redazione il torinese

Lattes Grinzane: primo appuntamento il 13 aprile

Battute finali per la IX edizione del “Premio Lattes Grinzane 2019”. Ormai quasi in vista il traguardo, il primo appuntamento è per sabato 13 aprile, alle ore 10,30, a Cuneo in via Roma 15, presso la sede della Fondazione CRC, ente che collabora e sostiene il Premio per il triennio 2017-2019. In quella sede e in quella data, si terrà la cerimonia di designazione – aperta al pubblico e a ingresso gratuito – dei cinque romanzi finalisti di quest’anno per la sezione Il Germoglio (destinata alla scoperta di opere contemporanee di narrativa edita, innovative e originali, di scrittori italiani e stranieri) e del vincitore assoluto per la sezione La Quercia (dedicata a Mario Lattes pittore, scrittore ed editore scomparso nel 2011), con cui si intende premiare un autore internazionale che, nel corso del tempo, si sia dimostrato meritevole di un condiviso apprezzamento critico e di pubblico.

A condurre l’incontro sarà la giornalista Chiara Pottini e, in prima fila, siederanno gli studenti delle scuole piemontesi facenti parte delle Giurie Scolastiche del Premio: il Liceo Scientifico Statale “C. Darwin” di Rivoli (Torino), l’Istituto di Istruzione Superiore “G. Govone” di Alba (Cuneo), il Liceo “A. Avogadro” di Biella e il Liceo Classico Statale “G. F. Porporato” di Pinerolo (Torino).

Ad annunciare i cinque romanzi finalisti e il vincitore assoluto della sezione La Quercia saranno i componenti della Giuria Tecnica, presieduta da Gian Luigi Beccaria, linguista, critico letterario e saggista. Le cinque opere finaliste saranno scelte sulla base del loro valore letterario e della rappresentatività delle tendenze più vive e originali della narrativa contemporanea e rese note in tempo reale sull’account Twitter @BottariLattes e sulla pagina Facebook della Fondazione Bottari Lattes.

La parola passerà quindi ai giovani: tra aprile e settembre 2019 i cinque libri saranno letti e discussi dai 400 studenti delle 25 Giurie Scolastiche, 24 scelte in modo da coprire tutto il territorio della Penisola, alle quali si aggiunge la Giuria estera di Madrid, presso la Scuola Italiana Statale.

Sabato 12 ottobre, presso il Castello di Grinzane Cavour alle ore 16.30, i ragazzi esprimeranno in diretta il loro voto per proclamare il vincitore nel corso della cerimonia di premiazione in cui saranno presenti tutti i finalisti, che riceveranno un premio in denaro di 2.500 euro ciascuno. Al vincitore andrà un ulteriore premio di 2.500 euro.

Negli anni precedenti i vincitori sono stati: Yu Hua (Feltrinelli) nel 2018; Laurent Mauvignier (Feltrinelli) nel 2017; Joachim Meyerhoff (Marsilio) nel 2016; Morten Brask (Iperborea) nel 2015;Andrew Sean Greer (Rizzoli) nel 2014; Melania Mazzucco (Einaudi) nel 2013; Romana Petri (Longanesi) nel 2012; Colum McCann (Rizzoli) nel 2011.

Venerdì 11 ottobre, l’autore vincitore per la sezione La Quercia terrà una lectio magistralis al Teatro Sociale di Alba (ore 18) su un tema letterario a propria scelta. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti. Le precedenti edizioni della Quercia sono state vinte da António Lobo Antunes (2018; Feltrinelli), Ian McEwan (2017; Einaudi), Amos Oz (2016; Feltrinelli), Javier Marías (2015; Einaudi), Martin Amis (2014; Einaudi), Alberto Arbasino (2013; Adelphi), Patrick Modiano (2012; Einaudi e Guanda), Premio Nobel 2014, EnriqueVila-Matas (2011; Feltrinelli). Il vincitore della sezione La Quercia otterrà un premio di 10.000 euro.

