Luigi Gagliano ci propone questa bella immagine della stazione di Porta Nuova a Torino
In Piemonte la crescente carenza di risorse idriche, aggravata dalle alte temperature e dalla prolungata assenza di precipitazioni, rappresenta un motivo di forte preoccupazione anche per il mondo dell’artigianato e per il sistema produttivo regionale.
Secondo uno studio dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese dedicato alle attività a maggiore consumo di acqua, elaborato utilizzando l’indicatore ISTAT sull’intensità d’uso della risorsa idrica, nella regione – classificata a severità idrica media – i dieci comparti più dipendenti dall’acqua comprendono oltre 10 mila imprese, che occupano circa 125 mila lavoratori. Di queste, quasi 7 mila sono aziende artigiane, con circa 28 mila addetti, pari al 66,9% delle imprese attive nei settori a più elevato fabbisogno idrico.
Il tema non riguarda soltanto le attività manifatturiere, ma anche numerosi servizi alla persona, come lavanderie, parrucchieri ed estetisti, la cui operatività dipende da un utilizzo quotidiano e significativo dell’acqua.
“La Regione Piemonte ha annunciato di voler chiedere lo stato di emergenza se non ci sarà un cambiamento nelle previsioni meteo in quanto alle piogge mancanti si aggiunge il caldo record degli ultimi mesi – commenta Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – Una situazione climatica che potrebbe penalizzare pesantemente le imprese manifatturiere in particolar modo quelle artigiane che rappresentano la maggioranza delle imprese a maggior uso di acqua. In relazione al fabbisogno di acqua, vanno considerate anche le imprese dei servizi alla persona: lavanderie, acconciatori ed estetisti, in cui si registra un maggiore consumo di acqua per uso imprenditoriale.”
A rendere ancora più critica la situazione contribuiscono le condizioni della rete idrica. I dati di una recente analisi della CGIA di Mestre evidenziano infatti che in Piemonte vengono immessi ogni giorno negli acquedotti 359 litri d’acqua per abitante, ma ben 127 litri si disperdono lungo il percorso, con una perdita complessiva del 35,4%.
A livello nazionale, il primato negativo spetta alla Basilicata, dove si disperde il 65,5% dell’acqua distribuita, seguita dall’Abruzzo con il 62,5%. All’estremo opposto si colloca l’Emilia-Romagna, che limita le perdite al 29,7%.
Guardando ai capoluoghi piemontesi, la situazione più critica si registra a Verbania, dove la dispersione raggiunge il 43%. Seguono Novara e Cuneo, entrambe al 31,5%, quindi Biella con il 30,7%, Alessandria con il 28,9%, Torino con il 25,6%, Vercelli con il 22,2% e Asti con il 19,2%.
“Come ogni estate si pone la questione della crisi idrica. Si facciano gli invasi e si intervenga sulla rete! – conclude Felici – Con la scusa del “cambiamento climatico” non si fa più manutenzione e si preferisce scaricare responsabilità e disagi su cittadini ed imprese. E’ necessario, con estrema rapidità continuare a ripensare alle priorità del PNRR e sfruttare quindi le risorse europee per ammodernare e realizzare gli invasi e le reti distributive per poter affrontare meglio una eventuale emergenza idrica che potrebbe mettere in seria difficoltà le attività produttive. Occorre programmare e progettare per non farci trovare impreparati di fronte al perdurare di assenza di precipitazioni senza dover rincorrere l’emergenza e senza dover adottare, se fosse necessario, misure drastiche”.
Anpas, assistenza all’Allianz Stadium
IL 95,5% DEGLI INTERVENTI SANITARI RISOLTO SUL POSTO
L’assistenza sanitaria garantita da Anpas Piemonte durante i sette grandi eventi musicali di giugno conferma il valore strategico del volontariato organizzato per la sicurezza della collettività e il supporto al Servizio sanitario regionale.
Sette grandi eventi musicali, quasi 300 mila spettatori e un dispositivo sanitario capace di garantire assistenza tempestiva, sicurezza e un concreto contributo all’alleggerimento dei Pronto soccorso. È il bilancio dell’attività svolta nel mese di giugno da Anpas Comitato Regionale Piemonte in occasione dei concerti ospitati all’Allianz Stadium di Torino.

