È tempo di verità e chiarezza

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IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni / Siamo a quasi cento giorni dalla crisi pandemica e dovremmo essere ad un punto di svolta o comunque in una situazione in cui si devono  incominciare a trarre delle conclusioni, sia pure provvisorie. In parte la situazione sanitaria appare sotto controllo, malgrado i ritardi e gli errori commessi da governo, regioni, comuni e politici e le imprudenze imperdonabili e superficiali di una parte di Italiani.

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La situazione economica in cui ci troviamo, appare invece gravissima e angosciante. Le misure del governo sono state intempestive, faragginose, lente, tardive. Chi ha dovuto chiudere le proprie attività  non sa come sbarcare il lunario, molti dipendenti non hanno ricevuto la cassa integrazione in deroga. L’economia non riesce a riprendersi . Il turismo non vede un orizzonte di ripresa.Si sta delineando una rabbia sociale esplosiva che potrebbe scardinare le stesse istituzioni democratiche, travolgendole. Neppure la politica estera italiana riesce a raggiungere obiettivi concreti. La Svizzera aprirà in giugno le sue frontiere con tanti paesi , ma non con l’Italia. Si parla di corridoi turistici che potrebbero tagliare fuori l’Italia. Per altri versi anche in Italia si commettono gravi errori come stanno facendo i presidenti di Sardegna e Sicilia che si inventano il passaporto sanitario, una vera e propria assurdità giuridica  e politica. Per altri versi l’ idea dei 60mila  vigilantes e’ un’idea peregrina per non dire stupida  che offende i cittadini  sono stati disciplinati per oltre due mesi e non da’ certezze di sorta. L’idea di “guardie rosse” o di ronde come pensavano i leghisti in passato, che vigilino  sulla nostra vita, esprime un quid di autoritarismo forse inconsapevole, ma non per questo non meno preoccupante. Circa gli aiuti europei che sembrerebbero arrivare- ma non è ancora così chiaro –   è  preoccupante l’entusiasmo per gli aiuti dell’ex presidente del Consiglio Monti, responsabile primo di un asservimento totale dell’Italia ad un’Europa che non aveva più nulla a che vedere con quella che fu in passato la Comunità europea. C’è chi ha detto non senza qualche ragione : “Timeo Danaos et  dona ferentes”: i Greci che avevano lasciato il cavallo di Troia in dono ai Troiani per poterli sconfiggere e distruggere.
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La scuola italiana esce dalla crisi sanitaria devastata con una ministra che ha rivelato dilettantismo , improvvisazione e uno spirito grillino davvero incompatibile con un’ istruzione pubblica almeno decente. Le lezioni in teleconferenza sono state un pannicello caldo che non ha sostituito le lezioni che restano comunque quelle del docente in classe a contatto con gli allievi. In ogni caso ci sono stati studenti che sono stati abbandonati a se’ stessi. La scuola non sappiamo quando potrà riaprire. Una situazione peggiore di quella vissuta durante la seconda guerra mondiale con conviveva con i bombardamenti.  Gli esami di scuola media saranno di fatto una mera formalità e anche quelli di Maturità saranno un bluff. Peggio del clima sessantottino di cui è intrisa la ministra. Tutti dicono che bisogna essere semplici e veloci, ma il Leviatano della burocrazia appare invulnerabile. Molti dei provvedimenti legislativi sono stati scritti con una  incompetenza  e una  improvvisazione che l’Italia non aveva mai conosciuto, malgrado il degrado giuridico che abbiamo subito negli anni. Un’ultima osservazione: cosa hanno portato di positivo e di utile i 500 consulenti assoldati dal Governo ? Cosa ha fatto Colao che non è neppure venuto in Italia ?  Cosa ha fatto e cosa sta facendo Arcuri con  le mascherine accumulando dei ritardi vergognosi e accusando i farmacisti di colpe inventate? Questi sono i problemi, i dubbi e le ansie della maggioranza degli Italiani che non si sente ben governata. Si danno  con facilità prestiti miliardari ad a FCA  e perfino ai Benetton, trascurando chi sta rischiando la sopravvivenza e magari sotto sotto vengono considerati degli evasori fiscali che hanno accumulato ricchezze illecite con il nero. Senza voler diffondere allarmismo, bisogna avere il coraggio di sollevare dei dubbi, come ci ha insegnato a fare Bobbio . Non c’è più spazio per là demagogie e le certezze propagandistiche. Occorre la verità e la chiarezza senza furbizie.  Ovviamente mi auguro di sbagliare totalmente per il bene della nostra Patria  a cui bisogna sempre guardare e che il pessimismo dello storico sia almeno in parte infondato.
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Scrivere a quaglieni@gmail.com

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