


La responsabile della delegazione di Torino Umberto Veronesi ETS, Giovanna Ardoino, ha rinnovato il suo grande impegno nella ricerca e la cura dei tumori pediatrici, organizzando una nuova edizione della cena-raccolta fondi, con lo scopo di contribuire al finanziamento del protocollo internazionale LBL 2018 per linfomi linfoblastici, che vede come obiettivo quello di stabilire una nuova stratificazione per i piccoli pazienti, identificando quei tumori che indicano recidiva o resistenza ai trattamenti. I linfomi linfoblastici costituiscono il 25-35% dei linfomi non-hodgkin in età pediatrica. In Italia, ogni anno, circa 20-25 bambini si ammalano di LBL, e si tratta di linfomi maligni che derivano dalla trasformazione tumorale di linfociti immaturi che può avvenire in diversi stadi della maturazione. I linfomi linfoblastici, in base alle cellule da cui derivano e si differenziano, vengono suddivisi in LBL di derivazione T-cellulare, di derivazione B-cellulare e LBL di fenotipo misto mieloide – linfoblastico, molto più rari. L’evento è fissato per giovedì 7 maggio presso la Sala Fucine delle OGR Torino, in corso Castelfidardo 22, a Torino, dove oltre 300 partecipanti potranno seguire gli interventi del dott. Paolo Veronesi, presidente della Fondazione, e Franca Fagioli, direttore del reparto di oncoematologia pediatrica e centro trapianti dell’ospedale Regina Margherita di Torino, nonché membro del Comitato Scientifico della Fondazione Umberto Veronesi ETS.
La performance musicale dell’evento, realizzato in collaborazione con Carosello Records, è affidata agli Eugenio in via di Gioia, band torinese tra le più riconoscibili e brillanti della scena musicale italiana, con 5 album all’attivo, il Premio della Critica al Festival di Sanremo 2020 nelle nuove proposte e svariati tour sold out.
“L’annuale cena di raccolta fondi rappresenta un momento particolarmente significativo in cui gli amici torinesi dimostrano ancora una volta la loro vicinanza, e il loro sostegno, all’attività della Fondazione – ha dichiarato Giovanna Ardoino, neo-presidente della delegazione torinese – fa tempo la delegazione persegue con impegno il supporto all’oncologia pediatrica con l’intento di offrire una reale possibilità di cura ai bambini ammalati di tumore”.
Mara Martellotta
Il Belgio sarà il primo Paese ospite Dopo le 200mila presenze dell’edizione 2026, la manifestazione conferma Piazza Vittorio Veneto e il legame con San Valentino. In arrivo una nuova edizione sempre più internazionale. Torino, 29 aprile 2026 – CioccolaTò tornerà a Torino da mercoledì 10 a domenica 14 febbraio 2027. Dopo il successo dell’edizione 2026, che ha registrato 200mila presenze, l’organizzazione annuncia le nuove date della manifestazione dedicata al cioccolato, confermando come cuore dell’evento Piazza Vittorio Veneto. La prossima edizione riproporrà la formula che negli ultimi anni ha riportato la kermesse nel salotto affacciato sul Po: un’area espositiva dedicata a produttori e artigiani del cioccolato, selezionati secondo un criterio preciso: a CioccolaTò espone chi il cioccolato lo produce, non chi si limita a venderlo. Accanto agli stand, tornerà anche il calendario diffuso di appuntamenti, con degustazioni, laboratori, incontri e conferenze ospitati in palazzi storici e luoghi simbolo della città. Un programma che nelle ultime edizioni ha coinvolto protagonisti della cultura, della letteratura, della ristorazione e dell’industria cioccolatiera italiana e internazionale. La prima novità del 2027 arriva proprio dal panorama internazionale. Per la prima volta nella sua storia, CioccolaTò avrà infatti un Paese ospite: il Belgio. La partecipazione nasce dal dialogo avviato durante l’edizione 2026, in occasione dell’incontro La cultura del cioccolato attraverso i musei Choco-Story, al quale aveva preso parte una delegazione belga. Nel 2027 il Belgio avrà, quindi, un proprio spazio espositivo in Piazza Vittorio Veneto. Confermata anche la durata di 5 giorni, con il 10 febbraio dedicato interamente agli operatori e agli incontri btob, così come la scelta di legare CioccolaTò al periodo di San Valentino, momento particolarmente significativo per il mercato e occasione ideale per valorizzare Torino quale capitale italiana del cioccolato. Torino, inizia, dunque a prepararsi alla nuova edizione di uno degli appuntamenti più attesi dell’anno. Nei prossimi mesi saranno annunciati il programma completo, gli espositori, gli eventi e le novità di un’edizione che si preannuncia la più internazionale di sempre. CioccolaTò è promosso e sostenuto da Camera di commercio di Torino e Città di Torino, organizzato da Turismo Torino e Provincia con il supporto di Regione Piemonte, con il contributo di Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT. CioccolaTò vede inoltre la collaborazione di tutte le associazioni di categoria del territorio (Ascom Confcommercio Torino, Epat, Confesercenti Fiepet, Casartigiani, CNA Torino, Confartigianato, API, Coldiretti, Confagricoltura) con il coinvolgimento delle aziende associate e contributi al programma.
