redazione il torinese

Porte aperte al castello di Masino per il Carnevale di Ivrea

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Visite guidate in compagnia dei volontari e delle guide del FAI alla scoperta delle sue stanze monumentali

 

Apre eccezionalmente i battenti in occasione dello storico “Carnevale d’Ivrea” il Castello e Parco di Masino, Bene del FAI – Fondo Ambiente Italiano a Caravino (TO). Un’occasione da non perdere, per partecipare da un lato a una manifestazione dal sapore antico che incarna la quintessenza del Carnevale, e allo stesso tempo per visitare gli splendidi saloni del maniero del casato di Valperga, che sorge a due passi dalla città di Ivrea. Sabato 14 e domenica 15 febbraio, dalle ore 10 alle 17, al Castello di Masino sarà infatti possibile effettuare delle visite guidate in compagnia dei volontari e delle guide del FAI alla scoperta delle sue stanze monumentali, come i saloni affrescati e riccamente arredati, le camere per gli ambasciatori, i salotti e gli appartamenti di Madama Reale, con la possibilità di scegliere tra due percorsi, di 45 minuti o di un’ora e mezza.

Emanuela Martini racconta la nuova retrospettiva TFF33

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Cose Che Verranno. Cinema e Mondi Futuri, è il titolo che darà il  via alla retrospettiva il prossimo novembre e che per due anni accompagnerà gli  spettatori, con scenari del futuro immaginati da cinema e fantascienza dagli  anni Trenta al Duemila

 

È stata annunciata la nuova retrospettiva della 33a edizione del TFF (20-28/11/2015). Dopo la New Hollywood che per due anni è ha indagato attraverso lo  sguardo di registi come Pakula, Peckinpah, Altman, Schatzberg, Spielberg, l’ America degli anni Settanta-Ottanta, la prossima retrospettiva curata dal  Direttore del Festival, Emanuela Martini, avrà come oggetto il mondo con taglio futuristico. Cose Che Verranno. Cinema e Mondi Futuri, è il titolo che darà il  via alla retrospettiva il prossimo novembre e che per due anni accompagnerà gli  spettatori, con scenari del futuro immaginati da cinema e fantascienza dagli  anni Trenta al Duemila. Una carrellata su “città asettiche, piovose, brulicanti” ha spiegato Emauela Martini, lasciando spazio al dominio e l’alienazione che autori come Kubrick, Godard, Truffaut, Resnais, Ferreri, Scott, Gilliam, Cronenberg, Bigelow, hanno raccontato passando per il cinema di genere e non mostrando la componente spietata di regimi totalitari o violenze consumistiche. 

 

Dalla città di Metropolis (F.Lang, 1927) alla Los Angeles di Blade Runner (R.Scott, 1982), passando per la Londra di Arancia Meccanica (S. Kubrick, 1971), città impalpabili del futuro ieri ma che oggi sono realtà, quanto il cinema ha contribuito a creare lo scenario metropolitano odierno e quanto invece se ne è distaccato? Quanto le previsioni di disastri ambientali e psicologiche si sono avvicinate alla realtà. Una retrospettiva per il riflettere su passato, presente e futuro attraverso lo sguardo fantascientifico,concentrandosi in particolare sulle produzioni degli anni Sessanta e Settanta. 

 

(Foto: il Torinese)

Cristina Colet

"Un missionario in canoa"

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La giornalista Veronica Iannotti ripercorre in questo libro-intervista la vita vera del missionario salesiano don Gervasio Fornara

 

L’Associazione Culturale “La Chiave dell’Arte” organizza per domenica 8 febbraio alle ore 17,30 presso l’Auditorium Santa Chiara di Casale Monferrato, la presentazione del libro “Un missionario in canoa“. Interverrano all’evento il missionario salesiano don Gervasio Fornara, l’autrice del libro Veronica Iannotti, lo studioso di storia salesiana Julien Coggiola, il docente e teologo Alessandro Marra, il portavoce dell’Associazione Culturale “La Chiave dell’Arte” Natalino Amisano. Letture a cura di Gigi Rossi. Modera Matteo Camagna.

