redazione il torinese

Urp, nuovi orari e numero verde

consiglio lascarisL’Ufficio relazioni con il pubblico del Consiglio regionale ha un nuovo numero verde 800. 81.11.83. L’Ufficio, che rappresenta un punto di accoglienza e di informazioni sull’attività e le iniziative del Consiglio regionale e della Regione per i cittadini e per le scuole in visita a Palazzo Lascaris, ha cambiato anche l’orario di apertura: è aperto infatti dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 12.30 e dalle 14 alle 15.30, il venerdì dalle 9 alle 12.30. La modifica si è resa necessaria in relazione alla nuova attività dello sportello Urp, che garantisce la ricezione delle pratiche e l’assistenza iniziale agli utenti che intendono presentare istanza di conciliazione al Comitato regionale per le comunicazioni del Piemonte (Corecom). Il Corecom mantiene il numero verde 800.10.10.11 con risponditore automatico, attivo 24 ore su 24, per ottenere informazioni sulle competenze del Comitato e sulle modalità per ricorrere ai servizi offerti.

(foto: il Torinese)

Made in Italy e innovazione: la chiave per il successo

 Il distretto di Valenza Po, insieme a quello di Arezzo e a quello di Vicenza, è uno dei principali poli della manifattura orafa a livello nazionale. È qui, infatti, che molti dei principali marchi del lusso fanno realizzare ai maestri gioiellieri i preziosi che finiranno nelle boutique di tutto il mondo

di Paolo Pietro Biancone*

oro

Qualità, sostenibilità ambientale e innovazione sono gli elementi forti per le aziende che intendano sopravvivere alla crisi e consolidarsi nel mercato. In particolare, il cambiamento, l’innovazione, devono partire dai punti di eccellenza delle aziende italiane. Non mancano i comparti che rappresentano l’Italia nel mondo, per tecnologia e innovazione, ma anche per la capacità di fare sistema. Per fare qualche esempio: il Distretto Veneto della Giostra. Si tratta di distretto come sistema locale per l’innovazione, basato su una catena di valore che comprende tante diverse specializzazioni finalizzate alla creazione di un prodotto d’eccellenza. Una realtà di grande rilevanza per il Veneto e l’Italia, con un fatturato globale annuo complessivo di circa 250 milioni di euro in sensibile crescita, che garantisce un’occupazione complessiva di oltre 1.500 addetti. Il 70% delle giostre sul mercato globale vengono prodotte in Europa, il 90% delle produzioni in Europa sono effettuate in Italia, l’80% nel Veneto. Il GC CANTONI INTERVISTAsuccesso è frutto di una logica vincente: il Distretto Veneto della Giostra rappresenta un’eccellenza del Made in Italy, dovuta alle innovazioni tecnologiche, alle ideazioni scenografiche, agli “ambienti” ricreati, alle soluzioni proposte alla sicurezza, alle emozioni che procurano a chi sale su una giostra o a chi assiste ad uno spettacolo pirotecnico. Il distretto di Valenza Po, insieme a quello di Arezzo e a quello di Vicenza, è uno dei principali poli della manifattura orafa a livello nazionale. È qui, infatti, che molti dei principali marchi del lusso fanno realizzare ai maestri gioiellieri i preziosi che finiranno nelle boutique di tutto il mondo. E proprio Valenza, negli ultimi periodi, sta facendo registrare dati interessanti. Per la prima volta nella storia, infatti, nel secondo trimestre 2015 le esportazioni dell’oreficeria locale hanno superato quelle di Arezzo e Vicenza, confermandosi il miglior distretto italiano per crescita sui mercati esteri. L’oreficeria valenzana, infatti, ha fatto registrare esportazioni in crescita soprattutto verso Francia, Svizzera e Regno Unito.Qui ogni giorno aziende grandi e piccole si misurano, in un contesto regionale, quello del Piemonte, in cui l’export sta dando segnali di accelerazione, per arrivare ad un progresso tendenzialeGC ARTIGIANO 2 del 20,1%. Non è un caso, quindi, che Bulgari abbia scelto proprio Valenza Po come luogo ideale per edificare il suo nuovo quartier generale produttivo. La nuova Manifattura di gioielleria punta a diventare la più grande sede produttiva nell’ambito dell’oreficeria in tutta Europa e sarà costruita anche grazie all’utilizzo di tecnologie innovative e di materiali a basso impatto ambientale. Con questo investimento, Bulgari aumenterà la capacità produttiva del marchio, tramite anche l’assunzione di oltre 300 persone, con le quali arriverà a circa 700 il numero di maestri orafi, impiegati e manager che lavoreranno nella struttura. Il successo del Made In Italy sta nella capacità di realizzare prodotti di ottima qualità e bellezza, la crisi e la globalizzazione chiedono uno sforzo nel guardare in faccia il cambiamento.Tutta la cultura d’impresa – quel complesso connubio di tecnologie, ricerca, innovazione, risorse umane, relazioni tra industria e territori e portatori di interesse (stakeholders) – necessita di una profonda riflessione critica e autocritica per poter affrontare nel lungo periodo la competizione globale.

