Per quattro martedì “un’arena di cinema duro e puro” al “Circolo Arci Risorgimento” di Barriera

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“Il Piccolo Cinema al Risorgimento. Documentari per vederci meglio”. Dal 14 luglio al 4 agosto

Partiamo dal titolo. “Il Piccolo Cinema al Risorgimento” già di per se’ ha un significato ben chiaro: “quello di tenere insieme – dicono gli organizzatori – la dimensione intima e domestica e il grande bisogno di ‘risorgimento’, di rinascita dopo lockdown e pandemia”. 

L’obiettivo è continuare ad offrire una proposta cinematografica gratuita e aperta a tutti, “per un mutuo soccorso cinematografico attraverso la grande capacità del cinema documentario indipendente di vedere nella realtà, insieme e dentro alla realtà”. L’appuntamento, davvero ghiotto per cinefili più o meno doc, è per quattro martedì (dal 14 luglio al 4 agosto, sempre alle 21,30) con quattro film che rappresentano, nella loro volontà di documentare realtà assolutamente concrete e scomode, quattro diversi sguardi sul mondo d’oggi. Ad ospitarli, la cornice a cielo aperto del cortile del “Circolo Arci Risorgimento”, nato nel ’45, al 16 di via Poggio, grazie al lavoro di operai e partigiani della Barriera di Milano: un autentico importante pezzo di storia di Torino e dell’Arci, un simbolo del quartiere, che in estate offre per l’appunto serate cinematografiche en plein air mirate a “proporre riflessioni, visioni e una nuova socialità che si nutre del cinema per comprendere meglio il mondo di oggi”. “Un’arena di cinema duro e puro”, spiegano i fratelli gemelli del cinema torinese, Gianluca e Massimiliano De Serio, fra i curatori della rassegna, fondatori nel 2012 del “Piccolo Cinema” e anime dell’“Associazione Antiloco”. “Siamo partiti – spiegano i De Serio – dalla collaborazione ludica e affettiva fra due associazioni storiche di Torino, ‘Antiloco’ e ‘Casetta Popular’, animatrici rispettivamente del ‘Piccolo Cinema’ di via Cavagnolo e del ‘Circolo del Risorgimento’ di via Poggio, latitudine nord di Torino. Abbiamo poi coinvolto le anime della formazione culturale cittadina Arci, ovvero ‘Altera’, che si propone da anni come luogo di comprensione e discussione critica dei mutamenti culturali e sociali della società, e ‘Babelica’, attiva nella formazione cinematografica. Ci siamo infine legati, per l’ultimo degli appuntamenti, alla navigata esperienza di scoperta del cinema doc indipendente svolta da tempo da ‘Arci Ucca’ con i film dell’Italia che non si vede”. E questi, dunque, i film pensati e programmati per i mesi di luglio e agosto, ad iniziare dal 14 luglio con  “Fuori Tutto” di Gianluca Matarrese, delicato ritratto della famiglia del regista, alle prese con la propria azienda indebitata: presente alla serata sarà la montatrice Cristina Sardo. Il film ha vinto il premio di miglior doc al “Tff 2019”. Il 21 luglio sarà la volta del “webdoc” sperimentale interattivo “Babel”, un viaggio all’interno di una comunità di richiedenti asilo in attesa del colloquio con la commissione,  insieme ai registi Manuel Coser, Andrea Grasselli e Guido Nicolas Zingari. Il 28 luglio arriverà a Torino il regista bergamasco Andrea Zambelli, con il suo film “Killing Time”, girato per 18 mesi all’interno di un campo profughi greco. Infine, il 4 agosto, all’ “arena” di via Poggio approderà il film vincitore del “David di Donatello” come miglior doc italiano “Selfie”, auto-ritratto in formato portatile di due ragazzi della periferia di Napoli, diretto da Agostino Ferrente. Appuntamento particolarmente atteso. Di sicuro interesse sul piano artistico e sociale.

 

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