Tre mesi in enti e aziende di 76 città estere. Invernizzi: “Porte aperte sull’Europa per gli studenti piemontesi: investiamo sulla mobilità internazionale subito dopo la maturità”
Provengono da 67 scuole del Piemonte, ma la loro destinazione è l’Europa: sono i 400 studenti che, subito dopo la maturità, partiranno per un tirocinio di lavoro all’estero di tre mesi finanziato dalla Fondazione CRT con il progetto “Talenti Neodiplomati”. Tutti i ragazzi, con i loro professori, si sono ritrovati oggi al Teatro Espace di via Mantova a Torino, accolti dalla Vice Presidente della Fondazione CRT Anna Chiara Invernizzi. Per l’occasione è stato lanciato l’hashtag del progetto #TND16.
Alberghi, ristoranti, boutique, charity shop, aziende informatiche e dell’automotive, musei, università e perfino aziende ittiche: la “mappa” dei tirocini lavorativi dei “Talenti Neodiplomati” coprirà 76 città in 19 Paesi europei (Cipro, Danimarca, Francia, Germania, Irlanda, Lituania, Malta, Russia, Slovenia, Spagna, Regno Unito, Ungheria, Bulgaria, Croazia, Estonia, Grecia, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia). Oltre a Barcellona, Parigi, Berlino, Copenaghen, San Pietroburgo, e in aggiunta alle classiche mete irlandesi e britanniche come Dublino, Cork, Londra, entrano nel progetto nuove destinazioni come Tallin, Cracovia, Praga, Budapest.
“Subito dopo la maturità potrete ‘aprire le porte’ dell’Europa, dove vi aspetta una bellissima esperienza di vita e di lavoro – ha detto la Vice Presidente della Fondazione CRT Anna Chiara Invernizzi, rivolgendosi ai ‘Talenti Neodiplomati’ in partenza –. Già 2.500 studenti come voi hanno partecipato al progetto, con un investimento complessivo della Fondazione CRT di oltre 10 milioni di euro: destinare risorse per la mobilità internazionale subito dopo la scuola è strategico non solo per i giovani, ma per la società nel suo complesso”.
Quest’anno a partire per l’Europa saranno 198 studenti di 33 scuole di Torino e provincia, 7 studenti di 1 scuola di Asti, 27 studenti di 4 scuole di Alessandria, 81 studenti di 14 scuole di Cuneo, 36 studenti di 6 scuole di Novara, 10 studenti di 2 scuole di Vercelli, 28 studenti di 5 scuole di Biella, 10 studenti di 2 scuole del Verbano Cusio Ossola.

Accanto a centinaia di cimeli già presenti, al Museo del Risorgimento è esposta da oggi una tabacchiera d’oro che re Vittorio Emanuele II regalò ad Angelo Brofferio
A quindici anni dalla guerra in Kosovo, la popolazione di etnia serba e quella
albanese vivono in un regime di tregua. Ed è proprio tra le pieghe di questa fragile sospensione che prende spunto il docufilm “Nella terra dei merli – Kosovo tra passato e futuro“,
responsabile del mantenimento della sicurezza e del ristabilimento della pace dopo la cessazione delle ostilità nel 1999. Il film è un viaggio attraverso il Kosovo di oggi, in compagnia di tre unità LMT (liaison monitoring team) dell’Esercito Italiano, che si occupano di monitorare le necessità, le richieste ma anche le proteste della popolazione. Partendo dal Villaggio Italia, sede del Multi National Battle Group-West della KFOR, attraversa da nord a sud il paese per raccontare la situazione complessa di questo piccolo paese. Prodotto da Good Day Films di Michele Bongiorno, in collaborazione con Sky Cinema e diretto da Andrea Bettinetti,
Scuola di Applicazione dell’Esercito, Brigata alpina Taurinense e Scuola Allievi Carabinieri di Torino insieme per lo sport e la solidarietà
Nel parterre c’era tutto, ma proprio tutto il “gruppo dirigente”, con i soliti che tra telefonino ed un continuo andirivieni volevano apparire i più solerti nell’aspettare il “Capo”. Pubblico attento che modula gli applausi con una chiara scala di valori e Piero Fassino è al Top con Sergio Chiamparino a “ruota”. E’ Lui che apre le danze sottolineando la sua amicizia con il Piero che gli è stato vicino in momenti di difficoltà politica ed esistenziale. Prima Fabrizio Morri e Davide Gariglio hanno svolto il loro compitino. Sempre Sergio rivendica il “sistema Torino” che ha decisamente contribuito alla rinascita della città dopo la chiusura di molti stabilimenti. Continuità con Valentino Castellani (presente) Sergio Chiamparino e Piero Fassino. Come paradigma del
tutto in galleria si palesa Paolo Peveraro nuovo Presidente Iren che ha contribuito con la scelta, sia in Regione che in Comune – scelta scellerata dei derivati -, all’indebitamento ulteriore. Ma si sa, sono solo dei dettagli. E poi Piero Fassino che come un motore diesel da il meglio di sé alla lunga, come se questa lunga e faticosa campagna elettorale gli desse linfa vitale. Diversi e molti gli spunti, due esemplificativi. Primo: da tutto il mondo accademico e politico ci invitano per raccontare
la nostra esperienza, il perché dei risultati raggiunti. Secondo: Torino è e deve essere di più la città dei diritti, per le diversità come per gli anziani. Sicuramente un Piero Fassino in palla ed in forma e Matteo Renzi fa simpaticamente un passo indietro, che per un egocentrico come lui non è da poco. Probabilmente sta al concordato e non parla del referendum. Si spinge fino a sostenere che la rottamazione è necessaria solo quando chi c’era non ha funzionato. La “volata” per il campione Piero è fatta. Tutti a sollecitare i 1500 presenti ad uscire per convincere gli amici, i conoscenti, visto che la metà dei votanti decide l’ultima settimana. Nei sondaggi è previsto il ballottaggio , ma non è indifferente la soglia dei numeri con cui andarci. Ad oggi Airaudo arretra al quarto posto. Molto è in ballo, ma come abbiamo già detto la strada sembra tracciata.
Era stato invitato ad allontanarsi dopo avere rivolto pesanti apprezzamenti ad alcune ragazze che si trovavano all’interno di un bar
Sono quattordici i feriti, due dei quali, vigili del fuoco, ustionati in modo grave, nell’incendio accompagnato da un’esplosione in un’azienda chimica di Scarmagno
E’ ormai quasi al nastro di partenza l’edizione 2015 di “Pedalacavour”,
Si ritorna in un’aula di giustizia per l’ennesima tappa del processo contro Stephan Schmidheiny per le morti da mal d’amianto, Eternit bis. Martedì 31 maggio la Corte Costituzionale dovrà decidere la questione di legittimità