Al teatro Astra, per Palcoscenico Danza, va in scena in prima nazionale, il 24 marzo prossimo, “ShortCut”, per la coreografia di Emanuela Tagliavia e le musiche di Giampaolo Testoni.
“ShortCut” rappresenta una scorciatoia nel tempo, un attraversamento di lampi e affinità segrete. Non una cronologia ma una costellazione di opere che si richiamano, si riflettono e si riconoscono. Frammenti di una biografia scenica emergono e si ricompongono nel segno di un linguaggio che, nel tempo, ha trovato la propria voce. Il corpo diventa archivio sensibile, luogo di memoria e trasformazione; la danza si fa spazio in cui si intrecciano musica, arti figurative, poesia quali strati di un’unica materia viva.
“ShortCut” ripercorre la ricerca coreografica a partire da “Combustioni”, nata per la riapertura del Teatro Continuo di Burri, a “Funanbolia” che inaugura la stagione di danza del teatro Gerolamo, da “Hopper Variations” e “Baltus Variations”, dialoghi silenziosi con la pittura, a “Deux à Tiroir”, ispirata a una scultura di Dalì; da “Prior to and after” che insegue il mito dell’ermafrodita fino a “Variation for five”, presentato a Al Bustan festival di Beirut. Si tratta di opere nate in tempi e contesti diversi uniti da una stessa urgenza: abitare il corpo come luogo di visione. Ogni estratto guarda al successivo come in uno specchio, seguendo un fil rouge intuitivo più emotivo che narrativo. A tenere unito questo percorso è anche il dialogo con le musiche originali di Giampaolo Testoni, presenza costante e necessaria che accompagna e modella il gesto. “ShortCut” non ricostruisce una storia, ma ne evoca le tracce, rappresenta un gesto di ritorno e di slancio, una mappa incompleta e intenzionale, un mostro scenico ibrido, non lineare, nato dalla collisione di tempi, dove il passato non è memoria ma materia in movimento.
Mara Martellotta
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