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“Io ricordo”, spettacolo teatrale sulla vita della senatrice Liliana Segre

 

In occasione del Giorno della Memoria presso l’Auditorium Vivaldi della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino

Avere memoria significa ricordare perché non accada più, questo è il senso delle iniziative nel Giorno della Memoria della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, quando verrà ospitato lo spettacolo “Io ricordo”, ispirato alla vita di Liliana Segre, con la compagnia teatrale Alma Rosé di e con Elena Lolli, venerdì 30 gennaio alle 11.30, presso l’Auditorium Vivaldi di piazza Carlo Alberto 5, a Torino.

La rappresentazione teatrale è una fedele narrazione della senatrice Liliana Segre, una delle poche ragazzine sopravvissute allo sterminio nel lager di Auschwitz, una narrazione ricostruita da materiale d’archivio e dalle sue pubblicazioni. Liliana Segre ha vissuto tante vite in una sola. Bambina espulsa dalla scuola, clandestina, deportata, e poi madre, moglie, testimone, attivista e senatrice. Solo la forza di guardare la bambina che è stata, di inabissarsi nel suo passato, le ha permesso di aprirsi una nuova stagione della vita, una vita da nonna, ma ancora con la forza di battersi, conoscere, opporsi, studiare e di lasciare una traccia nella coscienza civile.

“In occasione del Giorno della Memoria, la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino esporrà eccezionalmente alcuni materiali significativi del proprio patrimonio legati alla Shoa, e ospiterà lo spettacolo ‘Io ricordo’, ispirato alla vita di Liliana Segre e realizzato dalla compagnia teatrale Alma Rosé. L’evento performative sarà dedicato in particolare alle scuole secondarie di primo e secondo grado sul territorio. In un tempo complesso e conflittuale, segnato anche dal risorgere di nuovi fenomeni di antisemitismo, appare urgente rafforzare nelle giovani generazioni gli strumenti critici di conoscenza delle fonti e disseminate la memoria di una delle pagine e più utenti della storia europea, perchè gli errori del passato non debbano ripetersi”.

Prima dello spettacolo, porteranno i saluti la Direttrice Marzia Dina Pontone, il Presidemte della Comunità Ebraica di Torino Dario Disegni e la Vicepresidente del Memoriale della Shoah di Milano Milena Santerini. Sul palco, a interpretare le mille vite di Liliana Segre, una sola attrice, Elena Lolli, con una lunga carriera costellata di successi fin dal 1997. L’attrice, che insieme a Manuel Ferreira ha ideato lo spettacolo, nelle note di scena spiega: “Ho voluto immaginare che la donna di oggi parli alla bambina che è stata. Quella bambina di otto anni che per tanto tempo non ha avuto il coraggio di guardare, la cui vita è stata stravolta dal momento in cui è stata espulsa da scuola. Ho voluto immaginare che la bambina arrivasse di notte: è lei a voler incontrare quell’anziana signora che, nel frattempo, si è costruita una vita normale. Le ferite non si possono nascondere o negare, prima o poi affiorano, e il mondo in cui ho immaginato che Liliana Segre si muovesse, non seguendo la linearità del tempo, vagando tra un ricordo e l’altro, guardando indietro e avanti per cercare di restituire la vitalità appassionata di una donna che come una matrioska si reinventa ogni volta non per sopravvivere ma per vivere”.

Il palco è volutamente spoglio. Allineate ai margini, due file di neon, a mezza altezza, e il suono di un treno lontano mescolato alle note di una vecchia canzone degli anni Cinquanta. Il regista Claudio Orlandini, nelle note, ha voluto in qualche modo richiamare il binario 21 alla Stazione Centrale di Milano, da cui partivano i treni diretti ai lager, e l’inizio di un periodo, quella della ricostruzione, che solo i sopravvissuti hanno potuto vivere.

“Passato e presente si mescolano per tutta la durata di un dialogo tra l’anziana donna di oggi e la bambina che è stata. L’attrice, nella parte della Ssgre, attraversa i momenti salienti della sua vita, quelli lontani e quelli più recenti, votati all’impegno politico. Di volta in volta, la scena diventa una scuola, un vagone piombato, Palazzo Madama, ogni volta ci riporta un momento della sua vita in un flusso di momenti che ci radicano nel nostro presente. È questo il senso di un teatro che non vuole relegare la memoria a quell’unica data del 27 gennaio, dentro al perimetro di Auschwitz, ma che vuole, attraverso la storia di Liliana Segre, raccontare quanto la memoria possa diventare azione concreta che riguarda tutti e tutto ciò che ci circonda”.