* Director of the European Research Center for Islamic Finance

Editor in Chief European Journal of Islamic Finance

Department of Management

University of Turin

 
 

Tutti i segreti del giardino condominiale

giardino casagiardino caseCon questo articolo si intende dare il via ad una serie di brevi note sulle aree verdi condominiali. Saranno trattati diversi argomenti quali la potatura, la sicurezza, la difesa dai parassiti

Potrà sembrare strano ma vorrei cominciare dal fondo! E’ molto frequente, infatti, che problematiche legate a sicurezza, malattie, cattiva gestione del verde siano, in realtà, imputabili ad errori nell’impostazione del giardino condominiale. Spesso non si esegue una vera e propria progettazione del giardino ma ci si limita a riempire gli spazi destinati al verde con l’inserimento scriteriato di piante. Progettare razionalmente il verde consente divalutare attentamente i costi che si avranno in futuro.

Un caso classico è l’eccessiva fittezza di impianto. La ridottadimensione delle piante all’acquisto, spinge a piantumarne in numero eccessivo. Sussiste il timore, infatti, che ci siano “troppi spazi vuoti” e che il giardino appaia spoglio. Si tratta di un grave errore perché non si tiene conto della fisiologica crescita delle piante (degli alberi in particolare).

Alcuni inconvenienti lamentati dai condomini sono anch’essi riconducibili a piantumazioni insensate: la sparizione di panorami a causa dello sviluppo arboreo, l’ombra generata, l’intasamento dei canali di gronda, la sporcizia generata dalle foglie e/o i frutti.Aveva ragione Longanesi quando affermava che “tutti vogliono tornare alla natura ma nessuno vuole andarci a piedi” ossia si è affascinati e desiderosi di un maggior contatto con la natura, ma non si è disposti a tollerare alcuni aspetti fisiologici legati alle piante.

Nel caso del verde condominiale, vi sono precisi indirizzi progettuali che possono minimizzare quelli che per taluni sono inconvenienti del verde. Per quanto concerne gli alberi e le loro altezze, si può optare per quelle specie di altezza contenuta (> 10 metri) che hanno anche minori rischi di stabilità (ritorneremo sull’argomento)Con essi si ottiene un altro vantaggio: una minor quantità di foglie da rimuovere in autunno. Si pensi, ad esempio, che un Acero adulto è alto la metà di un Ippocastano adulto eproduce, mediamente, anche la metà della massa fogliare.

L’aspetto del fogliame è altresì importante per la pulizia. Perdere le foglie in autunno non è ancora un reato! Si tratta di una fisiologica esigenza delle piante. Se interroghiamo gli addetti alle pulizie si scopre, sorprendentemente, che gli alberi sempreverdi perdono costantemente le foglie mentre gli altri lo fanno in un periodo più concentrato e ciò rende la pulizia più semplice. Infine è bene che gli alberi ma anche gli arbusti, stiano lontano dall’acqua; foglie e/o frutti contribuiscono notevolmente a sporcare gli specchi acquei (laghetti, piscine).