In occasione della manifestazione organizzata da CGIL, CISL e UIL per celebrare la Festa dei Lavoratori 2026, venerdì 1° maggio saranno disposte modifiche alla viabilità che interesseranno il percorso del corteo e le aree limitrofe.
I partecipanti si ritroveranno in corso Cairoli per poi proseguire attraverso Lungo Po Diaz, piazza Vittorio Veneto e via Po. Il punto d’arrivo sarà piazza Castello, cornice degli interventi conclusivi.
Dalle ore 7:00 di venerdì 1° maggio e fino a cessate esigenze, sarà istituito il divieto di transito veicolare lungo tutto il percorso sopra indicato. Il divieto si estende anche a tutte le vie che intersecano il tragitto, nei tratti limitrofi agli incroci.
Resteranno chiusi al traffico anche corso Vittorio Emanuele II, tra l’intersezione con corso Massimo d’Azeglio e il ponte Umberto I; i ponti Vittorio Emanuele I (Gran Madre) e Umberto I, chiusi al transito in entrambe le direzioni.
Per ragioni di sicurezza, il divieto di sosta con rimozione forzata (valido per tutti i veicoli, comprese biciclette e monopattini) sarà così articolato: dalle ore 20:00 del 30 aprile in corso Cairoli, controviale ovest (ambo i lati); dalle ore 00:30 alle 14:00 del 1° maggio lungo tutto il percorso della manifestazione e in via Ozanam, viale Virgilio e fronte Latteria Svizzera.
Parcheggio Roma-San Carlo: chiusura della rampa di accesso da piazza Castello e della rampa di uscita in via Viotti dalle ore 7:00 fino a cessate esigenze.
Parcheggio Piazza Vittorio Veneto: le rampe di ingresso e uscita (lato nord e lato sud) saranno chiuse dalle ore 7:00.
Tutti i veicoli non appartenenti ad abbonati dovranno lasciare la struttura entro le ore 7:00. Si informa che, a causa della chiusura delle rampe, anche i veicoli degli abbonati resteranno impossibilitati a entrare o uscire durante lo svolgimento della manifestazione.
Dalle ore 7:00 e sino a cessate esigenze, saranno sospese le aree di posteggio taxi in:
Alcune linee GTT subiranno deviazioni o limitazioni di percorso. Per i dettagli in tempo reale, si invita a consultare il sito ufficiale: https://www.gtt.to.it/cms/
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E’ comprensibile che un quadro internazionale come quello attuale provochi ripercussioni anche sul 25 aprile. Anime candide vorrebbero un 25 aprile rievocativo senza implicazioni politiche legate all’oggi. Diceva Croce che ogni storia è storia contemporanea e il 25 aprile è una evidente conferma di questa affermazione. Lo storico dovrebbe avere un distacco critico rispetto al passato, ma spesso la contemporaneità finisce di deglutire il passato che resta divisivo anche oggi. Parlare della Resistenza come delle guerre puniche diventa impossibile, anche se gli storici non dovrebbero lasciarsi trascinare nella polemica settaria e dozzinale. Oggi il clima avvelenato impedisce la serenità di giudizio. In effetti, tuttavia, va detto che la Resistenza non ebbe la coralità concorde che alcuni vorrebbero attribuirle.
