ilTorinese

Dipendente trovato senza vita nella casa di Lavazza a Torino

Un uomo è stato rinvenuto morto all’interno dell’abitazione di Marco Lavazza, vicepresidente della nota azienda di caffè Lavazza, situata nella zona precollinare di Torino.

Secondo le prime informazioni diffuse dai carabinieri, la vittima sarebbe un dipendente della famiglia che vive nella casa. Di origini filippine, 50enne, era da molti anni alle dipendenze della famiglia. Le circostanze del decesso restano ancora da chiarire e gli investigatori stanno conducendo accertamenti per ricostruire l’accaduto. Al momento non viene esclusa alcuna ipotesi.

Luigi Boccia, il fotografo che racconta l’anima del cibo

Oltre la perfezione dell’immagine

In un’epoca dominata da immagini perfette, filtri e contenuti pensati per scorrere velocemente sugli schermi dei social, c’è chi sceglie di rallentare lo sguardo. Luigi Boccia, fotografo torinese specializzato in food e fotografia commerciale, ha costruito negli anni un percorso personale che mette al centro la verità della materia e il valore narrativo dell’imperfezione. Il suo approccio parte dall’osservazione: la luce naturale che cade su un ingrediente, le texture di un alimento, i segni che raccontano la sua storia. Per Boccia fotografare il cibo non significa solo renderlo bello, ma restituirne l’identità autentica, liberandolo dalle costruzioni artificiali del marketing. Un pensiero che oggi prende forma anche nel suo libro Cibografia, un progetto editoriale che parla di fotografia, memoria e cultura del cibo.

Chi è Luigi Boccia?

Sono un osservatore che, a un certo punto del suo percorso, ha smesso di inseguire la “perfezione” a tutti i costi. Mi definisco un esploratore visivo del cibo. Lavoro da anni nel campo della fotografia food e commerciale, un settore dove storicamente tutto deve apparire lucido, impeccabile e, molto spesso, artificiale.

Vivendo questo mondo dall’interno, ho sentito l’urgenza di un approccio diverso. Il mio obiettivo oggi non è solo realizzare immagini, ma cercare di educare visivamente le persone, riportando la loro attenzione sulla vera natura delle cose. Voglio raccontare la materia per quello che è, con le sue trame, le sue ombre e la sua autentica identità, liberandola dalle maschere del marketing.

Com’è nata la tua passione per la food photography?

La mia passione ha radici profonde: nasce da un amore incondizionato per il cibo che porto dentro sin da quando ero bambino. Per me il rapporto con la materia non è mai stato legato solo al gusto, ma è sempre stato un’esperienza totale che coinvolge tutti i sensi: toccare le consistenze, odorare i profumi, emozionarmi con i sapori, ascoltare i rumori della cucina, osservare come la luce naturale trasforma un ingrediente.

Crescendo ho sentito il bisogno di trasformare e condividere queste sensazioni. Ho capito che la fotografia era il mezzo più potente per farlo, restituendo a chi guarda l’anima di ciò che portiamo in tavola.

Da fotografo, qual è oggi la vera difficoltà nel fotografare il cibo nell’epoca dei social?

Oggi la vera difficoltà non è fare una foto tecnicamente bella: la sfida è nei contenuti. Non dimentichiamoci che fotografare significa anche documentare. Il fotografo ha una grande responsabilità nel racconto, soprattutto in un periodo storico fatto di iperconnessioni.

I social ci hanno abituati a un’estetica omologata: tutto è perfetto e tutto è simile. Il mio suggerimento è semplice: smettere di copiare i trend e seguire le emozioni. Il futuro della fotografia di cibo dipenderà dalla capacità di abbracciare l’imperfezione come valore narrativo. Se riusciremo a tramandare questo amore per il dettaglio imperfetto, salveremo questo mezzo dalla deriva del copia-incolla estetico.

Parliamo del tuo libro: quando è nato e perché?

Cibografia nasce da un’esigenza quasi fisica: il bisogno di carta e inchiostro in un mondo dominato dai pixel e dallo scrolling compulsivo. È anche un bisogno molto personale: l’idea di lasciare qualcosa di solido a chi, come me, ha iniziato a fotografare con curiosità autentica e con il desiderio di capire davvero cosa stesse raccontando.

Tutto è iniziato circa tre anni fa con i primi articoli sul mio blog personale, che col tempo si sono trasformati in veri e propri racconti. A un certo punto ho capito che potevano uscire dallo schermo del computer e diventare un libro.

