“Pia Opera Cucina Malati Poveri” La dignità invisibile, dove il bene non fa rumore

C’è una Torino che respira piano, quasi in punta di piedi. Non si mostra, non pretende, non reclama spazio. Eppure esiste, da più di un secolo e mezzo, come una fiamma che non si spegne mai, anche quando tutto intorno cambia.

La “PIA OPERA CUCINA MALATI POVERI” nasce come Associazione a Torino il 14 Febbraio 1899 e vanta ad oggi 128 anni di attività, attraversando ben tre secoli di storia.

La sua fondatrice : Ernesta Sampò Vallerino, storica maestra di Rubiana, guarita da una grave nefrite e convinta che la salute fosse profondamente legata all’alimentazione, diede a questa iniziativa un supporto e un proseguo davvero sorprendenti.

Senza titoli né mezzi, ma con una visione e una determinazione forte, decise di creare un ente benefico coinvolgendo Letizia di Savoia, donna visionaria, un po’ fuori dai canoni del tempo, capace di costruire una rete di sostegno. Grazie al contributo di importanti benefattori, primo di tutti l’esimio Clemente Cirio (pelati Cirio) che donò una somma significativa (pare fossero in quel tempo circa 50.000 delle vecchie lire) grazie alla quale il progetto prese finalmente forma.

Nel 1913 il Comune di Torino concesse finalmente un terreno per realizzare una sede stabile con il supporto gratuito di nobili e professionisti.

All’inizio, l’aiuto non consisteva in semplici pacchi alimentari (come attualmente accade) ma in vere e proprie “diete terapeutiche” il più delle volte a base di latte e carne, studiate in base alle patologie dei più bisognosi. Durante la guerra, per far fronte alle difficoltà economiche, nacquero anche le “cucine popolari” che offrivano pasti a costi minimi.

Per sostenere l’iniziativa vennero organizzati già al tempo eventi e attività benefiche : da un luna park in piazza Michelotti a Torino, a scuole di ballo per giovani fanciulle (persino in sede), a feste, concerti e spettacoli.

Fred Buscaglione utilizzava la cucina dell’Associazione come sala prove per i suoi concerti. Anche Macario fu figura di riferimento preziosa e concreta, in quanto donava regolarmente alimenti per perorare la nobile causa con raccolte fondi piuttosto cospicue.

Fin da allora ad oggi quindi, mani abituate al privilegio scelgono di piegarsi verso chi non ha nulla, non per pietà, ma per coscienza, non per apparire ma per restare.

La distribuzione di questo magnifico progetto, riguardante il lavoro di approvvigionamento e gestione del cibo, dei farmaci, del Vintage e di eventi collaterali non si è quindi mai fermata. Un lavoro costante e minuzioso realizzato dai tanti volontari e dall’assistenza gratuita di medici, nutrizionisti, psicologi e altri professionisti esperti.

Per tutto questo, per quella brillante idea che nacque in un tempo assai sospetto, per la costanza donata a quella e a questa continuità, prende sempre più forma un’idea rivoluzionaria nella sua elegante semplicità : nutrire non basta, bisogna prendersi cura. E allora il cibo diventa medicina, attenzione per un gesto pensato nei confronti di ogni fragilità, per ogni corpo e per ogni storia.

Non è quindi solo pane, medicine e supporto di ogni natura, ma è ascolto, non è solo assistenza ma rispetto.

Attorno a quella intuizione si sono raccolte nel tempo innumerevoli storie, emergenze, vite, risoluzioni incredibili, successi.

Dame di carità denominate al tempo e a tutt’oggi : le “Patronesse”, supportate da altri Benefattori , dagli Amici della Cucina e da altre persone che hanno scelto di esserci quando nessuno guarda, apportano al loro impegno mani che distribuiscono cibo, donano vestiti, cure, cuori che toccano la povertà senza mai ferirla, custodendone la dignità come un bene fragile e prezioso, perché la stessa non è solo mancanza, è invisibilità, è essere attraversati molto spesso senza essere visti.

Ed è anche qui che un abito regalato diventa molto più di un tessuto. Diventa appartenenza, identità, possibilità di rialzare lo sguardo, restituendo magari in questo modo un pezzo di mondo a chi lo ha perduto. La consegna dei farmaci da banco alle persone più bisognose, apre di conseguenza panorami incredibili che donano al capitale umano di ognuno dei volontari e di coloro che offrono risorse, un patrimonio etico e umanitario davvero importante, affinché tutto possa davvero tornare utile a 360°-

Torino, custodisce attualmente questa realtà come un patrimonio discreto, ma preziosissimo….e forse oggi più che mai c’è bisogno di raccontarla. Perché in un tempo dove tutto sembra complesso, questa formidabile, instancabile e centenaria Associazione dimostra il contrario…e cioè che con poco si può fare moltissimo e che anche il più semplice contributo può davvero diventare parte di un cambiamento concreto.

