La settecentesca residenza nobiliare di “Casa Lajolo” a Piossasco torna ad ospitare la nuova edizione, dedicata quest’anno a “I gusti della terra”
Sabato 12 e domenica 13 settembre
Piossasco (Torino)
“Un tuffo tra profumi, sapori e storie della terra: la nuova edizione della ‘Festa degli Orti’ a ‘Casa Lajolo’ si preannuncia come un appuntamento imperdibile per chi ama la natura, l’enogastronomia e le tradizioni locali. Il punto di forza di questo appuntamento sta nella capacità di unire cultura scientifica, alta gastronomia ed esperienze sensoriali a tutto tondo, trasformandosi in un percorso partecipativo pensato per ogni età, capace di stimolare tutti i sensi attraverso un fitto programma di talk, degustazioni guidate, laboratori creativi e momenti d’arte”. Così gli organizzatori di “Fondazione Casa Lajolo” (storica residenza nobiliare di campagna sita in Borgo di San Vito a Piossasco, in origine appartenente ai Conti Ambrosio di Chialamberto e passata in eredità nell’Ottocento agli astigiani Conti Lajolo di Cossano) definiscono, a ragione, la dodicesima edizione de “La Festa degli Orti”, dedicata quest’anno a “I gusti della Terra”: un vero e proprio “viaggio esperienziale”, guidato dai cinque sensi, capace di unire l’alta cucina di chef come Matteo Baronetto (per dieci anni “Executive Chef” dello storico e stellato “Cambio” di Torino e nella stagione 2026 collaboratore di Carlo Cracco al “Forte Village” di Santa Margherita di Pula in Sardegna) e la divulgazione scientifica di Giorgio Vacchiano (Ricercatore Forestale presso l’“Università Statale” di Milano), accanto a degustazioni guidate, laboratori pratici e una ricca “mostra mercato” di produttori locali.
Un mix estremamente impegnato e impegnativo di eventi che, in estrema sintesi, prenderanno forma e contenuti nella giornata di sabato 12 settembre prossimo, dalle 10,30 alle 18, con incontri e visite guidate alla dimora, al celebre “giardino all’italiana”, al “boschetto all’inglese” e all’“orto-giardino murato” (“hortus conclusus”), seguendo il magico filo conduttore dei “cinque sensi”. Il via, sotto il maestoso “Cedro deodara” (o “Cedro dell’Himalaya” o “Albero degli dei”, utilizzato per secoli in Asia per costruire templi, palazzi e monumentali sculture) con l’“udito” e la presentazione di “Soundfood” (una “lampada smart” che intreccia note musicali e ricette) a cura di Riccardo Migliavada dell’“Università di Scienze Gastronomiche” di Pollenzo, per proseguire con l’ “olfatto” e nel pomeriggio con l’esperienza dedicata al “tatto” e al “benessere”, via via fino all’esplorazione dell’“Umami” (quinto gusto fondamentale insieme a “dolce”, “salato”, “amaro” e “acido” scoperto a inizio Novecento dal chimico giapponese Kikunae Ikeda) e al binomio “Gusto & Vista”, aperitivo curato da “Giò Catering” e arricchito da un “reading letterario” a tema “verde”.
Domenica 13 settembre, dalle 10 alle 18, la festa entra nel vivo tra mostre, laboratori e una vivace “mostra mercato” di prodotti locali e vivaistici, oltre alle consuete visite guidate. Tra gli appuntamenti clou: l’inaugurazione in “Sala Scuderia” della mostra fotografica “Piossasco nel tempo”, un suggestivo “viaggio nella memoria” visiva del Borgo attraverso “cartoline d’epoca”, seguita da un talk dedicato all’“olio” (condotto da Luigi Caricato, ideatore dell’“Olio Officina Festival” e dal produttore Giovanni Bocchino) e da un altro dedicato a “miele” e “aceto”, mentre alle 17 vera star sarà l’alta cucina con lo chef Matteo Baronetto che illustrerà la nuova edizione del suo “Cucina piemontese contemporanea” (“EDT” edizioni), seguita da “Cronache degli alberi”, spettacolo di narrazione scientifica sulla vita e la cooperazione delle foreste presentato nel “Boschetto” da Giorgio Vacchiano.
E ancora, grande novità di quest’anno “Dintorno: cammina e scopri”, la “Festa degli Orti Off”, tesa ad invitare il pubblico a esplorare le bellezze storiche, artistiche e naturalistiche del “Borgo” e dei suoi dintorni, tra i quali i “Musei” a cielo aperto dedicati al celebre piossaschese Alessandro Cruto, inventore della “lampada a incandescenza” (cinque mesi dopo Thomas Edison) e all’artista torinese Giuseppe Riccardo Lanza, ideatore di un “palcoscenico-scultura” nella “Cava di San Valeriano” nei pressi di Piossasco, nonché, sempre a Piossasco, di una scultura di ben dodici metri di altezza. Ad arricchire infine la giornata di domenica 13, sarà una vivace e curata “mostra mercato”, con tutte le eccellenze del territorio, dalle “Delizie del Dahu” della Val Chisone e Val Germanasca, alle varietà uniche de “I pomodori di Nonno Remo”, senza dimenticare l’ampia offerta dei rinomati “Vini del Pinerolese”. Per facilitare l’accesso alla manifestazione, sono stati predisposti pratici collegamenti per raggiungere comodamente il “Borgo di San Vito”. Sabato 12 e domenica 13 settembre, dalle 9,30 alle 19,30, sarà attivo un “servizio navetta” da piazza Pertini con partenze ogni ora. Per chi preferisce, invece, una camminata nella natura, è stata riordinata, pulita e riaperta la “Strà d’j Babj”: l’antica stradina che consente di salire al “Borgo” a piedi da Piossasco (via Gorizia), immergendosi nella splendida magia della vegetazione collinare.
Per info e programma dettagliato: www.casalajolo.it
g.m.
Nelle foto: immagini di repertorio
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