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Ex Machina: il Piemonte rilancia l’eredità Olivetti nel segno dell’innovazione

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Dal 19 al 21 giugno 2026 Ivrea, nel cuore del sito UNESCO dedicato all’eredità industriale olivettiana, ospiterà la prima edizione di Ex Machina, nuovo progetto culturale e sociale nato per rilanciare su scala nazionale il pensiero e il modello Olivetti. L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Natale Capellaro ETS e da MIO Lab Tecnologic@mente, con il sostegno della Regione Piemonte – Assessorato al Lavoro e Politiche Sociali, in collaborazione con il Comune di Ivrea e con il coordinamento dell’agenzia Tra Le Linee. Al progetto prenderanno parte anche il Ministero della Cultura, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e i Sottosegretariati alla Presidenza del Consiglio per l’Innovazione tecnologica e il Sud.

La manifestazione si svilupperà durante tutto l’anno con attività rivolte a scuole, giovani, associazioni e cittadini: laboratori, incontri, workshop e percorsi educativi dedicati ai temi dell’innovazione, della cittadinanza digitale e dell’inclusione sociale, con particolare attenzione alle persone in situazioni di fragilità educativa, lavorativa o sociale.

“L’impresa della Olivetti non è solo un orgoglio per la storia del Piemonte e dell’Italia, ma soprattutto un insegnamento quanto mai attuale, capace di superare le ideologie liberiste e collettiviste del secolo scorso, lanciare la sfida di una declinazione organica dell’azienda quale comunità di capitale e lavoro, svettare nell’innovazione senza rinunciare all’umanesimo. Una bussola per ispirare anche le nuove generazioni nel rilancio industriale del nostro territorio piemontese, restituendo anima e visione all’eccellenza del made in Italy” dichiara Maurizio Marrone, vicepresidente della Regione Piemonte e assessore al Lavoro e Politiche Sociali.

La direzione artistica di Ex Machina è affidata ad Andrea Tendola, direttore del Museo Tecnologic@mente, che custodisce oltre duemila prodotti Olivetti. Gli eventi si terranno tra il Laboratorio-Museo Tecnologic@mente, l’Officina H e gli spazi esterni della Fabbrica dei Mattoni Rossi lungo via Jervis, il celebre “Kilometro Olivetti” definito da Le Corbusier “la via più bella del mondo”.

Il programma riunirà figure di primo piano del panorama tecnologico e culturale internazionale, tra cui Federico Faggin, Gastone Garziera e Massimo Banzi, insieme a divulgatori molto seguiti dal pubblico più giovane come Jakidale ed Eleonora Sayaka. Previsti anche gli interventi del rapper Anastasio, della curatrice Cecilia Botta, del fondatore del Kappa FuturFestival Maurizio Vitale, del divulgatore scientifico Emilio Cozzi e delle Spille d’Oro Olivetti, oltre alla partecipazione di enti e istituzioni del territorio come Confindustria, Archivio Storico Olivetti, FAI, UNESCO e Fondazione Adriano Olivetti. Sabato sera via Jervis ospiterà inoltre un Tech Party curato da Tell Me Wine.

“Ex Machina rappresenta per Ivrea una straordinaria occasione di confronto culturale sul rapporto tra tecnologia, lavoro, cultura e comunità, nel solco della visione di Adriano Olivetti. Il Laboratorio-Museo Tecnologic@mente, attraverso le attività per sensibilizzare le nuove generazioni alle materie STEM, conferma il proprio ruolo come spazio vivo di divulgazione scientifica, innovazione e memoria industriale. Come Fondazione Natale Capellaro crediamo che cultura, tecnica e responsabilità sociale debbano continuare a crescere insieme, per costruire una comunità consapevole del futuro” dichiara Andrea Tendola, direttore del Museo Tecnologic@mente e direttore artistico della manifestazione.

Il titolo Ex Machina richiama l’espressione latina legata al “deus ex machina” della tragedia greca, simbolo dell’intervento capace di risolvere un conflitto. In chiave contemporanea, il progetto riflette sul ruolo della tecnologia nelle trasformazioni del lavoro, dell’educazione, dell’informazione e delle relazioni sociali, scegliendo Ivrea come luogo simbolico dell’incontro tra innovazione industriale e visione civile.

Ampio spazio sarà dedicato anche alla memoria dell’esperienza olivettiana attraverso attività divulgative, laboratori e momenti di confronto intergenerazionale tra studenti, cittadini, professionisti ed ex lavoratori Olivetti. Tra i temi affrontati anche l’educazione digitale, il bullismo e il cyberbullismo.

Sabato 20 giugno Comune di Ivrea e Regione Piemonte inaugureranno inoltre il nuovo Visitor Centre UNESCO e presenteranno il restaurato Asilo Nido Olivetti, esempio concreto di come il patrimonio olivettiano continui a rappresentare una prospettiva per il futuro oltre che una memoria storica.

