ilTorinese

Caso Roggero: la procura sequestra 50mila euro per le spese di giustizia

La procura generale di Torino ha predisposto il sequestro conservativo di 50mila euro, a garanzia delle spese di giustizia. La cifra sarà prelevata da un conto corrente estero intestato al gioielliere Mario Roggero e alla moglie.

Lo si apprende da un comunicato della Procura stessa, volto a “chiarire la questione indicata genericamente in ‘risarcimento danni'”, dopo la condanna definitiva del gioielliere. In una nota della procura si legge che “La Corte d’Assise di Asti, con sentenza confermata sul punto in appello, ha condannato, come sempre avviene in casi simili, Roggero Mario al pagamento di una provvisionale pari a complessivi 480mila euro a favore di 14 prossimi congiunti dei due rapinatori persone offese del delitto di omicidio nonché del terzo rapinatore, persona offesa di tentato omicidio”.

“Occit’amo”: fine settimana, a tutto tondo, tra Francia e Parco del Monviso

Due giorni pieni. Musica senza confini a Barcelonnette (Barcilona de Provença) e celebrazione dei 160 anni dal primo rifugio alpino a Oncino

Sabato 25 e domenica 26 luglio

Barcellonette (Alta Provenza) / Oncino (Cuneo)

Nel prossimo fine settimana si entra nel vivo di “Occit’amo Festival”, il principale Festival italiano dedicato alla “Cultura Occitana” (nato nel 2015 dal Progetto Territoriale “Terre Monviso” con l’organizzazione delle “Unioni Montane” e dei “Comuni” coinvolti), con due eventi dedicati alla musica della tradizione occitana. Musica che ha radici nella cultura cortese dei “trobadors” del XII secolo (poeti e musicisti colti i cui testi poetici venivano accompagnati dal suono di antichissimi strumenti e diffusi dal popolo e dai giullari, i “jogladors”) ed è espressione sonora dell’“Occitania”, la regione storico-linguistica che copre il sud della Francia estendendosi in Italia, in ben 14 valli alpine tra Piemonte e Liguria, più Guardia Piemontese in Calabria). 

Sabato 25 luglio, alle 21,30, il primo appuntamento transfrontaliero è in Francia a Barcellonette (Barcilona de Provença), situata al centro della Valle dell’Ubaye, a 32 chilometri dal confine con l’Italia, con i “Bistrò Dalfin”Sergio Berardo a ghironde, organetto, cornamuse e voce, Roberto Avena alla fisarmonica, Christian Coccia alla chitarra elettrica e Carlo Revello al basso propongono il tradizionale repertorio occitano in un suggestivo live acustico. Ingresso gratuito.

Domenica 26 luglio, invece, l’appuntamento è a Oncino (79 abitanti, in provincia di Cuneo e in un territorio completamente montano culminante con il “Monviso”), dove al “Rifugio Alpetto”, “Occit’amo” – con “Parco del Monviso”, “CAI Cavour” e “Comune di Oncino” – celebra i 160 anni del primo rifugio alpino italiano, con il concerto di cornamuse dei “Super Bandia”. Per raggiungere il rifugio, sono previsti tre percorsi da Meire DacantMeire Bigorie nel “Comune di Oncino” (appuntamento ore 8) e dal “Comune di Crissolo” (appuntamento ore 7via Colle Arpiol/Monte TivoliAlle 11, presso il “Rifugio” è prevista la posa di una panchina in ricordo di Giancarlo Menotti, già presidente del “CAI Cavour”, con accompagnamento musicale del “Coro dle Piase” di Campiglione Fenile. Dalle 12, Dino Tron alla “bodega” e cornamusa, Silvia Mattiauda ed Alessio Carletto alla “bodega”, Simonetta Baudino all’organetto, Luca Declementi e Antea Bongiovanni ai flauti, Luca Allione al “tamborn”, insieme ad altri musicisti della “Grande Orchestra Occitana” daranno il via al “viaggio musicale” della “Super Bandia”. Dopo la pausa pranzo, il concerto proseguirà al pomeriggio. L’evento è promosso da “Parco del Monviso”“CAI Cavour” e “Comune di Oncino”Ingresso gratuito.