“Io ricordo” – produzione compagnia teatrale Alma Rosé – progetto di Manuel Ferreira e Elena Lolli, con Elena Lolli e per la regia di Claudio Orlandini.

www.almarose.it

Gian Giacomo Della Porta

Nascondeva hashish e cocaina nell’autolavaggio

BORGO VITTORIA

La Polizia di Stato ha arrestato un cittadino di origini albanesi per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

A seguito di attività info-investigative, gli agenti della Squadra Mobile hanno ispezionato un autolavaggio sito nel quartiere Borgo Vittoria. Durante le fasi di controllo, il titolare dell’esercizio commerciale, un uomo di 31 anni, è apparso agitato.

Nella disponibilità del giovane, gli agenti hanno rinvenuto due chiavi di due diverse autovetture. Nel bracciolo porta oggetti di una di queste, c’erano 115 grammi di cocaina e circa 20 grammi di hashish. Negli uffici dell’attività, è stato recuperato anche materiale per il confezionamento delle dosi e ulteriori 10 grammi di cocaina occultati sopra un mobile di metallo.

La Procura della Repubblica di Torino ha richiesto e ottenuto la convalida dell’arresto.

Quando l’algoritmo incontra il cuore: la cardiologia del futuro alle Giornate Torinesi

Le 37ª edizione delle Giornate Cardiologiche Torinesi, in programma giovedì 29 e venerdì 30 gennaio 2026 a partire dalle ore 9 presso lo Starhotels Majestic (corso Vittorio Emanuele II 54) e l’Hotel Concord (via Lagrange 47), si conferma come un appuntamento di riferimento per il dibattito sulle nuove frontiere della cardiologia. L’evento riunirà esperti, ricercatori e clinici in un contesto in cui innovazione tecnologica, collaborazione interdisciplinare e centralità del paziente si intrecciano sempre più strettamente. I lavori saranno presieduti dai professori Gaetano Maria De Ferrari, Mauro Rinaldi e Fabio Verzini dell’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino.

Intelligenza artificiale e medicina: una visione umanistica della cura

Il convegno si aprirà con una tavola rotonda inedita che metterà a confronto cardiologi, informatici e ingegneri dell’Università di Torino e del Politecnico di Torino. Al centro del dialogo, il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale e dei modelli computazionali nella comprensione delle malattie cardiovascolari e nel supporto alle decisioni cliniche.

L’introduzione sarà affidata a don Luca Peyron, tra i massimi esperti di intelligenza artificiale e promotore della sede torinese dell’Autorità italiana per l’IA, che proporrà una riflessione sul rapporto tra tecnologia e persona. In un’epoca in cui gli algoritmi entrano sempre più nel rapporto medico-paziente e nella vita quotidiana, il suo contributo sottolineerà la necessità di mantenere l’innovazione ancorata a una visione etica e umanistica della cura.

Alla tavola rotonda parteciperanno anche i professori Gaetano Maria De Ferrari, Umberto Morbiducci, Marco Grangetto e Piero Fariselli, protagonisti della ricerca torinese in ambito cardiologico, informatico e bioingegneristico, che illustreranno come analisi dei dati, intelligenza artificiale e ingegneria dei sistemi complessi stiano già migliorando diagnosi, stratificazione del rischio e personalizzazione delle terapie.

Miocarditi e casi clinici: quando la complessità cambia la pratica

Accanto allo sguardo rivolto al futuro, le Giornate daranno ampio spazio alla cardiologia clinica e alle sue sfide più attuali, a partire dal tema delle miocarditi, un ambito in cui tempestività decisionale, integrazione di competenze e tecnologie avanzate possono essere determinanti.

Emblematico il recente caso di un uomo di 34 anni, in trattamento con anticorpi monoclonali per una patologia autoimmune, giunto in shock cardiogeno per una miocardite fulminante da un ospedale della rete afferente alle Molinette. Grazie a un intervento rapido e coordinato di cardiologi, cardiochirurghi e cardioanestesisti, il paziente è stato sottoposto a un percorso altamente complesso che ha previsto l’utilizzo di dispositivi di supporto circolatorio avanzati, come Impella ed ECMO. L’integrazione di queste tecnologie con una terapia personalizzata ha consentito la sopravvivenza e il completo recupero della funzione cardiaca.

Proprio sulle miocarditi si concentrerà una parte rilevante del convegno, con l’obiettivo di rafforzare la consapevolezza dell’importanza di reti cardiologiche efficienti, capaci di indirizzare i casi più gravi verso le strutture più idonee.

Le Giornate Cardiologiche Torinesi si propongono così come uno spazio di confronto tra scienza, tecnologia ed etica, in cui l’innovazione e l’esperienza clinica diventano strumenti complementari per costruire la medicina cardiovascolare del futuro.

