Franco Rabezzana, l’ingegnere dell’Osteria Rabezzana

RITRATTI TORINESI

“Sono un ingegnere un po’ atipico – racconta Franco Rabezzana – perché, pur avendo insegnato al Politecnico di Torino, e avendo lavorato per i progetti di Ricerca e Sviluppo della Commissione Europea, nel 2012, quando ho preso in mano la società dell’Enoteca Rabezzana, ho cercato in infondere la mia anima di ingegnere in un settore tradizionale come quello del food e della ristorazione, occupandomi degli affari di famiglia. Per prima cosa ho ristrutturato la cascina storica che i miei genitori possedevano nel Monferrato e l’ho trasformata in un relais chiamato ‘San Desiderio’; si tratta di un antico casale che è stato riportato alla vita proprio nel borgo rurale di San Desiderio, a due passi da Asti. Poi nel 2016 ho trasformato gli antichi locali dell’Enoteca, in via San Francesco d’Assisi 23/c, a Torino, affiancando all’originale enoteca l’osteria, sede dell’attuale Osteria Rabezzana”.

“Era il 1911 – continua Franco Rabezzana – quando Luigi Rabezzana, il mio bisnonno, aprì un primo emporio per la vendita di vini di propria produzione a Torino, in via San Massimo; in seguito, mio nonno Carlo inaugurò una prestigiosa enoteca diventata una piola, in piazza Carignano angolo via Principe Amedeo. Nel 1946, all’indomani della seconda guerra mondiale, alla quale hanno partecipato mio nonno Carlo, mio papà Renato e mio zio Luigi, nulla trovarono più come prima, e mio papà Renato trasferì il punto vendita dell’enoteca in via San Francesco d’Assisi 23. Si trattava di una piccola vetrina accanto allo storico pastificio Giustetto, appartenente ai nonni e agli zii da parte materna. Mio nonno Francesco Giustetto aprì nel 1911 il primo grande pastificio torinese in via XX Settembre (poi trasferitosi nell’attuale pastificio Giustetto di via Santa Teresa). Mio fratello Carlo ha seguito le orme paterne e, fino al 2012, ha guidato l’enoteca per poi consegnarla nelle mie mani. Nel solco della tradizione, ho deciso di rinnovare, nel 2016, lo spazio con la ristrutturazione del magazzino al piano inferiore, facendolo divenire una location per eventi culturali. Due anni prima decisi l’apertura di un wine bar con il nome storico dell’Enoteca Rabezzana, ER, a Smithfield, una zona strategica in forte espansione della City di Londra.”

“Il pastificio Giustetto è stato gestito – aggiunge Franco Rabezzana – dai miei zii Gino e Anna, che lo hanno lasciato, all’inizio del 2020, in gestione all’Osteria Rabezzana. Il pastificio produce pasta fresca tipica piemontese accanto a una ricca varietà di gastronomia del territorio, come semolini e insalata russa, oltre ad altri piatti tipici della nostra regione. Nell’Enoteca Rabezzana offriamo i vini del Gruppo Rabezzana, quali la Barbera d’Asti DOC, il Dolcetto di Alba, il Nebbiolo d’Alba DOC, il Grignolino, il Ruchè di Castagnole Monferrato DOCG, il Barbaresco DOCG, il Barolo Perno DOCG, il Roero Arneis DOGG, lo Spumante Brut e il Moscato d’Asti, alcuni dei quali vengono prodotti sulle colline di San Desiderio. Nell’Osteria Rabezzana offriamo ai clienti un menù regionale piemontese contaminato da piatti siciliani grazie al nostro chef Giuseppe Zizzo, di origini palermitane”.

“Un’altra caratteristica della nostra osteria è rappresentata – spiega Franco Rabezzana – dalle attività culturali, con la presentazione di mostre d’arte, di libri di scrittori torinesi e con il nostro variegato programma musicale. Gli appuntamenti musicali che abbiamo programmato da settembre a dicembre 2023 fanno parte della rassegna intitolata ‘RabMataz’, in onore di Paolo Conte, e ha visto esibirsi artisti appartenenti a generi musicali diversi, ma sempre di altissimo livello, quali cantautori, esecutori di musiche ballabili di Swing e i cantori del teatro Regio, che mercoledì 6 dicembre scorso hanno realizzato i ‘Cori d’opera…che passione”. Non è mancata una carrellata storica sul Tango, con menù a tema, il 25 ottobre scorso, e le melodie romantiche proposte sempre a ottobre dal Trio con brio Hamburg di musica classica. I prossimi appuntamenti della rassegna saranno mercoledì 20 dicembre con il Concerto di Natale, con musiche dal Mago di Oz a Mary Poppins, dal titolo ‘Once upon a time’ con Lil Darling. Ultimo appuntamento musicale dell’anno sarà il Concerto di Capodanno, domenica 31 dicembre, con la Smallable Ensemble Band. L’Osteria Rabezzana è una delle location scelte dal Torino Jazz Festival e dal Moncalieri Jazz Festival, e i suoi mercoledì musicali sono ormai un punto di riferimento non soltanto per i torinesi ma anche per persone provenienti da fuori regione, come Milano”.

“Nel 2023 – conclude Franco Rabezzana – abbiamo aperto la Vineria Rabezzana in via Monferrato, che sta diventando un vera e propria via del food. Offriamo pranzi veloci, merende sinoire, tapas, spritz e un’offerta di vini di altissima qualità. Anche alla Vineria Rabezzana abbiamo introdotto gli spettacoli musicali, in concomitanza con gli aperitivi del venerdì sera. Siamo l’unico locale che ospita spettacoli nel dehor e porta la musica in via Monferrato.

Come ingegnere ho sempre cercato di consolidare progetti di innovazione nella nostra società e, a partire dal 2019, ho avviato la prima campagna di crowfunding seguita da altre tre. Hanno aderito circa 240 soci a queste quattro campagne, che costituiscono una vera e propria comunità di prodotti e servizi. In particolare la terza e la quarta campagna di crowfunding sono state create per attuare un nuovo vigneto di Ruchè biologico, un vigneto 4.0 altamente innovativo, nell’ambito del quale i soci che hanno aderito alla campagna hanno avuto in adozione una barbatella del nostro vigneto. Su questo vigneto altamente innovativo stiamo presentando dei progetti di ricerca in collaborazione con l’Università di Torino e di Milano, per sperimentare soluzioni alternative per un vigneto del futuro.

Per sviluppare al meglio le nostre potenzialità, stiamo pensando a un rafforzamento della nostra società per aprire nuovi punti vendita in città e non solo. Stiamo ricercando finanziamenti e collaborazioni con altri attori del food che siano della nostra dimensione e con i quali sia possibile confrontarsi per creare nuove realtà”.

 

Mara Martellotta

 

 

 

 

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