Ha lanciato il proprio cane dalla finestra di casa, (era probabilmente ubriaco: lui, non il cane) dal piano rialzato di un condominio di Torino. L’uomo, un marocchino di 39 anni probabilmente era in stato di ebbrezza, è stato denunciato per maltrattamento di animali. Due persone hanno notato la scena, hanno preso in cura la bestiola e hanno chiamato le forze dell’ordine. E’ intervenuta una pattuglia della polizia che ha poi consegnato il cane all’Enpa.
Il primo nato del 2017 a Torino è Alessandro, con taglio cesareo alle 00:28, 2.100 grammi da mamma italiana e papà albanese. Il penultimo nato si chiama Sara ed è nata da parto spontaneo in 2A da una coppia italiana. L’ultimo nato, Victoria è nata con taglio cesareo da una coppia italiana. Il secondo nato del 2017 è Emanuele nato da parto spontaneo alle 02:55, mamma e papà sono italiani.
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Quest’anno al Sant’Anna di Torino hanno partorito donne di 85 nazionalità diverse. A tutte quelle che ne hanno fatto richiesta è stata garantita l’analgesia perdurale, requisito essenziale per avere attribuiti i “3 Bollini Rosa”, massimo riconoscimento dell’Osservatorio Nazionale per la Salute della Donna. Il tagli cesarei sono in costante calo, 31,3%, nonostante la complessità delle gravidanze assistite: il lusinghiero risultato del Sant’Anna è stato confermato anche dai dati del Programma Nazionale Esiti coordinato dall’AGENAS, che ha calcolato per il nosocomio un tasso di
Tagli cesarei primari al 16,6% aggiustato per la complessità della casistica. I neonati di basso peso sono in costante aumento (13,4%), così come le gravidanze gemellari (circa il 50% della Regione Piemonte), favorite dalle attività del trasporto in utero (STAM) e dall’attività del trasporto avanzato neonatale che garantisce il trasporto dei neonati critici dai punti nascita di 1° livello (Spoke) a quelli di 2° livello come il Sant’Anna (HUB). Alle donne che partoriscono si cerca di assicurare l’assistenza one to one e particolare attenzione è dedicata all’allattamento al seno del bambino nelle prime 2 ore dal parto. Il contatto pelle –pelle è favorito fin dai primi minuti dal parto per i molteplici effetti positivi sulla fisiologia fetale e nel rapporto relazionale madre bambino ed è stato inserito come nuovo indicatore anche sul nuovo Certificato di Assistenza al Parto voluto dalla Regione Piemonte a partire dal 2017.
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I nomi più frequenti attribuiti ai neonati maschi: tra i bambini nati da genitori italiani sale al 1° posto Leonardo attribuito 137 volte che scalza dal primo posto Alessandro (103), in calo anche Lorenzo 112 (nel 2015 erano stati 132). Tra le coppie straniere il nome più attribuito nei maschi è Davide (30), seguito da Alessandro (22), mentre Mohamed è stato scelto come primo nome per 21 bambini, che diventano 39 considerando tutti i nomi.
I nomi più frequenti attribuiti ai neonati femmina: tra le femmine, Aurora, Giulia, Sofia, Alice e Beatrice sono i nomi più frequenti; Sofia è anche il nome scelto più frequentemente dalle bambine nate da coppie straniere. I parti nelle donne straniere sono stati il 25,4%, stabili rispetto al 2015 (25,3%); al 1° posto ci sono i bambini nati da coppie della Romania, seguiti da Marocco, Nigeria, Albania, Cina e Perù. Complessivamente le donne che hanno partorito al Sant’Anna appartengono a 85 nazionalità diverse.
Con il Patrocinio di: Regione Piemonte – Città Metropolitana di Torino – Città di Torino. Dal 15 gennaio, otto voci, diciannove poeti, oltre settanta poesie in tre mesi trasmesse, più volte al giorno, nelle stazioni della metropolitana

La metropolitana di Torino dà voce alla poesia. In tutte le stazioni, dal 15 gennaio al 15 aprile 2017, all’interno della normale programmazione di Radio GTT, vengono inserite, più volte al giorno, brevi letture da ascoltare, ricordare, riscoprire.
