IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni
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Insieme alla libreria nacque successivamente una bella casa editrice con libri e collane che onoravano l’editoria torinese troppo schiacciata su Einaudi. E poi nacque anche una Galleria d’arte di grande valore. Tanti anni fa conobbi in quella galleria un giovane Sgarbi che Fogola non attese la Tv di Costanzo per far conoscere come critico. Soldati aveva un’antipatia preconcetta verso i Fogola a causa delle dicerie banali di un suo cugino che lui considerava molto e che invece era un poveretto, sia pure pieno di soldi perché beneficato da Vittorio Valletta. Ma, ad esempio, tanti scrittori di rango amavano Fogola per presentare i loro libri in una atmosfera libera da pregiudizi ideologici. Avrei dovuto pubblicare un libro con loro, anche su suggerimento della comune amica Anna Ricotti.
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Mi spiace che i miei impegni di insegnamento lontano dal Piemonte aggravati dalla gravissima malattia di mio Padre, mi impedirono di poter vantare tra le mie un’opera edita da Fogola. La libreria venne chiusa molti anni fa e da allora Torino ebbe solo Feltrinelli come unica libreria con tutto ciò che questa catena rappresenta di positivo, ma anche di negativo. Io ci entro malvolentieri, pensando al dinamitardo guerrigliero e miliardario che la fondò. Da Fogola sentivo il profumo della libertà come sotto i portici di via Sacchi si sente il profumo del cioccolato.
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