“La presenza a Ivrea del Ministro della Cultura Alessandro Giuli corona il lavoro della città nel custodire e rilanciare l’eredità olivettiana. Un legame, quello con il Governo, sancito dal riferimento al ‘Piano Olivetti per la Cultura’, che riconosce l’attualità di una visione capace di unire innovazione e crescita civile. La visita permetterà di illustrare traguardi concreti come la riapertura dell’Asilo Nido Olivetti, simbolo di un patrimonio che torna a servire le nuove generazioni, e l’imminente inaugurazione del Visitor Centre, asse portante per l’accoglienza turistica del sito UNESCO. Ivrea continua a investire con determinazione nella valorizzazione del proprio paesaggio industriale. Un percorso di respiro internazionale che, per consolidarsi come motore di sviluppo e opportunità per il territorio, punta a una costante collaborazione istituzionale e al supporto di progettualità condivise, coerenti con l’importanza nazionale del sito” dichiara il sindaco di Ivrea Matteo Chiantore.

Da Fondazione Compagnia di San Paolo una proposta per il futuro del Borgo Medievale

Valorizzare e rifunzionalizzare il Borgo Medievale, dando vita ad un hub culturale integrato nel più ampio progetto di rigenerazione del Parco del Valentino, agendo come cerniera tra la città e il fiume Po.

Questo l’obiettivo della proposta di partenariato speciale pubblico-privato (ai sensi dell’art. 134 del Dlgs 36/2023) presentata dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, attraverso la società XKÉ? ZEROTREDICI che prevede un investimento fino a 20milioni di euro per il rinnovato Borgo Medievale dove storia, artigianato, natura, cultura si intreccino arricchite di nuove funzioni per famiglie, scuole, turisti.

“Prendiamo atto con soddisfazione di questa proposta di partnenariato speciale pubblico privato presentata dalla Fondazione Compagnia di San Paolo – dichiara il sindaco Stefano Lo Russo – che rappresenta un nuovo possibile scenario di valorizzazione per la riqualificazione del Borgo Medievale, all’interno del più ampio progetto che vedrà il Valentino trasformarsi in un polo innovativo dove natura e cultura saranno protagoniste. Generazioni di torinesi e non solo hanno passeggiato almeno una volta tra torri medievali e botteghe del Borgo e il nostro obiettivo è che questo torni un luogo del cuore, conservando la sua storia e la sua bellezza e arricchendosi di nuove funzioni. Sull’area del Valentino come amministrazione abbiamo investito una quantità rilevante di risorse del Pnrr, oltre 160milioni di euro, consapevoli che potranno rafforzare la sua importante vocazione locale, di servizio alla comunità, ma generare anche nuova attenzione da parte di un turismo culturale e sostenibile in costante crescita”.

“La proposta di partenariato pubblico privato filantropico per il Borgo Medievale rappresenta un’opportunità importante per sperimentare nuove modalità di collaborazione nella valorizzazione del patrimonio culturale e urbano. Attraverso XKÉ? ZEROTREDICI, la Fondazione Compagnia di San Paolo intende contribuire a restituire alla città un luogo identitario, trasformandolo in uno spazio aperto, vivo e accessibile, capace di connettere cultura, formazione, natura e socialità. Il Borgo Medievale potrà diventare parte integrante del più ampio ecosistema culturale del Valentino, in dialogo con la futura Biblioteca Civica, il Teatro Nuovo, l’Orto Botanico, il Politecnico e l’Università, rafforzando il ruolo del Parco come grande infrastruttura pubblica di benessere, apprendimento e attrattività urbana. In questa visione, il rapporto con il fiume Po e con il verde assume un valore centrale, offrendo nuove opportunità di esperienza e partecipazione per bambini, famiglie, scuole, cittadini e turisti” dichiara Marco Gilli, presidente Fondazione Compagnia di San Paolo.

La giunta comunale ha approvato la presa d’atto della proposta che sarà pubblicata dando avvio all’iter amministrativo formale volto a individuare un modello gestionale innovativo e sostenibile per lo storico complesso di viale Virgilio.

“Questa proposta apre alla possibilità di inserimento del Borgo Medievale in un più ampio polo culturale e turistico cittadino che va dal fiume Po alla nuova Biblioteca Civica Centrale del Valentino – spiegano la vicesindaca Michela Favaro e l’assessora alla Cultura Rosanna Purchia -. Guardiamo con grande attenzione al progetto presentato perché siamo consapevoli di quanto la rinascita di questo spazio possa essere importante per il territorio”.

Il Borgo Medievale è attualmente interessato da profondi interventi di restauro e efficientamento impiantistico finanziati con fondi Pnrr, avviati a inizio 2024, per restituire il bene alla piena fruizione pubblica. La strategia dell’amministrazione mira a inserire il Borgo Medievale in un ecosistema culturale integrato nel Parco del Valentino, in sinergia con la nuova Biblioteca Civica, il Teatro Nuovo e gli spazi del Politecnico dedicati alla ricerca.