La rete delle Pubbliche Assistenze Anpas ha assicurato la copertura sanitaria di sette eventi, tutelando circa 298.000 spettatori grazie all’impiego di 130 presenze associative, 889 presenze volontarie e 6.885 ore di servizio, con un dispositivo composto da 68 ambulanze, 17 Posti Medici Avanzati, 47 medici, 96 infermieri, 71 coordinatori dei volontari, 7 coordinatori sanitari e 9 mezzi logistici. Complessivamente sono stati distribuiti 4.310 litri d’acqua al personale impegnato nei servizi e 850 pasti.
Nel corso delle manifestazioni sono state assistite 268 persone. Di queste, 256, pari al 95,5%, sono state valutate, trattate e dimesse direttamente all’interno del dispositivo sanitario dell’evento, mentre soltanto 12 hanno richiesto il trasporto in ospedale. Oltre 21 pazienti sono stati completamente gestiti sul posto per ogni persona trasportata in Pronto soccorso, a conferma dell’elevata capacità del sistema di intercettare e risolvere i bisogni assistenziali senza gravare sulla rete ospedaliera.
L’intensità assistenziale registrata è stata pari a 0,90 interventi ogni mille spettatori. La quasi totalità degli interventi ha riguardato situazioni a bassa o media complessità: 110 codici bianchi, 148 codici verdi e 10 codici gialli, senza alcun codice rosso. Sono stati assistiti 181 pazienti nei Posti Medici Avanzati e 87 negli ambulatori sanitari allestiti all’interno dell’evento.
L’organizzazione di un presidio sanitario avanzato durante manifestazioni con un’elevata concentrazione di pubblico si conferma uno strumento fondamentale di prevenzione e di supporto al sistema sanitario. La possibilità di effettuare valutazioni cliniche, trattamenti e dimissioni direttamente sul posto riduce infatti il ricorso improprio ai Pronto soccorso, preservando risorse sanitarie e garantendo una maggiore disponibilità di personale, posti letto e servizi diagnostici per le emergenze più gravi. Il dispositivo contribuisce inoltre a diminuire i tempi di attesa, favorisce un utilizzo più appropriato della rete dell’emergenza-urgenza e rafforza la resilienza complessiva del sistema sanitario durante eventi ad alta affluenza.

La valorizzazione dell’attività svolta evidenzia anche il significativo contributo economico e sociale generato dal volontariato organizzato. Le 6.885 ore di servizio prestate gratuitamente rappresentano un valore convenzionale di 137.700 euro. A questo si aggiunge una stima di 61.440 euro quale valore economico potenziale delle prestazioni ospedaliere evitate grazie alla gestione sul posto dei pazienti, oltre a 53.976 euro riconducibili alle risorse organizzative, ai mezzi di soccorso, alle strutture sanitarie temporanee, alle attrezzature, alla formazione e al coordinamento operativo. Complessivamente, il valore economico-sociale generato dall’assistenza sanitaria ai concerti è prudenzialmente stimabile in 253.116 euro.
Fondamentale il ruolo svolto dall’associazione Anpas Croce Verde Torino, che ha curato il coordinamento operativo e il supporto logistico dell’intero dispositivo, mettendo a disposizione mezzi speciali, Posti Medici Avanzati completi di tende e dotazioni sanitarie, un ponte radio dedicato alle comunicazioni operative e ulteriori attrezzature specialistiche indispensabili per l’allestimento e il funzionamento dell’assistenza sanitaria durante tutti gli eventi.
L’attività è stata resa possibile grazie all’impegno congiunto di 29 Pubbliche Assistenze Anpas del Piemonte: Ambulanza del Vergante, Croce Bianca Acqui Terme, Croce Bianca Orbassano, Croce Bianca Rivalta, Croce Giallo Azzurra Torino, Croce Giallo Azzurra Volvera, Croce Verde Alessandria, Croce Verde Arquatese, Croce Verde Asti, Croce Verde Bagnolo Piemonte, Croce Verde Bricherasio, Croce Verde Castagnole delle Lanze, Croce Verde Collegno, Croce Verde Cumiana, Croce Verde None, Croce Verde Ovadese, Croce Verde Pinerolo, Croce Verde Rivoli, Croce Verde Torino, Croce Verde Villastellone, Croce Verde Villavernia, Croce Verde Vinovo Candiolo Piobesi, Gres Sizzano, Gruppo Volontari del Soccorso Sud Canavese di Caluso, Gruppo Volontari del Soccorso Clavesana, Gruppo Volontari del Soccorso Cusio Sud Ovest, Gruppo Volontari del Soccorso Santhià, Ivrea Soccorso e Volontari del Soccorso Ornavasso.