“Sentieri spettacolari”… dopo lo sci, a San Sicario tutti a teatro

 

Tra teatro, musica e cinema, una nuova “stagione invernale” al Teatro “San Sipario” della nota località sciistica del Comune di Cesana Torinese

Dal 31 gennaio al 15 febbraio

San Sicario Alto – Cesana (Torino)

Sarà pur anche “piccola” in fatto di numero di proposte, ma è sicuramente di grande interesse e quanto mai opportuna e gradita. Parliamo di “Sentieri spettacolari”, la “nuova, piccola stagione teatrale invernale” (come da nota stampa) organizzata dalla Compagnia torinese “Onda Larsen” – dopo il precedente esperimento estivo – al Cinema – Teatro “San Sipario” di San Sicario Alto C1 3/b, frazione di Cesana Torinese, Alta Valsusa.

L’idea nasce dall’intenzione di offrire una valida proposta culturale agli sciatori e ai tanti “San Sicario lovers”, nonché di animare il periodo a cavallo del Carnevale, dal prossimo sabato 31 gennaio a domenica 15 febbraio. In cosa consiste? In quattro serate, fra musica teatro e parole, presentate in collaborazione con “Non Solo Neve”, partner del Progetto.

Spiega Riccardo De Leo, vicepresidente di “Onda Larsen”:  “San sicario è una realtà attenta alla cultura che non offre solo divertimento sulla neve: vuole valorizzare il suo cinema trasformandolo anche in teatroIl nostro obiettivo, è dunque quello di offrire, in collaborazione con l’Associazione ‘Non Solo Neve’, una mini rassegna che punti al divertimento e che coinvolga anche le famiglie. I nostri ‘Sentieri spettacolari’ guardano proprio alla meraviglia e allo stupore, elementi chiave non solo del teatro ma di tutto il mondo dello spettacolo.

Il “cartellone” aprirà con “Delitto imperfetto” (sabato 31 gennaioore 21), il testo scritto da Claudio Insegno e messo in scena dalla stessa “Onda Larsen” per la regia di Andrea Borini. Sul palco Riccardo De LeoGianluca Guastella e Lia Tomatis per un delitto quasi perfetto: non è facile, infatti, improvvisarsi “killer” e il risultato può essere piuttosto imperfetto, per non dire goffo o, addirittura, disastroso. Ma sicuramente esilarante. L’ambientazione – dicono i protagonisti – è il passaggio tra i superficiali anni ’80, in cui lavoro, amore e omicidi avevano lo stesso valore nell’inseguimento di un obiettivo, e gli anni ’90, in cui tutto sembrava dover cambiare. Alla fine si morirà… dalle risate!.

 

Spazio al cinema per il secondo appuntamento in programma, sabato 7 febbraio (ore 21), con “Un altro Ferragosto” (sequel di “Ferie d’agosto” del 1996), film diretto e scritto da Paolo Virzì (insieme a Francesco Bruni e a Carlo Virzì), protagonisti Silvio Orlando, Sabrina Ferilli, Christian De Sica, Laura Morante, Andrea Carpenzano, Vinicio Marchioni, Anna Ferraioli Ravel e Emanuela Fanelli. Ventotto anni dopo la loro estate insieme, i Molino e i Mazzalupi tornano a Ventotene per motivi diversi. Sandro è ormai morente e il figlio ventiseienne Altiero, imprenditore digitale sposato con un fotomodello, decide di invitare gli amici del padre a trascorrere un’ultima estate tutti insieme. Ma negli stessi giorni la cittadina ospita anche le nozze di Sabry Mazzalupi, diventata celebrità del web, che portano a Ventotene non solo la famiglia della donna, ma anche giornalisti, curiosi e arrampicatori sociali. E qui ci fermiamo.

 

“Opera Pop. Elisir d’amore” è il terzo particolare appuntamento inserito, non a caso, nel giorno di “San Valentino”, sabato 14 febbraiosempre alle 21. Lo spettacolo é firmato da Luigi Orfeo e intende omaggiare e far conoscere, attraverso la fertile teatralità della Compagnia “Casa Fools”, la singolarità musicale e creativa del grande Gaetano Donizetti. Si tratta di un riadattamento dell’opera del compositore bergamasco per narrare – in forma giocosa – le celebri vicende di Adina, Nemorino e tutti gli altri personaggi. “Utilizzando linguaggi scenici differenti nello stesso spettacolo, sulla scena si susseguono narrazione, giullarate, teatro di figura e marionette, con ritmo incalzante. Nelle orecchie brani che tutti, almeno una volta nella vita, hanno sentito”.