L’ho scritto in un periodo della mia vita di forte consapevolezza e autoanalisi, cercando di mettere ordine nei miei pensieri. Non volevo parlare di fotografia come in una scuola, ma raccontarne la parte più umana. Ho scritto questo libro perché volevo raccontare la fotografia di cibo in maniera intima e personale: non come tecnica o mestiere, ma come voce e gesto d’amore.

A quale pubblico è rivolto?

È rivolto ai fotografi, a chi ama l’immagine e a chi vive il cibo non solo come nutrimento, ma come momento culturale. In realtà è un libro pensato per tutti, perché il cibo fa parte delle nostre vite: è connessione umana, convivialità e memoria condivisa.

Per questo motivo si rivolge anche ai ristoratori e agli chef. Cibografia non è un manuale di fotografia e non contiene immagini. Tra quelle pagine si trovano storie vere, emozioni vissute e aneddoti che parlano di noi: dall’antropologia del cibo alle connessioni sociali, passando per il peso della memoria e il tema della sostenibilità ambientale.

Dove si può acquistare?

Il libro è disponibile in esclusiva su Amazon, unicamente in versione cartacea. Ho fatto questa scelta precisa perché desidero che le persone possano toccare con mano il mio lavoro, sfogliarne le pagine e viverlo fisicamente, prendendosi il tempo necessario.

Perché, in fondo, vuoi mettere i pixel con il profumo della carta stampata?

Link diretto:
https://amzn.eu/d/0d5Jz3xy

Chiara Vannini 

“Just the Woman I Am”, cosa cambia per i mezzi pubblici

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Nel pomeriggio di domenica 8 marzo 2026 si svolgerà la manifestazione podistica “Just the Woman I Am”, sul percorso: viale Crivelli (partenza), viale Virgilio, corso Cairoli, lungo Po Diaz, lungo Po Cadorna, corso San Maurizio, viale Partigiani, viale I° Maggio, corso Regina Margherita, via XX Settembre, via Pietro Micca, piazza Castello (arrivo). Di conseguenza varieranno il servizio le linee: 4 – 6 – 7 – 8 – 11 – 13 – 13+ – 15 – 16 CS – 16 CD – 18 – 19 – 27 Festiva – 30 – 33 Festiva – 55 – 56 – 61 – 68 – 68+ – 70 – 72 – STAR 1 – STAR 2 – Venaria Express.

Inoltre, dalle ore 15.00 fino a cessate esigenzeil parcheggio Castello sarà chiuso. Sarà consentita l’uscita dei veicoli già presenti all’interno dalle uscite dei parcheggi San Carlo e Roma.