Vincenzo Sciortino: presidente di Anpas Piemonte: «L’assistenza sanitaria ai grandi eventi rappresenta oggi una componente essenziale della sicurezza pubblica e della capacità di risposta del sistema sanitario. I dati di questi sette concerti dimostrano come un’organizzazione strutturata consenta di garantire assistenza tempestiva ai cittadini e, allo stesso tempo, di ridurre significativamente il ricorso ai Pronto soccorso, preservandone le risorse per le situazioni più complesse. Questo risultato nasce dalla forza della rete Anpas Piemonte, dalla professionalità e dalla disponibilità delle 29 Pubbliche Assistenze coinvolte e da un modello organizzativo che integra volontariato, coordinamento e logistica in un unico dispositivo operativo. In questo contesto, la Croce Verde Torino ha assicurato il coordinamento operativo e il supporto logistico dell’intero sistema, contribuendo alla realizzazione di un dispositivo sanitario efficiente e perfettamente integrato.
Desidero esprimere il mio più sentito ringraziamento a tutte le volontarie e a tutti i volontari, ai coordinatori, ai professionisti sanitari e alle Pubbliche Assistenze che hanno partecipato a questo importante servizio. Ancora una volta Anpas Piemonte dimostra che il volontariato organizzato è una risorsa strategica per la sicurezza della collettività e un partner affidabile del Servizio sanitario regionale, capace di affrontare con competenza, organizzazione e spirito di servizio eventi di straordinaria complessità».
Luca Rittatore, direttore dei servizi Croce Verde Torino: «Da anni Croce Verde Torino collabora con Anpas Piemonte in occasione delle assistenze sanitarie alle partite domestiche di Juventus Fc presso Allianz Stadium. Questi eventi concertistici presso la struttura rappresentavano tuttavia una nuova importante sfida alla quale oggi possiamo guardare con grande orgoglio grazie alla capacità della rete associativa di coniugare la conoscenza dell’impianto con l’esperienza ormai decennale di assistenza a eventi live di medie e grandi dimensioni. La combinazione di questi due fattori, congiunta alla lucidità di programmazione e di iniziativa nell’affrontare le complessità specifiche del sito, ha permesso di ottenere questi risultati. Il mio ringraziamento va all’incredibile lavoro svolto dallo staff di direzione dedicato ai grandi eventi, all’ufficio autoparco di Croce Verde Torino con cui abbiamo strutturato modelli logistici in grado di fornire soluzioni tempestive ed efficaci alle necessità, e a tutti i volontari che hanno permesso la realizzazione delle assistenze, sia di Croce Verde Torino, quanto delle tante consorelle che hanno risposto con entusiasmo alla chiamata, indispensabili per garantire il raggiungimento delle risorse previste dai piani tecnico-sanitari e, altrettanto e più, per assicurare la copertura sanitaria delle fasi di allestimento».
L’assistenza sanitaria ai grandi eventi rappresenta oggi una componente essenziale della sicurezza pubblica. Oltre a garantire una risposta immediata ai bisogni sanitari degli spettatori, il sistema delle Pubbliche Assistenze costituisce una risorsa strategica per la tutela della salute collettiva, capace di prevenire, intercettare e risolvere bisogni di salute direttamente sul luogo dell’evento, contribuendo in modo concreto alla sostenibilità del Servizio sanitario regionale e alla sicurezza di centinaia di migliaia di cittadini.
L’Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze – Comitato Regionale Piemonte Odv rappresenta oggi una delle più importanti realtà del volontariato sanitario italiano. La rete è composta da 81 associazioni e 17 sezioni distaccate, con il coinvolgimento di 11.066 volontari, 5.069 soci e 796 dipendenti.
Anpas Piemonte dispone di una flotta costituita da 469 autoambulanze, 274 mezzi per il trasporto di persone con disabilità, 248 automezzi destinati al trasporto persone e alle attività di protezione civile, oltre a due imbarcazioni. Ogni anno vengono effettuati oltre 602 mila servizi, di cui più di 207 mila nell’ambito dell’emergenza-urgenza 118, per un totale di oltre 20 milioni di chilometri percorsi.
Il giuramento dei nuovi capitreno
Questo pomeriggio, nella Sala Carpanini di Palazzo di Città di Torino, 12 nuovi capitreno hanno prestato giuramento alla presenza di Chiara Foglietta, Assessora ai Trasporti e alla viabilità del Comune di Torino, di Marco Gabusi, assessore ai Trasporti della Regione Piemonte e Giuseppe Falbo, Direttore Regionale Piemonte di Trenitalia.
