redazione il torinese

Una domenica gratis sui tram e (quasi) sul metrò

 Per la Settimana Europea della Mobilità Sostenibile

 

tram coloriOggi, domenica 20 settembre 2015, nell’ambito delle iniziative per la Settimana Europea della Mobilità Sostenibile si viaggerà gratis sulla rete urbana e suburbana. Sulla metropolitana sarà invece possibile viaggiare per l’intera giornata con un solo biglietto ordinario da € 1,50 (l’iniziativa vale unicamente per i biglietti singoli e non per i carnetmetro gente elettronici da 5 e 15 corse).

 

 http://www.gtt.to.it/…/1952-torino-mobility-week-2015-visit…

 

(Foto: il Torinese)

Tre performance di Aterballetto alle Fonderie Limone per Torinodanza

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Upper-East -Side,  E-ink e Antitesi, una riflessione sulla costante analogia tra danza e musica e danza e scrittura

 

Nell’ambito di Torinodanza,  alle Fonderie Limone,  andranno in scena martedì 22 settembre prossimo tre performance, seguendo un unico fil rouge, quello della tradizione coreutica di Aterballetto. A partire dalle 19.30 saranno eseguite queste performance sotto la direzione di due  coreografi di fama internazionale,  come Michele Di Stefano e Antonis Foniadakis.  La serata prenderà avvio con un lavoro corale firmato da Michele Di Stefano, dal titolo “Upper- East-Side”, un interrogarsi sul tema del luogo e della sua definizione relazionale. Seguirà “E-ink”, una rapida riflessione sempre di Di Stefano sulle tematiche del linguaggio e della scrittura. Lo spettacolo debutto’ nel 1999, ottenendo un enorme successo sia di pubblico, sia di critica, e ora viene riproposto grazie al progetto RIC.CI, ovvero  “Reconstruction Italian Contemporary Coreography anni Ottanta Novanta”, su ideazione e direzione di Marinella Guatterini.  A concludere la serata sarà “Antitesi”, in cui il greco Antonis Foniadakis utilizzerà la rapidità del linguaggio fisico per cesellare passaggi musicali sempre nuovi.

 

“Upper- East-Side” rappresenta un geniale connubio di geografia e coreografia, in cui la mappatura spaziale diventa necessità di abitare, di esplorare e di attraversare,  e dove il turista si interroga sul suo ruolo e sulla sua presenza, spesso poco opportuna e poco organica, proprio come si verifica in opere quali “Il giro del mondo in 80 giorni”, “Grand tour”, “Robinson”.  In Upper – East Side  movimenti e azioni dinamiche si sviluppano nello spazio e nel tempo seguendo un ritmo matematico di entrate e uscite, accelerazioni e dispersioni, saldamente,  modificando l’ambiente di chi lo abita e la grammatica coreografica sottesa all’azione.  Sulle musiche originali di Lorenzo Bianchi Hoesh si componequali, sotto gli occhi dello spettatore, un’architettura di danza che parte dall’esplorazione della propria collocazione fisica e geografica.  Ciascuno dei nove interpreti esegue un assolo, accanto e contemporaneamente, a quello degli altri, ma senza creare interazione. L’azione si ripete e crea delle conseguenze spaziali e ambientali, che portano il paesaggio a trasformarsi. “E ink” è,  invece, il titolo di un ambizioso progetto che vuol tradurre l’indicibile in codici trasmissibili, senza, però dimenticare le componenti della danza, del movimento e del contrappunto tra corpi e ritmo.