 

Infine, domenica 15 febbraioore 18,30,  Teatro per Famiglie con “Mago J Show”, adatto ai bambini dai 3 anni in avanti: lo spettacolo ha superato le 1500 repliche e gira l’Italia da 25 anni mescolando mimo, teatro di strada, circo, teatro fisico, animazione, magia, giocoleria e acrobatica. Un modo perfetto per avvicinare i piccolissimi alle sale teatrali.

 

Per info: “Onda Larsen”; tel. 351/4607575 o www.ondalarsen.org

 

G.m.

 

Nelle foto: Scene da “Delitto imperfetto”, “Opera Pop. Elisir d’amore” e “Mago J Show”

73 secondi al disastro, la tragedia del Challenger 40 anni fa

Ero incollato anch’io davanti alla tv quel pomeriggio del 28 gennaio del 1986 per assistere ad un evento pochi anni prima impensabile. Durò pochi secondi, tutto finì troppo presto. Era mattina negli Stati Uniti e molte persone in tutto il mondo erano davanti alla televisione. Un’insegnante americana di 37 anni Christa McAuliffe sta per salire sullo Space Shuttle Challenger per trasmettere la prima lezione di scienze dallo spazio agli studenti della scuola in cui insegna. Mai accaduto prima. Quel giorno di 40 anni fa qualcosa non funzionò come avrebbe dovuto e la corsa allo spazio si trasformò in una tragedia. Il Challenger esplose 73 secondi dopo il lancio. Un bagliore, poi più niente, si disintegrò in aria in seguito al guasto di una guarnizione nel razzo destro che provocò una fuoriuscita di fiamme e il cedimento del serbatoio esterno dello Shuttle, pieno di ossigeno e idrogeno. Tutti morti, 6 astronauti e la maestra. A quel tempo ero appassionato di missioni spaziali, non ne perdevo una, conservavo in una cartellina tutti gli articoli, e quel disastro me lo ricordo come se fosse accaduto oggi.
La capsula della navicella con l’equipaggio, rimasta intera, si schiantò sull’acqua 2 minuti e 45 secondi dopo la rottura. Un impatto terrificante. La cabina resistette al disastro e qualcuno era ancora vivo al momento dello schianto. Ma quando precipitò nell’Oceano Atlantico a una velocità superiore i 300 km/h non ci furono speranze di sopravvivenza. Fu una delle peggiori sciagure della storia dell’esplorazione spaziale e uno dei momenti più bui della storia della Nasa.
Lo Space Shuttle Challenger decollò per la sua decima missione dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral in Florida, a oltre 14.000 metri di quota. A bordo c’erano 7 astronauti: Dick Scobee, il comandante, e i colleghi Michael John Smith, Ronald McNair, Ellison Onizuka, Gregory Jarvis e Judith Resnik e c’era anche Christa McAuliffe, selezionata dalla Nasa tra centinaia di candidati e addestrata per un volo spaziale. Insegnava in una scuola del New Hampshire e avrebbe dovuto fare lezione dal cosmo ai suoi studenti. Fu una missione tormentata, non nacque bene e secondo molti esperti doveva essere rinviata. Il lancio infatti aveva già subito numerosi ritardi e doveva trasportare in orbita due sonde per studiare la cometa di Halley. Alcune parti dello Shuttle furono recuperate dal fondo dell’oceano 36 anni dopo il disastro. I voli nello spazio con equipaggio si fermarono per quasi tre anni. Molti frammenti della navetta, inclusi i resti umani di alcuni astronauti, furono recuperati solo alcuni decenni dopo. La tragedia del Challenger seguì il disastro della missione Apollo 1 il 27 gennaio 1967 e anticipò di 17 anni il terzo dramma spaziale, quello dello Shuttle Columbia il 1 febbraio 2003.        Filippo Re
nelle foto: 28 gennaio 1986, il decollo dello Shuttle Challenger dal Kennedy Space Center in Florida
Il Challenger si disintegra in volo a 73 secondi dal lancio.
L’equipaggio al completo. La prima donna a sinistra è l’insegnante Christa McAuliffe

Revisori dei conti: ok al bilancio della Regione

Il Collegio dei Revisori dei conti ha espresso parere positivo sulla manovra finanziaria della Regione Piemonte per il triennio 2026–2028. Il bilancio, nella sua versione aggiornata, è stato ritenuto congruo, coerente e attendibile, rispettoso degli equilibri economico-finanziari previsti dalla normativa e costruito sulla base di criteri di legalità e trasparenza.

Nel dettaglio, il Collegio, insediatosi il 1° gennaio scorso, ha analizzato i documenti di bilancio aggiornati e ha attestato che la manovra recepisce le osservazioni tecniche precedenti, integrando correttamente le risorse provenienti da Stato, Unione Europea e PNRR, e adeguando il quadro contabile agli aggiornamenti normativi.

