gli interventi di bonifica del suolo, la realizzazione dei parcheggi interrati e le opere relative alla viabilità.

Il progetto nasce dall’esigenza di dotare l’assistenza pediatrica piemontese di una struttura moderna, capace di rispondere alla crescente complessità dei bisogni di salute dei bambini e degli adolescenti e di rafforzare ulteriormente la vocazione di eccellenza del Regina Margherita nella cura, nella ricerca e nella formazione.

Con l’emanazione definitiva del decreto potranno proseguire le successive fasi previste dal programma, a partire dagli approfondimenti progettuali e dalle procedure necessarie per la valutazione e il finanziamento dell’intervento da parte di INAIL.

Cisl e Fnp Piemonte: nuove Rsa, confronto con la Regione

Le organizzazioni sindacali Cisl e Fnp Piemonte, nell’accogliere con favore l’annuncio della Regione Piemonte di avviare un percorso di riforma del sistema di assistenza agli anziani fondato sul modello delle “RSA aperte”, capace di integrare residenzialità, domiciliarità e servizi territoriali, chiedono di essere coinvolte fin dalle prossime fasi di elaborazione della riforma, a partire dal confronto pubblico in programma  il 2 ottobre prossimo.

 

“Chiediamo di dire la nostra  – dichiarano i segretari generali di Cisl e Fnp (Federazione dei Pensionati) Piemonte, Luca Caretti e Alessio Ferraris – perché rappresentiamo una parte fondamentale della popolazione interessata da questo cambiamento. La quasi totalità del target di riferimento è costituita da persone anziane, pensionati, lavoratori e loro famiglie. Siamo pronti come sindacato a dare il nostro contributo per definire un nuovo modello organizzativo capace di rispondere ai bisogni reali dei cittadini: un modello che dovrà fondarsi su un deciso rafforzamento della medicina territoriale e della rete socio-sanitaria di prossimità, oltre che su adeguate risorse economiche, sulla valorizzazione degli operatori e su un reale sostegno ai caregiver familiari”.

 

Cisl e Fnp Piemonte ribadiscono inoltre la disponibilità ad aprire un confronto con la Regione, le aziende sanitarie e i gestori delle strutture, affinché il nuovo sistema delle RSA aperte sia costruito attraverso una programmazione condivisa, sostenibile e orientata alla qualità dell’assistenza, garantendo agli anziani cure appropriate e, ove possibile, la permanenza nel proprio contesto di vita.

 

“Finalmente la Regione – concludono i segretari generali di Cisl e Fnp Piemonte, Caretti e Ferraris – sembra andare  nella direzione che Cisl e Fnp Piemonte auspicano da tempo: trasformare le RSA in presidi aperti al territorio, capaci di accompagnare le persone anziane lungo tutto il percorso della fragilità, sostenendo la permanenza al domicilio quando possibile e garantendo la continuità assistenziale. Bisogna, però, agire in fretta perché la situazione è grave e va affrontata il prima possibile”.  

Musei, biblioteche, centri climatizzati, piscine e parchi: ecco la rete dei rifugi climatici della città

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Per garantire sollievo durante i giorni in cui il caldo è più opprimente, la Città di Torino ha mappato una serie di spazi pubblici accessibili e climatizzati, rivolti soprattutto ai soggetti più fragili – come bambini e anziani – che con simili e persistenti condizioni di disagio sono più vulnerabili: musei civici, biblioteche, centri climatizzati. Mentre l’ampia offerta di piscine pubbliche e giochi d’acqua presenti in alcuni parchi cittadini unisce la necessità di mitigare gli effetti dell’isola di calore urbana all’offerta di luoghi di svago e divertimento accessibili a tutti.

Musei civici gratuiti per gli over 65 e gli under 12

La Fondazione Torino Musei, in accordo con la Città di Torino, ha attivato anche quest’anno, per tutto il mese di luglio, una promozione speciale per agevolare l’accesso alla Gam – Galleria d’Arte Moderna, al Mao – Museo d’Arte Orientale e a Palazzo Madama – luoghi sicuri, climatizzati e accoglienti – in particolare delle persone più fragili. Per gli over 65 è previsto ingresso gratuito alle collezioni permanenti e biglietto ridotto per le mostre temporanee; per i bambini fino a 12 anni ingresso gratuito sia alle collezioni permanenti sia alle mostre temporanee. Il Mao, chiuso per il disallestimento della mostra temporanea, riaprirà il 23 luglio e sarà quindi coinvolto nella promozione solo per l’ultima settimana del mese.