I carabinieri forestali di Pont Canavese hanno identificato il presunto responsabile del rogo del 28 marzo in località Nava (Cuorgné): un pensionato italiano di 75 anni, proprietario del fabbricato vicino. Secondo la ricostruzione dell’accaduto le fiamme sono partite intorno alle 19 da un bosco di castagneto, e si sono propagate per circa 290 metri quadrati.
Vigili del fuoco e Aib regionali sono intervenuti sul posto con cinque mezzi terra per circoscrivere le fiamme. Le indagini dei carabinieri forestali hanno inchiodato il proprietario di uno fabbricato adiacente: quella sera stava potando e bruciando residui vegetali. Il rogo sarebbe nato proprio da quelle braci lasciate accese sul terreno, avventate dal forte vento serale.
VI.G


La Regione Piemonte ha avviato il nuovo ciclo dei Progetti integrati di filiera (PIF) per il periodo 2026-2029, con una dotazione complessiva di 27 milioni di euro, in aumento rispetto ai 17 milioni stanziati per il triennio precedente. Le piccole e medie imprese piemontesi potranno aderire fino al 21 maggio, rispondendo all’avviso pubblicato sul sito istituzionale.
L’annuncio è arrivato nella giornata in cui il Piemonte ha ospitato, alle OGR Torino, la prima tappa del ciclo nazionale “Obiettivo Export: imprese e territori”, promosso dalla Farnesina, alla presenza del vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani. L’iniziativa è dedicata al rafforzamento della presenza internazionale delle imprese italiane e allo sviluppo dell’export.
«Con questo nuovo ciclo per gli anni 2026–2029, mettiamo in campo 27 milioni di euro per accompagnare le imprese piemontesi nei mercati internazionali, a testimonianza della consapevolezza della Regione Piemonte di quanto l’export sia un elemento importante per il nostro territorio – dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alle Attività produttive e Internazionalizzazione Andrea Tronzano – I Progetti Integrati di Filiera rappresentano uno strumento concreto e collaudato, capace di rafforzare la competitività delle nostre aziende e valorizzare le eccellenze produttive del territorio. Offriamo alle pmi un supporto operativo completo: dalla partecipazione a grandi eventi fieristici internazionali, quali quelli dedicati all’automotive e all’aerospazio, a incontri b2b con operatori esteri, iniziative di incoming e servizi di supporto personalizzato, oltre a percorsi di crescita e aggregazione – proseguono Cirio e Tronzano – È un investimento mirato per sostenere crescita, occupazione e innovazione, oltre che per presentare in una dimensione di sistema i settori di eccellenza dell’economia regionale, anche in una prospettiva di attrazione degli investimenti».
I progetti saranno gestiti da Ceipiemonte e sono rivolti a micro, piccole e medie imprese interessate a sviluppare o consolidare la propria presenza sui mercati esteri. Il programma coinvolge dieci comparti produttivi: automotive e trasporti, aerospazio, agritech e macchinari agricoli, cleantech e green building, microelettronica e automazione, salute e benessere, tessile, agroalimentare, abbigliamento-alta gamma-design e ICT. Le attività previste comprendono la partecipazione a fiere internazionali, missioni all’estero, incontri B2B con operatori stranieri, iniziative promozionali e servizi di consulenza per lo sviluppo commerciale.
«Consolidiamo un modello che funziona, basato su filiere, competenze e accompagnamento operativo: le imprese – aggiungono Cirio e Tronzano – vengono supportate con servizi qualificati, relazioni e opportunità reali di business. È così che rafforziamo la presenza del Piemonte nel mondo e creiamo condizioni favorevoli per attrarre investimenti, sostenere l’occupazione e generare crescita. Siamo di fronte a profonde trasformazioni delle dinamiche internazionali geopolitiche e commerciali e abbiamo la necessità di sostenere le nostre imprese nella ricerca di nuovi mercati. Nelle scorso settimane insieme al Comune di Torino, al sistema camerale e accademico, al Ceip e ai nostri centri di ricerca siamo stati in Canada, confermando il modello efficace delle missioni di sistema, proprio per consolidare rapporti commerciali e individuare filiere strategiche per le nostre imprese a partire da aerospazio e scienze della vita. E’ ciò che stiamo facendo anche con l’Asia, dopo la missione dello scorso anno in Giappone, guardando a un’area del mondo che offre straordinarie potenzialità per le nostre aziende in tutti i settori economici».