Il Premio Lattes Grinzane è organizzato dalla Fondazione Bottari Lattes sotto gli auspici del Centro per il libro e la lettura e con il sostegno di: Mibac, Regione Piemonte, Fondazione CRC (principale sostenitore per il triennio 2017-2019), Fondazione CRT, Banca D’Alba, Città di Cuneo, Comune di Alba, Comune di Grinzane Cavour, Comune di Monforte d’Alba, Cantina Giacomo Conterno, Cantina Terre del Barolo, Enoteca Regionale Piemontese Cavour, Unione di Comuni Colline di Langa e del Barolo, Banor, Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, Felicin-Ristorante Albergo Dimora Storica, La Ribezza Boutique Hotel.

g.m.

Info: 0173.789282 - eventi@fondazionebottarilattes.it

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Il fascino dei Jukebox

Tra i primi in Italia  a costruirli ci fu la Microtecnica di Torino, un’azienda con sede in piazza Arturo Graf, nei pressi  via Madama Cristina

juke boxEra un mercoledì, il 22 giugno del 1927. Un giorno apparentemente come tanti altri se non fosse che proprio quel mercoledì vennero messi in vendita i primi Jukebox. E fu una vera e propria rivoluzione per la musica. Bastava introdurre una moneta e girare una manovella per selezionare un disco tra quelli esposti in una vetrina rettangolare. Così funzionavano i fonografi a moneta, antesignani dei jukebox moderni, che furono messi in commercio per la prima volta dalla Ami, un’azienda già nota per la produzione di pianoforti a gettoni, la cui diffusione aveva aperto la strada ai mitici “contenitori armonici” (traduzione letterale del termine). Le prime versioni di jukebox erano in legno e contenevano 12 dischi a 78 giri. I prodotti Ami si affermarono soprattutto in Europa mentre negli Usa conquistarono il mercato marchi come Wurlitzer, Seeburg e Rock-Ola. Tra i primi in Italia  a costruirli – su licenza della Ami – ci fu la Microtecnica di Torino, un’azienda con sede in piazza Arturo Graf, nei pressi  via Madama Cristina, nel rione di San Salvario, specializzata nelle lavorazioni meccaniche di precisione. I cari, vecchi jukebox, hanno sempre esercitato un grande fascino, offrendo la colonna sonora per intere generazioni che si sono incrociate, magari nel lido di una spiaggia o in un bar di uno sperduto paesino. Del jukebox , i meno giovani, rammentano non solo i motivi delle canzoni ma anche il rumore del gettone o della moneta, il clank clank della meccanica che si muoveva per selezionare il disco, il fruscio dei 45 giri di vinile suonati decine di volte al giorno. Injuke box 2 Italia il jukebox divenne celebre grazie al Festivalbar, trasmissione che premiava la canzone più “gettonata” nei jukebox di tutto il paese. Non si contano i film dove i  jukebox accompagnano le scene, come in Grease ma non vi è dubbio che una delle figure mitiche è stata quella di Arthur Fonzarelli, il “Fonzie” della  famosissima serie televisiva Happy Days, che faceva partire quello del ristorante diArnold’s con un pugno, ascoltando i successi di Elvis Presley. Poi, nel tempo,  sono venuti i mangiadischi (i giradischi portatili), le audio cassette da infilare nel registratore o nell’autoradio,  i cd dei Walkman  e infine i lettori Mp3 e chissà qual’altra diavoleria. Ma il jukebox rimane il jukebox. E niente e nessuno potrà prenderne il posto nella storia.

 

Marco Travaglini

VERSO IL DEBUTTO DEL GRAND ROAD 2019 VENEZIA – MONTECARLO

L’evento motoristico di riferimento per le Supercar moderne più glamour dell’anno