Biblioteche civiche

Le Biblioteche civiche rappresentano una rete capillare di spazi pubblici gratuiti e accessibili distribuiti in tutti i quartieri della città. In un’estate caratterizzata da temperature elevate questi luoghi confermano anche una funzione di presidio di prossimità, offrendo ambienti dove leggere, studiare, lavorare o semplicemente trascorrere alcune ore in condizioni di maggiore comfort.

Negli ultimi anni la Città di Torino, anche grazie agli investimenti del PNRR, ha avviato un importante programma di riqualificazione delle biblioteche che comprende anche l’adeguamento degli impianti di climatizzazione. Gli interventi già conclusi e quelli in corso stanno progressivamente migliorando il comfort ambientale delle sedi, con i primi risultati già evidenti: le biblioteche Pavese e Natalia Ginzburg, che fino a pochi anni fa erano prive di climatizzazione, dispongono oggi di impianti di raffrescamento pienamente funzionanti grazie agli interventi di riqualificazione.

Attualmente la maggior parte delle biblioteche aperte al pubblico dispone di sistemi di raffrescamento regolarmente funzionanti. Oltre alle sedi recentemente riqualificate, garantiscono ambienti climatizzati anche le biblioteche Geisser, Bianca Guidetti Serra e Primo Levi. Presso la Biblioteca civica Centrale di via della Cittadella la climatizzazione è assicurata negli spazi attualmente aperti al pubblico.

Piscine pubbliche

Sono in totale 13 le piscine comunali aperte in questo periodo, di cui sette a gestione comunale diretta o circoscrizionale:

  • Piscina Colletta (via Ragazzoni 5): aperta dal lunedì al venerdì dalle 13 alle 18, sabato e festivi dalle 11 alle 18
  • Piscina Franzoj (strada Antica di Collegno 211): aperta fino al 6 settembre, dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18; sabato, domenica e festivi e dalle 10.30 alle 18
  • Piscina Lido (via Villa Glori 21): aperta fino al 18 luglio dal lunedì al venerdì dalle 13 alle 19, sabato dalle 12.20 alle 19 e domenica dalle 9 alle 19; dal 19 luglio al 30 agosto il lunedì dalle 13 alle 19 e dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19; dal 31 agosto all’11 settembre dal lunedì al venerdì dalle 13 alle 19, sabato e domenica dalle 9 alle 19; dal 12 al 27 settembre lunedì dalle 13 alle 19, dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19
  • Piscina Lombardia (corso Lombardia 95): aperta a luglio dal martedì alla domenica dalle 12 alle 18, ad agosto dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18
  • Piscina Parri/Aversa (via Vecellio 39): aperta fino al 25 luglio dal lunedì al venerdì dalle 12.30 alle 14.30
  • Piscina Cecchi (via Cecchi 14): aperta fino al 31 luglio dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 14.20, sabato dalle 10.30 alle 13.30 (bambini) / dalle 10.30 alle 15.30 (adulti)
  • Piscina Trecate (via Vasili Alecsandri 29): aperta fino al 31 luglio dal mercoledì al venerdì dalle 12 alle 18.30; sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 18.30
  • Piscina Pellerina (corso Appio Claudio 110, piscina comunale gestita da privato): aperta fino al 6 settembre dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 19.30, sabato domenica e festivi dalle 10 alle 19. Nuoto libero con tariffe comunali martedì e venerdì dalle 19 alle 21
  • Piscina Sisport (via Olivero 40, impianto gestito da Sisport) aperta fino al 30 agosto dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 18.45, sabato e festivi dalle 17 alle 19.30
  • Piscina Sospello (via Sospello 118, impianto gestito da Rari Nantes): aperta fino all’11 luglio lunedì mercoledi venerdì dalle 12.30 alle 16.30 e dalle 19:30 alle 20.30, martedì e giovedì dalle 12:30 alle 18 e dalle 19:30 alle 21.30, sabato dalle 12.30 alle 14.30
  • Piscina Galileo Ferraris (corso Galileo Ferraris 290, impianto gestito da Aquatica Torino): aperta fino al 6 settembre dal lunedì al venerdì dalle 14.30 alle 16, sabato e domenica dalle 8.30 alle 10
  • Piscina Torrazza (via Torrazza Piemonte 14, impianto gestito da UISP): aperta fino al 1 agosto lunedì dalle 7 alle 13 e dalle 19:20 alle 21; martedì, giovedì e venerdì, dalle 7.40 alle 9.20, dalle 12.40 alle 17.40 e dalle 19.20 alle 21; mercoledì dalle 7 alle 9.20 e dalle 19.20 alle 21; sabato dalle 9 alle 15
  • Piscina Massari (via Massari 114, impianto gestito da A.S.D. Progetto Sport di Borgata): aperta fino al 25 luglio lunedì e venerdì dalle 12.40 alle 19.20 e dalle 19.20 alle 21 (su prenotazione), mercoledì dalle 16 alle 19.20 e dalle 19.20 alle 21 (su prenotazione), martedì e giovedì dalle 12.40 alle 16 e dalle 19.20 alle 21 (su prenotazione), sabato dalle 10-10 alle 12.40