Con l’avvio della nuova programmazione, la Regione Piemonte prosegue dunque nella strategia di sostegno all’internazionalizzazione, puntando sulla competitività delle imprese e sulla loro presenza nei mercati globali.
Per la stagione teatrale 2025-2026 della Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, intitolata “Prendersi cura”, nell’ambito di Giovani Sguardi, sabato 2 maggio, alle 20.45, andrà in scena la pièce teatrale “Molly”, di Cubo Teatro, scritto e diretto da Girolamo Lucania, interpretato da Alaide Russo, con la colonna sonora originale e sound design di Ivan Bert e Ruben Zambon, in collaborazione con il Teatro della Caduta, Giallo Mare, Minimal Teatro, Catalyst ETS.
Lo spettacolo racconta le vicende di una ragazza chiusa nella propria stanza e connessa al mondo attraverso lo schermo del telefono. Molly sogna di diventare influencer, registra video e attende di essere vista. Quando qualcuno finalmente risponde, una ragazza come lei, nasce una relazione intensa che progressivamente si trasforma in dipendenza, in un intreccio ambiguo tra realtà e immagine, presenza e proiezione. La pièce è ispirata alla vicenda di Molly Rose Russell, la 14enne britannica morta per suicidio nel 2017, dopo essere stata esposta a contenuti online nocivi. Lo spettacolo affronta il tema della solitudine, amplificata dal digitale e dal bisogno di riconoscimento che attraversa le nuove generazioni. La scena si costruisce come uno specchio digitale: drammaturgia, musica e immagini video live dialogano tra loro creando una performance in cui l’identità si costruisce, sinistra e si riflette attraverso lo schermo. Ne nasce un’esperienza teatrale intensa che interroga spettatori e spettatrice sul tema del rapporto tra tecnologia, desiderio di appartenenza e fragilità contemporanea.
L’opera fa parte del percorso di ricerca multidisciplinare di Cubo, in cui ogni elemento, dalla drammaturgia alla composizione musicale, fino al visual, viene costruito insieme agli altri e contribuisce a creare un oggetto sinfonico e coerente dal punto di vista drammaturgico. Pur essendo l’insieme multidisciplinare, assume una coerenza che lo conduce a un’unicità capace e di interpretare il presente per verificare le radici del futuro. Molly viene vista soltanto di profilo, guarda una videocamera, ma anch’essa solo di profilo, e il risultato è diretto sullo schermo e verso il pubblico. Si tratta di uno specchio che viene manipolato in diretta così tanto da dimenticarsi della presenza dal vivo. Molly è un oggetto di videoarte, una creator, una sorta di film composta e prodotta in diretta, di cui il pubblico è oggetto della sua seduzione.
Info: Fondazione TRG c/o Casa del Teatro Ragazzi e Giovani – corso Galileo Ferraris 266, Torino – biglietteria@casateatroragazzi.it
Mara Martellotta
Torino, Cuneo, Alessandria le province con i volumi più alti di auto a rischio.
L’80% degli utenti CARFAX che hanno controllato la propria auto non era
a conoscenza di tutti i danni rivelati dalla cronologia del veicolo. In
Piemonte, su circa 242.000 auto usate compravendute nel 2025 (fonte
ACI), il 49% presenta almeno un fattore di rischio (ad esempio un
incidente, un danno pregresso, un’incongruenza nella storia di
importazione oppure nel chilometraggio). Torino guida la classifica
provinciale con circa 59.600 veicoli venduti potenzialmente a rischio,
seguita da Cuneo (circa 16.600) e Alessandria (circa 11.700).
