I futuri successi di Fabrizio di Fiore Entertainment

Divertimento, grandi artisti, musical, prosa e operetta

Presentata la nuova stagione di Alfieri e Gioiello

“Non c’è niente di più naturale del teatro”. E allora ecco in quei fotogrammi che precedono la presentazione dei cartelloni dell’Alfieri e del Gioiello – l’immutabile impegno di tutto lo staff per una calendarizzazione certo non facile : 96 titoli in un totale, 47 in piazza Solferino e 49 in via Colombo – sorgere su di un terreno piuttosto brullo un tronco e dei rami nodosi che però danno vita a gemme e fiori, di uno squisito colore rosato, uno sbocciare continuo, delicato e vorticoso al tempo stesso. Nasce “Viva la Vita”, un ulteriore punto di riferimento per il pubblico torinese, “per la fiducia che continuate ad accordarci stagione dopo stagione e per il profondo senso di appartenenza con cui vivete i nostri teatri”, sottolinea Fabrizio Di Fiore, CEO&General Manager, produttore che guarda ai gusti preponderanti del pubblico, che sta vincendo una scommessa iniziata poche stagioni fa, che con giusto orgoglio reclama quelle 220mila presenze che hanno fatto il successo della stagione appena conclusa. Nella sua autentica, tangibile mentalità manageriale occorrono realismo e sincerità, piace quando afferma “usiamo troppa tecnologia e talvolta anche male, anche le parole utilizzate per esprimere emozioni e pensieri possono trasformarsi in formule automatiche, stereotipi ripetuti, espressioni prive di reali profondità”. Un’area a sé vuole essere il teatro. Vuole continuare a mantenere quello scambio di idee e di vita che coinvolge “chi sale sul palcoscenico e chi si siede in platea”. Ogni volta che si entra in un teatro, anche in un (per ora) anonimo spazio teatrale che sta prendendo forma, è una vecchia ipotesi che si va materializzando, è un sogno – di pochi o di più, non importa – che s’avvera, in un grande centro come in uno minore, è una successiva condivisione, è un luogo di cultura che resterà per il pubblico di oggi e per i giovani di domani. È un punto d’arrivo per una serata di riflessione e di pieno divertimento, producendo o individuando per la piazza di Torino quegli spettacoli che maggiormente possono interessare, magari scoprendo quelle chicche che altri hanno lasciato indietro: “Tradizione e contemporaneità, leggerezza e profondità e intrattenimento. L’obiettivo dell’Alfieri e del Gioiello era diventare molto più che semplici luoghi di spettacolo: abbiamo aspirato a diventare spazi di incontro, integrazione e condivisione umana e con grande orgoglio attraverso il prezioso aiuto di tutta la grande squadra che vi lavora posso affermare che l’abbiamo centrato.”

 

Pluralità convincente, suddivisa tra musical, balletto, one man or woman show, prosa, prestigiosi assolo o compagnie di numerosa quanto eccezionale importanza. All’Alfieri si prende il via con I Legnanesi il 17 ottobre mentre Antonello Avallone aprirà la stagione del Gioiello – vi ritornerà il 7 aprile con un omaggio a Ettore Petrolini – con il pirandelliano “Berretto a sonagli” in una lettura che privilegia l’ironia e i risvolti brillanti alla tragedia dell’uomo. In entrambi i cartelloni salta all’occhio quanto il cinema degli ultimissimi decenni stia prestando al palcoscenico. Iniziando con Enrico Vanzina che tra spezzoni di film e canzoni e musiche parlerà di sé, di suo fratello Carlo e di suo padre Steno, dei tanti amici, da Sordi a Verdone, da Fellini a Flaiano, da Morricone a Monica Vitti, in uno spaccato di settima arte e vita (ancora una volta!) che ci ha accompagnato molto più di mezzo secolo e continua a farlo. Poi le riprese – con la coppia vincente Giulia Ottonello/Mario Ermito – di “Sette spose per sette fratelli” dal film di Stanley Donen e delle gesta di Sylvester Stallone con “Rocky”, proseguendo con “Cantando sotto la pioggia” (ancora Donen); e, dal 22 al 25 aprile (sempre all’Alfieri), “Amélie il Musical”, favola cinematografica che è divenuta un cult, con Audrét Tautou immersa nel suo “favoloso mondo”, a cui presta il viso e la voce sempre più stupefacenti Giulia Ottonello, da molti giudicata la più bella presenza del musical oggi.