 

Questo lavoro è nato dalla curiosità di Di Stefano per le modalità di trasmissione dei messaggi oracolari e divinatori,  la cui comunicazione è esatta e ambigua al tempo stesso, in quanto risulta il prodotto di una destabilizzazione.  Nel cambiamento costante degli stati corporei,  nel loro rimescolamento,  che non è consequenziale, è possibile avvicinarsi a un punto di vista non ordinario e alle potenziali compositive di una scrittura mutante.  A distanza di 15 anni, gli inchiostri elettronici si sono moltiplicati e il futuro è diventato presente. Interpreti di questo lavoro sono Damiano Artale e Philippe Kratz.  Velocità,  agilità,  potenza, tecnica e precisione si condensato in “Antitesi”, la prima creazione del coreografo e danzatore di origine greca Andonis Foniadakis.  35 minuti di puro spettacolo.  L'”antitesi” è quella che nasce tra la musica barocca e quella contemporanea, nella quale sono immersi i diciotto danzatori della compagnia,  nell’alternarsi di tempi lenti e veloci in continuo dialogo tra loro,  nella morbidezza delle curve sinuose e nella spigolosita’ di quelle spezzate,  nel continuo passaggio tra maschile e femminile. Il viaggio musicale di Antitesi è costituito da musiche italiane dal Seicento a oggi, tra cui composizioni di Alessandro Scarlatti, Giuseppe Tartini e  Giovan Battista Pergolesi,  fino a approdare a autori contemporanei, quali Giacinto Scelsi e Fausto Romitelli, in un’ analogia costante con la danza, che talvolta diventa un doppio astratto della musica.

Mara Martellotta

In memoria dei Moti del 1864

Lavazza cavallo

Le proteste di piazza seguivano la decisione di trasferire la capitale del neonato Regno d’Italia da Torino a Firenze, già con l’occhio a Roma

 

Il 21 e 22 settembre nel 1864 per la storia di Torino e del Piemonte è una data da cerchiare in rosso. Rosso come il sangue dei torinesi (e dei piemontesi) che caddero sotto il fuoco dei carabinieri reali, della polizia e dei soldati che soffocarono così, molto duramente, le proteste di piazza che seguivano la decisione di trasferire la capitale del neonato Regno d’Italia da Torino a Firenze, già con l’occhio a Roma dove venne portata nel 1870 dopo la breccia di Porta Pia con i bersaglieri di Lamarmora che misero fine al potere temporale di Papa Pio IX. L’episodio della città sabauda, però , nella storiografia ufficiale passò in secondo piano, anzi, venne minimizzato e non è ricordato nei libri di scuola. In tutto furono cinquantadue gli uomini, le donne ed i bambini che persero la vita e quasi 200 i feriti.

 

Nonostante l’episodio avesse suscitato raccapriccio in tutta Europa, l’indagine venne archiviata e nessuno venne individuato come colpevole. Sino ad oggi anche la toponomastica di una Torino, che è diventata via via sempre più cosmopolita (pur mantenendo, anzi cercando di mantenere le proprie radici, grazie anche all’impegno di associazioni e movimenti che lo ricordano alle istituzioni) sembra avere rimosso quasi del tutto quanto avvenne in quelle due tragiche giornata con poche eccezioni, una è quella di Roberto Gremmo nel suo bel libro “La prima strage di Stato, il massacro di Torino del 1864”. Negli anni c’è stata soltanto la posa di una piccola lapide in un angolo di piazza San Carlo.

 

Gioventura Piemonteisa per non dimenticare organizza un incontro domenica 20 settembre, in piazza San Carlo, sotto il Caval ed Bronz, alle ore 16, nel cuore di Torino, per una commemorazione popolare e la deposizione di un omaggio floreale, sotto lo slogan “ricordare è un dovere”. Ed effettivamente tutte le operazioni di recupero della memoria non sono mai negative e meriterebbero maggiore attenzione dalle istituzioni, proprio perché sono, comunque, a prescindere da qualsiasi tendenza o ambito politico, di un patrimonio culturale comune ad un luogo.

