Una delegazione delle Forze Armate della Repubblica Popolare Cinese è stata ricevuta oggi al Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito. Accolti a Palazzo Arsenale dai vertici dell’Istituto, gli undici ufficiali cinesi hanno assistito ad un briefing sui compiti attuali e le prospettive future di uno degli enti di formazione più antichi d’Europa. L’iter di istruzione degli ufficiali presso la Scuola di Applicazione, basato su una efficace sinergia fra Esercito, Università degli Studi e Politecnico di Torino, ha suscitato grande interesse nei visitatori stranieri favorevoli a consolidare progetti di reciproca collaborazione sul campo addestrativo. Dopo la visita agli storici locali del settecentesco Palazzo Arsenale la giornata si è conclusa con un cordiale incontro fra i militari cinesi e una rappresentanza di tutte le categorie del personale in servizio al Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito. Nel lasciare Torino il vertice della delegazione, Colonnello Superiore Shi Jingzhong, ha espresso il proprio apprezzamento per i proficui risultati conseguiti dalla Scuola di Applicazione nell’assolvimento dei compiti istituzionali ed ha auspicato il rafforzamento della cooperazione fra Italia e Cina in una comune ottica di consolidamento della sicurezza internazionale.
Le ferite sono state inferte sì dal cane, ma dopo la morte del giovane addestratore 26enne. Non è stato quindi il cane Sid ad uccidere Davide Lobue, l’addestratore cinofilo trovato morto sabato scorso in un giardino di Monteu da Po. I riscontri dell’autopsia eseguita dal medico legale Roberto Testi hanno attribuito il decesso del giovane a un malore fulminante. L’animale, un bull Terrier, era stato affidato da un amico al ragazzo. Le lesioni provocate dal cane sono avvenute dopo la morte dell’addestratore.
(foto archivio)
E’ ormai evidente la necessità di mettere a disposizione del Paese servizi di protezione civile anche per gli animali e le loro famiglie e non è più rinviabile una decisione in merito. Lo ribadiscono le associazioni animaliste (Animalisti Italiani, Enpa, Lav, LNDC, Leidaa e Oipa) che da tempo si battono per questo obiettivo e che oggi hanno promosso, nella sala Nilde Iotti della Camera dei deputati, una tavola rotonda intitolata “Gli interventi delle associazioni animaliste nelle calamità”.
Il salvataggio, il recupero, la messa in sicurezza, la gestione degli animali da compagnia in occasione di calamità naturali, dai terremoti alle alluvioni, alle nevicate che isolano intere comunità, sono esigenze sempre più sentite tanto dalle famiglie quanto dalle amministrazioni locali Il tempo della gestione spontaneistica ed episodica delle emergenze deve finire. Perciò le associazioni chiedono che: durante l’esame dello schema di decreto legislativo sulla protezione civile da parte della Conferenza Stato–Regioni, nella seduta del prossimo 6 dicembre, e nelle sedi parlamentari preposte, sia introdotta una previsione che contempli esplicitamente, tra gli obiettivi della protezione civile il soccorso, l’assistenza e la tutela degli animali. Tale iniziativa sarebbe in linea con l’impegno – assunto dal governo accogliendo, il 7 marzo scorso, nell’aula della Camera dei deputati, l’ordine del giorno n.9/2607-B/4 Duranti-Palese – “a dotare la Protezione Civile di una sezione dedicata all’intervento sugli animali”. Sarebbe inoltre opportuno istituire, in seno alla Protezione civile, un coordinamento che provveda alla formazione dei volontari e che coinvolga non solo l’associazionismo animalista, ma anche i medici veterinari che potrebbero rappresentare una grande risorsa in supporto al servizio veterinario pubblico.
Sono maturi i tempi, affermano le associazioni, per una Protezione civile animale, per un volontariato specializzato il cui ruolo sia riconosciuto e il cui lavoro sia in sinergia con le istituzioni che operano sul territorio. Il dibattito, del resto, si apre in un momento cruciale per il ruolo del no profit nella prospettiva di riforma della protezione civile. E non solo, dopo che, nel provvedimento sul Terzo settore, la parola “animali” non è stata espressamente citata. Un errore che è fuori dal tempo.
Il cammino non sarà breve, ma da oggi il Parlamento non avrà alibi per dire “non sapevamo”, “non avevamo capito”.