Dott. Enrico Leva

Agronomo – consulente Confabitare

Anteprima di "italian tattoo artists", 50 tatuatori all'opera

tatuaggiDal 16 al 18 Settembre Torino si prepara ad ospitare la settima edizione di Italian Tattoo Artists, una delle convention di tatuaggi più maestose, grandi, ricche e seguite d’Italia. Aspettando la kermesse Torino ospita, per il quinto anno consecutivo, il TORINO INK SHOW – evento ideato da Max Pizzo e gemellato con l’Italian Tattoo Artist di Torino – vera e propria anteprima dell’evento di settembre. Più di 50 tatuatori si daranno appuntamento domenica 26 giugno al Whitemoon – Pala Alpitour per una giornata interamente dedicata al tatuaggio. Ma non solo. La festa è anche l’occasione per celebrare gli 80 anni di Angelo Piovano, torinese doc, da moltissimi conosciuto come l’uomo più tatuato al mondo. Il tema delle festa 2016 sarà HORROR e tutto – le esibizioni, la musica, i balli, gli spettacoli – contribuirà a ricreare l’atmosfera. A presentare l’evento il noto dj Andrea Rock di Virgin Radio, dj set a cura di TuryMegaZeppa e regia e performance firmate Vanille Bon Bon. Tra gli ospiti più attesi il clown Paolo Casanova, in arriva dall’Horror Circo creato dal figlio di Charlie Chaplin e Alessio Ferrero, appena tornato dal Giappone, con la su musica elettronica dal vivo. La location si trasformerà in un grande circo fatto di performance, illusione e magia. Da vedere gli spettacoli con i serpenti, le performance di Veronica con l’hula hop infuocato, le grandi sculture biomeccaniche in movimento di Tana di Milano. Orrore e illusione nello spettacolo di magia di David Magic. Stupore, arte e spettacolo saranno il fil rouge della giornata, tra boby panting , animazioni zombie, coreografie acrobatiche della scuola Vertigmn Torino, esposizioni di bici chopper e macchine americane horror. Non poteva mancare un omaggio, a cura del Macumbe Team dance, al re del thriller, Michael Jackson, che con il suo ballo ha conquistato tutto il mondo. Sarà invece spirato alla Famiglia Addams il balletto dei Black Fedora.

L’ingresso è gratuito. Questa manifestazione è gemellata con l’Italian Tattoo Artists che si terrà dal 16 al 18 settembre 2016 al Palavela di Torino.

Scontro tra due 500 in centro, grave una donna

Una delle auto è passata con il rosso

polizia municipalScontro tra una vettura di Enjoiy e un’altra 500 al semaforo tra via Giolitti e via Accademia Albertina. Sarà la polizia municipale a stabilire quale delle due vetture e’ passata con il rosso. Quattro i feriti: oltre alla donna che guidava una delle auto e che ha riportato un trauma alla colonna vertebrale anche il marito e i due figli, portato al San Giovanni Bosco.

Giovani e lavoro: il limbo dei call center tra paghe (molto) basse e orari infiniti

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LE INCHIESTE DEL “TORINESE”

“Quando sono stata pagata  mi sono stati scalati diversi soldi, infatti, il mio datore di lavoro, dei 400 euro che mi aveva promesso, ha tolto il 20% della ritenuta d’acconto, cioè 80 euro poi, i 320 euro rimasti li ha divisi per i 31 giorni, essendo il mese di ottobre e, il totale, cioè 10,32, lo ha moltiplicato per i giorni lavorati, in quel caso, 20; quindi, per un part time, ho guadagnato poco più di 200 euro al mese ovvero 2,50 l’ora”

Ormai anche gli anziani sono diventati sempre più tolleranti o meno irascibili con l’operatore dei call center che chiama a casa ogni giorno, forse perché, molti di questi ha un famigliare che vi lavora, oppure perché anche loro hanno capito che il telelavoro è diventata una realtà in espansione.