La procedura di giuramento è prevista per assumere il ruolo di Pubblico Ufficiale che i neo-capitreno rivestiranno nella loro attività lavorativa.
Hanno giurato 8 ragazze e 4 ragazzi, tra i 21 ed i 30 anni, selezionati tra migliaia di candidature dopo un accurato scouting aziendale.
I ragazzi selezionati hanno seguito un lungo percorso formativo sia in aula che a bordo treno, concluso oggi con la cerimonia di giramento. Tra pochi giorni inizieranno ufficialmente la loro carriera a bordo dei treni regionali piemontesi.
Un percorso ricco di elementi teorici e pratici nel quale sono stati trattati con particolare attenzione i temi della sicurezza, dell’accoglienza e dell’informazione ai passeggeri. Durante la formazione pratica i giovani sono stati affiancati da colleghi più esperti dai quali poter apprendere gli aspetti più concreti del mestiere.
I capitreno sono il punto di riferimento essenziale per i viaggiatori sia a bordo treno che a terra. Accolgono, orientano e informano le persone fornendo indicazioni e verificano i titoli di viaggio dei passeggeri provvedendo, se necessario, alla loro regolarizzazione. Il capotreno, nello svolgimento delle proprie mansioni, assume il ruolo di Pubblico Ufficiale sorvegliando la sicurezza e la regolarità della circolazione del treno di cui è responsabile.
Le assunzioni della Direzione Regionale Piemonte di Trenitalia negli ultimi tre anni sono state di 209 capitreno e di 156 macchinisti.
Un processo di ricambio generazionale che rappresenta un’opportunità di lavoro per i giovani del territorio e va di pari passo con il progressivo rinnovo della flotta del Regionale – con 65 treni di ultima generazione in circolazione – che proseguirà quest’anno con l’arrivo di nuovi convogli in linea con quanto stabilito dai Contratti del Servizio Ferroviario Metropolitano e Regionale con la Regione Piemonte e l’Agenzia per la Mobilità.
Il 14 luglio e l’identità nazionale
IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

La Francia celebra la sua festa nazionale a Parigi e in tutti i centri, anche i più piccoli, con cerimonie e ricordi della Presa della Bastiglia, un evento più simbolico che realmente rivoluzionario. La Rivoluzione arrivò dopo e portò il terrore, che fu la fine dell’era della ragione per cui la Francia fu benemerita. Il giacobinismo cercò di sdradicare la storia stessa della Francia, innalzando insieme la ghigliottina e l’albero della libertà, un ossimoro. Ma la bufera, alla fine, venne fatta cessare da Napoleone, che pure continuò alcune idee della Rivoluzione.
Dal 1789 sono passati oltre due secoli e l’acqua che è passata nella Senna ha cancellato le forme più estreme a cui giunse la Rivoluzione. Ma certi valori iniziali di fondo sono rimasti. La libertà e l’eguaglianza si sono fuse nella fraternità, o fratellanza, un concetto assai diverso, forse utopistico, che ha anche una lontana radice cristiana.
L’unità nazionale uscì rafforzata da una scelta repubblicana che, salvo i due periodi bonapartisti, rimase una scelta di non ritorno. Anche l’anticlericalismo rivoluzionario lasciò come sedimento un laicismo quasi assoluto, che ebbe il suo trionfo nella III Repubblica.
Va aggiunto che il pensiero liberale di Tocqueville non ebbe seguaci e che la storia francese non conobbe mai un’età liberale, ma ricadde nel 1848 e nel 1871, con la Comune, nella demagogia complottarda della gauche, che resta una costante della storia francese.
Pur con queste esperienze storiche alle spalle, la Francia oggi vive una passione civile nazionale rafforzata nei decenni. Che ci sia al potere De Gaulle, un grande, o Macron, un piccolo, i francesi non rinunciano a sentirsi orgogliosamente francesi. Uno dei motivi è aver riconosciuto come riferimento comune la Grande Rivoluzione, che aprì l’Europa tutta alla contemporaneità.
In Italia è impossibile trovare una data identitaria comune per tutti gli italiani. Certo non può essere il 25 aprile, che segnò anche la fine – solo apparente – di una guerra civile sanguinosa, lasciando odi e morti che ancora oggi evocano un passato che non è passato, come diceva Bobbio.