  • Linea 4. Dalle ore 14.45 alle ore 18.00.
    Solo in direzione piazza Derna: da via XX Settembre deviata in corso Matteotti, corso Re Umberto, corso Vittorio Emanuele II, corso Vinzaglio, via Cernaia, piazza XVIII Dicembre, corso San Martino, corso Beccaria, corso Principe Eugenio, corso Regina Margherita, corso Giulio Cesare, percorso normale.
  • Linea 6. Dalle ore 14.45 alle ore 17.30.
    Direzione piazza Carlo Felice: da via Rossini deviata in corso Regina Margherita, via Milano, via San Francesco d’Assisi, via Bertola, via San Tommaso, via dell’Arsenale, corso Vittorio Emanuele II, piazza Carlo Felice (capolinea).
    Direzione corso Gabetti: dal capolinea di piazza Carlo Felice deviata in corso Vittorio Emanuele II, corso Re Umberto, piazza Solferino, via Pietro Micca, corso Siccardi, via della Consolata, corso Regina Margherita, via Rossini, percorso normale.
  • Linea 7.  Servizio sospeso dalle ore 14.30 alle ore 20.07.
  • Linea 8. Dalle ore 14.45 alle ore 18.00.
    Solo in direzione via Mezzaluna (San Mauro): da corso Vinzaglio deviata in via Cernaia, piazza XVIII Dicembre, corso San Martino, corso Beccaria, corso Principe Eugenio, corso Regina Margherita, corso XI Febbraio, percorso normale.
  • Linea 11. Dalle ore 14.45 alle ore 18.00.
    Solo in direzione via Leopardi (Venaria): da via Sacchi deviata in corso Vittorio Emanuele II, corso Galileo Ferraris, corso Siccardi, via della Consolata, corso Regina Margherita, corso Giulio Cesare, percorso normale.
  • Linea 13. Dalle ore 14.45 alle ore 19.00.
    Direzione piazza Gran Madre: da via Cernaia deviata in via Bertola, via San Tommaso, via dell’Arsenale, corso Vittorio Emanuele II, via Accademia Albertina, piazza Carlo Emanuele II (detta “Carlina”) dove effettua capolinea provvisorio presso la fermata n. 1558 – “Carlina Sud”.
    Direzione piazza Campanella: dal capolinea provvisorio di piazza Carlo Emanuele II (detta “Carlina”) effettua inversione di marcia e prosegue per via Accademia Albertina, corso Vittorio Emanuele II, corso Vinzaglio, via Cernaia, percorso normale.
  • Linea 13+. Servizio sospeso dalle ore 14.45 alle ore 19.00.
  • Linea 15Deviata in 2 diverse fasi.
    1ª fase. Dalle ore 14.45 alle ore 17.30.
    Direzione piazza Coriolano (Sassi): da Einaudi deviata in corso Duca degli Abruzzi, corso Vinzaglio, via Cernaia, piazza XVIII Dicembre, corso San Martino, corso Beccaria, corso Principe Eugenio, corso Regina Margherita, corso Tortona, corso Belgio, percorso normale.
    Direzione via Brissogne: da largo Berardi deviata in corso Regina Margherita, via Milano, via San Francesco d’Assisi, via Bertola, via San Tommaso, via Arsenale, corso Vittorio Emanuele II, percorso normale.
    2ª fase. Dalle ore 17.30 alle ore 19.00.
    Direzione piazza Coriolano (Sassi): da corso Re Umberto deviata in corso Stati Uniti, via Sacchi, corso Vittorio Emanuele II, corso Cairoli, via Bonafous, piazza Vittorio Veneto, percorso normale.
    Direzione via Brissogne: da largo Berardi deviata in corso Regina Margherita, via Milano, via San Francesco d’Assisi, via Bertola, via San Tommaso, via dell’Arsenale, percorso normale.
  • Linea 16 CS. Dalle ore 14.45 alle ore 17.30.
    Da corso Massimo d’Azeglio deviata a sinistra in corso Vittorio Emanuele II, corso Vinzaglio, via Cernaia, piazza XVIII Dicembre, corso San Martino, corso Beccaria, corso Principe Eugenio, corso Regina Margherita, percorso normale.
  • Linea 16 CD. Dalle ore 14.45 alle ore 17.30.
    Da corso Regina Margherita deviata in via Milano, via San Francesco d’Assisi, via Bertola, via San Tommaso, via Arsenale, corso Vittorio Emanuele II, corso Massimo d’Azeglio, percorso normale.
  • Linea 18. Dalle ore 14.45 alle ore 17.30.
    Direzione piazza Sofia: da via Madama Cristina deviata in corso Vittorio Emanuele II, corso Galileo Ferraris, corso Siccardi, via della Consolata, corso Regina Margherita, corso XI Febbraio, percorso normale.
    Direzione piazzale Caio Mario: da corso XI Febbraio deviata in corso Regina Margherita, via Milano, via San Francesco d’Assisi, via Bertola, via San Tommaso, via dell’Arsenale, corso Vittorio Emanuele II, via Madama Cristina, percorso normale.
  • Linea 19. Dalle ore 14.45 alle ore 18.00.
    Solo in direzione corso Cadore: da corso Bolzano angolo piazza XVIII Dicembre prosegue per corso San Martino, corso Beccaria, corso Principe Eugenio, corso Regina Margherita, corso XI Febbraio, percorso normale.
  • Linea 27 Festiva. Dalle ore 14.45 alle ore 18.00.
    Solo in direzione via Anglesio: dal capolinea di via XX Settembre deviata in via Bertola, via Pietro Micca, via Cernaia, corso Siccardi, via della Consolata, corso Regina Margherita, corso XI Febbraio, via Bologna, corso Palermo, percorso normale.
  • Linea 30. Dalle ore 14.45 alle ore 17.30.
    Direzione corso San Maurizio: da corso Regina Margherita deviata in corso Farini dove effettua limitazione di percorso e capolinea provvisorio alla fermata n.3594 – “Farini Cap.” (in comune con la linea 66).
    Direzione via Gozzano (Chieri): dal capolinea provvisorio di corso Farini prosegue per corso Belgio, largo Berardi, corso Regina Margherita, percorso normale.
  • Linea 33 Festiva. Dalle ore 14.45 alle ore 16.30.
    Direzione piazzale Adua: da corso Vittorio Emanuele II angolo via Nizza segue il percorso dei giorni feriali con capolinea provvisorio in corso Vittorio Emanuele II angolo via Rattazzi.