“Il parere positivo del Collegio dei Revisori – ha dichiarato il presidente della Giunta regionale Alberto Cirio – conferma che la manovra 2026–2028 è stata costruita su basi solide, nel rispetto dei criteri di legalità, equilibrio e trasparenza, come sempre è stato fatto in questi anni, come peraltro emerge anche dal giudizio della Corte dei Conti, che ha sempre parificato i nostri bilanci da quando siamo al governo del Piemonte. L’autorevole parere tecnico del collegio certifica pertanto che il bilancio è corretto, trasparente e completo e persegue il virtuoso obiettivo di garantire servizi, investimenti e sviluppo al nostro territorio, nel pieno rispetto dell’equilibrio e della correttezza contabile”.

“Auspico che si possa chiudere qui il tempo delle polemiche strumentali – ha aggiunto l’assessore al Bilancio Andrea Tronzano – Oggi disponiamo di un bilancio che ha superato il vaglio tecnico più autorevole previsto dall’ordinamento. Ora si apre il confronto tra visioni, proposte e priorità. È su questo che si misura la responsabilità di chi siede in Consiglio regionale”.

cs

Polis Policy: “democrazia per la pace” ai tempi dell’IA

Ultime ore per iscriversi alla seconda sessione della nona edizione

Al via la nona edizione di Polis Policy, l’Accademia d’Alta Formazione promossa dall’Associazione Difendiamo il Futuro. Pasquale Ferrara, Direttore Generale per gli Affari Politici e Sicurezza del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, sarà il relatore principale della seconda sessione della non edizione di Polis Policy, in programma venerdì 30 gennaio alle 18.15. Il tema trattato è di strettissima attualità, ovvero “La democrazia per la pace”. Porteranno il loro contributo Marzia Sica, della Compagnia di San Paolo, e Daniele Ballarin, del Sermig, mentre per Another Vision, intitolata “Profezie per la pace. Genesi di una mostra”, interverrà la docente torinese Cristina Zeni. Il moderatore sarà Bruno Foresi. La prima sessione di Polis Policy è stata dedicata al tema “Fondamenti della democrazia”, mentre nella terza e ultima sessione, di venerdì 6 marzo, si parlerà di “Democrazia nel tempo dell’intelligenza artificiale”. L’Associazione Difendiamo il Futuro organizza dal 2002 seminari, dibattiti e incontri di approfondimento su quanto accade nella società italiana s piemontese, il progetto intorno al quale ruotano le iniziative di DF e Polis Policy, Accademia di Alta Formazione riguardano argomenti di natura sociale, culturale e politica. Negli scorsi anni, tra i temi centrali affrontati da DF ci sono stati la pandemia e le conseguenze per lo stato sociale, tra diritti, lavoro e integrazione; le sfide e le opportunità per un’Italia in transizione, in cui si è parlato di immigrazione, democrazia, demografia e sostenibilità. Tra il 2024 e il 2025, i tre incontri hanno provato a chiarire che cosa sia realmente la democrazia, se sia possibile una democrazia apartitica, e i rapporti tra democrazia e potere mediatico, grazie al contributo di relatori d’eccezione.

“Polis Policy – interviene Giuseppe Giulio Calabrese, Presidente dell’Associazione Difendiamo il Futuro – si pone l’obiettivo di approfondire e spiegare grandi temi dell’epoca in cui viviamo attraverso interventi di esperti. Quest’anno il comitato scientifico ha deciso di continuare il ragionamento sul tema della democrazia, che in epoca moderna mai è stata messa in discussione come in questo periodo, invece rimane presidio indispensabile per la nostra società. In particolar modo, in questa seconda sessione, il tema sarà dedicato al rapporto tra la democrazia e la pace, condizione che non può dirsi acquisita neanche in Europa. L’impostazione iniziale sarà sempre quella umana, nell’ottica di mantenere un ampio respiro e una visione generale.

Nona edizione di Polis Policy “Difendiamo la democrazia” – seconda sessione “La democrazia per la pace” 30 gennaio ore 18.15, Fondazione Opera Munifica Istruzione, via San Massimo 21, Torino.

Mara Martellotta

Alessio Hincu convocato al raduno della Nazionale giovanile di Ostia

Croce Verde Cumiana, arriva la certificazione di qualità

La Croce Verde Cumiana, associazione di volontariato aderente ad Anpas, ha ottenuto per la prima volta la certificazione Uni En Iso 9001:2015, al termine di un percorso strutturato di accompagnamento e supporto promosso da Anpas Piemonte. Il riconoscimento, rilasciato dall’ente di certificazione accreditato Cisq/Certiquality Srl, attesta la conformità dell’organizzazione agli standard internazionali per la qualità dei processi e dei servizi erogati.