Il progetto, nel dettaglio, propone una riapertura graduale suddivisa in tre lotti funzionali e mira a superare la dimensione puramente museale per creare un “luogo terzo” polifunzionale rivolto a cittadini, scuole, famiglie e turisti. Tra gli elementi cardine la proposta di trasformare le antiche botteghe della via Maestra in laboratori di artigianato contemporaneo per la trasmissione del sapere alle nuove generazioni; la creazione di spazi laboratoriali per bambini (0-13 anni) focalizzati su natura, biodiversità, ecosistemi fluviali e scienza; sinergia con la futura Biblioteca Civica Centrale attraverso programmazioni congiunte, letture ad alta voce e percorsi nel verde; mentre per la Rocca il progetto prevede che mantenga la sua funzione museale ma arricchita di  una nuova curatela scientifica.

La proposta include servizi di manutenzione ordinaria e straordinaria e di custodia dell’immobile. Secondo il progetto di rifunzionalizzazione la riapertura del primo lotto potrebbe essere prevista per la prossima primavera, con la riapertura della via Maestra, l’anfiteatro, i primi spazi per attività laboratoriali e un punto ristoro.

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Le minoranze: “Lega fa saltare commissione su piano territoriale e trasporto taxi e ncc”

PD AVS e M5S: “Le tensioni della maggioranza non possono ricadere sui piemontesi”.
“Questa mattina all’ordine del giorno della commissione Trasporti c’erano le prime determinazioni di due importanti provvedimenti, l’aggiornamento del piano territoriale regionale, che definisce gli indirizzi di pianificazione del territorio e, soprattutto, le modifiche alla legge regionale sul trasporto pubblico non di linea, taxi e noleggio con conducente.
In particolare quest’ ultimo è un provvedimento, molto atteso dalle associazioni di categoria, che fa chiarezza su alcune delimitazioni territoriali e sulle disposizioni di legge.
Ma non è stato possibile aprire i lavori della commissione in quanto nessun componente del gruppo della Lega si è presentato a palazzo Lascaris. Non è la prima volta che la maggioranza diserta i lavori delle commissioni impedendo di fatto il regolare svolgimento dell’ attività legislativa.
Riteniamo grave che i dissidi interni alla maggioranza di centrodestra  ricadano sugli iter amministrativi e legislativi di provvedimenti attesi dal territorio”.
Nadia Conticelli, consigliera PD e vicepresidente II commissione.
Alberto Avetta consigliere regionale PD
Fabio Isnardi, consigliere regionale PD
Alice Ravinale, presidente gruppo regionale AVS
Alberto Unia, consigliere regionale M5S
Pasquale Coluccio, consigliere regionale M5S

Cervicale a Torino: perché il dolore al collo tende a tornare

Informazione promozionale

Spesso ricorrente e sottovalutato, il dolore cervicale richiede una valutazione mirata per essere risolto davvero — e non gestito a episodi.