    Direzione via Papa Giovanni XXIII (Collegno): dal capolinea provvisorio prosegue per corso Vittorio Emanuele II, percorso attuale.
  • Linea 55. Deviata in 2 diverse fasi.
    1ª fase: dalle ore 14.45 alle ore 17.30.
    Direzione corso Farini: da corso Matteotti deviata in corso Galileo Ferraris, corso Siccardi, via della Consolata, corso Regina Margherita, corso Farini (capolinea).
    Direzione via Moncalieri (Grugliasco): da largo Berardi deviata in corso Regina Margherita, via Milano, via San Francesco d’Assisi, via Bertola, via San Tommaso, percorso normale.
    2ª fase: dalle ore 17.30 alle ore 19.00.
    Direzione corso Farini: da corso Matteotti deviata in via Arsenale, corso Vittorio Emanuele II, via Accademia Albertina, via Po, percorso normale.
    Direzione via Moncalieri (Grugliasco): da via Po angolo via Rossini deviata in via Accademia Albertina, corso Vittorio Emanuele II, corso Re Umberto, corso Matteotti, percorso normale.
  • Linea 56. Deviata in 2 diverse fasi.
    1ª fase: dalle ore 14.45 alle ore 17.30.
    Direzione largo Tabacchi: da via Cernaia angolo corso Galileo Ferraris deviata in corso Siccardi, via della Consolata, corso Regina Margherita, ponte Regina Margherita, corso Gabetti, corso Quintino Sella, percorso normale.
    Direzione corso Tirreno (Grugliasco): da corso Quintino Sella deviata in corso Gabetti, ponte Regina Margherita, corso Regina Margherita, via Milano, via San Francesco d’Assisi, via Pietro Micca, percorso normale.
    2ª fase: dalle ore 17.30 alle ore 19.00.
    Direzione largo Tabacchi: da via Cernaia deviata in via Bertola, via San Tommaso, via Arsenale, corso Vittorio Emanuele II, via Accademia Albertina, via Po, percorso normale.
    Direzione corso Tirreno (Grugliasco): da via Po angolo via Rossini deviata in via Accademia Albertina, corso Vittorio Emanuele II, corso Re Umberto, piazza Solferino, via Cernaia, percorso normale.
  • Linea 61. Dalle ore 14.45 alle ore 17.00.
    Direzione corso Vittorio Emanuele II: da corso Casale angolo ponte Regina Margherita prosegue per corso Moncalieri, corso Fiume, inversione di marcia in piazza Crimea, quindi riprende corso Fiume, corso Moncalieri, percorso normale fino in corso Casale prima di corso Gabetti dove effettua capolinea provvisorio presso la fermata n. 1812 – “Gabetti”.
    Direzione via Mezzaluna: da corso Casale segue il percorso normale.
  • Linea 68. Dalle ore 14.45 alle ore 17.30.
    Direzione via Frejus: da via Rossini deviata in corso Regina Margherita, via Milano, via San Francesco d’Assisi, via Bertola, via San Tommaso, via Arsenale, corso Vittorio Emanuele II, percorso normale.
    Direzione via Cafasso: da corso Vittorio Emanuele II deviata in corso Galileo Ferraris, corso Siccardi, via della Consolata, corso Regina Margherita, via Rossini, percorso normale.
  • Linea 68+. Servizio sospeso dalle ore 14.45 alle ore 17.30.
  • Linea 70. Dalle ore 14.45 alle ore 17.30.
    Direzione corso San Maurizio: da corso Moncalieri deviata in piazza Gran Madre, via Lanfranchi, via Biamonti, via Villa della Regina dove effettua capolinea provvisorio presso la fermata n. 1418 – “Gran Madre”.
    Direzione piazza Failla (Moncalieri): dal capolinea provvisorio di via Villa della Regina prosegue per piazza Gran Madre, corso Moncalieri, percorso normale.
  • Linea 72. Dalle ore 14.45 alle ore 19.00.
    Direzione via Bertola: da via Cernaia angolo corso Galileo Ferraris deviata in corso Siccardi, inversione di marcia in piazza Arbarello, quindi riprende corso Siccardi dove effettua capolinea provvisorio presso la fermata n. 303 – “Siccardi” (in comune con la linea 5).
    Direzione corso Machiavelli (Venaria): dal capolinea provvisorio di corso Siccardi prosegue per via Cernaia, percorso normale.
  • Linea STAR 1. Dalle ore 14.45 alle ore 17.30.
    Direzione corso Farini: da via Maria Vittoria angolo piazza Carlo Emanuele II (detta “Carlina”) deviata in via Accademia Albertina.
    Direzione via Bixio: da via Accademia Albertina segue il percorso normale.
  • Linea STAR 2.
    1ª fase. Dalle ore 14.45 alle ore 17.00.
    Direzione corso Massimo d’Azeglio: da piazza Carlo Emanuele II (detta “Carlina”) deviata in via Accademia Albertina, corso Vittorio Emanuele II, corso Massimo d’Azeglio, percorso normale.
    Direzione corso Bolzano: da corso Massimo d’Azeglio deviata in corso Vittorio Emanuele II, corso Galileo Ferraris, corso Siccardi, piazza Arbarello, via della Consolata, via del Carmine, percorso normale.
    2ª fase. Dalle ore 17.00 alle ore 19.00.
    Solo in direzione corso Bolzano: da via Po deviata in via Accademia Albertina, via dei Mille, via Andrea Doria, via Gramsci, via XX Settembre, corso Matteotti, corso Galileo Ferraris, corso Siccardi, piazza Arbarello, via della Consolata, via del Carmine, percorso normale.
  • Venaria Express. Dalle ore 15.00 a fine servizio.
    Direzione Reggia di Venaria: da corso Regio Parco deviata in corso Regina Margherita, via Milano, via Pietro Micca, percorso normale.
    Direzione Torino: da via Cernaia angolo corso Galileo Ferraris deviata in corso Siccardi, via della Consolata, corso Regina Margherita, corso XI Febbraio, lungo Dora Savona (capolinea presso l’autostazione di via Fiochetto).

