cibo impatto ambientale

La mia alimentazione ha impatto sui cambiamenti climatici?

Sì, si stima infatti che solo l’industria alimentare sia effettivamente responsabile di circa un quarto delle emissioni antropiche di gas serra (in realtà, risulta doveroso specificare che, viste le variabili in gioco e le difficoltà nel raccogliere dati esatti, la percentuale varia dal 20% al 30%).

 

Queste riguardano non solo la coltivazione di cereali, legumi e verdura (in particolare per la produzione di mangimi in uso dall’industria zootecnica), il trasporto e l’industria del packaging ma, soprattutto, l’allevamento di animali (carne, latticini, uova e tutti i derivati).

La maggior parte degli studi, infatti, concordano che un’alimentazione completamente a base vegetale sia la meno impattante dal punto di vista di tali emissioni [1][2][3].

“Global diets link environmental sustainability and human health”, David Tilman, Michael Clark.

La domanda che sorge spontanea è dunque la seguente: in che modo uno stile alimentare che include prodotti di origine animale contribuisce al temibile fenomeno del riscaldamento globale?

Prima di tutto, una diretta conseguenza dell’aumento della richiesta di carne e derivati (crescita prevista del 70%, dati FAO) da parte della popolazione mondiale (specialmente dei paesi più sviluppati) è la deforestazione, data la necessità di sempre maggiore superficie per far spazio ad allevamenti intensivi (stesso motivo per cui non sarebbe praticamente sostenibile pensare di vivere in un mondo pieno di allevamenti estensivi tra l’altro falsamente bucolici e paradisiaci per gli animali!) e a campi per la coltivazione di mangimi. Come è ormai ben noto a tutti, infatti, le foreste costituiscono, oltre che un vero e proprio “polmone della Terra” essendo capaci, attraverso il processo di fotosintesi clorofilliana, di consumare anidride carbonica, anche un valido sistema di termoregolazione.

Secondo elemento non irrilevante da considerare (39% delle emissioni legate al settore agroalimentare, dati FAO) è l’ingente produzione e successiva emissione di metano da parte dei batteri metanogeni (che sviluppano metano per l’appunto) presenti nell’intestino di molti animali (in particolare mucche, vitelli, capre e pecore).

Cosa possiamo fare, dunque, noi per un minore impatto ambientale? Alla luce di questi fatti, la scelta più sostenibile sarebbe quella di passare ad un’alimentazione a base vegetale.

A tal proposito, online è possibile trovare tante ricette, idee e informazioni sui siti www.scienzavegetariana.it (Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana-SSNV), www.piattoveg.info e www.challenge22.com dove potrai avere gratuitamente il supporto di nutrizionisti e volontari che ti guideranno nel percorso di prova.

Ricordiamo, inoltre, che è possibili contattarci sulla nostra pagina Instagram @torinoanimalsave per qualsiasi dubbio, consiglio o informazione.

Francesco e Sara di Torino Animal Save

[1]David Pimentel and Marcia Pimentel, Sustainability of meat-based and plant-based diets and the environment, Am J Clin Nutr September 2003 vol. 78 no. 3 660S-663S.

[2]Harold J Marlow, William K Hayes, Samuel Soret et al., Diet and the environment: does what you eat matter?, Am J Clin Nutr May 2009.

[3]John Vidal, Food shortages could force world into vegetarianism, warn scientists, The Guardian, 26 agosto 2012.

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