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Un disturbo che riguarda quasi tutti
Il dolore al collo è tra i disturbi muscolo-scheletrici più diffusi della popolazione adulta. Si stima che circa il 70% delle persone ne soffra almeno una volta nella vita, mentre ogni anno il 40-50% presenta un episodio di cervicalgia (Ariens et al. 1999; Cole et al. 2000).
C’è un dato, però, che colpisce ancora di più: oltre il 60% dei pazienti va incontro a recidive. Il dolore torna. E spesso torna perché, alla prima volta, è stato trattato come un disturbo passeggero da gestire con un antidolorifico e qualche giorno di pausa.
L’esperienza clinica lo conferma: la cervicalgia non è un problema banale e raramente “passa da sola” in modo definitivo.
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I segnali da non ignorare
Ci sono situazioni in cui il dolore cervicale merita attenzione tempestiva:
  • persiste oltre 7-10 giorni
  • si associa a vertigini, formicolii o cefalea ricorrente
  • limita la rotazione del capo o la mobilità del collo
  • si accompagna a rigidità importante, soprattutto al risveglio
  • si ripresenta a cicli regolari
In presenza di sintomi neurologici — disturbi visivi, della parola, della deglutizione, deficit progressivi agli arti superiori o cefalea improvvisa intensa — la valutazione medica deve essere immediata.
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Perché il dolore cervicale tende a tornare
La cervicalgia non è quasi mai un problema isolato. In presenza di dolore, il sistema nervoso centrale modifica il modo in cui controlla postura e movimento del rachide cervicale, generando:
  • perdita di stabilità della colonna cervicale
  • compensi muscolari
  • posizione del capo in avanti (forward head posture)
  • alterazioni del controllo motorio
Studi clinici (Elliott et al. 2006) hanno mostrato che, nei pazienti con dolore cervicale cronico, compaiono modificazioni strutturali dei muscoli — come infiltrazioni adipose e riduzione della capacità di stabilizzazione — già nelle prime settimane. Per questo intervenire precocemente non è un dettaglio: fa la differenza tra un episodio risolvibile e una condizione che cronicizza.
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Le cause non sono mai una sola
Dire “cervicale” non è una diagnosi: è il punto di partenza. Le origini possono essere diverse e, nella maggior parte dei casi, intrecciate:
  • disfunzioni articolari del rachide cervicale
  • tensioni muscolari e fasciali
  • alterazioni posturali da postazione di lavoro, smartphone, guida prolungata
  • esiti di colpo di frusta o traumi
  • stress e tensione emotiva sostenuta
Una valutazione mirata serve proprio a capire quale fattore è prevalente nel singolo caso — perché ogni quadro richiede un trattamento diverso.
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Cervicale, mal di testa e schiena: un sistema collegato
Una cosa che spesso sfugge: cervicale, cefalea muscolo-tensiva e mal di schiena fanno parte dello stesso sistema. Tensioni nella parte alta della colonna possono generare mal di testa; squilibri posturali nella zona lombare possono ripercuotersi sulla cervicale.
Per questo un approccio realmente efficace valuta la persona nel suo insieme, non un singolo distretto.
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Gli errori più comuni
Molti pazienti arrivano nello studio dopo aver già tentato strade poco efficaci:
  • riposo assoluto prolungato (peggiora rigidità e recupero)
  • uso ripetuto di farmaci senza una valutazione
  • esercizi generici trovati online
  • collari cervicali tenuti più del necessario
  • attese di settimane sperando che “passi da sola”
Il risultato è quasi sempre lo stesso: il dolore si stabilizza, il movimento si riduce, le recidive diventano più frequenti.
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Un approccio personalizzato e multidisciplinare
Le evidenze scientifiche sono concordi: il trattamento più efficace per la cervicalgia non si basa su un’unica tecnica, ma sull’integrazione di:
  • terapia manuale
  • esercizio terapeutico personalizzato
  • rieducazione del movimento e della postura
  • strategie ergonomiche per la vita quotidiana
Nei casi più complessi — colpo di frusta, vertigini di origine cervicale, cefalea associata — diventa fondamentale il confronto con altri specialisti (fisiatra, neurologo, ortopedico) per costruire un percorso integrato. È questa la logica di un centro multidisciplinare: una sola persona valuta, un team intero accompagna il recupero.
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Un caso reale
Una paziente di 38 anni si è rivolta al centro per dolore cervicale ricorrente da oltre un anno, con episodi sempre più ravvicinati e cefalea associata. Aveva già provato massaggi, antinfiammatori ed esercizi presi online, senza risultati duraturi.
La valutazione ha mostrato una marcata postura del capo in avanti, ridotta stabilità dei muscoli profondi del collo e tensioni miofasciali della zona cervico-scapolare. Il percorso costruito ha combinato terapia manuale, esercizi specifici di controllo motorio e una revisione della postazione di lavoro. In poche settimane il dolore si è ridotto significativamente e, soprattutto, la frequenza degli episodi è diminuita.
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Quando rivolgersi a uno specialista
Intervenire entro le prime settimane significa:
  • ridurre i tempi di recupero
  • limitare il rischio di recidive
  • evitare la cronicizzazione
  • migliorare nel concreto la qualità della vita quotidiana
In presenza di sintomi persistenti o che ritornano spesso, una valutazione fisioterapica specifica è il passo più efficace per capire da cosa dipende davvero il dolore.
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Domande frequenti
Quanto dura il dolore cervicale?
Un episodio acuto può risolversi in pochi giorni con il giusto trattamento. Una cervicalgia cronica, se trascurata, può durare mesi e tendere a ripresentarsi.
La cervicale può causare vertigini?
Sì. In caso di alterazione della propriocezione cervicale o dopo un colpo di frusta, la cervicalgia può associarsi a vertigini e instabilità.
Meglio riposo o movimento?
Il riposo assoluto prolungato non è raccomandato. Un’attività controllata e guidata, nella maggior parte dei casi, accelera il recupero.
Serve sempre la risonanza?
No. Nella maggior parte delle cervicalgie comuni la diagnostica per immagini non è necessaria. Diventa indicata in presenza di sintomi neurologici o quadri specifici.
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Cervicale che non passa? Capire la causa è il primo passo
Se il dolore cervicale persiste, torna ciclicamente o si associa a vertigini e cefalea, una valutazione fisioterapica mirata permette di individuare l’origine del problema e impostare il percorso più adatto.

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Quaglieni presenta al Salone del Libro “Da Cavour alla Repubblica”

Il suo ultimo libro edito da Edizioni Pedrini

Giovedì 14 maggio, alle ore 17.15 presso la Galleria Sala Malva del Salone del Libro di Torino, è in programma la presentazione del libro “Da CAVOUR alla REPUBBLICA – I rapporti tra Stato e Chiesa – laicità e laicismo nella storia d’Italia” (Edizioni Pedrini, 2026). All’incontro presenzieranno il prof. Pier Franco Quaglieni, autore dell’opera e Presidente del Centro Pannunzio, il caporedattore del Corriere della Sera, Carmine Festa, Alessio Stefanoni di CNA Editoria Piemonte e il direttore editoriale Ennio Pedrini.

Pier Franco Quaglieni

I temi trattati nel saggio spaziano dalla storia dei rapporti tra Stato e Chiesa cattolica in Italia a quella del separatismo liberale e laico tra la sfera politica e quella religiosa, dal Concordato del 1929, voluto da Mussolini,  ai Patti Lateranensi inseriti nella Carta Costituzionale repubblicana del 1948, e ancora la proposta d’abrogazione del Concordato da parte di Marco Pannella e la revisione dei Patti Lateranensi del 1984 voluta da Bettino Craxi.