Spiega il mitico Sergio Berardo, direttore artistico di “Occit’amo” e leader dei “Lou Dalfin”: “Questi due appuntamenti raccontano due aspetti complementari della tradizione occitana. Il concerto oltralpe con i ‘Bistrò Daldin’ ci ricorda che le montagne non sono mai state un confine, ma un luogo di passaggio e d’incontro. La musica ha sempre attraversato vallate e frontiere, mettendo in relazione le comunità e continua a farlo ancora oggi, unendo territori che condividono la tradizione al di là dei confini amministrativi. Il concerto di ‘cornamuse’ al ‘Rifugio Alpetto’ renderà omaggio ai rifugi, luoghi che, da sempre, custodiscono lo spirito dell’accoglienza, del confronto e della condivisione. La ‘Super Bandia’, nata come duo e ampliata per l’occasione con nuovi musici, accompagnerà il pubblico in un viaggio attraverso le ‘cornamuse’ delle ‘Terre d’Oc’, dalla ‘Boha’ alla ‘Cabreta’ fino alla grande ‘Bodega’. Un itinerario sonoro che restituisce la straordinaria ricchezza di un patrimonio musicale comune e racconta la capacità della musica di creare comunità, proprio come avviene nei rifugi di montagna”.

Per infowww.occitamo.it

g.m.

Nelle foto: Sergio Berardo, direttore artistico di “Occit’amo” e il duo “La Bandia”

Il dialogo Bettazzi e Berlinguer, 50 anni fa

Con un gesto inusuale e coraggioso ( una lettera aperta..) che suscitò reazioni contrastanti, speranze ma anche critiche monsignor Luigi Bettazzi, a quel tempo vescovo di Ivrea e presidente di Pax Christi italiana, scrisse all’allora segretario del Pci, Enrico Berlinguer. Era il luglio del 1976. Due anni dopo il referendum sul divorzio. La lettera iniziava così: «Onorevole, Le sembrerà forse singolare, tanto più dopo le ripetute dichiarazioni di vescovi italiani, che uno di loro scriva una lettera, sia pure aperta, al Segretario di un partito, come il suo, che professa esplicitamente l’ideologia marxista, evidentemente inconciliabile con la fede cristiana. Eppure mi sembra che anche questa lettera non si discosti dalla comune preoccupazione per un avvenire dell’Italia più cristiano e più umano». Berlinguer rispose subito con un biglietto privato e pubblicamente, dopo un anno, nel 1977, dalle colonne di «Rinascita» , con delle puntualizzazioni e dei riconoscimenti importanti verso l’esperienza religiosa. In tredici fitte cartelle dattiloscritte Berlinguer scriveva : «Le posizioni assunte e i comportamenti seguiti dal Pci lungo diversi decenni fino ad oggi, penso dovrebbero portarLa a riconoscere, Signor Vescovo, che l’insieme di essi costituisce la valida garanzia che nel Partito comunista italiano esiste ed opera la volontà non solo di costruire e di far vivere qui in Italia un partito laico e democratico, come tale non teista, non ateista e non antiteista; ma di volere anche, per diretta conseguenza, uno Stato laico e democratico, anch’esso dunque non teista, non ateista, non antiteista». Berlinguer presentò il suo partito come laico e aperto a tutti i valori, non indifferente al fatto religioso. Riconobbe che l’essere ispirati da una fede religiosa è “una condizione che può stimolare il credente a proseguire il rinnovamento in senso socialista della società“. Un’apertura concreta. Allora si ruppe un muro di incomprensioni e di preconcetti, si chiarì quale poteva essere il percorso comune di credenti e non credenti di fronte alle sfide poste all’umanità. Un carteggio importante, segno di una volontà di dialogo vero, rispettoso delle diversità, ma anche attento a ciò che poteva unire. Oggi quel “terreno comune” è nelle emergenze nuove: i problemi posti dalla globalizzazione selvaggia, il modello di sviluppo, la questione ambientale, le nuove ingiustizie, la pace minacciata, l’immigrazione, i problemi legati alla bioetica. Grandi questioni sulle quali è impossibile che non ci possa essere un terreno di impegno comune per tutti “gli uomini di buona volontà”.

