redazione il torinese

Budinetti dal cuore morbido

Questi budinetti si prestano bene per un antipasto o per un contorno raffinato. Provateli !

budini

Ingredienti per 6 persone

500gr. di zucchini (meglio se con il fiore)
3 uova intere
4 cucchiai di crescenza
3 cucchiai di panna da cucina
1 cucchiaio di parmigiano grattuggiato
1 piccola cipolla
6 dadini di fontina o toma gustosa
burro per ungere gli stampini
1 ciuffetto di menta
olio, sale, pepe q.b.

***

In una padella soffriggere con poco olio la cipolla affettata. Tagliare gli  zucchini a tocchetti e rosolare con le foglie di menta tritate e i fiori fino a cottura poi, frullare. In una ciotola, sbattere le uova intere con il parmigiano, la panna, la crescenza, il sale, il pepe e il frullato di  zucchini. Imburrare 6 stampini monodose in acciaio o alluminio, versare la crema di zucchini ed inserire al centro di ogni stampino un dado di fontina. Cuocere a bagnomaria, coperto con un foglio di alluminio, a fuoco bassissimo (o in forno) per circa 40 minuti, poi scoprire e continuare la cottura per almeno altri 10 minuti.
Servire tiepido, la fontina fondendo creera’ un cuore morbido e gustoso.

 

Paperita Patty

Il Punt e Mes di Armando Testa

PUNT E MES

Vincenzo Maiorano ha ritratto con la sua macchina fotografica l’installazione “Sintesi 59” di Armando Testa, davanti a Porta Susa. Una geniale intuizione pubblicitaria di allora per omaggiare il celebre liquore torinese

Annunciazione e Natività

Nella Sacrestia della Cappella di Sant’Uberto alla Reggia di Venaria

Fino all’8 dicembre 2019

 

Un grande Maestro d’arte. Di toccante e profonda spiritualità. Per il quale, lo studio e la rigorosa conoscenza del passato – dal Rinascimento al Barocco per arrivare, su tutti, alla “decorazione monumentale” del Tiepolo – è sempre stato “il presente della sua pittura”. “Non si può fare nulla di nuovo – affermava – se non si passa attraverso il filtro del passato. Nicola Arduino di cui sono stato allievo era solito ripetermi ‘Io t’insegno il mestiere. Se avrai qualcosa da dire lo dirai’. Ed è quanto cerco di fare. Ma tutto questo non sarebbe stato possibile se prima non avessi affrescato chiese, dipinto pale d’altare, tentando di scoprire i segreti della grande pittura”. Parole in cui c’è tutta l’umiltà e quella cosciente consapevolezza del dover “apprendere”, del conservare la memoria e del guardare con occhi attenti alle opere degli antichi Maestri, che fanno ancor più alta la grandezza di una artista quale fu Ottavio Mazzonis (Torino, 1921 – Torino, 2010), figura di spicco nel panorama dell’arte realistica torinese del secondo Novecento, cui la Reggia di Venaria dedica, in concomitanza con le feste natalizie, una suggestiva rassegna, perfettamente coniugata con la magia e la sacralità del Natale. Ospitata, per un anno intero, nella simbolica cornice della Sacrestia della Cappella di Sant’Uberto (insieme alla “Galleria Grande”, altro settecentesco capolavoro juvarriano), la mostra è organizzata dal Consorzio delle Residenze Reali Sabaude in collaborazione con la Fondazione Ottavio Mazzonis, che conserva l’eredità artistica del Maestro, e presenta trenta opere – fra pittura e scultura – sul tema della “Maternità”, declinata attraverso il mistero cristiano dell’“Annunciazione e Natività”, mettendo in relazione alcune opere del Mazzonis con altre di arte antica provenienti dalle ricche collezioni di famiglia, in buona parte conservate nello storico Palazzo dei Solaro della Chiusa al numero 11 di via San Domenico a Torino, oggi sede del “Museo d’Arte Orientale”.