L’idea, nata circa un anno fa e proposta al Gruppo GTT dall’Associazione culturale YOWRAS Young Writers & Storytellers, è stata realizzata grazie alla collaborazione dell’agenzia di comunicazione Zipnews.it e delle case editrici Adelphi, Giunti, Guanda, Newton Compton.
Diciannove poeti, scelti fra i più noti e i più studiati, con qualche eccezione. Oltre settanta poesie, o “frammenti a piede libero”, come recita la frase con cui inizia ogni lettura, selezionate tra quelle maggiormente conosciute per sollecitare il senso di ricordo e di familiarità.
Le voci di otto lettori e lettrici, diverse per provenienza, età, ritmo, timbro, cadenza, interpretano i versi accompagnati da un sottofondo musicale.
Da Giacomo Leopardi a Edgar Lee Masters, da Emily Dickinson a Federico Garcia Lorca, da Giovanni Pascoli a Jacques Prévert, diciannove figure immortali della poesia rivivono attraverso le letture che, a partire dal 15 gennaio, si alternano più volte al giorno ai brani musicali trasmessi da Radio GTT all’interno delle stazioni della metropolitana di Torino. La zona in cui passeggeri attendono l’arrivo delle vetture diventa il luogo in cui la poesia può essere ascoltata in quel tempo sospeso che sta tra la discesa delle scale e l’inizio del viaggio.
Adelphi, Giunti, Guanda, Newton Compton sono le case editrici che hanno accolto la proposta dell’Associazione culturale YOWRAS Young Writers & Storytellers mettendo a disposizione le raccolte da cui sono stati tratti i brani scelti per le letture. Metro Poetry è un progetto realizzato in collaborazione con il Gruppo GTT e l’agenzia di comunicazione Zipnews.it.
Una musica di sottofondo, il titolo e il nome dell’autore, il nome del lettore, un inizio e una conclusione costanti e riconoscibili sono gli elementi di ogni “frammento di poesia a piede libero”. Un invito al ricordo di parole conosciute, alla scoperta di nuovi spunti, alla ricerca di cosa c’è dopo, di come va a finire, alla ricerca di altre poesie scritte da quell’autore.
Per rappresentare Metro Poetry è stata ideata l’immagine sorridente di un volto, di profilo, davanti a un microfono. Il profilo è ricavato dal percorso reale della Linea 1 della metropolitana di Torino.
“La nostra Associazione ha al suo attivo numerose iniziative non convenzionali che hanno come protagonista la poesia” dice Nicoletta Fabrizio, presidente della YOWRAS. “Abbiamo esposto più
volte una mostra sui poeti italiani in un centro commerciale. Durante il Salone Off 2014 e 2015 la piazza principale di Pinerolo è diventata Piazza della Poesia con cartelli poetici sui tronchi degli alberi. Abbiamo portato la poesia nelle fabbriche con una mostra alla SKF di Airasca. Ora, grazie all’ascolto, la proposta poetica, anche nel breve tragitto di andata e ritorno tra casa e lavoro, diventa personale, dedicata, capace di toccare corde nascoste.
La scelta di includere il nome del lettore o della lettrice è dettata dalla volontà di rendere il meno anonimo possibile l’invito all’ascolto. Non si tratta di voci, si tratta di persone: persone che leggono per persone che viaggiano, le quali, ricordando magari solo un verso di quel brano poetico, possono, se vorranno, cercarne e trovarne la conclusione.
Mi preme sottolineare il fatto che MetroPoetry è un progetto in cui ogni parte è intervenuta a titolo gratuito: Radio GTT, l’agenzia Zipnews.it, le case editrici Adelphi, Giunti, Guanda, Newton Compton che con grande disponibilità e sensibilità ci hanno messo a disposizione i testi, i lettori e le lettrici che hanno prestato le loro voci. Una gratuità di tempo, risorse, impegno che dimostra una volta di più che il valore della poesia non è misurabile”.
