Crescono il numero di donatori e i trapianti “combinati”

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Donazione e trapianto di organi in Piemonte nel 2019, eccellenza e innovazione del sistema sanitario regionale

Il Piemonte riconferma nel 2019 gli ottimi numeri che caratterizzano l’attività di donazione di donazione e trapianto di organi e tessuti, coordinata dal Centro Regionale Trapianti.

I dati dell’attività sono stati illustrati oggi nel corso di una conferenza stampa presenti l’assessore alla Sanità, Luigi Icardi, il direttore del Centro regionale Trapianti, Antonio Amoroso, il coordinatore regionale Donazioni e Prelievi di Organi e Tessuti, Anna Guermani ed il direttore generale dell’Azienda ospedaliera universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino, Silvio Falco.

Per l’assessore Icardi“Il Piemonte continua ad essere il riferimento nazionale per le attività di donazione e trapianto di organi: un dato ormai consolidato che ci stimola ad aumentare il nostro impegno su questo fronte. Un ringraziamento doveroso a tutti i professionisti responsabili dei programmi di trapianto e alle loro equipe per il lavoro che svolgono. Un grazie anche alle famiglie ed ai donatori che con la loro generosità consentono di salvare tante vite umane.”

I numeri

Sono stati effettuati 435 trapianti di organo: 232 di rene, 148 di fegato, 25 di cuore, 23 di polmone e 6 di pancreas. 59 trapianti (e solo di rene) sono stati effettuati nell’ospedale di Novara, gli altri nella Città della Salute e della Scienza di Torino (367 alle Molinette e 6 all’ospedale pediatrico), che si conferma tra gli ospedali al vertice di questa attività in Italia. Lo scorso anno l’ospedale torinese ha superato la soglia degli 8.000 trapianti eseguiti.

Trapianti “combinati”: Città della Salute riferimento nazionale

Ciò che contraddistingue la Città della Salute a livello nazionale non è solo il numero degli interventi eseguiti, ma anche la varietà dei programmi di trapianto che è in grado di offrire (si trapiantano tutti gli organi, sia negli adulti sia nei bambini), e la complessità degli interventi eseguiti, come il trapianto simultaneo di più organi nello stesso ricevente (i cosiddetti trapianti “combinati”).

Non c’è ospedale in Italia che possa proporli in maniera così estesa. Nel 2019 sono stati eseguiti alle Molinette trapianti combinati di rene e fegato (in un caso utilizzando solo un segmento epatico), 4 trapianti combinati di rene e pancreas, 1 di fegato e pancreas, 1 di cuore e polmoni, e addirittura un trapianto combinato di fegato-polmoni-pancreas.

La qualità dei programmi di trapianto può essere misurata dal tasso di successo raggiunto: se si considerano solo i trapianti eseguiti dal 2010 in poi, a 5 anni sono vivi il 93% dei pazienti che hanno ricevuto un trapianto di rene. Nel caso dei trapianti degli altri organi, senza i quali gran parte dei pazienti non potrebbe sopravvivere (per questo chiamati anche “salvavita”), quasi il 90% di coloro che hanno ricevuto un trapianto di fegato sono in vita a 5 anni dall’intervento, lo sono circa il 74% dei trapiantati di cuore, e la metà di chi ha ricevuto un trapianto di polmoni. Indici in continuo miglioramento ed in gran parte sopra le medie europee.

Donazioni in aumento

Il Piemonte si distingue per l’elevato numero di donatori di organi, da sempre è una delle prime regioni per numero di donatori deceduti. Nel 2019 i donatori sono stati 137 (30,4 per milione di popolazione), il terzo miglior risultato degli ultimi dieci anni, possibile grazie alla sensibilità dei cittadini, alla professionalità dei sanitari dei centri di donazione e al coordinamento della Rete Trapiantologica. Sono stati coinvolti 32 dei 34 Presidi Ospedalieri che hanno una terapia intensiva, dimostrando l’eccellenza della nostra rete ospedaliera.

Nel 2019 sono cresciuti i programmi di donazione di organi da soggetto con cuore fermo (DCD): sono tre gli ospedali (Maria Vittoria, Giovanni Bosco e Molinette) capaci di gestire questa forma di donazione molto complessa per tecnica e organizzazione, che permette di aumentare il numero degli organi disponibili per i trapianti.

Diminuiscono le opposizioni alle donazioni

Nel 2019 le opposizioni alla donazione sono scese al 25%, il dato più basso degli ultimi 15 anni, ed è raddoppiata la percentuale dei donatori la cui volontà era presente nel Sistema Informativo Trapianti (dall’9% del 2018 all’attuale 18%). A questo concorre il fatto che in Piemonte sono 976 i Comuni (popolazione raggiunta 4.186.748) in cui è possibile esprimere la volontà al momento del rinnovo della carta di identità.

Trapianti da donatore vivente

Si registrano anche segnali molto positivi nei trapianti da donatore vivente: questo è possibile nel caso del trapianto renale. Nel 2019 i trapianti di rene da donatore vivente sono aumentati in maniera significativa (41 nel 2019 rispetto ai 32 nel 2018, +23%). E più di 4.500 piemontesi (oltretutto di età tra 18 e 35 anni) si sono messi a disposizione nel 2019 per donare le loro cellule staminali emopoietiche o CSE (midollo osseo). Oggi in Piemonte sono più di 55.000. Superato anche il traguardo di 500 donazioni di CSE.

Trapianti complessi ed esiti eccellenti

I centri di trapianto del Piemonte – avendo grande esperienza e così ampia disponibilità – attraggono i pazienti con patologie complesse da tutta Italia. Nel caso degli organi salvavita, circa la metà dei pazienti trapiantati giunge da fuori regione, nel caso del trapianto del rene circa un quarto. L’esito del trapianto è collegato a molti fattori: la bravura dei chirurghi, l’attenzione degli anestesisti, la preparazione delle equipe infermieristiche, ma anche l’esperienza e capacità dei diversi specialisti che devono seguire i pazienti nelle diverse fasi, dall’immissione in lista al follow-up del trapianto.

Responsabili dei Programmi

Un ringraziamento è stato rivolto ai responsabili dei diversi programmi e alle loro equipe. Per la Città della Salute di Torino sono: Luigi Biancone per il trapianto di rene nell’adulto, Renato Romagnoli per i trapianti di fegato e di pancreas, Mauro Rinaldi per i trapianti di cuore e polmoni, Carlo Pace Napoleone per il trapianto di cuore pediatrico, e Bruno Gianoglio per quello renale pediatrico. A Novara, il responsabile del programma di trapianto renale è Vincenzo Cantaluppi.

(da sinistra, direttore Falco, assessore Icardi, dottoressa Guermani, professor Amoroso)