Non parliamo del 2 giugno, che vide gli italiani divisi quasi a metà, i quali forse si sarebbero ricacciati in un’altra guerra civile se il buon senso di un Re, che partì per l’esilio, non lo avesse impedito, potendo fare affidamento sulla statura politica di De Gasperi. Le divisioni del 2 giugno oggi sono storicamente e politicamente superate, ma quelle del 25 aprile non sono archiviate, perché il dualismo fascismo e antifascismo non appare archiviato.
Le uniche date che restano sono quella del 4 novembre (non più festa della Vittoria, ma delle Forze Armate) e il 17 marzo 1861, che però segnò la proclamazione del Regno e non dell’Unità nazionale. Sono due date che non hanno a che fare con la storia della Repubblica. Un piccolo politico cercò di confondere le acque, “republicanizzando” il 17 marzo, definito festa della bandiera e della Costituzione e persino dell’inno, un pastrocchio privo di senso storico che non piacque a nessuno e non ebbe seguito.
Per questo motivo gli italiani, che hanno comunque una storia molto diversa dai francesi, non potranno per ora scendere in piazza a sventolare il tricolore come simbolo di unità nazionale. L’Italia dei mille campanili, l’Italia a cui fu impedito di unificarsi e che fu condannata alla perdita dell’autonomia politica, non potrà mai essere come la Francia, che ha una storia unitaria di secoli, precedente alla Rivoluzione, che ha consentito ai francesi di formarsi un’identità nazionale che neppure oggi possediamo, perché restiamo il Paese dei Guelfi e dei Ghibellini, comunque denominati. La Francia ha trovato perfino nel volto di una famosa attrice l’occasione per sentirsi francese. Le attricette italiane prestano il loro volto per le manifestazioni di partito, mai per quelle della Nazione, idea trascurata di cui scrisse il grande storico Federico Chabod.
Caro direttore,
sul sito della Città, a cose fatte, secondo la nuova linea della partecipazione cui è scesa la Amministrazione comunale, abbiamo saputo che la sera del 9 luglio alle Gallerie d’Italia si è tenuto il talk”Torino: il futuro ha una storia antica”. Il Sindaco, la Rettrice della Università e il Rettore del Politecnico moderati da una brava giornalista della RAI, Chiara Pottini, si sono confrontati in una conversazione informale sulle prospettive dello sviluppo e sulle future vocazioni della Città.
Una Città che in molti anche nella Amministrazione considerano in declino malgrado dal 1993 sia amministrata da Amministrazioni di sinistre autodefinitesi progressiste per potere ottenere l’appoggio di mondi di centro che con la sinistra a Torino non si erano mai accompagnati. Mentre le analisi non proprio esaltanti di Banca d’Italia e dell’IRES erano state presentate a tutta la Città qui a sentire parlare di futuro , chi dopo trent’anni non ci presenta una Torino proprio in forma , gli inviti sono stati fatti nell’assoluto riserbo e nel circolo chiuso di quelli cui piace la torino con la t minuscola, che non si sono indignati quando un Vescovo genovese figlio di un operaio cassaintegrato arrivato a Torino la aveva vista divisa in due , la metà della Città che sta bene che non si accorge della metà della Città che sta male. Un giudizio che per essere nella Città dei Santi sociali non era proprio il massimo.

Eppure a me sarebbe piaciuto sentire il parere della Professoressa Prandi , una donna sincera, colpevole di aver detto che Lei in Barriera non avrebbe mai abitato, e il Prof. Corgnati. Anche a me sarebbe piaciuto vedere il filmato sulla Storia della nostra Città. Neanche aver organizzato la più grande Piazza della Società civile torinese SITAV, una piazza che salvò l’opera più importante per il futuro di Torino, non mi ha dato il diritto di essere invitato nella bella Sala del Sanpaolo. Così mentre il Sindaco sfuggiva il confronto, noi dell’UDC con una trentina di amici abbiamo iniziato a parlare di Torino, dei suoi problemi economici, sociali, dell’isolamento in cui vivono oltre centomila anziani, delle difficoltà economiche di tanti cassa integrati e abbiamo iniziato a discutere alcune proposte per rilanciare la economia e il lavoro nella nostra Città.
