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Una petizione che non convince

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni  A regolare certe materie esistono ben due leggi: la legge Scelba del 1952 e a legge Mancino del 1993. Quella voluta da Scelba intendeva colpire la ricostituzione del disciolto partito fascista, dando attuazione a una norma transitoria della Costituzione, e a sanzionare l’apologia del fascismo . Il risultato fu legittimare il MSI  che aveva eletti in Parlamento e che, al di là della propaganda, nessuno pensò di mettere seriamente  al bando, se si eccettuano gli estremisti del terrorismo rosso durante gli anni di piombo che arrivarono ad ammazzare dei missini.

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Con la presenza di una sinistra forte appare del tutto naturale in qualsivoglia sistema democratico la presenza di una destra alla luce del sole che raccoglie più o meno  consensi. Il pericolo per la democrazia consiste, al contrario, nel condannare alla clandestinità ,dandole anche  un’aura  di persecuzione,  gente che va lasciata nel suo  brodo. Negli anni di maggiore faziosità del Pci e della sinistra  il movimento sociale crebbe nei consensi, a parte il fatto che oggi Fratelli d’Italia è cosa diversa, come lo fu Alleanza Nazionale, dal Msi storico. Gli odierni piccoli gruppi che  raccolgono  insignificanti consensi elettorali sono oggi  quelli contro cui si vuole montare una campagna del tutto spropositata, partendo dai souvenir venduti a Predappio. Vietare un calendario di Mussolini o una bottiglia di vino con l’etichetta del duce appare stupido e ridicolo. La vigilanza democratica va fatta nei confronti delle azioni e di eventuali covi, applicando le leggi esistenti che bastano ed avanzano. La legge Mancino ha, tra l’altro, dei risvolti profondamente illiberali non condivisibili perché viola la libertà di opinione. Pochi magistrati l’hanno applicata perché giuridicamente poco fondata. I democratici praticano la tolleranza delle opinioni e la ferma repressione delle illegalità  nell’agire politico. Che adesso i sindaci di Stazzema e di Carpi lancino una petizione per inasprire le leggi vigenti appare del tutto strumentale e fuori luogo. Stazzema e Carpi, per ciò che rappresentano nella storia italiana,  sono simboli anche morali  troppi alti per mettersi a raccogliere firme che non avranno conseguenze pratiche in particolare in un momento come questo in cui il Parlamento è stato sequestrato dal governo. In una democrazia non è possibile costringere tutti a pensarla alla stessa maniera perché altrimenti ci troveremmo da un giorno all’altro, in una dittatura. Le battaglie culturali e politiche si vincono con il serrato confronto storico , con la funzione educativa della scuola, con l’esempio del buongoverno . Il modo approssimativo di governare  e’ infatti il più forte richiamo all’uomo forte e alle soluzioni autoritarie che vedono nella democrazia una debolezza inefficiente e inadeguata. Il Governo democratico deve essere forte ed efficiente. Una versione contraria di governo è la vera  e più pericolosa propaganda al fascismo o comunque all’autoritarismo in genere. L’antifascismo non è fatto di petizioni ripetitive retoriche  ed inutili, ma di atti di governo che diano vigore alle libere istituzioni democratiche. Sono convinto della buona fede dei due sindaci in questione, ma non aggiungerò la mia firma alla loro, soprattutto non unirò il mio nome  a quello  di tanti autoritari più o meno inconsapevoli  che non  hanno  mai capito che l’antifascismo vero è la libertà.
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