Gli operatori dei call center”privilegiati” sono coloro che vengono assunti da chi appalta l’azienda leader, quelli più “sfortunati” invece, sono coloro che entrano nel vortice del sub-appalto; questi ultimi rispetto ai primi, non hanno niente, per loro,lo Statuto dei Lavoratori sembra essere stato riscritto al contrario.

La paga oraria è inferiore ai 3,00 euro l’ora, generalmente si utilizza sottoscrivere una lettera di assunzione per un part time di 4 ore al giorno, con una retribuzione lorda di 400 euro al mese e una detrazione del 20% attraverso la ritenuta d’acconto.

Quando si firma questa lettera però, il datore di lavoro dovrebbe comunicare l’assunzione al Centro per l’Impiego ma, essendo un sub-appalto, essa può non essere inviata perché non c’è nessun controllo; per queste questioni infatti, chi vuol denunciare il fatto, non può rivolgersi alla Guardia di Finanza ma all’Ispettorato del Lavoro che si occupa, rispetto agli altri, delle violazioni in materia lavorativa.call center2

La tipologia dei contratti utilizzati per questo settore, è molto differente dalle altre, attraverso questa scusa però, chi viene assunto e non si pone domande, diventa il soggetto privilegiato del datore, chi le fa, l’antagonista. Il personale assunto, di norma, è un venditore di servizi; attraverso il suo “saper-fare” cerca di concludere almeno un contratto al giorno oppure rischia il posto.

Chi entra nel vortice del subappalto? Una madre, una studentessa, una laureata in cerca di un’occupazione migliore.

Laura, operatrice di un famoso call center di Torino racconta telefonicamente alla redazione la sua storia: “Nel mese di ottobre 2015 ho letto, in un famoso sito internet, un annuncio dove si cercavano operatori call center con un fisso di 400 euro al mese. Ho chiamato e mi hanno fissato il colloquio immediatamente. L’orario era per me perfetto, dalle 11 alle 15 infatti, avevo il tempo di portare la mia bimba all’asilo e di andarla a prendere senza scomodare i miei suoceri. Si lavorava dal lunedì al venerdì, i datori non erano antipatici ma il modo di lavorare era quello di metterci in competizione l’uno con l’altro. All’interno della sede, c’era una lavagna con i nostri nomi e, giornalmente, venivano inseriti tutti i contatti presi dal singolo operatore. Se ne prendevi più di uno, ricevevi gli elogi dei team leader, se non ne prendevi neanche uno,o venivi mandato via, oppure, venivi platealmente ripreso. Io ero molto brava infatti, ho fissato più di 20 appuntamenti e,il commerciale, cioè colui che va a casa del cliente, è riuscito a concludere 18 contratti; significa che di 20 persone contattate, solo due non hanno firmato. Quando sono stata pagata però, mi sono stati scalati diversi soldi,infatti, il mio datore di lavoro, dei 400 euro che mi aveva promesso, ha tolto il 20% della ritenuta d’acconto, cioè 80 euroCALL CENTER32 poi, i 320 euro rimasti li ha divisi per i 31 giorni, essendo il mese di ottobre e, il totale, cioè 10,32, lo ha moltiplicato per i giorni lavorati, in quel caso, 20; quindi, per un part time, ho guadagnato poco più di 200 euro al mese ovvero 2,50 l’ora. Queste sono persone che vanno avanti grazie a noi precari che abbiamo bisogno di qualche entrata e, nessuno si ribella perché si ha paura oppure perché si ha bisogno quindi,o si accetta la situazione per quella che è, o si va a casa, come ho fatto io, senza sporgere denunce o senza fare ulteriori questioni”.