***

Si passa così, a grandi balzi, dall’“Annunciazione” (1970-’75) e dalla sfumata bellezza del “Ritratto di Silvia per l’opera Fuga d’Egitto”, alla “Natività (Presepe)” del ’70 e alla delicata immagine de “La Madre” del 2001 insieme all’intenso “Autoritratto” realizzato nell’ ’89, per arrivare alla “Madonna del Rosario con i Santi Domenico e Caterina” (1730 ca.) del partenopeo tardo baroccheggiante Francesco Solimena e al luminoso “Sposalizio mistico di Santa Caterina” (1690– 1710) del milanese Stefano Maria Legnani, meglio noto come Il Legnanino. Il tutto attraverso un più ricco itinerario d’arte perfettamente curato da Giovanni Cordero e da Silvia Peracchio, presidente della Fondazione dedicata al Maestro. Cresciuto in una famiglia dell’aristocrazia torinese (la madre ex-soprano e il padre Federico collezionista d’alto livello), Ottavio Mazzonis respirò voglia d’arte fin dall’infanzia e fu prima allievo di Luigi Calderini e successivamente di Nicola Arduino – a sua volta allievo di Giacomo Grosso – che il giovane Ottavio seguirà nel ’46 nel padovano, dove apprenderà la tecnica della “pittura a fresco” e realizzerà decorazioni e Pale d’Altare per numerose Chiese. L’attenzione per i soggetti sacri, lo porterà fra gli anni Sessanta e Settanta a realizzare anche in Piemonte opere a carattere religioso, come le decorazioni della cupola nella Pieve di Cumiana, la Pala d’Altare per San Pietro di Savigliano, le decorazioni per il Seminario Maggiore di Mondovì Piazza e la Pala d’Altare con il beato Valfrè per la Chiesa di San Filippo Neri di Torino. Da segnalare anche le 15 stazioni della “Via Crucis” per la Chiesa del “Santo Rosario” di Cento (Ferrara) e l’incarico, ottenuto nel 2009 su interessamento di Vittorio Sgarbi, per eseguire due Pale per il transetto della siciliana Cattedrale di Noto; opere di cui esistono i bozzetti ma che non verranno mai realizzate per la scomparsa dell’artista, avvenuta l’8 novembre del 2010. Il Sacro, ma non solo. Dal ’47, Mazzonis partecipa infatti alle mostre sociali del torinese Circolo degli Artisti e soprattutto avvia una proficua collaborazione, a partire dagli anni Ottanta, con la “Galleria Forni” di Bologna, partecipando a tutte le esposizioni nazionali ed internazionali organizzate dalla stessa Galleria, da Bari a Bologna, da Parigi a Stoccolma non meno che a New York, a Los Angeles, a Londra e a Madrid. Artista curioso. E anche saggio scrutatore dei nuovi e nuovissimi fermenti artistici del Novecento. Ma sempre fedele a quei richiami del Sei-Settecento ( al suo amatissimo Tiepolo, da cui sempre“riparte– secondo Vittorio Sgarbicome se nulla vi fosse stato in mezzo”), che anche in studio – si racconta – rinnovava ogni giorno con la stravagante eleganza del suo immaginifico “pittoresco” papillon al collo. Cose d’altri tempi e d’altri mondi. Ma per Mazzonis, segni imperdibili di un mestiere dalle radici antiche, cui rinnovare quotidianamente eterne promesse d’amore.

Gianni Milani

“Annunciazione e Natività”

Sacrestia della Cappella di Sant’Uberto – Reggia di Venaria, piazza della Repubblica 4, Venaria Reale (Torino); tel. 011/4992333

Fino all’8 dicembre 2019 – Orari: mart.-ven. 9/17; sab.-dom. e festivi 9/18,30; lunedì chiuso

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Foto

– Ottavio Mazzonis: “Ritratto di Silvia per l’opera Fuga d’Egitto”, olio su tela, 1970
– Il Legnanino:”Sposalizio mistico di Santa Caterina”, olio su tela, 1690-1710, Fondazione Ottavio Mazzonis
– Sacrestia della Cappella di Sant’Uberto (1716-1729)