 

Massimo Iaretti

 

 

 

 

El pueblo unido jamas sera vencido

 INTI ILLIMANI

Costretti all’esilio nel 1973 in conseguenza del golpe militare che portò Augusto Pinochet e la sua giunta delle forze armate al potere, rovesciando il governo di sinistra di Salvator Allende, sono rientrati in patria nel 1988

 

Chi ha dai cinquant’anni in su non dimenticherà senz’altro il nome Inti Illimani. E soprattutto la loro esecuzione di El pueblo unido jamas sera vencido di Sergio Ortega che divenne popolare proprio grazie a questo gruppo cileno, che divulgò in Italia e nel mondo la musica andina. Domenica 20 settembre gli Inti Illimani saranno nuovamente in Italia (che di buon grado puà essere considerata la loro seconda Patria) per un concerto a Santena che si terrà alle ore 20.30 allo stadio comunale di via Tetti Agostino 31. Il costo del biglietto è di euro 15 e 12 per i residenti. Ma chi sono ? Il Inti Illimani sono un gruppo vocale e strumentale cileno nato nell’ambito del movimento della Nueva Cancion Chilena, tuttora attivo, seppure diviso in due gruppi, gli Inti Illimani e gli Inti Illimani Historico che sarà quello che suonerà e canterà a Santena. Costretti all’esilio nel 1973 in conseguenza del golpe militare che portò Augusto Pinochet e la sua giunta delle forze armate al potere, rovesciando il governo di sinistra di Salvator Allende, sono rientrati in patria nel 1988 dove hanno proseguito l’attività musicale anche attraverso un rinnovamento nel repertorio e nelle composizione del gruppo stesso.

 

Massimo Iaretti

Casa Mosso in festa con la Pro Loco

cavagnolo

Sono previsti uno stand gastronomico, serate danzanti, il tradizionale raduno annuale delle macchine agricole

 

Sabato 19 e domenica 20 settembre la Pro loco di Cavagnolo organizza la festa nella Borgata Casa Mosso. Sono previsti uno stand gastronomico, serate danzanti, il tradizionale raduno annuale delle macchine agricole, oltre ad iniziative per bambini con giochi e tanti altri divertimenti. E domenica con ritrovo alle ore 8 presso la Borgata, si svolge la quarta edizione della corsa podistica su un tracciato di cinque chilometri, aperta a tutti, denominata “Munta e cal ed ca’ D’Moss”.

 

Massimo Iaretti

Evade dai domiciliari e rapina farmacia

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Il bandito, un pregiudicato di 50 anni  è stato fermato dalla guardia di finanza subito dopo aver compiuto il colpo

 

Si era sbarazzato dei vestiti e della pistola utilizzati per rapinare una farmacia, la Maria Ausiliatrice, a Torino. Ma il bandito, un pregiudicato di 50 anni  è stato fermato dalla guardia di finanza subito dopo aver compiuto il colpo. Il rapinatore era evaso dagli arresti domiciliari. La refurtiva di 600 euro è stata recuperata.  un sospiro di sollievo. Questa era la quarta rapina nell’ultimo anno per il farmacista.

 

(Foto: il Torinese)
   

Controlli dei Civich nella notte, 160 auto fermate: sei ubriachi e due sotto effetto di droga

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In collaborazione con i volontari  della Croce Rossa e del Centro Antidoping

 

Nella notte controlli straordinari della polizia municipale, contro il fenomeno della guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto stupefacenti. I Civich, in collaborazione col personale della Croce Rossa e del Centro Antidoping hanno fermato circa 160 conducenti in piazza Castello, piazza Carducci e largo Marconi. Di questi, 6 sono risultati positivi all’alcoltest, 2 all’uso di droga. Altri 40 verbali sono stati scritti per violazioni varie del codice della strada.

 

(Foto: il Torinese)

Umberto Eco riceverà la cittadinanza onoraria di Orta San Giulio

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Tra la fine degli anni ’50 e l’inizio degli anni ‘60, lo scrittore amava trascorrere le ferie sul Sacro Monte, al “conventino”, una costruzione adiacente la chiesa del convento francescano

 

Umberto Eco riceverà la cittadinanza onoraria di Orta. Il riconoscimento gli verrà attribuito nella cittadina sull’omonimo lago tra fine anno e inizio del prossimo, dopo che il celebre scrittore ha accettato l’invito dell’amministrazione comunale ortese. Non si tratta  soltanto di un omaggio alle citazioni che l’autore di “Baudolino” e de “ Il nome della rosa” ha dedicato al lago d’Orta e all’isola di San Giulio nel suo ultimo romanzo, “Numero zero”. Come il protagonista del romanzo, il ghostwriter  Colonna, anche Umberto Eco, tra la fine degli anni ’50 e l’inizio degli anni ‘60, amava trascorrere le ferie sul Sacro Monte, al “conventino”, una costruzione adiacente la chiesa del convento francescano, di proprietà privata, che Eco affittava per qualche settimana. “Io al crepuscolo guardavo incupito il lago che s’incupiva. L’Isola di San Giulio, così radiosa sotto il sole, sorgeva dalle acque come l’isola dei morti di Böcklin” .

