Giovedì 27 gennaio, il Comune di Chieri commemora il Giorno della Memoria con una cerimonia in via Nostra Signora della Scala al civico 43, ed una conferenza sulla “Chieri ebraica” alla Biblioteca Civica “Nicolò e Paola Francone”.
Alle 10,30 il Sindaco Alessandro SICCHIERO e la Presidente del Consiglio comunale Giulia ANFOSSI commemoreranno il Giorno della Memoria, ricordando le vittime della Shoah, presso la Stele sita in via Nostra Signora della Scala al civico 43. La cerimonia si svolgerà in forma ristretta, alla presenza delle sole autorità. La Stele, opera del chierese Silvio Vigliaturo, vuole ricordare il secondo cimitero ebraico sorto a Chieri, che restò in funzione dal 1830 al 1878 circa.
Dichiara il Sindaco SICCHIERO: «Ricordare e far ricordare a tutti il sacrificio di milioni di vittime innocenti, “esprime un dovere di umanità e di civiltà, che facciamo nostro ogni volta con dolorosa partecipazione” (Sergio Mattarella). Ma per farlo appieno, è necessario conoscere fino in fondo la storia della propria città, per questo motivo quest’anno le celebrazioni del 27 gennaio si terranno per la prima volta in questo luogo evocativo, poco conosciuto dagli stessi chieresi».
Come sempre le celebrazioni istituzionali per il Giorno della Memoria sono accompagnate da iniziative culturali molto significative: due convegni, in programma il 27 gennaio ed il 3 febbraio, che approfondiscono alcuni aspetti di quegli anni drammatici, e la visita guidata del Ghetto organizzata da Carreum Potentia, che si svolgerà domenica 30 gennaio, alle ore 15.
Giovedì 27 gennaio, alle 21, la sala conferenze della Biblioteca Civica “Nicolò e Paola Francone” (Via Vittorio Emanuele II, 1) ospita l’incontro dal titolo «La Chieri ebraica: luoghi e persone. Strumenti per conoscere e comprendere», con l’intervento di Mariacristina Colli (Artefacta beni culturali). Nell’occasione saranno presentati i nuovi pannelli, che raccontano la storia della presenza ebraica a Chieri, e che saranno collocati nel Ghetto.
Giovedì 3 febbraio, sempre alle 21, sempre nella sala conferenze della Biblioteca Civica, Barbara Berruti, vicedirettrice di Istoreto (Istituto Piemontese per la Storia della Resistenza e della Società contemporanea), terrà la relazione «20 gennaio 1942: la Conferenza del Wannsee e lo sterminio degli ebrei europei».
«A ottant’anni da quell’incontro tra esponenti di primo piano del regime nazionalsocialista-spiega l’assessore alla Cultura Antonella GIORDANO-la serata vuole essere un’occasione per approfondire e riflettere sugli aspetti ideologici e disumanizzanti ma anche tragicamente “burocratici” e organizzativi della macchina dello sterminio».
L’incontro, coordinato da Enrico Manera (ricercatore di Istoreto), fa parte del ciclo di appuntamenti organizzati da Comune di Chieri ed Istoreto e dedicati alle date fondamentali del nostro Calendario civile.
(Ingresso libero, green pass rafforzato, posti limitati, consigliata prenotazione 011.9428.400 – www.comune.chieri.to.it/biblioteca).