La proposta di istituire una ZES anche al Nord mi sembra interessante anche se complicata. Con la Zes le aree industriali del Nord diventerebbero più competitive e si potrebbe far arrivare un secondo produttore di auto , il settore più importante della economia piemontese. Torino dovrà puntare molto di più del passato recente sulla Organizzazione di grandi Congressi o di Fiere internazionali. Mentre aspettiamo di capire cosa stiano facendo nel Centro per la Intelligenza Artificiale. Così come occorre accelerare la costruzione della TAV l’opera che ci porterà oltre un milione di turisti in più all’anno. Ci stiamo preparando alle prossime elezioni comunali, perché se si vuole rilanciare davvero il Lavoro e la Sicurezza a Torino , occorre assolutamente cambiare l’amministratore delegato come farebbero gli azionisti di qualsiasi grande azienda in calo da oltre vent’anni. C’è qualcuno che vuole continuare ad appoggiare la sinistra con una Città che nelle classifiche dei giornali economici e’ scesa di molti punti?
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Mino GIACHINO
UDC Torino
Sottoscritto oggi al Viminale, alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e del sottosegretario Wanda Ferro, un accordo tra la Regione Piemonte e l’Agenzia nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Anbsc).
Firmatari dell’accordo il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e il direttore dell’Anbsc, Maria Rosaria Laganà, presente anche il vicepresidente della Regione con delega al Contrasto alle mafie Maurizio Marrone.
L’accordo rappresenta un passo concreto verso una gestione sempre più coordinata, rapida ed efficace dei beni confiscati alla criminalità organizzata presenti sul territorio piemontese. L’obiettivo condiviso è quello di favorirne il recupero, la valorizzazione e il riutilizzo per finalità sociali, istituzionali e di pubblica utilità, restituendo alla comunità il patrimonio sottratto alle mafie.
Al 31 dicembre 2025, in Piemonte risultano censiti 1.466 beni immobili confiscati alla criminalità organizzata, di cui 548 già destinati e 918 ancora in gestione dell’Anbsc. I numeri evidenziano la rilevanza del patrimonio confiscato nella regione e la necessità di rafforzare gli strumenti di collaborazione istituzionale per accelerarne la destinazione e il riutilizzo. Il recupero dei beni confiscati alle mafie può infatti generare nuove opportunità di lavoro e sviluppo sociale, servizi pubblici, inclusione, sostegno alle fasce più fragili della popolazione e interventi di rigenerazione urbana.
L’intesa permette la costruzione di una governance stabile tra Regione Piemonte, Anbsc ed Enti locali, finalizzata a superare gli ostacoli procedurali, velocizzare i processi di destinazione dei beni e sostenere concretamente i Comuni nella loro valorizzazione. Attraverso la condivisione delle informazioni e il coordinamento operativo sarà così possibile individuare più rapidamente le soluzioni più efficaci per il recupero e il riutilizzo degli immobili confiscati.
Attualmente la Regione Piemonte, grazie all’azione dell’Assessorato per il contrasto alle Mafie, è in prima fila nel sostenere i Comuni assegnatari dei beni confiscati, attraverso i bandi regionali che promuovono il recupero e il riutilizzo. La collaborazione con Anbsc consentirà di integrare le competenze regionali con quelle dell’Agenzia nazionale, creando un modello virtuoso di intervento sul territorio.
La collaborazione tra Regione Piemonte e Anbsc punta infine anche a diffondere la cultura della legalità attraverso iniziative di comunicazione e sensibilizzazione rivolte agli Enti locali e alla cittadinanza.
“Il grande significato di questo accordo è che non è soltanto un documento di intenti, ma si traduce in un’azione concreta che ci permette di facilitare i rapporti e di arrivare più facilmente alla conclusione dei percorsi che consentono di restituire alla comunità un bene confiscato e far vedere che lo Stato c’è e che lo Stato vince – dichiarano il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio e l’assessore Maurizio Marrone – Come Piemonte lo affianchiamo a un altro protocollo, che abbiamo sottoscritto insieme alla Prefettura di Torino e alla Procura Generale del Piemonte per sostenere la figura del testimone di giustizia. Due accordi che ci consentono di dire, di aver compiuto un passo in più a favore della legge e della legalità ed è importante farlo a pochi giorni dall’anniversario della strage di via d’Amelio e nel ricordo di Paolo Borsellino che, insieme a Giovanni Falcone e tanti altri, ha pagato con la vita la lotta alla mafia”.
