redazione il torinese

"Ogni anno bruciamo 278 milioni in pannoloni"

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Secondo il Centro Studi SIC ammontano a 137 MLN di euro i risparmi possibili per il SSN inserendo la rimborsabilità dei farmaci per l’incontinenza con un investimento stimato in soli 28,5 MLN 


Pazienti incontinenti costretti a scegliere gli ingombranti pannoloni, spesso di scarsa qualità, passati dal sistema sanitario, o a tirar fuori 18 milioni di euro dalle proprie tasche per pagare le cure farmacologiche, non rimborsate dal SSN. Una situazione che allontana l’Italia dall’Europa, riguarda 680.000 persone e genera per lo Stato uno “spreco” di ben 137 milioni di euro. La denuncia viene da FederAnziani, che rende i noti i dati della ricerca condotta dal proprio Centro Studi SIC Sanità in Cifre, evidenziando un possibilerisparmio per il SSN di 137 MLN di € con l’introduzione della rimborsabilità delle terapie farmacologiche per l’incontinenza d’urgenza, che oggi gravano sui pazienti per 18 MLN di €. Secondo la ricerca in Italia oltre l’80% dei pazienti con incontinenza da urgenza viene trattato con pannolini e solo il 20% con terapia farmacologica. Questa patologia nel nostro Paese interessa circa680.000 persone ovvero l’1,4% della popolazione. A rivolgersi ad un medico per questo problema sono 2 pazienti su 3; di questi solo 1 su 4 riceve cure farmacologiche, appena il 19% del totale, mentre gli altri ricevono il classico “pannolone”. Il costo complessivo per la gestione di questa patologia oggi è di 296 milioni di euro, di cui 278 milioni relativi al costo dei pannoloni, esclusi i costi per la distribuzione, a carico del SSN, e 18 milioni a carico dei privati per la terapia farmacologica non rimborsata dallo Stato.

“L’Italia è uno dei pochi Paesi in Europa in cui le persone incontinenti devono pagarsi le cure farmacologiche di tasca propria – commenta il Presidente di FederAnziani Roberto Messina. – Oltre al danno, la beffa, visto che l’attuale sistema, centrato sulla dispensazione dei pannoloni, invece di generare risparmio è fonte di uno spreco di ben 137 milioni di euro. Soldi che il servizio sanitario potrebbe risparmiare passando dal costoso e obsoleto sistema attuale alla rimborsabilità delle cure farmacologiche, come accade ovunque. Per non parlare del miglioramento che questo comporterebbe in termini di qualità della vita, considerato che oggi le Regioni, nella scelta dei sistemi assorbenti, privilegiano spesso il pannolone di minore costo, incuranti dei disagi per i malati che, disperati, rinunciano sempre più spesso a ritirare il pannolone alla ASL per acquistarne uno di marca in farmacia pagando di tasca propria”.

 

Nella maggior parte dei Paesi europei le terapie farmacologiche sono rimborsate fino al 100% del costo, con significativi benefici per le casse dello Stato, visto che il costo medio a paziente risulta inferiore fino al 60% rispetto all’Italia. La spesa media per paziente, infatti, in Italia è quasi il doppio della media europea, ovvero 706€ contro 386€. A rendere il costo così elevato è proprio la voce pannolini, pari a circa 3 volte il dato europeo. Secondo la ricerca, considerando il 71% dei pazienti come rispondenti alla terapia farmacologica (318.000), in caso di rimborsabilità della terapia farmacologica il totale della spesa per quest’ultima ammonterebbe a 28,5 milioni di euro, mentre i pazienti non rispondenti continuerebbero a ricevere le forniture di pannolini all’attuale costo di 870€ per paziente, generando una spesa di 112,5 MLN di €. La stima dei costi complessivi a carico del SSN passerebbe, dunque, dagli attuali 278 MLN di € a 141 MLN di €, con una riduzione pari a 137 MLN. “FederAnziani – aggiunge il Presidente, Roberto Messina – chiede al Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin e al Direttore Generale dell’AIFA, Luca Pani, di approfondire lo studio in questione e qualora ne siano confermati i risultati, chiede di rendere operativo il modello proposto”.