Ventidue “maratoneti” al Campionato Regionale di fondo

Domenica pomeriggio alla piscina Usmiani (Sisport) di via Pier Domenico Olivero 40 a Torino si svolgerà il Campionato Regionale di fondo, la gara in vasca che vede gli atleti della categoria Ragazzi impegnati sui 3000 metri e i nuotatori delle categorie Junior, Cadetti e Senior sui 5000 metri. I primi a partire – alle 13.30 – saranno i più giovani, divisi in due serie e seguiti dall’unica serie di 5000 metri. In quest’ultima gara saranno presenti gli Junior Anna Chierici Tommaso Gallesio, entrambi classe 2002 e tesserati per il CSR Granda. Tutti e due nella passata stagione hanno partecipato alla Mediterranean Cup (Coppa Comen) di nuoto di fondo in acque libere, conquistando l’argento nella 5 km e il bronzo nella 4×1250 mista. In precedenza, al Campionato Italiano Indoor di fondo disputato ad aprile, Anna Chierici aveva vinto l’oro Junior dei 5000, mentre Tommaso Gallesio era salito sul secondo gradino del podio dei 3000 Ragazzi (classe 2002). A proposito del Campionato Italiano Indoor di fondo, l’edizione 2019 si terrà il 31 marzo e il primo aprile allo Stadio del Nuoto di Riccione, anticipando come sempre gli Assoluti di nuoto. Il Campionato Regionale alle porte sarà quindi prova di qualificazione per i tricolori; vedrà in gara 22 atleti in rappresentanza di 7 società: Sisport, CSR Granda, Rari Nantes Torino, Arona Active, Centro Nuoto Nichelino, Swimming Club Alessandria e la lombarda Nuoto Club Brebbia.

 

Informazioni e risultati a questo link

 

Foto LC ZONE Fotografia&Comunicazione

Ventidue "maratoneti" al Campionato Regionale di fondo

Domenica pomeriggio alla piscina Usmiani (Sisport) di via Pier Domenico Olivero 40 a Torino si svolgerà il Campionato Regionale di fondo, la gara in vasca che vede gli atleti della categoria Ragazzi impegnati sui 3000 metri e i nuotatori delle categorie Junior, Cadetti e Senior sui 5000 metri. I primi a partire – alle 13.30 – saranno i più giovani, divisi in due serie e seguiti dall’unica serie di 5000 metri. In quest’ultima gara saranno presenti gli Junior Anna Chierici Tommaso Gallesio, entrambi classe 2002 e tesserati per il CSR Granda. Tutti e due nella passata stagione hanno partecipato alla Mediterranean Cup (Coppa Comen) di nuoto di fondo in acque libere, conquistando l’argento nella 5 km e il bronzo nella 4×1250 mista. In precedenza, al Campionato Italiano Indoor di fondo disputato ad aprile, Anna Chierici aveva vinto l’oro Junior dei 5000, mentre Tommaso Gallesio era salito sul secondo gradino del podio dei 3000 Ragazzi (classe 2002). A proposito del Campionato Italiano Indoor di fondo, l’edizione 2019 si terrà il 31 marzo e il primo aprile allo Stadio del Nuoto di Riccione, anticipando come sempre gli Assoluti di nuoto. Il Campionato Regionale alle porte sarà quindi prova di qualificazione per i tricolori; vedrà in gara 22 atleti in rappresentanza di 7 società: Sisport, CSR Granda, Rari Nantes Torino, Arona Active, Centro Nuoto Nichelino, Swimming Club Alessandria e la lombarda Nuoto Club Brebbia.
 
Informazioni e risultati a questo link
 
Foto LC ZONE Fotografia&Comunicazione

Conoscere l’UE

Come documentarsi per conoscere attività, politiche, normativa, opportunità e diritti nell’Ue: lunedì 28 gennaio 2019 ore 15.00, Aula Li del Campus Universitario Luigi Einaudi (Lungo Dora Siena 100, Torino)

L’istituto Universitario di Studi Europei (IUSE), il Centro di Documentazione Europea (CDE) e centro ufficiale della rete italiana e europea dei centri di documentazione europea della Commissione, su incarico della Consulta europea del Consiglio regionale del Piemonte organizza un incontro rivolto ai cittadini per meglio conoscere le modalità di accesso e utilizzo della documentazione e delle banche dati Ue e più in generale i sistemi informativi nei diversi settori.Le politiche, le azioni, la normativa, la giurisprudenza, le opportunità, le risorse finanziarie, i programmi di ricerca dell’Unione europea impattano in modo sempre più ampio sulla vita dei cittadini, delle imprese, dei lavoratori e degli operatori europei. Ciò rende auspicabile una buona conoscenza dei sistemi e delle modalità d’accesso e utilizzo della documentazione proveniente dalle istituzioni europee.L’incontro si terrà presso il Campus universitario Luigi Einaudi (Lungo Dora Siena, 100 – Torino) e si ripeterà nelle seguenti date:

lunedì 28 gennaio 2019

ore 15.00 – 17.00

aula Li 1

martedì 26 febbraio 2019

ore 15.00 – 17.00

aula Li 3

lunedì 27 maggio 2019

ore 15.00 – 17.00

aula Li 4

Conoscere l'UE

Come documentarsi per conoscere attività, politiche, normativa, opportunità e diritti nell’Ue: lunedì 28 gennaio 2019 ore 15.00, Aula Li del Campus Universitario Luigi Einaudi (Lungo Dora Siena 100, Torino)