Per il Centenario dalla nascita della mitica “Bomba Bionda”, con il capolavoro restaurato “A qualcuno piace caldo”
Venerdì 17 luglio, ore 21,30
Con la versione originale e sottotitolata della celeberrima commedia di Billy Wilder (un “Premio Oscar” e tre “Golden Globe”) “A qualcuno piace caldo – Some Like It Hot” (1959), l’Arena sul tetto del Lingotto, suggestiva location della Rassegna “Cinema sulla Pista 500”, diventerà, il prossimo venerdì 17 luglio (ore 21,30) eccezionale palcoscenico per una serata speciale intitolata “Marilyn # 100” e dedicata a celebrare il 100° anniversario dalla nascita dell’indimenticata e indimenticabile Marilyn Monroe (al secolo Norma Jeane Mortenson), intramontabile icona e mito senza tempo della filmografia mondiale, la “prima vera sex symbol”, come ebbe a definirla Marlene Dietrich, la “Divina Lili Marlene”.
Nata a Los Angeles il 1° giugno del 1926 e scomparsa per “probabile suicidio” causato da un’overdose acuta di barbiturici (ma le circostanze del decesso restano a tutt’oggi avvolte nel mistero), sempre a Los Angeles, il 5 agosto del 1962, Marilyn (nome d’arte propostole dal produttore Ben Lyon, mentre “Monroe” fu da lei stessa scelto e condiviso con il cognome da nubile della madre) verrà ricordata attraverso quello che è considerato il “vertice assoluto” della sua filmografia comica, quell’“A qualcuno piace caldo”, per l’appunto, inserito nel 2000, dall’“American Film Institute” al primo posto nella classifica delle migliori cento commedie statunitensi.
Per restituire al pubblico tutta l’emozione, la genialità narrativa e lo splendore visivo originale, la pellicola, girata interamente in bianco e nero (per scelta dello stesso Wilder che giudicava all’epoca non ancora ottimale la “tecnica del colore”) e interpretata al fianco di due immensi Tony Curtis e Jack Lemmon, sarà presentata, come detto, in un’esclusiva “versione restaurata” in “lingua originale” e con “sottotitoli in italiano”.
Serata tributo, quella del prossimo venerdì sul “tetto del Lingotto” si inserisce nel cuore della terza edizione della rassegna estiva organizzata da “Distretto Cinema” e “Pinacoteca Agnelli”, in collaborazione con “Film Commission Torino Piemonte” e “Museo Nazionale del Cinema”, in programma fino al 26 luglio con inizio sempre alle 21,30.
Considerato, a ragione, uno dei capolavori nella storia del cinema americano (tanto da essere stato scelto nel 1989 “per la conservazione” nel “National Film Registry” della “Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti d’America”), il film offrirà agli spettatori l’opportunità di rivedere o scoprire per la prima volta (una grande occasione per i più giovani!) sul grande schermo “una macchina narrativa perfetta”, un felice intreccio di ironia, suspense e pura geniale comicità, in cui Marilyn, nei panni dell’indimenticabile suonatrice di ukulele “Zucchero Candito”, incarna “tutto il suo fascino, la sua vulnerabilità e i suoi perfetti tempi comici” in una performance che ha contribuito a farne un’icona per eccellenza di femminilità e di tutto il “glamour hollywoodiano”, artefici di quel successo planetario così in contrasto e forse deleterio, nella vita reale, con la profonda fragilità umana di una donna, Norma Jeane, che dentro si portava pesanti traumi infantili, angoscianti insicurezze e il bisogno, sicuramente, di essere amata ed apprezzata per la sua vera essenza, così distante dal semplice cliché di“bambola sexy”.
La trama, incentrata – in pieno “proibizionismo”- su due squattrinati musicisti jazz (il sassofonista Joe ed il contrabbassista Jerry) – in fuga dalla mafia e braccati dalla gang di “Ghette” Colombo, quali testimoni pericolosi per aver assistito involontariamente alla celebre “strage di San Valentino” – che si camuffano da donne (Josephine e Daphne) in un’orchestra femminile, dipana equivoci esilaranti e canzoni iconiche entrate nella storia del costume.
“ A qualcuno piace caldo” non è solo, però, una commedia brillante, ma anche una modernissima e graffiante “satira sui ruoli di genere che continua a sfidare le convenzioni sociali e il passare del tempo”, fino al suo leggendario finale, allorché, durante un’ennesima fuga, “Zucchero” cade fra le braccia di Joe, nonostante il suo confessarsi quale bugiardo squattrinato, mentre Jerry rivela a un miliardario un po’ confuso e innamorato della sua “alias” Daphne di essere, in realtà un maschio, sentendosi inaspettatamente rispondere: “ Well … Nobodj’s perfect – Beh … Nessuno è perfetto”. Battuta inserita, pare, al quarantottesimo posto nella classifica delle migliori cento battute del cinema statunitense.