Marco Travaglini

Al Regina Margherita nasce la nuova Biobanca Pediatrica per la Ricerca

È stata avviata presso l’AO Ospedale Infantile Regina Margherita – Sant’Anna di Torino la nuova Biobanca Pediatrica per la Ricerca, un’infrastruttura a disposizione della comunità scientifica dedicata alla raccolta, conservazione e distribuzione di campioni biologici provenienti da pazienti e donatori pediatrici.

La Biobanca rappresenta un traguardo importante per la ricerca e l’innovazione in ambito pediatrico ed è il risultato di un percorso costruito grazie alla collaborazione tra istituzioni sanitarie, Università, associazioni e realtà del territorio.

Un progetto nato dalla collaborazione del territorio

La nuova Biobanca Pediatrica è costata circa 300.000 euro.

Una prima fase ha riguardato la ristrutturazione e l’adeguamento dei locali, resi possibili grazie al sostegno di numerosi club dell’Associazione Lions International – Distretto 108 IA1 e al finanziamento ottenuto attraverso il bando competitivo 2023 della Banca d’Italia, con un progetto presentato dal Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche dell’Università di Torino.

Il percorso è stato poi completato con l’acquisto di ulteriori strumentazioni fondamentali, grazie al contributo dei Rotary Club coinvolti e di altre associazioni che hanno scelto di sostenere concretamente lo sviluppo di questa nuova infrastruttura di ricerca.

Al servizio della ricerca, della diagnosi avanzata e della medicina di precisione

Frutto della collaborazione tra l’Ospedale Infantile Regina Margherita e l’Università degli Studi di Torino, la Biobanca si configura come una struttura altamente specializzata a supporto della ricerca scientifica, della diagnosi avanzata e della medicina di precisione pediatrica.

Nei nuovi spazi, sicuri, attrezzati e conformi agli standard nazionali e internazionali, verranno raccolti e conservati campioni biologici, come sangue, tessuti, saliva e altri liquidi biologici, provenienti da pazienti pediatrici affetti da patologie rare e complesse e da donatori pediatrici.

I campioni riguarderanno in particolare patologie oncoematologiche, metaboliche, neurologiche e cardiache.

La disponibilità di campioni biologici di qualità, associati a dati clinici accurati e gestiti secondo criteri rigorosi di sicurezza, tracciabilità ed etica, consentirà di sostenere studi clinici e preclinici, approfondire i meccanismi molecolari alla base delle malattie dell’età evolutiva e accelerare lo sviluppo di terapie personalizzate, più efficaci e meno invasive.

Una rete scientifica italiana ed europea

La Biobanca si inserisce in un ecosistema avanzato di ricerca già attivo presso il Regina Margherita.

Opera in sinergia con la rete nazionale AIEOP (Associazione Italiana Ematologia Oncologia Pediatrica), con il Laboratorio Centro Trapianti Cellule Staminali e Terapia Cellulare, centro di riferimento nazionale per gli studi genetici sui sarcomi pediatrici nell’ambito del progetto Genom-Act, e con le reti europee dedicate alle malattie rare e al biobanking.

Sarà inoltre collegata a BBMRI.it, nodo nazionale italiano di BBMRI-ERIC (Biobanking and BioMolecular Resources Research Infrastructure), l’infrastruttura europea che mette in rete biobanche e risorse biomolecolari per la ricerca biomedica.

Questo collegamento consentirà alla Biobanca Pediatrica di operare secondo standard condivisi di qualità, sicurezza, tracciabilità e gestione etica dei campioni e dei dati associati, favorendo collaborazioni multicentriche a livello italiano ed europeo.

Investire nella ricerca per curare meglio

La nascita di una Biobanca dedicata all’età pediatrica rappresenta un investimento concreto per il futuro della medicina e dei piccoli pazienti.