 

(Foto: il Torinese)

Il caso Grecia tra diritti del popolo e doveri del governo

“Mio padre operaio sindacalista mi spiegava, o perlomeno cercava di spiegare a me, giovane massimalista, che le lotte erano necessarie per affermare i diritti. Diritti sanciti da accordi contrattuali o aziendali. Mio padre era un uomo di buon senso”

 

grecia partenoneMolto bello l’articolo di Barbara Castellaro (Rubrica TEMPO DI CRISI  – ndr).  Letto e riletto. Perché ho imparato delle cose. Precisamente si sono rinverditi i ricordi degli studi liceali, in particolare sulla Grecia, culla della natia della democrazia e della filosofia, base per tutti i saperi. L’articolo parlava di Storia. Sicuramente di Storia con la Esse maiuscola, ma sempre di Storia. Il popolo greco ha due diritti fondamentali: vivere dignitosamente e difendere la propria sovranità nazionale. Ha un dovere:  restituire i soldi prestati. Del resto non sarebbe un popolo orgoglioso se non facesse fronte anche ai propri doveri. Sicuramente trattando i tempi di restituzione e sugli interessi, anche opponendosi ad eventuali altri sacrifici. Ma dopo le trattative si dovrà suggellare il tutto con un accordo. Ecco la parola magica e sintetica: accordo. 

 

Mio padre operaio sindacalista mi spiegava, o perlomeno cercava di spiegare a me, giovane massimalista, che le lotte erano necessarie per affermare i diritti. Diritti sanciti da accordi contrattuali o aziendali. Mio padre era un uomo di buon senso. E, a volte, mi sembra che questo buon senso manchi. Può anche darsi che, che in Europa ci sia uno scontro tra potere finanziario e diritti dei lavoratori. Analisi e categorie interpretative datate. Che non colgono la complessità della situazione. Ma, ripeto, ammettiamo, diciamo per semplificazione di ragionamento, che il conflitto sia tra questi due opposti. Dunque? Sempre l’accordo ci vuole. Sapendo ovviamente che l’accordo si fa con l’altro, che non siamo noi. Che l’accordo può essere insoddisfacente, ma migliore della rottura. Ecco la seconda parola chiave: rottura! Queste convinzioni mi hanno portato ad essere molto scettico sull’uso del referendum.

 

Se vincessero i “sì” si dimetterebbe il presidente del Consiglio e probabilmente il governo greco si scioglierebbe. Se vincessero i “no” si allontanerebbe la possibilità d’accordo. Mentre scriviamo è tornata in auge la voglia del Governo greco di trattare. Vedremo sperando. Alle possibili accuse di personale arrendevolezza verso la Bce rispondo: l’accordo serve anche a chi, come il popolo greco, ha bisogno di ulteriori prestiti, per continuare a “sbarcare il lunario”. In altre parole hanno bisogno di prestiti per continuare a vivere. Le conseguenze della rottura ricadrebbero non solo sulla comunità europea, ma inizialmente e principalmente sulla comunità greca. E ciò, sono sicuro, la brava autrice dell’articolo, Barbara Castellaro, non lo  desidera.

 

Patrizio Tosetto

Guglielmo Marconi e il brevetto della radio

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Era il 2 luglio del 1897, 118 anni fa 

 