Domenica 30 gennaio, con ritrovo alle ore 15 presso l’Arco di piazza Umberto I, l’organizzazione di volontariato culturale Carreum Potentia organizza una visita guidata al Ghetto ebraico
L’iniziativa è gratuita
Info: www.carreumpotentia.it, info@carreumpotentia.it, tel.388/3562572
Cuneo
Fra i Santi sociali torinesi, fondatore delle Congregazioni dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice, canonizzato da Papa Pio IX nel 1934, Don Bosco (al secolo Giovanni Melchiorre Bosco) visse per dieci anni, dal 1831 al 1841, a Chieri dove frequentò le scuole pubbliche ed il Seminario. Al suo arrivo in Chieri aveva 16 anni. E proveniva dai Becchi di Castelnuovo d’Asti (oggi Castelnuovo Don Bosco), dov’era nato il 16 agosto del 1815 da una poverissima famiglia contadina e dove trascorse gli anni della fanciullezza e della prima adolescenza, guidato in particolare dalla figura determinante della madre Margherita Occhiena, rimasta vedova del marito Francesco quando Giovanni aveva solo due anni e che affrontò sacrifici d’ogni genere per permettere al figlio di studiare e di seguire la sua fortissima vocazione spirituale. Chieri (dove si stabilì a pensione presso la casa di Lucia Matta e dove per mantenersi agli studi fece molteplici lavori, dal garzone al cameriere all’addetto di stalla) ebbe dunque nella vita del giovane Giovanni Bosco un ruolo di primaria importanza, mantenendo a tutt’oggi tracce indelebili del suo passaggio. Di qui l’organizzazione – da parte del Comune, dell’Istituto Salesiano “San Luigi” e dell’Istituto “Santa Teresa” – di eventi celebrativi tradizionalmente dedicati al “Santo dei giovani”, scomparso il 30 gennaio del 1888, a Torino, dov’era stato ordinato sacerdote il 5 giugno del 1841 nella Cappella dell’Arcivescovado. Quest’anno, l’appuntamento è per domenica 30 gennaio. In programma un itinerario fra strade e piazza del centro storico di Chieri alla scoperta dei luoghi che videro allora la presenza del Santo, beneficiando negli anni successivi delle sue innumerevoli opere. “Siamo profondamente lieti – sottolinea Antonella Giordano, assessore comunale alla Cultura – nel giorno della Festa del fondatore dei Salesiani, organizzata in collaborazione con la rete delle istituzioni salesiane, di proporre un itinerario in alcuni dei luoghi significativi della presenza salesiana a Chieri, a cominciare dal ‘Centro Visite Don Bosco’, museo e luogo di documentazione gestito dal Comune, ubicato all’interno dell’edificio che nell’Ottocento ospitava il Seminario di ‘San Filippo Neri’ dove don Bosco studiò. Dando così anche seguito a un preciso impegno assunto in Consiglio comunale per rilanciare il percorso museale Don Bosco”.
Dichiara il sindaco Fabio Giulivi: «Un piccolo, ma importante percorso turistico-culturale, sempre aperto e all’aperto, per scoprire parte della nostra storia, le nostre radici. Posizionato nel tratto che dalla stazione ferroviaria porta alla Reggia. Una linea diretta verso il nostro bene turistico più prezioso, che comprende la futura apertura dell’InfoPoint in via Mensa, ulteriore tessera di un puzzle che va a compiere il grande disegno di Venaria Reale città turistica. Lavoreremo per far sì che i pullman turistici lascino i graditi ospiti in viale Roma, davanti al Movicentro, in maniera tale che la passeggiata fino alla Reggia sia un cammino curioso e piacevole (come avviene già in altre città turistiche), alla scoperta della storia della città, sin da subito, grazie al contributo dei pannelli informativi come quelli che la Pro Loco ha voluto regalarci e a quelli già esistenti in via Andrea Mensa sino a piazza della Repubblica».