Informazioni utili per il pubblico
L’accesso alla suggestiva Arena all’aperto avviene direttamente attraverso la biglietteria della “Pinacoteca Agnelli”, situata all’interno del “Centro Commerciale Lingotto”. I biglietti per la “serata speciale” possono essere acquistati sul portale web ufficiale della “Pinacoteca Agnelli” al prezzo di 7 euro per la tariffa intera e di 5 euro per la tariffa ridotta, riservata ai minori di 12 anni e ai “caregiver”.
Gianni Milani
Nelle foto: Una scena dal film; “Some Like It Hot”, il Poster
L’ondata di calore che sta interessando il Piemonte continuerà a farsi sentire anche nei prossimi giorni e, secondo le previsioni meteorologiche, raggiungerà il suo momento più critico nella giornata di mercoledì 15 luglio, quando Torino e gran parte della pianura regionale dovranno fare i conti con temperature elevate, afa persistente e notti particolarmente calde. Nel capoluogo le massime potranno sfiorare i 36 gradi, mentre in alcune aree della regione si potranno registrare valori anche leggermente superiori. A rendere ancora più pesante la situazione sarà soprattutto l’umidità, che aumenterà la temperatura percepita, e il fatto che nelle ore notturne il termometro difficilmente scenderà sotto i 23-24 gradi, impedendo un reale raffrescamento degli ambienti.
Martedì 14 luglio il tempo resterà stabile, con cielo in prevalenza sereno e temperature già ben oltre i 33 gradi nelle principali città piemontesi. Mercoledì il caldo toccherà il suo apice, con condizioni di forte disagio bioclimatico soprattutto nelle aree urbane. Solo tra la serata e la giornata di giovedì 16 luglio potrebbero svilupparsi alcuni temporali sulle Alpi e sulle zone pedemontane, segnale di un parziale indebolimento dell’anticiclone africano. Il calo termico, tuttavia, sarà contenuto e in pianura continuerà a prevalere un clima decisamente estivo, con valori ancora superiori alle medie stagionali.
Per aiutare la popolazione ad affrontare le ore più torride della giornata, Torino ha confermato anche quest’anno la rete dei cosiddetti rifugi climatici, luoghi pubblici climatizzati dove trovare refrigerio senza alcun obbligo di consumo. Tra questi rientrano anche alcuni dei principali musei cittadini gestiti dalla Fondazione Torino Musei, che mettono a disposizione ambienti freschi e confortevoli. Si tratta della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, di Palazzo Madama e del MAO – Museo d’Arte Orientale, strutture che durante l’estate diventano anche punti di accoglienza per chi desidera sottrarsi al caldo nelle ore centrali della giornata.
La rete comprende inoltre numerose biblioteche civiche, centri d’incontro, sedi comunali climatizzate e altri edifici pubblici distribuiti nei diversi quartieri, oltre ai grandi parchi cittadini che rappresentano un’alternativa nelle fasce orarie meno calde. L’iniziativa è rivolta in particolare alle persone più vulnerabili, come anziani, bambini e soggetti con patologie croniche, maggiormente esposti ai rischi legati alle temperature elevate.
Si chiude con un’assoluzione il processo celebrato davanti al Tribunale per i minorenni di Torino nei confronti di due ragazzi finiti a giudizio per una vicenda avvenuta durante una festa di Halloween dello scorso novembre. I giudici hanno stabilito che “il fatto non sussiste”, escludendo la responsabilità degli imputati.
La Procura minorile aveva chiesto una condanna a tre anni e otto mesi per entrambi, contestando i reati di violenza sessuale, violenza privata e sequestro di persona.
L’inchiesta era nata dalla denuncia di un coetaneo, che aveva raccontato di essere stato trattenuto contro la propria volontà all’interno di un bagno per diverse ore. Secondo la ricostruzione dell’accusa, durante quel lasso di tempo sarebbe stato costretto a spogliarsi, gli sarebbero stati rasati i capelli, sarebbe stato minacciato con un cacciavite e avrebbe subito ulteriori violenze.
Al termine del dibattimento, il Tribunale ha però respinto integralmente l’impianto accusatorio, pronunciando l’assoluzione di entrambi gli imputati da tutte le contestazioni.