TORINO TRA LE RIGHE
Ci sono giornate in cui la vita sembra procedere esattamente secondo i programmi e altre in cui decide di cambiare le carte in tavola senza nemmeno chiedere il permesso. Cristina Garello, trentacinque anni, medico di famiglia torinese, appartiene decisamente alla seconda categoria.
È lei la protagonista di Appuntamenti al buio e omicidi alla luce del sole, il primo romanzo pubblicato da Sara D’Amario con Newton Compton e, come lascia intuire la copertina, la prima indagine di una detective decisamente fuori dagli schemi.
Cristina, in realtà, investigatrice non vorrebbe esserlo affatto. È un medico, abituata a occuparsi dei problemi degli altri, mentre con i propri sembra cavarsela decisamente peggio. Il suo futuro pare già scritto finché Lorenzo, l’uomo che dovrebbe sposare, la lascia all’altare e scompare dalla sua vita senza darle alcuna spiegazione.
A quel punto entrano in scena Monica, amica e collega intenzionata a rimetterla sentimentalmente in circolazione, e una serie di appuntamenti al buio tanto improbabili quanto disastrosi. Ma mentre Cristina cerca di capire perché sia stata abbandonata, la vita le consegna un mistero ben più concreto: una sua paziente lascia nel suo studio la piccola Violetta con la promessa di tornare poco dopo. Non tornerà.
La donna viene infatti accusata dell’omicidio di una giovane ballerina e Cristina, convinta della sua innocenza, decide di fare ciò che probabilmente qualsiasi persona ragionevole eviterebbe accuratamente: indagare per conto proprio.
Ad accompagnarla nell’impresa c’è Ercole Pistini, idraulico in pensione con la passione per il birdwatching, aiutante improbabile quanto irresistibile. Intorno a loro ruotano poliziotti poco entusiasti delle incursioni dei due investigatori improvvisati, pazienti stravaganti, uomini più o meno sbagliati e una neonata capace di mettere Cristina davanti a un desiderio di maternità che fino a quel momento apparteneva soprattutto ai suoi progetti per il futuro.
Il giallo diventa così soltanto uno dei misteri da risolvere. Perché accanto alla domanda inevitabile – chi ha ucciso la giovane ballerina? – ne corre un’altra, molto più privata: perché Lorenzo è fuggito proprio sull’altare? Ed è nell’incontro tra indagine e commedia romantica, tra il bisogno di trovare un colpevole e quello, forse ancora più difficile, di rimettere insieme i pezzi della propria vita, che si muove il romanzo.
A fare da palcoscenico a tutto questo non poteva che esserci Torino. Una città che Sara D’Amario conosce profondamente e che ben si presta a mostrare la sua doppia natura: luminosa e misteriosa, elegante e quotidiana, capace di nascondere qualcosa appena dietro l’angolo. Portici, piazze, vie, colline e il parco della Pellerina accompagnano Cristina nelle sue disavventure, mentre luoghi reali e altri nati dalla fantasia si mescolano fino a costruire una Torino perfettamente credibile.
D’altra parte, il legame dell’autrice con il territorio è profondo. Nata a Moncalieri, Sara D’Amario è cresciuta artisticamente all’ombra della Mole: si è diplomata alla Scuola per Attori del Teatro Stabile di Torino, fondata e diretta da Luca Ronconi, e si è laureata in Lettere Moderne, con specializzazione in drammaturgia, all’Università degli Studi di Torino. Attrice di teatro, cinema e televisione, ha lavorato con numerosi registi e partecipato a film e serie molto conosciuti, da La ragazza del lago a Caos calmo, da Il cosmo sul comò a Cuori. Dal 2023 cura inoltre la direzione artistica del Polo artistico e culturale Le Rosine di Torino.
Torino, dunque, non è semplicemente uno sfondo scelto per ambientare un’indagine, ma un luogo conosciuto e vissuto, che diventa parte della storia e sembra fatto apposta per lasciare convivere una commedia romantica e un omicidio da risolvere.
E forse proprio la lunga esperienza di Sara D’Amario tra copioni, palcoscenici e set cinematografici si riflette nella scelta di affidare molto della storia ai dialoghi, alle situazioni paradossali e a personaggi fortemente caratterizzati. Cristina, soprattutto, non nasce per essere un’investigatrice infallibile: sbaglia, si arrabbia, inciampa, ironizza e continua ad andare avanti. Una protagonista imperfetta, insomma, proprio come lo siamo tutti quando la vita decide di scombinare i nostri programmi.
Appuntamenti al buio e omicidi alla luce del sole usa così il giallo per raccontare anche qualcosa di diverso: le seconde possibilità, la maternità, le aspettative che costruiamo sul nostro futuro e quel momento imprevedibile in cui la vita decide di ignorarle completamente.
Perché forse non tutti ci ritroveremo con una neonata nello studio e un omicidio da risolvere, ma chi non ha mai scoperto che anche i programmi più accurati possono saltare in aria nel giro di un istante?
Quanto a Cristina Garello, non sappiamo ancora se troverà l’uomo giusto. In compenso, Torino sembra aver trovato una nuova detective. E qualcosa mi dice che sentiremo ancora parlare di lei.
MARZIA ESTINI