Centralizzare campioni biologici e informazioni cliniche significa potenziare la ricerca traslazionale, migliorare i percorsi diagnostici e terapeutici e contribuire allo sviluppo di cure sempre più mirate, sicure e personalizzate per bambini e adolescenti affetti da patologie rare e complesse.

Energia sempre più cara, Confartigianato: “Le Comunità Energetiche sono una risposta concreta”

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In Piemonte rincari del 7,7% in quattro mesi

Tra febbraio e maggio 2026 il costo di elettricità e gas in Piemonte è aumentato del 7,7%, un incremento ben superiore alla media europea, rimasta sostanzialmente stabile (+0,3%). A lanciare l’allarme è Confartigianato Imprese Piemonte, che evidenzia come il sistema produttivo regionale continui a subire gli effetti di un mercato energetico particolarmente instabile, aggravato dalle tensioni geopolitiche internazionali.

L’analisi, realizzata dall’Ufficio Studi di Confartigianato su dati Arera, Istat ed Eurostat, mette in luce come le imprese italiane partano già da una posizione di svantaggio rispetto ai principali competitor europei. Nel 2025, infatti, le aziende del nostro Paese hanno sostenuto un costo dell’energia elettrica superiore del 24,1% rispetto alla media dell’Eurozona, mentre il recente rialzo dei prezzi rischia di compromettere ulteriormente la competitività del sistema produttivo.

Tra le regioni italiane, il Piemonte registra il quarto aumento più elevato dopo Trentino-Alto Adige (+12,8%), Veneto (+12,2%) e Friuli Venezia Giulia (+11,6%). A maggio, inoltre, i prezzi dei beni energetici sono tornati a crescere in doppia cifra su base annua, segnando un incremento del 12% rispetto allo stesso mese del 2025, anche in conseguenza delle tensioni internazionali che interessano l’area dello Stretto di Hormuz.

“È una situazione che preoccupa profondamente – commenta Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte –. Le nostre imprese sono chiamate a competere sui mercati internazionali sostenendo costi dell’energia che sono già tra i più elevati d’Europa. Il sistema produttivo non ha ancora assorbito gli effetti della crisi energetica del 2022 e le nuove tensioni sui mercati rischiano di colpire aziende che operano già con margini ridotti e costi energetici significativamente superiori a quelli sostenuti dai principali concorrenti europei.”

Per Confartigianato una delle strategie più efficaci per contenere i costi energetici e aumentare l’autonomia dei territori è rappresentata dalle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), che permettono a cittadini, imprese ed enti locali di produrre, condividere e utilizzare energia da fonti rinnovabili a livello locale.

I dati confermano una crescita significativa del fenomeno nel Nord Italia, dove si concentrano 511 delle 904 comunità energetiche attive nel Paese, pari al 57% del totale, con una potenza installata di 62 megawatt e oltre 5.600 utenze coinvolte.

Se la Lombardia è la regione con il maggior numero di CER (145), il Piemonte è quello che primeggia per capacità installata: 124 comunità energetiche sviluppano infatti una potenza complessiva di 25,6 megawatt. Un risultato trainato soprattutto dalla provincia di Cuneo, che con 38 CER e 10 megawatt installati registra la più elevata potenza media per impianto tra le province italiane maggiormente attive nel settore. Torino segue con 43 comunità energetiche e una potenza complessiva di 5 megawatt.

“Questi numeri dimostrano che il nostro tessuto produttivo ha compreso l’importanza di investire nell’autoproduzione e nella condivisione dell’energia – conclude Felici–. È deplorevole la decisione del Governo di ridurre le risorse del PNRR destinate a una delle pochissime voci di “debito buono” di un Piano costoso, controverso e dai ritorni assai dubbi: infatti i fondi destinati alle Comunità Energetiche Rinnovabili passeranno da 2,2 miliardi a 795,5 milioni di euro; significa depotenziare una delle leve disponibili per rispondere alla volatilità dei mercati dell’energia, rafforzare la competitività delle imprese e aumentare l’indipendenza energetica del Paese.”

