Tortona- Reale Mutua Torino: più di una sconfitta

Il basket visto a distanza / Basket Reale Mutua Torino, una sola preghiera: assicuraci la promozione 

La partita giocata ieri dalla squadra gialloblù di Torino rappresenta purtroppo un brutto stop sul cammino della riconquista della serie A, che ricordiamo essere l’unico obiettivo minimo da raggiungere per questa squadra.

Non è nei numeri che si rivela l’inquietante partita disputata; infatti il risultato dice solo -6 (70-64), ma è più per demerito degli avversari che tale punteggio sia così basso, perché gli errori tattici oltreché gli abbondanti limiti tecnici delle cosiddette seconde linee di Torino, sono parsi evidenti.

Sotto anche di quasi venti punti, Torino ha ripreso quasi la partita grazie ad un irresistibile serie di momenti di “anti-basket” rappresentato dalle due squadre  a turno, dimostrando purtroppo che il livello a cui stiamo assistendo giocare sia il più basso degli ultimi anni.

La cabina di regia di Torino, dalla panchina ai due playmaker, sembra non comprendere bene cosa succeda in campo e effettua scelte scellerate senza apparente logica che conducono infatti ad un gioco molto rarefatto e legato più alla casualità che non ad uno stile da seguire.

Si continua ad insistere con la difesa che vince le partite, ma anche un discreto attacco di solito ottiene lo stesso risultato. Ma è chiaro che se Jason Clarke, oltre ad aver giocato e tirato male, in più si nasconde e non prende mai in mano una squadra che proprio con lui dovrebbe fare il salto di qualità, le possibilità di salire di livello si abbassano… .

Se Diop continua a giocare da “liceale” impaurito senza usare il suo strapotere fisico e in alcuni momenti chiave resta stranamente confinato in panchina, anche il potenziale sotto i tabelloni diminuisce. Pinkins gioca e ci prova, Alibegovic ha sprazzi da tiratore ma poco di più.

Il resto è quel famoso “deliquio” che tempo fa ho già descritto. La panchina lunga di Torino è più sulla carta che in campo. Se Cappelletti non reagisce e torna ad essere incisivo, dietro di lui veramente siamo molto scoperti… .

Il duo Toscano – Penna, oltre all’impegno, che è comunque un pregio, poco può fare per rendere questa squadra migliore.

Tortona ha giocato tranquilla, non si è mai rabbuiata ed alla fine ha portato a casa una vittoria importante. Ed ora vive solitaria in testa ad una classifica che, con le condizioni “casual” che le“limitazioni ambientali” del mondo possono proporre da un momento all’altro, è sempre meglio condurla e non aspettare playoff che magari non ci saranno.

Ora ci aspetta un’altra partita domenica contro Trapani. Sperare di non vedere questo “spettacolo” è un auspicio che ci facciamo tutti, in quanto Torino – città non merita di restare confinata in “A2” (retaggio di tempi andati, quando la seconda lega si chiamava così…). Certo che un cambio di registro anche in ambito di vero spettacolo sarebbe gradito: schiacciate … zero; giocate spettacolari … zero; difese con qualcosa di interessante … zero. Va bene che basta vincere, ma se giocando male oltretutto si perde, la voglia di vedere le partite del grande pubblico, rischia di scemare rapidamente.

Torino è una città difficile, dove oltre alla Juve e al Toro, tutto il resto fa fatica. Gli ultimi anni hanno rappresentato quanto fosse difficile condurre gente al basket. Bologna, negli anni bui della seconda serie riempiva il palazzetto. Perché vinceva e divertiva. La Torino del 2015 di “A2” aveva un altro piglio e, per chi se la ricorda, addirittura quella in “A3” (ovvio che non si chiamasse così la lega Silver di allora, ma era solo per inquadrare la categoria…) con Kuba Wojchekowski & Co. … regalava emozioni e spettacolo.

Ci si aspetta di più. La società c’è, il pubblico ci sarebbe, la passione vive attraverso gli schermi. Servono emozioni e gioco, spettacolo e vittorie, e non necessariamente l’uno o l’altro, anzi, possibilmente, tutti e quattro insieme.

Forza Reale Mutua, assicuraci la promozione… .

Paolo Michieletto

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