Oggi poi, non serve essere nobili o molto ricchi per continuare “quella” e “questa” storia, ma serve solo scegliere di non voltarsi dall’altra parte, rinnovando il progetto di aiuto facendo si che si allarghi , si interroghi, adattandosi ai bisogni nuovi, a quelle mancanze che non fanno rumore ma scavano piano.

Ad oggi l’Associazione “PIA OPERA CUCINA MALATI POVERI” si occupa di distribuire, cibo, medicinali e abbigliamento ai più bisognosi, ma anche di organizzare eventi nei quali si vendono al pubblico cibo d’eccellenza, oggetti e capi di abbigliamento Vintage, riuscendo così eccellentemente a ricavare i fondi necessari, al fine di poter davvero dare un importante sostegno a questo progetto.

Attualmente si stimano più di 350 famiglie , italiane e straniere (alcune anche numerose) che godono dei benefici di questa Associazione,

La storia fantastica quindi continua (oltre a distribuire cibo, farmaci e vestiti) con una nuova appendice davvero capace di essere utile, riaprendo una frontiera in più alla cura : quella dei prodotti per l’igiene e la pulizia.

Può sembrare un dettaglio, ma non lo è. Perché la possibilità di lavarsi, di pulire i propri spazi, di mantenere ordine e dignità nella quotidianità, è parte integrante del benessere psicofisico di una persona. E’ rispetto del sé, è disciplina, ma anche riscatto.

E nel frattempo, fuori , la città corre, le luci si accendono, le vetrine brillano, il superfluo si moltiplica. Si compra, si consuma , si dimentica, si spreca senza accorgersene riempiendo mani già piene… Ed è forse proprio qui che questa storia smette di essere solo un racconto e diventa una domanda : “cosa possiamo fare noi sapendo che esiste questa opportunità ?”

C’è una distanza sottilissima tra l’indifferenza e la cura, eppure basterebbe poco : un passo, una scelta, una rinuncia minuscola per trasformare qualcosa di inutile in qualcosa di necessario, per cambiare una giornata e forse una vita.

Soffermiamoci su quanto “queste” persone in tutti questi anni, addirittura secoli , hanno saputo creare. Generazioni che non si sono mai interrotte, ma solo passate il testimone. Mani diverse, stesso gesto. Cuori lontani dal tempo ma uniti da una stessa, ostinata scelta : restare accanto a chi ha più bisogno.

Viviamo in un tempo veloce, dove tutto si misura in visibilità, in risultati, in competizione. Un tempo che insegna a mostrarsi, a vincere, a emergere. Tutto bellissimo e utile ma non basta.

Questa storia così antica e così ancora viva ci sussurra altro. Ci rammenta che esiste una forza più silenziosa e più duratura: quella della costanza, della pazienza e della cura.

Non servono imprese straordinarie ma serve scegliere ogni giorno da che parte stare.

Un piccolo gesto, un aiuto concreto, una rinuncia che non pesa. Sono queste le azioni che costruiscono legami invisibili, quelli che tengono in piedi il mondo senza chiedere applausi. Perché dare un sostegno a qualcuno non è mai un gesto isolato, ma è un seme che crescerà.

E’ così che il bene si muove, in silenzio ma senza fine.

A questa Associazione che da oltre un secolo e mezzo custodisce tutto questo con dedizione, rispetto empatia e amore va qualcosa che va oltre il grazie. Va un riconoscimento profondo, quello di aver dimostrato, nel tempo, che la vera forza non è apparire, ma restare, restare uniti e prendersi cura.

E a chi oggi guarda, soprattutto ai più giovani, resta un invito semplice e potente : “non cercate solo di emergere ma cercate anche di essere necessari!”

Perché, in un mondo che corre per farsi vedere, il vero segreto è diventare qualcuno che non passa inosservato nel cuore degli altri.

Ed è così, tra dignità e solidarietà , che nasce qualcosa che ancora oggi continua e continuerà a nutrire non solo il corpo, ma anche l’umanità.

Basta davvero poco per cominciare !!!

Monica Di Maria di Alleri Chiusano

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PIA OPERA CUCINA MALATI POVERI ets

Corso Palestro 11 – Torino / 011.541066 – h. 8.00/12.00

IG: @cucinamalatipoveriets / @il_vintage_della_cucina

Mail : info@cucinamalatipoveri.it

Prossima esposizione al pubblico : dal 26.03 al 28.03/2026

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