L’associazione richiama infine l’attenzione anche sul tema dell’efficienza energetica degli edifici. Secondo le elaborazioni basate sui dati Enea-SIAPE, oltre il 45% degli immobili piemontesi rientra ancora nelle classi energetiche F e G, le meno efficienti, e dovrà essere oggetto di interventi di riqualificazione per rispettare gli obiettivi fissati dall’Unione europea entro il 2033.

Si introducono nel campus Onu: denunciati per furto aggravato

La Polizia di Stato ha denunciato, nei giorni scorsi a Torino, un ventottenne italiano e un trentaduenne rumeno per tentato furto aggravato in concorso. Quest’ultimo è stato inoltre denunciato per ricettazione.
L’intervento è scattato intorno alle 23.30, quando gli agenti del Commissariato di P.S. Barriera Nizza, impegnati nell’attività di controllo del territorio, sono intervenuti presso l’International Training Center dell’ONU in seguito alla segnalazione, da parte del personale addetto alla vigilanza, di un’intrusione all’interno del complesso.
Giunti rapidamente sul posto, i poliziotti hanno avviato un’immediata attività di ricerca in collaborazione con gli addetti alla sicurezza, che nel frattempo avevano individuato i due, grazie al sistema di videosorveglianza, mentre si introducevano nella mensa della struttura.
Il ventottenne è stato rintracciato mentre tentava di nascondersi nella vegetazione adiacente all’edificio. Alla vista degli agenti ha cercato di darsi alla fuga, ma è stato prontamente raggiunto e bloccato.
Poco dopo, i poliziotti del Commissariato di P.S. Borgo Po, intervenuti in ausilio, hanno intercettato anche il complice mentre fuggiva in direzione dei campi sportivi del campus. Durante l’inseguimento, il trentaduenne ha lanciato tra le piante un oggetto che, una volta recuperato, è risultato essere una confezione di vino rosso appena asportata da una cella frigorifera della mensa, alla quale i due erano riusciti ad accedere sfruttando una porta antincendio rimasta aperta.
I successivi accertamenti hanno inoltre consentito di rinvenire e sequestrare nella disponibilità del cittadino rumeno due confezioni sigillate di auricolari di marca, della cui provenienza non ha saputo fornire alcuna valida giustificazione, riferendo di averle acquistate poco prima da alcuni sconosciuti nei pressi di piazza Bengasi.