 

La giornalista Veronica Iannotti ripercorre in questo libro-intervista la vita vera del missionario salesiano don Gervasio Fornara, parroco della Basilica del Sacro Cuore di Gesù di Casale Monferrato, il quale, partito non ancora sacerdote per la Colombia, passerà quarantun anni nelle foreste dell’America Latina.  Fra guerre civili, narcotrafficanti, rapimenti, calamità naturali ed epidemie, il coraggioso missionario riuscirà, dopo mille peripezie a fondare due Centri Missionari tutt’oggi esistenti, la prima emittente televisiva locale del Paese e diverse stazioni radiofoniche.

 

Una storia profonda e intensa, raccontata con quel pizzico d’ironia indispensabile per affrontare una vita di avventure. Il libro, la cui introduzione è curata dal vescovo Alceste Catella, mira a sostenere le missioni fondate da don Gervasio, parte dei proventi infatti verranno inviati in Colombia. Al termine della presentazione merenda sinoira per tutti i partecipanti. Don Gervasio Fornara originario di Borgomanero in provincia di Novara, è nato nel 1939 a Saint Genis Pouilly in Francia. Partito nel 1961 per la Colombia come missionario, tornerà in Italia nel 2002. Trasferito nella Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Casale Monferrato, dove vive e opera, verrà nominato parroco nel gennaio del 2003.

 

Veronica Iannottinata a Milano nel 1986, monferrina di adozione, è giornalista e scrittrice. Accompagna agli studi in giurisprudenza e al titolo di mediatrice civile, un grande amore per l’arte e la comunicazione. Consigliere comunale e collinare. E’ Direttore della Testata Giornalistica “The Press” e Presidente dell’Associazione Culturale “La Chiave dell’Arte”.

 

M.Iar.

 

Danni al timpano per un controllore preso a pugni sul bus 69

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Una volta scesi dal mezzo, i “portoghesi” si sono rifiutati di fornire le generalità

 

Non abbiamo fatto in tempo a scrivere l’articolo nella rubrica OUT, proprio qui sopra, in cui si parla di una nuova aggressione ai danni di personale Gtt, che un altro episodio analogo si è verificato. Una nuovo episodio violento ai danni di  un controllore è avvenuta  in strada Aeroporto. Il dipendente insieme a un collega era in servizio sulla linea bus 69. Stava controllando due italiani che non erano in possesso del biglietto. Una volta scesi dal mezzo, i “portoghesi” si sono rifiutati di fornire le generalità. Uno dei due ha quindi colpito con un pugno in faccia il controllore che si è recato all’ospedale Maria Vittoria. Il pugno gli ha causato  danni a un timpano con una prognosi di 20 giorni. Dopo i recenti episodi e quelli dei mesi scorsi (venne addirittura staccato un orecchio a morsi ad un malcapitato controllore) è ora di prendere provvedimenti.

Torino sotto la coltre bianca, nevicate abbondanti anche in pianura in tutto il Piemonte

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neve2neve3In provincia si registrano 30 cm a Pragelato. In pianura le nevicate sono avvenute nell’Alessandrino e nel Casalese, nelle aree comprese tra Cuneo (25cm), Mondovì e  le Alpi Liguri

 

Dalla mattina anche Torino è coperta da una coltre di neve. Qualche disagio al traffico e alcuni tamponamenti, ma la situazione della circolazione in città è sotto controllo. Nevicate più forti, tra i 30 e i 50 cm sono in corso in Piemonte, in particolare sulle montagne cuneesi e sui rilievi del Torinese. Le precipitazioni nevose più significative a Limone (60cm) e Crissolo (49 cm) nel Cuneese. Invece in provincia di Torino si registrano 30 cm a Pragelato. In pianura le nevicate sono avvenute nell’Alessandrino e nel Casalese,  nelle aree comprese tra Cuneo (25cm), Mondovì e  le Alpi Liguri. Tenderanno a intensificarsi nelle prossime ore, anche se a Torino nella notte dovrebbe piovere. Nella provincia di Cuneo si prevedono altri 30cm di neve.

