Un Viaggio nell’Introspezione Femminile e nelle Magie della Maternità alla Libreria Belleville di Torino

Il mondo della narrativa contemporanea ha offerto  una riflessione profonda sulla condizione femminile, passando dal confronto con l’introspezione personale alla scoperta delle connessioni tra generazioni di donne.  Presso la Libreria Libreria Belleville di Torino si sono confrontare infatti tre autrici: Serena Vinci, Valeria Bianchi Mian e Elena Biondo.
Le scrittrici hanno offerto uno spunto unico e potente su questi temi, utilizzando la magia, l’astrologia e la psicoscrittura per esplorare l’universo complesso della femminilità.
Nel suo ultimo romanzo, Elena Biondo ( scrittrice e psicologa) con il libro Malaluna, propone una riflessione intima e incisiva sulla figura della donna attraverso il filtro dell’astrologia e della sorellanza. La protagonista, psicologa e astrologa, utilizza l’astrologia come strumento per guidare l’introspezione dei suoi personaggi, ma è la sua relazione con la sorella a costituire il cuore del racconto. Mentre la sorella è un personaggio che si dedica completamente agli altri, la protagonista si ritrova a fare i conti con la propria vita e i sogni di ragazza dimenticati. L’introspezione diventa un viaggio alla ricerca della propria identità, contro il rischio di perdersi tra le aspettative esterne e le relazioni che la legano agli altri. Il tema della sorellanza e delle relazioni interpersonali si intreccia con la scoperta di un passato che, spesso, i figli non conoscono mai: la giovinezza dei genitori, i desideri e i sogni di generazioni precedenti. L’autrice invita a non considerare mai come “mancante” la propria vita, ma a scoprire la forza insita nella volontà e nell’intenzione di accettare ciò che si ha, senza farsi travolgere dal dolore di ciò che manca. Un concetto che riaffiora anche nel lavoro, dove la protagonista si confronta con l’ossessione della perfezione e con il desiderio di liberarsi da credenze limitanti, sfidando il concetto stesso di “lavoro perfetto”.
Parallelamente, Serena Vinci racconta nel suo “Ragazze Selvagge” anche il mondo delle bambine attraverso una serie di romanzi che esplorano il delicato momento della formazione della femminilità, con protagonistetra gli 11 e i 13 anni. Le sue storie si discostano dalle fiabe tradizionali, abbracciando temi di violenza e realismo crudo. Tra oggetti magici e simbolismi profondi, le ragazze del suo mondo non sono mai passivi oggetti del racconto, ma protagoniste attive del loro destino, spesso legate alla natura selvaggia e al rapporto profondo con gli animali, come i lupi che diventano alleati salvifici. In queste storie, la magia non è solo un fenomeno esterno, ma la capacità di sopravvivere a sé stesse, di sottrarsi alle costrizioni della società e di riappropriarsi di un destino libero. La scrittura di Vinci non è solo un racconto di crescita, ma una riscrittura del concetto stesso di fiaba, dove le bambine diventano protagoniste di un cammino di riconciliazione con la propria natura.
Dall’altra parte, Valeria Bianchi Mian, psicoterapeuta e autrice de “Le Signore dei giochi”, intreccia la saggezza magica e l’analisi psicologica per esplorare il complesso rapporto delle donne con la maternità. La maternità, intesa sia come scelta che come destino, è il cuore pulsante del romanzo, un tema che Bianchi Mian analizza con una sensibilità rara. La scrittrice, che ha sviluppato il concetto di mixare tarrocchi e psicoterapia, crea un universo dove la luna e il carro sono simboli portanti. La luna, con la sua forza simbolica legata ai ritmi ciclici della vita e della trasformazione, fa da sfondo ai rituali delle protagoniste, mentre il carro rappresenta il movimento e la transizione, il passaggio da uno stato all’altro. L’autrice, che ha lavorato con donne ai margini della società, esplora anche la dimensione più oscura della femminilità, quella che ammette la “cattiveria” come parte integrante dell’essere donna. Questa consapevolezza di sé, del proprio potere e delle proprie ombre, è ciò che rende le protagoniste del libro autentiche e consapevoli.Nel romanzo di Bianchi Mian, inoltre, emerge la “psicoscrittura”, una pratica creativa che permette alle protagoniste di entrare in contatto con il proprio inconscio, di esplorare le loro emozioni e storie interne attraverso il diario e la scrittura. Questa tecnica diventa terapeutica, un mezzo per guarire e per affrontare le difficoltà quotidiane, un potente strumento di crescita interiore.
Le autrice , con le loro opere, non solo raccontano storie di donne, ma invitano a riflettere su come la magia, l’introspezione e la consapevolezza possano diventare strumenti di liberazione personale.
VALERIA ROMBOLA’
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