Famiglia, servizi e territori: Ozegna, confronto per il futuro delle aree interne

 

Ozegna, 9 febbraio 2026 – Una partecipazione ampia e qualificata di sindaci del territorio, amministratori locali, associazioni e cittadini ha caratterizzato l’incontro pubblico “Famiglia, servizi e territori – Come ridare futuro alle aree interne”, svoltosi presso il Palazzetto dello Sport di Ozegna.

La serata, moderata dalla Patrizia Multari, psicologa e psicoterapeuta, mediatrice familiare EMDR, ha rappresentato un momento di confronto politico e sociale di alto livello su una delle sfide più decisive per il futuro del Paese: lo spopolamento delle aree interne, la denatalità e la tenuta dei servizi essenziali, a partire da quelli educativi e sociali.

Ad aprire i lavori è stato il Federico Pozzo, Sindaco di Ozegna, che ha sottolineato l’importanza di riportare il dibattito sui territori, partendo dai bisogni concreti delle comunità locali e dal ruolo centrale dei Comuni come primo presidio istituzionale.

Nel corso dell’incontro, Sergio Bartoli, Consigliere Regionale del Piemonte e Presidente della V Commissione Ambiente, ha evidenziato come lo spopolamento non sia un destino inevitabile, ma il risultato di scelte politiche frammentarie e di una visione di breve periodo. Per contrastarlo, ha ribadito la necessità di politiche strutturali, continue e misurabili, capaci di accompagnare i territori nel tempo e non limitate alla durata di singoli bandi.

La “comunità educante” come risposta concreta

Ampio spazio è stato dedicato al tema della comunità educante, come modello innovativo per contrastare l’isolamento delle famiglie e la progressiva perdita di opportunità educative nelle aree interne. È stato evidenziato come una famiglia difficilmente scelga di restare in un territorio privo di servizi educativi adeguati e come un bambino che cresce senza tali opportunità parta già svantaggiato.

Su questo punto è intervenuta Nicoletta Bellin, Direttrice del CISS 38, che ha richiamato la necessità di costruire reti territoriali stabili tra Comuni, servizi sociali e terzo settore, sottolineando come i piccoli enti, da soli, non dispongano della massa critica, delle risorse e del personale necessari per rispondere a bisogni sempre più complessi.

Oltre i bandi: serve una strategia nazionale

Il confronto si è poi spostato sul livello nazionale con l’intervento dell’On. Elena Bonetti, già Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia e Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti economici e sociali della transizione demografica. Bonetti ha criticato l’attuale approccio basato su finanziamenti frammentari, ribadendo che “l’Italia non può andare avanti a bandi”, ma ha bisogno di una visione strategica di lungo periodo per decidere quale modello di Paese costruire e come preservare le aree interne.

La voce degli amministratori locali

A portare la prospettiva quotidiana degli amministratori è stata l’On. Daniela Ruffino, Deputata della Repubblica, che ha evidenziato la fatica costante dei Comuni nel garantire servizi essenziali in un contesto di inverno demografico e risorse discontinue. Ruffino ha sottolineato come l’accesso ai servizi non debba diventare una “lotta estenuante”, ma restare un diritto, richiamando l’attenzione sulla carenza di personale nei piccoli Comuni e sulle difficoltà nell’attuazione delle opportunità offerte dal PNRR.

Giovani, istruzione e futuro dei territori

Nel dibattito è emersa con forza anche la questione del disagio giovanile e del ruolo centrale dell’istruzione. È stato ribadito che, in un Paese che perde popolazione, la risposta non può essere la chiusura delle scuole o il taglio dei servizi, ma un investimento maggiore e mirato sull’educazione, soprattutto nelle aree interne. I pochi giovani rimasti rappresentano una risorsa strategica da valorizzare, sostenere e accompagnare.

Un impegno politico condiviso

In chiusura, i relatori hanno riaffermato l’impegno a tradurre il confronto in azioni politiche concrete, attraverso il lavoro coordinato tra Parlamento, Regione e Comuni. È stato lanciato un appello forte alla collaborazione istituzionale e alla partecipazione dei cittadini, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita e garantire un futuro ai territori, evitando che lo spopolamento ne cancelli identità, storia e radici.

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