Avere 118 anni e non mostrare nemmeno una ruga, denunciare un malanno, soffrire di un acciacco, è più unico che raro. Ed è così per l’invenzione che cambiò per sempre la storia dell’uomo: la radio. Era il 2 luglio del 1897 quando Guglielmo Marconi, a Londra,  ricevette il brevetto brevetto “Perfezionamenti nella trasmissione degli impulsi e dei segnali elettrici e negli apparecchi relativi”. Tre anni prima, a vent’anni, il giovane  Marconi iniziò i primi esperimenti sulle onde elettromagnetiche nella villa paterna di Pontecchio (oggi frazione del comune di Sasso Marconi, nel bolognese) ispirato agli studi sulle onde elettromagnetiche realizzati dal fisico tedesco  Heinrich Rudolf Hertz. Da quel momento lo scienziato iniziò una serie di esperimenti sulle trasmissioni a distanza, utilizzando mezzi di fortuna. La prima trasmissione telegrafica senza fili avvenne dal suo laboratorio alla collina di fronte, dove si era posizionato il fratello Alfonso insieme con l’aiutante Marchi. Marconi trasmise il segnale che azionò un campanello al di là della collina e un colpo di fucile in aria lo avvertì che l’esperimento era riuscito. Così Marconi, classe 1874, nel giro di qualche anno, realizzò l’apparecchiatura che, oltre a renderlo uno degli uomini più celebri del suo tempo, rese il mondo più vicino e più piccolo, annullando le distanze. Buona parte delle sue attività la svolse  tra l’Inghilterra e l’Irlanda poiché sua madre era irlandese e suo padre, pur essendo italiano, decise di assumere la cittadinanza britannica.

 

Il traguardo successivo dell’intraprendente Guglielmo, ottenuto il brevetto,  fu la prima comunicazione transoceanica, creando un collegamento dalla Cornovaglia,nella zona di Poldhu, all’isola canadese di Terranova, dall’altra parte dell’Atlantico, dimostrando così che la curvatura terrestre non rappresentava un ostacolo alle trasmissioni radio. L’esperimento riuscì il 12 dicembre 1901 ed è facilmente immaginabile l’entusiasmo che suscitò quando dal Canada Marconi inviò all’antenna installata in Inghilterra i tre punti che nel codice Morse indicano la lettera “S”. S’inaugurò da quel periodo l’era commerciale degli apparecchi radio, che lo stesso Marconi iniziò a costruire in serie con la propria società, la Marconi Wireless Telegraph Company. Il nuovo dispositivo si rivelò presto uno strumento essenziale per la sicurezza del trasporto marittimo, al punto che ogni nave ne venne dotata e l’addetto al suo funzionamento fu indicato con il nome di “marconista”, in onore dell’inventore del radiotelegrafo. Vale la pena ricordare, a riprova dell’utilità dei segnali radio i 1.700 viaggiatori del transatlantico Repubblic che vennero tratti in salvo durante il naufragio di quel piroscafo proprio grazie alla possibilità di lanciare un S.o.S via radio. A coronamento di questi successi venne  assegnato a Guglielmo Marconi il Nobel per la Fisica nel 1909, riconoscendogli “il contributo dato allo sviluppo della telegrafia senza fili”.

Marco Travaglini

 

Alla Venaria la preghiera come arte ed esperienza umana

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Una mostra coglie attraverso l’atto della preghiera il filo rosso che accomuna fedi e culture diverse

 

È un’estate all’insegna delle mostre quella in corso alla Reggia di Venaria Reale, alla Sala delle Arti. Alla luce della forte affluenza di pubblico, le due esposizioni presenti sono state prorogate. Quella intitolata “L’arte della bellezza. I gioielli di Gianmaria Buccellati” sarà visitabile  fino al 29 novembre. L’esposizione dal titolo “Pregare. Un’esperienza umana” sarà visitabile fino al 23 agosto. Inaugurata l’11 aprile scorso,  in concomitanza con l’Ostensione della Sacra Sindone a Torino, la mostra sulla preghiera, presso la Sala delle Arti al secondo piano, si concentra sull’atto della preghiera nell’arte, intesa come un fenomeno antichissimo che accomuna universalmente culture e culti diversissimi tra di loro, rappresentando l’anelito dell’uomo verso la divinità,  l’ascesi, la perfezione, ma anche la richiesta di aiuto e di protezione rivolta al divino.