Acquistare un’auto usata senza conoscerne la
storia può costare molto più del previsto: l’80% degli utenti italiani
che ha ricevuto un report CARFAX con la storia e le segnalazioni dei
danni ha dichiarato di non essere a conoscenza di quei danni prima di
aver effettuato il controllo targa. Lo rivela una ricerca condotta da
CARFAX, azienda leader internazionale nelle informazioni sulla storia
dei veicoli, su un campione di clienti italiani che avevano effettuato
un controllo targa sulla piattaforma e ricevuto un report che segnala
incidenti o danni.
Un dato che assume una dimensione ancora più concreta declinato sul
Piemonte. Il 49% dei veicoli controllati su carfax.it in tutta Italia
mostrava un rischio _(ad esempio un incidente, un danno pregresso,
un’incongruenza nella storia di importazione oppure nel
chilometraggio)_: applicando questa percentuale alla regione Piemonte
(fonte ACI)[1], si stima che circa 119.000 veicoli potessero nascondere
una storia problematica, forse mai comunicata al compratore.
Il quadro non cambia considerando soltanto le auto coinvolte in
incidenti stradali o altri eventi che hanno causato danni documentati
nel database CARFAX: la percentuale è del 36%, pari a quasi 87.300
veicoli stimati con una storia di danni tra le auto usate compravendute
in Piemonte nel 2025. Il report CARFAX non viene richiesto soltanto al
momento dell’acquisto di un’auto, ma può essere utile anche in altre
fasi della vita del veicolo. Pertanto, rapportando il dato all’intero
parco circolante piemontese (fonte ACI), si stima che oltre 1,5 milioni
di auto presentino almeno un fattore di rischio e che oltre 1,1 milioni
abbiano subito danni o incidenti stradali. Numeri che rendono il
controllo targa non più un optional, ma una necessità concreta per
chiunque si appresti ad acquistare un’auto di seconda mano.
A livello provinciale, è Torino a guidare la classifica piemontese, con
una stima di circa 59.600 veicoli venduti con almeno un fattore di
rischio e circa 43.800 con una storia di danni documentata. Sul fronte
del circolante, si stimano circa 808.000 auto con almeno un rischio e
circa 594.000 con danni. Segue Cuneo, con circa 16.600 veicoli venduti a
rischio e circa 12.200 con danni; nel circolante, circa 213.000 auto a
rischio e circa 157.000 con danni. Al terzo posto Alessandria, con circa
11.700 auto vendute a rischio e circa 8.600 con danni; nel circolante,
circa 145.000 vetture a rischio e circa 106.000 con danni.
Scorrendo la classifica, Novara registra quasi 10.100 veicoli venduti a
rischio e circa 7.400 con danni (nel circolante: circa 125.000 a
rischio), Asti (quasi 6.200 venduti a rischio, circa 4.500 con danni;
nel circolante circa 75.900 a rischio), Biella (oltre 5.400 venduti a
rischio, circa 4.000 con danni; nel circolante circa 64.300 a rischio),
Vercelli (circa 4.800 venduti a rischio, circa 3.500 con danni; nel
circolante circa 60.400 a rischio) e infine Verbano Cusio Ossola, che
registra comunque quasi 4.400 veicoli venduti a rischio e circa 53.600
auto a rischio nel circolante. In ogni provincia la quota di auto usate
con almeno un elemento di rischio si conferma vicina a una su due: un
dato che rende il controllo targa un passaggio imprescindibile, a
prescindere dalla dimensione del mercato locale.
“In un momento in cui il mercato dell’auto usata riveste un ruolo
sempre più centrale per il settore automotive, la verifica dello
storico del veicolo rappresenta una tutela concreta per chi acquista –
commenta Marco Arban, Direttore del Business Development in Europa di
CARFAX. Quando si acquista un’auto usata, è possibile imbattersi in
veicoli con diversi elementi di rischio, che vanno dal chilometraggio
non corretto ai danni subiti in passato. In questo contesto, richiedere
un report CARFAX può aiutare gli automobilisti italiani ad affrontare
l’acquisto con maggiore serenità. Non si tratta necessariamente di una
volontà di omissione da parte dei venditori: spesso anche loro non
dispongono di tutte le informazioni sulla storia del veicolo. In questo
senso, CARFAX non solo supporta l’acquirente, ma rappresenta anche un
valido strumento per i dealer, contribuendo a rendere il mercato più
trasparente ed equilibrato.”
CS