Al via il ciclo “Pietro Micca Tour”, un breve appuntamento facebook del Museo Pietro Micca e dell’assedio di Torino del 1706 ogni lunedì e giovedì per raccontare, attraverso un brevissimo approfondimento del Direttore del museo e un filmato, l’assedio del 1706 proprio nel periodo in cui si svolse 314 anni fa dal maggio all’inizio settembre.
L’intero ciclo racconta i protagonisti e gli eventi dell’assedio e accompagnerà anche in visita alle gallerie del museo, della fortezza del Pastiss e del Rivellino degli invalidi.
Per chi ha voglia di rivivere un po’ di storia di Torino e l’atmosfera del museo, ecco i 4 primi appuntamenti già usciti con i linK nell’ordine:
- L’introduzione al ciclo: https://www.facebook.com/museo.pietromicca/videos/254147445965132/?q=museo%20pietro%20micca&epa=SEARCH_BOX
- L’evoluzione della mappa e delle fortificazioni di Torino: https://www.facebook.com/museo.pietromicca/videos/1416767891856670/?q=museo%20pietro%20micca&epa=SEARCH_BOX
- Il Ducato di Savoia e la guerra di successione spagnola del 1701-13 https://www.facebook.com/museo.pietromicca/videos/709590089811235/?q=museo%20pietro%20micca&epa=SEARCH_BOX
- 14 maggio 1706 inizia l’assedio di Torino:
- https://www.facebook.com/museo.pietromicca/videos/663044707757318/?q=museo%20pietro%20micca&epa=SEARCH_BOX
Il prossimo appuntamento, lunedì 18 maggio dalle ore 09,30, racconterà l’inizio delle operazioni di attacco e di difesa della Cittadella
I filmati sono raggiungibili alla pagina facebook del museo Pietro Micca sia direttamente al www.facebook.com/museopietromicca oppure attraverso il sito del museo www.museopietromicca.it

Dei marchesi del Monferrato, in questo libro, si parla solo delle loro imprese in Italia. Le gesta in Terrasanta e nell’Impero bizantino sono state trattate dall’autore in un altro suo recente libro “Il Monferrato nell’Oriente mediterraneo, secoli XII-XV”. Un duello geopolitico ad alta tensione tra Gerusalemme, Costantinopoli e il mondo arabo che per certi versi ricorda i tempi attuali. La straordinaria e sfortunata avventura di cinque marchesi monferrini tra la Terra Santa e Costantinopoli, la capitale dell’Impero bizantino e soprattutto le gesta di Corrado, il sire che salvò Tiro, l’italiano che sconfisse il Saladino. Il prode Corrado fu pugnalato e ucciso dai sicari della setta medioevale degli Assassini, i primi terroristi islamici della Storia, mentre suo fratello, il marchese Bonifacio, conquistò Costantinopoli. Due grandi protagonisti delle Crociate, con un destino comune: cercare fama e popolarità in Oriente e morire in quelle terre, come i loro fratelli, dove si combatteva per la religione e per il potere. Molta attenzione è stata dedicata in questo volume alla figura di Federico I Barbarossa che più volte scese in Italia con il suo esercito e al suo alleato, il marchese del Monferrato Guglielmo il Vecchio.
La famiglia dei Paleologi fu l’ultima dinastia a governare l’Impero bizantino fino alla caduta di Costantinopoli nel 1453 nelle mani degli Ottomani.
Si sarà premiati nello scoprire il piccolo prezioso Museo Civico di Moncalvo nell’ex Convento delle Orsoline fatto costruire nel 1625 da Guglielmo Caccia per inserirvi le figlie Orsola e Francesca, anch’esse pittrici, al fine di preservarle da un periodo storico turbolento e dare continuità alla propria bottega pittorica.
archeologico, la singolare “Rivelazione” di Mario Sironi, le nature morte di Osvaldo Licini, “La donna seduta” di Afro, gli ironici acquerelli di Nino Maccari, le inconfondibili figure di Ernesto Treccani.
Si sono svolte anche mostre di artisti scomparsi: Lalla Romano famosa pittrice e scrittrice, Giorgio Valenzin magico cantore di atmosfere veneziane oltre al pittore di Canelli Stefano Icardi, l’artista-industriale Giorgio Piacenza Dassu, Giovanni Buschini dall’intrigante musicale surrealismo. Un raro spaccato della vita torinese settecentesca è stato presentato con la mostra delle opere del bambocciante Pietro Olivero, pittore di corte e narratore di vita popolare.
A formare il Comitato c’è il Consolato francese di Milano, l’Assessorato alla cultura di Milano, la Biblioteca Nazionale Braidense, ma anche il Centro studi residenze reali sabaude. Lo ha denunciato in un articolo l’assessore regionale lombardo alla cultura prof. Stefano Bruno Galli, storico e docente universitario di chiara fama. E’ giusto valutare a due secoli di distanza con il più assoluto equilibrio la figura di Napoleone che sicuramente, almeno per la Francia, ha rappresentato una pagina importante di storia.