 

L’esposizione ne traccia un significativo racconto attraverso oggetti, immagini, video e opere provenienti da musei di tutto il mondo. Ideata e curata da Franco La Cecla e Lucetta Scaraffia,   la mostra è realizzata dal Consorzio La Venaria Reale in collaborazione con l’associazione Sant’Anselmo Imago Veritatis.  Si compone di mille metri quadrati di oggetti e testimonianze della pietà popolare, colte attraverso culti diversi, quali l’induismo, il buddismo,  il cristianesimo occidentale e orientale,  l’islam,  l’ebraismo. nLa continuità,  la ripetizione,  la circolarità sono i tre fenomeni che accompagnano il visitatore in questo viaggio speciale. L’uomo prega, infatti, creando magnifiche coreografie, ruotando, saltando, inginocchiandosi e prostrandosi,  intonando canti e cori, andando anche in trance. Il visitatore viene invitato a entrare in questi mondi attraverso gli oggetti che aiutano la preghiera, i suoni e le musiche che l’accompagnano. Figurano la statua di Shiva danzante, la ruota che moltiplica i mantra, costruita da due lama,  oggetti in argento provenienti dalla Sinagoga di Casale Monferrato, il culmine dorato di un minareto, fino agli astrolabi per calcolare i tempi annuali della preghiera islamica e all’inginocchiatoio di San Carlo Borromeo.

 

È anche possibile una partecipazione agli stessi riti nella profondità di una multiproiezione avvolgente, curata dal regista Stefano Savona, che ha realizzato due ore circa di filmati negli ultimi mesi in Nepal, Turchia, Etiopia,  Francia e Italia, in cui la preghiera è colta da tre punti di vista diversi e proiettati in uno spazio che avvolge lo spettatore.  Da parte dei curatori della mostra, la storica Lucetta Scaraffia e l’antropologo Franco La Cecla,  è stato individuato un sottile fil rouge che lega gli esseri umani, proprio a partire dalla riflessione sulla preghiera, simbolizzata dalle centinaia di rosari in esposizione; si tratta di uno strumento che i fedeli delle più diverse religioni usano per formulare in maniera ripetitiva la propria devozione, come se si percorresse un circolo. Il rosario è, infatti, presente con più o meno grani nella religione cristiana, nel buddismo, nell’Islam, nell’induismo,  in Asia e in Europa, oltre che in America latina. La mostra è sotto l’Alto patronato dell’Arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia,  e patrocinata dal Comitato per la Solenne Ostensione della Sindone 2015.

 Mara Martellotta

 

Orari: da martedì a venerdì dalle 9 alle 17.

Sabato,  Domenica e festivi: dalle 9 alle 19.

Lunedì chiuso.

Il ministero soccorre l'ateneo torinese per la rimozione dell'amianto da Palazzo Nuovo

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L’università ha stimato, secondo quanto riferito al Miur, un costo per tutti gli interventi necessari per l’intero edificio superiore ai due milioni di euro

 

L’ accordo siglato nel 2011 tra Miur e Università di Torino ammontava a circa 237 milioni di euro di cui il 50% di competenza ministeriale.  Nella lettera inviata dal ministero  a Umberto D’Ottavio, deputato del Pd membro della VII commissione di Montecitorio, sul tema della presenza di amianto a Palazzo Nuovo si legge: «Il Miur potrà contribuire a dare un supporto all’Università di Torino per risolvere nel minore tempo possibile le problematiche legate alla prevenzione e alla sicurezza nella misura in cui siano disponibili fondi per interventi specifici di manutenzione straordinaria o di investimento». «Nell’anno 2011 – prosegue la lettera  – è stato definito una apposito accordo di programma tra il Miur e l’Università. In virtù di tale accordo negli anni l’Ateneo ha potuto effettuare significativi investimenti sul fronte edilizio, anche funzionali a concorrere a risolvere i problemi in tema di sicurezza delle sedi e degli ambienti di lavoro. Posto ciò, sarà cura del Ministero monitorare modalità e oneri connessi alla soluzione definitiva della problematica rappresentata. L’Ateneo ha stimato, secondo quanto riferito al Miur, un costo per tutti gli interventi necessari per l’intero edificio superiore ai due milioni di euro». 