La certificazione rappresenta una conferma formale della solidità del Sistema di Gestione per la Qualità adottato dalla Croce Verde Cumiana, che opera secondo criteri organizzativi rigorosi e procedure affidabili. L’audit ha evidenziato un modello gestionale in grado di garantire servizi di trasporto sanitario ed emergenza-urgenza caratterizzati da elevati livelli di professionalità, efficienza e sicurezza, nel rispetto dei requisiti normativi e delle aspettative della comunità di riferimento.

«È un riconoscimento che testimonia in modo concreto l’impegno quotidiano della Croce Verde Cumiana al servizio della cittadinanza – sottolinea il presidente Gianni Mancuso – Il percorso che ci ha portati alla certificazione è stato impegnativo e ha richiesto investimenti costanti sulla formazione dei volontari, sulla sicurezza di operatori e pazienti, sulla trasparenza gestionale e sul miglioramento continuo dei servizi. Questo risultato dimostra come anche il volontariato possa adottare sistemi organizzativi evoluti e orientati alla qualità, non come punto di arrivo ma come stimolo a crescere ulteriormente. Rivolgo un sincero ringraziamento a tutte le persone che hanno contribuito a raggiungere questo importante obiettivo».

Soddisfazione viene espressa anche da Anpas Piemonte, che ha affiancato l’associazione nel percorso di certificazione. «L’ottenimento della Uni En Iso 9001:2015 è il riconoscimento di un lavoro serio e metodico sui processi organizzativi – evidenzia Armando Gotta, responsabile del progetto Qualità – L’audit ha confermato la solidità delle procedure, la capacità di controllo e l’attenzione al miglioramento continuo, dimostrando che il volontariato può raggiungere standard qualitativi elevati e pienamente verificabili».

Il cammino intrapreso dalla Croce Verde Cumiana si è fondato su un’analisi puntuale dei processi, sul rafforzamento delle procedure operative e sul monitoraggio costante della qualità dei servizi, elementi centrali di un sistema di gestione orientato all’affidabilità e allo sviluppo organizzativo. La certificazione Iso 9001 definisce infatti i requisiti necessari a dimostrare la capacità di rispondere in modo efficace ai bisogni degli utenti, favorendo il governo dei processi e la crescita strutturata delle organizzazioni.

In questo quadro, il risultato raggiunto consente alla Pubblica Assistenza Anpas Croce Verde Cumiana di consolidare ulteriormente il proprio impegno in coerenza con i principi di Anpas, da tempo orientata alla diffusione di modelli organizzativi efficienti e standardizzati, contribuendo a rendere il volontariato sanitario sempre più qualificato, affidabile e riconosciuto.

La Croce Verde Cumiana, aderente ad Anpas, conta oggi 323 volontari e 11 dipendenti. Nell’ultimo anno ha effettuato oltre 7.000 servizi, percorrendo complessivamente 374.000 chilometri. Accanto alle attività di emergenza-urgenza e ai trasporti socioassistenziali, l’associazione assicura assistenza sanitaria durante manifestazioni culturali e sportive.

Anpas Comitato Regionale Piemonte Odv riunisce 81 associazioni di volontariato con 16 sezioni distaccate. Il sistema regionale può contare su 10.695 volontari, 5.388 soci e socie e 741 dipendenti. Ogni anno vengono svolti quasi 600 mila servizi, di cui oltre 200 mila in emergenza-urgenza 118, con più di 20 milioni di chilometri percorsi, confermando il ruolo centrale del volontariato Anpas nel sistema di soccorso e assistenza alla popolazione.

Fertili Terreni Teatro presenta “Alfredino” e “Patria-Il Paese di Caino e Abele”

 

Per Iperspazi, la stagione 2025-2026 di Fertili Terreni Teatro, giovedì 29 gennaio alle ore 21, a San Pietro in Vincoli andrà in scena la prima parte della Retrospettiva MAMIMO’, dal titolo “Alfredino”, mentre venerdì 30 e sabato 31 gennaio alle 21 andrà in scena “Patria- Il Paese di Caino e Abele”.

“Alfredino – L’Italia in fondo a un pozzo” rimanda al tragico episodio di Alfredo Rampi, detto Alfredino, tragedia di fronte alla quale l’Italia si fermò tra il 10 e il 13 giugno del 1981. Per la salvezza del bambino di sei anni caduto accidentalmente dentro un pozzo artesiano a Vermicino si combatté una vera e propria battaglia contro il tempo. Precipitato a 36 metri di profondità, trascorsero lunghe e interminabili ore nel disperato tentativo di salvarlo. Il tutto fino al tragico epilogo, seguito e raccontato in quella che si può considerare la prima diretta non stop a coprire un caso di cronaca, evento mediatico che avrebbe dovuto documentare una storia a lieto fine ma che, alla fine, si è trasformato in uno shock collettivo nazionale.