Serie A, Juve travolgente: 4-0 al Pisa

La serata di Serie A sorride alla Juventus, che torna finalmente alla vittoria in campionato battendo con un netto 4-0 il Pisa Sporting Club. La squadra guidata da Luciano Spalletti ritrova i tre punti dopo oltre un mese di digiuno.
L’inizio è vivace: gli ospiti sfiorano il vantaggio con Stefano Moreo, mentre i bianconeri vanno vicini al gol con Federico Gatti, Francisco Conceição e Jonathan David senza però trovare la rete.
Il match si sblocca al 54’: è Andrea Cambiaso a portare avanti la Juventus con un gol che cambia l’inerzia della gara. Poco dopo arriva il raddoppio firmato da Khephren Thuram, che mette in discesa la partita.
Nel finale i bianconeri dilagano: a un quarto d’ora dalla fine segna Kenan Yıldız per il 3-0, mentre nel recupero Jeremie Boga chiude definitivamente i conti fissando il risultato sul 4-0. Una vittoria larga e convincente che rilancia la Juventus in campionato.

Enzo Grassano

8 Marzo: la Regione invita i sindaci a intitolare spazi a donne illustri

In occasione della Giornata internazionale della donna dell’8 marzo e del 10 marzo 2026, data in cui ricorre l’ottantesimo anniversario del riconoscimento del diritto di voto alle donne in Italia, la Regione Piemonte promuove un’iniziativa rivolta a tutti i Comuni del territorio.

L’iniziativa parte da una lettera che sarà inviata ai sindaci, firmata dal presidente della Regione Alberto Cirio, dall’assessore alla Cultura, Pari Opportunità e Politiche giovanili Marina Chiarelli, dal presidente del Consiglio regionale Davide Nicco e dal vicepresidente e presidente del Comitato Resistenza e Costituzione Domenico Ravetti.

Nella lettera i rappresentanti delle istituzioni regionali invitano i Comuni piemontesi a dedicare, nel corso dell’anno, una via, una piazza, un giardino, un parco o un luogo pubblico a una figura femminile che abbia contribuito alla storia, alla cultura, alla scienza o alla vita civile del Piemonte e del Paese.

Il diritto di voto alle donne, riconosciuto nel 1946, rappresenta una delle conquiste più importanti della storia democratica italiana. Un passaggio fondamentale che ha ampliato la partecipazione alla vita pubblica e contribuito in modo decisivo alla costruzione dell’Italia repubblicana.

«L’80° anniversario del voto alle donne è una ricorrenza che appartiene alla storia della nostra democrazia – dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, l’assessore regionale alla Cultura, Pari Opportunità e Politiche giovanili Marina Chiarelli, il presidente del Consiglio regionale del Piemonte Davide Nicco e il vicepresidente e presidente del Comitato Resistenza e Costituzione Domenico Ravetti –. Celebrare questa data significa ricordare una conquista fondamentale di libertà, partecipazione e diritti civili. Con questa iniziativa vogliamo invitare i Comuni del Piemonte a compiere un gesto simbolico ma significativo: dedicare uno spazio pubblico a una donna che abbia contribuito alla crescita culturale, sociale, scientifica o civile del nostro Paese. Intitolare una via, una piazza o un giardino a una figura femminile significa rendere visibile nello spazio pubblico il ruolo che tante donne hanno avuto nella costruzione della nostra società».

