Lunedì 25 aprile Assoarma Torino apre ai visitatori il Sacrario militare della Gran Madre di Dio di Torino dal suo accesso laterale al piano stradale di via Villa della Regina.Orario di apertura 10 – 12 e 14 – 18
Nel Sacrario sono custoditi 3.851 Caduti torinesi della Prima Guerra Mondiale, che, avvolti nel tricolore, il 27 giugno 1932 vi furono trasferiti dal Cimitero Monumentale su 48 autocarri militari che attraversarono solennemente le vie della città.
Il Sacrario è rimasto chiuso per tutto il periodo del Covid ma sono in corso intese ed accordi tra il Comune di Torino, il Ministero della Difesa, Commissariato Generale Onoranze ai Caduti, e il Consiglio Permanente dei Presidenti delle Associazioni d’Arma torinesi di Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia di Stato (ASSOARMA Torino) per una prossima apertura più stabile e rispettosa di un ambiente di particolare sacralità e suggestione emotiva per molti aspetti ancora poco noto agli stessi Torinesi.
Come anteprima, il 25 aprile in occasione delle celebrazionidella Liberazione, i Volontari delle Associazioni d’Arma, che già dal 2018 provvedevano ad una apertura mensile delSacrario e che si sono offerti per custodirlo in futuro, offronoai familiari e agli interessati l’opportunità di onorare i Caduti e di visitare i silenziosi e austeri locali della storica cripta, che occupa il lato Nord del tempio neoclassico superiore,eretto per ricordare il ritorno a Torino dei Savoia nel 1814. Il Sacrario fu realizzato agli inizi degli anni Trenta dall’architetto Giovanni Ricci, modificando il delicato basamento in palafitta della chiesa soprastante.
Nel grande atrio a livello marciapiede pieno di nicchie e statue, con al centro una pregiata Vittoria alata, accolgono i visitatori la suggestiva Madonna Addolorata e l’accorato saluto “Mamma non piangere, vado e torno”.
Lungo le pareti completamente in marmo, che attraverso alcuni gradini scendono nell’ossario vero e proprio a formare due ampi corridoi circolari, le formelle funerarie corrono in una successione che pare interminabile con incisi grado, nome e cognome in ordine alfabetico dei tanti Soldati torinesi caduti sul campo di battaglia del ’15-18.
Al centro, un grande altare in marmo funerario sotto una luminosa e alta cupola circolare bianca con i simboli della pietas sacrale invita al raccoglimento e alla preghiera. Qui, il 4 novembre di ogni anno la Città e le Forze Armate onorano i loro Caduti con una corona d’alloro e una benedizione.
La visita è ad accesso libero ma con mascherina indossata
Per informazioni e prenotazioni Telefono 011.5613059,Mobile 347.4054810 e E-mail: prolocotorino@email.it dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18
Generale Franco Cravarezza E-mail assoarma.torino@gmail.com
Ilario Manfredini. Mostra che considera con attenzione e con un suggestivo sguardo di nicchia i “Tesori d’arte al Castello di Vinovo”. A lungo rimandata per immancabili motivazioni pandemiche, sino al 12 giugno prossimo offrirà la possibilità al visitatore di aggirarsi nel giardino, nelle sale – dal salone d’onore alla Sala del Fregio, dalla Sala degli Stucchi e dei Medaglioni all’ambiente di Carlo VIII – e nello splendido chiostro che, oltre alle grottesche messe in salvo, offre, con le colonne, in alternanza i medaglioni in cotto degli imperatori Nerone e Galba, per confluirli verso quelli della Giustizia Ritrovata. Fregi, pitture riscoperte, curiosi schizzi alle pareti, soffitti riportati alla luce, storia e tradizioni e personaggi, ampi ambienti dove, se non appieno, hanno trovato posto preziosi materiali, come miniature e volumi e documenti – come tre piccole tavole dovute a Gandolfino da Roreto: principali prestatori la Galleria Sabauda, l’Archivio di Stato, Palazzo Madama, Pinacoteche di Pavia e Faenza – che ricreano l’evoluzione di questo alto esempio d’architettura rinascimentale del nostro territorio, costruito su disegno di Baccio Pontelli, come gli ampliamenti che hanno ridisegnano in modo definitivo il “castrum novum”, con l’abbandono del “castrum vetus”. La mostra ha un’appendice anche nella chiesa parrocchiale, dove si può ammirare il complesso scultoreo tardo quattrocentesco del “Compianto”, opera realizzata per il perduto convento del Tivoletto da un ignoto artista forse di area lombarda.

La settimana precedente al grande giorno viene detta Settimana Santa, periodo che comprende il “Triduo pasquale”, incluso il giovedì Santo, che commemora la “lavanda dei piedi” e “l’ultima cena”, e il venerdì Santo, volto invece alla rimembranza della crocifissione e della morte di Gesù.


Architetto, anatomista, pittore, visionario: l’incredibile e poliedrico genio di Leonardo da Vinci torna protagonista ai Musei Reali che dal 15 al 25 aprile 2022 propongono un’esposizione straordinaria del Codice sul volo degli uccelli e dei 13 disegni, tra i quali anche il celebre Autoritratto.