Nel nuovo libro del prof. Quaglieni, i temi riguardanti la laicità e il laicismo non sono proposti solo come fatto politico, ma anche come dimensioni culturali e filosofiche, valutazioni storiche, giuridiche e politiche che partono da punti di vista differenti, attuando la pratica della laicità.

Mara Martellotta

Compagne di banco: «Tenere il filo della realtà e della comunità, oltre la rete»

Compagne di banco è un’associazione culturale nata dall’incontro di due ex compagne di classe per rimettere al centro i valori della condivisione e della costruzione in comune, uscire dal mondo digitale e dare vita a spazi di incontro fatti di parole, libri, silenzio.

Elena Forno e Chiara Avidano, le due fondatrici, compagne di banco lo sono state sui banchi del Liceo classico Alfieri, e a marzo 2024 hanno dato vita vita al blog omonimo sul Quotidiano Piemontese per poi passare nel breve a realizzare incontri culturali dal vivo: letture silenziose condivise, incontri con autori, laboratori.

L’obiettivo è un progetto di scambio culturale, sociale e generazionale, perché in mezzo a libri, lettura, scrittura e bigliettini i partecipanti possano uscire dal mondo digitale che assorbe e svuota e trovare insieme una nuova dimensione, fatta di empatia e tempi lenti.

LA BIBLIOTECA CONDIVISA E DIFFUSA
«Uno spazio per i libri a disposizione di chi desidera leggere, prendere in prestito, tenere o regalare un libro, se gli ha fatto battere il cuore». L’associazione gestisce e coordina la Biblioteca condivisa e diDusa nata per salvare i libri usati dall’abbandono e dal macero, dando loro una nuova vita libera, in spazi culturali e sociali accessibili e inclusivi. I libri raccolti, tramite donazione, vengono collocati in luoghi che li mettono a disposizione di chi lo desidera, senza vincolo di restituzione, con la libertà di essere restituiti, reintegrati o implementati.

Perché una casa?

Perché tutti, anche i libri, hanno bisogno di un luogo.

Perché chi desidera lasciar andare i propri libri sappia che ci sono delle “case” che li possono
accogliere.

Per costruire un meccanismo di scambio, condivisione, incontro e libera circolazione dei libri
donati e raccolti.

Per dare vita a piccoli spazi di comunità e socialità intorno al tema della lettura, della scrittura,
della messa in comune dei pensieri.

LE PAROLE TRA NOI DA SALVARE
«Per ridare vita e senso alla scrittura a mano, come gesto di cura verso le parole e le persone alle quali dedichiamo il tempo per scrivere». Durante gli incontri i presenti sono invitati a scrivere dei bigliettini, retaggio di quelli che si scambiavano in classe prima del mondo digitale: su quei foglietti di carta si posano, volta a volta, pensieri e sentimenti, idee e sensazioni, ricordi e desideri dei partecipanti. Naturale evoluzione di questo gesto spontaneo, il progetto Le parole tra noi da salvare, che invita i presenti e chi lo desidera a fermarsi a pensare quale sia la parola che sentono di voler salvare, che sia d’amore, di rabbia, di nostalgia, di gioco, per ridare senso alla scrittura a mano, come gesto di cura verso le parole e le persone a cui si dedica il tempo per scrivere. Ecco, quindi, le cassette delle lettere, dove si mettono bigliettini, lettere, parole da salvare, una raccolta che vuole contribuire a creare un’opera collettiva, un diario di parole dalla città.

«Andiamo in controtendenza e invitiamo le persone a prendere carta e penna e ridare senso al gesto dello scrivere, inteso come momento intimo di cura verso la persona a cui si pensa ma anche verso sé stessi – dicono – Si dà spazio al pensiero che, dalla mente, passa alla mano e scende nelle lettere tracciate su carta. Quindi, è davvero parola pensata».

I LUOGHI
La Biblioteca condivisa e diRusa e le cassette delle lettere sono a disposizione in alcuni luoghi strategici: il Villino Caprifoglio al parco del Valentino, la Casa del quartiere Bagni pubblici di via Agliè, l’hub culturale Via Baltea 3, la Casa nel parco di Mirafiori Sud, il Comala e la bocciofila San Pietro di borgo San Pietro a Moncalieri.

LE AUTRICI
Elena Forno è nata e vive a Torino, dove si laurea in Storia Contemporanea e lavora in ambito amministrativo in UniTo. Tre figli, un compagno, due gatte. Dal 1993 al 1995 partecipa al lavoro di ricerca storica sull’eRetto di epurazione delle leggi razziali del 1938 sul Liceo Classico Vittorio Alfieri, dove consegue la maturità classica. Nel 1994 è in giuria giovani al Festival del Cinema di Venezia, l’anno dopo vince il primo premio per i 50 anni della resistenza con il testo teatrale “L’ora del lupo”. Si occupa di teatro in ambito civile, come regista, attrice e con laboratori per giovani. Dal 2017 collabora con Orme Scuola di Arti Sceniche e Impegno civile. Nel 2017-2018 collabora con Asai al doposcuola di aggregazione di
Mirafiori Sud per un progetto di integrazione dei giovani nelle Periferie Urbane.

