La crisi si abbatte come uno tsunami sui teatri piemontesi: con 32 strutture chiuse la nostra regione si colloca al quarto posto a livello nazionale, in questa speciale e poco lusinghiera classifica, dopo Sicilia Lombardia e Toscana (59, 57 e 39 teatri chiusi rispettivamente). Drammatico anche il dato nazionale, con 428 teatri italiani chiusi, la metà dei quali di proprietà pubblica (Comuni, Regioni o Demanio dello Stato). L’ultimo censimento risale al 2008, pertanto non è da escludere che dopo la pandemia il numero sia aumentato. Preservare la funzione culturale, oltre che il valore architettonico e artistico, è, anzi dovrebbe essere, compito delle Istituzioni: ma la realtà dei fatti narra una storia molto diversa, con decine di teatri non più attivi in attesa di restauri in alcuni casi mai avviati o a causa di costi di gestione che diventano insostenibili a fronte di una drammatica riduzione degli introiti. Un teatro chiuso non significa un danno dal punto di vista culturale, ma anche la perdita di un importante luogo di aggregazione e di preziosi posti di lavoro. Anche la Regione Piemonte è chiamata a fare la propria parte per la valorizzazione, il recupero e la salvaguardia del patrimonio culturale, dei quali i teatri rappresentano un elemento insostituibile. Discutero’ in Aula a Palazzo Lascaris un Question Time appena presentato per chiedere alla Giunta in che modo intenda sostenere la riapertura dei teatri attualmente chiusi, promuovendo il restauro e la valorizzazione di questi luoghi di cultura.
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