Successo per i Campionati Giovanili di arco

8

giornate di gare

759

atleti

68

delegazioni

10.000

presenze stimate

2

medaglie azzurre

 

Otto giornate intense e appassionanti, 759 atleti68 delegazioni sportive, circa 10.000 presenze complessive sugli spalti, due medaglie conquistate dalla Nazionale italiana e innumerevoli attestazioni di stima da parte delle Federazioni internazionali.

L’edizione 2026 dei Campionati Mondiali Giovanili di arrampicata sportiva, ospitata ad Arco e organizzata dalla Federazione Arrampicata Sportiva Italiana in collaborazione con World Climbing, si è conclusa con un bilancio estremamente positivo sotto il profilo sportivo, organizzativo, istituzionale e territoriale.

Il Centro Tecnico Federale FASI e il suo Climbing Stadium, inseriti nella straordinaria cornice paesaggistica del Garda Trentino, hanno accolto nel migliore dei modi atleti, tecnici e accompagnatori provenienti da ogni parte del mondo, confermando ancora una volta Arco come una delle capitali internazionali dell’arrampicata sportiva.

Dalla cerimonia inaugurale del 17 luglio alla grande festa conclusiva del 25 luglio, lo staff federale ha curato ogni aspetto della manifestazione: dall’accoglienza delle delegazioni alla gestione delle gare, dalla sicurezza all’ospitalità per il pubblico, fino alla creazione di occasioni di incontro e condivisione capaci di trasformare lo sport in uno straordinario strumento di unione.

DUE MEDAGLIE E NUMEROSI PIAZZAMENTI DI PRESTIGIO PER L’ITALIA

Dal punto di vista agonistico, la squadra azzurra ha concluso il Mondiale con due medaglie nella categoria Under 19: l’argento di Andrea Ludovico Chelleris nella Lead e il bronzo di Matteo Reusa nel Boulder.

Nella finale Lead U19, disputata su una via estremamente impegnativa e priva di reali possibilità di recupero, Chelleris ha offerto una prova di altissimo livello. Il Campione Italiano Giovanile e argento nella classifica generale di Coppa Italia Senior ha scalato con fluidità, precisione e grande controllo, facendo sognare il pubblico di casa e conquistando il titolo di Vice Campione del Mondo Giovanile.

Il suo risultato ha portato sulla scena internazionale il talento, la completezza tecnica e la solidità mentale di uno dei giovani più promettenti del movimento italiano.

La seconda medaglia è arrivata nell’ultima giornata di gare grazie a Matteo Reusa. Il Campione Italiano Boulder Senior e Giovanile ha affrontato con forza, tecnica e determinazione i quattro blocchi della finale Under 19, conquistando uno splendido bronzo mondiale tra le ovazioni del pubblico del Climbing Stadium.

Una medaglia arrivata nell’ultimo atto della manifestazione e capace di regalare alla squadra italiana e ai tifosi un’ultima, straordinaria emozione.

Accanto ai due podi, la Nazionale ha ottenuto numerosi piazzamenti che testimoniano la competitività del gruppo in tutte e tre le specialità.

Jacopo Titi ha sfiorato il podio nella Speed U17, chiudendo al quarto posto dopo aver stabilito il proprio primato personale in qualificazione. Quarta posizione mondiale anche per la quattordicenne Chiara Franceschi nel Boulder U17, alla sua prima stagione internazionale con la maglia azzurra.

Nella Speed U19, Francesco Ponzinibio ha terminato al quinto posto dopo aver realizzato il miglior tempo delle qualifiche. Leonardo Donola ha raggiunto la finale Boulder U17, chiudendo ottavo, mentre Sara Strocchi si è classificata nona nella Speed U19.

A un passo dalla finale sono rimasti anche Sofia Brenna, nona nella Lead U19, e Giovanni Bagnoli, nono nel Boulder U19.

Numerosi altri atleti italiani hanno concluso il proprio Mondiale nella top 15: Margherita Pernigotti nella Lead U19; Pietro Franzoni, Emiliano Zingrini e Carolina Gradaschi nel Boulder U17; Eva Mengoli nella Speed U19.

Nel complesso, i risultati ottenuti hanno confermato la crescita e la profondità della squadra azzurra, capace di esprimere atleti competitivi nella Lead, nella Speed e nel Boulder, sia nella categoria Under 17 sia nella Under 19.

IL GRANDE LIVELLO DELLE NAZIONALI ASIATICHE

Le competizioni hanno mostrato ancora una volta l’altissimo livello raggiunto dalle nazionali asiatiche, con Corea, Giappone e Cina protagoniste in tutte le specialità.

Tra i risultati più significativi, il giapponese Kazuki Nakata ha conquistato due titoli mondiali, imponendosi sia nella Lead sia nel Boulder U17.