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Associazione culturale YOWRAS Young Writers & Storytellers
yowras@gmail.com – www.yowras.it
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Poeti:
Federico Garcia Lorca Emily Dickinson Giacomo Leopardi Edgar Allan Poe Emanuel Carnevali Edgar Lee Masters Constantinos Kavafis Ugo Foscolo Pablo Neruda Jacques Prévert Friedrich Hölderlin Charles Baudelaire Giovanni Pascoli Arthur Rimbaud William Shakespeare Rabindranath Tagore Giosuè Carducci Walt Whitman Rudyard Kipling
(Foto: il Torinese)
La paura degli attentati terroristici – pericolo sempre incombente, come ha confermato il drammatico capodanno a Istanbul – non ha fermato i torinesi, molti dei quali hanno brindato all’arrivo del 2017 in piazza San Carlo.

Tra i 10 mila presenti, anche la sindaca Chiara Appendino. La prima cittadina ha anche postato un video su Facebook con qualche frammento della serata. Dalle 22,00, coordinati dalla direzione artistica di Samuel, si sono esibiti Planet Funk, Ensi, Mangaboo, Niagara e Victor Kwality con il DjSet di Krakatoa. La macchina dei controlli ha funzionato bene. Inevitabili le code per poter consentire l’uso dei metal detector, ma tutto è filato liscio, grazie anche alle centinaia di uomini messi in campo dalle forze dell’ordine.
(foto: FMB il Torinese)
In carcere manifestante no Tav
Gli agenti della Digos della questura di Torino hanno portato in carcere Luca Germano, simpatizzante No Tav vicino al centro sociale di Askatasuna, poichè non aveva rispettato i domiciliari. La misura dei domiciliari era stata disposta nel corso delle indagini su una protesta in Valle di Susa il 28 giugno 2015, dove si ebbero momenti di tensione con le forze dell’ordine vicino al cantiere Tav di Chiomonte.
STORIE DI CITTA’ / di Patrizio Tosetto
Caro 2016, nulla di personale, sperando di non offenderti. Anzi personalmente, parafrasando il protagonista di un cartone animato: solo belle cose
Benvenuto, 2017….arriviamo raccomandandoci: non assomigliare al 2016. Caro 2016, nulla di personale, sperando di non offenderti. Anzi personalmente, parafrasando il protagonista di un cartone animato: solo belle cose. Belle cose che mi riguardano personalmente negli affetti più intimi e cari. Proprio così, io non mi posso lamentare…ma in generale il risultato finale è ampiamente insufficiente. Incontrando vecchie conoscenze mi 
chiedono: come va? Accettabile. Ed elenco le cose positive della mia vita. Capisco d essere fortunato nell’avere una cosi bella famiglia. Poi? Poi arriva l’elenco delle magagne di gran lunga più cospicuo.
Ma essere ottimisti è un dovere, con il bicchiere sempre mezzo pieno. Un ottimismo messo a dura prova dai fatti. Ci risentiamo, caro 2017.

Cerca di essere migliore dell’anno che ti ha preceduto. In fondo non è poi così difficile. Ora vi dico cosa desidero per la nostra bella città di Torino. Piccole e grandi cose.
- Chi non ha diritto non parcheggi sugli spazi per handicap.
- Non si sporchi le strade.
- Che i senzatetto trovino il loro riparo.
- I questuanti non siano costretti a chiedere elemosine.
- Che nei centri di accoglienza si facciano attività lavorative.
- I fiumi, adeguatamente puliti e dragati, evitino le esondazioni.
- Che si mettano al bando urla e rumori assordanti.

Ma sì, esageriamo: che la gente riprenda una convivenza civile fatta di richieste e garbate risposte. Capisco, mi devo fermare e non apparire troppo utopico e dunque velleitario.