 

Così , nel suo “Numero Zero” , Umberto Eco fa parlare il protagonista che, come lui, ama la riviera del lago d’Orta, e probabilmente colloca aECO UMBERTOl “conventino” la casa ereditata dalla amica del protagonista, Maia, che diventerà un rifugio sicuro dal quale si gode, appunto, la visione dell’isola di San Giulio. Un libro insolitamente breve per i canoni di Eco (circa 210 pagine) e anche insolitamente semplice (solo otto personaggi, ma sono appena la metà quelli che effettivamente hanno una qualche consistenza) e temporalmente “compatto” (quasi tutto si svolge in due mesi a Milano, in quel 1992 a cavallo tra lo stragismo di mafia e gli scandali di Mani Pulite). Nel periodo in cui vi soggiornava Eco, frequentavano Orta anche Mario Soldati e Mario Bonfantini. E lì, lo scrittore alessandrino, aveva stretto amicizia con Roberto Leydi, musicologo, che abitava lungo l’antica via di accesso al borgo. Quella  ad Orta, per l’autore de “Il cimitero di Praga”, sarà quasi una rimpatriata e l’intera comunità lo attende a braccia aperte.

 

Marco Travaglini

IL VOLO DELL'ARCOBALENO

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C’era anche la mitica Graziella di Villar Perosa,  che a 74 anni era impaziente di lanciarsi, rivivendo l’emozione che da bambina l’aveva vista volare giù per una corda tesa in campagna

 

A Frassinetto nel Canavese si può provare il brivido del volo. Si chiama il volo dell’Arcobaleno. Si compone di un lungo cavo metallico che attraversa la valle per una lunghezza di 1800 m al quale si viene appesi con una carrucola ed un apposito imbrago che consente una posizione di volo come quella dei supereroi, equipaggiati con caschetto e maschera antivento. Ci si lancia nel vuoto dalla stazione di partenza ad un altezza di 1298 m tra il verde della valle e il luccicare dei corsi d’acqua sottostanti,rassicurati ed incoraggiati dagli addetti alla struttura.E…..si volaaaaaaaa!

 

Si può,raggiungere una velocità fino a 130-140 km/h giungendo, carichi di nuova vitalità, alla stazione di arrivo a quota 1040m. Si può volare da soli od in coppia! Nel mio gruppo di amici a volare c’era la mitica Graziella di Villar Perosa (To) che a 74 anni era impaziente di lanciarsi, rivivendo l’emozione che da bambina l’aveva vista volare giù per una corda tesa in campagna.Questa volta si è divertita un sacco..senza nemmeno scorticarsi le mani! Eccola in arrivo con suo figlio Diego.

 

Antonella Ciliberto

A Torino 1286 buche nell'asfalto: molte sono pericolose

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Il dato emerge da una ricerca della polizia municipale, svolta su incarico del pm Raffaele Guariniello

 

In città ci sono 1.286 buche di media o alta pericolosità. Il dato emerge da una ricerca della polizia municipale, svolta su incarico del pm Raffaele Guariniello. Il magistrato sta esaminando  numerosi esposti da parte dei cittadini relativi a incidenti causati dai dissesti nell’asfalto. In passato ci fu persino una vittima. Le buche si trovano soprattutto nei quartieri Madonna di Campagna (232) e San Salvario (208). Non ne è priva nemmeno Crocetta, zona in cui sono state rilevate 96 buche nonostante la non elevata estensione territoriale del quartiere.

 

(Foto: il Torinese)