Il coreano Chanjin Jung ha ottenuto l’oro nella Lead U19 e l’argento nel Boulder U19. Il connazionale Hayool Lee ha vinto il bronzo nel Boulder U17 e l’argento nella Lead U17.

Due medaglie anche per la cinese Meini Li, bronzo nella Lead e nel Boulder U17, mentre il giapponese Taketo Saiki ha conquistato l’argento nel Boulder e il bronzo nella Lead U17.

Nel Team Ranking Lead si è imposta la squadra giapponese, davanti a Corea e Cina, con l’Italia al settimo posto.

La classifica generale del Boulder ha premiato la Corea, seguita dal Giappone e da una splendida Italia in terza posizione.

Nella Speed ha dominato la Cina, davanti agli Stati Uniti e al Giappone. L’Italia ha concluso al quarto posto, un risultato di grande rilievo all’interno di una competizione che ha coinvolto 68 delegazioni.

ARCO AL CENTRO DELL’ARRAMPICATA MONDIALE

Il successo della manifestazione è stato possibile grazie al fondamentale supporto della Provincia Autonoma di Trento, con il sostegno di Garda Trentino e del Comune di Arco.

La cerimonia inaugurale si è svolta alla presenza del Presidente di World Climbing Marco Scolaris, del Presidente FASI Davide Battistella e del Vicesindaco del Comune di Arco Marco Piantoni.

Le rappresentative nazionali hanno sfilato accompagnate dalla Lega Sbandieratori, prima di essere accolte da uno spettacolo della Scuola di Danza di Arco: un momento suggestivo che ha dato ufficialmente il via a otto giorni di sport, incontro e condivisione.

Altrettanto significativa la cerimonia di chiusura, alla quale hanno assistito circa 1.500 spettatori. Sullo sfondo delle pareti del Climbing Stadium, un affascinante spettacolo di danza aerea ha accompagnato il pubblico verso l’ultima premiazione del Mondiale.

La cerimonia conclusiva, resa ancora più emozionante dalla presenza di Matteo Reusa sul podio, si è svolta alla presenza dell’Assessore della Provincia Autonoma di Trento Giulia Zanotelli, della Presidente del CONI di Trento Paola Mora e dei consiglieri comunali Paola Arcese e Carlo Pedergnana.

Dopo la proclamazione degli ultimi Campioni Mondiali Giovanili, la piazza del Village, circondata dalle bandiere delle 68 delegazioni, ha ospitato una cena conviviale offerta dalla FASI.

Pasta al ragù e arrosticini, serviti dai volontari, hanno riunito simbolicamente tutte le squadre attorno a un’unica grande tavolata, accompagnata dalla musica dal vivo di una band locale. Un ultimo momento di festa e amicizia che ha rappresentato pienamente lo spirito dell’intera manifestazione.

ORGANIZZAZIONE, ACCOGLIENZA E LAVORO DI SQUADRA

Il valore dell’organizzazione è stato riconosciuto dai numerosi messaggi ricevuti dalle Federazioni internazionali, che hanno ringraziato la FASI per l’ospitalità, la disponibilità, la qualità delle strutture e l’attenzione dimostrata da tutto il personale impegnato.

Un contributo determinante è arrivato dai dipendenti federali, dai tecnici, dai tracciatori, dai giudici FASI e internazionali, dagli ufficiali di gara e dai volontari, che per l’intera durata dell’evento hanno lavorato con professionalità, passione e spirito di collaborazione.

La Federazione rivolge inoltre un sentito ringraziamento al servizio di security e alle Forze dell’Ordine, in particolare a Carabinieri e Polizia, che hanno garantito la sicurezza e il regolare svolgimento della manifestazione.

Le Forze Armate hanno fornito anche il supporto degli assicuratori di gara impegnati durante le diverse fasi della specialità Lead.

Fondamentale anche la presenza della Pubblica Assistenza, pronta a intervenire con tempestività nei pochi casi in cui si è reso necessario il suo supporto.

DIECIMILA PRESENZE E UN IMPORTANTE INDOTTO PER IL TERRITORIO

Le presenze complessive durante gli otto giorni sono state stimate in circa 10.000 unità, con oltre 1.500 spettatori registrati in ciascuna delle serate dedicate alle finali.

La permanenza di centinaia di atleti, tecnici, familiari e accompagnatori ha generato un indotto significativo per il territorio, coinvolgendo strutture ricettive, ristoranti, negozi e attività legate al turismo e al tempo libero.

L’evento ha così rappresentato non soltanto una straordinaria vetrina sportiva, ma anche un’importante opportunità di promozione internazionale per Arco, il Garda Trentino e l’intero territorio provinciale.

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