GIochi d’acqua nei parchi cittadini

In quattro parchi cittadini sono attivi tutti i giorni, dalle ore 10 alle 19, le aree con giochi d’acqua innovativi realizzate nell’ambito di interventi di riqualificazione con fondi PON METRO REACT-EU. Fin dalla loro apertura sono state una delle novità più apprezzate da bambini e famiglie durante la stagione estiva, offrendo occasioni di svago e refrigerio soprattutto durante le giornate più calde.

  • Parco Di Vittorio (viale Monti), area attrezzata con 37 giochi d’acqua dinamici
  • Parco Carrara (corso Appio Claudio 106-110), area attrezzata con 41 giochi d’acqua dinamici
  • Giardino Don Gnocchi (via Sospello), area attrezzata con 11 giochi d’acqua dinamici
  • Giardino Madre Teresa di Calcutta (corso Vercelli 10), area attrezzata con giochi d’acqua dinamici

Centri climatizzati

Nelle Circoscrizioni sono attualmente attivi 16 Centri di accoglienza climatizzati, attrezzati con condizionatori o ventilatori, ad accesso libero nei giorni e negli orari di apertura:

  • CENTRO D’INCONTRO MANDALA (corso Orbassano 327/A): aperto dal lunedì al sabato 15/18; chiuso ad agosto. Mezzi GTT linee 5, 12, 71
  • CENTRO D’INCONTRO CIMABUE (via Cimabue 6/C, ingresso via Rubino 86/a): aperto dal lunedì alla domenica 15/18.30; chiuso il 15 agosto. Mezzi GTT linee 58, 55, 40
  • CENTRO D’INCONTRO GIOVANNI XXIII (via Giacomo Dina 45/B): chiuso dal 1 luglio
  • CENTRO DI INCONTRO PLAVA (via Plava 66): aperto dal lunedì al venerdì 14/18.30; chiuso il 15 agosto. Mezzi GTT linee 71, 34
  • CENTRO D’INCONTRO NEGARVILLE (via Negarville 8/3): aperto dal lunedì alla domenica 14.30/19.30; chiuso ad agosto. Mezzi GTT linee 71, 34
  • SPAZIO ANZIANI – ASS. VENCHI UNICA (via De Sanctis 12): aperto dal lunedì al sabato 14.30/19.30; chiuso ad agosto. Mezzi GTT Metro Massaua, linee 62, 40
  • ASD ANZICHÈ ANZIANO (via Millio 20): aperto dal lunedì al venerdì 15/18. Mezzi GTT linea 58
  • SPAZIO ANZIANI – ASS. NON PIU’ DA SOLI EDERA (via Osasco 80): chiuso luglio e agosto
  • SPAZIO ANZIANI (via Pilo 50): aperto dal lunedì al venerdì 14/19. Mezzi GTT Metro Racconigi o Rivoli, linee 2, 65;
  • CENTRO D’INCONTRO (via Ponderano 20): aperto dal lunedì alla domenica 15/19. Mezzi GTT linee 72, 72/
  • CENTRO D’INCONTRO (piazza Stampalia 85): aperto dal lunedì alla domenica 15/18.30. Mezzi GTT linee 11, 9, 77, 62
  • CENTRO D’INCONTRO (via Lanzo 144): aperto dal lunedì alla domenica 14/19.30. Mezzi GTT linee 21, 60, 77, 9, 11, 69
  • CENTRO ANZIANI (via Cavagnolo 7): aperto 9/19. Mezzi GTT linea 51
  • CENTRO D’INCONTRO (via Cuneo 6 bis): aperto dal lunedì al sabato 15/18. Mezzi GTT linee 4, 51
  • CENTRO D’INCONTRO (corso Belgio 91): aperto dal lunedì alla domenica 14.30/19. Mezzi GTT linee 15, 77, 68
  • CENTRO DI INCONTRO (corso Casale 212): aperto dal lunedì al sabato 14.30/18.30
