I fiumi che attraversano Torino sono di nuovo al centro delle strategie future della Città, grazie al progetto “Torino e i suoi fiumi. Proiezioni Strategiche del Pettine Blu” di cui si è discusso l’8 luglio durante l’incontro negli spazi culturali di Dorado, in lungo Dora Firenze 37, a Torino, alla presenza dell’assessore alla Cura della città, verde pubblico, parchi e fiumi della Città di Torino Francesco Tresso, dell’assessore all’Urbanistica della Città di Torino Paolo Mazzoleni, del direttore del Centro FULL Loris Antonio Servillo, di Pietro Garibaldi docente dell’Università degli studi di Torino e di Luca Ballarini ideatore di Torino Stratosferica.
Il progetto, promosso dalla Città di Torino, Assessorato alla Cura della città, Verde Pubblico e Fiumi, e sviluppato dal Centro Interdipartimentale FULL del Politecnico di Torino, grazie al sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo, ha l’obiettivo di invertire lo sguardo sui fiumi per rivelarne le potenzialità progettuali, nuovi usi e molteplici relazioni con e lungo i quattro corsi d’acqua. La visione che ne emerge è capace di orientare e delineare prospettive innovative mettendo in relazione corsi d’acqua e aree urbane, osservando e ripensando la Città a partire dai fiumi.
L’ambizione finale del lavoro è di contribuire alla costruzione di una Torino sensibile all’infrastruttura verde-blu basata su tre grandi temi. Prima di tutto, ricostruire l’identità delle aste fluviali, enfatizzando la vocazione delle diverse porzioni di Città che si affacciano sui fiumi, attraverso la realizzazione di interventi lineari lungo le sponde. In secondo luogo, individuare scenari per le grandi aree di trasformazione, dove possono essere collocate opportunità di sviluppo economico, ma coordinate da una visione coerente. Infine, costruire lo spazio fluviale come rifugio climatico, capace di rispondere al progressivo surriscaldamento delle aree urbane, oltre che di fungere da punto nodale per il sistema ecologico della Città.
I fiumi, oggi quasi invisibili nel percepito quotidiano, acquisiscono in questa inversione di sguardo un ruolo attivo in relazione ai cittadini, al futuro della città e di chi abita nei comuni limitrofi, attraversati e connessi tramite le dorsali verdi-blu.
“I fiumi di Torino – ha dichiarato l’assessore alla Cura della città, verde pubblico, parchi e fiumi della Città di Torino Francesco Tresso – si sviluppano per una quarantina di km nel territorio cittadino: una vera infrastruttura blu, quindi, che va considerata non solo per i servizi ecosistemici resi alla città, ma anche per le opportunità che offrono in termini di fruizione e di socialità. Un patrimonio oggi particolarmente fragile, che richiede interventi pianificati e coordinati tra loro, nell’ottica di meglio valorizzare questa risorsa costruendo una relazione più forte con la Città”.
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