 

La trilogia di Woody Allen sotto la Mole

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Mini rassegna dedicata a Woody Allen che si tiene dal primo al 18 luglio al Cinema Massimo 

 

Il grande regista e attore newyorkese arriva sotto la Mole nella ‘Trilogia di New York’, la mini rassegna dedicata a Woody Allen che si tiene dal primo al 18 luglio al Cinema Massimo, promossa dal Museo del Cinema in omaggio all’artista americano che al Festival di Cannes ha presentato ‘Irrational Man’. A Torino sono in programma  ‘Io & Annie’ (1 luglio), ‘Manhattan’ (7 luglio) e ‘Broadway Danny Rose’ (18 luglio).

La Rivelazione di Macaluso alla Feltrinelli

Attraverso la formula dell’infotainment ha condiviso con i presenti le sue conoscenze e gli antidoti per difendersi dalle tecniche di manipolazione del cosiddetto marketing sporco

 

feltrinelliÈ stato un successo preannunciato l’incontro di presentazione del libro Dirty Marketing in programma nel punto vendita Lingotto de La Feltrinelli. La struttura ha accolto a stento le persone accorse per ascoltare l’esperto di marketing Emmanuele Macaluso, al suo ritorno alle presentazioni live dopo la lunga pausa per la fine della post produzione del docu-film LA RIVELAZIONE che lo vede come protagonista.Macaluso ha intrattenuto il pubblico per più di un’ora e mezzo. Attraverso la formula dell’infotainment ha condiviso con i presenti le sue conoscenze e gli antidoti per difendersi dalle tecniche di manipolazione del cosiddetto marketing sporco. L’occasione è stata utile anche per presentare uno speciale di circa 5 minuti del docu-film La Rivelazione in uscita entro la fine del 2015. Al termine della presentazione, la science-star torinese ha risposto alle numerose domande, ha firmato le copie del suo libro e si è intrattenuto a parlare con grande disponibilità con il pubblico nel post presentazione.

Polizia sui treni nella tratta Torino-Cuneo

Le persone controllate sono al momento una settantina

 

treno1Sono in corso i controlli della polizia ferroviaria nelle stazioni di Fossano e Savigliano, in provincia di Cuneo, sui  treni della tratta Torino-Cuneo-Ventimiglia,  con le scorte a bordo. Le persone controllate sono al momento una settantina, compresi una quarantina di stranieri e anche quattro minorenni. In corso approfondimenti sulle singole posizioni soggettive. La vigilanza è stata rafforzata dopo diversi episodi di furti e aggressioni.

 

(Foto: il Torinese)

Old Wild West investe su Grugliasco

40 nuovi collaboratori per la catena di ristoranti che punta sul territorio piemontese e avvia il suo locale numero otto in regione. Alla base del successo di questo marchio famoso per le sue inconfondibili ambientazioni che ricordano il far west, c’è una costante e accurata ricerca della qualità del servizio e dei prodotti

 

 

OWWOld Wild West, la più grande catena di steak house d’Italia, nota e amata in tutto il territorio nazionale per le location in perfetto stile western, punta e investe nella provincia di Torino, dove il prossimo 2 luglio avvia il suo nuovo ristorante. Si aprono così nuove e importanti opportunità di crescita per il territorio e per i suoi abitanti, infatti per l’avviamento del nuovo ristorante, sono stati accuratamente selezionati e formati 40 giovani collaboratori ai quali Cigierre – Compagnia Generale Ristorazione SpA, azienda proprietaria e creatrice del format e punto di riferimento italiano nello sviluppo di ristornati etnici in franchising, ha destinato un percorso formativo di due settimane all’interno della propria Academy. Un investimento che l’azienda friulana compie per ogni apertura, con l’obiettivo di garantire sempre gli alti standard che caratterizzano gli oltre 120 ristoranti della catena Old Wild West, nei quali un servizio impeccabile e la selezione delle materie prime sono ritenuti fondamentali per la qualità degli hamburger, dei piatti a base di carne italiana e argentina alla griglia e le specialità Tex-Mex, tutto offerto sempre a un prezzo sostenibile.