L’invito della Regione ai Comuni è quello di valorizzare, laddove possibile, figure femminili legate al Piemonte, protagoniste nei diversi ambiti della vita culturale, scientifica, politica e sociale, affinché le città possano raccontare anche attraverso i loro luoghi il contributo delle donne alla crescita delle comunità.

L’iniziativa si inserisce nel percorso di valorizzazione delle pari opportunità e della memoria civile promosso dalla Regione Piemonte e vuole rappresentare un gesto concreto per rafforzare la presenza femminile nella toponomastica delle città e nella narrazione pubblica della storia del Paese.

Referendum, il voto cattolico sarà plurale

LO SCENARIO POLITICA di Giorgio Merlo

Ormai dovrebbe essere sufficientemente chiaro. Malgrado la scelta pubblica e sbandierata per il
NO al prossimo referendum costituzionale sulla giustizia, del tutto legittima e fisiologica, di settori
della Cei, di molte parrocchie, di vescovi e sacerdoti e di alcune realtà dell’associazionismo
cattolico di base, il voto dei cattolici sarà, com’è giusto che sia, plurale e variegato. Del resto,
l’unità politica dei cattolici è ormai un fatto politico del tutto archiviato nonchè storicizzato. Anche
se, va pur detto, l’unità politica dei cattolici durante la lunga stagione democristiana non è mai
stata un dogma ma sempre e solo un fatto legato a precise circostanze storiche. E cioè, dover
fronteggiare il più grande partito comunista dell’Occidente saldamente legato, al di là delle
chiacchiere, dell’ipocrisia e della propaganda, al sistema politico ed economico sovietico.
Ora, e per tornare all’oggi, malgrado la spinta politica dei vertici della Cei per votare NO al
prossimo referendum sulla giustizia – clamoroso, al riguardo, è la preannunciata partecipazione
del suo vice Presidente nazionale, mons. Francesco Savino, al convegno organizzato e promosso
dal settore più politicizzato della magistratura – il voto dei cattolici sarà caratterizzato da un sano
e corretto pluralismo. Certo, non possiamo negare – è sotto gli occhi di tutti, del resto – che la
scelta del NO tra i cattolici è dettato prevalentemente, se non quasi esclusivamente, dal giudizio
politico fortemente negativo sul Governo Meloni. È un giudizio, cioè, che prescinde quasi
radicalmente dal ‘merito’ dei quesiti referendari e si concentra, come recita la propaganda del NO,
sull’obiettivo di liquidare definitivamente ed irreversibilmente l’attuale Governo. Una scelta,
pertanto, schiettamente e apertamente politica. Una prassi, questa, che ormai è declinata tutti i
giorni – e del tutto legittimamente – dai vari capi della sinistra, dall’ANM, dal mondo
dell’associazionismo riconducibile alla sinistra e, appunto, anche dai cattolici di vertice o di base
che hanno scelto e fanno propaganda per il NO. Una scelta, quindi, squisitamente e seccamente
politica e di schieramento. A questa realtà che, comunque sia, è forte e diffusa nel nostro paese,
fanno da contraltare i cattolici che votano SI’. Anche qui si tratta di un mondo legato
all’associazionismo di base e a settori che affondano le loro radici nell’umanesimo cristiano e
popolare e nella cultura cattolico popolare e sociale. Con una differenza di fondo, però. Chi vota
SI’ parte dai contenuti concreti della riforma sottoposta a referendum confermativo e non ad una
pregiudiziale politica e di schieramento. Questa era, e resta, la differenza di fondo tra i cattolici
che votano NO e i cattolici che votano SI’. Gli uni fanno una riflessione esclusivamente politica.
Gli altri, al contrario, guardano ai contenuti della riforma. Di qui il pluralismo che caratterizza il
voto dei cattolici il prossimo 22/23 marzo.

Ruffino (Azione): “L’8 marzo parla persiano”

 “L’8 marzo non dovrebbe mai essere la festa della retorica declinata al femminile. Non può esserlo quest’anno in particolare, per le donne iraniane e per tutte le donne che vivono sotto regimi dispotici e sanguinari. Sono sicura che milioni di donne in Iran stanno vivendo l’orrore della guerra come una speranza di libertà dall’orrore quotidiano in cui da generazioni sono costrette a vivere per colpa di un potere teocratico il cui unico obiettivo è privare donne e uomini della loro dignità di persone libere. Un abbraccio a tutte loro e alle donne iraniane in Italia che vorranno portare nelle nostre piazze il loro anelito alla libertà”. Questa la dichiarazione dell’on. Daniela Ruffino (Azione):

“Komorebi (木漏れ日)”