L’attesa per il Grand Road 2019 Venezia-Montecarlo inizia a farsi palpabile. L’esclusivo evento organizzato dalla Scuderia Mantova Corse (già conosciuta per le 28 edizioni del Gran Premio Nuvolari) e riservato a Supercar moderne (1982 – 2019) di tutte le marche, si disputerà dal 30 maggio al 2 giugno 2019, con un percorso mozzafiato tra le bellezze dell’Italia settentrionale, e un’incursione finale in terra francese, coronata dall’arrivo nel Principato di Monaco. Il Grand Road prenderà il via tra poco meno di due mesi da Venezia, debuttando sulla scena automobilistica internazionale con un format innovativo e un’allure squisitamente glamour. Sarà un concentrato modaiolo di novità, turismo a 5 stelle e prestazione, a cui la Scuderia Mantova Corse sta lavorando intensamente da diversi mesi, perfezionando aspetti tecnici, logistici e d’immagine. Una gara che affascinerà gli appassionati, dando loro l’occasione ideale per godere della propria Supercar e delle meraviglie del Bel Paese, misurando al contempo le proprie abilità di guida. Non mancherà infatti ilbrivido adrenalinico della competizione: gli equipaggi avranno l’opportunità unica di testare le performance dei propri “bolidi” all’interno di due luoghi ricchi di fascino e allure motoristica, l’Autodromo Nazionale di Monza, tempio della velocità per eccellenza, e la Pista di Prova FCA all’interno del Circuito di Balocco (VC). La manifestazione sarà anche un’occasione per rilassarsi entro una cornice di ospitalità alberghiera e ristorativa di ottimo livello. A Venezia, dopo le verifiche tecniche e sportive, la serata inaugurale di giovedì 30 maggio si svolgerà presso il meraviglioso Hilton Hotel Molino Stucky, affacciato sulle sponde dell’Isola della Giudecca. Il giorno seguente, venerdì 31 maggio, si entrerà nel vivo della kermesse: gli equipaggi partiranno dalla Serenissima per arrivare a Como. Una prima tratta di 400 km tra Alpi e laghi del Nord Italia, rinfrancata dal lunch break a Castel Ivano di Trento, maestosa residenza nobiliare medievale. Le auto proseguiranno poi verso il Parco Naturale dell’Adamello, il Passo del Tonale e arriveranno nel suggestivo scenario del Lago di Como per la serata, organizzata presso la terrazza panoramica dell’Hilton Como Lake Sabato 1 giugno le vetture affronteranno la seconda tappa di 300 km lungo la tratta Como – Torino.  Nella mattinata gli equipaggi arriveranno presso l’Autodromo Nazionale di Monza per confrontarsi in pista, proseguendo poi l’itinerario verso il Lago Maggiore. La sosta del pranzo si terrà nei magnifici ambienti liberty del blasonato Grand Hotel des Iles Borromées. La manifestazione continuerà lungo le suggestive sponde del Lago d’Orta per arrivare nel tardo pomeriggio a Torino, nel complesso del Lingotto, dove presso la “Piazza” del Museo dell’Automobile, ideata dall’architetto Cino Zucchi, si svolgerà una speciale soirée tutta dedicata alla passione automobilistica. Nell’ultimo giorno di gara, domenica 2 giugno, l’itinerario si svilupperà tra Torino e Montecarlo, lungo un percorso di 250 km tra le Alpi italo-francesi. Il break sarà organizzato a Vinadio, presso il Forte Albertino, uno dei più significativi esempi di architettura militare ottocentesca. Dopo aver attraversato il Col de la Lombarde, gli equipaggi scollineranno in terra francese. L’evento si chiuderà con l’arrivo delle auto in uno dei luoghi simbolo del jet set internazionale, Monaco, con un defilé presso la Place du Casino, location prestigiosa e ricca di fascino. Il Gala dinner conclusivo avrà luogo nel magnifico Salon sur Mer dell’Hotel Fairmont, durante il quale si terrà la cerimonia di premiazione.

 

Le iscrizioni sono aperte fino al 30 aprile 2019. Le richieste dovranno pervenire all’organizzazione esclusivamente tramite il sito web www.grandroad.it

Fotografia vs bullismo

Anche la fotografia può rappresentare un’arma efficace per combattere il bullismo

 Ne sono convinti gli studenti dell’Istituto Garelli di Rivalta (To), che hanno realizzato la mostra “Autori e cooperatori dalla debole identità”, inauguratasi lunedì 8 aprile alle 17 all’Urp del Consiglio regionale del Piemonte, in via Arsenale 14/G, a Torino. Promossa dalla garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale (Usr) e l’Istituto, l’esposizione raccoglie una trentina di scatti realizzati dal fotografo Roberto Cavallo, che ha coinvolto alunne e alunni in un vero e proprio laboratorio in cui alle istantanee di situazioni di bullismo si è cercato di affiancare quelle di gesti riparatori che possano portare alla riappacificazione. Con la garante e il fotografo intervengono il direttore generale dell’Usr Fabrizio Manca e Maurizio Giacone e Germana Golia dell’Istituto Garelli. Visitabile dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 12.30 e dalle 14 alle 15.30 e il venerdì dalle 9 alle 12.30 la mostra rimane aperta fino al 29 maggio.

