Accusato negli USA di avere ucciso la moglie incinta è in carcere a Torino e chiede asilo

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L’ingegnere informatico texano Lee Mongerson Gilley, 39 anni, accusato negli Stati Uniti dell’omicidio della moglie incinta, è detenuto a Torino dopo essere stato fermato all’aeroporto di Malpensa al termine di una fuga all’estero.

L’uomo era ai domiciliari a Houston in attesa del processo per l’uccisione della moglie Christa Bauer Gilley, morta nell’ottobre 2024. Inizialmente il decesso era stato presentato come accidentale, ma gli esami medico-legali avrebbero poi indirizzato le indagini verso un omicidio.

Le autorità statunitensi sostengono che Gilley abbia rimosso il braccialetto elettronico e lasciato il Paese passando dal Canada, viaggiando con documenti falsi intestati a un cittadino belga. Una volta arrivato in Italia, sarebbe stato bloccato ai controlli di frontiera per irregolarità nei documenti.

Durante gli interrogatori avrebbe confermato la propria identità e chiesto asilo politico, affermando di temere la pena di morte negli Stati Uniti. Ora la magistratura italiana dovrà valutare sia la richiesta di protezione internazionale sia la possibile estradizione verso il Texas.

Dal 5 maggio Gilley era stato trasferito al Cpr di corso Brunelleschi, ora si trova nel carcere Lorusso e Cutugno.

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