C’è un invito a “cogliere l’attimo” e la semplice armonia della vita quotidiana, nella nuova mostra allestita alla “BI-BOx Art Space” di Biella

Fino al 16 maggio

Biella

Titolo in lingua giapponese. E la scelta non è casuale. Pochi termini, infatti, come il nipponico “Komorebi” riescono nel breve spazio di una parola a indicare la più profonda filosofia legata all’accettazione dell’armonia della vita quotidiana. Pur nella sua minimale semplicità e solo apparentemente inaccettabile ripetitività. Intraducibile letteralmente, il “Komorebi” nel dizionario del Sol Levante vuole descrivere “la luce solare che filtra attraverso le foglie e i rami degli alberi”, generando un suggestivo effetto di ombre e riflessi naturali. Una sorta di magica armonia del vivere quotidiano. Quella ripetitiva ma appagante armonia incarnata cinematograficamente (e l’esempio mi pare calzante, anche per il contesto geografico) dalla stupenda figura di Hirayama – semplice pulitore di bagni pubblici a Tokyo – filosofo del “qui e ora” e protagonista di quel “Perfect Days” di Wim Wenders, che è chiara esaltazione della “poetica del piccolo cinema”, di una felicità riposta nell’apprezzare ogni singolo giorno come fosse il massimo della perfezione.

Principi da cui credo nasca anche l’idea della mostra “Komorebi” allestita nello spazio della Galleria “BI-BOx” di via Italia, a Biella, a cura dello storico dell’arte Davide Rui. Mostra che è vetrina di una “natura” capace di abbracciare e rasserenare l’osservatore, di una “natura che è “organismo vivo e sensibile”, in grado, attraverso le sue immaginifiche forme plastiche, di accompagnare corpo e anima in un atto purificante di “ascolto interiore”. Il tutto verificabile fino al prossimo sabato 16 maggio, nella Galleria biellese di via Italia che vede, per la prima volta riunite in una ben studiata mostra collettiva, le artiste Martina Cioffi, Maria Elisabetta Novello e Michela Pomaro, con plastiche installazioni capaci di trasformare  gli ex “Magazzini del caffè”, dove ora si trova la Galleria, in un moderno giardino d’inverno”, stravolgendo un luogo anticamente adibito allo stoccaggio in una serra in cui fiori, piante e alberi potrebbero crescere incessantemente, mettendo in dialogo l’identità industriale e naturale di Biella e del suo territorio. Sono opere, quelle portate in mostra dal “tris d’assi” Cioffi – Novello – Pomaro, accomunate, pur nelle loro comprensibili diversità, dal fatto d’essere intelligentemente attente alla più libera scrittura della “contemporaneità”, mai disgiunta dalla “classicità” di un lavoro manuale di certosina precisione e di estemporanea, espressiva visionarietà.

Ecco allora la serie dei fantasiosi “Sopralluoghi” della vicentina Maria Elisabetta Novello, momenti in cui l’artista “viaggia”, gambe e mente e cuore, per spazi urbani e naturali, documentando fotograficamente il percorso e raccogliendo materiale che sarà poi, in un secondo momento, adattato nelle sue “Carte della Terra”, nate proprio dalla raccolta di vegetazione ormai secca impressa, successivamente, su matrici in piombo. Per il processo di stampa la Novello si affida alla tecnica della “fisiotipia” o “stampa naturale” di riproduzione prevalentemente botanica (dove lo stesso oggetto diventa matrice di stampa), tecnica molto in voga nel secondo Ottocento per la realizzazione di illustrazioni scientifiche, spesso utilizzate in enciclopedie ed erbari. Sempre dal “dato naturale” prende avvio anche la riflessione artistica della comasca Martina Cioffi. Riflessione meno “terrena”, rispetto alle visioni della Novello, e perfino a tratti ansiogena, in quelle sue creazioni da “wunderkammer mutante” composte da frammenti vegetali in cui s’innestano alieni, fantascientifici elementi in ceramica e metallo, visti come l’unica ulteriore possibilità di crescita per queste “carcasse vegetali”.

 

Per quell’“Hedera Felix” (2023), ad esempio – realizzata in ceramica, stagno e ferro – che  si arrampica sull’“Osservatorio Naturale” (2025-2026) della lombarda Michela Pomaro, opera esposta, per la prima volta in occasione della mostra, composta da una serie di astratte “strutture in ferro” e che “nasce dall’interesse dell’artista verso la decostruzione dell’immagine di casa come rifugio”, indicando “la necessità, umana e politica, di riconquistare verticalmente lo spazio in cui abitare”. Sottolinea Davide Rui, curatore della mostra: “Tutte le opere presentate in ‘Komorebi’ invitano lo sguardo del visitatore ad una continua riflessione sull’ordine delle cose, permettendo, nello stesso momento, di sostare placidamente nel nostro presente. È solo prestando la giusta attenzione che potremmo, finalmente, scorgere l’instancabile e quasi impercettibile mutare della materia. Una trasformazione costante e, insieme, fragilissima come i raggi del sole che in primavera timidamente discendono dalle chiome degli alberi”.

