Anche in Piemonte l’artigianato diventa sempre più digitale. Superata la media italiana

In Piemonte nel 2023 +4,0% (superiore alla media nazionale +3,3%) Cuneo +6,2%; Torino +4,5%

 

Nel 2023 la crescita annua delle imprese artigiane digitali in Piemonte è stata del 4,0%. Una performance ottima superiore al risultato già straordinario dell’Italia +3,3%, infatti la nostra regione si posiziona al quarto posto a livello regionale.

Tra le maggiori regioni -con almeno 500 imprese artigiane digitali- dietro al Veneto il più marcato dinamismo dell’artigianato digitale si registra in Lazio con 5,9%, Sardegna con 5,7%, Piemonte con 4,0%, Emilia-Romagna con 3,4% e Lombardia con 3,3%.

È questo ciò che emerge dall’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato sulla “Transizione digitale delle PMI “, che ha rielaborato i dati Istat del 2023.

Tra le province a livello nazionale, in testa Padova con +11,8%, seguita da Vicenza con 9,7%, Cagliari con +6,8%, Cuneo con +6,2%, Treviso con +5,0%, Roma con +4,9%, Como con +4,8%, Sassari/Gallura con +4,6%, Torino con +4,5%, Milano con +4,3%, Bergamo con +4,2%, Firenze con +3,9%, Verona con +3,5%, Monza e Brianza e Bologna con +3,3%.

Il crescente flusso degli investimenti delle imprese ha sostenuto l’intensificazione dei processi di digitalizzazione, generando una domanda di servizi che ha stimolato l’offerta nei settori dei servizi digitali, uno stimolo che ha interessato le imprese artigiane, creando valore aggiunto e alimentando la crescita del PIL.

“L’innovazione tecnologica -sottolinea Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte- serve ad esaltare il patrimonio di eccellenza e di competenze delle nostre aziende. Artigiani e piccoli imprenditori sono capaci di coniugare le tecnologie digitali con la creatività e il ‘saper fare‘, la tradizione, il gusto, il fatto su misura, vale a dire le caratteristiche che da sempre fanno grandi nel mondo i prodotti delle imprese italiane a valore artigiano. Proprio per questo è necessario sostenere questa loro propensione con il pieno coinvolgimento e la facile accessibilità alle misure previste per realizzare le transizioni digitali e green”.

“Gli sforzi delle nostre imprese -continua Felici– devono però essere accompagnati da politiche di sostenibilità che siano in grado di dare risposte immediate. Le due transizioni (energetica e digitale) sono complementari l’una all’altra. Abbiamo bisogno di connettività e reti veloci ed efficienti. E’ fondamentale che la nostra regione prosegua nel rafforzamento in queste infrastrutture (telecomunicazioni e banda ultra larga) che sono le “gambe” su cui può camminare la diffusione della tecnologia orientata alla domotica ed alla gestione delle apparecchiature tecnologiche come: software, gestionali, cloud, marketplace, piattaforme per l’efficientamento di processi e servizi innovativi”.

“Usare l’energia pulita va bene ma non basta e non è l’unica via -conclude Felici– Comunità energetiche, autoconsumo, fotovoltaico sono strumenti importanti ma devono essere accompagnati da un processo di rafforzamento delle misure previste per gli interventi di efficientamento energetico delle imprese.  Inoltre, bisogna ridurre al minimo la burocrazia: diamoci regole e strumenti per fare bene e in fretta”.

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