La danza del Balletto Teatro di Torino negli spazi del Museo del Risorgimento

L’appuntamento è il 22 settembre alle ore 18

Nell’ambito della Stagione di danza BTT_moves 2026, il Balletto Teatro di Torino porta la danza negli spazi del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano il 22 settembre alle ore 18:00 con “Gioco di Corpi”, un progetto performativo site-specific che riunisce tre presenze femminili e tre differenti linguaggi coreografici. Il programma presenta due creazioni del Balletto Teatro di Torino e ospita NIKE di Rebecca Moriondo, pensate per entrare in relazione con gli spazi e le memorie del Museo. Attraversando le sale, il pubblico sarà accompagnato in un itinerario in cui le tre interpreti, ciascuna con la propria sensibilità, daranno vita a incontri inattesi tra danza, storia e presente.

GIOCO DI CORPI ovvero un percorso performativo tra danza contemporanea e memoria.

La serata si articola in tre momenti: Gioco di Corpi, Parte 1, interpretato da Noa Van Tichel; NIKE, interpretato da Rebecca Moriondo con la coreografia di Cristina Golin; e Gioco di Corpi, Parte 2, interpretato da Bailey Kager.

GIOCO DI CORPI – Balletto Teatro di Torino, di e con Bailey Kager e Noa Van Tichel, con la consulenza coreografica Viola Scaglione, la produzione è del Balletto Teatro di Torino con il sostegno di MiC – Ministero della Cultura, Regione Piemonte

Gioco di Corpi è uno spazio di incontro in cui il movimento diventa linguaggio, relazione e scoperta. Attraverso pratiche di ascolto, contatto, ritmo e immaginazione, i corpi esplorano possibilità sempre nuove, trasformando il gesto in azione scenica e il gioco in esperienza condivisa.

Tra regole e libertà, struttura e improvvisazione, prende forma un paesaggio fisico in continua evoluzione, dove ogni presenza contribuisce alla costruzione di una drammaturgia viva, fatta di energia, spazio e relazione.

NIKE

di Rebecca Moriondo, coreografia Cristina Golin, interprete Rebecca Moriondo: Nike prende il nome dalla divinità greca della Vittoria, trasformandola in simbolo contemporaneo di emancipazione, autodeterminazione e conquista di una propria identità. Il lavoro si ispira alle figure di Rosa Parks, Virginia Woolf, Malcolm X, Frida Kahlo e Harvey Milk, evocando percorsi individuali e collettivi di resistenza e affermazione. In uno spazio essenziale, sospeso in un tempo denso e contratto, il corpo attraversa sé stesso e lo spazio circostante in un processo di continua trasformazione, liberandosi del superfluo per rivelare una presenza rinnovata, mai definitiva. Nike è la capacità di espandersi senza sopraffare, di affermarsi senza negare l’altro: una riflessione poetica sulla forza gentile del cambiamento e sulla possibilità di una vittoria che non nasce dal conflitto, ma dalla consapevolezza di sé.

Nell’immagine (copyright di Andrea Macchia), un momento di “Nike” con Rebecca Moriondo, coreografia di Cristina Golin.

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