  • CENTRO D’INCONTRO LA CASETTA (viale Monti 21 interno parco Di Vittorio): aperto dal lunedì al sabato 14.45/18.15, il mercoledì anche 10/11; chiuso ad agosto. Mezzi GTT linee 2, 41, 63, 18
  • CENTRO DI INCONTRO CAVORETTO (piazza Freguglia 6): chiuso luglio e agosto

L’accesso ai centri è gratuito; in alcuni casi può essere prevista una quota di iscrizione in caso di partecipazione alle attività proposte, che restano facoltative e non precludono l’accesso alla struttura.

Piano Estate 2026

La Città di Torino ha rinnovato l’impegno a favore delle persone anziane e fragili con il “Piano Estate 2026”, frutto della collaborazione tra il Dipartimento Servizi sociali, l’ASL Città di Torino, la Protezione Civile e la Polizia Municipale.

L’iniziativa mira a prevenire e contrastare gli effetti negativi degli eventi climatici estremi, in particolare le ondate di calore, sulla popolazione anziana più vulnerabile, attraverso un piano operativo che, attivo dal 1° giugno al 30 settembre, prevede un insieme coordinato di azioni di monitoraggio, vigilanza e assistenza domiciliare a favore di cittadini e cittadine over 65, residenti a Torino e generalmente autosufficienti, ma che si trovano in condizioni di fragilità sociale, economica o sanitaria.

I destinatari del Piano sono identificati dai servizi sociali comunali, anche su segnalazione del medico di medicina generale (MMG), in base a criteri quali difficoltà economiche, isolamento sociale o assenza di una rete di supporto familiare. Le prestazioni domiciliari previste includono interventi di operatori socio-sanitari (O.S.S.) e assistenti familiari, accompagnamenti per visite sanitarie o esigenze sociali, consegna di spesa e farmaci, servizi di telesoccorso e teleassistenza, pasti a domicilio o in esercizi convenzionati. Dopo la predisposizione di un progetto assistenziale personalizzato da parte dei servizi sociali, la persona beneficiaria viene contattata da un fornitore accreditato, che concorda una visita domiciliare per l’attivazione degli interventi.

Tassello fondamentale del piano operativo è il Servizio Aiuto Anziani che, dotato di un call center operativo tutto l’anno, nel periodo estivo registra generalmente un incremento delle richieste da parte di cittadine e cittadini che si rivolgono tramite mail (aiutoanziani@comune.torino.it) o telefonicamente al numero 011.01133333 (dalle 8.30 alle 16 dal lunedì al venerdì; dalle 16 alle 8.30 di ogni giorno e nei festivi le chiamate vengono inoltrate alla Polizia Municipale). Un servizio che rappresenta un punto di riferimento importante per le persone anziane e le loro famiglie, offrendo supporto, ascolto e orientamento ai servizi disponibili sul territorio.

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