Alberto Soressi e la bella politica - Il Torinese

Alberto Soressi e la bella politica

 

Trenta giorni come sindaco della propria città sono pochi, quasi niente.

Eppure sono bastati ad Alberto Soressi, morto per una feroce malattia dopo essere stato eletto sindaco di Omegna, per lasciare un segno che rimarrà indelebile nella memoria collettiva del capoluogo del lago d’Orta. Alberto Soressi era un amico. Ci conoscevamo da tanto tempo, eravamo coetanei, avevamo le stesse idee, i medesimi sogni. Eravamo compagni, nome bello e antico che non va lasciato in disuso. Il termine deriva dal latino “cum panis”, accomunando coloro che mangiano lo stesso pane. Chi lo fa condivide anche l’esistenza, con tutto quello che comporta: gioia, lavoro, lotta e anche sofferenze. E’ un grande dolore, non averlo più con noi. Il più grande rammarico è di esserci persi troppo di vista negli ultimi anni. Generoso, altruista, sensibile, colto. Una persona perbene che , nonostante il dolore della malattia non gli desse tregua, ha voluto impegnarsi senza risparmio in una impresa che sentiva necessaria, utile alla sua città, all’Omegna che immaginava degna di Gianni Rodari, vicina e accogliente per i più piccoli e gli ultimi. Era animato da una volontà e voglia di vivere che mi hanno ricordato una bella canzone di Roberto Vecchioni: “..la vita è così forte che attraversa i muri per farsi vedere; la vita è così vera che sembra impossibile doverla lasciare; la vita è così grande che quando sarai sul punto di morire pianterai un ulivo convinto ancora di vederlo fiorire”. Mancherà innanzitutto alla sua famiglia e a chi gli ha voluto bene. Ha dimostrato quanto può essere bella la politica, quanto può essere utile per governare e autogovernare il destino delle persone. Perché è un grande strumento di cambiamento se si alimenta con i valori, la tensione, la passione, l’ ispirazione. Questa è la sua eredità. Per esserne degni occorre innanzitutto non disperderla.

Marco Travaglini

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Articolo Precedente

Primo “Festival del digitale popolare”: 8 e 9 ottobre Torino al centro del dibattito nazionale sui temi del digitale

Articolo Successivo

Altre sei mucche morte per l’erba velenosa

Recenti:

Buon voto a tutti

È proprio il primo giorno d’autunno. Tempo uggioso, con quella naturale tristezza. Tristezza per un presente

Curiosità elettorali

Cosa succede se non si vota? L’esercizio del voto è un  “dovere civico”  non un obbligo, questo

IL METEO E' OFFERTO DA

Auto Crocetta