Aggressione al Martini, OPI Torino e Nursing Up: «La sicurezza degli operatori sanitari non può più aspettare»

L’ennesima aggressione ai danni di personale sanitario riaccende il dibattito sulla sicurezza negli ospedali. Dopo il grave episodio avvenuto nel Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura dell’Ospedale Martini di Torino, nel quale sono rimasti coinvolti un infermiere e un medico, arrivano le prese di posizione dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) di Torino e del sindacato Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta, che chiedono interventi concreti per fermare una violenza ormai sempre più frequente.

L’OPI Torino ha espresso vicinanza ai professionisti aggrediti, sottolineando come episodi di questo genere non possano più essere considerati un rischio inevitabile della professione.

«Esprimo, a nome dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Torino e di tutti gli infermieri iscritti, la nostra vicinanza ai colleghi coinvolti e l’augurio di una pronta guarigione», afferma il presidente dell’Ordine, Ivan Bufalo.

Per Bufalo ogni aggressione rappresenta «una sconfitta per l’intero sistema sanitario» e non può essere archiviata come un evento inevitabile. «Chi entra ogni giorno in reparto per prendersi cura delle persone deve poter operare in condizioni di sicurezza», osserva, chiedendo di superare la gestione emergenziale del fenomeno.

Secondo il presidente dell’OPI servono investimenti, organici adeguati, ambienti di lavoro progettati anche sotto il profilo della sicurezza, protocolli condivisi e una collaborazione stabile tra aziende sanitarie, istituzioni e forze dell’ordine. Un’attenzione particolare viene rivolta ai reparti di psichiatria, dove gli infermieri operano quotidianamente in situazioni particolarmente delicate. «La sicurezza di chi cura deve essere una priorità assoluta», conclude Bufalo.

Sulla vicenda interviene anche Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta, che sostiene come il problema non sia la mancanza di norme, ma la loro insufficiente applicazione.

«Ogni volta assistiamo allo stesso copione: dichiarazioni, promesse, tavoli di confronto e poi tutto torna come prima. Nel frattempo infermieri, medici e operatori continuano a entrare in reparto sapendo che potrebbero essere aggrediti senza che esista un sistema realmente capace di proteggerli. Il problema non è che mancano le leggi. Il problema è che quelle leggi vengono lasciate nei cassetti», dichiara il segretario regionale Claudio Delli Carri.

Il sindacato evidenzia come in molte strutture sanitarie persistano carenze di personale, sistemi di sicurezza inadeguati e una gestione del rischio che interviene soltanto dopo il verificarsi delle aggressioni. Una situazione che, secondo Nursing Up, risulta ancora più critica nei Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura, dove la complessità assistenziale richiede organici adeguati, formazione continua, ambienti sicuri e protocolli pienamente operativi.

«Affidarsi esclusivamente alla professionalità degli operatori significa esporli a rischi che non possono essere considerati parte del mestiere», prosegue Delli Carri, ribadendo la necessità di trasformare le disposizioni normative già esistenti in strumenti realmente efficaci di prevenzione.

Nel concludere il proprio intervento, il segretario regionale lancia un appello alle istituzioni: «Non possiamo continuare ad accettare che ogni aggressione venga archiviata come una tragica fatalità. La sicurezza sul lavoro è un obbligo di legge, non un’opzione. Chi ha il compito di applicare le norme deve assumersi fino in fondo questa responsabilità».

Le due organizzazioni, pur con accenti diversi, convergono su un punto: la tutela degli operatori sanitari deve diventare una priorità attraverso investimenti, organizzazione e misure preventive capaci di garantire condizioni di lavoro sicure a chi ogni giorno assicura l’assistenza ai cittadini.

Leggi qui le ultime notizie: IL TORINESE

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Articolo Precedente

Apre temporaneamente la Sala Gonin della stazione di Porta Nuova

Articolo Successivo

Nouva ordinanza. Commercianti sulle barricate dopo i blackout: “Perdite pesanti, servono interventi immediati”

Recenti:

IL METEO E' OFFERTO DA

Fit Homeless