Ma Giusi avrebbe meritato molto di più - Il Torinese

Ma Giusi avrebbe meritato molto di più

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

La scarsa cultura di alcuni che non hanno una frequenza di scuole regolari ha portato anni fa alla creazione di un monstrum chiamato associazione consiglieri emeriti del Comune di Torino da parte di chi non sa neppure cosa significhi in ambito universitario quella parola. Essere ex non significa essere emerito perché almeno alcuni consiglieri comunali con precedenti penali o anche per la loro presenza insignificante, non possono certo essere definiti emeriti. Ne ho avuto dimostrazione evidente quando il presidente, ex comunista, Giancarlo Quagliotti di questo gruppo di ex consiglieri rifiuto’ la mia proposta di ricordare un vero emerito, l’on. avv. Valdo Fusi con argomentazioni capziose che facevano davvero ridere i polli, avrebbe detto Valdo. Io non insistetti e lasciar perdere perché non volli abbassarmi a queste discussioni. Ieri ho ascoltato su Facebook il ricordo del mio amico Giuseppe La Ganga in consiglio comunale, dove sedette per un breve periodo perché il PD non consenti’ la sua elezione in prima battuta nel 2011 e meno che mai la rielezione. La Ganga e‘ stato un grande leader socialista che ha trasformato un partito piemontese rissoso in un partito riformatore . Come capo gruppo alla Camera, guidò il PSI in uno dei momenti più delicati e storicamente importanti. Appare già di per se’ paradossale che Quagliotti, caduto politicamente in disgrazia in seguito allo scandalo Zampini, sia stato il protagonista del ricordo di La Ganga che, per la demonizzazione che di lui venne fatta proprio in rapporto allo scandalo Zampini, non divenne ministro. Ma Quagliotti avrebbe avuto il dovere almeno di documentarsi su La Ganga, invece ha appiattito, da vero ex comunista, il leader, invitando ex socialisti come Marzano o addirittura lombardiani di terza fila pregiudizialmente ostili a Giusy, visto come uno spregiudicato uomo di potere esponente della “malavita”, per dirla con uno dei giudizi più stupidi e immotivati di Salvemini. Ricordo io le frasi trancianti che ascoltai su di lui. Gente come Marzano, che fu vice sindaco su designazione di La Ganga, dovrebbe starsene ritirato a godersi la pensione. La Ganga fu quello che realizzo ‘ il lib – lab a Torino con Zanone sindaco e seppe essere un vero socialista liberale alla maniera di Rosselli, anche se sarebbe impossibile considerarlo il creatore di una cultura politica perché Giusi fu soprattutto un uomo di azione non privo di interessi culturali. Zanone tradì le aspettative di La Ganga dimettendosi, ma il valore di quella scelta politica resta, dopo oltre dieci dieci di subordinazione servile dei socialisti al PCI. Questi discorsi, alla faziosità di Quagliotti, appaiono troppo ostici ed è anche comprensibile per uno che osteggio’ per dieci anni la Metro eseguendo le direttive del sindaco Novelli. Basterebbe confrontare lo spessore politico di La Ganga con i deputati Cardetti e Fiandrotti, per rendersi conto della realtà oggettiva dei fatti. La presidente pro tempore del Consiglio conunale ha partecipato per pochi minuti alla cerimonia e anche lei è comprensibile perché non sa neppure chi sia stato La Ganga. L’assenza totale del sindaco Lo Russo è meno accettabile perché il sindaco aveva il dovere di essere presente con la fascia tricolore. Sia reso merito a Salvatore Vullo curatore acuto e colto dei due libri di La Ganga usciti postumi. Vullo,  amico di Sciascia, ha, da par suo, concluso il convegno su La Ganga, alzando il tono culturale della mesta cerimonia.  Vullo non ha abbandonato l’amico Giusi, oggetto di “codardo oltraggio”, come fu oggetto in precedenza di “servo encomio”. Io ero a Venezia per impegni programmati da tempo . Se avessi saputo che andava a finire così, avrei disdetto tutto e sarei intervenuto non da amico di Giusi ma da storico. È giusto che si sia tornati a parlare di La Ganga che da raffinato intellettuale e da professore universitario che rinuncio’ alla carriera accademica per la passione per la politica, avrebbe meritato ben altro trattamento. Bobbio che firmò una lettera di appoggio alla prima candidatura di Giusi alla Camera , sarebbe indignato di una Torino così lontana da quella “ civile “ che il filosofo ha rappresentato e rievocato.

1 Comment

  1. Ricordo La Ganga ai tempi del D’Azeglio: eravamo in classi parallele e per almeno un anno facemmo Educazione Fisica (con il compianto prof. Ricci) insieme. Giusi correva pesantemente im quella infelice palestra, ma era già un leader studentesco. Dopo il liceo ci perdemmo di vista e ritrovai La Ganga nella cronaca dello scandalo Zampini. Ho appreso dal tuo scritto, caro prof., tutto quello che la Stampa (di cui all’epoca ero lettore) non disse. Grazie. È un bel ricordo positivo.

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