GTT SOSPENDE LE DUE LINEE FERROVIARIE MONTANE

in TRIBUNA

“OGNI ANNO LA SOLITA STORIA. SOLO DUE WEEK END VERSO CERES NON SONO SUFFICIENTI”

Come ogni anno, Uncem commenta con amarezza e profonda delusione la politica del Gruppo Torinese Trasporti che chiude le linee ferroviarie alpine, verso Canavese e Valli di Lanzo, sostituendole con autobus. Anche questa volta, le solite polemiche, giuste, di chi utilizza la linea e dovrà fino a settembre muoversi con i pullman sostitutivi di Gtt. Scelte profondamente sbagliate dell’azienda, che non si accorge del grande valore del suo servizio – passerà a Trenitalia a breve, visto che Gtt non ha partecipato alla gara del nodo torinese – e taglia il ferro per la gomma. Gtt non si accorge del valore delle valli attraversate dal treno, dove attiverà le corse – sulla Torino-Ceres – solo in due week end estivi, dopo le forti pressioni dei Sindaci, di Uncem, degli ex assessori Balocco e Parigi, grazie alla collaborazione con Visit Piemonte Dmo. Per tutto il resto della stagione estiva, il treno non ci sarà. Avrebbe invece avuto molto senso garantire corse (anche meno frequenti) lungo l’estate, facendo una attenta ed efficace politica di promozione verso ad esempio sindacati dei pensionati, Università della Terza Età, bocciofile torinesi…, proponendo viaggi scontati nelle valli più vicine a Torino, di Canavese e Lanzo, invitando famiglie e anziani a usare il servizio. Nelle Valli, a luglio e agosto, gli eventi sui territori sono quotidiani, grazie a decine di associazioni locali. A Lanzo le attrazioni, tre quali una piscina, non mancano. Salendo ci sono centinaia di opportunità ludiche, sportive, enogastronomiche, relax e divertimento.  Ancora una volta si perde un’occasione. Gtt la fa perdere al territorio. Due week end d’estate non sono sufficienti, i pendolari dovranno usare i pullman, i treni resteranno “fermi per via di lavori di manutenzione” annunciati che potevano essere concentrati in una settimana. Gtt penalizza le valli e incrina il rapporto tra Torino e le sue montagne, in una Città che dovrebbe essere “capoluogo alpino”, di certo non cresce.