Gli animali domestici sono trattati come figli
Per i torinesi gli animali domestici non sono semplici “amici a quattro zampe”, ma veri pilastri affettivi: il 98%, infatti, li considera membri della famiglia a tutti gli effetti. Un legame profondo che per il 46% dei pet parent torinesi è del tutto sovrapponibile a quello con un figlio e per l’8% a quello con un fratello. Questa presenza, ormai centrale nella vita della città sabauda, modella le scelte quotidiane e contribuisce in modo significativo al benessere personale e collettivo. A rivelarlo è Rover.com, il più grande marketplace online per la cura degli animali domestici, che ha analizzato il rapporto tra gli abitanti del capoluogo piemontese e i loro “pet”, tra prove generali di genitorialità, budget mensili e amore senza compromessi.
L’attaccamento verso il proprio cane o gatto è una questione centrale per la maggior parte dei cittadini, tanto da considerarlo essenziale per la loro realizzazione personale.
Il 61% degli intervistati, infatti, dichiara di voler sempre un animale nell’arco della sua vita, e il 26% ne vorrebbe avere almeno uno per gran parte del tempo. Non stupisce che la presenza di un cane o di un gatto influenzi profondamente anche la sfera relazionale. Se per l’85% degli intervistati un animale facilita la socializzazione e nuovi incontri, sul piano sentimentale subentra una forte selettività: il 47% dichiara di non essere propenso a iniziare una storia con chi non desidera animali, mentre un radicale 22% esclude a priori un partner che non nutra un sincero amore per cani e gatti. Secondo i dati di Rover, per il 13% dei torinesi accogliere un cane o un gatto è il vero banco di prova per la genitorialità, tanto che le scelte di adottare un animale o un figlio seguono logiche simili. La stabilità economica resta l’elemento trasversale: è il primo fattore per chi costruisce una famiglia e il quarto per chi sceglie un “pet”. Oltre alle finanze, gli abitanti di Torino decidono di diventare genitori basandosi su maturità emotiva e stile di vita, criteri che si riflettono nell’adozione di un animale, dove pesa anche lo spazio abitativo. Proprio la maturità interiore emerge come requisito cardine per accogliere un animale domestico. Il 36% degli intervistati ritiene che la piena età adulta, caratterizzata da stabilità economica e familiare, sia il momento ideale, mentre il 28% punta sulla giovane età adulta. Per il 21% dei torinesi, invece, l’anagrafe non conta: ciò che importa davvero è l’indole e la consapevolezza dell’impegno richiesto. La cura del pet” è una priorità assoluta a Torino: il 73% degli intervistati sostiene che oggi ci si curi molto di più degli animali rispetto al passato. Tale sensibilità si traduce in un impegno economico reale, i torinesi arrivano a spendere circa 142 euro al mese per il benessere dei propri animali.
Una spesa a cui nessun interessato rinuncia è quella per il veterinario. Per il 34% degli intervistati, l’investimento mensile oscilla tra i 20 e i 50 euro, mentre per il 30% può arrivare a toccare i 100 euro al mese. Il medico resta la figura di riferimento assoluta per circa il 66%, e il 79% lo inserisce nell’entourage ideale di cura insieme ad amici e parenti, al toelettatore, al petsitter. Sebbene la maggior parte dei cittadini si rechi regolarmente in clinica solo qualche volta l’anno, e il 24% per ogni minima anomalia comportamentale o fisica, il veterinario batte ogni alternativa digitale. Solo il 5% degli intervistati consulta forum o motori di ricerca per risolvere i propri dubbi, dall’altro una percentuale analoga sceglie chatbot AI come primo punto di contatto, ma quando si parla di salute animale la competenza professionale resta insostituibile.
“I dati di Torino mostrano un’evoluzione profonda: il pet non è più solo un compagno ma un pilastro del nucleo familiare. Questa ‘genitorialità riflessa’ spinge i torinesi a investire tempo e risorse per garantire ai propri animali una cura professionale e una vita sociale integrata, confermando un legame che modella ormai l’intera città. Come Rover siamo orgogliosi di supportare questa evoluzione offrendo servizi che mettono al centro il benessere animale e il legame unico tra umano e pet – ha commentato Elia Borrini, General Manager International di Rover”.
Mara Martellotta
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