Chi gestisce un call center con 20 persone che riescono a concludere un contratto al giorno per 20 giorni lavorativi riesce a chiudere, se gli va male,  400 contratti al mese.  Ogni contratto di media costa al cliente 25 euro al mese. Tolte le spese, più di 5.000 euro che sono: per gli operatori, i team leader, i commerciali, l’Azienda leader ed e per altre voci di spesa come: benzina, costo delle telefonate, strumenti di lavoro come fax e stampanti, a chi gestisce, non gli rimane molto, per questo motivo deve cercare di eliminare qualche uscita, quella per l’operatore.

Si è iniziato con gli appalti o sub appalti o esternalizzazioni ai paesi dell’Est e, seppur c’era un forte guadagno (ogni operatore fuori dall’Italia guadagna meno di 2,50 euro l’ora), le aziende telefoniche leader, hanno preferito ritornare in Italia per le troppe lamentele dei clienti. Si è finito però, come ha spiegato Laura, con il lucrare su quel lavoratore che, passivamente, subisce tali discriminazioni perché, con un’entrata economica irrisoria come quella sopra spiegata, ci fa la spesa oppure si paga le utenze domestiche.

Nei siti internet utili per chi cerca lavoro sembra essere nuovamente raddoppiato,almeno nella città di Torino, come è avvenuto due anni fa, prima del sub-appalto ai paesi dell’Est, il numero dei call center che cercano 40-60 operatori telefonici. Il consiglio che dà Laura è quello di trovare la forza di denunciare, anche in forma anonima all’Ispettorato del lavoro, chi commette tali violazioni.

Bianca Maria

 

E' morta la bimba trovata nella Stura

La polizia sta indagando

soccorsi 118Morta la bambina di 11 anni  che era rimasta a lungo nelle acque del torrente stura. La piccola proveniva dal campo nomadi di strada Germagnano. Era stata soccorsa da un gruppo di residenti  nel campo e dalla polizia municipale. I soccorsi medici intervenuti hanno cercato di rianimarla e l’hanno trasportata all’ospedale Regina Margherita, ma non c’è stato nulla da fare. Sull’episodio sta indagando la polizia

Se Lei fosse

Torino… il primo luogo in cui sono possibile! / Di Francesca Petrone
 

GRAN MADRE 1

L’anima di Torino non è mai cambiata, ma il suo carattere si è modificato nel tempo.Oggi emerge, si concede e manca dopo ogni saluto.Non deve più essere spiegata, non è più per pochi. La sua buona fama precede ogni mio ritorno

Fino a qualche anno fa, ogni volta che lasciavo Torino diretta verso nuove destinazioni, italiane o estere precedute da una grande fama, predominava in me una vena malinconica, che rispecchiava lei….La mia città.

Sempre la stessa sensazione irreversibile. Con il volto incollato al finestrino del treno, dell’auto o dell’aereo,  la guardavo scorrere e sfumare come i titoli di coda di un film d’essai, bello e stimolante ma, di nicchia, non orientato alle cosiddette esigenze di consumo di massa. L’ultimo saluto era dedicato al pensiero Se Lei fosse….

Se fosse una pellicola cinematografica sarebbe un film d’autore francese, di quelli che delicatamente sfogliano strati antropici, mostrando verità ed emozioni sconosciute o sepolte.Se fosse una donna sarebbe elegante e riservata, di quelle che stendono con un sorriso.

Anche i luoghi hanno un’anima capace di trattenerti o di farti andare via.

L’anima di Torino non è mai cambiata, ma il suo carattere si è modificato nel tempo.Oggi emerge, si concede e manca dopo ogni saluto.MURAZZI 1

Non deve più essere spiegata, non è più per pochi. La sua buona fama precede ogni mio ritorno.

Se fosse una voce sarebbe una voce passionale che narra di come sia possibile assistere, nello stesso giorno,  al primo – non ti amo –  che scola dalle rive dei Murazzi  e, sulla sponda difronte del Po,  testimoniare il primo – ti amo – che scala i gradini della Gran Madre.

