Avs, sopralluogo a sorpresa nel Centro di permanenza e rimpatrio

Martedì 17 febbraio le consigliere regionali di AVS Alice Ravinale, Valentina Cera e Giulia Marro hanno effettuato un sopralluogo a sorpresa nel Centro di permanenza e rimpatrio di Torino. 
 “Attualmente le persone detenute qui dentro sono 70, in tre delle sei aree disponibili. Tanti hanno meno di 25 anni, c’è anche un ragazzo appena 18enne: persone arrivate in Italia come minori stranieri non accompagnati, che invece di essere accolte finiscono in questo inferno. Dalla riapertura ne sono transitate ben 600, di cui 80 sono state realmente rimpatriate. Questo dimostra, ancora e per l’ennesima volta, che i CPR sono un esercizio di abietta e inutile crudeltà istituzionale, a maggior ragione se si considera che ci sono casi eclatanti come quelli delle persone marocchine: l’Italia non ha accordi di rimpatrio con il Marocco, questo significa che detenere delle persone marocchine, senza che esista la possibilità di essere riportate in patria è una pena inflitta senza alcuna ragione. Gli atti di autolesionismo si sono moltiplicati esponenzialmente: alcuni hanno ingoiato degli accendini e delle pile; altri ancora si rompono di proposito i piedi e le caviglie: lo fanno perché non hanno altro modo di far capire la sofferenza di stare in quella struttura senza alcuna prospettiva e senza poter fare nessuna attività.

Siamo molto preoccupate, ancora di più all’indomani della sentenza con cui la ex direttrice del Centro è stata ritenuta responsabile del suicidio di Moussa Balde e a pochi giorni dalla morte di un 25enne nel CPR di Bari. La situazione dentro il CPR di Torino è incredibilmente tesa, in netto peggioramento rispetto all’ultima volta che abbiamo visitato la struttura. Resta il problema della vulnerabilità delle persone trattenute, molte delle quali ricorrono a psicofarmaci: da questo punto di vista, ci preoccupa molto quanto sta avvenendo a Ravenna, dove alcuni medici sono indagati per aver fatto il loro lavoro e aver valutato la fragilità di alcune persone per le quali il CPR comporterebbe traumi irreparabili.

È esattamente quello che è previsto dalla legge e che noi chiediamo di applicare alle ASL anche in Piemonte, come previsto anche nel piano socio-sanitario grazie a un nostro emendamento. Il CPR è un posto inumano che tratta persone, che – ripetiamo – non hanno commesso alcun reato come animali da tenere in gabbia. Va chiuso quello di Torino, prima che si verifichi un’altra tragedia, e vanno chiusi tutti i CPR d’Italia”.  

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