Da aggiungere “I fratelli De Filippo” tratto dal film che Sergio Rubini ha girato con successo cinque anni fa (11/13 dicembre, Alfieri), “Fiore di cactus” con Gianfranco Jannuzzo e Benedicta Boccoli, bypassando Barillet e Grédy per arrivare in un colpo alla Bergman in compagnia di Walter Matthau (8/10 gennaio), “Assassinio sull’Orient Express”, guardando qui Claudio “Greg” Gregori prendere il posto di Peter Ustinov e Kenneth Branagh, “A casa tutti bene” che Gabriele Muccino ha tratto dal suo omonimo film, questa volta tra gli altri con Anna Galiena e Fabio Troiano, “A qualcuno piace caldo”, chiara partenza il successone di Billy Wilder e Marilyn Monroe, qui omaggiata da Euridice Axen (Gioiello, dal 26 dicembre al 6 gennaio ’27, riprendendo – ma non è il solo caso esplorando i due cartelloni – l’abitudine a uno spettacolo che copra le due settimane). Per la serie “i ritorni”, Marilyn sarà la protagonista – “giusta” (anticipa l’autore e regista Salvatore Sito) interprete Violante Placido – di una serata al Gioiello il 28 aprile, mentre Claudio “Greg” Gregori proporrà quella che fu la penultima – del 1979, sarebbe moro l’anno successivo – prova cinematografica di Peter Sellers, “Oltre il giardino”, per la regia di Hal Hashby, per la prima volta portato a teatro, la fiaba di un omino e della sua semplicità, una vita lunga sessant’anni all’interno di una spazio verde senza mai uscirne, all’oscuro di quanto possa succedere all’esterno di quello spazio: nel giorno in cui dovrà lasciare il chiuso del suo mondo, gli uomini “al di fuori” apprezzeranno la sua umanità sino a farlo diventare il consigliere del presidente degli Stati Uniti d’America. Alla luce del panorama del mondo in cui viviamo capiamo ancor meglio di quasi cinque decenni fa quanto sia attuale la vicenda del giardiniere Chance e il testo originale del polacco Jerzy Kosinski. Arriverà all’Alfieri “Gloria il musical” con le musiche e le canzoni di Umberto Tozzi, Arturo Brachetti riprenderà “Solo” nelle feste natalizie e per l’occasione si mostrerà anche in veste di cicerone a mostrare al pubblico che certo lo seguirà numeroso in una serie di appuntamenti i travestimenti dello spettacolo e alcuni dei tanti trucchi – assolutamente non riferibili.

Il ritorno dell’operetta con “La vedova allegra”, Antonio Vassallo e Federica Luna Vincenti nel “Ritratto di Dorian Grey”, Paolo Ruffini con ben tre titoli, Miriam Mesturino (con Franco Oppini, al Gioiello dall’11 al 14 febbraio) a proseguire dopo un’applaudita “Locandiera” il suo percorso goldoniano con “La cameriera brillante”, la rivisitazione dello “Pseudolus” plautino con l’attualissimo titolo di “L’imbroglione” ad opera di Elia Tedesco (anche interprete) e di Girolamo Angione, il sempre divertente “Gin Game” affidato questa volta a Giuseppe Pambieri e Pamela Villoresi (Gioiello, 15/17 gennaio), il platinato Vincenzo Schettini ancora una volta alle prese con un “Viaggio al centro della fisica” (Alfieri, 2 marzo), la macchina perfetta di “Rumori fuori scena” con The Kitchen Company (Alfieri, dal 27 aprile al 2 maggio), l’imperdibile “Master of magic” per chi ama il mondo della magia e non soltanto. Ancora sul lato femminile, “La bisbetica domata” con Amanda Sandrelli, “Venerdì 13” con Martina Colombari, “Insieme” con Laura Morante (Gioiello, 19/22 novembre) e “Pazza”, un successo della scorsa stagione di Vanessa Gravina e di Fabrizio Coniglio in veste di regista (Gioiello, dal 22 al 24 gennaio), le risate con Barbara Foria (Gioiello, 3 febbraio) mattatrice con “…basta un filo di rossetto”. Aggiungete la giovanile brillantezza di Iva Zanicchi in “Viva la mamma!” scritto e diretto da Diego Ruiz e il panorama è (quasi) completo.

A punteggiare tanta suggestiva ricchezza, le produzioni di Fabrizio di Fiore Entertainment & FDF GAT occupano buona parte del mondo del musical, nuove importanti scommesse che vanno al di là delle riprese già citate. Per la regia di Brachetti all’Alfieri dal 17 al 20 dicembre, “Winx Club: The Magic is Back – Il Musical”, un volo con le più celebri fate del mondo, tra tecnologia e grandi emozioni, uno spettacolo che promette di rompere la quarta parete e di travolgere il pubblico in sala; dal 18 al 21 febbraio “Lucio – Il musical”, come a significare che l’uomo di oggi ha ancora bisogno della leggerezza, della libertà, dell’intimità, della grandezza di Dalla e delle sue canzoni; e in coproduzione, “Amélie”. La stagione dell’Alfieri terminerà il 14 maggio con “Caravaggio”, ancora musiche e canzoni e colpi di spada in ossequio a uno dei più grandi geni dell’arte italiana, quella del Gioiello il 27 maggio con “Scappati di casa”. Un percorso lungo un intero anno, “ogni nuova stagione rappresenta una nuova primavera culturale per una città e per il suo territorio: nuove storie, nuovi artisti, nuove emozioni, nuove occasioni di incontro umano e culturale”, afferma il direttore artistico Luciano Cannito, per aggiungere: “in un tempo storico spesso attraversato da tensioni, paure e solitudini, crediamo profondamente che il teatro continui ad avere una funzione fondamentale: farci sentire più vivi, più vicini, più umani.”

Elio Rabbione

Nelle immagini, Iva Zanicchi è tra gli interpreti “Viva la mamma!”, Amanda Sandrelli in una scena di “La bisbetica domata”, Giulia Ottonello sarà al centro dei musical dell’Alfieri e Vanessa Gravina e Fabrizio Coniglio in “Pazza”.

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