La città è qualcosa di profondamente umano, perché è creata dall’uomo, per questo ogni città ne può contenere delle altre.  Da Parigi, Lione, Porto o Budapest, qualcosa mi riporta a Torino e al suo nuovo carattere magnetico e internazionale.

(Foto: il Torinese)

Torino e lo sport per promuovere il territorio

I dati di bilancio della Città, spiegati in maniera più semplice e accessibile con il Popular Financial Reporting, dimostrano limpegno della città sullo sport e le sue ricadute ad impatto positivo

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Di Paolo Pietro Biancone*

La notizia è rilevante: Torino ospiterà i Mondiali di Pallavolo maschile 2018 e al Pala Alpitour si svolgeranno gli incontri della fase decisiva per lassegnazione della coppa più ambita da tutte le Nazionali. Un risultato importante sia sotto il profilo sportivo sia sotto il profilo economico: la macchinaorganizzativa di eventi sportivi simili è in grado di generare ricadute positive sul territorio anche sotto il profilo turistico e di immagine di Torino e del Piemonte. Il risultato è frutto di un lavoro intenso della Città nel tempo, con momenti importanti di successo, quali le Olimpiadi invernali di dieci anni fa e la designazione di Torino Capitale dello Sport 2015.

I dati di bilancio della Città, spiegati in maniera più semplice e accessibile con il Popular Financial Reporting, disponibile anche su http://www.unito.it/sites/default/files/popular_financial_reporting1.pdf, dimostrano limpegno della città sullo sport e le sue ricadute ad impatto positivo sul territorio.

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Le strutture comunali volte alla promozione dello sport e del benessere sul territorio cittadino sono 168: alcune a gestione centrale, altre assegnate alle Circoscrizioni, altre ancora affidate in concessione a terzi. Il Comune gestisce direttamente la Piscina Stadio Monumentale, lo Stadio del Ghiaccio, il Palazzetto dello Sport, lo Stadio Nebiolo, il Palazzetto Le Cupole. Gli accessi di utenti sono stati oltre 630 mila nel 2014, dato in aumento nel 2015. Limpegno di spesa del gruppo Comune di Torino sulle attività sportive è stato di oltre 1,94 milioni di euro: dato considerevole, di poco inferiore allimpegno per le attività culturali.

I frutti di politiche per lo sport sono cosistenti: secondo BIT 2016, Borsa del Turismo Internazionale è confermata la tendenza che da tempo interessa il turismo italiano e internazionale, ovvero la voglia di trasformare la vacanza in unoccasione per vivere esperienze diverse. In particolare, il turismo sportivo muove un giro daffari di 6,3 miliardi di euro, 10 milioni di viaggi e 60 milioni di pernottamenti censiti dallOsservatorio Nazionale del Turismo. Lo sport rappresenta uno dei segmenti più promettenti del turismo anche perché consente la promozione di aree meno note e la destagionalizzazione dei prodotti. Anche per questo sarà sempre più importante valutare le ricadute economiche di eventi sportivi e lavorare per promuovere iniziative, che stimolano benessere ed economia.

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*Docente di Economia Aziendale e Coordinatore del corso

di dottorato in Business & Management dellUniversità di Torino

(Foto: il Torinese)

 

Le onde vagabonde del lago Maggiore

LAGO MAGGIORE 2Il lago, da una sponda all’altra, ha fatto da “levatrice” delle idee, riflettendo – nel suo specchio d’acqua – i pensieri di tanti

Il “Maggiore” è il lago che ha “stregato” personaggi illustri, artisti e scrittori: Hemingway, Goethe, Byron, Fogazzaro, D’Azeglio, Rosmini, Manzoni, Flaubert, Mann, Bernard Shaw, Wagner, Toscanini, Verga e Stendhal (che qui scrisse buona parte del suo “Viaggio in Italia” e alcune pagine de “La Certosa di Parma“). E’ il lago dove, dopo la guerra, scrittori, artisti e intellettuali europei, da Hesse a Remarque, da Frisch alla Highsmith, da Jawlenski a Max Ernst decisero di prendervi dimora. Ma è, senza togliere ad altri, il lago descritto con amore dai “luinesi” Piero Chiara e Vittorio Sereni. Per non parlare di Dario Fo che racconta la sua infanzia sulle sponde del Maggiore ne “Il paese dei Mezaràt“.

