Questa mattina siamo state per un sopralluogo a sorpresa nel CPR di corso Brunelleschi: la capienza al momento risulta ridotta a 50 posti (due aree), con 46 persone presenti, alcune delle quali nemmeno ventenni. Non abbiamo ottenuto il numero dei rimpatri eseguiti, che chiederemo al competente ufficio della Questura.
La struttura non è adeguata ovviamente al caldo torrido di questo periodo. Nonostante l’aria condizionata, tutte le camerate hanno finestroni senza tende e per schermarle dal sole rovente i detenuti le hanno coperte con sacchi di plastica neri dell’immondizia. Lasciamo immaginare la situazione.
Il tema più critico resta quello delle condizioni sanitarie e psichiatriche. Nel CPR continua ad arrivare gente che a norma di legge non dovrebbe essere reclusa. I casi più eclatanti: un uomo arrivato in CPR con un tumore e metastasi in fase avanzata, poi rilasciato e curato a seguito dei controlli richiesti dallo stesso ente gestore; un ragazzo marocchino che ha subito l’asportazione di un occhio e ha una massa nel bulbo oculare, con conseguenti dolori che andrebbe nuovamente operato e curato; un 24enne pachistano completamente non presente a se stesso, che mangia e beve solo se imboccato dai suoi compagni di prigionia, che a differenza dello Stato si prendono cura di lui.
Si tratta di persone che non dovrebbero ricevere certificati di idoneità e torneremo a insistere con la Regione affinché queste visite, così come quelle previste dal Nuovo patto migrazione e asilo, vengano fatte nell’interesse delle persone e non siano adempimenti burocratici.
Il caso di Moussa Balde, per cui ci sono state delle condanne, non ha insegnato niente a questa città?
Anche l’utilizzo di psico-farmaci resta una costante, così come la pressoché totale assenza di attività, per cui il capitolato della Prefettura non prevede alcuna risorsa.
Quello dei CPR è un sistema perverso e crudele, propaganda che si consuma sulla pelle di persone innocenti e con costi salati, a partire da quelli dei rimpatri che secondo i dati diffusi in questi giorni dal Ministero costano 3.400 ciascuno. Continueremo a denunciare questa vergogna finché il centro non chiuderà.
Alice Ravinale
Valentina Cera
Giulia Marro
Valentina Cera
Giulia Marro