Il violoncello di Vedran Smailović

Vedran Smailović è del ’56. Ha un anno più di me. Vive in Irlanda del Nord, a Warrenpoint, nella contea di Down, provincia dell’Ulster. E’ un musicista. Anzi, per l’esattezza, è un violoncellista bosniaco, nato a Sarajevo. Nella sua città ha studiato, si è diplomato e ha suonato all’Opera e  nell’ orchestra filarmonica, al teatro nazionale e in molti altri posti. Unico sopravvissuto del Quartetto d’archi di Sarajevo, durante l’assedio strinse i denti per sopravvivere come gli altri, sotto le bombe e il tiro degli snjper, patendo il freddo, la fame e la sete. Nei pressi della via che porta il nome del  Maresciallo Tito, sull’asse centrale di Sarajevo, dove passa  il tram della linea che collega la Bascarsija a Ilidža, a meno di centocinquanta metri dal Merkale, il mercato austro-ungarico, c’è la via Vaso Miskin. Lì, un gruppo di persone, approfittando di un breve periodo di tregua, si trovava in fila davanti ad un forno attendendo di poter acquistare del pane. Era il 27 maggio del 1992 e “gli uomini delle montagne“, a colpi di mortaio,  uccisero ventidue persone e ne ferirono altre centocinquanta. Dopo lo scoppio, sui feriti infierirono i cecchini serbi, in un tragico tiro a segno. A partire da quel 27 maggio, per ventidue giorni, Vedran Smailović, indossò lo smoking, prese il suo violoncello, si accomodò fra le macerie di Vaso Miskin e si mise a suonare l’Adagio di Albinoni. Ventidue volte, una per ogni vittima, incurante dei cecchini, sfidando la brutalità della guerra per riprendersi il valore della vita. Perché, scrisse “c’è un istante prima dell’impatto, l’ultimo in cui le cose sono come sono state. Poi il mondo visibile esplode“. Quella è stata la prima carneficina in un mercato della vecchia città di Sarajevo e passò tragicamente alla storia come la “strage del pane“. Smailović raccontò a “Repubblica” quelle giornate: “Non c’ era alcunché di programmato, era impossibile pianificare in una zona di guerra. Riuscivo solo a piangere e i miei vicini mi consigliarono di uscire a suonare per le strade di Sarajevo. Iniziai a suonare e solo dopo un po’ mi resi conto che stavo intonando l’ Adagio di Albinoni. Ho continuato a farlo per mesi, perché la gente mi diceva che se avessi smesso di suonare Sarajevo sarebbe caduta”. Sarà stata una risposta emotiva o un gesto scaramantico ma Vedran non si limitò a questo. Suonò gratuitamente alle esequie di persone che nemmeno conosceva, incurante dei rischi (i funerali in città erano presi di mira dai cecchini serbi). Il brano , scelto o no, con le sue note dolenti e malinconiche, pareva scritto apposta per queste occasioni. L’Adagio in sol minore (Mi 26), noto anche come Adagio di Albinoni, è una composizione scritta nel 1945 e pubblicata nel 1958 da Remo Giazotto, musicologo e compositore italiano. Grande esperto di Albinoni , “ricostruì” l’Adagio sulla base di una serie di frammenti di spartiti del grande violinista veneziano, ritrovati tra le macerie della biblioteca di Stato di Dresda (la Sächsische Landesbibliothek,l’unica dov’erano custodite partiture autografe di Albinoni), distrutta nel bombardamento che rase al suolo la città il 13 e 14 febbraio del 1945 ad opera degli aerei inglesi della RAF e dei B.17 americani, le famose “fortezze volanti”. I frammenti sarebbero stati parte di un movimento lento di sonata in sol minore per archi e organo, particolarmente evocativa. Da Dresda a Sarajevo. Dalle macerie della biblioteca nella capitale della Sassonia a quelle della sarajevese Vijećnica, tradita e offesa nei “tre giorni di fuoco” che la distrussero. Tragico parallelismo nel cuore d’Europa, sempre in epoca contemporanea, sotto gli occhi e nel silenzio del mondo. “Là, dove si bruciano i libri, si finisce col bruciare anche gli uomini“, scriveva nel 1823 il poeta tedesco Heinrich Heine.I nazisti, col loro delirio violento, realizzarono quella triste profezia un secolo dopo, ma poi accadde anche a Dresda, e poi ancora a Sarajevo. L’odio per i libri ha consapevolmente sintetizzato l’intreccio di memorie ferite, rivendicazioni identitarie, disprezzo per le culture degli altri ammantato da deliri ideologici e religiosi che forma quella terribile miscela che incendia i conflitti contemporanei .Vedran, solitario interprete di Albinoni, suonò anche tra le steli dei cimiteri della sua città e fra le macerie della Biblioteca di Stato. Un’immagine che fece il giro del mondo, quella di Smailović che, sfidando i nuovi barbari e le loro pallottole, seduto tenendo lo strumento tra le gambe, ben poggiato a terra  sul puntale, fa scorrere l’archetto sulle corde del suo violoncello tra le macerie  della biblioteca distrutta. I giornalisti lo fotografavano, facendo crepitare i flash delle reflex. Lui, si racconta, ad un certo punto smise di suonare per un attimo e si asciugò le lacrime. Finito il loro lavoro, i fotografi gli dissero: “Dai, adesso basta, abbiamo finito”. Lui li guardò incredulo, scuotendo la testa. Credevano che facesse finta di piangere, a beneficio dei loro servizi fotografici. Non avevano capito niente. Lui, Vedran Smailović, artista sarajevese, piangeva lacrime vere per la  disperazione.
 