È fondatrice e presidente dell’associazione Primavera Pajetta, comitato civico per il recupero di spazi, luoghi e tempi urbani sul territorio di Mirafiori e partecipa alla fondazione di Historia Magistra, associazione culturale per il diritto alla storia. Nel 2024 pubblica “I motori della Rivoluzione” con Buendia Books.

Chiara Avidano nasce a Milano il 23 settembre 1976 e diventa torinese nel giro di qualche anno. Frequenta il liceo classico Vittorio Alfieri e si laurea all’Università degli studi di Torino in Lettere Moderne in Storia del Teatro. Collabora con alcuni giornali locali come correttrice di bozze e scrive articoli di costume e cultura sull’inserto “NordOvest” del Sole24Ore. Nel 2006 incontra il mondo dell’enogastronomia ed è amore: comincia ad occuparsi di comunicazione e marketing in progetti di valorizzazione gastronomica della Regione Piemonte, fino a portare gli chef stellati in giro per il mondo e nelle carceri per attività di formazione e informazione.

Prosegue il suo percorso professionale come freelance, lavorando in settori diversi, da quello politico a quello sociale, occupandosi di comunicazione, progettazione, copy-writing. A fine 2022 pubblica la raccolta di poesie “Misto Archivio”, NeosEdizioni.

Per informazioni:
info@compagnedibanco.it
www.compagnedibanco.it
www.facebook.com/compagnedibanco90
www.instagram.com/compagnedibanco1990

Il Liceo Volta di Torino interamente accessibile

Si stanno concludendo in questi giorni i lavori per rendere pienamente accessibile l’ingresso principale del Liceo Alessandro Volta di Torino, nella sede di via Juvarra, acquistata nel 2023 dalla Città metropolitana per circa 6 milioni di euro, dopo essere stata per anni di proprietà di un istituto religioso. L’intervento ha riguardato la realizzazione della doppia rampa esterna sul marciapiede, con il contestuale allargamento dello stesso per creare un percorso pedonale alternativo, anche attraverso una riconfigurazione degli spazi destinati alla sosta.

All’interno dell’atrio è stata inoltre installata una piattaforma elevatrice finalizzata all’abbattimento delle barriere architettoniche e al miglioramento dell’accessibilità. L’ingresso principale durante i lavori è rimasto chiuso, e gli studenti hanno potuto entrare attraverso l’ingresso carraio. Con il completamento delle opere più importanti, l’accesso principale sarà nuovamente attivo e fruibile. L’intervento comprende anche la realizzazione di un elevatore per l’accesso alla palestra, situata al piano seminterrato. L’intervento, del costo complessivo di 110 mila euro, è stato programmato a seguito del sopralluogo effettuato nei mesi scorsi dal Vicesindaco della Città Metropolitana di Torino, Jacopo Suppo, e della Consigliera delegata all’Istruzione, Caterina Greco. Nel sopralluogo di lunedi 11 maggio, il Vicesindaco, la Consigliera e la Direttrice generale Monica Sciaino sonomstati accolti dalla dirigente scolastica del Liceo, Maurizia Basile. È stato fatto il punto sullo stato di avanzamento delle ultime lavorazioni, che si concluderanno nel corso della settimana con il completamento dell’impianto destinato alla palestra.

Santiago Zabala alla Gam tra arte e filosofia

RISONANZE
Ciclo di conferenze 

a cura di Chiara Bertola e Federico Vercellone

 

da giugno 2025 a maggio 2026

GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino

GIOVEDI 14 MAGGIO 2026 ORE 18

Sala incontri

Santiago Zabala

Estetica dell’Avvertenza. Perché solo l’arte può salvarci?

 

La più grande emergenza del ventunesimo secolo è la mancanza di emergenze. Siamo costantemente avvertiti da scienziati riguardo all’inquinamento, alle temperature estreme e alle pandemie future, ma raramente ascoltiamo. Ascoltare un avvertimento richiede un coinvolgimento che riguarda la nostra esistenza e le nostre emozioni, piuttosto che argomentazioni razionali o rappresentazioni oggettive. Le recenti opere di artisti contemporanei come Filippo MinelliDiane Burko o Josh Kline sono inviti ad ascoltare queste avvertenze attraverso installazioni e dipinti che non riguardano semplicemente la nostra sopravvivenza, ma anche la salvezza. In una condizione in cui la scienza ha perso la capacità di avvertirci, solo l’arte può salvarci, in altre parole, riscattarci dentro le emergenze ignorate che caratterizzano questo secolo.