L’ avviso per morosità inviato al marito scomparso da poco di una anziana residente di Prata (Pordenone) è autentico, anche se l’importo da saldare è di solo un centesimo. Il Gazzettino ha raccontato la storia della donna che si è vista recapitare una raccomandata con ricevuta di ritorno con cui il fornitore di energia – Audax Energia di Vinovo – ha messo in mora il servizio di cui lei usufruisce. L’agenzia ANSA ha contattato la società, che ha confermato l’autenticità della bolletta e si è scusata per gli inconvenienti creati: valuterà il da farsi. Il fratello del defunto ha dichiarato che certe cose non dovrebbero capitare, soprattutto per rispetto ad una anziana vedova.
l Centro Congressi Lingotto 22-25 novembre Chiellini: “da piccolo volevo giocare a basket”
“Da bambino volevo giocare a basket, per stare insieme al mio migliore amico: ma avevo 5 anni ed ero fuori età. E ho iniziato a giocare a calcio”. Così il difensore bianconero e della Nazionale Giorgio Chiellini spiega al sito Uefa.com il suo approccio al mondo del pallone. “Io e mio fratello gemello eravamo già abbastanza grandicelli così siamo andati insieme a giocare a calcio ed è iniziato questo grande amore. Poi sono diventato difensore, ma all’inizio giocavo a centrocampo e fino ai 20 anni ho giocato sulla fascia, prima di diventare stabilmente difensore centrale”.
A centinaia i tassisti torinesi si sono mossi in corteo da piazza Vittorio Veneto per raggiungere piazza Castello dove è stato organizzato un presidio. In testa e in coda al corteo decine di taxi. Lo slogan della manifestazione di protesta è ‘La licenza non si tocca’ è lo
slogan dei tassisti. Lo sciopero dura tutto il giorno, ed è stato indetto a livello nazionale dopo l’incontro ritenuto infruttuoso sulle problematiche della categoria tenutosi al ministero dei Trasporti.
(foto: il Torinese)
“Ma io non voglio andare fra i matti, — osservò Alice. — Oh non ne puoi fare a meno, — disse il Gatto — qui siamo tutti matti!”
(Dal libro “Alice nel Paese delle meraviglie”)
Pratiche ed eleganti, comode e sofisticate. Portabilissime dalla mattina alla sera, le borse di Sara Battaglino, designer di Un tè da matti, sono davvero un accessorio imprescindibile. La ricerca dei pellami, dei dettagli e dell’esclusività del prodotto hand made, rende le sue creazioni veri e propri pezzi unici. Brillante, multitasking e innovativa, Sara nasce ad Alba e si laurea in Architettura. Ma si sa, chi ha il sacro fuoco dell’arte non può lasciarlo bruciare.Dopo aver lavorato come interior designer per qualche anno, nel 2015 decide che è il momento di lasciare quel mestiere che le andava troppo stretto e, con un pizzico di follia, lanciarsi in un progetto tutto suo. Facendo tesoro dell’esperienza formativa maturata in ambito sociale, attraverso l’iniziativa di un laboratorio artigianale nel carcere Lorusso-Cutugno di Torino, intraprende l’avventura straordinaria e unica che la sta portando davvero lontano.
Perché il nome “Un tè da matti”?
“È una filosofia che riassume il mio modo di essere, vedere e pensare. In particolare mi riferisco al concetto di tempo: quello ‘del sempre passato e del sempre futuro’, lo stesso con cui il Cappellaio matto – nel settimo capitolo di ‘Alice in wonderland’ intitolato proprio ‘Un tè da matti’- dice di aver litigato. Ma anche il tempo a cui si può sfuggire eludendo scadenze, impegni e doveri”.
Qual è la caratteristica delle tue borse?
“Tutto nasce dalla volontà di dare vita a qualcosa di diverso rispetto all’attuale panorama commerciale. Non amo seguire le regole di pelletteria classica, mi piace la ricerca del particolare, giro i mercatini vintage del Piemonte per trovare piccoli ma preziosi dettagli, come le chiusure d’epoca realizzate in ottone o le stoffe e i pellami da proporre nelle mie collezioni”. La morbidezza dei pellami sfoderati che mantengono il taglio vivo, minuterie d’epoche passate e moschettoni d’altri tempi, sono il segno che ogni creazione è una vera e propria opera d’arte unica, esclusiva e mai banale. Qualcosa che profuma di passato, che riporta la donna contemporanea a quell’innocenza fiabesca di “Alice nel paese delle meraviglie”, ma che sa coniugare sapientemente il lato sportivo all’allure sexy e spregiudicata di ogni donna. Dalla Bianconiglio alla Dinah, passando per Duchessa, Ghiro e Tartaruga fino alla Regina di cuori e alla Alice, punta di diamante, sempre riproposta nelle collezioni. I nomi richiamano la fiaba, ma i personaggi sono soprattutto protagonisti, come loro, le borse di Un tè da matti, che regalano quel
tocco in più in un panorama di nicchia, ricercato, studiato e costruito davvero col cuore.
Quanto è difficile per una donna affermarsi nel mondo imprenditoriale?
“Moltissimo! Io ho avuto il sostegno di mio marito, ma la verità è che noi donne dobbiamo essere multitasking, spesso dobbiamo incastrare famiglia, figli, lavoro e fare i conti anche con le nostre aspirazioni, i nostri desideri, che ci completano e, se realizzati, ci ripagano della fatica e dei sacrifici. Bisogna sempre mettersi in gioco! Il mio sogno nel cassetto è quello di aprire uno spazio tutto mio dove lavorare e accogliere le clienti che vogliono vedere come nasce una borsa di Un tè da matti, un po’ come i vecchi negozi di sartoria dove, a differenza dei moderni laboratori industriali, il rapporto con chi produce e chi compra diventa essenziale per la resa stessa del prodotto”.