Marco Travaglini

Torino Fermo Immagine. Il nuovo romanzo di Graziella Naurath

Presentato a Torino, presso La Libreria La Piola di Katia, il nuovo romanzo di Graziella Naurath “Torino Fermo Immagine” edito da Atene del Canavese con la moderatrice del dibattito, Maria Araceli Meluzzi che, oltre ad essere la figlia del celebre psichiatra forense Alessandro Meluzzi è anche particolarmente brava.
In piola, a rallegrare la serata anche il chitarrista Riccardo Leonetti che ha eseguito pezzi degli anni ’60. Sempre della stessa autrice, il giallo “Dimentica”, un noir psicologico, un pò venato di malinconia che speriamo venga presto ristampato. Quello che ci presenta la Naurath non è più la Torino di oggi, ma quella che è riuscita a restare in vita nei ricordi dei baby boomers (praticamente quelli della mia età) in contrasto con quelli dei baby flop che i figli non li fanno più. La scrittrice ci racconta la Torino delle botteghe polverose dove si entrava per cercare qualche cosa di singolare che durasse una vita. “Allora – dice la Naurath – era possibile scoprire una rimagliatrice di calze, una sarta che a prezzi contenuti realizzava il sogno di quell’abito ammirato sulla rivista di moda”. Un tuffo nella memoria di storie, luoghi e percorsi che devono essere tramandati perché senza un passato non ci sarà un futuro. Molti riconosceranno una Torino d’antan e proveranno- sempre per dirla con l’autrice – “rimpianto di quei tempi dove gli amori erano freschi e crocchianti come grissini”.La mia bella di quei tempi l’ho rivista per caso, recentemente, e mi fa ancora battere il cuore, anche questo è d’antan.

Tommaso Lo Russo

Con Cirio corrono Udc e (forse) liste civiche

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A  Roma i  responsabili piemontesi di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia – Paolo Zangrillo, Riccardo Molinari e Fabrizio Comba – si sono incontrati con il  candidato alla presidenza della Regione Piemonte per il Centrodestra, Alberto Cirio, in vista delle prossime elezioni. 
“In un clima cordiale di condivisione ed entusiasmo sono stati affrontati principalmente  i  temi relativi al programma elettorale da sottoporre alla fiducia dei cittadini piemontesi. 
I  focus individuati su cui si concentrerà l’impegno e la proposta:  lavoro, autonomia, sicurezza, salute, infrastrutture e fondi europei” commentano i segretari piemontesi del centrodestra 
In attuazione dell’accordo nazionale tra le forze del Centrodestra,  anche in Piemonte accanto alle liste di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia, correrà la lista dell’UDC. Si è inoltre valutata positivamente l’ opportunità di coinvolgere altre forze civiche all’interno della compagine, a condizioni che le stesse siano autosufficienti negli adempimenti relativi alla propria presentazione e garantiscano un reale allargamento del tradizionale perimetro dei partiti alla società civile piemontese.
Celia Ventimiglia

