Said Mechaquat, il ventisettenne che si è consegnato in Questura confessando di avere ucciso Stefano Leo era stato condannato a un anno e sei mesi per maltrattamenti in famiglia con una sentenza, diventata definitiva, che per lui stabiliva la carcerazione. Perché non era in carcere? Si è trattato forse di un ritardo nella trasmissione dei documenti dalla Corte d’appello alla procura presso il tribunale. Il reo confesso non aveva infatti diritto alla condizionale per i suoi precedenti e la condanna di primo grado del 2015 era irrevocabile dato che il ricorso era stato giudicato inammissibile dalla Corte d’appello.
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