Scusatemi. Fatemi un po’ sognare ad occhi aperti e chiedere al 2017 d essere l’ anno in cui si realizzeranno questi sogni. Vi assicuro: se solo se ne realizzassero il 30 per cento vivremmo meglio. Un felice anno a tutti, ma proprio tutti…anche ai “nemici”. Magari anche loro cambieranno. Buon 2017
(foto: Mihai Bursuc)

“Quest’anno sono morti 35 sacerdoti e sono stati ordinati 3 giovani. Occorre dunque pregare e lavorare intensamente per le vocazioni sacerdotali”
Nell’ultimo giorno dell’anno l’arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia alla Consolata esorta i fedeli affinché la prima preoccupazione che dovremmo avere non sia ” tanto quella di guardare al mondo che cambia, quanto di verificare la qualità della nostra fede e la santità della nostra vita. È la Parola di Dio infatti che ci rimette sempre in piedi e ci dà calore e luce per camminare anche sulle acque agitate nella tempesta della storia che stiamo vivendo. Vogliamo poi, come Chiesa di Torino, abitare le debolezze, i timori e le insicurezze di tanta gente condividendone le sofferenze”. Secondo l’arcivescovo bisogna ” cercare, condividere, ascoltare, abitare le fatiche di ogni persona e di ogni famiglia. Sono le fatiche di quelle famiglie e giovani che quest’anno hanno vissuto e stanno ancora vivendo situazioni difficili per la perdita del posto di lavoro e che spesso si vedono soli a lottare contro l’indifferenza di tanti che non
si mostrano solidali e si chiudono dentro il loro mondo sicuro e all’apparenza tranquillo. Richiamo questa emergenza, che sta diventando endemica e sistemica nella nostra società” Nosiglia esorta ancora: “Bisogna cominciare ad agire anche con piccoli segnali ma senza paura di sbagliare, dando comunque esempio di cose concrete che saranno sempre meno risolutive ma avranno il pregio di essere un passo per volta condiviso insieme. Nel secolo scorso i santi sociali di Torino hanno compiuto opere meravigliose venendo incontro a povertà di ogni genere e partendo dalla loro fiducia incrollabile nella Provvidenza di Dio. Oggi noi viviamo sulla loro scia e alla loro ombra… non sappiamo osare come loro cose nuove di fronte a povertà nuove e sfide nuove come è quella degli immigrati e ci arrabattiamo a rispondere alle emergenze senza slancio creativo. Siamo una Chiesa e una società che viaggiano col freno a mano tirato, per cui non riusciremo mai a prendere velocità come potremmo e dovremmo. Segni di speranza in questa direzione comunque ce ne sono stati, e molti, a cominciare dalla straordinaria raccolta di fondi per la tragedia del terremoto (oltre
800 mila euro). Crescono le povertà, ma cresce anche un esercito di pace e di amore, composto da tantissime persone volonterose che, gratuitamente e con coraggio, si fanno carico giorno dopo giorno di quanti soffrono per malattie e povertà”. Poi un appello ai giovani che “hanno risorse di creatività e coraggio che possono mettere a disposizione della Chiesa per aiutarla a diventare sempre più missionaria nel nostro tempo. Ai giovani chiedo di investirsi dunque sia di un impegno di formazione qualificato e permanente sulla fede in Gesù Cristo sia del compito di evangelizzare il mondo dei loro coetanei raggiungendoli nei luoghi dove vivono, studiano, lavorano e si incontrano”. Infine uno sguardo alla situazione del clero in Diocesi. “Quest’anno sono morti 35 sacerdoti e sono stati ordinati 3 giovani. Occorre dunque pregare e lavorare intensamente per le vocazioni sacerdotali e l’invito è rivolto a famiglie, comunità cristiane, sacerdoti, associazioni e movimenti, e all’intero popolo di Dio. Lavorare non solo per far crescere il loro numero, ma anche la qualità delle vocazioni (problema sempre più urgente e decisivo): per questo il Seminario deve essere sostenuto e circondato dalla massima cura e disponibilità da parte dell’intera Diocesi”.
Anziana muore investita da auto
Un’anziana di 85 anni è morta a Cirié, investita da un’auto in strada Corio, vicino a casa sua. A guidare la Panda che l’ha travolta, una donna di 37 anni, che si è fermata subito per prestare i primi soccorsi. La ferita è stata trasportata dai medici del 118 all’ospedale di Ciriè, dove è deceduta poco dopo.