 

(Foto: il Torinese)

Ayrton Senna, il mito che rivive in mostra

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Esposizione organizzata presso AdpLog, lo spazio espositivo di Alessandro Del Piero

 

Un mito che rivive, quello di Ayrton Senna. ASono trascorsi più o meno 21 anni dall’incidente del Gran Premio di San Marino, e oggi a Torino una mostra racconta la vita e la storia sposrtiva del campione brasiliano di Formula 1.  Si intitola “Ayrton” l’iniziativa organizzata presso AdpLog, lo spazio espositivo di Alessandro Del Piero. “Ayrton è un mito non solo per il mondo dei motori – dice il calciatore all’Ansa -. Dal suo esempio è possibile ricavare grandi insegnamenti”. La mostra resterà aperta  fino al 22 maggio.

Tu Cancro Io donna, ammalarsi di femminilità

consiglio lascaris

Noemi Meneguzzo è una giovane donna vicentina di 42 anni, che da sette sta affrontando un cancro al seno. Ha scelto di fotografare il suo corpo per parlare di come il cancro al seno cambi tante cose, tra cui la femminilità, che si ridefinisce in un modo nuovo

 

Affrontare la malattia senza perdere la propria femminilità. È questo il messaggio della mostra fotografica “Tu cancro Io donna. Ammalarsi di femminilità”, ospitata a Palazzo Lascaris, sede del Consiglio regionale del Piemonte, dal 29 gennaio al 9 marzo. “Questa mostra, che il Consiglio regionale ospita con orgoglio, è il racconto di una donna che non si arrende – spiega Mauro Laus, presidente dell’Assemblea – e che accetta il cambiamento determinato dalla malattia per provare a governarlo, invece di subirlo. Più della sofferenza, emerge la volontà di non sopravvivere agli eventi, ma di superarli, affrontando a viso aperto la trasformazione”.

 

All’inaugurazione, giovedì 29 gennaio alle 17 a Palazzo Lascaris (via Alfieri 15, Torino), intervengono la curatrice e protagonista, Noemi Meneguzzo, e Fulvia Pedani, coordinatore nazionale e presidente del Comitato di Torino di Andos (Associazione Nazionale Donne Operate al seno). Rebecca Zacco, attrice, proporrà alcune letture. Noemi Meneguzzo è una giovane donna vicentina di 42 anni, che da sette sta affrontando un cancro al seno. Ha scelto di fotografare il suo corpo per parlare di come il cancro al seno cambi tante cose, tra cui la femminilità, che si ridefinisce in un modo nuovo. Immagini vere, schiette, dure, talvolta anche ironiche, che offrono una testimonianza importante di come la malattia possa trasformarsi anche in un’esperienza di libertà e liberazione. Le fotografie si alternano alle parole, testi scritti dalla giovane protagonista, e agli oggetti, per accompagnare il visitatore in un percorso in cui sarà chiamato a interrogarsi.

 

La mostra, promossa dal Consiglio regionale in collaborazione con l’associazione Andos Onlus, (Associazione Nazionale Donne Operate al seno) è curata da Marco Legumi, con le foto di Raffaella Bolla e Daniela Dall’Ora. La mostra è visitabile dal 30 gennaio al 9 marzo a Palazzo Lascaris con orario: 10 – 18 dal lunedì al venerdì.

Ingresso gratuito.