Il contratto 
San Francesco di Sales scriveva e affiggeva sui muri delle case foglietti volanti per diffondere la fede cattolica invitando la gente a leggerli, si rivolgeva principalmente ai giovani e alle donne testimoniando un infinito amore verso Dio e verso l’umanità. Per questo motivo è diventato il patrono dei giornalisti e degli scrittori, un po’ di tutti noi che scriviamo su questo giornale, il nostro patrono la cui festa ricorre

Questa è la prima tappa di un ciclo di conferenze il cui tema è “Alpini 1872/2022: le Truppe da montagna custodi della memoria, esempio di solidarietà”, organizzato da Comando Truppe Alpine dell’Esercito e ANA, in sinergia con il Centro Interuniversitario di studi e ricerche storico–militari, istituzione che sta curando anche la realizzazione di un volume in lingua inglese dedicato alla storia degli Alpini. Le altre tappe del ciclo saranno a Trento (in marzo), Brescia (aprile), Vicenza (giugno), Udine (luglio) e Teramo (settembre).

Sempre in maggio, l’Adunata Nazionale degli Alpini, che si terrà tra il 5 e l’8 a Rimini e San Marino, celebrerà con particolare solennità la ricorrenza, facendo sfilare le Bandiere di Guerra di tutti i Reparti alpini dell’Esercito.
Una mostra di successo declinata in musica e in poesia. Esperimento interessante e di sicuro richiamo. Capita ad “Anita e le altre. Storie di donne del Risorgimento”, dedicata dal Museo Nazionale del Risorgimento, in occasione del bicentenario della nascita, ad Anita Garibaldi, al secolo Ana Maria de Jesus Ribeiro da Silva (nata in Brasile, a Morrinos nelle Stato di Santa Catarina il 30 agosto del 1821 e morta a Mandriole di Ravenna fra le braccia del marito, l’eroe dei due mondi, il 4 agosto del 1849) e, insieme a lei, ad altre 18 donne che, in periodo risorgimentale, seppero occupare spazi pubblici fuori dall’ambito esclusivamente privato, alimentando una consapevolezza nuova ed una coscienza politica tale da permettere loro di dare vita, accanto alle virtù tradizionali di madri e di spose, a nuove forme di partecipazione sociale e culturale che hanno segnato l’evoluzione del nostro paese: dalla nascita dei salotti politici all’arte, dal sostegno alle lotte e alle guerre di indipendenza, dall’assistenza fino al giornalismo e all’istruzione. Orbene, inaugurata due mesi fa la mostra sta ancora oggi riscuotendo un grande successo di pubblico; tale da spingere gli organizzatori a prorogarla fino al prossimo 20 febbraio. Non solo. Al Museo del Risorgimento si è pensato bene e con indubbio acume di “omaggiarla” anche di un evento che si preannuncia di forte presa emozionale, declinandone il percorso sulla scia di musiche e parole. Alta musica e alta poesia. L’evento, a cura del maestro Maurizio Benedetti e ribattezzato “Anita e le altre…in musica e poesia”, si terrà nella “Sala Codici” del Museo di piazza Carlo Alberto 8, dove al pubblico sarà proposto l’ascolto delle musiche e delle poesie ispirate alle figure femminili raffigurate nei dipinti esposti in mostra. L’appuntamento è per il prossimo sabato 22 gennaio, alle ore 15,30. I brani in programma sono soprattutto composizioni di Michele Novaro (autore dell’ “Inno Nazionale”) che fu particolarmente prolifico nel porre in musica le poesie di poeti patrioti come Giovanni Prati, Francesco Dall’Ongaro, Arnaldo Fusinato e Luigi Mercantini, ispirate all’universo femminile. Saranno eseguiti anche brani strumentali tra i quali la “Garibaldi Polka” di Paolo Giorza, autore della famosa “Bella Gigogin”, accanto ad altre composizioni di autori minori come la “Margherita Mazurca” di L.Ottone, dedicata alla Regina Margherita, grande appassionata di chitarra e mandolino. Il maestro Maurizio Benedetti sarà accompagnato dall’attrice Pina Porzio, che leggerà alcune poesie, testimonianze coinvolgenti nel loro documentare come la donna sia stata interprete nei modi peculiari della femminilità, dello spirito e della storia del nostro Risorgimento.
La prenotazione é obbligatoria telefonando allo 011.5621147