E’ il lago dove, un gruppo d’intellettuali, a metà degli anni ’70, fondò il “Premio Stresa” di narrativa. Tra loro c’erano Mario Bonfantini, Piero Chiara e Mario Soldati ma anche il bavenese Gianfranco Lazzaro (autore di “Il cielo color delle colline” e “Berto”) ed il poeta stresiano Franco Esposito (fondatore della rivista “Microprovincia”). Il lago, da una sponda all’altra, ha fatto da “levatrice” delle idee, riflettendo – nel suo specchio d’acqua – i pensieri di tanti. Le storie che ho scelto di raccontare, protagonista un improbabile (e, forse, molto comune) “bancario” in pensione ne “Quando la notte si mangia le stelle” sono delle vere e proprie manipolazioni di fatti in parte vissuti ed in parte conosciuti, direttamente o indirettamente. Parafrasando Piero Chiara ” il mio autobiografismo non è che lutilizzazione di una vasta casistica immagazzinata dalla memoria. Naturalmente quel che manca a raggiungere leffetto narrativo, lo aggiungo. Nessuna realtà è buona per sé“. Una frase che, se non ricordo male, indica il limite entro il quale chi scrive riferisce la realtà che lo circonda.

Si può raccontare una storia se la s’ “interpreta“, arricchita come accade alle storie legate alla tradizione del racconto orale. Lucciconi, in fondo, si limita a riferire ciò che vede, ciò che sente e ciò che vorrebbe, in fondo, sentire e vedere. La “correzione” della realtà spesso si limita ad un lieve aggiustamento, ad un ritocco, a qualche invenzione che non guasta la veridicità del fatto, rendendo la storia più piacevole. Il fabbro e gli avventori dell’osteria, la signora che ha fatto “la vita” per tutta la vita, i ragazzini che pescano con le canne di bambù e sfidano le doppiette caricate a sale per una manciata di ciliegie, i pescatori ed i contrabbandieri e tutti altri personaggi accompagnano, con la loro umanità, il susseguirsi – pagina dopo pagina – di questo “inventario” di gente, di luoghi e di vicende di lago.

E il lago? Il lago è lo stesso che è risalito per tutta la sua lunghezza dall’inverna, il vento che nella buona stagione si alza ogni giorno dalla pianura piemontese e lombarda e “migra” in Svizzera, nel canton Ticino. E’ il lago delle onde vagabonde che arrivano così, senza preavviso: è l’acqua che scappa e che ritorna indietro. Succhiano i remi delle barche e le accarezzano sotto il ventre, affidando l’odore del lago all’aria che soffia. I luoghi (reali) ed i personaggi (spesso reali, seppur camuffati, a volte inventati di sana pianta) di questo libro rappresentano il fondale del piccolo teatro dove si è svolta una parte della mia vita. Una parte importante, per certi versi “decisiva”.

I luoghi ed i fatti sono “usati” per ricordare, narrare e condividere. Parlare di un piccolo paese di lago e della vita che vi scorre è come scoprire il proprio ombelico senza mai esibirlo. E’ una forma di riconoscenza verso il “mio” paese ed il “mio” lago, ma anche un invito a frequentarlo, annusandone il vento, ascoltandone le onde, guardando il profilo dei monti che si riflettono nell’acqua. Non c’è nulla di più difficile ed al tempo stesso di più bello del cercare le parole per dare una forma alle emozioni ed ai ricordi che ci legano ad un determinato posto, a chi ci ha vissuto e ci vive.

 

Marco Travaglini