(foto: archivio)
Un morto e un ferito a causa di scontro frontale fra un’auto e un furgone, in provincia di Alessandria sulla strada Provinciale che collega Viguzzolo e Castellar Guidobono. La vittima è un pensionato di 86 anni, residente a Castellar Guidobono. E’ stato estratto dalle lamiere dai vigili del fuoco di Tortona. Ferito, ma non in pericolo di vita, l’autista del furgone.
(foto: archivio)
Torino tende a rimuovere il ricordo della sua storia e il 2016 l’ha dimostrato
ancora una volta. Ricorreva il centenario dell’impiccagione di Cesare Battisti, legato alla storia di Torino, e della fucilazione di Damiano Chiesa, allievo del nostro Politecnico e laureato honoris causa dopo la sua morte eroica. Battisti è ricordato da un busto al Valentino e da una targa in piazza Carlo Alberto, a dimostrazione di cosa sentissero i torinesi delle generazioni passate. Chiesa è ricordato, si fa per dire, da una lapide resa illeggibile dal tempo, in via Baretti. Per quest’ultima lapide ho tentato tutte le vie percorribili perché venisse restaurata, ma nessuno si è mosso. Sono invece certo che nel 2017 l’anniversario di Caporetto verrà ricordato.
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Spero almeno con il rigore e il distacco storico necessario. E verrà ricordata anche la Rivoluzione di Ottobre , come ha già cominciato a fare in modo nostalgico l’ARCI. Fassino ebbe il coraggio come Sindaco il 24 maggio 2015 di ricordare l’ingresso in guerra davanti al monumento al Duca d’Aosta, comandante della III Armata nella Grande Guerra. E ricordò quell’evento storico con parole che restano, a suo onore, come segno della sua capacità di andare oltre la sua stessa militanza politica. Nel 2016 ricorreva anche il 130° anniversario dell’uscita del libro “Cuore” di Edmondo de Amicis. Su quel libro
che intendeva creare una coscienza nazionale ai giovani nati nel dopo Risorgimento, si sono accaniti con improperi e giudizi sommari sia Umberto Eco, sia Natalia Ginzburg. Gli studi di Luciano Tamburini, studioso torinese di rango e direttore delle Biblioteche civiche, hanno dimostrato invece la complessità di un’opera apparentemente semplice e retorica solo agli occhi di chi negava ogni valore alla parola Patria,parola che il presidente Ciampi ci ha insegnato a rispettare insieme al Tricolore, forse senza riuscirci a pieno.
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Ad Albenga, in provincia di Savona , il 7 gennaio verrà celebrata la festa del Tricolore, giornata celebrativa nazionale istituita nel 1997, a Torino del tutto trascurata. Merito di un assessore alla cultura che appare quasi unico. Ricordo che negli anni in cui fu preside del liceo “Segrè”, Primo Merlisenna ,uomo di sinistra, sentì la necessità di far riscoprire ai giovani il patriottismo civile, ponendo la bandiera sul pennone della scuola che nessuno aveva mai utilizzato prima. Anche qui
un’eccezione. A Bolzano ho notato recentemente, in un liceo di lingua italiana ricostruito sul vecchio edificio-dove sono stato invitato a parlare- l’assenza della lapide in ricordo dei caduti che è stata riposta in cantina. La generazione del Piave che seppe morire per difendere l’Italia dal nemico austriaco , si era formata leggendo il “Cuore” che lo stesso Alberto Asor Rosa sentì ,insieme al “Pinocchio” di Collodi, come espressione dell’”Italia bambina”, la “nuova Italia” di cui scriverà Benedetto Croce. Oggi i bambini, purché non piangano o non disturbino i genitori, vengono lasciati molte ore incollati ai videogiochi. Della “retorica”
ottocentesca che profumava di spirito risorgimentale, si è fatta tabula rasa. Gli eroi dei videogiochi spadroneggiano indisturbati anche quando evocano scene di violenza. Ecco uno dei motivi per cui i patrioti Cesare Battisti e Damiano Chiesa sono stati dimenticati. Un unico concerto alpino al Circolo Ufficiali di Torino , a cui ha partecipato come unica autorità il Vicepresidente del Consiglio Regionale Boeti, non basta a colmare il deficit di memoria storica che questa città continua a vivere.
Pier Franco Quaglieni