Stefano Esposito, ex senatore del Pd, quando era ancora parlamentare e’ stato intercettato per la bellezza di 500 volte in tre anni, nel periodo tra il 2015 e il 2018, nel corso di una nota inchiesta a Torino. E cento e passa di quelle intercettazioni erano persino state utilizzate per ottenere un rinvio a giudizio. Oggi la Corte costituzionale ha cancellato tutto e prosciolto Esposito: l’uso delle intercettazioni non era ammissibile. Scrive la Corte: «non spettava alle autorità giudiziarie che hanno sottoposto ad indagine e, successivamente, rinviato a giudizio Stefano Esposito, disporre, effettuare e utilizzare intercettazioni rivolte nei confronti di un terzo imputato, ma in realtà univocamente preordinate ad accedere alla sfera di comunicazione del parlamentare, senza aver mai richiesto alcuna autorizzazione al Senato della Repubblica». Una figuraccia della magistratura torinese.
Leggi qui le ultime notizie: IL TORINESERecenti:
Riceviamo e pubblichiamo COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO “Comitato Salviamo la Pellerina” e “Assemblea Pellerina – No Ospedale
E’ stato colpito in testa da un tubo di ferro mentre lavorava nella sua ex azienda.
La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due
Ecco cosa cambia alla guida Lo studio condotto dal Politecnico di Torino e dall’Università di
Martedì 21 luglio, la RSA Sereni Orizzonti “Alberto Dalmasso” di Vinovo ha festeggiato i 100