(www.cr.piemonte.it)

Fism: "il nostro appello per le scuole di infanzia paritarie"

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Invita e sostiene le scuole dell’infanzia federate a proseguire il servizio offerto a tutti i bambini” evidenziando che se il Governo e le amministrazioni locali non provvederanno a recuperare i tagli effettuati negli ultimi anni, le scuole saranno obbligate a ricorrere al’aumento delle rette a carico dei genitori

 

Le scuole dell’infanzia paritarie in Piemonte sono 485 ed hanno un’utenza annuale di circa 32mila alunni pari al 27,6% dei bambini da 3 a 6 anni in tutta la regione. Queste strutture, significative anche per le cifre che sono loro associate, stanno però versando in notevoli difficoltà economico – finanziarie provocate, da un lato, dalla lievitazione dei costi di gestione (quali luce, gas, riscaldamento, tasse locali), dall’altro dai tagli dei contributi ministeriali (negli ultimi 5 anni pari ad un 20%) e da parte egli enti locali, regioni e comuni. Questo stato di cose, sovente, anche in virtù del ritardo con il quale i contributi vengono erogati, costringe le scuole a ricorrere a prestiti bancari onerosi per poter pagare i propri dipendenti.

 

Il Consiglio regionale di Fism Piemonte – Federazione Italiana Scuole Materne, associazione che la propria sede a Torino in corso Galileo Ferraris 146, ha lanciato una denuncia della situazione di sofferenza delle scuole di infanzia rivolta alle pubbliche amministrazioni locali, ai partiti politici, alle organizzazioni sindacali ed alle autorità ecclesiastiche. Fism, in un articolato documento “invita e sostiene le scuole dell’infanzia federate a proseguire il servizio offerto a tutti i bambini” evidenziando che se il Governo e le amministrazioni locali non provvederanno a recuperare i tagli effettuati negli ultimi anni, le scuole saranno obbligate a ricorrere al’aumento delle rette a carico dei genitori “denunciando e documentando le responsabilità politiche del Governo e degli enti locali”. 

 

E, nella sua nota, il Consiglio regionale Fism sottolinea che la chiusura delle scuole di infanzia paritarie, oltre a causare perdita di posti di lavoro per insegnanti e personale ausiliario, determinerebbe un incremento dei costi a carico di Stato e Comuni poiché “il costo medio di gestione per bambino nelle scuole paritarie è di 2300 euro, mentre in quelle statali è di 6600 euro”.

 

Massimo Iaretti

La parola ai lettori su Fb: i nuovi grattacieli di Torino sono "mostri" o "opere d'arte"?

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Qual e’ l’opinione dei lettori del “Torinese” sui nuovi palazzi della Regione al Lingotto e del San Paolo in corso Vittorio?

 

Il sondaggio che abbiamo lanciato sulla pagina Fb del “Torinese” ha raccolto in poche ore centinaia di commenti e migliaia di visualizzazioni. Qual e’ l’opinione dei nostri lettori sui nuovi palazzi della Regione al Lingotto e del San Paolo in corso Vittorio? La nostra “indagine” non ha naturalmente alcuna pretesa di valore statistico. Ci limitiamo a registrare i commenti dei torinesi su un tema molto sentito in città. Ecco, di seguito, alcune delle opinioni che ci sono state trasmesse.

 

Corrado Scala ho avuto la fortuna di visitare la torre “Intesa – San Paolo” una mattina di nebbia con uno spettacolo mozzafiato perchè dal 38° piano si vedevano le vette innevate con un mare di nuvole sotto. Poi la mattinata si è aperta lasciando vedere tutta la nostra bella città. Faccio presente che di barocco c’è solo il centro ed i castelli sabaudi e quindi non deturba il paesaggio. Ma quand’è che toglierete i vostri abiti provinciali e approderete negli anni 2000?

 

Daniela Albano Meravigliosi era ora finalmente ci stiamo rinnovando peccato non avere un quartiere tutto di grattaceli tipo Manhattan.

