Assembramenti: per le Frecce sì, nei ristoranti no

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IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni  / Appare davvero irresponsabile la decisione del ministro della Difesa di far sorvolare delle città italiane ancora in lotta con il Coronavirus   dalle “Frecce tricolori”

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Forse voleva essere un segno di serenità, di ripresa  e anche di patriottismo condivisibile, ma a Torino, ad esempio, questa sorvolata ha avuto effetti devastanti con assembramenti vietati che contraddicono la severità adottata nei confronti di cinema e teatri chiusi e che, se riapriranno, dovranno soggiacere a norme difficilmente praticabili. Gli stessi ristoranti combattono per la loro sopravvivenza a causa di restrizioni spesso incompatibili con i locali. In questo caso ogni norma contenitiva non è stata fatta rispettare.
In piazza Vittorio, sul ponte Vittorio, nella stessa via Po e soprattutto sui gradini della Gran Madre c’ è stato un affollamento del tutto illegale ,molto peggiore della già deprecabile  movida provocata da giovani che arrogantemente e impietosamente ritengono che il virus colpisca solo gli anziani. Cosa ha deciso il presidente della Regione, cosa il prefetto, cosa il questore, cosa il sindaco di Torino (che adesso si lagna tardivamente)? Sembra nulla per prevenire quanto è accaduto. Ma andava fatto un  rapido passo presso il ministro per evitare il sorvolo del tutto non necessario.I torinesi non avevano bisogno di “Frecce tricolori”, ma di più mascherine e tamponi, di più efficienza delle strutture sanitarie. E invece è stata loro offerta un’occasione che può allargare il contagio. Una situazione davvero incomprensibile ed emblematica dello sbandamento della fase 2. Se il 3  giugno non potremo recarci in Liguria, dovremo dir grazie a chi non ha prevenuto atti e violazioni davvero irresponsabili che hanno dimostrato l’immaturità di parte dei torinesi, ma soprattutto di chi dovrebbe impedire che accadano fatti come questo.
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(foto C. Bernardinelli)

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