Nel cuore di Torino, in via Caprera 20/b, La Ciurma non è soltanto una libreria indipendente: è un presidio culturale, un luogo di resistenza gentile dove i libri diventano occasione di incontro e le parole tornano a circolare dal vivo. Tra scaffali curati e un’atmosfera intima e partecipata, sabato 3 gennaio 2026 lo spazio ha accolto la presentazione di Fare il possibile di Claudio Bagnasco (TerraRossa), in dialogo con Edoardo Ghiglieno, davanti a un pubblico attento, curioso e coinvolto.
Una biografia in frammenti
Fare il possibile si offre al lettore come una costellazione di brevi testi, piccoli “minerali narrativi” che, accostati l’uno all’altro, compongono una biografia scomposta. Trentuno racconti autonomi, ciascuno intitolato con una data, disposti però fuori da ogni ordine cronologico rigido. Non un diario, ma una mappa emotiva e temporale, nata – come racconta l’autore – tra ottobre 2022 e novembre 2023, con vuoti, addensamenti e improvvise accensioni.
Voce, ritmo, visione
Bagnasco definisce il proprio stile come un flusso continuo, sostenuto da un uso quasi “ipertrofico” della virgola accanto al punto: un respiro narrativo che cerca di tenere insieme l’esperienza del vivere, senza mai chiuderla davvero. In alcuni passaggi la scrittura si fa quasi visionaria, come nel racconto dedicato a Matilde, figura intensa e radicale, che durante l’incontro è stata accostata a una scrittura di flusso di coscienza, capace di evocare e destabilizzare.
Tra ironia e ferite, pubblico e privato
Il libro attraversa con naturalezza registri diversi: il comico e il drammatico, l’intimo e il collettivo. Emergono riferimenti cinematografici (Altrimenti ci arrangiamo), musicali (Guccini), ma anche episodi di cronaca recente, come la morte nello stesso giorno di Francesco Nuti e Silvio Berlusconi, osservata attraverso le reazioni contrastanti di una comunità divisa.
Politica, memoria, relazioni
Lo sguardo politico è presente e dichiarato: l’io narrante si riconosce nella sinistra, ma ne mette in discussione automatismi e retoriche, interrogandosi sul rapporto tra militanza, memoria e abitudine. Accanto a questi temi si intrecciano storie sentimentali, come un amore giovanile nato durante l’occupazione di una scuola, segnato da contraddizioni e sorprese.
Al centro, però, resta un’urgenza condivisa: far circolare cultura, tornare ad abitare luoghi fisici come le librerie indipendenti, riprendersi il tempo del confronto e dell’ascolto. In questo senso, La Ciurma non è solo cornice ma parte attiva del racconto: uno spazio che rende possibile ciò che altrove rischia di perdersi.
Per Claudio Bagnasco, “fare il possibile” significa costruire qualcosa che resti, pur nei limiti individuali, senza inseguire l’illusione del tutto. Un gesto minimo ma necessario, che si iscrive in una tradizione narrativa capace di tenere insieme fragilità e resistenza.
Il prossimo appuntamento a La Ciurma è fissato per il 9 gennaio alle ore 18.30, con Paola Barbato, che presenterà il suo libro Cuore capovolto: un nuovo incontro per continuare a fare, insieme, il possibile.
Valeria Rombolà
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