L’istituto Universitario di Studi Europei (IUSE), il Centro di Documentazione Europea (CDE) e centro ufficiale della rete italiana e europea dei centri di documentazione europea della Commissione, su incarico della Consulta europea del Consiglio regionale del Piemonte organizza un incontro rivolto ai cittadini per meglio conoscere le modalità di accesso e utilizzo della documentazione e delle banche dati Ue e più in generale i sistemi informativi nei diversi settori.Le politiche, le azioni, la normativa, la giurisprudenza, le opportunità, le risorse finanziarie, i programmi di ricerca dell’Unione europea impattano in modo sempre più ampio sulla vita dei cittadini, delle imprese, dei lavoratori e degli operatori europei. Ciò rende auspicabile una buona conoscenza dei sistemi e delle modalità d’accesso e utilizzo della documentazione proveniente dalle istituzioni europee.L’incontro si terrà presso il Campus universitario Luigi Einaudi (Lungo Dora Siena, 100 – Torino) e si ripeterà nelle seguenti date:
lunedì 28 gennaio 2019
ore 15.00 – 17.00
aula Li 1
martedì 26 febbraio 2019
ore 15.00 – 17.00
aula Li 3
lunedì 27 maggio 2019
ore 15.00 – 17.00
aula Li 4

In bici sulla pista ciclabile viene investita e muore

DALLA LIGURIA

E’ morta dopo esser stata investita da un’automobile sull’Aurelia a Savona. La donna, di 77 anni,  era in bici  e stava pedalando sulla corsia dedicata ai mezzi a due ruote quando è stata travolta da una  utilitaria. E’ stata sbalzata e ha sfondato il parabrezza della vettura rotolando a terra. Trasportata in codice rosso al pronto soccorso dell’ospedale è morta dopo alcune ore per le gravi ferite riportate.

Cinquantadue anni senza Luigi Tenco. Ma le sue “poesie in musica” sono sempre con noi

tenco3Il 26 gennaio 1967  cadeva di venerdì. Nello stesso giorno in cui tanto tempo prima era nato Mozart e all’inizio del primo anno del “secolo breve” era morto Giuseppe Verdi, la musica italiana conosceva uno dei suoi giorni più tristi. Nella camera 219 dell’Hotel Savoy di Sanremo, Luigi Tenco si  suicidò dopo esser stato eliminato dalla diciassettesima edizione dell’omonimo Festival , alla quale concorreva in coppia con Dalida, con la canzone “Ciao amore ciao“. Il brano fu escluso dalla finale dalla commissione di ripescaggio, che alla canzone di Tenco e Dalida preferì “La rivoluzione” interpretata da Gianni Pettenati e Gene Pitney. Luigi Tenco visse questo verdetto come una profonda ingiustizia, gettandolo nella disperazione più nera. Con un colpo di pistola si tolse la vtenco-2ita nella sua camera all’Hotel Savoy, lasciando un duro e disperato messaggio d’accusa: “Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt’altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda Io tu e le rose in finale e ad una commissione che seleziona La rivoluzione. Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi”. Nato nel 1938 a Cassine, tra le colline alessandrine alla sinistra del basso corso della Bormida, Tenco aveva esordito a vent’anni nel mondo della canzone, prendendo parte a diversi gruppi musicali. Con Fabrizio De André, Bruno Lauzi, Gino Paoli e Umberto Bindi diventò uno degli esponenti della cosiddetta “scuola genovese”, un gruppo di artisti impegnati nella canzone d’autore che rinnovò profondamente la musica leggera italiana. Tenco era un cantautore di talento, dalla personalità inquieta, introversa e decisamente crepuscolare. Al suo primo 45 giri  (“I miei giorni perduti“)  del 1961 seguirono altri brani molto apprezzati,  come “Mi sono innamorato di te, “Un giorno dopo l’altro” (sigla di coda della serie TV “Il commissario Maigret“, interpretato da Gino Cervi), “Lontano, lontano” e “Vedrai vedrai“. Nel 1972, cinque anni dopo la sua morte, l’infaticabile Amilcare Rambaldi, costituì a tenco1Sanremo il Club che porta tuttora il nome del cantante, con lo scopo di riunire tutti coloro che si propongono di valorizzare la canzone d’autore. Dal 1974, in sua memoria , al Teatro Ariston di Sanremo è stato istituito dal Club Tenco il Premio Tenco, manifestazione a cui hanno partecipato i più grandi cantautori degli ultimi decenni. A noi, mezzo secolo dopo, cosa resta? Restano la sua poesia, le sue canzoni, la sua aria imbronciata e triste. E le parole della sua ultima canzone: “La solita strada, bianca come il sale;il grano da crescere, i campi da arare. Guardare ogni giorno , se piove o c’e’ il sole, per saper se domani si vive o si muore, e un bel giorno dire basta e andare via. Ciao amore, ciao amore, ciao amore ciao”. Ciao, Luigi.