 

Situato all’interno del centro commerciale Le Gru, il nuovo ristorante, il numero otto in regione, si sviluppa su una superficie di 520 metri quadri per un totale di 230 posti a sedere, di 40 sono in un luminoso e ampio dehor. Una location curata e spaziosa, concepita per vivere un’esperienza emozionante con la propria famiglia o con gli amici. Le originali selle dei cowboy, le carovane, le botti di legno e i totem degli indiani d’America, tutto è pensato per regalare ai clienti un set cinematografico nel quale immergersi e cenare, oppure dove trascorrere la propria pausa pranzo, un break veloce e all’insegna del divertimento.

 

 

Chi è Cigierre

Nata a Udine nel 1995, Cigierre – Compagnia Generale Ristorazione Spa – è riconosciuta oggi come indiscusso punto di riferimento nel casual dining e nello sviluppo di ristoranti multietnici diretti o in franchising. L’azienda è proprietaria dei brand Old Wild West, Wiener Haus, Arabian Kebab, e Kukkuma. Fiore all’occhiello di Cigierre è Old Wild West, la steak house nota su tutto il territorio nazionale per la ricca offerta di hamburger, specialità Tex-Mex e piatti di carne argentina e irlandese alla griglia. La riconoscibilità del marchio è dovuta anche all’accurato studio e alla scelta degli arredi in perfetto stile western, capaci di trasmettere emozioni ai propri clienti. L’impegno di Cigierre è rivolto alla costante ricerca di materie prime di qualità – selezionate direttamente dall’azienda – e nell’utilizzo di attrezzature che rispondano ad alti standard di efficienza e sicurezza per la preparazione ed il servizio delle pietanze. A questo si affianca una continua attenzione alla formazione del personale, attraverso la quale il know-how acquisito in quasi vent’anni di attività viene trasferito agli operatori di sala e di cucina. Inoltre, ogni punto vendita è costantemente monitorato per verificare e garantire il mantenimento degli standard di qualità imposti da Cigierre. L’azienda è caratterizzata da una forte politica di espansione sul territorio che prevede l’apertura di circa 25 punti vendita all’anno.


www.oldwildwest.com

 

"Scelte da prendere: il futuro del nostro impegno e del Centrodestra"

NUOVA GENE

Un’occasione per tracciare un bilancio dell’anno sociale appena trascorso e per un’analisi e un dibattito su come potrebbe evolversi la situazione politica nei prossimi mesi

 

Venerdì 3 luglio 2015, alle ore 21, presso la Sala Proiezioni della Piazza dei Mestieri 2 (via Jacopo Durandi 10, Torino), si terrà l’incontro conclusivo dell’Anno Associativo 2014-2015 dell’Associazione Nuova Generazione, dal titolo “Scelte da prendere: il futuro del nostro impegno e del Centrodestra”. Interverranno l’On. Massimiliano Salini, Europarlamentare del Gruppo PPE, Valentina Castaldini, Portavoce Nazionale NCD e Consigliera Comunale di Bologna, Silvio Magliano, Vice Presidente Vicario del Consiglio Comunale di Torino, e Giampiero Leo, Componente della Direzione Nazionale NCD. Un’occasione per tracciare un bilancio dell’anno sociale appena trascorso e per un’analisi e un dibattito su come potrebbe evolversi la situazione politica nei prossimi mesi.

 

Per ulteriori informazioni: E-mail info@associazionenuovagenerazione.it – Tel. 011.19821320.