Sabato 21 e domenica 22 marzo la Città di Avigliana è stata protagonista delle Giornate FAI di Primavera, il grande appuntamento che ha permesso al pubblico di scoprire luoghi solitamente inaccessibili o poco conosciuti del patrimonio storico, artistico e naturalistico italiano. Durante questa manifestazione, giunta alla 34esima edizione, hanno aperto le porte ben 780 luoghi in 400 città, che sono stati visitabili grazie ai 17mila apprendisti ciceroni su base volontaria, a contributo libero.
Le aperture di Avigliana sono state organizzate dalla Delegazione FAI della Valle di Susa, guidata da Marilena Gally insieme al Gruppo FAI giovani.
Il pubblico ha potuto visitare il Palazzo Comunale e la Piazza Conte Rosso; la Scuola Picco; l’Oratorio del Gesù, la Casa Cantamerlo e l’Azimut Yachts. Quest’ultimo luogo era riservato agli iscritti FAI.
Il Torinese.it ha seguito l’apertura di sabato pomeriggio della Casa Cantamerlo, uno dei luoghi che ha riscosso il maggior successo da parte del pubblico.
I visitatori sono stati guidati dagli apprendisti ciceroni della classe terza A ad indirizzo scientifico tradizionale del Liceo Norberto Rosa di Bussoleno.
Quest’edificio, così chiamato per via di un merlo dipinto sulla volta della sua torre ottagonale costruita sul modello della tardo-trecentesca Torre dell’Orologio, in passato era la casa canonica della Parrocchia dei Santi Giovanni e Pietro. Nel 1860 venne venduto dal Parroco Giovanni Maria Vignolo all’avvocato, musicista, pittore, poeta e giornalista aviglianese Norberto Rosa, che qui visse fino alla sua morte, avvenuta nel giugno 1862.
La dimora, in stile neogotico nell’Ottocento, si sviluppa attorno ad una corte. Su uno dei muri del cortile interno è affrescata una copia della “Danza dei Folli”, la stessa che si ammira sulla facciata della Prima Casa di Bussoleno nel Borgo Medievale del Valentino; l’opera originaria era presente sulla facciata di un’osteria di Lagnasco oggi non più esistente, mentre l’edificio è la copia di Casa Aschieri a Bussoleno.
All’interno di Casa Cantamerlo la Sala del trono, quelle della Armi e il Salone di rappresentanza presentano classici esempi di arredamento e pittura neogotica. Nell’atrio è stata murata una stele romana raffigurante un prigioniero, databile alla prima metà del II secolo d.C. L’opera sarebbe una rappresentazione della vittoria del 197 dell’Imperatore romano Settimo Severo su Clodio Albino, generale che aveva tentato di prendersi il trono. Questa stele venne rinvenuta dal padre cappuccino Placido Bucco durante gli scavi che stava effettuando nella borgata aviglianese di Malano; egli la fece collocare nell’atrio di Casa Cantamerlo nel 1859.
In questa dimora, che durante la Seconda Guerra Mondiale venne utilizzata come presidio militare, furono ospitati illustri personaggi, tra i quali Re Vittorio Emanuele III e la Regina Elena nel 1938. Oggi l’edificio è di proprietà di Enrico Allais, che lo sta riportando agli antichi splendori.
I giovani apprendisti ciceroni del Liceo Norberto Rosa di Bussoleno, scuola scelta perché dedicata al celebre proprietario della dimora, hanno accolto il numeroso pubblico nel piazzale antistante l’edificio, raccontando la storia di Avigliana, profondamente legata a Casa Savoia. La cittadina dal 1046, anno delle nozze tra Adelaide di Torino e Oddone di Savoia, quartogenito di Umberto I Biancamano, il fondatore della Dinastia Sabauda, fino al XV secolo, fu una delle sedi della Corte quando essa risiedeva al di qua delle Alpi. Nel castello, distrutto il 29 maggio 1691 dal generale francese Nicolas de Catinat, nacquero almeno tre sovrani: il Beato Conte di Savoia Umberto III il 4 agosto 1136; il Conte di Savoia Amedeo VII detto il “Conte Rosso” il 24 febbraio 1360 e la sfortunata Bona, Duchessa di Milano, il 10 agosto 1449.
Non è mancato un grande riferimento alla fabbrica più celebre di Avigliana: il Dinamitificio Nobel, attivo dal 1873 al 1965, che durante la Seconda Guerra Mondiale fu la fabbrica di esplosivi più importante al mondo.
Il pubblico è stato quindi accompagnato nel cortile centrale, dove i ragazzi hanno raccontato la storia dell’edificio ed hanno fatto scoprire al pubblico le bellezze di questa dimora eccezionale e la figura di un suo celebre proprietario: Norberto Rosa.
I giovani ciceroni hanno concluso la visita guidata nel giardino, dal quale si gode di una bellissima vista sugli edifici medievali del centro storico. Qui hanno raccontato due leggende di Avigliana: quella del “viandante dagli occhi blu” e quella del povero Filippo II di Savoia- Acaia.
La prima racconta che un tempo, dove ci sono i due laghi c’era un borgo florido e ricco, i cui abitanti erano molto avari. Una fredda sera d’inverno vi giunse un pellegrino vestito di bianco. Egli bussò di casa in casa per chiedere del cibo e un ricovero, ma tutti gli chiusero la porta in faccia. Il viandante venne accolto da un’anziana signora, la quale gli offrì quel poco cibo e quel poco spazio che possedeva.
Il mattino dopo, all’alba, egli era sparito, e con lui anche l’inverno. Ma la cosa ancor più sorprendente fu che al posto del borgo c’erano due laghi blu, le cui acque avevano lo stesso colore degli occhi di quel viandante.
La seconda leggenda si basa su un fatto realmente accaduto: la triste vicenda del Principe Filippo II di Savoia-Acaia. Suo padre Giacomo nel 1360, per aver violato gli obblighi di vassallaggio nei confronti di suo cugino il Conte di Savoia Amedeo VI detto il “Conte Verde”, venne fatto arrestare dal sovrano. Riottenuta la libertà dopo circa tre anni, fu costretto da Amedeo VI a sposare Margherita di Beaujeu, dalla quale ebbe due figli: Amedeo e Ludovico, nati rispettivamente nel 1363 e nel 1364. Nel 1366 Giacomo fu vivamente consigliato dal Conte Verde e dalla consorte a nominare come eredi i figli nati dalla sua terza unione, a scapito di Filippo. Quest’ultimo, alla morte del padre nel 1367, non contento di essere stato diseredato, scatenò una ribellione e mise a ferro e fuoco diversi borghi del Piemonte, appoggiato dall’Abate della Sacra di San Michele Pietro III di Fongeret. Nel 1368 Filippo II venne attirato con un tranello a Rivoli, imprigionato nelle carceri del Castello di Avigliana e ucciso per annegamento il 21 dicembre nelle acque del Lago Grande. Il principe sarebbe stato sepolto nella Chiesa di San Pietro ad Avigliana e il suo fantasma aleggerebbe ancora oggi sulle acque del lago.
Il pubblico non è potuto accedere all’interno della dimora, perché nelle sue sale sono state girate alcune scene della serie “La legge di Lidia Poët 3” che uscirà il 15 aprile 2026 su Netflix e fino ad allora il produttore deterrà i diritti esclusivi d’immagine.
ANDREA CARNINO
Leggi qui le ultime notizie: IL TORINESE