Quali saranno le tendenze della prossima primavera-estate?
“La collezione 2018 avrà come tema il circo di strada, con tutti i suoi grafismi, colori e ispirazioni, dai pois alle mille sfumature che ho ottenuto dando sfogo alla creatività. Ho dipinto a mano sui tessuti, sperimentando tecniche e tele esclusive, insolite, come quelle antiche, recuperate dai vecchi sacchi di farina, con una particolare accortezza alle minuterie che ho voluto proporre”.
***
Sara Battaglino produce le sue borse interamente a mano, con una cura e una dedizione tali da farti innamorare a prima vista del prodotto, che rispecchia pienamente la sua indole grintosa, frizzante e soprattutto femminile. Da una piccola rete di distribuzione piemontese il brand ha conquistato anche il mercato italiano ed estero, fino a spingersi nelle boutique e nei concept store di Korea, Stati Uniti (New York!), Svizzera, Germania e Spagna. È presente a Torino con “Open 10125”, uno spazio in via Principe Tommaso 27, dedicato a giovani talenti innovativi come Bruno Shoemaker, Giunone Couture e Independent Label. E, se le scarpe indicano il grado di sex appeal di una donna, le borse indicano la sua condizione sociale, le sue amicizie, il suo stile di vita: a questo punto non può davvero mancare una Alice in ogni armadio che si rispetti!
Daniela Roselli
Tutto su moda, costume, stili e tendenze, leggi qui: https://40andmoresite.wordpress.com/
I fratelli Troubetzkoy e la letteratura
Sabato 25 novembre, alle 17,30, la sala esposizioni “Panizza” di Ghiffa ospiterà un nuovo appuntamento letterario a cura dell’Associazione “Il Brunitoio”. Per la precisione si tratta di un doppio evento, con due conferenze incentrate sulla figura dello scultore e pittore Paolo Troubetzkoy e la sua famiglia. La prima conferenza, a cura di Elisabetta Giordani e Gianni Pizzigoni, affronterà il tema ” Paolo Troubetzkoy e i suoi fratelli”, proponendo una riflessione sulla vita e le attività di Luigi e Pierre. Soprattutto di quest’ultimo, eccellente ritrattista e scrittore, verranno analizzate la biografia e alcune opere. La seconda conferenza, con la straordinaria partecipazione di Michail Talalay, storico collaboratore scientifico dell’Accademia Russa delle Scienze e rappresentante dell’Istituto moscovita in Italia, verterà sul rapporto tra ” I fratelli Troubetzkoy e la letteratura”, mettendo in luce un aspetto inedito del rapporto dei Troubetskoy con la letteratura russa e il romanzo di Pierre “ The Passer – By” dedicato alla moglie Amélie Rives, poetessa e scrittrice americana. Il principe Paolo Troubetskoy nacque in Italia, a Verbania-Intra da padre
russo – il diplomatico Pierre – e madre statunitense, la pianista Ada Winans. Poliglotta, visse pienamente il periodo della Belle-èpoque, ritraendola nelle sue sculture. Troubetzkoy lavorò e risiedette in Russia (insegnò all’ Accademia Imperiale di Belle Arti di Mosca per nove anni, dal 1897 al 1906), Francia (a Parigi, dove studiò a fondo l’opera di Rodin, e dove nel 1900 vinse il Grand Prix), Inghilterra, Usa (prima a New York nel 1911 e poi, dal 1914, a Hollywood , oltre che in Italia, a Pallanza – sul lago Maggiore – dove tornò a vivere nel 1932 e morì sei anni dopo.
Cassa integrazione per 12 mesi e sospensione della procedura di licenziamento per tutti i lavoratori: è il risultato dell’incontro di oggi tra azienda e organizzazioni sindacali sulla vertenza Comital, svoltosi negli uffici dell’assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, alla presenza dell’assessora Gianna Pentenero e del sindaco di Volpiano Emanuele De Zuanne. Comital chiede 12 mesi di cassa integrazione straordinaria, a partire dal 22 novembre, con la finalità di trovare un acquirente; fino all’accettazione della domanda i licenziamenti vengono sospesi, successivamente all’accoglimento verranno definitivamente revocati. Commenta il sindaco di Volpiano Emanuele De Zuanne: «Ringrazio tutti coloro che hanno creduto nella possibilità di ottenere questo importante risultato e si sono impegnati strenuamente per raggiungerlo. Sono state fondamentali sia la determinazione dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali, sia la disponibilità delle parti a dialogare per trovare una soluzione positiva alla vertenza, insieme alla mediazione della Regione Piemonte; è stato molto positivo il cambio di posizione da parte dell’azienda. Esprimo la soddisfazione dell’amministrazione comunale di Volpiano per il risultato raggiunto. È un primo fondamentale risultato e bisogna continuare a lavorare per una soluzione definitiva».