Nel racconto portato in scena troveranno spazio il primo giornalista accorso sul posto, il presidente Sandro Pertini, i robot Mazinga e Goldrake , di cui Alfredino era appassionato, il vigile impegnato a parlare con il bambino per cercare di rassicurarlo e infondergli speranza e poi Angelo Licheri, l’uomo scelto per il suo corpo minuto per calarsi in quel pozzo infernale, per quaranta minuti nel tentativo di imbracare Alfredino e salvarlo. Un’umanità variegata e composita che ruota intorno alla figura del bambino perduto, simbolo di un’Italia inghiottita dal buio, perduta per sempre, come il blocco di ghiaccio azotato in cui fu conservato il corpo di Alfredino prima di poterlo recuperare dalle tenebre.

“ Ho cercato di trattare questa vicenda – spiega il drammaturgo e interprete Fabio Banfo – con la massima sensibilità, partendo dalla mia identificazione di bambino, sono nato nel 1975 come Alfredino, e dall’idea che, se non fosse caduto in quel pozzo, Alfredino avrebbe fatto un cammino parallelo al mio, ascoltando la stessa musica e vivendo le stesse esperienze. Ho cercato di curare un poco il dolore con la poesia, di riportarlo in vita attraverso di me, con me. Era tutto quello che potevo fare per lui”.

Dietro l’enigmatico titolo di “Patria- Il paese di Caino e Abele” si nasconde un progetto immaginato e costruito intorno alla storia d’Italia, dal dopoguerra ai giorni nostri , riletta con gli occhi di due fratelli che ne hanno misteriosamente incrociato gli eventi più sanguinosi, le stragi, il golpe, il terrorismo, le lobbies, le mafie, i servizi segreti, tutte tessere di un mosaico ben più articolato, l’immagine dell’Italia dei nostri nonni, il paese che lasceremo ai nostri figli.

In scena prende forma un racconto dai toni tragicomici dove le memorie degli eroi e quelle dei malvagi si mescolano in un tutt’uno, come le storie di questi due fratelli, trasformando quelle che è una biografia familiare in una ben più articolata biografia di un’intera nazione. Patria è la storia Italiana degli anni di piombo vista attraverso gli occhi di un personaggio bianco, un idiota Dostoevskiano, da tutti considerato lo scemo del villaggio, chiamato Abele. Egli, da quando, bambino, ha battuto violentemente la testa forse per colpa del fratello, ogni giorno vive la ricerca spasmodica eel fratello Caino, senza sapere che è scomparso in un attentato ferroviario, la strage dell’Italicus.

“Forse il fratello, però, non è morto, sopravvissuto e misteriosamente non dà notizie di sé. Forse è addirittura un terrorista, un mafioso, forse è implicato talmente a fondo nelle efferate vicende raccontate da Per la stagione Iperspazi di Fertili Terreni Teatro in scena a San Pietro in Vincoli giovedì 29 gennaio alle 21 “Alfredino”, venerdì 30 e sabato 31 gennaio alle 21 “Patria- Il Paese di Caino e Abele”

Per Iperspazi, la stagione 2025-2026 di Fertili Terreni Teatro, giovedì 29 gennaio alle ore 21, a San Pietro in Vincoli andrà in scena la prima parte della Retrospettiva MAMIMO’, dal titolo “Alfredino”, mentre venerdì 30 e sabato 31 gennaio alle 21 andrà in scena “Patria- Il Paese di Caino e Abele”.

“Alfredino – L’Italia in fondo a un pozzo” rimanda al tragico episodio di Alfredo Rampi, detto Alfredino, tragedia di fronte alla quale l’Italia si fermò tra il 10 e il 13 giugno del 1981. Per la salvezza del bambino di sei anni caduto accidentalmente dentro un pozzo artesiano a Vermicino si combatté una vera e propria battaglia contro il tempo. Precipitato a 36 metri di profondità, trascorsero lunghe e interminabili ore nel disperato tentativo di salvarlo. Il tutto fino al tragico epilogo, seguito e raccontato in quella che si può considerare la prima diretta non stop a coprire un caso di cronaca, evento mediatico che avrebbe dovuto documentare una storia a lieto fine ma che, alla fine, si è trasformato in uno shock collettivo nazionale.