 

Santiago Zabala è professore ordinario (Icrea) di Filosofia contemporanea presso l’Università Pompeu Fabra, a Barcellona. Tra i suoi libri: The Hermeneutic Nature of Analytic Philosophy (2008), The Remains of Being (2009), Comunismo Ermeneutico (con G. Vattimo, 2014), e Essere dispersi (2020), Solo l’arte può salvarci (2023), e Segni dal Futuro. Per una filosofia degli avvertimenti (2026). Ha inoltre curato: Outspoken: A Manifesto for the Twenty-First Century (2023, con Adrian Parr), Il futuro della religione. Solidarietà, ironia, carità (2005, di G. Vattimo e R. Rorty), Consequences of Hermeneutics (2010), e Una filosofia debole. Saggi in onore di Gianni Vattimo (2012). Collabora con New York Times, Al-Jazeera e Los Angeles Review of Books.

Costo: 5€ con acquisto in biglietteria

6€ con acquisto online

Per l’occasione la caffetteria della GAM, il Bar Baglio è aperta con orario prolungato.

Tra giugno 2025 e maggio 2026 la GAM di Torino organizza un ciclo di incontri, in collaborazione con il Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università degli Studi di Torino, curato da Chiara Bertola e Federico Vercellone.

Gli incontri, articolati in singole conferenze, ripercorrono i temi delle Risonanze che attraversano la programmazione espositiva della GAM dall’ottobre il 2023 alla primavera del 2026: luce, colore e tempo; ritmo, struttura e segno; incanto, sogno e inquietudine, e vedono la partecipazione di studiosi e studiose di rilievo internazionale nel campo della filosofia, della storia dell’arte e delle scienze umane, offrendo un’occasione unica di riflessione interdisciplinare, in cui pensiero e visione si intrecciano per generare nuovi livelli di lettura delle opere e dell’esperienza estetica.

Il primo ciclo di incontri da giugno a ottobre 2025 ha visto alternarsi grandi esperti di arte, estetica e filosofia contemporanea: Horst Bredekamp, Elio Franzini, Victor Stoichita e Anna Maria Coderch, Riccardo Venturi, Claudia Cieri Via e Salvatore Tedesco.

Il secondo ciclo di incontri ha preso avvio a partire da novembre 2025 e si concluderà a maggio 2026, con personalità come Fabio BelloniTonino GrifferoChiara SimonighMassimo CacciariFrançois Jullien e Santiago Zabala.

Costo per ogni conferenza: 5€ acquistabile in biglietteria

Acquisto online 6€ (1 € di prevendita)

GAM – GALLERIA CIVICA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA – Via Magenta, 31 – 10128 Torino

Orari di apertura: martedì – domenica: 10:00 – 18:00.
Chiuso il lunedì. La biglietteria chiude un’ora prima.

“Lucio Dalla e Roberto Roversi. Automobili. Un disco” in mostra al MAUTO

 Fino a domenica 20 settembre prossimo

Il Museo Nazionale dell’Automobile presenta il progetto espositivo dal titolo, ”Lucio Dalla & Roberto Roversi. Automobili. Un disco”, in esposizione da mercoledì 13 maggio a domenica 20 settembre prossimi, nella Project Room al primo piano. La mostra raccoglie materiali di archivio, illustrazioni e automobili che accompagnano il visitatore  in un percorso in cui le canzoni dell’album prendono forma nello spazio espositivo, intrecciando memoria storica, immaginario collettivo e riflessione contemporanea sul ruolo che l’automobile ha nella nostra società.
“Il Museo Nazionale dell’Automobile rappresenta il contesto ideale per accogliere e ampliare il progetto “Lucio Dalla & Roberto Roversi. Automobili. Un disco” – ha spiegato il Direttore del MAUTO Lorenza Brevetta –  Da luogo tradizionalmente deputato alla conservazione e valorizzazione dell’oggetto automobile, il Museo si configura oggi come uno spazio culturale più ampio, in sintonia con una strategia che privilegia approcci trasversali e intersezionali. Portare questa mostra al MAUTO significa spostare lo sguardo da oggetto tecnico a fenomeno culturale complesso  e interrogare le narrazioni che hanno costruito il mito dell’auto, metterle in discussione e aprire nuove prospettive di lettura  capaci di coinvolgere musica, letteratura, arte e società. La mostra si inserisce pienamente nella nuova visione del Museo, un’istituzione capace di raccontare l’automobile quale lente privilegiata per comprendere le trasformazioni del Novecento e le sfide della contemporaneità.  “Automobili” diventa allora un archivio vivo, un racconto aperto, uno strumento critico”.

Nel 1976  la casa discografica RCA pubblica “Automobili”, il concept album di Lucio Dalla e Roberto Roversi dedicato al simbolo per eccellenza della modernità e delle trasformazioni del Novecento.
Il cantautore e il poeta, entrambi bolognesi, avevano composto undici brani destinati alla scena teatrale. La scelta di ridurli a soli sei per la pubblicazione  su LP segna, al tempo stesso, il culmine e la rottura della loro collaborazione, una decisione che rende necessario oggi riscoprire le cinque canzoni escluse , che risultano fondamentali per comprendere la portata sociale e politica della loro visione del rapporto tra l’uomo e l’automobile.
Le recensioni dell’epoca ne sottolinearono la natura spiazzante, considerandolo un concept album che smontava il mito dell’automobile proprio nel momento nel quale raggiungeva la sua massima espansione. Nelle parole di Dalla e Roversi, infatti, l’automobile diventa teatro di contraddizioni, promessa di libertà ma, al tempo stesso, strumento di alienazione, icona di modernità e simbolo di crisi industriale.
A distanza di cinquanta anni “Automobili” si rivela un’opera sorprendentemente attuale. In un’epoca come quella attuale segnata dalla transizione ecologica,  dalla ridefinizione dei modelli di mobilità  e da un radicale ripensamento del rapporto tra ambiente, uomo e tecnologia, il futuro incompleto evocato dal disco risulta una chiave di lettura potente per interpretare il nostro tempo.
Le canzoni diventano matrici narrative capaci di attivare una serie di linguaggi per costruire un racconto stratificato, in grado di attraversare storia, cultura, pop, industria, immaginario e critica sociale.