Sul podio la Nazionale italiana ai Campionati Europei Senior Boulder

IL TRICOLORE  A BARCELLONA: CAMILLA MORONI È MEDAGLIA DI BRONZO  

Splendido risultato per la Nazionale italiana ai Campionati Europei Senior Boulder, con il prestigioso bronzo di Camilla Moroni al termine di un weekend che ha visto ben sette azzurri raggiungere le semifinali continentali. Sul palcoscenico del Circuit de Barcelona-Catalunya, sotto un sole cocente che ha messo a dura prova atleti e tracciatori, sono stati assegnati i titoli europei della specialità Boulder. L’Italia torna dalla Spagna con una medaglia di grande valore grazie alla straordinaria prova di Camilla Moroni, protagonista di una competizione in costante crescita fino alla conquista del podio continentale. Una gara costruita passo dopo passo Il cammino dell’azzurra è iniziato già nelle qualifiche, dove ha conquistato il pass per la semifinale con il 17° posto, frutto di 1 top e 2 zone, contribuendo allo straordinario risultato della spedizione italiana: sette semifinalisti, con tutte e quattro le azzurre capaci di superare il turno. In semifinale Moroni ha cambiato marcia, affrontando i blocchi con lucidità, precisione e determinazione. Grazie a 1 top flash e 2 zone ha chiuso in 6ª posizione, centrando con pieno merito l’accesso alla finale per il titolo europeo. Nell’atto conclusivo, caratterizzato da blocchi coordinativi, dinamici e altamente tecnici, la climber ligure ha saputo esprimere tutto il proprio talento. Con 2 top e 1 zona ha conquistato una splendida medaglia di bronzo, al termine di una finale combattutissima, decisa solamente sugli ultimi tentativi. Il titolo europeo è andato alla francese Oriane Bertone, autrice di una prestazione dominante con 3 top e 1 zona, davanti alla connazionale Zélia Avezou, argento con 2 top flash e 1 zona. Sul terzo gradino del podio sale così Camilla Moroni, che regala all’Italia una medaglia di prestigio e conferma il proprio posto tra le migliori interpreti europee della specialità. Questo risultato rappresenta la naturale consacrazione di una stagione di altissimo livello. Dopo aver raggiunto tre semifinali e due finali nel circuito World Climbing Series, Moroni aggiunge al proprio palmarès una medaglia continentale che certifica continuità, maturità agonistica e capacità di competere stabilmente ai massimi livelli internazionali. Un’Italia protagonista L’intera squadra azzurra ha offerto prestazioni di grande spessore fin dalle qualifiche. Nel comparto maschile hanno conquistato la semifinale Niccolò Antony Salvatore, 19° con 1 top flash e 3 zone, Matteo Reusa, 21° con 1 top e 1 zona, e Luca Boldrini, 23° con 1 top e 3 zone. Si è invece fermato in qualificazione Nicolò Sacripanti, 39°. Nel settore femminile è arrivato un brillante en plein, con tutte e quattro le azzurre qualificate alle semifinali. La migliore è stata Stella Giacani, 11ª con 2 top e 2 zone, seguita da Camilla Moroni, 17ª con 1 top e 2 zone, mentre Giorgia Tesio e Francesca Matuella hanno chiuso appaiate al 23° posto. In semifinale Francesca Matuella ha sfiorato la finale, terminando in 13ª posizione dopo una prova generosa e combattuta fino all’ultimo blocco. Giorgia Tesio e Stella Giacani hanno concluso rispettivamente al 17° e 22° posto. Tra gli uomini, su blocchi estremamente selettivi, il migliore degli azzurri è stato Niccolò Antony Salvatore, 16°, seguito da Luca Boldrini, 21°, e Matteo Reusa, 24°, risultati che non sono bastati per accedere alla finale. Nel comparto maschile il titolo continentale è stato conquistato dal britannico Maximilian Milne, davanti al belga Hannes Van Duysen, medaglia d’argento, e al francese Samuel Richard, bronzo. Per l’Italia resta un weekend da ricordare: il bronzo di Camilla Moroni illumina la spedizione azzurra e conferma il movimento italiano del Boulder tra i protagonisti assoluti dell’arrampicata europea.

Polizia di Stato alla festa di Collegno

Ieri nell’ambito della 466ª Festa Patronale di San Lorenzo, svoltasi in Piazza Avis a Collegno (TO), la Polizia di Stato ha promosso l’iniziativa “E…STATE con Noi”, la campagna di sensibilizzazione rivolta a cittadini, famiglie e giovani sui temi della legalità, della sicurezza e della prevenzione.
L’iniziativa, organizzata con l’obiettivo di favorire il dialogo tra cittadini e Istituzioni, ha rappresentato un’importante occasione di incontro con il territorio, consentendo ai visitatori di approfondire, attraverso momenti informativi e dimostrazioni pratiche, le principali attività svolte dalla Polizia di Stato al servizio della collettività.
Nel corso della mattinata, gli operatori della Divisione Polizia Anticrimine hanno illustrato le attività svolte nell’ambito della prevenzione e del contrasto alla violenza di genere, sensibilizzando il pubblico sull’importanza di riconoscere i segnali di comportamenti violenti e promuovendo la campagna permanente “Questo non è amore”, finalizzata a diffondere la cultura del rispetto e a favorire l’emersione delle situazioni di violenza.
Contestualmente, personale della Sezione Polizia Stradale di Torino ha illustrato ad adulti e ragazzi i contenuti della campagna di sicurezza stradale Progetto Icaro. Gli operatori hanno fornito consigli e informazioni sul corretto comportamento da adottare sulla strada, richiamando l’attenzione sul rispetto delle norme del Codice della Strada, sulla tutela degli utenti più vulnerabili, quali pedoni e ciclisti, sul corretto utilizzo di biciclette, monopattini elettrici e ciclomotori, nonché sui rischi derivanti dalla guida distratta e dalla conduzione di veicoli sotto l’effetto di alcol o sostanze stupefacenti.