Al MAUTO“I nemici del Drake”,  “Enzo Ferrari e le Scuderie  inglesi”

Dal 2 all’11 ottobre  prossimi sarà ospitata presso il MAUTO, Museo Nazionale dell’Automobile, la più grande e completa esposizione dedicata alle Scuderie inglesi che, tra gli anni Settanta e gli Ottanta, hanno sfidato Enzo Ferrari. Sono in mostra 23 vetture, documenti, memorabilia  e fotografie  che raccontano la rivoluzione inglese del motorsport nell’epoca della Swinging London. La mostra è curata da Carlo Cavicchi e Mario Donnini con Maurizio Cilli e, attraverso una selezione di vetture- simbolo appartenenti alle squadre note come “ le sette sorelle”, Cooper, Lotus, March, Braham, Tyrrell e Williams, oltre  a vetture di altri costruttori, Arrows, Shadow, Theodore e Surtees, sviluppa sugli oltre 2 mila mq. dello spazio  espositivo al piano terra, il racconto di una stagione di sperimentazione tecnica e di libertà formale, tra rischi estremi, forti rivalità  e decise identità visive che hanno disegnato nuovi immaginari culturali.
Si tratta di un universo di tecnologia, stile e spirito pioneristico, in cui le monoposto diventano simboli di una rivoluzione industriale e culturale capace di ridefinire l’immaginario del mondo delle corse.
Enzo Ferrari li chiamava “i garagisti”, erano le squadre inglesi che, tra gli anni Settanta e gli Ottanta, misero in discussione il dominio della Ferrari, fino ad allora protagonista incontrastata della Formula 1. Con strutture leggere, telai rivoluzionari e una straordinaria rapidità di sperimentazione,  questi team indipendenti trasformarono piccoli atelier tecnici in avversari temibili, capaci di battere Maranello in pista e cambiare per sempre gli equilibri del campionato.

23 vetture incredibili esposte, di cui 21 inglesi e 2 italiane, circondate da un allestimento che restituisce il contesto sociale e culturale della Gran Bretagna del tempo, quello della Swinging London, in un periodo di straordinaria vivacità  e ottimismo, caratterizzato da un’esplosione di creatività nella musica, nella moda e nella fotografia, nel cinema e, naturalmente, nello sport. Con l’obiettivo  di restituire l’atmosfera di un’epoca,  la mostra intreccia  la storia dell’automobilismo  con quella delle sue icone attraversando le tendenze culturali e stilistiche del tempo  e raccontandole in sezioni specifiche.
È  in esposizione una selezione di fotografie di Rainer W. Schlegelmilch, noto come “RWS”, considerato uno dei maggiori fotografi della Formula 1. Le sue immagini sono celebri per la straordinaria qualità ed intensità emotiva che riescono a trasmettere . L’attenzione per l’inquadratura, la sensibilità alla luce e la capacità di cogliere l’istante decisivo fanno di questo fotografo un maestro assoluto, capace di trasformare la velocità, la tensione e il rischio delle corse in un racconto visivo potente e senza tempo.

Sono in programma anche appuntamenti gratuiti, articolati in conversazioni, presentazioni editoriali, proiezioni e incontri con piloti, giornalisti e progettisti, per incontrare  i grandi protagonisti dell’epoca  che raccontano la storia, le emozioni e le sfide che hanno plasmato un’epoca leggendaria.

Mara Martellotta

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