Gli autodromi casalesi videro la crescita di una nuova generazione di piloti, tra i quali Sergio Rosso, classe 1940. Nell’impianto polveroso in terra battuta di San Bernardino lungo un chilometro, denominato la mini Monza, si svolse nel maggio del 1968 il primo Grand Prix automobilistico con 18 vetture a cui partecipò Sergio Rosso, vinto dall’amico Arriberto Beluardo. Nel piccolo autodromo, il primo del genere in Italia, potevano gareggiare solo le vetture di piccola cilindrata 500 cc. e 600 cc. In una gara riservata alle vetture di cilindrata 1000 cc. sulla pista del Motor Racing Club di Casale Popolo e Coniolo, nel 1970 Sergio Rosso su Abarth concluse in bellezza al primo posto, confermandosi avversario molto scomodo per tutti i concorrenti. Lo sport automobilistico casalese vide realizzarsi un’altra idea straordinaria, l’autodromo di Casale Monferrato. Costruito sul territorio di Morano sul Po, fu aperto nel 1973 con una gara valida per il campionato italiano, episodio raccontato sulle testate nazionali Autosprint e Quattroruote. Le prove iniziarono sabato 17 marzo e le qualificazioni il giorno seguente. L’inaugurazione dell’autodromo monferrino avvenne lunedì 19 marzo per la Fiera di primavera di San Giuseppe alla presenza del vescovo di Casale mons. Carlo Cavalla, il fior fiore dell’automobilismo nazionale e Luca Cordero di Montezemolo.
Per l’occasione, la scuderia di Maranello inviò una Ferrari 312 B2 di Formula 1 condotta da Arturo Merzario e due Alfa Romeo 33 TT3, nuovi modelli per il mondiale marche ricavati dal motore boxer 12 cilindri della Ferrari prototipo del 1972. Alle ore 14 iniziarono le fasi finali di gara con la Formula Italia, alle 15 la Formula Ford, alle 16 la Formula 3 e alle 17 la Formula Mexico, tutte dotate con diverse elaborazioni del motore 1600 cc. Al debutto, Sergio Rosso non disputò la finale a causa di una vecchia Formula 3 non omologata. L’anno successivo su Lotus 69B Ford fornita dalla Scuderia Autodrom Casale, lo sfortunato Rosso fu escluso dalla fase finale per una sbandata dell’auto finita sulla barriera di protezione causata da una macchia d’olio sull’asfalto. Partito con il numero 27 e in quel momento al nono posto, non avendo ricevuto segnalazioni dai box continuò la sua veloce corsa fino all’ultimo giro non sapendo di essere già qualificato per la finale, riportando gravi danni alle sospensioni della vettura e fu costretto al ritiro. Nel 1975, con una Formula 3 Monza della scuderia “Casale Corse” dal motore Fiat 500 Boxer, ottenne il terzo posto in manche e il settimo assoluto nella finale del Gran Premio Lotteria del circuito brianzolo. Nello stesso anno ottenne ottimi risultati in Formula 3 nel Giro d’Italia e nella 6° Coppa dell’autodromo di Vallelunga.
La coppia Rosso-Beluardo si distinse nella prima edizione del Giro d’Italia automobilistico del 1973, campionato interserie riservato a prototipi senza limite di cilindrata, partecipando l’anno seguente alla seconda edizione con una Opel Commodore coupé 2800 GSE da 190 HP. I due piloti affermarono alla stampa che la potente vettura, fornita dal Garage Casalese concessionario di zona della General Motor Italia, si poteva guidare facilmente come una bicicletta. Dalle tribune di Morano era possibile assistere allo sviluppo intero del percorso, situazione molto originale per il teatro di campionati italiani e svizzeri. Qui sfrecciarono campioni come Regazzoni, Munari, Patrese, Andruet, Fittipaldi, Renzo Pasolini su Aermacchi, Lella Lombardi giunta al terzo posto a Morano su Lola T282, la pilota di Frugarolo unica donna ad aver ottenuto punti nel mondiale di Formula 1, e i fratelli Felice e Giacomo Agostini, campioni di motociclismo. Dopo 17 competizioni, 2100 piloti partecipanti e oltre 100000 spettatori, sede di prove per scuderie, marchi e riviste di auto nazionali ed europee, una drastica decisione impedirà l’utilizzo dell’autodromo. La crociata ecologica contro l’inquinamento si concluse nel 1977 con la chiusura del circuito di Morano che si estendeva in parte sul territorio confinante, costruito senza il permesso edilizio del sindaco di Pontestura Franco Guarnero.
La nuova asfaltatura, l’apertura di un ristorante e la proposta di allungare la pista di quattro chilometri non concretizzarono la riapertura ipotizzata, speranze deluse dalla scarsità di fondi che impedirono all’autodromo di emergere a livello nazionale ed europeo, nonostante il consigliere regionale Cristiano Bussola e il pilota del Campionato Mondiale Marche e conduttore televisivo Andrea De Adamich si fossero attivati strenuamente. Recentemente il territorio è stato acquistato dal Gruppo Holdim di Serralunga di Crea, offrendo performance ambientali motoristiche e un progetto di riqualificazione dell’impianto sportivo. Sono emerse richieste di importanti costruttori e del Politecnico di Torino per sviluppare nuovi test a Morano, non più possibili in altri autodromi come Monza. Dopo essere stato dimenticato per decenni, l’impianto è stato parzialmente ripristinato per le riprese effettuate sulla biografia di Enzo Ferrari, adattamento cinematografico del regista americano Michael Mann uscito nelle sale di tutto il mondo nel 2023 con deludente successo in Italia. Sergio Rosso, consapevole degli ostacoli diabolicamente difficili, interpretava ogni momento della vita come un artista di spettacolo, sostenuto dai molteplici affetti e dal singolare temperamento. Socio fondatore degli autodromi di San Bernardino e Morano sul Po, amante della velocità e del bel canto, ci ha lasciati nel 2018.
Armano Luigi Gozzano
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