 

Marco Travaglini

Cinquantadue anni senza Luigi Tenco. Ma le sue "poesie in musica" sono sempre con noi

tenco3Il 26 gennaio 1967  cadeva di venerdì. Nello stesso giorno in cui tanto tempo prima era nato Mozart e all’inizio del primo anno del “secolo breve” era morto Giuseppe Verdi, la musica italiana conosceva uno dei suoi giorni più tristi. Nella camera 219 dell’Hotel Savoy di Sanremo, Luigi Tenco si  suicidò dopo esser stato eliminato dalla diciassettesima edizione dell’omonimo Festival , alla quale concorreva in coppia con Dalida, con la canzone “Ciao amore ciao“. Il brano fu escluso dalla finale dalla commissione di ripescaggio, che alla canzone di Tenco e Dalida preferì “La rivoluzione” interpretata da Gianni Pettenati e Gene Pitney. Luigi Tenco visse questo verdetto come una profonda ingiustizia, gettandolo nella disperazione più nera. Con un colpo di pistola si tolse la vtenco-2ita nella sua camera all’Hotel Savoy, lasciando un duro e disperato messaggio d’accusa: “Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt’altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda Io tu e le rose in finale e ad una commissione che seleziona La rivoluzione. Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi”. Nato nel 1938 a Cassine, tra le colline alessandrine alla sinistra del basso corso della Bormida, Tenco aveva esordito a vent’anni nel mondo della canzone, prendendo parte a diversi gruppi musicali. Con Fabrizio De André, Bruno Lauzi, Gino Paoli e Umberto Bindi diventò uno degli esponenti della cosiddetta “scuola genovese”, un gruppo di artisti impegnati nella canzone d’autore che rinnovò profondamente la musica leggera italiana. Tenco era un cantautore di talento, dalla personalità inquieta, introversa e decisamente crepuscolare. Al suo primo 45 giri  (“I miei giorni perduti“)  del 1961 seguirono altri brani molto apprezzati,  come “Mi sono innamorato di te, “Un giorno dopo l’altro” (sigla di coda della serie TV “Il commissario Maigret“, interpretato da Gino Cervi), “Lontano, lontano” e “Vedrai vedrai“. Nel 1972, cinque anni dopo la sua morte, l’infaticabile Amilcare Rambaldi, costituì a tenco1Sanremo il Club che porta tuttora il nome del cantante, con lo scopo di riunire tutti coloro che si propongono di valorizzare la canzone d’autore. Dal 1974, in sua memoria , al Teatro Ariston di Sanremo è stato istituito dal Club Tenco il Premio Tenco, manifestazione a cui hanno partecipato i più grandi cantautori degli ultimi decenni. A noi, mezzo secolo dopo, cosa resta? Restano la sua poesia, le sue canzoni, la sua aria imbronciata e triste. E le parole della sua ultima canzone: “La solita strada, bianca come il sale;il grano da crescere, i campi da arare. Guardare ogni giorno , se piove o c’e’ il sole, per saper se domani si vive o si muore, e un bel giorno dire basta e andare via. Ciao amore, ciao amore, ciao amore ciao”. Ciao, Luigi.
 

Marco Travaglini