Le parole di Maurizio Scandurra, opinionista de ‘La Zanzara’ di ‘Radio24’, dopo che il Tar della Lombardia ha annullato il provvedimento prefettizio ritenuto infondato
Di Maurizio Scandurra
Se c’è una persona che ha sempre creduto – personalmente e pubblicamente – nell’onestà e nella buona fede di Rosario Tuccio e della ‘Tuccio Costruzioni’, quella sono io. Da uomo, da giornalista. Lo scrivo ininterrottamente dall’estate del 2025. Perché il dovere del cristiano, per me che sono anche un giornalista cattolico, è la testimonianza. Il Tar della Lombardia – con sentenza del 19 gennaio 2026 frutto dell’ottimo lavoro dell’Avvocato Riccardo Vecchione del Foro di Torino – ha definitivamente annullato l’interdittiva antimafia – ritenuta infondata dai Giudici milanesi – che aveva duramente colpito il gruppo di aziende dell’imprenditore edile piemontese a fine aprile del 2025. Un danno ingente subito, perdite per milioni di euro tra commesse pubbliche e private. Il provvedimento, appena varato, era subito stato ridotto a sospensiva, anche per salvaguardare continuità e futuro dei circa 50 dipendenti diretti della realtà che vanta una storia di onorato lavoro lunga sessant’anni. E questo già la diceva lunga – anzi, lunghissima! – sul non sense di questa assurda e spiacevole situazione. Siamo in un periodo delicatissimo per la Giustizia, e vicende come questa devono far riflettere. Pagano lo scotto di leggi talvolta “discutibili” (discutibili semplicemente perché umane, come tutte le umane cose) come la ‘Falcone-Borsellino’: per la quale, in sintesi, la semplice supposizione di sospetto diventa prioritaria innanzi al fatto. Al reato. Basta che vi sia un minimo sentore e il gioco… anzi, come nel caso di specie, alea iacta est…il dado è tratto. E il danno pure. Leggi figlie di nobili principi che, certamente, perseguono il fine ottimo di cercare di prevenire e arginare in modo stringente i potenziali fenomeni criminali di stampo mafioso. Ma che, spesso, rischiano altresì di tramutarsi in un boomerang serrato alla Fantozzi: pronto a ricadere – come in un dantesco contrappasso, e la memorabile scena del film insegna – sulla testa di chi le applica e per primo lo ha scagliato: magari, senza quel pizzico di attenzione in più che, in casi come questo, fa davvero la differenza.
Che il Sindaco di Nichelino, Giampietro Tolardo, PD, abbia agito secondo prassi è acclarato ed altrettanto evidente. Nulla quaestio. Ciò che, però, agli occhi di chi scrive appare incomprensibile, è l’ostracismo conseguente che, in qualche modo, né è scaturito. Attorno a Rosario Tuccio e alla ‘Tuccio Costruzioni’ si è erto un muro di silenzio e assenza di contatto. Una barriera impenetrabile fatta di decisioni poco felici e clamorosamente discutibili che pesano come mattoni (tanto per restare in metafora, siamo nel campo edile), quale quella dell’esclusione dell’azienda dagli sponsor della locale fiera patronale settembrina di San Matteo, tanto per citarne una. Nel corso della quale è stato persino impedito per non meglio precisati motivi al Tuccio in compagnia del sottoscritto di omaggiare un mazzo di fiori alla cantautrice Ivana Spagna, della quale proprio lo scrivente Maurizio Scandurra è curatore della sua autobiografia e amico da ben 15 anni. E che, per incontrarla, di certo non ha bisogno di andare a Nichelino. Tant’è che Tuccio, avveduto e visionario, pochi giorni dopo divenne lo sponsor principale del concerto degli ex Matia Bazar Silvia Mezzanotte (storica voce) e Carlo Marrale (fondatore, voce maschile e autore dei loro maggiori successi) per la data di debutto del loro tour nazionale per celebrare i 50 anni del gruppo di cui hanno fatto parte. Sapete dove? A Caramagna Piemonte, al ‘Lago dei Salici’, proprio a due passi dalla Città di Nichelino. Nemo propheta in patria est…e neanche sponsor, a quanto pare. Si deve solo alla Lega del locale Capo Gruppo Bruno Calandra una richiesta di chiarimenti in merito al Primo Cittadino, perorata con dovizia di domande: per il resto, silenzio assoluto. Le altre opposizioni assenti. Non pervenute. La gogna di disonore e dispiacere che ha investito Rosario Tuccio deve far riflettere.
E’ un’etichetta che, nel caso dell’imprenditore uscitone pulito com’era prevedibilissimo (e come lo stesso Sindaco Tolardo ha sperato e ammesso egli stesso in uno scorso Consiglio Comunale autunnale, basta rivedere il filmato della seduta), consente una rimonta e una ripartenza, pur fra mille difficoltà economiche…e, soprattutto, d’immagine. Nel caso di politici, invece, tacciati di medesime gravi e infamanti accuse, pur sopravvissuti al ciclone giudiziario-mediatico che li ha investiti (e travolti), la riabilitazione partitica e pubblica è, in Italia, praticamente impossibile. E sono tantissimi. Conosco Rosario Tuccio da anni. Posso testimoniare personalmente di averlo avutocome esperto gratuitamente al mio fianco in alcune battaglie legali al fianco di condomini truffati dalla farsa del Superbonus ai tempi del Covid, mettendosi a disposizione per risolvere problematiche edili per puro spirito di deontologia e presidio di solidarietà ai cittadini offesi nella dignità, nei patrimoni e nelle tasche. Coadiuvando i loro collegi defensionali nello stimare i danni patiti per far valere presso le opportune sedi i loro diritti. Ora che il buon nome dell’imprenditore serio e capace, e quello omonimo della sua impresa, la reputazione di un amico cristiano e di fede, fraterno e leale sono stati accertati e riconfermati da un Organo super partes nel valore intrinseco al di sopra di ogni sospetto quale il Tar lombardo, mi aspetto quantomeno un atto di cortesia e di eleganza da parte del Comune di Nichelino, alla cui guida certamente siedono persone e uomini di buonsenso: una scusa, un abbraccio, una convocazione a palazzo per quattro parole in serena e sincera, reciproca amicizia e stima. Questa sarebbe la più bella notizia. La più attesa da tutti. La migliore, quantomeno per chi scrive. Un qualsivoglia gesto di felicitazione per questo lieto fine che restituisce alla locale cittadinanza tutta la degna menzione di uomo perbene, come il caro Rosario Tuccio, alla guida di un’eccellenza imprenditoriale del settore edile che ogni giorno dà lavoro a più di 50 famiglie del territorio sostenendo attivamente da sempre anche lo sport, la cultura e le iniziative locali meritevoli di attenzione e aiuto.
(Nella foto Maurizio Scandurra)
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