Il primo Innovation hub di Terna

È stato inaugurato, presso la sede Terna di Torino, alla presenza della Sindaca Chiara Appendino, dell’Amministratore Delegato Luigi Ferraris e della Presidente Catia Bastioli, il primo degli Innovation Hub – piattaforme di sviluppo dell’innovazione – che la Società avvierà prossimamente nelle sue sedi territoriali

 
Attraverso l’interazione e lo scambio con realtà esterne come Università, centri di ricerca, startup e imprese, l’Innovation Hub diventerà un laboratorio dove creare, sviluppare e testare concretamente nuove idee in campo energetico. L’integrazione di competenze nuove e sinergiche sarà quindi il cardine di questa esperienza che parte dalla sede dell’area operativa di Terna a Torino e proseguirà presto in altre città italiane.
 
Nello specifico, l’Innovation Hub di Torino, sarà focalizzato sull’IoT (Internet of things) e sui processi di monitoraggio evoluto degli impianti di trasmissione dell’energia, sviluppando quattro ambiti di progetto (satelliti, droni, robot e sensoristica evoluta) funzionali a un controllo della rete sempre più dinamico e innovativo a garanzia dell’efficienza e la sicurezza del sistema. Grazie a una gestione centralizzata dei dati sarà possibile, tra l’altro, eseguire una manutenzione predittiva degli asset che consentirà di ridurre i costi e aumentare l’affidabilità della rete di trasmissione.
 
Il progetto si inserisce nel percorso di innovazione e digitalizzazione a livello nazionale per il quale Terna investirà circa 700 milioni di euro nei prossimi 5 anni. L’obiettivo, in uno scenario energetico sempre più complesso, è quello di sviluppare prototipi di idee innovative focalizzate sui nuovi trend tecnologici rilevanti per l’Azienda grazie alla creazione di gruppi di lavoro composti da soggetti differenti per provenienza e competenze. I progetti che verranno avviati favoriranno la diffusione della cultura dell’innovazione, la creazione di future professionalità di eccellenza e lo sviluppo di soluzioni industriali che possano avere implementazione su più larga scala.
 
“Siamo orgogliosi di iniziare proprio dal Piemonte e nello specifico da Torino, questo percorso di innovazione che ha l’obiettivo di creare sinergie tra le persone e le professionalità di Terna e le eccellenze del territorio per sviluppare idee e percorsi innovativi a beneficio di una rete elettrica sempre più moderna, efficiente, flessibile e sostenibile. L’innovation Hub di Torino è la conferma dell’importanza di questa città e di questa regione nella strategia di Terna che prevede nei prossimi 5 anni investimenti sulla rete elettrica piemontese oltre 400 milioni di euro di cui oltre 100 milioni nella città di Torino e provincia.” dichiara l’Amministratore Delegato di Terna Luigi Ferraris.

Ruffino (FI): “Notte bianca al Valentino, anche il Comune faccia la sua parte“


“L’idea della Circoscrizione 8 e de La Stampa di portare i cittadini nel Parco del Valentino per riappropriarsi di quegli spazi che di notte diventano pericolosi è senza dubbio più che positiva. Solo con la presenza fisica di famiglie e giovani è possibile togliere terreno da sotto i piedi al degrado e alla criminalità – afferma l’onorevole Daniela Ruffino di Forza Italia -. Insieme a questo tipo di evento meritorio, però, è necessario che anche il Comune di Torino si attivi per combattere la desertificazione di locali che colpisce il Valentino. Meno locali ci sono, più la zona diventa pericolosa. L’azione di cittadini che scendono in strada è un momento civico essenziale ma deve essere accompagnata dall’azione dell’amministrazione”.

I genitori di Regeni aprono il “Salone dei ragazzi”

Novità al  Salone Internazionale del Libro di Torino, dove lo spazio per i ragazzi e le scuole, il Bookstock Village, quest’anno sarà trasferito nel Padiglione 2. Già 20.000 gli studenti iscritti e per la prima volta la sezione di Librolandia  avrà una sua inaugurazione: infatti giovedì 9 maggio, alle 10.30, Paola e Claudio Regeni interverranno  con il direttore di Radio3 Marino Sinibaldi, per parlare di loro figlio Giulio, del suo lavoro in Egitto e delle speranze  che aveva per il futuro.