Nel racconto portato in scena troveranno spazio il primo giornalista accorso sul posto, il presidente Sandro Pertini, i robot Mazinga e Goldrake , di cui Alfredino era appassionato, il vigile impegnato a parlare con il bambino per cercare di rassicurarlo e infondergli speranza e poi Angelo Licheri, l’uomo scelto per il suo corpo minuto per calarsi in quel pozzo infernale, per quaranta minuti nel tentativo di imbracare Alfredino e salvarlo. Un’umanità variegata e composita che ruota intorno alla figura del bambino perduto, simbolo di un’Italia inghiottita dal buio, perduta per sempre, come il blocco di ghiaccio azotato in cui fu conservato il corpo di Alfredino prima di poterlo recuperare dalle tenebre.

“ Ho cercato di trattare questa vicenda – spiega il drammaturgo e interprete Fabio Banfo – con la massima sensibilità, partendo dalla mia identificazione di bambino, sono nato nel 1975 come Alfredino, e dall’idea che, se non fosse caduto in quel pozzo, Alfredino avrebbe fatto un cammino parallelo al mio, ascoltando la stessa musica e vivendo le stesse esperienze. Ho cercato di curare un poco il dolore con la poesia, di riportarlo in vita attraverso di me, con me. Era tutto quello che potevo fare per lui”.

Dietro l’enigmatico titolo di “Patria- Il paese di Caino e Abele” si nasconde un progetto immaginato e costruito intorno alla storia d’Italia, dal dopoguerra ai giorni nostri , riletta con gli occhi di due fratelli che ne hanno misteriosamente incrociato gli eventi più sanguinosi, le stragi, il golpe, il terrorismo, le lobbies, le mafie, i servizi segreti, tutte tessere di un mosaico ben più articolato, l’immagine dell’Italia dei nostri nonni, il paese che lasceremo ai nostri figli.

In scena prende forma un racconto dai toni tragicomici dove le memorie degli eroi e quelle dei malvagi si mescolano in un tutt’uno, come le storie di questi due fratelli, trasformando quelle che è una biografia familiare in una ben più articolata biografia di un’intera nazione. Patria è la storia Italiana degli anni di piombo vista attraverso gli occhi di un personaggio bianco, un idiota Dostoevskiano, da tutti considerato lo scemo del villaggio, chiamato Abele. Egli, da quando, bambino, ha battuto violentemente la testa forse per colpa del fratello, ogni giorno vive la ricerca spasmodica eel fratello Caino, senza sapere che è scomparso in un attentato ferroviario, la strage dell’Italicus.

“Forse il fratello, però, non è morto, sopravvissuto e misteriosamente non dà notizie di sé. Forse è addirittura un terrorista, un mafioso, forse è implicato talmente a fondo nelle efferate vicende raccontate da dover scomparire per forza – spiega il regista dello spettacolo Giacomo Ferrau – o forse è semplicemente morto come tanti in uno dei misteri rimasti senza risposta in quegli anni incredibili. La vita di questo piccolo microcosmo, di questo piccolo Paese che si chiama Patria e che rappresenta nelle sue dinamiche l’Italia intera, scorre inesorabilmente verso una fine lenta e pietosa, indifferente nei confronti dei suoi figli che vanno vengono, nascono sempre di meno e muoiono sempre di più”.

Per il biglietto intero il costo è di 13 euro se acquistato online, 15 euro in cassa la sera dell’evento.
Resta la possibilità del biglietto sospeso tramite donazione online o tramite satispay, e di entrare gratuitamente per alcuni under 35, grazie ai biglietti messi a disposizione attraverso la collaborazione con Torino Giovani.
I biglietti si possono acquistare online sul sito www.fertiliterreniteatro.com

Gli spettacoli sono adatti ad un pubblico di età superiore ai 14 anni

Mara Martellottadover scomparire per forza – spiega il regista dello spettacolo Giacomo Ferrau – o forse è semplicemente morto come tanti in uno dei misteri rimasti senza risposta in quegli anni incredibili. La vita di questo piccolo microcosmo, di questo piccolo Paese che si chiama Patria e che rappresenta nelle sue dinamiche l’Italia intera, scorre inesorabilmente verso una fine lenta e pietosa, indifferente nei confronti dei suoi figli che vanno vengono, nascono sempre di meno e muoiono sempre di più”.

Per il biglietto intero il costo è di 13 euro se acquistato online, 15 euro in cassa la sera dell’evento.
Resta la possibilità del biglietto sospeso tramite donazione online o tramite satispay, e di entrare gratuitamente per alcuni under 35, grazie ai biglietti messi a disposizione attraverso la collaborazione con Torino Giovani.
I biglietti si possono acquistare online sul sito www.fertiliterreniteatro.com

Gli spettacoli sono adatti ad un pubblico di età superiore ai 14 anni

Mara Martellotta