Gianni Milani

“Komorebi”: “BI-BOx Art Space”, via Italia 38, Biella; tel. 349/7252121 o www.bi-boxartspace.com;Fino a sabato 16 maggio; Orari, giov. e ven. 15/19,30 – sab. 10/12,30 e 15/19,30

Nelle foto: Allestimento part. (Ph. Anna Pendoli); Michela Pomaro “Osservatorio Naturale”; Martina Cioffi “Senza titolo”; Maria Elisabetta Novello “Carte della terra 4”

Circonvallazione San Benigno Canavese, chiesto sostegno Regione

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La Città metropolitana di Torino, d’intesa con i Comuni interessati all’opera, ha chiesto ufficialmente alla Regione Piemonte di finanziare la progettazione della circonvallazione che a San Benigno Canavese collegherà le Strade Provinciali 40 e 87 al di fuori del centro abitato, liberando il paese dal flusso di veicoli che attraversano il centro storico, creando situazioni di intasamento, generando inquinamento e incidendo sulla sicurezza dei pedoni e dei ciclisti.

Solo il 22% del traffico che interessa il centro abitato di San Benigno ha un’origine locale, mentre il 78% dei veicoli semplicemente transitano a San Benigno. L’insostenibilità dell’attuale assetto viario è stata ribadita nel corso di un incontro che il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo, il dirigente e i tecnici del Dipartimento Viabilità e Trasporti della Città metropolitana di Torino hanno avuto con il Sindaco di San BenignoAlberto Graffino, i colleghi amministratori dei Comuni confinanti e il deputato alla Camera, onorevole Alessandro Giglio Vigna. Le Giunte e i Consigli comunali interessati dalle ricadute positive della circonvallazione di San Benigno hanno già adottato deliberazioni e ordini del giorno, che la Città metropolitana di Torino ha allegato alla sua richiesta di finanziamento della progettazione, che ne sottolineano l’indispensabilità.

Il tema della circonvallazione di San Benigno interessa un’ampia area e a nord di Torino e riguarda anche l’integrazione tra il trasporto ferroviario e la mobilità privata, penalizzata dagli intasamenti che interessano San Benigno. La viabilità di cui si intende avviare la progettazione è peraltro già contemplata nel Piano Territoriale Generale Metropolitano e sin dal 2018 fa parte di un elenco di opere viarie prioritarie trasmesso dalla Città metropolitana alla Regione Piemonte.

È dunque partita una richiesta ufficiale all’Assessorato regionale ai trasporti, alle infrastrutture e alle opere pubbliche, finalizzata al finanziamento della redazione del Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali. A giudizio degli amministratori locali, la realizzazione potrebbe essere suddivisa in due lottiuno a nord e l’altro a sud del Malone, garantendo già con il primo lotto importanti risultati in termini di messa in sicurezza del territorio e della viabilità interna. Il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo sottolinea che “l’erogazione del finanziamento sarebbe un segnale importante per il territorio e, ne siamo sicuri, avvierebbe un percorso che proseguirebbe con la quantificazione dell’investimento, la ricerca delle risorse a livello nazionale e la realizzazione dell’opera”. Alla Regione si chiederà anche di valutare come soluzione alternativa lo spostamento a nord (cioè in direzione di Aosta) della barriera di esazione di Settimo Torinese sull’autostrada Torino-Aosta, per agevolare e incentivare l’utilizzo dell’arteria da parte dei pendolari del basso Canavese diretti a Torino.

Il Romanico in Piemonte

A cura di Piemonteitalia.eu

Il Piemonte vanta un ricco patrimonio artistico e culturale, riconosciuto tale anche dall’UNESCO, molto apprezzato nel panorama artistico internazionale. Oltre alle memorie barocche tipiche delle residenze sabaude, nella regione vi sono numerose testimonianze del “romanico”, l’arte di età medievale – X secolo. È possibile infatti percorrere un itinerario in grado di proiettare il visitatore nel medioevo dei pellegrini e della Via Francigena, dei percorsi devozionali e della complessa simbologia del mondo romanico, attraverso abbazie, monasteri e “luoghi di strada” che hanno ospitato schiere di viaggiatori lungo le strade medievali.

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