 

 Cr Ricci capisco di essere un po’ retrò, ma la specificità di Torino, vero gioiello architettonico e urbanistico non ha nessun bisogno e nessun vantaggio da innesti come questi grattacieli, tra l’altro neppure utili in un momento in cui la città si va spopolando…quanto al panorama…ce lo godiamo da più di un secolo dalla Mole! E pensare che a noi già pesa non poco la torre littoria di Piazza Castello! Inoltre gli Americani vanno pazzi per le nostre città d’arte, senza grattacieli!

 

Valentino Pittin Un bel simbolo dello strapotere di una delle banche più arroganti della nostra economia. Evitate le banche, se potete. Spendete quello che avete e non di più. Le banche sono un cancro della nostra economia. Lo asserisco da commercialista.

 

Vlady Meru Una vera rovina per le bellissima città di Torino .
Anzi che costruire quello della San Paolo si poteva benissimo restaurare quello della Rai di fronte alla stazione 18 dicembre !

 

 Danilo Moratti Vorrei ricordare che non vi è nulla di moderno nei grattacieli,è un architettura nata nel fine 800.
Il non essere o essere provinciali non è data dai palazzi o da oggetti vari,ma bensì dal nostro essere come individui.
Comunque da Superga e dalla Mole,si hanno nelle belle giornate le stesse emozioni.

 

Mauro Guly Uno sputo in un occhio!! Quello dell’Intesa Sanpaolo mi sembra sia stato commissionato al pluri blasonato Renzo Piano.. Ed è uno scempio.. Quello della regione irrispettoso perché più alto della nostra Mole.. Potevano mettere un bando, un concorso di progetti così giovani menti brillanti nuove e creative potevano contribuire a progetti più integrati nel contesto di una città barocca come Torino!

 

Roberto Girotto Finalmente! Con queste opere qualche passo verso un futuro di speranza. Torino pian piano si togliendo la polvere accumulata in tanti anni di chiusura, mentalità vecchia, mancanza di coraggio. Gli ottusi si facciano da parte e lascino la strada libera alla intelligente freschezza di coloro che hanno la determinazione e la capacità di inseguire e realizzare i propri sogni.

 

Mariano Nicolosi Sono ben inseriti nel territorio non deturpano niente quello di corso inghilterra è perfettamente allineato al palazzo ex sip oggi provincia è una occasione per mantenre a torino i centri direzionali del san paolo,va bene ,quello della regione piemonte accorpa in ununica struttura tutte le sedi sparse in giro per ,a citta credo che stiano bene,poi non sono grattacieli americani o cinesi ,molto modesti ma utili allo sviluppo della citta,una goccia nel mare.ok

 

 Silvia Mondino L’eco mostro …come lo chiamano in molti non andava fatto nel bel centro di Torino, ovunque vai lo trovi li che svetta .Se proprio era necessario andava in cintura ( fuori dal centro) . Il centro è storia, la nostra …i soldi spesi andavano usati per sistemare i nostri bellissimi palazzi nel centro di Torino.

 

Fabio Greco Poi ci chiediamo perché le grandi aziende sono fuggite da Torino verso Milano… Questo no quello no… Finalmente uno spiraglio di modernità in questa città, comunque anche io non ero d’accordo che il grattacielo fosse alto come la mole, doveva essere almeno il triplo!

 

Rosalie Pizzo Con tanti palazzi pieni di storia e non utilizzati c’era proprio bisogno dei grattacieli. Ma comunque un po di soldi bisognava muoverli. E come li muoviamo in Italia…..

 

Daniele Paperix Secondo me…..sono un pessimo e goffo tentativo di modernità…..e poi questa crisi c’è o non c’è…..questo è quello che devo capire…..se guardo questi grattacieli mi viene da dire che i soldi ci sono dove vogliono!!! E quindi si potevano sfruttare e rivalutare i vari edifici già esistenti in stato di abbandono.

 

(Foto: il Torinese)