Sono in esposizione materiali originali provenienti dall’archivio di Antonio Bagnoli, nipote di Roberto Roversi, dedicati all’universo di Automobili e alla collaborazione tra Lucio Dalla e il poeta, programmi di sala, locandine dello spettacolo teatrale “Il futuro dell’automobile “ 1976, taccuini manoscritti  di Roberto Roversi con testi e scalette preparatorie, lettere autografe tra Dalla e Roversi, documenti legati alla richiesta dello pseudonimo Norisso presso la SIAE, interviste e articoli pubblicati sui giornali dell’epoca e testi originali delle canzoni, oltre a materiale audiovisivo, tratti dal programma televisivo “Automobili” andato in onda nel 1977.

Accanto ai documenti figurano due vetture,  la Alfa Romeo tipo B P3 del 1932 e la Autobianchi Bianchina 4 posti del 1967 che, accostate, restituiscono la parabola culturale dell’automobile italiana, da simbolo eroico e visionario a presenza diffusa e contraddittoria della modernità contemporanea.
La prima vettura rimanda alla dimensione epica evocata dal brano Nuvolari e al racconto della velocità come mito moderno. Si tratta dell’automobile delle corse, delle mille miglia e dei grandi piloti celebrati nel disco, una macchina simbolo di un’Italia che costruisce il proprio immaginario sportivo e tecnologico attraverso figure leggendarie e imprese collettive.
La Bianchina rappresenta l’altra faccia del racconto, l’automobile popolare, entrata nella vita quotodiana degli italiani durante gli anni del boom economico. Si tratta della vettura degli italiani, delle vacanze, della motorizzazione di massa che Dalla e Roversi osservano criticamente.

Mara Martellotta

Capovilla e I Cattivi Maestri: all’Hiroshima Mon Amour un concerto tra rabbia e poesia  

 

A Torino il rock torna a farsi parola politica. Giovedì 14 maggio, sul palco di Hiroshima Mon Amour, approda Pierpaolo Capovilla con il progetto Pierpaolo e I Cattivi Maestri, inaugurando una nuova tappa del proprio percorso artistico: un suono essenziale, tagliente e profondamente immerso nelle contraddizioni del presente.

Figura tra le più intense e riconoscibili della scena indipendente italiana, Capovilla attraversa da oltre trent’anni il panorama musicale nazionale lasciando un’impronta netta e inconfondibile. Prima con gli One Dimensional Man, poi con Il Teatro degli Orrori, ha contribuito a ridefinire il linguaggio del rock italiano attraverso una scrittura capace di fondere tensione poetica, rabbia civile e riflessione politica. Parallelamente alla musica, ha sviluppato un percorso pubblico tra reading, interventi culturali e incursioni cinematografiche, fino alla recente partecipazione al film Le città di pianura.

Con Pierpaolo e I Cattivi Maestri, l’artista sceglie una dimensione ancora più diretta e militante. Il progetto debutta nel 2022 con l’omonimo album pubblicato da Garrincha Dischi: un lavoro ruvido e compatto, costruito su arrangiamenti asciutti e sulla centralità assoluta della parola, sospesa tra invettiva e confessione personale.

Il nuovo capitolo arriva il 9 marzo 2026 con il singolo Dimenticare Maria, pubblicato per La Tempesta. Capovilla lo definisce un brano che tiene insieme tensione spirituale e coscienza politica: un atto d’accusa ma anche un’invocazione collettiva contro l’anestesia emotiva del presente. La canzone affronta temi come la solitudine, la responsabilità condivisa e il rischio dell’indifferenza, interrogando chi ascolta sulla possibilità concreta di non voltarsi dall’altra parte.

Dal punto di vista musicale, Dimenticare Maria si muove lungo una linea elettrica e scarna, dove la parola resta al centro di una tensione costante. Alla produzione torna Manuele Fusaroli, che accompagna la band verso una dimensione sonora coerente, asciutta e incandescente.

Sul palco, insieme a Capovilla, saliranno Fabrizio Baioni alla batteria, Loris Cericola alla chitarra e Federico Aggio al basso. Un collettivo compatto che trova nella dimensione live il proprio habitat naturale: concerti senza filtri, attraversati da energia, urgenza e una fisicità che trasforma ogni brano in una presa di posizione.

Valeria Rombolà